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mercoledì 4 novembre 2026

Meridione a perdere

Osservando Contessa, 

una fotografia sociale

della Sicilia ampia

 Sfogliando i giornali in questi giorni leggiamo per il nostro Paese (l’Italia) prospettive non buone, non incoraggianti. Poi se col pensiero andiamo sul nostro “paese”, Contessa Entellina, e leggiamo, anzi ci accorgiamo, di dati statistici pessimi, per niente incoraggianti, l’umore non può che deprimersi.

 Siamo, a Contessa, sempre di meno in quanto residenti e  osservando l’Italia siamo sempre di meno pure in quanto italiani. E però colpisce di più la tendenza all’eclisse di noi, di noi  ”contessioti”, ormai ridotti a comunità con assoluta prevalenza di gente anziana. Le tante abitazioni ri-costruite nel post terremoto, a dire di un amico, sono per oltre il 70-80% non occupate permanentemente nel corso dell’anno.

 Vero è  che viviamo sempre più a lungo e che i pensionati aumentano in numero, ma e’ anche vero che gli occupati -e le persone in età di intraprendere- diminuiscono. Pare di evocare quel professore di “economia politica”, che in anni ormai lontani, per spiegare a noi studenti il quadro dell’economia stagnante  ci additava proprio questi fenomeni decadenti, evocati e rilevabili da chiunque in quel che resta della Contessa Entellina comunitaria.

Con l'espressione "meridione
a perdere"
 si fa riferimento
all'allarmante fenomeno di
impoverimento demografico,
economico e sociale che colpisce il
Sud Italia, caratterizzato principalmente
da una costante fuga di cervelli e
dallo spopolamento delle aree interne.
Sebbene in alcuni periodi si
registrino segnali congiunturali di
crescita economica o dell'occupazione
rispetto al Nord, il bilancio di lungo
termine del Mezzogiorno resta
fortemente negativo a causa di flussi
migratori e dinamiche demografiche
sfavorevoli.
Tra il 2019 e il 2026, la popolazione
giovanile (18-35 anni) nel
Mezzogiorno è 
diminuita del 7,6%,
mentre al Nord è cresciuta del 4,8%.
In alcune Province si registrano
cali superiori all'11-12%.




 E se Contessa Entellina si avvia alla desertificazione (chiudono officine meccaniche, c’è un unico forno-negozio alimentare, non ci sono né saloni barbieri né parrucchieri e per qualsiasi esigenza di vita bisogna rivolgerci a Sambuca o a Bisacquino o a Corleone), ci viene ricordato da taluni che il nostro Ente locale spende soldi soverchianti, non per sostenere l’economia sociale dipinta da tutti morente, ma per le feste che interessano i politici, e solamente loro che sorprendentemente, ci viene riferito, si ritengono soddisfatti di questa strana conduzione e vocazione comunitaria.

Nel 2025 sono nati, al livello nazionale, 3,8% di bambini in meno rispetto al 2024 e ancora su questa dimensione nei primi sette messi del 2026. Questi dati comportano conseguenze importanti, collettive e individuali. Se, da un lato, godiamo di una vita più lunga e di un più lungo lasso di tempo durante il quale la società ci dà sostentamento senza obbligarci a lavorare, dall’altro siamo -come residenti-  sempre di meno, produciamo di meno, il numero degli occupati diminuisce e si affacciano molti dubbi sulla capacità dello Stato del benessere di sostenere a lungo i benefici che ha assicurato finora. Gli aumenti pensionistici e lavoristici non compensano l’inflazione sfuggita ormai dal controllo delle autorità.

E pero’, comunitariamente localmente, dedichiamo tempo, impegno e propensioni alle feste paesane, ignorando che il sociale ha, dovrebbe avere, valenza umana più dello spettacolo e dell’esibizionismo/protagonismo.

