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venerdì 24 aprile 2026

Culture diverse e il nuovo modo di scrivere la Storia (2)

 

Il dopoguerra della Prima Guerra
Mondiale (1919-1920) in Europa fu
un periodo di profonda crisi sistemica
e radicale trasformazione,
caratterizzato da 
disillusione culturale,
instabilità economica (inflazione,
disoccupazione) e una svolta verso
la politica di massa
. L'Europa perde
la sua centralità economica a favore
degli Stati Uniti, mentre il crollo di
quattro imperi (tedesco, austro-ungarico,
russo, ottomano) ridisegna la mappa
con nuovi Stati nazioni.

L'ingresso massiccio delle donne nel
mercato del lavoro (fabbriche) durante
il conflitto portò a una nuova autonomia
economica e sociale, inclusa la
conquista del diritto di voto in
diversi Paesi (es. Germania,
Regno Unito).

La società si massifica, con la
crescita di sindacati, partiti
socialisti, cattolici e movimenti
nazionalisti radicali, criticando
la vecchia classe dirigente liberale.








Le novità del Novecento. 

La prima guerra mondiale lasciò i suoi segni culturali ed economici e politici sopratutto nel vecchio continente per più ragioni:

1) Le trasformazioni sociali più radicali  dell’anteguerra (di cui la più traumatica fu la conversione di milioni di contadini in operai industriali) avvennero e si concentrarono proprio in Europa.  E vedremo che ciò non avvenne senza traumi. Sembrerà strano, ma l’immensa ondata migratoria dai paesi europei (per quanto più  ci interessa dalla Sicilia) verso gli Stati Uniti nella seconda metà dell’Ottocento non costituì per quel paese occasione se non di espandere  e complicare ulteriormente la società di tipo tradizionale da cui provenivano.

2) I paesi europei subirono più direttamente di altri le conseguenze negative della prima guerra mondiale. Nello scenario va inserita la rivoluzione bolscevica che influì sopratutto nella parte orientale del vecchio continente.

3) L’Europa, insieme all’America del Nord, divenne culla della nascente “cultura popolare” che lungo il Novecento si sarebbe diffusa in ogni angolo del pianeta, grazie ai nuovi mezzi di informazione e al contributo delle nuove tecnologie informatiche.

4) Le vecchie ideologie e culture sociali conservatrici, che si basavano sull’ordine socio-economico rurale iniziarono il loro irreversibile declino.

5) I partiti nazional-liberali contendevano ai conservatori, oltre che alla Chiesa Cattolica, i consensi ed il controllo delle nuove classi operaie inurbate.

6) Nei paesi dove l’affermarsi dell’economia industriale era più solida e la prima guerra mondiale aveva lasciato  ferite profonde, il contesto sociale iniziò ad assistere ad alleanze che vedevano scontrarsi forze nazionaliste e inizialmente pure liberali contro presunte minacce socialiste.

    Vedremo cosa accadeva sul piano più prettamente culturale. 

(Segue)

Avvenne il 24 Aprile

 1607

Sicilia nostra

Viene fondata la città di Vittoria nel 1607 ( nell’area del ragusano), così  chiamata in onore della sua fondatrice, principessa Vittoria Colonna de Cabrera, figlia del viceré di Sicilia Marc’Antonio Colonna e vedova di Luigi E Raquez Cabrera, conte di Modica.  La città di Vittoria si volle fondarla con l'obiettivo specifico di promuovere la coltivazione della vite e il commercio del vino, che ancora oggi caratterizza la zona.

Esiste una certa connessione tra la famiglia Cardona (e la loro signoria, sulla nascente Contessa all’alba del 1500) e Marc’Antonio Colonna, viceré di Sicilia, che si articola principalmente attraverso intrecci matrimoniali e passaggi di feudi siciliani nel corso dei  secoli feudali successivi. Ma su questo contiamo di aver tempo per cogliere.

Contessa Entellina e la vicenda storica (7)

 Quando non sapevamo dei telefonini 

Kuntisa nel pre sisma
Contessa Entellina (Kuntisa in
arbëreshe) 
era un caratteristico
centro agricolo della Valle del
Belice, con un forte legame
con la cultura Arbëreshe
 (albanese) e un’economia
basata sul post latifondo.
Il paese era caratterizzato da
case contadine, spesso con
pavimenti in terra battuta,
che rispecchiavano le
condizioni di vita dell'epoca.












Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale e prima degli eventi sismici del gennaio 1968 come si comunicava a Contessa Entellina fra parenti, amici, conoscenti che abitavano gli uni nei pressi dello Spiazzo Greco e gli altri in Via Marsala? O fra chi abitava nella zona Giarruso e chi abitava nel quartiere Santa Rosalia?

 Come circolavano le informazioni 

nella realtà contadina di Contessa Entellina?

Ancora all’inizio della seconda metà del Novecento l’unica forma di comunicazione diretta, immediata, in tutte le realtà a prevalente economia contadina dell’Isola, e quindi di Contessa Entellina, erano i gruppi comunitari di “vicinato”. Questa circostanza riguardava sostanzialmente tutte le realtà paesane dell’interno della Sicilia. Per comunicare con il mondo esterno, oltre alla possibilità del telegramma da curare presso l’Ufficio Postale, si poteva fruire presso il  Bar di don Ciccio Schiró, nei pressi della piazza, del centralino telefonico.

All’interno dell’abitato erano centri di diffusione delle notizie le sedi dei partiti (avevano localmente sedi: la Dc, il PCI, il PSI, e per qualche tempo il PLI, il MSI e i cosiddetti Milazziani). Tutte, più o meno, situate nei pressi della piazza.   Erano pure luoghi di incontro e quindi di acquisizioni di notizie le Chiese dove giornalmente, sia al mattino che nelle ore serali, si svolgevano riti abbastanza frequentati dai parrocchiani. Tutte strutture e centri funzionali del territorio e di accrescimento sia di saperi che di fatti comunitari giornalieri..

Il quadro relazionale umano e paesano, sia pure a dimensione più articolata, non cambiava a Bisacquino o negli altri paesi prossimi. Va però colto che più era ristretta l’area comunitaria, tanto più alta era la velocità di circolazione delle notizie col “passa parola”, col face to face, che avveniva da vicolo a vicolo, o -sempre in quegli anni cinquanta- presso le fontane della Favara, di Canale, di Giarruso e le altre fontane pubbliche piazzate in più  zone del paese.

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  Sul mondo contadino, quello pre-sisma 1968, contiamo di doverci intrattenere per cogliere aspetti sociali, e sopratutto umani, di cui conserviamo più tratti del vivere di allora.

giovedì 23 aprile 2026

Parole frequenti sui media

 

"Campo largo" è un'espressione
politica tutta italiana utilizzata
per definire un 
progetto di ampia
coalizione di centro-sinistra.



campo largo

È il progetto politico di ampliamento della coalizione di centrosinistra, sia verso forze collocate più al centro sia verso forze collocate più a sinistra. Ne fanno parte Partito democratico, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra e +Europa.

Il termine suggerisce un'alleanza che non si limita ai soli partiti storici di centro-sinistra (come il PD che è il rappresentante in Italia del Partito Socialista Europeo), ma cerca di includere il Movimento 5 Stelle, i Verdi, Sinistra Italiana e, in diverse declinazioni ipotizzate, anche forze di centro come quelle guidate da Renzi o Calenda. L’intento è di creare un "fronte unito" elettorale capace di essere competitivo contro la coalizione di destra.

.

La società degli indifferenti (2)

Vivere significa partecipare,
non essere estranei alla polis


Gramsci sostiene che le
tragedie avvengono non
solo per volontà dei pochi,
ma perché la massa
abdica alla propria volontà.

Gramsci definisce
l'indifferenza come il
"peso morto della storia"
e un atto di vigliaccheria
che permette a pochi di
determinare il destino
collettivo, sostenendo che
 "vivere significa essere
partigiani"








 La società degli-indifferenti (1)

Per leggere la prima pagina di riflessioni su ciò che intendiamo perseguire col concetto di società degli indifferenti, pigiare sopra.

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In tanti parlano di una società, la nostra, che avrebbe perso i “valori”, i valori di una volta e non riesce, o comunque non è ancora in grado di stabilire nuove regole, o come dicono taluni, nuove geometrie sul domani perché non in condizione di stabilire nuove metodiche all’interno del nuovo modello di vita e della nuova città dell’uomo, che comunque si profila anche in assenza degli antichi ed eterni valori. In questo contesto è la società, tutti noi che viviamo nella più profonda assenza di iniziative personali e di progetti in comune. Pare di capire che i contraccolpi della nuova società o forse il trapasso da un tipo di società ad un’altra abbiano reso inerti, inservibili i vecchi poteri sia individuali che quelli sociali.

