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martedì 3 novembre 2026

Chi siamo? Dove andiamo?

Le domande poste su Amicizia,Amore,
dolore, dubbio sono diventate immortali
anche grazie al celebre dipinto del
1897 del pittore Paul Gauguin.

 Legami come l'amicizia e l'amore 

contrapposti al dolore e al dubbio

 Riflettendo sul mondo che ci sta attorno, in determinati momenti del nostro tempo ci viene di celebrare la tenacia e la forza sia dell'uomo che della donna, di noi tutti esseri umani, nell'affrontare la sfida dell'esistenza, esplorando i legami come l'amicizia e l'amore contrapposti al dolore e al dubbio. E però non mancano i momenti e le occasioni per riflettere ed interrogarci: 

Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?

= = Stando alla Scienza, siamo Homo sapiens, una specie di primati evoluti, caratterizzati da un'elevata autocoscienza, capacità simbolica e pensiero astratto. Condividiamo quasi il 99% del nostro DNA con gli scimpanzé.

= = Siamo nello stesso tempo "creatori di significato". Siamo infatti l'unico animale noto che si interroga sulla propria esistenza, capace di empatia profonda, arte, morale, ma anche di distruzione consapevole quando ricorriamo alle guerre.

= = = Tutti gli elementi pesanti presenti nel nostro corpo (come il ferro nel sangue o il calcio nelle ossa) sono stati sintetizzati all'interno di stelle morenti miliardi di anni fa. Diceva l'astronomo Carl Sagan, "siamo fatti di materia stellare".

= = =. Andiamo dove decidiamo di andare. Non essendoci una rotta predeterminata scritta nell'universo, il traguardo dell'umanità è il significato che noi stessi decidiamo di darci.

= = = E’ esistita, in tempi non lontani, la grande ondata del materialismo. In verità e’ stata e continua ad essere la necessità di dare un senso alla vita e alla morte.

domenica 1 novembre 2026

Antico Testamento

Gianfranco Ravasi
-cardinale-
ha curata una panoramica
approfondita sui 46 libri del
primo testamento,
esplorandone la ricchezza
storica, letteraria e teologica
.




In attesa, nelle prossime settimane, di riprendere le tracce sulla “Storia del Cristianesimo”, stiamo delineando le linee essenziali dell’Antico Testamento, quello che per gli ebrei riporta il percorso della terra promessa da percorrere nei suoi molteplici e complessi itinerari lungo territori storico-letterari diversi. Si tratta di quarantasei libri che riportano la Storia di un popolo e nel contempo la “voce”  eterna di Dio.

  Gli ebrei hanno ordinato quei libri in tre ambiti canonici. La Tora’ (=Legge) che in seguito i cristiani denomineranno Pentateuco. Poi seguono i Profeti e in terza  posizione stanno gli Scritti (opere sapienziali).

 L’uomo spunta nel testo biblico come in una avventura morale sotto ‘l’albero del bene e del male’, come a dire nella libertà e nella violazione, nella grandezza e nella miseria della creatura umana.

  Successivamente, cominciando da Abramo, inizia la storia del riscatto dell’essere umano, grazie alla fede, all’obbedienza e in buona parte alla speranza. L’uomo che nel groviglio delle vicende umane tenta di rintracciare il filo rosso divino che lo salvi.

E’ domenica

La funzione principale delle
religioni  è dare un senso al
limite e alla precarietà
dell'esistenza umana,
strutturando regole morali,
testi sacri, comunità e
pratiche rituali.

Le fedi del mondo

Fino a qualche anno fa si era convinti che un cattolico, un buddhista, un musulmano, un credente insomma, non potessero essere  oggettivi per le ricerche sul fenomeno religioso.

Tanta gente impegnata sul come provare a vivere dignitosamente col lavoro, per conto suo, si infischiava di tutti i problemi di natura religiosa, vivendo alla meno peggio il proprio «cattolicesimo della domenica».


Da qualche tempo sembra che qualcosa sta cambiando. Alcuni pensano che la crisi energetica, la insoddisfazione del proprio lavoro, la difficoltà crescente nel vivere sociale  non rappresentano l'unica faccenda importante del momento storico e dell’essere presente sul pianeta Terra. Possedere fede significa provare a dare significato all'esistenza.  E su questa convinzione sui media frequentemente ci capita di leggere che l’uomo è un « animale religioso » inserito nel processo storico  dell'evoluzione.


