| L'antropologia rappresenta una delle chiavi di lettura più potenti per comprendere la complessità della società contemporanea. Nata storicamente come studio delle culture lontane, oggi si applica a qualsiasi gruppo umano, offrendo strumenti unici per decodificare il comportamento, le istituzioni e i conflitti del nostro tempo. L'antropologo si immerge nella comunità che studia, vivendo come i suoi membri per comprenderne il punto di vista ("dall'interno"). E’ quanto abbiamo appreso dal prof. Anton Blok che, in anni ormai lontani, visse a lungo all’interno della comunità di Contessa Entellina. |
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sabato 19 settembre 2026
Antropologia, come chiave di lettura della società
martedì 1 settembre 2026
Passato, Presente.
Organizziamo un orto
Verosimilmente il nostro intervento per la corrente stagionalità e’ tardivo. I testi del nostro blog hanno comunque durate e proiezione anche sui tempi a venire e noi intendiamo approfittare, su questa pagina, della disponibilità di chi in materia di “orticoltura” ne sa tanto. La pagina, contiamo infatti, possa avere frequenza periodica.
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#Per organizzare un orto familiare in Sicilia, e’ bene scegliere un'area molto soleggiata, vicina a una fonte d'acqua e protetta dai venti caldi o forti, possibilmente con siepi naturali.
#Posizionarlo dove possa ricevere sole per molte ore al giorno; circostanza fondamentale per ortaggi tipici come pomodori e melanzane.
#Prevedere, possibilmente, un sistema d'irrigazione a goccia e cisterne per la raccolta dell'acqua piovana, essenziali per affrontare la siccità estiva siciliana.
#Lavorare la terra in profondità, ripulendola da sassi e erbacce, e arricchirla con compost o letame maturo.
#Dividere lo spazio in aiuole larghe circa 100 cm per poter raggiungere il centro senza calpestare la terra, lasciando camminamenti di 50 cm.
#Per una famiglia media, un'area di 40-50 metri quadri è sufficiente per garantire una buona varietà di verdure fresche.
Cosa coltivare:
(Primavera-Estate): Pomodori, melanzane, peperoni, zucchine e basilico.
(Autunno-Inverno): Cavoli, finocchi, insalate, biete e cipolle, che in Sicilia crescono benissimo grazie agli inverni miti.
mercoledì 26 agosto 2026
Passato, Presente.
Organizziamo un orto
L'orticoltura siciliana è fortemente specializzata a seconda delle aree geografiche e vanta diversi prodotti a marchio di tutela, grazie a una combinazione unica di clima mediterraneo favorevole, innovazione tecnologica e un ricchissimo patrimonio di biodiversità locale. |
Sul blog continueremo a dedicarci a vicende storiche e sociali del territorio, a contesti e filoni culturali che possono indicare prospettive di crescita umana, e per chi ama dedicarsi all’orticoltura, perché dispone anche di una piccola frazione di terreno, ed intende mettere in atto o comunque preparare terriciati, riciclare rifiuti domestici, detriti vegetali e tutti i materiali organici che generalmente si conferiscono e che invece sono un economico e pure utilissimo concime.
Fra i propositi c’è il far conoscere alcune tecniche che sanno di antico e che i nostri nonni suggerivano.
sabato 22 agosto 2026
Contessa Entellina, per noi è sempre “Hora”
| Contessa Entellina, in lingua arbëreshe, Hora e Kuntisës (o semplicemente Horë, che significa il paese o la città). Fondata nel XV secolo, è una storica comunità arbëreshe in Sicilia di rito greco-bizantino. |
Su una pagina del blog, riferendomi al paese di Contessa Entellina, avevo usato il termine arbereshe “Hora”, parola che noi tutti contessioti usiamo per riferirci al nostro centro abitato, da sempre. La tesi del monaco basiliano era che quell’appellativo, “Hora”, competeva solamente a Piana degli Albanesi. Il confronto e le argomentazioni durarono per più giorni: ognuno rimase comunque sulle proprie convinzioni.
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Quel confronto, comunque interessante per i temi che vennero svolti, mi e’ tornato in memoria nel confronto con due amici che si propongono, ed insieme ci proponiamo, di dedicare alcune pagine del blog alla nostra Contessa Entellina, quella di oggi, quella delle strade deserte, delle aule con pochi alunni, dei giovani che conseguono un titolo di studio e poi, tutti, proprio tutti, emigrano.
