StatCounter

Visualizzazione post con etichetta 'ATTUALITA'-CRONACA'. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 'ATTUALITA'-CRONACA'. Mostra tutti i post

sabato 2 maggio 2026

La Sicilia di ieri

La giustizia nella Costituzione
italiana (Titolo IV, artt. 101-113)
è amministrata in nome del
popolo, con magistrati soggetti
soltanto alla legge, autonomi e
indipendenti da altri poteri
. Il 
giusto processo (art. 111)
assicura contraddittorio,
parità e durata ragionevole,
mentre la 
Corte
Costituzionale
 garantisce
la legittimità costituzionale
delle legge.



Appunti dal diario

  Uno dei valori cardini di certe aree siciliane, fino a poche decine di anni fa, era l’omertà. Molti processi giudiziari intentati a certi personaggi non raggiungevano il fine della “giustizia”  in quanto l’imputato, il testimone e in qualche caso, la stessa parte lesa, per ragioni culturali, piuttosto che attenersi alle regole della verità dei fatti assumevano un comportamento omertoso.

   Molti anni fa e’ capitato di dover partecipare, nella veste di giudice popolare, allo svolgimento di alcuni processi. Capito’ di dover assistere allo svolgimento di tante dichiarazioni di “non so”, “non ricordo”. 

Si coglieva, nel contesto di un luogo destinato alla ricerca della verità, una realtà di gente come fosse fuori dal mondo.

 Erano gli anni della Sicilia omertosa.

 L’omertà in Sicilia è stata fino a non molti anni fa una forma di silenzio complice, radicata nella cultura mafiosa, che impediva la denuncia di crimini e colpevoli, proteggendo per questa via gli interessi mafiosi. La  "legge del silenzio" si basava sul terrore e sulla sfiducia nelle istituzioni, trasformando la mancata collaborazione in un codice d'onore distorto, noto come "farsi uomo"

(Segue)

   

 

lunedì 15 dicembre 2025

Contessa Entellina e il suo declino

 Riflessioni sul declino locale, raccolte in 

piazza, in campagna, al bar o per strada.

Chiunque può dire la sua su Contessa E.

N. 5 =. =. = 

Manca il diritto di vivere bene

Il declinono demografico in Sicilia, e in particolare nelle aree interne come a Contessa Entellina, è un fenomeno marcato, caratterizzato da spopolamento, invecchiamento della popolazione e forte emigrazione giovanile verso il Nord e verso l’estero, a causa della scarsità (in verità bisognerebbe dire: a causa dell’assoluta assenza) di opportunità lavorative, portando a una riduzione di servizi e al degrado ambientale, un problema sistemico che richiede politiche di sviluppo territoriale urgenti per invertire la rotta e salvare quest’area della Sicilia interna dalla desertificazione demografica.
Cosa e’ dato cogliere sulla realtà di Contessa Entellina?
1) I giovani lasciando l’area di Sicilia (circostanza che non attiene solamente a Contessa Entellina)   in cerca di lavoro e migliori condizioni di vita, creano nella nostra Isola un vuoto generazionale;
2) il saldo demografico naturale è permanentemente negativo, con pochi nuovi nati e un aumento della popolazione anziana;
3) Qui, in queste aree nessuno investe in iniziative private ed anzi un immenso patrimonio immobiliare nella nostra Contessa Entellina va in rovina per mancato uso e manutenzione, e si assiste gradualmente alla rarefazione di servizi, chiusura di aule scolastiche, depotenziamento degli ospedali di zona e viabilita’ inadeguata (oltre che rischiosa), tutte circostanze che caratterizzano proprio le aree interne della nostra Sicilia. Detto in altre parole queste aree interne (di cui Contessa Entellina è esempio) vanno via via rendendosi meno vivibili per i tanti servizi che si configurano sempre più lontani.
4) La mancanza di attrattiva inevitabilmente porta con sé l’assenza di sviluppo produttivo e di incentivi per le famiglie e le giovani coppie che nel largo lasso di tempo assumono l’inevitabile determinazione di emigrare o comunque di spostarsi in centri più densamente abitati.
5) La nostra Contessa Entellina nei risultati rappresenta il microcosmo del fenomeno tratteggiato a grandi linee: con una superficie di 136,48 km² e una popolazione di circa 1.400 abitanti nel 2025, presenta una densità abitativa bassissima (10,55 ab./km²). Questo dato, unito alla tendenza generale dell'isola, indica una marcata fragilità demografica. L’assottigliarsi della popolazione, di anno in anno, inevitabilmente si accompagna alla scomparsa di servizi essenziali e al conseguente rischio di degrado civile.
La realtà più assurda in una realtà così fragile e per nulla motivata e motivante  e’ che i programmi di rientro dei talenti emigrati e quelli di sviluppo locale condivisi non li si pensa nemmeno lontanamente immaginabili né fattibili. In simili situazioni di disfacimento si assiste a politici che con massima disinvoltura passano da destra a sinistra e non esitano dopo qualche tempo a transitare nuovamente da sinistra a destra. O ancora viceversa. Risultato? Viene a mancare persino una opinione pubblica. E ancor meno il momento della riflessione culturale.

giovedì 11 dicembre 2025

Contessa Entellina e il suo declino

 Riflessioni sul declino locale, raccolte in 

piazza, in campagna, al bar o per strada.

