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mercoledì 17 giugno 2026

Parole frequenti sui media


Il complesso millenario è stato
pesantemente colpito e danneggiato
durante i bombardamenti sulla
capitale, provocando un grave
incendio sul tetto della Cattedrale
della Dormizione e scatenando la
ferma condanna internazionale da
parte dell'UNESCO. Sono già stati
avviati i primi urgenti lavori di
messa in sicurezza e restauro delle
strutture colpite.








LAVRA 

Kiev-Pechersk Lavra, ossia il Monastero delle Grotte o Cattedrale della Dormizione di Kiev, fu fondato quasi mille anni fa, nel 1051, dai santi Antonio e Teodosio sulle colline che dominano il fiume Dnipro e ha un complesso sistema di grotte sotterranee e catacombe che si estende per circa 600 metri. 

La storia della fondazione del monastero si può trovare spiegata nella Vita di San Teodosio, scritta dal cronista e santo Nestore di Kiev. Circondato originariamente solo da uno steccato in legno, grazie alla sua posizione sopraelevata, durante il medioevo svolse più volte il ruolo di fortezza. Il sito è iscritto nella Lista del Patrimonio dell’Unesco.

Una ondata di missili e droni russi ha colpito nella notte tra domenica e lunedì l’Ucraina, lasciando dietro di sé almeno 11 morti e 53 feriti. Cinque vittime sono state registrate nella capitale ucraina, dove almeno altre trenta persone sono rimaste ferite, tra cui due bambini di 5 e 6 anni. A far inorridire il mondo, le fiamme e il fumo che si sono innalzati da uno dei monumenti più importanti d’Ucraina. Tra i luoghi colpiti, la Lavra delle Grotte, il grande complesso monastico che domina Kiev, uno dei simboli religiosi più rilevanti del Paese. Il tetto della Cattedrale della Dormizione ha preso fuoco durante il raid, mentre il fumo avvolgeva le cupole dorate e i fedeli si accalcavano dietro le transenne. Fondata nell’XI secolo, la Lavra è uno dei cuori storici dell’Ortodossia cristiano-orientale e un sito protetto dall’Unesco. La Dormizione era già stata distrutta nel 1941, durante l’occupazione tedesca di Kiev, in circostanze mai del tutto chiarite, tra la versione sovietica e le ricostruzioni che chiamano in causa mine lasciate in ritirata; poi la ricostruzione dopo l’indipendenza ucraina. L’Unesco ha condannato l’attacco parlando di danni significativi all’esterno e all’interno della cattedrale. 

L’Italia e lo sviluppo del Movimento Sindacale

Percorsi di Storia (1)
Il movimento sindacale in Italia 
ma di rappresentanza dei
lavoratori, storicamente dominato
da CGIL, CISL e UIL
 (noti come i
sindacati confederali), tutelato
dall'
Articolo 39 della Costituzione
italiana
 che sancisce la piena
libertà di organizzazione sindacale.
Il panorama sindacale italiano si
articola attraverso una struttura
complessa che unisce radici
storiche profonde, grandi
organizzazioni confederali e
nuove sfide nel mercato del lavoro
contemporaneo.



Nei Paesi sviluppati e con regime democratico i sindacati, cioè le organizzazioni rappresentative degli interessi di determinate categorie sociali, svolgono un ruolo di attori protagonisti nelle vicende della politica economica. È difficile, e spesso impossibile, per un governo di qualsivoglia colore, non interpellare i sindacati, o non tener comunque conto del loro punto di vista nell'elaborazione delle principali misure di politica economica. L'atteggiamento dei sindacati e i rapporti sindacati-governo dipendono in misura significativa dalla loro storia, dalle ideologie che li permeano. Per questi motivi in questa pagina (nel giro di tre, quattro giornate) ci occuperemo delle origini e delle tappe più significative nello sviluppo del movimento sindacale in Italia, intendendo per movimento sindacale quello formato dalle organizzazioni rappresentative dei lavoratori dipendenti.

