StatCounter

Visualizzazione post con etichetta CRONACA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta CRONACA. Mostra tutti i post

giovedì 3 settembre 2026

La strage di via Carini

Il generale Carlo Alberto dalla
Chiesa
 (Saluzzo, 27 settembre
1920 – Palermo, 3 settembre 1982)
 
è stato uno dei più importanti 
generali, prefetti e servitori dello
Stato italiano
, simbolo indiscusso
della lotta contro il terrorismo e la 
mafia
. La sua determinazione e le
sue innovazioni investigative hanno
segnato la storia contemporanea
d'Italia, pagate tragicamente con
la vita nella 
strage di via Carini.





Era il 3 settembre del 1982 quando con il massacro del prefetto-generale Carlo Alberto dalla Chiesa, della giovane moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo scrisse qualche giornale  rischiò di morire «la speranza dei palermitani onesti» e si capì che occorreva richiamare il Paese alla «resistenza» e a una «difesa della democrazia mortalmente minacciata». 

Pertini parlo’ di «una sfida non più tollerabile». Gli editoriali di più giornali proposero di mettere mano alla legislazione antimafia, di trovare armi efficaci contro un mostro spesso annidato nei gangli (infedeli) dello Stato, perfino di «fare uso dell’articolo 102 della Costituzione che consente la creazione di sezioni specializzate della magistratura». E sarà proprio questa visione che anticiperà di dieci anni ciò che Giovanni Falcone avrebbe realizzato con l’istituzione della Superprocura e delle direzioni distrettuali antimafia. Dalla Chiesa parlando a Palermo auspicava proprio quegli interventi. Era  arrivato a Palermo cento giorni prima per intercettare il nodo mafia-politica «senza riguardi per nessuno», come il generale aveva ripetuto anche a Giulio Andreotti con riferimento agli uomini della sua corrente, definita «la famiglia politica più inquinata». 

Furono cento giorni segnati da ostilità e promesse mancate. A cominciare da quelle sui poteri di coordinamento della lotta alla mafia, mai concessi. Quel 3 settembre resta una data spartiacque nella storia della mafia e dell’antimafia. Quella sera la questione mafiosa diventò una questione nazionale e i Palazzi romani dovettero fare passi fino ad allora bloccati, come l’inserimento nel Codice penale del reato di «associazione mafiosa» (il 416 bis), la rapida approvazione della legge Rognoni-La Torre per i patrimoni dei boss e l’istituzione di un Alto commissariato contro la mafia. 


mercoledì 12 agosto 2026

Parole frequenti sui media


Report è lo storico programma
televisivo italiano di giornalismo
investigativo, in onda in prima
serata su Rai 3 la domenica
alle ore 20:30
. Ideato storicamente
da Milena Gabanelli, dal 2017 è
condotto e guidato da 
Sigfrido
 Ranucci.


Il programma è al centro della
cronaca giudiziaria a causa
dell'inchiesta della Procura di
Roma su Valter Lavitola, indagato
 per aver commissionato una
finta bomba davanti alla casa di
Ranucci. Secondo l'accusa,
il gesto non era un attentato
violento, ma un piano per
spingere l'opinione pubblica a
sostenere una (mai avvenuta)
 carriera politica del giornalista,
allontanandolo di fatto dalla
conduzione del programma
.

Report

E’ la denominazione della trasmissione Rai di giornalismo investigativo condotta dal 2017 da Sigfrido Ranucci, e prima di lui da Milena Gabanelli (1994-2016). Vi lavorano in tutto dieci persone, che fanno da supporto agli autori freelance che realizzano le puntate. Sono andate in onda 553 puntate, di 120 minuti l’una, in 29 edizioni.

Valter Lavitola, 60 anni, è stato arrestato e portato in carcere a Rebibbia per l’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, il conduttore della trasmissione.

L’attentato era finto: mirato ad «accrescere la popolarità» di Sigfrido Ranucci e «favorirne l’ascesa politica» per garantire un «ruolo di primo piano nel nuovo scenario» a chi lo aveva commissionato. Ma lui, il mandante, «l’amico fraterno» Valter Lavitola, in carcere ieri ci è finito davvero. 

sabato 8 agosto 2026

Agosto

 

Per  il caldo estremo si muore
Quando la temperatura interna
supera i 40-41 °C, il corpo non
riesce più a raffreddarsi
. Questo
provoca il collasso degli organi
vitali, gravi danni al cervello e
problemi al cuore. Le categorie
più a rischio sono gli anziani, i
malati e chi lavora all'aperto.


