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giovedì 20 agosto 2026

Cosa abbiamo capito?

 Come distinguere il

 “Vero” dall’ “Inverosimile”

La vicenda che coinvolge il
giornalista Sigfrido Ranucci e
l'ex faccendiere Valter Lavitola
 
ha assunto contorni così paradossali
ed emotivamente disorientanti da
giustificare in pieno lo sconcerto del 
"in che mondo viviamo?". La realtà
emersa dalle indagini della Procura di
Roma e dalle confessioni  ha
superato la trama di qualsiasi
fanta-thriller politico.

La vicenda mette a nudo dinamiche
profondamente ciniche della società
contemporanea
, articolate su più livell
i.
Il movente assurdo: Secondo
l'accusa e le ammissioni dello stesso
Lavitola, la bomba 
non è stata messa
per colpire o zittire Ranucci, ma
"a suo favore"
. L'obiettivo dichiarato
era quello di aumentarne a
dismisura la notorietà pubblica,
blindarne la scorta e lanciarne la
figura sul piano politico.


Ranucci resta ad oggi la vittima di un odioso attentato orchestrato da un avventuriero ambizioso, quel Valter Lavitola che, però, con Ranucci aveva una fitta frequentazione. Ranucci al primo interrogatorio ripercorse le sue direttrici di sempre. E, davanti alla richiesta di illustrare un possibile movente dell’azione dinamitarda, parlò della possibilità che fosse stata la camorra o dell’eventualità che la pista da seguire fosse quella dei cantieri navali approfonditi nel corso di due servizi di Report dal giornalista Daniele Autieri.

 Sappiamo che i quattro esecutori materiali dell’attentato dinamitardo contro il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, sono dei piccoli pregiudicati della provincia di Avellino che eseguirono il blitz su preciso input. Si tratta di un piccolo progresso a fronte dei molti silenzi. 

  Per completare il quadro, il pm antimafia Edoardo De Santis, si propone almeno due obiettivi. In parallelo a ulteriori analisi sui dispositivi elettronici di Lavitola — cellulari e pc — il magistrato potrebbe risentire i protagonisti degli avvenimenti di Pomezia, gli indagati e la vittima. 

lunedì 17 agosto 2026

Parole frequenti sui media

 

Valter Lavitola è stato
arrestato
 con l'accusa di
essere il mandante
dell'attentato dinamitardo
(una bomba esplosa nei
mesi scorsi) contro
l'abitazione del giornalista.
Durante un lunghissimo
interrogatorio di garanzia
davanti al GIP di Roma,
Lavitola ha confessato
una verità paradossale.
Secondo l'imprenditore, il
gesto serviva a far innalzare
i sistemi di protezione e la
scorta del giornalista, a
suo dire in grave pericolo a
causa di altre minacce.
Report

È uno storico programma televisivo di giornalismo d’inchiesta, nato nel 1997 su Rai 3 per iniziativa di Milena Gabanelli. Dopo la fase iniziale come Professione Reporter su Rai 2 (1994-1996), è diventato uno dei principali programmi d’inchiesta della tv pubblica.

Per i pm, Sigfrido Ranucci è solo vittima dell’attentato alla sua villetta. È vero, anche per la gip Moricca era inconsapevole e manipolato dall’astuto mandante. Ma più passano i giorni, più il Lavitola-gate sparge imbarazzi e accuse, anche tra gli estimatori del giornalista.

Il caso galvanizza Fratelli d’Italia, che rilancia sui social le parole con cui Elly Schlein, in inglese, da Bruxelles, esprimeva solidarietà a Ranucci concludendo: «La democrazia e la libertà di parola sono a rischio quando l’estrema destra è al governo».


venerdì 3 gennaio 2025

Storia locale per flash

I problemi complicati dei Cardona  

Prima Scena: Se la problematica di indirizzare lungo i decenni di fine Quattrocento e inizio Cinquecento gruppi di profughi albanesi che fuggivano dai Balcani pressati dagli  eserciti turchi che avevano abbattuto l’Impero Romano d’Oriente,  attraverso la Calabria e farli arrivavate numerosi fino a Messina, costituiva, e di fatto era, “questione politica” di non facilissima soluzione per la monarchia spagnola,  essa apparve invece  una facile opportunità a don Alfonso Cardona prima e poi al il figlio don Antonio.  Entrambi, in successione rivestirono alti incarichi di governo nel Regno di Sicilia, e non esitarono ad indirizzare una parte  di quei profughi  nei propri domini baronali della Sicilia Occidentale, abbondantemente disabitati e sopratutto incolti da almeno due secoli, da quando Federico di Svezia aveva fatto strage della città di Entella e persino dei piccoli casali del territorio circostante che ospitavano piccoli nuclei di poveri ed impauriti contadini mussulmani.

