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venerdì 6 febbraio 2026

Conoscere l’uomo (11)

 

Cittadini del Pianeta

Capire l’uomo

Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, i ritrovamenti di uomini fossili si sono moltiplicati in Europa più che nel resto del mondo. Fu in Europa che si approfondirono gli studi dell’evoluzione dell’Uomo e l’Uomo di Neandertal  divenne, negli studi dei ricercatori, l’esempio più importante di tale evoluzione.

A partire dal 1920 furono portati alla luce in Asia Occidentale, in Africa Orientale fossili più o meno vicini morfologicamente ai Neandertaliani d’Europa. Questa circostanza cominciò ad avvalorare  l’idea secondo cui i caratteri generali di quei fossili si ritrovavano in maniera più o meno marcati nell’intero Vecchio Mondo.

I Neandertaliani sarebbero arrivati successivamente a quello che era stato l’Homo erectus. Da qui le teorie che l’umanità nel suo insieme avrebbe subito un’evoluzione, attraversando nel suo insieme una successione di stadi, contrassegnata ciascuna da un’architettura propria ossea e da caratteri propri. I Neandertaliani non sarebbero altro che una rappresentanza delle tante fasi. Non mancarono scoperte e teorie che in qualche modo mettevano in dubbio la convinzione generale secondo cui “l’uomo di Neandertal” sarebbe stato la specie europea per antonomasia, che si sarebbe sviluppata dalla popolazione insediata in Europa 300.000 anni fa e si estinse 30.000 anni fa.

 All’inizio degli anni 1950 gli studi avviarono una migliore comprensione del significato dei caratteri e con maggiore rigore di comparazione dei fossili riuscirono a circoscrivere i caratteri tipici dei Neandertal ereditati dalle generazioni precedenti, più antiche, e quelli in comune con gli Homo sapiens sapiens. Dall’esito di quegli studi sappiamo che i Neandertaliani europei erano relativamente bassi (1,65 cm circa) con un’architettura ossea piuttosto robusta. La capacità cranica varia da 1250 a 1680 cm/3, con una media di 1450 cm/3, perfettamente coincidente alla media attuale.

(Segue)


mercoledì 21 gennaio 2026

Conoscere l’uomo (10)

 

Il volto dell’Uomo di
Neandertal aveva tratti
molto particolari: un Tours
sopraorbitalis incurvato
sopra la regione oculare,
cavità nasale pronunciata
e mandibola priva di
mento.




Cittadini del Pianeta

Capire l’uomo

Su pagine precedenti abbiamo provato a far intendere come l’origine, o quanto meno la ricostruzione scientifica e storica,  dell’essere umano affonda nei milioni di anni fa’ e come gli studi seppure conseguono successi sopratutto sul piano scientifico sui rinvenimenti  che in più punti del pianeta si conseguono, attualmente restano più di interesse degli studiosi che dei contesti scolastici o degli stessi appassionati scientifici diffusi sui territori. Sul blog continueremo di tanto in tanto a raccogliere gli indizi scientifici che ci dicono come, dove e quanti milioni di anni fa avvenne un qualcosa che poi e poi ancora portò  all’Antropologia fisica.

= = =

Qualcosa di più chiaramente acclarato e evidenziato la Scienza ai nostri giorni lo asserisce sui rinvenimenti di quelli che vengono definiti gli “uomini di Neandertal”. Si tratta, ovviamente, di rinvenimenti di “popolazione di uomini fossili” meglio conosciuta tra tutte quelle che precedettero l’uomo attuale, sulla base di tre ragioni:

1) si tratta dei primi fossili umani diversi da noi umani ad essere scoperti, da un paio di decenni ed anche più.

2) attualmente si dispongono di reperti di varie centinaia di individui provenienti da numerosi giacimenti.

3) sono stati loro dedicati svariate pubblicazioni scientifiche e ancora adesso (ai nostri giorni) stanno al centro di impegnative ricerche.

Sulla scia di questa breve presentazione, procederemo con cura e impegno sul blog a riportare documentazioni scientifiche che puntano a sviluppare l’idea sull’evoluzione dell’uomo, a partire proprio da quello che fu l’uomo di Neandertal, che -viene sostenuto-  aveva tratti molto particolari: un Tours sopraorbitalis incurvato sopra la regione oculare, cavità nasale pronunciata e mandibola priva di mento.

sabato 10 gennaio 2026

Conoscere l’uomo (9)


I primi ominidi, come gli 
Australopitechi, comparvero in
Africa circa 5-7 milioni di anni fa
,
Alla fine del Cretaceo (70 ml.
di anni fa), i dinosauri e le
specie simili dominavano
continenti e oceani occupando
le nicchie ecologiche.
Si trattò dei primi mammiferi, 
derivanti da un’antica 
progenie di rettili e risalenti
al Triassico (=190 ml. di
anni fa).
Il passaggio dal Cretaceo al
Terziario (=65 ml. di anni fa)
e’ caratterizzato da una crisi
dei dinosauri e altri rettili, ma
positiva -invece- per i primati
ed altri mammiferi. 
Dal Paleocene i reperti di
Purgatorius diventano
abbondanti e rivelano, per
gli studiosi, che era l’unico
primate ancora dotato di
dentatura completa: 3 
incisivi, 4 premolari e 3
molari su ciascun quadrante, 
per un totale di 44 denti.
(segue…)







 Cittadini del pianeta

Capire l’uomo

Quadro generale: Antropogenesi

Il ramo umano, che si sarebbe separato  dalla branca delle grandi scimmie africane qualche milione di anni fa, ha una storia geologica relativamente breve.

