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mercoledì 5 novembre 2025

Storia, Cultura, Politica

 

Il cammino dell’Umanita’
* * *
Il periodo che va dalla
scoperta dell'America
(1492) alla Rivoluzione
francese (1789)
è conosciuto
come 
Età Moderna e fu
caratterizzato da eventi
epocali come la 
Riforma
protestante, la Rivoluzione
scientifica e le scoperte
geografiche che trasformarono
la società europea e il mondo.
Le grandi esplorazioni e
l'espansione coloniale
portarono a profondi
cambiamenti economici
e sociali, mentre le
trasformazioni culturali,
religiose e scientifiche
ridefinirono la visione del
mondo. Le rivoluzioni politiche
inglesi, americana e poi
francese segnarono il passaggio
verso nuovi sistemi di governo,
come la monarchia
costituzionale e la repubblica,
 e portarono alla nascita delle
moderne ideologie politiche.

















Il mondo prima e dopo la 

Rivoluzione francese (3)

Gli anni 1492 e 1789 hanno una grande valenza significativa e nel mondo occidentale sigillano la “modernità” con un inizio ed una fine, fermo restando che gli eventi a cui sono correlati siano intesi come “simboli” di processi che possiedono gradualità (=1’ scoperta dell’America; 2’ Rivoluzione Francese). In Europa la “modernità” per più storici viene vista nel subentro del capitalismo come sistema che comincia a mettere in ombra e a indebolire il precedente sistema egemone “feudale”, grazie anche all’avvenuta scoperta della “stampa”. Alla base di questa convinzione c’e’ l’idea che la Storia del mondo  sia essenzialmente storia dei contatti fra le sue varie culture e questi vari contatti si fecero sempre più intensi nell’epoca delle grandi scoperte, periodo che in Occidente coincise anche con l’invenzione della stampa consentendo a molti di acquisire conoscenze a distanza sulle culture straniere. Con la scoperta della stampa si avvia per la prima volta un processo di acculturazione che proprio in quel 1492 assume dimensioni  senza precedenti sia a seguito dell’immigrazione volontaria  ( degli emigrati spagnoli o inglesi verso le Americhe) e di quella frutto di coercizione (degli schiavi africani).

I contatti tra culture diverse che si stabilirono fra il 1492 e il 1789 furono sempre di dominio dell’Occidente sulle civiltà “scoperte”. L’interesse economico prevalse su quello culturale e l’ansia di ricchezza e di potere dei colonizzatori superò il buon senso che ci si sarebbe aspettato dai ceti militari, civili, religiosi o commerciali. Casi come quello del gesuita Matteo Ricci, che cercò di integrarsi il più possibile nella cultura cinese, non sono altro che eccezioni che confermano la regola.


martedì 28 ottobre 2025

Storia, cultura e politica

  

All’alba della
contemporaneità 

La "scoperta dell'America"
 (1492) e la "Rivoluzione francese"
(1789) sono convenzionalmente
considerate l'inizio e la fine
dell'Età Moderna
L'inizio
dell'Età Moderna segna il
passaggio dalla chiusura del
Medioevo all'apertura di
un'epoca di profondi
cambiamenti globali, tra
cui l'espansione europea, il
Rinascimento e la Riforma
Protestante. 
La fine dell'Età
Moderna è segnata dalla
Rivoluzione Francese, che, con
i suoi ideali di diritti e
cittadinanza, ha dato il via
all'Età  Contemporanea





Il mondo prima e dopo la 

Rivoluzione francese (2)

La Rivoluzione francese fu subito additata dagli studiosi del tempo ( nei suoi aspetti positivi e negativi) come l’inizio di una nuova era, al pari di come lo erano stati il crollo di Costantinopoli e la scoperta dell’America. La rivoluzione francese ridefinì da subito il concetto stesso di “rivoluzione”  (=fino ad allora rivoluzione significava ritorno ad una situazione precedente); da allora invece al termine fu attribuito il significato di cambiamento radicale e irreversibile. I rivoluzionari fecero di tutto per alimentare la convinzione dell’irreversibilità introducendo un nuovo calendario che indicava quel 1789 come “Anno Primo”. Cosi’, se l’inizio del mondo moderno coincideva con il 1789, al 1492 (anno di scoperta dell’America) si volle attribuire un diverso significato. Da qui l’attributo di “primo moderno” ai tre secoli intercorsi dalla fine del Medioevo e l’inizio dell’era rivoluzionaria o postrivoluzionaria (1492-1789).

Spesso gli avvenimenti che rappresentano pietre miliari  della storia non sono, non hanno la stessa valenza per le diverse civiltà, pero’ la scoperta dell’America e la rivoluzione francese  sono ovunque considerati  pilastri che inquadrano il periodo del mondo occidentale moderno. La presa della Bastiglia  costituì, da questo punto di vista, un cambio talmente radicale nella concezione del mondo, come lo fu tre secoli prima l’aver calpestato per la prima volta le terre americane.

La scoperta dell’America significò un cambio senza precedenti per il mondo occidentale. Lo sviluppo del traffico marittimo favorì gli interscambi umani, economici e culturali tra tutte le razze e i continenti, trasformando i principali porti europei , come quello di Lisbona in veri centri  nevralgici di comunicazione tra diverse civiltà 

Poco tempo dopo che Colombo sbarcò in America seguendo la rotta occidentale, Vasco da Gama lo faceva nelle Indie  attraverso la rotta orientale. Il suo arrivo a Calcutta significò l’apertura di una nuova via di accesso in Oriente e l’inizio della penetrazione europea in Asia.