A fronte dell’impiego del denaro pubblico,  considerato spesso assistenziale o temporaneo (come i passati incentivi di decontribuzione inps), i movimenti socio-politici e sindacali meridionalisti continuano a chiedere riforme strutturali vere e infrastrutturali profonde. L'obiettivo è, non può che essere, quello di permettere al Sud di trattenere i propri talenti e produrre ricchezza in modo autonomo, superando una storica subalternità economica. Sopratutto non serve denaro pubblico destinato a feste e distrazioni dai problemi veri: questo era il sistema ottocentesco di governo dei Borboni sul meridione italiano.

(Segue)


giovedì 29 ottobre 2026

Il gusto della riflessione (25)

 Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

-  -  - elogio della curiosità 

Il contrario dell’ignoranza non è la cultura: 

è la curiosità. 

Quella che mi ha trasmesso la famiglia. 

I grandi del Rinascimento 

non conoscevano il latino, 

a dodici anni già lavoravano, 

ma volevano sapere, capire,

crescere, viaggiare, migliorare.

  *   *   *   *

Luciano Manicardi
Monaco, biblista e saggista 
italiano, noto soprattutto per essere
 stato il priore della Comunità 
monastica di Bose dal 2017 al 2022. 


Il saggista Luciano Manicardi nel suo libro Elogio della curiosità. Contro l'indifferenza, asserisce: muoversi con curiosità ci spinge a uscire dalla pigrizia mentale e dal perverso meccanismo di delegare ad altri il nostro pensiero.

La curiosità non è un semplice tratto caratteriale, ma una forza vitale ed etica: è l'antidoto più potente contro l'indifferenza e l'apatia. In un'epoca in cui la tecnologia ci offre risposte immediate a portata di clic, rischiamo di perdere la capacità di stupirci. Elogiare la curiosità significa riscoprire quel "cuore che arde" (dall'unione latina di cor, cuore, e uro, bruciare), una spinta interiore che trasforma il dovere di imparare nel puro piacere di scoprire.


mercoledì 28 ottobre 2026

Il gusto della riflessione

 Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

=. =  = La democrazia muore nell’ignoranza

Non è la stampa che deve amministrare

 la giustizia, meno che mai emettere sentenze.

Una cosa sono i pubblici ministeri e 

gli avvocati e un’altra i giornalisti.

 I giornalisti denunciano crimini e misfatti, tuttavia 

i processi non si fanno sulle pagine dei quotidiani. 

La stampa ha il dovere di informare i cittadini 

che, a loro volta, hanno quello di far sentire 

la propria voce, e chiedere che 

vengano raddrizzate le storture del sistema.

 E’  anche nell'indifferenza per la legge, nella 

tolleranza per gli intolleranti che marcisce una società.


Oltre alla carriera televisiva,
è un'autrice di bestseller per 
Rizzoli Libri
 e Solferino.
*. *. *. *. *

Lilli Gruber (all'anagrafe Dietlinde Gruber) è una delle più note giornaliste, conduttrici televisive e scrittrici italiane, celebre per essere stata la prima donna a condurre un telegiornale in prima serata in Italia. Dal 2008 è il volto simbolo del programma di approfondimento politico Otto e mezzo in onda su LA7. Nel 2004 si dimette dalla Rai per candidarsi alle elezioni europee con la coalizione Uniti nell'Ulivo. Viene eletta al Parlamento europeo raccogliendo oltre 1,2 milioni di preferenze. Ricopre il ruolo di europarlamentare fino al settembre 2008, spendendosi in commissioni per gli affari esteri e i diritti civili, prima di rassegnare le dimissioni per tornare al giornalismo attivo.

martedì 6 ottobre 2026

Il gusto della riflessione


Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha 
partecipato alla cerimonia 
di chiusura della 
27ª 
edizione di Pordenonelegge
 
(Festa del libro e della libertà) 
il 
20 settembre 2026 
presso il Teatro Verdi di 
Pordenone. Nel suo 
discorso, il Capo dello Stato 
ha elogiato la cultura e 
la lettura come motori 
essenziali della storia e 
presidi fondamentali 
della democrazia.




Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

-  -  - elogio della cultura


«Cultura e libertà non si fermano ai confini» dichiara il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel mettere il sigillo all’edizione numero 27 del festival di Pordenonelegge,  (dove ha ricevuto l’onorificenza «Ambassador for freedom») 

=parla di libertà di espressione («è il pluralismo delle opinioni che nelle democrazie impedisce al potere, anche digitale, di fossilizzarsi in una verità che pretende di imporre. Il diritto a esprimere opinioni è argine all’arbitrio»), 

=evoca la «tentazione di democrazia illiberale che emerge a livello globale», 

=cita scrittori, intellettuali e dissidenti di ogni Paese, ricorda il valore del dissenso «ancor più prezioso dove viene negato» e cita il pensiero unico «naturalmente, strumento di oppressione». 

= Il Presidente ha ricordato che la libertà di espressione include la libertà di dissentire e di manifestare il proprio pensiero, definendola una barriera democratica contro la censura e le tentazioni globali di "democrazia illiberale"


sabato 3 ottobre 2026

Letteratura sociale

La Sicilia nel 1876 è
un saggio in due volumi,
redatto da Leopoldo
 Franchetti e Sidney
Sonnino, futuri
parlamentari, frutto
di una loro inchiesta
sulla Sicilia,
pubblicato nel 1877.
L'isola, dopo oltre un
secolo di dominio
borbonico, dal 1861
era parte del Regno
 d'Italia.



Viaggio in Sicilia - 1876 

 Ci proponiamo di sfogliare, o comunque di riflettere, su quanto Leopoldo Franchetti ne “La Sicilia nel 1876” riporta circa l’alba di quel fenomeno sociale che oggi definiamo “Mafia”. Come frequentemente è capitato nel corso del Novecento, anche all’uscita del libro, su Franchetti piovvero accuse di pregiudizi sulla realtà siciliana. 

Oggi invece tutte le riflessioni da lui riportate sul libro costituiscono il punto iniziale e di riferimento negli studi socio-economici per chi vuole conoscere il fenomeno mafioso, non in quanto esclusivo male siciliano ma fenomeno che, si scopre, imperversa in più parte del pianeta. 

La Mafia sussiste -purtroppo- nelle società degli uomini, al punto che qualche autore richiamando la “legge di Gresham” «la moneta cattiva scaccia quella buona», scrive che Franchetti è stato il profeta delle tante derive criminali del nostro tempo, che non esonerano nemmeno tanti, forse troppi, spicchi del mondo della politica.

Franchetti, congiuntamente al suo amico Sonnino, ha studiato nell’Isola un fenomeno inquietante che egli in qualche occasione descrive come “democratizzazione della violenza”, una realtà che nei nostri giorni, nel terzo millennio,  investe purtroppo ed ormai l’intero pianeta. 

Franchetti, come il suo amico Sonnino, erano due convinti liberali, ma in Sicilia rimasero colpiti dal cortocircuito  delle logiche mafiose, al punto che entrambi, in qualche modo, dubitarono delle certezze che il padre del liberalismo, Adam Smith, aveva presentato come certezze.

Sia Franchetti che Sonnino erano convintissimi che il mondo nuovo, post rivoluzione francese, avrebbe proceduto con lo “spirito illuministico” come guida. Ma entrambi chiudono le loro rispettive opere sull’Isola scrivendo: Una forza misteriosa  e diabolica  incombe su questa terra arida e monotona”. E Riferendosi alla zona del palermitano, Franchetti scrive: “tutto quel profumo di fiori d’arancio e di limoni principia a sapere di cadavere”. 

E dal 1865, si cominciò ad usare, anzi sorse la parola “Mafia”.


