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mercoledì 22 luglio 2026

Parole frequenti sui media

Perché la difesa sia considerata
legittima dall'ordinamento, devono
 coesistere precisi elementi tassativi:
Pericolo attuale: La minaccia deve
essere incombente o perdurante.
Non è ammessa la difesa preventiva
né la ritorsione a reato già esaurito.
Offesa ingiusta: L'aggressione deve
violare un diritto protetto dalla legge,
senza che l'aggressore sia autorizzato
a farlo. 
Necessità della reazione:
L'azione difensiva deve essere l'unica
via praticabile per evitare il danno,
configurando una situazione in cui
l'alternativa è solo agire o subire.
Proporzionalità:Deve sussistere
un equilibrio tra il valore del bene
minacciato (es. la vita o l'incolumità
fisica) e il bene sacrificato dalla
reazione.


legittima difesa

L’articolo 52 del Codice penale sulla legittima difesa (la non punibilità per fatti che sarebbero reati) prevede la proporzionalità con l’offesa.

Sul caso Ruggero, in tanti più che di legittima difesa parlano di “vendetta”. Il comportamento di Roggero è infatti progressivo: esce dalla gioielleria, rincorre i malviventi per strada, non nelle pertinenze del negozio, spara ai primi due alla schiena, poi va avanti, insegue il terzo e cerca di sparare anche a lui. Questa è proprio una vendetta, che può essere giustificata dal punto di vista psicologico di chi ha subito un’ aggressione violenta, ma non è certo legittima difesa».

Infatti è stato condannato per omicidio plurimo.

Statuto dei Lavoratori (3)

Principi costituzionali

Nella Costituzione italiana il lavoro
rappresenta il 
valore fondamentale
e il pilastro cardine
 su cui poggia
l'intera struttura democratica dello
Stato. La Carta non considera il
lavoro solo come una mera attività
economica, ma come il mezzo
principale per realizzare la 
dignità
umana
, l'uguaglianza sostanziale
e la partecipazione sociale.







La Costituzione detta numerosi e moderni principi in ordine alla tutela e al ruolo del lavoro. Alcuni di essi sono inseriti tra gli stessi principi generali (artt. 1 e 4), altri, invece, tra i diritti e i doveri dei cittadini in materia economica (artt. 35-40).

Implicazioni più o meno dirette con il lavoro sono offerte da altri articoli costituzionali (artt. 41-46).

Sul blog ci proponiamo di approfondire quegli articoli della Costituzione che hanno più dirette implicazioni con la materia lavoristica che, poi, ci introdurrà’ alla comprensione complessiva dello Statuto dei Lavoratori e successive aperture. 


Art. 1 della Costituzione

«L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro». Esordendo con questa definizione, la Costituzione italiana intende indicare proprio nel lavoro l'elemento qualificante e fondamentale della nostra forma di Stato. II lavoro, e in questo caso non solo quello subordinato, è inteso non come fine a se stesso o come semplice mezzo di sostentamento, ma quale strumento imprescindibile  per l’affermazione della personalità dei singoli nell’ambito della compagine sociale e della collaborazione economica.

Sul lavoro, e non più sulla nascita, sul censo o su altri privilegi viene così fondata la dignità del cittadino.


Art. 4 della Costituzione

L’art. 4, anche in ragione di quanto detto sopra, commentando l'art. 1, dichiara il lavoro un diritto-dovere di ogni cittadino e impone allo Stato il compito di rendere effettivo e operante questo principio. Si tratta, come più volte confermato dalla giuri-sprudenza, di una norma programmatica, cioè di una norma che non può essere applicata immediatamente e il cui destinatario non è il singolo cittadino, ma il legislatore il  quale deve, attraverso leggi specifiche, cercare di attuare il principio in esso enunciato. Proprio entro questa visione si inseriscono gli interventi e i controlli statali in materia di collocamento, di lotta alla disoccupazione e di incentivazione all’occupazione giovanile. Si pensi, per esempio, a tutta la legislazione sviluppatasi a partire dagli anni ottanta del Novecento  sul contratto di formazione e lavoro che, attraverso agevolazioni finanziarie concesse all’imprenditore, promuoveva l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.


(Segue)

L’antico e il nuovo (3)

I valori universali esistono ? 

Ci riconosciamo tutti in essi?

