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Visualizzazione post con etichetta CULTURA E SOCIETA. Mostra tutti i post
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domenica 25 maggio 2025

Inaugurazione Camera del Lavoro di Contessa Entellina

 Sabato prossimo, 31 maggio 2025, a Contessa Entellina, alle ore 17,30, in Via Cucci 11, sarà inaugurata con la partecipazione di componenti della Segreteria Regionale e Provinciale della Cgil la riapertura della sede di Contessa Entellina della Camera del Lavoro CGIL.

 Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.





mercoledì 10 gennaio 2024

Vita locale (9)

Tradizioni contadine

 Capita di ascoltare, ma..via via che passano gli anni,... lo si sente sempre meno:

… gruppuscoli di anziani, ultrasettantenni, che discutono fra loro, con riferimento ai campi agricoli posseduti  su cui si propongono di fare dei lavori di valorizzazione ed esprimono le estensioni dei terreni non in ettari (come in via ufficiale risulta sulla documentazione catastale) ma in salme, tumoli, mondelli e carrozze.

Una "salma" (capienza) di grano
equivale a
16 tumoli, e nella norma
comune equivale
a kg. 224




Effettivamente e storicamente fino ai primi dell’Ottocento (1801), l’unità di misura ufficiale delle superfici era la salma di 16 tumoli; il tumulo si suddivideva in quattro mondelli e questi in 4 carrozze.

 C’è ancora da evidenziare che la salma ed i sottomultipli non erano (per estensione) uniformi in tutto il territorio del fu “Regno di Sicilia”. La “salma” di Contessa È. e quella di Bisacquino differivano fra loro proprio nell’estensione che rappresentavano.

  Egualmente diversa era, da un paese all'altro, per capienza, la salma con cui si misurava la quantità degli aridi, quali il grano, l’avena e gli altri cereali.

Per evitare equivoci e contenziosi nelle questioni legate alla terra e ai suoi prodotti, nel 1809, le varie misure in salme per le superfici vigenti in ciascun paese dell’Isola furono unificate e fissate a mq. 1746, gli aridi furono fissati ad hl 2,75. Una salma di grano fu  equiparata a kg. 224, un tumulo a kg. 14.

venerdì 19 maggio 2023

Valle Belice. Qualcosa sul 1968 e qualcosa sui nostri giorni.

 (8)

L'antichità

Tratteggiare la vicenda storico-umana della parte di Sicilia Occidentale denominata "Valle del Belice" entro cui ricade Contessa Entellina è facile e difficile nello stesso tempo. Da anni ormai il cosiddetto museo locale di Contessa Entellina resta chiuso, ne mai è giunta una plausibile spiegazione se non che dovrà avvenire il trasferimento da un locale ad un'altro, sia pure ed ovviamente curato da esperti...

 Prescindendo dalla vicenda "museo", ci piace tracciare, per somma sintesi, la vicenda territoriale del territorio belicino, in termini più ampi dello spazio dell'antica Entella su cui torneremo se, e quando, saranno fruibili i suoi reperti.

  La Valle, stando a più testimonianze scientifiche risalenti già agli studi avviati nel post-terremoto '68, era già abitata in epoca precedente alla colonizzazione greca della Sicilia. Era abitata da popolazioni indigente. Testimonianze di insediuamenti o di necropoli sono a Monte Castellazzo nei pressi di Poggioreale, a Monte Porcello, alle Montagnole vicino Partanna e pure nel territorio di Santa Margherita Belice. Segni di civiltà dell'età classica (periodo compreso tra le guerre contro la Persia (490-479 a.C.) e la fine della guerra del Peloponneso (404 a.C.) che oppose Sparta e Atene, si colgono nell'insediamento  urbano di Selinunte, in prossimità della foce del Belice, al limite della Sicilia greca e quella punica.

 Durante l'amministrazione di Roma, furono conseguentemente disgregate le città-stato pre-esistenti, che erano circondate (già allora) da latifondi, e si ebbe un forte spopolamento delle campagne con la gente che da contadina si trasformò in pastori e in assoluta maggioranza in sottoproletariato delle città dell'area. In questo contesto si formarono le grandi proprietà agricole che, in periodo romano, attrassero popolazioni dalla parte orientali dell'Isola; consistenti masse umane furono anche allora ridotte in condizioni di schiavitù.

(Segue)

sabato 29 aprile 2023

Valle del Belice. Manca persino la viabilità extraurbana minore e rurale (1)

Sul blog molto frequentemente abbiamo ricordato gli eventi sismici del 1968 nell'area belicina  come eventi di svolta, se non economica, di quest'angolo di Sicilia, di tipo sociale, demografica ed economica di tutti i singoli centri urbani e di tutta la zona.

  Molta parte delle generazioni che vissero l'evento terremoto e la lunga, troppo lunga vicissitudine successiva, non è più fra di noi; chi ancora resta ha un obbligo morale di ricordare, di far conoscere cosa accadde, come fu affrontata  e come avrebbe potuto essere affrontata.

  Esiste, ovviamente, una più che vasta letteratura scientifica, una infinità di raccolte legislative sul processo della lunga ricostruzione ed esistono tuttora protagonisti attivi o meno della vicenda. Divulgare e diffondere memoria di quell'evento è, dovrebbe essere opera meritoria.

= = =segue

martedì 28 febbraio 2023

Storia e Cultura

Viaggio attraverso la Storia: 

appunti e riflessioni sull'uomo

A leggere le riflessioni e le testimonianze degli storici di tutti i tempi, noi occidentali siamo ciò che siamo perchè il nostro modo di ragionare non si discosta in nulla dal pensiero degli antichi Greci. Emberto Eco (1932-2016; semiologo, filosofo, scrittore, traduttore, bibliofilo e medievista. Saggista e intellettuale) sostiene: "E' stato il pensiero greco a formare il modo di pensare del mondo occidentale e solo comprendendo che cosa avessero pensato i Greci noi possiamo capire come abbiamo continuato a pensare negli ultimi tre millenni circa. Anche se tutto il pensiero occidentale fosse sbagliato, occorrerebbe conoscerlo per capire da dove veniamo e che cosa siamo".

