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sabato 15 agosto 2026

Agricoltura in crisi

 Caldo senza precedenti

L'agricoltura europea sta
affrontando una crisi
strutturale senza precedenti
a causa del caldo estremo
e della siccità prolungata.
 
Le ondate di calore record e la
carenza idrica stanno decimando
i raccolti estivi in tutto il
Continente, spingendo le
istituzioni dell'Unione Europea
e le associazioni di categoria
a lanciare l'allarme per la
sicurezza alimentare e la stabilità
 economica del settore. Secondo
le stime correnti, l'impatto
economico complessivo delle
anomalie climatiche estive
rischia di costare all'UE circa 
180 miliardi di euro, una
cifra pari all'1,1% del PIL
dell'intero blocco.


L’ondata di caldo di quest’estate potrebbe costare all’agricoltura italiana più di 1,5 miliardi di euro di danni, secondo Confagricoltura e Cia. Tra caldo estremo, grandine e roghi la «tassa» del clima ha già superato i tre miliardi di euro, secondo una stima di Coldiretti. 

 La siccità ha colpito il 60% del territorio italiano. Confagricoltura calcola che stia determinando una contrazione del 10% delle colture di riso, un calo del 9% della produzione di grano duro e del 5-10% dell’ortofrutta.

  Secondo il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. «Per proteggere il settore e la sovranità alimentare ci sono tre priorità: infrastrutture idriche resilienti, diffusione dell’irrigazione di precisione e più ricerca varietale, tecniche di adattamento e coperture del rischio climatico», aggiunge Cristiano Fini, presidente di Cia. Coldiretti chiede di «accelerare sul piano invasi con sistema di pompaggi, per raccogliere l’acqua nei periodi di maggiore disponibilità e utilizzarla quando serve».

 Le temperature costantemente sopra la media favoriscono la diffusione di malattie e insetti dannosi per le piante, aggravando lo stress biologico delle colture.

 I danni economici dell’ondata di caldo estremo di questa estate non riguardano solo il settore agricolo. Secondo uno studio della Triodos Bank il caldo estivo rischia di costare all’Ue circa 180 miliardi di euro, pari all’1,1% del Pil del blocco. E l’Italia è il Paese che, dopo la Francia, rischia di pagare il prezzo più alto.

Il gusto della riflessione (16)

  Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

=  =. =

La sofferenza come "pedaggio

per essere nell'essere"

= = = “Si può anche ipotizzare una vita felice

 che non conosce né il dolore né la sofferenza 

però è uno sforzo dell’immaginazione,

 è un eccesso del sogno.

 

= = = La sofferenza è un pedaggio che 

dobbiamo pagare per essere presenti 

nella vita, per essere nell’essere”.

____

Per Mario Luzi,
la sofferenza non è un
errore o un caso inutile,
ma il «pedaggio»
inevitabile che l'essere
umano deve pagare per
partecipare alla realtà.
Vivere pienamente e
abitare l'esistenza richiede
l'attraversamento del
dolore, il quale segna il
confine e la consistenza
stessa del nostro essere
nel mondo. Il 
dramma non
ha mai l'ultima parola.
La fede e l'apertura al
mistero salvano l'uomo
dalla disperazione totale.








La frase riportata e’ di Mario Luzi (Castello, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005). E’ stato uno dei più importanti e influenti poeti, drammaturghi e critici letterari italiani del Novecento. Esponente di spicco dell'ermetismo, la sua opera si è evoluta nel corso dei decenni passando dalle atmosfere intense e chiuse delle prime raccolte a una poesia più aperta, civile, dialogica e profondamente spirituale. Nel 2004, per i suoi altissimi meriti culturali, è stato nominato Senatore a vita della Repubblica Italiana.

In una intervista degli anni ‘90 del Novecento rilasciata a Sergio Zavoli sosteneva “ La persistenza del male è lo scandalo dell'uomo di fede. Su questo tema hanno battuto la testa tutti i piú gravi intelletti, tutte le piú alte cime del pensiero religioso e di quello laico, asillate dalla propria eticità. Sebbene si possa sensatamente argomentare che la coscienza umana sia andata via via affinandosi, e per questo la consapevolezza del negativo sia divenuta piú suscettibile, tuttavia il male perdura e in un certo senso prolifera e si moltiplica.

