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martedì 1 settembre 2026

Passato, Presente.

 

Organizziamo un orto

Verosimilmente il nostro intervento per la corrente stagionalità e’ tardivo. I testi del nostro blog hanno comunque durate e proiezione anche sui tempi a venire e noi intendiamo approfittare, su questa pagina, della disponibilità di chi in materia di “orticoltura” ne sa tanto. La pagina, contiamo infatti, possa avere frequenza periodica.

= = = 

#Per organizzare un orto familiare in Sicilia, e’ bene scegliere un'area molto soleggiata, vicina a una fonte d'acqua e protetta dai venti caldi o forti, possibilmente  con siepi naturali.

#Posizionarlo dove possa ricevere sole per molte ore al giorno; circostanza fondamentale per ortaggi tipici come pomodori e melanzane.

#Prevedere, possibilmente, un sistema d'irrigazione a goccia e cisterne per la raccolta dell'acqua piovana, essenziali per affrontare la siccità estiva siciliana.

#Lavorare la terra in profondità, ripulendola da sassi e erbacce, e arricchirla con compost o letame maturo.

#Dividere lo spazio in aiuole larghe circa 100 cm per poter raggiungere il centro senza calpestare la terra, lasciando camminamenti di 50 cm.

#Per una famiglia media, un'area di 40-50 metri quadri è sufficiente per garantire una buona varietà di verdure fresche.

Cosa coltivare:

(Primavera-Estate): Pomodori, melanzane, peperoni, zucchine e basilico.

(Autunno-Inverno): Cavoli, finocchi, insalate, biete e cipolle, che in Sicilia crescono benissimo grazie agli inverni miti.



mercoledì 26 agosto 2026

Passato, Presente.

Organizziamo un orto

L'orticoltura siciliana è fortemente 
specializzata a seconda delle aree 
geografiche e vanta diversi prodotti a 
marchio di tutela, grazie a una 
combinazione unica di clima 
mediterraneo favorevole
innovazione tecnologica e un 
ricchissimo patrimonio di 
biodiversità locale.

Decenni fa a Contessa erano tante le famiglie che avevano un orto familiare curato in via generale da più componenti del nucleo. Per quanto ci e’ dato conoscere il loro numero si è andato in tempi recenti riducendo, sia perché il nostro “paese” e’ annoverato (ancora una volta) fra quelli con flussi migratori giovanili accelerati e perché in carenza di prospettive sul “domani” il flusso migratorio ha ripreso i ritmi accelerati assimilati in qualità e quantità a quelli dei decenni precedente e successivi all’inizio del Novecento, quando tantissimi si diressero a New Orleans.

 Sul blog continueremo a dedicarci a vicende storiche e sociali del territorio, a contesti e filoni culturali che possono indicare prospettive di crescita umana, e per chi ama dedicarsi all’orticoltura, perché dispone anche di una piccola frazione di terreno, ed intende mettere in atto o comunque preparare terriciati, riciclare rifiuti domestici, detriti vegetali e tutti i materiali organici che generalmente si conferiscono e che invece sono un economico e pure utilissimo concime.

 Fra i propositi c’è il far conoscere alcune tecniche che sanno di antico e che i nostri nonni suggerivano.

sabato 22 agosto 2026

Contessa Entellina, per noi è sempre “Hora”

Contessa Entellina
in lingua arbëreshe,
 
Hora e Kuntisës (o 
semplicemente 
Horë, che 
significa il paese o la città). 
Fondata nel XV secolo, è 
una storica comunità 
arbëreshe in Sicilia di 
rito greco-bizantino.




Pagine di Storia, memorie e curiosità 


Ricordo alcuni anni fa di avere avuto sul blog un pubblico confronto, con quello che era l’ultimo dei monaci  basiliani che permaneva al Monastero Basiliano SS. Salvatoresituato sulla sommità della collina Sklizza a Piana degli Albanesi. Si tratta del complesso monumentale, edificato nella prima metà degli anni '50 dai monaci basiliani dell'Abbazia di Grottaferrata, caratterizzato fra altro da una chiesa in stile neo-bizantino con rivestimenti in mattoni e marmi locali. 