Chiunque può dire la sua su Contessa E.

N. 4 =. =. = 

Manca il diritto di vivere bene

Contessa Entellina sperimenta la denatalità attraverso: una bassa fecondità, un numero ridotto di nascite annue, una popolazione residente in diminuzione. D’altronde l’età media sa di pensionati più che di scolaresche.

Per quanto attiene l’emigrazione si tratta di un fenomeno storico e persistente, accentuato negli ultimi decenni dalla mancanza di opportunità lavorative, specialmente per i giovani qualificati, che spingono sistematicamente e quasi senza più  alcuna eccezione, proprio tutti i ventenni a lasciare Contessa Entellina, ogni anno, in cerca di futuro, spesso verso Paesi europei come la Germania, ma anche altrove come la Svizzera e la Francia, portando a una significativa perdita di capitale umano e impattando inevitabilmente sul futuro della comunità locale, nonostante i tentativi di inversione di tendenza e il desiderio di molti di essi di voler restare o tornare. Tornare? A fare cosa? La politica locale da noi sa solamente presiedere l’ordinarissima amministrazione. Quella regionale sa di impronte cuffariane e vive un mondo lontano dai problemi dei territori. E spesso a sfogliare i giornali si registra -in più  realtà della Sicilia interna- la perdita di opportunità sia politiche che legislative.

Sulla diminuzione della popolazione residente, l’invecchiamento demografico locale e la ricerca di mobilità sociale oltre i confini comunali e regionali continueremo a riflettere su questa pagina. Proveremo ad allertare chi dovrebbe, se e’ vero, come purtroppo e’ vero che lo Svimez ha calcolato che, entro il 2050, se ne andranno dalla Sicilia più di un milione di giovani studenti. Gli studenti universitari non percepiscono, non intravedono infatti prospettive lavorative. Così ha recentemente denunciato il rettore dell'Università, Massimo Midiri, intervenendo ad un'iniziativa organizzata dalla Camera di Commercio, a Palermo, in occasione della Giornata nazionale del Made in Italy.

sabato 8 novembre 2025

Ci mancava il ritorno della Dc di Cuffaro (2)

 

La forza delle mafie non è
solo nel potere criminale ma
nell’intreccio con la finanza e
con la gestione amministrativa.














La Mafia e la Politica. Ma in cosa consiste questo tipo di delinquenza fondata sull’alleanza ? 

I rapporti tra mafia e politica sono complessi e intrecciati, con la mafia che cerca il controllo del territorio attraverso collusioni con istituzioni e politici, a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Questo è ovviamente avvenuto tramite la manipolazione del voto, la corruzione e la ricerca di consenso, influenzando l'ascesa di figure politiche e la Democrazia Cristiana, partito egemone all’interno delle istituzioni, specialmente in Sicilia. In tempi recenti, i rapporti tra mafia e politica continuano ad essere un tema cruciale per la storiografia, la ricerca sociale e la lotta alla criminalità organizzata.

Le infiltrazioni mafiose in politica avvengono attraverso la corruzione, il voto di scambio e la collusione, mirando a influenzare decisioni e ottenere vantaggi, soprattutto negli appalti pubblici e nei settori economici redditizi come l'edilizia e il grande e recente affare della gestione dei rifiuti. 

Per contrastare questo fenomeno, l'ordinamento italiano prevede lo scioglimento dei consigli comunali e provinciali infiltrati, misura disciplinata dall'articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL)

Dove si incontrano la cattiva politica e la Mafia?

1) Le mafie corrompono funzionari e politici per influenzare le decisioni a loro favore.

2) Nello scambio di voti in cambio di favori.

3) Le mafie si infiltrano in più comparti del sistema economico e negli appalti pubblici per arricchirsi.

4) Le aree predilette dalle mafie sono il settore del cemento e più’ recentemente la gestione dei rifiuti, ma si estendono anche ad altri settori redditizi.

=   =   =   =   =

Quali sono gli strumenti con cui la politica prova a preservare se stessa e la dignità delle Istituzioni? 

A) Lo strumento principale per contrastare le infiltrazioni mafiose e’ lo scioglimento dei Consigli Comunali. L'articolo 143 del TUEL prevede che, dopo indagini, il prefetto possa nominare una commissione d'indagine per sciogliere il consiglio se risulta accertata l'infiltrazione.

B) Lo scioglimento può durare da dodici a diciotto mesi, prorogabili fino a ventiquattro mesi .

 Il tema della collusione-corruzione è troppo corrente, sopratutto nel Meridione e sul blog contiamo di dover frequentemente tornare. A volte la collusione consiste in piccoli favori, ma più frequentemente si scorre al sostegno elettorale e poi, creatasi l’amicizia/affidabilita’ si passa  all’affidamento di servizi pubblici e ad intese che fanno deviare lo svolgimento delle Istituzioni Pubbliche.