(Segue)

venerdì 2 ottobre 2026

Agricoltura meridionale

 Sfogliando i giornali

La Sicilia e il Meridione italiano sono vulnerabile al riscaldamento globale. Secondo il recente studio del centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici, entro il 2050 il riscaldamento potrebbe costare al nostro Paese fino a 6 punti di Pil. Il Mezzogiorno, per la sua collocazione geografica, è l’area più esposta, essendo colpito in settori vitali della sua economia, quali l’agricoltura, l’alimentare, il turismo, l’energia. 

L'agricoltura in Sicilia affronta
una grave crisi a causa
dell'aridità dei terreni e del
 rischio concreto di
desertificazione che minaccia
oltre il 70% del territorio
regionale.








Siccità, ondate di calore e scarsità d’acqua e rischi per le qualità delle produzioni, stanno già danneggiando l’agroalimentare che è una delle voci più importanti dell’export meridionale. 

Estati più calde comportano maggiore consumo elettrico per l’uso massivo dei condizionatori, non adeguatamente compensato dalla minore spesa per il riscaldamento conseguente agli inverni più miti. E però la carenza idrica al Sud richiede significativi investimenti sia per le reti che per gli invasi al fine di combattere la desertificazione di tante zone. 

Il territorio meridionale è particolarmente fragile dal punto di vista geologico, in particolare in termini di aumento della frequenza e dell’intensità dei fenomeni atmosferici estremi e di progressivi processi di desertificazione, e il cambiamento climatico aggrava criticità strutturali esistenti da decenni e mai risolte.

I ritardi nella realizzazione di interventi strutturali di prevenzione dell’emergenza climatica non sono imputabili solo alla scarsità di risorse, ma anche alla frammentazione amministrativa che rallenta la programmazione e non è stata in grado di accelerare i tempi di attuazione delle opere. Va affrontato il cambiamento climatico con un approccio differenziato che tenga conto delle peculiarità di ciascuna regione, e quella a maggior rischio desertificazione è proprio la Sicilia, con il 70% del territorio minacciato da insufficienza idrica. 


giovedì 1 ottobre 2026

Il gusto della riflessione (30)


Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

-  -  - lanciare sospetti

Nessuna accusa esplicita, …. Solo un interrogativo, 

un dubbio, un’ombra. È questo il genio dell’insinuazione: 

non ha bisogno di prove perché non si presenta

come un’accusa. Si limita a mettere in circolo un

sospetto e poi si ritira, lasciando agli altri,

soprattutto ai social, il lavoro sporco dell’interpretazione.

 L’insinuazione è la forma più elegante della miseria retorica: 

non dice «è così», dice «e se fosse così?».

 E proprio per questo è difficile da smentire. 

Si può confutare un dubbio? 

Come si può processare una supposizione? 

L’insinuazione non cerca la verità: cerca un sospetto 

abbastanza resistente da sopravvivere alla verità.


  La frase è del giornalista Aldo Grasso, che cogliendo frasi allusive nella politica dei nostri giorni, riprende a sua volta una frase di Francesco De Santis del 1869 che scriveva “ Ci è una parola caratteristica, venuta oggi molto in voga, ed è “insinuazione”: cioè a dire un’accusa lanciata con tante scappatoie e sotto così mutevoli apparenze, che non vi è parola o frase dove tu possa coglierla, arrestarla e riconoscerla”.

mercoledì 30 settembre 2026

Il gusto della riflessione

  Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

-  -  - Riflettere, interrogarsi, ragionare.

Johann Wolfgang von Goethe
Noi esseri umani siamo per natura

creature curiose e non possiamo 

fare a meno di riflettere sul mondo

che ci circonda e sul posto vi occupiamo.

Abbiamo una potente capacità intellettuale 

che ci permette di ragionare oltre che                     

            interrogarci,

e per quanto possiamo non rendercene conto

ogni volta che  facciamo un ragionamento

pensiamo filosoficamente.


