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martedì 14 luglio 2026

Estate 2026

 

L’estate 2026 si sta preannunciando
come una 
stagione caratterizzata da 
temperature record ben sopra la
media globale
 e da un forte impatto
economico sulle famiglie, ma anche
da un ritorno in grande stile del turismo
 balneare e dei festival estivi.





Stando ai media la settimana corrente è caratterizzata da temperature altissime, di 7-8 gradi sopra la media, fino a raggiungere anche i 43 gradi. Il picco sarà tra mercoledì (domani) e giovedì (dopo-domani). Gli scienziati hanno dimostrato che l’aumento della concentrazione di CO2 nell’atmosfera è tra le cause principali del riscaldamento globale (non la sola). Alcuni studi suggeriscono che l’effetto diretto della CO2 sulla temperatura globale sia di circa un grado per un raddoppio della sua concentrazione atmosferica. L’aumento delle emissioni, a causa principalmente di combustione di carbone, petrolio e gas naturale ha portato a fenomeni estremi più frequenti, come ondate di calore, siccità, innalzamento del livello dei mari e fenomeni meteorologici estremi. La persistenza dell’anticiclone africano è un altro fattore. Quindi ci sono due fenomeni che si combinano: la maggiore frequenza di eventi di aria calda africana che si sposta in Europa e temperature che nel complesso si sono alzate di uno o due gradi.

 Con il caldo il corpo perde acqua e sali minerali e la pressione si abbassa. Per evitare la disidratazione bisogna bere almeno otto bicchieri d’acqua al giorno (se si è ben idratati, le urine sono chiare). No a bibite zuccherate (non dissetano), bevande ghiacciate (il freddo aumenta la produzione di calore), alcolici e caffè (sono diuretici). Sì a pasti ricchi di frutta e verdura. Tra gli alimenti più idratanti anguria, melone, cetrioli, zucchine, fragole, ciliegie, albicocche, fichi, frutti di bosco, pomodori, melanzane, sedano e peperoni. Meglio limitare fritti, salse, piatti salati, che aumentano la sete, favorendo la disidratazione. Attenzione agli sbalzi termici dopo aver mangiato. Esporsi all’aria condizionata fredda o tuffarsi in mare può favorire una congestione, con sintomi come dolore addominale, nausea, pallore, perdita di coscienza.


14 luglio

I francesi festeggiano la Presa della 
Bastigli
, avvenuta il 14 luglio 1789 
durante 
la Rivoluzione Francese. 
La ricorrenza, nota come 
Fête 
Nationale
, commemora anche la 
Festa della Federazione del 1790, 
celebrando la fine della monarchia 
assoluta e l'unità del popolo francese

Il 14 luglio 1789 i rivoluzionari francesi conquistarono la Bastiglia. L’evento, raffigurato in questa incisione dell’epoca divenne il simbolo della Rivoluzione, originata dalla povertà delle masse urbane e rurali e dall’insofferenza della borghesia.

Per molti storici la Rivoluzione francese continua a coincidere  con lo sforzo storiografico di analizzarla e raccontarla, a dimostrazione  della sua contemporaneità. Per molti storici essa mantiene intatta la valenza di cesura  che separa l’antico dal moderno, chiudendo l’epoca della feudalità e dell’assolutismo e inaugurando  l’età dell’eguaglianza giuridica, della partecipazione politica  e dei diritti individuali, della sovranita’ popolare e della democrazia.

Al di la’ di tante differenziate interpretazione su quell’evento storico, la Rivoluzione francese continua a coincidere con lo sforzo storiografico di analizzarla e raccontarla, a dimostrazione della sua irriducibile contemporaneità.

La Rivoluzione francese, iniziata nel 1789, segna convenzionalmente il passaggio dall'età moderna all'età contemporanea. L’evento ha sovvertito l'Ancien Régime e le sue disuguaglianze di classe, inaugurando i princìpi fondamentali dello Stato moderno. La  sua contemporaneità si manifesta su tre livelli principali:
-Diritti e Costituzioni: Ha introdotto l'idea che i diritti umani e politici debbano essere inalienabili e sanciti da una costituzione scritta;
-Sovranità popolare: Ha spostato il potere dal monarca assoluto alla nazione, ponendo le basi per le democrazie rappresentative attuali;
-Dibattito politico: Ha dato vita al lessico politico contemporaneo, definendo le categorie di destra e sinistra e il ruolo dei partiti politici.