=.   =.   =.   =.   =

L’argomento è interessante e spontaneamente ci ricorda il libro del prof. Anton Blok. Sul blog affrontare la cattiva politica sarà in prosieguo tema più frequente.

venerdì 7 novembre 2025

Ci mancava il ritorno della DC di Cuffaro

Secondo il Presidente della
CommissioneAntimafia
Siciliana,
Antonello Cracolici:
«Il cuffarismo come metodo
e sistema di governo è
tornato a essere il tratto
distintivo di questa fase
politica». 
E avverte:
«La vera sfida non è
inseguire i fatti di cronaca 
– perché purtroppo ce ne
saranno altri –  ma
avviare una rigenerazione
politica e morale. Serve
una svolta negli elettori e
una classe dirigente
capace di essere esempio
e riferimento. Altrimenti la
Sicilia sarà condannata
alla marginalità e al
peso del proprio passato».







Quanto è impossibile vivere in una Sicilia di onesti !

  La sanità in Sicilia era cosa sua, lo scrive il Corriere della Sera. Non sapendo di essere intercettato, l'ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro, “dominus”, per la Procura di Palermo di un comitato d’affari occulto che (sostengono i magistrati), decideva concorsi, nomine e appalti, e parlava dei posti di vertice delle Asp dell’Isola.

  I magistrati hanno chiesto i domiciliari anche per altre 17 persone tra cui l’ex ministro dell’Agricoltura Saverio Romano, e scrivono de «l'influenza e l'ingerenza nella gestione strategica dei posti di maggiore responsabilità nel mondo della sanità regionale», dell’ex governatore.

  Stando all’indagine -riportata da più  giornali- i concorsi e le gare venivano pilotateAd agosto 2023, fu pubblicata la graduatoria dei quarantanove professionisti idonei all'incarico di direttori generali, incarichi ambitissimi in Sicilia, e non solamente qui. Il governo regionale, per garantire la continuità gestionale e funzionale degli enti, decise di  prorogare gli incarichi fino a gennaio 2024. Da qui sarebbe scattato l'iperattivismo registrato dagli inquirenti di febbrile intermediazione fra la politica e il mondo della dirigenza sanitaria, finalizzata a collocare ai vertici delle Asp questo o quel dirigente, ciascuno sponsorizzato da una fazione politica piuttosto che da un'altra.


domenica 1 settembre 2024

La Letteratura è essere liberi

Il festival della Letteratura

Apre mercoledì 4 settembre e chiude domenica 8 il ventottesimo Festiva letteratura, ospitato a Mantova, delle voci italiane e internazionali più originali e capaci di interpretare la realtà della nostra contemporaneita' "

Ad animarlo  saranno più di 300 figure che riempiranno eventi, workshop, conversazioni, laboratori didattici, in un «programma plurale  per vocazione e interessi. 

Lo spirito è mettersi in ascolto, intensificare lo scambio, allargare il campo, in un momento in cui il dialogo sembra entrato in ombra e si fa sempre più urgente la necessità di condividere storie e ritrovarsi nelle parole. 

Ci si vuole (1) interrogare  sulla funzione del giornalismo in tempo di guerra, tra fake news e verità, tra obiettività e propaganda, (2) come affrontare il cambiamento climatico e l’impatto degli esseri umani sugli ecosistemi del pianeta; (3) individuare gli stereotipi che permeano il nostro modo di pensare in una società caratterizzata ancora dal razzismo sistemico (4)  il complesso rapporto tra genitori e figli (5) la relazione tra la scrittura e i corpi non perfetti, diversi da come vorrebbe la società, (6) della complessa situazione palestinese (7) delle zone  più buie della natura umana

Agli schemi frontali con un relatore che parla e un pubblico che ascolta, si aggiungeranno 

==lezioni orizzontali caratterizzate da un confronto aperto, 

==percorsi letterari sulle orme di personaggi romanzeschi,

==lezioni all’aperto con il solo supporto di un gesso e una lavagna.. 

==L’Intelligenza artificiale e il suo impatto sulle nostre vite, con tutte le potenzialità e i rischi che comporta, sarà al centro di vari incontri, come anche l’economia, tra mondo del lavoro e digitalizzazione, e l’ecologia. 

==Maria Ressa, Nobel per la Pace 2021, che da anni combatte contro chi cerca di silenziare le voci dei reporter d’inchiesta, . 

Temi del presente, ma anche argomenti del passato che hanno una risonanza sorprendente oggi, in una mappa letteraria che ridisegna i confini e sfocia in territori narrativi diversi. 


sabato 31 agosto 2024

Autonomia differenziata, per accentuare il divario Nord - Sud ?

 Sfogliando i giornali 

E’ stato raggiunto il quorum di firme per la proposta di referendum abrogativa della legge sull’autonomia differenziata. Riportiamo di seguito il punto di vista di chi non e’ d’accordo a cedere maggiori competenze alle regioni

1) Si sta pensando a un potenziamento del decentramento senza avere verificato se saranno in grado le Regioni di garantire un percorso di miglioramento nell’erogazione dei servizi ai cittadini in mancanza di un prerequisito fondamentale per poterlo fare e cioè le risorse economiche.

