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sabato 11 luglio 2026

Statuto dei Lavoratori (2)


La libertà di opinione in
azienda 
è tutelata in Italia
dall'Art. 21 della Costituzione 
e dall'
Art. 1 dello Statuto dei
Lavoratori
. I dipendenti possono
manifestare liberamente il proprio
pensiero e criticare le scelte
aziendali, a patto di farlo in modo
civile, senza ledere la dignità e
la reputazione dell'impresa, e
senza violare i doveri di lealtà
e riservatezza.

Diritto di critica (Art. 1 Statuto
dei Lavoratori):
 Puoi esprimere dissenso
o criticare l'organizzazione del lavoro e
le decisioni aziendali. La critica deve
però essere 
continenza formale (espressa
 con toni misurati e non offensivi) e 
continenza sostanziale (basata
su fatti veri e non su invenzioni).


Il TITOLO I attiene alla  LIBERTÀ E DIGNITÀ DEL LAVORATORE.

1. Libertà di opinione.

I lavoratori, senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede religiosa, hanno diritto, nei luoghi dove prestano la loro opera, di manifestare liberamente il proprio pensiero, nel rispetto dei principi della Costituzione e delle norme della presente legge.


COMMENTO

Con tale norma viene affermato il fondamentale principio della libertà di manifestazione del proprio pensiero.

Tale libertà, garantita a livello costituzionale a ciascun cittadino dall'art. 21, viene qui ribadita con specifico riferimento al suo esercizio all'interno dei luoghi di lavoro.


A tutti i lavoratori, quindi, senza alcuna distinzione, è riconosciuta la libertà di opinione e di espressione «nei limiti dei principi della Costituzione e delle norme della presente legge». 


Il problema e’ poi quello di individuare tali limiti. Innanzitutto, il primo limite che si pone è quello costituito dall'obbligo del lavoratore di prestare la propria attività lavorativa. Per il resto il limite fondamentale è coincidente con il diritto alla libertà di iniziativa economica privata sancito dall'art. 41 Cost.


Conseguentemente, la libertà di opinione e di espressione di ciascun lavoratore è sempre lecita purche venga rispettato il normale svolgimento dell'attività azlendale.


In particolare, la questione si è posta con riguardo al volantinaggio, come manifestazione del pensiero attuata mediante la propaganda sindacale. La giurisprudenza lo ha ritenuto legittimo ove non contrasti  con il normale svolgimento dell’attività aziendale e quindi, per esempio, non comporti l’interruzione dell’attività produttiva. La giurisprudenza ha evidenziato in più casi che il pregiudizio  che determina l’illegittimità  della libertà in esame debba essere valutato in concreto e non in astratto.

Politica e cultura

 

Il rapporto tra politica e cultura 
è un tema centrale nel dibattito
italiano ed europeo. La cultura
non subisce passivamente le
decisioni politiche, ma ne è il
fondamento e lo stimolo. Le
idee culturali plasmano la
società e forniscono le
basi per l'agire collettivo
.





Un legame prezioso

Tra cultura (o culture) e politica esiste un legame stretto e prezioso che rimanda a questioni essenziali come l'identità, la partecipazione, la libertà, la diversità, l'etica, la democrazia, la pace sociale e la stabilità politica.

Ciò implica che gli esseri umani, in quanto protagonisti della loro storia e portatori di rappresentazioni, norme e valori, hanno la facoltà, il diritto e il dovere di elaborare e adottare adeguati sistemi di gestione dei loro affari. La legittimità e l'efficacia di un sistema politico dipendono pertanto dalla capacità di rispondere alle aspettative e alle aspirazioni di coloro dai quali deriva, cosicché il voto libero costituisce, in teoria, il momento privilegiato in cui si esplica o si annulla tale conformità.

Questa lettura del rapporto tra cultura e politica risulta inevitabilmente sovversiva nel contesto attuale, caratterizzato da un discorso dominante che confonde democrazia e liberalismo economico, senza tenere conto dei bisogni e delle speranze dei cittadini.