Per il caldo si parla di ondate e sembra che non piova più, ci sono solo nubifragi e grandinate. L’afa opprimente dicono alcuni che ci sia sempre stata, ma a dirlo sono tutti coloro che negano i danni del cambiamento climatico. In verità, la sensazione è che viviamo l’esasperazione dei fenomeni estremi e l’allarme lo lanciano più scienziati.

 Stiamo assistendo all’ennesima occasione per dividere il mondo tra chi può vivere temperature accettabili (luoghi di vacanza, aria condizionata, giardini e case confortevoli) e chi invece è costretto a lavorare sotto il sole cocente o soffre in aree tormentate dalla siccità o è talmente povero che non può permettersi di combattere l’afa e tutto quello che ne consegue. 

  Le statistiche sui morti sul lavoro dicono che sono ormai stabilmente un centinaio al mese, nel clamore degli annunci e nella povertà dei fatti: le ispezioni all’Inail diminuiscono perché gli ispettori sono sempre meno. 

  Le vittime del caldo non si sa, peraltro, bene neanche in quale statistica contarle. 

Come difendersi dal caldo estremo
  • Bere molta acqua e mangiare frutta fresca.
  • Evitare di uscire nelle ore più calde della giornata.
  • Restare in luoghi freschi o con aria condizionata.
  • Non fare sforzi fisici intensi sotto il sole.
  • Controllare spesso le persone anziane o fragili.

8 Agosto

Marcinelle, 1956
  L'8 agosto 1956, nella
miniera di carbone 
Bois du Cazier a
Marcinelle (Belgio),
un incendio a 975
metri di profondità
causò la morte di
262 minatori.
Tra i caduti si
contarono ben
136 giovani immigrati
italiani, partiti per
sfuggire alla miseria.




L’8 agosto di 70 anni fa nell’incendio sottoterra in Belgio persero la vita anche 136 lavoratori italiani. Uomini, mariti, fratelli che lasciarono il Paese spinti dalla fame e dagli accordi del dopoguerra: il Belgio per ogni minatore regalava a Roma da 2,5 a 5 tonnellate di carbone. 

Di questo parla il libro di Di Stefano sulla tragedia di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto 1956. Il libro è un coro, un’orazione pubblica di un disastro non solo italiano ma europeo, un evento che getta una luce sinistra sul nostro dopoguerra, nel quale si coagulano alcuni temi fondamentali della nostra modernità, nata dalle macerie della Seconda guerra mondiale, e che si trovano sepolti nelle vene di una miniera di carbone, diventata letteralmente una tomba di fuoco, fumo per molti uomini.

Il libro:
L'accordo "uomo-carbone": La tragica realtà del protocollo del 1946 con cui l'Italia inviava manodopera in Belgio in cambio di forniture di carbone a prezzo agevolato.

Le colpe della giustizia: La denuncia delle misere condizioni lavorative e della disorganizzazione, che portarono all'assoluzione quasi totale dei responsabili nei processi dell'epoca.
Il dovere della memoria: La lotta attiva contro la rimozione storica di un capitolo fondamentale ma doloroso dell'Italia del secondo dopoguerra.

venerdì 24 luglio 2026

Parole frequenti sui media

 

Il procedimento è regolato dall'art.
681 del codice di procedura penale.
Può essere avviata su domanda del
condannato, del coniuge/convivente,
di un parente, del tutore, o tramite il
proprio avvocato. In alternativa, può
essere proposta dal Presidente del
Consiglio di disciplina o avviata
d'ufficio dal Ministro della Giustizia
o dallo stesso Capo dello Stato.




Grazia

L’articolo 87 della Costituzione prevede che il capo dello Stato, può concedere la grazia e commutare la pena. L’atto estingue, in tutto o in parte, la pena inflitta. La domanda va diretta al Ministero di Grazia e Giustizia. Concessa la grazia, il pm ne cura l’esecuzione, ordinando nel caso la liberazione del condannato.

