StatCounter

Visualizzazione post con etichetta SCIENZA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta SCIENZA. Mostra tutti i post

martedì 3 novembre 2026

Veicoli ibridi

L’auto ibrida si ricarica
tramite una presa di corrente
domestica o una colonnina
pubblica, oltre a ricaricarsi in
marcia.
Nel 2027 cambiano i costi 

di chi possiede un’auto.

 Il provvedimento governativo esenta dalla tassa di possesso le auto fino a 80 kW, circa 109 cavalli, con un limite: l’agevolazione vale per una sola vettura per persona fisica. 

  La legge di Bilancio  reca  la misura strutturale,  nel senso che non vale solamente per 2027. 

  Qualche esempio concreto:  Una Fiat Panda 1.0 Hybrid paga oggi circa 131,50 euro l’anno di bollo: dal 2027 non pagherà più nulla. Lo stesso discorso vale per una Toyota Aygo X Hybrid, modello che oggi paga circa 175 euro di tassa e dal prossimo anno sarà esente. 

  Per  le ibride* la potenza si calcola solo sul motore a benzina, non su quella complessiva del sistema.

-   -   -

(*) Un veicolo ibrido è un mezzo di trasporto che combina un motore termico (a benzina o diesel) e uno o più motori elettrici alimentati da una batteria. I due sistemi lavorano in sinergia per ridurre i consumi di carburante e le emissioni inquinanti.


sabato 31 ottobre 2026

Il dovere di riflettere

 

Appuntamento del sabato

 ===== 

Franco, un collaboratore, riporterà sul blog delle brevi riflessioni. Quella della riflessione è una responsabilità etica e personale di fermarsi, pensare con attenzione e valutare le proprie azioni, le scelte passate e le conseguenze sul mondo che ci circonda, anziché agire solo per impulso o fretta. Aiuta a non subire passivamente le regole o le pressioni della società, trasformando gli obblighi in scelte consapevoli.

. =.  =  =La scelta di campo

In giro, nel mondo politico, c’è chi

e’ arrivato a proporre l’apertura del

dibattito per la Terza Repubblica.

L’assetto dell’attuale Costituzione

viene ritenuto fastidioso perché da’

 eccessivi spazi ai pesi e contrappesi di garanzia.

I pesi e contrappesi sono proprio i vincoli

a garanzia della democrazia e della libertà.

Governare  significa mediare, rappresentare

interessi i piu vari e accettare i limiti.

Comandare  -di contro- significa pretendere

 che tutto risponda a una sola volontà. 

E’ questa la differenza fra

democrazia e autocrazia.


   I concetti qui sopra vogliono riportare il senso di un ampio e interessantissimo articolo firmato dalla giornalista Lilli Gruber. L’articolo sulla rivista “7” è una puntuale riflessione della Gruber sull’adombrata modifica della legge elettorale, elaborata dal centro-destra.

venerdì 30 ottobre 2026

Cultura e attualità

 

Crescere con la Cultura 
è un noto podcast
indipendente curato
da 
Cultura Libera
, strutturato
come una raccolta neutrale e
imparziale dei più importanti
interventi di politici, intellettuali,
scrittori e figure di spicco
del panorama socio-politico
contemporaneo.

L’Italia è, dovrebbe essere, la culla della cultura. 

Siamo circondati da arte e immersi nella letteratura. Il posto ideale. Eppure, leggendo i giornali e sentendo quanto riportano i media, i numeri vanno nella direzione opposta. 

Siamo uno dei Paesi dove si legge meno. Le librerie sono gonfie di volumi che restano sugli scaffali. Certo, queste notizie scoraggianti non e’ detto che raccontano tutto. C’è infatti un’altra Italia. Meno visibile e meno esibizionista. Un’Italia che legge. Che scrive. Che fotografa. Che dipinge. Che sente il bisogno di confrontarsi con gli altri. Che desidera esprimersi, ma non ha i canali per farlo. 

Un’Italia che ha solo bisogno di essere intercettata. Per dirla col linguaggio degli economisti: c’è una domanda altissima di voglia di lettura, di cultura. Ma pare di capire che alla politica dei politicanti non interessa per farla emergere.

sabato 24 ottobre 2026

Il Dovere di riflettere

 Appuntamento del sabato

 ===== 

Franco, un collaboratore, riporterà sul blog delle brevi riflessioni. Quella della riflessione è una responsabilità etica e personale di fermarsi, pensare con attenzione e valutare le proprie azioni, le scelte passate e le conseguenze sul mondo che ci circonda, anziché agire solo per impulso o fretta. Aiuta a non subire passivamente le regole o le pressioni della società, trasformando gli obblighi in scelte consapevoli.