  Il percorso storico dei sindacati italiani riflette, nel bene e nel male e fin dall'inizio, quello dello sviluppo economico del nostro Paese.

Ad esempio, una delle ragioni del ritardo con cui sorsero le organizzazioni sindacali in

Italia è da ricercarsi nel ritardato «decollo» industriale del nostro Paese. L'industria moderna è arrivata in Italia con qualche decennio di ritardo rispetto a Paesi come la Gran Bretagna, la Germania e gli Stati Uniti.

L'economia italiana è stata prevalentemente agricola fino agli inizi del '900 e anche nei decenni successivi, fino agli anni Sessanta, i lavoratori dipendenti dell'industria non hanno rappresentato una figura sociale dominante.

I sindacati in Italia nascono quindi in ritardo e riflettono la debolezza quantitativa della classe operaia.

Le prime organizzazioni sorgono su base territoriale anziché categoriale: ciò deriva probabilmente dal fatto che i primi nuclei dello sviluppo industriale non sono omogeneamente diffusi sul territorio e fra i diversi settori produttivi. Nascono quindi, negli ultimi decenni dell'800, le Camere del lavoro, organizzazioni comunali e provinciali.


Esploriamo il territorio

 

Rollo (o Rollum) di Monreale 
è un celebre documento redatto 
nel 1182. Si tratta di un registro 
catastale plurilingue (arabo, greco e 
latino) in cui Guglielmo II definiva 
e delimitava l'immenso patrimonio 
territoriale donato alla Chiesa 
arcivescovile di Monreale.

Il termine "platee" si riferisce 
invece agli inventari dei beni 
immobili, ai cabrei e alle planimetrie 
storiche compilate successivamente 
dall'Archidiocesi per mappare case, 
terreni e confini delle proprietà 
ecclesiastiche in Sicilia.



Nel primo Medioevo in Sicilia, il termine "diviseindicava specifici distretti territoriali o ricorrentemente circoscrizioni agrarie. Queste ripartizioni con finalità amministrative derivavano dall'eredità della dominazione bizantina e araba, per  poi evolvere nell'organizzazione feudale che faceva riferimento alla Chiesa e alla  Corona lungo l’intero Medio Evo.

Volendo sintetizzare il processo di evoluzione e le caratteristiche di massima del termine divise ci capita cogliere:
1) Un significato agrario e territoriale: Identificava frazioni di territorio siciliano, come dire macro-distretti rurali fino a costituire suddivisioni di più ampi possedimenti ecclesiastici o terrieri, che inglobavano villaggi (casali) e terre coltivate. 
2) La sopravvivenza nei secoli: In quanto ripartizione territoriale e amministrativa la divise rimase in uso attivo e documentata fino al Basso Medioevo e oltre, fino ad oltre l’alba della modernità, sopratutto nell’area occidentale dell’Isola e in specie su quelli che erano stati i vasti, anzi i vastissimi, feudi della Chiesa di Monreale. 
Nelle fonti storiche locali, attinenti l’attuale area territoriale di Contessa Entellinale, con "divise" vengono frequentemente riportate sugli inventari (detti platee o rolli) vaste aree feudali  mappate e organizzate per  la riscossione delle rendite e delle decime.
(Continua)

martedì 16 giugno 2026

E’ tempo di dichiarazione di redditi

 Sul blog contiamo di simulare in seguito una dichiarazione, con situazioni ricorrenti.

= = = 

Aliquote IRPEF confermate

Per i redditi 2025:
= fino a 28.000 €. - 23%
= fino a 50.000 €. - 35%
= oltre - 43%


Sul blog contiamo di dedicare più pagine per rendere comprensibili termini, finalità e modalità su tutto ciò che attiene il rapporto cittadino-fisco.

Iniziamo intanto a sapere che le nostre dichiarazioni dei redditi possono essere sottoposte ad   Accertamento. Come avviene la procedura di accertamento?

