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giovedì 5 novembre 2026

Usare il tempo, leggere i libri

Il filosofo e giurista Norberto
Bobbio, la pace è definita
principalmente in senso
negativo come l'
assenza
di guerra
, e la sua scommessa
fondamentale risiede nel 
pacifismo giuridico, ovvero
nella costruzione di un diritto
internazionale capace di
superare l'anarchia tra gli Stati.

Per Bobbio non basta il
Pacifismo morale:buono
per le coscienze individuali
per rifiutare la violenza.
Egli considera
 la pace come
un problema di organizzazione
giuridica. La pace si ottiene
sottomettendo gli Stati a un
potere superiore e a regole
condivise.  La 
pace come un
problema di organizzazione
giuridica, (sul modello dell'ONU).

Un libro per la  “pace”
Trovarsi in città e non visitare una libreria e’ come d’estate andare al mare e non farsi il bagno, o andare a Parigi e non visitare la Torre Eifel. Entrare in una libreria, in città, non significa solo cercare un libro, ma capire come respira quel posto: dalle novità  degli autori del territorio messi in prima fila, alle bacheche con gli annunci degli eventi, fino all'odore di carta.

La scelta di dedicare il tempo disponibile alla lettura, che sia dei giornali o dei libri, è sensazione giusta, di un buon uso del tempo. Tantissime possono essere le sensazioni e le visioni che possono cogliersi.

= = = 

Pietro Polito,  custode dell'opera e delle riflessioni del grande filosofo Bobbio, in un convegno sui libri e per dare chiavi di lettura  asserisce che Bobbio era un «pacifista giuridico», privato dalla tragedia della Seconda guerra mondiale di molte illusioni, e dunque sentinella sempre vigile sul confine tra speranza e realtà. 

Dal pensiero di Bobbio e gli spunti più attuali, trae la convinzione che la «pace d'impero», come dire quella dei Trump o dei Putin, che dovesse prevalere sulla «pace di soddisfazione», sulla politica di potenza mascherata da difesa degli interessi vitali, il maestro «Bobbio invita a tener presente che nemmeno il pacifismo, pur partendo dalla valutazione della guerra come il male assoluto, giunge a considerare la pace come il bene assoluto. In realtà – osserva – questa è una rappresentazione di comodo costruita ad arte per fare dei pacifisti “un facile bersaglio”. 

Bobbio sostiene che “i pacifisti in genere non ritengono affatto che la pace da sola serva a risolvere tutti i problemi che travagliano l’umanità: ritengono invece che la pace sia sì un bene necessario, ma non anche sufficiente, e tutt’al più un bene prioritario».

I libri

 Avallone sostiene fermamente che "lì dove arriva la Lettura arriva la democrazia", rendendo le persone cittadini più consapevoli e aperti al dialogo.

*.  *.  *
Per la scrittrice Silvia Avallone,  
la lettura è una forma di libertà, 
democrazia e uno strumento
fondamentale di emancipazione
sociale ed empatia
. L'autrice
esprime spesso una fede
incrollabile nei libri, definendoli
come "una medicina, un
potere magico, un antidoto"
contro l'egoismo e l'isolamento
della società moderna
.

La letteratura, la poesia, i saggi,  insegnano che la vita è più vasta di qualunque slogan. Che c’è sempre un ancora. Servono pertanto le parole, le parole giuste, luminose, diverse da quelle masticate tutti i giorni dalla tv. 

 I libri diventano, possono diventare, una grande passione, peraltro donano libertà di pensiero, di azione, d’amore. Per Silvia Avallone (Biella, 11 aprile 1984),  scrittrice, poetessa e giornalista italiana, i libri, sono oggetti con l’anima, non scintillano come certe macchinine fiammanti, gioielli o profumi, ma, al contrario di questi ultimi, i libri non stufano mai. In una società che ci ripete di comprare e riempire i vuoti comprando – colossale bugia –, i libri sono sicuramente l’unico acquisto che con il vuoto interiore funziona davvero, e che non consumeremo mai. 