A differenza di amnistia e indulto, non cancella il reato ma incide solo sulla pena (principale o accessoria), estinguendola in tutto o in parte. Il procedimento è regolato dall'art. 681 del codice di procedura penale. Può essere avviata su domanda del condannato, del coniuge/convivente, di un parente, del tutore, o tramite il proprio avvocato. In alternativa, può essere proposta dal Presidente del Consiglio di disciplina o avviata d'ufficio dal Ministro della Giustizia o dallo stesso Capo dello Stato.

martedì 14 luglio 2026

Estate 2026

 

L’estate 2026 si sta preannunciando
come una 
stagione caratterizzata da 
temperature record ben sopra la
media globale
 e da un forte impatto
economico sulle famiglie, ma anche
da un ritorno in grande stile del turismo
 balneare e dei festival estivi.





Stando ai media la settimana corrente è caratterizzata da temperature altissime, di 7-8 gradi sopra la media, fino a raggiungere anche i 43 gradi. Il picco sarà tra mercoledì (domani) e giovedì (dopo-domani). Gli scienziati hanno dimostrato che l’aumento della concentrazione di CO2 nell’atmosfera è tra le cause principali del riscaldamento globale (non la sola). Alcuni studi suggeriscono che l’effetto diretto della CO2 sulla temperatura globale sia di circa un grado per un raddoppio della sua concentrazione atmosferica. L’aumento delle emissioni, a causa principalmente di combustione di carbone, petrolio e gas naturale ha portato a fenomeni estremi più frequenti, come ondate di calore, siccità, innalzamento del livello dei mari e fenomeni meteorologici estremi. La persistenza dell’anticiclone africano è un altro fattore. Quindi ci sono due fenomeni che si combinano: la maggiore frequenza di eventi di aria calda africana che si sposta in Europa e temperature che nel complesso si sono alzate di uno o due gradi.

 Con il caldo il corpo perde acqua e sali minerali e la pressione si abbassa. Per evitare la disidratazione bisogna bere almeno otto bicchieri d’acqua al giorno (se si è ben idratati, le urine sono chiare). No a bibite zuccherate (non dissetano), bevande ghiacciate (il freddo aumenta la produzione di calore), alcolici e caffè (sono diuretici). Sì a pasti ricchi di frutta e verdura. Tra gli alimenti più idratanti anguria, melone, cetrioli, zucchine, fragole, ciliegie, albicocche, fichi, frutti di bosco, pomodori, melanzane, sedano e peperoni. Meglio limitare fritti, salse, piatti salati, che aumentano la sete, favorendo la disidratazione. Attenzione agli sbalzi termici dopo aver mangiato. Esporsi all’aria condizionata fredda o tuffarsi in mare può favorire una congestione, con sintomi come dolore addominale, nausea, pallore, perdita di coscienza.


venerdì 10 luglio 2026

Dalla prepotenza alla mafia (2)


La Legge 3 luglio 1875,
 n. 2580
 (pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale n. 157 dell'8
luglio 1875) fu varata dal
governo come misura
temporanea ed eccezionale
per reprimere il grave
fenomeno del brigantaggio
e della criminalità
organizzata nelle province
del Mezzogiorno.
Il suo articolo unico stabiliva
l'applicazione di 
provvedimenti
speciali e straordinari di
pubblica sicurezza
 (tra cui il
domicilio coatto, i rigidi
controlli sui passaporti e le
restrizioni per i vagabondi)
 fino al 1° luglio 1876 nelle
zone in cui l'ordine pubblico
era maggiormente turbato
da omicidi, grassazioni ed
estorsioni.
La funzione originaria di
queste norme confluì poi nel
tempo all'interno del sistema
di Pubblica Sicurezza.





 Ricordando il prof. Anton Blok

Era il 3 giugno 1875 quando, probabilmente per la prima volta nella Storia italiana, alla Camera dei deputati, nell’intento di combattere  la mafia e la camorra, inizia un lungo e in qualche modo appassionato dibattito sui provvedimenti straordinari di pubblica sicurezza proposti il 5 dicembre  1874 dal ministro degli interni Girolamo Canteli. 

