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martedì 1 settembre 2026

Il gusto della riflessione (24)

 Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

“Coltura e Cultura 

hanno stessa origine”

 ==Ci vuole pazienza, applicazione, curiosità

 e cura per veder crescere delle piante 

rigogliose dai semi che abbiamo piantato. 

==Sono le semplici leggi che

regolano la coltivazione o coltura. 

Per la cultura, che ha proprio la 

stessa origine, non è molto diverso.


Noto giornalista, scrittore,
autore televisivo e teatrale
si occupa principalmente
di tematiche legate alla cultura.



E’ di Paolo Fallai (
giornalista, scrittore e autore televisivo) la frase secondo cui il termine cultura deriva dal verbo latino colere (da cultus, che è il participio passato) e che significa "coltivare". 
Originariamente legato all'ambito agricolo (la coltivazione della terra o di una pianta), il vocabolo è stato poi esteso metaforicamente per indicare la "coltivazione" della mente e dell'anima umana attraverso l'educazione, la conoscenza e l’arte. L’evoluzione che porta dalla coltivazione della terra alla nascita della civiltà e del sapere ci costringe a fare alcuni passi indietro, fino a ricordare il concetto di rivoluzione Neolitica. Questo processo, iniziato circa 10.000 anni fa, ha trasformato l'umanità da nomade a sedentaria. L'agricoltura ha garantito stabilità e controllo sulle risorse. Quindi una produzione regolare e meno dipendenza dalla caccia casuale. Cibo in eccesso conservato per il futuro. Nascita dei primi villaggi stabili vicino ai fiumi. Più risorse disponibili per far crescere la popolazione.

 La divisione del lavoro. Con la nascita dei villaggi e delle prime comunità non tutta la popolazione doveva più dedicarsi alla ricerca di cibo. Con la specializzazione delle attività nascono artigiani, costruttori e mercanti. La differenziazione delle classi sociali si articola in base al ruolo e al possesso della terra (ma naturalmente forza e prepotenza continuano a farla da padrone). Si sviluppano leggi e governi per gestire le comunità (di solito impostate all’inizio dai più forti e dai più prepotenti).


venerdì 28 agosto 2026

Il gusto della riflessione (22)

Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

=  =. = 

 « le diseguaglianze sociali

sono artificiali »

 La distinzione fra Destra e Sinistra per la 

quale l’ideale dell’eguaglianza è sempre 

stato la stella polare, e’ nettissima.

   Basta spostare lo sguardo alla questione 

          sociale internazionale, per rendersi conto,

          che la sinistra non solo non ha compiuto

il proprio cammino ma lo ha appena cominciato.


Norberto Bobbio (Torino,
18 ottobre 1909 – Torino, 9
gennaio 2004) è stato uno
dei più autorevoli 
filosofi
del diritto, politologi e
intellettuali italiani
 del
Novecento. 
Nominato 
senatore a vita nel 1984 dal
Presidente Sandro Pertini,
Bobbio ha rappresentato una
figura centrale nel dibattito
culturale e politico del
secondo dopoguerra,
distinguendosi come un
pilastro del 
socialismo
liberale e della
difesa dei valori
democratici.



Nel celebre saggio Destra e sinistra (1994), il filosofo Norberto Bobbio sostiene che la distinzione tra destra e sinistra politica non è morta ma resta fondamentale. Il criterio principale per distinguerle è l’atteggiamento verso il concetto di uguaglianza: la sinistra è egualitaria, mentre la destra accetta o valorizza le disuguaglianze. 

La Sinistra considera le disuguaglianze sociali come qualcosa di artificiale e da rimuovere. Lotta per unire le persone e ridurre le differenze economiche e sociali. La Destra: Considera le disuguaglianze come naturali, inevitabili o persino giuste (dovute alle diverse capacità o meriti degli individui). Tende a preservare l'ordine sociale esistente.

Libertà e Autorità: Secondo Bobbio, la coppia libertà-autorità non serve a distinguere destra e sinistra, ma a dividere i moderati dagli estremisti. Esistono sia destre democratiche sia destre autoritarie (come il fascismo), così come sono esistite sinistre autoritarie (come il bolscevismo sovietico). La visione della società: La sinistra punta all'inclusione e al cambiamento progressista, mentre la destra privilegia la tradizione, la conservazione e la difesa di identità particolari (come la nazione o la religione).

