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domenica 12 luglio 2026

La domenica è fatta per riflettere

I Sommari negli Atti
degli Apostoli sono
 brevi e densi riassunti
narrativi inseriti dall'autore
 (l'evangelista Luca) per
descrivere la vita quotidiana,
la crescita e lo spirito della
 prima comunità cristiana
di Gerusalemme.





Riflettendo sugli “Atti degli Apostoli”

 I Sommari.

Si tratta di riassunti brevi, talora essenziali, di fatti che si sono verificati in un certo periodo di tempo e che vengono presentati come abituali. Sono numerosi negli Atti e ricalcano una forma già presente nei Vangeli, ma assumono caratteri particolari. Poiche tendono a incentrarsi sugli stessi temi, danno l'intonazione all'intero racconto.

Un buon numero di sommari, in punti chiave del racconto, puntualizzano la costante crescita della parola di Dio.

Costituiscono una sorta di ritornello i seguenti sommari, che, come vedremo, assumono anche una funzione strutturante, perché sono collocati nelle principali cerniere del racconto:

  • 6,7 (dopo la istituzione dei Sette): "E la parola di Dio cresceva e si moltiplicava grandemente il numero dei discepoli a Gerusalemme";
  • 12,24 (alla fine della missione di Pietro): "La parola di Dio cresceva e si moltiplicava";
  • 19,20 (verso la fine dei viaggi missionari di Paolo): "Così la parola del Signore cresceva e si rafforzava con potenza".

   Questo tema della crescita fa eco al ritornello che pure aveva caratterizzato il racconto dell'infanzia nel Vangelo, dove sia per Giovanni Battista sia per Gesù questo motivo è sempre presente: "il fanciullo (Giovanni) cresceva e si irrobustiva nello Spirito" (1,80); "il fanciullo (Gesù) cresceva e si irrobustiva colmo di sapienza, e la grazia era con lui" (2,40); "Gesù progrediva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini"(2,52). C'è un'infanzia anche per la Chiesa...

      Simili e connesse sono le annotazioni sullo sviluppo dell'evangelizzazione:

  - 8,4: "Quelli che erano stati dispersi andavano per il paese annunciando la Parola";

   -11,19-20: "I dispersi a causa della persecuzione scoppiata a motivo di Stefano andarono fino in Fenicia, a Cipro e ad Antiochia e non dicevano la Parola a nessuno se non ai giudei. Ma c'erano alcuni di loro, persone di Cipro e della Cirenaica, che, giunti ad Antiochia, parlavano anche agli ellenisti annunciando il Signore Gesù";

    -13,49: "La parola di Dio si diffondeva per tutta la regione (= nella Pisidia)";

    -17,13: "Anche in Berea fu annunciata da Paolo la parola di Dio";

    - 19,10: Tutti gli abitanti dell'Asia ascoltarono la parola del Signore, giudei e greci", ecc.

    Inoltre abbiamo in più punti indicazioni sull'aumento del numero dei credenti.


    Dopo che in 1,15 è stato detto che i fratelli, agli inizi, erano circa 120, in 2,41, a conclusione dei fatti e del discorso della pentecoste, l'autore annota: "Coloro che accolsero la sua (= di Pietro) parola furono battezzati e in quel giorno si aggiunsero circa tremila anime". In 2,47: "Il Signore aggiungeva ogni giorno alla comunità quelli che si salvavano"; in 4,4: "Molti di quelli che avevano ascoltato il discorso (di Pietro)

credettero e il numero delle persone divenne di circa cinquemila"; in 5,14: "Aumentavano sempre di più i credenti nel Signore, una moltitudine di uomini e donne".


(Segue)

=. =. =

La Religione e sue categorie: Sacro/profano.


Il concetto di «sacro» (dal latino sacer, consacrato, separato) rimanda a qualcosa di altro dall'esperienza comune, l'esperienza di una trascendenza, di «un radicalmente altro» verso cui l'uomo si protende, e implica il sottomettergli la propria vita in una dimensione di culto e di obbedienza. Secondo questa accezione «sacro» significa: «qui c'è Dio, o comunque qualcosa di divino (e gli sottometto la mia esistenza)».


Il concetto di «profano» (dal latino pro, davanti, fanum, tempio) è esattamente l'opposto. Il termine non rimanda a una trascendenza e anzi suppone di essere al di fuori della sua sfera di influenza. Possiamo tradurre il termine profano con la perifrasi: «qui non c'è Dio, e non mi interessa o non ho bisogno che ci sia».