Al tempo stesso, essa si oppone alla tesi di Samuel Huntington (1993) -politologo statunitense- secondo cui i conflitti futuri non scaturiranno tanto da motivi ideologici ed economici, quanto piuttosto dallo scontro tra nazioni e gruppi appartenenti a civiltà diverse. (Caso Iran?).


Se è vero che la tesi dello scontro tra civiltà è iniziata ad essere avvalorata dagli attentati dell'11 settembre 2001, dalla guerra in Afghanistan, dal conflitto iracheno e dalle altre numerose lotte di carattere etnico o religioso che insanguinano il pianeta, non bisogna dimenticare che, in generale, questo tipo d'integralismo ne cela un altro: quello del pensiero economico unico che vorrebbe imporre il Trumpismo. Alla base della violenza simbolica e politica che spinge tanti reietti a rifugiarsi nel fondamentalismo etnico religioso, infatti, vi è il dogma liberale a cui sono improntate le nuove forme di espansione del capitale. Il concetto di "ivoirité", per esempio, le cui conseguenze pesano ancora sull'Africa occidentale, non sarebbe stato coniato e non avrebbe comunque raggiunto una tale diffusione se la Costa d'Avorio non si fosse trovata in una situazione economica e sociale drammatica a causa della costante tendenza al ribasso dei prezzi delle materie prime agricole.


In definitiva, le ingiustizie economiche e sociali che si sono progressivamente aggravate dalla fine della guerra fredda hanno trasformato la diversità culturale in un terreno di scontri resi sempre più cruenti dall'impiego di armi via via più sofisticate. Questa realtà, tuttavia, non impedisce che le stesse culture offrano un ampio ventaglio di soluzioni a cui i governanti più creativi e lungimiranti possono ispirarsi. Spetta all'umanità riscoprirle e servirsene saggiamente per costruire un mondo più giusto e vivibile.

La Dichiarazione universale dell'UNESCO sulla diversità culturale altro non è che il riconoscimento della capacità della cultura di riconciliare gli esseri umani con se stessi e del diritto dei popoli di forgiare e seguire il proprio destino. …. e però i vari Trump trovano sempre un motivo (il blocco dell'arricchimento dell'uranio, la minaccia al programma nucleare iraniano e il tentativo di smantellare l'apparato missilistico) per attivare una guerra.


(Segue) 


E’ da credere?


Difesa collettiva ed Ucraina: 
I leader hanno ribadito l'impegno
incrollabile sull'Articolo 5 per la
difesa reciproca e confermato
il sostegno militare a Kiev. Il
presidente statunitense Donald
Trump ha concesso a Zelensky
il via libera per produrre i sistemi
 di difesa aerea Patriot.

Quando c’è di mezzo Trump niente è solido

Una cosa è quello che viene detto fuori da un vertice, nei punti stampa che ne precedono l’inizio, e un’altra è quello che viene detto a porte chiuse. A dar credito al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che nei giorni scorsi aveva criticato duramente gli alleati europei, il vertice Nato ad Ankara è stato «una grande riunione, c’era molto amore in quella stanza, molta unità. Non sarebbe potuta andare meglio». 

 Per il segretario generale della Nato Mark Rutte: «Il vertice è stato un enorme successo. Nella stanza, con 32 leader seduti insieme, si respirava un grande senso di unità. Non avevo mai visto niente di simile nella storia recente».

  Per Volodymyr Zelensky che lo scorso anno venne bullizzato da Donald Trump nello Studio Ovale l’incontro con Trump di ieri è stato «positivo» al punto che torna a Kiev, oltre che con 140 miliardi per il 2026 e 2027, messi a disposizione dai partner europei e dal Canada, anche con qualcosa di concreto e per niente scontato da parte degli Stati Uniti, se la promessa sarà mantenuta: «Vi daremo una licenza per costruire i Patriot. È una cosa davvero fantastica», ha detto Trump a Zelensky riconoscendo che «ha fatto un lavoro straordinario». Il presidente Usa ha anche detto che lavoreranno «a garanzie di sicurezza. La Russia ci rispetta molto, e un futuro accordo sarà monitorato dall’Europa, mentre noi li aiuteremo». 

