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mercoledì 4 novembre 2026

4 Novembre

 Evocazioni, ricordi e Storia

La battaglia della Bainsizza(nota storicamente come
l'
Undicesima battaglia
dell'Isonzo
) è stata una
delle più imponenti e
sanguinose offensive lanciate
dal Regio Esercito italiano
contro l'Impero austro-ungarico
 durante la Prima guerra mondiale
.
Combattuta tra il 
17 agosto
e il 12 settembre 1917
,
rappresentò il massimo
sforzo tattico dell'Italia
sul fronte orientale prima
della drammatica ritirata
di Caporetto.
L'altopiano della Bainsizzaera un'area arida e impervia,
nelle intenzioni doveva
scardinare le difese nemiche.
La battaglia si concluse con
un bilancio umano spaventoso,
costando circa 
160.000 perdite
agli italiani e 120.000 agli
austro-ungarici
 tra morti,
feriti e dispersi.



Ogni anno la ricorrenza del 4 Novembre fa evocare, a me che scrivo queste righe, il nonno paterno, di cui porto il nome. Il nonno in quella data (4 Novembre di ogni anno) non mancava di ricordarmi nei suoi ricorrenti racconti la partecipazione alla prima guerra mondiale, compresa la partecipazione a quella che definiva la battaglia della Bainsizza. Nel contesto narrativo mai dimenticava di ricordarmi che egli a quella battaglia, e a quella prima guerra mondiale sugli altipiani della Bainsizza, non avrebbe dovuto mai partecipare perché già padre di ben cinque figli. Se si ritrovo’ in quegli altipiani fu per responsabilità e inimicizie dei responsabili che localmente gestivano le liste di leva comunale. E, nel dire ciò, mi faceva nome e cognome.

 Ai nostri giorni il quattro novembre in Italia celebriamo la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate. La ricorrenza commemora sostanzialmente l'entrata in vigore dell'armistizio di Villa Giusti del 1918, che sancì la fine della Prima Guerra Mondiale per l'Italia, la vittoria contro l'Impero austro-ungarico e il completamento dell'unificazione nazionale con l'annessione di Trento e Trieste. Dal 1977 non è tuttavia giorno festivo sul calendario lavorativo e le cerimonie ufficiali vengono generalmente abbinate alla prima domenica di novembre.

 Quella sulla Bainsizza, a cui partecipò il nonno di chi scrive, fu -lo sostengono i libri di Storia- una vittoria tattica per gli italiani, ma a un prezzo altissimo: circa 160.000 perdite tra morti, feriti e dispersi per l'esercito italiano e circa 120.000 per quello austro-ungarico. combattuta tra il 17 e il 31 agosto 1917.  Rappresentò il più imponente sforzo offensivo messo in atto dal Regio Esercito italiano nella Prima guerra mondiale contro l'Impero austro-ungarico. Nonostante il successo tattico iniziale, l'avanzata si tramutò in un fatale boomerang logistico che aprì la strada alla disfatta di Caporetto.

I media, la giustizia, la democrazia

In una democrazia liberale e
costituzionale, il 
compito della
stampa è informare i cittadini
per garantire il controllo
democratico
, mentre il 
compito della giustizia è
applicare le leggi in modo
imparziale per tutelare i diritti
e l'ordine giuridico
. Entrambe
le funzioni sono pilastri dello
Stato di diritto, ma operano
con logiche, tempi e doveri
differenti, trovandosi spesso
in un delicato equilibrio.









Compiti della stampa

Compiti della giustizia

Non è la stampa, ossia i giornali o la televisione o peggio la piazza, che deve amministrare la giustizia ed emettere giudizi a carico di taluno, ciò non dovrebbe avvenire nei paesi che si definiscono democratici. Una cosa sono i pubblici ministeri e gli avvocati ed altro sono i giornalisti. Frequentemente in Sicilia, e non solo qui, assistiamo, o quantomeno ascoltiamo in piazze e luoghi pubblici giudizi e valutazioni a carico del prossimo, del quale quasi mai si augura il bene.

