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venerdì 30 ottobre 2026

Il Dovere di riflettere

=====

Franco, un collaboratore, riporterà sul blog delle brevi riflessioni. Quella della riflessione è una responsabilità etica e personale di fermarsi, pensare con attenzione e valutare le proprie azioni, le scelte passate e le conseguenze sul mondo che ci circonda, anziché agire solo per impulso o fretta. Aiuta a non subire passivamente le regole o le pressioni della società, trasformando gli obblighi in scelte consapevoli.

=. =. =

Il rapporto tra Umberto Eco e il
cristianesimo 
è stato caratterizzato
da una profonda formazione
giovanile cattolica, seguita da
un progressivo distacco e
dall'approdo a una religiosità
laica.



=== La conoscenza, la gnosi. 


Umberto Eco, nel suo Pendolo di Foucalut (1988) per contrastare certi ritorni dello gnosticismo (=quella convinzione secondo cui la conoscenza dei “misteri di Dio, del mondo, dell’uomo, della storia” sarebbe riservata ad una élite), ebbe a scrivere un elenco di contrasti da cui si può meglio cogliere cosa sia il Cristianesimo. 


() Per lo gnosticismo la salvezza dell'anima 

si ottiene attraverso una conoscenza 

(gnosi, dal greco γνῶσις) superiore, 

misterica e intuitiva.

 (*) Di contro il Cristianesimo ha proposto 

i seguenti contrasti: il cristianesimo

conquista i popoli, e’ pubblico, promette

progresso, e’ pensiero storico, il tempo fa

parte della redenzione, e’ religioso ma

sopporta la laicizzazione.



martedì 27 ottobre 2026

27 Ottobre

 Il 27 ottobre 1986, quarant’anni fa Giovanni Paolo II invitò ad Assisi, nella città di San Francesco, i leaders di tutte le religioni per pregare gli uni accanto agli altri. Era il tempo della guerra fredda e quell’iniziativa suscitò entusiasmi e resistenze, anche tra i cattolici. 

27.10.1986: è una data storica
per la Chiesa cattolica e per il
dialogo globale: quel giorno si
svolse il primo storico 
Incontro
interreligioso di Assisi
, una
Giornata mondiale di
preghiera per la pace ideata
e promossa da Papa Giovanni
Paolo II. Quell’
 evento diede
vita al cosiddetto
 
"Spirito di Assisi"
, un modello
di fraternità e dialogo che
continua a essere celebrato e
rinnovato ancora oggi.




  Nelle edizioni successive la partecipazione si allargò e oggi tanti rivendicano quello spirito, in relazione a quanto accade in Ucraina e non solamente lì.

  In quel 27 ottobre fu Karol Wojtyła, un papa polacco, a ricevere le autorità e le delegazioni religiose presso la basilica di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi. Sedette al centro, e gli altri si disposero a semicerchio intorno a lui, allo stesso livello. Nel discorso di benvenuto chiarì che il «trovarsi insieme di tanti capi religiosi per pregare» voleva invitare il mondo «a diventare consapevole che esiste un’altra dimensione della pace e un altro modo di promuoverla, che non è il risultato di negoziati, di compromessi politici o di mercanteggiamenti economici». 

  L’incontro proponeva la via alternativa verso la pace della preghiera, con le parole del Pontefice, «quale relazione con un potere supremo che sorpassa le nostre capacità umane da sole». Di pontefice in pontefice, di evento in evento, lo spirito di Assisi si è incarnato in molti modi. In questo 27 ottobre toccherà a Leone XIV, che sappiamo essersi sottoposto nei giorni scorsi  a intervento chirurgico, recarsi ad Assisi per un nuovo incontro cui dovrebbe partecipare, tra gli altri, il Patriarca di Costantinopoli.

lunedì 12 ottobre 2026

Il Papa. Ha un nodulo polmonare.

