Il libretto di Norberto BobbioE’ capitato di sfogliare dopo parecchi anni dall’uscita il libretto che nelle intenzioni del grande filosofo, giurista, politologo e storico Norberto Bobbio, doveva chiarire le parole chiave del linguaggio politico. Quell’ “aureo libretto” come fu estesamente definito e’ un classico del pensiero politico, ancora attuale grazie alla circostanza che con la sua vasta cultura e formazione e’ attivato alla radice della distinzione che Destra e Sinistra all’idea di eguaglianza.
Destra e sinistra" è il celebre saggio del filosofo e politologo italiano Norberto Bobbio pubblicato nel 1994, nel quale l'autore dimostra che la distinzione tra destra e sinistra politica è ancora valida e non è affatto obsoleta. Esecutore di una sintesi rigorosa tra il liberalismo e il socialismo (liberalsocialismo), ha dedicato la sua vita allo studio della democrazia, dei diritti umani e della pace. Nel 1984 è stato nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini.
Pensieri Principali
Ha definito la democrazia attraverso le sue "regole del gioco", considerandola come l'unico sistema politico capace di garantire le libertà fondamentali senza ricorrere alla violenza.
Ha identificato l'eguaglianza come il criterio discriminante fondamentale: la sinistra tende a attenuare le disuguaglianze, la destra a considerarle naturali o inevitabili.
Ha promosso il positivismo giuridico analitico, separando lo studio del diritto com'è (fatto) da come dovrebbe essere (valore).
Si è costantemente opposto a ogni forma di fanatismo, sostenendo il valore del dubbio e del confronto razionale.
Nel saggio Destra e sinistra del 1994, sostiene che il criterio fondamentale per distinguere i due schieramenti politici sia il diverso atteggiamento nei confronti dell'ideale di eguaglianza. Gli esseri umani sono al tempo stesso simili e differenti, ma le due parti interpretano questa realtà in modo opposto.
== la Sinistra: Attribuisce molta importanza a ciò che rende gli individui uguali e si impegna politicamente per eliminare o ridurre le disuguaglianze sociali ed economiche che ritiene artificiali,
== la Destra: Tende a considerare le disuguaglianze come ineliminabili, in quanto legate alla natura stessa degli individui o a gerarchie sociali inevitabili, accettandole come dati di fatto.
Altri elementi della teoria di Bobbio.
L'asse secondario (Libertà/Autorità): Oltre all'eguaglianza, Bobbio incrocia la distinzione con il giudizio sulla libertà e sul metodo di governo, distinguendo tra moderati ed estremisti.
Uguaglianza e disuguaglianza relative: Nessuno pensa che gli uomini siano del tutto uguali o del tutto diseguali; la differenza sta nell'enfasi e nella direzione dell'azione politica.
Egalitarismo vs Disuguaglianza: Per la sinistra il motore del cambiamento è l'uguaglianza da conquistare; per la destra l'ordine sociale poggia sul riconoscimento delle gerarchie e delle differenze naturali o storiche.
Secondo Bobbio, la sinistra tende a privilegiare l'eguaglianza (anche a costo di limitare alcune libertà economiche sfrenate), mentre la destra tende a privilegiare la libertà individuale (specialmente in campo economico, come il libero mercato) accettando le disuguaglianze che ne derivano.
Il successo del libretto di Bobbio si dovette anche al fatto che uscì proprio mentre il sistema politico italiano si riassestava in senso bipolare, per via della nuova legge elettorale prevalentemente maggioritaria (il cosiddetto «Mattarellum»). Uno scenario che fino al 1992 aveva fatto perno sul centro democristiano si ristrutturava in termini di alternativa tra destra e sinistra. Lo spartiacque tra i due schieramenti diventava a quel punto cruciale.
La tesi di Bobbio era che la distinzione tra destra e sinistra riguardasse fondamentalmente l’atteggiamento verso il concetto di eguaglianza. Mentre la sinistra si pone come obiettivo la riduzione, se non la cancellazione, delle diseguaglianze tra gli uomini, la destra tende a considerarle naturali, quindi ineliminabili, e in alcuni casi proficue, in quanto generatrici del dinamismo economico. Quindi, per fare un esempio immediato, la sinistra è a favore di una tassazione progressiva sui redditi alti per poter redistribuire la ricchezza, mentre la destra ritiene necessario alleggerire il peso del fisco per stimolare gli individui intraprendenti ad alimentare la crescita.
Già più complicato risulta applicare lo schema suggerito da Bobbio al tema dell’immigrazione. In apparenza è tutto semplice: la sinistra è per dare l’opportunità di spostarsi a tutti gli abitanti del pianeta, quindi per una politica di accoglienza e di concessione di diritti ai migranti; mentre la destra ritiene che non si possano far entrare masse crescenti di stranieri, per giunta trattandoli in modo uguale agli autoctoni, senza provocare gravi tensioni sociali.
Ci sono però conseguenze dell’immigrazione che risultano destabilizzanti rispetto a questa visione. La crescente disponibilità di manodopera a buon mercato, determinata dall’afflusso di lavoratori stranieri, contribuisce a tenere bassi i salari, aumentando il tasso di diseguaglianza. Senza contare che spesso i migranti, specie quelli musulmani, sono portatori di una cultura ostile alla parità tra i sessi. Inoltre gli effetti problematici del loro afflusso pesano in larga prevalenza sui ceti più umili, nei cui quartieri vanno ad addensarsi. Il risultato è che il voto degli operai si sposta a destra, un fenomeno evidente in Italia come in Francia e in Germania.
Un’altra questione centrale che sfugge alle coordinate usuali di destra e sinistra concerne l’ambiente. La transizione verso le energie rinnovabili, che la sinistra chiede di accelerare, ha dei costi che sono particolarmente gravosi per i cittadini meno abbienti: si pensi al prezzo delle auto elettriche, o agli oneri di ristrutturazione delle case. In Francia la rivolta dei gilet gialli, nel 2018, venne innescata dall’aumento del costo dei carburanti e non è facile classificarla di destra o di sinistra secondo il criterio indicato da Bobbio.
Più in generale il fenomeno del populismo può sembrare di sinistra: «uno vale uno» è uno slogan indiscutibilmente egualitario, la sfiducia verso i «competenti» e la finanza va in direzione analoga. Ma l’insofferenza per le regole, l’antiparlamentarismo, la tendenza a riconoscersi in leader carismatici ricordano invece una certa destra. E a bollare come «taxi del mare» le Ong che soccorrono i migranti è stato per primo il grillino Luigi Di Maio.
Insomma, destra e sinistra non sono scomparse, il libro di Bobbio rimane un punto di riferimento utile. Però in questi trent’anni le carte della politica si sono assai rimescolate e il richiamo alla discriminante tra eguaglianza e diseguaglianza non appare esaustivo.