 Promuovere  la lettura — specialmente tra i giovani — come una pratica di emancipazione, di scoperta e di disobbedienza alle mode o alle aspettative esterne. Avallone nei suoi interventi pubblici, sottolinea che i libri aiutano a immaginare e scegliere la propria vita, offrendo domande scomode e storie in cui rispecchiarsi. 

La lettura ai nostri giorni è uno dei più grandi generatori d’indipendenza che la storia dell’umanità abbia sperimentato. Indipendenza di idee, pensiero critico, desiderio. Se le città ed i paesi di provincia come la nostra Contessa Entellina sono sempre più carenti di luoghi di aggregazione e le famiglie avvertono sempre più solitudine, i libri generano voglia di unire le persone e modificare la realtà, di prendere l’iniziativa. Perché la lettura dà il tempo di ragionare, di riflettere in profondità. 

La Mafia esiste ancora?

Franco Roberti è un ex 
magistrato e politico 
italiano, noto in 
particolare per essere 
stato Procuratore nazionale 
antimafia e antiterrorismo 
dal 2013 al 2017.

Dov’è la Mafia?

 Franco Roberti, ha rivestito l'incarico di Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo e in un suo interessante libro scrive che il contrasto alla Mafia, alle mafie, in Italia non è mai stata continua e coerente, ma ha sempre avuto … una gestione emergenziale.  …. quando le organizzazioni mafiose  sparavano, uccidevano e creavano pericolo per l’ordine pubblico, lo Stato sembrava accorgersi della loro esistenza e interveniva …. intensificando l’azione repressiva. Se invece un po’   tutto taceva, se le mafie prosperavano in silenzio, se facevano affari e intrecciavano rapporti con la politica e con l’economia, le si trattava come se non esistessero.

 Di fatto le mafie sono state e continuano ad essere un elemento costitutivo, componente endemica della società siciliana, e dice qualche autore, della società meridionale.

 Dove puntare l’attenzione vigile da buoni cittadini per cogliere la presenza del fenomeno mafioso nel nostro Meridione?  Tutti i testi libreschi, tutte le inchieste e le sentenze dei Tribunali, ci segnalano che una buona finestra per farci un’idea se il fenomeno è attivo o meno sui territori e’ quello di capire se la Pubblica Amministrazione è o meno trasparente nei suoi comportamenti o fa il gioco alternativo al sistema  dello Stato e dei poteri pubblici locali.

 Certo, non è sufficiente puntare sulla eventuale cattiva coscienza di taluni pubblici soggetti. Il fenomeno mafioso possiede, pure, radici su cause sociali ed economiche storiche e attuali. Sul blog proveremo nelle prossime settimane a riflettere sulla malattia, sul cancro malavitoso e nascosto della mafia.

(Segue)

mercoledì 4 novembre 2026

I media, la giustizia, la democrazia

In una democrazia liberale e
costituzionale, il 
compito della
stampa è informare i cittadini
per garantire il controllo
democratico
, mentre il 
compito della giustizia è
applicare le leggi in modo
imparziale per tutelare i diritti
e l'ordine giuridico
. Entrambe
le funzioni sono pilastri dello
Stato di diritto, ma operano
con logiche, tempi e doveri
differenti, trovandosi spesso
in un delicato equilibrio.









Compiti della stampa

Compiti della giustizia

Non è la stampa, ossia i giornali o la televisione o peggio la piazza, che deve amministrare la giustizia ed emettere giudizi a carico di taluno, ciò non dovrebbe avvenire nei paesi che si definiscono democratici. Una cosa sono i pubblici ministeri e gli avvocati ed altro sono i giornalisti. Frequentemente in Sicilia, e non solo qui, assistiamo, o quantomeno ascoltiamo in piazze e luoghi pubblici giudizi e valutazioni a carico del prossimo, del quale quasi mai si augura il bene.

 La stampa ha il dovere di informare i cittadini su fatti e circostanze, che a loro volta alimentano il formarsi dell’opinione pubblica finalizzata a raddrizzare le storture che sempre sussistono in ogni società. In una democrazia liberale e costituzionale di cui facciamo parte come italiani, il compito della stampa è di informare i cittadini per garantire il controllo democratico, mentre il compito della giustizia è di applicare le leggi in modo imparziale per tutelare i diritti e l'ordine giuridico. 