Certamente esistono le antiche istituzioni, come le chiese, forse alcune Università, che perseverano nel sollecitare le riprese e le spinte. Ma ai nostri giorni ciò  che manca è la riscossa prima di tutto di tipo personale e poi nei  ruoli collegiali.

Certi libri di autorevoli personaggi arrivano a sostenere che l’uomo del terzo millennio si muove in un deserto dove tutte le voci si spengono prima di arrivare dove dovrebbero e/o comunque quando arrivano non hanno forza di convincere. L’uomo che vive il modello di società che stiamo attraversando è rinunciatario e sconta questo  “vuoto” del modello di società che stiamo vivendo. 

 Per tornare a vivere bene nel contesto vivo della società la politica dovrebbe tornare a svolgere il suo ruolo di indirizzo che da parecchi decenni non assolve più. Perché una società, una comunità torni a vivere (in ottica sociale) serve il sapere reagire al seguito di nitide linee socio/politiche. Ma ai nostri giorni siamo al punto che pure chi non ha alcuna bandiera,  o, come ci capita persino di venire a conoscenza, chi e’ capace nel lasso della vicenda pubblica di brandire più bandiere, divaricanti idealità l’una in contrasto con l’altra, lo ritroviamo classe dirigente e pretende sempre di trovarsi nel giusto.

 Ed in contesti simili (su più livelli della società ) la gente preferisce non volere … piuttosto che volere partecipare. Ed ovviamente sbaglia.

Avvenne il 23 Aprile

Stazioni e fermate: Palermo S. Erasmo,
Bandita, Palermo Acqua dei Corsari,
Villabate Paese, Portella di Mare,
Misilmeri, Bolognetta-Marineo, Mulinazzo,
Baucina-Ciminna, Villafrati-Cefalà
Diana, Mezzoiuso, Godrano, Ficuzza,
 Bifarera, Scalilli, Donna Beatrice,
Corleone, Censiti, Ridocco,
Campofiorito, Tarucco, Contessa
 Entellina, Bisacquino, Chiusa Sclafani,
S. Carlo, Burgio
1863

Sicilia nostra. 

Viene inaugurata la prima ferrovia in Sicilia: la Palermo-Bagheria, di 13 chilometri.

Passeranno ancora ventitré anni perché la ferrovia Palermo Sant'Erasmo-Corleone-Contessa Entellina-San Carlo-Burgio, linea a scartamento ridotto (950 mm) di 112,29 km, divenisse operativa tra il 1886 e il 1959

Questa collegava Palermo con l'entroterra, passando per MisilmeriCorleone, stazione Contessa E. c/o c.da Batellaro, BisacquinoChiusa Sclafani e terminando a Burgio, rivestendo un ruolo chiave per il trasporto merci e passeggeri. Fu costruita in varie fasi tra il 1886 e il 1931, e  fu chiusa definitivamente tra il 1954 e il 1959 a causa della concorrenza del trasporto su gomma e dei costi di gestione. Era una linea a scartamento ridotto (950 mm), tipico di molte ferrovie secondarie siciliane dell'epoca. La linea era nota anche per aver collegato l'entroterra siciliano al capoluogo siciliano, facilitando commercio e pure connessione sociale prima del corrente sviluppo della rete stradale. 


mercoledì 22 aprile 2026

PNRR e politiche di coesione

Le politiche di coesione sono la 
principale strategia di investimento
Europea per ridurre i
divari economici, sociali e territoriali
tra le diverse regioni e migliorare
la qualità della vita dei cittadini
Alcune novità 

Diverse novità sono state introdotte al  testo: dalla carta di identità il cui rinnovo sarà valido per 50 anni dopo il compimento dei 70 anni, all'introduzione graduale della tessera elettorale elettronica fino alle novità di compilazione dell'Isee con misure antifrode.

1) Carta d’identità a vita per gli over 70. 
La carta di identità elettronica rilasciata a decorrere dal 30 luglio 2026 a soggetti di età pari o superiore a 70 anni al momento della richiesta di rilascio, diventa valida per cinquanta anni ed è utilizzabile anche ai fini dell'espatrio. Resta ferma la facoltà per l'interessato di chiederne il rinnovo dopo dieci anni dal suo rilascio, ai fini della validità del certificato di autenticazione.