Per molti, però, per troppi, forse per la maggioranza il richiamo della foresta è ancora forte, e le religioni appaiono solo come le classiche lucciole che splendono fra le tenebre (Schopenhauer). Occorre invece che la religione, le religioni,  siano conosciute in tutte le loro forme. 

Esiste in molti ambienti sociali una sorta di pigrizia mentale nel voler affrontare la questione religiosa.


Sul blog, come per prassi da più tempo, continueremo e proveremo a fotografare la realtà di varie religioni, comprese alcune dell’antichità, al fine di proporre spirito ed essenza del vivere umano. Il rispecchiarsi o meno di ciascun lettore è questione personalissima.

venerdì 30 ottobre 2026

Il Dovere di riflettere

=====

Franco, un collaboratore, riporterà sul blog delle brevi riflessioni. Quella della riflessione è una responsabilità etica e personale di fermarsi, pensare con attenzione e valutare le proprie azioni, le scelte passate e le conseguenze sul mondo che ci circonda, anziché agire solo per impulso o fretta. Aiuta a non subire passivamente le regole o le pressioni della società, trasformando gli obblighi in scelte consapevoli.

=. =. =

Il rapporto tra Umberto Eco e il
cristianesimo 
è stato caratterizzato
da una profonda formazione
giovanile cattolica, seguita da
un progressivo distacco e
dall'approdo a una religiosità
laica.



=== La conoscenza, la gnosi. 


Umberto Eco, nel suo Pendolo di Foucalut (1988) per contrastare certi ritorni dello gnosticismo (=quella convinzione secondo cui la conoscenza dei “misteri di Dio, del mondo, dell’uomo, della storia” sarebbe riservata ad una élite), ebbe a scrivere un elenco di contrasti da cui si può meglio cogliere cosa sia il Cristianesimo. 


() Per lo gnosticismo la salvezza dell'anima 

si ottiene attraverso una conoscenza 

(gnosi, dal greco γνῶσις) superiore, 

misterica e intuitiva.

 (*) Di contro il Cristianesimo ha proposto 

i seguenti contrasti: il cristianesimo

conquista i popoli, e’ pubblico, promette

progresso, e’ pensiero storico, il tempo fa

parte della redenzione, e’ religioso ma

sopporta la laicizzazione.



martedì 27 ottobre 2026

27 Ottobre

 Il 27 ottobre 1986, quarant’anni fa Giovanni Paolo II invitò ad Assisi, nella città di San Francesco, i leaders di tutte le religioni per pregare gli uni accanto agli altri. Era il tempo della guerra fredda e quell’iniziativa suscitò entusiasmi e resistenze, anche tra i cattolici. 

27.10.1986: è una data storica
per la Chiesa cattolica e per il
dialogo globale: quel giorno si
svolse il primo storico 
Incontro
interreligioso di Assisi
, una
Giornata mondiale di
preghiera per la pace ideata
e promossa da Papa Giovanni
Paolo II. Quell’
 evento diede
vita al cosiddetto
 
"Spirito di Assisi"
, un modello
di fraternità e dialogo che
continua a essere celebrato e
rinnovato ancora oggi.




  Nelle edizioni successive la partecipazione si allargò e oggi tanti rivendicano quello spirito, in relazione a quanto accade in Ucraina e non solamente lì.

  In quel 27 ottobre fu Karol Wojtyła, un papa polacco, a ricevere le autorità e le delegazioni religiose presso la basilica di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi. Sedette al centro, e gli altri si disposero a semicerchio intorno a lui, allo stesso livello. Nel discorso di benvenuto chiarì che il «trovarsi insieme di tanti capi religiosi per pregare» voleva invitare il mondo «a diventare consapevole che esiste un’altra dimensione della pace e un altro modo di promuoverla, che non è il risultato di negoziati, di compromessi politici o di mercanteggiamenti economici». 

