StatCounter

domenica 4 ottobre 2026

Storia del Cristianesimo (6)


Il Cristianesimo delle origini
ha un forte radicamento
nella comunità dei giudei 
ellenisti di Gerusalemme
,
ovvero gli ebrei di lingua e
cultura greca provenienti dalla
diaspora.
Erano giudei cristiani
di madrelingua greca,
distinti dagli ebrei
tradizionali di lingua
aramaica.
Tra di essi emersero i primi
diaconi, come Stefano, il
cui martirio segnò la
prima grande rottura con
l'ebraismo ortodosso e la
conseguente diaspora dei
credenti verso la Siria (in
particolare ad Antiochia,
dove nacque il nome stesso
di "cristiani").
Gli ellenisti portarono il
Vangelo al di fuori
dell'ambiente strettamente
 palestinese, traducendo
l'esperienza e la figura
di Gesù in categorie culturali
accessibili al mondo
greco-romano.
Questo humus culturale
ha permesso il successivo
incontro fecondo tra la
fede cristiana nascente
e la filosofia greca, visibile
nello sviluppo dei testi
del Nuovo Testamento (scritti
in greco) e nel pensiero dei
Padri della Chiesa.







Brevi flash sulle origini 

Provare a cogliere

 Dagli ellenisti sorge il Cristianesimo. Il fatto che l’annuncio degli apostoli si rivolgeva non ai Giudei soltanto ma a tutti gli uomini rendeva la rottura col mondo giudaico inevitabile. In particolare i discepoli di origine palestinese e di lingua aramaica(*) potevano forse ritenere che la loro fede in Cristo non li obbligasse a lasciare le tradizioni di Israele e ad aprirsi al mondo dei pagani, ma i Giudei provenienti dalla diaspora (i cosiddetti Ellenisti) ed i pagani simpatizzanti del giudaismo (i proseliti) portarono nel gruppo una religiosità diversa, più libera nei confronti di quelle tradizioni e più aperta alla cultura ellenistica.

Dall’iniziativa di questi nuovi discepoli, bersaglio, per la loro critica alla Legge mosaica e al Tempio di Gerusalemme, della prima «persecuzione» da parte delle autorità giudaiche e costretti perciò a fuggire da Gerusalemme, scaturi’ già negli anni Trenta quell'evento decisivo della storia del primitivo cristianesimo che è la missione ai pagani e nacque nella città di Antiochia la prima comunità composta da Giudei e da pagani che, per distinguersi e contrapporsi ai loro compatrioti, assunsero -appunto- il nome di cristiani. 

Il cristianesimo si staccava in questo modo dal giudaismo e cominciava il suo cammino da Oriente verso Occidente, dal mondo giudaico all’impero romano.


La missione di San Paolo. Avvenne che nella comunità cristiana irruppe Paolo, e le tensioni si acuirono. Paolo era infatti un giudeo, anzi un fariseo, molto orgoglioso della sua identità giudaica e tenacemente attaccato all'osservanza della Legge; ma era vissuto a Tarso in Asia Minore e aveva quindi una formazione ellenistica che lo rendeva più sensibile ai valori della cultura dei pagani; e inoltre, per qualche servizio reso a Roma dalla sua famiglia, possedeva cittadinanza romana, il che lo predisponeva diversamente nei confronti del governo imperiale. Egli non aveva conosciuto e seguito il Gesù terreno, colui che annunciava la venuta imminente del regno di Dio e forniva una diversa interpretazione della Legge di Mosè. 

Nell’esperienza di Damasco, raccontata tre volte da San Luca negli Atti degli Apostoli (9,1-20; 22,6-16; 26,12-18), su cui egli fonda il suo carattere di apostolo, aveva conosciuto il Cristo celeste, il Gesù crocifisso e risuscitato che aveva liberato l'uomo dalla schiavitù del peccato e della morte (quella schiavitù che è entrata nel mondo per la disubbidienza di Adamo e costituisce propriamente per Paolo l'esistenza «nella carne») e che rivendicava nei confronti dei suoi discepoli il ruolo del salvatore e del signore (quel ruolo che, dirà san Paolo, costituisce i credenti in «corpo di Cristo»). 


