Ripresa dai media
| Già nel pomeriggio del 4 febbraio il viso dell’angelo in questione è stato cancellato e pare si resti adesso in attesa della determinazione della Soprintendenza su come si debba procedere. |
Durante un recente intervento di restauro, nella Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma, in una cappella laterale che ospita il busto di Umberto II di Savoia, è apparso un angelo con tratti somatici estremamente somiglianti a quelli della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Inevitabilmente si è acceso un dibattito che va oltre la conservazione dei beni culturali. Il volto dell’angelo presenta una somiglianza difficilmente ignorabile alla Soprintendenza ai Beni Culturali con Giorgia Meloni. Una somiglianza che non è frutto del caso..
Si tratta di una ridefinizione fisionomica che introduce elementi nuovi, coerenti tra loro e fortemente caratterizzanti. Non bisogna essere diplomati in “belle arti” per sapere che nel restauro conservativo, l’obiettivo dovrebbe essere quello di ricondurre l’opera il più possibile alla sua forma originaria, basandosi su documentazione storica, tracce materiali e confronti stilistici. Nella Basilica, invece, il risultato finale suggerisce un’operazione diversa: non il ricalco dell’affresco precedente, ma una reinterpretazione consapevole del volto. Ne’ si tratta di suggestione.
Un restauratore può spingersi nella “ricostruzione” senza tradire l’opera originale? Quando il restauro smette di essere tutela e diventa riscrittura? E comunque sembrerebbe che qualcosa potrà avvenire nei prossimi giorni.
Stando ad alcune notizie di stampa il Vaticano avrebbe sottolineato "che le immagini d’arte sacra e della tradizione cristiana non possono essere oggetto di utilizzi impropri o strumentalizzazioni, essendo destinate esclusivamente a sostenere la vita liturgica". Su questo presupposto la Soprintendenza statale speciale per Roma, diretta da Daniela Porro, sta continuando a cercare eventuali disegni originali del primo affresco del 2000. Gli archivi sono numerosi, a causa dei tanti cambiamenti avvenuti nelle Soprintendenze. Eventuali disegni verranno confrontati con il dipinto così come appare dopo l’intervento del 2023 da parte del pittore-restauratore-sacrestano Bruno Valentinetti, egli stesso autore del ciclo pittorico nel 2000.