Trump avrebbe detto di stare esercitando «molta pressione sul presidente Putin» e ha definito gli attacchi in profondità condotti da Kiev contro obiettivi russi «un’escalation, ma un’escalation che può aiutare a portare alla fine della guerra». C’è stato anche spazio per un siparietto tra i due: «Andresti a Mosca?» ha chiesto Trump a Zelensky, nella prospettiva di una trattativa di pace: «È difficile, ci sono molti droni ucraini da quelle parti», ha risposto il presidente ucraino.

venerdì 10 luglio 2026

Noi del terzo millennnio e la saggezza degli antichi (2)

Il progresso cumulativo della scienza

Blaise Pascal ha una
visione accumulativa 
del progresso scientifico,
ma scettica su quello
morale
. Crede che la
conoscenza avanzi nel
tempo grazie alla
 collaborazione tra le
generazioni, ma avverte
che il progresso tecnico
non colma il vuoto spirituale
 né riduce la miseria
esistenziale dell'uomo.

Il progresso scientifico
(cumulativo):
 A differenza
degli antichi, che consideravano
i classici insuperabili, Pascal
sostiene che l'umanità progredisce
 come un singolo uomo che non
smette mai di imparare. Ogni
generazione eredita le scoperte
di quelle precedenti e vi
aggiunge la propria esperienza,
rendendo la conoscenza
scientifica un sapere in
continua crescita.

Sul piano filosofico, Pascal
ridimensiona l'importanza del
progresso materiale. L'uomo
rimane sospeso tra due infiniti
(l'immensità del cosmo e
l'infinitamente piccolo). La
vera grandezza dell'uomo
non risiede nel dominio della
natura o nell'evoluzione
tecnologica, ma nella sua 
consapevolezza interiore.
Senza la fede e la ricerca
di Dio, il progresso diventa
solo una distrazione
(
divertissement) per sfuggire
 all'angoscia e alla precarietà
della vita.
La nozione di “Occidente” da qualche secolo si è imposta in ragione di talune superiorità che sono state mostrate in più campi. 

  L’Europa ha colonizzato, ha infranto le barriere del Mediterraneo. La Francia, con la sua “rivoluzione” ha affondato per prima il mondo feudale ed il conseguente ordine sociale. Sostituendo il sovrano monarca di diritto divino con l’essere collettivo che e’ la “nazione”, invenzione questa della Rivoluzione francese, la cultura occidentale è approdata nella “modernita’”.

 Esistono leggi o cause certe circa, lo sviluppo? Leggi o cause certe forse no, ma punti di vista che vanno di pari passo con un diverso modo di rapportarsi al tempo si. Il tempo non è più, come dicevano i nostri antenati, fondamentalmente e uniformemente, decadente: esso è progresso, esso è entrato nel tempo del progresso. Non tutto è stato quindi detto e non tutto è stato finora fatto. In questa visione del tempo si iscrive una concezione secondo cui la Storia  appare come un ciclo.

Secondo Bacone, siamo noi, i moderni, i contemporanei, i veri antichi, giacché gli antichi sono la giovinezza del mondo. Noi che viviamo adesso  disponiamo di nostre esperienze e nostre osservazioni di gran lunga superiori rispetto all’antichita’. 

Per Bacone i veri antichi siamo noi, dal momento che le nostre osservazioni sono infinitamente più numerose e disponiamo di un indiscutibile vantaggio.