«Vi ho dunque trasmesso, anzitutto, quello che ho ricevuto, che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, e che fu sepolto, e fu risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture, e che apparve a Cefa, e poi ai Dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, la maggior parte dei quali vive ancora, mentre alcuni sono morti … Infine apparve anche a me» (1 Cor. 15,3-8). 

E non si tratta del «Gesù storico» che i Giudei avevano conosciuto, ma questo Cristo morto e risorto, che aveva posto fine alla Legge e alla storia, che egli predicava a Giudei e pagani come unico mezzo di salvezza. «Anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora non lo conosciamo più cosi», egli dice nella Il’ lettera ai Corinzi (5,16) con un'affermazione che sarebbe stata ripresa e piegata ai propri intenti dalla moderna teologia.

——-
(*) L'aramaico e l'ebraico sono lingue sorelle della famiglia semitica nord-occidentale, simili ma distinte, paragonabili a due idiomi romanzi come lo spagnolo e il portoghese o l'italiano e il rumeno.
= = =

Punti di vista:

Ai nostri giorni, in quest’alba del terzo millennio, i popoli e le culture tendono ad incontrarsi sempre di più (e stranamente, in qualche caso a scontrarsi con presupposti di ignoranza), attraverso i mass-media e sopratutto personalmente.  In più contesti si provano i confronti culturali tra le religioni. Si tratta di un insperato momento di grazia agli occhi di coloro che credono in Dio, che addirittura  (per i cristiani) opera nel mondo e nella storia, avendo sparso nell'animo di ogni uomo, le inermi parole del suo amore.


Ogni religione, tutte le religioni tendono però a chiudersi in sé, in un campo privilegiato ed esclusivo del proprio rapporto con Dio. Eppure, lo cogliamo nei nostri giorni, le religioni tendono pure e sopratutto ai nostri giorni ad esercitare comprensione ed amicizia anche nei confronti di chi, con pieno convincimento e gioia interiore, pratica e vive una religione diversa dalla nostra. Circostanza, questa ora evocata, tanto diversa quando, anche in tempi non lontani, certi fedeli cristiani, capeggiati da disinformati sacerdoti, osavano chiudere i portoni a cristiani, cattolici, appartenenti peraltro alla stessa diocesi cattolica, e però, portatori di bagagli rituali cattolici ma diversi da quelli soliti in ambito siciliano.


=. =. =

Antico e Nuovo Testamento

SI TRATTA DI SCRITTI DIVERSIFICATI


Gli scritti del Nuovo Testamento sono vicini al tempo di Cristo. E però compresi quelli che più  parlano di lui, i Vangeli o gli Atti degli Apostoli, non sono un «reportage»; sono testimonianze. Garantiscono l'essenziale di un fatto per dirne il significato.  Gli scritti sono un'espressione di continuità dell’evento Cristo.


TESTI REDATTI IN EPOCHE DIVERSE

Gli scritti del Nuovo Testamento non sono tutti della stessa epoca. I primi testi vengono datati attorno ai venti anni dopo la morte di Gesù e non si tratta ancora  dei Vangeli, ma delle lettere di Paolo ai cristiani di Tessalonica. Scorrendole nel loro ordine cronologico, si può scorgere la traccia dell'evoluzione del suo pensiero e la successione dei problemi incontrati dalle comunità. 

La redazione definitiva dei Vangeli sinottici segna un altro periodo letterario che va dall'anno 65 all'80 circa, quando si è avvertita la necessità di disporre di opere sull'insieme del messaggio e della vita di Cristo.



