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giovedì 5 novembre 2026

La Mafia esiste ancora?

Franco Roberti è un ex 
magistrato e politico 
italiano, noto in 
particolare per essere 
stato Procuratore nazionale 
antimafia e antiterrorismo 
dal 2013 al 2017.

Dov’è la Mafia?

 Franco Roberti, ha rivestito l'incarico di Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo e in un suo interessante libro scrive che il contrasto alla Mafia, alle mafie, in Italia non è mai stata continua e coerente, ma ha sempre avuto … una gestione emergenziale.  …. quando le organizzazioni mafiose  sparavano, uccidevano e creavano pericolo per l’ordine pubblico, lo Stato sembrava accorgersi della loro esistenza e interveniva …. intensificando l’azione repressiva. Se invece un po’   tutto taceva, se le mafie prosperavano in silenzio, se facevano affari e intrecciavano rapporti con la politica e con l’economia, le si trattava come se non esistessero.

 Di fatto le mafie sono state e continuano ad essere un elemento costitutivo, componente endemica della società siciliana, e dice qualche autore, della società meridionale.

 Dove puntare l’attenzione vigile da buoni cittadini per cogliere la presenza del fenomeno mafioso nel nostro Meridione?  Tutti i testi libreschi, tutte le inchieste e le sentenze dei Tribunali, ci segnalano che una buona finestra per farci un’idea se il fenomeno è attivo o meno sui territori e’ quello di capire se la Pubblica Amministrazione è o meno trasparente nei suoi comportamenti o fa il gioco alternativo al sistema  dello Stato e dei poteri pubblici locali.

 Certo, non è sufficiente puntare sulla eventuale cattiva coscienza di taluni pubblici soggetti. Il fenomeno mafioso possiede, pure, radici su cause sociali ed economiche storiche e attuali. Sul blog proveremo nelle prossime settimane a riflettere sulla malattia, sul cancro malavitoso e nascosto della mafia.

(Segue)

martedì 3 novembre 2026

Chi siamo? Dove andiamo?

Le domande poste su Amicizia,Amore,
dolore, dubbio sono diventate immortali
anche grazie al celebre dipinto del
1897 del pittore Paul Gauguin.

 Legami come l'amicizia e l'amore 

contrapposti al dolore e al dubbio

 Riflettendo sul mondo che ci sta attorno, in determinati momenti del nostro tempo ci viene di celebrare la tenacia e la forza sia dell'uomo che della donna, di noi tutti esseri umani, nell'affrontare la sfida dell'esistenza, esplorando i legami come l'amicizia e l'amore contrapposti al dolore e al dubbio. E però non mancano i momenti e le occasioni per riflettere ed interrogarci: 

Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?

= = Stando alla Scienza, siamo Homo sapiens, una specie di primati evoluti, caratterizzati da un'elevata autocoscienza, capacità simbolica e pensiero astratto. Condividiamo quasi il 99% del nostro DNA con gli scimpanzé.

= = Siamo nello stesso tempo "creatori di significato". Siamo infatti l'unico animale noto che si interroga sulla propria esistenza, capace di empatia profonda, arte, morale, ma anche di distruzione consapevole quando ricorriamo alle guerre.

= = = Tutti gli elementi pesanti presenti nel nostro corpo (come il ferro nel sangue o il calcio nelle ossa) sono stati sintetizzati all'interno di stelle morenti miliardi di anni fa. Diceva l'astronomo Carl Sagan, "siamo fatti di materia stellare".

= = =. Andiamo dove decidiamo di andare. Non essendoci una rotta predeterminata scritta nell'universo, il traguardo dell'umanità è il significato che noi stessi decidiamo di darci.