Max Weber non crede
nell'esistenza di valori
universali oggettivi o
scientificamente dimostrabili.
Per lui, il mondo umano è
caratterizzato dal 
politeismo dei valori:
una pluralità irriducibile di
credenze e ideali in
costante conflitto tra
loro, frutto di scelte
soggettive.
valori occidentali (come democrazia, diritti umani e uguaglianza) sono spesso considerati universali nella loro applicazione, ma la loro origine storica e la pretesa di imporli sollevano accesi dibattiti. Molti filosofi e storici concordano sul fatto che l'universalità dovrebbe risiedere nel valore intrinseco di questi principi, non nell'imposizione del modello culturale occidentale.

 Sebbene l'albero genealogico dei diritti umani moderni sia profondamente radicato nella tradizione greco-romana e giudaico-cristiana, ciò non rende i valori meno desiderabili o applicabili per altri popoli. Il bisogno di libertà, dignità e giustizia è trasversale a molte culture, che tuttavia possiedono visioni filosofiche ed etiche differenti.

  Molti critici, specialmente nel contesto del dibattito internazionale contemporaneo, evidenziano come l'Occidente abbia spesso utilizzato la retorica dei "valori universali" per giustificare ingerenze o imporre il proprio modello socio-economico. La pretesa di superiorità o l'arroganza di esportare tali valori senza rispettare le specificità locali finisce per indebolire il concetto stesso di universalismo.

  Il filosofo e giurista Norberto Bobbio ha dedicato gran parte dei suoi studi alla distinzione tra i diritti come conquiste storiche e la loro validità universale. 

All'inizio del suo celebre saggio L'etica protestante e lo spirito del capitalismo, Max Weber, oltre un secolo fa, sollevò la seguente questione: «Per quale concatenamento di circostanze è avvenuto che proprio sul suolo occidentale, e qui soltanto, la civiltà si è espressa con manifestazioni, le quali - almeno secondo quanto noi amiamo immaginarci - si sono inserite in uno svolgimento, che ha valore e significato universale?».

Weber parlava in particolare della «più grande forza della nostra vita moderna, del capitalismo», ma sono parecchie le istituzioni, anche non comprese nell'elenco di Weber, alle quali può essere applicato il medesimo quesito. La scienza moderna, ad esempio, è un'invenzione dell'Occidente che ha valore universale. Il liberalismo, la separazione fra la società civile e lo Stato o fra la religione e lo Stato, lo Stato di diritto, lo Stato sociale, la democrazia, le convenzioni, dichiarazioni o carte - che appunto si chiamano universali - dei diritti: queste e altre sono creature tipiche, originarie e proprie dell'Occidente, in gran parte dell'Occidente europeo, che sono nate in una qualche epoca della sua storia, si sono affermate e imposte in altre parti del mondo e pretendono di avere valore universale.

Naturalmente, le spiegazioni che di tali fenomeni unici sono state avanzate divergono, talvolta anche fortemente, fra loro. 


(Segue) 

 Ci proponiamo di affrontare interessanti problematiche del nostro mondo, di quello oggi molto travagliato, delle tante visioni culturali non tutte orientate alla pace, alla solidarietà, alla convivenza delle etnie e delle culture diverse.

martedì 21 luglio 2026

Una cosa l’autodifesa, altro farsi giustizia (2)

La legge italiana (Articolo 52 del
Codice Penale) stabilisce paletti
molto rigidi:
 Pericolo attuale: Devi
essere aggredito 
in quel momento.
Se i malviventi stanno scappando,
il pericolo cessa e sparare diventa
una ritorsione o una vendetta,
non più difesa. 
Proporzionalità: 
La reazione deve essere
proporzionata a ciò che
subisci.
 
La linea di confine: La giurisprudenza
ha confermato che non si può
farsi giustizia da soli. C'è una
linea netta che separa il proteggere
la propria vita dall'inseguire e
sparare a chi si sta allontanando
 o è già fuori dal negozio. La legge
ammette la scriminante della
 "difesa legittima" solo finché
l'aggressione è in atto.

 Il punto chiave della 

vicenda del gioielliere 

La discussione nella politica e sui media è ampia in seguito alla  vicenda del gioielliere condannato in via definitiva per aver ucciso due rapinatori in fuga e ferito un terzo. Certamente nessuno che si trovasse nelle condizioni del gioielliere, con un arma nel cassetto, può sapere e dire come si sarebbe comportato. Tutti, però, dovremmo sapere cosa succederebbe se uccidessimo a sangue freddo due persone che hanno smesso di minacciarci, che anzi sono scappate.