A leggere i resoconti degli studiosi per oltre sessanta milioni di anni, l’avventura sulla Terra dell’uomo è rimasta indistinta  da quella degli altri primati, la cui origine, come la gran parte dei mammiferi, risale al Mesozoico (primi ominidi, come gli Australopitechi, comparvero in Africa circa 5-7 milioni di anni fa, evolvendo il bipedismo, mentre l'Homo habilis (circa 2.5-1.5 milioni di anni fa) fu il primo a creare strumenti in pietra, seguito dall'Homo erectus (circa 1.8 milioni di anni fa), che dominò il fuoco e si diffuse fuori dall'Africa, portando infine all'Homo sapiens, la nostra specie.

-  -  -

Tornando indietro: alla fine dell’era secondaria, 65 milioni di anni fa, America settentrionale, Groenlandia ed Europa formavano un continente unico separato da America meridionale, Asia e Africa. La crisi del Cretaceo-Terziario di 65 milioni  di anni fa vide l’estinzione dei dinosauri, ma favorì lo sviluppo dei mammiferi.

Durante l’Era Terziaria, 55 milioni di anni fa, gli attuali continenti iniziarono a sistemarsi, l’America settentrionale  si separò dall’Eurasia e dall’Africa, definendo la distribuzione dei primati nei vari continenti.

-  -  -

Gli esseri umani, insieme a specie estinte come il Proconsul, che visse 18 milioni di anni fa, e specie viventi come il gorilla e lo scimpanzé, fanno parte della famiglia degli ominidi.

(Segue)

Nota: Il blog sta procedendo attingendo da varie fonti, sopratutto da opere della De Agostini, di Storia dell’Umanita’. curate da Yves Coppens e Denis Geraads.

lunedì 29 dicembre 2025

Conoscere l’uomo (8)

Antropologia
L'antropologia, la disciplina che
studia l'essere umano in tutti i
suoi aspetti, fisici, culturali, sociali
e storici, analizzando le culture
umane, i comportamenti, le
credenze e le società nel tempo
e nello spazio
. Un approccio
"antropologico" implica
l'osservazione critica e distaccata
della propria cultura per
comprendere meglio le diversità
umane, attraverso studi sul
campo (etnografia) per analizzare
costumi, relazioni sociali, miti e
linguaggi.







Cittadini del pianeta

Capire l’uomo

L’uomo frutto di un’evoluzione di 5 milioni di anni. Le conoscenze scientifiche che possediamo ai nostri giorni sulle origini dell’uomo consentono di tracciare alcune tappe essenziali della vicenda evolutiva della famiglia di cui facciamo parte: la -famiglia zoologica Hominidae- a iniziare da fasi posteriori al punto di separazione dalla linea che ha condotto ai nostri parenti più prossimi, le scimmie antropomorfe africane. La scienza ancora ai nostri giorni comunque  nel dibattito paleoantropologico (= l'evoluzione umana, la genetica e le basi biologiche della specie) risente ancora di carenze di reperti fossili.

Ciò che ad oggi sappiamo sull’origine dell’uomo è frutto di indagini scientifiche iniziate nella prima metà dell’Ottocento seppure a monte esiste la lunga avventura di pensiero con radici nell’antichità. Uno stimolo di taglio scientifico comunque è arrivato con la pubblicazione dell’Origine della Specie di Charles Darwin, che nel 1859 elaborò gli strumenti concettuali per interpretare la sequenza di esseri viventi che la ricerca paleontologica da decenni andava divulgando. Contribuirono nella fase di avallo scientifico le scoperte di alcuni oggetti classificati strumenti preistorici, in depositi della valle della Somme (Francia) dove stavano pure resti di elefanti e di rinoceronte. Già nel 1856, in un’area presso Dusseldorf (Neandertal) furono scoperte ossa umane molto diverse dall’uomo dei nostri giorni. Da allora le segnalazioni di ulteriori rinvenimenti fecero dire agli studiosi che si trattava di resti di una forma umana europea con caratteristiche scheletriche primitive (uomo di Neandertal).

Sorse in quel contesto la branca scientifica della paleontologia umana e da allora le scoperte hanno fatto dire agli studiosi che l’uomo è frutto di un’evoluzione iniziata 5 milioni di anni fa.

(Segue)

venerdì 19 dicembre 2025

Procediamo per flash ….la Storia della Sicilia (8)

 La Sicilia post-unitaria

Abbiamo intrapreso dai tempi preistorici la vicenda storica della nostra Isola (chi vuole cerchi sul blog Procediamo per flash ... la Storia della Sicilia) e ovviamente contiamo di procedere da quella preistoria in poi. E però abbiamo pensato di intercalare periodicamente eventi storici più recenti, a decorrere dal post-Unità.  Alterneremo pertanto pagine lontane nel tempo, persino preistoriche e pagine più recenti attraverso cui proveremo a capire almeno alcuni eventi dell'ultimo e penultimo secoli. Forse ci aiuterà a capire la politica ed i politici dei nostri giorni ed il perché viviamo in questo contesto socio-economico e non in un altro.

 = = = =Sicilia post-Unità

 In quel lontano 18/agosto/1860 Giuseppe Garibaldi dopo aver liberato la Sicilia dal regime borbonico, partendo dalla spiaggia di Taormina, appunto il 18 agosto 1860, puntò in direzione della Calabria e già il 17 settembre (tempo di un mese necessario per sbaragliare l'esercito borbonico), arrivò, in treno come se fosse un turista, a Napoli accolto dalle folle festose. Ad accoglierlo alla stazione fu il Primo Ministro di quello che fino a quella data era stato il Regno delle Due Sicilie, Liborio Romano.