Sulla dichiarazione presentata nel 2024 e relativa ai redditi conseguiti nel 2023 partirà: 

1) il controllo automatico entro il 31 dicembre 2026;

2) il controllo formale entro il 31 dicembre 2027 (accerta, in base all’analisi del rischio, se la dichiarazione corrisponde alla documentazione del contribuente incrociata con dati di enti terzi); 

3) l’accertamento sostanziale entro il 31 dicembre 2028 (l’Agenzia contesta la dichiarazione e chiede il pagamento di un maggiore importo);

4) Infine entro il 31 dicembre 2030 scatta «l’omessa dichiarazione» a carico di chi non ha presentato la dichiarazione, oppure con un ritardo superiore ai 90 giorni. 

Pertanto quando parliamo di «recupero evasione», una parte consistente si riferisce sempre ad annualità risalenti dai 3 ai 7 anni precedenti e in base alle norme in vigore in quel periodo. 

Dal 2023 in poi si suppone che la tendenza al recupero sarà più bassa. Perché?

Nel 2024 e’ stato introdotto il concordato preventivo biennale: una delle misure bandiera della riforma fiscale varata dal governo. 

L’Agenzia informa l’interessato che in base ai suoi  calcoli il contribuente e’ andato fuori parametro: ha dichiarato 30, ma avrebbe dovuto dichiarare 50. Se aderisce, su quei 20 in più pagherà  un’imposta compresa fra il 10 e il 15% (a seconda del grado di affidabilità) e sui 5 anni precedenti e i 2 successivi difficilmente scatteranno ulteriori controlli e verifiche. 

Lo sconto prevede un limite: la differenza fra quanto dichiarato e quanto avrebbe dovuto non deve superare gli 85 mila euro, sui quali pagherà  al massimo un’imposta del 15%.
 

Si tratta chiaramente di un sistema che può generare due distorsioni: da una parte chi consegue redditi superiori rispetto a quelli concordati non li dichiarerà, dall’altra se è tassato sulla base di un reddito predeterminato non ha alcun incentivo a produrre (ed evidenziare)  di più. Inoltre la data stabilita per l’adesione al concordato è il 30 settembre, e questo consente di fare due calcoli di convenienza. 
Una norma che può tradursi in una forma di evasione legalizzata o, più correttamente, in una sottotassazione consentita poiché il contribuente beneficia di un’imposizione inferiore rispetto al proprio reddito. Quindi pochi, maledetti e subito per il fisco, ma ovviamente si tradisce il principio costituzionale che è quello di pagare in base alla reale capacità contributiva.

Le zecche, in campagna, sono in aumento

Possono essere pericolose
Le zecche sono pericolose perché
possono trasmettere infezioni
batteriche e virali all'uomo
. Il rischio
principale non è il morso in sé, ma
la possibilità che il parassita veicoli
patogeni gravi come la 
Malattia di
Lyme
 e la TBE (Encefalite da zecca).
Cosa fare?:
Rimuovila subito:
 La trasmissione
delle malattie avviene generalmente
dopo 36-48 ore che la zecca è attaccata
.
Rimuovila con una pinzetta afferrandola
 il più vicino possibile alla pelle e
tirando verso l'alto con un movimento
rotatorio.
Disinfettare accuratamente
la zona dopo la rimozione.
Per le 3-4 settimane successive, osserva
l'area della puntura e fai attenzione a
sintomi come febbre, mal di testa o
ingrossamento dei linfonodi. Se noti
un alone rossastro o altri malesseri, contatta
il tuo medico.



Che le zecche siano sempre più diffuse non è soltanto una sensazione di chi torna da una passeggiata in campagna controllandosi le gambe ogni dieci minuti. Negli ultimi anni numerosi studi e attività di monitoraggio hanno documentato un aumento delle aree in cui questi aracnidi sono presenti e un prolungamento del loro periodo di attività. Sfogliando qualche rivista, capita leggere che una delle ragioni è che gli inverni sono diventati meno rigidi. 

