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giovedì 29 ottobre 2026

Kuntisa e il regime feudale (8)

Alcune brevi premesse

  Tra medioevo ed età moderna, ossia il periodo durante il quale  gli arbereshe cominciarono ad arrivare nel Sud Italia, era in corso sulla nostra Isola, la Sicilia, sul piano socio-economico il processo di diffuso radicamento feudale a vari livelli della società.  Quei nuovi assetti che andavano dispiegandosi, sia pure su basi feudali, non presentarono mai caratteri comuni su tutti territori del bacino mediterraneo. Piu’ storici preferiscono, in relazione alle varie realtà territoriali (Spagna, Francia, penisola italiana), usare declinazioni al plurale: i feudalesimi .

Regime feudale
Il sistema si reggeva sulla
totale frammentazione del
potere pubblico e sulla
sostituzione dello Stato
con una fitta rete di legami
di dipendenza personale:
quella dei baroni in
Sicilia.





 Evidenziamo che sul blog useremo “feudalesimo” sia quando ci riferiremo al sistema di produzione agraria e sia quando ci riferiremo alle istituzioni di governo dei territori mentre la dizione “giurisdizione” ci servirà per evidenzierà la differenza che correva -in quei secoli- tra proprietario terriero privato  (figura piuttosto rara, anzi assente) e quella di feudatario che assorbiva in sé funzioni prettamente pubbliche. I feudi, con tutti i ruoli tratteggiati (produttivi, giurisdizionali e politici) erano ereditari.

In Sicilia il feudalesimo ha costituito un regime socio-economico-istituzionale di eccezionale continuità storica, introdotto dai Normanni nell'XI secolo e rimasto formalmente in vigore fino alla Costituzione del 1812. A differenza del modello feudale nordeuropeo, prettamente militare e frammentato, quello siciliano si è strutturato come un potente sistema di potere pubblico ed economico concentrato nelle mani di una ristretta aristocrazia terriera (i baroni), capace spesso di controbilanciare l'autorità regia.

L'architettura istituzionale del feudalesimo siciliano poggiava su prerogative legali uniche che garantivano ai baroni un controllo quasi assoluto sul territorio.
( ) Il Merum et Mixtum Imperium: I feudatari godevano dell'esercizio della giustizia civile e penale (alta e bassa giurisdizione) nei propri territori. Questo trasformava il feudo in un'entità statuale autonoma dove il barone era giudice e governatore dei propri sudditi.
(  ) Capitoli Volentes e Si Aliquem: Emanati in epoca aragonese (fine XIII secolo), questi capitoli legislativi concessero alla nobiltà isolana il diritto di alienare, ereditare, vendere o sottoporre a vincoli i feudi. Il patrimonio familiare veniva blindato attraverso istituti come il maggiorascato e il fidecommesso, impedendo la frammentazione dei beni per generazioni.
( ) Il Parlamento Siciliano: Composto da tre bracci (Militare/Baronale, Ecclesiastico e Demaniale), era dominato dall'aristocrazia. Questo organo non era solo consultivo, ma possedeva il potere di contrattare i donativi (le tasse) con la Corona e di difendere i privilegi feudali da ogni tentativo di centralizzazione regia (come avvenne durante i vicereami spagnoli e borbonici).


(Segue)


L’amico cane

Un amico, un esperto in materia di crescita e “formazione” nei comportamenti desiderabili dei cani, ci farà pervenire periodicamente dei brevi consigli su come noi umani dobbiamo, dovremmo, approcciarci all’amico cane, per educarlo ma anche per meglio conoscere la sua natura e le sue aspettative.  

——————-

 Il «cane perfetto» non esiste. 

E’ preferibile scrivere che non esiste una razza «perfetta» in assoluto. Il cane perfetto, e’ preferibile scrivere che  in realtà esiste ed è quello adatto a ciascuno di noi, di qualunque razza sia e soprattutto se non è di alcuna razza. 

Il cane ideale è il compagno di vita che ci scegliamo, quello in cui ritroviamo un po' di noi stessi, quello per il quale ci adoperiamo perché stia bene. E' -in un certo senso- il componente in più della nostra famiglia, è quel cane capace di scatenare benessere e sorrisi, ma anche di provocare ansia, tristezza e dolore quando arrivano una malattia o il momento dell'addio. 

