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sabato 18 luglio 2026

L’antico e il nuovo (2)

Noi genti del terzo millennio
ci distinguiamo dai
greco/romani soprattutto per
la nostra concezione del tempo
e dello spazio
. Mentre le civiltà
antiche avevano una visione
ciclica e si orientavano guardando
al passato come modello insuperabile,
noi viviamo in una società
 iper-connessa, proiettata verso
un'innovazione tecnologica costante,
 con una visione del futuro in continua
 evoluzione.
Per i latini, il futuro era "alle
spalle" perché invisibile, mentre
il passato era davanti agli occhi
come guida morale e sociale. Noi,
 al contrario, tendiamo a svalutare
 il passato per concentrarci
sull'immediatezza del presente
 (presentismo) e sulla pianificazione
del futuro.
 Il confronto con gli antichi

  Abbiamo accennato, nella precedente pagina, al comportamento che sopratutto i politici (… i politicanti?) hanno da sempre mantenuto nel corso della Storia  nello strumentalizzare le ritenute grandezze degli antichi, dei grandi predecessori che hanno lasciato fama. Anche gli antichi Greci usavano opporre i loro anziani, i vecchi di un tempo, ai giovani, alla generazione allora corrente.

 I giovani dell’Antica Grecia venivano definiti in rapporto ai vecchi come “piu’ giovani” e quello del “confronto con gli antichi”, in verità si sostanziava, allora come ancora oggi, nel circoscrivere puramente e semplicemente qualche momento di passaggio di quella che è stata sempre la lunga storia della vicenda umana dai registri molteplici, sfasati, connessi gli uni agli altri come in un gioco ad incastro.

  In realtà perché sussista, possa affrontarsi un confronto storico, servirebbe la compresenza, come oggi ci è possibile effettuare il confronto fra cultura occidentale e cultura giapponese, o cinese. 

  Nel corso delle letture di ricerca, ci e’ capitata una frase di Moliere che più  o meno è così articolata “gli antichi sono gli antichi, e noi siamo la gente di adesso”. E proprio su questa convinzione, per qualche tempo, ci proponiamo sul blog di interrogarci, se effettivamente dopo i millenni trascorsi quei greci, quei romani, ci hanno lasciato qualcosa di interessante o no. Ci piace capire se la politica greca, la democrazia dei loro giorni può ancora dirci qualcosa, seppure in un contesto completamente diverso. Intendiamo chiederci come e se  l’antichita’ influisce sulla tendenza della vita di noi, di noi gente del terzo millennio. E, comunque, in che misura ne siamo debitori.

E’ certo comunque che noi uomini del terzo millennio abbiamo un rapporto complesso e ambivalente con il mondo greco e romano: da un lato in essi intravediamo le radici culturali dell'Occidente (democrazia, diritto, filosofia), dall'altro ci separiamo da loro per mentalità, tecnologia e per una visione del mondo radicalmente diversa. E su questi presupposti, quelle radici intendiamo evocare.

(Segue)


Chiunque può sviluppare la propria precompilata (5)

 Passo passo come accedere al precompilato

Accedi al 730 precompilato in pochi passaggi: 

1) vai sul sito dell'Agenzia delle Entrate, 

2) clicca su "Area Riservata" ed entra con SPID, CIE o CNS

3) cerca il servizio "Dichiarazione precompilata",

4)  accetta l'informativa e scegli il modello guidato per verificare, modificare e inviare i tuoi dati.

====

Più dettagliatamente:

Ecco la procedura passo dopo passo:

Autenticati: Vai sul Portale della Dichiarazione Precompilata dell'Agenzia delle Entrate e clicca su "Accedi alla tua precompilata". Puoi entrare utilizzando una delle identità digitali riconosciute:
  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
  • CIE (Carta d'Identità Elettronica)
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi) [1234]
Accedi al servizio: Una volta dentro l'area autenticata, potresti visualizzare la sezione dedicata ai servizi. Cerca la voce "Dichiarazione precompilata" e clicca per avviare l'applicativo web.

