Le leggi razziali del 1938 furono un insieme di provvedimenti legislativi emanati dal regime fascista per discriminare ed escludere gli ebrei dalla vita civile, sociale e lavorativa in Italia. Basate su un razzismo biologico, vietarono matrimoni misti, licenziarono ebrei da uffici pubblici e scuole, e confiscarono i loro beni. L’immagine in questa pagina attiene alla copertina del primo numero della rivista “La difesa della razza”, voce ufficiale del razzismo italiano (agosto 1938). L’immagine mostra una spada che separa un profilo ariano da uno semitico e da uno camuso. |
Le Leggi Razziali
(testo di Fabio Massimo Bertoldo, bibliografo e filologo):
Le leggi razziali furono emanate dall’estate del 1938 “impedivano agli ebrei:-) di usufruire dei diritti di istruzione e insegnamento, -) di prestare servizio nell’esercito, -) di contrarre matrimonio con cittadini “ariani”, -) di esercitare la patria potestà, -) di svolgere una professione (gli ebrei non potevano lavorare presso nessun ente, amministrazione, istituto a carattere pubblico; ne’ esercitare l’ufficio notarile o l’attività giornalistica; allo stesso modo a loro erano vietati il commercio di oggetti usati e d.antiquariato, di libri, di carte da gioco, di oggetti di cartoleria; l’amministrazione di case e l’attività legate al settore dello spettacolo); -) di testare, -) di iniziativa privata, -) di tenere domestici “ariani”; furono vietate le licenze (…). Oltre al divieto di essere iscritti al Partito Nazionale Fascista, erano proibite tutte le forme di associazione e collaborazione e professionale con non ebrei, di far parte di associazioni culturali e sportive, di accedere alle biblioteche pubbliche. Venne persino vietato l’inserimento del proprio nome negli elenchi del telefono e il possesso di apparecchi radiofonici. (…). Il 30 novembre 1943, infine, un’ordinanza di polizia stabiliva: “Tutti gli ebrei … a qualunque nazionalità appartengano, residenti nel territorio nazionale, debbono essere inviati in appositi campi di concentramento. Tutti i loro beni, mobili ed immobili, debbono essere sottoposti ad immediato sequestro in attesa di essere confiscati”. (P. Di Cori, Le leggi razziali, in I luoghi della memoria. Simboli e miti dell’Italia Unita, a cura di M. Isnenghi, Bari-Roma 1996, pag. 472).
(Su questo risvolto della Letteratura contemporanea contiamo di soffermarci per qualche tempo).