E’ quello specifico compagno. Non è questione di colore, taglia, motivazioni innate. E' solo e soltanto una questione di interlocuzione che si instaura.

Il gusto della riflessione (25)

 Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

-  -  - elogio della curiosità 

Il contrario dell’ignoranza non è la cultura: 

è la curiosità. 

Quella che mi ha trasmesso la famiglia. 

I grandi del Rinascimento 

non conoscevano il latino, 

a dodici anni già lavoravano, 

ma volevano sapere, capire,

crescere, viaggiare, migliorare.

  *   *   *   *

Luciano Manicardi
Monaco, biblista e saggista 
italiano, noto soprattutto per essere
 stato il priore della Comunità 
monastica di Bose dal 2017 al 2022. 


Il saggista Luciano Manicardi nel suo libro Elogio della curiosità. Contro l'indifferenza, asserisce: muoversi con curiosità ci spinge a uscire dalla pigrizia mentale e dal perverso meccanismo di delegare ad altri il nostro pensiero.

La curiosità non è un semplice tratto caratteriale, ma una forza vitale ed etica: è l'antidoto più potente contro l'indifferenza e l'apatia. In un'epoca in cui la tecnologia ci offre risposte immediate a portata di clic, rischiamo di perdere la capacità di stupirci. Elogiare la curiosità significa riscoprire quel "cuore che arde" (dall'unione latina di cor, cuore, e uro, bruciare), una spinta interiore che trasforma il dovere di imparare nel puro piacere di scoprire.


mercoledì 28 ottobre 2026

Informazioni da conoscere

 

Il sistema pubblico italiano
si basa su tre principi fondamentali
stabiliti dall'articolo 32 della
Costituzione: 
universalità,
uguaglianza ed equità.
Copre la prevenzione, la
cura e la riabilitazione
attraverso i medici di
medicina generale, le
strutture ospedaliere
e la fornitura di farmaci
essenziali.



Servizio Sanitario Nazionale

 A una persona che si ammala il Servizio sanitario nazionale garantisce l’assistenza presso le strutture sanitarie della sua Regione di residenza. 

 Ma si può scegliere di ricevere prestazioni comprese nei «Livelli essenziali di assistenza» (Lea), anche in strutture pubbliche o convenzionate di altre Regioni.

 È la cosiddetta «mobilità sanitaria interregionale». 
Non è più una libera scelta, però, se si è costretti a «migrare» per la carenza di servizi e prestazioni essenziali o perché sono troppo lunghi i tempi di attesa per eseguire un intervento chirurgico. 

 
I più penalizzati viviamo al Sud dove, peraltro, è più bassa l’aspettativa di vita rispetto al Nord. Continuano a raccontarlo i dati: anno dopo anno, indicano gli stessi territori di partenza e le stesse mete dei «viaggi della salute». 

 La mobilità sanitaria è un diritto legato alla tutela della salute. Si distingue in: 

() «apparente» se il paziente riceve cure nella Regione in cui vive ma risiede altrove;

() «casuale» se si ha bisogno di cure urgenti fuori Regione; 

() «effettiva» se dovuta alla scelta del paziente. 


Genera ovviamente compensazioni economiche tra Regioni. La Regione che cura pazienti di altre Regioni incassa, quella da cui si «fugge» rimborsa i costi per le cure ai propri residenti.
 Ebbene, il valore della mobilità sanitaria interregionale è in aumento: nel 2023 ha raggiunto il livello più alto mai registrato prima, toccando la cifra record di 5,15 miliardi di euro, secondo i calcoli della Fondazione Gimbe basati su dati ufficiali.


Le Regioni che più «attraggono» pazienti - e incassano più risorse per curarli - sono Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, conferma il rapporto Gimbe. Invece Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna pagano il prezzo più alto in termini di pazienti «in fuga» e di rimborsi dei costi per le cure ricevute dai propri residenti altrove.

Il gusto della riflessione

 Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

=. =  = La democrazia muore nell’ignoranza

Non è la stampa che deve amministrare

 la giustizia, meno che mai emettere sentenze.

Una cosa sono i pubblici ministeri e 

gli avvocati e un’altra i giornalisti.

 I giornalisti denunciano crimini e misfatti, tuttavia 

i processi non si fanno sulle pagine dei quotidiani. 

