StatCounter

sabato 24 ottobre 2026

Parole frequenti sui media


digos

La Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali, è un reparto della Polizia di Stato attivo dal 1978. È specializzato in antiterrorismo, ordine pubblico e investigazioni su estremismi politici e sportivi. Ha compiti di prevenzione e contrasto di minacce alla sicurezza interna dello Stato.

E’ acronimo di Divisione Investigazioni Generali ed Operazioni Speciali è una divisione speciale della Polizia di Stato italiana presente in ciascuna delle 105 questure del Paese. Svolge principalmente compiti di polizia di prevenzione, vigilando sulla tutela dell'ordine democratico e coordinando le indagini su reati che minacciano la sicurezza pubblica.

Attualità recente:
Nelle ultime ore, la DIGOS ha coordinato una vasta operazione di polizia in 18 città italiane eseguendo perquisizioni a carico di circa 100 persone (tra cui molti minorenni) in seguito ai gravi disordini e atti di vandalismo verificatisi nei cortei del 17 e 18 ottobre 2026, sequestrando armi da taglio, mazze e altro materiale atto a offendere. 

La giustizia degli uomini

Il diritto penale nasce come 
vendetta privata e regolazione
della faida tra clan o famiglie
,
per poi evolversi in un sistema
punitivo gestito dall'autorità
pubblica e dallo Stato.
La legge del taglione: Nelle
prime società tribali non esisteva
un "pubblico ministero" o un
codice statale. Il torto subito
(omicidio, furto, lesione) si
riparava con la vendetta privata o
con la compensazione economica
 (il guidrigildo o prezzo del sangue).
I primi codici scritti: Tra i primi
tentativi di limitare la vendetta
arbitraria spiccano il 
Codice
di Ur-Nammu
 
e il 
Codice di Hammurabi
 (Mesopotamia, XVIII secolo a.C.), che
iniziano a fissare pene proporzionate
 all'offesa e a introdurre l'autorità
del sovrano nella giustizia.
Nelle prime monarchie (come
quella romana arcaica), i crimini
più gravi erano legati alla violazione
della pace degli dei (
scelus) e puniti
con l'espiazione sacrale o la consegna
del colpevole alla divinità (
homo sacer).




Alle origini (n.1)

 Ogni popolo, fin dalle comunità più antiche, ha sempre punito gli atti criminali che minano le basi della società. All'inizio fu solo una vendetta privata degli offesi contro chi li aveva danneggiati, ma in seguito, quando la vendetta divenne obbligatoria e nessuno poté più sottrarsi al proprio dovere, allora si trasformò in un fatto sociale.

E questo primo embrione di giustizia cominciò ad organizzarsi confondendosi magari con elementi religiosi: le azioni proibite erano «tabù» e infrangere un «tabu’ equivaleva all'estromissione dalla comunità o alla morte.


Anche se ampiamente applicata, la morte non era la sola pena riservata agli assassini. Cosi i congiunti delle vittime escogitavano punizioni alternative crudelmente raffinate: gli indiani Omaha d'America, per esempio, obbligavano il colpevole a espiare restando isolato, con le mani sui fianchi, il collo fisso in una sola direzione, nutrito di cibi freddi e coperto da un mantello per un periodo che poteva raggiungere i quattro anni.

La vittima doveva comunque essere vendicata, anche se la causa della sua morte era accidentale: così se l’individuo era caduto da un albero, se ne segava il tronco alle radici; se era stato sbranato da una belva, si organizzava una battuta di caccia per eliminare l’assassino.

Il diffusissimo tabù dell’incesto comportava pene che andavano dalle multe, all’esilio, alla morte; l’adulterio invece a volte poteva essere superato con una comune litigata, altre volte però comportava l’amputazione delle mani, lo sventramento, ripudi, sfregi, evirazioni dell’amante.

Gli indiani Semang strappavano i capelli all’infedele e le staccavano il naso con un morso. I Batacchi divoravano sia incestuosi che adulteri. Nel Gabon  la moglie traditrice era abbandonata su un formicaio finché gli insetti non l’avevano divorata.


