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giovedì 11 giugno 2026

Meritocrazia

La meritocrazia (dal latino
 
meritum e dal greco kratos)
è un 
sistema sociale o
organizzativo in cui le posizioni
 di responsabilità, i ruoli di comando
e i riconoscimenti non vengono
assegnati per censo, privilegi
ereditari o favoritismi, ma in base
alle competenze, al talento e
all'impegno individuale
.



 Sappiamo tutti che nel nostro Meridione mettere in campo la “meritocrazia” non entusiasma gli animi ne’ dei politicanti ne’ di tutti gli apparati che direttamente o indirettamente fanno riferimento ai “politicanti”.

  “Meritocrazia” significa, significherebbe se fosse in uso nella nostra terra, che i migliori, i più preparati, i più “competenti” vanno avanti in base alle loro capacità e ai loro sforzi, indipendentemente da ceto e famiglia di origine e sesso. Ciò da noi non avviene, e la cosa e’ ben nota. E qui spunta l’immensa distanza dei nostri valori morali, di noi meridionali, di noi siciliani, … , nei confronti dei due sistemi di valori chiave dell’ideologia meritocratica: 

1) la piena responsabilizzazione degli individui,

2) le pari opportunità orientate alla mobilità sociale.

Ai nostri giorni le capacità di chiunque vanno apprezzate, come andavano condannate le ricchezze dei pochi feudatari che sfruttavano il lavoro di centinaia, migliaia di contadini, senza averne merito.

I valori morali della società corrente, democratica, aperta, vanno diffusi  per rompere il “circolo vizioso del demerito” e per sostituire le spaventose gerontocrazie sociali ed economiche, che fino a decenni fa soffocavano la fiducia nel merito, per il solo fatto di stare nel  merito, e non più nelle caste.

I conti pubblici non reggono (1)

 
Il nostro Paese, l’Italia, nel contesto dei membri dell’Unione Europea e’ quello che ha (forse da sempre) i conti non rispondenti agli standard concordati. Non da oggi quindi,  e però da da alcuni decenni siamo legati ad una Unione che ci osserva, giudica e prende atto del nostro convivere all’interno dell’Unione. 
Per qualche tempo ci piace fotografare il sistema tributario italiano, sistema che nel terzo millennio necessiterebbe di rigorosi curatori e gestori di un sistema complesso che non rendano mai ridicolo il Paese rispetto al resto dell’Europa dove, ormai, nessuno si stupisce del fatto che non sappiamo tenere i conti in ordine.

Il filo conduttore sarà quello di scoprire che nel nostro paese esistono cento denominazioni di imposte; manca però l’unica vera imposta che serve e che si denominerebbe la Patrimoniale.

 =. =. =
 
I conti dell'Italia presentano da anni criticità strutturali, caratterizzate da un'elevata 
incidenza del debito pubblico sul Prodotto Interno Lordo (PIL) e da difficoltà nel 
rispettare costantemente i parametri europei 
di bilancio.

Nel nostro Paese di imposte, tasse, contributi etc. ne esistono davvero tante eppure c'è un tipo d'imposta che stranamente non è mai stata sperimentata, applicata. Di tanto in tanto un parlamentare, consapevole che non verrà ascoltato, lancia l’idea e già il giorno dopo pure lui si scorda di averne parlato sui giornali o in tv. 


L'imposta in questione è la «patrimoniale», o «imposta sulla ricchezza». Il motivo che essa non viene raccolta ne’ dal governo del momento né dalla maggioranza parlamentare è formalmente che si tratta di una imposta patrimoniale mentre, storicamente, i nostri sistemi fiscali sono sempre fondati sulle imposte sui redditi (chi più guadagna, più paga) e sui consumi (chi più compra più iva paga; in passato chi più comprava più ige pagava. L’ige veniva applicata sull'intero valore del bene ad ogni passaggio del ciclo produttivo e distributivo, aumentando notevolmente il prezzo finale, fu abolita l’1 gennaio 1973).


L’avversione dei partiti politici, che siano di destra o di sinistra nei confronti dell’imposta patrimoniale è che il nostro sistema fiscale è fondato sulle imposte sul reddito e sui consumi, ossia che dall’Unita’ in poi si sono sempre tassati i frutti del lavoro e della ricchezza nella fase in cui questi  maturano. Esprimendoci in altri termini, in Italia e’ il reddito prodotto  di un patrimonio ad essere tassato e ciò non giustificherebbe una ulteriore imposizione sulla ricchezza, ossia sui patrimoni  in sé presi.