 Le zecche, che un tempo in molte zone rallentavano drasticamente la propria attività durante i mesi freddi, oggi trovano spesso condizioni favorevoli per una parte più ampia dell'anno. La conseguenza più evidente sarebbe l'allungamento della stagione delle zecche. Allo stesso tempo, il clima più mite favorisce la loro presenza anche in aree montane e collinari dove fino a pochi anni fa erano meno frequenti.

  Le zecche non vivono isolate nell'ambiente. Gran parte del loro ciclo vitale è legato agli animali, nel contesto siciliano, i cani, che rappresentano i loro ospiti naturali. I libri indicano inoltre cervi, caprioli, volpi, lepri, roditori e molte altre specie, tutte che  contribuiscono inconsapevolmente alla loro diffusione spostandole da un ambiente all'altro.

   Le zecche dipendono dal sangue durante tutto il loro sviluppo. Dalle uova nascono minuscole larve dotate di sei zampe che devono trovare un primo ospite da cui nutrirsi. Dopo il pasto si lasciano cadere al suolo, si trasformano in ninfe e ripetono l'operazione. Solo dopo un ulteriore passaggio attraverso un ospite diventano adulte. In ciascuna di queste fasi la zecca può restare attaccata per diversi giorni, dopodiché si lascia cadere tra l'erba e il fogliame per proseguire il proprio sviluppo. Le femmine adulte, dopo essersi nutrite un'ultima volta, depongono migliaia di uova nel terreno e il ciclo ricomincia.   



Terzo millennio

L’agricoltura nell'entroterra siciliano 
è un settore chiave dell'economia
locale, caratterizzato da un'eccezionale
vocazione per la coltivazione di grani
antichi siciliani
, legumi, uliveti e
mandorleti
. Forte è la transizione verso
l'
agricoltura biologica
, con oltre
il 28% della superficie regionale gestita
senza l'uso di pesticidi o fertilizzanti di
sintesi.







N. 03
Familiarizziamo con le

tematiche socio-economiche

L’agricoltura, stando ai report pubblici, sarebbe in crescita e sarebbe colonna portante dell’economia nazionale.  Il settore fa però i conti con una criticità che non accenna a fermarsi: il calo degli addetti al settore. 

  Secondo i dati economici dell’agricoltura 2025 pubblicati dall’Istat, il comparto agroalimentare – che ingloba agricoltura, silvicoltura, pesca e industria alimentare – ha raggiunto un valore aggiunto di 89 miliardi di euro, superando gli 83,4 miliardi del 2024.

   La crescita complessiva, in volume, è stata dello 0,7%, sostenuta soprattutto dal comparto alimentare, delle bevande e del tabacco, che ha segnato un incremento dell’1,4%. Agricoltura, silvicoltura e pesca hanno mantenuto una buona redditività, con una crescita della produzione dello 0,3%.

   Nel 2025 l’occupazione nel settore è, però, diminuita dello 0,5%. A pesare è soprattutto il calo dei lavoratori autonomi (quelli che erano i coltivatori diretti), diminuiti del 2,2%, mentre l’aumento dei dipendenti pari al 2,3% non è stato sufficiente a compensare la perdita complessiva.

   La Commissione Europea ha annunciato la possibilità di mobilitare fino a 540 milioni di euro provenienti dalla riserva agricola della Pac per sostenere gli agricoltori colpiti dagli effetti della guerra in Medio Oriente.  

 Bruxelles propone inoltre una serie di modifiche alla Politica Agricola Comune, tra cui un regime temporaneo di liquidità, la possibilità per gli Stati di anticipare i pagamenti diretti agli agricoltori e una maggiore flessibilità nell’utilizzo dei fondi per contrastare l’aumento dei costi dei fertilizzanti.

lunedì 15 giugno 2026

Le borse fanno da termometro

I principali listini europei 
si muovono in netto territorio 
positivo nella sessione odierna.





Chi investe soldi ritiene che

la burrasca iraniana volga al meglio.

Ma con Trump … in scena, chi può dirlo?