Col tempo altre norme divisero il reato in reato di tipo privato, soggetto alla vendetta personale, e reato di tipo sociale, punito dalle strutture statali che consideravano la trasgressione un sacrilegio contro gli dei. A questo punto si apriva il fantasioso e cruento ventaglio delle punizioni.  Ne tratteremo nelle prossime pagine. Contiamo di arrivare ai moderni codici.

Ci mancavano le scosse sismiche . . .

La scossa principale:registrata dall'INGV 
con magnitudo 5.5 alle
12:19 del 23.10.2026
Scosse sismiche avvertite a Palermo e Messina

Un forte sciame sismico sta interessando nel corso dell’odierna giornata (Venerdì 23 Ottobre 2026) il Tirreno meridionale, provocando diverse scosse nitidamente avvertite dalla popolazione a Palermo, Messina e in vari comuni delle due provincie.

L'evento principale è stato registrato alle ore 12:19 con una magnitudo stimata fino a 5.5 (inizialmente indicata come 5.0 dall'INGV) a una profondità di circa 9 km. Nel pomeriggio, alle ore 15:55, si è verificata un'ulteriore forte replica con una magnitudo di 4.6.

Le scosse sono localizzate in mare nel Tirreno meridionale, nello specifico a circa 25 chilometri a nord-ovest dell'isola di Alicudi (arcipelago delle Eolie). Secondo i sismologi, lo sciame si sta sviluppando lungo una faglia tettonica trascorrente attiva in una fascia compresa tra Ustica e le Eolie, legata allo scivolamento della placca africana sotto quella euroasiatica. Nell'ultima settimana erano già stati rilevati circa 60 micro-terremoti nell'area.

Non vengono segnalati danni  a persone o cose. Tuttavia, la paura ha spinto molte persone in strada; a Palermo e Bagheria sono stati precauzionalmente evacuati uffici e scuole, e l'Università di Palermo ha sospeso la didattica.
Le autorità assicurano (La Protezione Civile e l'INGV) continuano a monitorare costantemente l'evoluzione dello sciame sismico.http://

Per non dimenticare

 

Nel luglio del 1944, a
causa della rapidissima
avanzata dell'Armata Rossa,
i nazisti non fecero in
tempo a distruggere le
strutture nel tentativo di
occultare i propri crimini.
Di conseguenza, Majdanek
è 
il campo dell'Olocausto
meglio conservato in
Europa
. Le camere a gas
originali (che presentano
ancora le macchie blu
lasciate dallo Zyklon B), le
baracche e i forni crematori
sono rimasti praticamente
intatti.
Nei pressi della città di Lublino, in Polonia, persiste ancora oggi (perché nessuno possa dimenticare) il già campo di concentramento di Majdanek (noto ufficialmente come Konzentrationslager Lublin). Li’ trascorsero mesi e mesi di prigionia fra stenti e fame migliaia di prigionieri italiani che si erano rifiutati di combattere a fianco dei tedeschi nel corso della seconda guerra mondiale. Fra essi c’era il papa di chi scrive queste righe.

 Quel campo si trova ad appena 3 km a est della città di Lublino, nel sobborgo di Majdan Tatarski. A differenza di altri lager nazisti costruiti in aree isolate o nascoste nei boschi, Majdanek sorgeva a ridosso della città ed era perfettamente visibile dai residenti, che nella situazione in cui potevano si adoperavano a buttare tozzi di pane oltre la triplice fila di filo spinato dove provavano a sopravvivere tanti prigionieri italiani, e non solo italiani.
  • Storia e Funzione: Istituito nel 1941 inizialmente come campo per prigionieri di guerra sotto il controllo delle Waffen-SS, venne trasformato ufficialmente in campo di concentramento nel febbraio del 1943. Svolse la duplice funzione di campo di concentramento e campo di sterminio immediato, dotato di camere a gas e forni crematori. Funzionò infatti sia come lager per prigionieri di guerra, sopratutto di militari italiani che rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò, che come fabbrica di morte fino alla liberazione da parte dell'Armata Rossa nel luglio 1944
  • Preservazione: A causa della rapidissima avanzata dell'Armata Rossa nel luglio del 1944, le SS non fecero in tempo a demolire le strutture e le testimonianza del feroce regime nazista. Majdanek è perciò ai nostri giorni il campo dell'Olocausto meglio conservato d'Europa, con baracche e camere a gas originali rimaste intatte. 
L’area, assieme ad altre, ospita ai nostri giorni il Museo Statale di Majdanek, il più antico museo commemorativo della Seconda guerra mondiale in Europa, fondato nel novembre del 1944. Molti recensori che hanno visitato anche altri campi (come Auschwitz) sottolineano che Majdanek offre un impatto emotivo persino più crudo. Questo perché i nazisti, nella loro fuga affrettata nel 1944, non fecero in tempo a distruggere le infrastrutture.