  L’incontro proponeva la via alternativa verso la pace della preghiera, con le parole del Pontefice, «quale relazione con un potere supremo che sorpassa le nostre capacità umane da sole». Di pontefice in pontefice, di evento in evento, lo spirito di Assisi si è incarnato in molti modi. In questo 27 ottobre toccherà a Leone XIV, che sappiamo essersi sottoposto nei giorni scorsi  a intervento chirurgico, recarsi ad Assisi per un nuovo incontro cui dovrebbe partecipare, tra gli altri, il Patriarca di Costantinopoli.

domenica 25 ottobre 2026

Antico Testamento

 

Gianfranco Ravasi,
Dopo aver guidato il Pontificio
Consiglio della Cultura dal 2007
al 2022, mantiene un ruolo attivo
di studio, pubblicazione e dialogo
culturale.
Stando a quanto sostiene Gianfranco Ravasi,  attualmente presidente emerito del Dicastero per la Cultura e l'Educazione della Santa Sede (incarico ricoperto fino al 2022) e continua la sua intensa attività di biblista, teologo, scrittore e conferenziere, è’ stato l'apostolo Paolo a coniare per primo la locuzione «Antico Testamento», in greco palaià diatheke, quando osservava criticamente che «i figli di Israele... avevano le menti indurite: infatti, fino ad oggi un velo rimane, non rimosso, quando si legge l'Antico Testamento, perché è in Cristo che esso viene eliminato» (2Cor 3,13-14). La dichiarazione di S. Paolo rimandava anche all'alleanza (in greco, sempre diatheke) intercorsa tra il Signore e Israele, un'alleanza spesso violata dal popolo ebraico e destinata per l'apostolo ad approdare alla pienezza in Cristo. 

Sulla scia paolina furono due autori cristiani, Tertulliano e Origene, vissuti tra il Il e III secolo, i primi a usare in modo esplicito la locuzione «Antico Testamento» per definire le Scritture Sacre di Israele accolte anche dal Cristianesimo, che le considerò un tutto unitario in sé e in collegamento col Nuovo Testamento.

Proprio perché parola di Dio e quindi testo ispirato, si preferisce ora adottare l'espressione Primo Testamento, nella consapevolezza che la storia della salvezza ha un percorso unitario le cui tappe devono essere tutte seguite dal fedele cristiano. Entrambe le formule sarebbero, comunque, accettabili, perché hanno come centro proprio quell'alleanza, testamento, patto, promessa, che nasce da un impegno diretto di Dio. E’ lui, infatti, a entrare per primo in scena, nelle varie tappe della storia, con la sua parola e la sua opera per giudicare e salvare, per rivelarsi e condurre l'umanità verso la libertà e la vita piena e perfetta.

domenica 18 ottobre 2026

Storia del Cristianesimo (8)

 Brevi flash sulle origini 

La Chiesa delle origini nasce 
formalmente a Gerusalemme 
durante il giorno di Pentecoste, 
50 giorni dopo la Pasqua di Risurrezione. 
Secondo la dottrina  e il racconto 
biblico degli Atti degli Apostoli, 
sebbene la Chiesa sia stata istituita da 
Gesù Cristo, la sua manifestazione ed 
espansione nel mondo ha avuto inizio 
proprio con la predicazione e l'azione 
diretta dei dodici apostoli sotto la guida 
dello Spirito Santo.
Il principio secondo cui la vera 
Chiesa deve risalire storicamente agli 
apostoli prende il nome di apostolicità. 
Questa continuità storica e dottrinale 
è garantita, nella teologia cattolica 
e ortodossa, dalla Successione Apostolica, 
ossia la trasmissione ininterrotta 
dell'autorità spirituale dagli apostoli ai 
loro successori, i vescovi, tramite 
l'imposizione delle mani.


Provare a cogliere

La prima chiesa.  La prima comunità ecclesiale cristiana è stata fondata a Gerusalemme il giorno di Pentecoste, cinquanta giorni dopo la Pasqua, secondo il Nuovo Testamento e la tradizione. Gli apostoli — riuniti nel Cenacolo con Maria dopo la Pentecoste — iniziarono a predicare la resurrezione di Gesù e a battezzare i primi credenti.


La comunità di Antiochia in Siria (fondata intorno al 38–40 d.C. dagli apostoli Pietro e Paolo) è spesso citata come la prima chiesa impiantata al di fuori di Gerusalemme e il luogo in cui i seguaci di Gesù furono chiamati per la prima volta "cristiani".


L'aumento del numero dei fedeli, come pure l’espansione territoriale, pose alle comunità cristiane il problema della loro organizzazione. Si formarono cosi, gradualmente, le prime istituzioni ecclesiastiche. A capo di ciascuna comunità cristiana era un Vescovo «sorvegliante», da cui dipendevano alcuni diaconi, dotati di funzioni soprattutto amministrative e assistenziali, e alcuni presbiteri, preposti a funzioni spirituali e liturgiche.