 Borse europee in rialzo, ma sotto i massimi toccati poco dopo l'apertura. Milano, pur rimanendo in area record, segna un progresso dello 0,95%, Parigi dell'1,24%, Francoforte dell'1,45% e Madrid del 2,1%. Più contenuto il rialzo di Londra (+0,7%).

  L'accordo raggiunto nella notte tra Stati Uniti e Iran, siglato con una firma digitale e in attesa della ratifica ufficiale prevista venerdì a Ginevra, rappresenta infatti soltanto un'intesa di massima che apre la strada a negoziati più dettagliati, soprattutto sul nucleare, destinati a svolgersi nei prossimi 60 giorni. 

 Gli investitori accolgono con favore il clima di maggiore distensione, ma allo stesso tempo sono consapevoli che eventuali imprevisti o colpi di scena, quando di mezzo c’è Trump, potrebbero emergere. Per questo motivo prevale un atteggiamento di cauto ottimismo. Prosegue intanto il calo del petrolio: il wti cede il 5,4%, attestandosi a 80,23 dollari al barile.

I giovani con laurea emigrano

Oltre la metà degli italiani che
oggi espatria possiede un titolo
accademico.
 La perdita di capitale
umano per il Paese è stimata in
miliardi di euro, con una forte
emorragia che colpisce soprattutto
il 
Mezzogiorno e le regioni del Nord
Italia.



L’Italia forma i giovani, questi

al dunque lavorativo vanno all’estero.

I giovani professionalmente formati lasciano l’Italia. A sollevare l’allerta nelle ultime settimane è stato l'Istat, nel Rapporto annuale 2026, e il Governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta nelle Considerazioni finali: il Paese fatica a trattenere i laureati e rischia di impoverire ulteriormente il proprio capitale umano proprio mentre affronta il declino demografico e una crescita economica debole. 

Secondo il Governatore, tra il 2020 e il 2024 oltre 100 mila giovani laureati hanno lasciato l'Italia per trasferirsi all'estero. Una scelta motivata dalla ricerca di migliori opportunità professionali, retribuzioni più elevate e soprattutto di un riconoscimento delle competenze che il mercato del lavoro nazionale spesso non riesce a garantire.

L’Italia non soltanto forma meno laureati rispetto ai partner europei, ma perde anche una parte crescente di quelli che riesce a formare. Un'emorragia che, secondo il Governatore, rischia di alimentare un circolo vizioso: la scarsa innovazione delle imprese riduce la domanda di lavoro qualificato, mentre la limitata valorizzazione delle competenze scoraggia gli investimenti nell'istruzione e rende più difficile l'adozione delle nuove tecnologie.

Nel 2024 sono stati circa 25 mila i laureati italiani tra i 25 e i 34 anni che hanno lasciato il Paese, a fronte di poco più di 4 mila rientri. Il saldo netto è quindi negativo per quasi 21 mila giovani altamente qualificati, una perdita che l'Istituto di statistica definisce esplicitamente come un'erosione di capitale umano ad alta specializzazione. 

Terzo millennio

  N. 01

Nel terzo millennio il cittadino comune, quello che magari vive del reddito di lavoro dipendente, un salario o uno stipendio, è sempre più indotto a occuparsi di questioni economiche, di far quadrare i conti.

In passato, in un passato non troppo lontano, nella nostra area interna della Sicilia, l'unica economia che poteva interessare era quella «domestica», cioè come spendere il proprio magro reddito distribuendolo razionalmente tra i diversi bisogni primari da soddisfare: alimentazione, abbigliamento, abitazione, e così via. 

Oltre tremila "contessioti" sono emigrati nel Nord America fra Ottocento e primi decenni del Novecento.
 Una fortissima comunità si stabilì  a 
New Orleans, in Louisiana, dove  fondo’ anche una specifica 
Società di Beneficenza.