 Non trascorsero che meno di tre mesi e il 21 Ottobre 1860 in Sicilia si svolse il plebiscito di adesione al Regno d'Italia (con re Vittorio Emanuele). Nell'Isola i favorevoli all'adesione furoro ufficialmente 423.053, i contrari 667. Questi dati probabilmente mostrano grande disinvoltura elettorale nel clima patriottico teso all'Unità del Paese. Le liste elettorali del tempo ammettevano ufficialmente l'esistenza di un numero parecchio inferiore di elettori aventi diritto (n. 37.044) e di fatto alla successiva data del 27 gennaio 1861 per la Camera tanti furono gli ammessi ad eleggere i deputati. Segno che per il plebiscito non si badò fra chi aveva diritto e chi non ne aveva ad accedere ai seggi. Si puntò al consenso popolare.

Per il Senato non si tennero elezioni in quanto l'accesso avveniva attraverso nomina regia. Primo Presidente del Senato del giovane Regno d'Italia fu nominato Ruggero Settimo, patriota siciliano e protagonista dei moti palermitani del 1848-49. A nomina avvenuta Ruggero Settimo non volle accettare l'incarico adducendo motivi di salute. Sappiamo comunque che morì esule a Malta nel 1863.

_  _  

Ruggero Settimo. Approvò l'annessione al Regno d'Italia con il plebiscito e fu nominato senatore il 20 gennaio 1861. Gli venne offerta la carica di presidente del nuovo Senato del Regno.  

È sepolto nel Pantheon di Palermo, la chiesa di San Domenico, in un monumento progettato dall'ingegnere Ernesto Perez, con sculture realizzate da Domenico Costantino, in particolare l'angelo, e Salvatore Valenti.

mercoledì 17 dicembre 2025

Conoscere l’uomo (7)

La Savana 
La savana è un'ampia
prateria con alberi
sparsi e isolati, tipica
di un clima con stagione
secca e stagione
piovosa alternate.


Cittadini del pianeta

Capire l’uomo

L’Origine dell’uomo. Le attuali conoscenze sulle origini dell’uomo consentono di tracciare le tappe essenziali della storia evolutiva della famiglia zoologica Hominidae, a cominciare da fasi lontanissime nel tempo, probabilmente di poco posteriori alla separazione dalla linea che ha condotto dai nostri parenti più prossimi, le scimmie antropomorfe  (= che presenta affinità con l’uomo). Per ciò che ci e’ dato conoscere ai nostri giorni si tratta di una sequenza evolutiva che appare sostanzialmente continua, sia pure fra carenze e dibattiti scientifici sui reperti fossili.

Ciò che ai nostri giorni sappiamo sulle origini dell’uomo è il risultato di indagini scientifiche iniziate a metà del XIX secolo sulla base di un’avventura di pensiero che inizia principalmente nella pubblicazione dell’Origine della Specie di Charles Darwin, che nel 1859 definì i concetti per interpretare la sequenza di esseri viventi che la ricerca paleontologica era andata svelando. Sostanzialmente, grazie alle analisi del DNA, si è concluso che gorilla, scimpanzé, uomo moderno e ominidi preistorici fanno parte della stessa famiglia.

Su questi presupposti si è sviluppata la paleontologia umana che, con scoperte via via successive, permette ai nostri giorni di conoscere fasi più antiche della nostra storia evolutiva, identificando inizialmente l’Asia e successivamente l’Africa come aree di differenziazione delle forme ominidi iniziali. Sulla base di studi plurisecolari la scienza sostiene che l’attuale forma umana sarebbe il risultato di una forma evolutiva iniziata più di cinque milioni di anni fa in Africa orientale, come risposta a pressioni selettive connesse allo sviluppo di un ambiente aperto di savana (= una vasta prateria punteggiata da alberi sparsi e cespugli, caratterizzata da un clima con una stagione secca e una stagione delle piogge, che ospita una ricca biodiversità di grandi erbivori e carnivori come leoni, elefanti, zebre, giraffe e si trova principalmente in Africa, Sud America e Australia).

(Segue)

lunedì 8 dicembre 2025

Conoscere l’uomo (6)

  

cittadini del pianeta

Capire l’uomo

Le scienze preistoriche. Noi residenti a Contessa in qualche modo possediamo qualche idea, più o meno precisa sul ruolo dell’archeologia nel contesto del sapere umano. Da decenni, quasi annualmente, e via via -purtroppo- per periodi sempre più brevi, ci capita di sapere che gli studiosi dell’Universita’ di Pisa, gli archeologi vengono a fare il punto sulle esplorazioni (che ormai sono rarefatte) sul sito di Entella e aree più o meno limitrofe.

Grazie alle decennali ricerche sul territorio di questi studiosi sappiamo che l’archeologia si sostanzia nello studio delle opere dell’uomo (e pure di quelle autonome della natura) nel contesto della natura. Il tutto nel tentativo di poter leggere i tempi lontanissimi, persino quelli ove ancora non esisteva la presenza dell’uomo. Ovviamente l’interesse maggiore degli archeologi volge verso la ricerca dell’operato dell’uomo in siti diversi dalla comparsa dei primi ominidi ad oggi.

L’operato degli archeologi ci consente di comprendere, e ovviamente a contestualizzare, i meccanismi storico-evolutivi che hanno configurato le precedenti vicende umane, preistoriche e poi storiche.