 

La Santa Sede, attraverso il portavoce Matteo Bruni, ha fatto sapere che «l’intervento è previsto per i primi giorni della prossima settimana e il tempo previsto per il ricovero post operatorio è di circa una settimana». Il Papa Prevost conta di rimettersi in breve tempo e di non annullare il viaggio in Sudamerica che tra il 6 e il 17 novembre lo porterà in Uruguay, in Argentina e in Perù, il Paese nel quale ha vissuto vent’anni come missionario e poi come vescovo.

  Dell’intervento ne ha parlato direttamente il Papa ai fedeli, alla fine dell’Angelus, e lo ha fatto secondo il suo stile, con tono asciutto e un sorriso appena accennato, come a trasmettere tranquillità: ha riferito di «un nodulo circoscritto al polmone», individuato «in una fase molto iniziale e ben localizzato», e insomma di una situazione sotto controllo.

 Il Papà  ha compiuto 71 anni a metà settembre ma ha il fisico di un sessantenne in forma e conta di riprendersi subito. 

venerdì 2 ottobre 2026

La società degli uomini (2)

Nella Costituzione italiana, la dignità umana non è racchiusa in un singolo articolo-manifesto, ma costituisce il vero e proprio filo conduttore e valore fondante dell'intero ordinamento repubblicano. Pur non essendoci una formula assoluta e generale come in altre carte coeve (ad esempio la Legge Fondamentale tedesca), la dignità "innerva" tutta la prima parte del testo costituzionale, legandosi a doppio filo al principio personalista, pluralista e lavorista.

==Quattro sono i pilastri fondamentali: 

1) La "pari dignità sociale" e l'uguaglianza (Articolo 3). La menzione più celebre si trova all'articolo 3, secondo cui "tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge". La dignità non è intesa come un concetto astratto o nobiliare, ma come una condizione sociale paritaria: ogni persona ha lo stesso valore intrinseco, a prescindere da sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche o condizioni personali. Il secondo comma affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che ne impediscono il pieno sviluppo.

2) Dignità e Lavoro (Articoli 36 e 38). Nel modello costituzionale italiano, il lavoro è lo strumento principale di emancipazione e affermazione della dignità umana. L'Articolo 36 stabilisce che la retribuzione del lavoratore deve essere proporzionata al lavoro svolto e, in ogni caso, sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. L'Articolo 38 garantisce i mezzi di sostentamento e l'assistenza sociale in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia o disoccupazione involontaria, affinché nessuno sia privato della propria dignità a causa di condizioni di vulnerabilità.

3) I limiti all'iniziativa economica (Articolo 41). La Costituzione tutela la libertà d'impresa, ma stabilisce una precisa gerarchia di valori. L'Articolo 41 sancisce chiaramente che l'iniziativa economica privata è libera, ma non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all'ambiente, alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. Il profitto non può mai calpestare il valore della persona.

4) Salute e trattamenti sanitari (Articolo 32). Il diritto alla salute è tutelato dall'Articolo 32 anche nella sua dimensione di rispetto dell'identità personale. La norma vieta espressamente che un trattamento sanitario obbligatorio (stabilito per legge) possa violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. 

 La visione della società secondo Aristotele

La teorizzazione dello schiavismo

 Nella società occidentale, dall’Illuminismo, e comunque dalla fine del Settecento, chi possiede i mezzi di produzione, riesce pure ad imporre la propria rappresentazione del mondo teorizzandone la unicità: per questa via giustifica il proprio dominio e legittima la propria superiorità su chi è impegnato nella produzione come forza lavoro. Avviene, seguendo Aristotele,  che tutti coloro la cui cultura è diversa da quella egemone, non rientrando i loro comportamenti nel discretizzato secondo i modelli dominanti, vengono associati alla natura. Non sono cioè logos ma caos. Sono barbari, primitivi, diversi, devianti. La loro condizione subalterna o marginale viene cosí affermata come un dato naturale. E’ lo stesso Aristotele a esprimere i seguenti concetti:

«Poiché l'essere dotato di intelligenza e preveggenza è dominatore e signore per natura, chi può eseguire con le facoltà corporali le prescrizioni di questo, è soggetto e schiavo... Per natura dunque è determinata la condizione dell'essere femminino e dell'essere servile, poiché la natura nelle sue creazioni non rassomiglia agli artigiani dozzinali, come quelli che fanno le spade delfiche, opera meschina; ma adatta ciascun essere alla sua funzione: cosí infatti ciascuno degli strumenti raggiungerebbe la perfezione, qualora non fosse destinato a una molteplicità di funzioni, ma fosse conformato e adoperato per una sola. Tra i barbari, è vero, la femmina e lo schiavo sono allo stesso livello, ma la causa è che i barbari per natura non sono destinati a comandare».   

Aristotele, con quanto ora riportato, insiste nel riferire alla natura la diversità di condizione sociale, e nell'assumere questa a segno di inferiorità. Egli considera inoltre l'opinione apparentemente strana che uno strumento per essere perfetto deve servire a una sola funzione. 

E una stranezza il cui valore ideologico viene chiarito subito dopo, quando leggiamo che per il filosofo greco «le arti... hanno una sfera ben determinata, hanno bisogno di strumenti appositi per effettuare la produzione degli oggetti propri di ciascuna di esse (gli strumenti alcuni sono inanimati, altri animati; per esempio, per il capitano di nave, il timone è strumento inanimato, l'osservatore sulla prua, animato: poiché l'operaio nelle arti tien luogo d'utensile): cosí nell'economia la proprietà è strumento per la vita, il possederla è il complesso degli strumenti, lo schiavo è una proprietà animata, e l'operaio è uno strumento superiore a tutti gli altri strumenti»

(Politica I 12526 1-7; I 12536 25-34). 


Il discorso ora è chiaro: se lo strumento piú perfetto è quello adatto a svolgere una sola funzione, operaio ideale, in quanto strumento, sarà quello che limiterà se stesso al solo ruolo di operaio. In questo modo, restando stabile l'assetto sociale, la natura non minaccerà la cultura, il logos, cioè, manterrà il predominio sul caos.

La concezione gerarchica tra lavoro intellettuale e lavoro manuale, anche se non sempre esplicitata nei termini schematici e crudi usati dal filosofo greco, è un carattere distintivo di molte civiltà. La ritroviamo in qualche modo anche nel pensiero cristiano, la cui storia in larga misura si confonde per molti secoli con quella della civiltà occidentale. Il Cristianesimo, ovviamente, muovendo dal presupposto della parità umana, per recuperare la distinzione negata, riformulava in modo diverso l'opposizione attraverso la messa in valore dell'ascesi. Ne risultava cosí un nuovo ordine gerarchico che poneva al livello piú basso il lavoro materiale e a quello piú alto il lavoro, l’impegno spirituale.

=. =.  =


(Segue: su questa pagina punteremo a mettere in rilievo il ruolo del fattore “Lavoro”  dall’alba della civiltà fino ai nostri giorni).

martedì 8 settembre 2026

Capire

 

La Natività della Madre di Dio
(8 settembre) è di fatto la 
prima
grande festa
 del nuovo ciclo. Il
ciclo si chiude idealmente il 15
agosto con la 
Dormizione 
(l'Assunzione). Questo significa
che l'intero anno cristiano
bizantino è racchiuso e scandito
all'interno della vita e del mistero
di Maria.





Nella ritualità bizantina, l'8 settembre si celebra la Natività della Santissima Madre di Dio (Theotokos), una ricorrenza di fondamentale importanza teologica e liturgica.

