StatCounter

mercoledì 8 aprile 2026

La Repubblica fondata sul lavoro (7)

Lo Statuto dei Lavoratori (Legge
20 maggio 1970, n. 300) è stato
emanato a seguito 
del clima di forti
tensioni sociali dell'"Autunno caldo"
 del 1969 e delle pressanti lotte
sindacali che chiedevano maggiore
dignità e diritti nei luoghi di lavoro
. Fu
fortemente voluto dal ministro
Giacomo Brodolini e sostenuto da un
governo di centro-sinistra, con
l'obiettivo di tradurre in legge le
richiesta di tutele operai.
La legge mirava a tutelare la libertà,
la dignità e l'attività sindacale,
limitando il potere di controllo e il
potere disciplinare dei datori di
lavoro. Il 
disegno di legge fu elaborato
da una commissione presieduta da
 
Gino Giugni (sotto il ministro Giacomo
Brodolini) e approvato durante
il terzo governo Rumor. Ha
sancito diritti fondamentali, tra cui il
diritto di assemblea, la protezione
contro i licenziamenti illegittimi (art.
 18) e la limitazione dei controlli a
distanza.

 Lo Statuto dei Lavoratori

Statuto dei Lavoratori è la denominazione comunemente indicata alla legge 20 maggio 1970, n. 300 sulla “tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro” approvata -a suo tempo- a coronamento delle lotte sindacali  degli anni Sessanta nel quadro dei primi governi di centro-sinistra. Elaborato e sostenuto dal ministro del Lavoro Giacomo Brodolini, socialista, ha tra l’altro istituito e concesso diritti in materia di contrattazione alle rappresentanze sindacali aziendali.

 Introducendo questa pagina con lo Statuto dei Lavoratori, ci proponiamo, in più tempi, di riflettere, per più tempo, su quelle che i giuristi definiscono: Le fonti del diritto del lavoro, ossia quell’insieme di leggi e di interpretazioni giurisprudenziali che regolano:

-il rapporto di lavoro,

-il mercato del lavoro,

-l’amministrazione e la sicurezza del lavoro,

-i rapporti sindacali,

-la previdenza sociale,

-le tutele e gli interessi dei lavoratori

Il tutto entro la cornice e i diritti costituzionali e comunitari che tali diritti perseguono.

(Segue)

Contessa Entellina e la vicenda storica (6)

L’economia siciliana all'alba della
modernità  (XV-XVI secolo)
si trova in una posizione
strategica nel Mediterraneo,
 vivendo una fase complessa
che interseca la dominazione
spagnola, le prime trasformazioni
 capitalistiche e l'impatto
della scoperta dell'America, che
iniziò a spostare il baricentro
commerciale verso
l'Atlantico. La 
Sicilia non era
una regione isolata, ma integrata
 in una rete commerciale
mediterranea, agendo
come "Sicilia aperta”. Certo, 
l'economia era fortemente basata
sull'agricoltura, in particolare
sulla produzione di grano, altri
 cereali, olio vino,  con un sistema
 feudale che caratterizzava la
struttura sociale ed economica.
La 
dominazione spagnola ha
introdotto modelli culturali e
di consumo europei, caratterizzati
da lusso e formalismo, che
hanno anche influenzato la
gestione economica locale. 
Oltre all'agricoltura, esisteva
un ceto mercantile attivo
e una mobilità di uomini
e idee che ha caratterizzato
la Sicilia tra il  XV e il
XVII secolo.



Il contesto  sociale della Sicilia cinquecentesca

 Va dato atto che gli archivi siciliani sono fra i più organizzati ed i più ricchi di documentazioni dell’intera Europa. La realtà normanna, angioina e aragonese sono state fra le prime realtà regie a imporre la conservazione delle scritture e le registrazioni non solo, o non tanto, per la memoria storica degli atti decisi, ma per il miglior funzionamento, diremmo oggi, della macchina burocratica pubblica di allora.

 In Sicilia disponiamo, almeno al livello centrale-regionale (non così al livello territoriale comunale), degli atti dei censimenti, dei catasti, dei registri contabili, e degli atti (provvedimenti) di governo e di amministrazione. Frutto, sottolineano gli storici, della struttura accentrata delle monarchie medievali iniziate, appunto, con i normanni e proseguite via via fino agli Aragonesi, sugli schemi centralmente imposti. Tanti flussi informativi dalle realtà periferiche dell’Isola confluivano, a cominciare coi normanni, verso la capitale e altri flussi dalla capitale fluivano verso le periferie sia feudali che demaniali. Esistono inevitabilmente divergenze, comprensibili in un periodo storico, quello medievale, caratterizzato dalle distanze, dai mezzi di comunicazioni del tempo e dalle ambizioni feudali di periferia rispetto alla corte regia di prontamente adeguarsi alle disposizioni regie. Si era nel Medio Evo e poi a seguire in una  Modernita’ che nella periferia siciliana quasi inesorabilmente tardava a seguire il passo e  ad avanzare.