Italiani emigrati, contessioti emigrati (3)


L’emigrazione italiana oggi è un
fenomeno strutturale che coinvolge
oltre 150.000 espatri all'anno, con
una forte incidenza di giovani under
35 e laureati mossi da motivazioni
economico-lavorative
. Più del 76%
delle partenze ha come destinazione
l'Europa (Regno Unito, Germania
e Svizzera su tutte), impoverendo
il Paese di capitale
umano.









Tra il 1861 e il 1985, quasi 30 milioni di italiani sono emigrati all'estero, dando vita a una delle più grandi diaspore della storia moderna. Il fenomeno ha avuto diverse fasi, dalla "grande emigrazione" di fine Ottocento verso le Americhe, fino agli espatri contemporanei verso il resto d'Europa.

Dopo l'Unità d'Italia, una forte povertà, la sovrappopolazione e la crisi agraria spinsero milioni di italiani a cercare fortuna altrove. Inizialmente il fenomeno interessò soprattutto il Nord Italia (in particolare Veneto e Piemonte), ma dopo il 1880 coinvolse massicciamente anche il Mezzogiorno. Le destinazioni principali furono il Sud America (Argentina e Brasile) e il Nord America (Stati Uniti). Gli italiani dovettero affrontare grandi disagi durante i viaggi in nave e, una volta arrivati, subirono forti discriminazioni. A partire dal secondo dopoguerra, l'emigrazione riprese, questa volta diretta non solo verso le Americhe, ma anche verso i paesi europei in forte espansione industriale (come Germania, Svizzera, Francia e Belgio.

Oggi il fenomeno è cambiato. Non si parte più principalmente per fame, ma per cercare migliori opportunità lavorative e di realizzazione professionale, spesso riguardando giovani laureati e qualificati. Le mete privilegiate rimangono i paesi europei (Regno Unito, Germania, Spagna, Francia), contribuendo a un bilancio demografico che vede l'Italia come paese di forte espatrio.

 La ripresa dell’emigrazione italiana nei tempi più recenti è stata al centro di un ampio dibattito pubblico e pure accademico, e diversi commentatori hanno sottolineato come l’Italia sia tornata a svolgere il suo “ruolo di esportatore di manodopera” verso gli altri paesi europei, come era già avvenuto negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso.

L’emigrazione italiana più recente, sia interna che internazionale, ha però caratteristiche diverse rispetto a quella del secondo dopoguerra: non è cambiato solo il panorama economico, che non si caratterizza più per l’espansione dell’industria fordista, quanto piuttosto dalla crescente terziarizzazione dell’economia. 

Sono mutate le caratteristiche individuali dei migranti, che a differenza del passato sono più istruiti e provengono anche dalle aree più ricche e dinamiche del nostro paese, dal Settentrione. L’aumento della quota di laureati tra gli emigrati ha innescato un ampio dibattito sul depauperamento del capitale umano della società italiana, nonché sulle ripercussioni negative sull’economia e sulla competitività del Paese. 

 Fra le tematiche che affronteremo prossimamente c’è quella di scandagliare i numerosi “accordi” e le “convenzioni” fra Italia e paesi esteri sulla materia migratoria.

=. =. =

Sul blog il fenomeno “emigrazione” intendiamo trattarlo in ogni sua sfaccettatura, storica, geografica, sociologica, demografica ed altro ancora. Chi scrive e cura questa pagina è nato quando Contessa Entellina aveva qualcosa in più di tremila abitanti. Ai nostri giorni ci viene detto che sulla carta ne avrebbe 1430. Un buon motivo per interrogarci e per interrogare i  politici nazionali e territoriali che governano il Paese, indipendentemente se dichiarano di sviluppare politiche di “destra” o di “sinistra”.


lunedì 13 luglio 2026

Cittadino consapevole (2)

 

La scienza economica nel terzo
millennio è passata da un modello
basato su mercati perfetti e
individui puramente razionali
a un approccio multidisciplinare.