Ai nostri giorni il cittadino percepisce, giustamente, di essere sempre più coinvolto per ragioni politiche, sindacali e comunque sociali  anche dalle grandi questioni economiche (dal cosiddetto andamento macroeconomico del Paese Italia: inflazione, crisi di settori, rischio disoccupazione etc.) e dagli affari e dagli andamenti della finanza pubblica e privata.


Come si è giunti a questo? E’ solo una moda, un interesse passeggero? O verosimilmente e’ una maturazione delle coscienze collettive dopo oltre settantanove anni di regime repubblicano-democratico?  

Effettivamente nel  corso di un periodo molto lungo, ma con più intensità negli anni recenti, si sono verificati numerosi mutamenti qualitativi nel rapporto tra la generalità dei cittadini, il contesto socio-politico generale e la realtà lavorativa nel nostro paese (=in una parola, nel nostro Paese-Italia) è cambiata l’economia, e per dirlo con espressione contessiota, la nostra realtà locale da contadina, e con riferimento prevalente al latifondo ante guerra a Vaccarizzo, e’ divenuta una società diluita (emigrata) fra più paesi europei (Svizzera, Germania, Francia e Nord Italia), una comunità di anziani pensionati e  in più casi con due/tre abitazioni per famiglie, e però disabitate. Situazione questa,  conseguente (anche) alla avvenuta cessazione del fluire di più buste paghe, conosciute diffusamente, in quest’area di Sicilia,  durante il lungo processo della ricostruzione post-terremotato 1968.


In passato, nei decenni precedenti il processo di ricostruzione nella Valle del Belice, ad occuparsi di “economia” era una ristrettissima cerchia di persone, ai nostri giorni, nel terzo millennio, l’economia è, per gran parte delle famiglie,  materia di interrogativi e decisioni difficili quotidiane e di valutazione per fasce sempre più larghe di persone. 


Facciamo qualche esempio sull’evoluzione, 

sulla realtà che e’ cambiata attorno a noi.

In alcuni casi si è trattato di processi di lunghissimo periodo. Primo fra tutti la progressiva riduzione dell'occupazione agricola e, in particolare, la contrazione del peso delle attività agricole più povere: quelle del piccolo contadino e del mezzadro con un modesto appezzamento. Dietro a questa economia rurale c'era fino agli anni post-seconda guerra mondiale molto autoconsumo: la famiglia contadina produceva in primo luogo per soddisfare direttamente i propri bisogni, quelli alimentari innanzitutto, e il residuo (se c’era) veniva usato sul mercato. Quella era un'economia familiare nella quale la moneta, i movimenti dei prezzi e tutto ciò che vi era connesso avevano in definitiva un ruolo marginale, talora in più casi ininfluente. 

La riduzione di quell’agricoltura di autoconsumo, la progressiva sostituzione con un'agricoltura più moderna e via via orientata al mercato costituirono un processo che ha coinvolto milioni di italiani, sopratutto meridionali a partire dal dopoguerra. Nel 1951 ancora il 42,2 per cento della popolazione attiva (ed in Sicilia con percentuali di parecchio più  elevate) era assorbito dall'agricoltura, contro poco meno del  4 per cento, 3,6% circa attuale.

L'ingresso in una fabbrica o in un ufficio di una quota sempre crescente della popolazione non è stato comunque di per sé motivo sufficiente ad alimentare un grande flusso di domanda della conoscenze economiche. Negli anni di più intenso sviluppo e industrializzazione, gli anni "50 e i primi anni "60, il mercato del lavoro — il rapporto tra domanda e offerta di manodopera — presentava una larga sovrabbondanza di braccia.


(Segue)


I conti pubblici non reggono (2)

 L’economia, una scienza sociale

Il blog da qualche tempo ha aggiunto alle problematiche di interesse locale le grandi tematiche di interesse territorialmente regionali o nazionali, fermo restando il metodo sintetico ed esplicativo sviluppato, oltre che dal conduttore di sempre, da amici che di tanto in tanto scrivono qualcosa.