Il Dovere di riflettere

 Appuntamento del sabato

 ===== 

Franco, un collaboratore, riporterà sul blog delle brevi riflessioni. Quella della riflessione è una responsabilità etica e personale di fermarsi, pensare con attenzione e valutare le proprie azioni, le scelte passate e le conseguenze sul mondo che ci circonda, anziché agire solo per impulso o fretta. Aiuta a non subire passivamente le regole o le pressioni della società, trasformando gli obblighi in scelte consapevoli.

La superbia, figlia
dell’ignoranza.
=. =.  = La Cattedra 

Sono tantissimi i piccoli politicanti di paese e di città che con arroganza e presunzione asseriscono «non accetto lezioni». E’ il loro modo di sottrarsi in anticipo all’eventualità di essere contraddetti.


La reazione dei politicanti non è mai una 

risposta, è suscettibilità organizzata. 

C’è chi sale in cattedra per impartire lezioni a 

tutti, scambiando la propria opinione per una verità 

e c’è chi, convinto di sapere già tutto, 

considera un’offesa persino l’idea di avere 

qualcosa da imparare. 

L’ignoranza più ostinata e fastidiosa non è 

quella di chi non sa, ma di chi considera 

superfluo imparare. 


La superbia, l'ignoranza e la prepotenza formano una triade psicologica e comportamentale distruttiva, storicamente legata da una profonda relazione di causa-effetto. Come ricorda un celebre proverbio italiano medievale, "La superbia è figlia dell'ignoranza e madre della malcreanza (o prepotenza)", a dimostrazione di come questi tre difetti si alimentino a vicenda in un circolo vizioso.


venerdì 23 ottobre 2026

Prezzo del carburante e caro vita

 Nostri giorni
L’Italia, in particolare il Centro-Sud,
è interessata da forti agitazioni e
proteste guidate dagli autotrasportatori
e dagli agricoltori
 contro il carovita e
l'aumento dei prezzi del carburante.
A queste si stanno unendo mobilitazioni
studentesche.

Nelle ultime ore si registra l'inizio
di uno stato di agitazione in diverse
 scuole e università
 (in particolare
a Palermo, ma con mobilitazioni
simili a Milano, Lucca, Pistoia e Pescara).
Gli studenti protestano contro le
condizioni strutturali degli istituti,
definite fatiscenti, e la carenza
di spazi dedicati alla didattica.



 Stiamo, in Italia, vivendo un’emergenza strutturale che riguarda il prezzo dei carburanti e il carovita in generale. Si tratta di «un segnale» di ascolto nei confronti di categorie che stanno attraversando un momento complicato e di sofferenza. L’inflazione sembra sfugita al controllo degli organi preposti.

  Taluni esperti parlano proprio di un’emergenza che in realtà è strutturale e che riguarda il prezzo dei carburanti e il carovita in generale. Si tratta -appunto- di «un segnale» di ascolto nei confronti di categorie che stanno attraversando un momento complicato e di sofferenza e che inevitabilmente produrrà al momento delle scelte effetti elettorali.

  Certo, le cause sono interne alla politica italiana portata avanti dal centro-destra e dalla crisi in Medio Oriente che produce effetti sul caro carburanti. I camionisti in questi giorni hanno fermato le loro ordinarie attività e da questa circostanza sorge il mancato rifornimento alle pompe di benzina. In certe località del Meridione i supermercati hanno esaurito i prodotti negli scaffali.

  Forse il governo deve ancora capire che serve una politica economica adeguata ai giorni che stiamo vivendo e sopratutto che con i vari sindacati si discute sempre, a prescindere se siano schierati a destra o a sinistra.

Scienze sociali: l’Economia

L'economia è una scienza
sociale
 perché studia il
comportamento umano
e le decisioni relative
alla produzione, alla
distribuzione e al
consumo di beni e
servizi all'interno di
una collettivita’.