La superbia, figlia
dell’ignoranza.
=. =.  = La Cattedra 

Sono tantissimi i piccoli politicanti di paese e di città che con arroganza e presunzione asseriscono «non accetto lezioni». E’ il loro modo di sottrarsi in anticipo all’eventualità di essere contraddetti.


La reazione dei politicanti non è mai una 

risposta, è suscettibilità organizzata. 

C’è chi sale in cattedra per impartire lezioni a 

tutti, scambiando la propria opinione per una verità 

e c’è chi, convinto di sapere già tutto, 

considera un’offesa persino l’idea di avere 

qualcosa da imparare. 

L’ignoranza più ostinata e fastidiosa non è 

quella di chi non sa, ma di chi considera 

superfluo imparare. 


La superbia, l'ignoranza e la prepotenza formano una triade psicologica e comportamentale distruttiva, storicamente legata da una profonda relazione di causa-effetto. Come ricorda un celebre proverbio italiano medievale, "La superbia è figlia dell'ignoranza e madre della malcreanza (o prepotenza)", a dimostrazione di come questi tre difetti si alimentino a vicenda in un circolo vizioso.


sabato 17 ottobre 2026

Il Dovere di riflettere

 Appuntamento del sabato

 =====

Franco, un collaboratore, riporterà sul blog delle brevi riflessioni. Quella della riflessione è una responsabilità etica e personale di fermarsi, pensare con attenzione e valutare le proprie azioni, le scelte passate e le conseguenze sul mondo che ci circonda, anziché agire solo per impulso o fretta. Aiuta a non subire passivamente le regole o le pressioni della società, trasformando gli obblighi in scelte consapevoli.

François Hartog nato nel 
1946) è uno dei più autorevoli 
storici e intellettuali francesi
contemporanei
, direttore di studi
emerito presso l'
École des Hautes
Études en Sciences Sociales
 
(EHESS)
 di Parigi. Allievo del
celebre grecista Jean-Pierre
Vernant e legato alla tradizione
storiografica della rivista 
Annales,
Hartog ha profondamente
rinnovato l'epistemologia della
storia e la riflessione filosofica
sul 
concetto di tempo e sul
modo in cui le società umane
si rapportano al proprio passato
e futuro.

Hartog descrive l'epoca
contemporanea (a partire
dagli ultimi decenni del
Novecento) come dominata
dal 
presentismo. In questo
regime, il futuro ha perso la
sua forza propulsiva (legata
all'idea illuminista e moderna
di progresso) e il passato
viene continuamente fagocitato
e mercificato. Il risultato è
un 
presente perpetuo
,
ossessionato dall'istantaneità,
dall'urgenza, dai social media
e dalla logica della
memoria/patrimonio, che
fatica a progettare il domani o
ad affrontare sfide a lungo
termine come la crisi climatica.






===== La Storia dell’Occidente e 

della sua cultura


 Si tratta di una lunga storia dai registri molteplici, 

sfasati, connessi gli uni agli altri come in un gioco di incastri.  


Stando a Moliere: «Gli antichi, signore, sono

gli antichi, e noi siamo la gente di adesso».  

 

Jacob Perizonius nei primi anni del xv secolo, 

dipinge un triste quadro della decadenza degli 

studi classici in Europa. 

Quel verso un giorno famoso, «Chi ci libererà dai 

Greci e dai Romani?», non è piú che una curiosità. 


E, nel momento stesso in cui il posto degli 

antichi nella scuola si fa sempre piú ristretto, 

la domanda della «gente di adesso», se mai 

ne formulasse una, sarebbe:  

«Ma chi erano insomma questi 

Greci e questi Romani?» 


Un rapporto diretto con loro è ancora possibile? 

Le loro domande sono ancora le nostre? 

Possiamo ancora, o di nuovo, far nostre 

alcune loro domande? 

La politica greca, la democrazia hanno ancora 

qualcosa da dirci, o piuttosto, siamo in grado 

di porre loro delle domande pertinenti sul nostro presente?


———-O———-

François Hartog è Direttore di studi emerito all’École des Hautes études en sciences sociales (EHESS) di Parigi. Dei suoi numerosi lavori, in Italia sono stati pubblicati Lo specchio di Erodoto (il Saggiatore 1992), Memoria di Ulisse. Racconti sulla frontiera nell’antica Grecia (Einaudi 2002), Regimi di storicità (Sellerio 2007) e Chronos. L’Occidente alle prese con il tempo (2022). 

