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martedì 28 aprile 2026

L’Italia, l’austerità e il debito pubblico


Il nuovo 
Patto di Stabilità
e Crescita
 (PSC) 2024
 
impone
vincoli più stringenti dal
2025-2027,
con un piano di rientro dal
deficit (atteso al 3,1% nel
2025,
poi calo) e riduzione del debito,
 minacciando di limitare gli
investimenti pubblici in Italia e
imporre tagli strutturali o nuove
tasse.


Sebbene il nuovo patto offra
percorsi più personalizzati, le
regole rimangono focalizzate
sul controllo della spesa
primaria netta, limitando la
spesa pubblica nazionale.









Dal 2025 le regole di contabilità pubblica che i Paesi europei devono soddisfare, in ossequio al patto di Stabilità prevedono questa disciplina:

== a  contare non è il deficit, cioè la differenza fra spese ed entrate fiscali, ma ad essere sotto osservazione è la spesa complessiva;

== ciascun Paese dell’Unione si impegna ad un sentiero di spesa, e su questo verrà valutato.

== se a causa della recessione economica, le entrate calino e il deficit quindi aumenti, si valuta: se quel deficit è solo colpa della recessione che ha ridotto le entrate e tuttavia le spese sono rimaste sulla traiettoria prevista, non c’è alcuna infrazione e quel deficit non deve essere corretto. 

== se invece è cresciuta la spesa pubblica più della previsione di bilancio, il Paese, in questo caso l’Italia, è tenuto a ridurla: non immediatamente, come accadeva in passato, ma nell’arco di alcuni anni.

== Nello scorso anno il deficit (3,1 anziché 3 per cento) è conseguito da un aumento delle spese, ma -attenzione- non spese del 2025, bensì spese di anni precedenti, contabilizzate solo nel 2025: e si tratta per lo più di ritardati pagamenti di superbonus edilizi. 

==Non trattandosi di alcun aumento imprevisto delle spese, quel deficit, che scomparirà l’anno prossimo, non deve essere tagliato dalle regole del Patto di Stabilità.

E’ chiaro che si tratta di questioni contabili, non economiche, e in quanto tali non influiscono sul corso del sistema economico.

Scienza: osservare l’Universo (2)

La filosofia è scritta in questo
grandissimo libro che
continuamente

ci sta aperto innanzi agli occhi
(io dico l’Universo), ma non
si può intendere se prima non
s’impara  a intendere la lingua
e conoscer i caratteri ne’ quali
e’ scritto.
Galileo Galilei




L’astronomia

La missione Artemis II ha segnato un momento storico in quest’aprile 2026, riportando esseri umani attorno alla Luna per la prima volta dopo oltre 50 anni. L'equipaggio di quattro astronauti (tre americani e un canadese) ha completato con successo un sorvolo lunare di circa 10 giorni a bordo della capsula Orion, ammarando nel Pacifico il 10 aprile 2026.

ScopoLa Luna è il campo di addestramento finale per testare tecnologie, habitat e sistemi di supporto vitale necessari per il futuro viaggio umano su Marte. In buona sostanza la finalità scientifica principale del programma Artemis è di stabilire una presenza umana sostenibile e duratura sulla Luna, utilizzandola in prospettiva come piattaforma di test per tecnologie, procedure e indagini biologiche fondamentali per il futuro sbarco umano su Marte. La Luna funge -appunto- da "trampolino" per imparare a vivere e lavorare nello spazio profondo, mitigando i rischi per le future missioni marziane.

Obiettivi:

 1) Esplorare il polo sud lunare per individuare ghiaccio d'acqua da convertire in acqua potabile, ossigeno e carburante (idrogeno/ossigeno) per i razzi, testando l'utilizzo delle risorse in situ (ISRU).

 2) Studio degli effetti delle radiazioni ionizzanti e della microgravità sul corpo umano (sistema immunitario, cardiovascolare) oltre la protezione della fascia di Van Allen, essenziale per i lunghi viaggi verso Marte.

 3) Analisi dei crateri e dei campioni del polo sud, che custodiscono informazioni sul primo miliardo di anni del sistema solare, utile per capire la formazione planetaria.