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 Ci  proponiamo di esplorare le basi culturali del mondo occidentale a cominciare dalla modernità fino a pervenire alla contemporaneità. Augurandoci di riuscire nel progetto che ci e’ stato suggerito da esperti di Storia ed in parte proveremo a tratteggiare.

sabato 25 ottobre 2025

Storia, cultura e politica

Prima della Rivoluzione
francese, il mondo era
dominato dall'Ancien
Régime
, un sistema politico
e sociale basato sulla
monarchia assoluta, la
nobiltà ereditaria e i
privilegi feudali, tipico
dell'Europa.
 
Dopo la
Rivoluzione, la Francia
vide l'abolizione di questi
sistemi, l'emergere di
concetti come la repubblica,
i diritti dell'uomo e del
cittadino, e la fondazione
di una nuova società
basata sull'idea di
uguaglianza e
sovranità popolare
.

Le monarchie assolute
detenevano il potere
supremo, con la
legittimità derivante
dal diritto divino dei re.

I diritti erano spesso
legati alla nascita o
allo status sociale, e
non esistevano
concetti di uguaglianza
o diritti universali.








 Il mondo prima e dopo la 

Rivoluzione francese (1)

Il periodo dalla scoperta dell’America fino alla Rivoluzione francese, convenzionalmente dagli umanisti  viene considerato come l’inizio del mondo “moderno”. La cultura umanista concepì la fine del Medio Evo al 1500 circa e da lì in poi attribuì l’inizio del mondo moderno. Gli “umanisti” concepirono l’espressione medium aevum per descrivere quello che ritenevano periodo di “oscurità“ iniziato col declino dell’Impero Romano e i loro giorni.

Alcuni personaggi della cultura vollero indicare l’inizio della modernità con il crollo dell’Impero Romano d’Oriente (1453, crollo di Costantinopoli), pigliando spunto dall’arrivo in Occidente degli studiosi greci a cui viene attribuita la nascita del Rinascimento. Altri studiosi pensarono di attribuire l’inizio della modernità dal 1492, anno della scoperta dell’America ad opera di Cristoforo Colombo. Altri ancora, la nascente comunità dei protestanti, proponeva come anno di inizio della modernità il 1517, data in cui Martin Lutero affisse le sue tesi alla porta della chiesa di Wittenberg e simbolo dell’inizio della Riforma. Altri studiosi intesero parlare di nuova era, a cui ritenevano di appartenere, in termini tecnologici in virtù di tre nuove invenzioni: la stampa, la polvere da sparo e la bussola che rese possibile la scoperta del Nuovo Mondo.

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 Ci  proponiamo di esplorare le basi culturali del mondo occidentale a cominciare dalla modernità fino a pervenire alla contemporaneità. Augurandoci di riuscire nel progetto che ci e’ stato suggerito da esperti di Storia e che in parte tentiamo di  tratteggiare.

 Lo scopo? Vivere in consapevolezza il mondo che ci ospita.

lunedì 29 settembre 2025

Il Blog, la Storia, la lettura sul vivere, e certe sensazioni

  Brevissime dai giornali dalla vita di ogni giorno

=. =. = come si fa a credere?

Spuntano 21 punti che dovrebbero comporre il piano di Donald Trump per porre fine alla guerra sulla Striscia, un piano presentato nei giorni scorsi a otto rappresentanti dei Paesi arabi. Trump che li’ doveva realizzare una spiaggia per miliardari, dichiara: «Più buona volontà per il raggiungimento di un accordo di quanto abbia mai visto prima». La proposta incoraggerebbe i palestinesi a rimanere nella Striscia, seppellendo l’idea di trasformarla in una Riviera. Si legge di una Gaza libera dal terrorismo e riqualificata, si accenna a un futuro Stato palestinese con governo proprio. E ancora: se entrambe le parti accetteranno la proposta, le forze israeliane interromperanno le operazioni e si ritireranno gradualmente. Qualcuno dice: chissà domani cosa ri-proporrà Donald.

=. =. = come si fa a credere?

Eppure la nostra Sicilia sempre in cronaca con l’acqua che manca, gli ospedali in tilt, i rifiuti accanto ai monumenti, la Corte dei Conti che biasima spese per feste nei paesini con denaro pubblico, spese clientelari e bilanci in deficit, ed arriva la notizia di una svolta che sorprende anche gli oppositori del governo regionale.  Standard & Poor’s, la società americana che ratifica i bilanci ha attestato azzerato uno storico disavanzo. Al punto che ha innalzato il rating «da BBB a BBB+». Tradotto significa che da un disavanzo arrivato nel 2018 a più di 7 miliardi e 300 milioni si passa adesso a un avanzo di oltre 2 miliardi e 150 milioni. 


giovedì 4 gennaio 2024

Vita locale (3)

Il paese, l’arbereshe, le tradizioni, la gastronomia, lo stile di vita, le carenze locali.

Finalità di queste pagine e’ quella di fotografare l’area territoriale contessiota in più dimensioni e di sensibilizzare il coinvolgimento soprattutto dei giovani su tematiche di rilevanza civica, sociale, economica e di valorizzazione del territorio. 