2) Una riforma dell’autonomia e del decentramento che aumenta il divario non solo tra Nord e Sud, ma tra Regione e Regione, e persino tra Regioni e grandi città, non può che nascere già cariata. 

3) I Lep (Livelli essenziali delle prestazioni) che vengono erogati devono assicurare i requisiti minimi di servizio necessari in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, in modo da garantire uguaglianza sui diritti sociali e civili, come la Costituzione sancisce. E però ad oggi sulla misura, la forma e la mappatura dei Lep si è in alto mare. Eppure, viene proposto di partire con le materie che non richiedono Lep. Non si può’ partire sulla base di un «partiamo e poi si vedrà». Il governo si è preso due anni per definire i Lep. A partire da lì si procederà per la ricerca dei fondi necessari.
4) non si sa ad oggi quanto verrebbero a costare agli italiani i Lep. Questi in ogni caso  richiedono copertura e finanziamento che si possono impegnare solo nei limiti permessi dai ben noti vincoli di finanza pubblica tenendo conto che devono essere assicurati a tutte le Regioni e non solo a quelle che esigono maggiori competenze. Senza queste coperture, le funzioni rimangono prerogativa statale, non regionale. Si tratta di miliardi. 
5) Non a tutti è chiara l’ampiezza delle materie che le Regioni possono chiedere di gestire in proprio. Si va dall’istruzione alla salute pubblica, dall’ambiente a competenze fiscali. E pure l’energia. 
Come faranno venti Regioni che vanno all’estero per trattare con i fornitori di energia e riuscire a strappare un prezzo inferiore a quello che riesce a ottenere uno Stato. Pura fantasia. 
 

venerdì 30 agosto 2024

Un governo di destra e i conti che non tornano

Sfogliando i giornali

1)  L’Europa,  non si accontenta delle poche limature (sforbiciate) alla spesa pubblica che il governo di centro-destra italiano vorrebbe presentare. Essa -l’Europa-, con cui condividiamo la stessa moneta, l’euro,  pretende riforme strutturali che garantiscano la sostenibilità del nostro immenso e verosimilmente incontrollato debito pubblico. 

2) in giro c’è lo spettro dello ius scholae, quel principio liberale che con ardore improvviso post berlusconiano Forza Italia agita.

3)  c’è’ la questione degli stipendi e pensioni, che hanno perso potere d’acquisto,

4) si è unanimemente preso atto che la giustizia non va e che le carceri scoppiano per l’eccessivo numero di detenuti.

5) all’orizzonte si intravede un referendum sull’autonomia differenziata, con i partiti di maggioranza che hanno punti di vista molto, molto diversi fra di loro.

Altro?

C’è Roberto Vannacci. Il generale che si agita e annuncia di avere cominciato a strutturare un movimento, Il Mondo al Contrario, che ha già 8 mila iscritti (30 euro a tessera), una struttura articolata in cinque macro aree nazionali e due sedi estere indicative dei suoi gusti, cioè in Russia e in Ungheria.

lunedì 12 febbraio 2024

Parole ricorrenti sui media

stragista 

Matteo  Messina Denaro
Fu arrestato il 16
gennaio 2023, e’
morto il 25 settembre
all’ospedale de L’Aquila.


Stragista, termine in generale riferito a chi commette un’azione volta a uccidere, sterminare, più persone: nel caso della mafia siciliana il termine si riferisce specificatamente ai promotori e protagonisti della stagione delle stragi del 1992 e 1993, a cominciare dagli attentati di Capaci e via D’Amelio in cui morirono i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, per poi proseguire con le bombe a Milano, Firenze e Roma nel 1993.

giovedì 12 maggio 2022

Curiosità

 Le religioni e la politica

= = = Due Paesi a prevalente religiosità cristiano-ortodossa nel terzo millennio, ai nostri giorni, sono in guerra fra loro: Russia-Ucraina. Fino a non molti decenni fa nel panorama mondiale vi erano parecchi partiti politici, all'insegna dell'ateismo, che dall'Unione Sovietica a tutti i suoi satelliti del Patto di Varsavia conducevano la "guerra fredda" nei confronti delle democrazie occidentali. Era "fredda" però quella guerra.

= = =  Nei Paesi dell'Occidente e non, connotati -tradizionalmente- dalla religiosità cattolica e protestante vi sono stati -nel tempo- partiti dichiaratamente laici e persino laicisti che nel pacifismo hanno pero' saputo tratteggiare la propria carta di identità

  In molti paesi del pianeta la cultura laica ha avuto in passato vasti adentellati. La visione politica "laica" si era affermata pure  in Turchia che tuttora si richiama ad Ataturk, in India che si richiama a Nerhu, in Egitto a Nasser, nell'Iran dell'allora Reza Pahlavi. E però  questi sono, oggi, tutti Paesi che si richiamano, nei fatti della Politica, a delle religioni e arrivano -stranamente- a distinguere fra esseri umani.