Scrive Pascal:

Cosicché tutto il susseguirsi di uomini, durante il corso dei secoli, dev'essere considerato come la vita d'un medesimo uomo che sussiste sempre e che impara continuamente; a partire da questa considerazione si vede con quanta ingiustizia noi rispettiamo l'antichità nella sua saggezza ... Coloro che noi chiamiamo antichi erano in realtà giovani in tutto e costituivano propriamente l'infanzia dell'umanità; e poiché noi abbiamo aggiunto alle loro conoscenze l'esperienza dei secoli seguenti, è in noi che si trova quell'antichità che noi veneriamo in altri.

Dalla prepotenza alla mafia (2)


La Legge 3 luglio 1875,
 n. 2580
 (pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale n. 157 dell'8
luglio 1875) fu varata dal
governo come misura
temporanea ed eccezionale
per reprimere il grave
fenomeno del brigantaggio
e della criminalità
organizzata nelle province
del Mezzogiorno.
Il suo articolo unico stabiliva
l'applicazione di 
provvedimenti
speciali e straordinari di
pubblica sicurezza
 (tra cui il
domicilio coatto, i rigidi
controlli sui passaporti e le
restrizioni per i vagabondi)
 fino al 1° luglio 1876 nelle
zone in cui l'ordine pubblico
era maggiormente turbato
da omicidi, grassazioni ed
estorsioni.
La funzione originaria di
queste norme confluì poi nel
tempo all'interno del sistema
di Pubblica Sicurezza.





 Ricordando il prof. Anton Blok

Era il 3 giugno 1875 quando, probabilmente per la prima volta nella Storia italiana, alla Camera dei deputati, nell’intento di combattere  la mafia e la camorra, inizia un lungo e in qualche modo appassionato dibattito sui provvedimenti straordinari di pubblica sicurezza proposti il 5 dicembre  1874 dal ministro degli interni Girolamo Canteli. 

La Sinistra Storica, guidata da Agostino De Pretis, si oppose al progetto di dare poteri eccezionali di polizia (fra i quali l’arresto preventivo) alle autorità militari e di attribuire ai prefetti il potere di inviare al domicilio coatto le persone sospette, e chiede misure di risanamento economico e sociale.

L’arbereshe Francesco Crispi afferma che il governo, e non “la natura dei luoghi e gli istinti degli abitanti” e’  responsabile dell’aumento dei reati in Sicilia.

Luigi La Porta, deputato del collegio di Agrigento, denuncia il progetto come antiliberale e offensivo della Sicilia. 

Diego Tajani, già procuratore generale della Corte d’appello di Palermo, accusa il governo di connivenza con le organizzazioni mafiose.

Il dibattito viene temporaneamente sospeso in attesa dell’esito di un’inchiesta parlamentare sulle condizioni della Sicilia.

Il governo rinuncia al progetto di legge  e incarica una Commissione parlamentare di prepararne uno stralcio da ripresentare alla Camera.

Era il 16 giugno 1875 quando la Camera approva l’articolo unico, stralcio del progetto di legge sui provvedimenti di pubblica sicurezza, presentato da Giuseppe Pisanelli. Il progetto non si riferisce esplicitamente alla Sicilia, ma da’ al governo la facoltà di istituire nelle province dove l’ordine pubblico sia gravemente turbato delle giunte, presiedute dai prefetti, con potere di inviare  al domicilio coatto da uno a cinque anni  le persone ammonite e sottoposte alla sorveglianza della polizia. In segno di protesta la sinistra non e’ presente alla seduta parlamentare.

A Palermo dimostrazioni  contro la legge si concludono con violenti scontri con le forze dell’ordine. Il Senato approverà l’articolo unico  il 29 giugno, respingendo una proposta di sospensiva  firmata da venti senatori.