L’archeologia possiede metodiche sue proprie per il recupero dei dati di interesse che non hanno nulla a che fare con le scoperte casuali, fatte in genere da non professionisti e, purtroppo da persone di pochi scrupoli che fanno ricerche clandestinamente, togliendo la possibilità di inquadramento storico del bene. Certo a chiunque può capitare di rinvenire oggetti di superficie rilevanti, però oggi le tecniche avanzate di raccolta dati e oggetti archeologici compete agli studiosi che come finalità puntano alla conservazione del patrimonio antico, da porre in seguito alla pubblica fruizione.

(Segue)


mercoledì 3 dicembre 2025

Conoscere l’uomo (5)

Proposito:
intendiamo
sviluppare
coscienza
sulla vicenda
umana,
da una origine
più  o meno
conosciuta o
conoscibile,
grazie alla
Archeologia,
fino
ai giorni di
cattiveria 
permanente 
evidenziata
nel XXI secolo
dai tanti Putin
in servizio 
permanente
.








Cittadini del pianeta

Capire l’uomo.
Le scienze preistoriche. 
Per alimentare l’interesse (l’amore) per Entella, esempio archeologico vicino a noi di Contessa Entellina, non possiamo che cominciare da una forma di archeologia un pochettino “alla paesana”, alimentata da curiosità per le vestigia monumentali e le opere d’arte in generale. In effetti questa (Entella) è stata una realtà  storica già ai primi echi della civiltà umana con gli Elimi, ed in questa contiamo di sostanziare l’interesse per il mondo. Esistono, forse da sempre, i veri amanti dell’archeologia ma la “ricerca” nel passato lontano consisteva nell’individuare le rovine monumentali o le vere “opere d’arte”. Fra i nostri fini c’è l’auspicio che le ricerche e gli studi su Entella subiscano una accelerazione.
 Per quanto ci e’ dato conoscere in Italia i primi scavi (sotto l’egida pubblica) iniziarono ad Ercolano nel 1709 e poi a Pompei nel 1748. In Francia e Germania i primi interessi per l’Archeologia hanno date prossime a quelle italiane se non posteriori: Napoleone nella spedizione in Egitto portò con sé un gruppo di studiosi e da allora iniziò quella che fu definita l’archeologia attiva.
Da allora, con l’archeologia attiva, iniziarono, purtroppo, pure i disastrosi saccheggi in Mesopotamia, ed ogni saccheggio sottrae potenzialità alla ricerca storica che attraverso le vestigia -invece- sa ricostruire i contesti di vita dell’Antichita’ classica. 
 I paesi che per prima hanno puntato a sviluppare gli studi archeologici finalizzati a cogliere la vicenda umana del passato lontano, furono dal mille seicento/settecento la Gran Bretagna, la Francia, i paesi Scandinavi. La prima cattedra universitaria finalizzata a salvaguardare i monumenti ed i resti archeologici del passato fu istituita in Svezia nel 1630 (Riksantikvar) seguita dall’Olanda (Università di Uppsala) nel 1818. Da queste due date in poi iniziò una vera pioggia di promulgazioni di norme a tutela dei beni dell’Antichita’ .

Questa pagina,  come anticipato nei giorni scorsi, avrà frequentissima cadenza. Perché? Perché accanto alle discipline sociologiche, economiche  ed altre, l’archeologia -se saputa leggere e interpretare-, sa dirci (un poco come tutti i filoni culturali) chi è l’uomo. Addirittura sa rivelarci come e perché esiste la cattiveria umana. In fondo essa è una fonte non secondaria della Storia umana.

martedì 2 dicembre 2025

Conoscere l’uomo (4)

Il sito archeologico dell’antica
città elima di Entella, che
sorge su un rilievo isolato
di circa557 metri in territorio
di Contessa Entellina.

La Rocca, strategicamente
posizionata, offre un
panorama a 360’ e oggi
presenta i resti di una città 
con testimonianze elime,
una necropoli ellenistica
e vestigia medievali.
E’ stata distrutta da 
Federico II nel XIII
secolo e il sito ospita
anche una importante 
grotta gessosa, protetta
dalla Riserva naturale
Integrale Grotta di
Entella.









Cittadini del pianeta

Capire l’uomo. 
Il suolo, grazie agli scavi, è un archivio.

 Lo hanno raccontato pure gli archeologi che in anni ormai lontani condussero approfondite ricerche ad Entella “Scrivere la Storia di epoche remote, come quella della città che stava sulla Rocca, senza disporre di fonti scritte, e’ possibile”. Cosa intendevano dire?  Che esistono altre e diverse categorie di documenti progressivamente decifrati e conservati negli archivi del suolo.

 Si riferivano quei ricercatori alle tracce che gli uomini  del passato hanno lasciato sul suolo: le loro ossa e i prodotti delle loro attività.

 L’oggetto di studio della disciplina che prende nome di paleontologia umana sono le ossa, mentre l’archeologia preistorica si occupa dei prodotti lavorati da quegli uomini. Yves  Coppens, il paleontologo francese, noto per la scoperta di Lucy(1), era solito dire “queste due discipline sono le due nostre fonti essenziali d’informazione, l’osso e il ciottolo, il corpo e lo spirito, la biologia e la cultura”.

 Gli archivi del suolo, fra cui il suolo di Entella, custodiscono molte informazioni sull’ambiente naturale nel quale vissero gli uomini preistorici e forniscono dati che permettono di stabilire  una cronologia relativa e assoluta della preistoria”.

  Contiamo di essere più comprensibili nel prosieguo del tema esplorativo che ci siamo proposti di voler conoscere e far conoscere.