Seleziona la dichiarazione: Accetta l'informativa sulla privacy e seleziona l'anno di imposta in corso. Il sistema ti porrà alcune domande preliminari per guidarti verso la scelta del modello più adatto alle tue esigenze (es. 730 o Redditi).

Visualizza i dati: Prima di accettare ciecamente, clicca su "Visualizza i dati" per controllare le informazioni che l'Agenzia ha già inserito per te (Certificazioni Uniche, spese sanitarie, interessi sui mutui, ecc.).

Modifica e Integra: Se noti dati mancanti o errati (come una spesa medica non caricata o i giorni di lavoro effettivi), scegli l'opzione per modificare la dichiarazione e integra le informazioni mancanti.

Inserisci il Sostituto d'Imposta: Ricordati di indicare il tuo datore di lavoro o ente pensionistico che effettuerà il conguaglio a debito o a credito.

Invia: Una volta controllati tutti i quadri, scegli se accettare o inviare con modifiche. Dopo l'invio, scarica la ricevuta di avvenuta presentazione che l'Agenzia rilascia solitamente entro pochi giorni.

= = = 
Nei prossimi giorni torneremo per soffermarci su alcune casistiche particolari. Per chi avesse problemi con l’uso dello Spid faremo in modo, nelle pagine dei giorni a venire, che tutto sia di facile fruizione.


 

 

Cittadino consapevole (4)

L’economia del terzo
millennio in Europa
 si
caratterizza per una
transizione profonda verso
la dematerializzazione
dei servizi
, la transizione
ecologica
 e la 
digitalizzazione pervasiva
.
Questo periodo, iniziato nel
2000, vede il definitivo
consolidamento del 
settore
terziario come motore
trainante
 del PIL e
dell'occupazione continentale,
a scapito dell'industria
manifatturiera tradizionale e
dell'agricoltura.

Oltre il 70% della forza
lavoro europea è impiegata
nei servizi, con un boom dei
comparti legati a finanza,
logistica, turismo e cura
della persona.













   
L’Economia, una scienza sociale 

Il rapporto fra il cittadino e l'economia si fa sempre più stretto sopratutto in relazione al modello di società di economia di mercato che caratterizza l’Occidente, e quindi pure il nostro Paese.

  Il cittadino di oggi è, fra i tanti ruoli, oltre che cittadino-produttore e/o consumatore, cittadino-investitore. Egli in qualità di consumatore, contribuente, soggetto sociale in conflitto con altri, si trova, volente o nolente, sempre più immerso in una realtà economica che deve in qualche modo conoscere e «dominare» e che, a sua volta, si fa sempre più complessa. Possedere dei capisaldi della scienza economica è più che indispensabile.

Le motivazioni e gli esempi che su queste pagine del blog potremmo evocare sono innumerevoli e però ci limiteremo a citarne brevemente alcuni.

= La gente si trova di fronte a un sistema fiscale sempre più ramificato: in Italia esistono ormai varie decine di  forme di prelievo tributario (tra tasse, imposte, contributi), a loro volta articolate in innumerevoli sottospecie. Non tutte ovviamente colpiscono tutti. Chiunque di noi però puo’ trovarsi immerso in una giungla fitta ed è bene che provi anche in prima persona a districarsi. 


=Un altro esempio, su un altro terreno. Per molti anni il cittadino ha convissuto con una situazione di inflazione galoppante (specialmente con la lira), a due cifre, una condizione che ha messo a dura prova anche molte convinzioni dell'economista provetto. Non vi è alcuna certezza che una tale situazione non si ripresenti in un futuro più o meno prossimo: occorre quindi fare i conti con una realtà che è complicata anche da questo fattore, con scelte da farsi, per così dire, mentre il treno è in corsa. Le grandi scelte economiche dei governi durante un certo periodo preludono a un aumento o a una riduzione dell'inflazione?


Domande e ancora domande. È nelle diverse branche dell'economia che possiamo trovare una risposta razionale a questi e a molti altri interrogativi della nostra vita di tutti i giorni: nella teoria economica, nella statistica economica, nell'economia internazionale, nell'economia monetaria.

