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domenica 8 febbraio 2026

La domenica è fatta anche per riflettere

 

=.  =.   =.  =Fondamenta  della fede in cui in tanti credono e altri dicono di credere.

Riflettendo sugli “Atti degli Apostoli”. Col supporto di più fonti libresche ci piace provare a cogliere il senso e le intenzioni che San Luca poneva nel progettare gli “Atti”. Lo faremo solo per alcune settimane e solamente per alcuni passaggi.

Genere letterario degli Atti. Gli Atti costituiscono un’opera unica per genere  nel Nuovo Testamento, a parte l’Apocalisse, anch’essa unica nel suo genere, mentre di Vangeli ne abbiamo quattro, e di lettere  ben 21  (e’ il genere più presente). Raccontano il “dopo” della missione di Gesù Cristo, rappresentano il “secondo tempo” rispetto ai Vangeli, ma presentano anche differenze letterarie rispetto al  Vangelo.

Si è molto discusso sul genere letterario degli Atti, sopratutto sui rapporti con la storiografia e con la biografia, ma anche col romanzo greco, con la novella, con le gesta di personaggi illustri della storia, con l’apologetica etc. Frequentemente si è pensato a un genere letterario sui generis, unico.

Indubbiamente si possono riconoscere rapporti con tutti questi generi, in specie con la storiografia, anche se si devono comunque introdurre dei correttivi all’idea  che gli Atti possono essere considerati un’opera storiografica tout court, sopratutto se la si giudica secondo criteri moderni.

Rapporti con la storiografia. Gli Atti hanno interessato molto dal punto di vista storico, perché costituiscono, si può dire, l’unico documento che ci ricorda su un periodo fondamentale: quello del cristianesimo delle origini (tra il 30 e il 60 circa). Anche se qualche riferimento si può ricavare da altre fonti, sia neo testamentario (lettere, sopratutto) sia profane (Giuseppe Flavio, storici romani, etc.), solo gli Atti consentono di ricostruire in modo ordinato, una successione di eventi, seppure con molti travagli per gli studiosi dei nostri giorni.

=  =  =  =

Essere persone responsabili

Riflessioni estrapolate da un lungo testo di

P. Nino Fasullo:  redentorista, ha insegnato filosofia e pedagogia nelle scuole statali; ha fondato nel 1975, insieme a dei laici, la rivista Segno, strumento di approfondimento culturale e di indagine critica oltre che di impegno civile, 

==Parlare di “cultura” significa sapere fare spazio all’intelligenza e alla libertà per costruire rapporti umani positivi.

==La “fiducia” è una forza fondamentale che apre e sorregge i rapporti tra gli esseri umani liberati dalla paura e dalla violenza.

==Il “pentimento” è un grande potere dell’uomo capace di rinnovare se stesso e la società.

==La Religione è un fatto profondamente umano, un prodotto dell’uomo. Gli uomini ne sono gli autori e amministratori, quindi i responsabili. Loro la fanno e la disfanno. La religione in questo senso non scende dal cielo in terra, ma sale dalla terra in cielo. Rappresenta il movimento dell’uomo verso Dio, la ricerca di Dio da parte degli uomini. In questo senso si dice a ragione che la religione è iscritta nel cuore dell’uomo, il quale non può vivere senza Dio. Sant’Agostino scrisse Inquietum est cor nostrum donec requiem at in te.

(Segue)

Qualcosa su “Cosa Nostra”

Nella nostra zona, nel Corleonese, è più in uso denominare ”Mafia”, quell’organizzazione che affonda le sue origini al tempo in cui formalmente con la Costituzione del 1812, promossa dai Borbone sotto influenza britannica, fu abrogato il mero e misto imperio e con esso vennero meno i privilegi di natura pubblicistica baronali. Con quel provvedimento regio  i feudi vennero trasformati in proprietà private e la guida civile comunitaria (nei paesi agricoli) passò formalmente dai baroni (e loro delegati) agli organi pubblici dello Stato borbonico. 
Nonostante la fine formale di governo e di giurisdizione del potere baronale sui centri abitati, il potere economico sui territori agrari rimase tuttavia intatto in mano della nobiltà, immutato, attraverso il nuovo concetto di “latifondo”, ossia di vastissima estensione di proprietà privata. Storicamente in Italia, sopratutto nel Meridione, il latifondo rappresento’ un problema sociale ed economico fino alle riforme agrarie del secondo dopoguerra, che mirarono a spezzarlo. 

Come spunta “Cosa nostra?”

Il Prof. Anton Blok
trascorse, in gioventù, 
parecchio tempo (sommato in
anni) nel condurre studi sul
territorio di Contessa Entellina.