2) Tessera elettorale digitale. 
La tessera elettorale potrà essere rilasciata anche in modalità digitale sulla base dei dati integrati nell'Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr). Uno o più decreti del Ministro dell'interno disporrà le caratteristiche tecniche della tessera elettorale in formato digitale, l'eventuale confluenza nel portafoglio digitale italiano (Sistema IT-Wallet) e le modalità di utilizzo digitale o della copia analogica esclusivamente presso il seggio di iscrizione dell'elettore.

3) Novità su Isee. 
Le scuole, le università, i comuni e le altre amministrazioni pubbliche competenti alla concessione di prestazioni sociali agevolate, acquisiscono d'ufficio dall'Inps, attraverso la piattaforma digitale nazionale dati, i dati Isee strettamente necessari alla concessione della prestazione sociale agevolata.

4) Medici di famiglia attivi fino a 72 anni
. I medici di famiglia che faranno richiesta potranno indossare il camice fino ai 72 anni per colmare i vuoti d'organico nella sanità. Una norma simile a quella inserita per i medici ospedalieri con l'ultimo Dl milleproroghe. L'ultimo rapporto della Fondazione Gimbe stima che in Italia manchino oltre 5.700 medici di medicina generale rispetto al fabbisogno.

5) Assegno Unico anche a lavoratori UeViene esteso l'assegno unico universale ampliando la platea del contributo ai lavoratori di Stati Ue in Italia con figli a carico non residenti in Italia. Viene eliminato il requisito che imponeva ai lavoratori stranieri di risiedere in Italia da almeno due anni per avere diritto al beneficio. La norma punta a sanare la situazione dopo il deferimento in materia operato nel 2024 da parte della Commissione Ue.


Avvenne il 22 Aprile

1837.  

Sicilia nostra

La demoetnoantropologia (DEA) è
una 
disciplina accademica italiana
che studia l'uomo e le sue culture
attraverso tre anime principali: la
demologia (tradizioni popolari),
l'etnologia (confronto tra culture) e
l'antropologia culturale
. Essa
analizza le manifestazioni culturali
materiali e immateriali, come
feste, riti, oggetti e saperi, in
relazione al loro contesto








Nasce a Messina il letterato e demopsicologo Letterio Lizio Bruno, ivi morto il 5 febbraio 1908. Provveditore agli Studi a Catania e a Palermo, fu folklorista insigne, e raccolse e pubblicò i Canti popolari delle Isole Eolie nel 1871, che fu la prima raccolta del genere.  

*   *   *

E’ considerato uno dei maggiori scrittori messinesi della seconda metà dell'Ottocento, insieme a figure come Cannizzaro e Mitchell. Si distinse per il suo lavoro di raccolta e analisi della poesia popolare, che documentò in diverse opere di rilievo per la demologia (=tradizioni, costumi, credenze e manifestazioni culturali popolari  siciliane), un segmento degli studi antropologici noto come discipline demoetnoantropologiche (DEA).

Parole frequenti sui media

 

agostino

Agostino d’Ippona (354-430 d.C.) è stato filosofo, teologo e vescovo latino, figura chiave della patristica occidentale. Nato a Tagaste, nell’attuale Algeria, da madre cristiana e padre pagano, visse una giovinezza inquieta prima di convertirsi al cristianesimo a Milano nel 387, battezzato da Sant’Ambrogio. Tornato in Africa, ordinato sacerdote nel 391, divenne vescovo di Ippona nel 395. Fu autore di opere fondamentali come Le confessioni(397), un’autobiografia spirituale che anticipa l’introspezione moderna e La città di Dio. Morì a Ippona, è sepolto a Pavia. E’ noto anche come Sant'Agostino,  considerato Padre della Chiesa e Dottore della Chiesa. Passò da una giovinezza inquieta e manichea a una conversione radicale al cristianesimo, influenzando profondamente la filosofia occidentale. 

martedì 21 aprile 2026

Hanno detto

 Minacciare

Non sapevate che, se l'uomo promette troppo spesso più che non sia per mantenere, minaccia anche non di rado, più che non s'attendi poi di commettere?

Non sapevate che l'iniquità non si fonda soltanto sulle sue forze, ma anche sulla credulità e sullo spavento altrui?