Si, … ci proponiamo di discutere dell’immenso patrimonio edilizio post-terremoto, nella stragrande maggioranza dei casi, disabitato.
Le tematiche saranno comunque tante e varie, tutte, riteniamo, culturalmente e socialmente interessanti. Oltre agli inevitabili temi a sfondo socio-economici, l’amico architetto, tratterà del “vivere la casa” e del “vivere il territorio”, due situazioni che si possono combinare e condizionarsi reciprocamente.
Come sempre, chi vuole potrà dire il proprio pensiero.
martedì 18 agosto 2026
Aree interne dell’Isola (4)
| Contessa Entellina vive un forte spopolamento, con tassi di case vuote o non abitate che come in molti piccoli centri interni della Sicilia raggiungono o superano il 50-60% a causa dell'emigrazione giovanile e non, e del generale calo demografico. Il rimedio non è di certo il destinare risorse pubbliche a feste e festicciole, ossia sperpero di risorse. |
Come ripopolarle?
Le aree interne della Sicilia affrontano una grave crisi strutturale. Sono tutte caratterizzate da isolamento viario, mancanza di occupazione stabile e spopolamento demografico e questa realtà spinge migliaia di giovani a emigrare, desertificando paesi e borghi rurali/montani tra Madonie, Nebrodi, Sicani ed entroterra ennese e nisseno.
1) Le arterie provinciali e comunali presentano interruzioni, frane croniche e manutenzione quasi assente, anzi assente.
2) Spostarsi verso i poli ospedalieri o universitari della costa richiede tempi lunghi e disagevoli.
3) Le opportunità lavorative dignitose sono ridotte al lumicino, limitate a un'agricoltura spesso tradizionale e non sempre ammodernata e redditizia.
4) I giovani con titoli di studio superiori (universitari) o professionali lasciano l'isola per il Nord Italia o l'estero in direzione della Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna.
5) Nei paesi dell’entroterra, che includono la nostra Contessa Entellina, restano solo gli anziani, rendendo insostenibile il welfare locale.
6) Per la Cgil Sicilia ricade nelle “aree interne” il 39,6% del territorio isolano e però vi risiede l’11% della popolazione (Istat 2025). Nelle cinque zone della prima Snai il calo demografico, dal 2014 al 2025, è proseguito, più marcato sui Nebrodi con – 10.412 abitanti, meno nelle Madonie (- 770) . Il Calatino ha perso 6.577 abitanti, la valle del Simeto 4.091, le terre Sicane 6331. Al calo demografico si è accompagnata la diminuzione delle istituzioni scolastiche, con punta del 53,84% nelle terre Sicane.
mercoledì 12 agosto 2026
Aree interne dell’Isola (3)
| L’abbazia di Santa Maria del Bosco (nota anche come Santa Maria del Bosco di Calatamauro) è un antico e maestoso complesso monastico situato a Contessa Entellina, all'interno della città metropolitana di Palermo, in Sicilia. Immersa nella suggestiva cornice della Riserva naturale orientata Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco, l'abbazia vanta oltre 700 anni di storia ed è considerata una delle strutture cenobitiche più grandi e affascinanti d'Europa. Ai nostri giorni la struttura è in parte adibita a relais di charme, location per matrimoni ed eventi, e ospita al suo interno un ristorante di cucina tradizionale e mediterranea. |
come ripopolarle?
Ci e’ stato richiesto di intrattenerci per alcuni giorni sul blog sulla realtà delle aree interne, che costituiscono, che lo sappiano o meno i politi, la colonna dorsale dell’Isola:
=lontane dai centri urbani,
=prive o quasi di infrastrutture e servizi,
=economicamente fragili e abitate per lo più da popolazione di età avanzata.
= Sono in collina o in montagna e in piena estate molti italiani invidiano il loro clima più temperato rispetto al caldo torrido e oppressivo delle città.
= Magari diventano meta di un breve periodo di vacanza, ma il coraggio e l’ambizione di sceglierle come residenza non ci pensano nemmeno i loro amministratori locali che per loro esigenze lavorative vivono altrove. Anche perché le offerte di lavoro in queste zone sono, sarebbero tuttora, tutte da inventare.
