=. =. =. =Fondamenta della fede in cui in tanti credono e altri dicono di credere.
Riflettendo sugli “Atti degli Apostoli”. Col supporto di più fonti libresche ci piace provare a cogliere il senso e le intenzioni che San Luca poneva nel progettare gli “Atti”. Lo faremo solo per alcune settimane e solamente per alcuni passaggi.
Genere letterario degli Atti. Gli Atti costituiscono un’opera unica per genere nel Nuovo Testamento, a parte l’Apocalisse, anch’essa unica nel suo genere, mentre di Vangeli ne abbiamo quattro, e di lettere ben 21 (e’ il genere più presente). Raccontano il “dopo” della missione di Gesù Cristo, rappresentano il “secondo tempo” rispetto ai Vangeli, ma presentano anche differenze letterarie rispetto al Vangelo.
Si è molto discusso sul genere letterario degli Atti, sopratutto sui rapporti con la storiografia e con la biografia, ma anche col romanzo greco, con la novella, con le gesta di personaggi illustri della storia, con l’apologetica etc. Frequentemente si è pensato a un genere letterario sui generis, unico.
Indubbiamente si possono riconoscere rapporti con tutti questi generi, in specie con la storiografia, anche se si devono comunque introdurre dei correttivi all’idea che gli Atti possono essere considerati un’opera storiografica tout court, sopratutto se la si giudica secondo criteri moderni.
Rapporti con la storiografia. Gli Atti hanno interessato molto dal punto di vista storico, perché costituiscono, si può dire, l’unico documento che ci ricorda su un periodo fondamentale: quello del cristianesimo delle origini (tra il 30 e il 60 circa). Anche se qualche riferimento si può ricavare da altre fonti, sia neo testamentario (lettere, sopratutto) sia profane (Giuseppe Flavio, storici romani, etc.), solo gli Atti consentono di ricostruire in modo ordinato, una successione di eventi, seppure con molti travagli per gli studiosi dei nostri giorni.
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Essere persone responsabili
Riflessioni estrapolate da un lungo testo di
P. Nino Fasullo: redentorista, ha insegnato filosofia e pedagogia nelle scuole statali; ha fondato nel 1975, insieme a dei laici, la rivista Segno, strumento di approfondimento culturale e di indagine critica oltre che di impegno civile,
==Parlare di “cultura” significa sapere fare spazio all’intelligenza e alla libertà per costruire rapporti umani positivi.
==La “fiducia” è una forza fondamentale che apre e sorregge i rapporti tra gli esseri umani liberati dalla paura e dalla violenza.
==Il “pentimento” è un grande potere dell’uomo capace di rinnovare se stesso e la società.
==La Religione è un fatto profondamente umano, un prodotto dell’uomo. Gli uomini ne sono gli autori e amministratori, quindi i responsabili. Loro la fanno e la disfanno. La religione in questo senso non scende dal cielo in terra, ma sale dalla terra in cielo. Rappresenta il movimento dell’uomo verso Dio, la ricerca di Dio da parte degli uomini. In questo senso si dice a ragione che la religione è iscritta nel cuore dell’uomo, il quale non può vivere senza Dio. Sant’Agostino scrisse Inquietum est cor nostrum donec requiem at in te.