Il nostro modo di vedere la realtà che ci circonda, di pensare e di organizzarci nel vivere in mezzo agli altri (la filosofia)  nasce dalla meraviglia di fronte al mistero delle cose che ci stanno attorno, sostiene ancora Eco che poi prosegue "da atti di meraviglia nascono le dottrine di Talete, di Anassimandro e di Anassimene".

 Il "pensiero", che guida ancora oggi noi occidentali, dal mondo greco transitò in quello romano-latino, plasmò la visione cristiana, il conseguente mondo medievale, ed arrivò senza produrre rotture brusche col Rinascimento, semmai inserì una nuova concezione del rapporto uomo-Dio-mondo, ponendo l'uomo quale centro attivo, protagonista e misura di tutto ciò che esiste.

 Tra Quattrocento e Cinquecento inizia effettivamente una nuova era, epoca di rinnovamento, che introduce la convinzione che l'ordine del mondo (e della società) non sia immutabile e che sia missione irrinunciabile dell'uomo quello di trasformarlo.

 Il Seicento, fu un secolo di instabilità, di inquietudini e di spaesamento e fu però il secolo della "Scienza", delle "utopie" che porterà con sè il sorgere della "cultura europea".

Il "Settecento" è riconosciuto come l'alba della "ragione", quel filtro che si impone su tutti i campi e su tutti i livelli di indagine. Kant è divenuto l'anello di congiunzione col modo di pensare dei nostri giorni. 

giovedì 16 febbraio 2023

Rottamare cartelle arretrate

Arriva la rottamazione facile delle cartelle esattoriali

 Sul sito dell’Agenzia di Riscossione  si può richiedere il dettaglio di tutte le cartelle e gli avvisi, per valutare la propria situazione e individuare i debiti che possono essere inseriti nella domanda di adesione da presentare in via telematica entro il 30 aprile 2023.

Il Prospetto, sulla base della recente Legge n. 197/2022, contiene l’elenco delle cartelle di pagamento, gli avvisi di accertamento e di addebito che possono essere “definiti” e l’importo eventualmente dovuto aderendo all’agevolazione.

Per richiedere il Prospetto ci sono due modalità alternative: 

online in area riservata (l’accesso necessita delle credenziali Spid, Cie e Carta Nazionale dei Servizi) 

online in area pubblica (dove si deve compilare il form e allegare la documentazione di riconoscimento). 

Nel primo caso, dopo aver richiesto il Prospetto, viene visualizzata una schermata con la conferma che la richiesta è stata presa in carico. Nelle successive 24 ore si riceve una e-mail all’indirizzo indicato, con il link per scaricare il Prospetto entro i successivi 5 giorni (120 ore dal ricevimento del link). Decorso tale termine, non sarà più possibile effettuare il download. 

Se si opta per la richiesta in area pubblica, si riceve una prima e-mail all’indirizzo indicato, con il link da convalidare entro le successive 72 ore. Dopo la convalida, una seconda e-mail indicherà la presa in carico della richiesta, con i riferimenti identificativi. Infine, se la documentazione di riconoscimento allegata è corretta, verrà inviata una terza e-mail con il link per scaricare il Prospetto informativo entro i successivi 5 giorni.

sabato 11 febbraio 2023

Storia e Cultura

 Il Machiavellismo

 L'espressione che andò a giustificare il machiavellismo fu opportunità, con cui si faceva riferimento al fatto che un'azione politica efficace rischia di fallire se viene ignorato il fattore tempo e le circostanze. Giovanni Botero, uomo del mondo papalino ne riconobbe il valore: 

un uomo di stato, secondo lui, doveva tenere presente e imparaere:
a riconoscere l'occasione dell'impresa, e degli affari, e l'abbracci opportunamente, perchè nissuna cosa è di maggiore momento, che un certo periodo di tempo, che si chiama opportunità e non altro, che un concorso di circostanze , che ci rendono nfacile il negozio, che innanzi, dopo quel punto, ci resta difficile (...) Non è finalmente forza, non astuzia, che molto vaglia, se non fecondata, e quasi guidata dall'opportunità.

Il pragmatismo della Compagnia di Gesù tendeva talvolta nella medesima direzione, e lo stesso atteggiamento era comune tra gli avversari del papato; Sarpi, per esempio, scrisse: "Molte volte nascono occasioni sufficienti per produrre notabili effetti, e svaniscono per mancamento d'uomini, che se ne sappiano valere". Non era una semplice astrazione.  

venerdì 3 febbraio 2023

Mafia e Riflessioni. Messina Denaro disponeva di cinque carte di identità, intestate a persone varie ma con la sua foto

 Gli investigatori puntano ad accertare l’origine 

dei documenti contraffatti ed intestati 

al boss, Matteo Messina Denaro. 

Le indagine, dopo l'arresto di Matteo Messina Denaro, inevitabilmente  puntano a scoprire i favoreggiatori che indiscutibilmente hanno coperto decenni e decenni di latitanza. E' ovvio che le cinque carte di identità contraffatte rinvenute nel covo di vicolo San Vito lasciano parecchio da riflettere. I media riferiscono che le indagini conducono a Trapani (in ragione di  furti che nel corso degli anni avrebbero intreressato -addirittura-  migliaia di carte di identità) e ad Alcamo.