Quale agricoltura ? (3)

La superficie boscata nell’area belicina e’ relativamente diffusa  in alcune aree alte, e comunque secondo alcuni studi essa non raggiunge a tutt’oggi  il coefficiente medio regionale. 

Contessa Entellina, il centro abitato e’ adagiato
alle falde di Brignet


Sappiamo tutti che le aree boscate hanno finalità di  1) difesa  del suolo e pure 2) paesaggistiche oltre che quello 3) socio-economico “occupazionale” di significative forze lavoro agricole che vengono addette ai conseguenti lavori manutentivi, nonché  4) di meglio immaginare la regimazione delle acque piovane che specialmente nei periodi invernali devastano i quartieri della parte alta del centro abitato e molto più frequentemente le strade provinciali di collegamento.

A Contessa Entellina l’impegno maggiore e costante per la diffusione delle aree boschive fu profuso negli anni della sindacatura (ed anche dopo) di Francesco Di Martino. Restano comunque, ancora, all’interno dell’ampia superficie territoriale comunale, aree a bosco degradate e -pure- aree da ampliare a bosco in funzione della protezione del suolo ed anche della prevenzione degli effetti della dispersione delle acque.
(Segue)

Finalità -ripetiamo- di questa pagina (Vita Locale), e di quelle che seguiranno, e’ quella di fotografare l’area territoriale contessiota in più dimensioni e nel contempo di sensibilizzare il coinvolgimento soprattutto dei giovani sulle tematiche di rilevanza civica, sociale, economica e territoriale.

La politica non è la professione svolta da pochi rampanti. Politica è il vivere e il respirare di tutti i nati da donna.

martedì 12 settembre 2023

Il terremoto in Marocco e l’orgoglio nazionale

Viene rifiutata la solidarietà estera

In Marocco si è alla quarta notte senza un tetto dove ricoverarsi per un’ampia parte del territorio nazionale mentre nelle zone più disastrate si sopportano i giorni di ritardo nei soccorsi. 

Lo Stato s’è chiuso al mondo esterno e non accoglie  gli aiuti proposti da numerosi paesi esteri: il consenso è stato dato solamente a quattro Stati, alla vicina Spagna, alla Gran Bretagna, al Qatar e agli Emirati arabi. Agli altri numerosi stati disponibili viene detto «Facciamo da soli». Tantissimi soccorritori sarebbero pronti a partire dagli Usa e dal Kuwait, dalla Turchia e da Israele, dall’Italia e da Taiwan, dalla Svizzera e dall’Iraq e redino dall’odiata Algeria. Il segretario di Stato americano Blinken e il presidente turco Erdogan hanno ribadito l’offerta, ma nessuna risposta è loro arrivata. 

sabato 12 novembre 2022

Storici siciliani. Quando l'Isola culturalmente e politicamente si riteneva "nazione"

Fino ai primi decenni dell'Ottocento gli uomini di cultura e di impegno politico o religioso dell'Isola coltivavano vivo lo spirito della "nazione" siciliana. Esistono infatti parecchi testi nelle biblioteche palermitane che con profonda convinzione sviluppano come storia della "nazione siciliana" tutti i secoli che vanno dall'anno mille al XVII secolo ed oltre. 

Come è facile immaginare, gran parte degli autori di quei secoli andati, provengono dal mondo ecclesiastico, uomini di Chiesa,  che con i mezzi propri del loro ingegno e dei loro tempi hanno indagato il mondo e gli eventi.

E' interessante cogliere il pensiero cinquecentesco dell'Isola a cominciare dal punto di vista di Ottavio Gaetani (Siracusa22 aprile 1566 – Palermo8 marzo 1620), gesuita e storico. Egli è ritenuto il padre degli studi di agiografia siciliana ed uno dei maggiori storici siciliani del XVI secolo. 

Dopo di lui non si può prescindere dagli studi di Rocco Pirri, il quale più che storico è ritenuto essere stato un diplomatico. Egli con senso critico ha esplorato tutti i secoli successivi al primo millennio. 

 Altro indagatore delle vicende siciliane, lette sempre in quanto "nazione" a sé, è stato ancora Giovanni Di Giovanni che non ha, però, a sufficienza indagato le vicende più caratterizzanti.

 Vanno ancora ricordati Lancia di Brolo, Vito Amico, Giovanni Evangelista, Salvatore Di Blasi e Michele del Giudice, tutti -manco a dirlo- benedettini, i quali tutti osservano la "Storia" nell'ottica dello sviluppo cristiano-romano.

sabato 8 gennaio 2022

Politica in Sicilia.

 

Immagine Giornale di Sicilia
del 16 dicembre u.s.
(1) Il sindaco di Palermo e la vicenda del cimtero dei Rotoli

 Da un paio di anni la vicenda del cimitero dei Rotoli, a Palermo, è al centro di attenzione da parte dell'Autorità Giudiziaria. Pare che le bare insepolte ad oggi siano 900 e finora gli indagati con già la richiesta di giudizio, a vario titolo, sono una diecina. Adesso, secondo quanto anticipato da Repubblica, anche il sindaco Orlando è coinvolto per omissione di atti d'ufficio. 