= = = E’ esistita, in tempi non lontani, la grande ondata del materialismo. In verità e’ stata e continua ad essere la necessità di dare un senso alla vita e alla morte.

sabato 31 ottobre 2026

Il dovere di riflettere

 

Appuntamento del sabato

 ===== 

Franco, un collaboratore, riporterà sul blog delle brevi riflessioni. Quella della riflessione è una responsabilità etica e personale di fermarsi, pensare con attenzione e valutare le proprie azioni, le scelte passate e le conseguenze sul mondo che ci circonda, anziché agire solo per impulso o fretta. Aiuta a non subire passivamente le regole o le pressioni della società, trasformando gli obblighi in scelte consapevoli.

. =.  =  =La scelta di campo

In giro, nel mondo politico, c’è chi

e’ arrivato a proporre l’apertura del

dibattito per la Terza Repubblica.

L’assetto dell’attuale Costituzione

viene ritenuto fastidioso perché da’

 eccessivi spazi ai pesi e contrappesi di garanzia.

I pesi e contrappesi sono proprio i vincoli

a garanzia della democrazia e della libertà.

Governare  significa mediare, rappresentare

interessi i piu vari e accettare i limiti.

Comandare  -di contro- significa pretendere

 che tutto risponda a una sola volontà. 

E’ questa la differenza fra

democrazia e autocrazia.


   I concetti qui sopra vogliono riportare il senso di un ampio e interessantissimo articolo firmato dalla giornalista Lilli Gruber. L’articolo sulla rivista “7” è una puntuale riflessione della Gruber sull’adombrata modifica della legge elettorale, elaborata dal centro-destra.

Il disegno di legge di Bilancio statale 2027

La manovra finanziaria ha un
valore complessivo di circa 
26
miliardi di euro per il 2027
 e di
27 miliardi di euro per il 2028.
Il testo passerà ora al vaglio delle
Camere in Parlamento per la
discussione, gli emendamenti e
l'approvazione finale, che dovrà
avvenire obbligatoriamente entro
il 
31 dicembre 2026 per
evitare l'esercizio provvisorio.









Principali dati

-contiene interventi per 26 miliardi (27 nel 2028) finanziati per oltre la metà in deficit con la «clausola di salvaguardia» sulle spese per difesa ed energia autorizzata dalla Commissione Ue. «Non è una manovra che risolve tutto, non pretende di farlo, ma sicuramente ha una direzione chiara» ha rivendicato la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa.

- si coglie: 1) il taglio dell'Irpef per il ceto medio, anche se più contenuto rispetto alle promesse iniziali. Il secondo scaglione, al quale si applica l'aliquota del 33%, viene esteso dai 50 mila ai 55 mila euro di reddito, anziché ai 60 mila inizialmente previsti. Il risparmio per i contribuenti partirà da circa 50 euro all’anno per chi ha un reddito lordo di 50.500 euro e aumenterà progressivamente fino a un massimo di 500 euro per chi guadagna 55 mila euro lordi. Il costo per lo Stato sarà di circa 1,3 miliardi. È una misura voluta dalla premier e sostenuta soprattutto da Forza Italia. «Tutto quello che ha chiesto Forza Italia è arrivato».

- la Lega, da parte sua, ha voluto: l'estensione della flat tax al 15% per i lavoratori autonomi fino a 100 mila euro (finora il limite era 85 mila).

- 5 miliardi sono destinati alla sanità, mentre 850 milioni finanzieranno un fondo per consentire il pensionamento volontario a 64 anni, con modalità ancora da definire. Circa 9 miliardi serviranno invece a confermare bonus, sgravi fiscali, decontribuzioni e incentivi introdotti con la manovra del 2026. Per finanziare la manovra, il governo conta su 14 miliardi di nuovo debito, suddivisi tra difesa ed energia, e su un contributo di 5 miliardi da banche e assicurazioni. Il prelievo sul settore finanziario, inizialmente contestato da Forza Italia, è stato approvato dopo un compromesso che esclude i piccoli istituti e le banche di prossimità. Altri 700 milioni arriveranno dalle società energetiche e altrettanti dal settore dei giochi. Aumenta inoltre la tassa sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin tax, che passa dallo 0,2% allo 0,6%. È previsto infine un miliardo di tagli ai ministeri.

