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venerdì 17 luglio 2026

Ambiente: Territorio da studiare (1)

Il territorio di Contessa
Entellina (a circa 80 km da
Palermo) 
sorge nella Valle
del Belice, alle falde del Monte
Genuardo
. È un'importante
 oasi etnica, linguistica
e religiosa fondata nel
XV secolo da esuli albanesi
 (
arbëreshë). L'area è celebre
 per le sue tradizioni, il
rito greco-bizantino e il
ricco patrimonio
naturalistico e archeologico.
Il territorio è rinomato
per le sue produzioni
vitivinicole di eccellenza,
con storiche cantine
radicate nel comprensorio.






 Mille punti di vista.

Mille approcci.

Con ogni probabilità, ciascuno di noi è perfettamente consapevole nel recarsi in macchina dal centro abitato di Contessa Entellina in uno dei borghi che insistono sul territorio, per dire a Roccella, che percorre una strada ed uno spazio che contestualmente è fisico, geografico, storico, amministrativo, rurale ed altro ancora. Con ogni probabilità l'Italia - cosí come oggi la percorriamo in treno o in auto - è rappresentabile in tante mappe nelle quali si possono circoscrivere vari ambiti. Altri innumerevoli se ne possono tracciare, siano essi storico-artistici, linguistici, istituzionali ecc., ma ciascun ambito  risponde a una periodizzazione. L'ambiente geografico di cinquemila anni fa era verosimilmente simile a quello del 2026, non cosí quello degli insediamenti e dei quadri ambientali.  Ogni ambito, ogni contesto  territoriale possiede, ovviamente, una sua cronologia.

La storia è disciplina eminentemente narrativa, cosí come la geografia - si suol dire dal tempo di Tolomeo - è invece disciplina eminentemente descrittiva: per quanto diverse possano esser queste due letture esse rispondono a un diverso modo di osservare la realtà, di pensare a essa e, dunque, di interpretarla. 


Quando si affronta il tema dell'organizzazione del territorio la prima questione su cui riflettere è la sua particolarità: ovvero che l'habitat è un sistema la cui costruzione - per quanto sia riferibile a uomini o a principi, a comunità monastiche, a famiglie titolate o a classi sociali - non è mai risolta una volta per tutte in una periodizzazione che si riferisca al nome di un sovrano, di un feudatario, di una data comunità storicamente connotata. Perché ogni insediamento ha un suo precedente e un suo successivo strato di interventi. La trasformazione di un territorio è un processo continuo e, in quanto tale, processo sempre in atto.

(Segue)

giovedì 16 luglio 2026

Territorio che attende valorizzazione


Anna Magnetto è professore associato di Storia greca presso la Scuola Normale Superiore. Si occupa di diplomazia e relazioni interstatali nel mondo greco di età classica ed ellenistica, di storia politica e istituzioni del mondo greco, di epigrafia greca. In un suo interessante ed ampio lavoro cosi tratteggia in poche righe di apertura Entella. La nostra Entella.

*  *  *

Entella – l’antica Entella, quella degli Elimi, dei Campani, dei Romani, ma  anche quella che rifiorì nel Medioevo e resistette a Federico II – è ancora quella

arrampicata sul pianoro sommitale della Rocca,

circondata da rupi scoscese, 

strapiombo sul fiume e

con una visuale grandiosa

sulla Sicilia occidentale interna: 

ma adesso è anche quella delle fattorie ellenistiche nelle vallate, dei borghi e delle ville romane, dei casali dai nomi arabi, delle trazzere percorse fin dalla  preistoria e oggi ancora lì, silenzioso patrimonio di storia in attesa di una attenta e proficua valorizzazione.

domenica 28 giugno 2026

La Jarida di Monreale

 Conoscere i territori

La Jarida è lo strumento principale
utilizzato dagli studiosi—tra cui
le ricerche specifiche sulle 
Divise Battallarii e Divisa
Fantasine—per ricostruire la
viabilità, gli insediamenti rurali
 e le antiche trazzere siciliane.



La Jarida di Monreale (spesso definita anche platea) è uno storico registro catastale e documentale del 1182, redatto sia in arabo che in latino. Contiene l'inventario dei confini e delle terre assegnate dal re normanno Guglielmo II all'abbazia benedettina di Santa Maria Nuova di Monreale. Si tratta del registro ufficiale, di carattere diplomatico e amministrativo, con cui il re Guglielmo II d'Altavilla concesse alla Chiesa di Santa Maria Nuova di Monreale il privilegio di trattenere e amministrare i propri immensi possedimenti terrieri e feudali.