In sintesi, per Bobbio i due termini conservano un senso preciso: la sinistra vuole rendere gli uomini più uguali, la destra ritiene che le differenze non vadano cancellate.

Nel saggio Destra e sinistra. Ragioni (1994), il filosofo Norberto Bobbio sostiene che la dicotomia tra destra e sinistra conservi piena validità. Il criterio fondamentale di distinzione non risiede nei metodi di governo, ma nel diverso atteggiamento ideale e pratico nei confronti del concetto di eguaglianza. 

La Sinistra: Attribuisce maggiore importanza a ciò che rende gli esseri umani uguali. Tende a promuovere politiche volte a rimuovere o ridurre le diseguaglianze sociali ed economiche ritenute ingiuste. La Destra: Considera le diseguaglianze tra gli uomini come un dato ineliminabile, naturale o persino auspicabile per il merito e l'ordine sociale, senza avvertire la necessità di ridurla.

L'opposizione tra libertà e autoritarismo non serve a distinguere destra da sinistra, ma individua la posizione lungo la linea della democrazia. I moderati (sia a destra che a sinistra) accettano le regole della democrazia e la difesa delle libertà fondamentali. Gli estremisti (come i totalitarismi del Novecento, fascismo e comunismo bolscevico) rifiutano la democrazia e giustificano l'uso della violenza e dell'autoritarismo. Bobbio conclude che, nonostante i mutamenti storici e la tentazione di dichiarare superata questa opposizione, i termini destra e sinistra restano irriducibili l'uno all'altro. Il metro dell'eguaglianza rimane l'indicatore più affidabile per orientarsi nello spettro politico.

martedì 25 agosto 2026

Il gusto della riflessione (21)

 Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

Amalia Moretti Foggia 
(Mantova, 11 maggio 1872 –
Milano, 11 luglio 1947)
è stata una 
pioniera della
medicina e una delle
figure più amate del
giornalismo divulgativo
italiano del ventesimo
secolo
. È celebre per
essere stata 
la prima
donna in Italia a
specializzarsi in
pediatria
 e per aver
conquistato milioni di
lettori con gli pseudonimi
di 
Dottor Amal e 
Petronilla sulle
pagine de 
La
Domenica del Corriere.



=  =. =
  « Vuoi la salute?

Alzati, cammina».

 Deambulare necesse est; e’ necessario

camminare, se si vuol godere appieno

quel gran bene che e’ una salute perfetta.

Ma tu, la compi, ogni giorno, la tua

indispensabile camminata? E quanto e’ lunga?

E tu, essendo lunghe le distanze, devi farti

sempre trasportare, per poter compiere il

lavoro della tua giornata? 

=  =  = 

Le superiori ammonizioni sono di Amalia Moretti, pediatra (1872-1947). Ci lasciò’ scritto, fra tant’è ammonizioni, quanto segue: una legge di Natura ammonisce ad ogni organo del tuo corpo, lo ha assegnato il suo ufficio speciale, ed i suoi lavori vari da compiere; ed è solo dal concordo assieme dei suoi mille lavori dei suoi mille organi che può solo venire al tuo corpo quel bene supremo che a piene mani io gli largisco, quel gran bene che e’ la salute. Ma se, non ligio ai comandamenti, uno solo fra i tuoi organi dovesse o non lavorare, o poco lavorare, il pieno accordo verrebbe allora difettare; il giusto equilibrio a spezzarsi; e la perfetta salute a mancare.

sabato 4 luglio 2026

Parole frequenti sui media


onde lente. Il sonno a onde lente, o sonno profondo non Rem, è la fase del sonno essenziale per il recupero fisico, il consolidamento della memoria e la rigenerazione cellulare. È caratterizzato da onde cerebrali delta ampie e sincronizzate. Quando la temperatura supera i 26 gradi, il sonno profondo si riduce e rende più difficile il recupero. 

Corrisponde alla fase più profonda del sonno non-REM (stadio N3). È caratterizzato da onde cerebrali ampie e lentissime (onde delta). Durante questa fase, battito cardiaco, pressione e respirazione rallentano al massimo, mentre il corpo si rigenera e il cervello consolida i ricordi

sabato 27 giugno 2026

Ondata di calore

 

Quando la temperatura esterna
e l'umidità sono troppo elevate,
 il corpo umano non riesce più a
raffreddarsi efficacemente tramite
il sudore. Questo può portare
a un pericoloso innalzamento della
temperatura corporea interna,
causando danni irreversibili.