Le cinque persone la cui identità è stata usata da Messina Denaro erano a conoscenza dell’operazione? Andrea Bonafede, il geometra che gli avrebbe prestato l'idendità (quella con cui il boss si recava in clinica La Maddalena) attualmente sta in carcere con l’accusa di associazione mafiosa. 

 Gli intestatari di tutte cinque le carte di identità -con la foto di Messina Denaro- ignoravano l'operazione o hanno consentito e quindi favorito la latitanza del boss? Su questo interrogativo, vertono, stando ai giornali, le indagini.

martedì 31 gennaio 2023

Mafia e Riflessioni. Messina Denaro in auto in paese due giorni prima dell’arresto

 Il boss mafioso Matteo Messina Denaro, sembrerà incredibile, ma girava tranquillamente con la sua "Giulietta Alfa Romeo" per le vie di Campobello di Mazara (è stato persino ripreso dalle telecamere di sorveglianza) senza che nessuno, in quel grosso centro del trapanesse sapesse o si accorgesse di nulla.

Quanto è credibile questa versione ?

 Il boss è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza nelle vie del centro abitato a bordo della sua Alfa Romeo Giulietta, poi ritrovata e sequestrata, sabato 14 gennaio alle ore 11, due giorni prima dell’arresto a Palermo davanti alla clinica dove si era recato per la chemioterapia alla quale deve continuare a sottoporsi. Ovviamente il filmino recente non deve essere l'unico. E Campobello non è New York perché nessuno sapesse della sua presenza. Campobello registra appena 11 mila abitanti.

  Sarebbe tempo che i cittadini, gli italiani, sapessero più di quanto viene loro finora somministrato. Chi ha coperto per decenni e decenni il boss?

domenica 22 gennaio 2023

Capita

 La democrazia americana ...

 Sei file classificati (che si aggiungono ad altri) sono stati ritrovati in una perquisizione dell’Fbi e del dipartimento di Giustizia durata circa 13 ore, due giorni fa nell’abitazione di Joe Biden, il Presidente degli Stati Uniti, a Wilmington

Si tratterebbe di complessivi una trentina di documenti finora rinvenuti. Il presidente ed i suoi avvocati hanno assistito all'indagine. In ffetti Presidente ed avvocati avevano spontaneamente denunciato il ritrovamento dei documenti iniziali nell'ufficio privato e a Wilmington. Da qui i giornali statunitensi sottolineano la differenza tra questo caso e quello dei file sequestrati nell’abitazione privata di Donald Trump in Florida: l’ex presidente è infatti indagato per ostruzione di giustizia e per avere tenuto circa trecento documenti, mentre quelli in possesso di Biden sono ora in totale una trentina

 Nonostante il distinguo dei due casi, il fatto che si tratta del quinto ritrovamento di carte riservate rimaste in possesso di Biden è comunque motivo di forte imbarazzo di fronte al tribunale dell’opinione pubblica che ha più peso di quello degli uomini togati, in democrazia.

 La Casa Bianca, criticata per la scarsa trasparenza sulle carte ritrovate prima delle elezioni di midterm e di cui si è avuta notizia solo due settimane fa, ha deciso  di dare direttamente l’annuncio evitando che i media lo scoprissero per altre vie.


venerdì 20 gennaio 2023

Capita

 Il libro di Emiliano Brancaccio, Raffaele Giammetti e Stefano Lucarelli. Commenti dai giornali

Il vecchio Marx ha avuto ragione. E' il titolo di un libro diffuso in questi giorni e ampiamente commentato pure dalla stampa liberale dell'Occidente.

 La tesi e' che attraverso esiti di studi e' facile dimostrare con l’analisi econometrica della concentrazione delle quote di controllo del capitale delle principali multinazionali mondiali come effettivamente l’80 per cento delle quote di controllo delle principali società sia in possesso di non più del 2 per cento di grandissimi azionisti. 

 In tal modo quelli che prendono le decisioni sono sempre gli stessi: una ristretta élite di personaggi più o meno noti che si contano in realtà sulle dita di una mano, o forse di due. Si tratta soprattutto di fondi d’investimento sterminati e di banche d’affari che controllano enormi quote di capitale: Goldman Sachs, Nomura, Black Rock sono solo alcune delle società al vertice della rete proprietaria globale, a loro volta controllate da un ormai ristrettissimo manipolo di grandissimi azionisti in carne ed ossa.

 Il dramma è che l’accentuarsi oltre misura della concentrazione del capitale in pochissime mani tutt’altro che invisibili non è un fenomeno indolore. Provoca non solo la disgregazione di quello che avevamo imparato a conoscere e ad apprezzare come ordine liberaldemocratico – soprattutto nelle democrazie occidentali – quanto il moltiplicarsi di scontri sempre più cruenti sul piano militare che rischiano di arrivare ad una pericolosissima escalation e, addirittura, alla catastrofe nucleare.

venerdì 16 dicembre 2022

Disimpegno civico. L'Italia che perde entusiasmo

Gli italiani secondo il Censis

I ricercatori del Censis con i loro annuali report fanno sapere che dallo scorso anno l'umore degli italiani si è piuttosto assottigliato fino a strappare il diaframma che separa la Grande Storia dalle piccole storie

 Nel quadrante che registra gli stati d’animo nazionali, gli italiani sono scivolati da un’estroversione aggressiva, giù, verso un rintanarsi al riparo dal mondo.