- Diventa strutturale l'esenzione dal bollo per auto e moto fino a 80 kW, introdotta lo scorso settembre. Ogni cittadino potrà beneficiarne per un solo veicolo e, se ne possiede più di uno, l'agevolazione si applicherà a quello con la potenza fiscale inferiore. Arriva anche la possibilità di richiedere una targa personalizzata, scegliendo lettere e numeri, al costo previsto di 600 euro.

- Dal 2027, per ogni nuovo nato, l'Inps aprirà un fondo previdenziale sul quale lo Stato verserà 100 euro all'anno fino al compimento dei 18 anni. I familiari potranno integrare i versamenti e il capitale accumulato sarà esente da imposte e non pignorabile. Potrà essere riscattato al raggiungimento della maggiore età oppure destinato alla previdenza complementare.

- confermato e ampliato il congedo parentale retribuito all'80% dello stipendio: fino a quattro mesi per il primo figlio, cinque dal secondo e sei dal terzo, da utilizzare entro i sei anni di età del bambino. Per i lavoratori autonomi è previsto un voucher da 500 euro per tre mesi, destinato ai servizi di conciliazione tra lavoro e famiglia.

- una parte delle risorse destinate all'energia servirà a dotare le scuole di climatizzatori e pompe di calore, per migliorare le temperature nelle aule. «Nessuno dovrebbe studiare al freddo o a 35 gradi, e se in passato invece di dedicare soldi a comprare i banchi a rotelle ci si fosse occupati anche di questo, oggi staremmo meglio».

venerdì 30 ottobre 2026

Parole frequenti sui media


«Folgore»

Fondata il 1° gennaio 1963 a Pisa, la Brigata paracadutisti «Folgore» è una grande unità di fanteria leggera e di proiezione dell’Esercito Italiano, specializzata nelle operazioni aviotrasportate e di aviolancio. La brigata è dislocata fra Toscana, Lazio e Veneto e il suo comando ha sede a Livorno. Al suo interno è inquadrato anche il centro Addestramento di Paracadutismo che si trova invece a Pisa. Il copricapo distintivo dei militari appartenenti alla «Folgore» è il basco amaranto.

mercoledì 28 ottobre 2026

Parole frequenti sui media


decreto sicurezza

Dopo le devastazioni del 17 e 18 ottobre a Milano, martedì il governo ha varato l’ottavo decreto Sicurezza: sono state introdotte misure per inasprire le pene e le sanzioni contro i disordini pubblici, la criminalità giovanile e le violenze durante le manifestazioni. Tra le nuove norme, l’imputabilità per i minori tra i 14 e 18 anni, l’arresto in flagranza differito per i reati di devastazione, saccheggio e partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche e l’estensione del fermo preventivo anche per i piccoli raduni.

—-()—

L'espressione "Decreto Sicurezza" fa riferimento a due importanti provvedimenti legislativi approvati dal Governo nel corso del 2026. Il più recente, incentrato su criminalità minorile e manifestazioni pubbliche, è appena entrato in vigore, si tratta del 

Decreto Sicurezza del 22 Ottobre 2026 (D.L. n. 190), che introduce una forte stretta sulla criminalità minorile e sulla gestione dell'ordine pubblico durante i cortei.

- Reclusione fino a 12 anni per chi utilizza la rete o i social network per organizzare, coordinare o istigare gruppi violentI;

- Viene introdotta una presunzione di imputabilità per i minori nella fascia d'età tra i 14 e i 18 anni, affiancata dall'estensione dei tempi di fermo preventivo;

- Viene inserito nel codice penale l'articolo 420-bis ("Violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche"). Chi partecipa attivamente a disordini in un gruppo di almeno 5 persone (lanciando oggetti o creando pericoli) rischia fino a 5 anni di carcere e multe fino a 20.000 euro, con aggravanti se agisce a volto coperto.

lunedì 26 ottobre 2026

La Mafia esiste ancora?

