| L'Italia del XV secolo (il Quattrocento) era una terra divisa in tanti Stati diversi, guidata da Signorie e Repubbliche, ed è famosa per la nascita del Rinascimento. Grazie alla ricchezza delle corti e dei mercanti, l'Italia diventa il centro di una grande rinascita della cultura, della pittura, della scultura e della letteratura. |
Sistemi economici da esplorare
Perché quegli arbereshe del XV secolo
vollero venire nella Sicilia feudale?
L'Italia del XV secolo, il secolo del crollo dell’Impero Romano d’Oriente e della migrazione degli arbereshe dai Balcani nel Sud Italia ed in Sicilia, almeno quella centrale e quella settentrionale, era ai vertici mondiali della ricchezza. Era probabilmente più ricca, per caput (=pro capite), di quanto non sia mai stata sino alla vigilia della prima guerra mondiale.
La ricchezza era non solo manifatturiera, commerciale, finanziaria, ma anche agricola. Il tutto si fondava su un diritto commerciale moderno in relazione ai tempi, su raffinate istituzioni finanziarie, su mercati articolati ed efficienti e su una tecnologia d'avanguardia, anche in agricoltura.
In quell’alba della modernità, più storici ci fanno sapere che gli italiani (quelli del centro-nord) seppero - con l'imprenditorialità, con la laboriosità, con lo studio nelle scuole e nelle botteghe - produrre cose che piacquero al mondo. Seppero aggiungere valore alle risorse primarie di cui l'Italia scarseggiava e che si dovevano importare e pagare esportando con successo, da parte di un paese naturalmente trasformatore, per necessità volto ai traffici internazionali e che solo nell'apertura al commercio con l'estero poteva prosperare.
Quell'esperienza storica socio-economico - con le sue ascese, le cadute, i recuperi - è di speciale rilievo per tutti i paesi che la natura non ha dotato delle risorse primarie più richieste internazionalmente.
Si era all’alba dello Stato moderno che però cominciava a prender forma in Spagna, in Francia, nelle isole britanniche. Gli storici sostengono che lo Stato moderno di vasta dimensione ha giuocato un ruolo importante, non solo sul piano militare, civile, istituzionale, culturale ma anche su quello economico. Ha unificato legislazione, amministrazione, pesi e misure, sistema monetario; ha creato mercati e li ha sostenuti con la Marina, con l'Esercito; ha costruito porti, strade, canali; ha favorito il trasferimento delle tecniche.
E, purtroppo, tutto ciò è in gran parte mancato all'Italia divisa e colonizzata.
Quale peso ha avuto questa carenza nel declino italiano nei successivi secoli XVII e XVIII? Su queste ed altre circostanze, attinenti l’arretratezza del Meridione rifletteremo.