Nel 2022 il 90% delle persone intervistate ha indicato «tristezza» come l’area dove indugia il pendolo dell’umore quotidiano. L'umore generale si è tanto assottigliato fino a strappare -come dicevamo-  il diaframma che separa la Grande Storia dalle piccole storie. È come se nel mondo “fuori” la membrana che dentro di noi si frappone tra torace e addome, fra respiro e viscere, fosse stata schiacciata da una sequenza di eventi insostenibili: la pandemia che non finisce, la guerra in Ucraina, l’inflazione intrecciata alla crisi energetica, lo sconvolgimento climatico…

I tanti mali universali generano la malinconia diffusa.  Il 61% degli intervistati teme lo scoppio di una Terza Guerra Mondiale, poco meno (il 59) non esclude il ricorso all’atomica, poco meno ancora (il 58) vede l’Italia in prima linea. E una maggioranza ampia (quasi il 70) pensa che il tenore di vita individuale «si abbasserà ». Da qui la delusione e rassegnazione. La mappa collettiva, fra tanta foschia intercontinentale, punta in una direzione limpida: la richiesta di equità.

 Il rapporto Censis mette inoltre in evidenza «un ripiegamento post populista»: nel senso che è venuta meno la propulsione minacciosa che in passato animava giovani e vecchi leader sovranisti.

Gli italiani manifestano inoltre ostilità – «ripulsa» – per i troppi bonus e per le buonuscite milionarie, per le multinazionali che non pagano le tasse, per i jet privati e l’incessante show-off degli influencer. Non esiste più volontà -però-  di mobilitarsi, scioperare, contestare. Questo disimpegno sociale è registrato peraltro dall’astensione dal voto del 25 settembre scorso: il 39% degli “aventi diritto” ha preferito non averlo, ha deciso che quel diritto non avrebbe cambiato nulla ed è rimasto a casa, perché delusa.

mercoledì 7 dicembre 2022

Valle Belice. Qualcosa sul 1968 e qualcosa sui nostri giorni.

(7)

Le promesse vanificate 

del dopo-terremoto  

Quadro socio-economico: la viabilità? un disastro

L'intera Valle del Belice, di per sé, non costituisce una unità ed una conformità, in altri termini non possiede al suo interno, proprietà sistemiche, anche se nei decenni successivi al sisma '68 è evidente l'avvio di un sia pure lento processo di omogeneizzazione. Di fatto ai nostri giorni non sussistono nemmeno "confini" che distinguano l'intera Valle rispetto ai sistemi  e alle interazioni verso l'esterno. Restano comunque -all'interno della Valle- le distinte sub-aree e gli specifici centri di gravitazione ma ad influire sono più le distinzioni territoriali-amministrative che le realtà socio-economiche.

La densità media per abitanti/km è di gran lunga inferiore alla media regionale (186 ab/kmq). L'intera Valle è ancora, ad oltre mezzo secolo dal sisma, ai margini di ogni iniziativa di sviluppo e i centri abitati ricostruiti nel post-terremoto restano in buona sostanza dis-abitati e persino privi di voce dal momento che sia la politica che l'impegno sindacale sono -nella vera sostanza- piuttosto spenti. La media della Valle indica 64 abitanti per Kmq.

Contessa Entellina dal 1968 ad oggi ha perso la gran parte della popolazione residente. Se i dati anagrafici indicano residenti per circa 1500 unità, la realtà è di gran lunga inferiore dal momento che in tanti lasciano il paese speranzosi di dover un giorno tornare.

L'area belicina, in particolare quella del palermitano, è ai nostri giorni situata ai margini di qualsiasi iniziativa (reale) di sviluppo. L'immobilismo nei confronti delle aree interne, lo ha voluto segnare, nella gestione interne del palermitano, la conduzione della Provincia Regionale di Palermo degli anni più recenti. Non una sola strada di collegamento di Contessa Entellina col mondo esterno attualmente può essere giudicata decente. Il giudizio unanime è che l'area è sostanzialmente abbandonata a se stessa e lasciata ai margini di qualsiasi iniziativa di sviluppo. In tutto ciò influisce il disinteresse della politica nei confrontio dei piccoli centri rurali dispersi su vasti territori (isolamento geografico ed economico, lo definiscono gli economisti; ma i critici del modello di sviluppo aggiungono che si tratta di fenomeni della cattiva politica. Quella politica che non si accorge della disgregazione demografica e sociale: cecità).

(Segue)

sabato 3 dicembre 2022

Valle Belice. Qualcosa sul 1968 e qualcosa sui nostri giorni.

 (6)

Le promesse vanificate 

del dopo-terremoto 

RIFLESSIONI GENERALI

Esiste da tempo l'impegno di valorizzazione
dei territori del Belice, soprattutto in
campo "archeologico". Le risultanze degli studi
arrivano periodicamente in ambiti locali senza
che riescano, per motivi di ordine sociale,
economico e culturale, a scaldare animi e
ancor meno a sviluppare ricadute significative
di alcun genere.

C'è purtroppo da evidenziare che chi è interessato
all'archeologia non osa avviarsi in località
lontane dai centri urbani, sapendo
che per arrivare a Contessa Entellina o in altri
paesini del Belice, si corre il rischio di
sfasciare un'automobile. Mancano infatti
"vere" strade provinciali, ex consorziali e
persino le antiche regie trazzere.



 La Valle del Belice sia nell'ante terremoto '68 che ai nostri giorni non ha mai rappresentato e non rapresenta un'area sistemica -coordinata- in termini socio-politici ed ancor meno in termini economici. Sostanzialmente, le diversificate aree interne della Valle che pure dovrebbero o potrebbero interagire fra esse non lo fanno -se non in piccoli bacini-  perchè persistono in ciascuna realtà locale diversificate ragioni economiche ed amministrative e, conseguentemente, la Valle di per sé non manifesta nulla di intenso o di interessante in termini di coinvolgimento interno, se non la disponibilità di grossi centri commerciali situati in alcune aree.