 Su una pagina del blog, riferendomi al paese di Contessa Entellina, avevo usato il termine arbereshe “Hora”, parola che noi tutti contessioti usiamo per riferirci al nostro centro abitato, da sempre. La tesi del monaco basiliano era che quell’appellativo, “Hora”, competeva solamente a Piana degli Albanesi. Il confronto e le argomentazioni durarono per più giorni: ognuno rimase comunque sulle proprie convinzioni.

= = =

 Quel confronto, comunque interessante per i temi che vennero svolti, mi e’ tornato in memoria nel confronto con due amici che si propongono, ed insieme ci proponiamo, di dedicare alcune pagine del blog alla nostra Contessa Entellina, quella di oggi, quella delle strade deserte, delle aule con pochi alunni, dei giovani che conseguono un titolo di studio e poi, tutti, proprio tutti, emigrano.

 Si, …  ci proponiamo di discutere dell’immenso patrimonio edilizio post-terremoto,  nella stragrande maggioranza dei casi, disabitato. 

 Le tematiche saranno comunque tante e varie, tutte, riteniamo, culturalmente e socialmente interessanti. Oltre agli inevitabili temi a sfondo socio-economici, l’amico architetto, tratterà del “vivere la casa” e del “vivere il territorio”, due situazioni che si possono combinare e condizionarsi reciprocamente.

 Come sempre, chi vuole potrà dire il proprio pensiero.


 

  

martedì 18 agosto 2026

Aree interne dell’Isola (4)


Contessa Entellina vive un
forte spopolamento, con
tassi di case vuote o non
abitate che come in molti
 piccoli centri interni
della Sicilia raggiungono
o superano il 50-60% a
causa dell'emigrazione
giovanile e non, e del
generale calo
 demografico.

Il rimedio non è 
di certo il destinare
risorse pubbliche
a feste e festicciole,
ossia sperpero di
risorse.

Aree interne, addio: 

Come ripopolarle?

Le aree interne della Sicilia affrontano una grave crisi strutturale. Sono tutte caratterizzate da isolamento viario, mancanza di occupazione stabile e spopolamento demografico e questa realtà spinge migliaia di giovani a emigrare, desertificando paesi e borghi rurali/montani tra Madonie, Nebrodi, Sicani ed entroterra ennese e nisseno.

1) Le arterie provinciali e comunali presentano interruzioni, frane croniche e manutenzione quasi assente, anzi assente.

2) Spostarsi verso i poli ospedalieri o universitari della costa richiede tempi lunghi e disagevoli.

3) Le opportunità lavorative dignitose sono ridotte al lumicino, limitate a un'agricoltura spesso tradizionale e non sempre ammodernata e redditizia.

4) I giovani con titoli di studio superiori (universitari)  o professionali lasciano l'isola per il Nord Italia o l'estero in direzione della Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna.

5) Nei  paesi dell’entroterra, che includono la nostra Contessa Entellina, restano solo gli anziani, rendendo insostenibile il welfare locale.

6) Per la Cgil Sicilia ricade nelle “aree interne” il 39,6% del territorio isolano e però vi risiede l’11% della popolazione (Istat 2025). Nelle cinque zone della prima Snai il calo demografico, dal 2014 al 2025, è proseguito, più marcato sui Nebrodi con – 10.412 abitanti, meno nelle Madonie (- 770) . Il Calatino ha perso 6.577 abitanti, la valle del Simeto 4.091, le terre Sicane 6331. Al calo demografico si è accompagnata la diminuzione delle istituzioni scolastiche, con punta del 53,84% nelle terre Sicane.

“In queste aree- ha detto Gabriella Messina, segretaria confederale Cgil Sicilia- le difficoltà infrastrutturali, dalla rete viaria alle connessioni digitali, continuano a rappresentare uno dei principali fattori di svantaggio. Esse contribuiscono a determinare quel deficit di cittadinanza, insieme alle carenze del sistema sanitario, del servizi sociali e delle strutture deputate all’istruzione, che causano lo spopolamento”. 