DEFINIZIONE DI ECONOMIA: 

È UNA DISCIPLINA CHE STUDIA LE RELAZIONI TRA GLI AGENTI ECONOMICI, COME LE FAMIGLIE, LE IMPRESE, LO STATO, LE BANCHE E IL SISTEMA FINANZIARIO, E IL RESTO DEL MONDO.

 ====(3) di cosa si occupa la Scienza economica?

Il rapporto fra il cittadino e l'economia si fa sempre più stretto non solamente perché il cittadino di oggi è, può essere cittadino-investitore. Anche in qualità di consumatore, di contribuente, di soggetto sociale in conflitto con altri, il cittadino dei nostri giorni si trova, volente o nolente, sempre più immerso in una realtà economica che deve in qualche modo conoscere e «dominare» e che, a sua volta, si fa sempre più complessa.


Gli esempi sono innumerevoli, ne riportiamo qualcuno:

La gente si trova di fronte a un sistema fiscale sempre più ramificato: in Italia esistono ormai circa cento forme di prelievo tributario (tra tasse, imposte, contributi), a loro volta articolate in innumerevoli sottospecie. Non tutte, per fortuna, colpiscono tutti. Ma chiunque di noi si trova immerso in una giungla fitta ed è bene che impari a districarsi. Quando, ad esempio, confronterà gli interessi promessi da investimenti alternativi, sarà opportuno che sappia che il peso del fisco, le aliquote fiscali, varia a seconda dei tipi di investimento: sugli interessi bancari si paga il 25 per cento; sui titoli di Stato l'aliquota varia dallo 0 al 12,5 per cento; sulle obbligazioni si paga dal 10,8 al 30 per cento; sugli utili per i soci delle cooperative il 10 per cento; e così via. Ecco quindi che la distinzione tra rendimento lordo e rendimento netto scende dai cieli della teoria economica e diventa uno strumento indispensabile nella valutazione di scelte molto concrete.


Un altro esempio, su un altro terreno. Per molti anni il cittadino ha convissuto con una situazione di inflazione galoppante, a due cifre, una condizione che ha messo a dura prova anche molte convinzioni dell'economista provetto. Non vi è alcuna certezza che una tale situazione non si ripresenti in un futuro più o meno prossimo: occorre quindi fare i conti con una realtà che è complicata anche da questo fattore, con scelte da farsi, per così dire, mentre il treno è in corsa. Ad esempio: in un periodo di forte inflazione conviene investire in attività che garantiscono un reddito fisso o uno variabile? Le grandi scelte economiche dei governi durante un certo periodo preludono a un aumento o a una riduzione dell'inflazione?


Domande, domande e ancora domande. È nelle diverse branche dell'economia che possiamo trovare una risposta razionale a questi e a molti altri interrogativi della nostra vita di tutti i giorni: nella teoria economica, nella statistica economica, nell'economia internazionale, nell'economia monetaria.

La scienza economica odierna, comunque, non ha pronta la ricetta per ogni questione che le si presenti. Rincorre con un po' d'affanno una realtà che si trasforma tumultuosamente, si dota di strumenti di analisi sempre più raffinati, come l'economia matematica in dosi massicce e l'informatica, i modelli per valutare le interdipendenze tra i diversi settori dell'apparato produttivo e i flussi finanziari, ma è costretta ad abbandonare molte certezze che in un passato recente ne facevano quasi un corpo di «leggi» coerenti e inattaccabili.

(Segue) 

giovedì 22 ottobre 2026

La Mafia esiste ancora?


La cultura della legalità non è
una semplice obbedienza formale
alle leggi, ma un 
insieme di valori,
 pratiche e consapevolezze
sociali
 che mettono al centro la
dignità umana, la giustizia e il
rispetto del bene comune. Promuoverla
significa trasformare le regole da
obblighi imposti dall'alto a principi
interiorizzati per una convivenza
civile e democratica. 