I due concetti sono dunque in perfetta antitesi fra loro: il primo rimanda alla sfera della religione, il secondo all'ambito al di fuori della religione.


Vivere in Sicilia nel XVI secolo (1)

L'influenza spagnola ha lasciato un'impronta indelebile sulla cultura, sull'architettura e sulla società siciliana.Nel 1412, la Sicilia fu annessa al Regno di Aragona, avviando così il periodo di dominazione spagnola. La corona aragonese, che governava anche la Catalogna e altre regioni della penisola iberica, fuse il proprio potere con quello dei nobili siciliani, creando un'amministrazione condivisa che durò per secoli. Durante questo periodo, la Sicilia fu governata da una serie di vicere spagnoli, che agivano come rappresentanti del sovrano e avevano il compito di mantenere l'ordine e amministrare la giustizia.
Cosa possiamo tratteggiare ?

Non sappiamo molto di come fosse strutturata la popolazione europea nell'anno 1500. All'epoca si era  appena cominciato a registrare matrimoni e decessi, e solo in alcuni stati europei. Il registro più antico che sia giunto ai giorni nostri è probabilmente un registro riminese dei matrimoni dell'anno 1232. 

 Esistono poi una decina di registri italiani del XIV secolo e circa cinquanta registri del xv, provenienti dal resto dell'Europa occidentale.

I censimenti della popolazione sono stati effettuati fin dall'antichità per fini fiscali e militari, ma, con la caduta dell'Impero romano, in Europa occidentale tale pratica fu interrotta. Con l'avvento degli stati moderni si tentò, peraltro senza molta determinazione, di censire nuovamente la popolazione (capifamiglia, terreni, bestiame e diritti feudali); non si ha però notizia dei risultati di tali iniziative, a eccezione del Domesday Book (Inghilterra, 1086), dell'Etat des paroisses et des feux du royaume de France ("Lista delle parrocchie e novero delle famiglie del reame di Francia", del 1328) e del Catasto di Firenze per gli anni dal 1427 al 1430.


In Cina l'antica tradizione dei censimenti fu riportata in auge dagli imperatori Ming (1368-1644). La fase iniziale consisteva nel conteggiare la popolazione, casa per casa, e nell'annotare l'occupazione del capofamiglia e la composizione del nucleo familiare; in seguito vennero stilate delle liste (i cosiddetti " registri gialli") relative alle persone, ai loro beni e alle tasse che spettava loro pagare.


In Perú gli imperatori inca censivano con precisione i propri sudditi e i loro possedimenti usando i quipu, ovvero mazzetti di cordicelle, ognuna di colore diverso a seconda della categoria di oggetti che rappresentava e con nodi ad altezze diverse: i nodi in fondo alla cordicella erano le unità, quelli più in alto le decine, quelli ancora sopra le centinaia e così via.


Tutte le stime demografiche proposte da autori moderni per il xv secolo sono in buona sostanza  il risultato di estrapolazioni più o meno accorte, azzardate sulla base di dati di epoche successive o a partire dal calcolo dell'estensione delle aree abitate, a cui si applicano coefficienti diversi in base al tipo di attività economica principale: caccia, allevamento, agricoltura estensiva, coltivazione o altro.


Si ha qualche informazione in più, invece, riguardo ai fattori demografici veri e propri, come decessi e matrimoni, dato che questi mutavano a ritmi molto lenti, e i dati che ci sono giunti per il XVI, XVII e XVIII secolo, assieme ai calcoli degli "aritmetici politici" (i primi demografi) relativi all'Europa, permettono di formulare ipotesi ragionevoli sulle dinamiche demografiche del passato.

= = =

Nostro intento è di cogliere dati sul vivere nella Sicilia dei viceré (periodo spagnolo: 1412-1806).

sabato 11 luglio 2026

Statuto dei Lavoratori (2)


La libertà di opinione in
azienda 
è tutelata in Italia
dall'Art. 21 della Costituzione 
e dall'
Art. 1 dello Statuto dei
Lavoratori
. I dipendenti possono
manifestare liberamente il proprio
pensiero e criticare le scelte
aziendali, a patto di farlo in modo
civile, senza ledere la dignità e
la reputazione dell'impresa, e
senza violare i doveri di lealtà
e riservatezza.

Diritto di critica (Art. 1 Statuto
dei Lavoratori):
 Puoi esprimere dissenso
o criticare l'organizzazione del lavoro e
le decisioni aziendali. La critica deve
però essere 
continenza formale (espressa
 con toni misurati e non offensivi) e 
continenza sostanziale (basata
su fatti veri e non su invenzioni).