Una  ulteriore obiezione che talora viene sollevata è che, nei fatti, già oggi esistono forme di imposizione patrimoniale.

 I proprietari di abitazioni e terreni, ad esempio, anche se questi beni non sono ceduti in affitto e non producono reddito, sono ugualmente tassati sulla base del cosiddetto «reddito catastale», un reddito figurativo, non reale, che di fatto corrisponderebbe alla base imponibile di un'imposta patrimoniale. 

Vedremo in prosieguo le controdeduzioni  che si possono opporre alle due obiezioni.

(Segue)


La vita: serve uno scopo trascinante




Per vivere bene serve uno scopo trascinante fatto di ragionamenti, arte, letteratura e letture, riflessioni e scritti. Non esiste altro modo per percorrere il mistero dell’uomo, il senso della vita, il nocciolo dell’esistenza. 

 Qualcuno ha detto che il senso dell'esistenza non è un'equazione matematica o un dato di fatto oggettivo da scoprire. Si vive principalmente per creare il proprio significato attraverso le relazioni, le passioni, il superamento delle difficoltà e la continua evoluzione personale.

Claudio Spinelli, professore ordinario all’università di Pisa, arriva a una conclusione: «L’esistenza non ha un significato intrinseco, è un’assurdità ma va vissuta con la massima responsabilità. Ciascuno di noi è chiamato a scovarne il valore: Arte, stupore, fede, amore, lavoro e altro sono le finalità. Lo è anche la sofferenza». 


mercoledì 10 giugno 2026

Quella strage in Calabria

 

Il tragico omicidio di 
quattro lavoratori
agricoli migranti
, un
pakistano e tre afghani,
avvenuto a fine maggio
2026 ad 
Amendolara,
in provincia di Cosenza.
Le quattro vittime sono
state 
arsee vive all'interno
di un minivan 
parcheggiato
presso un'area di servizio.
Il drammatico evento ha
riacceso con forza il
dibattito nazionale sulla
piaga del 
caporalato
 e dello
sfruttamento del lavoro
nero nel settore agricolo
.
Nel 2016 venne approvata in Italia la legge «per il contrasto al caporalato e al lavoro nero in agricoltura».

 La strage di braccianti bruciati vivi in Calabria, avvenuta pochi giorni fa, ci ricorda che, 10 anni dopo quella legge, i caporali, il lavoro nero, lo sfruttamento dei lavoratori, le paghe da miseria sono ancora vigenti, come le erbacce strappate, qualche volta, ma mai estirpate.

 La ministra del Lavoro Calderone due giorni fa ha dichiarato «abbiamo già potenziato l’Ispettorato nazionale del lavoro e i Nuclei ispettivi del lavoro dei carabinieri», il che significa per tutta l’estate ci sarà «un’attività di vigilanza straordinaria in agricoltura», che, come nel 2025, anche quest’anno sono previste 10 mila ispezioni fra Calabria e Basilicata e che «utilizziamo le migliori tecnologie, compresi i droni». 

Sulla carta sembra un piano d’attacco poderoso. Se però l’educazione civica, la coscienza civica e l’esempio civico fossero alimento scolastico quotidiano forse i ministri del Lavoro di turno avrebbero più successo.

Il lavoro “nero” è diffuso soprattutto in Calabria, Campania e Sicilia. Si tratta di un reato configurabile quando ci si approfitta dello stato di bisogno del lavoratore per sottoporlo a condizioni di sfruttamento.


Capita in mancanza di eredi

 

In mancanza di testamento
Più il vincolo di parentela è stretto,
più si ha diritto all'eredità; i
parenti più vicini escludono
automaticamente quelli più lontani.


Quando mancano eredi, i beni

passano allo Stato.

Il giudice tutelare del tribunale di Modena ha dichiarato «l'eredità vacante» di un uomo deceduto in provincia di Reggio Emilia nel marzo del 2009. Il patrimonio immobiliare dell'uomo, in base a questa dichiarazione, ora passa definitivamente nelle mani dello Stato.