In parole facili ed intuitive: la missione Artemis punta a trasformare la Luna in un "laboratorio" per testare le tecnologie necessarie a rendere l'uomo una specie multiplanetaria in vista di una missione da venire in direzione di Marte.

Parole frequenti sui media

Il Powers Act (ufficialmente 
noto come 
War Powers
Resolution
 del 1973) è una legge 
federale degli Stati Uniti 
pensata per limitare il potere del 
Presidente di impegnare le 
forze armate in conflitti armati 
all'estero senza il consenso del 
Congresso.


Powers Act 

La legge americana del 1973 stabilisce che il presidente Usa deve notificare il Congresso entro 48 ore dall’invio di truppe fuori dal territorio nazionale  e che non può mantenerle impegnate per più di 60 giorni senza un’approvazione formale dal Congresso, più eventuali altri 30 giorni ma per il ritiro.

A partire da aprile 2026, il War Powers Act è al centro di un intenso dibattito politico a causa del coinvolgimento militare degli Stati Uniti in un conflitto contro l'Iran (iniziato il 28 febbraio 2026.

Il termine di 60 giorni per le operazioni non autorizzate in Iran scade ufficialmente il 1° maggio 2026 (alcune fonti citano il 29 aprile come data limite di 60 giorni dall'inizio dei raid).

Gli iraniani, a prescindere dai vincoli giuridici di Trump, hanno comunque capito che il tempo gioca a loro favore e si sono attrezzati per gestire una lunga partita. Lo si capisce da come stanno conducendo la trattativa, indugiando su ogni minimo dettaglio e cercando di rimandare il confronto sulle questioni chiave, come il nucleare.



lunedì 27 aprile 2026

L’uomo, la società degli uomini (3)

La cultura caratterizza

L'evoluzione dell'umanità,
dalle prime testimonianze
simboliche nelle caverne
fino alla conquista
dello spazio, rappresenta
un viaggio unico di ingegno,
adattamento e curiosità.
Questo percorso può
essere riassunto
attraverso alcune
tappe fondamentali che
sul blog contiamo di 
percorrere.




Pare che la nostra civiltà, il nostro vivere in questa parte di mondo, in Occidente, sia un’immensa tessitura di più caratteristiche provenienti da varie culture e vari popoli: 

-il diritto romano, 

-l’assetto socio-economico più o meno individualistico 

- la religiosità diffusasi duemila anni fa dalla Palestina etc. etc.

 Secondo alcuni studiosi però a voler cercare la tessitura dei filoni originari (sin dalle origini dell’uomo) non è cosa facile. Si sarebbe, come forse è normale che accadesse nel corso dei secoli, sviluppata una sorta di guazzabuglio socio-culturale.

 Effettivamente a sfogliare i testi di Storia o di Sociologia lo sviluppo della cultura occidentale è basata su valori che già rinveniamo nella Storia dell’antica Grecia e in quella di Roma. Cultura, questa,  che in qualche modo e’ andata smarrita nei cosiddetti secoli bui medievali per poi riaffermarsi col Rinascimento e da allora rilanciati -appunto dall’Occidente- in ogni direzione del pianeta. 

 La narrazione di vita occidentale attinge ancora dagli scritti biblici e dalla storia medio-orientale che, ai nostri giorni, trova vasta accoglienza in tutte le terre ad occidente del globo mentre la Storia e la vicenda complessiva dell’umanità, sebbene abbia molto da riconoscere all’Occidente, non va sicuramente limitata a questa sola sfera della Terra, anche perché sia i Greci che i Romani, da parte loro, non hanno fatto altro che dilatare e riadattare visioni e invenzioni dei mesopotani, dei fenici, degli  egiziani e di altri popoli medio-orientali.

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Col quadro finora tracciato ci proponiamo di cogliere valori, o meglio, di tratteggiare lo sviluppo culturale nel pianeta, con le ascese (e periodiche cadute) che vedono l’uomo arrivare grazie all’ingegno sulla Luna, e nel contempo, purtroppo a promuovere minacce, tirannie e guerre per imporre supposte superiorità culturali.