Principali Pilastri
Rispetto delle regole: 
Non si basa solo sul timore
 delle sanzioni, ma sulla
consapevolezza del valore
sociale della norma.
Responsabilità civica:
 Richiede un impegno attivo
del singolo cittadino per
il bene della collettività.
Contrasto alle mafie
e alla corruzione:
 
Rappresenta uno strumento
fondamentale di prevenzione
contro ogni forma di
criminalità e illegalità diffusa



cultura della legalità non è una semplice obbedienza formale alle leggi, ma un insieme di valori, pratiche e consapevolezze sociali che mettono al centro la dignità umana, la giustizia e il rispetto del bene comune. Promuoverla significa trasformare le regole da obblighi imposti dall'alto a principi interiorizzati per una convivenza civile e democratica

La Mafia esiste ancora ed è ovunque. Non sta solamente in Sicilia. Lo dimostrano gli articoli di giornali e le tante inchieste aperte che durano anni in conseguenza dello spirito omertoso di più spicchi di società e comunità.

 La Mafia la incontriamo quando nelle nostre città imbattiamo nei parcheggiatori abusivi che ci chiedono con determinazione una cifra prestabilita per posteggiare. Quando tanti di noi pensano alla “mafia” frequentemente pensano alla violenza e alle intimidazioni. Ed in effetti di questi comportamenti le mafie fanno uso.  E però la Mafia, le mafie ai nostri giorni fanno molto uso, basta leggere i giornali, oltre che dell’intimidazione anche della corruzione che investe uomini delle istituzioni. E la corruzione fa a pieno titolo del metodo mafioso. E capita, purtroppo, che dei politicanti favoriscano imprese malavitose a danno di quelle pulite. E queste imprese favorite inevitabilmente danneggiano le imprese pulite, vittime dello squilibrio della concorrenza.

Sulla nostra terra, la Sicilia, e non solo su essa purtroppo, pesano quei tanti comportamenti che imprigionano la verità, il regolare svolgimento della vita democratica. 

—-

Sui comportamenti non regolari della vita pubblica nella nostra Terra di Sicilia, periodicamente, svilupperemo delle riflessioni e in qualche caso riporteremo episodi che ci pervengono dai media e da chi ritiene di avere subito indebite intromissioni.

  

mercoledì 21 ottobre 2026

Politica e rancore

Sopratutto nei piccoli centri

Il rancore — inteso come un sentimento di avversione profonda e duratura covato per un torto o un'offesa subita — è diventato ai nostri giorni uno degli elementi chiave per analizzare i fenomeni politici contemporanei, in particolare la crescita dei movimenti populisti e la disaffezione dei cittadini.

Cosa sta alla base del rancore permanente della cittadinanza rispetto al mondo dei politici ? 

- Presunta perdita di prestigio e riconoscimento: Non si tratta solo di disuguaglianze economiche o di reddito, ma della sensazione di non avere riconosciuto valore sociale, onore o considerazione pubblica.

- Disuguaglianze e ascensore sociale bloccato: La ricchezza alle dimensioni nazionali cresce in modo diseguale mentre le opportunità di miglioramento sociale si riducono, generando inevitabili  frustrazione verso le classi dirigenti, di qualsiasi livello.

- La "politica di sorvolo": La distanza fra il politicante, che si atteggia a novello principino, viene percepita nei territori (come il tessuto produttivo o le categorie specifiche, le classi meno fortunate) e le istituzioni vengono vissute spesso come snodi burocratici, vessatori e comunque non amichevoli.

Come la politica gestisce o subisce il rancore ?

- La narrazione del torto: Una parte della comunicazione politica dei nostri giorni tende ad accarezzare la frustrazione degli elettori, identificando dei colpevoli altri e promettendo rivalsa.

- Il successo del populismo: Molti analisti — tra cui giuristi e sociologi -  evidenziano come il risentimento alimenti il consenso di forze politiche di vario orientamento, moltiplicando l'ostilità sociale anziché cercare sintesi comunitarie.

- Dalla rabbia all'indignazione: Diversi dibattiti politici suggeriscono che per superare questa fase il rancore non debba essere cavalcato, ma trasformato in indignazione propositiva e spinta al cambiamento istituzionale.

martedì 20 ottobre 2026

La Mafia esiste ancora?


La Legge 92/2019: 
Ha introdotto in modo
strutturale l'insegnamento
dell'educazione civica
nelle scuole italiane,
includendo la legalità
e il contrasto alle mafie.



La cultura della legalità.