Apprendiamo dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) tramite il direttore regionale per l'Europa, Hans Kluge:

1)  «La nostra regione è quella che si sta riscaldando più rapidamente al mondo. Solo negli ultimi 4 anni il caldo ha causato oltre 200mila decessi».

2) Di caldo (e afa) si può morire e lo si fa in breve tempo, soprattutto quando le vittime sono soggetti deboli e a rischio. Il caldo estremo altera il sistema di regolazione della temperatura corporea soprattutto in presenza di tassi di umidità elevati che impediscono all’organismo di sudare. I rischi maggiori si corrono con: colpo di calore, disidratazione, congestione.

3) Il colpo di calore è l’evenienza più grave legata alle alte temperature: può manifestarsi all’aperto, in un ambiente chiuso e in un luogo dove non batte direttamente il sole. In 10-15 minuti può portare il soggetto a una temperatura corporea di 40-41° C con successivo collasso e (se non gestito) decesso.

4) I sintomi sono: mal di testa, nausea, vomito, vertigini, fino ad arrivare a stati confusionali e perdita di coscienza. Si interviene chiamando subito il 118 e, nel frattempo, cercando di far scendere la temperatura corporea della persona trasportandola in un luogo fresco, tamponando il corpo con un panno imbevuto di acqua fredda e/o una borsa di ghiaccio posata sulla testa.

5) La disidratazione è un altro pericolo serio. Non sempre si beve a sufficienza, ma con il caldo, la perdita di liquidi dall’organismo dovuta alla sudorazione può determinare pericolose alterazioni metaboliche: la principale conseguenza è l’abbassamento della pressione arteriosa, che a sua volta aumenta il pericolo di svenimento o collasso. I segni principali della disidratazione sono: sete, debolezza, vertigini, palpitazioni, ansia, pelle e mucose asciutte, crampi muscolari, problemi di concentrazione, memoria, irritabilità. E’ bene bere almeno 8 bicchieri di acqua al giorno anche se il quantitativo dipende da attività fisica, ambiente ed età. Un criterio di valutazione sempre valido è il colore delle urine che deve rimanere chiaro. No alle bevande zuccherate che non dissetano e attenzione alla temperatura dei liquidi: se troppo freddi l’organismo reagisce producendo altro calore. L'alcol è un vasodilatatore e ha un forte effetto diuretico, che accelera la disidratazione.


giovedì 25 giugno 2026

Ondata di calore

 «Il caldo è un’emergenza sanitaria», a segnalarlo è l’Organizzazione mondiale della sanità specificando che l’Europa è «la regione che si sta riscaldando più rapidamente al mondo». Negli ultimi 4 anni le estati roventi hanno causato oltre 200 mila decessi. Di caldo (e afa) si può morire anche in breve tempo, quando viene alterato il sistema di regolazione della temperatura corporea. I rischi maggiori si corrono con colpo di calore e disidratazione. Le persone più esposte sono bambini, anziani e fragili.

Il colpo di calore è l’evenienza più grave legata alle alte temperature. Può manifestarsi anche in un ambiente chiuso e in 10-15 minuti può portare il soggetto a una temperatura corporea di 40-41° C con successivo collasso. È necessario chiamare subito il 118 e, nel frattempo, cercare di raffreddare il corpo con panni imbevuti di acqua fredda. I sintomi sono: mal di testa, nausea, vertigini, stato confusionale e perdita di coscienza. Esiste anche lo «stress da calore» (che può precedere il colpo di calore): riguarda chi pratica attività fisica in un ambiente eccessivamente caldo.

Usare prudenza

Il colpo di calore è l’evenienza più grave legata alle alte temperature: può manifestarsi all’aperto, in un ambiente chiuso e in un luogo dove non batte direttamente il sole. In 10-15 minuti può portare il soggetto a una temperatura corporea di 40-41° C con successivo collasso e (se non gestito) decesso.

I sintomi sono: mal di testa, nausea, vomito, vertigini, fino ad arrivare a stati confusionali e perdita di coscienza. Si interviene chiamando subito il medico o il 118 e, nel frattempo, cercando di far scendere la temperatura corporea della persona trasportandola in un luogo fresco, tamponando il corpo con un panno imbevuto di acqua fredda e/o una borsa di ghiaccio posata sulla testa.

