Un amarcord,
Nostalgici ottantenni
| Dario Franceschini ha riunito i già’ "ragazzi ribelli" della giovanile della Democrazia Cristiana. L'incontro si è concentrato sulla memoria storica, in particolare digitalizzando l'archivio della rivista "Nuova politica", con un approccio ispirato ai valori democratici cristiani. |
Erano circa duecento incanutiti di una storia di altri tempi, eredi di un passato che l’avvento del bipolarismo, della seconda repubblica, ha disperso in più direzioni, ma testimoni delle origini ovunque abbiano poi optato di collocarsi. Ieri la loro attuale appartenenza, quell’incontro (stando ai giornali) è parsa una reunion di traditi e traditori.
Seduti ai tavoli hanno rivissuto la loro esperienza attraverso frammenti delle interviste televisive di Mixer, dove Giovanni Minoli ha intervistato quei già capi della balena bianca, pronti a tratteggiare da Ciriaco De Mita, ad Antonio Gava, da Giulio Andreotti, ad Arnaldo Forlani, un Amintore Fanfani che si riteneva il migliore in una scuderia di asini. Franco Marini sempre con la pipa, Mino Martinazzoli sempre preoccupato. Un amarcord.
Mescolati nel salone c’era chi è stato qualcuno e chi vorrebbe diventare qualcosa, come Ernesto Ruffini e Franco Gabrielli. Perché ci saranno le elezioni e poi la corsa al Quirinale. Dario Franceschini ha preso la parola, in quanto ideatore dell’evento, con Pier Ferdinando Casini al fianco, ed ha puntato nel non rinfacciarsi più l’accusa di tradimento per aver scelto di stare a destra o a sinistra: «Non saremo più la saliera della politica ma possiamo ancora essere il sale della politica».