Le rimesse degli emigrati

  Giampiero Rossi, giornalista, attualmente caporedattore del settimanale A (Rizzoli Periodici), scrive su “La Lettura” che ogni  anno, milioni di persone che si trovano a vivere lontane dal proprio Paese compiono quel gesto:

Le rimesse degli emigrati sono 
trasferimenti unilaterali di denaro
che i lavoratori migranti inviano
dall'estero a familiari o amici
nei propri paesi d'origine. 
A livello
macroeconomico, questo flusso
finanziario rappresenta una
delle principali fonti di
sostentamento globale per i
paesi a basso e medio reddito
 (LMIC), superando spesso per
volume i fondi stanziati per la
cooperazione internazionale
allo sviluppo.



“trasferiscono parte del denaro guadagnato lavorando nella nuova patria verso la terra d'origine. In termine tecnico si chiamano «rimesse» e, sommate come ideali gocce d'acqua, formano un mare di risorse che determinano dinamiche economiche e sociali lungo rotte che abbracciano l'intero Pianeta. Per intenderci: secondo un rapporto dell'Onu, soltanto negli ultimi dieci anni, in tutto il mondo sono stati trasferiti in questo modo oltre 5 mila miliardi di dollari (più o meno due anni di Pil italiano) verso Paesi a basso e medio reddito. E più di un terzo di questi soldi sono stati destinati a zone rurali. La Banca mondiale stima una crescita del 4,2% per quest'anno, con il trasferimento di 905 miliardi, mentre da qui al 2030 è attesa la movimentazione di altri 4.400 miliardi di dollari a livello globale. E per quanto riguarda il nostro Paese, secondo la Banca d'Italia nel 2025 sono partiti circa 9 miliardi di euro, con una crescita del 40% in vent'anni. Il primo Paese ricevente e’ il Bangladesh, seguito da Pakistan, Marocco e Filippine. Insomma, una somma di spiccioli che muove l'economia dal basso. E che, quindi, assume particolare rilevanza soprattutto in una fase storica in cui la politica, a partire dall'America trumpiana, riduce gli aiuti pubblici e internazionali”.

*   *  *

 Come non riflettere su quanto effettuato da migliaia e migliaia di Contessioti, dal post unita’ italiana a ieri. Cominciarono gli emigrati in New Orleans nella seconda metà dell’Ottocento ad inviare sostegni in dollari ai parenti rimasti in Sicilia, fino alla prima metà del Novecento. Dagli anni sessanta del Novecento in poi a mandare rimesse sono stati, ed in parte avviene ancora, ai parenti rimasti a Contessa, i tantissimi emigrati in Svizzera, Germania ed altri paesi Ue.

*. *. * 

Le rimesse non sono esclusivamente economiche: gli esperti parlano anche di "rimesse sociali", ovvero il trasferimento di competenze, idee politiche, comportamenti e norme culturali che i migranti assimilano nei paesi ospitanti e trasmettono a distanza alle comunità d'origine.


sabato 3 ottobre 2026

Parole frequenti sui media




GUERRA IBRIDA

È una strategia di conflitto che unisce tattiche militari tradizionali, attacchi informatici, sabotaggi, disinformazione e pressioni economiche per destabilizzare un Paese bersaglio senza arrivare a una guerra armata ufficiale. Data l’escalation tra Mosca e l’Europa, ora a Bruxelles e in ambito Nato si discute su quali possano essere nuovi protocolli di emergenza e di risposta.

 E’ quindi una strategia geopolitica e militare che combina metodi convenzionali e non convenzionali per destabilizzare un avversario rimanendo al di sotto della soglia di un conflitto armato aperto. 

 L'obiettivo principale è colpire un paese sfruttando le sue vulnerabilità interne, rendendo spesso difficile l'attribuzione diretta degli attacchi e rallentando così una risposta politica o militare coordinata.

Letteratura sociale

La Sicilia nel 1876 è
un saggio in due volumi,
redatto da Leopoldo
 Franchetti e Sidney
Sonnino, futuri
parlamentari, frutto
di una loro inchiesta
sulla Sicilia,
pubblicato nel 1877.
L'isola, dopo oltre un
secolo di dominio
borbonico, dal 1861
era parte del Regno
 d'Italia.