Essa nasce in Sicilia  per difendere, al soldo dei latifondisti, gli antichi diritti feudali, a beneficio quindi di alcuni latifondisti che, peraltro in connessione alla realtà del potere politico ed economico ad essi correlato, ricorsero a quello che nel secondo dopo-guerra del Novecento fu lo sconcertante fenomeno criminoso iniziato col brigantaggio e poi consolidatosi in più  gangli della società col potere mafioso articolatosi fino a ieri … nelle campagne, nella burocrazia e ben oltre  … e forse ancora oggi sopravvissuto in ruoli e vesti molto diverse dagli iniziali “uomini con la coppola”, nel ruolo regolatore di più contesti della società civile che,  capita ancora ai nostri giorni, verrebbe  assolto da uomini affiliati alla ancora perdurante Mafia.

E’ chiaro che abbiamo semplificato al massimo. Ma riteniamo di poter avere tempo e modo per chiarire meglio sul blog ciò che peraltro ci e’ capitato di apprendere dal rapporto amichevole intrattenuto, parecchi anni fa, con  uno dei maggiori studiosi del fenomeno mafioso, il prof. Anton Blok.

 

sabato 7 febbraio 2026

La Casa

Il rischio, come in più luoghi,
nel Belice, e’ lo sradicamento
comunitario di tanta gente.

A Niscemi (2026): Una vasta
frana, innescata dal 
ciclone
Harry
, ha riattivato un fronte
geologico già noto dal 1997,
minacciando porzioni del centro
abitato e costringendo a
numerosi sgomberi. La
popolazione locale ha espresso
forte rabbia contro l'ipotesi di
essere trasferita in nuove aree
residenziali isolate, rifiutando
quello che definiscono il
"destino del Belice": vivere
in città svuotate di storia e
ricordi.








Riflessioni “dal Belice a Niscemi”.

 Gli eventi accaduti pochi giorni fa a Niscemi sono di una gravità enorme che la Politica proverà a scaricare sul “fato”, sul destino ineluttabile e prestabilito. Ed invece non di fato si tratta ma di pessima politica, di incompetenza e persino di cattiveria umana. Costruire in prossimità di burroni non ha nulla a che fare col “fato”.

 Quello della “ Casa” è uno dei grandi temi dell’Ordinamento giuridico italiano e, sopratutto un tema che le Amministrazioni Locali della Valle del Belice conoscono, o dovrebbero conoscere molto bene, perché fino a ieri .. non si poteva essere amministratore locale di questa parte di territorio siciliano se non si aveva dimestichezza con la legislazione urbanistica che presidiava il lungo processo di ricostruzione della “Valle”.

 Quando i media hanno iniziato a diffondere le notizie su quanto -pochi giorni fa- stava accadendo a Niscemi, chi scrive non poté che ricordarsi di quanto Francesco Di Martino teneva a che amministratori, dipendenti comunali, e cittadinanza fossero continuamente coinvolti nella conoscenza della normativa urbanistica, che nel dopo sisma del 1968 coinvolse la Valle del Belice nel complesso processo della ricostruzione.

  Proprio il ricordo delle settimanali Assemblee Cittadine che Di Martino, per più anni, indisse, (molte all’interno di quello che tutti indicavamo come il baraccone di Via Palermo), al fine di coinvolgere la cittadinanza nella lotta, e pure nella consapevolezza dei troppi ma necessari passaggi per arrivare alla Ricostruzione, e’ spuntata l’idea di riportare sul blog l’essenziale (ma completo) quadro urbanistico del processo di ricostruzione (e di salvaguardia del territorio). 

  Con relativa frequenza pertanto sul blog riporteremo la disciplina urbanistica e quella edilizia vigente allora, ma nelle grandi linee tuttora valida. Lo faremo per un certo lasso di tempo  ma, speriamo, sufficiente per cogliere nello spirito di educazione civica, che amministratori pubblici e cittadini tutti dobbiamo sempre coltivare nell’interesse collettivo e in quello di gruppo familiare.

= = = 

Mobilità umana: migrazione ed immigrazione (11)

 I contessioti emigrati, continuano a restare contessioti.
La migrazione dal Sud Italia verso il
Centro-Nord ed i Paesi UE
è un fenomeno strutturale costante, con
 oltre 1 milione di persone emigrate 
tra il 2014 e il 2024
, impoverendo il 
Mezzogiorno di giovani e laureati. 
Nel biennio 2023-24, il Sud ha perso 
116mila residenti, consolidando 
una tendenza che svuota le aree interne 
e alimenta la fuga di "talenti”
.









Intrattenendoci sul fenomeno migratorio, col massimo di riflessioni e dettagli, come Mimmo Clesi ci chiede, a noi che collaboriamo col blog piacerebbe che ciò che andremo sviluppando fosse letto non solo dai contessioti ma dall’intero bacino siciliano perché la “migrazione” è attualita’, non solo della zona del Corleonese o della sola Sicilia. Il fenomeno migratorio riguarda l’intero Meridione italiano e tutto ciò avviene nel disinteresse della Politica e persino dei Sindacati.