  Entrambe le funzioni, della stampa e della giustizia, sono pilastri dello Stato di diritto, ma l’una dall’altra operano con logiche, tempi e doveri differenti, trovandosi spesso in un delicato equilibrio. 

== La libertà di stampa è garantita dall'Articolo 21 della Costituzione italiana ed è uno strumento essenziale per la democrazia. I suoi compiti principali sono: 1) Garantire il diritto all'informazione: Permettere ai cittadini di conoscere fatti di rilevanza pubblica, compresi i procedimenti giudiziari e le indagini in corso; 2) Fare da "cane da guardia" nei confronti dei poteri dello Stato, inclusa la magistratura stessa, vigilando su possibili abusi o inefficienze; 3) Contribuire al dibattito pubblico e alla consapevolezza sociale dei cittadini attraverso il giornalismo d'inchiesta e la cronaca; 4) Raccontare i fatti in modo veritiero, rispettando il segreto investigativo finché previsto dalla legge e tutelando la dignità delle persone coinvolte.

= = Il compito della Giustizia (Magistratura) è contenuto nella funzione statale esercitata da un corpo indipendente, la magistratura, regolata principalmente dagli Articoli 101 e successivi della Costituzione. I  compiti principali consistono: 1) Applicando le leggi dello Stato puntare a risolvere le controversie (civili, amministrative) e accertare i reati (penali), ripristinando per questa via l'ordine giuridico violato; 2) Assicurare che ogni procedimento si svolga nel contraddittorio tra le parti, davanti a un giudice terzo e imparziale, e in tempi ragionevoli (Articolo 111 della Costituzione). 3) Difendere i cittadini da abusi, garantendo il principio della presunzione di innocenza fino a condanna definitiva. 4) Tramite i Pubblici Ministeri, indagare sui reati a tutela dell'interesse della collettivita’.

Meridione a perdere

Osservando Contessa, 

una fotografia sociale

della Sicilia ampia

 Sfogliando i giornali in questi giorni leggiamo per il nostro Paese (l’Italia) prospettive non buone, non incoraggianti. Poi se col pensiero andiamo sul nostro “paese”, Contessa Entellina, e leggiamo, anzi ci accorgiamo, di dati statistici pessimi, per niente incoraggianti, l’umore non può che deprimersi.

 Siamo, a Contessa, sempre di meno in quanto residenti e  osservando l’Italia siamo sempre di meno pure in quanto italiani. E però colpisce di più la tendenza all’eclisse di noi, di noi  ”contessioti”, ormai ridotti a comunità con assoluta prevalenza di gente anziana. Le tante abitazioni ri-costruite nel post terremoto, a dire di un amico, sono per oltre il 70-80% non occupate permanentemente nel corso dell’anno.

 Vero è  che viviamo sempre più a lungo e che i pensionati aumentano in numero, ma e’ anche vero che gli occupati -e le persone in età di intraprendere- diminuiscono. Pare di evocare quel professore di “economia politica”, che in anni ormai lontani, per spiegare a noi studenti il quadro dell’economia stagnante  ci additava proprio questi fenomeni decadenti, evocati e rilevabili da chiunque in quel che resta della Contessa Entellina comunitaria.

Con l'espressione "meridione
a perdere"
 si fa riferimento
all'allarmante fenomeno di
impoverimento demografico,
economico e sociale che colpisce il
Sud Italia, caratterizzato principalmente
da una costante fuga di cervelli e
dallo spopolamento delle aree interne.
Sebbene in alcuni periodi si
registrino segnali congiunturali di
crescita economica o dell'occupazione
rispetto al Nord, il bilancio di lungo
termine del Mezzogiorno resta
fortemente negativo a causa di flussi
migratori e dinamiche demografiche
sfavorevoli.
Tra il 2019 e il 2026, la popolazione
giovanile (18-35 anni) nel
Mezzogiorno è 
diminuita del 7,6%,
mentre al Nord è cresciuta del 4,8%.
In alcune Province si registrano
cali superiori all'11-12%.