La stampa ha il dovere di informare i cittadini 

che, a loro volta, hanno quello di far sentire 

la propria voce, e chiedere che 

vengano raddrizzate le storture del sistema.

 E’  anche nell'indifferenza per la legge, nella 

tolleranza per gli intolleranti che marcisce una società.


Oltre alla carriera televisiva,
è un'autrice di bestseller per 
Rizzoli Libri
 e Solferino.
*. *. *. *. *

Lilli Gruber (all'anagrafe Dietlinde Gruber) è una delle più note giornaliste, conduttrici televisive e scrittrici italiane, celebre per essere stata la prima donna a condurre un telegiornale in prima serata in Italia. Dal 2008 è il volto simbolo del programma di approfondimento politico Otto e mezzo in onda su LA7. Nel 2004 si dimette dalla Rai per candidarsi alle elezioni europee con la coalizione Uniti nell'Ulivo. Viene eletta al Parlamento europeo raccogliendo oltre 1,2 milioni di preferenze. Ricopre il ruolo di europarlamentare fino al settembre 2008, spendendosi in commissioni per gli affari esteri e i diritti civili, prima di rassegnare le dimissioni per tornare al giornalismo attivo.

Parole frequenti sui media


decreto sicurezza

Dopo le devastazioni del 17 e 18 ottobre a Milano, martedì il governo ha varato l’ottavo decreto Sicurezza: sono state introdotte misure per inasprire le pene e le sanzioni contro i disordini pubblici, la criminalità giovanile e le violenze durante le manifestazioni. Tra le nuove norme, l’imputabilità per i minori tra i 14 e 18 anni, l’arresto in flagranza differito per i reati di devastazione, saccheggio e partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche e l’estensione del fermo preventivo anche per i piccoli raduni.

—-()—

L'espressione "Decreto Sicurezza" fa riferimento a due importanti provvedimenti legislativi approvati dal Governo nel corso del 2026. Il più recente, incentrato su criminalità minorile e manifestazioni pubbliche, è appena entrato in vigore, si tratta del 

Decreto Sicurezza del 22 Ottobre 2026 (D.L. n. 190), che introduce una forte stretta sulla criminalità minorile e sulla gestione dell'ordine pubblico durante i cortei.

- Reclusione fino a 12 anni per chi utilizza la rete o i social network per organizzare, coordinare o istigare gruppi violentI;

- Viene introdotta una presunzione di imputabilità per i minori nella fascia d'età tra i 14 e i 18 anni, affiancata dall'estensione dei tempi di fermo preventivo;

- Viene inserito nel codice penale l'articolo 420-bis ("Violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche"). Chi partecipa attivamente a disordini in un gruppo di almeno 5 persone (lanciando oggetti o creando pericoli) rischia fino a 5 anni di carcere e multe fino a 20.000 euro, con aggravanti se agisce a volto coperto.

martedì 27 ottobre 2026

Scienze sociali: l’Economia

 DEFINIZIONE DI ECONOMIA: È UNA DISCIPLINA CHE STUDIA LE RELAZIONI TRA GLI AGENTI ECONOMICI, COME LE FAMIGLIE, LE IMPRESE, LO STATO, LE BANCHE E IL SISTEMA FINANZIARIO, E IL RESTO DEL MONDO.

 ====(4) di cosa si occupa la Scienza economica?

La carriera di Paolo
Forcellini è indissolubilmente
legata al mondo del
giornalismo economico e
della saggistica: è stato
per moltissimi anni 
a
capo dei servizi di
economia e interni del
settimanale L'Espresso
,
testata per la quale ha
curato a lungo la celebre
e influente rubrica di
retroscena politici ed
economici 
«Riservato». 





In passato  si dava per scontato che una situzione di larga disoccupazione determinasse un abbassamento dei salari. Oggi un’alta disoccupazione complessiva può  tranquillamente convivere con retribuzioni rapidamente crescenti. Prima ancora la disoccupazione in generale si può accompagnare con forti tensioni su segmenti particolari del mercato del lavoro, con scarsità, ad esempio, di lavoratori  superqualificati o della manodopera più dequalificata. E’ sotto gli occhi di tutti la crescente presenza di forze di lavoro straniere in Italia benché il tasso di disoccupazione superi in più territori il 10 per cento. 