(1) Lucy" si riferisce allo scheletro fossile di un Australopithecus afarensis vissuto 3,2 milioni di anni fa, scoperto in Etiopia nel 1974. Si tratta di un esemplare femmina di Australopithecus afarensis alto circa 1,20 m e pesava meno di 40 kg. I suoi resti hanno contribuito a riscrivere la storia dell'evoluzione umana, mostrando che l'evoluzione non era un processo lineare ma ramificato.



lunedì 1 dicembre 2025

Conoscere l’uomo (3)

Il Passaggio dalla
Preistoria alla Storia
è segnato
convenzionalmente
dall’invenzione della
scrittura, avvenuta
approssimativamente 
nel 3500 a.C., che
permise di
documentare gli 
eventi.
La Preistoria è 
caratterizzata dalla
mancanza di
testimonianze 
scritte dirette.






Cittadini del Pianeta
Capire l’uomo
Dalla preistoria agli albori della civiltà 
Circa cinquemila anni fa, in Egitto e in Mesopotamia furono inventati i primi sistemi di scrittura e però le altre regioni della terra e senza nessuna eccezione erano ancora ad uno stadio preistorico.
La Cina conobbe la scrittura un millennio dopo l’Egitto. A Creta si scoprono documenti scritti verso la fine del secondo millennio prima dell’era cristiana. In Europa occidentale i primi fondamenti della storia su fonti scritte si hanno a poco prima dell’era cristiana mentre nell’Europa orientale e settentrionale occorre aspettare altri mille anni. In più regioni dell’Africa, Asia, Americhe e Oceania le fonti scritte si rinvengono all’epoca della colonizzazione.
Nonostante la carenza di documentazione scritta per più parti della Terra la scienza si serve di altre categorie di documenti progressivamente decifrati e conservati negli archivi del suolo, ossia quelle tracce  che nel passato gli uomini hanno lasciato sul suolo: le loro ossa e i prodotti delle loro attività.
La Paleontologia studia appunto le ossa degli esseri umani, mentre l’archeologia preistorica studia gli oggetti rinvenuti e frutto della loro attività.

Per un certo periodo, più che trattare delle risultanze delle ricerche sul mondo preistorico, ci intratterremo, grazie a chi queste situazioni le conosce, sullo “sviluppo delle scienze preistoriche”. Nostro proposito tendenzialmente è di cambiare la natura e il ruolo del blog che da aperto ad ogni problematica diventerà via via settoriale. E via via andrà tracciando i settori in relazione agli amici che gestiranno le relative pagine.

Il passaggio dalla preistoria alla storia è segnato 
convenzionalmente dall'invenzione della scrittura, avvenuta approssimativamente nel 3500 a.C. che permise di documentare gli eventi. La preistoria, che copre il periodo dalle origini dell'umanità fino all'invenzione della scrittura, è caratterizzata dalla mancanza di testimonianze scritte.

sabato 29 novembre 2025

Conoscere l’uomo (2)

Quella del Big Bang è la teoria
scientifica sull'origine del
cosmo attualmente più
accreditata: 
postula che il
nostro universo abbia avuto
origine circa 13,8 miliardi
di anni fa da uno stato
estremamente caldo e
denso, e che da allora si sia
espanso in modo
sostanzialmente continuo
.








Cittadini del pianeta
Capire l’uomo.
Quando a scuola ci hanno parlato della Preistoria ci hanno detto che si tratta di un periodo che va dalla comparsa, all’interno della famiglia degli ominidi, del primo essere classificabile nel genere Homo e si estende fino all’invenzione della scrittura e con essa con la nascita dei primi Stati (=piu’ o meno cinquemila anni fa). Si tratta appunto di un tempo definito dagli studiosi Preistoria che sarebbe durata dai due ai tre milioni di anni.
Preistoria, quel lungo periodo di due/tre milioni di anni che precedono l’invenzione della scrittura, preso in senso stretto, esclude dalla storia scritta e di cui abbiamo testimonianza ben il 99,80% dell’esistenza totale dell’umanità, e riduce ad appena lo 0,20% l’esistenza  a nostro beneficio della “storia propriamente detta”, quella che si sostanzia su fonti scritte.
Preistoria sta ad intendere, in un certo senso, nascita, infanzia e adolescenza dell’umanità. Negli ambienti scientifici l’intero periodo che precede l’invenzione della scrittura e’ definito antropogenesi (= processo di discendenza dell’uomo da presunti antenati animali) ed arriva, appunto, all’invenzione della scrittura, al sorgere delle prime città e dei primi Stati. Contestualmente, e’ nata la società divisa in classi, quella che ha caratterizzato aspetti essenziali della civiltà umana, quella che conosciamo, nei tratti principali, delle culture senza le quali il tutto della vicenda umana sarebbe continuata ad esserci incomprensibile o addirittura ignorata.
Quando parliamo quindi di preistoria intendiamo designare il periodo durante il quale l’uomo era stato contemporaneo di specie animali ormai estinte e le cui vestigia sono state ritrovate dai geologi e dai paleontologi in livelli geologici molto antichi.
Conclusione: l’uomo ha fatto la sua comparsa molto prima dei seimila anni riconosciuti e dalla cronologia biblica e dalla vicenda storica ricavata dalla scrittura inventata dall’uomo.
(Segue)

venerdì 28 novembre 2025

Conoscere l’uomo (1)

Un mondo in guerra
Nel 2025 sono in corso
decine di conflitti armati
nel mondo, con un numero
che supera le 50 guerre,
tra cui le più note sono
il conflitto tra Russia e
Ucraina, e la situazione
tra Israele e Palestina
nella Striscia di Gaza
.
Altri scenari di crisi si
trovano in Africa (Sudan,
Yemen, Etiopia,
Repubblica Democratica
del Congo, Somalia),
Asia (Myanmar,
Afghanistan) e America
Latina (Haiti), alimentati
da fattori come crisi
economiche,
disuguaglianze e
violazioni
dei diritti umani.