Dalle aree interne passa comunque un pezzo fondamentale del futuro del nostro Paese anche e soprattutto per le risorse ancora da scoprire, per la qualità della vita che possono offrire, per la necessità di proteggere queste aree nell’interesse e in chiave di prevenzione di possibili disastri naturali.
La fotografia delle aree interne è più che impietosa considerando anche il crescente invecchiamento di chi le abita. Il trend non si sta invertendo nonostante da qualche anno sia stata attivata una cosiddetta Strategia nazionale di rilancio.
Di fatto nei paesi delle aree interne sono sempre meno i giovani. E, però, le potenzialità ci sono, ci sarebbero: recuperare e sostenere la capacità di resilienza in quella parte di società civile che sceglie di viverci, impegnandosi per migliorarne le condizioni, sarebbe una scommessa che varrebbe la pena perseguire. Sicuramente non servono le feste promosse o patrocinate finora da tanti enti locali, il cui fine pare sia promuovere l’immagine dell’amministratore di turno.
(Segue)
martedì 11 agosto 2026
Aree interne dell’Isola (2)
Aree interne, addio: come ripopolarle?
Consentendolo la politica, ci pensa il non profit.
«Secondo i dati completi aggiornati al 2024 nei comuni delle aree interne risiede il 22,6% della popolazione italiana - spiega Antonella Bianchino, dirigente dell’Ufficio territoriale Area Sud di Istat - mentre il 9 per cento abita nei comuni periferici e ultraperiferici. Oltre il 36% della popolazione del Mezzogiorno vive in aree interne, al Nord la percentuale è inferiore al 15 per cento. Risiedere in un’area lontana dai servizi essenziali comporta inevitabilmente una condizione di marginalità economica e sociale che ha contribuito in modo significativo al declino demografico di queste aree negli ultimi settant’anni».
Dal 1951 un comune su quattro delle aree interne perde sistematicamente popolazione. Fra questi rientra (purtroppo a ritmi accelerati) la nostra Contessa Entellina.
Nei primi dieci anni del nuovo secolo c’è stata un’inversione di tendenza, ma poi il calo ha ricominciato a essere marcato.
«Guardando alla dinamica della popolazione rispetto all’anno precedente - prosegue Bianchino - a fronte di una popolazione nazionale sostanzialmente stabile rispetto al 2023, i dati evidenziano in queste aree una flessione di 24.710 unità». Una diminuzione dettata in parte dal saldo naturale, in parte dalle migrazioni interne e solo parzialmente compensata dalle migrazioni dall’estero.
Lo spopolamento delle aree interne ha un duplice effetto negativo: da una parte impoverisce gli ecosistemi e il patrimonio territoriale, dall’altra riduce la sicurezza e la qualità della vita delle persone che continuano a viverli.
Vivere nelle aree interne della Sicilia, come ci capita nel Corleonese, offre sicuramente un contesto naturale e umano autentico ma si scontra con una viabilità secondaria e provinciale gravemente dissestata, trascurata e con politici che probabilmente non ne fanno uso. Le buche, le frane non riparate che permangono per mesi, anni ed oltre e l'isolamento logistico che complicano la vita quotidiana, i soccorsi sanitari e il lavoro agricolo e quello pendolare. E ovviamente non bastano le sterili feste paesane per far dimenticare il disagevole vivere i servizi amministrativi e sanitari dislocati nei centri maggiori: Corleone o Sciacca.
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lunedì 10 agosto 2026
Aree interne dell’Isola
| Il Castello di Calatamauro è un'antica fortezza medievale situata su un picco roccioso a 764 metri s.l.m. nel territorio comunale di Contessa Entellina, in provincia di Palermo. Il sito fa parte dell'area geografica della Valle del Belice. Periodo bizantino e arabo: Probabile fondazione bizantina, divenne poi un'importante roccaforte musulmana. Il nome stesso deriva dall'arabo Qal'at tāmūr (Fortezza di Tamur). Epoca federiciana: Nel XIII secolo, sotto Federico II, assunse un ruolo militare strategico cruciale come base contro i musulmani in rivolta nella vicina Entella. Venne inserito tra i castra exempta (castelli demaniali sotto il controllo regio diretto). Guerra del Vespro: Nel corso dei Vespri Siciliani, la fortezza fu distrutta dai corleonesi. |
Per alcune pagine del blog ci soffermeremo sulle aree interne, una colonna dorsale dell’Italia, del Meridione e delle Isole, sopratutto: lontane dai centri urbani, prive o quasi di infrastrutture e servizi, economicamente fragili e abitate per lo più da popolazione di età avanzata.