 Seconda scena: Si pose però  -ai Cardona- contestualmente il problema di chi porre alla guida della costituenda nuova comunità di Contessa, dovendosi trattare di uomini di (1) propria fiducia e nel contempo che fossero (2) ben accetti dalla costituenda comunità di arbereshe, e possibilmente fossero (3) di religiosità bizantina. La comunità arbereshe ormai andava irrobustendosi alle falde di Castello Calatamauro prima e, in un tempo successivo, alle falde delle colline  brignet. Bisognava guidarla e renderla laboriosa e nel contempo assecondarla nella propria cultura e religiosità.

(Segue)


lunedì 11 novembre 2024

Terzo millennio: antisemitismo conseguenza della guerra di Gaza?

 Antisemitismo nel terzo millennioGiovedì sera, dopo la partita Ajax-Maccabi Tel Aviv di Europa League, ad Amsterdam si è scatenata la caccia ai tifosi israeliani. Non in quanto tifosi, ma in quanto israeliani. Anzi, ebrei, come urlava in arabo chi li attaccava, in qualche caso obbligandoli a gridare anche loro «Free Palestine» (Palestina libera). La sindaca di Amsterdam Femke Halsema, di Sinistra Verde, ha riconosciuto, in una conferenza stampa, le «somiglianze con un pogrom» di quella che ha chiamato la «notte nera» della sua città. 

La notte è finita con 62 fermati e denunciati, cinque arresti, una cinquantina di contusi e almeno cinque feriti finiti in ospedale.  Prima della partita c’erano stati cori (certamente non apprezzabili) di ultras israeliani contro arabi e palestinesi, proseguiti anche durante il minuto di silenzio per le vittime di Valencia (la Spagna qualche mese fa ha deciso di riconoscere ufficialmente la Palestina come Stato). Poi, dopo la fine della partita, la serie di aggressioni violente e organizzate, fuori dallo stadio. 

Su un giornale e’ dato riprendere l’accaduto in questi termini: «Succede tutto in trenta minuti. Ajax-Maccabi termina alle 22.47. Molti tifosi israeliani accedono direttamente alla fermata della metro. Intorno alle 23.10, i primi iniziano a sbucare dall’uscita della fermata di Amsterdam Centraal. Non sanno che c’è qualcuno in attesa. Il procuratore René de Beukeler parlerà poi di “evento non spontaneo”, discreto sillogismo per dire che l’agguato era premeditato. La chiamata al pestaggio è stata effettuata via Telegram e con scambi di messaggi con i cellulari per identificare i gruppi di tifosi israeliani più isolati. Al piano avrebbero contribuito anche alcuni tassisti di Amsterdam, che avrebbero segnalato la destinazione di una parte della comitiva di tifosi del Maccabi. Gli attacchi infatti avvengono ai bordi della piazza della stazione. Gruppi di motociclisti in scooter, tutti coperti da caschi, circondano i tifosi che alla spicciolata si stanno dirigendo verso i due hotel più distanti, l’Ibis e il Maritim. Tre ragazzi vengono gettati nel canale che scorre tra il tunnel con pista ciclabile dove cercavano scampo e l’Ibis. Verranno salvati dalla Polizia».

Su un’altro giornale leggiamo “ La caccia agli ebrei ha invaso le strade nella città dove una ragazza, Anna Frank, scriveva il suo diario nascosta in una soffitta per tentare di sopravvivere allo sterminio. Era la vigilia dell’anniversario di un’altra notte, quella dei Cristalli, in cui la furia nazista si scatenò con determinazione in un Continente schiacciato. La caccia agli ebrei ha invaso le strade con il suo corredo terribile di violenze, interrogatori, punizioni, insulti, devastazioni. Che ci siano stati episodi di intolleranza anche dall’altra parte, compiuti dai tifosi israeliani del Maccabi, aggiunge strazio all’orrore. (...) Il deficit di solidarietà seguito al massacro del 7 ottobre — prima, efferata pagina di questa sconfitta collettiva che stiamo vivendo, provocata da terroristi spietati, primi a non credere nelle speranze della loro popolazione senza patria — avrebbe dovuto fare capire che il mondo non era quello che credevamo che fosse. La sistematica distruzione di Gaza nell’operazione iniziata da Israele per eliminare Hamas ha fatto salire la febbre, alimentando un odio implacabile che ha sopraffatto tutto con le sue grida. Mettendo in minoranza l’indignazione”.

venerdì 7 giugno 2024

Ritagli di giornali

  La Grecia e l'Italia vantano un primato; avere avuto governanti che hanno reso le finanze pubbliche ingovernabile.

Debito Pubbligo



mercoledì 1 maggio 2024

Parole ricorrenti sui media


 Pil. Il Prodotto interno lordo (abbreviato Pil) misura il valore aggregato, a prezzi di mercato, di tutti i beni e i servizi finali (quindi esclusi i beni intermedi) prodotti sul territorio di un Paese in un dato periodo. 

Normalmente si usa come riferimento l’anno solare, ma sono usati anche altri archi temporali, ad esempio il trimestre. 

Il Pil è un indicatore che esprime o simboleggia il benessere di una collettività nazionale relativamente al suo livello di sviluppo o progresso.