Il TITOLO I attiene alla  LIBERTÀ E DIGNITÀ DEL LAVORATORE.

1. Libertà di opinione.

I lavoratori, senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede religiosa, hanno diritto, nei luoghi dove prestano la loro opera, di manifestare liberamente il proprio pensiero, nel rispetto dei principi della Costituzione e delle norme della presente legge.


COMMENTO

Con tale norma viene affermato il fondamentale principio della libertà di manifestazione del proprio pensiero.

Tale libertà, garantita a livello costituzionale a ciascun cittadino dall'art. 21, viene qui ribadita con specifico riferimento al suo esercizio all'interno dei luoghi di lavoro.


A tutti i lavoratori, quindi, senza alcuna distinzione, è riconosciuta la libertà di opinione e di espressione «nei limiti dei principi della Costituzione e delle norme della presente legge». 


Il problema e’ poi quello di individuare tali limiti. Innanzitutto, il primo limite che si pone è quello costituito dall'obbligo del lavoratore di prestare la propria attività lavorativa. Per il resto il limite fondamentale è coincidente con il diritto alla libertà di iniziativa economica privata sancito dall'art. 41 Cost.


Conseguentemente, la libertà di opinione e di espressione di ciascun lavoratore è sempre lecita purche venga rispettato il normale svolgimento dell'attività azlendale.


In particolare, la questione si è posta con riguardo al volantinaggio, come manifestazione del pensiero attuata mediante la propaganda sindacale. La giurisprudenza lo ha ritenuto legittimo ove non contrasti  con il normale svolgimento dell’attività aziendale e quindi, per esempio, non comporti l’interruzione dell’attività produttiva. La giurisprudenza ha evidenziato in più casi che il pregiudizio  che determina l’illegittimità  della libertà in esame debba essere valutato in concreto e non in astratto.

Politica e cultura

 

Il rapporto tra politica e cultura 
è un tema centrale nel dibattito
italiano ed europeo. La cultura
non subisce passivamente le
decisioni politiche, ma ne è il
fondamento e lo stimolo. Le
idee culturali plasmano la
società e forniscono le
basi per l'agire collettivo
.





Un legame prezioso

Tra cultura (o culture) e politica esiste un legame stretto e prezioso che rimanda a questioni essenziali come l'identità, la partecipazione, la libertà, la diversità, l'etica, la democrazia, la pace sociale e la stabilità politica.

Ciò implica che gli esseri umani, in quanto protagonisti della loro storia e portatori di rappresentazioni, norme e valori, hanno la facoltà, il diritto e il dovere di elaborare e adottare adeguati sistemi di gestione dei loro affari. La legittimità e l'efficacia di un sistema politico dipendono pertanto dalla capacità di rispondere alle aspettative e alle aspirazioni di coloro dai quali deriva, cosicché il voto libero costituisce, in teoria, il momento privilegiato in cui si esplica o si annulla tale conformità.

Questa lettura del rapporto tra cultura e politica risulta inevitabilmente sovversiva nel contesto attuale, caratterizzato da un discorso dominante che confonde democrazia e liberalismo economico, senza tenere conto dei bisogni e delle speranze dei cittadini.

Al tempo stesso, essa si oppone alla tesi di Samuel Huntington (1993) -politologo statunitense- secondo cui i conflitti futuri non scaturiranno tanto da motivi ideologici ed economici, quanto piuttosto dallo scontro tra nazioni e gruppi appartenenti a civiltà diverse. (Caso Iran?).


Se è vero che la tesi dello scontro tra civiltà è iniziata ad essere avvalorata dagli attentati dell'11 settembre 2001, dalla guerra in Afghanistan, dal conflitto iracheno e dalle altre numerose lotte di carattere etnico o religioso che insanguinano il pianeta, non bisogna dimenticare che, in generale, questo tipo d'integralismo ne cela un altro: quello del pensiero economico unico che vorrebbe imporre il Trumpismo. Alla base della violenza simbolica e politica che spinge tanti reietti a rifugiarsi nel fondamentalismo etnico religioso, infatti, vi è il dogma liberale a cui sono improntate le nuove forme di espansione del capitale. Il concetto di "ivoirité", per esempio, le cui conseguenze pesano ancora sull'Africa occidentale, non sarebbe stato coniato e non avrebbe comunque raggiunto una tale diffusione se la Costa d'Avorio non si fosse trovata in una situazione economica e sociale drammatica a causa della costante tendenza al ribasso dei prezzi delle materie prime agricole.