L’articolo 586 del codice civile risolve  ogni problema (economico, giuridico e sociale) derivante dall’assenza di eredi del defunto, quando manca un legittimo titolare e non è stato redatto un testamento. Si parla in questo caso appunto di «eredità vacante», ossia di un’eredità priva di eredi legittimi o testamentari.

 Il Tribunale territorialmente competente, cessata la dichiarazione di giacenza dell’eredità «per intervenuta prescrizione del diritto di accettare l’eredità da parte di tutti i chiamati» revoca la nomina del curatore nominato e stabilisce infine «l’acquisto automatico allo Stato dei beni del deceduto».

 Il fenomeno dei «patrimoni senza eredi» è, attualmente, al centro di numerose riflessioni e studi in quanto valgono sugli otto miliardi di euro.

Conclusione: I giornali segnalano in questi giorni la scarsa propensione degli italiani a fare testamento e  laddove non si hanno eredi diretti, unici che possono invocare la quota legittima, i beni della persona deceduta finiscono allo Stato, al termine di una procedura che dura 10 anni.

Parole frequenti sui media

Nel mondo finanziario, 
il rischio è la possibilità che
il risultato sia diverso da
quello atteso
. Ma questo
“diverso” non è
necessariamente negativo.
Senza rischio, infatti, non
esisterebbero rendimenti.





Risiko 

Risiko è il termine giornalistico (mutuato dal celebre gioco da tavolo) con il quale si indica l’ondata di consolidamento che ha investito il settore italiano del credito. Ondata che è stata promossa dall’Europa. Alcune banche hanno lanciato offerte di acquisto su altre per incorporarle.


Giuseppe Castagna è il protagonista del risiko bancario di cui si parla sui media in questi giorni. L’undici volte campione italiano giovanile 100 e 200 metri delfino non sta operando però più in difesa (da Unicredit), ma si muove in avanti (amichevolmente verso Monte dei Paschi di Siena). Classe 1959, l’ad di Banco Bpm ieri ha proposto a Mps «merger of equals», una fusione tra pari, senza tuttavia specificare numeri: solo sinergie e la valorizzazione del 13% di Generali Assicurazioni. 

Il disegno dell’aggregazione tra i due istituti era nell’aria da prima del blitz di Unicredit sul Banco, ora Castagna —  determinato — vuol tornare protagonista e guidare un’altra grande operazione straordinaria dopo quella tra la Banca Popolare di Milano e il Banco Popolare. 

martedì 9 giugno 2026

Viviamo all’interno di comunità

I cittadini devono esigere, i politici devono intervenire.

Vivere in Occidente significa
ridefinire il proprio stile di vita,
bilanciando il forte 
individualismo della società
moderna con il bisogno di 
connessione umana e 
sostenibilità. Le declinazioni
principali di questa scelta sono
varie.
Il nostro mondo occidentale ha i presupposti di sopravvivenza, più o meno bene, nel funzionamento della realtà politica-istituzionale, economica-sociale e assai poco in quella dell’etica e comportamenti pubblici. 

Prima della Rivoluzione francese lo Stato si faceva carico di tutto ciò che riguardava l’individuo, compreso la sua coscienza. Dopo quella rivoluzione si è imposta l’esigenza di tutelare la sfera personale dell’individuo,  senza con ciò condizionare l’organizzazione politica; ne discende che ogni parlamentare, ogni eletto, prova ad interpretare gli interessi di chi vive in questo o quel territorio. 

In questo contesto nessun organo pubblico si fa carico di proteggere gli interessi più intimi e personali di ciascuno. La nostra e’ una società fondata sullo scambio, sociale ed economico, ma a chi non possiede quasi nulla dal punto di vista materiale deve, dovrebbe, essere assicurato il necessario per realizzarsi e alleviare le pene del vivere (=attenzione, solidarietà, assistenza).

  Al di là delle leggi di tutela, esistono pure delle norme naturali che creano condizioni di ragionevoli convivenza sociale e che sono iscritte nella natura umana. Viene da chiederci: perché nel 2026 sentiamo dai media notizie di sfruttamenti umani ai danni, sopratutto, ma non solo, di immigrati?

Le strutture pubbliche, dallo Stato all'ultima periferia istituzionale, ci dicono i sociologi sono deboli quando sono deboli le coscienze della società. La cultura profonda di un popolo, i suoi principi morali, il suo atteggiamento più o meno familistico, la mancanza di senso civico producono la classe  politica, e sopratutto la burocrazia con le caratteristiche di quel popolo e della sua cultura.