L’Economia, una scienza sociale

Perché il cittadino comune, quello che magari vive di un solo reddito da lavoro dipendente, un salario o uno stipendio, oggi è sempre più indotto a occuparsi di questioni economiche? In passato l'unica economia che poteva interessarlo era quella «domestica», cioè come spendere il proprio reddito distribuendolo razionalmente tra i diversi bisogni primari da soddisfare: alimentazione, abbigliamento, abitazione, tempo libero e così via. Oggi invece il cittadino percepisce, e giustamente, di essere sempre più coinvolto anche dalle grandi questioni economiche (dal cosiddetto andamento macroeconomico del paese) e dagli affari della finanza pubblica e privata.


Come si è giunti a questo? È solo una moda, un interesse passeggero?

No, non è così: nel corso di un periodo molto lungo, ma con più intensità negli anni più recenti, si sono verificati numerosi mutamenti qualitativi nel rapporto tra la generalità dei cittadini e l'economia. Ciò che in passato interessava solo una ristretta cerchia di persone è ora materia di scelte quotidiane e di valutazione per una massa sempre più larga di persone. Facciamo qualche esempio di questa evoluzione.


In alcuni casi si è trattato di processi di lunghissimo periodo. Primo fra tutti la progressiva riduzione dell'occupazione agricola e, in particolare, la contrazione del peso delle attività agricole più povere: quelle del piccolo contadino e del mezzadro con un modesto appezzamento. Dietro a questa economia rurale c'era molto autoconsumo. In altre parole, la famiglia contadina produceva in primo luogo per soddisfare direttamente i propri bisogni, quelli alimentarı innanzitutto, e solo il residuo veniva scambiato sul mercato con denaro.

Era un'economia familiare nella quale la moneta, i movimenti dei prezzi e tutto ciò che vi è connesso avevano in definitiva un ruolo marginale. La riduzione di questa agricoltura per l'autoconsumo, la sua progressiva sostituzione con un'agricoltura più moderna e decisamente orientata al mercato costituiscono un processo che ha coinvolto milioni di italiani, soprattutto a partire dal dopoguerra. Nel 1951 ancora il 42,2 per cento della popolazione attiva era assorbito dall'agricoltura, contro il 3,5% - 4% della popolazione attiva totale dei nostri giorni, per un totale di poco più di 1 milione di lavoratori dipendenti (registrati dall'INPS) a cui si aggiungono oltre 400.000 lavoratori autonomi.


(Segue)


(Contiamo di rendere via via sempre più frequente e più interessante questa pagina: acquisire cognizioni della scienza economica equivale a meglio conoscere il mondo entro cui viviamo).

La Letteratura (30)

Il capolavoro di Sant'Agostino
sono 
le Confessioni (scritte
intorno al 398 d.C.). In quest'opera
 autobiografica in 13 libri, il filosofo
 e Dottore della Chiesa si rivolge
 direttamente a Dio per
ripercorrere la propria vita,
raccontando il suo travaglio
interiore, gli errori di gioventù
e la conversione.



Dalla cultura medievale a … 

Nonostante le differenze nell’utilizzazione degli autori e dei metodi, non furono troppo diverse le "autorità" filosofiche, sempre più ampliate nel corso del Duecento, e costituite, in massima parte, sia da taluni testi del secolo precedente (basti pensare alla fortuna degli scritti usciti dalla scuola di Gilberto de la Porrée, alla costante incidenza di idee derivate dagli scolastici di Chartres, alla lunga presenza di temi tratti dalle opere dei maestri di San Vittore), sia dal corpus aristotelico, ormai divenuto il presupposto essenziale del sapere e del linguaggio scolastici, sia dagli interpreti islamici, sia dalla letteratura araba ed ebraica, sia, ancora, dai trattati e dalle summulae che raccoglievano gli insegnamenti della logica nova. 