(2) Assolto l'ex Presidente della Regione Sicilia, Raffaelo Lombardo

E' stato assolto dalla Corte d'Appello di Catania l'ex presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, dalle accuse di concorso esterno all'associazione e corruzione elettorale.   L'inchiesta (rapporti tra politica, imprenditori, colletti bianchi e Cosa nostra) ha sortito dieci anni di udienze con due sentenze contrastanti e un annullamento con rinvio della Cassazione.  Per la Procura Lombardo avrebbe favorito clan e ricevuto voti alle regionali del 2008, quando fu eletto governatore. Accuse che lui ha sempre respinto. La Procura generale, aveva chiesto la condanna a sette anni e quattro mesi di reclusione. Evidente la soddisfazione del politico.

giovedì 6 gennaio 2022

Mancano posti in Ospedale. La Demagogia, il brodo culturale dei No-Vax

 Le persone ricoverate per Covid in Sicilia (tre su quattro sono no vax ...) rischiano di non poter ricevere le cure del caso, per super affollamento dei reparti ospedalieri.

Ospedale da campo
a Palermo

 Si cerca, si prova,  di correre ai ripari con soluzioni che definire artigianali è poco. All'ospedale Cervello di Palermo non c'è più posto, sono finite persino le barelle. E nel corso della notte passata e' stato montato un ospedale da campo, per evitare che - come gia' accaduto a Marsala  - chi arriva in ambulanza resti bloccato sui mezzi in coda. Infatti a Palermo -come capita frequentemente nella nostra terra- si è toccato il record di 14 ambulanze bloccate.

 Tiziana Maniscalchi, responsabile del pronto soccorso del Cervello, ha lanciato un appello su Facebook: 

"Polmoniti gravissime con poche speranze di sopravvivere in pazienti non vaccinati anche senza altre patologie. E' veramente un peccato suicidarsi così. È un peccato sfibrare il nostro sistema sanitario per logiche irrazionali. Cari non vaccinati in questo momento state a casa per evitare di contrarre un'infezione che per voi sarebbe con ogni probabilità mortale. E voi vaccinati provvedete alla terza dose che protegge e rende la malattia sopportabile. Io ve l'ho detto. Tempo di ripeterlo dentro il pronto soccorso non ce n'è".


domenica 12 dicembre 2021

Alle radici del Cristianesimo

Nelle Chiese di tradizione cattolico-bizantina in questa domenica di Dicembre viene proclamato il brano del Vangelo di Luca 14, 16-24.

***


16   Ora egli disse a lui: Un uomo faceva una grande cena e chiamò molti.

17   E inviò il suo servo nell'ora della cena a dire ai chiamati: Venite, perchè è già pronto!

18   E iniziarono tutti insieme a scusarsi. Il primo gli disse: Comprai un campo e ho necessità di uscire per vederlo. Ti prego: abbimi scusato!

19   E un altro disse; comprai cinque gioghi di buoi  e vado a provarli. Ti prego abbimi scusato!

20   E un altro disse; una donna sposa e per questo non posso venire 

21   E avvicinatosi il servo annunciò al suo signore queste cose. Allora, adiratosi, il padrone di casa  disse al suo servo: Esci veloce nelle piazze e nei vicoli della città, e i poveri e gli storpi e i ciechi e i zoppi conducili qui.

22   E disse il servo: E' stato fatto quanto ordinasti e ancora c'è posto.

23   E il Signore disse al servo: Esci  per le vie e le siepi  e forza ad entrare, perchè sia riempita la mia casa!

24   Vi dico infatti: Nessuno di quegli uomini che furono chiamati gusterà la mia cena,


". faceva una grande cena"

  La cena è un mangiare (= vivere) festoso: che nel testo prefigura la salvezza offerta a tutti.

venerdì 10 dicembre 2021

Contessa Entellina. Quella domenica di cinquantatre anni fa

  Estratti dalla

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE 

D'INCHIESTA SULL'ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI PER LA RICOSTRUZIONE 

E LA RIPRESA SOCIO - ECONOMICA DEI TERRITORI DELLA VALLE DEL BELICE 

COLPITI DAI TERREMOTI DEL GENNAIO 1968 

(Istituita con legge 30 marzo 1978, n. 96)  

Prima parte pubblicata Pigiare qui)   Seconda parte pubblicata (Pigiare qui)   Terza parte pubblicata (Pigiare qui)   Quarta parte pubblicata (Pigiare qui)   Quinta parte pubblicata (Pigiare qui)   Sesta parte  pubblicata (Pigiare qui)   Settima parte pubblicata (Pigiare qui)   Ottava parte pubblicata (Pigiare qui)   Nona parte pubblicata (Pigiare qui) Decima parte (Pigiare qui) Undicesima parte (Pigiare qui) Dodicesima parte (Pigiare qui) Tredicesima parte (Pigiare qui)Quattordicesima parte (Pigiare qui)Quindicesima parte (Pigiare qui)Sedicesima parte (Pigiare qui), Diciassettesima parte (Pigiare qui)Diciottesima parte (Pigiare qui), Diciannovesima parte (Pigiare qui). Ventesima parte (Pigiare qui), Ventunesima parte (Pigiare qui), Ventiduesima parte (Pigiare qui), Ventitreesima parte (Pigiare qui), Ventiquattresima parte (Pigiare qui), Venticinquesima parte (Pigiare qui), Ventiseiesima parte (Pigiare qui), Ventottesima parte (Pigiare qui), Ventinovesima parte (Pigiare qui) Trentesima parte (Pigiare qui), Trentunesima parte (Pigiare qui)341

Congruità della spesa. 