  Il conduttore di sempre, Mimmo Clesi, nel contesto delle tematiche (e delle questioni prettamente contessiote delle origini del blog, che verranno sempre attenzionatei) ritiene opportuno da qualche tempo  di ampliare sul blog le tematiche socio-economiche finalizzate a leggere e interpretare le scelte che la politica -di ogni livello istituzionale- compie e che incidono sempre più  sensibilmente nelle tasche di ciascuno. Nessun provvedimento legislativo, nei paesi occidentali, è ormai neutro rispetto alle aspettative delle famiglie e alle esigenze di pace del pianeta.

  Per leggere ed interpretare i provvedimenti governativi, regionali e pure le tariffe sui servizi comunali, serve sottoporli alle analisi e prescrizioni che i tanti rami della “scienza economica” implicano. Con relativa ricorrenza verrà curata una pagina di lettura “facile” sulla scienza economica per, via via, consentire a chiunque di leggere con maggiore ragione la busta paga, il bilancio del comune di Contessa Entellina, quello della Regione Sicilia e, se il tempo e la buona volontà ci accompagnerà, dei tanti Enti dove gli sperperi pare che siano, stando alle ricorrenti notizie della stampa, normale conduzione.

 Pagine giornalistiche di ieri riportano notizie che non possono e non devono sfuggire:

 1) sistema fiscale italiano è regressivo, cioè il 5% più ricco degli italiani paga un’aliquota fiscale effettiva inferiore al resto della popolazione. Questa situazione viola l'Articolo 53 della Costituzione, che impone la progressività del sistema tributario basata sulla capacità contributiva. 

2) Gli italiani più ricchi che si trovano all'apice della piramide godono di un privilegio ingiustificato, perché pagano un'aliquota effettiva nettamente inferiore - intorno al 32% - rispetto a un lavoratore dipendente della classe media che paga il 45%

3) il documento era firmato da professori della

* Università della Calabria,

** Scuola Superiore Sant’Anna,

*** Scuola Superiore Sant’Anna,

= = =

P.s. - Ripetiamo, su questa pagina del blog ci proponiamo di rendere facili, nei limiti del possibile, tante situazioni giornalistiche che tanti non vogliono leggere perché le ritengono ostiche. Noi contiamo di invogliare a leggere proprio quelle; stanno lì molte sorprese per chi possiede senso civico.


domenica 14 giugno 2026

La domenica è fatta per riflettere

 Riflettendo sugli Atti degli Apostoli

Date simboliche

I Racconti

Sono molti e di vario tipo.


- Racconti di miracolo. Sono una forma comune nei Vangeli e si ritrovano anche negli Atti, secondo i tipi caratteristici: guarigioni (soprattutto di storpi o paralitici, una volta di una persona colpita da febbre), risurrezioni, esorcismi. 

Spesso il richiamo ai precedenti evangelici è suggerito da analogie formali. Tuttavia gli Atti introducono anche tipi nuovi: la liberazione miracolosa dal carcere, di cui abbiamo ben tre esempi (per gli apostoli, per Pietro e per Paolo). Nuovo si può dire anche il miracolo punitivo, di cui abbiamo pure tre esempi: 

la morte istantanea di Anania e Saffira, colpevoli di inganno nei confronti della comunità;

la morte atroce di Erode persecutore;

l'accecamento istantaneo del mago Elimas.


- Episodi prodigiosi: apparizioni del Risorto, ascensione (Gesù sale al cielo e sparisce, pentecoste (lingue di fuoco e vento), visioni, sogni, ecc. Anche questo tipo di episodi hanno precedenti nei Vangeli (cfr. battesimo di Gesù con l'apertura del cielo, la discesa della colomba, la voce divina; trasfigurazione del volto di Gesù; annuncio della risurrezione da parte di angeli; apparizioni del Risorto).