 Pensare filosoficamente sul mondo che ci circonda significa trasformare l'ovvio in un mistero da esplorare. Non si tratta di fuggire dalla realtà in un astrattismo radicale, ma al contrario di calare il pensiero nella materia per metterne a nudo i meccanismi, superando l'abitudine e i pregiudizi quotidiani.

La filosofia non è un insieme statico di risposte, bensì un movimento della mente che si attiva attraverso canali ben precisi:

-Lo stupore e la meraviglia: Come ricordava Aristotele, la filosofia nasce dalla meraviglia di fronte all'esistenza. Guardare il mondo con occhi nuovi significa chiedersi perché le cose siano così e non in un altro modo.

-La decostruzione delle certezze: Significa porsi domande radicali (es. "Quello che vedo è reale o è una costruzione della mia mente?"). Questo esercizio scardina i condizionamenti e libera lo spazio per un pensiero autenticamente critico.

-L'intreccio tra l'interno e l'esterno: Il modo in cui interpretiamo la realtà è strettamente legato a ciò che siamo. Suggeriva Goethe, non percepiamo il mondo per come esso è, ma per come siamo noi: i nostri valori, le nostre paure e le nostre speranze colorano l'ambiente circostante.

martedì 29 settembre 2026

Il gusto della riflessione (29)

 Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

-  -  - 

Dagli scrittori dell'umanesimo
civile fiorentino (come
Machiavelli o Coluccio Salutati)
 fino alla politica moderna, le
fonti storiche sono spesso state
modificate o interpretate in modo
pilotato per sostenere una
specifica tesi politica.




L’uso politico della Storia

Ramses II, faraone all'epoca della fuga degli ebrei verso 

la Terra promessa, venne lungamente considerato 

l'avversario di Mosè e «il simbolo del male». 


Per alcuni secoli, nell'immaginazione degli europei,

l'Egitto fu soprattutto una terra biblica, la temporanea 

prigione degli ebrei nella mappa storica dell'Antico Testamento.


Ma verso la fine dell'Ottocento e soprattutto nei testi scolastici 

della Repubblica araba d'Egitto dopo il colpo di Stato del 1954, 

il faraone divenne, «uno dei simboli dell'unità nazionale araba 

e, più in generale, della passata grandezza del paese».


=.  =.  =

La frase è di Nicolas Grimal (1948), tra i più noti egittologi al mondo, dirige il comitato scientifico dell'Ifao del Cairo. Già docente all'Università della Sorbona, dal 2000 è professore di Egittologia al Collège de France. Ha scritto numerosi studi specialistici fra cui Le termes de la propagande royale du Nouvel Empire à la conquête d'Alexandre (1986). 

La frase vuole soltanto essere un esempio dell'uso che molti Stati, fra Ottocento e Novecento, hanno fatto del passato.

Per l'inaugurazione del Canale di Suez Giuseppe Verdi ebbe dal Kedivè d'Egitto l'incarico di scrivere un'opera patriottica e romantica che cantava le gesta di Radamēs contro l'esercito invasore degli etiopi guidato dal re Amonasro. Il libretto trasse spunto dall'idea di un grande egittologo, Auguste Mariette, e Aida andò in scena al teatro kediviale del Cairo, fra grandi festeggiamenti, il 24 dicembre 1871. 

Le feste di quell'anno divennero il prototipo culturale delle grandi celebrazioni storico politiche del secolo seguente. 

Nell'ottobre del 1971 lo Scià di Persia volle celebrare il 2500° anniversario della fondazione dell'Impero di Ciro e tenne corte a Persepoli per una grande manifestazione a cui invitò i presidenti e i sovrani del mondo. 