Hanno quasi tutte caratteristiche simili: stanno in collina o in montagna, ma non solo, in piena estate molti italiani invidiano il loro clima (ritenuto) più temperato rispetto al caldo torrido e oppressivo delle grandi città. Magari diventano meta di un breve periodo di vacanza, ma il coraggio e l’ambizione di sceglierle come residenza toccano ancora pochi centri, forse quelle dove le Amministrazioni Comunali sono culturalmente attrezzate e non hanno Associazioni pro-visitatori da ritenere non allineate.
Nelle aree interne della nostra Sicilia le offerte di lavoro sono poche e sarebbero tutte da inventare. Tuttavia, pur essendo difficili da abitare, e’ proprio dalle aree interne che passa un pezzo fondamentale del futuro del nostro Paese anche e soprattutto per le risorse da scoprire, per la qualità della vita che possono offrire, per la necessità di proteggere questi terreni nell’interesse e in chiave di prevenzione di possibili disastri naturali.
Se guardiamo ai numeri la fotografia delle aree interne è impietosa considerando anche il crescente invecchiamento di chi le abita. Non basta: il trend non si sta invertendo nonostante da qualche anno sia stata attivata una Strategia nazionale di rilancio. E soprattutto ci sono sempre meno giovani, anche perché i servizi per l’infanzia sono carenti. Ma è opportuno ripeterlo, perché è vero e le potenzialità ci sono: recuperare l’abitabilità di queste aree e sostenere la capacità di resilienza in quella parte di società civile che sceglie di viverci, impegnandosi per migliorarne le condizioni, è una scommessa che vale la pena perseguire. Per più di un motivo.
Sempre che la politica amministrativa sia all’altezza del compito.
(Segue)
venerdì 17 luglio 2026
Ambiente: Territorio da studiare (1)
| Il territorio di Contessa Entellina (a circa 80 km da Palermo) sorge nella Valle del Belice, alle falde del Monte Genuardo. È un'importante oasi etnica, linguistica e religiosa fondata nel XV secolo da esuli albanesi (arbëreshë). L'area è celebre per le sue tradizioni, il rito greco-bizantino e il ricco patrimonio naturalistico e archeologico. Il territorio è rinomato per le sue produzioni vitivinicole di eccellenza, con storiche cantine radicate nel comprensorio. |
Mille approcci.
Con ogni probabilità, ciascuno di noi è perfettamente consapevole nel recarsi in macchina dal centro abitato di Contessa Entellina in uno dei borghi che insistono sul territorio, per dire a Roccella, che percorre una strada ed uno spazio che contestualmente è fisico, geografico, storico, amministrativo, rurale ed altro ancora. Con ogni probabilità l'Italia - cosí come oggi la percorriamo in treno o in auto - è rappresentabile in tante mappe nelle quali si possono circoscrivere vari ambiti. Altri innumerevoli se ne possono tracciare, siano essi storico-artistici, linguistici, istituzionali ecc., ma ciascun ambito risponde a una periodizzazione. L'ambiente geografico di cinquemila anni fa era verosimilmente simile a quello del 2026, non cosí quello degli insediamenti e dei quadri ambientali. Ogni ambito, ogni contesto territoriale possiede, ovviamente, una sua cronologia.
La storia è disciplina eminentemente narrativa, cosí come la geografia - si suol dire dal tempo di Tolomeo - è invece disciplina eminentemente descrittiva: per quanto diverse possano esser queste due letture esse rispondono a un diverso modo di osservare la realtà, di pensare a essa e, dunque, di interpretarla.
Quando si affronta il tema dell'organizzazione del territorio la prima questione su cui riflettere è la sua particolarità: ovvero che l'habitat è un sistema la cui costruzione - per quanto sia riferibile a uomini o a principi, a comunità monastiche, a famiglie titolate o a classi sociali - non è mai risolta una volta per tutte in una periodizzazione che si riferisca al nome di un sovrano, di un feudatario, di una data comunità storicamente connotata. Perché ogni insediamento ha un suo precedente e un suo successivo strato di interventi. La trasformazione di un territorio è un processo continuo e, in quanto tale, processo sempre in atto.