= = = C'è ai nostri giorni uno scenario davvero cambiato. Peggiorato. Putin non cessa di esibire vistose croci ortodosse ed ostenta vicinanza al patriarcato di Kiril. Dopo 80 anni di regime ateo comunista, l'85% dei russi e degli ucraini dichiara di essere cristiano; eppure fra loro,  in territori a timbro cristiano-ortodosso, è in atto una rovinosa guerra. 
 Se volgiamo lo sguardo sul radicalismo islamista che dalle coste orientali mediterranee arriva fino all'Iran degli ayatollah, cogliamo che il settarismo religioso è presente con radici ormai quasi secolari.

= = = In Turchia nonostante ufficialmente Ataturk -statista laico- sia tuttora ritenuto padre della Patria, del laicismo statuale che consentiva libertà ampia ai cristiani si sono perse le tracce. E non parliamo dell"autoritarismo che caratterizza l'intero mondo islamico. 

sabato 25 dicembre 2021

Un personaggio alla volta

 Col Natale, nel mondo cristiano, ha inizio una nuova era, un nuovo modo di pensare, vivere e persino morire.

 Ci piace riportare il pensiero di un cristiano "anomalo" vissuto in Sicilia, pur essendo triestino, che da anomalo si comportò nei confronti della Chiesa degli anni cinquanta/sessanta retta allora dal Cardinale conservatore Ruffini e da anomalo pure nei confronti della Sinistra di allora Pci/Psi. Ci riferiamo al sociologo Danilo Dolci. Di lui -nella giornata di Natale- ci piace cogliere i suoi aspetti "cristiani", mai valutati nè apprezzati dai cattolici alla Ruffini e nemmeno dai suoi successori meno conservatori. Attingeremo senso e testimonianze da un testo che ci è capitato fra le mani di  Giuseppe Casarrubea, storico e saggista di Partinico che col sociologo ha avuto intensi rapporti di amicizia.

===   ^^^   ===

Scrive Casarrubea: 

 

«Perché il sociologo non era all' interno della Chiesa cattolica, perché la sua analisi dell'Isola non collimava con quella della curia e perché si faceva promotore di un nuovo movimento che si poneva come alternativa sia al comunismo che alla Democrazia cristiana». Su Dolci si è detto di tutto. Qual è la sua opinione di studioso? «Era sicuramente un personaggio complesso, per molti versi originale. Era arrivato negli anni Cinquanta tutto orientato nella ricerca del cambiamento senza condividere il principio della lotta di classe, sostenuta allora dal Pci e dal Psi. Venne per percorre la strada del rinnovamento attraverso la non violenza ponendosi come alternativa ai movimenti marxisti. Questa sua collocazione, diciamo non comunista, gli attirò l'attenzione e il riconoscimento dei Paesi europei, soprattutto del Nord, che finanziarono generosamente la sua attività».

... Quando Cristo entra a Gerusalemme, i farisei lo invitano a far tacere la folla che lo acclama, ma egli ku mette a tacere con una espressione che rappresenta un imperativo della coscienza, raramente accolto: "Se essi tacessero griderebbero le pietre". Certamente si tratta di un paradosso perchè le pietre non possono gridare. Ma detta da Cristo quell'affermazione ha un senso che non possiamo ridurre al solo paradosso. Il paradosso, infatti, è sterile in quanto inapplicabile. Dovremmo dunque pensare ad una lettura che dia senso e prospettiva a quella scena. In questo senso non pare ci possano essere dubbi nell'interpretarla nel suo significato più realistico, che è quello della testimonianza, dell'indicazione di uno stile di vita e di comportamento. E' automatico il ricorso alla scena del Pilato che "si lava le mani". Si può vivere in "silenzio", "lavandosi le mani", standoner a guardare,diventando soggetti più o meno consapevoli del processo che conduce al sacrificio di qualcuno, a rovesciare l'ottica del giudizio, affidandolo allo spontaneismo istintivo delle masse disorientate o che non sanno perchè indotte a scegliere sulla base di un potere non esercitato nella direzione della giustizia, o di un potere che si nega a se stesso.