Parole frequenti sui media

 

COSTITUZIONE

Si tratta del testo che governa la vita della Repubblica italiana e sancisce gli equilibri tra i poteri dello Stato attraverso il principio della separazione e del bilanciamento. Il potere legislativo è appannaggio del Parlamento, quello esecutivo è onere del governo e quello giudiziario della magistratura.

I padri della Costituzione" sono stati i 556 membri dell'Assemblea Costituente, eletti il 2 giugno 1946, che hanno redatto la Carta costituzionale italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Tra le figure chiave spiccano Meuccio Ruini (presidente della Commissione dei 75), Umberto Tupini, Umberto Terracini, Gustavo Ghidini e Alcide De Gasperi, oltre a Pietro Calamandrei. 

La Costituente era composta da diverse forze politiche, con un contributo fondamentale anche delle 21 donne elette (le "madri costituenti"), tra cui Maria Federici, Lina Merlin, Nilde Iotti e Teresa Noce.

Alcuni dei protagonisti principali, divisi per area politica: 

Democrazia Cristiana (DC): Alcide De Gasperi, Giuseppe Dossetti, Amintore Fanfani, Giorgio La Pira, Aldo Moro, Oscar Luigi Scalfaro.

Partito Comunista Italiano (PCI): Palmiro Togliatti, Nilde Iotti, Umberto Terracini, Teresa Noce.

Partito Socialista Italiano (PSI/PSLI): Pietro Nenni, Giuseppe Saragat, Sandro Pertini, Lina Merlin. 

Partito Liberale (PLI) e altri: Luigi Einaudi, Piero Calamandrei.





Sfogliando un libro 📕

Nel 1955 fonda L’Espresso,
primo settimanale italiano
d’inchiesta, ricopre
due ruoli, direttore
amministrativo e
collaboratore per l’economia.
Dal 1962 diventa primo
direttore-manager del
quotidiano 
La Repubblica.

Riflessioni di un grande giornalista

Eugenio Scalfari (1924-2022) è stato uno dei più influenti giornalistiscrittori e intellettuali italiani del XX secolo. Celebre fondatore e storico direttore de la Repubblica (1976), ha rivoluzionato il giornalismo italiano e in precedenza contribuito a fondare l'Espresso. È stato anche una figura politica, come deputato del Partito Socialista Italiano, ed un editorialista di spicco. Nato a Civitavecchia, è stato compagno di banco al liceo di Italo Calvino a Sanremo. E’ stato parlamentare socialista, anti-craxiano.

= = = 

Di Scalfari intendiamo riportare periodicamente alcune frasi, valutazioni e riflessioni che egli attribuisce o comunque mette come frasi pronunciate da personaggi del passato, in un suo noto libro.

)= I giudizi vanno e vengono,

)= Gli otri vuoti si gonfiano di vento, gli uomini di presunzioni,

)= sulla modernità: L’epoca che comincia con  Montaigne, con Galileo e con Cervantes, e si conclude con i campi di sterminio e con lo sbarco sulla luna, esprime un elemento preponderante: il declino della metafisica che fino a quel momento aveva dominato il pensiero per un arco di tremila anni. Al suo posto si installano la logica, i processi cognitivi, l’etica.

domenica 26 aprile 2026

Sparatoria alla Casa Bianca

 Nella notte italiana tra il 25 e il 26 aprile Donald Trump è stato portato via dalla cena promossa per i corrispondenti alla Casa Bianca dopo che un attentatore ha fatto esplodere alcuni colpi d'arma da fuoco.

 
Il presidente degli Stati Uniti ha riferito che l'attentatore aveva numerose armi ed è stato preso in consegna «da coraggiosi membri» del servizio di sicurezza. 
I giornalisti e gli altri partecipanti alla cena si sono abbassati sotto i tavoli quando si sono sentiti i primi spari
. L’attentatore ha 31 anni, californiano, si chiama Cole Tomas Allen.