 Il documento è di fondamentale importanza per la ricostruzione storica e geografica della Sicilia medievale, in particolare per l'area dell'Alto Belice, che ovviamente include con parecchi motivi di interesse l’attuale territorio di Contessa Entellina. Elenca dettagliatamente i confini territoriali, i feudi e i casali, inclusi quelli di Entella e Calatamauro; ovviamente quelli di più o meno un millennio fa.

 Il documento è steso  in arabo e in latino, quasi a voler testimoniare il processo di transizione culturale e amministrativo in Sicilia durante il passaggio dalla dominazione araba a quella normanna. Molti dei toponimi attuali del territorio contessioto derivano direttamente da quelli arabi trascritti nella Jarida e permettono agli studiosi di mappare l'antico paesaggio rurale del periodo arabo. Effettivamente la Jarida è una fonte inestimabile per mappare antiche strade e comprendere l'organizzazione del territorio attorno all'antico castello di Calatamauro e alla città-fortezza di Entella durante il periodo delle rivolte islamiche contro l'imperatore Federico II di Svevia.

(Segue)

mercoledì 25 marzo 2026

Terra di Sicilia

 Il primo Parlamento della storia è stato istituito qui da Ruggero II nel 1130.

La dominazione araba in Sicilia
iniziata nell’827 con lo sbarco a
Mazara e conclusa nel 1091, ha
trasformato l’Isola in un fiorente
emirato, centro di scambi culturali
e agricoli nel Mediterraneo.

Sotto la dinastia Kalbita, Palermo
divenne una capitale prospera.
Hanno introdotto l’irrigazione,
Nuove colture (agrumi, 
cotone) e lasciato un’eredità 
indelebile nell’architettura,
nella lingua e nel cibo.












*  *  *

Cosa sappiamo noi contessioti del territorio oggi pertinente alla giurisdizione del nostro Comune prima che arrivassero gli arbereshe? Probabilmente poco e se qualcuno sa qualcosa non ci pare che ne abbia mai trattato pubblicamente.

 Qualcosa al blog e’ pervenuto da fuori, dall’area agrigentina, da un rilevante personaggio pubblico che ci ha comunicato che segue frequentemente il nostro diffondere “ informazioni, conoscenze, opinioni, passioni e contenuti editoriali in modo costante, dinamico e plurali”, e si tratta di documentazione di taglio storico-scientifico che ci proponiamo di sviscerare in termini articolati e sopratutto contestualizzati dall’epoca storica arabo/normanna e successiva. Era quello il tempo in cui il territorio di quest’area di Sicilia era strutturata, se possiamo dire “amministrativamente” o comunque territorialmente, in Jaride e in Divise.

I termini J
arida e Divise venivano  utilizzati infatti in contesti storici e toponomastici all’epoca della dominazione araba e poi normanna e si riferivano all'organizzazione del territorio e alla gestione amministrativa delle
terre (=sarebbero i centri abitati), appunto fin tanto che sull’Isola durarono, come sopra riportato,  le dominazioni  arabe prima e quelle normane dopo.

Il significato nel contesto 
arabo/siculo-medievale:
 ==Jarida (o Garida): Deriva dall'arabo jarīdah, che significa originariamente "foglia di palma", ma che nel contesto storico-amministrativo, specialmente nel periodo normanno in Sicilia, indica un registro, un elenco o un catasto. Più specificamente, le "jaride" erano elenchi dei beni, delle terre e dei villani (contadini) di pertinenza reale o signorile. La famosa "Jarida di Monreale" è il documento fondamentale per la toponomastica e l'organizzazione agraria della Sicilia arabo-normanna.
==Divise (o Divisa): Questo termine, pur italianizzato, deriva dalla latinizzazione del termine arabo raḥl o, più in generale, indica la delimitazione o la partizione del territorio. Spesso utilizzato nei documenti come "divisa" per definire i confini di un casale o di una proprietà rurale, corrispondendo talvolta a unità amministrative o insediamenti rurale.
Abbreviando
==Jarida = Registro/Catasto. Liste, registri o catasti dei contribuenti.
==Divise = Confini/Partizioni territoriali (spesso legate a raḥl).