  La questione “Emigrazione” andrebbe discussa e studiata nelle scuole, non come fenomeno del passato storico ma come “attualità “ che sta svuotando l’intero Meridione, nel silenzio, lo ribadiamo, della Politica e del Sindacato.

Affrontare il fenomeno, come da qualche tempo avviene sul il blog, significa, e lo sottolineeremo più accentuatamente nei prossimi mesi, occuparsi di psicologia e di storia, di normative e di simbolismi, di demografia e di letteratura, di musica e di cinema, di fotografia e di religione, di devozione e di onomastica ….  

  Sconcerta che i dati statistici su Contessa Entellina, che evidenziano come i residenti ormai rasentano, si e no, i mille abitanti, non scuotono in nulla gli amministratori locali. Certo amministrare una comunità non implica disporre di rimedi politici che possiede il governo centrale. Certo! E però, sciupare denaro in feste e festicciole, in un contesto che farebbe piangere pure le pietre, significa che si dovrebbe localmente incrementare la sensibilità politica, amministrativa, economica, socio-culturale e sopratutto tenere saldi ed accrescere i legami tra tutti i contessioti che vivono oltre la contrada Cascia (che, con i loro figli, sono più numerosi dei residenti locali).

 Servono alla “politica locale”  la conoscenza più diretta del fenomeno e le intelligenze appassionanti e lungimiranti perché la ricchezza rappresentata dall’emigrazione contessiota possa costituire un patrimonio valorizzabile e sopratutto condiviso. Per fare ciò la Politica non può essere questione di un gruppetto avverso ad altro gruppo. Noi emigrati siamo parenti ed amici indistinti sia dell’uno gruppo che dell’altro gruppo politico locale, infatti!

(Segue)

Il blog e la cucina

    R I C E T T T E    N O V I T A ‘    S E G R E T I

Facili ricette di paste ripiene 

N. 5. Lasagne alla napoletana

Ingredienti-per-4-persone




venerdì 6 febbraio 2026

Politica, economia, diritto, sociologia (6)

 

L’economia / sociologia nella vita quotidiana:

 I cambiamenti nei centri abitati. - Sicilia nostra.








Il vivere comunitario.  Sotto più punti di osservazione, il vivere negli aggregati urbani (la città o i grossi centri dell’entroterra siciliano) è un fenomeno che nella coscienza diffusa della gente e’ ritenuta espressione avanzata di civilizzazione umana, seppure contemporaneamente un poco temuta, e in taluni grossi centri siciliani -ci viene segnalato- persino dissipatrice d’umanità.

E’ ovvio a tutti che l’ambiente urbano è, si’ protettivo contro le tante e possibili avversità della natura,  ma nello stesso tempo in esso non mancano le situazioni per viverlo come ambiente malsano, specialmente in più realtà della nostra Sicilia. Le antinomie (=le contraddizioni) sono quelle di sempre, quelle antiche quanto lo sono tutti i centri urbani e che probabilmente non potranno mai essere risolti, in quanto esprimono le contraddizioni perenni della società in quanto tale. La stessa nostra Contessa Entellina risulta a tutti noi che qui risiediamo esserci intima e nello stesso tempo arcana, segreta e sconosciuta per taluni comportamenti ed eventi che, quando accadono, troviamo illogici, incoerenti per il vivere comunitario.

In tutti i tempi ed in ogni generazione si sono verificati molteplici strati di complessa realtà umana, che in parte restano sempre nascosti ai più. Nei decenni trascorsi, che speriamo diventino sempre più lontani, l’area del Corleonese era un’area di disumanità e di violenza che dispiegava ingiustizia nel silenzio e contemporanea impotenza della maggior parte della società. Ancora ai nostri giorni sono molteplici gli strati di ingiustizie che capitano, seppure non paragonabili nemmeno lontanamente ai decenni andati, e nella loro complessa realtà sociale, economica ed umana rimangono in gran parte nascosti o comunque dimenticati, e addirittura sfuggono alla politica.

Non vi è dubbio alcuno che i grandi centri urbani, rilevanti o meno, ai nostri giorni sono comunque espressione più forte della spinta civilizzatrice dell’essere umano, e però nello stesso tempo sono spesso sentiti alienanti. Diverse sono le sensazioni e le impressioni del vivere nei piccoli e medi centri abitati. Ma avremo modo sul blog di soffermarci nel lungo tempo sulle diversificate realtà. Così ci auguriamo.

(Segue)



Conoscere l’uomo (11)

 

Cittadini del Pianeta

Capire l’uomo

Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, i ritrovamenti di uomini fossili si sono moltiplicati in Europa più che nel resto del mondo. Fu in Europa che si approfondirono gli studi dell’evoluzione dell’Uomo e l’Uomo di Neandertal  divenne, negli studi dei ricercatori, l’esempio più importante di tale evoluzione.

