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mercoledì 28 ottobre 2026

Informazioni da conoscere

 

Il sistema pubblico italiano
si basa su tre principi fondamentali
stabiliti dall'articolo 32 della
Costituzione: 
universalità,
uguaglianza ed equità.
Copre la prevenzione, la
cura e la riabilitazione
attraverso i medici di
medicina generale, le
strutture ospedaliere
e la fornitura di farmaci
essenziali.



Servizio Sanitario Nazionale

 A una persona che si ammala il Servizio sanitario nazionale garantisce l’assistenza presso le strutture sanitarie della sua Regione di residenza. 

 Ma si può scegliere di ricevere prestazioni comprese nei «Livelli essenziali di assistenza» (Lea), anche in strutture pubbliche o convenzionate di altre Regioni.

 È la cosiddetta «mobilità sanitaria interregionale». 
Non è più una libera scelta, però, se si è costretti a «migrare» per la carenza di servizi e prestazioni essenziali o perché sono troppo lunghi i tempi di attesa per eseguire un intervento chirurgico. 

 
I più penalizzati viviamo al Sud dove, peraltro, è più bassa l’aspettativa di vita rispetto al Nord. Continuano a raccontarlo i dati: anno dopo anno, indicano gli stessi territori di partenza e le stesse mete dei «viaggi della salute». 

 La mobilità sanitaria è un diritto legato alla tutela della salute. Si distingue in: 

() «apparente» se il paziente riceve cure nella Regione in cui vive ma risiede altrove;

() «casuale» se si ha bisogno di cure urgenti fuori Regione; 

() «effettiva» se dovuta alla scelta del paziente. 


Genera ovviamente compensazioni economiche tra Regioni. La Regione che cura pazienti di altre Regioni incassa, quella da cui si «fugge» rimborsa i costi per le cure ai propri residenti.
 Ebbene, il valore della mobilità sanitaria interregionale è in aumento: nel 2023 ha raggiunto il livello più alto mai registrato prima, toccando la cifra record di 5,15 miliardi di euro, secondo i calcoli della Fondazione Gimbe basati su dati ufficiali.


Le Regioni che più «attraggono» pazienti - e incassano più risorse per curarli - sono Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, conferma il rapporto Gimbe. Invece Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna pagano il prezzo più alto in termini di pazienti «in fuga» e di rimborsi dei costi per le cure ricevute dai propri residenti altrove.

mercoledì 14 ottobre 2026

Nodulo polmonare. Cosa e’?

Nodulo polmonare: è 
un'opacità isolata,
generalmente di forma
rotondeggiante, con un 
diametro inferiore ai 3
centimetri
. Nelle
immagini radiologiche
(come radiografie o TAC)
appare come una macchia
 più chiara o densa rispetto
al tessuto polmonare
circostante, che è
normalmente pieno
d'aria e quindi scuro.

Stando alla Scienza

 Secondo la scienza il nodulo polmonare -nella gran parte dei casi- non è maligno, Papa Leone ha comunicato dalla solita finestra del Palazzo Vaticano:  «I medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone. È stato individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato» e poi ha aggiunto che nei prossimi giorni sarebbe stato operato per asportarlo.

 Stando alla scienza medica la grande maggioranza dei noduli non è maligna, infatti se circa la metà degli esami evidenzia noduli polmonari, l’incidenza di neoplasie scoperte con lo screening è intorno al 2%.  Se sussiste il sospetto di un tumore, dopo una serie di accertamenti, il nodulo viene asportato e poi analizzato. Se la lesione è piccola (in genere inferiore ai tre centimetri) il chirurgo interviene con tecniche operatorie mini-invasive (videotoracoscopia oppure robot). Sarà poi l'esito dell'esame istologico a dire come si procede: oggi le cure a disposizione sono moltissime.

 Se il tumore asportato è piccolo e l’istologia favorevole è possibile che non sia necessaria nessun’altra terapia, solo periodici controlli nel tempo.