In definitiva, le ingiustizie economiche e sociali che si sono progressivamente aggravate dalla fine della guerra fredda hanno trasformato la diversità culturale in un terreno di scontri resi sempre più cruenti dall'impiego di armi via via più sofisticate. Questa realtà, tuttavia, non impedisce che le stesse culture offrano un ampio ventaglio di soluzioni a cui i governanti più creativi e lungimiranti possono ispirarsi. Spetta all'umanità riscoprirle e servirsene saggiamente per costruire un mondo più giusto e vivibile.

La Dichiarazione universale dell'UNESCO sulla diversità culturale altro non è che il riconoscimento della capacità della cultura di riconciliare gli esseri umani con se stessi e del diritto dei popoli di forgiare e seguire il proprio destino. …. e però i vari Trump trovano sempre un motivo (il blocco dell'arricchimento dell'uranio, la minaccia al programma nucleare iraniano e il tentativo di smantellare l'apparato missilistico) per attivare una guerra.


(Segue) 


E’ da credere?


Difesa collettiva ed Ucraina: 
I leader hanno ribadito l'impegno
incrollabile sull'Articolo 5 per la
difesa reciproca e confermato
il sostegno militare a Kiev. Il
presidente statunitense Donald
Trump ha concesso a Zelensky
il via libera per produrre i sistemi
 di difesa aerea Patriot.

Quando c’è di mezzo Trump niente è solido

Una cosa è quello che viene detto fuori da un vertice, nei punti stampa che ne precedono l’inizio, e un’altra è quello che viene detto a porte chiuse. A dar credito al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che nei giorni scorsi aveva criticato duramente gli alleati europei, il vertice Nato ad Ankara è stato «una grande riunione, c’era molto amore in quella stanza, molta unità. Non sarebbe potuta andare meglio». 

 Per il segretario generale della Nato Mark Rutte: «Il vertice è stato un enorme successo. Nella stanza, con 32 leader seduti insieme, si respirava un grande senso di unità. Non avevo mai visto niente di simile nella storia recente».

  Per Volodymyr Zelensky che lo scorso anno venne bullizzato da Donald Trump nello Studio Ovale l’incontro con Trump di ieri è stato «positivo» al punto che torna a Kiev, oltre che con 140 miliardi per il 2026 e 2027, messi a disposizione dai partner europei e dal Canada, anche con qualcosa di concreto e per niente scontato da parte degli Stati Uniti, se la promessa sarà mantenuta: «Vi daremo una licenza per costruire i Patriot. È una cosa davvero fantastica», ha detto Trump a Zelensky riconoscendo che «ha fatto un lavoro straordinario». Il presidente Usa ha anche detto che lavoreranno «a garanzie di sicurezza. La Russia ci rispetta molto, e un futuro accordo sarà monitorato dall’Europa, mentre noi li aiuteremo». 

Trump avrebbe detto di stare esercitando «molta pressione sul presidente Putin» e ha definito gli attacchi in profondità condotti da Kiev contro obiettivi russi «un’escalation, ma un’escalation che può aiutare a portare alla fine della guerra». C’è stato anche spazio per un siparietto tra i due: «Andresti a Mosca?» ha chiesto Trump a Zelensky, nella prospettiva di una trattativa di pace: «È difficile, ci sono molti droni ucraini da quelle parti», ha risposto il presidente ucraino.

venerdì 10 luglio 2026

Noi del terzo millennnio e la saggezza degli antichi (2)

Il progresso cumulativo della scienza

Blaise Pascal ha una
visione accumulativa 
del progresso scientifico,
ma scettica su quello
morale
. Crede che la
conoscenza avanzi nel
tempo grazie alla
 collaborazione tra le
generazioni, ma avverte
che il progresso tecnico
non colma il vuoto spirituale
 né riduce la miseria
esistenziale dell'uomo.

Il progresso scientifico
(cumulativo):
 A differenza
degli antichi, che consideravano
i classici insuperabili, Pascal
sostiene che l'umanità progredisce
 come un singolo uomo che non
smette mai di imparare. Ogni
generazione eredita le scoperte
di quelle precedenti e vi
aggiunge la propria esperienza,
rendendo la conoscenza
scientifica un sapere in
continua crescita.