== L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) tramite il direttore regionale per l'Europa, Hans Kluge, ha dichiarato: «La nostra regione è quella che si sta riscaldando più rapidamente al mondo. Solo negli ultimi 4 anni il caldo ha causato oltre 200mila decessi».

== Per affrontare il caldo è consigliabile fare pasti leggeri, digeribili e ricchi di frutta e verdura. Gli alimenti più idratanti sono: anguria, melone, cetrioli, zucchine, pesche, fragole, ciliegie, albicocche, fichi, frutti di bosco, pomodori, melanzane, sedano, peperoni. È bene limitare il consumo di cibi ricchi di grassi, fritti, salse o piatti troppo elaborati e salati.

== Molti anziani soffrono di disturbi di salute che il caldo può aggravare: nei cardiopatici sono in agguato possibili episodi di tachicardia e aritmie. L'effetto combinato dei farmaci e della sudorazione può far abbassare troppo la pressione, la disidratazione, anche parziale, può provocare calcolosi renale o peggiorare malattie renali. È bene tenerli sempre monitorati e rivolgersi al medico curante per consigli specifici.



domenica 21 giugno 2026

Caritas: mai assistite tante famiglie

In dieci anni le persone accompagnate
dalla rete Caritas sono aumentate
del 48%, mentre gli over 65 assistiti
registrano un incremento del 191%.
Crescono la solitudine, i bisogni sanitari
e le difficoltà abitative, mentre
avere un lavoro non basta più a
proteggere dall’indigenza.


L'Italia è, stando alle statistiche, l'ottava economia mondiale per Prodotto Interno Lordo (PIL) nominale e la terza potenza economica dell'Unione Europea.

= = =… e però:

 La Caritas rivela nel suo ultimo rapporto di avere assistito o aiutato materialmente, nel 2025, più di 283 mila persone. Il «Report statistico nazionale 2026 sulla povertà in Italia»: fa il paio con quella sui 93 milioni di persone a rischio di povertà in Europa a cui Buone Notizie ha appena dedicato una inchiesta e rappresenta un approfondimento specifico sulle fragilità che attraversa il Paese, a partire dai dati raccolti nel 2025 dalla rete dei centri di ascolto, dei servizi e delle opere presenti nei territori.

 Il dato generale è quello per cui la povertà tende sempre più a perdere il carattere dell'eccezionalità e della temporaneità, assumendo i contorni di una «strutturale normalità». Il numero delle persone sostenute dalla rete Caritas cresce dell’1,7% rispetto al 2024: aumento più contenuto rispetto al passato, ma che di fatto non segnala ancora una reale attenuazione delle difficoltà sociali rispetto a prima della pandemia Covid e conferma l'esistenza di una povertà radicata, condizione stabile nella vita di molte famiglie.

 Negli ultimi dieci anni il numero degli over 65 incontrati dalla rete Caritas è cresciuto del 191%, a fronte di una crescita complessiva dell’utenza pari al 48%. È un dato che richiama l’attenzione su un intreccio sempre più stretto tra povertà economica, invecchiamento, fragilità sanitaria, indebolimento delle reti familiari e isolamento sociale.


 «I dati raccolti dalla rete Caritas nascono dall’ascolto quotidiano - sottolinea mons. Benoni Ambarus, presidente di Caritas Italiana - e ci chiedono di essere comunità più attente, capaci di riconoscere le ferite, custodire i legami e non lasciare sole le persone».
 Accanto all’invecchiamento cresce infatti anche la solitudine. Le persone sole sono passate, nello stesso arco temporale, da un’incidenza del 23,8% al 32,9%. In questa prospettiva la povertà si mostra sempre di più come progressivo assottigliarsi dei legami, delle relazioni di prossimità e delle possibilità concrete di essere accompagnati nei momenti di maggiore difficoltà.

 Il Report della Caritas evidenzia ancora il rafforzarsi dei bisogni sanitari (+69%), compresi quelli di natura psicologica, e la presenza sempre più rilevante dei lavoratori poveri, condizione che assume particolare rilievo nelle fasce centrali di età, raggiungendo il 31,7% tra i 35-44enni e il 31% tra i 45-54enni. Si tratta di persone che, pur avendo un’occupazione, non riescono a sottrarsi a situazioni di vulnerabilità economica e sociale (nel 2015 questo fenomeno si attestava il 13,3%). 