Mafia, camorra, ‘ndrangheta, clientelismo caratterizzano gli italiani in qualsiasi punto della Terra. E però, di fatto, in passato, sono esistiti personaggi di cultura, politici democristiani, e figure “presunte autorevoli” nel nostro Paese che hanno ritenuto di negare una simile e palese realtà sociale di prepotenza e di violenza personalizzabile. 

Taluni altri autori e scrittori, hanno persino provato a giustificarlo ritenendo che il portato post seconda guerra mondiale della democrazia sia stato nel nostro Meridione una sorta di idolo valido sempre e comunque. Che l’illegalità di massa di alcuni decenni fa in Sicilia, e non solamente qui, sia stata una sorta di spia di istituzioni inadatte che hanno voluto inculcare valori tradizionali, sia pure legittimi, ma che provocavano il fenomeno mafia, la cancrena della mafia.

Riportavano i mali intesi “valori del rapporto diretto da uomo a uomo”, la famiglia e i vincoli di parentela, l’amicizia, l’impegno verbale che prevalgono sul contratto scritto, il senso dell’onore, il riconoscimento della leadership naturale su quella istituzionale, il carisma del “padrino”, la giustizia istantanea su quella dei tribunali.

(Segue)




lunedì 19 ottobre 2026

Scienze sociali: l’Economia

 ====(2) 

Stiamo proseguendo dalla precedente pagina: 

di cosa si occupa la Scienza economica?

Lo sviluppo economico
è il processo a medio-lungo 
termine che determina il 
cambiamento qualitativo e 
quantitativo 
dell'economia di 
un paese o di una regione, con 
l'obiettivo di migliorare il 
benessere sociale e la qualità 
della vita
 della popolazione.


C'è una quota crescente di cittadini, tra i lavoratori dipendenti come tra quelli autonomi, che (nei tempi in cui può) risparmia parte del proprio reddito: una massa di risparmiatori che via via aumenta col passare degli anni e col diffondersi della cultura in generale e di quella socio-economica in particolare. I livelli retributivi crescono perché le condizioni del mercato del lavoro sono profondamente mutate rispetto al passato: la disoccupazione è diminuita anche in connessione del fenomeno migratorio dal Sud verso il Nord e per qualche anno si è in Italia sfiorata persino la piena occupazione. Il lavoro è divenuto via via una risorsa «scarsa». Attualmente l'Italia è, fra i paesi industrializzati dell'Occidente, quello in cui la percentuale del risparmio sul reddito è fra la più alta,  un primato talvolta insidiato dal Giappone. Una quota di risparmio molto elevata che con l'andare del tempo si sposa con un reddito rapidamente cresciuto: il reddito nazionale italiano è oggi ai primi posti tra quelli dei paesi industrializzati, dopo gli Stati Uniti, il Giappone, la Germania Federale e la Francia ( il PIL pro capite in Italia è stimato a 38.309 euro). In pratica, una gran quantità di risparmio che cerca una collocazione il più possibile redditizia.

Se negli anni '50/60, il materasso, o un conto corrente postale, o tutt'al più un libretto di deposito bancario sembrava alla maggior parte della gente il sistema migliore per conservare magri risparmi, nei decenni seguenti queste soluzioni appaiono via via più inadeguate. Ma debbono passare ancora moltı annı prıma che il problema delle scelte di investimento finanziario (il deposito bancario, i titoli di Stato, le obbligazioni, i fondi di investimento, le azioni, fino a strumenti sempre più sofisticati) divenga una questione di interesse generale, quale possiamo dire sia oggi. 

 Per molto tempo, infatti, la destinazione «naturale» del risparmio, quando questo superava una certa soglia, era l'acquisto di un'abitazione. Oggi oltre il 60 per cento delle famiglie italiane ha una casa in proprietà e nella nostra realtà di Contessa Entellina più famiglie possiedono più abitazione ( conseguente alla mancata iniziativa di arresto del flusso migratorio) e l'acquisto di altri immobili, da destinare all'affitto, se è la forma di investimento più sperimentata non appare assolutamente conveniente. Ecco quindi che in anni recenti si pongono per i risparmiatori, per gli operatori economici problemi di scelta degli investimenti impensabili in passato e che richiedono un bagaglio di conoscenze economiche molto più cospicuo, rispetto alla tradizionale agricoltura di sussistenza dei decenni e secoli trascorsi.