Recependo, pure con atteggiamenti assai vari nelle diverse scuole e nei singoli maestri, la cultura ormai preminente nelle università, gli ordini mendicanti si posero sullo stesso piano teorico sul quale operavano, sin dai primi decenni del secolo, molti maestri secolari e, in particolare, quelli delle "arti”.

Non solo: non esitarono ad affrontare anche le dottrine scientifiche proposte da medici, astronomi e matematici, spingendosi, talvolta, anche nel pericoloso dominio delle arti segrete, delle dottrine astrologiche, della pratica alchimistica o di quell'oscura terra di confine sempre disputata tra le tecniche della magia "benefica" e quelle delle arti meccaniche".

Più oltre si avrà occasione di ricordare il singolare interesse per queste discipline manifestato da maestri francescani o domenicani; un interesse che, in taluni casi, era connesso alla loro attività di architetti e costruttori, ma che. in altri casi, nasceva piuttosto dall'accettazione di grandi disegni di radicale rinnovamento della Chiesa e dal proposito di attuare in terra il regnum Dei per homines. Però l'insistenza su questi aspetti della loro cultura profana non può far dimenticare che gli studia degli ordini coltivarono e, in molti celebri casi, rinnovarono anche la tradizione mistica del cristianesimo occidentale, richiamandosi alle esperienze spirituali dei cistercensi e dei vittorini, per risalire all'originaria ispirazione neoplatonica della "teologia mistica" dionisiana, così influente non solo tra i francescani, ma anche tra i domenicani (e basti ricordare soltanto il nome di Meister Eckhart!), gli agostiniani e gli autori di altri ordini. A ciò si aggiunga che una forte tensione escatologica li indusse spesso a riassumere quell'immagine della storia ecclesiale e del destino umano già affidata alle profezie gioachimite o pseudogioachimite, quando non favorì, addirittura, le influenze, manifeste o celate, di ispirazioni mistiche non cristiane, delle quali si trovano tracce precise in opere e personalità "emblematiche". Sicché l'universo culturale nel quale i maestri degli ordini svolsero la loro attività di teologi, insegnanti, predicatori, missionari o riformatori appare estremamente ricco e complesso, all'incrocio tra tutte le tendenze e aspirazioni culturali proprie di un'epoca segnata da grandi conflitti religiosi e politici e da dibattiti speculativi non meno intensi.

Naturalmente le propensioni per i diversi aspetti e soluzioni teoriche della comune cultura filosofica duecentesca variarono nel tempo, secondo i momenti particolari della storia interna degli ordini e il loro rapporto con le altre forme della ecclesiastica e istituzionale. Ma, per indicare subito un dato molto concreto, andrà sottolineato che i domenicani si erano assunti sin dall'origine il compito di ricondurre all'ordine cattolico quei ceti sociali e quegli ambienti intellettuali sui quali era stata più forte l'attrazione dei grandi movimenti ereticali o l'influenza delle filosofie "pagane".

Cercare Lavoro


Il lavoro occupa una posizione
di centralità assoluta nella 
Costituzione della Repubblica
Italiana
, configurandosi non
solo come un diritto o un dovere
economico, ma come il vero e proprio
 valore fondante dell'intero
ordinamento democratico e
sociale
. I Padri Costituenti
scelsero il lavoro come elemento
chiave per superare i vecchi
privilegi legati alla nobiltà e al
censo, trasformandolo nello
strumento principale per
garantire la dignità umana e la
partecipazione democratica.





(1) La tematica del lavoro andrà’ via via assumendo più spazio sulle pagine del blog. La società, la realtà sociale va cambiando a ritmi via via più accelerati. Riteniamo fare cosa utile dedicare per qualche tempo interesse culturale e impegno sociale a questo aspetto del vivere che principalmente interessa i nostri giovani, quelli che in carenza della politica dei politicanti sono costretti ad intraprendere la via dell’Emigrazione. 

===

 Cercare lavoro significa puntare a realizzare se stessi, pertanto a tale attività devono essere dedicati l'attenzione e il tempo necessari. Fondamentale è cercare quello che veramente si vuole.