Mentre nel rito romano questa data si inserisce nel normale corso dell'anno, nel rito bizantino assume una valenza strutturale unica.
== Inizio dell'Anno Liturgico: L'anno ecclesiastico bizantino comincia il 1° settembre. Di conseguenza, la Natività della Madre di Dio è in assoluto la prima delle Dodici Grandi Feste del ciclo annuale. Il ciclo si chiuderà specularmente il 15 agosto con la sua Dormizione, racchiudendo l'intera storia della salvezza tra la nascita e il transito al cielo di Maria.
== Nei testi liturgici orientali, questa festa è definita l'"inizio della nostra salvezza". Maria viene celebrata come la "terra del cielo", il grembo purissimo offerto dall'umanità affinché il Verbo potesse incarnarsi. La liturgia mette in risalto il passaggio dalla sterilità della madre Anna alla fecondità della grazia, simboleggiando la fine della condanna del peccato originario.
== Durante la solenne Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo, i canti e gli inni specifici (come l'Apolitìkion) proclamano la gioia universale: "La tua nascita, o Madre di Dio, ha rivelato la gioia a tutta la terra, perché da te è sorto il Sole di giustizia, Cristo Dio nostro...”.

= =  Il culto mariano nel mondo cattolico si manifesta maggiormente nel suo splendore e nella sua forza. Maria è l'immagine dell'essere umano perfettamente redento e salvato da Cristo. La redenzione è grazia: la Madre di Dio è piena di grazia. In Ella si coglie ciò che la grazia può fare con l'uomo, a quale altezza può elevarlo.

= =  La vita di Maria è poverissima nella descrizione degli eventi esterni, concisa; nel Vangelo occupa appena poche righe. Ma piene di significati interiori. 

Ogni evento esprime un dogma misterioso: l'immacolata concezione, la maternità divina, l'intimo rapporto con Gesù, la presenza sotto la croce e durante la venuta dello Spirito Santo, l'assunzione in cielo.


La festa dei contessioti

 

La festività a sfondo religioso
più importante dell'anno, un
momento in cui la comunità
locale si riunisce e alcuni
emigrati ritornano in
paese e’ quella 
in onore di 
Maria Santissima della
Favara, l’8 settembre.




Le feste religiose patronali o meno in Sicilia sono eventi unici che uniscono fede profonda in chi la possiede, folklore, tradizioni secolari ed espressioni artistiche e  spettacoli pirotecnici.

 A Palermo la celebrazione in onore della "Santuzza" commemora la liberazione dalla peste del 1624. Il momento più emozionante è il 14 luglio con il grande carro trionfale che sfila lungo il Cassaro fino al Foro Italico, seguito da imponenti giochi di luce e musica.

 A Contessa Entellina la celebrazione di grande richiamo, seppure quella del patrono cade l’8 dicembre con San Nicola, si concentra sulla Vara della Madonna della Favara (8 Settembre): Un enorme fercolo artistico e’ utilizzato durante la festa religiosa per portare in processione la sera dell’8 Settembre la statua di Maria col bimbo in braccio, e’ condotto, appunto in processione, da varie decine di giovani devoti per le vie del centro abitato. La processione è seguita da tanti fedeli, arrivati pure dai paesi vicini. 

Ciò che colpisce le giovani generazioni che partecipano alla processione sono le tante donne ( alcune pure esse giovani) che scalze percorrono l’intero percorso della processione lungo le vie del paese, dall’uscita dalla Chiesa, l’attraversata dell’intero tradizionale percorso, fino al rientro in Chiesa. Un bel po’ di chilometri!

Al di là dei tanti e diversi approcci con cui le tante famiglie locali (ma anche famiglie che, nella ricorrenza arrivano dai paesi limitrofi) affrontano la festività religiosa c’è una espressione dell’allora cardinale Ratzinger, che in risposta ad una domanda piuttosto articolata, ebbe a dire fra altro: “il cattolicesimo è gioioso, colorato, umano. Sa far posto a tutto della vita dell’uomo: alla preghiera ma anche alla festa, alla penitenza ma anche all’allegria”. E di fatto, le feste religiose dell’estate siciliana, e quindi contessiota, accolgono e valorizzano di tutto, persino le iniziative di personaggi che nel corso dell’anno in chiesa non entrano mai, se non per esibire la loro presenza.

giovedì 20 agosto 2026

Il bene comune?