La scienza economica odierna, comunque, non ha pronta la ricetta per ogni questione che le si presenti. Rincorre con un po' d'affanno una realtà che si trasforma tumultuosamente, si dota di strumenti di analisi sempre più raffinati, come l'economia matematica in dosi massicce e l'informatica, i modelli per valutare le interdipendenze tra i diversi settori dell'apparato produttivo e i flussi finanziari, ma è costretta ad abbandonare molte certezze che in un passato recente ne facevano quasi un corpo di «leggi» coerenti e inattaccabili.


 In passato si dava per scontato che una situazione di larga disoccupazione determinasse un abbassamento dei salari. Oggi un'alta disoccupazione complessiva può tranquillamente convivere con retribuzioni rapidamente crescenti. Prima ancora, la disoccupazione in generale si può accompagnare con forti tensioni su segmenti particolari del mercato del lavoro, con scarsità, ad esempio, di lavoratori superqualificati o della manodopera più dequalificata. E sotto gli occhi di tutti la crescente presenza di forze di lavoro straniere in Italia benché il tasso di disoccupazione in certi periodi sia significativo. Il mercato del lavoro si è articolato in tanti sottomercati solo parzialmente fra loro comunicanti. Certe professioni non sono più accettate dalla popolazione autoctona perché giudicate degradanti o poco remunerative, per certe altre i tempi di acquisizione della professionalità sono molto lunghi ed è difficile ottenere un pronto adeguamento tra la domanda e l'offerta di lavoro. Le prescrizioni generali valgono quindi sempre meno, e questo è un fenomeno che concerne un buon numero dei tradizionali strumenti «aggregati» dell'analisi economica.


Prendiamo gli investimenti. Fino a tempi molto recenti era una convinzione consolidata che più investimenti significassero più occupazione. Ora questa «legge» ha un valore relativo: in tempi di informatica e di automazione un incremento degli investimenti può determinare anche una riduzione dell'occupazione. Per altro verso gli investimenti in nuove tecnologie, quando si sostituiscono a quelli di tipo tradizionale, possono ridurre il livello complessivo di investimento (perché spesso meno costosi) ma aumentare notevolmente la produttività. 

In generale, le differenziazioni settoriali e all'interno dei settori produttivi si sono molto accentuate negli ultimi anni, rendendo necessari approcci altrettanto differenziati.

Un altro fattore che ha complicato la vita di chi segue l’andamento socio-economico e resa più effimera quella delle teorie economiche è l'accresciuta interdipendenza internazionale delle economie. La teoria economica ha elaborato strumenti e indicazioni adeguati a governare con ragionevole prevedibilità dei sistemi chiusi, delle economie nazionali, mentre i sistemi economici di tutto il mondo sono ai nostri giorni tra loro sempre più interconnessi. L'innalzamento o l'abbassamento dei saggi di interesse negli Stati Uniti o in Giappone provoca importanti conseguenze anche in Italia, così pure le variazioni nei cambi tra le monete, o l'aumento delle esportazioni di questo o quel paese. L'indebitamento di alcuni paesi poveri non è affatto una questione che riguardi loro e loro soli.


Molte leggi generali assumono  oggi una validità assai più circoscritta e relativa. Ma tutto ciò non può significare che vi è meno bisogno di economia, ma, anzi, che le nostre conoscenze economiche debbono aumentare sensibilmente. Sul blog, al ritmo settimanale proveremo a trattare argomenti, dai più semplici fino ad arrivare ai temi più interessanti che coinvolgono i governi, le comunità, le forze sociali e pure (sopratutto) le famiglie.


Auguriamoci solamente di avere tempo!

venerdì 17 luglio 2026

Parole frequenti sui media



emendamento

È una proposta di modifica, correzione o integrazione a un testo di legge durante l’iter di approvazione, per cambiarlo prima che diventi definitivo. L’emendamento di FdI, Nm e Udc che prevedeva capilista bloccati e fino a 3 preferenze sulla legge elettorale è stato votato a scrutinio segreto e bocciato per 1 voto con l’ovvia esultanza delle opposizioni due giorni fa’ alla Camera, dopo la bocciatura dell’emendamento della maggioranza sulle preferenze alla legge elettorale.

