Nel contesto del dibattito politico in Italia,
l'affermazione che la destra sia
storicamente più compatta della
sinistra riflette una realtà legata alla
natura stessa e alle dinamiche
organizzative delle due coalizioni,
evidenti sia nel sistema elettorale che
nella gestione del potere.
Il centrodestra italiano (rappresentato
principalmente dall'asse Fratelli d'Italia,
Lega e Forza Italia) condivide un forte
pragmatismo elettorale. Pur essendoci
forti rivalità interne e differenze
programmatiche (ad esempio sulla
giustizia o sull'autonomia), le forze di
destra tendono a trovare rapidamente
una sintesi per vincere nei collegi
uninominali e presentarsi unite al voto.
Al contrario, l'area del centrosinistra e
della sinistra radicale soffre storicamente
di una forte frammentazione ideologica
e di conflitti di leadership costanti
(come il difficile dialogo strutturale
tra Partito Democratico, Movimento 5
Stelle e le forze centriste o ecologiste).
Le differenze su temi civili, economici
o di politica estera portano spesso
a scissioni o a veti incrociati che
impediscono la creazione di un fronte
compatto.
Il record di Meloni a Palazzo Chigi, evocato in questi giorni, è uno specchio nel quale il centrosinistra alla fine si riflette. Al di là delle battute sulla «durata senza risultati» della premier, il Centro-Sinistra non può che interrogarsi sull’instabilità dei suoi precedenti governi. Per evitare di ripercorrere la stessa strada del passato.
Non v’è dubbio che la stabilità ha una valenza in politica, misura sul lungo periodo la compattezza di una coalizione all’atto delle scelte ed è un antidoto contro il fisiologico logorio nella gestione del potere.
Il divario tra i 1.413 giorni di Meloni e gli 887 di Prodi è eloquente. C’è pure stato un governo-Renzi con 1.024 giorni, ma non fa testo perché il suo Gabinetto fu il lascito di un precedente accordo di larghe intese.
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La riflessione che manca a Sinistra:
… la stabilità e’ un valore.
Fassino tempo fa parlò di una «babele di linguaggi». Bersani evidenziò «la divisione dell’area progressista, incapace di costruire una proposta di governo omogenea». Nessuno ha mai concentrato l’attenzione su un altro aspetto, di cui pure i dirigenti Pd discutono riservatamente: «Il problema del riconoscimento della leadership al nostro interno».
Molti a Sinistra dimenticano la competizione che hanno segnato la storia del centrosinistra. Prodi divenne il candidato della coalizione dopo che D’Alema gli disse in un evento pubblico: «Noi le conferiamo la nostra forza». Un incarico in partenza considerato part-time, visto che il Professore battè per due volte Berlusconi e per due volte fu mandato a casa dai suoi alleati (tre, se si contano i 101 che gli impedirono l’ascesa al Colle). L'episodio dei 101 è diventato il caso politico dei "franchi tiratori" per eccellenza in Italia.
Esiste inoltre una pretesa superiorità politica a Sinistra che, combinata ad una tendenza autolesionista diffusa nel corso della Terza Repubblica hanno caratterizzato le passate stagioni. Ricordiamoci che a partire dal 1996 furono bruciati quattro governi: Prodi, D’Alema I, D’Alema II e Amato.
Elly Schlein ad oggi non ha confermato in quanto segretaria del maggior partito della coalizione di centro-sinistra la candidatura a premier per le prossime elezioni politiche.