(Segue)
  • mercoledì 12 agosto 2026

    Aree interne dell’Isola (3)

    L’abbazia di Santa Maria
    del Bosco
     (nota anche come 
    Santa Maria del Bosco di
    Calatamauro
    è un antico e
    maestoso complesso
    monastico situato a
    Contessa Entellina
    , all'interno
    della città metropolitana
    di Palermo, in Sicilia
    . Immersa
    nella suggestiva cornice della 
    Riserva naturale orientata
    Monte Genuardo e Santa
    Maria del Bosco
    , l'abbazia
    vanta oltre 700 anni di storia
    ed è considerata una delle
    strutture cenobitiche più
    grandi e affascinanti d'Europa.

    Ai nostri giorni la struttura
    è in parte adibita a 
    relais di
    charme, location per
    matrimoni ed eventi
    , e
    ospita al suo interno un
    ristorante di cucina
    tradizionale e mediterranea.







     Aree interne, addio: 

    come ripopolarle?

     Ci e’ stato richiesto di intrattenerci per alcuni giorni sul blog sulla realtà delle aree interne, che costituiscono, che lo sappiano o meno i politi, la colonna dorsale dell’Isola: 

    =lontane dai centri urbani, 

    =prive o quasi di infrastrutture e servizi, 

    =economicamente fragili e abitate per lo più da popolazione di età avanzata

    = Sono in collina o in montagna e in piena estate molti italiani invidiano il loro clima più temperato rispetto al caldo torrido e oppressivo delle città. 

    = Magari diventano meta di un breve periodo di vacanza, ma il coraggio e l’ambizione di sceglierle come residenza non ci pensano nemmeno i loro amministratori locali che per loro esigenze lavorative vivono altrove. Anche perché le offerte di lavoro in queste zone sono, sarebbero tuttora, tutte da inventare. 

    Dalle aree interne passa comunque un pezzo fondamentale del futuro del nostro Paese anche e soprattutto per le risorse ancora da scoprire, per la qualità della vita che possono offrire, per la necessità di proteggere queste aree nell’interesse e in chiave di prevenzione di possibili disastri naturali. 

    La fotografia delle aree interne è più che impietosa considerando anche il crescente invecchiamento di chi le abita. Il trend non si sta invertendo nonostante da qualche anno sia stata attivata una cosiddetta Strategia nazionale di rilancio. 

    Di fatto nei paesi delle aree interne sono sempre meno i giovani. E, però, le potenzialità ci sono, ci sarebbero: recuperare e sostenere la capacità di resilienza in quella parte di società civile che sceglie di viverci, impegnandosi per migliorarne le condizioni, sarebbe una scommessa che varrebbe la pena perseguire. Sicuramente non servono le feste promosse o patrocinate finora da tanti enti locali, il cui fine pare sia promuovere l’immagine dell’amministratore di turno.

    (Segue)

    martedì 11 agosto 2026

    Aree interne dell’Isola (2)

    Contessa Entellina,
    a partire dal 1870 circa,
    è diventato un paese
    di forte emigrazione
    .
    Molti abitanti sono
    partiti verso gli Stati
    Uniti (specie New
    Orleans), la Germania,
    la Svizzera e il Nord
     Italia a causa della
    carenza di opportunità 
    lavorative.
    New Orleans accoglie
    una grande comunità
     di originari contessioti.
    Altri flussi si dirigono
    in Europa centrale
     (Germania e Svizzera)
     e nelle regioni del Nord
    Italia.
    Il calo demografico
    continua nel tempo,
    segnato anche dagli
    eventi sismici 1968
    e dalle difficoltà
    economiche locali.
    E più recentemente
    dall’assenza assoluta
    della “politica”, ossia
    quell'insieme delle
    attività, delle modalità
    di governo e delle
    decisioni che riguardano
    la gestione pubblica e
    la direzione di una
    comunità.





     Contessa Entellina, e non solo

    Aree interne, addio: come ripopolarle

    Consentendolo la politica, ci pensa il non profit.


    «Secondo i dati completi aggiornati al 2024 nei comuni delle aree interne risiede il 22,6% della popolazione italiana - spiega Antonella Bianchino, dirigente dell’Ufficio territoriale Area Sud di Istat - mentre il 9 per cento abita nei comuni periferici e ultraperiferici. Oltre il 36% della popolazione del Mezzogiorno vive in aree interne, al Nord la percentuale è inferiore al 15 per cento. Risiedere in un’area lontana dai servizi essenziali comporta inevitabilmente una condizione di marginalità economica e sociale che ha contribuito in modo significativo al declino demografico di queste aree negli ultimi settant’anni». 