La Sinistra Storica, guidata da Agostino De Pretis, si oppose al progetto di dare poteri eccezionali di polizia (fra i quali l’arresto preventivo) alle autorità militari e di attribuire ai prefetti il potere di inviare al domicilio coatto le persone sospette, e chiede misure di risanamento economico e sociale.

L’arbereshe Francesco Crispi afferma che il governo, e non “la natura dei luoghi e gli istinti degli abitanti” e’  responsabile dell’aumento dei reati in Sicilia.

Luigi La Porta, deputato del collegio di Agrigento, denuncia il progetto come antiliberale e offensivo della Sicilia. 

Diego Tajani, già procuratore generale della Corte d’appello di Palermo, accusa il governo di connivenza con le organizzazioni mafiose.

Il dibattito viene temporaneamente sospeso in attesa dell’esito di un’inchiesta parlamentare sulle condizioni della Sicilia.

Il governo rinuncia al progetto di legge  e incarica una Commissione parlamentare di prepararne uno stralcio da ripresentare alla Camera.

Era il 16 giugno 1875 quando la Camera approva l’articolo unico, stralcio del progetto di legge sui provvedimenti di pubblica sicurezza, presentato da Giuseppe Pisanelli. Il progetto non si riferisce esplicitamente alla Sicilia, ma da’ al governo la facoltà di istituire nelle province dove l’ordine pubblico sia gravemente turbato delle giunte, presiedute dai prefetti, con potere di inviare  al domicilio coatto da uno a cinque anni  le persone ammonite e sottoposte alla sorveglianza della polizia. In segno di protesta la sinistra non e’ presente alla seduta parlamentare.

A Palermo dimostrazioni  contro la legge si concludono con violenti scontri con le forze dell’ordine. Il Senato approverà l’articolo unico  il 29 giugno, respingendo una proposta di sospensiva  firmata da venti senatori.

giovedì 9 luglio 2026

Dalla prepotenza alla mafia (1)

 Ricordando il prof. Anton Blok

La società civile e le associazioni
locali continuano ai nostri giorni  a
promuovere iniziative di contrasto
culturale. Movimenti come 
Addiopizzo operano attivamente
per sostenere le vittime del racket
e favorire una cultura della legalità.

La mafia siciliana (Cosa Nostra) nasce nell'Ottocento come sistema di privatizzazione della violenza. Si sviluppa nei latifondi della Sicilia occidentale – tra Palermo, Agrigento e Trapani – dove i proprietari (generalmente assenti o comunque incapaci di proteggere i propri interessi) delegavano la gestione dei terreni e l'ordine pubblico a mediatori violenti, i gabellotti

 Questi mediatori imposero il loro controllo sul territorio attraverso l'estorsione (il pizzo) e l'intimidazione. Divennero noti come "uomini d'onore" e crearono una rete di potere basata su regole non scritte come l'omertà (il silenzio) e la protezione reciproca.

 Dopo l'Unità d'Italia nel 1860, lo Stato ebbe enormi difficoltà ad affermare la propria autorità in Sicilia. La mafia, da semplice rete di criminalità locale, si trasformò in un sistema di intermediazione parassitaria tra la società contadina e lo Stato. Sfruttando la capacità di controllare vaste fasce di popolazione, i mafiosi offrirono pacchetti di voti ai politici in cambio di immunità e favori. Divennero frequentemente e diffusamente gli unici a garantire "ordine" nelle campagne, punendo i furti e risolvendo dispute, in cambio di obbedienza e sottomissione. 

 La transizione della mafia dalle aree rurali alle grandi città è avvenuta principalmente a partire dagli anni '50 e '60 del Novecento. In questo periodo, Cosa Nostra ha abbandonato la sua storica vocazione di "polizia privata" dei latifondi per riciclarsi come potente impresa criminale ed economica radicata nei grandi centri urbani.

  Il passaggio alla città coincise con il "sacco di Palermo" e il boom economico degli anni '50 e '60. La mafia si spostò nei centri urbani per infiltrarsi in nuovi settori altamente redditizi:

  Edilizia e appalti: Attraverso la speculazione e il controllo delle licenze, la mafia ha riciclato denaro sporco.

 Traffico di stupefacenti: I proventi del contrabbando e del narcotraffico internazionale hanno trasformato le cosche in vere e proprie holding finanziarie.