È stata compiuta un'analisi delle voci di spesa che figurano negli impianti dei lavori eseguiti dall'ENEL e ad esso pagati, sulla base del disciplinare e della convenzione di concessione, dall'Ispettorato generale per le zone terremotate. Trattasi, come si è già avuto occasione di notare, di tutti gli interventi effettuati nei nuovi centri di trasferimento delle popolazioni di 10 sui 14 Comuni dichiarati da trasferire, totalmente (n. 3 su 4) e parzialmente (n. 7 su 10). Per quanto riguarda i prezzi con cui sonò stati liquidati i lavóri - limitatamente alle opere elettriche vere e proprie — escluse le opere murarie relative all'esecuzione delle canalizzazioni e delle fondazioni dei pali per la pubblica illuminazione, nonché alla costruzione delle cabine -

 i prezzi medesimi, previa analisi delle categorie di lavoro più significative, sono stati giudicati congrui. 

Ugualmente congrua è giudicata la voce della spesa, attinente ai compiti tecnici affidati all'ENEL e calcolata nella misura del 3 per cento dell'importo dei lavori; tale giudizio è stato desunto confrontando la percentuale adottata con quella calcolata in base alla tariffa professionale per le prestazioni di direzione tecnica, liquidazione ed assistenza al collaudo dei lavori ed escluso quindi ogni compenso di progettazione. 

E poiché la spesa complessiva riconosciuta all'ENEL è formata soltanto delle due voci: importo dei lavori pagati in base ai prezzi unitari ed ammontare delle spese tecniche *ri£ont>seiuto con la percentuale fissa del 3 per cento suindicata, la conclusione è che la spesa è congrua in rapporto ai lavori eseguiti. 

Ad uguale conclusione si è giunti anche per quanto riguarda gli interventi dell'ENEL relativamente agli impianti elettrici nelle baraccopoli, in questo caso eseguiti su affidamenti del Provveditorato regionale alle opere pubbliche per la Sicilia. 

Per la verità a questo punto è da osservare che un giudizio di congruità fra le spese erogate ed i servizi realizzati, se comprende fra le componenti fondamentali da considerare la congruità economica dei singoli prezzi e delle singole voci di spesa, non può prescindere da altri fattori come la qualità della progettazione ed i tempi di esecuzione, ovvero l'andamento in generale della concessione. 

Tuttavia è da precisare che i tempi non possono avere influito in misura determinante sulla congruità della spesa, perchè in nessun caso è stata richiesta la revisione dei prezzi contrattuali da parte dell'ENEL; mentre, per quanto riguarda la progettazione, l'ENEL non vi ha provveduto, in generale, se non per introdurvi modifiche e perfezionamenti, necessari per adattare le previsioni originarie alla effettiva situazione dei luoghi ed ai criteri ed alle regole di costruzione e di impianto seguiti dallo stesso ente elettrico.

Criteri di progettazione e di esecuzione. 

Passando, appunto, ad un esame più specifico dei criteri di progettazione adottati nel corso della realizzazione dei servizi elettrici nelle zone terremotate, si constata (1), che la costruzione della rete radiale di media tensione (MT) e di quella, anch'essa radiale, di bassa tensione (BT), ma con possibilità di doppia alimentazione corrisponde ad una scelta che l'ENEL ha fatto in campo nazionale e quindi, sotto questo profilo, gli interventi attuati non danno luogo ad osservazioni. 

Circa le modalità di impianto e costruttive, anche queste sono conformi alle consuete prescrizioni osservate dall'ENEL nella esecuzione delle opere elettriche di tipo analogo a quelle realizzate nel Belice: le linee MT (20 Kilovolt di tensione di esercizio) uscenti dalle cabine primarie di smistamento ed alimentanti le cabine secondarie di trasformazione (da 20 KV a 380 Volt) appartengono alla rete ENEL vera e propria e sono state eseguite limitatamente alla posa in opera dei cavi elettrici sotterranei, a cura dell'Ispettorato generale per le zone terremotate. 

Le cabine secondarie di trasformazione (MT/BT), inserite in un circuito MT ad anello ma utilizzate per l'esercizio radiale, sono state costruite per la parte muraria a cura degli uffici del Ministero dei lavori pubblici e sono state completate dell'allestimento elettrico a cura dell'ENEL e perciò con il coefficiente di qualità e di sicurezza che lo stesso Ente osserva per la costruzione di cabine analoghe nel territorio nazionale, attuando, fra l'altro, l'alimentazione in bassa tensione delle utenze private, a partire dall'uscita dalle cabine di trasformazione suddette, in modo autonomo e separato rispetto all'alimentazione dell'impianto di illuminazione pubblica, con organi di protezione e di comando e con circuiti di terra propri a ciascun tipo di alimentazione. L'esigenza di rispettare questo criterio di separazione fra i due esercizi (utenze private e pubblica illuminazione), richiesto dall'ENEL, è  stato un motivo costante delle varianti alle progettazioni predisposte dall'ISES, che appunto l'ENEL stesso ha introdotto allorché è intervenuto per passare alla esecuzione delle opere elettriche vere e proprie, dopo la realizzazione dei manufatti murari da parte dell'Ispettorato generale per le zone terremotate. 