  Su un libro e’ capitato leggere: se in un paese, in una città, le strade non vengono pulite, la stessa sporcizia la ritroverete nelle sedi della politica.

 Si tratterà di questioni morali, ma ogni società nel suo complesso ha il dovere di esigere e di interpretare.


Tensioni e polemiche

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Per il Quirinale il caso Minetti è chiuso. Non così per il team di legali della famiglia Minetti/Cipriani che stanno lavorando nella stesura degli atti contro quella che e’ definita «una campagna diffamatoria e denigratoria». Si tratta di una azione sul piano civile che stando alle notizie giornalistiche riguarda per ora il Fatto Quotidiano, oltre a Rai ed Rti per le trasmissioni Report e Cartabianca». 

La procedura civile prevede inizialmente il tentativo di mediazione, che è condizione di procedibilità per la citazione in giudizio, nella quale eventualmente verrà quantificata l’entità del danno secondo le valutazioni dei legali della coppia Minetti-Cipriani. 


Parole frequenti sui media


Un'imposta patrimoniale è
un prelievo fiscale che
colpisce la ricchezza
accumulata (il patrimonio)
.
A differenza delle imposte
ordinarie che colpiscono i
flussi di guadagno (come
l'IRPEF sullo stipendio),
questa tassa si applica
direttamente sullo "stock" di
beni mobili e immobili
posseduti in un determinato
momento.
Patrimoniale

Per «patrimoniale» si intende una tassa o un’imposta applicata sulla ricchezza accumulata (come i beni immobili o mobili come i capitali finanziari) anziché sui redditi prodotti o sui consumi. Un esempio di patrimoniale è l’Imu.

In Italia non esiste una tributo patrimoniale "puro" e universale sul patrimonio complessivo delle persone fisiche, ma il prelievo sulla ricchezza avviene attraverso imposte specifiche su singoli beni, come l'IMU per gli immobili, il bollo sui conti e depositi titoli, e le imposte sulle attività finanziarie all'estero (IVIE e IVAFE).

Il Dibattito Politico
Periodicamente, le forze di opposizione (come il Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra) e i sindacati (sopratutti la CGIL) rilanciano la proposta di introdurre un'imposta progressiva dedicata esclusivamente ai grandi patrimoni (i cosiddetti "super-ricchi"). Tali proposte di riforma fiscale prevedono generalmente l'esclusione della prima casa e l'applicazione di aliquote progressive (dallo 0,2% all'1,3% a seconda della soglia) per i patrimoni netti superiori a 1-2 milioni di euro.

Queste misure mirerebbero, secondo i sostenitori, a redistribuire la ricchezza ed evitare disuguaglianze, trovando però la netta opposizione dell'attuale esecutivo.

lunedì 8 giugno 2026

Il bene di vivere bene

 Gli uomini si fanno la guerra

 Farsi la guerra è un adattamento rischioso e costoso, eppure i Trump, i Putin non rinunciano. A riprova, il conflitto si scatena spesso in condizioni di asimmetria di potere, cioè quando uno dei due gruppi si convince, a torto o a ragione, di poter rapidamente prevalere sull’altro (questo accade anche nella storia della guerra moderna). Per Putin l’Ucraina corrispondeva ad un giocattolo dinnanzi casa sua; per Trump l’Iran doveva essere un bau bau e concludere tutto.

 Per quanto ne sappiamo, in fatto di guerra la situazione cambiò completamente dal Neolitico in poi. Fu una transizione epocale: sorse la necessità di difendere stabilmente un territorio coltivato; le società diventarono sedentarie e allo stesso tempo si espansero demograficamente ed ebbero la necessità di colonizzare altre terre, esautorando gli autoctoni. Bisognava difendere i confini (una novità evolutiva), le proprietà, i beni.

  In sintesi, il conflitto fra gruppi fa parte del nostro, di noi umani,  retaggio evolutivo, a causa del «paradosso della bontà», ma come ne fanno parte anche la cooperazione, l’altruismo, il soccorso verso individui in difficoltà, la consolazione dello sconfitto, il rifiuto di scambi iniqui, cioè comportamenti improntati alla solidarietà

Capita in Italia

 

Sono scattati presidi e
manifestazioni di solidarietà
e di protesta in diverse città
italiane per denunciare le
condizioni limite del
 caporalato agricolo.