Quello che poteva essere un braccio di ferro tra l’una e l’altra parte del centrodestra — FdI e Noi moderati che volevano le preferenze e Lega e FI che erano contrarie — si trasforma in una grande sconfitta per Giorgia Meloni. Che sul contestato, stradiscusso, divisivo emendamento alla legge elettorale che prevedeva che si potessero indicare fino a tre preferenze per lista in ogni circoscrizione, ma con il capolista bloccato, ha voluto «mettere la faccia» (ma non votare lei stessa) e impegnare anche il governo. Del quale adesso tutta l’opposizione unita chiede le immediate dimissioni: «Si torni al voto ora, la maggioranza non c’è più!», gridano Elly Schlein, Giuseppe Conte, ma anche Avs e Iv. Mentre la replica della maggioranza è: «Andremo avanti». 


Politica e cultura

 Senso civico?

Le culture ci proponiamo
di studiarle  nella loro
fluidità e complessità.



Chi coltiva, chi ama la Storia, dagli Egizi a Trump, Putin e Xi Jinping, si accorge che i simboli più evidenti, importanti e riconosciuti dal potere sono sempre stati:

La terra,

L’oro,

Le armi.

Da quando l’uomo è entrato sulla scena storica ha sempre portato in sé una costante vicenda umana e inevitabilmente l’ha storicizzata secondo il colore del tempo, fermo restando l’essenzializzazione dei tre elementi.

   La terra è sempre stata lo spazio elementare e naturale su cui ogni gruppo ristretto di uomini ha risieduto, senza che per questa ragione fosse strumento di produzione e scambio per un’economia ampia e sviluppata.

   L’oro è sempre stata una merce preziosa, anzi la più preziosa: e’ sempre stato il tesoro depredato ai vinti.

  Le armi sono sempre stati strumenti di difesa e di offesa, e sempre riservate ai più forti e valorosi e destinati ad esercitare, collettivamente o individualmente, senza un superiore ordinamento civile, lo strapotere piegato al volere.

   I tre “simboli” (terra, oro, armi) sono le insegne della complessa organizzazione economica e sociale che ha, e non può non avere, gli elementi della violenza e della forza, senza pregiudizio dei diritti di chi le armi non può o non vuole o non e’ chiamato a portarle.

= = = 

La riflessione su “politica e cultura” sarà in avanti pagina frequente del blog. Vogliamo puntare ancora sui contenuti delle parole … politicaculturademocraziaamiciziasocietà dell’egoismo … e di molte altre, contenuti per, infine, tratteggiare le tantissime ingiustizie delle manifestazioni di potere, …appena temperate nei regimi democratici … ma persistenti ogni volta che forze opportunistiche puntano sul crollo del senso civico.

Italiani emigrati, contessioti emigrati (4)

La diaspora siciliana è uno
dei più grandi fenomeni
migratori della storia
moderna: dal 1876 a oggi,
milioni di isolani hanno
lasciato la Sicilia per
stabilirsi in ogni angolo
del pianeta
. Solo tra il 1876
e il 1976 sono espatriati oltre
2,5 milioni di siciliani, e oggi
si contano oltre 800.000
residenti all'estero iscritti
all'AIRE, un numero che
equivale a quasi un sesto
della popolazione attuale
dell'isola.








Il fenomeno migratorio reca benefici

sia al Paese di partenza che a quello di

destinazione.

I Paesi esteri, attraverso le collettività italiane ivi insediate e che vi hanno maturato un'esperienza significativa, si propongono come punto di riferimento con il quale confrontarsi e trarre insegnamenti per la vita odierna. Dagli emigrati e dai loro discendenti, sulla base delle esperienze da loro maturate nei Paesi di adozione, ci si può aspettare un aiuto a beneficio dell'Italia, paese d’origine e da sempre in evidente ma non insanabile affanno migratorio.