Parole frequenti sui media


Il National Mall è il parco
monumentale nel cuore
di Washington, D.C
.
, famoso
in tutto il mondo per
ospitare i più importanti
memoriali americani e i
musei della
Smithsonian Institutio

national Mall Il National Mall è il grande viale nel centro di Washington D.C., che si estende per circa 3 chilometri tra il Campidoglio e il Lincoln Memorial. È il centro simbolico degli Stati Uniti, incorniciato dai musei dello Smithsonian, dai memoriali di guerra e da monumenti come il Washington Monument. Qui si svolgono le principali celebrazioni nazionali (come il 4 luglio) e si sono tenute le grandi manifestazioni della storia americana, dal discorso «I Have a Dream» alle marce per i diritti civili. Spesso viene descritto come il «cortile d’America», uno spazio pubblico dove passato e presente si incrociano.

Lungo il parco si possono visitare gratuitamente monumenti iconici come il Lincoln Memorial, il Washington Monument (il celebre obelisco) e i memoriali dedicati alla Seconda Guerra Mondiale, alla Guerra di Corea e alla Guerra del Vietnam.

giovedì 9 luglio 2026

Parole frequenti sui media


Il lavoro è il pilastro della
Repubblica italiana. 
L'articolo
1
 stabilisce il principio lavorista,
ponendolo a fondamento dello
Stato
 . Esso è un diritto
inalienabile
 che la Repubblica
si impegna a rendere effettivo
(art. 4) e, al contempo, un 
dovere sociale, poiché ogni
cittadino è chiamato a concorrere
al progresso della società.




Salario Minimo

È una paga oraria fissata per legge, sotto la quale nessun lavoratore può essere retribuito. In Italia non esiste ancora: i minimi salariali sono stabiliti dai contratti collettivi. 

La proposta di introdurre una soglia di 9 euro lordi l’ora (compresi tredicesima e Tfr) è sostenuta da Partito democratico, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra e Azione. Mentre il governo della premier Giorgia Meloni, inclusa tutta la coalizione di centrodestra, è contrario al salario minimo e punta a rafforzare la contrattazione collettiva.

In Italia non esiste per legge perché il sistema è storicamente basato sulla contrattazione collettiva, demandando a sindacati e associazioni datoriali la definizione delle retribuzioni minime tramite i CCNL (Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro).

Un Personaggio


Insieme ad Allen Ginsberg e
William S. Burroughs ha dato
 vita a un movimento culturale
che ha profondamente influenzato
la controcultura degli anni '60
e i successivi movimenti giovanili.
Jack Kerouacè stato uno scrittore e poeta statunitense, considerato il padre e l'icona della Beat Generation. Attraverso i il suo stile di scrittura spontaneo e ritmico, ispirato al jazz, ha ridefinito la letteratura del Novecento
 ed espresso il rifiuto del materialismo della società americana del dopoguerra.

On the Road (Sulla strada): Il suo capolavoro assoluto, pubblicato nel 1957 e scritto su un unico rotolo di carta da teletype lungo 36 metri. Narra i viaggi autostradali attraverso gli Stati Uniti, celebrando la libertà, l'amicizia e la ricerca spirituale.



*  *  *

L’anima esiste?


L’anima di un bambino si 

affaccia dagli occhi.

Si manifesta da quelle finestre

che sono gli occhi, e degli occhi

così incantevoli certamente profetizzano

e stanno a indicare la più incantevole 

delle anime.

Dalla prepotenza alla mafia (1)

 Ricordando il prof. Anton Blok

La società civile e le associazioni
locali continuano ai nostri giorni  a
promuovere iniziative di contrasto
culturale. Movimenti come 
Addiopizzo operano attivamente
per sostenere le vittime del racket
e favorire una cultura della legalità.

La mafia siciliana (Cosa Nostra) nasce nell'Ottocento come sistema di privatizzazione della violenza. Si sviluppa nei latifondi della Sicilia occidentale – tra Palermo, Agrigento e Trapani – dove i proprietari (generalmente assenti o comunque incapaci di proteggere i propri interessi) delegavano la gestione dei terreni e l'ordine pubblico a mediatori violenti, i gabellotti

 Questi mediatori imposero il loro controllo sul territorio attraverso l'estorsione (il pizzo) e l'intimidazione. Divennero noti come "uomini d'onore" e crearono una rete di potere basata su regole non scritte come l'omertà (il silenzio) e la protezione reciproca.

