Ci proponiamo di riportare periodicamente dei resoconti storici su personaggi, movimenti politici ed istituzioni, accompagnati, ove a noi disponibili, da tabelle, indici e immagini d’epoca. Filo conduttore sarà la Storia politica e civile dell’Italia post-napoleonica con frequenti raffronti socio-politici-istituzionali più vicini a noi, cittadini del terzo millennio.
L'italia dopo il 1815
Sebbene in epoche precedenti non fossero mancati precursori e progetti per un Italia unita, convenzionalmente l'anno 1815 è stato assunto dagli storici come data d'origine del processo risorgimentale che porterà nel 1861 alla proclamazione del Regno d'Italia sotto la dinastia dei Savoia.
Il 1815 è una data spartiacque per tutta l'Europa: il congresso di Vienna sancisce infatti la dissoluzione dell'impero napoleonico e la restaurazione dei sovrani assoluti. Per tutto il periodo le vicende interne dei vari Stati della penisola, tutti sotto l'influenza o il diretto dominio degli austriaci a eccezione del solo Piemonte, sono largamente determinate dal contesto internazionale. İ più significativi moti insurrezionali sono infatti strettamente correlati a rivoluzioni scoppiate in altre nazioni, in particolare in Francia, ed è grazie ad alleanze europee favorevoli che il Regno di Sardegna può alla fine degli anni Cinquanta procedere, dopo una serie di conflitti, all'annessione degli altri Stati italiani.
Essenziale è comunque la mobilitazione popolare sotto la guida dei democratici per la cacciata dei Borboni dal Regno delle Due Sicilie.
Dal punto di vista economico i vari Stati, e loro insieme, sono in condizioni di relativa arretratezza rispetto ai principali paesi europei.
Nel 2026 l'Italia sarà l'economia con la crescita più bassa tra i Paesi del G20. E’ quanto emerge dalle ultime previsioni dell’OCSE |
……. L'italia dei nostri giorni
Ancora oggi l'Italia non primeggia economicamente in Europa. Pur rimanendo tra le prime 10 economie mondiali e la terza nell'Eurozona, la sua economia presenta forti criticità strutturali, registrando ritmi di crescita e livelli di debito tra i peggiori del continente.
Le stime della Commissione Europea collocano l'Italia nelle ultime posizioni per crescita economica. Con un aumento del PIL previsto attorno allo 0,5% - 0,6%, il Paese viaggia a rilento rispetto alla media europea, frenato dal calo della produzione industriale.
Il rapporto debito/PIL italiano è purtroppo ai vertici in Europa, superando il 137% e attestandosi come uno dei più alti dell'Eurozona.
Sul fronte del lavoro, l'Italia ha raggiunto livelli storici di occupazione, ma questo dato si scontra con salari stagnanti e un costo della vita che incide pesantemente sul potere d'acquisto.
I cittadini italiani mantengono una buona solidità per quanto riguarda il risparmio e il patrimonio privato (soprattutto immobiliare), ma la ricchezza netta pro capite rimane inferiore alla media dei paesi OCSE.