    Dal 1951 un comune su quattro delle aree interne perde sistematicamente popolazione. Fra questi rientra (purtroppo a ritmi accelerati) la nostra Contessa Entellina. 

    Nei primi dieci anni del nuovo secolo c’è stata un’inversione di tendenza, ma poi il calo ha ricominciato a essere marcato.

     «Guardando alla dinamica della popolazione rispetto all’anno precedente - prosegue Bianchino - a fronte di una popolazione nazionale sostanzialmente stabile rispetto al 2023, i dati evidenziano in queste aree una flessione di 24.710 unità». Una diminuzione dettata in parte dal saldo naturale, in parte dalle migrazioni interne e solo parzialmente compensata dalle migrazioni dall’estero. 

    Lo spopolamento delle aree interne ha un duplice effetto negativo: da una parte impoverisce gli ecosistemi e il patrimonio territoriale, dall’altra riduce la sicurezza e la qualità della vita delle persone che continuano a viverli.

    Vivere nelle aree interne della Sicilia, come ci capita nel Corleonese, offre sicuramente un contesto naturale e umano autentico ma si scontra con una viabilità secondaria e provinciale gravemente dissestata, trascurata e con politici che probabilmente non ne fanno uso. Le buche, le frane non riparate che permangono per mesi, anni ed oltre e l'isolamento logistico che complicano la vita quotidiana, i soccorsi sanitari e il lavoro agricolo e quello pendolare. E ovviamente non bastano le sterili feste paesane per far dimenticare il disagevole vivere i servizi amministrativi e sanitari dislocati nei centri maggiori: Corleone o Sciacca.


    (Segue)

    lunedì 10 agosto 2026

    Aree interne dell’Isola


    Il Castello di Calatamauro è
    un'
    antica fortezza medievale
    situata su un picco roccioso a 
    764 metri s.l.m. nel territorio
    comunale di Contessa Entellina,
    in provincia di Palermo
    . Il sito
    fa parte dell'area geografica
    della 
    Valle del Belice.

    Periodo bizantino e arabo
    :
    Probabile fondazione bizantina,
    divenne poi un'importante
    roccaforte musulmana. Il
    nome stesso deriva dall'arabo 
    Qal'at tāmūr (Fortezza di Tamur).

    Epoca federiciana
    :
    Nel XIII secolo, sotto
    Federico II, assunse un ruolo
    militare strategico cruciale
    come base contro i
    musulmani in rivolta
    nella vicina Entella. Venne
    inserito tra i 
    castra exempta 
    (castelli demaniali sotto
    il controllo regio diretto).


    Guerra del Vespro: Nel
    corso dei Vespri Siciliani,
    la fortezza fu distrutta dai
     corleonesi.








    Contessa Entellina, e non solo

    Per alcune pagine del blog ci soffermeremo sulle  aree interne, una colonna dorsale dell’Italia, del Meridione e delle Isole, sopratutto: lontane dai centri urbani, prive o quasi di infrastrutture e servizi, economicamente fragili e abitate per lo più da popolazione di età avanzata. 

    Hanno quasi tutte caratteristiche simili: stanno in collina o in montagna, ma non solo, in piena estate molti italiani invidiano il loro clima (ritenuto) più temperato rispetto al caldo torrido e oppressivo delle grandi città. Magari diventano meta di un breve periodo di vacanza, ma il coraggio e l’ambizione di sceglierle come residenza toccano ancora pochi centri, forse quelle dove le Amministrazioni Comunali sono culturalmente attrezzate e non hanno Associazioni pro-visitatori da ritenere non allineate.

    Nelle aree interne della nostra Sicilia le offerte di lavoro sono poche e sarebbero tutte da inventare. Tuttavia, pur essendo difficili da abitare, e’ proprio dalle aree interne che passa un pezzo fondamentale del futuro del nostro Paese anche e soprattutto per le risorse da scoprire, per la qualità della vita che possono offrire, per la necessità di proteggere questi terreni nell’interesse e in chiave di prevenzione di possibili disastri naturali. 