____________

Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, (il cardinale Federico a don Abbondio)

*  *  *  *


Minacciare un singolo o un
intero paese nel terzo
millennio è un
reato grave
 o un atto di
aggressione internazionale,
con conseguenze severe.
 Nel diritto internazionale la
minaccia contro uno Stato
viola la sovranità e può
portare a sanzioni o risposte
di legittima difesa.





Ai nostri giorni

Nelle ultime settimane le minacce del presidente statunitense Donald Trump contro l’Iran sono cresciute in toni e violenza, raggiungendo livelli mai visti. Le più gravi sono state pronunciate circa dodici ore prima della scadenza dell’ultimatum che Trump aveva imposto all’Iran per accettare un accordo: aveva minacciato di colpire le infrastrutture civili iraniane e aveva prospettato la morte di «un’intera civiltà» se il regime non avesse riaperto lo stretto di Hormuz. Uccidere «un’intera civiltà» equivale a compiere un genocidio, cioè uno dei crimini più gravi riconosciuti dal diritto internazionale.

La situazione poi è rientrata, perché poco prima della scadenza dell’ultimatum Trump ha accettato una proposta di cessate il fuoco avanzata dal Pakistan. La frase sulla morte di un’intera civiltà ha provocato però reazioni forti e inedite, anche tra gli stessi alleati di Trump, e nuove ipotesi secondo cui il presidente americano avrebbe perso controllo e ragione.

Avvenne il 21 Aprile

 1786 

Sicilia nostra


Il viceré borbonico principe di Caramanico fa approvare dal Parlamento siciliano il progetto del  nuovo Catasto, su cui era caduto il suo predecessore, il marchese Caracciolo di Villamaina.

I tentativi di riforma fiscale promossi dal Principe di Caramanico, viceré in Sicilia tra il 1786 e il 1795, puntavano a istituire un catasto moderno per superare il sistema feudale, ma incontrarono forti resistenze baronali. Sebbene il periodo sia cruciale per le riforme illuminate, il vero catasto fondiario borbonico cartografico fu realizzato successivamente, tra il 1837 e il 1853. Egli provò più volte di riformare il sistema fiscale siciliano, puntando a colpire i privilegi feudali e a imporre una tassazione più equa tramite il nuovo catasto. Per questo fine affidò a Francesco Paolo Di Blasi il riordino delle Prammatiche del Regno (leggi del regno) per limitare gli abusi feudali, base necessaria per la riforma catastalè.

L'opera vera e propria fu realizzata principalmente tra il 1837 e il 1853. Consiste in 427 carte, inclusi disegni di territori comunali e piante urbane, con l'incarico speciale affidato al Marchese Vincenzo Mortillaro di Villarena. Serviva a determinare la contribuzione fondiaria definitiva, superando i vecchi donativi (tasse forfettarie).
Le mappe del catasto borbonico dell'Ottocento sono consultabili presso l'Archivio di Stato di Palermo, e risultano essere di grande interesse storico, anche per chi ama la Storia della nostra Contessa Entellina.

Frana di Niscemi

Sicilia Nostra

La frana il 25 gennaio 
scorso ha devastato il 
paese in provincia di 
Caltanissetta. Fascicolo 
aperto per disastro 
colposo e 
danneggiamento 
seguito da frana. Tra 
gli indagati anche il 
Ministro per la protezione 
civile Nello Musumeci 
e l'attuale presidente 
della Regione Siciliana 
Renato Schifani





Prime iniziative dalle indagini sulla frana che il 25 gennaio scorso ha devastato 
Niscemi: 13 persone sono state iscritte nel registro degli indagati. Il fascicolo per disastro colposo e danneggiamento attiene allo smottamento che trascinò a valle case e mezzi e decine di 
immobili rimasero sospesi nel vuoto. 

Gi sfollati sono stati circa 1500. Tra gli indagati ci sono i presidenti della Regione siciliana in carica 
dal 2010 al 2026: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello
 Musumeci e Renato Schifani, tutti indagati sia in qualità di commissari delegati all'attuazione 
degli interventi previsti dall'ordinanza di Protezione civile
 nazionale che imponeva la realizzazione di opere di
 mitigazione del rischio della frana, che in qualità di commissari di
 governo contro il dissesto idrogeologico.