Cittadini del pianeta
Capire l’uomo.
 Ci piace attraverso una iniziativa da sviluppare sul blog, a cui stiamo dedicando tempo in studio e in ricerche, di capire il mondo, di capire lo spirito umano interpretato da più punti di vista e da prospettive e sensibilità culturali delle grandi figure dell’umanità.

In questa attuale fase della Storia umana con sulla scena uomini potenti che minacciano guerre, invasioni, imposizioni e costrizioni a stati e popoli sia vicini che lontani con aspirazioni diverse dal loro paese, sarebbe interessante diffondere la consapevolezza  dell’unica nostra umana diversità che i vari Putin, e altre decine di pari autocrati presenti sulla scena mondiale, provano a mettere  violentemente in discussione, alimentando, nel 2025, le guerre di invasione.

Su questa pagina, che tendenzialmente potrà diventare quotidiana, ci proponiamo di mettere in evidenza che l’umanità, al punto di rischi entro cui è arrivata, può diventare -come ebbe a dire Albert Einstein-, “una o nessuna”. Questa espressione ci lascia riflettere sulla doppia natura del termine: da un lato, indica l'insieme di tutti gli esseri umani che formano una singola e indivisibile specie (un'umanità). Dall'altro, il concetto di "umanità" si riferisce al complesso di qualità positive come la compassione e l'empatia, che possono essere possedute o meno da un individuo, portando a una visione di "una" umanità (cioè, l'avere queste qualità) o "nessuna" (cioè, mancarle). E purtroppo di individui definibili nelle nostre piccole realtà sociali di paese “mascalzoni” e nelle realtà statuali “autocrati” ne esistono, e sono tanti.

Alcune delle frasi o espressioni per la pace nel mondo lasciateci da saggi personaggi dell’umanità accompagneranno le pagine del blog per farci ignorare o magari avversare le follie dei troppi autocrati che occupano posizioni di grande responsabilità per la pace e l’autonomia dei popoli nel mondo.


mercoledì 26 novembre 2025

Procediamo per flash ….la Storia della Sicilia (7)

  Capire la Sicilia

L’insieme delle vicende e
delle manifestazioni umane
più remote ci risulta oggi
più chiaro grazie all’ap-
porto di differenti disci-
pline e di nuovi metodi di
ricerca.
La  Storia dell’umanità 
comincia con i primi
Ominidi circa 4/5
milioni di anni fa.

= = =
Fermo restando che
proseguiremo con la
Storia della Sicilia,
contiamo inoltre
di dover riflettere sulla
Preistoria e sugli Albori
della civiltà.
E questa
ovviamente
-su dati scientifici più 
che storici- la faremo
decorrere da 4-5 milioni
di anni fa. Ossia sui
dati scientifici finora
divulgati.










La Storia degli ebrei comincia con Abramo, quella di Roma con Romolo e Remo, le tracce di Storia che conosciamo sulla Sicilia iniziano grazie al greco-siracusano  Filisto e al greco Tucidide (V secolo a.C.) che tratteggiano di un re dei Sicani, Cocalo, che sarebbe vissuto nel XIII secolo avanti Cristo

  Lo storico che ha lasciato qualcosa di quel lontano mondo siciliano e’ stato Diodoro Siculo vissuto però nel V secolo a.C. quando quasi l’intero mondo che gravitava sul Mediterraneo era di cultura greca e Siracusa era una delle più popolose ed importanti città del mondo allora conosciuto, per nulla inferiore ad Atene o a Sparta. 

  È però gli studi svolti dai genetisti dei nostri giorni ci hanno offerto, sul piano non localistico bensì planetario, conclusioni e risultati del problema delle origini della specie umana attraverso lo studio del DNA indicandoci che la separazione  degli ominidi dal resto dei primati, data anteriormente ai 4,5milioni di anni fa.

E’ su questo presupposto che contiamo di sviluppare, in una ulteriore, diversa pagina del Blog lo sviluppo dell’umanità, quella frutto non della Storia umana, ma degli studi condotti dall’Unesco* che parte dal presupposto che <una sola e’ la Terra e una sola e’ la specie umana in tutte le sue diversità>. L’ulteriore pagina sull’uomo che contiamo di riportare sul blog sarà denominata [Capire e conoscere l’uomo] e sarà curata da amici studiosi della problematica e sostanzialmente amanti della panoramica sulle culture mondiali.

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(*)UNESCO:(Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura) è un'agenzia delle Nazioni Unite fondata nel 1945 per promuovere la pace attraverso la cooperazione internazionale in materia di istruzione, scienza, cultura e comunicazione. Una delle sue principali missioni è l'identificazione, la protezione e la conservazione del patrimonio culturale e naturale del mondo, inserendo i siti di eccezionale valore universale in una lista del Patrimonio Mondiale. L'organizzazione opera anche per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030.

martedì 25 novembre 2025

Procediamo per flash…..la Storia della Sicilia (6)

Gola del fiume
Alcantara, nella
Sicilia Orientale.

Pare sia stato un sito
molto frequentato
nella preistoria.