In questo caso, e in tutti i casi di autodifesa: la difesa - è la tesi che sta facendo presa nella maggioranza di governo - è sempre legittima, non c’è mai eccesso se qualcuno ti attacca, e a questo punto puoi addirittura ucciderlo anche quando sta fuggendo. Puoi vendicarti. Puoi introdurre e applicare all’istante la pena di morte, senza nemmeno che il condannato abbia ucciso. Tu puoi ucciderlo mentre scappa!

Parole frequenti sui media

 

L'INVALSI è l'Istituto nazionale per
la valutazione del sistema educativo
di istruzione e di formazione
. Si tratta
di un ente pubblico di ricerca controllato
dal 
Ministero dell'Istruzione e del Merito
 (MIM)
. Il suo compito principale è misurare
 periodicamente il livello di competenze
degli studenti italiani per monitorare la
qualità della scuola su scala nazionale.
invalsi

Invalsi è l’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione è un ente di ricerca pubblico italiano che ha lo scopo principale di valutare la qualità e l’efficacia del sistema scolastico nazionale. 

La valutazione avviene attraverso prove e test standardizzati eseguiti dagli studenti in momenti chiave del percorso scolastico.

I risultati scolastici degli studenti italiani non riescono a tornare ai livelli di prima del Covid. La percentuale degli alunni che raggiungono almeno la sufficienza continua a registrare solo piccole oscillazioni in su o in giù, ma un vero e proprio recupero nelle competenze di base (italiano, matematica e inglese) ancora non si vede: segno che, nonostante il Pnrr, gli investimenti europei e i piani del governo, il sistema continua ad arrancare. «È come se si fosse assestato più in basso», ha detto il direttore dell’Invalsi Roberto Ricci, presentando il Rapporto sui test Invalsi: «Succede anche in altri Paesi, ma non abbiamo una spiegazione».

Cittadino consapevole (6)

 

L'espansione dei traffici ha
reso lungo i secoli pericoloso
e difficile trasportare grandi
quantità di metallo. La
nascita delle prime banche
europee nel Medio Evo ha
introdotto
lettere di cambio e depositi,
consentendo di regolare i
pagamenti con la semplice
scrittura contabile.
Per facilitare le transazioni,
gli Stati hanno iniziato a
stampare banconote
convertibili in oro (fino
all'abbandono del 
gold
standard
 nel XX secolo).

Sul blog continueremo
a ricostruire il lunghissimo
periodo storico attraversato
prima di arrivare alla
finanza e alle politiche
contemporanee che
agevolano enormemente 
 lo sviluppo del
commercio internazionale
a cominciare sopratutto
dal XX secolo.




L’Economia, una scienza sociale

Con una narrazione lungo il tempo storico stiamo seguendo una percorso evolutivo per arrivare all’invenzione della moneta cartacea, ossia al facilatore dello scambio commerciale, e quindi dello sviluppo socio-economico accellerato dei nostri tempi.

==  == ==
L’invenzione della moneta (II)
Col trascorrere del tempo, in alcune aree, si cominciò ad usare la parola (il dialogo fra gli esseri umani). Il che accelerò i tempi delle trattative seppure dava vita a dispute rumorose. Le due parti che volevano concludere, in quell’alba dell’umanità, l’affare badavano ad essere divise da un ostacolo naturale come una barriera di vegetazione.
Nelle Hawai si commerciava tra le rive  opposte di un fiume esponendo la mercanzia  sulle rocce che emergevano dalle acque; così la lite circa lo scambio mercantile era solo verbale e si evitava la violenza fisica.

 .

La fatica che comportava un simile tipo di mercato portò a stabilire come unità di valore il prodotto meno deteriorabile, più prezioso e richiesto da ciascuna comunità: i pastori offrivano greggi, i pescatori pesci.

 Esiste un listino di prezzi islandesi che risale ai primi decenni del Quattrocento, dove si legge che 20 ferri di cavallo corrispondevano a 20 pesci secchi, un paio di scarpe di cuoio a 3 pesci secchi, un barile di burro a 120 pesci secchi, una botte di vino a 100 pesci secchi. A Terranova anche gli operai venivano pagati col pesce fino all’Ottocento.