Sul piano filosofico, Pascal
ridimensiona l'importanza del
progresso materiale. L'uomo
rimane sospeso tra due infiniti
(l'immensità del cosmo e
l'infinitamente piccolo). La
vera grandezza dell'uomo
non risiede nel dominio della
natura o nell'evoluzione
tecnologica, ma nella sua 
consapevolezza interiore.
Senza la fede e la ricerca
di Dio, il progresso diventa
solo una distrazione
(
divertissement) per sfuggire
 all'angoscia e alla precarietà
della vita.
La nozione di “Occidente” da qualche secolo si è imposta in ragione di talune superiorità che sono state mostrate in più campi. 

  L’Europa ha colonizzato, ha infranto le barriere del Mediterraneo. La Francia, con la sua “rivoluzione” ha affondato per prima il mondo feudale ed il conseguente ordine sociale. Sostituendo il sovrano monarca di diritto divino con l’essere collettivo che e’ la “nazione”, invenzione questa della Rivoluzione francese, la cultura occidentale è approdata nella “modernita’”.

 Esistono leggi o cause certe circa, lo sviluppo? Leggi o cause certe forse no, ma punti di vista che vanno di pari passo con un diverso modo di rapportarsi al tempo si. Il tempo non è più, come dicevano i nostri antenati, fondamentalmente e uniformemente, decadente: esso è progresso, esso è entrato nel tempo del progresso. Non tutto è stato quindi detto e non tutto è stato finora fatto. In questa visione del tempo si iscrive una concezione secondo cui la Storia  appare come un ciclo.

Secondo Bacone, siamo noi, i moderni, i contemporanei, i veri antichi, giacché gli antichi sono la giovinezza del mondo. Noi che viviamo adesso  disponiamo di nostre esperienze e nostre osservazioni di gran lunga superiori rispetto all’antichita’. 

Per Bacone i veri antichi siamo noi, dal momento che le nostre osservazioni sono infinitamente più numerose e disponiamo di un indiscutibile vantaggio.

Scrive Pascal:

Cosicché tutto il susseguirsi di uomini, durante il corso dei secoli, dev'essere considerato come la vita d'un medesimo uomo che sussiste sempre e che impara continuamente; a partire da questa considerazione si vede con quanta ingiustizia noi rispettiamo l'antichità nella sua saggezza ... Coloro che noi chiamiamo antichi erano in realtà giovani in tutto e costituivano propriamente l'infanzia dell'umanità; e poiché noi abbiamo aggiunto alle loro conoscenze l'esperienza dei secoli seguenti, è in noi che si trova quell'antichità che noi veneriamo in altri.

Dalla prepotenza alla mafia (2)


La Legge 3 luglio 1875,
 n. 2580
 (pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale n. 157 dell'8
luglio 1875) fu varata dal
governo come misura
temporanea ed eccezionale
per reprimere il grave
fenomeno del brigantaggio
e della criminalità
organizzata nelle province
del Mezzogiorno.
Il suo articolo unico stabiliva
l'applicazione di 
provvedimenti
speciali e straordinari di
pubblica sicurezza
 (tra cui il
domicilio coatto, i rigidi
controlli sui passaporti e le
restrizioni per i vagabondi)
 fino al 1° luglio 1876 nelle
zone in cui l'ordine pubblico
era maggiormente turbato
da omicidi, grassazioni ed
estorsioni.
La funzione originaria di
queste norme confluì poi nel
tempo all'interno del sistema
di Pubblica Sicurezza.





 Ricordando il prof. Anton Blok

Era il 3 giugno 1875 quando, probabilmente per la prima volta nella Storia italiana, alla Camera dei deputati, nell’intento di combattere  la mafia e la camorra, inizia un lungo e in qualche modo appassionato dibattito sui provvedimenti straordinari di pubblica sicurezza proposti il 5 dicembre  1874 dal ministro degli interni Girolamo Canteli. 

La Sinistra Storica, guidata da Agostino De Pretis, si oppose al progetto di dare poteri eccezionali di polizia (fra i quali l’arresto preventivo) alle autorità militari e di attribuire ai prefetti il potere di inviare al domicilio coatto le persone sospette, e chiede misure di risanamento economico e sociale.

L’arbereshe Francesco Crispi afferma che il governo, e non “la natura dei luoghi e gli istinti degli abitanti” e’  responsabile dell’aumento dei reati in Sicilia.

Luigi La Porta, deputato del collegio di Agrigento, denuncia il progetto come antiliberale e offensivo della Sicilia. 

Diego Tajani, già procuratore generale della Corte d’appello di Palermo, accusa il governo di connivenza con le organizzazioni mafiose.