 Le famiglie con figli continuano a rappresentare il nucleo principale della domanda di aiuto: il 52% delle persone seguite convive infatti con figli minori. Si registra inoltre una graduale crescita dell’Isee medio familiare (dal 4.315 euro a 4.974) di coloro che chiedono aiuto. E non è una buona notizia perché non significa un miglioramento economico bensì un ampliamento della platea delle famiglie che, pur disponendo di risorse leggermente superiori, si trovano comunque in condizioni di fragilità e necessitano di sostegno.

sabato 20 giugno 2026

Le zecche, in campagna, sono in aumento

Le zecche sono parassiti
pericolosi che si annidano
nell'erba alta e nei boschi.
 
Possono trasmettere gravi
malattie infettive al cane,
come la Malattia di
Lyme, la Babesiosi e
l'Ehrlichiosi
. È fondamentale
rimuoverle rapidamente e
usare regolarmente gli
antiparassitari per
prevenirne l'attacco
()

Che le zecche siano sempre più diffuse non è una sensazione. Studi e attività di monitoraggio svolti negli anni recenti hanno documentato un aumento delle aree in cui questi aracnidi sono presenti e un prolungamento del loro periodo di attività.

Stando a certe letture, una delle ragioni è che gli inverni sono diventati meno rigidi. Le zecche, che fino a qualche decennio fa in molte zone rallentavano drasticamente la propria attività durante i mesi freddi, oggi trovano condizioni favorevoli per una parte più ampia dell'anno. 

La conseguenza di questo mutamento climatico è l'allungamento della stagione delle zecche. Allo stesso tempo, il clima più mite  nel corso dell’anno sopratutto nella nostra Sicilia, ma non solamente qui, favorisce la loro presenza anche in aree montane e collinari dove fino a pochi anni fa erano molto meno frequenti. 

Questi aracnidi (sì, le zecche non sono insetti ma parenti dei ragni) rappresentano già di per sé una scocciatura. C'è qualcosa di profondamente sgradevole nello scoprire una zecca attaccata alla propria pelle dopo che è rimasta lì per ore a nutrirsi del sangue senza che ce ne accorgessimo. È una di quelle esperienze capaci di mettere a disagio anche un frequentatore di boschi e sentieri.

La preoccupazione non dovrebbe riguardare tanto la puntura in sé, generalmente indolore, quanto la possibilità che alcune zecche trasmettano agenti patogeni responsabili di malattie anche serie. La più conosciuta è probabilmente la malattia di Lyme, un'infezione batterica che negli ultimi anni ha contribuito a rendere le zecche un tema sempre più presente nel dibattito pubblico. C'è poi la TBE, l'encefalite da zecca, una malattia virale presente soprattutto in alcune aree dell'Italia settentrionale e dell'Europa centrale. Tra le due esiste però una differenza importante. Per la TBE è disponibile un vaccino. Per la malattia di Lyme, invece, ancora no. È importante però evitare allarmismi inutili. Non tutte le zecche sono infette, non tutte le punture provocano una malattia e nella maggior parte dei casi un incontro con una zecca per fortuna non ha conseguenze.

L 'obiettivo non deve essere la paura, ma la prevenzione. Come spesso accade, non esiste una sola strada. Repellenti e antiparassitari specifici restano strumenti importanti e in molte situazioni rappresentano la scelta più efficace. Questo però non significa che tutto dipenda dai prodotti che applichiamo sulla pelle, sugli abiti o sul pelo dei nostri animali. Una parte della prevenzione consiste nel capire come si comportano questi parassiti. Le zecche non saltano dagli alberi e non inseguono persone o cani. Aspettano. Restano immobili sulla vegetazione e si affidano a segnali chimici, termici e meccanici per intercettare il passaggio di un possibile ospite. Comprendere questo meccanismo significa già ridurre una parte del rischio.