  

lunedì 19 agosto 2024

Contessa Entellina, Santa Maria del Bosco, Entella, Castello Calatamauro ….Vaccarizzo

 Mi è stato chiesto, in quanto conduttore del Blog, ragione della regolare funzionalità della Biblioteca comunale, dell’Antiquarium locale come pure del rallentamento delle prospezioni sul territorio della Scuola Normale di Pisa. Ovviamente la risposta è stata che non è al Blog che va posta la  domanda.

Contessa Entellina survey: in nero i siti, in grigio i rinvenimenti extra-sito.

Sulla spinta comunque della sollecitazione che mi e’ parsa interessante in quanto mostra passione culturale nell’ambito della comunità di Contessa Entellina da parte di una discreta fascia di popolazione giovane, ho deciso di dedicare una pagina periodica sui beni di interesse culturale che insistono sul territorio, compresi quelli ambientalistici.

 Mi servirò di una discreta raccolta di documentazione delle “Giornate internazionali di Studi sull’Area Elima”, svoltesi durante gli anni in cui erano intense le rilevazioni e gli scavi ad Entella e su ulteriori aree del territorio comunale. 

 Utilizzero' ancora altra documentazione della Scuola Normale di Pisa diffusa con riferimento alla definizione della Carta Archeologica su scala comunale.

venerdì 9 agosto 2024

Appunti di Storia siciliana (5)

 Per essere indotti ad amare la Storia

Scrive il prof. Francesco Renda (1922-2013), protagonista e testimone di tutti i grandi avvenimenti politici e sociali del dopoguerra siciliano, ma anche storico apprezzato della Sicilia antica dell’Università di Palermo: 

 


La  tradizione ha sempre considerato
gli Elimi profughi da Troia, altra tradizione
 li ritiene provenienti dall'Italia.
Di fatto essi furono spesso in lotta con le
colonie greche e sempre alleati dei
Cartaginesi. Le loro città principali furono
Erice, Segesta ed Entella.




…Gli Elimi invece erano venuti dall’Oriente ed erano Troiani che, sfuggiti agli Achei dopo la caduta di Troia, erano approdati con le loro imbarcazioni in Sicilia, stabilendosi nelle città di Erice e di Segesta, ai confini con i Sicani, e qui ebbero il nome di Elimi. Ad essi si aggiunsero e con loro abitarono anche alcuni Focesi che, al ritorno da Troia, dal mare in tempesta erano stati sbattuti in Libia e di là poi in Sicilia.

  Anche i Fenici erano venuti dall’Oriente e si erano insediati qua e là per tutta la Sicilia, occupando i promontori sul mare e le isolette vicine alle coste, solo interessati ad avere buoni rapporti commerciali con i Siculi e i Sicani. Quando però vennero in gran numero i Greci essi sgombrarono la maggior parte dei siti costieri occupati e si concentrarono a Mozia, Solunto e Panormo, vicino agli Elimi, dove abitarono, rassicurati dall’alleanza con gli Elimi stessi e dal fatto che quel punto della Sicilia distava pochissimo da Cartagine.

lunedì 29 luglio 2024

Appunti di Storia siciliana (4)

Per essere indotti ad amare la Storia

Scrive Lorenzo Braccesi, (nt. 1941) storico che ha insegnato nelle Università di Torino, Venezia e Padova.

===

... come abbiamo detto, a lato di Sicani e Siculi, le fonti annoverano fra i più antichi  abitanti della Sicilia gli Elimi. Abitarono questi l'area nord-occidentale dell'isola (il triangolo compreso, in età classica, fra Mozia e Solunto), ove fondarono, a stare alla tradizione proprio in area sicana, la città di Segesta, Erice ed Entella.

Sono noti gli Elimi in età storica per il ruolo, talora notevole, che ebbero nelle conflittualità politiche fra gli ethme di Sicilia; ma assai più oscura e nebulosa appare la dimensione a essi da assegnare, in età preistorica, nell'arcaica etnografia dell'isola. Circa la loro origine disponiamo di due autorevoli, quanto discordi,  testimonianze offerte da Ellanico (1) e da Tucidide (2): da queste dipende la tradizione successiva.

___

(1) Ellanico di Lesbo o Ellanico di Mitilene (in greco anticoἙλλάνικος ὁ Λέσβιος?Hellánikos ho LésbiosMitilene490 a.C. circa – Atene405 a.C. circa), è stato uno storico greco antico, ricordato tra i logografi.