Viaggio in Sicilia - 1876 

 Ci proponiamo di sfogliare, o comunque di riflettere, su quanto Leopoldo Franchetti ne “La Sicilia nel 1876” riporta circa l’alba di quel fenomeno sociale che oggi definiamo “Mafia”. Come frequentemente è capitato nel corso del Novecento, anche all’uscita del libro, su Franchetti piovvero accuse di pregiudizi sulla realtà siciliana. 

Oggi invece tutte le riflessioni da lui riportate sul libro costituiscono il punto iniziale e di riferimento negli studi socio-economici per chi vuole conoscere il fenomeno mafioso, non in quanto esclusivo male siciliano ma fenomeno che, si scopre, imperversa in più parte del pianeta. 

La Mafia sussiste -purtroppo- nelle società degli uomini, al punto che qualche autore richiamando la “legge di Gresham” «la moneta cattiva scaccia quella buona», scrive che Franchetti è stato il profeta delle tante derive criminali del nostro tempo, che non esonerano nemmeno tanti, forse troppi, spicchi del mondo della politica.

Franchetti, congiuntamente al suo amico Sonnino, ha studiato nell’Isola un fenomeno inquietante che egli in qualche occasione descrive come “democratizzazione della violenza”, una realtà che nei nostri giorni, nel terzo millennio,  investe purtroppo ed ormai l’intero pianeta. 

Franchetti, come il suo amico Sonnino, erano due convinti liberali, ma in Sicilia rimasero colpiti dal cortocircuito  delle logiche mafiose, al punto che entrambi, in qualche modo, dubitarono delle certezze che il padre del liberalismo, Adam Smith, aveva presentato come certezze.

Sia Franchetti che Sonnino erano convintissimi che il mondo nuovo, post rivoluzione francese, avrebbe proceduto con lo “spirito illuministico” come guida. Ma entrambi chiudono le loro rispettive opere sull’Isola scrivendo: Una forza misteriosa  e diabolica  incombe su questa terra arida e monotona”. E Riferendosi alla zona del palermitano, Franchetti scrive: “tutto quel profumo di fiori d’arancio e di limoni principia a sapere di cadavere”. 

E dal 1865, si cominciò ad usare, anzi sorse la parola “Mafia”.


(Segue)

Il Dovere di riflettere

Appuntamento del sabato 

La domanda sul perché 
del mondo e della nostra
presenza in esso rappresenta
il fulcro stesso della
filosofia, della scienza e
della spiritualità. Non
esiste una risposta
unica, ma diverse
prospettive che 
tentano di
illuminare questo
mistero esistenziale.






=====

Franco, un collaboratore, riporterà sul blog delle brevi riflessioni. Quella della riflessione  è una responsabilità etica e personale di fermarsi, pensare con attenzione e valutare le proprie azioni, le scelte passate e le conseguenze sul mondo che ci circonda, anziché agire solo per impulso o fretta. Aiuta a non subire passivamente le regole o le pressioni della società, trasformando gli obblighi in scelte consapevoli.

=====

3) Come ha avuto origine l'universo? Che cos'è la verità? Cosa regola una società? Fin dalle origini, l'umanità si è posta, e continua a porsi, queste e altre grandi domande sulla natura della vita o sull'esistenza; i grandi pensatori hanno elaborato diverse teorie e trovato soluzioni e risposte che continuano a dare forma e senso al mondo, perché chiunque possa comprenderlo e viverci al meglio.