Sostenuto da una estesa e apprezzata esperienza di storico dell'antichità ma attento al presente, François Hartog discute il rapporto delle società con la propria storia, il loro modo di viverla e rappresentarla, in sostanza il senso del loro essere nel tempo. Centrale nella sua riflessione è il concetto di «regime di storicità», alla cui elaborazione è pervenuto utilizzando suggerimenti di Lévi-Strauss, Sahlins, Koselleck, Lenclud, lungo un percorso che va da Hegel a Heidegger, dunque di almeno due secoli della cultura europea. 

Per regime di storicità, dice Hartog, si possono intendere in un'accezione ristretta «il modo come una società tratta il proprio passato e ne parla», in senso esteso invece «le modalità di coscienza di sé di una comunità umana». Utile per capire e comparare «tipi di storia diversi», la nozione di regime di storicità, secondo Hartog, è decisiva per capire i modi storici delle società di relazionarsi e esperire la temporalità, dunque «le loro maniere di essere nel tempo». L'assunzione di questo nuovo punto di vista per studiare la storia, necessariamente all'incrocio di storiografia e antropologia, tra i suoi esiti più interessanti comporta lo sconvolgimento di un ordine del tempo, articolato in passato, presente e futuro, quindi la necessità di guardare le vicende storiche con lo sguardo non più rivolto al passato. 

Compito ineludibile quindi dello storico, pensa Hartog seguendo Lucien Febvre, è quello di «rispondere alle domande che si pone l'uomo d'oggi», non per cancellare il passato ma per «comprendere in cosa appunto differisce dal presente». Un presente ormai diventato «onnipresente»: testimonianza e denuncia del reale regime di storicità di un Occidente che, al di là degli esibiti proclami, rifiuta la memoria e si nega all'utopia di un diverso futuro.

venerdì 16 ottobre 2026

La società degli uomini

 La “Parola”  nel contesto

della società degli uomini

La distinzione tra lavoro
manuale
 e lavoro
intellettuale
 rappresenta
una delle dicotomie
fondamentali della storia
sociale, economica e
filosofica dell'umanità.
Storicamente radicata
nella divisione del
lavoro, questa
separazione definisce
le attività basate
principalmente sullo
sforzo fisico e sull'uso
del corpo rispetto a
quelle incentrate sulla
progettazione,
l'elaborazione
concettuale e l'uso
della mente.

Mentre il codice civile
italiano disciplina la 
prestazione d'opera
intellettuale
 basandosi
sull'insostituibilità e sulla
diligenza qualificata del
professionista, l'evoluzione
culturale e tecnologica ha
costantemente ridefinito
i confini e il valore di
questi due concetti.





Nella società degli esseri umani, generalmente, si enfatizza più il valore del loro dire, del loro esprimersi, che il loro fare. Il riferire sul lavoro e sulla strumentazione con cui si opera nella vita viene quasi sempre trascurato.

 Un antropologo ebbe a spiegare che la natura e non la cultura, avevano e hanno ancora un chiaro valore ideologico. Servivano, come servono, a chi possiede i mezzi della produzione, a imporre la propria rappresentazione del mondo, teorizzandone la unicità: per giustificare il proprio dominio e legittimare la propria superiorità su chi è impegnato nella produzione come forza lavoro.

 In conseguenza tutti coloro la cui cultura è diversa da quella egemone, non rientrando i loro comportamenti nel discretizzato secondo i modelli dominanti, sono associati alla natura. Non sono cioè il logos ma il caos. Sono barbari primitivi, diversi, devianti. La loro condizione subalterna o marginale viene cosí affermata come un dato naturale. E’ lo stesso Aristotele a esprimere questi concetti: «Poiché l'essere dotato di intelligenza e preveggenza è dominatore e signore per natura, chi può eseguire con le facoltà corporali le prescrizioni di questo, è soggetto e schiavo... Per natura dunque è determinata la condizione dell'essere femminino e dell'essere servile, poiché la natura nelle sue creazioni non rassomiglia agli artigiani dozzinali, come quelli che fanno le spade delfiche, opera meschina; ma adatta ciascun essere alla sua funzione: cosí infatti ciascuno degli strumenti raggiungerebbe la perfezione, qualora non fosse destinato a una molteplicità di funzioni, ma fosse conformato e adoperato per una sola. Tra i barbari, è vero, la femmina e lo schiavo sono allo stesso livello, ma la causa è che i barbari per natura non sono destinati a comandare». Si noti l'insistenza nel riferire alla natura la diversità, e nell'assumere questa a segno di inferiorità. Si consideri altresí l'opinione apparentemente strana che uno strumento per essere perfetto deve servire a una sola funzione. È una stranezza il cui valore ideologico viene chiarito subito dopo, quando leggiamo che per il filosofo greco «le arti... hanno una sfera ben determinata, han bisogno di strumenti appositi per effettuare la produzione degli oggetti propri di ciascuna di esse (gli strumenti alcuni sono inanimati, altri animati; per es., per il capitano di nave, il timone è strumento inanimato, l'osservatore sulla prua, animato: poiché l'operaio nelle arti tien luogo d'utensile): cosí nell'economia la proprietà è strumento per la vita, il possederla è il complesso degli strumenti, lo schiavo è una proprietà animata, e l'operaio è uno strumento superiore a tutti gli altri strumenti» (Politica I 12526 1-7; 1 12530 25-34). 