(2) Tucidide, figlio di Oloro, del demo di Alimunte (in greco anticoΘουκυδίδης?ThūkydídēsAlimunte460 a.C. circa – Atene, dopo il 404 a.C., ma, secondo altri, dopo il 399 a.C.), è stato uno storico e militare ateniese, uno dei principali esponenti della letteratura greca grazie al suo capolavoro storiografico, La Guerra del Peloponneso, che insieme all'opera erodotea costituisce una delle fonti principali a cui gli storici moderni hanno attinto per ricostruire alcuni eventi della storia dell'antica Grecia.

sabato 16 marzo 2024

Beni Culturali (4)

 Non abbiamo notizie circa la possibilità di un risveglio culturale locale che abbia come riferimento “forte” l'Antiquarium locale, su cui ci siamo intrattenuti sul Blog nei giorni scorsi e su cui torneremo perché tutti, noi residenti, ne possiamo cogliere -dal nostro punto di vista- la rilevanza non solo culturale ma anche quella socio-economica. Già qualcuno ci segnala che oltre all’Antiquarium, a Contessa E., e’ attualmente preclusa pure la fruizione della Biblioteca Comunale. 

Non conosciamo le motivazioni di queste prolungate carenze di fruizioni, ne’ le programmazioni che, immaginiamo, esistono. In quanto Blog continueremo a sottolineare che ai nostri giorni le comunità lontane dalle città devono, se vogliono restare vitali, saper coniugare vivere civile con cultura, ossia saper coniugare crescita economica (=investimenti) e cultura (=significati del vivere).

  = = =

  Nostra convinzione è che i beni storici-culturali, se adeguatamente ripristinati alla condizione di offerta di servizio pubblico e adeguatamente valorizzati nella loro rilevanza civile costituiscono - in ottica economica- volano di crescita culturale dell’area su cui Contessa E. insiste e quindi di potenzialità ulteriore di ordine socio-economico. I beni storico-culturali, e’ risaputo, rafforzano l’identità e l’orgoglio delle radici peculiari di ciascuna popolazione.

  Eviteremo nell’immediato di ulteriormente tornare a evidenziare  che Antiquarium, Biblioteca Comunale e attenzione sul destino della parlata arbereshe, rappresentano tutti fattori determinanti di richiamo e accoglienza per visitatori da aree vicine e lontane, e persino lontanissime.

(segue)

giovedì 14 marzo 2024

Beni culturali (3)

Amare la propria terra ed i suoi simboli


 Il blog da sempre ha mostrato di essere interessato a voler conoscere e far conoscere la vicenda storica e preistorica di Entella. E’ altrettanto interessato e curioso nel voler seguire lo sviluppo scientifico e culturale sulle origini dell'umanità, quello che va dal periodo della comparsa (all’interno della famiglia degli ominidi) del primo essere classificabile nel genere Homo e che poi si estende sino all’invenzione della scrittura e alla nascita dei primi Stati, fino a quando, già, si è arrivati a circa cinquemila anni fa.
Prof. Giuseppe Nenci
(1924-1999)

L’Antiquarium Comunale “Giuseppe Nenci”
di Contessa Entellina fu inaugurato nel 1995,
intitolato nel 2000 alla memoria del
prof. Giuseppe Nenci. Il  Museo – realizzato
in collaborazione tra Scuola Normale,
Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo e
Amministrazione Comunale – offriva uno
spaccato della storia di Entella dalla
preistoria al Medioevo, della vita quotidiana,
dei culti, della topografia della città, degli
insediamenti  nel territorio.



   Al blog, a chi di esso si occupa, piace che gli studi e le conoscenze non restino in possesso degli studiosi ma vengano fruite, come e quando si desideri, da ciascun cittadino che abbia voglia di riflettere.
 
 Su questa pagina riportiamo una riflessione frequentemente usata dai ricercatori e dagli amatori della preistoria pervenutaci da un amico del trapanese che ci ha pure ricordato  di avere visitato, in anni lontani l’Antiquarium di Contessa Entellina.

==== =

= = = =

=Se rappresentassimo gli oltre due milioni e mezzo di anni trascorsi dalla comparsa di Homo habilis  fino ad oggi con una linea di 5 km di lunghezza, ogni anno corrisponderebbe a meno di 2 mm. In questo quadro il tempo precedente all’invenzione della scrittura occuperebbe 4990 metri mentre quello successivo all’invenzione della scrittura (quello che definiamo storico) occuperebbe appena 10 metri. Il periodo storico del Cristianesimo coprirebbe qualcosa meno di 4 metri e il tempo successivo la scoperta dell’America occuperebbe appena l’ultimo metro.