 (Sulla scorta di uno studio pervenutoci, riporteremo periodicamente  utili informazioni per la salvaguardia dei cani)

martedì 16 giugno 2026

Le zecche, in campagna, sono in aumento

Possono essere pericolose
Le zecche sono pericolose perché
possono trasmettere infezioni
batteriche e virali all'uomo
. Il rischio
principale non è il morso in sé, ma
la possibilità che il parassita veicoli
patogeni gravi come la 
Malattia di
Lyme
 e la TBE (Encefalite da zecca).
Cosa fare?:
Rimuovila subito:
 La trasmissione
delle malattie avviene generalmente
dopo 36-48 ore che la zecca è attaccata
.
Rimuovila con una pinzetta afferrandola
 il più vicino possibile alla pelle e
tirando verso l'alto con un movimento
rotatorio.
Disinfettare accuratamente
la zona dopo la rimozione.
Per le 3-4 settimane successive, osserva
l'area della puntura e fai attenzione a
sintomi come febbre, mal di testa o
ingrossamento dei linfonodi. Se noti
un alone rossastro o altri malesseri, contatta
il tuo medico.



Che le zecche siano sempre più diffuse non è soltanto una sensazione di chi torna da una passeggiata in campagna controllandosi le gambe ogni dieci minuti. Negli ultimi anni numerosi studi e attività di monitoraggio hanno documentato un aumento delle aree in cui questi aracnidi sono presenti e un prolungamento del loro periodo di attività. Sfogliando qualche rivista, capita leggere che una delle ragioni è che gli inverni sono diventati meno rigidi. 

 Le zecche, che un tempo in molte zone rallentavano drasticamente la propria attività durante i mesi freddi, oggi trovano spesso condizioni favorevoli per una parte più ampia dell'anno. La conseguenza più evidente sarebbe l'allungamento della stagione delle zecche. Allo stesso tempo, il clima più mite favorisce la loro presenza anche in aree montane e collinari dove fino a pochi anni fa erano meno frequenti.

  Le zecche non vivono isolate nell'ambiente. Gran parte del loro ciclo vitale è legato agli animali, nel contesto siciliano, i cani, che rappresentano i loro ospiti naturali. I libri indicano inoltre cervi, caprioli, volpi, lepri, roditori e molte altre specie, tutte che  contribuiscono inconsapevolmente alla loro diffusione spostandole da un ambiente all'altro.

   Le zecche dipendono dal sangue durante tutto il loro sviluppo. Dalle uova nascono minuscole larve dotate di sei zampe che devono trovare un primo ospite da cui nutrirsi. Dopo il pasto si lasciano cadere al suolo, si trasformano in ninfe e ripetono l'operazione. Solo dopo un ulteriore passaggio attraverso un ospite diventano adulte. In ciascuna di queste fasi la zecca può restare attaccata per diversi giorni, dopodiché si lascia cadere tra l'erba e il fogliame per proseguire il proprio sviluppo. Le femmine adulte, dopo essersi nutrite un'ultima volta, depongono migliaia di uova nel terreno e il ciclo ricomincia.   



martedì 19 maggio 2026

Parole frequenti sui media


L'espressione è stata utilizzata
per descrivere un possibile
conflitto tra gli Stati Uniti
d'America e la Repubblica
Popolare Cinese, venendo
anche ripresa da Xi Jinping
in occasione dell'incontro
con Donald Trump tenutosi il
14 maggio 2026.
La trappola di Tucidide. Con «Trappola di Tucidide» si intende una dinamica in cui il rischio di scontro aumenta quando una potenza emergente minaccia il predominio di una già consolidata. Accadde tra Atene e Sparta nel V secolo a.C., quando combatterono la guerra del Peloponneso raccontata proprio da Tucidide. Il concetto è stato ripreso dal politologo Graham Allison in un suo fortunato saggio del 2017. Il riferimento, ai nostri giorni, o comunque l’allusione e’ su quanto capita sul primato mondiale fra USA e Cina.

Tucidide (Atene, 460 a.C. ca. – 400 a.C. ca.) è stato uno storico, militare e pensatore ateniese, considerato il padre della storiografia moderna e del realismo politico. Celebre per la sua opera "La guerra del Peloponneso", ha introdotto un metodo di analisi oggettivo, basato sulla ricerca delle cause profonde e delle dinamiche umane e politiche, privo di elementi mitici o trascendentill suo significato profondo risiede nell'aver capito che la storia è fatta dagli uomini e dalle loro scelte razionali (o irrazionali), rendendo la sua analisi incredibilmente moderna e applicabile ancora oggi.

sabato 16 maggio 2026

Il focolaio di hantavirus

 Hantavirus non coglie impreparato il mondo della Scienza

In Italia e nell'Unione Europea 
il rischio di trasmissione 
dell'hantavirus per la 
popolazione generale è 
considerato molto basso
Ad oggi non si registrano 
casi umani sul territorio 
nazionale e le autorità 
sanitarie escludono il 
pericolo di una diffusione 
pandemica o comunitaria 
diffusa.