Capire la Sicilia 

L’essere umano pare sia comparso in Medio Oriente (Valle del Nilo), e più o meno contemporaneamente in Sicilia, nell’età pleistocenica (=periodo geologico durato da circa 2,58milioni di anni fa a 11.700 anni fa). Gli studiosi definiscono questo lungo periodo “era glaciale” per le numerose glaciazioni che hanno ricoperto vaste aree della Terra con enormi ghiacci. Pare che proprio nel corso di questo lungo periodo si siano evolute specie chiave del genere Homo, tra cui l’Homo erectus, l’Homo neanderthalensis e l’Homo sapiens. Alcuni residui cavernicoli sono stati trovati, dagli studiosi del ramo, nei litorali di Trapani, di Palermo e di Termini Imerese.

La tradizione della nostra Isola riferisce di realtà umane chiamate Sicule e Sicane e ci fa sapere che i Siculi, anteriormente, provenivano dall’Italia Meridionale e mano mano che andavano diffondendosi in Sicilia -attorno al 1200-1000 a.C.- si stabilirono nella parte orientale dell'isola spingendo sempre più nella parte Occidentale i residenti dell’Isola, ossia i Sicani, gente etnicamente differente.

Gli studiosi, dall’esame dei resti che rinvengono con le loro ricerche, distinguono i periodi di presenza umana nell’età 1) paleolitica, 2) neolitica, 3) cuprolitica, 4) età del bronzo e 5) età del ferro. Una ripartizione valida in tutti gli ambienti scientifico-archeologico che, sul blog, proveremo a meglio interpretare nella loro natura e nelle condizioni in cui vissero le primissime specie del genere Homo.

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Riflessione:

Esiste in tantissimi di noi esseri umani una forte insofferenza verso la comune origine con animali. Ancora più difficile risulta accettare il fatto che l’evoluzione degli organismi, come quella delle culture, non sia deterministica, non vi sia cioè un disegno insito nelle leggi della natura che abbia regolato le trasformazioni allo scopo preciso di arrivare all’uomo. Col termine “ominazione” si intende comunque il processo evolutivo che ha portato, attraverso stadi successivi, alla specie Homo sapiens cui appartengono tutte le popolazioni umane.

Segue


domenica 23 novembre 2025

Procediamo per flash…. La Storia della Sicilia (5)

Il territorio dell’attuale
Contessa Entellina
possiede STORIA

Nel 1875, il comune di
Contessa
assunse il nome di
Contessa
Entellina in onore
dell'antica
città di Entella,
che oggi giace in rovina.

Le ricerche archeologiche nel
sito, avviate a seguito del

ritrovamento dei 
decreti di
bronzo di Entella
, hanno
rivelato importanti
informazioni sulla
vita nell'antica città.
Ricerche che tuttavia
procedono molto,
molto a rilento.

La Rocca d’Entella si erge
isolata a dominio del territorio,
raggiungendo la quota di 545
m s.l.m. sul versante
meridionale, mentre il
versante settentrionale,
oltre la c.da Petrarca 
va digradando con pendii
più o meno ripidi e scoscesi
verso il fiume Belice, oggi
sbarrato dalla diga,
la cosiddetta Diga Garcia,
dedicata al giornalista
Mario Francese.









Capire la Sicilia 

Nella storia civile della Sicilia esistono contributi dati alla storia europea sin dal Medio Evo. Il primo Parlamento del mondo è stato quello islandese “Althing”, ma si trattò in realtà di un organismo con funzioni solamente giudiziarie. Il primo vero Parlamento con funzioni legislative è stato quello siciliano. Nel 1129 re Ruggero II (il Normanno) convocò il suo primo parlamento del Regno di Sicilia e nel 1239, per disposizione dell’Imperatore Federico II di Svevia vennero convocati i rappresentanti parlamentari sia del braccio militare (gli aristocratici) che del braccio ecclesiastico. E non solo essi. Fu istituito pure, ovviamente in un contesto sociale che era quello “feudale”, il braccio parlamentare demaniale, ossia dei cittadini delle citta’ che non sottostavano ad alcuna giurisdizione feudale, ma dipendevano direttamente dalla monarchia. Si trattò del Primo Parlamento nella Storia; il Parlamento inglese che in più sedi e in più testi viene ritenuto “primo”, fu invece convocato per la prima volta nel 1264, ossia venticinque anni dopo.

Proposito dei conduttori del blog e’ di rendere quotidiana, o quasi, questa pagina. Pagina su cui si tratterà sì di Storia, ma anche di pagine specifiche su mafia, su superstizioni, su economia e su politica (quella vera e quella dei politicanti) e perché no, pure sull’ignoranza. In Sicilia, infatti e purtroppo, non è tutto oro quello che luccica o che si suppone luccichi.

Inizieremo, comunque, da lontano: dai siculi e dai sicani. Finora abbiamo voluto presentare tratti e metodica del nostro procedere. Un procedere che ci intratterrà -ci auguriamo- per lungo tempo.

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giovedì 20 novembre 2025

Procediamo per flash …la Storia della Sicilia (4)

Federico II
E’ a lui che viene
attribuita la distruzione
della città di Entella.
Su questa vicenda 
avremo tempo e
modo per trattarne
sul blog.





Capire la Sicilia

I giornali di questi giorni trattano di noi siciliani; affrontano l’analisi su di noi come se fossimo tutti inquadrati entro schemi predefiniti. Schemi che inquadrano più che altro tanti nostri rappresentanti politici e non, e in prevalenza il  “cuffarismo” riemerso all’antica maniera di tangentopoli. Come se il protrarsi, a decenni di distanza, della nota e diffusa  “tangentopoli” riguardi la sola nostra regione. La tangentopoli, che con metodiche le più varie, lo sostengono tantissimi giornalisti e personaggi autorevoli, in Italia non è mai venuta meno, a cominciare dai piccoli centri di periferia alle realtà politiche dei faccendieri di professione.