 La stampa ha il dovere di informare i cittadini su fatti e circostanze, che a loro volta alimentano il formarsi dell’opinione pubblica finalizzata a raddrizzare le storture che sempre sussistono in ogni società. In una democrazia liberale e costituzionale di cui facciamo parte come italiani, il compito della stampa è di informare i cittadini per garantire il controllo democratico, mentre il compito della giustizia è di applicare le leggi in modo imparziale per tutelare i diritti e l'ordine giuridico. 

  Entrambe le funzioni, della stampa e della giustizia, sono pilastri dello Stato di diritto, ma l’una dall’altra operano con logiche, tempi e doveri differenti, trovandosi spesso in un delicato equilibrio. 

== La libertà di stampa è garantita dall'Articolo 21 della Costituzione italiana ed è uno strumento essenziale per la democrazia. I suoi compiti principali sono: 1) Garantire il diritto all'informazione: Permettere ai cittadini di conoscere fatti di rilevanza pubblica, compresi i procedimenti giudiziari e le indagini in corso; 2) Fare da "cane da guardia" nei confronti dei poteri dello Stato, inclusa la magistratura stessa, vigilando su possibili abusi o inefficienze; 3) Contribuire al dibattito pubblico e alla consapevolezza sociale dei cittadini attraverso il giornalismo d'inchiesta e la cronaca; 4) Raccontare i fatti in modo veritiero, rispettando il segreto investigativo finché previsto dalla legge e tutelando la dignità delle persone coinvolte.

= = Il compito della Giustizia (Magistratura) è contenuto nella funzione statale esercitata da un corpo indipendente, la magistratura, regolata principalmente dagli Articoli 101 e successivi della Costituzione. I  compiti principali consistono: 1) Applicando le leggi dello Stato puntare a risolvere le controversie (civili, amministrative) e accertare i reati (penali), ripristinando per questa via l'ordine giuridico violato; 2) Assicurare che ogni procedimento si svolga nel contraddittorio tra le parti, davanti a un giudice terzo e imparziale, e in tempi ragionevoli (Articolo 111 della Costituzione). 3) Difendere i cittadini da abusi, garantendo il principio della presunzione di innocenza fino a condanna definitiva. 4) Tramite i Pubblici Ministeri, indagare sui reati a tutela dell'interesse della collettivita’.

Meridione a perdere

Osservando Contessa, 

una fotografia sociale

della Sicilia ampia

 Sfogliando i giornali in questi giorni leggiamo per il nostro Paese (l’Italia) prospettive non buone, non incoraggianti. Poi se col pensiero andiamo sul nostro “paese”, Contessa Entellina, e leggiamo, anzi ci accorgiamo, di dati statistici pessimi, per niente incoraggianti, l’umore non può che deprimersi.

 Siamo, a Contessa, sempre di meno in quanto residenti e  osservando l’Italia siamo sempre di meno pure in quanto italiani. E però colpisce di più la tendenza all’eclisse di noi, di noi  ”contessioti”, ormai ridotti a comunità con assoluta prevalenza di gente anziana. Le tante abitazioni ri-costruite nel post terremoto, a dire di un amico, sono per oltre il 70-80% non occupate permanentemente nel corso dell’anno.

 Vero è  che viviamo sempre più a lungo e che i pensionati aumentano in numero, ma e’ anche vero che gli occupati -e le persone in età di intraprendere- diminuiscono. Pare di evocare quel professore di “economia politica”, che in anni ormai lontani, per spiegare a noi studenti il quadro dell’economia stagnante  ci additava proprio questi fenomeni decadenti, evocati e rilevabili da chiunque in quel che resta della Contessa Entellina comunitaria.

Con l'espressione "meridione
a perdere"
 si fa riferimento
all'allarmante fenomeno di
impoverimento demografico,
economico e sociale che colpisce il
Sud Italia, caratterizzato principalmente
da una costante fuga di cervelli e
dallo spopolamento delle aree interne.
Sebbene in alcuni periodi si
registrino segnali congiunturali di
crescita economica o dell'occupazione
rispetto al Nord, il bilancio di lungo
termine del Mezzogiorno resta
fortemente negativo a causa di flussi
migratori e dinamiche demografiche
sfavorevoli.
Tra il 2019 e il 2026, la popolazione
giovanile (18-35 anni) nel
Mezzogiorno è 
diminuita del 7,6%,
mentre al Nord è cresciuta del 4,8%.
In alcune Province si registrano
cali superiori all'11-12%.