Rimanendo nell'ambito del Nuovo Testamento Dolci richiama alla mente un'altra scena, quella che si svolge attorno ad un pozzo della Samaria. Gesù vi arriva dopo un faticoso viaggio. Ha sete e chiede alla samaritana, che si era avvicinata, dell'acqua da bere. Come fa a dargli dell'acqua se il pozzo è profondo e per giunta non c'è la corda che possa tirare su neanche un secchio? La donna sarà rimasta incredula anche dopo la risposta dello strano pellegrino: "Se tu sapessi il dono di Dio e chi è che ti dice dàmmi da bere, saresti tu a  chiedergli dell'acqua ed egli ti darebbe un'acqua di vita eterna". Anche qui ricorree il paradosso, ma in mezzo ad un sentire più profondo, l'inapplicabilità del paradosso rinvia alla necessità di dare senso e, direi, materialità alla scena. Non c'è dubbio che se la donna avesse voluto dare da bere all'assetato, piuttosto che interrogarlo si sarebbe attivata per dare una risposta attiva al suo bisogno. Forse entrò in crisi, forse prevalse il dato della razionalità. Certamente non andò oltre la constatazione obiettiva della circostanza. Ma se avesse creduto e voluto, la scena si sarebbe animata e il contesto si sarebbe trasformato. Non credo che si possa legittimamente separare questa considerazione legata all'azione dell'uomo, dal valore trascedentale, che è anche il valore intimo, personalissimo  del "sentire", dell'essere in una qualche sintonia, lungo la filigrana della fede. Da questo punto di vista, e cioè,  dell'essere testimone attivo, pere gli ultimi, con gli ultimi e per soddisfare il loro grido di assetati e di affamati, nella Sicilia dei primi anni '50, Dolci è pietra che grida,  testimone del suo tempo, Fu infatti l'intellettuale italiano più perseguitato del secondo '900. Subì una serie interminabile di accuse, denunce e condanne ed ebbe davanti a sè  un potere che gli fu sempre ostile. Per fortuna ebbe dalla sua parte i massimi rappresentanti della cultura italiana del suo tempo, che gli furono accanto, anche nei momenti più difficili. Si sollevò uno scandalo nazionale quando nel 1956 fu arrestato e portato in galera, insieme al sindacalista Salvatore Termini, per avere messo in opera una formula inconcepibile di sciopero: "lo sciopero alla rovescia". Gli operai avevano insegnato che si scioperava per i diritti e migliori condizioni salariali, ma in un paese come Partinico dove il lavoro mancava e si moriva di fame, si poteva scioperare solo mettendosi a lavorare, senza padroni e senza paga, in attesa della Provvidenza. Perciò Dolci aveva pensato di far lavorare tutti mettendosi con pala e pico a riattivare una vecchia trazzera dove alle prime piogge i contadini che andavano al lavoro con i loro carretti, dovevano fermarsi per le numerose pozzanghere, rischiando quotidianamente di non raggiungere le campagne, C'erano un migliaio di persone con lui. Quando puntualmente arrivò la polizia  lo dovettero prendere di peso e caricarlo su una camionetta, dopo averlo ammanettato. E in manette si presenterà mell'aula di tribunale. A difenderlo ci saranno uomini come Piero Calamandrei, e a testimoniare per lui intellettuali come Elio Vittorini e Carlo Levi. Quest'ultimo dirà ai giudici:

Ho appreso dai giornali che Danilo Dolci sarebbe accusato di avere rivolto a un agente della forza pubblica una frase ingiuriosa che suonerebbe all'incirca: "Chi ci impedisce di lavorare è un assassino". Ora, io credo,  pure senza essere stato presente all'episodio, di potere escludere in modo assoluto, e di poterlo provare con documenti, che il Dolci abbia  pronunciato una simile frase rivolgendola al commissario in modo ingiurioso; e questo non  soltanto per le assicurazioni e le affermazioni che ho fatto prima. Una frase che suona analoga ma che ha tutt'altro significato, dà inizio alla prima pagina del suo libro 'Banditi a Partinico', ed è, direi, quasi il filo conduttore di tutto il suo pensiero, l'idea fondamentale attorno a cui si organizza la sua visione del mondo  e dei problemi sociali e umani. Dice questa frase, che cito qui a memoria: 'noi viviamo in un mondo di condannati a morte da noi', Se fino a quando vivono degli uomini condannati ad essere tali, a vivere in una condizione che è precedente alla stessa esistenza, fino a quando esiste òìesclusione e l'alienazione, noi ne siamo tutti responsabili, noi siasmo tutti degli assassini. Tutti, nessuno escluso. Io sono un assassino, e anche Lei, signor Presidente, è un assassino, e anche Danilo Dolci è un assassino. Questo è il senso della frase che ritorna e domina ogni pagina di quel libro. Come Ella vede, è l'opposto di quanto si pretende che egli abbia detto al commissario. Basta aprire il libro alla prima pagina, e non occorre saper leggere per capire il testo ed il senso della frase pronunciata sulla trazzera, che, anzicchè ingiuriosa, è certo delle più alte e nobili che possa pronunciarew un uomo.

Che i suoi maestri fossero Cristo e Gandhi era dimostrato dalla sua storia e dal suo metodo: la storia di un uomo che si era messo a vivere con gli ultimi per migliorarne le condizioni e il metodo dell'azione non violenta per affrontarle. Gli era stato amico e consigliere Aldo Capitini, l'inverntore della marcia per la pace e la fratellanza tra i popoli da Perugia a Assisi. Questi il 12 gennaio del '58 gli scriveva da Perugia: "Stai attento a non fare la minima concessione a parti politiche. Riafferma che sei indipendente", o ancora: "La tua opera è di condurre i rivoluzionari,  nell'evoluzione attuale della opposizione nel mondo, a riconoscere il valore del metodo non violento". Capitini, come Dolci, pensavano a una rivoluzione nuova, dopo quella che aveva segnato la storia del primo Novecento nel mondo con l'instaurazione dello Stato sovietico. E Dolci era un personaggio tutt'altro che secondario con cui discutere. Giusto i sovietici gli avevano concesso il premio Lenin per la pace nel 1957, e Capitini, come un fratello premuroso, temeva che il suo amico potesse essere catturato dai comunisti e in tal modo compromettere  la missione più generale che egli doveva darsi nei confronti degli uomini, a prescindere dalle apparenze politiche.  In realtà le attenzioni dei due non erano rivolte a dati empirici, ma alla costruzione di un mondo nuovo a partire dall'idea del "villagio gandhiano", della comunità/alveare, dietro la quale si nascondeva una "riserva" non solo sociale, ma anche religiosa.