    Controllo politico: Istituendo solidi legami con la pubblica amministrazione e il ceto politico, la mafia è diventata un'entità in grado di orientare appalti e flussi di cassa.

   Nelle città, la suddivisione del potere si è riorganizzata su base territoriale attraverso le "famiglie" coordinate da una Commissione. Successivamente, questa espansione ha varcato i confini regionali, portando le mafie (come 'Ndrangheta, Cosa Nostra e camorra) a radicarsi nel Nord Italia e sui mercati finanziari internazionali.

=====

Ricorrendo alle pubblicazioni di Anton Blok, Francesco Renda, Fiandaca/Costantino, Giuseppe Carlo Marino ed altri, contiamo -per qualche tempo- di tracciare in particolare la vicenda latifondistica (e non solo essa) nell’area più prossima a Contessa Entellina.

martedì 7 luglio 2026

Parole frequenti sui media

 

L'Interpol (Organizzazione
Internazionale della Polizia
Criminale) è a tutti gli effetti
un'
organizzazione
intergovernativa
. Riconosciuta
ufficialmente dalle Nazioni Unite,
 
permette alle forze di polizia
di 196 Paesi membri di
collaborare per prevenire e
combattere la criminalità
internazionale.

Si tratta di un organo di
coordinamento, 
non
possiede una propria forza di
polizia di intervento diretto
sul campo
 . Il suo scopo è
unicamente quello di facilitare
lo scambio di informazioni e
assistere le polizie locali
nelle indagini transfrontaliere.





Interpol

L’Organizzazione internazionale della polizia criminale ha sede a Lione e unisce le polizie di 196 Paesi. Il suo obiettivo è consentire agli investigatori di condividere informazioni su criminali che agiscono oltre i confini nazionali.

La costituzione dell'Interpol vieta tassativamente all'organizzazione di intervenire o essere utilizzata per questioni di carattere politico, militare, religioso o razziale. Il suo focus resta unicamente il crimine comune transnazionale (es. terrorismo, traffico di esseri umani, pedopornografia online e cybercrimine).

Fu istituita nel 1923, quando si chiamava International Criminal Police Commission. Rifondata nel 1946, dopo essere stata trasferita a Berlino sotto il controllo della Germania nazista dal 1938 al 1945, ha invece assunto l’attuale nome e l’attuale struttura dieci anni più tardi.

Nel rispetto del principio di neutralità politica che la sua Carta costitutiva esplicita, l’Interpol non ha competenza in materia di crimini politici, militari e religiosi: le principali aree dove invece l’organizzazione interviene ed è attiva sono la pubblica sicurezza, il contrasto al terrorismo e la criminalità organizzata, la lotta contro la pirateria, i traffici illeciti di droga, di esseri umani e armi, e ancora il riciclaggio di denaro, la pornografia minorile, la corruzione, i crimini informatici e quelli ambientali

sabato 4 luglio 2026

La cultura, cosa è?

La distanza tra l'Europa e
gli Stati Uniti nell'era Trump è
diventata evidente su più
fronti, separando due modelli
di società e di governance.
Questo allontanamento si
basa su divergenze profonde,
che coinvolgono le scelte
economiche, la tutela dei
diritti e la visione del ruolo
dell'Occidente nel mondo.

L'approccio isolazionista
statunitense mira a
disimpegnarsi dal ruolo
di "poliziotto del mondo" e
mette in discussione accordi
storici. L'Europa, costretta
a fare i conti con un conflitto
alle proprie porte, si trova
a dover ripensare e rafforzare
la propria autonomia
strategica e il suo sistema
di difesa comune.






Viaggio dentro il processo culturale. 

Per qualche tempo all’interno delle pagine del blog contiamo di intrecciare storia, cronaca, politica, sentimenti umani ai problemi della cultura. Stiamo assistendo ai nostri giorni alla frattura (rottura?) di visione delle cose del mondo fra USA ed Europa e ci chiediamo se il dato e’ solo politico, magari con l’aggiunta economica, oppure fra le due sponde dell’Atlantico sta accadendo qualcosa di più profondo? Qualcosa di culturale? Parleremo pertanto di cultura, di arte e di politica in quanto espressione di ben altro.