Esistono sub aree interne alla Valle che interagiscono fra loro e contemporaneamente hanno consistenti relazioni di vario tipo (amministrative, commerciali, sanitarie) con centri esterni e di circoscrizioni altre. Contessa E. (prov. Palermo) gravità commercialmente su Sambuca di Sicilia (prov. Agrigento).

Lo spopolamento, molto più accentuato rispetto ai dati ufficiali riportati nella precedente pagina, è il segnale più evidente di un territorio (l'intera Valle) rimasta estranea a qualsiasi linea di sviluppo socio-economico. Pochi, lo abbiamo già evidenziato, sono i centri che superano i 10mila abitanti; gli altri -come Contessa Entellina- sono di parecchio più dis-abitati di quanto riportano i dati delle Anagrafi Comunali. Tanta gente mantiene infatti la residenza anagrafica nei comuni di origine, ma di fatto e per ragioni occupazionali e/o di studio, vive altrove e la gran parte ha persino perso l'abitudine di tornare nelle comunità di origine persino nelle storiche ricorrenze locali, come accadeva decine di anni fa.

venerdì 2 dicembre 2022

Valle Belice. Qualcosa sul 1968 e qualcosa sui nostri giorni.

(5)

Le promesse vanificate 

del dopo-terremoto 

DATI DEMOGRAFICI

La Valle del Belice non è mai stata un'area intensamente popolata; i quindici comuni che furono più interessati dagli eventi sismici del gennaio 1968 e, poi, dai successivi interventi di carattere socio-economici rivolti alla ricostruzione, dal punto di vista demografico hanno sempre presentato quadri molto differenziati. Riportiamo di seguito la loro consistenza al 1961 e quella più recentemente fatta conoscere dall'Istat.

Partanna            13.011            10.021 (30-12-2020)

Salemi            15.36             10.114 (30-12-2020)

Menfi              12.492           11.812 (30-12.2020)

Calatafimi       10.775            6.276 (30-12-2020)

Gibellina           6.410            3.836 (30-12-2020)

Santa Ninfa       5.826            4.842 (30-12-2020)

Sambuca di Sicilia 7.679         5.485 (30,12.2020)

Santa Margherita Belice 7.811 6.104 (30.12.2020)

Poggioreale        2.698           1.394 (30.12.2020)

Salaparuta         2.943           1.596 (30.12.2020)

Vita                      =              1.819 (30.12.2020)

Montevago          3.008          2.734 (30.12.2020)

Camporeale         6.093          2.992 (30-11-2021)

Contessa Entellina2.669 1.536 (31-12-2020)

Roccamena          2.772          1.370 (30-11-2021)


Come è facile notare, i comuni maggiori, ed economicamente più avvantaggiati, si collocano più in prossimità della fascia esterna occidentale-meridionale, mentre i comuni minori (dove rientra Contessa Entellina) sono dislocati nella parte centro-orientale della "Valle".

Amministrativamente i comuni più colpiti dal sisma '68 fanno capo a tre province diverse (Trapani, Agrigento, Palermo). Per i servizi essenziali, dai Distretti Scolastici alle Asl, gravitano sui comuni limitrofi da Alcamo, Mazara del Vallo, Castelvetrano, a Sciacca e Corleone.

I dati statistici sopra riportati ci fanno parecchio riflettere. Proveremo a farlo lungo il corso di molte altre pubblicazioni di dati che continueremo a riportare.

mercoledì 30 novembre 2022

Valle Belice. Qualcosa sul 1968 e qualcosa sui nostri giorni.

(4)

Le promesse vanificate 

del dopo-terremoto 

DATI TERRITORIALI

L'area della Valle del Belice, quella interessata dal terremoto del gennaio 1968, in linea prevalente è tutta collinare. Raramente le altitudini dei centri abitati raggiungono i 400-500 metri s.l.m. C'è ovviamente, ed è sul territorio di Contessa Entellina, il Monte Genuardo che si eleva fino a 1.118 m.l.m. che, stando agli studiosi,  possiede una morfologia piuttosto tormentata. Vedremo di farci spiegare -in prosieguo- dagli esperti cosa cosa possa significare "tormentata". 

Antico Mulino ad acqua



Il sistema idrografico è caratterizzato, ovviamente, dal fiume Belice che attraversa la Valle da Nord in direzione Sud che nei pressi del territorio di Contessa Entellina congiunge in un unico corso sia il Belice Destro (dai territori di Camporeale, Monreale e Roccamena) che il Belice Sinistro (dal territorio di Corleone). Lungo il suo corso, il Belice convoglia acque da vari "valloni" e "torrenti" e per quanto risulta a noi i più rilevanti sono il "Senore" ed il "Realbate".

Nella parte occidentale della Valle scorre il fiume "Freddo" che sfocia nel Golfo di Castellamare ed il fiume "Grande" che alimenta l'invaso Trinità (territorio di Castelvetrano), e quindi fuori dal'area belicina e che consente l'irrigazione di territori di Castelvetrano e Mazara del Vallo.

Sul versante orientale della Valle del Belice, lo abbiamo già ricordato in precedenti pagine, scorre il Carboi che con con le acque dei suoi torrenti (Landore, Dragonara e Caricagiachi) alimenta l'invaso Arancio (Sambuca di Sicilia).