Il bene comune indica l'insieme
di quelle condizioni di vita sociale
che permettono a tutti i singoli
cittadini, alle famiglie e ai gruppi
di raggiungere la propria pienezza.
Tuttavia, 
il concetto
cambia molto a seconda della
visione filosofica, politica ed
economica di riferimento,
generando interpretazioni
e tensioni divergenti tra loro
.


 Politica, e non solo.

Sfogliando giornali e libri di decenni passati si ha la sensazione che parole un tempo forti, autorevoli, addirittura normative (verità, ordine, patria, giustizia, disciplina, solidarietà, educazione, regola, senso ….) siano ai nostri giorni parole vuote. Evocarle da l’impressione di evocare fantasmi, persone all’antica o come si dice adesso “politicamente scorrette”.

Rinviamo ad altra occasione l’avvenuto smagliamento delle organizzazioni partitiche e politiche dei nostri giorni, e’ certo però che la rete dei rapporti umani da più tempo -si coglie- si va smagliando, i legami civici languono, le scuole culturali diffuse sui territori, se ancora esistono, sono aperte ai minimalismi, ai pensieri deboli.

Tratteggiando il mondo di periferia, se si agisce per la collettività, ci si accorge presto che la rete dei rapporti umani si smaglia, i legami culturali e sociali languono e i grandi ideali lasciano spazio solamente ai minimalismi, alle costruzioni deboli. E sapevamo che la politica deve, dovrebbe tendere a interpretare interessi di carattere generale, ma per quanto essa si adoperi (con figure non sempre opportune), stenta a chiarirne e a difenderne il senso  alto ed intero nel quale la gran parte della società possa riconoscersi, non solo come cittadini, ma anche come persone.

Così, quando vien meno il consenso interiore a ciò che lasciamo fare, il nostro tempo pur ricco di tantissime cose da fare, finisce per apparirci privo di significato, cioè di valore.

(Segue)

sabato 1 agosto 2026

Il Bene comune?

Nella repubblica teorizzata da Platone
ciascun membro deve svolgere le mansioni
che gli competono, secondo le proprie
inclinazioni naturali, e ognuno deve agire
nell’interesse della collettività. Le regole
imposte alle varie classi sociali, che appaiono
 rigide e autoritarie ai nostri occhi, nella
prospettiva platonica sono funzionali a 
evitare il prevalere degli istinti egoistici e
individualistici
. Per questo motivo, in
particolare, ai governanti sono interdetti i
vincoli familiari e il possesso di beni materiali:
essi devono operare le proprie scelte
senza che gli affetti o gli interessi privati
possano interferire con la 
responsabilità e
la 
lealtà verso lo Stato. Platone è convinto,
infatti, che le principali cause di
degenerazione dei regimi politici risiedano 
nell’ambizione, nell’avidità e nell’arbitrio,
ossia nella tendenza dei governanti a
porre al primo posto il proprio tornaconto
rispetto al benessere dei cittadini.

 Politica, e non solo.

Il bene comune indica, secondo alcuni punti di vista, tutto ciò che è utile e necessario per il benessere di tutti i membri di una comunità, come l'acqua, l'ambiente e la salute. Non è proprietà privata né solo dello Stato, ma un valore condiviso che appartiene a tutti. Secondo alcuni? Si, nel contesto del relativismo tanti di noi vedono l’Idea del Bene, ma tantissimi altri di noi corrono il rischio di non vederla per nulla.

 A sentire le registrazioni conservate dei nostri nonni, dei nostri padri che parteciparono alle due guerre mondiali il bene, per loro, in più momenti della loro vita, fu legato alla vita fisica come la fame, il freddo, le epidemie, oppure alla vita sociale come il poter disporre dei diritti politici, o l’eguaglianza dei sessi e dei diritti socio/politici.