Il discorso ora è chiaro: se lo strumento più perfetto è quello adatto a svolgere una sola funzione, operaio ideale, in quanto strumento, sarà quello che limiterà se stesso al solo ruolo di operaio. In questo modo, restando stabile l’assetto sociale, la natura non minaccerà la cultura, il logos, cioè, manterrà il predominio sul caos.

La concezione gerarchica tra lavoro intellettuale e lavoro manuale, anche se non sempre esplicitata nei termini schematici e crudi usati dal filosofo greco, è un carattere distintivo di molte civiltà. La ritroviamo anche nel pensiero cristiano, la cui storia in larga misura si confonde per molti secoli con quella della civiltà occidentale. Il Cristianesimo, ovviamente, muovendo dal presupposto della parità umana, per recuperare la distinzione negata, riformulava in modo diverso l'opposizione che poneva al livello piú basso il lavoro materiale e a quello più alto il lavoro spirituale. E’ significativo a questo proposito la posizione di Agostino, uno dei massimi sostenitori della dignità del lavoro manuale fino a postularne la funzione ascetica. Quando tuttavia il santo si trova ad affrontare il problema del diverso valore da assegnare alla vita attiva e alla vita contemplativa, non può ignorare il noto passo di San Luca (X, 38-42) in cui è narrato l’episodio di Marta, e anche egli, come Cristo, sostiene le ragioni  di chi come Maria ha scelto la “Parola”.

 

(Segue)

sabato 10 ottobre 2026

Il Dovere di riflettere

Appuntamento del sabato

 =====

Franco, un collaboratore, riporterà sul blog delle brevi riflessioni. Quella della riflessione  è una responsabilità etica e personale di fermarsi, pensare con attenzione e valutare le proprie azioni, le scelte passate e le conseguenze sul mondo che ci circonda, anziché agire solo per impulso o fretta. Aiuta a non subire passivamente le regole o le pressioni della società, trasformando gli obblighi in scelte consapevoli.

===== 

Nuccio Ordine,(Diamante, 18 luglio 1958 – Cosenza, 10 giugno 2023) è stato uno dei più celebri filosofi, storici della letteratura e saggisti italiani contemporanei, ampiamente riconosciuto a livello internazionale come uno dei massimi esperti del Rinascimento e della figura di Giordano Bruno. Professore ordinario di Letteratura italiana presso l'Università della Calabria, ha dedicato la sua vita alla difesa della cultura umanistica e dei saperi considerati "non produttivi" dalla società dei consumi. 

Il suo nome è legato indissolubilmente al saggio bestseller globale L'utilità dell'inutile (2013), tradotto in oltre 32 paesi. In questa opera-manifesto, Ordine contesta duramente la logica neoliberista e mercantile applicata all'istruzione e alla cultura. Il suo pensiero cardine si articola in alcuni punti fondamentali:

-Discipline come la letteratura, l'arte, la musica e la ricerca scientifica pura sono ritenute oggi "inutili" solo perché non generano un profitto economico immediato. Tuttavia, Nuccio Ordine dimostra che sono proprio questi saperi a formare uno spirito critico e a "rendere l'umanità più umana". 

-Per Nuccio Ordine, ciò che viene considerato "inutile" dalle leggi del mercato è in realtà l'unica cosa che ci rende autenticamente umani.

-Se non si comprende l'utilità dell'inutile, non si comprende l'arte, la letteratura, la musica, la ricerca scientifica di base, la filosofia.

-  -   -

5) Fa male vedere trionfare nelle televisioni e nei media nuove rappresentazioni del successo, incarnate nell'imprenditore che riesce a creare un impero truffando o nell'uomo politico impunito che umilia il Parlamento facendo votare leggi ad personam. 