Bruciati vivi quattro braccianti agricoli

La fine tragica di Amin Khogyani, Ullah Qiemi, Amjad Safi e Waseem Khan, quattro braccianti agricoli bruciati vivi da due assassini venuti da lontano al pari di loro loro, ci appare appartenente ad una realtà  sociale ed umana lontana da noi, eppure quella tragedia è stata consumata sotto il nostro naso, in una realtà agricola italiana dove nel terzo millennio esistono figure di caporali e braccianti, pachistani e afghani. 

  Nella società italiana, nelle maglie delle strutture economiche pare che esistano tuttora spazi e gangli dove i più furbi e i malvagi possono sfruttare e persino ammazzare i più deboli ed i più indifesi dei loro. 

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La strage di quattro braccianti agricoli bruciati vivi è avvenuta a Amendolara, in provincia di Cosenza (Calabria), in questi primi giorni di giugno 2026. Le quattro vittime, tre cittadini afghani e un pakistano, sono state intrappolate all'interno di un monovolume a cui è stato dato fuoco. Un quinto lavoratore è riuscito a scappare e a salvarsi.

Le vittime avevano semplicemente protestato per le condizioni di lavoro e richiesto la paga spettante dopo la raccolta delle fragole. Tra i motivi di scontro emersi dalle indagini figura anche il rifiuto dei lavoratori di vivere ammassati in dieci persone dentro una sola stanza.

Le indagini condotte dalla Procura di Castrovillari e dalla Squadra Mobile di Cosenza hanno portato al fermo di due caporali di nazionalità pakistana.

La Coldiretti ha espresso ferma condanna definendo l'episodio un orrore intollerabile. Diverse associazioni ed enti come la Comunità di Sant'Egidio e la CEI hanno chiesto di spezzare l'omertà e rafforzare severamente i controlli contro lo sfruttamento del lavoro nei campi.

Gli italiani e la ricchezza

 Parliamo di fisco

I conti pubblici italiani 
sono caratterizzati da
una situazione di criticità
strutturale, con il debito
pubblico totale che ha
superato la soglia record
dei 3.150 miliardi di euro
.
 Il rapporto debito/PIL si
aggira attorno al 138%,
proiettando l'Italia al primo
posto in Europa per questa
specifica percentuale.



Il sistema tributario italiano e’ eccessivamente inclinato sul fattore “lavoro”. La gran parte delle entrate pubbliche provengono dalla tassazione delle “buste paghe”. Non sorprende leggere le richieste di più fronti politici e sindacali di spostare la tassazione dal lavoro alle rendite. 

 L’imposta sulle case esiste già, escludendo la prima casa.  Dove sta il problema?

1)  Parlare di imposta patrimoniale significa inimicarsi i  ceti medi (quelli che sostanzialmente decidono le sorti delle forze di governo).

2)  In Italia la tassa di successione è poco più che simbolica, a differenza di molti altri Paesi. In astratto la tassa di successione sarebbe giusta. Qualcuno ci lascio’ scritto che gli uomini nascono liberi e uguali. È giusto che coloro che hanno la fortuna di nascere in una famiglia ricca contribuiscano in qualche modo all’istruzione, alla salute, alla sicurezza, al benessere dei compatrioti. Però, siamo sempre lì, la tassa di successione finirebbe per colpire le famiglie del ceto medio, ossia lo spazio di qualsiasi forza politica, di destra o di sinistra. Un ceto medio, in anni recenti impoverito dall’inflazione e che comincia a sentire i morsi di quella rivoluzione dell’intelligenza artificiale che cancellerà o almeno ridimensionerà fortemente i lavori che più finora lo hanno caratterizzato.

 3) una cosa certa è che in Italia chi prometterà nuove imposizioni fiscali perderà le elezioni.

domenica 7 giugno 2026

Novità in libreria

Storie singolari di Contessa Entellina

e degli altri insediamenti Arbereshe della Sicilia

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La novità in libreria di  Domenico Cuccia

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E’ con grande curiosità e attenzione che ho iniziato a leggere, o meglio a studiare, la novità libraria che il caro amico Mimmo Cuccia ha consegnato in questi giorni alla valutazione dei contessioti e non solo di essi. Si tratta di un testo in qualche modo corposo, articolato e già esplicativo sin dal titolo “Storie singolari di Contessa Entellina e degli altri insediamenti Arbereshe della Sicilia”.