Il mercato del lavoro  si è articolato in tanti sottomercati solo parzialmente fra loro comunicanti. Certe professioni non sono più accettate dalla popolazione autoctona perché giudicate degradanti o poco remunerative, per certe altre i tempi di acquisizione della professionalità sono molto lunghi ed è dificile ottenere un pronto adeguamento tra la domanda e l'offerta di lavoro. Le prescrizioni generali valgono quindi sempre meno, e questo è un fenomeno che concerne un buon numero dei tradizionali strumenti aggregati» dell'analisi economica.


Prendiamo ad esempio gli investimenti. 

Fino a tempi relativamente recenti era una convinzione consolidata che più investimenti significassero più occupazione. Ora questa «legge» ha un valore relativo: in tempi di informatica e di automazione un incremento degli investimenti può determinare anche una riduzione dell'occupazione. Per altro verso gli investimenti in nuove tecnologie, quando si sostituiscono a quelli di tipo tradizionale, possono ridurre il livello complessivo di investimento (perché spesso meno costosi) ma aumentare notevolmente la produttività. In generale, le differenziazioni settoriali e all'interno dei settori produttivi si sono molto accentuate negli ultimi anni, rendendo necessari approcci altrettanto differenziati.

Un altro fattore che ha complicato la vita degli economisti e resa più effimera quella delle teorie economiche è l'accresciuta interdipendenza internazionale delle economie. La teoria economica ha elaborato strumenti e indicazioni adeguati a governare con ragionevole prevedibilità dei sistemi chiusi, delle economie nazionali, mentre i sistemi economici di tutto il mondo sono tra loro sempre più interconnessi. 

L'innalzamento o l'abbassamento dei saggi di interesse negli Stati Uniti o in Giappone provoca importanti conseguenze anche in Italia, così pure le variazioni nei cambi tra le monete, o l'aumento delle esportazioni di questo o quel paese. L indebitamento di alcuni paesi poveri non e’ affatto una questione che riguardi loro  e loro soli.

Fermiamoci qui, anche se gli esempi potrebbero continuare a lungo.

Molte leggi generali assumono quindi oggi una validità assai più circoscritta e relatica. Ma tutto cio’ non può significare che vi è meno bisogno di economia, ma, anzi, che le nostre conoscenze economiche debbono aumentare sensibilmente.

Paolo Forcellini

giornalista, economista e scrittore italiano originario di Venezia

Per molti anni a capo dei servizi di economia e interni del 

settimanale l'Espresso, curando anche la storica rubrica Riservato

Parole frequenti sui media


Il nuovo "Decreto Sicurezza"
 (formalmente recante
 
"Disposizioni urgenti in
materia di sicurezza pubblica
e contrasto alla criminalità
minorile"
), è stato pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 246
ed è 
ufficialmente in vigore
dal 23 ottobre 2026.
decreto sicurezza

Dopo le devastazioni dello scorso fine settimana a Milano, martedì il governo ha varato l’ottavo decreto Sicurezza: sono state introdotte misure per inasprire le pene e le sanzioni contro i disordini pubblici, la criminalità giovanile e le violenze durante le manifestazioni. Tra le nuove norme, l’arresto in flagranza differito per i reati di devastazione, saccheggio e partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche e l’estensione del fermo preventivo prevista anche per i piccoli raduni.

Questo provvedimento d'urgenza fa seguito a una precedente tornata di norme sulla sicurezza varata a inizio anno (il D.L. 23/2026 convertito nella Legge 54/2026) e introduce un'ulteriore e decisa stretta penale e amministrativa, concentrandosi in particolare sulle violenze durante le manifestazioni pubbliche e sulla responsabilità legata ai reati dei minori. Il decreto introduce nel codice penale il nuovissimo articolo 420-bis c.p., specificamente mirato a punire la violenza nelle manifestazioni pubbliche:

-Chiunque partecipi attivamente a condotte violente nel corso di manifestazioni rischia la reclusione da 2 a 5 anni.

-Per chi organizza, promuove o dirige tali condotte violente, la pena è decisamente più severa e va da 4 a 12 anni di reclusione.

-Vengono potenziati gli strumenti di prevenzione a disposizione della polizia per il mantenimento dell'ordine pubblico in contesti di piazza.