Franco Roberti è un ex
magistrato e politico italiano,
noto in particolare per aver
ricoperto la carica di 
Procuratore nazionale
antimafia e antiterrorismo.
Il 25 luglio 2013 è stato
nominato dal CSM alla
guida della 
Direzione Nazionale
Antimafia
, ruolo che nel 2015
è stato esteso anche alle
funzioni di contrasto al terrorismo
internazionale. Ha mantenuto
l'incarico fino al pensionamento
nel novembre 2017.
Nel dicembre 2017 è stato
nominato consigliere del
Ministro dell'Interno per le
materie di terrorismo e
criminalità organizzata.
Alle elezioni europee del 2019
è stato eletto come capolista
del 
Partito Democratico nella
circoscrizione Italia meridionale.
Ha fatto parte della 
IX legislatura
del Parlamento Europeo
,
concludendo il mandato nel
luglio 2024.


Dov’è la Mafia?

Verosimilmente la risposta al quesito scritto in rosso è: la mafia è ovunque. Lo sostiene in un suo libro l’ex magistrato Franco Roberti. Lo confermano le inchieste della Magistratura e dei media e l’esperienza delle coscienze civiche che lasciano tutte, costantemente, intendere che la mafia è ovunque. L’indice che ci fa dire che essa sta ovunque in Italia e’ -anche- la corruzione diffusissima all’interno di tantissimi ambienti.

Mafia non è soltanto quella che con metodi violenti e di intimidazione ci induce o vorrebbe indurci ad atti di subordinazione. Le mafie si servono di intimidazioni, ma frequentemente puntano a servirsi del denaro. Questo serve loro per alcuni dei loro comportamenti, quale il ricorso alla corruzione.

Le ingentissime risorse finanziarie di cui essa dispone (provenienti dalle tante attività illecite) vengono riciclate e le servono per corrompere o per metterle a disposizione di imprese che operano nella legalità. Facendo ciò, la Mafia, già altera finanziando imprese a lei vicine la concorrenza e squilibrando conseguentemente il mercato. Tante imprese legali sono costrette a chiudere perché impossibilitate a competere in condizioni impari sul mercato. Ciò e’ un danno comunitario oltre che una slealtà alla concorrenza su un mercato che dovrebbe essere libero.

Parole frequenti sui media


Il  cap (o tetto al prezzo) è
un 
meccanismo economico
 che fissa un limite massimo
invalicabile al prezzo di
vendita di determinati beni o
servizi di pubblica utilità
,
storicamente applicato per
proteggere i consumatori
in mercati monopolistici
o durante crisi energetiche.
L'argomento è di forte
attualità in Italia a causa delle
recenti misure adottate
dai principali operatori
della distribuzione di
carburante
price cap Espressione inglese che indica un «tetto al prezzo». Di recente è stata utilizzata per segnalare appunto il tetto al prezzo che è stato introdotto da alcune compagnie per quanto riguarda benzina e diesel. L’intervento è stato caldeggiato dal governo per fare fronte ai rincari dei carburanti dovuti alla guerra nel Golfo e al blocco di Hormuz. Le prime compagnie ad aderire sono state Eni, IP, Q8, Tamoil. Ora Eni e Tamoil prorogano la misura fino alla fine dell’anno.