 E se Contessa Entellina si avvia alla desertificazione (chiudono officine meccaniche, c’è un unico forno-negozio alimentare, non ci sono né saloni barbieri né parrucchieri e per qualsiasi esigenza di vita bisogna rivolgerci a Sambuca o a Bisacquino o a Corleone), ci viene ricordato da taluni che il nostro Ente locale spende soldi soverchianti, non per sostenere l’economia sociale dipinta da tutti morente, ma per le feste che interessano i politici, e solamente loro che sorprendentemente, ci viene riferito, si ritengono soddisfatti di questa strana conduzione e vocazione comunitaria.

Nel 2025 sono nati, al livello nazionale, 3,8% di bambini in meno rispetto al 2024 e ancora su questa dimensione nei primi sette messi del 2026. Questi dati comportano conseguenze importanti, collettive e individuali. Se, da un lato, godiamo di una vita più lunga e di un più lungo lasso di tempo durante il quale la società ci dà sostentamento senza obbligarci a lavorare, dall’altro siamo -come residenti-  sempre di meno, produciamo di meno, il numero degli occupati diminuisce e si affacciano molti dubbi sulla capacità dello Stato del benessere di sostenere a lungo i benefici che ha assicurato finora. Gli aumenti pensionistici e lavoristici non compensano l’inflazione sfuggita ormai dal controllo delle autorità.

E pero’, comunitariamente localmente, dedichiamo tempo, impegno e propensioni alle feste paesane, ignorando che il sociale ha, dovrebbe avere, valenza umana più dello spettacolo e dell’esibizionismo/protagonismo.

A fronte dell’impiego del denaro pubblico,  considerato spesso assistenziale o temporaneo (come i passati incentivi di decontribuzione inps), i movimenti socio-politici e sindacali meridionalisti continuano a chiedere riforme strutturali vere e infrastrutturali profonde. L'obiettivo è, non può che essere, quello di permettere al Sud di trattenere i propri talenti e produrre ricchezza in modo autonomo, superando una storica subalternità economica. Sopratutto non serve denaro pubblico destinato a feste e distrazioni dai problemi veri: questo era il sistema ottocentesco di governo dei Borboni sul meridione italiano.

(Segue)


martedì 3 novembre 2026

Chi siamo? Dove andiamo?

Le domande poste su Amicizia,Amore,
dolore, dubbio sono diventate immortali
anche grazie al celebre dipinto del
1897 del pittore Paul Gauguin.

 Legami come l'amicizia e l'amore 

contrapposti al dolore e al dubbio

 Riflettendo sul mondo che ci sta attorno, in determinati momenti del nostro tempo ci viene di celebrare la tenacia e la forza sia dell'uomo che della donna, di noi tutti esseri umani, nell'affrontare la sfida dell'esistenza, esplorando i legami come l'amicizia e l'amore contrapposti al dolore e al dubbio. E però non mancano i momenti e le occasioni per riflettere ed interrogarci: 

Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?

= = Stando alla Scienza, siamo Homo sapiens, una specie di primati evoluti, caratterizzati da un'elevata autocoscienza, capacità simbolica e pensiero astratto. Condividiamo quasi il 99% del nostro DNA con gli scimpanzé.

= = Siamo nello stesso tempo "creatori di significato". Siamo infatti l'unico animale noto che si interroga sulla propria esistenza, capace di empatia profonda, arte, morale, ma anche di distruzione consapevole quando ricorriamo alle guerre.

= = = Tutti gli elementi pesanti presenti nel nostro corpo (come il ferro nel sangue o il calcio nelle ossa) sono stati sintetizzati all'interno di stelle morenti miliardi di anni fa. Diceva l'astronomo Carl Sagan, "siamo fatti di materia stellare".

= = =. Andiamo dove decidiamo di andare. Non essendoci una rotta predeterminata scritta nell'universo, il traguardo dell'umanità è il significato che noi stessi decidiamo di darci.