(Segue)
martedì 14 luglio 2026
Estate 2026
| L’estate 2026 si sta preannunciando come una stagione caratterizzata da temperature record ben sopra la media globale e da un forte impatto economico sulle famiglie, ma anche da un ritorno in grande stile del turismo balneare e dei festival estivi. |
Con il caldo il corpo perde acqua e sali minerali e la pressione si abbassa. Per evitare la disidratazione bisogna bere almeno otto bicchieri d’acqua al giorno (se si è ben idratati, le urine sono chiare). No a bibite zuccherate (non dissetano), bevande ghiacciate (il freddo aumenta la produzione di calore), alcolici e caffè (sono diuretici). Sì a pasti ricchi di frutta e verdura. Tra gli alimenti più idratanti anguria, melone, cetrioli, zucchine, fragole, ciliegie, albicocche, fichi, frutti di bosco, pomodori, melanzane, sedano e peperoni. Meglio limitare fritti, salse, piatti salati, che aumentano la sete, favorendo la disidratazione. Attenzione agli sbalzi termici dopo aver mangiato. Esporsi all’aria condizionata fredda o tuffarsi in mare può favorire una congestione, con sintomi come dolore addominale, nausea, pallore, perdita di coscienza.
sabato 23 maggio 2026
Vivere nei piccoli centri
Strade deserte
Il comune di Contessa Entellina, o di Campofiorito o di qualunque piccolo centro è molte cose insieme. E’ una comunità di persone che tendenzialmente non si sono scelte nel convivere in uno stesso luogo, ma che devono vivere all’interno dello stesso ambito umano, ambito sociale. Essi, come tutti i cittadini della Repubblica, e come quelli di tutti i paesi del mondo, sono chiamati a condividere le regole dello Stato (la Costituzione Repubblicana, le leggi ed i regolamenti) e sopratutto i punti di vista molto diversi che sorgono, crescono e poi si affermano all’interno della “comunità “. Non significa che ogni opinione va condivisa, però il punto di vista maggioritario seppure non condiviso va rispettato. Non vi è dubbio, che nell’ambito societario, spesso può insorgere un tasso di litigiosità più o meno elevato, che comunque la Costituzione repubblicana ammette e consente purché il tutto si svolga nell’ambito delle precise regole democratiche
A osservarli bene, i piccolo comuni (ma a maggior ragione i grandi) non sono altro che esempi del perché i governi nazionali facciano fatica a gestire le spinte provenienti dai cittadini e dai diversi elettorati, oltre che dai partiti e dai sindacati. E però, proprio in quella fatica di puntare alla convergenza, sta la grande bontà della democrazia.
Non c’è dubbio che un sindaco di un piccolo comune come e’ Contessa Entellina, Campofiorito, o anche Bisacquino, non è paragonabile a un primo ministro, ma certamente tra i suoi compiti c'è, oltre al raggiungimento del consenso, anche quello di trovare soluzioni che mettano d'accordo le parti sociali (categorie sociali, organizzazioni culturali, organizzazioni varie). Per questo anche un piccolo comune potrebbe essere considerato come un vero e proprio asset, basti pensare alla questione dell'evoluzione energetica: le scelte, ogni scelta politica, può essere strategica non solo per la realtà locale, ma anche per il Paese. E questo vale per altri aspetti come la sostenibilità, la tutela del lavoro, la capacità di visione per il domani.
E ora, ai nostri giorni, c'è anche la sfida tech, e l'Intelligenza artificiale può essere un alleato per ottimizzare la gestione, a patto che venga governata, guidata e condivisa. Altrimenti questa rischia di diventare anche un'ulteriore fronte di scontro sociale.
mercoledì 20 maggio 2026
Contessa Entellina si svuota
Chi ha superato i cinquant’anni/sessant’anni ed oltre, e vive a Contessa ha ricordi dei compagni di scuola elementare, anzi conserva foto di gruppo delle classi dalla prima alla quinta classe.