Analoghe considerazioni possono essere fatte al riguardo delle canalizzazioni e dei cavi interrati, delle apparecchiature di sezionamento e di interconnessione, delle morsetterie e degli organi di protezione e di comando (sia per l'anello di collegamento delle cabine MT/BT, sia per la distribuzione su 5 linee, di cui una, almeno, per l'impianto di pubblica illuminazione), con gli allacciamenti, a mezzo di cassetti di derivazione su colonnine stradali, alle utenze private ed all'utenza pubblica. 

Ciò significa che anche in queste opere sono stati rispettati i criteri di qualità consueti ed attuali degli impianti ENEL e che anche in questo caso si sono dovute introdurre modifiche e perfezionamenti con varianti di progetto in corso d'opera negli elaborati predisposti a suo tempo, come si è detto, dall'ISES.

Secondo analisi e valutazioni tecniche anche gli altri requisiti (costanza del valore efficace della tensione e della frequenza, forma e simmetria delle tensioni, continuità del servizio, ecc.) che caratterizzano la qualità e le corrette modalità di impianto sono stati assicurati in misura soddisfacente, anche se un giudizio definitivo non può aversi se non dopo un congruo periodo di esercizio. 

Ad ogni modo, pur essendoci stato un lavoro di progettazione « a monte » dell'ISES più o meno utilizzabile, devesi riconoscere che la responsabilità definitiva della progettazione degli impianti, attraverso le correzioni e le varianti imposte in sede esecutiva, è stata assunta dall'ENEL, cui non è stato corrisposto un particolare compenso, tenuto conto di quanto innanzi detto a proposito della percentuale del 3 per cento assegnata al detto Ente per spese tecniche.

Andamento degli interventi e perizie in corso d'opera. 
È stato compilato il prospetto riportato alle pagg. 345-346 sulla base degli elementi tratti dalla citata relazione dell'ing. Rizzi con cui si dà conto del numero degli interventi effettuati dall'ENEL nei 10 Comuni di cui qui si tratta (Camporeale, Gibellina, Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, Vita, Menfi, Sambuca, S. Margherita Belice), per la realizzazione degli impianti nei nuovi centri trasferiti, mettendo in evidenza nel contempo il numero e l'entità delle perizie di variante e suppletive che è stato necessario redigere in corso d'opera, nonché il prolungamento dei tempi dei singoli interventi quasi sempre in dipendenza delle procedure indispensabili eli formalizzazione delle modifiche da apportare alle previsioni del progetto principale. 
Intanto è da precisare che su 20 interventi effettuati dall'ENEL nei 10 centri sopra indicati vi sono state 15 perizie di variante, di cui 3 con riduzione degli impianti originari e 12 con aumento. In definitiva l'ammontare complessivo delle variazioni rappresenta un 15,6 per cento del totale degli impianti dei lavori appaltati — ciò significa che l'entità diqueste modifiche è in limiti contenuti, e tutto sommato, ammissibile, se si tiene conto del fatto che l'ENEL è quasi sempre intervenuta dopo che le canalizzazioni ed i pozzetti erano stati eseguiti da altre imprese e, tal volta, da tempo. 
Infatti, la ragione delle modifiche è rappresentata, ad esempio, dal rifacimento di opere edili eseguite, degradate o danneggiate nel frattempo; da varianti di tracciato, per alcuni tratti, delle canalizzazioni; da inadeguatezza di altre opere, come le fondazioni dei pali dell'impianto dell'illuminazione pubblica. 
Ciò che è rilevante, invece, ai fini della tempestività degli interventi per l'attuazione dei servizi elettrici, è il prolungamento dei tempi che si è verificato per l'ultimazione e la entrata in esercizio degli impianti.
 Dal prospetto delle pagg. 345-346 si desume che per i nuovi centri di Partanna, Poggioreale, Vita, Menfi i prolungamenti dei tempi di esecuzione e quindi i ritardi nell'approntamento degli impianti sono dell'ordine di grandezza di 1 anno e anche più; mentre per il nuovo centro di Sambuca di Sicilia i ritardi per l'esecuzione dei due stralci ascendono complessivamente a 32 mesi. Per Camporeale - 2° stralcio e per S. Margherita Belice le esecuzioni dei lavori alla data del novembre 1980 risultavano sospese. 
In effetti, tenuto conto dell'entità più o meno modesta sotto il profilo economico nonché della natura dei lavori dei singoli interventi, i corrispondenti tempi tecnici di esecuzione, protratti nelle misure suaccennate, appaiono eccessivi, pur dovendosi sottolineare che non vi sono state conseguenze di carattere economico apprezzabili, dato che non è stata applicata la revisione dei prezzi. 
È stato invece riconosciuto, nei casi di Gibellina (1° stràlcio), Partanna (1° stralcio) e Menfi (1° stralcio) un ulteriore compenso di spese tecniche (evidentemente per la progettazione) del 2 per cento all'ENEL.

Situazione della gestione degli impianti di illuminazione pubblica. 