A partire dal 1920 furono portati alla luce in Asia Occidentale, in Africa Orientale fossili più o meno vicini morfologicamente ai Neandertaliani d’Europa. Questa circostanza cominciò ad avvalorare  l’idea secondo cui i caratteri generali di quei fossili si ritrovavano in maniera più o meno marcati nell’intero Vecchio Mondo.

I Neandertaliani sarebbero arrivati successivamente a quello che era stato l’Homo erectus. Da qui le teorie che l’umanità nel suo insieme avrebbe subito un’evoluzione, attraversando nel suo insieme una successione di stadi, contrassegnata ciascuna da un’architettura propria ossea e da caratteri propri. I Neandertaliani non sarebbero altro che una rappresentanza delle tante fasi. Non mancarono scoperte e teorie che in qualche modo mettevano in dubbio la convinzione generale secondo cui “l’uomo di Neandertal” sarebbe stato la specie europea per antonomasia, che si sarebbe sviluppata dalla popolazione insediata in Europa 300.000 anni fa e si estinse 30.000 anni fa.

 All’inizio degli anni 1950 gli studi avviarono una migliore comprensione del significato dei caratteri e con maggiore rigore di comparazione dei fossili riuscirono a circoscrivere i caratteri tipici dei Neandertal ereditati dalle generazioni precedenti, più antiche, e quelli in comune con gli Homo sapiens sapiens. Dall’esito di quegli studi sappiamo che i Neandertaliani europei erano relativamente bassi (1,65 cm circa) con un’architettura ossea piuttosto robusta. La capacità cranica varia da 1250 a 1680 cm/3, con una media di 1450 cm/3, perfettamente coincidente alla media attuale.

(Segue)


Il gusto della riflessione: 2)

  

Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

=. =.  =

Non avere paura che

la vita possa finire.

Abbi invece paura che

possa non cominciare 

mai davvero.

 

La frase è di John Henry Newman, un teologo (1801-1890) già anglicano e divenuto in seguito cardinale cattolico. La frase punta a scuotere tutti coloro che cercano il quieto vivere per timore che essere attivi ed impegnati nella società possa causare preoccupazioni e incomprensioni.

Quello di mettersi in gioco, di impegnarsi nella vita sociale, e comunque negli impegni pubblici e collettivi, può probabilmette imbattare talvolta in sconfitte ed in altre addirittura in cadute, e però quella resta sempre e comunque una esistenza autentica e piena. La paura e l’esitazione nel disturbare il manovratore della cosa pubblica dissolvono la vita come polvere inutile. La democrazia è coinvolgimento!

giovedì 5 febbraio 2026

Riflessioni sulla società

La famiglia moderna ha
subito significative
trasformazioni, passando
da una struttura estesa e
patriarcale a nuclei piccoli
con maggiore attenzione
ai diritti individuali e
alla parità di genere e
alla libertà di scelta
rispetto alla tradizione.

Questi cambiamenti
hanno condotto alla
diffusione di nuove
tipologie familiari
(mono genitoriali,
ricostituite, di fatto).










2026: La famiglia (II)

1975: data fondamentale

In Italia data ovvia per indicare la nascita della famiglia moderna e’ il 1975, l’anno in cui viene riformato il diritto di famiglia. Il nuovo codice viene in più ambienti sociali ritenuto come il completamento in senso moderno di un processo storico teso verso valori distintivi della società moderna, primo dei quali la parità dei coniugi e l’abolizione della discriminazione tra i figli legittimi  e naturali.

Nel 1975 fu diffuso, pure, un libro divenuto molto influente dello storico americano Edward Shorter The making of The modern family (un testo accademico fondamentale che analizza la trasformazione storica della famiglia occidentale negli ultimi tre secoli, passando dal modello esteso a quello nucleare. Esplora l'evoluzione dei sentimenti, il declino della famiglia patriarcale e l'emergere dell'intimità moderna). Il libro individua un passo decisivo in direzione della “recisione da parte della coppia dei legami con i genitori, con i parenti e con la comunità “. Secondo Shorter una “rivoluzione dei sentimenti” a più riprese  aveva mutato, per un numero sempre crescente di uomini e donne, il modo di considerare  alcuni aspetti essenziali della vita familiare: l’affetto, la simpatia, l’amore romantico si erano gradualmente sostituiti  alle considerazioni “strumentali”  che avevano in precedenza guidato  la formazione della famiglia tradizionale. Il tutto in un contesto di mutamenti di mentalità. Shorter indicava nei processi di industrializzazione e sopratutto di urbanizzazione  i principali fattori storici  e sociali di rottura dei vecchi rapporti  di parentela e del passaggio dalla famiglia estesa e multigenerazionale, tipica della società contadina e comunque tradizionale a quella “nucleare”, indipendente e isolata della società moderna (e cittadina).