= = = E’ esistita, in tempi non lontani, la grande ondata del materialismo. In verità e’ stata e continua ad essere la necessità di dare un senso alla vita e alla morte.

sabato 31 ottobre 2026

Il dovere di riflettere

 

Appuntamento del sabato

 ===== 

Franco, un collaboratore, riporterà sul blog delle brevi riflessioni. Quella della riflessione è una responsabilità etica e personale di fermarsi, pensare con attenzione e valutare le proprie azioni, le scelte passate e le conseguenze sul mondo che ci circonda, anziché agire solo per impulso o fretta. Aiuta a non subire passivamente le regole o le pressioni della società, trasformando gli obblighi in scelte consapevoli.

. =.  =  =La scelta di campo

In giro, nel mondo politico, c’è chi

e’ arrivato a proporre l’apertura del

dibattito per la Terza Repubblica.

L’assetto dell’attuale Costituzione

viene ritenuto fastidioso perché da’

 eccessivi spazi ai pesi e contrappesi di garanzia.

I pesi e contrappesi sono proprio i vincoli

a garanzia della democrazia e della libertà.

Governare  significa mediare, rappresentare

interessi i piu vari e accettare i limiti.

Comandare  -di contro- significa pretendere

 che tutto risponda a una sola volontà. 

E’ questa la differenza fra

democrazia e autocrazia.


   I concetti qui sopra vogliono riportare il senso di un ampio e interessantissimo articolo firmato dalla giornalista Lilli Gruber. L’articolo sulla rivista “7” è una puntuale riflessione della Gruber sull’adombrata modifica della legge elettorale, elaborata dal centro-destra.

venerdì 30 ottobre 2026

Parole frequenti sui media


«Folgore»

Fondata il 1° gennaio 1963 a Pisa, la Brigata paracadutisti «Folgore» è una grande unità di fanteria leggera e di proiezione dell’Esercito Italiano, specializzata nelle operazioni aviotrasportate e di aviolancio. La brigata è dislocata fra Toscana, Lazio e Veneto e il suo comando ha sede a Livorno. Al suo interno è inquadrato anche il centro Addestramento di Paracadutismo che si trova invece a Pisa. Il copricapo distintivo dei militari appartenenti alla «Folgore» è il basco amaranto.

Il Dovere di riflettere

=====

Franco, un collaboratore, riporterà sul blog delle brevi riflessioni. Quella della riflessione è una responsabilità etica e personale di fermarsi, pensare con attenzione e valutare le proprie azioni, le scelte passate e le conseguenze sul mondo che ci circonda, anziché agire solo per impulso o fretta. Aiuta a non subire passivamente le regole o le pressioni della società, trasformando gli obblighi in scelte consapevoli.

=. =. =

Il rapporto tra Umberto Eco e il
cristianesimo 
è stato caratterizzato
da una profonda formazione
giovanile cattolica, seguita da
un progressivo distacco e
dall'approdo a una religiosità
laica.



=== La conoscenza, la gnosi. 


Umberto Eco, nel suo Pendolo di Foucalut (1988) per contrastare certi ritorni dello gnosticismo (=quella convinzione secondo cui la conoscenza dei “misteri di Dio, del mondo, dell’uomo, della storia” sarebbe riservata ad una élite), ebbe a scrivere un elenco di contrasti da cui si può meglio cogliere cosa sia il Cristianesimo. 


() Per lo gnosticismo la salvezza dell'anima 

si ottiene attraverso una conoscenza 

(gnosi, dal greco γνῶσις) superiore, 

misterica e intuitiva.

 (*) Di contro il Cristianesimo ha proposto 

i seguenti contrasti: il cristianesimo

conquista i popoli, e’ pubblico, promette

progresso, e’ pensiero storico, il tempo fa

parte della redenzione, e’ religioso ma

sopporta la laicizzazione.



giovedì 29 ottobre 2026

L’amico cane

Un amico, un esperto in materia di crescita e “formazione” nei comportamenti desiderabili dei cani, ci farà pervenire periodicamente dei brevi consigli su come noi umani dobbiamo, dovremmo, approcciarci all’amico cane, per educarlo ma anche per meglio conoscere la sua natura e le sue aspettative.  