In tutta la Valle la distribuzione nel corso dell'anno delle piogge è in linea generale irregolare (con concentrazione, prevalente, fra ottobre-marzo). Secondo alcune osservazioni curate dagli esperti, a Contessa Entellina le precipitazioni medie annue arrivano ad essere di 700 mm.

martedì 29 novembre 2022

Gli italiani. Sguardi e strisce sulla loro Storia

Quell'arbëresh 

"Capo del Governo" (4)   

Nel 1887 il benedettino Luigi Tosti doveva trattare con il ministro degli Interni, Francesco Crispi, la restituzione al Vaticano della basilica di S. Paolo (v. la foto). Le difficoltà della Chiesa ad accettare la perdita di Roma, rinunciando alla sovranità papale, e l'impossibilità dell'Italia di negare il plebiscito del '70, fecero fallire la "conciliazione". (Arrigo Petacco, 1929-2018).
*     *     *


Francesco Crispi nel suo albero genealogico ha più antenati e parenti
"papas" (sacerdoti del rito bizantino). Il suo percorso di vita e la sua storia
personale sono tuttavia segnati -stando a più storici- da anticlericalismo e da ostilità nei confronti
dello Stato Pontificio e della Chiesa. Fu veramente così? Sergio Romano, in una nota giornalistica 
ridimensiona, almeno in parte,  quel suo anticlericalismo da partito preso e lo
presenta come convinto "uomo di stato"

Lo storico, giornalista, ex diplomatico, politologo e saggista italiano Sergio Romano  presenta Crispi, in termini meno oltranzisti di quanto più testi abbiano invece accentuato l'anticlericalismo. Vediamo:

Le parole di Crispi, se davvero pronunciate in quei termini (come da un testo di Indro Montanelli), appartengono allo stile spesso battagliero e focoso dell’uomo politico siciliano. Ma non corrispondono alla linea che adottò non appena l’Italia apprese la morte di Pio IX. 
Crispi era massone e aveva votato contro la legge delle Guarentigie, con cui lo Stato italiano aveva offerto alla Santa Sede, dopo la conquista di Roma, un generoso regime di pacifica coabitazione. Ma sapeva che i cattolici europei avrebbero giudicato l’Italia, in quelle circostanze, dal modo in cui il suo governo avrebbe gestito il conclave. 
Se i cardinali convocati a Roma fossero stati trattati con puntigliosi metodi polizieschi e ai fedeli fosse stato impedito di partecipare liberamente alle cerimonie della successione, molte potenze ostili all’unità italiana ne avrebbero approfittato per rimettere all’ordine del giorno la legittimità dello Stato risorgimentale. Non è tutto. Crispi sapeva che vi era in Vaticano un partito del «tanto peggio tanto meglio», una fazione di partigiani del «papa re» che auspicavano lo scontro e speravano di provare al mondo l’impossibilità della convivenza con lo Stato italiano. Vi erano cardinali che proponevano di convocare il conclave a Malta. E vi erano anche anticlericali italiani che desideravano, per ragioni opposte, la stessa cosa. Occorreva che a questi sanculotti della fede e a questi mangiapreti non venissero offerti alibi e pretesti.
 Come ministro degli Interni, d’altro canto, Crispi non era privo, per i suoi eventuali rapporti con la Santa Sede, di canali confidenziali. Poteva contare in particolare su due sacerdoti amici (padre Isaia e monsignor Di Marzio) e a uno di essi, non appena apprese la morte del papa, scrisse: «Dite al Cardinal Vicario che mi metto ai suoi ordini per tutto ciò che è necessario nell’interesse della Santa Sede». Due giorni dopo ricevette un misterioso biglietto di padre Isaia: «Signor ministro, il cardinale Di Pietro abita ai monti, via Panisperna n. 207, piano I. Stasera circa le sette».
 Crispi non lasciò fra le sue carte alcuna traccia dell’incontro (l’abitudine della cospirazione gli era entrata nel sangue), ma sappiamo che mons. Camillo di Pietro, cardinale di San Giovanni a porta Latina, era vicedecano del Sacro Collegio ed ebbe un ruolo importante nelle intese segrete fra il Vaticano e lo Stato italiano per il buon andamento del conclave. Ricordo inoltre, ..., che Crispi, quando tornò al governo nel 1887, tentò la strada della conciliazione e si valse allora del benedettino Luigi Tosti, abate di Montecassino. Il progetto falli e l’«anticlericale» Crispi ne fu molto deluso. Perché la Chiesa accettasse esplicitamente e formalmente l’esistenza dello Stato italiano fu necessario attendere ancora qualche decennio.
SERGIO ROMANO


Valle Belice. Qualcosa sul 1968 e qualcosa sui nostri giorni.

(3)

Le promesse vanificate 

del dopo-terremoto. 

L'area di studio e di interventi della "Valle"

Un poco di geografia: L'area complessiva interessata dagli interventi del post-terremoto '68 era estesa di 1133 kmq e rientra neo fogli n. 606 "Alcamo", n. 607 "Corleone", n. 618 "Sciacca" a scala 1/50.000 della Carta Topografica d'Italia dell'I.G.M.. e comprende i territori comunali di cui abbiamo riportato l'elenco a pag. (2).

Riportiamo i limiti dell'intera area; lo facciamo anche perché ci accorgiamo che più scorrono i decenni dagli eventi del '68 e più le nuove generazioni dimenticano i nomi delle stesse contrate di ciascun territorio comunale. Tutto infatti col trascorrere degli anni punta ad essere semplificato e ... quindi dimenticato.

Ad oriente della "Valle" il limite corre da sud verso nord lungo il fiume Carboi sino al Lago Arancio proseguendo in prossimità delle Case Fondacazzo, Case Mangiaracina, Case Intornata, Cozzo S. Biagio, per seguire poi il torrente Rincione e il torrente Landro e continua quindi, in prossimità di M. Genuardo, Portella Balata, Cozzo dell'Abbruscata; risale in fine verso Contessa Entellina collegando le cime di Cozzo Guglino, Cozzo di Lauro, Cozzo Spina e Cozzo Maledetto.