E’ stato scritto da più sociologi che se gli italoamericani diventassero solo americani (ma il discorso vale anche per altri Paesi), gli Stati Uniti perderebbero un prezioso filone di ispirazione culturale. A perderci, ovviamente, sarebbe anche l'Italia, che potrebbe appropriarsi di esperienze significarive (quella americana e tante altre ancora) attraverso la mediazione degli emigrati, rappresentanti di una italianità innestata con l'humus locale, una sorta di ponte verso nuovi orizzonti.


Di una cosa si può  però essere certi, prima ancora di iniziare le varie decine di pagine con cui riteniamo di affrontare il fenomeno migratorio italiano dall’Ottocento ad oggi? Il fenomeno rappresenta una parte fondamentale della storia dell'Italia moderna e con-temporanea al punto che coinvolge ad oggi la storia di circa 5 milioni di residenti all'estero (Aire), di circa 30 milioni di italiani emigrati negli anni intercorsi dall'Unità d'Italia a oggi e di quasi 80 milioni di oriundi stimati. 

Un fenomeno che non può non impressionare per la durata, per il numero delle persone coinvolte e anche per la molteplicità degli sbocchi in ogni angolo della Terra. 


Nel 1907, il meridionalista Francesco Saverio Nitti scriveva che i lucani all'estero avrebbero raggiunto il numero di quelli rimasti nella regione: ciò si è poi verificato non solo per la Basilicata ma per l'intero Paese, se si conteggiano anche i discendenti degli emigrati. Va ancora detto che l'emigrazione non ha avuto solo una dimensione numerica: essa ha contribuito alla crescita dell'Italia, alleviando il peso dei disoccupati, generando l'invio di rimesse in patria (oltre che, all'occorrenza, il ritorno di esperienze professionali) e alimentando così il senso di appartenenza nazionale. E nello stesso tempo ha dato un contributo ben riconoscibile e in alcuni casi essenziale alla crescita culturale, economica e sociale di alcune grandi nazioni estere. 


Vorremmo che questa nostra iniziativa sul blog svolgesse un ruolo nell'accrescere la consapevolezza di tanta complessità, ricchezza e umanità. L’iniziativa, che coinvolge alcuni collaboratori del blog pure essi residenti all’estero, ha valenza ovviamente culturale e nel contempo politica/amministrativa in un comune come Contessa Entellina che all’emigrazione in più direzione del pianeta ha, da sempre, donato vaste energie e significativi intelletti umani.


Ambiente: Territorio da studiare (1)

Il territorio di Contessa
Entellina (a circa 80 km da
Palermo) 
sorge nella Valle
del Belice, alle falde del Monte
Genuardo
. È un'importante
 oasi etnica, linguistica
e religiosa fondata nel
XV secolo da esuli albanesi
 (
arbëreshë). L'area è celebre
 per le sue tradizioni, il
rito greco-bizantino e il
ricco patrimonio
naturalistico e archeologico.
Il territorio è rinomato
per le sue produzioni
vitivinicole di eccellenza,
con storiche cantine
radicate nel comprensorio.






 Mille punti di vista.

Mille approcci.

Con ogni probabilità, ciascuno di noi è perfettamente consapevole nel recarsi in macchina dal centro abitato di Contessa Entellina in uno dei borghi che insistono sul territorio, per dire a Roccella, che percorre una strada ed uno spazio che contestualmente è fisico, geografico, storico, amministrativo, rurale ed altro ancora. Con ogni probabilità l'Italia - cosí come oggi la percorriamo in treno o in auto - è rappresentabile in tante mappe nelle quali si possono circoscrivere vari ambiti. Altri innumerevoli se ne possono tracciare, siano essi storico-artistici, linguistici, istituzionali ecc., ma ciascun ambito  risponde a una periodizzazione. L'ambiente geografico di cinquemila anni fa era verosimilmente simile a quello del 2026, non cosí quello degli insediamenti e dei quadri ambientali.  Ogni ambito, ogni contesto  territoriale possiede, ovviamente, una sua cronologia.