 Secondo i media americani, sarebbe un ingegnere meccanico laureato alla CalTech, il California Institute of Technology. Sui social è stata diffusa una immagine che lo vede tra i premiati come «insegnante del mese».

  Il presidente ha diffuso filmati di sorveglianza che mostrano un uomo correre oltre il varco di sicurezza dell'hotel sede dell'evento. Nel video, gli agenti estraggono le armi e sembrano iniziare a fare fuoco.


Parole frequenti sui media

 

Islamabad significa "Città
dell'Islam"
 (in urdu اسلام آباد‎,
 
Islāmābād), un nome che riflette
l'ideologia musulmana del
Pakistan. È la capitale del Pakistan
dal 1967, situata nel nord-est
del paese. Costruita negli anni
'60 come città pianificata, è il
centro amministrativo e politico
dello Stato, nota per le sue aree
verdi.
islamabad

Capitale del Pakistan dal 1967, sorge su un altopiano nella parte nord-orientale del Paese. Ha poco più di un milione di abitanti, il che la colloca appena all’ottavo posto tra le città più popolose del Pakistan, sede di un governo che cerca di valorizzare i buoni rapporti di cui gode tanto con gli Stati Uniti che con l’Iran. E che vede nelle forze armate la spina dorsale delle istituzioni: non è un caso che il principale mediatore dei colloqui tra Washington e Teheran sia il feldmaresciallo Asim Munir, capo dell’esercito dal 2022, che vanta poteri maggiori di quelli del primo ministro Shehbaz Sharif, al governo dal marzo 2024.

La domenica è fatta per riflettere

 


Gli 
Atti degli Apostoli, scritti
da S. Luca come seconda parte
del suo Vangelo (circa 80-90 d.C.),
narrano la nascita e la rapida
espansione della Chiesa primitiva,
guidata dallo Spirito Santo, da
Gerusalemme fino a Roma. Il
testo focalizza l'attività di 
Pietro
 (cap. 1-12) e Paolo (cap. 13-28),
evidenziando l'evangelizzazione,
la conversione dei pagani e
la costituzione delle prime
comunità, segnate da
fraternità, preghiera e
condivisione







Riflettendo sugli “Atti degli Apostoli”

quadro cronologico

Volendo cercare di cogliere le proiezioni temporali, ossia la "cornice redazionale" de gli atti degli apostoli quale  e’ la concezione del tempo che San Luca trasmette?.


Tempo ed escatologia


Basandoci sulle  indicazioni cronologiche degli Atti in una prospettiva letteraria e probabilmente storica, e’ facile cogliere che nessuna di esse assume una speciale attenzione o il rilievo enfatico delle tre indicazioni cronologiche che scandiscono l'inizio dei primi tre capitoli del Vangelo di San Luca, ossia 

1) nascita nei giorni di Erode, 

2) decreto di Cesare Augusto riguardo il censimento del mondo abitato,

3) l’anno 15 del dominio di Tiberio Cesare e mentre governava la Giudea Ponzio Pilato.  

 Tutte puntano, in crescendo, all’annunciazione  della nascita di Giovanni Battista, la nascita di Gesù e l’inizio della missione pubblica di Gesù. Pare di capire che l’importante sia l’incarnazione e la venuta di Gesù, mentre la vicenda degli apostoli e la chiesa delle origini sono conseguenze.


 Nel prologo degli Atti era stata posta una questione di cronologia da parte degli apostoli: “Signore, e’ questo il tempo in cui ricostituisci il regno per Israele?”. Domanda che richiama le aspettative dei due discepoli di Emmaus: “Speravamo che fosse lui quello che deve riscattare Israele” (Lc 24,21). Aspettativa frustrata dato che Gesù era morto da tre giorni.


(segue)

==========

Che succede ? Siamo all’oltraggio della religione.

Nel nostro mondo la religione è di nuovo imbracciata insieme con i fucili, utilizzata come instrumentum regni , esibita a fini di consenso politico. 

La religione, in Occidente, torna ad essere iscritta in progetti di potere temporale e di orgoglio nazionale. 

1) Il presidente degli Stati Uniti si crede Gesù. 

2) Un soldato di Israele prende a martellate una statua di Gesù. 