 E se Contessa Entellina si avvia alla desertificazione (chiudono officine meccaniche, c’è un unico forno-negozio alimentare, non ci sono né saloni barbieri né parrucchieri e per qualsiasi esigenza di vita bisogna rivolgerci a Sambuca o a Bisacquino o a Corleone), ci viene ricordato da taluni che il nostro Ente locale spende soldi soverchianti, non per sostenere l’economia sociale dipinta da tutti morente, ma per le feste che interessano i politici, e solamente loro che sorprendentemente, ci viene riferito, si ritengono soddisfatti di questa strana conduzione e vocazione comunitaria.

Nel 2025 sono nati, al livello nazionale, 3,8% di bambini in meno rispetto al 2024 e ancora su questa dimensione nei primi sette messi del 2026. Questi dati comportano conseguenze importanti, collettive e individuali. Se, da un lato, godiamo di una vita più lunga e di un più lungo lasso di tempo durante il quale la società ci dà sostentamento senza obbligarci a lavorare, dall’altro siamo -come residenti-  sempre di meno, produciamo di meno, il numero degli occupati diminuisce e si affacciano molti dubbi sulla capacità dello Stato del benessere di sostenere a lungo i benefici che ha assicurato finora. Gli aumenti pensionistici e lavoristici non compensano l’inflazione sfuggita ormai dal controllo delle autorità.

E pero’, comunitariamente localmente, dedichiamo tempo, impegno e propensioni alle feste paesane, ignorando che il sociale ha, dovrebbe avere, valenza umana più dello spettacolo e dell’esibizionismo/protagonismo.

A fronte dell’impiego del denaro pubblico,  considerato spesso assistenziale o temporaneo (come i passati incentivi di decontribuzione inps), i movimenti socio-politici e sindacali meridionalisti continuano a chiedere riforme strutturali vere e infrastrutturali profonde. L'obiettivo è, non può che essere, quello di permettere al Sud di trattenere i propri talenti e produrre ricchezza in modo autonomo, superando una storica subalternità economica. Sopratutto non serve denaro pubblico destinato a feste e distrazioni dai problemi veri: questo era il sistema ottocentesco di governo dei Borboni sul meridione italiano.

(Segue)


martedì 3 novembre 2026

Veicoli ibridi

L’auto ibrida si ricarica
tramite una presa di corrente
domestica o una colonnina
pubblica, oltre a ricaricarsi in
marcia.
Nel 2027 cambiano i costi 

di chi possiede un’auto.

 Il provvedimento governativo esenta dalla tassa di possesso le auto fino a 80 kW, circa 109 cavalli, con un limite: l’agevolazione vale per una sola vettura per persona fisica. 

  La legge di Bilancio  reca  la misura strutturale,  nel senso che non vale solamente per 2027. 

  Qualche esempio concreto:  Una Fiat Panda 1.0 Hybrid paga oggi circa 131,50 euro l’anno di bollo: dal 2027 non pagherà più nulla. Lo stesso discorso vale per una Toyota Aygo X Hybrid, modello che oggi paga circa 175 euro di tassa e dal prossimo anno sarà esente. 

  Per  le ibride* la potenza si calcola solo sul motore a benzina, non su quella complessiva del sistema.

-   -   -

(*) Un veicolo ibrido è un mezzo di trasporto che combina un motore termico (a benzina o diesel) e uno o più motori elettrici alimentati da una batteria. I due sistemi lavorano in sinergia per ridurre i consumi di carburante e le emissioni inquinanti.


Chi siamo? Dove andiamo?

Le domande poste su Amicizia,Amore,
dolore, dubbio sono diventate immortali
anche grazie al celebre dipinto del
1897 del pittore Paul Gauguin.

 Legami come l'amicizia e l'amore 

contrapposti al dolore e al dubbio

 Riflettendo sul mondo che ci sta attorno, in determinati momenti del nostro tempo ci viene di celebrare la tenacia e la forza sia dell'uomo che della donna, di noi tutti esseri umani, nell'affrontare la sfida dell'esistenza, esplorando i legami come l'amicizia e l'amore contrapposti al dolore e al dubbio. E però non mancano i momenti e le occasioni per riflettere ed interrogarci: 

Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?