 Dopo l'Unità d'Italia nel 1860, lo Stato ebbe enormi difficoltà ad affermare la propria autorità in Sicilia. La mafia, da semplice rete di criminalità locale, si trasformò in un sistema di intermediazione parassitaria tra la società contadina e lo Stato. Sfruttando la capacità di controllare vaste fasce di popolazione, i mafiosi offrirono pacchetti di voti ai politici in cambio di immunità e favori. Divennero frequentemente e diffusamente gli unici a garantire "ordine" nelle campagne, punendo i furti e risolvendo dispute, in cambio di obbedienza e sottomissione. 

 La transizione della mafia dalle aree rurali alle grandi città è avvenuta principalmente a partire dagli anni '50 e '60 del Novecento. In questo periodo, Cosa Nostra ha abbandonato la sua storica vocazione di "polizia privata" dei latifondi per riciclarsi come potente impresa criminale ed economica radicata nei grandi centri urbani.

  Il passaggio alla città coincise con il "sacco di Palermo" e il boom economico degli anni '50 e '60. La mafia si spostò nei centri urbani per infiltrarsi in nuovi settori altamente redditizi:

  Edilizia e appalti: Attraverso la speculazione e il controllo delle licenze, la mafia ha riciclato denaro sporco.

 Traffico di stupefacenti: I proventi del contrabbando e del narcotraffico internazionale hanno trasformato le cosche in vere e proprie holding finanziarie.

    Controllo politico: Istituendo solidi legami con la pubblica amministrazione e il ceto politico, la mafia è diventata un'entità in grado di orientare appalti e flussi di cassa.

   Nelle città, la suddivisione del potere si è riorganizzata su base territoriale attraverso le "famiglie" coordinate da una Commissione. Successivamente, questa espansione ha varcato i confini regionali, portando le mafie (come 'Ndrangheta, Cosa Nostra e camorra) a radicarsi nel Nord Italia e sui mercati finanziari internazionali.

=====

Ricorrendo alle pubblicazioni di Anton Blok, Francesco Renda, Fiandaca/Costantino, Giuseppe Carlo Marino ed altri, contiamo -per qualche tempo- di tracciare in particolare la vicenda latifondistica (e non solo essa) nell’area più prossima a Contessa Entellina.

mercoledì 8 luglio 2026

Dichiarazione finale NATO

 I capi di Stato e di governo dell'Alleanza Nord Atlantica, riuniti ad Ankara, hanno riaffermato il loro «incrollabile impegno per la difesa collettiva ai sensi dell'articolo 5 del Trattato di Washington e per il legame transatlantico». 

 

È quanto si legge nella dichiarazione conclusiva del vertice in Turchia. 

«Un attacco a uno è un attacco a tutti. La nostra unità, solidarietà e forza collettiva rimangono il fondamento della pace, della sicurezza e della prosperità per il miliardo di cittadini della nostra Alleanza di nazioni libere e democratiche. Rimaniamo fedeli al nostro approccio a 360 gradi in materia di deterrenza e difesa», si legge.

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Il premier spagnolo Pedro Sánchez 
e il Presidente statunitense 
Donald Trump si trovano al
centro di un duro scontro
diplomatico
 che vede Sánchez
alla guida della fronda europea
contraria alle politiche belliche
di Washington. 
Il governo di Madrid
ha formalmente negato agli Stati
Uniti l'autorizzazione all'utilizzo
delle basi militari strategiche
di Rota e Morón in Andalusia
per le operazioni belliche
condotte contro l'Iran. Sánchez ha
rivendicato la scelta dichiarando
che la Spagna non sarà complice
di azioni contrarie ai propri
valori e al diritto internazionale.