= se comparassimo la durata dalla comparsa ad oggi dell’umanità alle 24 ore della giornata, l’homo abilis, sarebbe comparso già alla mezzanotte, e la scrittura sarebbe stata inventata appena tre minuti prima della successiva mezzanotte.

lunedì 19 febbraio 2024

Paesi dell’interno dell’Isola … ed il resto del mondo (2)

 Antichi tracciati in terra di Sicilia finalizzati a valorizzare i territori

(1) Si tratta di antichi percorsi, strade di transumanza e strade secondarie che compongono il sentiero della Via Francigena, che da sempre, storicamente, collega Palermo ad Agrigento

 Il percorso è composto da 8-9 tappe, ciascuna di 20-25 chilometri, per un totale di 183 km. Questo itinerario storico-culturale, ideato dall’Associazione “Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia”, è inserito in un progetto più ampio sulle Vie Francigene di Sicilia.

Queste le tappe della Magna Via Francigena:

  • Palermo- Monreale- Santa Cristina Gela
  • Santa Cristina Gela – Corleone
  • Corleone – Prizzi
  • Prizzi – Castronovo di Sicilia
  • Castronovo – Cammarata – San Giovanni Gemini
  • Cammarata – San Giovanni Gemini – Sutera
  • Sutera – Racalmuto/Grotte
  • Racalmuto – Joppolo Giancaxio
  • Joppolo Giancaxio – Agrigento

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L’
Antica Trasversale Sicula 
in 35 tappe geolocalizzate, consente di attraversare gli splendidi:

====siti archeologici di: Camarrina, Pantalica, Akrai, Palikè, Morgantina, il lago di Pergusa e la Rocca di Cerere, Entella, Hippana, Mokarta, Segesta e Mozia.  

===e le località di Kamarina (Scoglitti), Castello di Donnafugata (Ragusa), Comiso, Chiaramonte Gulfi, Giarratana, Palazzolo Acreide, Cassaro, Sortino (Pantalica), Ferla, Buccheri, Vizzini, Licodia Eubea, Grammichele, Mineo, Palagonia, Ramacca, Aidone (Morgantina), Valguarnera Caropepe, Lago di Pergusa, Enna, Calascibetta, Villarosa, Villapriolo, Alimena, Resuttano, Vallelunga Pratameno, Castronovo di Sicilia, Prizzi, Hyppana, Corleone, Campofiorito, Contessa Entellina, Poggioreale, Santa Ninfa, Nuova Gibellina, Salemi, Calatafimi Segesta, Fulgatore, Mozia.

giovedì 25 gennaio 2024

Vita locale e ambiente (1)

 Appassioniamoci al territorio.

Oltre  ad avere ospitato comunità della Storia classica

ha pure accolto gli antenati di tanti di noi..

Il territorio comunale di Contessa Entellina (kmq. 136,4) e’ da parecchi decenni oggetto di  indagini e ricognizioni che, anche ai profani, lasciano confermare che, qui nel nostro territorio, sussistono insediamenti e siti di rilevanza e curiosità scientifica e conseguentemente storica.

Ai residenti, alla gente locale, quegli studi dicono e suonano molto di mondo antico, persino di mondo classico come verosimilmente possono essere  le località di Entella, Cozzo Malacarne e Roccella e Badessa.

Dal V sec. -alba del Medio Evo- si aggiungono ed evocano pure modelli di vita umana che, ovviamente si presentano diversi da quelli dall’antichità. 
Ai nostri giorni e’ dato:
 a) leggere resoconti -riscontrabili presso la contrada Vaccarizzo- 
  b) cogliere indizi sul modo di vivere medievale, percepibili  nelle zone Caravedda, Bagnitelle Sant’Antonino e Chiappetta.

 Perché gli studi archeologici ci suggeriscono interesse e persino “passione” per le aree e le contrade evocate  (ed altre che avremo modo di riportare sul blog) che insistono sul nostro territorio?  Una, solo una motivazione ci piace per adesso riportare su questa pagina ed e’ che quelle aree  sono situate, insistono, in vicinanza di antiche vie di comunicazione e, per quanto riguarda Entella sopratutto, nell’antichità e poi nel Medio Evo erano tutti territori che appartenevano alla grande Storia dell’epoca. Su quest’aspetto molti di noi contessioti non hanno mai riflettuto, ma la Grande Storia per un lasso di tempo è -anche- passata vicino al sito, al territorio che noi oggi calpestiamo.