= = Stando alla Scienza, siamo Homo sapiens, una specie di primati evoluti, caratterizzati da un'elevata autocoscienza, capacità simbolica e pensiero astratto. Condividiamo quasi il 99% del nostro DNA con gli scimpanzé.

= = Siamo nello stesso tempo "creatori di significato". Siamo infatti l'unico animale noto che si interroga sulla propria esistenza, capace di empatia profonda, arte, morale, ma anche di distruzione consapevole quando ricorriamo alle guerre.

= = = Tutti gli elementi pesanti presenti nel nostro corpo (come il ferro nel sangue o il calcio nelle ossa) sono stati sintetizzati all'interno di stelle morenti miliardi di anni fa. Diceva l'astronomo Carl Sagan, "siamo fatti di materia stellare".

= = =. Andiamo dove decidiamo di andare. Non essendoci una rotta predeterminata scritta nell'universo, il traguardo dell'umanità è il significato che noi stessi decidiamo di darci.

= = = E’ esistita, in tempi non lontani, la grande ondata del materialismo. In verità e’ stata e continua ad essere la necessità di dare un senso alla vita e alla morte.

Scienze sociali: l’Economia

 DEFINIZIONE DI ECONOMIA: È UNA DISCIPLINA CHE STUDIA LE RELAZIONI TRA GLI AGENTI ECONOMICI, COME LE FAMIGLIE, LE IMPRESE, LO STATO, LE BANCHE E IL SISTEMA FINANZIARIO, E IL RESTO DEL MONDO.

 ====(6) di cosa si occupa la Scienza economica.

=      =      =     =     =

La distribuzione della ricchezza

 In cosa consiste il Reddito nazionale?: esso universalmente misura l’insieme dei redditi in un anno, di cui dispongono i residenti in ciascun Paese del mondo, indipendentemente se proviene da lavoro autonomo o dipendente. 

Gli economisti usano denominarlo Prodotto Interno Lordo (PIL) e usano attribuirgli la valenza di misura dell’insieme dei beni e dei servizi prodotti nel corso di un anno sul territorio di un determinato paese. Essi per calcolare il “Reddito nazionale” sottraggono dal PIL il deprezzamento del capitale che ha concorso a realizzare il prodotto (p.e. svalutazione monetaria, usura degli edifici, delle infrastrutture, delle strade che la politica non cura, dei macchinari etc).  Una volta dedotte le quote di PIL dovute al deprezzamento (generalmente in quasi tutti i Paesi mediata nel 10%), si ottiene il Prodotto Interno Netto che per gli economisti costituisce la  “produzione interna” e che -generalmente- quantificano nel 90% del PIL. 

La viabilità esterna ai centri
abitati agricoli in Sicilia
, quando
adeguatamente curata e
manutenuta, rappresenta a tutti
gli effetti un capitale fisso sociale 
fondamentale per l'economia e
la coesione territoriale.

In economia pubblica e nella
pianificazione territoriale, le
infrastrutture di trasporto rurali
 (strade vicinali, interpoderali e di
penetrazione agricola) non sono
semplici vie di transito, ma veri e
propri beni capitali durevoli di
proprietà o utilità collettiva.
Quando la manutenzione viene
a mancare, questo capitale
sociale subisce un rapido 
deprezzamento economico e
strutturale
. Strade dissestate,
 franate o isolate non solo
distruggono il valore del capitale
fisso originario, ma si trasformano
 in una vera e propria
 "diseconomia esterna" che
penalizza la competitività
dell'agricoltura siciliana sui
mercati nazionali e internazionali.



=.    =.    =.    =    =

L’ ECONOMIA, a piccoli flashes

Iniziamo con asserzioni ovvie che 

ci saranno pero’ di grande utilità.

  Noi cittadini del mondo ci serviamo nel corso delle nostre giornate di beni di consumo e di beni strumentali; i primi possono essere di consumo immediato, deperibili o meno, e servono alla soddisfazione di singoli nostri atti (p.e. il pane, la benzina); i beni di consumo durevoli (strumentali) devono servirci per le prestazioni del buon e migliore vivere (l’automobile, l’elettrodomestico…la viabilità pubblica decente …).