La pagina, per la natura della tematica, è aperta a chi conviene su ciò che andremo sviluppando ed a chi dissente. 

= = = 

Cosa sta provocando la rottura fra Europa e Nord America? Esiste sicuramente una serie di ragioni storiche e persino ideologiche. Esiste una problematica che risale all’Ottocento che ha assistito all’unita’ spirituale e culturale fra le due sponde dell’Atlantico e che sembra recentemente via via spezzarsi. 

Partiremo da lontano, ma a noi più che la lontananza politica (che persisterà con certezza fino alla fine della presidenza Trump), interesserà quella culturale e spirituale che invece  è andata spezzandosi e probabilmente resterà di difficile ricomposizione, per non dire impossibile.  Proveremo a cogliere come dalla polemica trumpiana si sviluppa una visione nuova e differenziata delle cose del mondo; e a questo punto la differenziazione da politica va, andrebbe, letta in termini culturali. Ossia ci ritroviamo diversi noi europei dagli americani.

A) L’Ottocento europeo ha conosciuto una tendenza rivoluzionaria di fondo, sulla cui base si è sviluppato il pensiero filosofico, letterario e politico, oltre che la produzione artistica e l’impegno degli intellettuali in Europa. Il tutto era sopratutto avvenuto già nel periodo antecedente le tante rivoluzioni del 1848. Nella generalità dei paesi europei, nonostante le differenze di lingue e di stirpi, di livello politico, sociale ed economico, si puntava ovunque all’affermarsi di uno sviluppo spirituale, che era quello ereditato dalla Rivoluzione francese (nozione di popolo, concetto di libertà, fiducia nel progresso). Nel 1848, quando tutta Europa si infiammò, mai tanti poeti, letterati si ritrovarono tra gli insorti col fucile in spalla. L’arte, la letteratura sono state viste come specchio della nuova realtà in movimento, espressione attiva del popolo. In quel movimento politico del 1848 per la prima volta l’arte, la letteratura, la cultura in generale per la prima volta furono viste come specchio, espressione attiva del popolo.

C’è’ una frase di Jules Michele (1798–1874 è stato uno dei massimi storici e saggisti francesi del XIX secolo), che sottolinea la necessità del popolo nella cultura: “La generazione passata è stata una generazione di oratori, l’attuale sia di veri produttori, di uomini d’azione, che di lavoro sociale. E d’azione in molti sensi. La Letteratura, uscita dalle ombre della fantasia, prenderà di fatto corpo e realtà, sarà una forma dell’azione; essa non sarà più divertimento di qualche individuo, o di pigri, ma la voce del popolo al popolo”.

(segue)

lunedì 29 giugno 2026

In Venezuela la terra continua a tremare

In Venezuela vivono famiglie originarie di Contessa E.
Il drammatico terremoto che ha
colpito il nord del Venezuela ha
provocato un bilancio devastante
e ancora provvisorio di almeno
 1.430 morti e decine di migliaia
di dispersi
. La catastrofe ha avuto
inizio la notte del 
24 giugno 2026 
con due violentissime scosse
principali di magnitudo 
7.2 e 7.5,
le più gravi registrate nel Paese da
oltre un secolo.


Il Venezuela trema ancora e il numero delle vittime continua a salire. Uno degli ultimi dati raccolto sui media è di 1.430 morti, 3.238 feriti e 432 scosse di assestamento. I dispersi sarebbero ancora 
decine di migliaia. 

Tra la popolazione, cresce la rabbia per le difficoltà organizzative dello Stato. Fin dai primi attimi dopo le scosse, decine di migliaia di venezuelani si sono mobilitati per aiutare ad estrarre le persone intrappolate o per trasportare i rifornimenti, ma in alcune zone di Caracas, l’aiuto dei volontari presso gli edifici crollati ora viene rifiutato, per permettere il lavoro dei mezzi pesanti, finalmente all’opera. 

Qualcosa sta  cambiando in Venezuela. Lo dimostra l’approccio delle autorità nei confronti dei giornalisti, soprattutto quelli stranieri. Molti sono arrivati al seguito delle missioni di soccorso nazionali, e questa volta la
 burocrazia non sembra più volerli fermare.