 Si tratta di quasi 250 pagine di descrizioni, vicende umane e sociali, strascichi e supposti primati cultural-religiosi, che tutti in qualche modo conosciamo a grandi linee, almeno localmente, e di cui Mimmo Cuccia ci offre origini, natura e contesti.

  Chi scrive queste righe non ha ancora letto per intero il libro e però riconosce sin dalle prime pagine l’accuratezza delle ricostruzioni e sopratutto delle fonti che Mimmo pone non solo sulla vicenda storica locale, ma anche sui singoli eventi e sulle singole vicende che intrecciano la “storia locale” e non solamente di Contessa Entellina.

  Per intanto ci fermiamo sull’apprezzamento complessiva all’iniziativa libresca portata avanti dall’amico di sempre Mimmo Cuccia, assicurando che sul blog riporteremo giudizi e valutazioni sui tanti aspetti che sono stati sviluppati e che trovano ragione nel titolo del libro “Storie singolari di Contessa Entellina e degli altri insediamenti Arbereshe della Sicilia”.

La domenica è fatta per riflettere

 

San Luca Evangelista è
tradizionalmente riconosciuto
 come l'autore unico sia
del Vangelo secondo Luca
sia degli Atti degli Apostoli
,
 due testi del Nuovo Testamento
 che in origine costituivano
un'unica grande opera teologica
 e storica divisa in due volum
i.
Riflettendo sugli “Atti degli Apostoli”

Date simboliche

San Luca si serve sopratutto di tre forme letterarie: il racconto, il discorso, il sommario. Si tratta di forme riportate sul Vangelo, ma che vengono in qualche modo modificate sugli Atti.

Il racconto è la forma più comune, spesso associato a discorso dei personaggi; i sommari sono frequenti ma meno visibili, benché utili. Nei racconti si coglie lo sviluppo  delle situazioni e il modo di agire dei personaggi nelle singole circostanze; i discorsi riportano i punti di vista dei personaggi, e però frequentemente forniscono elementi per cogliere  il significato su ciò che accade  in rapporto col piano divino; coi sommari l’autore descrive generalmente come il piano voluto da Dio va attuandosi nei vari periodi.


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Religione e sociologia

La religione. Per tanti il concetto di religione ha connessioni col soprannaturale, con l’invisibile, col culto. Su questa linea la definizione di religione consiste nella “credenza nell’esistenza di esseri spirituali”.

Per altri la religione è il tentativo di propiziarsi  e conciliarsi le realtà superiori che hanno incidenza nella vita umana.

Per altri ancora la religione è un modo di agire comunitario in rapporto ad un ordine soprannaturale a cui ci si può rivolgere.

Magnifica Humanitas

 Intelligenza Artificiale
L'intelligenza artificiale (IA) è
una 
disciplina dell'informatica che
sviluppa sistemi hardware e software
in grado di simulare le capacità
cognitive umane
, come il
ragionamento, l'apprendimento,
la pianificazione e la creatività.


Leone XIV nella recente enciclica dedicata alla Magnifica Humanitas cita Platone quando tratta di intelligenza artificiale, ovvero di educazione e di futuro dell’uomo. 

Il Papa non si limita a evocare genericamente il mondo classico come ornamento della cultura occidentale. Egli punta a ricordare all’umanità digitale dei nostri giorni che le cose più importanti non possono essere apprese istantaneamente ricorrendo all’Intelligenza Artificiale, né possono essere delegate interamente a una macchina. «Le cose più profonde e importanti si imparano solo dopo molto tempo e molta fatica». È la frase che sembra scritta contro l’epoca dell’immediatezza dei nostri giorni.

Ai nostri giorni, tanti di noi hanno fretta, esigono velocità nelle risposte, facilità di sintesi, disponibilità permanente di informazioni prescindendo dalle ricerche personali, dai dubbi, dall’attesa. Il Papa sottolinea che la vera questione dell’intelligenza artificiale non è soltanto tecnica o economica. È antropologica

Ogni tecnologia educa chi la usa. Ogni strumento modifica il rapporto con il tempo, con il linguaggio, con la memoria, con il desiderio. Il tema è: non quanto sia intelligente l’IA, ma quali effetti provochi in noi, nell’essere umano e Leone XIV richiama Platone.