Sono pure indagati i capi
 della Protezione civile regionale dal 2010 al 2026, tra cui Calogero
 Foti e Salvatore Cocina, i direttori generali della Regione
 preposti all'ufficio contro il dissesto idrogeologico e il
responsabile dell'Ati che avrebbe dovuto eseguire le opere di
 mitigazione appaltate a inizio 2000. Il contratto si risolse per inadempimento nel 2010. I fondi stanziati, circa 12 milioni, sono ancora nelle casse della
 Regione.

Il quadroTra il 1997, anno della prima frana, e il 2009, quando della
 vicenda si è occupata la prefetta Giannola, si sono succedute
 diverse ordinanze della Presidenza del Consiglio. Poi si 
indisse un bando di gara per interventi complessivi, e si ebbe un progetto esecutivo nel 2005, aggiudicato per la
 realizzazione delle opere di mitigazione della frana e nel 2009
 si sottoscrisse il contratto di appalto con l'Ati composta dalle ditte Comer costruzioni Meridionali spa e la Edil ter costruzioni srl.

Nel 2010 il contratto si risolse per gravi ritardi delle imprese, nel 2013 a contratto terminato si tentò una transazione. Fino al 2016 non si è fatto nulla se non confermare l’avvenuta risoluzione del contratto, cosa anomala visto che la risoluzione era avvenuta anni prima. E l'inerzia 
si è continuato a protrarsi fino alla frana dello scorso gennaio.


lunedì 20 aprile 2026

Parole frequenti sui media

 

Trump appare in tunica,
mentre impone la mano
su un malato, circondato
 da militari e fedeli. Sullo
sfondo compaiono simboli
 patriottici statunitensi, dalla
bandiera alla Statua della
Libertà. Dopo alcune ore, il
post è stato cancellato.
Trump in conferenza stampa:
 "Ritratto come un medico
che fa del bene agli altri"
truth

È il social network di Donald Trump, lanciato dal Trump Media & Technology Group il 21 febbraio 2022. L’anno precedente l’allora ex presidente Usa dichiarò l’intenzione di creare una nuova piattaforma di social media dopo la decisione di Facebook e Twitter di bandire il suo profilo in conseguenza dell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, seguito alle Presidenziali che videro la sconfitta del tycoon e la vittoria di Joe Biden.

Il social network lanciato da Donald Trump nel 2022, e’ nato come alternativa conservatrice alle grandi piattaforme tech dopo la sua esclusione da Twitter e Facebook. Gestito da Trump Media & Technology Group (TMTG), la piattaforma assomiglia a Twitter per funzionalità e mira a promuovere la "libertà di parola", spesso attirando sostenitori dell'ex e attuale presidente.

Il social mira a contrastare il potere delle cosiddette "Big Tech", offrendo uno spazio con regole di moderazione diverse.

La vita pubblica (3)

 Una società  migliore 

 Compito di tutti, di elettori e di eletti, in un sistema democratico e’ di operare sempre sapendo che il sistema si regge sul principio della legalità. Gli eletti dovrebbero sempre saper garantire autorevolezza, rigore, senso delle istituzioni. Essere «eletti» non è solo un titolo: è un compito esigente, che implica competenza, misura, responsabilità: una forma visibile di eccellenza civica. Capita invece di  assistere -a più  livelli istituzionali- a risse da talk show, improvvisazioni elevate a metodo.

Ma il livello non si alza per decreto: si chiede prima a sé stessi e poi agli altri. Non è una formula retorica, non nasce nei palazzi, ma nella trama quotidiana dei comportamenti. Sta nel linguaggio, nel rispetto dell’avversario, nella capacità di dissentire senza degradare. Negli ultimi anni abbiamo scambiato il decoro per artificio e l’immediatezza per autenticità, sacrificando educazione e responsabilità. Così abbiamo finito per diffidare della forma, dimenticando che è proprio la forma a custodire il senso del limite. 

Se oggi la politica appare come uno specchio opaco, è perché si è smarrita un’idea essenziale: la visione oltre l’immediato, alzare il livello non è un esercizio di stile. È sopravvivenza civile.

Avvenne il 20 Aprile

 

L’Assemblea Regionale
Siciliana (ARS) è l'organo
legislativo della Regione
Siciliana, istituita nel 1947
come erede dello storico
Parlamento del Regno
di Sicilia (attivo dal 1097
al 1816), spesso citato come
uno dei più antichi
 parlamenti d'Europa
.
Ha sede a Palermo,
nel prestigioso Palazzo
dei Normanni (o Palazzo
Reale), ed è un
parlamento a statuto
speciale.
1947. 