Più tardi, negli anni Ottanta, Saddam Hussein ordinò la ricostruzione di Babilonia e volle che su ogni mattone venisse inciso il suo nome. Quando gli archeologi scoprirono sulla porta della città un'iscrizione in onore del grande Nabucodonosor II, re dal 605 al 562 a.C. e conquistatore di Gerusalemme, il dittatore iracheno volle che un’altra epigrafe, a fianco dell’antica, celebrasse i suoi trionfi.


venerdì 25 settembre 2026

Letteratura sociale

La Sicilia nel 1876" è
una celebre 
inchiesta
privata
 in due volumi,
scritta e pubblicata nel 1877
dai giovani studiosi e
futuri parlamentari
toscani 
Leopoldo
Franchetti
 e Sidney
Sonnino
. L'opera
rappresenta la prima
indagine sistematica e
documentata sulle
piaghe economiche, sociali
e politiche della Sicilia
dopo l'Unità d'Italia,
gettando le basi
metodologiche per lo

studio della cosiddetta
 
"questione meridionale”




Viaggio in Sicilia - 1876 

Leopoldo Franchetti, assieme al suo amico Sydney Sonnino, negli anni 1875-1876, visitò la Sicilia avendo avuto sentore che la crescita socio-umana della realtà locale era inficiata da un fenomeno denominato “mafia”. 

Entrambi erano interessati a raccogliere informazioni sullo strano fenomeno che prosperava e bloccava la crescita socio-umana territoriale. Franchetti, nel suo viaggio scopre e rivela l’inquietante fenomeno di violenza presente nell’Isola che blocca ogni iniziativa di apertura democratica e di crescita umana. Anzi a proposito della democrazia egli evidenzia che la presenza mafiosa fa smarrire, estinguere la democrazia. 

Franchetti, ed il suo amico Sonnino, erano di formazione e cultura liberale, sostanzialmente due liberali, ma ciò che essi scoprono nell’Isola li rende grandi intellettuali e minuziosi conoscitori della vita sociale. L’esperienza pratica sul campo dei due studiosi di formazione, come detto, liberale consentirà loro di delimitare e persino respingere il liberismo senza regole. Essi in Sicilia scoprono quello che sui libri di scienza economica e’ l’utilitarismo, l’utilitarismo cieco. In entrambi gli studiosi, quella visita e quanto scoperto nell’assetto sociale della Sicilia di allora, li induce a riconsiderare quanto avevano appreso dall’illuminismo liberale.  

Nell’ottica di piena libertà intellettuale i due studiosi si dedicano a studiare ciò che vedono sul terreno e Franchetti riporta di essersi mosso sulla scia: “Dalla verità la libertà; dalla libertà la verità“ nello spirito di cogliere lo spirito moderno e creare i presupposti per cambiare lo stato delle cose nella Sicilia ormai parte dello Stato italiano.

(segue)

mercoledì 23 settembre 2026

Il gusto della riflessione (28)

 Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

-  -  - 

Ruolo dei governi

 «Il governo è la causa primaria del carattere dei popoli. 

Le virtù e i vizi delle nazioni, la loro energia o 

la loro rilassatezza, i loro talenti, le loro conoscenze o 

la loro ignoranza non sono quasi mai effetti del clima 

o attributi di una razza particolare, ma opera delle leggi»

Leopoldo Franchetti compì
un famoso viaggio in Sicilia
tra il febbraio e il maggio
del 
1876 insieme a Sidney
Sonnino (e con la partecipazione
di Enea Cavalieri) per condurre
un'inchiesta indipendente sulle
reali condizioni sociali, economiche
e politiche dell'isola.

Quella riportata è  una riflessione che sarebbe verosimilmente da approfondire, ma è la convinzione di Leopoldi Franchetti (1847–1917): Nobile, politico ed economista, noto per i suoi studi pionieristici sulla Sicilia e la mafia). 

Come ogni buon toscano dell'epoca, Franchetti col suo brillante bagaglio intellettuale si reco’ in Sicilia con Sonnino. 