Il limite settentrionale corre da est verso ovest lungo il Belice Destro, continua in prossimità della Rocca di Maranfusa e prosegue lungo il Belice Sinistro sino a Pizzo di Gallo e Cozzo di Renelli; incontra quindi il Belice Destro per un breve tratto e arriva alle Case della Pietra. Il limite prosegue ancora in direzione Nord lungo il fiume Freddo e riprende ancora in direzione ovest lungo il fiume Caldo e la linea ferrata Palermo-Trapani  sino alla stazione di Bruca.

Ad Occidente il limite prosegue da nord verso sud unendo Cozzo di Marmo con Montagna Grande, passa per Ponte della Collura e continua in prossimità di Baglio Massinello e Contrada Aquilotta;  segue poi verso est alle Case del Fartaso e verso sud sino a Monte Giurbi e lungo il fiume Modione; prosegue  quindi sino a Cozzo La Guardia e Costa Mascafratta e arriva infine al mare con direzione nord-sud ad ovest di Porto Palo.

A Meridione la zona è limitata dalla costa tra Porto Palo e la foce del fiume Carboi.

(Segue)


lunedì 28 novembre 2022

Gli italiani. Sguardi e strisce sulla loro Storia

Quell'arbëresh 

"Capo del Governo" (3)  

Con l'insediamento al governo della Sinistra parlamentare guidata da Depretis, esponente di spicco dell'opposizione al governo Minghetti (1876), governo che in Parlamento fu posto in minoranza per essersi opposto alla nazionalizzazione delle -da poco sorte- Ferrovie, inizia una sorta di rivoluzione parlamentare: il capo del governo non verrà più rimosso dall'autorità regia ma dal Parlamento. Inizia attraverso questo significativo passaggio parlamentare l'era della Sinistra storica e con essa la competenza sulla sussistenza o meno di un governo non più secondo il volere regio ma di quello parlamentare.

Con l'avvento della Sinistra-Liberale al
governo iniziò, in via di fatto, il periodo
di crisi istituzionale.
L'allargamento del suffragio elettorale
con una classe dirigente incapace di intendere
i bisogni della massa inorganizzata iniziò
un periodo in cui la cosa pubblica venne
usata come mezzo per ottenere corrispettivi
di favori. Sorsero specialmente nel 
Meridione i patriarcali rapporti tra i rappresentanti
delle istituzioni e le masse elettorali (il
clientelismo).
Gli esponenti della Destra storica continuarono il ruolo di opposizione parlamentare, e dalla circostanza che prevalentemente provenivano dalla Toscana, furono chiamati dai loro avversari "consorteria".

La Sinistra Storica manterrà il potere governativo per un ventennio 1876- 1896, quando inizierà il periodo che gli storici definiscono del "giolittismo".
Il primo presidente del consiglio appartenente alla Sinistra storica fu Agostino Depretis, incaricato dal Re, pochi giorni dopo le dimissioni del governo Minghetti. Ruolo di primo piano e condizionante ebbe lungo l'intero ventennio l'arbëreshe Francesco Crispi. 

La matrice ideologica del raggruppamento era di tipo liberale-progressista, rispetto a quello liberal-conservatore che aveva condotto -nell'ambito del ruolo determinante dei Savoia- all'Unità della penisola.
 Dai banchi dell'opposizione e come precedente storico la nuova maggioranza, rivendicava idee mazziniane, garibaldine e dunque democratiche. 
 Depretis formò il primo governo della Sinistra avendo acquisito oltre all'appoggio del suo schieramento anche quello di una parte della Destra, quella che aveva contribuito alla caduta del governo Minghetti. Di fatto Depretis cercò sempre convergenze su singoli temi con settori dell'opposizione, dando avvio a quel al fenomeno che i libri di Storia definiranno del  "trasformismo". 


PROGRAMMA POLITICO di quell'iniziale processo di maggiore apertura alla società saranno:
• Riforma elettorale (l'allargamento del suffragio, tramite una legge del 1882 (legge Zanardelli) che concedeva diritto di voto a tutti i maschi, che avessero compiuto i 21 anni e rispettassero determinati requisiti per il voto.


• Riforma fiscale (Eliminata tassa sul macinato 1879; politica finanziaria in deficit; istituzione delle imposte di consumo e politica di sgravi fiscali e di investimenti nello sviluppo industriale del paese. Quella ventennale politica della Sinistra per favorire l'industrializzazione del Nord varò nel 1878 l'introduzione di tariffe doganali a protezione delle industrie tessili e siderurgiche e concessi sussidi ai settori in difficoltà. Istituì il Protezionismo-1876 ritenuto necessario per rispondere alla concorrenza agricola di Cina e Giappone. Bloccò invece la crescita del Mezzogiorno agricolo, abbandonato al latifondismo e alla Mafia.
• Protezione sociale del 1883; Cassa nazionale per aiutare i lavoratori che hanno incidenti sul lavoro, oggi INAIL (1933) e leggi protettive per il lavoro delle donne e dei bambini.
• Riforma scolastica (Istruzione elementare obbligatoria sino ai 9 anni di età e gratuita per i primi due anni (legge Coppino 1877) 
• Diritto di voto più esteso nella società.

La componente della "Sinistra Storica", culturalmente e politicamente sosteneva di essere liberale e su di essa ebbe grande influenza la Germania di Bismarck, dove le tensioni sociali fra la classe operaia e la borghesia sembravano -al contrario che in Italia-  piuttosto equilibrate e in sintonia col nascente movimento operaio. Crispi, da antico garibaldino, sembrò e di fatto diede la sensazione di avere dimenticato la tensione sociale garibaldina e fu -de fatto- determinato nel reprimere nel sangue la rivolta dei fasci operai e contadini in Sicilia (la sua terra natia) e non esitò a sciogliere nella violenza il Partito Socialista, fondato da Turati a Genova nel 1892 come se si trattasse non di un partito riformista ma di una forza sovvertitrice dell'ordine pubblico. Emanò comunque -come calate dall'alto- una serie di riforme sociali quali la riduzione della giornata lavorativa e la prima legge sull'assistenza sociale, passata alla storia proprio come "legge Crispi". 