In Venezuela vivono alcune famiglie contessiote emigrate negli anni sessanta del Novecento. L’augurio è che stiano bene.

giovedì 25 giugno 2026

Fine della Storia o dei miti?

Lev Tolstoj
Lev Tolstoj: 

Non fate niente che sia contrario all’amore

Col XXI secolo, almeno nella parte di mondo in cui ci troviamo a vivere, sono ormai crollate le ideologie, sono scomparsi i dibattiti esistenziali, e sono venute meno le dispute valoriali. Non mancano però, anzi all’orizzonte aumentano, gli interrogativi sui possibili futuri che attendono l’intera umanità.

Molte sono le inquietudini che segnano il futuro, a cominciare dai troppi personaggi, che in solitudine, tengono in mano le sorti di miliardi di persone: dai Trump ai Putin, per arrivare ai Xi Jinping. Si, tre personaggi che non fanno mistero di voler imporre la loro personale volontà su più spazi e popoli della Terra. A sfogliare i giornali, o comunque a seguire i media, si ha più di un sospetto che in questo mondo, il più accade e continuerà ad accadere, senza l’incomodo di dover dire la nostra, o quanto meno dei nostri designati, dei designati da noi che continuiamo a recarci ai seggi elettorali.

Noi tutti, o quanto meno in tanti nel nostro Occidente, da qualche secolo abbiamo via via scoperto la vita privata rispetto al sociale, rispetto alle problematiche comuni, e ci ritroviamo adesso con le culture massificate e la convinzione di avere guadagnato la nostra privacy, che va rivelandosi in più circostanza la spia di una mentalità egoista, reazionaria e talvolta cinica. E’ lecito, su quanto stiamo assistendo ai nostri giorni, temere che l’affermazione dell’individualismo sociale (per alcuni, o tanti versi benefico) stia dando eccessivo spazio ai Trump, ai Putin e ai  Xi Jinping di misurare i loro potenziali di potere.

Con quanto riportato nulla intendiamo togliere al primato della politica, intendiamo anzi riattivarla alla luce delle ombre che arrivano da certi scenari e da certe figure della recita pubblica.

(Segue)

sabato 20 giugno 2026

Le zecche, in campagna, sono in aumento

Le zecche sono parassiti
pericolosi che si annidano
nell'erba alta e nei boschi.
 
Possono trasmettere gravi
malattie infettive al cane,
come la Malattia di
Lyme, la Babesiosi e
l'Ehrlichiosi
. È fondamentale
rimuoverle rapidamente e
usare regolarmente gli
antiparassitari per
prevenirne l'attacco
()

Che le zecche siano sempre più diffuse non è una sensazione. Studi e attività di monitoraggio svolti negli anni recenti hanno documentato un aumento delle aree in cui questi aracnidi sono presenti e un prolungamento del loro periodo di attività.

Stando a certe letture, una delle ragioni è che gli inverni sono diventati meno rigidi. Le zecche, che fino a qualche decennio fa in molte zone rallentavano drasticamente la propria attività durante i mesi freddi, oggi trovano condizioni favorevoli per una parte più ampia dell'anno. 

La conseguenza di questo mutamento climatico è l'allungamento della stagione delle zecche. Allo stesso tempo, il clima più mite  nel corso dell’anno sopratutto nella nostra Sicilia, ma non solamente qui, favorisce la loro presenza anche in aree montane e collinari dove fino a pochi anni fa erano molto meno frequenti. 

Questi aracnidi (sì, le zecche non sono insetti ma parenti dei ragni) rappresentano già di per sé una scocciatura. C'è qualcosa di profondamente sgradevole nello scoprire una zecca attaccata alla propria pelle dopo che è rimasta lì per ore a nutrirsi del sangue senza che ce ne accorgessimo. È una di quelle esperienze capaci di mettere a disagio anche un frequentatore di boschi e sentieri.

La preoccupazione non dovrebbe riguardare tanto la puntura in sé, generalmente indolore, quanto la possibilità che alcune zecche trasmettano agenti patogeni responsabili di malattie anche serie. La più conosciuta è probabilmente la malattia di Lyme, un'infezione batterica che negli ultimi anni ha contribuito a rendere le zecche un tema sempre più presente nel dibattito pubblico. C'è poi la TBE, l'encefalite da zecca, una malattia virale presente soprattutto in alcune aree dell'Italia settentrionale e dell'Europa centrale. Tra le due esiste però una differenza importante. Per la TBE è disponibile un vaccino. Per la malattia di Lyme, invece, ancora no. È importante però evitare allarmismi inutili. Non tutte le zecche sono infette, non tutte le punture provocano una malattia e nella maggior parte dei casi un incontro con una zecca per fortuna non ha conseguenze.