Poco prima dell'avvio del vertice, Trump aveva nuovamente attaccato la Spagna nel corso di una conferenza stampa con il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Il presidente americano ha definito il Paese iberico «una causa persa», sostenendo che «non ha speranza» e che gli spagnoli sono «cattiva gente», chiedendo inoltre di interrompere «tutti i rapporti commerciali» con Madrid, «comprese le visite». 

In attesa della replica ufficiale di Sanchez, prevista nella conferenza stampa conclusiva del vertice, fonti del governo spagnolo hanno dichiarato di accogliere le parole del presidente americano «con tranquillità e normalità», ricordando che la politica commerciale rientra nelle competenze dell'Unione europea e che gli Stati Uniti non possono instaurare relazioni commerciali differenziate con un singolo Stato membro.

Noi del terzo millennnio e la saggezza degli antichi (1)

 
Nos plane hoc tempore homunculi sumus

 Quella riportata in rosso è una celebre espressione usata dall’altrettanto celebre umanista Leonardo Bruni in una lettera del 1408 (e ripresa da Petrarca), con cui si lamentava di come, rispetto ai grandi eroi del passato (come Cicerone o Marcello), gli intellettuali del suo tempo fossero solo piccoli uomini (homunculi), privi di un'epoca abbastanza grandiosa per compiere gesta memorabili.

 E’ una riflessione che tocca da vicino il senso di inadeguatezza di noi uomini di fronte alle avversità, alle grandi crisi globali, o semplicemente alla vastità del mondo e della monumentalita’ della storia. Si tratta di un sentimento raffrontato con la nostra  quotidianità, coi nostri progetti che talvolta vengono considerati  troppo grandi.

 Anche se i problemi del nostro tempo sembrano insormontabili, tutti noi che viviamo in quest’area di Sicilia, di Sicilia trascurata, potremmo sempre esercitare un impatto concreto su scala locale. Concentrarci sulle cose tangibili, sulle cose che possiamo cambiare, migliorare, fruire nel nostro raggio d'azione diretto.  Nel nostro piccolo.

A differenza del passato, oggi, nel terzo millennio, le nostre "piccole" azioni, le nostre minuscole iniziative, si inseriscono -possono inserirsi-  in reti globali. Il nostro contributo, unito a quello di altri, riesce a costruire  il cambiamento giorno dopo giorno.

 Spesso ci sentiamo piccoli, inadeguati, perché si guarda alla vetta della montagna invece che al primo passo. Ridimensionare i problemi e affrontarli con costanza, con volontà, sfruttando esperienze, è spesso più efficace che cercare di cambiare il mondo tutto in una volta.

La buona  strategia di partenza è sempre stata quella di isolare una singola sfida o un progetto che sta a cuore, mappare le risorse e le persone del luogo che possono aiutare ad affrontarlo.

= = = 

Con questa pagina avvieremo uno studio, sotto più profili, del mondo occidentale, a cominciare dalla modernità, da poco prima dell’arrivo degli arbereshe sul suolo di Sicilia. Faremo richiami allo spazio e al vivere locale, contessioto. Ma anche al pensiero occidentale, che nulla ha a che fare col Trump di turno.

Parole frequenti sui media

 

Per classe dirigente (o establishment) si intende l'insieme delle persone che, per ruolo e influenza, guidano la società. Comprende il gruppo che detiene il potere decisionale, economico, politico e culturale, ed ingloba politicidirigenti d'azienda e finanzierialti funzionari della pubblica amministrazioneprofessionistigiornalisti e intellettuali.

Il ruolo fondamentale di una classe dirigente è quello di orientare le scelte collettive e di guidare il Paese, sebbene la sua composizione e la sua autorevolezza possano variare significativamente a seconda del contesto storico e sociale

 Essa non si plasma nelle scuole di formazione ma nelle professioni, nell'impresa, nel sindacato, nell'arte, nella cultura. E’ una  questione di passione per lo studio, la scuola, l'educazione.

 Con la logica calcistica del vivaio, il campione viene fuori se hai il vivaio, non per concorso. Non lamentiamoci se …