 Il vivere di noi esseri umani implica il percorrere una direzione, disporre di una prospettiva. Ai nostri giorni i mezzi di comunicazione nutrono la nostra energia e riescono persino a dargli direzione. E purtroppo la direzione prevalente e’ in direzione del consumismo, dell’intrattenimento che raramente conducono in direzione della comunione e della solidarietà umana.

 Su questa pagina, avvalendoci anche di certa letteratura, proveremo a cogliere una (o più) logica del mondo che tenta ad esplicare alcune ragioni del nostro essere qui. Inevitabilmente tocca a ciascuno di noi trovare il “valore” per cui alimentare la propria vita interiore sulla base di una propria visione, filosofia che giustifica la presenza nel mondo. 

giovedì 30 luglio 2026

Concezione della vita di un condannato a morte

 

Pavel A. Florenskij (1882-1937) è stato un filosofo e teologo, scienziato e sacerdote ortodosso della Chiesa russa, fucilato nel 1937 dopo anni di confino. È considerato uno dei maggiori pensatori del XX secolo ed è autore di centinaia di titoli tra saggi, studi scientifici, recensioni, lettere e scritti autobiografici ancora in corso di pubblicazione in molti Paesi del mondo. Tra i volumi apparsi in Italia, si ricordano in particolare La colonna e il fondamento della verità (Rusconi, 1974; San Paolo, 2010), Le porte regali (Adelphi, 1977), Lo spazio e il tempo nell'arte (Adelphi, 1995), Non dimenticatemi (Mondadori, 2000). Ai miei figli (Mondadori, 2003), Il concetto di Chiesa nella Sacra Scrittura (San Paolo, 2008).

In una lettera dal gulag risalente al 2 giugno del 1935, indirizzata alla moglie Anna, Florenskij raccontava di un passato che non è passato, e che piuttosto riemerge in virtù di determinate circostanze, rivelandosi definitivamente come un eterno presente. Poche settimane prima, il 12 aprile, si diceva, sicuro del fatto che "tutto passa, ma tutto rimane". Così spiegava:


Questa è la mia sensazione più profonda:

 che niente si perde completamente, 

niente svanisce, ma si conserva in qualche 

modo e da qualche parte. Ciò che ha valore rimane, 

anche se noi cessiamo di percepirlo. 

Così pure le grandi imprese, anche se 

tutti le avessero dimenticate, in qualche 

maniera rimangono e danno i loro frutti. 


Perciò, se anche ci dispiace per il passato, 

abbiamo però la viva sensazione della sua eternità. 

Al passato non abbiamo detto addio per sempre, ma solo per breve tempo.

Mi sembra che tutti gli uomini, di qualunque 

convinzione siano, nel profondo dell'anima 

abbiano in realtà questa stessa impressione. 

Senza questo, la vita diventerebbe insensata e vuota.

giovedì 9 luglio 2026

Un Personaggio


Insieme ad Allen Ginsberg e
William S. Burroughs ha dato
 vita a un movimento culturale
che ha profondamente influenzato
la controcultura degli anni '60
e i successivi movimenti giovanili.
Jack Kerouac, è stato uno scrittore e poeta statunitense, considerato il padre e l'icona della Beat Generation. Attraverso i il suo stile di scrittura spontaneo e ritmico, ispirato al jazz, ha ridefinito la letteratura del Novecento
 ed espresso il rifiuto del materialismo della società americana del dopoguerra.

On the Road (Sulla strada): Il suo capolavoro assoluto, pubblicato nel 1957 e scritto su un unico rotolo di carta da teletype lungo 36 metri. Narra i viaggi autostradali attraverso gli Stati Uniti, celebrando la libertà, l'amicizia e la ricerca spirituale.



*  *  *

L’anima esiste?


L’anima di un bambino si 

affaccia dagli occhi.

Si manifesta da quelle finestre

che sono gli occhi, e degli occhi

così incantevoli certamente profetizzano

e stanno a indicare la più incantevole 

delle anime.