Il risparmio e il suo conseguente investimento diventano indispensabili per procurarsi fonti di reddito integrative alla pensione per gli anni successivi al ritiro dal lavoro (senza scordare che la vita media si e’ allungata).

——

Abbiamo voluto tracciare un ragionamento di taglio familiare. Ma la disciplina economica è rivolta anche (anzi e sopratutto) a chi ha voglia di contribuire alla crescita socio-economica delle comunità, dei territori e degli Stati. Su queste prime iniziali pagine introduttive ci auguriamo di proseguire e di contribuire a diffondere principi e volontà di sviluppo a beneficio delle nostre aree territoriali. Facendo ovviamente pressione sui politici perché, pure loro, anzi sopratutto loro,  si attivino e perseguano la logica dello sviluppo economico e territoriale.


domenica 18 ottobre 2026

Storia del Cristianesimo (8)

 Brevi flash sulle origini 

La Chiesa delle origini nasce 
formalmente a Gerusalemme 
durante il giorno di Pentecoste, 
50 giorni dopo la Pasqua di Risurrezione. 
Secondo la dottrina  e il racconto 
biblico degli Atti degli Apostoli, 
sebbene la Chiesa sia stata istituita da 
Gesù Cristo, la sua manifestazione ed 
espansione nel mondo ha avuto inizio 
proprio con la predicazione e l'azione 
diretta dei dodici apostoli sotto la guida 
dello Spirito Santo.
Il principio secondo cui la vera 
Chiesa deve risalire storicamente agli 
apostoli prende il nome di apostolicità. 
Questa continuità storica e dottrinale 
è garantita, nella teologia cattolica 
e ortodossa, dalla Successione Apostolica, 
ossia la trasmissione ininterrotta 
dell'autorità spirituale dagli apostoli ai 
loro successori, i vescovi, tramite 
l'imposizione delle mani.


Provare a cogliere

La prima chiesa.  La prima comunità ecclesiale cristiana è stata fondata a Gerusalemme il giorno di Pentecoste, cinquanta giorni dopo la Pasqua, secondo il Nuovo Testamento e la tradizione. Gli apostoli — riuniti nel Cenacolo con Maria dopo la Pentecoste — iniziarono a predicare la resurrezione di Gesù e a battezzare i primi credenti.


La comunità di Antiochia in Siria (fondata intorno al 38–40 d.C. dagli apostoli Pietro e Paolo) è spesso citata come la prima chiesa impiantata al di fuori di Gerusalemme e il luogo in cui i seguaci di Gesù furono chiamati per la prima volta "cristiani".


L'aumento del numero dei fedeli, come pure l’espansione territoriale, pose alle comunità cristiane il problema della loro organizzazione. Si formarono cosi, gradualmente, le prime istituzioni ecclesiastiche. A capo di ciascuna comunità cristiana era un Vescovo «sorvegliante», da cui dipendevano alcuni diaconi, dotati di funzioni soprattutto amministrative e assistenziali, e alcuni presbiteri, preposti a funzioni spirituali e liturgiche.


L'autorità del vescovo si fondava sulla cosiddetta «successione apostolica»: ogni apostolo aveva personalmente consacrato, a capo di ciascuna delle comunità cristiane, un vescovo. Tutti i vescovi, in teoria, erano uguali e autonomi: tuttavia molti riconoscevano al vescovo di Roma una posizione di maggiore prestigio, poiché egli era il vescovo della capitale dell'impero e la chiesa romana era stata fondata, come quella di Antiochia,  dagli apostoli Pietro e Paolo.


=. =. =

ANTICO TESTAMENTO

Il tema, il centro sviluppato e’ una sorta di “patto”, di “alleanza” e addirittura di “promessa” che parte da Dio. E’ Lui che in varie tappe entra in scena, nelle scene della storia, ora per giudicare e ore per salvare.

Per i credenti Egli sarebbe, e’, in azione nella Storia di Israele per tracciare il suo disegno. L’uomo sarebbe, e’ chiamato, a collaborare al progetto divino, conservando autonomia e libertà, e contemporaneamente perseguendo il suo personale impegno di fede.