Un focolaio di hantavirus registrato a bordo della nave da crociera MV Hondius, partita il 1° aprile dal Sud America per Capo Verde, fa su tutti i media evocare timori che possa tornare il periodo storico caratterizzato, al livello planetario, dal Covid. Dopo l'evacuazione dei passeggeri rimasti a bordo, lunedì la nave è ripartita per Rotterdam con a bordo solo 26 membri dell’equipaggio e la salma di una delle tre vittime. 

 
Il primo passeggero a manifestare i sintomi, cinque giorni dopo la partenza, è stato un olandese di 70 anni, poi deceduto. Il 24 aprile sono stati fatti sbarcare 29 passeggeri. Il 26 aprile e’ morta  la moglie della prima vittima. Il 27 aprile un altro passeggero, britannico, viene ricoverato in Sudafrica. Il 28 e’ morto a bordo una donna tedesca.


Secondo l'ultimo aggiornamento dell'Oms, 11 persone che si trovavano sulla nave Mv Hondius hanno manifestato sintomi, e 9 tra loro risultano positivi al virus (comprese le tre vittime). Per le autorità spagnole, però, i casi confermati sono 10 (vittime incluse)
.

===

l’Hantavirus Andes non è un patogeno sconosciuto. E’ sotto osservazione fin dai primi anni Novanta, epidemiologicamente e geneticamente, attraverso l’analisi delle catene di trasmissione documentate. Le conoscenze più recenti vengono da un outbreak, avvenuto a Epuyén, nella provincia di Chubut, Argentina, nel novembre 2018, dove  almeno 34 persone sono state contagiate con sintomi, di cui 11 sono morte. Letalità elevata dovuta anche alla mancanza di cure specifiche che non sembra molto correlata, come nel caso del Covid, a fattori di fragilità pregressi. L’Hantavirus, insomma, è qualcosa con cui non vogliamo avere a che fare individualmente.

Sulla base dei dati disponibili, la trasmissibilità del virus Andes è sensibilmente inferiore a quella del Sars-Cov-2, anche nella sua forma originale. Il contagio interumano richiede un contatto ravvicinato e prolungato. Nell’outbreak di Epuyén misure di isolamento standard sono state sufficienti a interrompere la catena.

giovedì 14 maggio 2026

Parole frequenti sui media

 

Si parla di isolamento fiduciario,
soltanto nei casi di documentata
infezione da coronavirus, intendendo
quindi 
l'isolamento della persona
infetta per la durata del periodo di
contagiosità, nel suo domicilio, in un
ambiente e in condizioni tali da impedire
la diffusione del virus
.



isolamento fiduciario

È una misura sanitaria precauzionale per chi è stato a contatto con un virus, per separarlo dalla comunità e prevenire la diffusione del contagio. Comporta il divieto di contatti sociali.

Il centro specializzato all’ospedale Spallanzani di Roma è il presidio-simbolo della lotta contro il Covid nel nostro Paese, quello dove furono salvati i due turisti cinesi, i primi contagiati nel 2020 nella Capitale. La loro vicenda segnò allora l’inizio del coinvolgimento del territorio italiano nella pandemia, ma a distanza di quasi sei anni e mezzo lo scenario legato ai casi di Hantavirus sulla nave da crociera Mv Hondius — da ieri all’ancora a Tenerife, alle Canarie — appare decisamente differente. 

Il 24 aprile scorso tutti e quattro si erano imbarcati sul volo Klm Johannesburg-Amsterdam sul quale, per pochi minuti e lontana dai loro posti, era seduta anche Mirjam Schilperoord, la 69enne olandese contagiata dal marito Leo, morto l’11 aprile su quella nave e a sua volta deceduta nella metropoli sudafricana il 26 aprile dopo essere stata fatta scendere dall’aereo. Quel periodo così limitato è al momento l’unico contatto, peraltro precario, fra un soggetto contagiato dal virus (che finora ha fatto tre vittime con sei ricoverati) e persone poi arrivate in Italia, spostandosi — ormai più di due settimane fa — con almeno tre aerei (il volo Az 107 del 25 aprile Amsterdam-Roma e altri due dalla Capitale, per Venezia e la Calabria) e altri mezzi di trasporto per tornare nei luoghi di destinazione prima di essere contattate dal ministero della Salute, attraverso le strutture sanitarie regionali e i carabinieri del Nas, dopo l’alert della Klm all’Italia dell’8 maggio.

sabato 9 maggio 2026

Il blog e la cucina

 

 R I C E T T T E    N O V I T A ‘    S E G R E T I

 Spaghetti al tonno

da aglio e cipolla al prezzemolo, gli errori da evitare quando si preparano

Un piatto semplice, ma facile da sbagliare.