 I beni strumentali sono destinati a contribuire alla produzione di altri successivi beni o servizi. E … le strade pubbliche in condizione decente di transitabilità possono aiutare le aziende agricole e commerciali a sviluppare occupazione … e non solo.

 Tra i beni che contribuiscono a produrre altri beni ci sono infatti quelli che gli economisti definiscono sotto la voce di capitale fisso sociale ossia: le infrastrutture (strade, telecomunicazioni, scuole, sanità …).


  E’ scontato, e purtroppo facile cogliere, per noi che viviamo in aree interne della Sicilia, che i sistemi economici e le competenti Autorità pubbliche, di ogni Paese del mondo, non sempre o non nei tempi sperati, riescono a soddisfare. Ci riferiamo ai bisogni che crescono col diffondersi e col variare degli stili di vita e con le attese di civiltà che tutti vorremmo gustare e che i media e la formazione culturale dei nostri giorni ci aiutano a coltivare.


  Nel contesto del Paese democratico entro cui viviamo, l’Italia, se sussiste un soddisfacente livello di senso civico, collettivamente diffuso, avviene, può avvenire, che la politica locale o dei livelli superiori, riesca a  darsi da fare per ben tenere il passo rispetto alle attese dei cittadini per quanto attiene quello che qui sopra abbiamo evocato come capitale fisso sociale (viabilità interna ed esterna, di collegamento provinciale e con le aree agricole).


(Segue)

    


lunedì 2 novembre 2026

Scienze sociali: l’Economia

DEFINIZIONE DI ECONOMIA: È UNA DISCIPLINA CHE STUDIA LE RELAZIONI TRA GLI AGENTI ECONOMICI, COME LE FAMIGLIE, LE IMPRESE, LO STATO, LE BANCHE E IL SISTEMA FINANZIARIO, E IL RESTO DEL MONDO.

 ====(5) di cosa si occupa la Scienza economica?

 =      =      =     =     =

 La distribuzione della ricchezza

La storia della distribuzione della ricchezza è di natura profondamente politica, che si esaurisce nell’individuazione dei meccanismi economici. Vale quindi la pena conoscere la disciplina economica che elimina la demagogia.

Serve fondamentalmente la diffusione delle conoscenze e della condivisione del sapere (il bene pubblico per eccellenza) più che di un qualsiasi meccanismo di mercato.

Consultando (o leggendo)  un qualsiasi esperto della disciplina economica avremo modo di cogliere che sempre  “potenzialmente”  esistono gli elementi di forza finalizzati al raggiungimento di una maggiore ed equilibrata  uguaglianza sociale.

=.    =.    =.    =    =

L’ ECONOMIA, a piccoli flashes

Iniziamo con asserzioni ovvie che 

ci saranno pero’ di grande utilità.


I beni economici sono
qualsiasi mezzo, materiale
o immateriale, utile a
soddisfare un bisogno
umano e disponibile in
quantità limitata. 
A
differenza dei "beni liberi" 

(come l'aria o la luce del sole, 
presenti in natura in modo 
illimitato e gratuiti), i beni 
economici sono scarsi.
 

Questa scarsità implica che 
per ottenerli sia necessario 
un sacrificio economico o 
il lavoro umano, motivo 
per cui hanno un prezzo 
di mercato.







L'esistenza, la sopravvivenza, degli individui è assicurata da cose e servizi utili (dal latino uti, servire) che nel linguaggio economico sono definiti beni.


Questi, per essere considerati tali (=beni), devono soddisfare i bisogni di uno o più individui. Un bene diventa un bene economico quando risponde al manifestarsi di un bisogno, quando ha la capacità di soddisfarlo, quando si hanno informazioni sulle sue proprietà ed è accessibile a chi ne voglia usufruire.


Il valore economico dei beni varia a seconda della relazione tra quantità disponibili e bisogni, in situazioni mutevoli e luoghi diversi: l'acqua, ad esempio, non si considera comunemente un bene economico, ma può diventarlo dove non sia liberamente disponibile.  L’evoluzione sociale e la contemporanea crescita dei bisogni hanno gradualmente ridotto il numero di tali beni.