Sicilia nostra

Risorge l’antico Parlamento siciliano, col nome di “Assemblea Regionale Siciliana”.  Vengono eletti 90 deputati, di cui 29 socialcomunisti, 20 democristiani, 14 liberali, 8 indipendentisti, 9 monarchici, 4 socialdemocratici, 3 repubblicani, 3 liberal-democratici e qualunquisti. Il primo Presidente del governo regionale fu l’avv. Giuseppe Alessi da Caltanissetta  democristiano; e il primo presidente  dell’Assemblea Regionale fu il liberale Ettore Cipolla da Palermo.

L'ARS, in qualità di organo legislativo, emana leggi regionali nelle materie di competenza esclusiva e concorrente previste dallo statuto. È composto da 70 deputati regionali, eletti direttamente dal corpo elettorale siciliano, e ha sede in Piazza del Parlamento.

I deputati regionali svolgono la propria attività parlamentare sia individualmente sia nell'ambito del gruppo parlamentare a cui appartengono.

Ma il loro mandato è libero, non può essere vincolato nemmeno alla disciplina del gruppo o del partito di cui il gruppo è generalmente espressione.


domenica 19 aprile 2026

La domenica è fatta per riflettere

 

Riflettendo sugli “Atti degli Apostoli”

Al di là dei luoghi sacri della religione giudaica, acquistano importanza per i primi cristiani altri luoghi.

Innanzitutto la casa (oij-ko", oljkiva) privata, la casa di semplici fedeli. E' un fatto abituale che il rito dello spezzare il pane sia compiuto nelle case dei fedeli (2,46), ma anche l'insegnamento e l'evangelizzazione (5,42; 20,21). La discesa dello Spirito a pentecoste avviene in una casa (2,2). E' presupposto che si tratti di una casa, quando si parla di "una sala superiore" (to; uJperw/~on): qui vanno direttamente gli apostoli, quando tornano a Gerusalemme dopo l'ascensione (1,13); qui Pietro risuscita la vedova Tabità (9,37.39); qui, a Troade, i cristiani sono riuniti per spezzare il pane e ascoltare Paolo (20,8).

Talora l'abitazione è indicata in modo estremamente generico: è definito semplicemente "il luogo (tovpo") in cui erano radunati" quello dei credenti raccolti in preghiera (4,31). Caratteristica è l'espressione ejpi; to; aujtov ("nello stesso posto"): sottolinea che l'aspetto più importante è il fatto che i credenti siano riuniti insieme, non importa dove (cfr. 1,15; 2,1; 2,44.47). Non c'è più, infatti, per i cristiani un luogo privilegiato ed esclusivo.

In più casi sono menzionate case appartenenti a specifiche persone. A Damasco Paolo, dopo la chiamata, mentre è ancora cieco, alloggia a casa di Giuda (9,11). C'è, a Gerusalemme, la casa di Maria, madre di Giovanni Marco, cugino di Barnaba e per un certo tempo loro compagno nella missione: qui Pietro si reca quando viene miracolosamente liberato dal carcere e vi trova un buon numero di fratelli raccolti in preghiera (12,12). Ma l'apostolo ha occasione di essere ospitato anche in altre case. A Criaffa, in Giudea, soggiorna presso un tale Simone conciatore, la cui casa era sulla riva del mare, come viene ripetuto due volte (9,43; 10,6.32). Di lì verrà chiamato per andare nella casa del pagano Cornelio, a Cesarea (10,27; 11,12), fatto che creerà scandalo e gli sarà rimproverato (11,3: "Sei entrato in casa di uomini non circoncisi"). Donde si vede che talora andare in certe case non è un fatto neutro, ma assume un significato forte e provocatorio: Da questo punto di vista già la casa di Simone conciatore, in riva al mare, potrebbe non essere un particolare semplicemente pittoresco o realistico. Il fatto che questo anfitrione sia conciatore già fa pensare a una decisione anticonformista: "II mestiere di Simone, 'conciatore' - dice Fabris 54 - lo esponeva al disprezzo e sospetto di disonestà negli ambienti dei giudei integristi. Chi lo esercitava era di fatto escluso dalle cariche civili e religiose [forse perché ritenuto impuro, attraverso il contatto con cadaveri]. Pietro che accetta questa ospitalità 'inquinante' ha fatto una scelta liberale contro i tabù di separazione? Forse Luca vuole con questo particolare preparare il lettore al racconto successivo che affronta questo problema". Ma anche la posizione "in riva al mare" potrebbe avere una sfumatura simbolica: il mare, come si vedrà poi nell'episodio del viaggio verso Roma, diventa immagine del vasto e turbinoso mondo nel quale occorrerà pure portare la salvezza, oltrepassando i limitati recinti delle cerchie giudaiche e dei confini della Palestina.