L'autorità del vescovo si fondava sulla cosiddetta «successione apostolica»: ogni apostolo aveva personalmente consacrato, a capo di ciascuna delle comunità cristiane, un vescovo. Tutti i vescovi, in teoria, erano uguali e autonomi: tuttavia molti riconoscevano al vescovo di Roma una posizione di maggiore prestigio, poiché egli era il vescovo della capitale dell'impero e la chiesa romana era stata fondata, come quella di Antiochia,  dagli apostoli Pietro e Paolo.


=. =. =

ANTICO TESTAMENTO

Il tema, il centro sviluppato e’ una sorta di “patto”, di “alleanza” e addirittura di “promessa” che parte da Dio. E’ Lui che in varie tappe entra in scena, nelle scene della storia, ora per giudicare e ore per salvare.

Per i credenti Egli sarebbe, e’, in azione nella Storia di Israele per tracciare il suo disegno. L’uomo sarebbe, e’ chiamato, a collaborare al progetto divino, conservando autonomia e libertà, e contemporaneamente perseguendo il suo personale impegno di fede.

giovedì 15 ottobre 2026

Il Novecento (3)

L'incidente di Ual Ual 
fu uno scontro armato avvenuto 
il 5 dicembre 1934 presso la località
di Ual Ual (o Walwal), un'area
desertica dell'Ogaden ricca di pozzi
d'acqua posizionata lungo il confine
conteso tra l'Etiopia e la Somalia
Italiana
. L'evento vide contrapposte
le truppe dell'Impero etiopico e un
presidio militare italiano composto in
larga parte da dubat (truppe coloniali
somale). Questo scontro, che provocò
la morte di circa 107 etiopi e 30 soldati
del presidio italiano, fu amplificato a
fini propagandistici dal regime fascista
e divenne il principale 
casus belli formale
per l'aggressione e l'inizio della 
Guerra
d'Etiopia
 nell'ottobre del 1935.





Conoscere il passato per 


non ricadere negli stessi pericoli

*.    *.    *pagine di Storia in breve
Anni venti e trenta

Il 30 ottobre 1922 Benito Mussolina raggiunge la capitale e chiama accanto a sé anche due liberali, due democratici, due popolari, i cattolici e due capi di stato maggiore. E rimanda a casa le camicie nere, che sono entrate a Roma marciando, o a cavallo, qualcuno anche in carrozzella. 

Quando il duce ha in mano il potere, lo esercita con durezza, finiscono le libertà di stampa e di riunione, c'è un tribunale speciale che non concede appelli, ma Mussolini esalta la gente con la conquista dell’Impero, crea l’Opera maternità e infanzia, promuove la «battaglia del grano», si accorda con la Chiesa, fonda le Corporazioni. Poiché soffre il tormento delle culle vuote, tassa i celibi, premia le famiglie numerose ed esprime al federale di Ravenna il suo programma: «O bambini o legnate». Mussolini piace. «Grande attore prima che tribuno, più tribuno che politico, più politico che statista», dice di lui lo storico Gianfranco Bianchi.


In Germania si inneggia: «Heil Hitler». Il cancelliere arriva a guidare il Paese con l'appoggio della gente, odia gli ebrei ma anche gli sport violenti, è gentile con le signore e bacia la mano alla segretaria, è pieno di premure per il suo cane alsaziano, e disprezza e teme gli intellettuali, gli piacciono i film sentimentali e le operette «con gran mostra di gambe», come annota uno stretto collaboratore, l'architetto Albert Speer. Il 1° settembre 1939 ordina l'assalto: e l'Europa trema. Dodici anni, tre mesi e otto giorni durerà la dittatura del «caporale boemo», come lo chiamava Hindenburg.


Gli anni Trenta sono anni difficili per l'Europa. In Italia si è già instaurata la dittatura di Mussolini e in Germania Hitler sale al potere debellando ogni opposizione con metodi spesso brutali. La Russia è dominata dal pugno di ferro di Stalin. L'evento del secolo, a Mosca, è stata una rivoluzione: quella di ottobre. Nel 1917 è caduto l'impero degli zar. Non c'è pietà per nobili, borghesi, ma neanche per migliaia di socialisti rivoluzionari. La dittatura del proletariato di Lenin, e poi di Stalin, passa come un rullo compressore.


Anche gli intelletuali sono in crisi. Alla disordinata, ma fertile Germania di Weimar, si sovrappone quella della croce uncinata.