 Sappiamo  che ad oggi le indagini degli studiosi hanno avuto più che altro interessi di superficie condotte da squadre di archeologi che hanno percorso il terreno a distanza ravvicinata tra loro (circa 10 m. l’uno dall’altro), in modo da poter individuare anche evidenze archeologiche di estensione limitata, che sarebbero sfuggite ad un’indagine a maglie più larghe, tranne -ovviamente su Entella dove l’attenzione è stata addirittura meticolosa.

 I resoconti archeologici comunque ci riferiscono di manufatti ceramici che (oltre al sito di Entella) lasciano interpretare non proprio dei siti, ma aree di dispersione di manufatti extrasito; e dopo le successive analisi a tavolino dei materiali, dell’ubicazione e delle condizioni di giacitura (e in qualche caso una verifica sul campo) hanno permesso di accertare che si tratta invece di piccoli siti, in cui la bassa frequenza di manufatti era talora dovuta all’apparente assenza di laterizi. Questi insediamenti, leggendo la successiva documentazione diffusa dagli archeologi,  pare fossero caratterizzati da materiale non immediatamente riconosciuto come diagnostico da tutti i ricognitori (non tutti erano esperti di ceramica indigena acroma, per esempio), ma cronologicamente omogeneo e riferibile molto spesso ad età arcaico-classica. 

 Insomma, veri e propri siti, seppur minuscoli, che sarebbero sfuggiti a indagini  a maglie più ampie.

 

mercoledì 25 ottobre 2023

Buona giornata



Una foto - una riflessione



  • Abbiamo avuto finora una lunga “estate”. Il meteo prevede per oggi probabili pioggerelle in prossimità’ del territorio di Contessa E. Ma niente di significativo da dover imprimere una svolta sulla lunga estate siciliana.

    Di cosa si discute in paese
     Nei capannelli di paese che si formano fra i pochi, pochissimi, residenti (effettivi)  si discute della insoddisfacente imminente raccolta delle olive. Tutti si soffermano sulle stime produttive dell’olio e prevedono una riduzione della produzione dal 15 al 40 per cento, naturalmente in base alle diverse zone del territorio.
     La causa viene individuata nelle condizioni climatiche avverse che hanno influito negativamente sullo sviluppo del frutto. Le piogge e le temperature basse della primavera scorsa avrebbero portato a un ritardo nell’apertura del fiore, ma anche sull’impollinazione.


    Tavola climatica di oggi a Contessa Entellina
    Ore 8pioggia debole17.6°
    ENE 3 5
    debole
    0.3 mm
    modeste
    3810m
    neve a 3560m
    >10km
    buona
    88%
    10
    pioggia debole17.7°
    NNE 5 7
    debole
    0.2 mm
    modeste
    3660m
    neve a 3510m
    >10km
    buona
    86%
    11
    pioggia e schiarite18.3°
    8 8
    debole
    0.2 mm
    modeste
    3690m
    neve a 3540m
    >10km
    buona
    83%
    12
    pioggia e schiarite19.8°
    6 7
    debole
    0.3 mm
    modeste
    3680m
    neve a 3520m
    >10km
    buona
    76%
    13
    pioggia e schiarite21.3°
    NNW 6 7
    debole
    0.2 mm
    modeste
    3630m
    neve a 3480m
    >10km
    buona
    70%
    14
    pioggia e schiarite22.1°
    NW 9 9
    debole
    0.2 mm
    modeste
    3600m
    neve a 3450m
    >10km
    buona
    64%
    15
    nubi sparse22°
    NW 12 13
    moderato
    - assenti -3530m
    neve a 3380m
    >10km
    buona
    60%
    16
    poco nuvoloso22°
    NW 13 15
    moderato
    - assenti -3460m>10km
    buona
    57%
    17
    poco nuvoloso21.2°
    NW 15 18
    moderato
    - assenti -3420m>10km
    buona
    56%
    18
    sereno19.5°
    NW 14 18
    moderato
    - assenti -3520m>10km
    buona
    59%
    20
    poco nuvoloso15.6°
    WNW 11 18
    moderato
    - assenti -3620m>10km
    buona
    74%