4) La filosofia  è ricca di spiegazioni (brevi e concise)  che vanno dritte al nocciolo delle principali questioni, senza tralasciare di contestualizzare azioni o avvenimenti. Ci proponiamo di ripercorrere sul blog di Mimmo Clesi le tappe fondamentali dello sviluppo del pensiero umano sui grandi temi dell’umanità; useremo flash semplici e immediati per ricostruire la storia, per aiutare a fissare con chiarezza le principali idee, e a comprendere senza sforzi il perché di tanti eventi che fanno parte del nostro quotidiano.

venerdì 2 ottobre 2026

Sui media di oggi

 Terremoto alla Regione Sicilia
La Procura di Palermo ha chiesto
l'applicazione di misure cautelari,
 tra cui 
l'arresto (ai domiciliari),
nei confronti di 
Gaetano Armao,
noto avvocato ed ex vicepresidente
della Regione Siciliana.
L'inchiesta coinvolge
complessivamente 
nove persone
indagate
 a vario titolo per corruzione 
per atti contrari ai doveri d'ufficio e
corruzione per l'esercizio della funzione
.
L'operazione ha visto anche
l'esecuzione di perquisizioni da
parte della Squadra Mobile nelle
abitazioni e negli studi legali di
Armao a Palermo e Roma.







Un'inchiesta della Procura di Palermo e’ pervenuta ad una richiesta di 9 arresti, fra i quali spicca il nome di Gaetano Armao. Da sempre indicato come il braccio destro del governatore Renato Schifani. Fino ad agosto presidente della cosiddetta «Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali». 

 Fra le richieste di arresto figurano anche il deputato regionale dell’Mpa Giuseppe Geremia Lombardo (nipote dell’ex governatore Raffaele Lombardo), Giuseppe Argirò, Benedetta Costanzo, Mario Lupo, Marco Gentile Malacarne, Pier Luigi Matta, Sergio Vella e Luigi Zancla. Tutti con case e studi professionali sottoposti alle perquisizioni di agenti e funzionari guidati dal capo della Squadra Mobile di Palermo Antonio Sfameni.

L’ipotesi è corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio. Reato indicato dal procuratore Maurizio De Lucia e dall’aggiunto Francesca Mazzocco convinti di avere messo le mani su una cricca che avrebbe oleato con le tangenti il meccanismo delle autorizzazioni per progetti industriali ed energetici, «rinnovabili» e alcuni «parchi eolici» compresi. 

 Secondo le nuove procedure, la Procura che ha fatto scattare una sfilza di perquisizioni, ha chiesto i provvedimenti cautelari all’ufficio dei giudici per le indagini preliminari (Gip). 

Secondo l'ipotesi della Procura, al centro dell'inchiesta ci sarebbe un presunto sistema di corruzione legato alle attività della Cts (Commissione Tecnica Specialistica), l'organismo della Regione Siciliana che si occupa del rilascio delle autorizzazioni ambientali. Dalle indagini, condotte dal Nucleo Investigativo del comando provinciale di Catania (riferite a fatti avvenuti tra settembre 2019 e marzo 2021), sarebbero emerse anche presunte pressioni esercitate da Armao sull'allora amministratore unico della Sis (Società Intercomunale Servizi), Rosario Torrisi Rigano.

La società degli uomini (2)

Nella Costituzione italiana, la dignità umana non è racchiusa in un singolo articolo-manifesto, ma costituisce il vero e proprio filo conduttore e valore fondante dell'intero ordinamento repubblicano. Pur non essendoci una formula assoluta e generale come in altre carte coeve (ad esempio la Legge Fondamentale tedesca), la dignità "innerva" tutta la prima parte del testo costituzionale, legandosi a doppio filo al principio personalista, pluralista e lavorista.

==Quattro sono i pilastri fondamentali: 

1) La "pari dignità sociale" e l'uguaglianza (Articolo 3). La menzione più celebre si trova all'articolo 3, secondo cui "tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge". La dignità non è intesa come un concetto astratto o nobiliare, ma come una condizione sociale paritaria: ogni persona ha lo stesso valore intrinseco, a prescindere da sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche o condizioni personali. Il secondo comma affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che ne impediscono il pieno sviluppo.