Per quanto riguarda la situazione degli impianti di illuminazione pubblica nei nuovi centri si può precisare che risultano attivati gli impianti seguenti: 
— Camporeale, per il solo 1° stralcio (su due), a partire dal 22 dicembre 1977;
 — a Gibellina, per il 1° ed il 2° stralcio (su tre, rispettivamente a partire dal 19 luglio 1977 e dal 28 maggio 1980; 
— a Partanna, per il 1° stralcio (su due), a partire dal 6 ottobre 1977; 
— a Poggioreale, per il 1° stralcio (su due), a partire dal 19 ottobre 1978; 
— a Salaparuta, per il 1° stralcio (su due), a partire dall'I 1 agosto 1980; 
— a Vita, per il complesso eseguito in unica soluzione, a partire dal 2 dicembre 1977; 
— a Menfi, per il 1° stralcio (su tre), a partire dal 20 ottobre 1979; 
— a Sambuca di Sicilia, per il 1° stralcio (su due) a partire dal 5 agosto 1977.
In definitiva, nei nuovi centri dei 10 Comuni per quanto riguarda gli interventi ENEL relativi alla realizzazione dei servizi elettrici nelle zone terremotate — non risultano ancora attivati gli impianti di pubblica illuminazione a Salemi e a S. Margherita Belice mentre l'ENEL è intervenuto nella gestione dei detti impianti solamente nei Comuni di Poggioreale, di Vita e di Menfi sulla base di una convenzione tra lo stesso Ente ed i Comuni suddetti, nonché nei comuni di Gibellina e di Sambuca di Sicilia senza che sia stata stipulata la relativa convenzione. 
D'altra parte tale convenzione è in genere prevista per la gestione limitata ad 1 anno, per consentire cioè al Comune di mettersi in grado di provvedervi direttamente. Ciò, perchè, in base ai propri compiti istituzionali (previsti dalla legge del 1962) l'ENEL non può gestire reti di cui sono utilizzatori terzi, salvo quelle di sua proprietà; allo stesso modo in cui non gestisce gli impianti interni degli utenti privati giungendo la sua competenza in fatto di gestione fino al punto in cui vende e consegna al terzo (privato o pubblico che sia) l'energia elettrica richiesta, cioè fino al contatore.
 Per quanto riguarda invece gli impianti di pubblica illuminazione delle baraccopoli, la gestione è fatta dall'ENEL, in quanto trattasi di situazione provvisoria ed eccezionale, con gli impianti stessi eseguiti e rimasti di proprietà dell'Ente medesimo. 
In definitiva la posizione dell'ENEL, nei riguardi della gestione degli impianti di pubblica illuminazione, appare sostanzialmente corretta e conforme agli obblighi istituzionali.  

Considerazioni finali. 