L'evoluzione del mercato del lavoro, sotto la spinta dell'invecchiamento della popolazione, favorisce scelte coraggiose e rigorose.


La disoccupazione odierna è causata in misura sempre maggiore, non dall'assenza di posti di lavoro, ma dal divario tra richiesta e disponibilità di competenze, un divario che ciascuno può superare con preparazione e volontà.


Una premessa: la popolazione italiana (ed europea) è costantemente in calo (al lordo dell’immigrazione). Tanti segnali evidenziano che la carenza di persone (di persone preparate e disponibili a lavorare) costituirà in prosieguo un pesante handicap per molte aziende.

Per chi cerca lavoro oggi (e via via in appresso) è bene mettere in conto che le aziende, il mondo del lavoro, sarà sempre più affamato di lavoratori, sopratutto di lavoratori preparati ed esperti.


   Su questa pagina contiamo di affrontare, nella maniera più estesa, l’intera problematica del “mondo del lavoro”. Contiamo di coinvolgere gli stessi giovani ed i loro punti di vista sulle tematiche che proveremo a riportare sul blog. Accetteremo osservazioni e punti di vista divergenti e comunque collaborativi.

domenica 12 luglio 2026

La domenica è fatta per riflettere

I Sommari negli Atti
degli Apostoli sono
 brevi e densi riassunti
narrativi inseriti dall'autore
 (l'evangelista Luca) per
descrivere la vita quotidiana,
la crescita e lo spirito della
 prima comunità cristiana
di Gerusalemme.





Riflettendo sugli “Atti degli Apostoli”

 I Sommari.

Si tratta di riassunti brevi, talora essenziali, di fatti che si sono verificati in un certo periodo di tempo e che vengono presentati come abituali. Sono numerosi negli Atti e ricalcano una forma già presente nei Vangeli, ma assumono caratteri particolari. Poiche tendono a incentrarsi sugli stessi temi, danno l'intonazione all'intero racconto.

Un buon numero di sommari, in punti chiave del racconto, puntualizzano la costante crescita della parola di Dio.

Costituiscono una sorta di ritornello i seguenti sommari, che, come vedremo, assumono anche una funzione strutturante, perché sono collocati nelle principali cerniere del racconto:

  • 6,7 (dopo la istituzione dei Sette): "E la parola di Dio cresceva e si moltiplicava grandemente il numero dei discepoli a Gerusalemme";
  • 12,24 (alla fine della missione di Pietro): "La parola di Dio cresceva e si moltiplicava";
  • 19,20 (verso la fine dei viaggi missionari di Paolo): "Così la parola del Signore cresceva e si rafforzava con potenza".

   Questo tema della crescita fa eco al ritornello che pure aveva caratterizzato il racconto dell'infanzia nel Vangelo, dove sia per Giovanni Battista sia per Gesù questo motivo è sempre presente: "il fanciullo (Giovanni) cresceva e si irrobustiva nello Spirito" (1,80); "il fanciullo (Gesù) cresceva e si irrobustiva colmo di sapienza, e la grazia era con lui" (2,40); "Gesù progrediva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini"(2,52). C'è un'infanzia anche per la Chiesa...

      Simili e connesse sono le annotazioni sullo sviluppo dell'evangelizzazione:

  - 8,4: "Quelli che erano stati dispersi andavano per il paese annunciando la Parola";

   -11,19-20: "I dispersi a causa della persecuzione scoppiata a motivo di Stefano andarono fino in Fenicia, a Cipro e ad Antiochia e non dicevano la Parola a nessuno se non ai giudei. Ma c'erano alcuni di loro, persone di Cipro e della Cirenaica, che, giunti ad Antiochia, parlavano anche agli ellenisti annunciando il Signore Gesù";

    -13,49: "La parola di Dio si diffondeva per tutta la regione (= nella Pisidia)";

    -17,13: "Anche in Berea fu annunciata da Paolo la parola di Dio";

    - 19,10: Tutti gli abitanti dell'Asia ascoltarono la parola del Signore, giudei e greci", ecc.