2) Dignità e Lavoro (Articoli 36 e 38). Nel modello costituzionale italiano, il lavoro è lo strumento principale di emancipazione e affermazione della dignità umana. L'Articolo 36 stabilisce che la retribuzione del lavoratore deve essere proporzionata al lavoro svolto e, in ogni caso, sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. L'Articolo 38 garantisce i mezzi di sostentamento e l'assistenza sociale in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia o disoccupazione involontaria, affinché nessuno sia privato della propria dignità a causa di condizioni di vulnerabilità.

3) I limiti all'iniziativa economica (Articolo 41). La Costituzione tutela la libertà d'impresa, ma stabilisce una precisa gerarchia di valori. L'Articolo 41 sancisce chiaramente che l'iniziativa economica privata è libera, ma non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all'ambiente, alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. Il profitto non può mai calpestare il valore della persona.

4) Salute e trattamenti sanitari (Articolo 32). Il diritto alla salute è tutelato dall'Articolo 32 anche nella sua dimensione di rispetto dell'identità personale. La norma vieta espressamente che un trattamento sanitario obbligatorio (stabilito per legge) possa violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. 

 La visione della società secondo Aristotele

La teorizzazione dello schiavismo

 Nella società occidentale, dall’Illuminismo, e comunque dalla fine del Settecento, chi possiede i mezzi di produzione, riesce pure ad imporre la propria rappresentazione del mondo teorizzandone la unicità: per questa via giustifica il proprio dominio e legittima la propria superiorità su chi è impegnato nella produzione come forza lavoro. Avviene, seguendo Aristotele,  che tutti coloro la cui cultura è diversa da quella egemone, non rientrando i loro comportamenti nel discretizzato secondo i modelli dominanti, vengono associati alla natura. Non sono cioè logos ma caos. Sono barbari, primitivi, diversi, devianti. La loro condizione subalterna o marginale viene cosí affermata come un dato naturale. E’ lo stesso Aristotele a esprimere i seguenti concetti:

«Poiché l'essere dotato di intelligenza e preveggenza è dominatore e signore per natura, chi può eseguire con le facoltà corporali le prescrizioni di questo, è soggetto e schiavo... Per natura dunque è determinata la condizione dell'essere femminino e dell'essere servile, poiché la natura nelle sue creazioni non rassomiglia agli artigiani dozzinali, come quelli che fanno le spade delfiche, opera meschina; ma adatta ciascun essere alla sua funzione: cosí infatti ciascuno degli strumenti raggiungerebbe la perfezione, qualora non fosse destinato a una molteplicità di funzioni, ma fosse conformato e adoperato per una sola. Tra i barbari, è vero, la femmina e lo schiavo sono allo stesso livello, ma la causa è che i barbari per natura non sono destinati a comandare».   

Aristotele, con quanto ora riportato, insiste nel riferire alla natura la diversità di condizione sociale, e nell'assumere questa a segno di inferiorità. Egli considera inoltre l'opinione apparentemente strana che uno strumento per essere perfetto deve servire a una sola funzione. 

E una stranezza il cui valore ideologico viene chiarito subito dopo, quando leggiamo che per il filosofo greco «le arti... hanno una sfera ben determinata, hanno bisogno di strumenti appositi per effettuare la produzione degli oggetti propri di ciascuna di esse (gli strumenti alcuni sono inanimati, altri animati; per esempio, per il capitano di nave, il timone è strumento inanimato, l'osservatore sulla prua, animato: poiché l'operaio nelle arti tien luogo d'utensile): cosí nell'economia la proprietà è strumento per la vita, il possederla è il complesso degli strumenti, lo schiavo è una proprietà animata, e l'operaio è uno strumento superiore a tutti gli altri strumenti»

(Politica I 12526 1-7; I 12536 25-34). 


Il discorso ora è chiaro: se lo strumento piú perfetto è quello adatto a svolgere una sola funzione, operaio ideale, in quanto strumento, sarà quello che limiterà se stesso al solo ruolo di operaio. In questo modo, restando stabile l'assetto sociale, la natura non minaccerà la cultura, il logos, cioè, manterrà il predominio sul caos.