Un altro asse portante del testo è il contrasto ai reati commessi dai minori, che introduce una forte responsabilizzazione della sfera familiare:

—-Viene inasprito il principio della "responsabilità genitoriale" per i danni causati dai figli minorenni, prevedendo specifiche sanzioni economiche o risarcitorie a carico dei genitori dei minori che commettono atti illeciti o vandalismi.

—-Questa misura ha sollevato forti dibattiti politici e sociali in merito alla sostenibilità economica per le famiglie meno abbienti.

Il D.L. 190/2026 si affianca e integra le misure già introdotte dal primo decreto sicurezza dell'anno (il D.L. n. 23/2026 di febbraio), che aveva già stabilito:

= Pene più severe per il porto di armi bianche (lame superiori a 8 cm e modelli pieghevoli);

= La procedibilità d'ufficio per i furti con destrezza e l'introduzione del reato di rapina organizzata (fino a 25 anni di carcere);

= L'estensione del Daspo urbano e l'istituzione delle "zone rosse" prefettizie (fino a 18 mesi) per allontanare soggetti pericolosi da determinate aree delle città;

= L'inasprimento delle pene per la fuga pericolosa in auto davanti al posto di blocco (fino a 5 anni di reclusione).

L’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha espresso forti perplessità, definendo "miope" la scelta di rispondere a problematiche sociali e giovanili unicamente attraverso la creazione di nuovi reati e l'inasprimento delle risposte repressive, senza un parallelo investimento sulle cause profonde del disagio.

27 Ottobre

 Il 27 ottobre 1986, quarant’anni fa Giovanni Paolo II invitò ad Assisi, nella città di San Francesco, i leaders di tutte le religioni per pregare gli uni accanto agli altri. Era il tempo della guerra fredda e quell’iniziativa suscitò entusiasmi e resistenze, anche tra i cattolici. 

27.10.1986: è una data storica
per la Chiesa cattolica e per il
dialogo globale: quel giorno si
svolse il primo storico 
Incontro
interreligioso di Assisi
, una
Giornata mondiale di
preghiera per la pace ideata
e promossa da Papa Giovanni
Paolo II. Quell’
 evento diede
vita al cosiddetto
 
"Spirito di Assisi"
, un modello
di fraternità e dialogo che
continua a essere celebrato e
rinnovato ancora oggi.




  Nelle edizioni successive la partecipazione si allargò e oggi tanti rivendicano quello spirito, in relazione a quanto accade in Ucraina e non solamente lì.

  In quel 27 ottobre fu Karol Wojtyła, un papa polacco, a ricevere le autorità e le delegazioni religiose presso la basilica di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi. Sedette al centro, e gli altri si disposero a semicerchio intorno a lui, allo stesso livello. Nel discorso di benvenuto chiarì che il «trovarsi insieme di tanti capi religiosi per pregare» voleva invitare il mondo «a diventare consapevole che esiste un’altra dimensione della pace e un altro modo di promuoverla, che non è il risultato di negoziati, di compromessi politici o di mercanteggiamenti economici». 

  L’incontro proponeva la via alternativa verso la pace della preghiera, con le parole del Pontefice, «quale relazione con un potere supremo che sorpassa le nostre capacità umane da sole». Di pontefice in pontefice, di evento in evento, lo spirito di Assisi si è incarnato in molti modi. In questo 27 ottobre toccherà a Leone XIV, che sappiamo essersi sottoposto nei giorni scorsi  a intervento chirurgico, recarsi ad Assisi per un nuovo incontro cui dovrebbe partecipare, tra gli altri, il Patriarca di Costantinopoli.

lunedì 26 ottobre 2026

La Mafia esiste ancora?

Franco Roberti è un ex
magistrato e politico italiano,
noto in particolare per aver
ricoperto la carica di 
Procuratore nazionale
antimafia e antiterrorismo.
Il 25 luglio 2013 è stato
nominato dal CSM alla
guida della 
Direzione Nazionale
Antimafia
, ruolo che nel 2015
è stato esteso anche alle
funzioni di contrasto al terrorismo
internazionale. Ha mantenuto
l'incarico fino al pensionamento
nel novembre 2017.
Nel dicembre 2017 è stato
nominato consigliere del
Ministro dell'Interno per le
materie di terrorismo e
criminalità organizzata.
Alle elezioni europee del 2019
è stato eletto come capolista
del 
Partito Democratico nella
circoscrizione Italia meridionale.
Ha fatto parte della 
IX legislatura
del Parlamento Europeo
,
concludendo il mandato nel
luglio 2024.