L'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha confermato che il meccanismo del price cap rimarrà attivo fino alla fine del 2026. Anche la compagnia Q8 ha confermato la disponibilità a prorogare la misura a seguito dei colloqui bilaterali tra il governo italiano e il Kuwait. Soglie attuali: Il tetto massimo è fissato a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,25 euro al litro per il gasolio.

domenica 25 ottobre 2026

Parole frequenti sui media

L'imputabilità è la capacità 
d'intendere e di volere che
 
un soggetto deve possedere al 
momento della commissione 
di un fatto previsto dalla legge 
come reato
.
Sotto i 14 anni vige la non 
imputabilità assoluta. Tra i 
14 e i 18 anni, l'imputabilità 
viene valutata caso per 
caso dal giudice (un recente 
decreto sicurezza ha 
introdotto una presunzione 
di imputabilità dai 14 anni 
in su).




imputabilità

L’ottavo decreto Sicurezza del governo interviene sulla punibilità dei minori e prevede l’estensione della presunzione della capacità di intendere e di volere e, di conseguenza, l’imputabilità, per i minori tra i 14 e i 18 anni che possono essere perseguiti senza attenuanti legate all’età.

Il ministro Nordio: «Ci sono dei momenti in cui è necessario mandare dietro le sbarre i minori violenti ma il sistema carcerario minorile in questo momento è in sofferenza».

Il ministro Matteo Salvini: «Andrei anche oltre, via i bonus ai genitori di minorenni che delinquono». 

Maurizio Lupi, leader di Noi moderati: «Non possiamo condannare 12-13enni che sbagliano e devono pagare a essere violenti per tutta la vita».

Il ministro Giuseppe Valditara:  « All’origine di queste violenze non ci sono le difficoltà economiche. C’è un’allarmante mancanza di valori». 

sabato 24 ottobre 2026

Parole frequenti sui media


digos

La Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali, è un reparto della Polizia di Stato attivo dal 1978. È specializzato in antiterrorismo, ordine pubblico e investigazioni su estremismi politici e sportivi. Ha compiti di prevenzione e contrasto di minacce alla sicurezza interna dello Stato.

E’ acronimo di Divisione Investigazioni Generali ed Operazioni Speciali è una divisione speciale della Polizia di Stato italiana presente in ciascuna delle 105 questure del Paese. Svolge principalmente compiti di polizia di prevenzione, vigilando sulla tutela dell'ordine democratico e coordinando le indagini su reati che minacciano la sicurezza pubblica.

Attualità recente:
Nelle ultime ore, la DIGOS ha coordinato una vasta operazione di polizia in 18 città italiane eseguendo perquisizioni a carico di circa 100 persone (tra cui molti minorenni) in seguito ai gravi disordini e atti di vandalismo verificatisi nei cortei del 17 e 18 ottobre 2026, sequestrando armi da taglio, mazze e altro materiale atto a offendere. 

La giustizia degli uomini

Il diritto penale nasce come 
vendetta privata e regolazione
della faida tra clan o famiglie
,
per poi evolversi in un sistema
punitivo gestito dall'autorità
pubblica e dallo Stato.
La legge del taglione: Nelle
prime società tribali non esisteva
un "pubblico ministero" o un
codice statale. Il torto subito
(omicidio, furto, lesione) si
riparava con la vendetta privata o
con la compensazione economica
 (il guidrigildo o prezzo del sangue).
I primi codici scritti: Tra i primi
tentativi di limitare la vendetta
arbitraria spiccano il 
Codice
di Ur-Nammu
 
e il 
Codice di Hammurabi
 (Mesopotamia, XVIII secolo a.C.), che
iniziano a fissare pene proporzionate
 all'offesa e a introdurre l'autorità
del sovrano nella giustizia.
Nelle prime monarchie (come
quella romana arcaica), i crimini
più gravi erano legati alla violazione
della pace degli dei (
scelus) e puniti
con l'espiazione sacrale o la consegna
del colpevole alla divinità (
homo sacer).




Alle origini (n.1)

 Ogni popolo, fin dalle comunità più antiche, ha sempre punito gli atti criminali che minano le basi della società. All'inizio fu solo una vendetta privata degli offesi contro chi li aveva danneggiati, ma in seguito, quando la vendetta divenne obbligatoria e nessuno poté più sottrarsi al proprio dovere, allora si trasformò in un fatto sociale.