    Inoltre abbiamo in più punti indicazioni sull'aumento del numero dei credenti.


    Dopo che in 1,15 è stato detto che i fratelli, agli inizi, erano circa 120, in 2,41, a conclusione dei fatti e del discorso della pentecoste, l'autore annota: "Coloro che accolsero la sua (= di Pietro) parola furono battezzati e in quel giorno si aggiunsero circa tremila anime". In 2,47: "Il Signore aggiungeva ogni giorno alla comunità quelli che si salvavano"; in 4,4: "Molti di quelli che avevano ascoltato il discorso (di Pietro)

credettero e il numero delle persone divenne di circa cinquemila"; in 5,14: "Aumentavano sempre di più i credenti nel Signore, una moltitudine di uomini e donne".


(Segue)

=. =. =

La Religione e sue categorie: Sacro/profano.


Il concetto di «sacro» (dal latino sacer, consacrato, separato) rimanda a qualcosa di altro dall'esperienza comune, l'esperienza di una trascendenza, di «un radicalmente altro» verso cui l'uomo si protende, e implica il sottomettergli la propria vita in una dimensione di culto e di obbedienza. Secondo questa accezione «sacro» significa: «qui c'è Dio, o comunque qualcosa di divino (e gli sottometto la mia esistenza)».


Il concetto di «profano» (dal latino pro, davanti, fanum, tempio) è esattamente l'opposto. Il termine non rimanda a una trascendenza e anzi suppone di essere al di fuori della sua sfera di influenza. Possiamo tradurre il termine profano con la perifrasi: «qui non c'è Dio, e non mi interessa o non ho bisogno che ci sia».

I due concetti sono dunque in perfetta antitesi fra loro: il primo rimanda alla sfera della religione, il secondo all'ambito al di fuori della religione.


Vivere in Sicilia nel XVI secolo (1)

L'influenza spagnola ha lasciato un'impronta indelebile sulla cultura, sull'architettura e sulla società siciliana.Nel 1412, la Sicilia fu annessa al Regno di Aragona, avviando così il periodo di dominazione spagnola. La corona aragonese, che governava anche la Catalogna e altre regioni della penisola iberica, fuse il proprio potere con quello dei nobili siciliani, creando un'amministrazione condivisa che durò per secoli. Durante questo periodo, la Sicilia fu governata da una serie di vicere spagnoli, che agivano come rappresentanti del sovrano e avevano il compito di mantenere l'ordine e amministrare la giustizia.
Cosa possiamo tratteggiare ?

Non sappiamo molto di come fosse strutturata la popolazione europea nell'anno 1500. All'epoca si era  appena cominciato a registrare matrimoni e decessi, e solo in alcuni stati europei. Il registro più antico che sia giunto ai giorni nostri è probabilmente un registro riminese dei matrimoni dell'anno 1232. 

 Esistono poi una decina di registri italiani del XIV secolo e circa cinquanta registri del xv, provenienti dal resto dell'Europa occidentale.

I censimenti della popolazione sono stati effettuati fin dall'antichità per fini fiscali e militari, ma, con la caduta dell'Impero romano, in Europa occidentale tale pratica fu interrotta. Con l'avvento degli stati moderni si tentò, peraltro senza molta determinazione, di censire nuovamente la popolazione (capifamiglia, terreni, bestiame e diritti feudali); non si ha però notizia dei risultati di tali iniziative, a eccezione del Domesday Book (Inghilterra, 1086), dell'Etat des paroisses et des feux du royaume de France ("Lista delle parrocchie e novero delle famiglie del reame di Francia", del 1328) e del Catasto di Firenze per gli anni dal 1427 al 1430.


In Cina l'antica tradizione dei censimenti fu riportata in auge dagli imperatori Ming (1368-1644). La fase iniziale consisteva nel conteggiare la popolazione, casa per casa, e nell'annotare l'occupazione del capofamiglia e la composizione del nucleo familiare; in seguito vennero stilate delle liste (i cosiddetti " registri gialli") relative alle persone, ai loro beni e alle tasse che spettava loro pagare.