Chi sono i siciliani ? Per l’inglese Denis Mack Smith parrebbero essere antropofagi (cannibali) fino all’Ottocento. Per Leonardo Sciascia l’intera classe dirigente darebbe a pensare ad una “accozzaglia di sciacalli” quanto meno fino alla prima repubblica (Corda Pazza), per Gesualdo Bufalino o per Michele Pantaleone  gli abitanti della Sicilia sarebbero dei mafiosi. Giuseppe  Tomasi di Lampedusa ha lasciato scritto che “i siciliani amano solamente il sonno”. Questi giudizi sono prevalentemente ripresi da un libro di Santi Correnti (storico e latinista siciliano), che però addrizza il giudizio riportando un brano dell’archeologo Amedeo Maiuri (su Arte e civiltà nell’Italia antica) ove si legge che l’Isola nell’antichità era considerata “l’America del mondo antico” per la ricchezza, la fertilità e la tranquillità politica. Segno ovvio -questo giudizio- che ancora ai giorni di Maiuri non era comparso sulla scena politica USA il Donald Trump.

C’è chi per evocare lo spirito attivo e critico dei siciliani arriva ad evocare Archimede le cui scoperte fisico-matematiche sono racchiuse sopratutto nell’avere inventato, in matematica, l’uso della “pi greca” ed altri accorgimenti rispetto a quanto aveva contribuito Euclide.

(Segue)


mercoledì 19 novembre 2025

Procediamo per flash …. la Storia della Sicilia (3)

Una foto degli anni trenta
del Novecento del porto
di  Messina che nel periodo
siculo fu chiamata Zancle
(=falce) per la forma arcuata.





Flash di preistoria e Storia 
Sfogliando libri e consultando appunti raccolti nell’arco di decenni mi incuriosisce l’origine della denominazione “Sicilia”  della nostra terra. Il toponimo pare che origini dalla voce italica (o balcanica?) sica, che secondo il letterato romano Terenzio Varrone (127 a.C.-56 a.C) significa falce. I Siculi, secondo cui il nome deriva da falciatori furono loro ad attribuire la denominazione. Noi arbereshe di Sicilia sappiamo che sica sa di qualcosa che taglia, di coltello, e non ci sentiamo di dissentire da una possibile origine con la falce.

 Cicerone, nelle Verrine, descrive la Sicilia come il granaio dello Stato romano. Il professore di geografia economica nella facoltà di Economia sosteneva che i Greci una volta distrutta Troia si volsero verso occidente occupando la Sicilia, che fino ad allora si chiamava Trinacria (terra dei tre capi), e che la denominarono Sikelia (quod latine est dicerie ficus et olivam) in latino significa fico ed oliva. La denominazione Trinacria si consolidò, comunque, in periodo greco-romano e Orazio, poeta romano, ancora ai suoi giorni si riferiva alla Sicilia come la “terra triangolaretriquetra tellurica.

martedì 18 novembre 2025

Procediamo per flash …. la Storia della Sicilia (2)

 

Foto che caratterizza
la Sicilia
Un'immagine che catturi
la fusione tra storia e natura,
 come il teatro greco di
Siracusa affacciato
sul mare. Questo tipo di
foto rappresenta la
ricchezza archeologica
e il fascino costiero
dell'isola.


La Sicilia vanta
importanti siti archeologici,
come la Valle dei Templi
di Agrigento, Selinunte e
Segesta.





Capire la Sicilia

Fino a pochi anni fa ogni volta che in Europa (e nel mondo) si parlava di Sicilia, veniva fuori la parola mafia. La questione sulla mafia tuttavia non è una esclusiva della nostra Isola. La mafia vegeta negli USA come in Cina, nella Russia di Putin come nei paesi del Sud America. Non volendo escludere che nella nostra Isola la mafia esiste e coinvolge presunti politici che riscuotono consensi molto più numerosi dei politici corretti ed onesti, a noi in queste pagine interesserà mettere in evidenza le vere e grandi figure di Siciliani che hanno provato a fare più cose di bene per questa terra.

Nonostante i tanti Cuffaro che danno “cattiva stampa” alla nostra terra, ci piace riportare una impressione di un giornalista, drammaturgo e scrittore austriaco, Theodor Herzi che avendo visitato per lungo e per largo la nostra Isola in una lettera diffusa decenni fa su più riviste settimanali e quotidiani, così si esprimeva: Sono tornato da un viaggio bellissimo in Sicilia, l’unica regione italiana che non conoscevo. Parlando con amici italiani, mi ero fatta una cattiva opinione della Sicilia: un paese rimasto indietro, con una popolazione intollerante, pigra, con un atteggiamento ostile verso gli stranieri. Quale sorpresa per me, fin dalle prime ore del mio soggiorno in Sicilia!  Uomini intelligenti, gentili, pieni di cortesia verso stranieri. Mi sentivo benissimo, come a Venezia o a Firenze. Potrei citare esempi di gentilezza, quale mai mi e’ accaduto di vedere in altre parti d’Italia. Come straniero, non sono autorizzato ad istruire gli Italiani sul modo di regolare  i rapporti tra le diverse parti della popolazione, e in nessun caso vorrei arrogarmi di dare qualche consiglio. Ma mi sia permesso dire che mi addolorano tali rapporti  turbati fra gli Italiani. Io li amo tutti, siano friulani o siciliani. E perché dare agli stranieri (almeno a quelli che capiscono un po’ l’Italiano) l’impressione di discordia in questa bellissima Italia?”.

Dott. Theodor Herz, Vienna.