Si moltiplica, con l'evoluzione tecnica, la possibilità di farlo e di conoscerlo. Foto e immagini filmate e teletrasmesse illustrano scempi, stragi, abnormità mostruose che ci rimanevano finora sconosciute e che ci era difficile immaginare possibili. Sono state favorite dalla potenza distruttiva dei mezzi, i quali hanno a loro volta incrementato la perfidia, la crudeltà e la mostruosità; e talvolta le hanno inventate. La pubblicità dell'immagine le ha poi munite di un sinistro potere di fascinazione.

Tra la coscienza avvertita e la bruta crescita del male quale porta è aperta? Sono due realtà incomunicanti? O è la prova a cui viene sottoposto l'arbitrio umano a essere ora vittoriosa ora troppo spesso destinata alla sconfitta?

È il mistero, che scioglierà questo nodo? Non credo sia tenuto a spiegarcelo nei termini usuali alla nostra ragione; ce lo confermerà, forse, proprio come mistero: una forma di conoscenza «altra» alla quale dovremmo essere aperti. Se la Sofia  dovesse essere il Leviatano che tutto divora e chiude il discorso, saremmo di fronte a un'altra divinità - e questa ripugnante - che susciterebbe piú orrore di quanto nella sua povera e tragica incongruenza merita la vicenda degli uomini.

venerdì 14 agosto 2026

L’amico cane (20)

 

I cani non sono tutti uguali:

 cosa sapere su razze e personalità.

Tutti i cani derivano dall’antenato del lupo. L’avvicinamento all’uomo, e quindi l’avvio del processo di domesticazione, viene fatto risalire ad almeno 30 mila anni fa. 

Tutti i cani appartengono alla stessa specie, quella che Linneo (botanico svedese) a metà del 1700 ha iniziato a classificare come Canis lupus familiaris. Sono tutti mammiferi, dell’ordine dei carnivori, della famiglia dei canidi. 

Tutti i cani hanno caratteristiche comuni e atteggiamenti simili, perché come tutte le specie rispondono ad un etogramma, ovvero un insieme di comportamenti che tutti i membri che vi appartengono compiono nella vita libera e che sono finalizzate al sostentamento, alla riproduzione, alla difesa, alla comunicazione.


Ma non tutti i cani sono uguali.
 Non lo sono per l’aspetto, per la taglia, per le peculiarità del pelo. E non lo sono per indole, per attitudine, per modo di fare. 
Per questo, se si decide di aprire la propria famiglia ad un nuovo membro e questo membro è un cane, è importante conoscere qualcosa di più dei suoi comportamenti innati. Che, in aggiunta alle condizioni sociali in cui ha vissuto o in cui vivrà, determinano quello che, semplificando molto, potremmo definire il suo  «carattere».

—-

Contiamo settimanalmente di dedicare una paginetta a “l’amico cane”.

Flash di Storia

 L'italia dopo il 1816 

Il mensile «Biblioteca italiana»

fu fondato a Milano per iniziativa del conte Heinrich von Bellegarde, governatore austriaco della Lombardia e luogotenente del viceré fino al marzo del 1816, impegnato a creare intorno all'Austria il senso degli ambienti intellettuali italiani. 

 Originariamente Bellegarde aveva pensato di affidarne la direzione a Ugo Foscolo, la figura di maggior prestigio fra i letterati italiani, facendo leva sull'ostilità manifestata dal poeta veneziano nei confronti della politica napoleonica. Dopo il rifiuto di Foscolo, che alla collaborazione con gli austriaci preferì la via dell'esilio, e quello successivo di Vincenzo Monti, che declinò l'incarico dopo alcuni mesi di lavoro, Bellegarde nominò direttore Giuseppe Acerbi, diplomatico, viaggiatore e geografo, che divenne l'uomo di fiducia del governo austriaco. 

Il primo numero apparve nel gennaio del 1816. Le pubblicazioni sarebbero proseguite, con rigorosa scadenza mensile, fino al 1840, quando la rivista assunse il nuovo titolo di «Giornale dell'Istituto regio lombardo di lettere e arti» con cui continuò a uscire fino al 1859. Vi collaborarono alcuni dei più illustri letterati del tempo, da Vincenzo Monti a Pietro Giordani. 

Finanziata, anche in modo diretto, dalle casse dello Stato, la rivista riuscì a raggiungere e a mantenere la ragguardevole cifra (in relazione ai tempi) di oltre 700 abbonati. Secondo il programma iniziale, essa avrebbe dovuto accogliere le aspirazioni di una cultura "moderna”, al di sopra delle frontiere nazionali, ma dietro le dichiarazioni ufficiali si nascondeva l'obiettivo non meno importante di mostrare i vantaggi che derivavano alla Lombardia dall'appartenenza all'impero asburgico.