La concezione gerarchica tra lavoro intellettuale e lavoro manuale, anche se non sempre esplicitata nei termini schematici e crudi usati dal filosofo greco, è un carattere distintivo di molte civiltà. La ritroviamo in qualche modo anche nel pensiero cristiano, la cui storia in larga misura si confonde per molti secoli con quella della civiltà occidentale. Il Cristianesimo, ovviamente, muovendo dal presupposto della parità umana, per recuperare la distinzione negata, riformulava in modo diverso l'opposizione attraverso la messa in valore dell'ascesi. Ne risultava cosí un nuovo ordine gerarchico che poneva al livello piú basso il lavoro materiale e a quello piú alto il lavoro, l’impegno spirituale.

=. =.  =


(Segue: su questa pagina punteremo a mettere in rilievo il ruolo del fattore “Lavoro”  dall’alba della civiltà fino ai nostri giorni).

Parole frequenti sui media


Il percorso formativo in Intelligenza
Artificiale
 dell'Università degli
Studi di Palermo (UniPa)
 è una 
Laurea Triennale (Classe L-31) 
pensata per formare esperti
interdisciplinari in grado di
padroneggiare i pilastri tecnologici,
matematici ed etici dell'IA.




intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale (abbreviata con AI, l’acronimo per il termine inglese artificial intelligence) è un insieme di tecnologie che consentono ai computer di apprendere, ragionare ed eseguire una serie di attività avanzate in modi che prima poteva predisporre solo l’intelligenza umana, come comprendere il linguaggio, analizzare i dati e persino fornire suggerimenti utili.

Fuori dalla classe, l’intelligenza artificiale è già parte della vita degli studenti. Quasi tutti la usano: solo il 6% dichiara di non ricorrere mai all’AI per studiare o fare i compiti. Uno su tre (32%) lo fa spesso e per il 13% è parte integrante del proprio metodo di studio. Alle superiori l’uso frequente sale al 41%, alle medie scende al 22%. «Nelle classi sperimentali non si verifica, come ci aspettavamo, un aumento d’uso. Anzi, l’utilizzo diventa più consapevole, più critico e finalizzato» aggiunge Scalcon.

L'Università degli Studi di Palermo (UniPa) offre un apposito Corso di Laurea Triennale in Intelligenza Artificiale (Codice 2461) afferente al Dipartimento di Matematica e Informatica.

Agricoltura meridionale

 Sfogliando i giornali

La Sicilia e il Meridione italiano sono vulnerabile al riscaldamento globale. Secondo il recente studio del centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici, entro il 2050 il riscaldamento potrebbe costare al nostro Paese fino a 6 punti di Pil. Il Mezzogiorno, per la sua collocazione geografica, è l’area più esposta, essendo colpito in settori vitali della sua economia, quali l’agricoltura, l’alimentare, il turismo, l’energia. 

L'agricoltura in Sicilia affronta
una grave crisi a causa
dell'aridità dei terreni e del
 rischio concreto di
desertificazione che minaccia
oltre il 70% del territorio
regionale.








Siccità, ondate di calore e scarsità d’acqua e rischi per le qualità delle produzioni, stanno già danneggiando l’agroalimentare che è una delle voci più importanti dell’export meridionale. 

Estati più calde comportano maggiore consumo elettrico per l’uso massivo dei condizionatori, non adeguatamente compensato dalla minore spesa per il riscaldamento conseguente agli inverni più miti. E però la carenza idrica al Sud richiede significativi investimenti sia per le reti che per gli invasi al fine di combattere la desertificazione di tante zone. 

Il territorio meridionale è particolarmente fragile dal punto di vista geologico, in particolare in termini di aumento della frequenza e dell’intensità dei fenomeni atmosferici estremi e di progressivi processi di desertificazione, e il cambiamento climatico aggrava criticità strutturali esistenti da decenni e mai risolte.