....

....

Piccole, grandi Riflessioni

Il vivere sociale

Da Betlemme, l’incoraggiamento alle applicazioni del vivere sociale: sconfitta di egoismo, intelligente conoscenza delle necessità altrui, legge del perdono, legge del perdono, ampiamente applicata, trionfo di fraternità perfetta.

Angelo Roncalli

Vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica

1881- 1963


venerdì 24 dicembre 2021

Natale e Capodanno. Ulteriori misure anti-covid

1 Niente feste in piazza e discoteche chiuse fino al 31 gennaio, 

niente più caffè al bancone per i non vaccinati,  

3 super pass per andare in un museo o in palestra, 

4 mascherine Ffp2 obbligatorie per bus e metropolitane, andare allo stadio o al cinema,

5  green pass a sei mesi. 

Sono -quelle ricordate-  alcune delle misure, le più importanti, inserite nel decreto “Festività” approvato dal Consiglio dei ministri ieri sera.

Vocabolario del feudo. Quando a Contessa pochi vivevano e tanti sopravvivevano

  A rivoluzionare il lavoro tradizionale, millenario, dei campi da parte dei contadini negli anni trenta del Novecento nella Masseria di Vaccarizzo (Contessa Entellina) non fu solamente l'intraprendenza dei latifondisti che in verità sfociavano il loro assenteismo, salvo rari personaggi del primo Novecento. Il progresso arrivò -tuttavia e finalmente- in quegli anni a segnare l'era moderna anche nella Sicilia feudale. L'era moderna ovunque era iniziata nella prima metà dell'Ottocento.

  A spingere quella rivoluzione non mancarono le mire bellicistiche e coloniali del regime fascista che proprio in quegli anni necessitava di masse contadine da trasformare in soldati. C'era allora da invadere infatti l'Etiopia e da qui le spinte e gli aiuti economici ai latifondisti perchè meccanizzassero, finalmente, alcuni aspetti dei lavori agrari. 

  Non mancarono ovviamente in quella prima fase di meccanizzazione situazioni, scrivono alcuni storici, patetiche nella fretta di trasformare i contadini in soldati coloniali da inviare in Abissinnia.  Mancava infatti nel Paese l'industria pesante per produrre sia le macchine agricole che quella chimica per nafta, benzina etc, e vennero costruite -in una prima fase-  macchine agricole a vapore, a metano, a gasogeno e pure a trazione elettrica. Si trattò di costruzioni enormi di cui molti a Contessa conservano cartoline postale, usate anche queste dal regime come strumento di propaganda.

  Per arrivare ai trattori agricoli con i cingoli servirono alcuni ulteriori decenni e nei primi tempi somigliavano tantissimo ai carri armati. Con quelle prime premesse e finalità i nuovi mezzi agricoli furono presenti nell'ambito territoriale dell'interno della Sicilia solamente nell'azienda di Vaccarizzo. Comunque a prescindere dalle intenzioni bellicistiche del regime mussoliniano iniziò -senza probabilmente essere stato pianificato- il definitivo soppianto degli asini e dei muli e persino dei bovini per l'aratura dei campi. Non tutto avvenne con tempestività; infatti fino al terribile sisma del 1968 che devastò la Sicilia Occidentale (Valle del Belice) l'agricoltura dei contadini e dei piccoli imprenditori non si avvaleva ancora di trattori, e quando accadeva avveniva col "conto terzi".

===     ===     ^^^     ===     ===

Burdunaru = mulattiere. 
Per la mancanza assoluta di strade sterrate o comunque percorribili da carretti si ricorreva alle "file" di muli, file interminabili, denominate retine o redine  di muli tra loro legati a sei a sei e guidate -appunto- da un burdunaru
La comparsa del carretto siciliano, è relativamente recente, ai primi del 1800

martedì 21 dicembre 2021

Green pass. L'Unione Europea fissa la durata in nove mesi

In Italia sembrerebbe che a causa della variante Omicron e dei contagi Covidv in forte aumento  si vorrebbe ridurre la durata del green pass a 6 mesi e forse meno.

L'Unione europea stabilisce invece  "un periodo vincolante di 9 mesi (precisamente 270 giorni) dei certificati di vaccinazione per i viaggi all'interno dell'Ue". 

Lo ha annunciato un portavoce della Commissione europea
























Reddito di cittadinanza. Tanti furbetti e tanti soggetti privi del senso e significato della "solidarietà"

Con lo scorrere delle settimane e dei mesi spuntano sempre più lunghi elenchi di percettori del reddito di cittadinanza che non ne avrebbero diritto.