    Se guardiamo ai numeri la fotografia delle aree interne è impietosa considerando anche il crescente invecchiamento di chi le abita. Non basta: il trend non si sta invertendo nonostante da qualche anno sia stata attivata una Strategia nazionale di rilancio. E soprattutto ci sono sempre meno giovani, anche perché i servizi per l’infanzia sono carenti. Ma è opportuno ripeterlo, perché è vero e le potenzialità ci sono: recuperare l’abitabilità di queste aree e sostenere la capacità di resilienza in quella parte di società civile che sceglie di viverci, impegnandosi per migliorarne le condizioni, è una scommessa che vale la pena perseguire. Per più di un motivo. 

    Sempre che la politica amministrativa sia all’altezza del compito.

    (Segue)


    venerdì 17 luglio 2026

    Ambiente: Territorio da studiare (1)

    Il territorio di Contessa
    Entellina (a circa 80 km da
    Palermo) 
    sorge nella Valle
    del Belice, alle falde del Monte
    Genuardo
    . È un'importante
     oasi etnica, linguistica
    e religiosa fondata nel
    XV secolo da esuli albanesi
     (
    arbëreshë). L'area è celebre
     per le sue tradizioni, il
    rito greco-bizantino e il
    ricco patrimonio
    naturalistico e archeologico.
    Il territorio è rinomato
    per le sue produzioni
    vitivinicole di eccellenza,
    con storiche cantine
    radicate nel comprensorio.






     Mille punti di vista.

    Mille approcci.

    Con ogni probabilità, ciascuno di noi è perfettamente consapevole nel recarsi in macchina dal centro abitato di Contessa Entellina in uno dei borghi che insistono sul territorio, per dire a Roccella, che percorre una strada ed uno spazio che contestualmente è fisico, geografico, storico, amministrativo, rurale ed altro ancora. Con ogni probabilità l'Italia - cosí come oggi la percorriamo in treno o in auto - è rappresentabile in tante mappe nelle quali si possono circoscrivere vari ambiti. Altri innumerevoli se ne possono tracciare, siano essi storico-artistici, linguistici, istituzionali ecc., ma ciascun ambito  risponde a una periodizzazione. L'ambiente geografico di cinquemila anni fa era verosimilmente simile a quello del 2026, non cosí quello degli insediamenti e dei quadri ambientali.  Ogni ambito, ogni contesto  territoriale possiede, ovviamente, una sua cronologia.

    La storia è disciplina eminentemente narrativa, cosí come la geografia - si suol dire dal tempo di Tolomeo - è invece disciplina eminentemente descrittiva: per quanto diverse possano esser queste due letture esse rispondono a un diverso modo di osservare la realtà, di pensare a essa e, dunque, di interpretarla. 


    Quando si affronta il tema dell'organizzazione del territorio la prima questione su cui riflettere è la sua particolarità: ovvero che l'habitat è un sistema la cui costruzione - per quanto sia riferibile a uomini o a principi, a comunità monastiche, a famiglie titolate o a classi sociali - non è mai risolta una volta per tutte in una periodizzazione che si riferisca al nome di un sovrano, di un feudatario, di una data comunità storicamente connotata. Perché ogni insediamento ha un suo precedente e un suo successivo strato di interventi. La trasformazione di un territorio è un processo continuo e, in quanto tale, processo sempre in atto.

    (Segue)

    martedì 14 luglio 2026

    Estate 2026

     

    L’estate 2026 si sta preannunciando
    come una 
    stagione caratterizzata da 
    temperature record ben sopra la
    media globale
     e da un forte impatto
    economico sulle famiglie, ma anche
    da un ritorno in grande stile del turismo
     balneare e dei festival estivi.