La storia è disciplina eminentemente narrativa, cosí come la geografia - si suol dire dal tempo di Tolomeo - è invece disciplina eminentemente descrittiva: per quanto diverse possano esser queste due letture esse rispondono a un diverso modo di osservare la realtà, di pensare a essa e, dunque, di interpretarla. 


Quando si affronta il tema dell'organizzazione del territorio la prima questione su cui riflettere è la sua particolarità: ovvero che l'habitat è un sistema la cui costruzione - per quanto sia riferibile a uomini o a principi, a comunità monastiche, a famiglie titolate o a classi sociali - non è mai risolta una volta per tutte in una periodizzazione che si riferisca al nome di un sovrano, di un feudatario, di una data comunità storicamente connotata. Perché ogni insediamento ha un suo precedente e un suo successivo strato di interventi. La trasformazione di un territorio è un processo continuo e, in quanto tale, processo sempre in atto.

(Segue)

giovedì 16 luglio 2026

Temperature estreme


Comportamenti consigliati
Rimanere vigili e agire in accordo con i consigli (gli ordini) emessi da parte delle autorità. Tenersi aggiornati con le previsioni del tempo più recenti, ed aspettarsi significativi disagi per le normali attività quotidiane. Intraprendere un viaggio solo se indispensabile.

Ecco quali sono le 16 città che, domani, venerdì raggiungeranno temperature estreme: Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Viterbo e Milano. 

 I valori più elevati sono però attesi in Sardegna e Sicilia — nelle zone di Nuoro e Oristano, e poi tra Enna, Caltanissetta e Catania — dove si potranno raggiungere i 45 gradi. Anche Firenze continuerà a sfiorare i 40.

L’antico e il nuovo (1)

I brand utilizzano nomi mitologici
 o storici per associare ai propri
 prodotti valori di potenza, bellezza,
velocità e innovazione.
Clio (in greco antico Kleiō,
"colei che rende celebri") è la
musa della storia e della poesia
epica nella mitologia greca.
Renault ha scelto questo nome
per evocare grazia, cultura e
una celebrità destinata a durare
nel tempo. 





 Il confronto con gli antichi

In Occidente si fa partire, complessivamente, la Storia di ogni dove del pianeta, e la nascita della cultura, a cominciare dagli antichi, addirittura dagli Egizi, sino a noi. Dal Quattrocento in poi in tutti i paesi europei e’ stato peraltro avviato (ripreso?) il dibattito e l’opera di conservazione dei monumenti pervenutici dagli antichi.

 Il costruttore automobilistico Renault ha scelto qualche decennio fa commercialmente sensato chiamare Clio uno dei suoi modelli di successo.

 Verosimilmente in questo uso strumentale dell’antichità c’è l’intento di voler civilizzare delle sigle, delle parole “barbare”. L’intento forse è di rendere identificabile, memorizzabile, indipendentemente dal significato d’origine, il contenuto di una differente realtà. 

Una sorta di ammiccamento! Ammiccamento a cosa ? -Renault ha scelto questo nome (Clio) per evocare grazia, cultura e una celebrità appunto destinata a durare nel tempo. -Trojan evocavirus informatici che si nascondono dentro file legittimi e che prendono il nome dal famoso inganno del Cavallo di Troia, descritto nell'Odissea.

 = = =

 Come frequentemente facciamo sul blog, ci proponiamo di avviare una serie di pagine su temi nuovi. Intendiamo leggere per qualche tempo il passato con gli occhiali di oggi. O forse, in realtà, leggeremo il presente con occhiali del passato. Ci servirà ad interpretare la complessità del mondo.

 Buona lettura!

Il Novecento (6)

“Opera aperta" è un celebre
saggio di 
Umberto Eco
pubblicato nel 1962
,
considerato una pietra miliare
della semiotica e della teoria
dell'arte contemporanea. Il testo
introduce l'idea rivoluzionaria
che l'opera d'arte moderna non
sia un oggetto statico dal
significato univoco, ma
un 
processo in divenire 
che richiede la cooperazione
 attiva e interpretativa del
fruitore per essere completato.