I ritardi nella realizzazione di interventi strutturali di prevenzione dell’emergenza climatica non sono imputabili solo alla scarsità di risorse, ma anche alla frammentazione amministrativa che rallenta la programmazione e non è stata in grado di accelerare i tempi di attuazione delle opere. Va affrontato il cambiamento climatico con un approccio differenziato che tenga conto delle peculiarità di ciascuna regione, e quella a maggior rischio desertificazione è proprio la Sicilia, con il 70% del territorio minacciato da insufficienza idrica. 


giovedì 1 ottobre 2026

Onda nera nel vecchio continente?


Le recenti affermazioni
dell'ultradestra di 
AfD
 (Alternative für Deutschland)
 
nelle elezioni statali (come
in Sassonia-Anhalt,
-Pomerania e a Berlino)
hanno riacceso i timori dei
partner europei. L'AfD viene
ormai descritta dagli
analisti come un vero
e proprio "partito di massa"
radicato nel sistema, non
più una semplice forza di
protesta.

Molti osservatori guardano
 con attenzione ai prossimi
grandi appuntamenti elettorali
in nazioni chiave come 
Francia, Italia, Spagna
e Polonia
, dove le coalizioni
e i partiti nazionalisti
continuano a guadagnare
terreno nei sondaggi.





L'allarme sull'avanzata dell'estrema destra in Europa è piuttosto forte. I giornali di ogni orientamento ne  scrivono giornalmente. In più Paesi: Francia, Italia, Bulgaria, Spagna e Polonia, si voterà fra pochi mesi e quanto si sta verificando in più realtà del vecchio continente, e’ chiaro a tutti, non succedeva dagli anni ’30 del Novecento.  

 Ciò che stranizza gli osservatori, gli studiosi, e’ che fra gli ammiratori di Putin a casa nostra non mancano oltre che nell’estrema destra vannacciana, anche nella presunta sinistra e sopratutto tra i simpatizzanti dei 5 Stelle. Taluni giornalisti de Il Fatto scrivono articoli di entusiasmo perché Putin ha battuto tutti i record elettorali, dimenticandosi di far sapere ai lettori che Putin nelle elezioni e’ stato l’unico candidato nella sua Russia.

  In USA, Trump ha fatto crollare l’economia del suo Paese per le guerre che attizza un po’ ovunque nel pianeta. E la dedtra che nei mesi scorsi era più trumpiana di Trump, pare di capire, che in vista delle prossime elezioni in casa nostra, comincia a pigliare le distanze da lui che, negli USA, stando ai sondaggi, raggiunge percentuali bassissime di consenso.

 In Europa le cose non vanno meglio, ma ne tratteremo nei prossimi giorni.

Il gusto della riflessione (30)


Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

-  -  - lanciare sospetti

Nessuna accusa esplicita, …. Solo un interrogativo, 

un dubbio, un’ombra. È questo il genio dell’insinuazione: 

non ha bisogno di prove perché non si presenta

come un’accusa. Si limita a mettere in circolo un

sospetto e poi si ritira, lasciando agli altri,

soprattutto ai social, il lavoro sporco dell’interpretazione.

 L’insinuazione è la forma più elegante della miseria retorica: 

non dice «è così», dice «e se fosse così?».

 E proprio per questo è difficile da smentire. 

Si può confutare un dubbio? 

Come si può processare una supposizione? 

L’insinuazione non cerca la verità: cerca un sospetto 

abbastanza resistente da sopravvivere alla verità.


  La frase è del giornalista Aldo Grasso, che cogliendo frasi allusive nella politica dei nostri giorni, riprende a sua volta una frase di Francesco De Santis del 1869 che scriveva “ Ci è una parola caratteristica, venuta oggi molto in voga, ed è “insinuazione”: cioè a dire un’accusa lanciata con tante scappatoie e sotto così mutevoli apparenze, che non vi è parola o frase dove tu possa coglierla, arrestarla e riconoscerla”.