    Stando ai media la settimana corrente è caratterizzata da temperature altissime, di 7-8 gradi sopra la media, fino a raggiungere anche i 43 gradi. Il picco sarà tra mercoledì (domani) e giovedì (dopo-domani). Gli scienziati hanno dimostrato che l’aumento della concentrazione di CO2 nell’atmosfera è tra le cause principali del riscaldamento globale (non la sola). Alcuni studi suggeriscono che l’effetto diretto della CO2 sulla temperatura globale sia di circa un grado per un raddoppio della sua concentrazione atmosferica. L’aumento delle emissioni, a causa principalmente di combustione di carbone, petrolio e gas naturale ha portato a fenomeni estremi più frequenti, come ondate di calore, siccità, innalzamento del livello dei mari e fenomeni meteorologici estremi. La persistenza dell’anticiclone africano è un altro fattore. Quindi ci sono due fenomeni che si combinano: la maggiore frequenza di eventi di aria calda africana che si sposta in Europa e temperature che nel complesso si sono alzate di uno o due gradi.

     Con il caldo il corpo perde acqua e sali minerali e la pressione si abbassa. Per evitare la disidratazione bisogna bere almeno otto bicchieri d’acqua al giorno (se si è ben idratati, le urine sono chiare). No a bibite zuccherate (non dissetano), bevande ghiacciate (il freddo aumenta la produzione di calore), alcolici e caffè (sono diuretici). Sì a pasti ricchi di frutta e verdura. Tra gli alimenti più idratanti anguria, melone, cetrioli, zucchine, fragole, ciliegie, albicocche, fichi, frutti di bosco, pomodori, melanzane, sedano e peperoni. Meglio limitare fritti, salse, piatti salati, che aumentano la sete, favorendo la disidratazione. Attenzione agli sbalzi termici dopo aver mangiato. Esporsi all’aria condizionata fredda o tuffarsi in mare può favorire una congestione, con sintomi come dolore addominale, nausea, pallore, perdita di coscienza.


    sabato 23 maggio 2026

    Vivere nei piccoli centri

    Strade deserte

     Il comune di Contessa Entellina, o di Campofiorito o di qualunque piccolo centro è molte cose insieme. E’ una comunità di persone che tendenzialmente non si sono scelte nel convivere in uno stesso luogo, ma che devono vivere all’interno dello stesso ambito umano, ambito sociale. Essi, come tutti i cittadini della Repubblica, e come quelli di tutti i paesi del mondo, sono chiamati a condividere le regole dello Stato (la Costituzione Repubblicana, le leggi ed i regolamenti)  e sopratutto i punti di vista molto diversi che sorgono, crescono e poi si affermano all’interno della “comunità “.  Non significa che ogni opinione va condivisa, però il punto di vista maggioritario seppure non condiviso va rispettato. Non vi è dubbio, che nell’ambito societario,  spesso può insorgere un tasso di litigiosità più o meno elevato, che comunque la Costituzione repubblicana ammette e consente purché il tutto si svolga nell’ambito delle precise regole democratiche

    I piccoli comuni (sotto i 5.000
    abitanti) affrontano criticità
    strutturali molto più gravose
     rispetto alle grandi città
    . Le
    principali difficoltà includono
    la 
    carenza cronica di
    personale
     qualificato, la 
    scarsità di risorse finanziarie,
    l'isolamento dai servizi
    essenziali e la difficoltà nel
    gestire la burocrazia.

    La carenza di lavoro e il
    progressivo ritiro di servizi pubblici
     o privati (sportelli bancari,
    trasporti, uffici postali) accellerano
     l'abbandono, in particolare dei
    giovani, lasciando comunità
    con un'alta percentuale di anziani.



    Ma si commetterebbe un errore a pensare che i contrasti, i punti di vista divergenti  riguardino solo opinioni o obiettivi socio-politici divergenti. In realtà la ragione profonda di molti punti di vista divergenti, all’interno di tutte le comunità  umane, ristrette o ampie, è legata a questioni di rispetto, di riconoscimento, di equità, persino di responsabilità verso gli altri, assieme -ovviamente- a obiettivi e visioni politiche, seppure tutte democratiche e però  divergenti.

    A osservarli bene, i piccolo comuni (ma a maggior ragione i grandi) non sono altro che esempi del perché i governi nazionali  facciano fatica a gestire le spinte provenienti dai cittadini e dai diversi elettorati, oltre che dai partiti e dai sindacati. E però, proprio in quella fatica di puntare alla convergenza, sta la grande bontà della democrazia.