Il dibattito viene temporaneamente sospeso in attesa dell’esito di un’inchiesta parlamentare sulle condizioni della Sicilia.

Il governo rinuncia al progetto di legge  e incarica una Commissione parlamentare di prepararne uno stralcio da ripresentare alla Camera.

Era il 16 giugno 1875 quando la Camera approva l’articolo unico, stralcio del progetto di legge sui provvedimenti di pubblica sicurezza, presentato da Giuseppe Pisanelli. Il progetto non si riferisce esplicitamente alla Sicilia, ma da’ al governo la facoltà di istituire nelle province dove l’ordine pubblico sia gravemente turbato delle giunte, presiedute dai prefetti, con potere di inviare  al domicilio coatto da uno a cinque anni  le persone ammonite e sottoposte alla sorveglianza della polizia. In segno di protesta la sinistra non e’ presente alla seduta parlamentare.

A Palermo dimostrazioni  contro la legge si concludono con violenti scontri con le forze dell’ordine. Il Senato approverà l’articolo unico  il 29 giugno, respingendo una proposta di sospensiva  firmata da venti senatori.

Parole frequenti sui media


Il National Mall è il parco
monumentale nel cuore
di Washington, D.C
.
, famoso
in tutto il mondo per
ospitare i più importanti
memoriali americani e i
musei della
Smithsonian Institutio

national Mall Il National Mall è il grande viale nel centro di Washington D.C., che si estende per circa 3 chilometri tra il Campidoglio e il Lincoln Memorial. È il centro simbolico degli Stati Uniti, incorniciato dai musei dello Smithsonian, dai memoriali di guerra e da monumenti come il Washington Monument. Qui si svolgono le principali celebrazioni nazionali (come il 4 luglio) e si sono tenute le grandi manifestazioni della storia americana, dal discorso «I Have a Dream» alle marce per i diritti civili. Spesso viene descritto come il «cortile d’America», uno spazio pubblico dove passato e presente si incrociano.

Lungo il parco si possono visitare gratuitamente monumenti iconici come il Lincoln Memorial, il Washington Monument (il celebre obelisco) e i memoriali dedicati alla Seconda Guerra Mondiale, alla Guerra di Corea e alla Guerra del Vietnam.

giovedì 9 luglio 2026

Parole frequenti sui media


Il lavoro è il pilastro della
Repubblica italiana. 
L'articolo
1
 stabilisce il principio lavorista,
ponendolo a fondamento dello
Stato
 . Esso è un diritto
inalienabile
 che la Repubblica
si impegna a rendere effettivo
(art. 4) e, al contempo, un 
dovere sociale, poiché ogni
cittadino è chiamato a concorrere
al progresso della società.




Salario Minimo

È una paga oraria fissata per legge, sotto la quale nessun lavoratore può essere retribuito. In Italia non esiste ancora: i minimi salariali sono stabiliti dai contratti collettivi. 

La proposta di introdurre una soglia di 9 euro lordi l’ora (compresi tredicesima e Tfr) è sostenuta da Partito democratico, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra e Azione. Mentre il governo della premier Giorgia Meloni, inclusa tutta la coalizione di centrodestra, è contrario al salario minimo e punta a rafforzare la contrattazione collettiva.

In Italia non esiste per legge perché il sistema è storicamente basato sulla contrattazione collettiva, demandando a sindacati e associazioni datoriali la definizione delle retribuzioni minime tramite i CCNL (Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro).

Un Personaggio


Insieme ad Allen Ginsberg e
William S. Burroughs ha dato
 vita a un movimento culturale
che ha profondamente influenzato
la controcultura degli anni '60
e i successivi movimenti giovanili.
Jack Kerouacè stato uno scrittore e poeta statunitense, considerato il padre e l'icona della Beat Generation. Attraverso i il suo stile di scrittura spontaneo e ritmico, ispirato al jazz, ha ridefinito la letteratura del Novecento
 ed espresso il rifiuto del materialismo della società americana del dopoguerra.

On the Road (Sulla strada): Il suo capolavoro assoluto, pubblicato nel 1957 e scritto su un unico rotolo di carta da teletype lungo 36 metri. Narra i viaggi autostradali attraverso gli Stati Uniti, celebrando la libertà, l'amicizia e la ricerca spirituale.



*  *  *

L’anima esiste?


L’anima di un bambino si 

affaccia dagli occhi.

Si manifesta da quelle finestre

che sono gli occhi, e degli occhi

così incantevoli certamente profetizzano

e stanno a indicare la più incantevole 

delle anime.