L'attività economica (il lavoro) ha lo scopo di collegare il bisogno alla sua soddisfazione impiegando i beni, di cui occorre analizzare l'uso e la destinazione.Tutti i beni economici non sono, infatti, nello stesso rapporto con i bisogni. Per alcuni questo rapporto e’ immediato (beni diretti o di consumo: cibo, vestiario, ecc.); per altri è mediato (beni strumentali: attrezzi, macchinari), beni, cioè, che servono a produrre altri beni.

(Segue)

    

Dati Istat

 L’Inflazione.
Il tasso di inflazione annuale in
Italia è 
salito al 4,2% a
settembre 2026
, registrando una
decisa accelerazione rispetto al
3,3% di agosto e toccando il
livello più alto da settembre 2023.
Nel contesto europeo, la crescita
dei prezzi in Italia ha superato
quella delle principali economie
dell'area euro, con la Francia
ferma al 3,4% e la Germania
al 3,3%. Le stime per la chiusura
dell'ultimo trimestre del 2026
ipotizzano un picco vicino al
4,5%, prima di una graduale
decelerazione prevista per il
2027 (al 2,9%) e il 2028
(al
 2,4%).


I dati su inflazione, retribuzioni e Pil del nostro Paese diffusi in questi giorni  dall’Istat sono una doccia fredda per il governo Meloni.

La situazione di difficoltà dei conti familiari percepita da gran parte degli  italiani, quelli che vivono a reddito fisso continua ad appesantirsi.

La difficoltà probabilmente non è colpa né volontà del governo e però gli shock esterni, da ultimo quello che arriva dalla chiusura di Hormuz, ma l’opinione pubblica non sta tanto a distinguere tra «cause esogene ed endogene», come usano esprimersi gli economisti. La gente, gli elettori, giudicano in base a quello che sentono e che avvertono capitare nel loro portafoglio. E i sintomi non sono affatto rassicuranti.

 I prezzi al consumo a ottobre sono saliti -leggiamo sui giornali- dello 0,9%, il secondo più alto aumento mensile dall’ottobre 2022, nonostante il tetto al prezzo dei carburanti introdotto dall’Eni il 25 settembre. Il tasso di inflazione a dodici mesi sale al 5,4%, un bel balzo rispetto al mese precedente (4,2%), anche se in parte causato da un «effetto base» (nell’ottobre dello scorso anno i prezzi erano scesi). 

 Un’inflazione del 5,4% è la più alta dal 2023 (ed è probabile che salga ancora il prossimo mese visto che a novembre 2025 i prezzi erano scesi). L’aumento dei prezzi a ottobre è stato concentrato nei prodotti energetici e negli alimentari freschi. 

 La buona notizia, per così dire, è che l’inflazione per gli altri prodotti è ancora bassa.

La Panda non paga “bollo”

Il Governo ha approvato una
misura che trasforma l'esenzione
 dal bollo da temporanea a 
permanente e strutturale
a partire dal 1° gennaio 2027
.
L'agevolazione copre circa il
70% dei mezzi in circolazione.

=
 Sono esentate tutte le auto con
potenza 
inferiore o uguale a
80 kW
 (circa 108 cavalli) e i
motocicli.

=
 L'esenzione è riservata
 esclusivamente alle 
persone
fisiche
 e per un massimo di un
veicolo a testa
. Restano escluse
le società e le partite IVA.

= Per tutti i veicoli che superano gli
80 kW di potenza o appartengono a
società, rimangono in vigore le
regole standard.





 Dal 2027 il bollo auto sparirà. 

Il decreto governativo esenta dalla tassa di possesso le auto fino a 80 kW, circa 109 cavalli, con un limite: l’agevolazione vale per una sola vettura per persona fisica. Con la legge di Bilancio sembrerebbe di capire  che la misura sarebbe strutturale e non solamente riservata al 2027.