Malgrado la celebre ospitalità del Siciliani, e la «cortesia la più squisita» di gran parte delle loro élites, quel viaggio venne effettuato in condizioni difficili e pericolose perché l'isola era attraversata in quel tempo da una grande insicurezza. «Una forza misteriosa e diabolica incombe su questa terra arida» ebbe a scrivere.


mercoledì 16 settembre 2026

La Sicilia nel ‘500

La finanza pubblica nei
comuni feudali italiani
 (e più in generale
europei) tra il XIV
secolo e l'inizio del XIX
secolo 
rappresenta un
sistema complesso,
caratterizzato dalla 
sovrapposizione di
poteri
 tra l'autorità regia,
il signore feudale
 (barone o feudatario: da
noi i Cardona e poi
fino ai Colonna-Paliano)
 e  le istituzioni locali
(università o comunità)
.
Questo modello
economico si concluse
definitivamente solo con
le riforme napoleoniche
e l'
eversione della
feudalità
 nei primi anni
dell'Ottocento.

Avremo modo di
cogliere come le
finanze dei comuni
feudali (=Kuntisa)
dovevano sostenere
sia i bisogni della
comunità sia i pesanti
prelievi imposti dal
feudatario e dallo Stato
centrale.






Aspetti di finanza pubblica.

 Sull’età tardo medievale e moderna gli archivi italiani sono sicuramente i più documentati d'Europa. Le monarchie meridionali normanna, angioina e aragonese, i Comuni urbani e poi gli stati territoriali sono stati fra i primi ad utilizzare la scrittura per registrare non solamente la memoria delle loro decisioni e dei loro atti, ma anche per accumulare le informazioni giudicate utili o necessarie sia per il buon funzionamento della loro amministrazione (censimenti, catasti, libri di conti) sia per la verifica della pratica attuazione dei loro ordini.

  Gli archivi siciliani, per molto tempo poco conosciuti e affatto valorizzati, condividono con quelli del Napoletano rilevanti originalità. Sono gli archivi di uno stato la cui struttura fortemente centralizzata trova le sue origini nell'epoca normanna, ed è stata confermata e rafforzata attraverso le successive dominazioni. La disciplina prevista prevedeva la convergenza verso la capitale di molteplici flussi d'informazioni, che implicavano altri flussi di decisioni rinviate verso la totalità del territorio. 


  Fra la vasta massa di documenti, gli archivi dell'amministrazione finanziaria assumono da sempre notevole rilevanza per i ricercatori di scienze socio-economiche. Essi consentono di rilevare che già in quei lontani secoli si ponevano, in maniera molto concreta, tutti i problemi che persistono ancora oggi presso gli Stati del ventunesimo secolo nel trattamento dell'informazione, nella riscossione delle loro entrate e nella previsione delle loro spese, e  nella verifica finale dei conti. 


1) Identificare le risorse finanziarie, suscettibili di permettere di far fronte ai bisogni, 2) fare accettare, sia con il consenso sia con la forza i principi medesimi del loro pagamento, 3) creare e far funzionare gli organismi amministrativi e le procedure che assicurino la ripartizione, la percezione, la colletta, il confluire nelle casse centrali, e l'utilizzazione delle somme cosi prelevate, e avere a tutte le tappe del processo, la possibilità di verificare la regolarità e l'esattezza della tenuta dei conti: tutti questi problemi si pongono, nei termini presso a poco identici, dal Due o dal Trecento in poi, cioè dal momento in cui i vari sovrani dell'Occidente europeo hanno dovuto rinunciare, cosi come le amministrazioni locali delle città e dei villaggi, all'illusione di potere vivere dei soli prodotti dei loro propri domini, e d'imporre ai loro sudditi delle contribuzioni che, eccezionali in un primo tempo, tenderanno rapidamente a diventare la regola.

=. = =

Ci proponiamo di seguire, con specifico occhio sulla Università di Kuntisa (=oggi, Comune di Contessa Entellina), il sistema impositivo (fiscale) del complessivo periodo feudale siciliano.