 

Il primo gennaio di quell’anno in Lombardia era entrato in vigore il codice civile generale austriaco, il regolamento giudiziario civile e il codice  austriaco dei delitti e delle gravi trasgressioni politiche.

         Gli atti di stato civile passavano dalla competenza dei municipi a quella dei parroci. 

Viene abolita la reggenza  ed istituita per il Lombardo-Veneto un regio governo presieduto dal governatore.

Il secondo dopoguerra in
Italia
 
(1945-1958) è stato un 
periodo di
radicale transizione istituzionale,
profonda crisi economica e
successiva ricostruzione materiale
e sociale
. Uscito sconfitto dal
conflitto
mondiale e devastato da vent'anni
di dittatura fascista e da due anni di
occupazione e guerra civile
(1943-1945),
 il Paese ha saputo rifondare le
proprie
basi democratiche.
La rinascita politica dell'Italia si
compì attraverso tappe fondamentali
che ne ridisegnarono l'assetto dello
Stato:
1) 
Referendum
Istituzionale
(2 giugno 1946):
 Per la prima
volta a
suffragio universale reale (con
il voto
esteso alle donne), gli italiani furono
chiamati a scegliere tra Monarchia e
Repubblica. La 
Repubblica vinse con
circa 12,7 milioni di voti contro i 10,7
milioni della Monarchia, sancendo la
fine del regno dei Savoia
. 2)
 L
'Assemblea
Costituente:
 Parallelamente al
referendum, i cittadini elessero i
membri dell'Assemblea incaricata di
redigere la nuova carta fondamentale.
I tre grandi partiti di massa – la 
Democrazia Cristiana (DC), il 
Partito Socialista (PSI) e il 
Partito Comunista (PCI) –
ottennero
 la larghissima maggioranza dei
consensi.
3) 
La Costituzione Italiana: 
Entrò
in vigore il 
1º gennaio 1948,
fondando
lo Stato sui principi della
democrazia,
del lavoro, dei diritti inviolabili
e del pluralismo politico.


 …….  L'italia dei nostri giorni

Dal dopoguerra … I dicasteri economici dei governi presieduti da De Gasperi, a partire dalla fine del 1945, sono affidati ai più autorevoli economisti dell'epoca, fra cui Einaudi ed Epicarmo Corbino, tutti convinti liberisti. Posti di fronte l’alternativa fra un’economia controllata ed una di libero mercato, fra un’economia chiusa come negli anni Trenta ed un’economia aperta agli scambi con l’estero, essi sostengono l’iniziativa privata contro il dirigismo statalistico e puntano alla piena  integrazione dell’economia italiana in quella europea.

L'indirizzo liberistico-privatistico non raccoglie, però, consensi unanimi. Non pochi funzionari pubblici, ma anche operatori economici e industriali, restano favorevoli al mantenimento, almeno parziale, di forme di controllo dello Stato sul processo di ricostruzione, utilizzando gli strumenti dirigistici ereditati dal fascismo, che i liberisti intransigenti vogliono invece smantellare.

In particolare, i partiti della sinistra difendono la continuazione del razionamento dei generi alimentari, allo scopo di garantire un reddito reale minimo in natura a tutta la popolazione, e puntano al cambio della moneta, cioè alla contemporanea messa fuori corso di tutti i tagli di monete e banconote circolanti, da sostituire con monete e banconote di nuovo conio. Con il cambio della moneta essi contano di poter attuare due obiettivi: da un lato, ridurre la circolazione monetaria e per questa via contenere l'inflazione; dall’altro, costringere i detentori di grandi patrimoni in contanti, generalmente speculatori arricchitisi negli anni di guerra, a venire allo scoperto, permettendo così la riscossione di una cospicua imposta sulle giacenze liquide.

 

 La data prevista per l'attuazione del cambio era in origine il marzo 1946. Ma dopo la caduta del governo Parri, che aveva inserito il provvedimento nel proprio programma, esso viene lasciato cadere. Sono in particolare i liberisti a opporsi, anche perché temono che un'imposta sui depositi liquidi possa minare la fiducia dei risparmiatori.