L'Ispettorato generale, cui spettava e spetta il compito di coordinare gli interventi nella Valle del Belice, poteva avvalersi dell'opera di istituti ed enti diversi. In base alla convenzione del 17 giugno 1969, l'Ispettorato generale affidò all'ISES, fra le numerose altre opere, la progettazione delle reti elettriche di distribuzione dell'energia per gli usi privati e per la pubblica illuminazione e inoltre affidò all'ENEL gli interventi immediati di pronto soccorso consistenti nella costruzione delle reti elettriche per la alimentazione delle baraccopoli destinate al ricovero dei terremotati. 
Successivamente l'Ispettorato generale affidò all'ENEL con varie convenzioni, i lavori da compiersi in 11 Comuni. Per l'ultimo di questi (comune di Calatafimi) la convenzione è stata firmata il 1° ottobre 1980. 
Va al riguardo segnalato che, benché l'articolo 16 della legge 5 febbraio 1970, n. 21 ponesse a carico dello Stato l'onere della realizzazione delle opere elettriche da eseguire nei nuovi insediamenti abitativi, l'Ispettorato generale ha conservato all'ISES anche i compiti di progettazione delle opere elettriche rinunziando ai vantaggi derivanti dalla competenza tecnica dell'ENEL, dalla gratuità delle progettazioni, dalla maggiore unitarietà dell'intervento, che avrebbe consentito di evitare varianti e di realizzare un maggior grado di coordinamento. D'altra parte nonostante i tentativi fatti dai dirigenti dell'ENEL di accreditare una loro « disponibilità » sia in sede di audizione (ved. quanto dichiarato al riguardo dall'ing. Finardi e dall'ing. Ioppolo) sia in sede documentale (ved. quanto scritto alla Commissione d'inchiesta con lettera del 3 maggio 1980) non risulta che l'Ente abbia rivendicato la progettazione delle reti. 
Nella richiamata lettera del 3 maggio 1980 l'ENEL ha sostenuto che la sua disponibilità ad eseguire i progetti delle opere elettriche, risultava, pur se solo « di fatto » dalle seguenti circostanze: l'ENEL avrebbe fornito all'Ispettorato e all'ISES (con cui però, a detta dell'ing. Finardi, l'ENEL non intratteneva buoni rapporti di collaborazione) tutti gli elementi tecnici atti a predisporre la progettazione degli impianti elettrici nei centri da ricostruire; l'ENEL inoltre su richiesta dell'Ispettorato, avrebbe eseguito in proprio e senza alcun corrispettivo la progettazione sia degli impianti elettrici della distribuzione che di quelli di pubblica illuminazione afferenti al nuovo centro del Comune di Poggioreale, limitandosi a percepire, in questo come negli altri casi, solo il 3 per cento per « direzione, contabilizzazione e collaudo »; l'ENEL infine non avrebbe richiesto alcun compenso per la progettazione delle varianti anche per quelle riguardanti la pubblica illuminazione per i cui impianti sono destinatari i singoli Comuni interessati. E' risultato invece alla Commissione d'inchiesta che l'ENEL ha tentato, come lo stesso ing. Finardi ha ammesso, di riscuotere, in aggiunta al 3 per ento per la direzione dei lavori, anche un 2 per cento per progettazioni ottenendo, ma solo in alcuni casi, che questa percentuale aggiuntiva gli fosse riconosciuta. I concomitanti atteggiamenti dell'ENEL e dell'Ispettorato generale l'uno tendente ad eludere l'onere della progettazione gratuita e l'altro dominato dall'idea che tutte le opere di progettazione dovessero invece essere affidate all'ISES, sono stati forieri di gravi conseguenze che esamineremo più avanti.
Pertanto a occuparsi degli impianti elettrici furono tre enti: 
a) l'Ispettorato generale che, oltre alla funzione di committente nei riguardi dell'ENEL e dell'ISES, curò i seguenti lavori:
— posa di cavi elettrici sotterranei a media tensione; 
— costruzione della parte muraria delle cabine di trasformazione; 
— realizzazione delle canalizzazioni sotterranee (eccetto i cavi elettrici) della rete di distribuzione a bassa tensione compresa la pubblica illuminazione; 
— realizzazione di blocchi di fondazione dei pali degli impianti di pubblica illuminazione.
b) L'ISES con la funzione di progettista; 
c) l'ENEL con la funzione di esecutore degli impianti elettrici a completamento della parte non eseguita dall'Ispettorato nonché di progettista degli impianti elettrici del comune di Vita e, in alcuni casi, di parte delle opere normalmente curate dall'Ispettorato.
   Per il complesso degli impianti nel settore elettrico sono da formulare, sulla base dell'indagine espletata, i seguenti rilievi: la progettazione operata dall'ISES è stata quanto mai inadeguata innanzitutto per una intuibile mancata o insufficiente ricognizione del terreno, talché le opere realizzate dall'Ispettorato si trovavano generalmente in posizione diversa da quella risultante in progetto; in particolare le canalizzazioni erano frequentissimamente posizionate diversamente che sulle carte progettuali e realizzate in modo differente; in alcuni casi dette canalizzazioni erano inesistenti e in altri si dovette procedere allo sdoppiamento delle stesse per allocare separatamente le due reti di distribuzione all'utenza privata e alla pubblica illuminazione; altre volte la canalizzazione era unica e si è dovuto procedere ad una seconda canalizzazione; anche il numero e il posizionamento dei sostegni per la pubblica illuminazione non rispettavano gli elaborati di progetto (l'esempio più clamoroso è quello del comune di Salaparuta, dove a fronte dei 225 sostegni per illuminazione pubblica progettati, fu possibile sul posto allocare soltanto 70 sostegni); anche le lunghezze dei cavi previsti spesso dovevano essere variate anche di molto per renderle adrenti alla realtà; qualche volta, a fronte di una serie cospicua di corpi illuminanti di tipo diverso, è stato necessario procedere a una opportuna unificazione di tali elementi per le autostrade si sono dovuti realizzare, per comprensibili ragioni, sostegni più alti rispetto a quelli previsti; infine è stata spesso necessaria la ricostruzione dei basamenti per i sostegni della pubblica illuminazione essendo taluni di essi costituiti da fori nella pavimentazione stradale al di sotto dei quali era stato realizzato un semplice manicotto di calcestruzzo. 
   Tutto ciò ha costretto l'ENEL a ricorrere al « senno del poi » realizzando varianti ai progetti che spesso costituivano vere rielaborazioni progettuali e che comportavano gravi ritardi nella esecuzione delle opere e variazioni di spesa che, seppur non anomale rispetto al livello dei prezzi correnti, determinavano pur sempre aumenti della spesa stessa e lungaggini per l'ottenimento dei relativi finanziamenti. In generale è stato rilevato un eccessivo frazionamento dei lavori non solo e in dipendenza della esigenza di introdurre varianti per adeguare i progetti alla realtà, ma anche in dipendenza di stanziamenti, di volta in volta disponibili con notevole ritardo rispetto alle necessità, talché si determinavano notevoli intervalli di tempo tra l'esecuzione delle opere fatte a cura dell'Ispettorato e quelle eseguite a cura dell'ENEL. 
   Va infine rilevata l'eccessiva burocratizzazione delle procedure nella fase di esecuzione degli impianti, che prevedevano la seguente serie di passaggi: 
a) invio del progetto dell'Ispettorato all'ENEL; 
b) sottoscrizione da parte dell'ENEL del disciplinare di concessione; 
c) approvazione del disciplinare con decreto dell'Ispettorato; 
d) consegna all'ENEL delle opere eseguite a cura dell'Ispettorato; 
e) invio del progetto di variante; 
f) sottoscrizione del disciplinare aggiuntivo; 
g) approvazione del disciplinare aggiuntivo con decreto dell'Ispettorato. 

Ai tempi necessari per il compimento delle procedure elencate sono da aggiungere i tempi effettivi di esecuzione dei lavori oscillanti da 4 a 18 mesi a seconda delle entità delle opere; né l'Ispettorato ha preso eventuali iniziative per istituire prassi procedurali più agili e meno complesse sotto l'aspetto formale. Così che il defatigante espletamento delle procedure burocratiche gommandosi alla scarsa disponibilità degli stanziamenti per il finanziamento delle opere elettriche, ha tra l'altro impedito negli anni 1974-1975 l'affidamento di qualche lavoro mentre negli anni 1977-1978 ha permesso l'affidamento di lavori per poco meno di 200 milioni di lire.