 Noi punteremo su queste pagine (come già preannunciato) ad inquadrare -inizialmente- la realtà istituzionale/baronale della periferia siciliana, dalla metà del quindicesimo secolo in poi (fino a dove riusciremo…), ossia dal periodo storico di insediamento sulla baronia dei Cardona,  a Calatamauro, in poi degli arbereshe. In altri termini dal tempo in cui nella parte orientale dell’Europa crollava l’Impero Romano d’Oriente e dal tempo in cui nella parte occidentale si viveva (relativamente ai tempi) una fase di espansione socio-economica che si protrarrà per un secolo circa, con un significativo incremento demografico e un altrettanto aumento della produzione agricola e manifatturiera. Era quello il tempo, in ottica economica, della fase espansiva dell’Occidente europeo che trovava  stimolo in seguito all’arrivo dei primi (e successivi) quantitativi di metalli preziosi dal Nuovo Continente Americano.

 All’inizio del sedicesimo secolo (1500) la produzione di grano e la coltivazione della terra in Sicilia venne, in relazione ai tempi, attenzionata e meglio curata dalla monarchia e dall’insieme dei baroni sui rispettivi domini.

(Segue)

Avvenne l’8 Aprile

 Sicilia nostra

1570  Muore a Palermo il frate domenicano Tommaso Fazello, che era nato a Sciacca (Agrigento) nel 1498. Fu il primo grande storico della Sicilia, e la sua opera De rebus Siculis  decades duae, pubblicata a Palermo nel 1558 dopo aver visitato quattro volte  a piedi o a dorso di mulo tutta l’isola, e’ tuttora di fondamentale importanza.

=. = 

Fazello (1498-1570), domenicano di Sciacca, è considerato il  padre della Storia e dell’Archeologia siciliana.

Con la sua opera fondamentale De Rebus Siculis Decades Duae (1558), ha redatto la prima descrizione topografica e storica completa della Sicilia, identificando siti antichi come SelinunteAkrai ed Eraclea Minoa.

Fazello ha unito lo studio delle fonti antiche classiche con l'esplorazione diretta sul campo, un metodo innovativo per il XVI secolo. Grazie alle sue ricerche, ha riscoperto l'ubicazione di numerose città greche e romane, tra cui Himera e l'area del tempio di Zeus Olimpio ad Agrigento. Non si è limitato alle fonti librarie, ma ha viaggiato per l'intera isola, annotando monumenti e resti, diventando un punto di riferimento per i viaggiatori del Grand Tour.

martedì 7 aprile 2026

Culture diverse e il nuovo modo di scrivere la Storia

 La novità del Novecento.

L’antropologia è la disciplina
scientifica che studia l’essere
umano in modo olistico, 
analizzandone le caratteristiche
fisiche, biologiche, culturali e
sociali sia nel presente che 
nel passato. Essa esplora 
l’evoluzione biologica, i
comportamenti, le 
credenze e le diverse
forme di organizzazione 
sociale, con un approccio
comparativo che va dalle
società antiche a quelle
contemporanee.







Gli studi di antropologia. Uno dei fenomeni culturali agli inizi del XX secolo è stato l'avvento di un modo nuovo di  scrivere la storia che ha comportato la descrizione e l'analisi di società che mai prima di allora erano entrate nella storia ufficiale delle nazioni. 

 Gli storici dell’Europa occidentale, del Medio Oriente, della Cina e dell’Asia meridionale, fino a quel momento, curavano prevalentemente le vicende storiche delle grandi dinastie oppure le guerre di conquiste che conducevano alla glorificazione di una nazione o di un impero.


 Raramente i gruppi subalterni, le classi sociali inferiori erano state considerate come attori di grandi eventi mondiali e le classi umane a cui appartenevano venivano, nel migliore dei casi, citate solo marginalmente.


 I primi studi etnografici degli inizi del xx secoli favorirono l'emergere di descrizioni sistematiche e analisi di  società che mai prima erano apparse nella storia ufficiale di ciascun Paese. Storici e antropologi sostengono che se oggi avessimo a disposizione simili resoconti su comunità ristrette dei periodi storici precedenti, la nostra conoscenza della vicenda umana e delle varie culture sarebbe enormemente più ricca e anche la nostra visione ed interpretazione del mondo sarebbe sicuramente diversa. 

 Per meglio intendere il senso di quanto stiamo riportando: noi contessioti, noi arbereshe d’Italia, cosa sappiamo sul vivere, sull’operare, e sul pensare dei primi profughi che per sfuggire al dominio turco arrivarono alle falde di Calatamauro? Nulla!  o quasi.


  Ovviamente non  si può  affermare in modo assoluto che prima del xx secolo non esistessero conoscenze di vita sociale su comunità ristrette.  Dopo la scoperta delle Americhe e ancor più in seguito, dopo i viaggi di James Cook in Polinesia patrocinati dalla Royal Society britannica, gli archivi coloniali europei iniziarono ad arricchirsi di informazioni, inevitabilmente con occhio e interpretazione di parte, sulle culture sottomesse (e ritenute incivili)  dalle potenze imperiali e coloniali

    Nel  XIX secolo nelle principali capitali europee sorsero varie società scientifiche con  lo scopo ufficiale  di studiare le società "primitive",  cioè i popoli e le culture poste sotto l'egida del governo imperiale britannico. 