(Queste tematiche di natura sociologica impegneranno 

 parecchie pagine del blog).

Curiosità

 Ripresa dai media

Già nel pomeriggio del
4 febbraio il viso dell’angelo
in questione è stato cancellato
 e pare si resti adesso in attesa
della determinazione della 
Soprintendenza su come
si debba procedere.



Durante un recente intervento di restauro, nella Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma, in una cappella laterale che ospita il busto di Umberto II di Savoia, è apparso un angelo con tratti somatici estremamente somiglianti a quelli della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Inevitabilmente si è acceso un dibattito che va oltre la conservazione dei beni culturali. Il volto dell’angelo presenta una somiglianza difficilmente ignorabile alla Soprintendenza ai Beni Culturali con Giorgia Meloni. Una somiglianza  che non è frutto del caso..

Si tratta di una ridefinizione fisionomica che introduce elementi nuovi, coerenti tra loro e fortemente caratterizzanti. Non bisogna essere diplomati in “belle arti” per sapere che nel restauro conservativo, l’obiettivo dovrebbe essere quello di ricondurre l’opera il più possibile alla sua forma originaria, basandosi su documentazione storica, tracce materiali e confronti stilistici. Nella Basilica, invece, il risultato finale suggerisce un’operazione diversa: non il ricalco dell’affresco precedente, ma una reinterpretazione consapevole del volto. Ne’ si tratta di suggestione.

Un restauratore può spingersi nella “ricostruzione” senza tradire l’opera originale? Quando il restauro smette di essere tutela e diventa riscrittura? E comunque sembrerebbe che qualcosa potrà avvenire nei prossimi giorni.

Stando ad alcune notizie di stampa il Vaticano avrebbe sottolineato "che le immagini d’arte sacra e della tradizione cristiana non possono essere oggetto di utilizzi impropri o strumentalizzazioni, essendo destinate esclusivamente a sostenere la vita liturgica". Su questo presupposto la Soprintendenza statale speciale per Roma, diretta da Daniela Porro, sta continuando a cercare eventuali disegni originali del primo affresco del 2000. Gli archivi sono numerosi, a causa dei tanti cambiamenti avvenuti nelle Soprintendenze. Eventuali disegni verranno confrontati con il dipinto così come appare dopo l’intervento del 2023 da parte del pittore-restauratore-sacrestano Bruno Valentinetti, egli stesso autore del ciclo pittorico nel 2000. 


Letteratura (14)

San Tommaso d'Aquino
 
è una figura centrale nel 
Paradiso di Dante,
 incontrato nel Cielo del
Sole (canti X-XIII) tra gli
spiriti sapienti. In quanto
massima autorità teologica
e filosofica per Dante (la
"Summa" come specchio
del poema), Tommaso
chiarisce i dubbi intellettuali
del poeta, elogia San
Francesco e critica la
corruzione dei 
domenicani.

 Tre dottori della Chiesa

 nella Commedia dantesca




 

Ad Alberto Magno, “dottore universale”, Dante dedica nel Paradiso, una terzina (X, 97-99), collocandolo, come “frate e maestro”, alla destra di Tommaso d’Aquino. Un più ampio spazio e’ dedicato a Bonaventura di Bagnoregio, “dottore serafico”, che propose le cure temporali (“la sinistra cura”) a quelle spirituali (XII 28-145). Amplissimo e’ lo spazio riservato a Tommaso, “ dottore angelico” (X 82-148; XI 1-139; XIII 31-142), dalle cui opere Dante trasse costante materia di riflessione. Nel Purgatorio ( XX 69), inoltre, Dante accetta la voce  secondo cui Tommaso sia stato fatto avvelenare da Carlo d’Angio’.

Brevi considerazioni su/di San Tommaso. Per raggiungere il bene l’uomo ha bisogno di principi trascendenti la natura umana (virtu’ infuse= la fede, la speranza, la carità) che possono essergli solamente concesse dall’alto. Queste virtù sovrannaturali non puntano a svalutare le “virtù naturali”. Per San Tommaso la coscienza naturale dell’uomo deve sempre “agire conformemente a ragione”. Egli interpreta la teologia e la filosofia, distinte, ma razionalmente connesse, due ordini di conoscenze tra loro “ordinati”, ma “indipendenti”. In altri termini San Tommaso, nella sostanza, accettò il “sistema” dell’etica aristotelica, frutto della civiltà classica, estranea al messaggio cristiano, e però vi vide conferma di un ordine provvidenziale.