——————-

 Il «cane perfetto» non esiste. 

E’ preferibile scrivere che non esiste una razza «perfetta» in assoluto. Il cane perfetto, e’ preferibile scrivere che  in realtà esiste ed è quello adatto a ciascuno di noi, di qualunque razza sia e soprattutto se non è di alcuna razza. 

Il cane ideale è il compagno di vita che ci scegliamo, quello in cui ritroviamo un po' di noi stessi, quello per il quale ci adoperiamo perché stia bene. E' -in un certo senso- il componente in più della nostra famiglia, è quel cane capace di scatenare benessere e sorrisi, ma anche di provocare ansia, tristezza e dolore quando arrivano una malattia o il momento dell'addio. 

E’ quello specifico compagno.

 Non è questione di colore, taglia, motivazioni innate. E' solo e soltanto una questione di interlocuzione che si instaura.

mercoledì 28 ottobre 2026

Parole frequenti sui media


decreto sicurezza

Dopo le devastazioni del 17 e 18 ottobre a Milano, martedì il governo ha varato l’ottavo decreto Sicurezza: sono state introdotte misure per inasprire le pene e le sanzioni contro i disordini pubblici, la criminalità giovanile e le violenze durante le manifestazioni. Tra le nuove norme, l’imputabilità per i minori tra i 14 e 18 anni, l’arresto in flagranza differito per i reati di devastazione, saccheggio e partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche e l’estensione del fermo preventivo anche per i piccoli raduni.

—-()—

L'espressione "Decreto Sicurezza" fa riferimento a due importanti provvedimenti legislativi approvati dal Governo nel corso del 2026. Il più recente, incentrato su criminalità minorile e manifestazioni pubbliche, è appena entrato in vigore, si tratta del 

Decreto Sicurezza del 22 Ottobre 2026 (D.L. n. 190), che introduce una forte stretta sulla criminalità minorile e sulla gestione dell'ordine pubblico durante i cortei.

- Reclusione fino a 12 anni per chi utilizza la rete o i social network per organizzare, coordinare o istigare gruppi violentI;

- Viene introdotta una presunzione di imputabilità per i minori nella fascia d'età tra i 14 e i 18 anni, affiancata dall'estensione dei tempi di fermo preventivo;

- Viene inserito nel codice penale l'articolo 420-bis ("Violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche"). Chi partecipa attivamente a disordini in un gruppo di almeno 5 persone (lanciando oggetti o creando pericoli) rischia fino a 5 anni di carcere e multe fino a 20.000 euro, con aggravanti se agisce a volto coperto.

martedì 27 ottobre 2026

Parole frequenti sui media


Il nuovo "Decreto Sicurezza"
 (formalmente recante
 
"Disposizioni urgenti in
materia di sicurezza pubblica
e contrasto alla criminalità
minorile"
), è stato pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 246
ed è 
ufficialmente in vigore
dal 23 ottobre 2026.
decreto sicurezza

Dopo le devastazioni dello scorso fine settimana a Milano, martedì il governo ha varato l’ottavo decreto Sicurezza: sono state introdotte misure per inasprire le pene e le sanzioni contro i disordini pubblici, la criminalità giovanile e le violenze durante le manifestazioni. Tra le nuove norme, l’arresto in flagranza differito per i reati di devastazione, saccheggio e partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche e l’estensione del fermo preventivo prevista anche per i piccoli raduni.

Questo provvedimento d'urgenza fa seguito a una precedente tornata di norme sulla sicurezza varata a inizio anno (il D.L. 23/2026 convertito nella Legge 54/2026) e introduce un'ulteriore e decisa stretta penale e amministrativa, concentrandosi in particolare sulle violenze durante le manifestazioni pubbliche e sulla responsabilità legata ai reati dei minori. Il decreto introduce nel codice penale il nuovissimo articolo 420-bis c.p., specificamente mirato a punire la violenza nelle manifestazioni pubbliche:

-Chiunque partecipi attivamente a condotte violente nel corso di manifestazioni rischia la reclusione da 2 a 5 anni.