    Non c’è dubbio che un sindaco di un piccolo comune come e’ Contessa Entellina, Campofiorito, o anche Bisacquino, non è paragonabile a un primo ministro, ma certamente tra i suoi compiti c'è, oltre al raggiungimento del consenso, anche quello di trovare soluzioni che mettano d'accordo le parti sociali (categorie sociali, organizzazioni culturali, organizzazioni varie). Per questo anche un piccolo comune potrebbe essere considerato come un vero e proprio asset, basti pensare alla questione dell'evoluzione energetica: le scelte, ogni scelta politica,  può essere strategica non solo per la realtà locale, ma anche per il Paese. E questo vale per altri aspetti come la sostenibilità, la tutela del lavoro, la capacità di visione per il domani.


    E ora, ai nostri giorni, c'è anche la sfida tech, e l'Intelligenza artificiale può essere un alleato per ottimizzare la gestione, a patto che venga governata, guidata e condivisa. Altrimenti questa rischia di diventare anche un'ulteriore fronte di scontro sociale.


    mercoledì 20 maggio 2026

    Contessa Entellina si svuota

     Chi ha superato i cinquant’anni/sessant’anni ed oltre,  e vive a Contessa ha ricordi dei compagni di scuola elementare, anzi conserva foto di gruppo delle classi dalla prima alla quinta classe. 

      In prima elementare, e’ il ricordo di chi scrive,  la classe maschile era composta da sessanta ragazzi e il maestro era Pasquale Caruso. In quinta, nell’arco di appena quattro/cinque anni il numero dei componenti della classe si era ridotta, non in quanto era avvenuta una selezione. No! In quel finire degli anni cinquanta era accaduto che l’emigrazione di intere famiglie aveva iniziato a svuotare Contessa. In classe quinta maschile ci ritrovammo infatti in appena tredici (13) ragazzi col maestro Di Lorenzo, un insegnante di Piana degli Albanesi.

    Le aree interne della
    Sicilia subiscono da
    decenni un forte
    spopolamento

    L'entroterra racchiude
    diversi borghi fantasma
    disabitati, spesso
    abbandonati a causa di
    calamità naturali, crisi
    delle attività  o
    migrazioni di massa
    verso le coste e il Nord
    Italia

      La scuola media, all’inizio degli anni sessanta fu istituita col primo governo di centro-sinistra, voluto dal partito socialista allora guidato da Pietro Nenni. Ma questa sarà un’altra Storia. E avremo tempo per riflettere quanto sul piano umano-sociale accadeva, in quell’inizio degli anni sessanta.

     Ricordiamo, per intanto, che l’emigrazione ha fatto sì che oggi degli antichi sessanta ragazzi maschili della prima elementare, tutti immortalati in una foto col maestro Pasqualino, a Contessa siamo rimasti appena quattro anzianotti/pensionati. Certo di alcuni sappiamo che sono deceduti, ma in tanti oggi vivono in Australia, in Venezuela, in Germania, in Svizzera, persino in Spagna e in Argentina.

     Perché sul blog questa evocazione? 

    Perché ne’ i governi italiani, ne’ gli amministratori meridionali si sono mai posti fra gli obiettivi la ri-vitalizzazione del nostro Mezzogiorno. Certo, i tanti Belfiore, Di Martino, etc., sindaci del Belice nel periodo post-sisma ‘68, si posero innanzi il quadro di rinascita e trovarono ascolto al livello governativo mobilitando la popolazione. E frenarono per alcuni decenni il fenomeno migratorio. E poi ? Venuti meno i Di Martino, i Belfiore, i Montalbano etc. che possedevano “visione politica” è venuta meno la mobilitazione sociale della Valle, che aveva mostrato una realtà umana arretratissima della Sicilia anni sessanta, e senza quei “politici” tutto si è bloccato, o meglio normalizzato ai tempi della Sicilia di sempre. Oggi siamo ai politicanti che chiedono, ed ottengono finanziamenti dai livelli di potere superiore, per festeggiare il nulla piuttosto che agevolare i servizi di crescita  sociale ed economica. I politici dei nostri giorni (nella gran parte, ovviamente non tutti) puntano a promuovere la loro figura proponendo alle piazze cantanti, palchi, sfilate e irragionevolezze in una zona, l’interno dell’Isola,  che annualmente perde giovani con titoli di studio che vanno nel Nord del Paese e nel contesto UE.