L 'obiettivo non deve essere la paura, ma la prevenzione. Come spesso accade, non esiste una sola strada. Repellenti e antiparassitari specifici restano strumenti importanti e in molte situazioni rappresentano la scelta più efficace. Questo però non significa che tutto dipenda dai prodotti che applichiamo sulla pelle, sugli abiti o sul pelo dei nostri animali. Una parte della prevenzione consiste nel capire come si comportano questi parassiti. Le zecche non saltano dagli alberi e non inseguono persone o cani. Aspettano. Restano immobili sulla vegetazione e si affidano a segnali chimici, termici e meccanici per intercettare il passaggio di un possibile ospite. Comprendere questo meccanismo significa già ridurre una parte del rischio.


 (Sulla scorta di uno studio pervenutoci, riporteremo periodicamente  utili informazioni per la salvaguardia dei cani)

martedì 16 giugno 2026

Le zecche, in campagna, sono in aumento

Possono essere pericolose
Le zecche sono pericolose perché
possono trasmettere infezioni
batteriche e virali all'uomo
. Il rischio
principale non è il morso in sé, ma
la possibilità che il parassita veicoli
patogeni gravi come la 
Malattia di
Lyme
 e la TBE (Encefalite da zecca).
Cosa fare?:
Rimuovila subito:
 La trasmissione
delle malattie avviene generalmente
dopo 36-48 ore che la zecca è attaccata
.
Rimuovila con una pinzetta afferrandola
 il più vicino possibile alla pelle e
tirando verso l'alto con un movimento
rotatorio.
Disinfettare accuratamente
la zona dopo la rimozione.
Per le 3-4 settimane successive, osserva
l'area della puntura e fai attenzione a
sintomi come febbre, mal di testa o
ingrossamento dei linfonodi. Se noti
un alone rossastro o altri malesseri, contatta
il tuo medico.



Che le zecche siano sempre più diffuse non è soltanto una sensazione di chi torna da una passeggiata in campagna controllandosi le gambe ogni dieci minuti. Negli ultimi anni numerosi studi e attività di monitoraggio hanno documentato un aumento delle aree in cui questi aracnidi sono presenti e un prolungamento del loro periodo di attività. Sfogliando qualche rivista, capita leggere che una delle ragioni è che gli inverni sono diventati meno rigidi. 

 Le zecche, che un tempo in molte zone rallentavano drasticamente la propria attività durante i mesi freddi, oggi trovano spesso condizioni favorevoli per una parte più ampia dell'anno. La conseguenza più evidente sarebbe l'allungamento della stagione delle zecche. Allo stesso tempo, il clima più mite favorisce la loro presenza anche in aree montane e collinari dove fino a pochi anni fa erano meno frequenti.

  Le zecche non vivono isolate nell'ambiente. Gran parte del loro ciclo vitale è legato agli animali, nel contesto siciliano, i cani, che rappresentano i loro ospiti naturali. I libri indicano inoltre cervi, caprioli, volpi, lepri, roditori e molte altre specie, tutte che  contribuiscono inconsapevolmente alla loro diffusione spostandole da un ambiente all'altro.

   Le zecche dipendono dal sangue durante tutto il loro sviluppo. Dalle uova nascono minuscole larve dotate di sei zampe che devono trovare un primo ospite da cui nutrirsi. Dopo il pasto si lasciano cadere al suolo, si trasformano in ninfe e ripetono l'operazione. Solo dopo un ulteriore passaggio attraverso un ospite diventano adulte. In ciascuna di queste fasi la zecca può restare attaccata per diversi giorni, dopodiché si lascia cadere tra l'erba e il fogliame per proseguire il proprio sviluppo. Le femmine adulte, dopo essersi nutrite un'ultima volta, depongono migliaia di uova nel terreno e il ciclo ricomincia.