San Tommaso (e con lui tanti altri suoi contemporanei) individuò nella Politica di Aristotele l’esempio di una analisi della società umana, quale “fatto naturale”, condotta con criteri filosofici, e comunque diversa dalla concezione dello Stato e dei poteri politici di cui alla De civitate Dei di Sant’Agostino. San Tommaso ebbe a dover scrivere che la “scienza politica” possiede un carattere del tutto umano ed empirico, fondato sull’imitazione della natura e su propri valori e canoni specifici e non poteva essere condizionata  dalla visione escatologica, in auge lungo i secoli medievali.

San Tommaso accettò nella sostanza la nuova concezione della realtà etico-politica e la concepì come prodotto dell’ordine naturale, secondo i suoi comportamenti specifici. Affermò che “la scienza politica” era “architettonica” rispetto alle altre discipline pratiche, perché poneva le condizioni pratiche/essenziali per lo svolgimento della vita “secondo ragione” e, in ultima analisi, per l’esercizio del “sapere”. Su questi presupposti ritenne che si dovessero riconoscere e rispettare tutte le autorità legittime, escluse soltanto quelle fondate su intendimenti “tirannici” e che mirano a violare la razionalità dell’uomo.

(Segue)



mercoledì 4 febbraio 2026

Il gusto della riflessione. 1)

 Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere.

=. =.  =

William Shakespeare

Una vita  e’ un’opera di 

teatro che non ha prove iniziali.

Canta, ridi, balla, ama e

vivi incessantemente ogni

momento della tua vita, 

prima che cali il sipario e l’opera

finisca senza applausi.

 

La frase sopra riportata è di William Shakespeare. Si tratta di un invito ad assaporare ogni istante della nostra vita. Evitando comunque che essa trascorra nella superficialità o che passi all’interno della comunità senza lasciare “significato”. 
Non è detto però che il miglior impegno sia quello del demagogo che cerca ad ogni costo l’applauso facendo uso della retorica vuota come vuole evidenziare il bigliettino qui accanto.

Il Risorgente imperialismo (3)

Aleksandr Nikolaevic Benois, Il lago dei cigni,
bozzetto di scenografia per il balletto di
Cajikovskij, Milano, Collezione
Nicola Benois.



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Eventi storico-politici

1) In Italia inizia l’inchiesta agraria della commissione parlamentare coordinata da Stefano Jacini (1827-1891).

2) Viene varata la legge Coppino che impone l’obbligo scolastico  ai fanciulli dai sei ai nove anni.

3) In Francia un colpo di stato del presidente Mac Mahon, per instaurare un governo di destra, porta ad un successo elettorale dei repubblicani (ottobre).

4) Scoppia una guerra tra Russia e Turchia per il predominio nei Balcani e per il controllo degli Stretti.

5) La Romania stringe un’alleanza con la Russia contro la Turchia.

6) Nell’Africa del Sud, gli inglesi annettono alla colonia del Capo la repubblica boera del Transvaal, dove sono stati scoperti giacimenti di diamanti.

7) In Giappone, una ribellione di samurai contro l’imperatore viene domata dall’esercito. Viene abolita la casta dei samurai.

Lettere, Filosofia, Arti

1) Olindo Guerrini (1845-1916) pubblica, con lo pseudonimo di Lorenzo Stecchetti, la raccolta di poesie Postuma.

2) Le memorie del presbiterio, romanzo postumo di Emilio Praga.

3) Zola, L’ammazzatoio, romanzo del ciclo del Rougon -Macquart (vasto affresco storico sociale comprendente 20 romanzi).

4) L. Tolstoj, Anna Karenina, romanzo.

5) chi vive bene in Russia? quadro della vita e del lavoro del popolo russo del giornalista, romanziere e poeta Nicolaj Alekseevic Nekrasov (1821-1877).

6) Sansone e Dalila, opera del compositore francese Camille Saint-Saens (1835-1921).

7) Il compositore russo Piotr Ilic Cajkovskij (1840-93) compone il balletto Il lago dei cigni.

8) L’architetto Giuseppe Mengoni (nato nel 1829), autore della sistemazione della piazza del Duomo di Milano, muore, forse suicida, cadendo dalle impalcature della Galleria Vittorio Emanuele, da lui progettata, pochi giorni prima dell’inaugurazione.

Scienze e Società 

1) G.V. Schiaparelli delinea una carta di Marte, chiamando “canali” alcuni allineamenti; da questa denominazione nascerà una disputa sull’esistenza di marziani  capaci di scavare i canali.

2) L’astronomo americano A. Hall scopre i satelliti di Marte, Phobos e Deimos.

3) Il fisico inglese J. W. Rayleigh pubblica Teoria del suono.

4) Il fisico francese L.  Ailleter  ottiene l’aria liquida.

5) Giuseppe di Rovasenda, Saggio d’Ampelografia universale, minuzioso catalogo ragionato  di tutte le varietà di vitigni.