-Per chi organizza, promuove o dirige tali condotte violente, la pena è decisamente più severa e va da 4 a 12 anni di reclusione.

-Vengono potenziati gli strumenti di prevenzione a disposizione della polizia per il mantenimento dell'ordine pubblico in contesti di piazza.

Un altro asse portante del testo è il contrasto ai reati commessi dai minori, che introduce una forte responsabilizzazione della sfera familiare:

—-Viene inasprito il principio della "responsabilità genitoriale" per i danni causati dai figli minorenni, prevedendo specifiche sanzioni economiche o risarcitorie a carico dei genitori dei minori che commettono atti illeciti o vandalismi.

—-Questa misura ha sollevato forti dibattiti politici e sociali in merito alla sostenibilità economica per le famiglie meno abbienti.

Il D.L. 190/2026 si affianca e integra le misure già introdotte dal primo decreto sicurezza dell'anno (il D.L. n. 23/2026 di febbraio), che aveva già stabilito:

= Pene più severe per il porto di armi bianche (lame superiori a 8 cm e modelli pieghevoli);

= La procedibilità d'ufficio per i furti con destrezza e l'introduzione del reato di rapina organizzata (fino a 25 anni di carcere);

= L'estensione del Daspo urbano e l'istituzione delle "zone rosse" prefettizie (fino a 18 mesi) per allontanare soggetti pericolosi da determinate aree delle città;

= L'inasprimento delle pene per la fuga pericolosa in auto davanti al posto di blocco (fino a 5 anni di reclusione).

L’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha espresso forti perplessità, definendo "miope" la scelta di rispondere a problematiche sociali e giovanili unicamente attraverso la creazione di nuovi reati e l'inasprimento delle risposte repressive, senza un parallelo investimento sulle cause profonde del disagio.

27 Ottobre

 Il 27 ottobre 1986, quarant’anni fa Giovanni Paolo II invitò ad Assisi, nella città di San Francesco, i leaders di tutte le religioni per pregare gli uni accanto agli altri. Era il tempo della guerra fredda e quell’iniziativa suscitò entusiasmi e resistenze, anche tra i cattolici. 

27.10.1986: è una data storica
per la Chiesa cattolica e per il
dialogo globale: quel giorno si
svolse il primo storico 
Incontro
interreligioso di Assisi
, una
Giornata mondiale di
preghiera per la pace ideata
e promossa da Papa Giovanni
Paolo II. Quell’
 evento diede
vita al cosiddetto
 
"Spirito di Assisi"
, un modello
di fraternità e dialogo che
continua a essere celebrato e
rinnovato ancora oggi.




  Nelle edizioni successive la partecipazione si allargò e oggi tanti rivendicano quello spirito, in relazione a quanto accade in Ucraina e non solamente lì.

  In quel 27 ottobre fu Karol Wojtyła, un papa polacco, a ricevere le autorità e le delegazioni religiose presso la basilica di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi. Sedette al centro, e gli altri si disposero a semicerchio intorno a lui, allo stesso livello. Nel discorso di benvenuto chiarì che il «trovarsi insieme di tanti capi religiosi per pregare» voleva invitare il mondo «a diventare consapevole che esiste un’altra dimensione della pace e un altro modo di promuoverla, che non è il risultato di negoziati, di compromessi politici o di mercanteggiamenti economici». 

  L’incontro proponeva la via alternativa verso la pace della preghiera, con le parole del Pontefice, «quale relazione con un potere supremo che sorpassa le nostre capacità umane da sole». Di pontefice in pontefice, di evento in evento, lo spirito di Assisi si è incarnato in molti modi. In questo 27 ottobre toccherà a Leone XIV, che sappiamo essersi sottoposto nei giorni scorsi  a intervento chirurgico, recarsi ad Assisi per un nuovo incontro cui dovrebbe partecipare, tra gli altri, il Patriarca di Costantinopoli.