Per lo scambio in Virginia si usava tabacco, nell'America centrale cacao, nel Maryland zucchero; l'Africa offriva avorio, olio di palma, oro, caffe, cotone; la Cina tè confezionato a mattoni; lungo il Baltico l'ambra. 

I popoli cacciatori, come i Lapponi e i Russi, avevano buone riserve di pelli per pagare ciò che acquistavano: castori, ermellini, zibellini, scoiattoli, martore, e organizzarono una sorta di moneta tagliando le pellicce a pezzi, marchiandole con un segno che ne indicava il valore. Un posto d'onore spetta alle conchiglie che rappresentarono a lungo e per molti paesi il nostro denaro.


Gli Indiani d'America pagavano i loro conti con «wampum» che erano due conchiglie di mare, una bianca meno preziosa e una viola di maggior valore, oppure infilavano i loro frammenti in collane che fungevano da moneta. Questo sistema di pagamento fu in auge fino al XVII secolo anche dopo l'arrivo degli europei e cessò a causa loro quando alcuni falsari fabbricarono conchiglie in pasta di vetro. 

Le isole madreporiche delle Maldive nell'oceano Indiano con le loro conchiglie erano una vera banca per i Cinesi e gli Indiani, mentre la Corea barattava riso e tela di canapa; nel tardo Trecento venne in uso di applicare un segno alle pezze di stoffa che avevano così un loro valore legale.


Vedremo che in Europa il progresso, sul versante commerciale, fu più rapido.


(Segue)

lunedì 20 luglio 2026

Cittadino consapevole (5)

Prima che venisse inventata la
moneta coniata (avvenuta nel
VII secolo a.C. nell'antica Lidia)
,
 
le civiltà si basavano su sistemi
di scambio complessi
. Il 
baratto: Lo scambio diretto di
beni o servizi, come grano in
cambio di bestiame. Era però
limitato dalla "mancanza di
coincidenza dei bisogni" (se avevi
delle capre ma l'altro voleva solo
grano, lo scambio non
avveniva).





L’Economia, una scienza sociale
==  == ==
 L’invenzione della moneta

In tempi remoti, più o meno cinquemila anni fa, il modo più semplice per entrare in possesso di un prodotto non disponibile nel proprio territorio, e che altre popolazioni vicine avevano, era quello di rubarlo. 

Alle prime civiltà, da quella dei faraoni a quella dei Fenici, ben presto però fu evidente che il furto comportava guerre, morti, diffidenze, vendette e si passò all'uso di dare qualcosa in cambio. I Pigmei dell'Africa centrale facevano incursioni nelle tribù confinanti per prendere banane e altri prodotti, ed iniziarono ad avere cura di lasciare alla base delle piante della selvaggina come risarcimento.

E selvaggina lasciavano i Vedda dell'India davanti agli ingressi delle capanne abitate dai fabbri, sicuri di trovare, a breve distanza di tempo, un certo numero di punte di freccia indispensabili per esercitare la caccia.


Lo scambio di merci, già  all’alba della civiltà, richiedeva buoni rapporti tra le comunità per superare antiche inimicizie; un modo per avviare incontri pacifici e convenienti fu quello del dono.


Una tribù, guidata dal suo capo, ne riceveva un'altra organizzando una festa con danze, gare e banchetti: era quella l'occasione per offrirsi vicendevolmente regali. Non si poteva rifiutare il dono, ma bisognava restituirlo; il suo valore era di secondaria importanza, anzi, ognuna delle due parti cercava di dare di più, perché la generosità era l'orgoglio della tribù, che saliva così nella stima dei vicini. Il vantaggio morale era considerato più importante di quello economico.


E’ evidente che lo scambio di beni sotto questa forma non poteva ancora dirsi commercio: esso cominciò a delinearsi soltanto con l'uso del baratto.

A volte, per ottenere una merce bisognava trattare anche coi nemici, oppure con persone di lingua diversa, e per superare la difficoltà si diffuse il baratto silenzioso: si sceglieva un luogo di confine tra due popolazioni, una portava i suoi prodotti e si ritirava dopo aver acceso un fuoco di avvertimento; l'altra allora si avvicinava, deponeva lì accanto la sua merce di scambio e si allontanava. Ecco rifarsi avanti la prima, che valutava la convenienza: se l'offerta era vantaggiosa, ritirava i prodotti e si dileguava, se era insufficiente, lasciava tutto al suo posto. In questo secondo caso l'altro gruppo aggiungeva ancora qualcosa e inține l'operazione era compiuta. 