C’è da dubitare su quanto i libri di storia ci hanno trasmesso finora sulle comuni origini «giudaico-cristiane» dell’Occidente, ai cui valori quei due grandi Paesi, USA e Israele, pure si ispirano.

sabato 25 aprile 2026

Parole frequenti sui media

uranio arricchito
 L’uranio naturale ha bisogno che sia aumentata la sua percentuale di isotopo fissile, sia per essere utilizzato in centrali energetiche, sia per essere utilizzato in una bomba. L’impiego militare però richiede un arricchimento molto più alto e l’uranio arricchito oltre una data soglia indica l’intenzione di costruire una bomba. Viene utilizzato principalmente come combustibile nelle centrali nucleari (arricchimento 3-5%) e, ad alti livelli, per armi nucleari o reattori speciali (oltre il 20-90%).

Élite politico/civiche di ieri, élite di oggi (1)

Le democrazie non sono senza 
élite, ma le selezionano 
attraverso il voto e la 
competizione. Una buona
 élite deve essere competente
 e responsabile per 
garantire la stabilità 
democratica.








La competenza vale ?
 Le élite politiche e civiche in linea generale nell’ultimo secolo, hanno subito una profonda trasformazione, passando da classi dirigenti basate su competenza, appartenenza ideologica e radicamento territoriale (ieri) a gruppi fluidi, spesso tecno-economici, a volte mediatici e frequentemente populisti (oggi). Si distinguono tra élite come "aristocrazie" del merito e in quanto tali oligarchie chiuse e in una costante ridefinizione del rapporto tra potere e popolo. Certo, esiste una classe politica strutturata, legata ai partiti di massa, con forte ideologia e, specialmente nei centri maggiori, selezionata all’interno dei partiti, dopo una più o meno lunga gavetta politica, e con presunto radicamento sociale e territoriale.

 Di cosa si accorge oggi la società su ciò che emana la politica dei nostri giorni?

 == della esponenziale personalizzazione della politica, del suo operare attraverso la tecnocrazia, dell’uso irreale dei media e dei social network, e dei comportamenti spesso anti-istituzionali.

  == dell’avvenuto passaggio da élite partitiche a élite personalistiche alla maniera populista, come dire alla Conte.

  ==  la base di consenso non è più la sezione di partito, ma la capacità di influenzare l'opinione pubblica online, e/o comunque in maniera demagogica.

  ==   La dicotomia oggi non è piu’ destra/sinistra, ma élite (del tipo l’avvocato del popolo)  contro procedure democratiche/partitiche, dove l'élite è spesso definita dalla presunta competenza tecnica/giuridica contro la "pancia-necessita’ sociale" del paese. In sostanza: il passaggio dalle élite partitiche alle élite personali.

(Segue)


25 aprile

 La Resistenza, la Liberazione

Il 25 aprile 1945 segna la Festa della Liberazione in Italia, giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale (CLNAI) proclamò l'insurrezione generale contro i nazifascisti, liberando molte città del Nord Italia (come Milano, Torino, Genova) grazie all'azione partigiana e all'arrivo degli Alleati, ponendo fine all'occupazione e al regime fascista e aprendo la strada alla democrazia.
Il CLNAI diede l'ordine ai partigiani di attaccare i presidi tedeschi e fascisti in tutti i territori ancora occupati. Le formazioni partigiane, con il sostegno della popolazione, liberarono numerose città del Nord: Genova (25 aprile), Milano (25 aprile), Torino (25 aprile), e altre città nei giorni immediatamente successivi come Parma e Novara.
 La liberazione e’ stata un processo che si protrasse per più giorni e mesi, è però il 25 aprile venne scelto come data simbolo, istituito successivamente poi come festa nazionale permanente nel 1949.

venerdì 24 aprile 2026

Le sparate di Trump

 

Così Pedro Sánchez ha
risposto
 a Donald Trump:
“La posizione del governo
spagnolo si riassume in quattro
parole: 
No alla guerra. No al
fallimento del diritto internazionale.
No ad assumere che il mondo
possa risolvere i suoi problemi
a base di conflitti. No a ripetere
gli errori del passato”.