E questo primo embrione di giustizia cominciò ad organizzarsi confondendosi magari con elementi religiosi: le azioni proibite erano «tabù» e infrangere un «tabu’ equivaleva all'estromissione dalla comunità o alla morte.


Anche se ampiamente applicata, la morte non era la sola pena riservata agli assassini. Cosi i congiunti delle vittime escogitavano punizioni alternative crudelmente raffinate: gli indiani Omaha d'America, per esempio, obbligavano il colpevole a espiare restando isolato, con le mani sui fianchi, il collo fisso in una sola direzione, nutrito di cibi freddi e coperto da un mantello per un periodo che poteva raggiungere i quattro anni.

La vittima doveva comunque essere vendicata, anche se la causa della sua morte era accidentale: così se l’individuo era caduto da un albero, se ne segava il tronco alle radici; se era stato sbranato da una belva, si organizzava una battuta di caccia per eliminare l’assassino.

Il diffusissimo tabù dell’incesto comportava pene che andavano dalle multe, all’esilio, alla morte; l’adulterio invece a volte poteva essere superato con una comune litigata, altre volte però comportava l’amputazione delle mani, lo sventramento, ripudi, sfregi, evirazioni dell’amante.

Gli indiani Semang strappavano i capelli all’infedele e le staccavano il naso con un morso. I Batacchi divoravano sia incestuosi che adulteri. Nel Gabon  la moglie traditrice era abbandonata su un formicaio finché gli insetti non l’avevano divorata.


Col tempo altre norme divisero il reato in reato di tipo privato, soggetto alla vendetta personale, e reato di tipo sociale, punito dalle strutture statali che consideravano la trasgressione un sacrilegio contro gli dei. A questo punto si apriva il fantasioso e cruento ventaglio delle punizioni.  Ne tratteremo nelle prossime pagine. Contiamo di arrivare ai moderni codici.

Il Dovere di riflettere

 Appuntamento del sabato

 ===== 

Franco, un collaboratore, riporterà sul blog delle brevi riflessioni. Quella della riflessione è una responsabilità etica e personale di fermarsi, pensare con attenzione e valutare le proprie azioni, le scelte passate e le conseguenze sul mondo che ci circonda, anziché agire solo per impulso o fretta. Aiuta a non subire passivamente le regole o le pressioni della società, trasformando gli obblighi in scelte consapevoli.

La superbia, figlia
dell’ignoranza.
=. =.  = La Cattedra 

Sono tantissimi i piccoli politicanti di paese e di città che con arroganza e presunzione asseriscono «non accetto lezioni». E’ il loro modo di sottrarsi in anticipo all’eventualità di essere contraddetti.


La reazione dei politicanti non è mai una 

risposta, è suscettibilità organizzata. 

C’è chi sale in cattedra per impartire lezioni a 

tutti, scambiando la propria opinione per una verità 

e c’è chi, convinto di sapere già tutto, 

considera un’offesa persino l’idea di avere 

qualcosa da imparare. 

L’ignoranza più ostinata e fastidiosa non è 

quella di chi non sa, ma di chi considera 

superfluo imparare. 


La superbia, l'ignoranza e la prepotenza formano una triade psicologica e comportamentale distruttiva, storicamente legata da una profonda relazione di causa-effetto. Come ricorda un celebre proverbio italiano medievale, "La superbia è figlia dell'ignoranza e madre della malcreanza (o prepotenza)", a dimostrazione di come questi tre difetti si alimentino a vicenda in un circolo vizioso.


giovedì 22 ottobre 2026

La Mafia esiste ancora?


La cultura della legalità non è
una semplice obbedienza formale
alle leggi, ma un 
insieme di valori,
 pratiche e consapevolezze
sociali
 che mettono al centro la
dignità umana, la giustizia e il
rispetto del bene comune. Promuoverla
significa trasformare le regole da
obblighi imposti dall'alto a principi
interiorizzati per una convivenza
civile e democratica. 