Forme di messaggi



Il dolore è come un postino;

qualche volta bussa alla tua porta:

 ha una lettera per te.

Parole frequenti sui media


Il progetto di ampliamento
strategico della coalizione verso
il centro (forze riformiste e liberali)
e verso la sinistra radicale per
massimizzare il bacino elettorale.
Non si tratta di un partito unico,
ma di un accordo di coalizione
tattico nato per sfruttare i
meccanismi delle leggi elettorali
 e competere nei collegi unici o
nelle sfide regionali e nazionali.
campo largo

È l’alleanza di centrosinistra tra Pd, M5S, AvS e +Europa, che punta a includere anche Iv: alle ultime Regionali ha vinto in Sardegna, Umbria, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e Campania. Dopo la vittoria del No al referendum sulla Giustizia, a fine marzo, nel Campo largo è partito il dibattito sulla scelta del leader per le Politiche 2027. Superato il flop della prima manifestazione unitaria, l’8 luglio a Napoli, l’alleanza prova ora a ricompattarsi.

La coalizione politica unisce le principali forze di opposizione del centro-sinistra e dell'area progressista e’ nata con l'obiettivo di creare un fronte unito alternativo alla maggioranza di centro-destra. I quattro partiti cardine e i rispettivi leader dell'alleanza sono il Partito Democratico con Elly Schlein, il Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte, e l'alleanza Alleanza Verdi e Sinistra rappresentata da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli

domenica 19 luglio 2026

Una cosa l’autodifesa, altro farsi giustizia

Farsi giustizia da sé stessi?

 Esistono le leggi riportate sul Codice Penale. Adesso non sappiamo  più se hanno validità o meno. Il centrodestra che attualmente dispone della maggioranza in Parlamento vuole che parte di quella legislazione non si applichi in prosieguo. 

Tutto nasce dalla vicenda del gioielliere Mario Roggero, vittima di un tentativo di furto, che si è fatto giustizia da sé, ammazzando due ladri già in fuga dai suoi locali.

    In questo caso, e in tutti i casi di autodifesa:

  la difesa - è la tesi che sta facendo presa nella maggioranza di governo di centro-destra- è sempre legittima, non c’è mai eccesso se qualcuno ti attacca, e a questo punto puoi addirittura ucciderlo anche quando sta fuggendo. Puoi vendicarti. Puoi introdurre e applicare all’istante la pena di morte, senza nemmeno che il condannato abbia ucciso.

   Ma se dovesse andare avanti una simile intenzione, saremmo nella massima inciviltà.

= = = 

Nel mondo civile, nei paesi democratici, a nessuno,
a nessuno e’ consentito farsi giustizia da se’.
L'ordinamento italiano vigente vieta categoricamente la giustizia privata per garantire l'ordine pubblico e la sicurezza. Se ti trovi in una situazione in cui senti di aver subito un torto, l'unico modo corretto per risolvere la controversia è: 1) Rivolgersi alle Autorità: sporgere una denuncia o querela presso le forze dell'ordine (Carabinieri o Polizia). 2) Azioni Civili: farsi assistere da un avvocato per avviare le opportune pratiche legali o un ricorso d'urgenza al giudice competente.
La legge considera delitto il fatto di colui il quale, anziché rivolgersi all'autorità giudiziaria per ottenere il riconoscimento di un proprio opinato diritto, si fa giustizia da sé usando violenza sulle cose o sulle persone. Il delitto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, altrimenti detto ragion fattasi, ha per oggetto la tutela dell'interesse dello stato d'impedire che la violenza individuale si sovrapponga alla pubblica autorità per conseguire una pretesa privata. Ciò perché in uno stato ben ordinato la giustizia non può essere rimessa all'arbitrio dei singoli, ma deve esclusivamente essere amministrata mediante gli organi ai quali è affidato il compito di dirimere le private controversie.
Il codice penale italiano 1930 prevede (art. 392) il delitto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose, e (art. 393) lo stesso delitto con violenza alle persone. Si tratta di due distinti titoli di reato i quali, sebbene abbiano comuni taluni elementi, si differenziano per la diversa natura dell'estremo della violenza. Nel caso in cui vi sia violenza alle persone e sulle cose si ha un reato unico complesso (art. 393 capov. 1 in relazione all'art. 84).