Dov’è la Mafia?

Verosimilmente la risposta al quesito scritto in rosso è: la mafia è ovunque. Lo sostiene in un suo libro l’ex magistrato Franco Roberti. Lo confermano le inchieste della Magistratura e dei media e l’esperienza delle coscienze civiche che lasciano tutte, costantemente, intendere che la mafia è ovunque. L’indice che ci fa dire che essa sta ovunque in Italia e’ -anche- la corruzione diffusissima all’interno di tantissimi ambienti.

Mafia non è soltanto quella che con metodi violenti e di intimidazione ci induce o vorrebbe indurci ad atti di subordinazione. Le mafie si servono di intimidazioni, ma frequentemente puntano a servirsi del denaro. Questo serve loro per alcuni dei loro comportamenti, quale il ricorso alla corruzione.

Le ingentissime risorse finanziarie di cui essa dispone (provenienti dalle tante attività illecite) vengono riciclate e le servono per corrompere o per metterle a disposizione di imprese che operano nella legalità. Facendo ciò, la Mafia, già altera finanziando imprese a lei vicine la concorrenza e squilibrando conseguentemente il mercato. Tante imprese legali sono costrette a chiudere perché impossibilitate a competere in condizioni impari sul mercato. Ciò e’ un danno comunitario oltre che una slealtà alla concorrenza su un mercato che dovrebbe essere libero.

Nostri giorni

 Sfogliando i giornali di oggi.

= Matteo Salvini resta segretario della Lega. Il ministro dei Trasporti ha superato il candidato Massimo Garavaglia con 465 voti a 146. In termini percentuali, Salvini è stato confermato segretario con il 76% dei voti sui 611 votanti, per Garavaglia il 24% dei consensi. I delegati registrati al voto erano 614 (sui 707 aventi diritto), ma hanno votato in 611.

= Salvini fra i propositi manifestati nel discorso rivolto ai delegati, ha palesato la volontà di mettere fine agli aiuti all'Ucraina in questi termini: Ci si può domandare al congresso della Lega, forza di governo responsabile e leale ma mai silente, se dopo 4 anni di conflitto e migliaia di morti, pensare di mandare altre armi e altri soldi e approvare altri sanzioni sia la via migliore per approvare la pace? Ci si può porre questo quesito? Ora investiamo in diplomazia perché nel 2026 le guerre non finiscono sul campo ma al tavolo diplomatico. Prima si riporta al tavolo della diplomazia - ha aggiunto - e meglio è per tutti».

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L'Albania è scossa da
una violenta ondata di
proteste di massa e
scontri a Tirana
 e in altre
 città, con decine di migliaia
di manifestanti che chiedono
le dimissioni immediate del
primo ministro Edi Rama. La
mobilitazione, nata mesi fa
da motivazioni economiche
e ambientali, è recentemente
degenerata in aperta rivolta
sociale e studentesca, portando
a duri scontri con la polizia
antisommossa, assalti a
palazzi governativi, centinaia
di feriti e centinaia di arresti.


Cosa accade il Albania? 
(***) A Tirana si stanno registrando violenti scontri di guerriglia urbana tra la polizia e migliaia di manifestanti, scesi in piazza per chiedere le dimissioni del Primo Ministro Edi Rama. Le tensioni fanno parte di un'ondata di contestazioni più ampia che prosegue da diversi giorni e che vede uniti gruppi di studenti universitari e l'opposizione di centrodestra guidata da Sali Berisha. La rabbia dei manifestanti è alimentata principalmente 1) Percezione di corruzione diffusa all'interno delle istituzioni governative, 2) Mancanza di opportunità lavorative e degrado sociale,  3) Richiesta di riforme strutturali nel sistema educativo.

(***) La situazione è degenerata in particolare nel fine settimana del 24 e 25 ottobre 2026, trasformando le vie principali di Tirana in un teatro di duri confronti. Ai cortei si sono uniti anche gruppi di ultras della capitale. La polizia antisommossa ha reagito in modo massiccio ricorrendo a idranti e gas lacrimogeni per disperdere i blocchi stradali e riprendere il controllo del viale principale di Tirana.

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