6) Il tedesco N.A. Otto inventa il motore a combustione  interna a quattro tempi.

7) J. Minier realizza le travi in cemento armato.

8) L’americano Th. A. Edison inventa il fonogramma.

9) L’inglese D.E. Hughes inventa il microfono a polvere di carbone.

10) Negli Stati Uniti vengono installati i primi telefoni pubblici.

11) Muore Cornelius Vanderbilt (nato nel 1794), magnate delle compagnie  ferroviarie  egli USA.

12) L.H. Morgan, La società  antica.

13) Il sistema preventivo nella educazione della gioventù di Giovanni Bosco (santo 1815-1888), fondatore dei salesiani.

14) Ferdinando Bocconi apre a Milano il primo “grande magazzino” per la vendita  di abiti confezionati.

M . 

 

Riflessioni sulla società

La famiglia e’ riconosciuta come
la “società naturale fondata sul
matrimonio” e costituisce il
pilastro fondamentale
dell’organizzazione
sociale, fungendo da
principale agenzia di
socializzazione e 
trasmissione di
valori. Essa evolve
da patriarcale a nucleare
e forme variegate, 
influenzando ed 
essendo influenzata dalle
politiche economiche e
sociali.


















 2026: La famiglia

La famiglia è una società naturale? I dati dell’antropologia dimostrano che in realta’ essa è una costruzione sociale, e la moderna famiglia occidentale è uno dei possibili modelli. Anche la famiglia europea ha comunque subito profonde trasformazioni: dalle grandi famiglie allargate che dominavano fino alla prima metà del Novecento, si e’ ai nostri giorni alle famiglie nucleari con sempre meno componenti.

L’evoluzione della famiglia moderna

Una delle più autotevoli studiose della famiglia contemporanee, la sociologa Catherine Bonvalet, ha osservato che “la crisi dello stato sociale, il declino delle ideologie e lo sviluppo di nuove configurazioni familiari ci hanno spinto a guardare la famiglia con occhi diversi”. Questa considerazione, da parte di una sociologa e’ significativa perché segnala una sorta di confine nel campo degli studi sulla famiglia fra i sociologi e i demografi, che accettavano premesse e tesi della teoria della modernizzazione  e gli storici e gli antropologi che mettevano in guardia contro le limitazioni della loro teoria.

Per comprendere l’incidenza delle tante trasformazioni che in tutto il mondo occidentale hanno interessato il passaggio di quella che era la famiglia tradizionale nella famiglia moderna sul blog dedicheremo alcune pagine, cominciando dalla riforma del diritto di famiglia del 1975.

(Segue)    

martedì 3 febbraio 2026

Il Risorgente imperialismo (2)

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Eventi storico-politici

1) In Francia, con 353 voti contro 352, viene proclamata la Costituzione della Terza Repubblica.

2) In Italia “rivoluzione parlamentare” (marzo): la destra viene rovesciata dalla sinistra guidata da Agostino De Pretis, che inaugura la politica del “trasformismo”

3) viene conseguito, per la prima volta dall’unita’, il pareggio di bilancio dello Stato, grazie alla politica “dell’economia fino all’osso” di Quintino Sella.

4) La Serbia viene sconfitta dai turchi  ad Aleksinac (1’ settembre).

5) In Russia , nasce la società segreta  “Terra e libertà “ che si batte per una radicale  rivoluzione della società zarista.

6) In Turchia, deposto con un colpo di Stato il sultano Abdul Aziz, il capo del governo Midhad Pascià proclama nuovo sultano  Abd-il-Hamid II, il quale accorda una Costituzione.

7) Negli Stati Uniti gli indiani Sioux, guidati da Toro Seduto, in lotta contro l’occupazione  delle terre indiane  da parte dei coloni  bianchi, sbaragliano a Little Big Horn il reggimento di cavalleria  del generale Custer.

8) In Messico Porfino Diaz con un colpo di Stato instaura una dittatura personale  che durerà fino al 1911 (con una interruzione dal 1880 al 1884).

9) La colonia inglese dell’India  è costituita in impero: la regina Vittoria e’ proclamata “imperatrice delle Indie”.

Lettere, Filosofia, Arti

1) Il filologo Pio Raina (1847-1930) pubblica il saggio ”Le fonti dell’Orlando Furioso”.

2) Stéphane Mallarmé (1842-1898) Poeta e scrittore francese pubblica Pomeriggio di un fauno.

3) Jens Peter Jacobsen, (1847-1885)  fu poeta e scrittore decisivo danese. Ateo, botanico, traduttore di Darwin, morto giovane, fu il maestro di Rilke, pubblica Maria Grubbe.

4) Mark Twain, pseudonimo di Samuel Langhorne Clemens (Florida30 novembre 1835 – Redding21 aprile 1910), è stato uno scrittoreumoristaaforista e docente statunitense autore di capolavori riconosciuti della letteratura statunitense del XIX secolo, come Le avventure di Tom Sawyer.