La domenica è fatta per riflettere

I procedimenti compositivi degli 
Atti degli Apostoli riflettono
la raffinata tecnica letteraria
 e teologica di Luca, autore
che opera sia come storico del
suo tempo sia come teologo
della salvezza. La critica
biblica ha individuato
diversi meccanismi strutturali
e stilistici fondamentali attraverso
cui l'opera è stata redatta.
L'architettura interna degli
Atti è rigorosamente
bipolare e si regge sul
parallelismo tra i due grandi
apostoli: 
Pietro domina la
prima macro-sezione
 (capitoli 1-12)
focalizzata sulla missione
interna ai Giudei. 
Paolo 
domina la seconda
macro-sezione (capitoli
 13-28) focalizzata sulla
missione ai pagani.




 Riflettendo sugli “Atti degli Apostoli”

Procedimenti compositivi

San Luca dispiega negli Atti un notevole impegno nella composizione, forse perfino superiore a quello che mostra nel Vangelo. Indichiamo qui alcune tecniche peculiari, che contribuiscono a dare unità all'opera. 64 Oltre all'uso dei sommari con valore strutturante o teologico, di cui già abbiamo parlato, possiamo menzionare:

  • Parallelismi tra i personaggi principali, soprattutto tra Pietro e Paolo, che sono i protagonisti, rispettivamente, della prima parte e della seconda parte degli Atti: parallelismi nei miracoli, nei discorsi, negli scontri con la magia, ecc. In questo modo queste due parti sono collegate dai richiami interni. Su questo aspetto torneremo parlando del personaggio di Paolo. Abbiamo già detto, a proposito dell'unità tra Atti e Vangelo di Luca, dei parallelismi tra gli apostoli e Gesù, che indicano continuità e unità del progetto divino nelle varie fasi.
  • Ripetizioni di racconti. E' uno degli aspetti più curiosi del libro, che serve a sottolineare l'importanza di un motivo riproponendolo più volte. Così la liberazione miracolosa dal carcere viene raccontata tre volte (cc. 5, 12, 16); le visioni di Cornelio e di Pietro, nell'episodio della conversione di Cornelio (cc. 10-11), sono riferite rispettivamente quattro e tre volte; tre volte viene narrata la conversione di Paolo (cc. 9, 22, 26). Più volte si ripetono i fenomeni prodigiosi della pentecoste (glossolalia, ecc.). Ripetizione non significa però mai identità: la ripresa gioca anche sulle variazioni.

     - Intreccio di forme ed eventi, con funzione di interpretazione reciproca. C'e’ combinazione di racconti e discorsi, che illuminano i fatti raccontati (se ne è parlato sopra). Ma c'è anche intreccio tra la visione di Cornelio e la visione di Pietro nell'episodio dei cc. 10-11, tra la fine di Stefano e la comparsa in scena di Paolo (cc. 7- 8), con una strana alternanza tra le menzioni dell'uno e dell'altro (anche di questo si riparlerá).

      - Alternanza tra racconti ampi e pieni di particolari vivaci e stringate cronache di collegamento, che producono varietà.


(Segue)

sabato 18 luglio 2026

L’antico e il nuovo (2)

Noi genti del terzo millennio
ci distinguiamo dai
greco/romani soprattutto per
la nostra concezione del tempo
e dello spazio
. Mentre le civiltà
antiche avevano una visione
ciclica e si orientavano guardando
al passato come modello insuperabile,
noi viviamo in una società
 iper-connessa, proiettata verso
un'innovazione tecnologica costante,
 con una visione del futuro in continua
 evoluzione.
Per i latini, il futuro era "alle
spalle" perché invisibile, mentre
il passato era davanti agli occhi
come guida morale e sociale. Noi,
 al contrario, tendiamo a svalutare
 il passato per concentrarci
sull'immediatezza del presente
 (presentismo) e sulla pianificazione
del futuro.
 Il confronto con gli antichi

  Abbiamo accennato, nella precedente pagina, al comportamento che sopratutto i politici (… i politicanti?) hanno da sempre mantenuto nel corso della Storia  nello strumentalizzare le ritenute grandezze degli antichi, dei grandi predecessori che hanno lasciato fama. Anche gli antichi Greci usavano opporre i loro anziani, i vecchi di un tempo, ai giovani, alla generazione allora corrente.