6) Fa male vedere uomini e donne impegnati in una folle corsa verso la terra promessa del guadagno, dove tutto ciò che li circonda - la natura, gli oggetti, gli altri esseri umani - non suscita alcun interesse. 

7) Lo sguardo puntato sull'obiettivo da raggiungere non permette più di cogliere la gioia dei piccoli gesti quotidiani e di scoprire la bellezza che pulsa nelle nostre vite: in un tramonto, in un cielo stellato, nella tenerezza di un bacio, in un fiore che sboccia, in una farfalla che vola, nel sorriso di un bambino. Perché, spesso, la grandezza si percepisce meglio proprio nelle cose più semplici. "Se non si comprende l'utilità dell'inutile, non si comprende l'arte, la letteratura, la musica, la ricerca scientifica di base, la filosofia”.


Il Dovere di riflettere

 Appuntamento del sabato

 =====

Franco, un collaboratore, riporterà sul blog delle brevi riflessioni. Quella della riflessione  è una responsabilità etica e personale di fermarsi, pensare con attenzione e valutare le proprie azioni, le scelte passate e le conseguenze sul mondo che ci circonda, anziché agire solo per impulso o fretta. Aiuta a non subire passivamente le regole o le pressioni della società, trasformando gli obblighi in scelte consapevoli.

===== 

L’intelligenza artificiale? 

9) «Il mondo è in pericolo e adesso lo raccontano 

anche i creatori dell’intelligenza artificiale. 

10) Che fine farà il lavoro? Come si modellerà 

una società che è già in crisi profonda? 

11) Chi controlla l’AI controllerà la vita delle persone, 

ci spiegherà cosa fare e alla fine anche cosa pensare. 

12) L’uomo potrebbe diventare inutile e le 

cose inutili vengono spazzate via».

Di fronte all'avanzata degli
algoritmi, Cazzullo propone
come antidoto il recupero
della cultura e dei valori
dell'Umanesimo. La riscoperta
di figure storiche e dell'arte
rappresenta la via per
difendere la centralità
dell'essere umano e
preservare la nostra
identità e spiritualità
 profonda.

====

 Le asserzioni sopra riportate sono di Aldo Cazzullo, giornalista fra i più apprezzati in Italia che richiama, fra altre, le riflessioni di Leone XIV. Il giornalista considera l'intelligenza artificiale una sfida epocale e complessa che rischia di appiattire l'interiorità umana e imporre un pensiero unico. 

Chi sviluppa e controlla questi sistemi stabilisce infatti le "linee guida di sicurezza", i filtri etici e i criteri di rilevanza delle informazioni.

 Di conseguenza, esiste il rischio concreto che una concentrazione eccessiva di questo potere in mano a pochi attori (siano essi governi autoritari o grandi corporazioni monopolistiche) possa influenzare l'opinione pubblica, polarizzare le società o censurare determinate visioni del mondo.

sabato 3 ottobre 2026

Il Dovere di riflettere

Appuntamento del sabato 

La domanda sul perché 
del mondo e della nostra
presenza in esso rappresenta
il fulcro stesso della
filosofia, della scienza e
della spiritualità. Non
esiste una risposta
unica, ma diverse
prospettive che 
tentano di
illuminare questo
mistero esistenziale.






=====

Franco, un collaboratore, riporterà sul blog delle brevi riflessioni. Quella della riflessione  è una responsabilità etica e personale di fermarsi, pensare con attenzione e valutare le proprie azioni, le scelte passate e le conseguenze sul mondo che ci circonda, anziché agire solo per impulso o fretta. Aiuta a non subire passivamente le regole o le pressioni della società, trasformando gli obblighi in scelte consapevoli.

=====

3) Come ha avuto origine l'universo? Che cos'è la verità? Cosa regola una società? Fin dalle origini, l'umanità si è posta, e continua a porsi, queste e altre grandi domande sulla natura della vita o sull'esistenza; i grandi pensatori hanno elaborato diverse teorie e trovato soluzioni e risposte che continuano a dare forma e senso al mondo, perché chiunque possa comprenderlo e viverci al meglio.

4) La filosofia  è ricca di spiegazioni (brevi e concise)  che vanno dritte al nocciolo delle principali questioni, senza tralasciare di contestualizzare azioni o avvenimenti. Ci proponiamo di ripercorrere sul blog di Mimmo Clesi le tappe fondamentali dello sviluppo del pensiero umano sui grandi temi dell’umanità; useremo flash semplici e immediati per ricostruire la storia, per aiutare a fissare con chiarezza le principali idee, e a comprendere senza sforzi il perché di tanti eventi che fanno parte del nostro quotidiano.