La politica di Einaudi riesce a contrastare efficacemente le ipotesi di programmazione economica, ottiene notevoli risultati nel rilancio dell'iniziativa privata e nell'inserimento dell'economia italiana nelle correnti commerciali internazionali, ma non riesce a contenere le concentrazioni industriali e finanziarie, favorite al contrario dalla stretta creditizia, che rende le imprese più deboli facile preda delle più forti. Inoltre la presenza dello Stato nell'economia non viene smantellata, come era nelle aspettative e nei piani dei liberisti intransigenti. L'IRI da un lato, l'Ente nazionale idrocarburi dall'altro (che conosce nuovo impulso proprio nei tardi anni Quaranta per iniziativa di Enrico Mattei) divengono la base del sistema delle partecipazioni statali, che continua in modo nuovo l'economia mista" varata dal fascismo.


giovedì 13 agosto 2026

C’era l’America degli immigrati (3)

Il passaggio storico 
dall'America fondata
e cresciuta
sull'immigrazione
alle politiche restrittive
della presidenza di
Donald Trump
 
rappresenta una delle
più radicali
trasformazioni
dell'identità politica,
 culturale ed
economica degli
Stati Uniti. 

Per secoli, gli Stati Uniti 
d'America hanno costruito il 
proprio mito fondativo e la 
propria forza economica
 sul concetto di "Melting 
Pot" (crogiolo di culture) 
e sull'accoglienza.
Nel corso del secondo 
mandato, l'amministrazione 
Trump ha intensificato in 
modo senza precedenti 
l'azione di contrasto. I 
piani prevedono campagne
 di deportazione di massa
l'uso di ordini esecutivi 
accelerati, blitz mirati da 
parte delle squadre 
dell'Immigration and 
Customs Enforcement (ICE) 
negli aeroporti o nei tribunali, 
e la volontà di 
reinterpretare il 14°
 emendamento per negare 
la cittadinanza automatica 
ai figli di immigrati 
irregolari nati sul suolo 
americano.


Un poco di Storia,

in ottica socio-economica

 Nel Sudamerica i conquistadores avevano spazzato via grandi civiltà come quelle degli Incas nel Perú e degli Aztechi messicani. I figli creoli, meticci, mulatti di quei soldati crebbero nell'odio della violenza paterna, furono costretti al battesimo ma per lungo tempo rimasero pagani nel cuore, identificando il cristianesimo con la crudeltà e l'avidità. 

Per frenare l'accaparramento di ricchezze da parte dei missionari, Pio V dovette proibire che portassero valori personali al loro ritorno in patria. Le attività locali erano compromesse da alte tassazioni e monopoli. Era vietata la coltivazione della vite e dell'ulivo per non competere con la Spagna e tutto il commercio era in mani spagnole. Le rivoluzioni avvenute nel Settecento portarono all'indipendenza dei vari Paesi del Sud, e ai moti non furono estranei gli Stati Uniti che iniziarono la penetrazione commerciale in quei territori specie per il petrolio messicano, per i metalli brasiliani e peruviani, per la gomma, il caffe, i cereali, il cacao, la carne, i pellami. Tra Nord e Sud si profilavano forti diversità: il Nord industriale era protezionista, il Sud agrario era per il libero scambio.

 Sulla schiavitù avveniva lo scontro più forte: l'Ovest Usa ne voleva l'abolizione perché temeva la concorrenza dei prodotti più a buon mercato a causa della manodopera schiava. Si alleò dunque con il Nord che voleva bloccare l'estensione della schiavitù nel West messicano.

Un altro punto di dissidio era che il Nord voleva estendere il governo federale, mentre il Sud voleva l'autonomia dei vari Paesi. Sotto la presidenza di Lincoln alcuni Stati sudisti si staccarono dall'Unione per formare gli Stati Confederati d'America: nel 1861 scoppiò la guerra di secessione (o guerra civile) finita nel 1865 con un milione di morti e con la vittoria nordista. Lincoln fu ucciso, si disse, dai sudisti.


Abolita la schiavitù mettendo in ginocchio l'economia del Sud, per gli Stati Uniti iniziò la penetrazione economica, industriale, commerciale nella parte meridionale del continente. L'America, percorsa da un sorprendente impulso produttivo, divenne il luogo delle improvvise, immense fortune, ma anche delle spaventose povertà. L'Alaska era stata acquistata dai russi nel 1867 per poco più di 7 milioni di dollari e nel 1869 si ebbe l'annessione delle Hawaii. 