RIFORME DI CRISPI: 
=1889 Riforma del codice penale (ZANARDELLI) 
=Riconoscimento diritto di sciopero 
=Abolizione pena di morte 
=Abolizione insegnamento religioso nelle scuole 1888; Istituzioni di beneficenza affidate a prefetti; Punibilità per clero reo di colpe; 1889 monumento a G. Bruno a Roma 
= Trattato di Uccialli 1889 stipulato con il negus Menelik per ottenere il protettorato sull’Abissinia sull’Etiopia e sulla Somalia; Disastrosa sconfitta ad Adua 1896.


CRONOLOGIA DEI GOVERNI DELLA SINISTRA STORICA 

• Governo Depretis I (25 marzo 1876 - 25 dicembre 1877) 
• Governo Depretis II (26 dicembre 1877 - 24 marzo 1878) 
• Governo Cairoli I (24 marzo 1878 - 19 dicembre 1878) 
• Governo Depretis III(19 dicembre 1878 - 14 luglio 1879) 
 Governo Cairoli II (14 luglio 1879 - 25 novembre 1879) 
 Governo Cairoli III (25 novembre 1879 - 29 maggio 1881)
 • Governo Depretis IV (29 maggio 1881 - 25 maggio 1883) 
• Governo Depretis V (25 maggio 1883 - 30 marzo 1884)
• Governo Depretis VI (30 marzo 1884 - 29 giugno 1885) 
• Governo Depretis VII (29 giugno 1885 - 30 maggio 1886) 
• Governo Depretis VIII(30 maggio 1886 - 4 aprile 1887) 
• Governo Depretis IX (4 aprile 1887 - 29 luglio 1887) 
• Governo Crispi I (29 luglio 1887 - 9 marzo 1889) 
• Governo Crispi II (9 marzo 1889 - 6 febbraio 1891) 
• Governo di Rudinì I (6 febbraio 1891 - 15 maggio 1892) 
• Governo Giolitti I (15 maggio 1892 - 15 dicembre 1893) 
• Governo Crispi III (15 dicembre 1893 - 10 marzo 1896)

Valle Belice. Qualcosa sul 1968 e qualcosa sui nostri giorni.

(2)

Le promesse vanificate 

del dopoterremoto.

Attenendoci in parte al Piano Integrato di Sviluppo per la Valle del Belice di cui alla legge regionale 28.01.86 n. 1 e alla numerosissima altra documentazione fra cui la Carta Topografica d'Italia dell'I.G.M. ci proponiamo di studiare le condizioni territoriali e socio-umane della Valle negli anni antecedenti il terremoto '68 per raffrontarle con quelle attuali e per verificare ciò che è cambiato in meglio e ciò che invece è persino peggiorato sul piano infrastrutturale nelle aree dell'interno siciliano. Tutti sappiamo quanto la viabilità esterna e di collegamento di Contessa Entellina col resto dei paesi viciniori sia attualmente in condizioni disastrose e quanto i politici continuino, come da tempo capita, a mostrare il loro disorientamento nell'individuare i percorsi per utilizzare le risorse finanziarie che sistematicamente ci vengono comunicate come già pronte, ma di cui da sempre restiamo in attesa di essere utilizzate.

La Valle del Belice di per sé sarebbe un'area piuttosto limitata della superfice regionale, appena il 4,4%. La superficie delle relative province che convergono nella Valle risulta estesa come di seguito: 
--gli 8 comuni del trapanese coprono il 25% dell'area provinciale, 
--i 4 comuni dell'agrigentino riguardano il 10,2%, 
--ed i tre   di Palermo il 4,2%. 

A noi residenti a Contessa E., risulta facile cogliere che la viabilità provinciale di Palermo, nell'area del Belice (interessata fino a non molto tempo fa da tantissimi Piani ...), è ai nostri giorni la più disastrata rispetto alle strade provinciali delle limitrofe province di Agrigento e Trapani. Basta varcare i confini territoriali di Sambuca per accorgerci che ...

E dal momento che di confini abbiamo fatto cenno, ci piace -sulla scorta delle indicazioni previste dall'allora Piano Integrato di Sviluppo- riportare la delimitazione dell'area che avrebbe dovuto rinascere socio-economicamente, dopo gli interventi pluridecennali del post-terremoto '68.
Punti di partenza erano le circoscrizioni comunali come riportate dalla l.r. 28-01-1986, n. 1.

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COMUNI___________________________Superficie Kmq____________%___________
Calatafimi                                                        154.82                                   13.7
Gibellina                                                            44.96                                     4.0
Partanna                                                             82.42                                     7.3
Poggioreale                                                        37.53                                     3.3
Salaparuta                                                          41.62                                     3.7
Salemi                                                              181.82                                   16.0
Santa Ninfa                                                        63.80                                     5.6
Vita                                                                      8.88                                     0.8
IN PROVINCIA DI TRAPANI                       615.85                                   54.4

Menfi                                                               113.21                                   10.0
Montevago                                                        32.46                                     2.9
Santa Margherita Belice                                    95.88                                    8.4
Sambuca di Sicilia                                            67.06                                     5.9
IN PROVINCIA DI AGRIGENTO                308.61                                   27.2

Camporeale                                                       38.61                                    3.4
Contessa Entellina                                          136.37                                  12.0
Roccamena                                                       33.32                                    3.0
IN PROVINCIA DI PALERMO                    208.30                               18.4

TOTALE VALLE DEL BELICE                 1132,76                              100.0             
(Segue)