Il presidente medita vendette dentro la Nato: dopo la lista degli alleati «buoni» e «cattivi», spunta il progetto di espellere la Spagna— anche se il regolamento dell'alleanza non lo prevede.

Secondo le recenti critiche espresse da Donald Trump (aggiornate ad oggi, ma domani potrebbero essere altre e non più queste), le principali colpe della Spagna risiedono nel rifiuto di concedere l'uso delle basi militari (Rota e Morón) e dello spazio aereo per operazioni statunitensi in Iran. Trump ha definito il comportamento del premier Pedro Sánchez inaccettabile, minacciando di interrompere i rapporti commerciali.  

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha risposto difendendo la linea del suo governo, definendola un fermo "no alla guerra" e richiamando la necessità di agire nel quadro del diritto internazionale.

= = = 

Questa è soltanto una delle ultime uscite di un presidente che ha fatto della provocazione e della volgarità gli elementi chiave della sua leadership e del suo consenso: perché l’insulto, la semplificazione estrema e il rifiuto del linguaggio istituzionale sono elementi strutturali di un modello comunicativo anti sistema, che rompe deliberatamente con il decoro e le convenzioni del linguaggio politico tradizionale. Nei giorni scorsi Trump ha attaccato il Papa, Zelensky ed altri personaggi della scena mondiale.

La risposta spagnola è stata di un richiamo al diritto internazionale e di rifiuto a farsi coinvolgere in dibattiti da cortile.

Culture diverse e il nuovo modo di scrivere la Storia (2)

 

Il dopoguerra della Prima Guerra
Mondiale (1919-1920) in Europa fu
un periodo di profonda crisi sistemica
e radicale trasformazione,
caratterizzato da 
disillusione culturale,
instabilità economica (inflazione,
disoccupazione) e una svolta verso
la politica di massa
. L'Europa perde
la sua centralità economica a favore
degli Stati Uniti, mentre il crollo di
quattro imperi (tedesco, austro-ungarico,
russo, ottomano) ridisegna la mappa
con nuovi Stati nazioni.

L'ingresso massiccio delle donne nel
mercato del lavoro (fabbriche) durante
il conflitto portò a una nuova autonomia
economica e sociale, inclusa la
conquista del diritto di voto in
diversi Paesi (es. Germania,
Regno Unito).

La società si massifica, con la
crescita di sindacati, partiti
socialisti, cattolici e movimenti
nazionalisti radicali, criticando
la vecchia classe dirigente liberale.








Le novità del Novecento. 

La prima guerra mondiale lasciò i suoi segni culturali ed economici e politici sopratutto nel vecchio continente per più ragioni:

1) Le trasformazioni sociali più radicali  dell’anteguerra (di cui la più traumatica fu la conversione di milioni di contadini in operai industriali) avvennero e si concentrarono proprio in Europa.  E vedremo che ciò non avvenne senza traumi. Sembrerà strano, ma l’immensa ondata migratoria dai paesi europei (per quanto più  ci interessa dalla Sicilia) verso gli Stati Uniti nella seconda metà dell’Ottocento non costituì per quel paese occasione se non di espandere  e complicare ulteriormente la società di tipo tradizionale da cui provenivano.

2) I paesi europei subirono più direttamente di altri le conseguenze negative della prima guerra mondiale. Nello scenario va inserita la rivoluzione bolscevica che influì sopratutto nella parte orientale del vecchio continente.

3) L’Europa, insieme all’America del Nord, divenne culla della nascente “cultura popolare” che lungo il Novecento si sarebbe diffusa in ogni angolo del pianeta, grazie ai nuovi mezzi di informazione e al contributo delle nuove tecnologie informatiche.

4) Le vecchie ideologie e culture sociali conservatrici, che si basavano sull’ordine socio-economico rurale iniziarono il loro irreversibile declino.

5) I partiti nazional-liberali contendevano ai conservatori, oltre che alla Chiesa Cattolica, i consensi ed il controllo delle nuove classi operaie inurbate.