    (Segue)

    —-

    Su questa pagina vorremmo risvegliare il senso della civica dignità, contro le offese che arrivano dallo sperpero del denaro pubblico.

    sabato 16 maggio 2026

    La Sicilia nei tempi della Storia

    Oggi la Sicilia è una regione
    autonoma, centrale nelle
    politiche mediterranee
    dell'Italia, segnata da un
    forte patrimonio culturale
    ma anche da sfide
    economiche strutturali.
     



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    Ci proponiamo di riportare brevi, brevissimi, flash di Storia di Sicilia, dai tempi più lontani fino a dove avremo possibilità di arrivare. Abbiamo constatato che sono davvero pochi i siciliani che conoscono la lunga vicenda umana e socio-politica della terra su cui vivono. Tanti sono, anzi troppi i contessioti che sanno poco o niente della vicenda storica di Entella, del contesto feudale entro cui fu fondata la Contessa Entellina dei nostri giorni, come ben poco si sa dell’impegno (contrastato persino localmente, in termini politico-amministrativi, da più contesti) sull’iter della ricostruzione post-sisma ‘68, guidato da Francesco Di Martino.

      Sul blog riporteremo di volta in volta brevi, poche righe, flash, richiami, tratteggi, connessioni e riflessioni. Cominceremo da molto, ma molto lontano, al seguito del tema-guida: “Brevi tratti di Storia Siciliana”.

      Su questa iniziale pagina, che vorrebbe essere di presentazione, la prima traccia di un relativamente lungo percorso, riportiamo un breve riquadro che fungerà in qualche modo da cornice della vicenda storica dell’Isola, spesso definita “crocevia del Mediterraneo”.

  • La leggenda della Trinacria: Il simbolo della Sicilia, con le tre gambe (triscele), rappresenta i tre promontori estremi dell'isola: Capo Peloro (Messina), Capo Passero (Siracusa) e Capo Lilibeo (Marsala).
  • L'Impronta Greca: La Sicilia fu il cuore della "Magna Grecia". Siracusa divenne una delle città più potenti del mondo antico, rivaleggiando con Atene.
  • La Sicilia Araba: Tra il IX e l'XI secolo, la dominazione araba trasformò l'isola, introducendo nuove tecniche agricole (agrumi, sistemi di irrigazione) e influenzando la lingua e l'architettura.
  • Il Regno Normanno: Nel XII secolo, i Normanni crearono un regno potente e cosmopolita. Il Duomo di Monreale e la Cappella Palatina a Palermo sono testimonianze straordinarie di questa fusione tra arte bizantina, araba e normanna.
  • I Vespri Siciliani (1282): Una rivolta popolare scoppiata a Palermo contro il dominio angioino (francese), che segnò il passaggio della Sicilia sotto la corona aragonese (spagnola). 
  • L'arrivo degli Arbëreshë in Sicilia tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo (principalmente 1485-1500), quando comunità albanesi fuggirono dalla loro patria a causa dell'invasione turca. Si stabilirono prevalentemente nel Palermitano, fondando comunità come [Piana degli Albanesi] (un tempo Piana dei Greci), [Contessa Entellina] e [Mezzojuso],  [Palazzo Adrianomantenendo intatte (più o meno, purtroppo) lingua, rito cristiano-bizantino e tradizioni.
  •  La Sicilia moderna, in particolare tra il XVI e il XIX secoloè stata profondamente segnata dal sistema feudale prima e dal latifondo poi, elementi che hanno plasmato la struttura economica, sociale e paesaggistica dell'isola.
  • La Sicilia Borbonica e il 1848: L'ostilità verso i Borbone di Napoli, percepiti come dominatori stranieri, portò la Sicilia a essere protagonista di moti rivoluzionari, inclusa una delle prime rivoluzioni europee del 1848.
  • Unità d'Italia (1860): La spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi che liberò l'isola annettendola al Regno d'Italia.