5) Muore il drammaturgo polacco Aleksander Fredro (nato nel 1793) autore di numerose commedie (Il signor Jowialski).

6) Pierre-Auguste Renoir, pittore impressionista francese (1841-1919) , dipinge Le moulin de la Galette.

7) La Gioconda, opera lirica, capolavoro del compositore Amilcare Ponchielli (1834-1886). 

8) Viene costruita alla sommità della collina di Montmartre a Parigi la chiesa del Sacro Cuore.

9) Muore a Milano Francesco Maria Piave  (nato nel 1810), librettista di Verdi (Rigoletto, La Traviata, La forza del destino).

10) Muore l’attore e commediografo napoletano Antonio Petito (nato nel 1822), celebre Pulcinella.

11) R. Wagner inaugura il proprio teatro di Bayreuth con la Tetralogia dell’Anello del Nibelungo.

Scienze e Società 

1) Il tedesco R. Kock scopre il bacillo del carbonchio.

2) Gaspare Virgilio, direttore del Manicomio di Aversa, vi istituisce una sezione speciale per i pazzi criminali.

3) H. Schliemann porta alla luce i resti della citta’ di Micene.

4) L’americano A.G. Bell brevetta il telefono.

5) Il giornalista napoletano Eugenio Torelli-Viollier (1842-1900) fonda a Milano il “Corriere della Sera”.

Politica, economia, diritto, sociologia (5)

L’economia / sociologia nella vita quotidiana: I cambiamenti dei centri abitati.
Sicilia nostra


L'economia di Contessa Entellina, 
e della Valle del Belice, si basa 
sull'agricoltura (vino DOC, olio, 
grano) e sulla zootecnia.

Nel corso del ‘900 consistenti
furono le rimesse degli 
emigrati; nei primi decenni
dagli USA e nei secondi
decenni dai paesi UE.

Il paesaggio 

è caratterizzato da colline, boschi
e dalla Riserva Naturale Integrale 
"Grotta di Entella".

Ai nostri giorni,  pare
di capire che, “sei” abitazioni su 
“dieci” (ricostruite nel post-sisma
1968), siano disabitate. Taluno 
ci fa osservare però che quel
sei su dieci da noi accolto e’ 
fin troppo sottovalutato.



Sotto parecchi punti di vista, la località entro cui ciascuno risiede, il paese Contessa Entellina o Sambuca di Sicilia, o la città Palermo, e’ sempre un luogo intrigante, nel senso che non finisce mai di incuriosire.

Vivere in aggregati urbani, che siano paesi di provincia, come Contessa Entellina, o città come sono Palermo o Sciacca, rappresenta in questo terzo millennio dell’era cristiana ritrovarsi in contesti e sedi espressione avanzata di civilizzazione umana e nello stesso tempo in contesti temuti, e da taluni di noi odiati, perché in essi, con molta frequenza, viene tuttora dissipata l’umanità ai danni di più fasce sociali. E non ci riferiamo solamente alla “mafia”, quella alla Luciano Liggio, o all’arroganza degli arrampicatori sociali.
Il paese, la cittadina e la citta’ sono ovviamente, e sicuramente restano, contesti che proteggono, dovrebbero proteggere, da molte avversità della natura (e questa aspettativa non sempre viene garantita se pensiamo a quanto sta accadendo in queste ore a Niscemi)  e nello stesso tempo sono ambienti malsani (si, valgono ancora i tanti racconti dei nonni).
Gli amici con cui capita di confrontarci fanno rilevare che quelle riportate sopra sono “antinomie”. Lo sono,  e non sono novità dei nostri giorni. Se antinomie sono, esse sono antiche sin dall’alba dell’umanità, e da allora sempre si è tentato di risolverle, ma dal momento che rappresentano la contraddizione dell’essere umano, ogni realtà, che sia paesana o cittadina, in ciascuno di noi produce contestualmente sentimenti di intimità e nello stesso tempo sentimenti arcani, misteriosi. E la politica frequentemente non si adopera per renderci fiduciosi.
Quanto tratteggiato e’ vero per quanto riguarda l’aspetto sociologico delle comunità, dietro cui sta la realtà fisica, strutturale del luogo.

L’analisi che ci proponiamo di sviluppare in più tempi, lo ripetiamo, vale per la nostra Contessa Entellina, ma essa non differisce affatto dalle realtà prossime dell’area del corleonese, come vale pure per le città, quali sono Palermo o Sciacca. Anzi,  nei grossi centri abitati l’analisi sociologica è molto più complessa e, comunque noi, su ogni realtà siciliana, che sia cittadina o periferica, ci proponiamo di riflettere con ottica sociologica oltre che, più ampiamente, socio-economica.