Sotto la presidenza di Roosevelt (33’, 1933-1945) gli Stati Uniti divennero una grande potenza.


Nel 1904 erano iniziati i lavori per il canale di Panama.


= = = 

= = = 


Zohran Mamdani (di cui alla superiore foto) è il 112º sindaco di New York, in carica dal 1° gennaio 2026. È un politico e attivista statunitense di origini ugandesi e indiane, esponente del Partito Democratico e dei Democratic Socialists of America (DSA). Rappresenta la nuova ondata socialista statunitense ed è il primo sindaco di fede musulmana e il primo asioamericano a guidare la città di New York.

Ha vinto a sorpresa le primarie democratiche sconfiggendo figure di spicco dell'establishment come Andrew Cuomo, trionfando successivamente alle elezioni cittadine del novembre 2025.


La sua amministrazione si concentra sul contrasto al costo della vita, sulle politiche abitative e sul potenziamento dei servizi pubblici finanziati attraverso una maggiore tassazione dei ceti più ricchi. Tra i suoi provvedimenti più noti figurano il lancio di cinque supermercati di proprietà comunale con sconti del 30% e una ferma presa di posizione in politica estera, inclusa la richiesta formale al governo USA di arrestare il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu in seguito al mandato della Corte Penale Internazionale.


Lo Statuto dei Lavoratori (5)

L'articolo 36 è una norma
precettiva.
 I giudici del lavoro italiani la
utilizzano direttamente per
dichiarare nulle le retribuzioni
troppo basse previste da
contratti
individuali o collettivi pirata,
adeguandole ai parametri
minimi della 
giurisprudenza
e dei CCNL
. Questa norma
è costantemente al centro
del dibattito politico in Italia
riguardante l'introduzione di
un salario minimo legale.



Ancora sui 

principi costituzionali 

Articolo 36 della Costituzione

Piu’ specifici e maggiormente incidenti sulla disciplina concreta del lavoro, sono gli artt. 36 e 37. Il primo contiene alcuni precetti basilari in ordine alla retribuzione, che, non solo deve essere sufficiente a soddisfare le esigenze del lavoratore e della sua famiglia  tale da assicurare un’esistenza libera e dignitosa, ma deve pure risultare proporzionata alla quantità e qualità del lavoro prestato. Si tratta di una norma immediatamente precettiva, cioè di immediata applicabilità, così che il lavoratore può chiedere al giudice che la sua retribuzione, ritenuta non rispondente ai sopra indicati parametri, venga a essi adeguata. I giudice vi provvede, se lo ritiene necessario, facendo riferimento, oltre che alle eventuali norme di legge esistenti, ai contratti collettivi, anche se non applicabili a quel preciso rapporto di lavoro. Attraverso questo meccanismo, dunque, la giurisprudenza è arrivata a estendere l'applicazione di una parte del contratto collettivo, che a stretto rigore dovrebbe regolare i rapporti solo dei soggetti iscritti al sindacato, anche a soggetti diversi.

 Il secondo e il terzo comma trattano

-della durata massima della giornata lavorativa: questa deve essere stabilita dalla legge: il contratto collettivo individuale può eventualmente soltanto scendere al di sotto del massimo fissato;

-del riposo settimanale e delle ferie che sono dichiarati diritti irrinunciabili del prestatore.

-La seconda parte della disposizione garantisce al lavoratore, dunque, tre forme di riposo: quello giornaliero (2° comma), quello settimanale e quello annuale (3° comma). Si tratta di diritti inderogabili e infungibili con la conseguenza che sono illegittime e incostituzionali le soppressioni e riduzioni di una di queste pause, anche se ne viene incrementata un'altra (per esempio non si può rinunciare alla pausa settimanale per aumentare il numero di giorni di ferie).

-Con la limitazione temporale della prestazione lavorativa si vogliono soddisfare tre importantissime esigenze: 1) la tutela dell'integrità psicofisica del cittadino; 2) la salvaguardia di spazi di tempo disponibile fuori del luogo di lavoro per permettere lo sviluppo della personalità e 3) la partecipazione alla vita sociale e familiare e, infine, l’equa distribuzione delle possibilità di lavoro in un mercato caratterizzato dalla cronica eccedenza  dell’offerta rispetto alla domanda.