 L’Opera aperta

"Molta della letteratura contemporanea è fondata sull'uso del simbolo come comunicazione dell'indefinito, aperta a reazioni e comprensioni sempre nuove.

Possiamo facilmente pensare all'opera di Kafka come ad un'opera "aperta" per eccellenza: processo, castello, attesa, condanna, malattia, metamorfosi, tortura non sono situazioni da intendersi nel loro significato letterale immediato.

Ma a differenza delle costruzioni allegoriche medievali, qui i soprasensi non sono dati in modo univoco, non sono garantiti da alcuna enciclopedia, non riposano su nessun ordine del mondo". 

(U. Eco, Opera aperta, Milano 1962).




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Globalizzazione e regionalizzazione   Si e’ conclusa relativamente di recente la marcia, avviata molti anni fa, verso il consolidamento dell'Europa (UE).


L’auspicio è che si unifichi effettivamente allargandosi oltre i confini tradizionali dell'Ovest, che comprenda, come desidera quel popolo, anche gli ucraini, magari per far fronte alla competizione economica con gli Stati Uniti e le altre grandi potenze orientali (Cina) che la globalizzazione rende concorrenti diretti perfino in casa nostra.   

Non è nuovo il federalismo in Italia. Dunque le direttrici verso l'autonomia locale del potere possono, potranno, convivere con le esigenze della corrente globalizzazione. 


Nei fatti stiamo vivendo in una sorta di altalena in cui da una parte c'è una forte spinta al decentramento, dall'altra una vigorosa tendenza alla concentrazione: analoga a quella che crea colossi economici multinazionali in cui annegano i poteri e le identità dei singoli Stati.  


Vivremo una sorta di gara durissima, cominciata da anni fra regionalismi e contemporaneamente globalizzazione. Il millennio trascorso era iniziato nell'Europa medievale e latina e si è chiuso con l'Unione europea. E non è poco!!!


Naturalmente lo si sapeva: ci sarebbero  stati confronti e scontri, facilitazioni e resistenze tra grande architettura narrativa e frammento, fra figuratività e informale, fra il cerchio e l'ordine quadro, fra scrittura grassa e scrittura magra, tra plurilinguismo dantesco e monolinguismo petrarchesco, fra narrare e descrivere, tra epica e quotidianità, tra realismo e fantastico, tra ordine e trasgressione, fra innovazione e rispetto della tradizione, fra progressisti e conservatori, fra riformisti e rivoluzionari e fra tutte le alternative nate dalla testa dell'uomo chissà quanti millenni fa. 


Ripetizioni dunque, ma ci sarebbero state differenze. Nei secoli precedenti c'erano state varianti ma è nel Novecento che ci sarebbe stata la svolta radicale.


Per intanto nella nostra realtà di periferia abbiamo iniziato ad assistere al tracollo della plurimillenaria civiltà contadina a causa di questa grande novità strutturale che e’ l’Europa, e ne seguiranno tante all’insegna del progresso e al cambiamento dello stile di vita. 


Si alternano, nascono e muoiono rapidamente in questo tempo tutte le invenzioni, ogni svolta, persino le strutture, che hanno fama di essere durature, se non perenni. "La novità seduce", diceva già Pope, e il Novecento l'ha presa come regola di vita. Si è parlato anche di "nuovismo" ma non senza ironia.


Una civiltà ora non dura più per un secolo e nemmeno Marinetti avrebbe sperato in un'età così veloce nel cambiare codici, strumenti e lingue. Relativismi pirandelliani? Possiamo essere felici anche noi italiani per avere inventato il futurismo e il pirandellismo che ora circolano nel mondo come connotati latentemente peculiari.

==. 

L’osservazione sul terzo millennio, sull’Europa, sulla pace mondiale, sulla crescita umana costituirà monitoraggio frequente di questa pagina.