In tanti abbiamo cucinato almeno una volta gli spaghetti col tonno. Un piatto semplice, ma che richiede alcune accortezze. Ci sono errori da principianti, infatti, che vanno evitati. Un contessioto che lavora in Veneto suggerisce.

=  =  =

Serve ricorrere a qualche piccolo trucchetto.

Tonno in scatola: occhio alla cottura. 
Il tonno in scatola è già cotto al momento della lavorazione: viene lessato ad alta temperatura prima di essere conservato sott’olio o al naturale. Per questo motivo non richiede vere e proprie cotture, ma solo un breve passaggio in padella per insaporirlo. Se lo aggiungete a un sugo di pomodoro oppure lo saltate con aglio, limone o erbe aromatiche, il segreto è semplice: non superare i 3–5 minuti sul fuoco. Prolungare la cottura lo rende asciutto, fibroso e tende a farlo sfaldare, facendogli perdere sapore e consistenza. Il modo migliore per usarlo è inserirlo alla fine della preparazione, a fuoco spento o quasi spento, lasciandolo solo scaldare e profumare con il condimento. Così resterà morbido, saporito e più piacevole al palato. Un piccolo accorgimento in più: se è conservato al naturale, aggiungete un filo di olio extravergine prima di servirlo; se è sott’olio, invece, potete utilizzare direttamente parte del suo olio per arricchire il piatto.

Tonno e formaggio grattugiato: si tratta di una convinzione diffusa ma priva di basi scientifiche. Dal punto di vista gastronomico l’accostamento è generalmente sconsigliato. Il motivo è semplice: i formaggi stagionati più usati sulla pasta — come parmigiano o pecorino — hanno un sapore intenso e persistente, che tende a coprire completamente la delicatezza del tonno, soprattutto quello in scatola. Il risultato è un piatto sbilanciato, in cui il pesce perde identità e profondità aromatica. Se volete arricchire gli spaghetti al tonno, meglio puntare su ingredienti che valorizzano il gusto: limone, prezzemolo, capperi, olive, pomodoro fresco o scorza di agrumi. In alternativa, si possono usare piccole quantità di formaggi freschi e delicati (come ricotta o stracciatella), che accompagnano senza sovrastare. Il tonno dà il meglio di sé quando resta protagonista del piatto.

La base aromatica fa la differenza. La cipolla soffritta, soprattutto se ben rosolata, sviluppa un gusto dolce, ma intenso e persistente, che tende a risultare troppo invadente per un condimento delicato come quello al tonno, finendo per coprirne profumo e sapore. Per ottenere un equilibrio più armonioso, è preferibile usare aglio «in camicia», cioè leggermente schiacciato ma lasciato con la buccia. In questo modo rilascia un aroma gentile e non pungente. Fatelo scaldare in padella con un filo di olio extravergine a fuoco dolce, lasciandolo profumare senza farlo bruciare, quindi rimuovetelo prima di aggiungere il tonno. Questo passaggio consente di creare una base fragrante ma discreta, ideale per valorizzare il pesce senza sovrastarlo. Se desiderate una nota aromatica in più, potete completare con prezzemolo fresco tritato, scorza di limone o un pizzico di peperoncino, ingredienti che esaltano il piatto mantenendone la leggerezza e la freschezza.

L'ingrediente giusto al momento sbagliato. 
Il prezzemolo si presta bene al sapore del tonno, a patto che sia fresco. Sminuzzato fine o tagliato grossolanamente, va aggiunto a fuoco spento. Le cotture, anche se di pochi minuti, lo rendono amaro. Gli spaghetti in bianco al tonno con l’aggiunta di limone possono davvero salvare una cena improvvisata: la scorza va nel soffritto, mentre il succo si aggiunge all’impiattamento. Peperoncino e capperi potete invece aggiungerli a inizio cottura.