In Perú gli imperatori inca censivano con precisione i propri sudditi e i loro possedimenti usando i quipu, ovvero mazzetti di cordicelle, ognuna di colore diverso a seconda della categoria di oggetti che rappresentava e con nodi ad altezze diverse: i nodi in fondo alla cordicella erano le unità, quelli più in alto le decine, quelli ancora sopra le centinaia e così via.


Tutte le stime demografiche proposte da autori moderni per il xv secolo sono in buona sostanza  il risultato di estrapolazioni più o meno accorte, azzardate sulla base di dati di epoche successive o a partire dal calcolo dell'estensione delle aree abitate, a cui si applicano coefficienti diversi in base al tipo di attività economica principale: caccia, allevamento, agricoltura estensiva, coltivazione o altro.


Si ha qualche informazione in più, invece, riguardo ai fattori demografici veri e propri, come decessi e matrimoni, dato che questi mutavano a ritmi molto lenti, e i dati che ci sono giunti per il XVI, XVII e XVIII secolo, assieme ai calcoli degli "aritmetici politici" (i primi demografi) relativi all'Europa, permettono di formulare ipotesi ragionevoli sulle dinamiche demografiche del passato.

= = =

Nostro intento è di cogliere dati sul vivere nella Sicilia dei viceré (periodo spagnolo: 1412-1806).

sabato 11 luglio 2026

Statuto dei Lavoratori (2)


La libertà di opinione in
azienda 
è tutelata in Italia
dall'Art. 21 della Costituzione 
e dall'
Art. 1 dello Statuto dei
Lavoratori
. I dipendenti possono
manifestare liberamente il proprio
pensiero e criticare le scelte
aziendali, a patto di farlo in modo
civile, senza ledere la dignità e
la reputazione dell'impresa, e
senza violare i doveri di lealtà
e riservatezza.

Diritto di critica (Art. 1 Statuto
dei Lavoratori):
 Puoi esprimere dissenso
o criticare l'organizzazione del lavoro e
le decisioni aziendali. La critica deve
però essere 
continenza formale (espressa
 con toni misurati e non offensivi) e 
continenza sostanziale (basata
su fatti veri e non su invenzioni).


Il TITOLO I attiene alla  LIBERTÀ E DIGNITÀ DEL LAVORATORE.

1. Libertà di opinione.

I lavoratori, senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede religiosa, hanno diritto, nei luoghi dove prestano la loro opera, di manifestare liberamente il proprio pensiero, nel rispetto dei principi della Costituzione e delle norme della presente legge.


COMMENTO

Con tale norma viene affermato il fondamentale principio della libertà di manifestazione del proprio pensiero.

Tale libertà, garantita a livello costituzionale a ciascun cittadino dall'art. 21, viene qui ribadita con specifico riferimento al suo esercizio all'interno dei luoghi di lavoro.


A tutti i lavoratori, quindi, senza alcuna distinzione, è riconosciuta la libertà di opinione e di espressione «nei limiti dei principi della Costituzione e delle norme della presente legge». 


Il problema e’ poi quello di individuare tali limiti. Innanzitutto, il primo limite che si pone è quello costituito dall'obbligo del lavoratore di prestare la propria attività lavorativa. Per il resto il limite fondamentale è coincidente con il diritto alla libertà di iniziativa economica privata sancito dall'art. 41 Cost.


Conseguentemente, la libertà di opinione e di espressione di ciascun lavoratore è sempre lecita purche venga rispettato il normale svolgimento dell'attività azlendale.


In particolare, la questione si è posta con riguardo al volantinaggio, come manifestazione del pensiero attuata mediante la propaganda sindacale. La giurisprudenza lo ha ritenuto legittimo ove non contrasti  con il normale svolgimento dell’attività aziendale e quindi, per esempio, non comporti l’interruzione dell’attività produttiva. La giurisprudenza ha evidenziato in più casi che il pregiudizio  che determina l’illegittimità  della libertà in esame debba essere valutato in concreto e non in astratto.