Non va trascurato questo aspetto dell'essere ospitati: il verbo greco è xenivzesqai e ricorre spesso negli Atti: per Pietro, ospite di Simone, viene usato molte volte, con un'insistenza che non può essere casuale (10,6.18.32), ma viene poi anche usato per Paolo e i compagni, ospiti di un certo Mnàsone di Cipro, un cristiano, mentre vanno verso Gerusalemme (21,16), e in séguito, dopo il naufragio e lo sbarco a Malta, durante il viaggio verso Roma, ospiti per tre giorni del governatore dell'isola, Publio (28,7). A Roma Paolo abiterà e predicherà in una xeniva (28,23), ossia in una casa d'altri, presa in affitto (28,30). La condizione di "ospite" assume una valenza simbolica per un credente, che non è a casa sua in nessun luogo della terra. Vengono in mente gli accenni fatti da Stefano nel suo discorso ad Abramo, che non ebbe nessun possedimento stabile, alla sua discendenza, pellegrina in terra straniera, a Mosè, pure pellegrino nella terra di Madian (7,5.6.29).

Da questo punto di vista assume importanza anche la strada, il luogo per eccellenza dell'instabilità, del movimento, e perciò adatto alla missione. Molte volte, per interventi divini, i personaggi degli Atti sono mandati sulla strada.


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L’uomo e l’esperienza religiosa

Nel grande sistema delle religioni non è possibile sottovalutare, pur nel rispetto della ricchezza e della varietà dei culti, i grandi vettori rappresentati dalle religioni sovranazionali: il Cristianesimo, l’Induismo, l’Islam, le religioni cinesi e così via. I fenomeni di contaminazione sincretica, di proselitismo, di conversione, di arricchimento o impoverimento del patrimonio etnico-religioso dei popoli, hanno incessantemente rimodellato i confini in cui si sono via via affermate le esperienze religiose. Il rispetto e la considerazione per le specificità culturali e rituali  delle culture più periferiche legate ad ambiti spaziali circoscritti, non va disgiunto dalla consapevolezza dell’alto grado di elaborazione teologica  e intellettuale formatasi  nei più importanti centri geo-politici.


Nostro intento è cogliere centro e senso profondo.

(Segue)

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Avvenne il 19 Aprile

 

Sicilia nostra

1898. Nasce a Favignana (Trapani) il 19 aprile 1898 l’economista e storico Alberto Bertolino, morto a Firenze  nel 1978. Professore di Economia  Politica nelle Università di Siena e di Firenze, curo’ la pubblicazione degli studi senesi e della prestigiosa rivista Il ponte. Diresse la nota collana scientifica “Il pensiero economico”,  e curò l’edizione nazionale degli scritti economici di Carlo Cattaneo in tre volumi. Ha insegnato presso l'Università di Firenze, dove ha ricoperto ruoli di rilievo nelle facoltà di Economia e Scienze Sociali. Tra i suoi scritti Il latifondo siciliano (1927). Economia di guerra (1946), Politica della piena occupazione (1951) e Cooperazione internazionale e sviluppo economico (1961).

Ciò che di lui tracciano i contemporanei è l’avere colto i dolori le convulsioni di un periodo che però preludeva ad una rinascita: rinascita di cui individuava le condizioni segni, rispettivamente, nel posto saldamente tenuto dai lavoratori, con le loro organizzazioni sindacali politiche, nel quadro della società italiana nel crescere consolidarsi nella cultura, economica anzitutto, poi anche politica filosofica storica, della coscienza della « intrinseca socialità » dei problemi del nostro paese. Ebbe a collaborare con Gaetano Salvemini e Piero Calamandrei. Condusse, da economista, profondi studi sul latifondismo siciliano.