6) Nei paesi dove l’affermarsi dell’economia industriale era più solida e la prima guerra mondiale aveva lasciato  ferite profonde, il contesto sociale iniziò ad assistere ad alleanze che vedevano scontrarsi forze nazionaliste e inizialmente pure liberali contro presunte minacce socialiste.

    Vedremo cosa accadeva sul piano più prettamente culturale. 

(Segue)

Avvenne il 24 Aprile

 1607

Sicilia nostra

Viene fondata la città di Vittoria nel 1607 ( nell’area del ragusano), così  chiamata in onore della sua fondatrice, principessa Vittoria Colonna de Cabrera, figlia del viceré di Sicilia Marc’Antonio Colonna e vedova di Luigi E Raquez Cabrera, conte di Modica.  La città di Vittoria si volle fondarla con l'obiettivo specifico di promuovere la coltivazione della vite e il commercio del vino, che ancora oggi caratterizza la zona.

Esiste una certa connessione tra la famiglia Cardona (e la loro signoria, sulla nascente Contessa all’alba del 1500) e Marc’Antonio Colonna, viceré di Sicilia, che si articola principalmente attraverso intrecci matrimoniali e passaggi di feudi siciliani nel corso dei  secoli feudali successivi. Ma su questo contiamo di aver tempo per cogliere.

Contessa Entellina e la vicenda storica (7)

 Quando non sapevamo dei telefonini 

Kuntisa nel pre sisma
Contessa Entellina (Kuntisa in
arbëreshe) 
era un caratteristico
centro agricolo della Valle del
Belice, con un forte legame
con la cultura Arbëreshe
 (albanese) e un’economia
basata sul post latifondo.
Il paese era caratterizzato da
case contadine, spesso con
pavimenti in terra battuta,
che rispecchiavano le
condizioni di vita dell'epoca.












Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale e prima degli eventi sismici del gennaio 1968 come si comunicava a Contessa Entellina fra parenti, amici, conoscenti che abitavano gli uni nei pressi dello Spiazzo Greco e gli altri in Via Marsala? O fra chi abitava nella zona Giarruso e chi abitava nel quartiere Santa Rosalia?

 Come circolavano le informazioni 

nella realtà contadina di Contessa Entellina?

Ancora all’inizio della seconda metà del Novecento l’unica forma di comunicazione diretta, immediata, in tutte le realtà a prevalente economia contadina dell’Isola, e quindi di Contessa Entellina, erano i gruppi comunitari di “vicinato”. Questa circostanza riguardava sostanzialmente tutte le realtà paesane dell’interno della Sicilia. Per comunicare con il mondo esterno, oltre alla possibilità del telegramma da curare presso l’Ufficio Postale, si poteva fruire presso il  Bar di don Ciccio Schiró, nei pressi della piazza, del centralino telefonico.

All’interno dell’abitato erano centri di diffusione delle notizie le sedi dei partiti (avevano localmente sedi: la Dc, il PCI, il PSI, e per qualche tempo il PLI, il MSI e i cosiddetti Milazziani). Tutte, più o meno, situate nei pressi della piazza.   Erano pure luoghi di incontro e quindi di acquisizioni di notizie le Chiese dove giornalmente, sia al mattino che nelle ore serali, si svolgevano riti abbastanza frequentati dai parrocchiani. Tutte strutture e centri funzionali del territorio e di accrescimento sia di saperi che di fatti comunitari giornalieri..

Il quadro relazionale umano e paesano, sia pure a dimensione più articolata, non cambiava a Bisacquino o negli altri paesi prossimi. Va però colto che più era ristretta l’area comunitaria, tanto più alta era la velocità di circolazione delle notizie col “passa parola”, col face to face, che avveniva da vicolo a vicolo, o -sempre in quegli anni cinquanta- presso le fontane della Favara, di Canale, di Giarruso e le altre fontane pubbliche piazzate in più  zone del paese.

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  Sul mondo contadino, quello pre-sisma 1968, contiamo di doverci intrattenere per cogliere aspetti sociali, e sopratutto umani, di cui conserviamo più tratti del vivere di allora.