 Qualche esempio concreto,

 Una Fiat Panda 1.0 Hybrid paga oggi circa 131,50 euro l’anno di bollo: dal 2027 non pagherà più nulla. Medesimo discorso vale per una Toyota Aygo X Hybrid, modello che oggi paga circa 175 euro di tassa e dal prossimo anno sarà esente. Il caso della Aygo X chiarisce un dettaglio importante: per le ibride la potenza si calcola solo sul motore a benzina, non su quella complessiva del sistema. La piccola Toyota, così come altri modelli, dichiara 116 cavalli, ma il termico (benzina) ne eroga 92, pari a 68 kW, e per questo rientra sotto la soglia.

Finora l’esenzione valeva e continua ad essere valida per:

1) Disabilità: Esenzione totale per i veicoli destinati al trasporto di persone con disabilità (Legge 104), previa domanda entro 90 giorni.
2) Auto Storiche: Esenzione totale per i veicoli con più di 30 anni; riduzione del 50% per i veicoli di interesse storico tra i 20 e i 29 anni. 
3) Elettriche: Esenzione totale per i primi 5 anni dall'immatricolazione in tutta Italia; in alcune regioni (come Lombardia e Piemonte) l'esenzione resta permanente.

domenica 1 novembre 2026

Antico Testamento

Gianfranco Ravasi
-cardinale-
ha curata una panoramica
approfondita sui 46 libri del
primo testamento,
esplorandone la ricchezza
storica, letteraria e teologica
.




In attesa, nelle prossime settimane, di riprendere le tracce sulla “Storia del Cristianesimo”, stiamo delineando le linee essenziali dell’Antico Testamento, quello che per gli ebrei riporta il percorso della terra promessa da percorrere nei suoi molteplici e complessi itinerari lungo territori storico-letterari diversi. Si tratta di quarantasei libri che riportano la Storia di un popolo e nel contempo la “voce”  eterna di Dio.

  Gli ebrei hanno ordinato quei libri in tre ambiti canonici. La Tora’ (=Legge) che in seguito i cristiani denomineranno Pentateuco. Poi seguono i Profeti e in terza  posizione stanno gli Scritti (opere sapienziali).

 L’uomo spunta nel testo biblico come in una avventura morale sotto ‘l’albero del bene e del male’, come a dire nella libertà e nella violazione, nella grandezza e nella miseria della creatura umana.

  Successivamente, cominciando da Abramo, inizia la storia del riscatto dell’essere umano, grazie alla fede, all’obbedienza e in buona parte alla speranza. L’uomo che nel groviglio delle vicende umane tenta di rintracciare il filo rosso divino che lo salvi.

E’ domenica

La funzione principale delle
religioni  è dare un senso al
limite e alla precarietà
dell'esistenza umana,
strutturando regole morali,
testi sacri, comunità e
pratiche rituali.

Le fedi del mondo

Fino a qualche anno fa si era convinti che un cattolico, un buddhista, un musulmano, un credente insomma, non potessero essere  oggettivi per le ricerche sul fenomeno religioso.

Tanta gente impegnata sul come provare a vivere dignitosamente col lavoro, per conto suo, si infischiava di tutti i problemi di natura religiosa, vivendo alla meno peggio il proprio «cattolicesimo della domenica».


Da qualche tempo sembra che qualcosa sta cambiando. Alcuni pensano che la crisi energetica, la insoddisfazione del proprio lavoro, la difficoltà crescente nel vivere sociale  non rappresentano l'unica faccenda importante del momento storico e dell’essere presente sul pianeta Terra. Possedere fede significa provare a dare significato all'esistenza.  E su questa convinzione sui media frequentemente ci capita di leggere che l’uomo è un « animale religioso » inserito nel processo storico  dell'evoluzione.


Per molti, però, per troppi, forse per la maggioranza il richiamo della foresta è ancora forte, e le religioni appaiono solo come le classiche lucciole che splendono fra le tenebre (Schopenhauer). Occorre invece che la religione, le religioni,  siano conosciute in tutte le loro forme. 

Esiste in molti ambienti sociali una sorta di pigrizia mentale nel voler affrontare la questione religiosa.


Sul blog, come per prassi da più tempo, continueremo e proveremo a fotografare la realtà di varie religioni, comprese alcune dell’antichità, al fine di proporre spirito ed essenza del vivere umano. Il rispecchiarsi o meno di ciascun lettore è questione personalissima.