La Francia è scossa da continue lotte sindacali e politiche. Cosi pure la Spagna, ma due grandi scrittori, Federico García Lorca e Rafael Alberti, danno al loro Paese «la più bella poesia d'Europa». Nell'aprile del 1939 le truppe franchiste entrano in Madrid. Sui muri delle case diroccate si legge ancora, sbiadita, la scritta: «No pasarán», non passeranno. Le guerre cominciano sempre con un riferimento a nomi trascurabili, che sono anche dei pretesti: Sarajevo, ed è l'inizio di quella che ci ostiniamo a chiamare «Grande Guerra»; Ual-Ual, ed è l'avvio della nostra «impresa etiopica»; Danzica, una cittadina sul Baltico, e si incendia tutto il mondo.

Il 1° settembre, lo stesso giorno in cui Hitler attacca la Polonia, la Francia mobilita e, una settimana dopo, il generalissimo Maurice-Gustave Gamelin ordina che scatti la «Manovre Pierrot». È il nome in codice che sta a indicare l'intervento militare francese a sostegno di Varsavia per alleggerire la pressione tedesca sul fronte orientale. Parigi e Londra hanno dichiarato guerra alla Germania. Intanto le truppe polacche, in poche settimane, vengono sbaragliate. Gamelin ordina ai suoi di rintanarsi nei bunker, considerati imprendibili, della linea Maginot. 

Il 10 giugno anche Mussolini, che dice di aver bisogno di alcune migliaia di morti per sedersi al tavolo della pace, prende la grave decisione di entrare in guerra. I francesi si sentono pugnalati alle spalle: solo quattro giorni dopo i nazisti issano la bandiera con la croce uncinata sull'Arco di Trionfo a Parigi.

(Segue)

mercoledì 14 ottobre 2026

Il Papa

 Stando al bollettino emesso dalla Santa sede alle 22 di ieri, comunicazione ufficiale, vengono rassicurate le attuali condizioni de Papa Leone XIV, ma viene dato conto, stando a quanto riportano i media,  di una situazione peggiore di quanto era emerso prima dell’intervento che si è svolto al Policlinico Gemelli di Roma.

 «Il Santo Padre è stato sottoposto, come programmato, all’intervento di chirurgia toracica», scrivono il medico personale Luigi Carbone e il professor Stefano Margaritora, che ha eseguito l’intervento. E aggiungono: «Per rendere l’intervento radicale, è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita. L’esame istologico estemporaneo ha confermato la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli esami pre-operatori. Il Santo Padre è stato in sala operatoria per circa 3 ore, la durata dell’intervento è stata di circa 90 minuti. L’intervento è riuscito e non ci sono state complicanze. Dopo l’intervento il Papa si è svegliato regolarmente ed è rientrato dopo un breve periodo di osservazione nella sua stanza al decimo piano».


lunedì 12 ottobre 2026

Il Papa. Ha un nodulo polmonare.

 

La Santa Sede, attraverso il portavoce Matteo Bruni, ha fatto sapere che «l’intervento è previsto per i primi giorni della prossima settimana e il tempo previsto per il ricovero post operatorio è di circa una settimana». Il Papa Prevost conta di rimettersi in breve tempo e di non annullare il viaggio in Sudamerica che tra il 6 e il 17 novembre lo porterà in Uruguay, in Argentina e in Perù, il Paese nel quale ha vissuto vent’anni come missionario e poi come vescovo.

  Dell’intervento ne ha parlato direttamente il Papa ai fedeli, alla fine dell’Angelus, e lo ha fatto secondo il suo stile, con tono asciutto e un sorriso appena accennato, come a trasmettere tranquillità: ha riferito di «un nodulo circoscritto al polmone», individuato «in una fase molto iniziale e ben localizzato», e insomma di una situazione sotto controllo.

 Il Papà  ha compiuto 71 anni a metà settembre ma ha il fisico di un sessantenne in forma e conta di riprendersi subito. 

domenica 11 ottobre 2026

Storia del Cristianesimo (7)

 

La missione di San Paolo
 (Saulo di Tarso) è 
portare il
Vangelo di Gesù a tutti i
popoli, con particolare
attenzione ai Gentili (i
non ebrei)
, guadagnandosi
il titolo di "Apostolo delle Genti.
"
Ha percorso circa 15.000
chilometri
 in diversi anni,
compiendo tre grandi viaggi
missionari attraverso la Siria,
l'Asia Minore (Cipro,
 Anatolia), la Macedonia e la
Grecia (fondando comunità
a Filippi, Tessalonica, Atene e
Corinto)
.  
 Fu sostenitore della salvezza
in Cristo, aperta a tutti, senza
l'obbligo di seguire
integralmente la Legge giudaica.