(Segue)

sabato 6 giugno 2026

Pannicelli caldi

 

È prorogato fino al 3 luglio il taglio delle accise su benzina e gasolio. Lo si legge nel decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. 

  Gli sconti scattano da domani 7 giugno 2026 e «fino al 3 luglio». Resta di 5 centesimi il taglio delle accise sulla benzina, mentre si riduce a 5 centesimi lo sconto per il gasolio. Per il gasolio il taglio viene quindi ulteriormente dimezzato dagli attuali 10 centesimi (12,2 contando anche l'Iva), a 5 centesimi (6,1 centesimi con l'Iva).

Le Riflessione sulla Storia

L’educazione civica è una 
materia scolastica trasversale
che mira a formare cittadini
responsabili e attivi
. Introdotta
e aggiornata nel sistema
italiano (Legge 92/2019 e
Linee Guida DM 183/2024),
prevede un monte ore non
inferiore a 33 annuali e si
basa su tre nuclei tematici
 principali: 1) Costituzione
2) Sviluppo economico e
sostenibilità 3) Cittadinanza
e sostenibilità.








Giudizi sulla politica

del politicante

Tanta gente ha un pessimo giudizio di chi, in più contesti e livelli, è ritenuto un politicante. Che poi vorrebbe  sintetizzare l'approccio di chi concepisce la gestione della cosa pubblica non come servizio per la collettività, ma come un mezzo per aggirare le regole, massimizzare il consenso a breve termine e tutelare interessi particolari. Sarebbe l'arte del tornaconto personale mascherata da strategia. 

Il politicante predilige la mossa mediatica immediata rispetto a riforme, agli interventi strutturali complessi, che richiederebbero tempo e rischierebbero di scontentare fette di elettorato. Ricerca le "scorciatoie" (favoritismi, clientele, scappatoie) a scapito di chi rispetta le regole, alimentando l'individualismo. Non esita a crearsi "nemici" o capri espiatori per distrarre l'opinione pubblica dai problemi reali, un classico schema populista.

Cosa e’ la politica

La  politica è una forma fondamentale di solidarietà. Essa rappresenta la responsabilità attiva verso gli altri e la cura del bene comune. Questa visione si esprime concretamente nella Costituzione italiana e nel pensiero sociale, unendo i cittadini nell'impegno per l'uguaglianza e la giustizia sociale.

L'articolo 2 della Costituzione italiana riconosce i diritti inviolabili dell'uomo e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

La politica in buona sostanza supera i comportamenti dell'individualismo concentrandosi sull'inclusione, sulla riduzione delle disuguaglianze e sul sostegno alle fasce più deboli.

Destra e Sinistra?

La visione politica della Destra e della Sinistra si fonda su principi contrapposti riguardo all'uguaglianza, al ruolo dello Stato e al cambiamento sociale. Sintetizzando al massimo: la Sinistra persegue l'uguaglianza sostanziale e la solidarietà sociale, mentre la Destra difende la libertà individuale, la gerarchia naturale, l'identità nazionale e la tradizione.

=La Sinistra ritiene che le disuguaglianze sociali ed economiche siano ingiuste e vadano corrette attraverso tempistiche scandite dalle “riforme” e quindi attraverso l'intervento pubblico, la redistribuzione della ricchezza (es. fisco progressivo) e il sostegno alle fasce deboli. Il benessere collettivo attraverso la redistribuzione in tempi più o meno lunghi ha la precedenza sugli interessi dei singoli.

=La Destra ritiene che le disuguaglianze siano ineliminabili e spesso esse sono il risultato naturale di diversi talenti, meriti o sforzi individuali. Difende l'individualismo economico e sostiene che l'uguaglianza si persegua garantendo a tutti le stesse opportunità di partenza (meritocrazia), ma non garantendo gli stessi risultati.

=La Sinistra sostiene un ruolo attivo dello Stato nell'economia per regolamentare i mercati, proteggere i lavoratori e garantire servizi pubblici universali (sanità, istruzione). L'obiettivo è un'economia orientata al benessere sociale.

=La Destra promuove il libero mercato, la riduzione delle tasse (spesso con politiche di flat tax), la deregulation e la privatizzazione. Vede lo Stato come un arbitro o talora un ostacolo alla crescita, privilegiando l'iniziativa privata e la libera concorrenza.