In prima elementare, e’ il ricordo di chi scrive, la classe maschile era composta da sessanta ragazzi e il maestro era Pasquale Caruso. In quinta, nell’arco di appena quattro/cinque anni il numero dei componenti della classe si era ridotta, non in quanto era avvenuta una selezione. No! In quel finire degli anni cinquanta era accaduto che l’emigrazione di intere famiglie aveva iniziato a svuotare Contessa. In classe quinta maschile ci ritrovammo infatti in appena tredici (13) ragazzi col maestro Di Lorenzo, un insegnante di Piana degli Albanesi.
La scuola media, all’inizio degli anni sessanta fu istituita col primo governo di centro-sinistra, voluto dal partito socialista allora guidato da Pietro Nenni. Ma questa sarà un’altra Storia. E avremo tempo per riflettere quanto sul piano umano-sociale accadeva, in quell’inizio degli anni sessanta.
Ricordiamo, per intanto, che l’emigrazione ha fatto sì che oggi degli antichi sessanta ragazzi maschili della prima elementare, tutti immortalati in una foto col maestro Pasqualino, a Contessa siamo rimasti appena quattro anzianotti/pensionati. Certo di alcuni sappiamo che sono deceduti, ma in tanti oggi vivono in Australia, in Venezuela, in Germania, in Svizzera, persino in Spagna e in Argentina.
Perché sul blog questa evocazione?
Perché ne’ i governi italiani, ne’ gli amministratori meridionali si sono mai posti fra gli obiettivi la ri-vitalizzazione del nostro Mezzogiorno. Certo, i tanti Belfiore, Di Martino, etc., sindaci del Belice nel periodo post-sisma ‘68, si posero innanzi il quadro di rinascita e trovarono ascolto al livello governativo mobilitando la popolazione. E frenarono per alcuni decenni il fenomeno migratorio. E poi ? Venuti meno i Di Martino, i Belfiore, i Montalbano etc. che possedevano “visione politica” è venuta meno la mobilitazione sociale della Valle, che aveva mostrato una realtà umana arretratissima della Sicilia anni sessanta, e senza quei “politici” tutto si è bloccato, o meglio normalizzato ai tempi della Sicilia di sempre. Oggi siamo ai politicanti che chiedono, ed ottengono finanziamenti dai livelli di potere superiore, per festeggiare il nulla piuttosto che agevolare i servizi di crescita sociale ed economica. I politici dei nostri giorni (nella gran parte, ovviamente non tutti) puntano a promuovere la loro figura proponendo alle piazze cantanti, palchi, sfilate e irragionevolezze in una zona, l’interno dell’Isola, che annualmente perde giovani con titoli di studio che vanno nel Nord del Paese e nel contesto UE.
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Su questa pagina vorremmo risvegliare il senso della civica dignità, contro le offese che arrivano dallo sperpero del denaro pubblico.
sabato 16 maggio 2026
La Sicilia nei tempi della Storia
| Oggi la Sicilia è una regione autonoma, centrale nelle politiche mediterranee dell'Italia, segnata da un forte patrimonio culturale ma anche da sfide economiche strutturali. |
Ci proponiamo di riportare brevi, brevissimi, flash di Storia di Sicilia, dai tempi più lontani fino a dove avremo possibilità di arrivare. Abbiamo constatato che sono davvero pochi i siciliani che conoscono la lunga vicenda umana e socio-politica della terra su cui vivono. Tanti sono, anzi troppi i contessioti che sanno poco o niente della vicenda storica di Entella, del contesto feudale entro cui fu fondata la Contessa Entellina dei nostri giorni, come ben poco si sa dell’impegno (contrastato persino localmente, in termini politico-amministrativi, da più contesti) sull’iter della ricostruzione post-sisma ‘68, guidato da Francesco Di Martino.
Sul blog riporteremo di volta in volta brevi, poche righe, flash, richiami, tratteggi, connessioni e riflessioni. Cominceremo da molto, ma molto lontano, al seguito del tema-guida: “Brevi tratti di Storia Siciliana”.
Su questa iniziale pagina, che vorrebbe essere di presentazione, la prima traccia di un relativamente lungo percorso, riportiamo un breve riquadro che fungerà in qualche modo da cornice della vicenda storica dell’Isola, spesso definita “crocevia del Mediterraneo”.