Principali Pilastri
Rispetto delle regole: 
Non si basa solo sul timore
 delle sanzioni, ma sulla
consapevolezza del valore
sociale della norma.
Responsabilità civica:
 Richiede un impegno attivo
del singolo cittadino per
il bene della collettività.
Contrasto alle mafie
e alla corruzione:
 
Rappresenta uno strumento
fondamentale di prevenzione
contro ogni forma di
criminalità e illegalità diffusa



cultura della legalità non è una semplice obbedienza formale alle leggi, ma un insieme di valori, pratiche e consapevolezze sociali che mettono al centro la dignità umana, la giustizia e il rispetto del bene comune. Promuoverla significa trasformare le regole da obblighi imposti dall'alto a principi interiorizzati per una convivenza civile e democratica

La Mafia esiste ancora ed è ovunque. Non sta solamente in Sicilia. Lo dimostrano gli articoli di giornali e le tante inchieste aperte che durano anni in conseguenza dello spirito omertoso di più spicchi di società e comunità.

 La Mafia la incontriamo quando nelle nostre città imbattiamo nei parcheggiatori abusivi che ci chiedono con determinazione una cifra prestabilita per posteggiare. Quando tanti di noi pensano alla “mafia” frequentemente pensano alla violenza e alle intimidazioni. Ed in effetti di questi comportamenti le mafie fanno uso.  E però la Mafia, le mafie ai nostri giorni fanno molto uso, basta leggere i giornali, oltre che dell’intimidazione anche della corruzione che investe uomini delle istituzioni. E la corruzione fa a pieno titolo del metodo mafioso. E capita, purtroppo, che dei politicanti favoriscano imprese malavitose a danno di quelle pulite. E queste imprese favorite inevitabilmente danneggiano le imprese pulite, vittime dello squilibrio della concorrenza.

Sulla nostra terra, la Sicilia, e non solo su essa purtroppo, pesano quei tanti comportamenti che imprigionano la verità, il regolare svolgimento della vita democratica. 

—-

Sui comportamenti non regolari della vita pubblica nella nostra Terra di Sicilia, periodicamente, svilupperemo delle riflessioni e in qualche caso riporteremo episodi che ci pervengono dai media e da chi ritiene di avere subito indebite intromissioni.

  

martedì 20 ottobre 2026

La Mafia esiste ancora?


La Legge 92/2019: 
Ha introdotto in modo
strutturale l'insegnamento
dell'educazione civica
nelle scuole italiane,
includendo la legalità
e il contrasto alle mafie.



La cultura della legalità.

Mafia, camorra, ‘ndrangheta, clientelismo caratterizzano gli italiani in qualsiasi punto della Terra. E però, di fatto, in passato, sono esistiti personaggi di cultura, politici democristiani, e figure “presunte autorevoli” nel nostro Paese che hanno ritenuto di negare una simile e palese realtà sociale di prepotenza e di violenza personalizzabile. 

Taluni altri autori e scrittori, hanno persino provato a giustificarlo ritenendo che il portato post seconda guerra mondiale della democrazia sia stato nel nostro Meridione una sorta di idolo valido sempre e comunque. Che l’illegalità di massa di alcuni decenni fa in Sicilia, e non solamente qui, sia stata una sorta di spia di istituzioni inadatte che hanno voluto inculcare valori tradizionali, sia pure legittimi, ma che provocavano il fenomeno mafia, la cancrena della mafia.

Riportavano i mali intesi “valori del rapporto diretto da uomo a uomo”, la famiglia e i vincoli di parentela, l’amicizia, l’impegno verbale che prevalgono sul contratto scritto, il senso dell’onore, il riconoscimento della leadership naturale su quella istituzionale, il carisma del “padrino”, la giustizia istantanea su quella dei tribunali.

(Segue)