Misilmeri i carabinieri del gruppo tutela lavoro di Palermo hanno denunciato 39 persone  alla procura di Termini Imerese, tutti residenti nei comuni del comprensorio, per indebita percezione del "reddito di cittadinanza". Il danno erariale è stato quantificato in oltre 300.000 euro; sono in corso le procedure per la sospensione del beneficio ed il recupero delle somme indebitamente percepite. 

lunedì 20 dicembre 2021

Realtà svantagiate. C'è pure Contessa Entellina fra i beneficiari del sostegno ai Comuni marginali


I contributi andranno a quei Comuni che
nel 
 lasso di tempo dal 1989 al 2019
hanno subito grave spopolamento sia
da calo delle nascite, sia per l’emigrazione

Il 95% dei finanziamenti andranno
ai Comuni del Sud, e in grande
misura alla Sicilia.

I soldi serviranno per
1) adeguamento di immobili
 comunali da concedere in
comodato d’uso gratuito per
l’apertura di attività commerciali,
artigianali o professionali.
 2) concessione di contributi per
l’avvio di attività commerciali,
artigianali e agricole;

Serve creatività per
uscire dal declino. I soldi da soli non bastano.
==



 Sulla Gazzetta ufficiale è riportato il Dpcm del premier Mario Draghi che ripartisce il “Fondo di sostegno ai Comuni marginali per gli anni 2021-2023. Si tratta della divisione di 180 milioni a 1.187 comuni, selezionati per le condizioni particolarmente svantaggiate e di accentuato spopolamento e basso reddito dei residenti. Il 95,2% va a 1.101 Comuni del Sud (171 milioni).

 Riportiamo l'elenco dei Comuni siciliani  che sono in accelerata fase di spopolamento, ed ovviamente come da tempo riportiamo sul blog, non poteva mancare in questa casistica Contessa Entellina. 

In concreto sono riportati in elenco tutti, o quasi, i comuni siciliani (circa 200)  esclusi i comuni capoluoghi di provincia ed alcune cittadine quali Sciacca, Cefalù e altre ancora, che godono del richiamo turistico e soprattutto di un assetto vitale socio-economico-commerciale.

Questi i Comuni beneficiari:

Acquaviva Pl., Agira, Aidone, Alcara Li Fusi, Alessandria, Alì, Alia, Alimena, Alimisusa, Antillo, Aragona, Assoro, Barrafranca, Basicò, Baucina, Bisacquino, Bivona, Blufi, Bompensiere, Buccheri, Burgio, Buscemi, Buseto Pal., Butera, Caccamo, Calamonaci, Calatabiano, Calatafimi-Segesta, Caltabellotta, Caltavuturo, Camastra, Cammarata, Campobello Licata, Campofelice Fitalia, Campofiorito, Campofranco, Camporeale, Canicattini B., Capizzi, Caronia, Castel Iudica, Castelbuono, Castellana S., Castell’Umberto, Castelmola, Casteltermini, Castiglione, Castrofilippo, Castronovo, Castroreale, Cattolica E., Centuripe, Cerami, Cerda, Chiaramonte G., Chiusa Sc., Cianciana, Ciminna, Collesano, Contessa E., Corleone, Delia, Ferla, Fiumedinisi, Fondachelli F., Francavilla, Francofonte, Furci, Gagliano C., Galati M., Gallodoro, Gangi, Geraci S., Gibellina, Giuliana, Grammichele, Graniti, Gratteri, Grotte, Gualtieri S., Lentini, Leonforte, Lercara, Librizzi, Licata, Licodia E., Limina, Linguaglossa, Longi, Lucca S., Maletto, Malvagna, Mandanici, Marianopoli, Mazzarrà S., Menfi, Mezzojuso, Mileto, Militello V., Militello Ros., Mineo, Mirabella I., Mirto, Moio A., Monforte S.G., Mongiuffi M., Montagnareale, Montalbano E., Montallegro, Montedoro, Montemaggiore B., Monterosso A., Montevago, Motta C., Motta d’A., Mussomeli, Naro, Naso, Nicosia, Niscemi, Nissoria, Novara di Si., Oppido M., Palazzolo A., Palma M., Petralia Sop., Pettineo, Pietraperzia, Poggioreale, Polizzi, Pollina, Prizzi, Racalmuto, Raccuja, Raddusa, Randazzo, Ravanusa, Regalbuto, Reitano, Resuttano, Ribera, Riesi, Roccafiorita, Roccamena, Roccapalumba, Roccavaldina, Roccella V., Rodì M., Salaparuta, Salemi, Sambuca, S.Biagio Pl., S.Cataldo, S.Cono, S.Fratello, S.Giovanni G., S.Giuseppe J., S.Marco d’A., S.Mauro C., S.Michele di G., S.Pier Nic., S.Piero P., S.Salvatore F., S.Teodoro, S.Caterina V., S.Domenica V., S.Elisabetta, S.Lucia del M., S.Margherita B., S.Ninfa, S.Alfio, S.Angelo di B., S.Angelo M., S.Stefano C., S.Stefano Q., Sciara, Scillato, Sclafani B., Serradifalco, Siculiana, Sommatino, Tortorici, Tripi, Troina, Ucria, Valguarnera, Valledolmo, Vallelunga P., Ventimiglia, Vicari, Villafranca, Villalba, Villarosa, Vita, Vizzini.