(Segue)


mercoledì 12 agosto 2026

Aree interne dell’Isola (3)

L’abbazia di Santa Maria
del Bosco
 (nota anche come 
Santa Maria del Bosco di
Calatamauro
è un antico e
maestoso complesso
monastico situato a
Contessa Entellina
, all'interno
della città metropolitana
di Palermo, in Sicilia
. Immersa
nella suggestiva cornice della 
Riserva naturale orientata
Monte Genuardo e Santa
Maria del Bosco
, l'abbazia
vanta oltre 700 anni di storia
ed è considerata una delle
strutture cenobitiche più
grandi e affascinanti d'Europa.

Ai nostri giorni la struttura
è in parte adibita a 
relais di
charme, location per
matrimoni ed eventi
, e
ospita al suo interno un
ristorante di cucina
tradizionale e mediterranea.







 Aree interne, addio: 

come ripopolarle?

 Ci e’ stato richiesto di intrattenerci per alcuni giorni sul blog sulla realtà delle aree interne, che costituiscono, che lo sappiano o meno i politi, la colonna dorsale dell’Isola: 

=lontane dai centri urbani, 

=prive o quasi di infrastrutture e servizi, 

=economicamente fragili e abitate per lo più da popolazione di età avanzata

= Sono in collina o in montagna e in piena estate molti italiani invidiano il loro clima più temperato rispetto al caldo torrido e oppressivo delle città. 

= Magari diventano meta di un breve periodo di vacanza, ma il coraggio e l’ambizione di sceglierle come residenza non ci pensano nemmeno i loro amministratori locali che per loro esigenze lavorative vivono altrove. Anche perché le offerte di lavoro in queste zone sono, sarebbero tuttora, tutte da inventare. 

Dalle aree interne passa comunque un pezzo fondamentale del futuro del nostro Paese anche e soprattutto per le risorse ancora da scoprire, per la qualità della vita che possono offrire, per la necessità di proteggere queste aree nell’interesse e in chiave di prevenzione di possibili disastri naturali. 

La fotografia delle aree interne è più che impietosa considerando anche il crescente invecchiamento di chi le abita. Il trend non si sta invertendo nonostante da qualche anno sia stata attivata una cosiddetta Strategia nazionale di rilancio. 

Di fatto nei paesi delle aree interne sono sempre meno i giovani. E, però, le potenzialità ci sono, ci sarebbero: recuperare e sostenere la capacità di resilienza in quella parte di società civile che sceglie di viverci, impegnandosi per migliorarne le condizioni, sarebbe una scommessa che varrebbe la pena perseguire. Sicuramente non servono le feste promosse o patrocinate finora da tanti enti locali, il cui fine pare sia promuovere l’immagine dell’amministratore di turno.

(Segue)

Il gusto della riflessione (15)

 Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare

=. =.  =cosa siamo

noi umani.

= = = Publio Papinio Stazio, nella conclusione  di

L’essenza del Cristianesimo :

Homo homini deus est

questo è  il nuovo punto 

di vista,  il supremo principio 

pratico che segnerà una svolta 

decisiva  nella storia del mondo.

______

Stazio deve gran parte
della sua fama postuma a 
Dante Alighieri, che lo
inserisce come personaggio
chiave nel 
Purgatorio (dal
canto XXI al XXXIII). Nel
poema dantesco, Stazio
viene presentato come un
cristiano segreto,
convertitosi alla fede
grazie alla lettura della
quarta 
Egloga di Virgilio.
Per questa ragione,
assume il ruolo di
seconda guida di Dante,
accompagnandolo nel
passaggio cruciale tra
la fine del Purgatorio
(rappresentato da Virgilio) e
l'ingresso nel Paradiso
(guidato da Beatrice).

“Homo homini deus est" significa "l'uomo è un dio per l'uomo". La frase chiave si completa spesso con "si suum officium sciat" (se conosce il proprio dovere). Questa idea ci ricorda che possiamo fare del bene, aiutare gli altri e salvarci a vicenda.

Baruch Spinoza ha ripreso questo pensiero per spiegare che l'uomo è il più grande aiuto per il suo simile quando c'è ragione e amore.

Eppure tutti conoscono la frase opposta, homo homini lupus ("l'uomo è un lupo per l'uomo"), che parla di egoismo e guerra, descrive l'egoismo e la tendenza naturale degli esseri umani a farsi la guerra e a sopraffarsi a vicenda per interesse o paura, mentre “deus est” sceglie la speranza e la pace. Amore per il prossimo e obbedienza morale alla giustizia.