=.  =.  = 


Parole ricorrenti sui media


L'Iran possiede scorte stimate
in oltre 440 chilogrammi di uranio
arricchito al 60% di purezza
. Poiché
per realizzare un'arma nucleare è
necessario un arricchimento al 90%,
Teheran si trova a un solo passo tecnico
dall'approvvigionamento per uso
militare, con tempi di conversione
stimati in circa tre settimane.






uranio arricchito

L’uranio naturale ha bisogno che sia aumentata la sua percentuale di isotopo fissile, sia per essere utilizzato in centrali energetiche, sia per essere utilizzato in una bomba. L’impiego militare però richiede un arricchimento molto più alto e l’uranio arricchito oltre una certa soglia indica l’obiettivo di costruire una bomba.

La percentuale stabilisce la finalità: livelli più alti richiedono processi di purificazione più complessi. 1) Uso Civile ed Energetico (3% - 5%), 2) Propulsione Navale (fino al 20% o oltre), 3) Uso Militare (oltre l'80% - 90%): Utilizzato per la fabbricazione di testate e bombe atomiche

sabato 13 giugno 2026

Magnifica Humanitas

Papa Francesco e i successivi
interventi della Santa Sede
 (come l'enciclica 
Magnifica
Humanitas
 di Papa Leone XIV)
pongono l'accento sulla
necessità di disarmare
l'intelligenza artificiale dalle
logiche di dominio,
sfruttamento e
competizione economica
e geopolitica.

Riflessioni sull’enciclica, raccolte da più fonti e da più uomini di cultura. Non fare troppi affidamenti su IA.

=  =  =

Nella Lettera VII Platone racconta che  la verità non nasce come un dato trasferibile automaticamente da una mente all’altra, da un individuo all’altro.

 Il che indica che la conoscenza più alta scaturisce da una lunga convivenza con i problemi, dalle discussioni incessanti, dallo «sfregare» reciproco dei concetti e delle esperienze, come pietre focaie da cui improvvisamente balena la scintilla della comprensione. 

Il sapere non è altro che accensione interiore. La formazione umana, di ciascuno, nasce da processi. E se l’algoritmo dell’IA offre soluzioni, la sapienza cresce attraverso la fatica dell’errore, dell’attesa, e perfino dello smarrimento. 

Vero è che la macchina, il pc, riducono i tempi; ma l’educazione autentica, la riflessione umana li dilata.  La possibilità di ottenere immediatamente testi, immagini, analisi o decisioni rischia di creare un’umanità sempre più efficiente e sempre meno interiore.

La grande intuizione dell’enciclica di Papa Leone è che il problema non sia la sostituzione materiale dell’uomo, ma la sua atrofia spirituale. Se tutto viene prodotto senza sforzo, si perde il valore della maturazione.  Se ogni domanda riceve una risposta immediata, si perde la capacità di sostare nell’indecisione, di coltivare il dubbio, cioè di pensare con la propria testa.

La verità non è comoda. Richiede una trasformazione dello sguardo. Allo stesso modo Leone XIV sembra suggerire che l’IA non diventerà davvero docile e servizievole finché l’uomo stesso non saprà custodire ciò che in lui è irriducibile all’automazione. Ogni rivoluzione tecnologica promette un potenziamento umano; ma ogni potenziamento comporta anche una perdita.

Per questo la citazione di Platone non è archeologia culturale. È un avvertimento. Leone XIV non demonizza l’intelligenza artificiale: riconosce la sua utilità e persino la sua grandezza. Ma ricorda che esiste una differenza decisiva tra l’intelligenza e la sapienza. La prima può essere simulata. La seconda nasce soltanto da una vita vissuta.

 Nel tempo in cui tutto accelera, il Papa difende il diritto umano alla lentezza. Nel tempo delle risposte automatiche, difende il valore delle domande. 

Nel tempo delle macchine che parlano, difende il silenzio in cui matura la coscienza. Ed è forse questo il motivo più profondo per cui Leone XIV cita Platone: perché il filosofo ateniese aveva compreso che la verità non è mai semplicemente disponibile. È un fuoco che deve accendersi nell’anima.

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Sul tema IA torneremo con relativa frequenza.