Brevi flash sulle origini 

Provare a cogliere

 La missione di San Paolo. San Paolo non aveva conosciuto e seguito il Gesù terreno, che annunciava la venuta imminente del regno di Dio e forniva una nuova interpretazione della Legge di Mosè. Ma, nella nota esperienza di Damasco, raccontata tre volte da San Luca negli Atti degli Apostoli (9,1-20; 22,6-16; 26,12-18), su cui egli fonda il suo carattere di apostolo, aveva conosciuto il Cristo celeste, il Gesù crocifisso e risuscitato che aveva liberato l'uomo dalla schiavitù del peccato e della morte (quella schiavitù che è entrata nel mondo per la disubbidienza di Adamo e costituisce propriamente per Paolo l'esistenza «nella carne») e che rivendicava nei confronti dei suoi discepoli il ruolo del salvatore e del signore (quel ruolo che, dirà sempre Lui, costituisce i credenti in «corpo di Cristo»). 

«Vi ho dunque trasmesso, anzitutto, quello che ho ricevuto, che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, e che fu sepolto, e fu risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture, e che apparve a Cefa, e poi ai Dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, la maggior parte dei quali vive ancora, mentre alcuni sono morti [...] Infine apparve anché a me» (I Cor. 15,3-8). E non è infatti il «Gesù storico» che tutti i Giudei avevano conosciuto, ma questo Cristo morto e risorto, che aveva posto fine alla Legge mosaica e alla storia, che egli predicava a Giudei e pagani come unico mezzo di salvezza. 

«Anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora non lo conosciamo più così», egli dice nella II lettera ai Corinzi (5,16) con un'affermazione che sarebbe stata ripresa e piegata ai propri intenti dalla moderna teologia. Da qui si afferma il principio paolino della giustificazione di tuti gli uomini (Giudei e pagani) per mezzo della sola fede nel Cristo morto e risorto (Rm. 3,29-30).

Il cristianesimo conseguentemente si staccava dal giudaismo e si affermava in maniera perentoria come religione non nazionale, ma universale. Gli elementi più legati alla tradizione giudaica reagirono perciò con forza a questa novità.


=.   =.   =

IL RITO BIZANTINO.

Il rito cattolico-bizantino in Italia è custodito dalla Chiesa bizantina cattolica in Italia (o Chiesa italo-albanese/italo-greca), una Chiesa sui iuris soggetta alla Santa Sede che si articola storicamente e giuridicamente in tre realtà:


-L’Eparchia di Piana degli Albanesi (Sicilia), istituita il 26 ottobre 1937 da Papa Pio XI, accoglie i discendenti degli esuli albanesi (arbëreshë) giunti in Sicilia a partire dal XV secolo. Ha sede a Piana degli Albanesi (PA), con la Cattedrale di San Demetrio Megalomartire e la Concattedrale di San Nicolò dei Greci alla Martorana a Palermo. 

Le lingue liturgiche utilizzati sono il greco koinè e l'albanese, ma anche l’italiano.


-L'Eparchia di Lungro (Calabria), istituita il 13 febbraio 1919 da Papa Benedetto XV, è la circoscrizione di riferimento per le comunità arbëreshë dell'Italia continentale. Ha sede a Lungro (CS), in Calabria, con la Cattedrale di San Nicola di Mira (famosa per il grande mosaico del Pantocrator).

Le Lingue liturgiche utilizzate sono il greco e l’albanese, ma anche l’italiano.


-L'Abbazia di Santa Maria di Grottaferrata (San Nilo), fondata nel 1004 da San Nilo di Rossano, è un monastero di monaci dell'Ordine Basiliano d'Italia. L'attuale assetto liturgico-istituzionale legato al rito bizantino è stato ribadito nel corso del Novecento, affiancandosi alle eparchie meridionali. E’ retta da un Esarca. Non è un'eparchia territoriale come le prime due, ma un monastero sui iuris dell'Ordine Basiliano. I monaci basiliani celebrano la Divina Liturgia secondo il rito greco-bizantino e custodiscono un immenso patrimonio di codici e manoscritti antichi nella celebre biblioteca dell'abbazia.