 I giovani dell’Antica Grecia venivano definiti in rapporto ai vecchi come “piu’ giovani” e quello del “confronto con gli antichi”, in verità si sostanziava, allora come ancora oggi, nel circoscrivere puramente e semplicemente qualche momento di passaggio di quella che è stata sempre la lunga storia della vicenda umana dai registri molteplici, sfasati, connessi gli uni agli altri come in un gioco ad incastro.

  In realtà perché sussista, possa affrontarsi un confronto storico, servirebbe la compresenza, come oggi ci è possibile effettuare il confronto fra cultura occidentale e cultura giapponese, o cinese. 

  Nel corso delle letture di ricerca, ci e’ capitata una frase di Moliere che più  o meno è così articolata “gli antichi sono gli antichi, e noi siamo la gente di adesso”. E proprio su questa convinzione, per qualche tempo, ci proponiamo sul blog di interrogarci, se effettivamente dopo i millenni trascorsi quei greci, quei romani, ci hanno lasciato qualcosa di interessante o no. Ci piace capire se la politica greca, la democrazia dei loro giorni può ancora dirci qualcosa, seppure in un contesto completamente diverso. Intendiamo chiederci come e se  l’antichita’ influisce sulla tendenza della vita di noi, di noi gente del terzo millennio. E, comunque, in che misura ne siamo debitori.

E’ certo comunque che noi uomini del terzo millennio abbiamo un rapporto complesso e ambivalente con il mondo greco e romano: da un lato in essi intravediamo le radici culturali dell'Occidente (democrazia, diritto, filosofia), dall'altro ci separiamo da loro per mentalità, tecnologia e per una visione del mondo radicalmente diversa. E su questi presupposti, quelle radici intendiamo evocare.

(Segue)


Chiunque può sviluppare la propria precompilata (5)

 Passo passo come accedere al precompilato

Accedi al 730 precompilato in pochi passaggi: 

1) vai sul sito dell'Agenzia delle Entrate, 

2) clicca su "Area Riservata" ed entra con SPID, CIE o CNS

3) cerca il servizio "Dichiarazione precompilata",

4)  accetta l'informativa e scegli il modello guidato per verificare, modificare e inviare i tuoi dati.

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Più dettagliatamente:

Ecco la procedura passo dopo passo:

Autenticati: Vai sul Portale della Dichiarazione Precompilata dell'Agenzia delle Entrate e clicca su "Accedi alla tua precompilata". Puoi entrare utilizzando una delle identità digitali riconosciute:
  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
  • CIE (Carta d'Identità Elettronica)
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi) [1234]
Accedi al servizio: Una volta dentro l'area autenticata, potresti visualizzare la sezione dedicata ai servizi. Cerca la voce "Dichiarazione precompilata" e clicca per avviare l'applicativo web.

Seleziona la dichiarazione: Accetta l'informativa sulla privacy e seleziona l'anno di imposta in corso. Il sistema ti porrà alcune domande preliminari per guidarti verso la scelta del modello più adatto alle tue esigenze (es. 730 o Redditi).

Visualizza i dati: Prima di accettare ciecamente, clicca su "Visualizza i dati" per controllare le informazioni che l'Agenzia ha già inserito per te (Certificazioni Uniche, spese sanitarie, interessi sui mutui, ecc.).

Modifica e Integra: Se noti dati mancanti o errati (come una spesa medica non caricata o i giorni di lavoro effettivi), scegli l'opzione per modificare la dichiarazione e integra le informazioni mancanti.

Inserisci il Sostituto d'Imposta: Ricordati di indicare il tuo datore di lavoro o ente pensionistico che effettuerà il conguaglio a debito o a credito.

Invia: Una volta controllati tutti i quadri, scegli se accettare o inviare con modifiche. Dopo l'invio, scarica la ricevuta di avvenuta presentazione che l'Agenzia rilascia solitamente entro pochi giorni.

= = = 
Nei prossimi giorni torneremo per soffermarci su alcune casistiche particolari. Per chi avesse problemi con l’uso dello Spid faremo in modo, nelle pagine dei giorni a venire, che tutto sia di facile fruizione.