  L'approccio allo studio di questi gruppi era influenzato dal paradigma scientifico del darwinismo, allora orientato allo studio dell'evoluzione di pratiche culturali specifiche o della cultura umana nel suo complesso. 

  I primi teorici delle scienze  umane studiavano fenomeni come l'evoluzione di forme specifiche di matrimonio o di parentela, dato che il passaggio dal matriarcato al patriarcato o viceversa rappresentava un interesse comune, e si riteneva che entrambe le forme fossero state probabilmente precedute da una promiscuità primitiva. Un altro ambito di ricerca inizialmente era costituito dall'evoluzione sequenziale della religione da forme di culto di forze soprannaturali (mana), animismo, politeismo ed enoteismo verso il monoteismo.

Contessa Entellina e il disinteresse della politica

 Grande capienza abitativa e grande desertificazione umana

Contessa Entellina, il paese di nostra comune residenza anagrafica, anche se tantissimi di noi che lavorano altrove mantengono qui la residenza,  mostra da più  tempo costanti significative riduzioni demografiche con 1.455 abitanti risalenti al gennaio 2025; dato questo che evidenzia il calo costante di numerosi altri nuclei familiari in quest’altro trimestre (ultimo dato di cui disponiamo): Novembre 2025= 1438 unità.

  Accanto al decremento demografico va registrato il progressivo invecchiamento della popolazione residente, con l'incidenza della popolazione over-75 passata dall'8,7% (1991) al 15,1% (2011), e a noi mancano i dati al quindicennio successivo. Tutto ciò evidenzia dinamiche strutturali sfuggite, o comunque disattese, a chi dovrebbe occuparsi della vita sociale, economica e pure demografica del territorio.

  Il calo demografico è stato costante nei decenni. Dagli oltre 3.000 abitanti storici (dati storici), la popolazione ha continuato a diminuire, posizionandosi ormai da più anni sotto i 1.500 residenti. A creare più allarme a chi ha a cuore il destino della realtà sociale e culturale locale è l’indice di vecchiaia elevato, anzi, più che elevato, collocandosi tra i comuni con popolazione più anziana in relazione alla struttura per età. Il che significa che la politica del lavoro, degli investimenti, della fiducia nel futuro qui non esiste più. 

= = =

 Ci viene confermato il dato dei residenti al (30-11-2025)= 1.438 unita’, ed oggi verosimilmente abbastanza inferiore.

  

Avvenne il 7 Aprile

 Sicilia nostra

Abele Damiani

1860. Nonostante il fallimento della rivolta palermitana  della Gancia, avvenuta tre giorni prima, Marsala, guidata dal patriota Abele Damiani, insorge contro i Borboni: e’ un altro buon argomento di cui si serve l’arbereshe Francesco Crispi, per convincere Garibaldi a partire per la Sicilia.

== La sera del 6 aprile, quando giunse a Marsala la notizia della rivolta palermitana della Gancia, Abele DamianiAndrea D’Anna, Giacomo Curatolo Taddei e pochi altri disarmarono pacificamente la guardia urbana. Il giorno seguente, il 7 aprile, il console sardo Sebastiano Lipari si presentò in Piazza Loggia in una carrozza sulla quale sventolava il tricolore. Anche sul Palazzo di Città venne issata la bandiera, prendendo il posto degli stemmi borbonici che furono abbattuti. 
Non è un caso che oggi quell’edificio porti il nome di “Palazzo VII Aprile 1860”. Fu sull’onda di quella rivolta che che Francesco Crispi ed altri esuli presero contatti con Giuseppe Garibaldi, l’unico in grado di guidare la spedizione che poi unirà l’Italia.

lunedì 6 aprile 2026

Avvenne il 6 Aprile

 Sicilia nostra

1849. Le truppe borboniche riconquistano Catania durante la rivoluzione  1848-49. La disperata resistenza della popolazione viene ricordata dal nome  dato alla via VI Aprile. Una coraggiosa donna, Andreana Sardo, salva dall’incendio, intervenendo presso il comandante delle truppe borboniche che stavano per appiccare il fuoco, la Biblioteca Universitaria di Catania.

 Quel 6 aprile 1849 le truppe borboniche guidate dal gen. Filangieri misero a ferro e fuoco la città per ristabilire ordine e ubbidienza ai Borbone contro i quali i siciliani avevano eletto loro re Alberto Amedeo di Savoia, secondogenito di Carlo Alberto. Dopo aspri combattimenti, il successivo 7 aprile, la città dovette arrendersi alle truppe borboniche.

La società degli indifferenti

“La società degli indifferenti"
 si riferisce a una 
condizione
sociale contemporanea
caratterizzata da fragilità
relazionale e mancanza
di solidarietà.

Esplora l'indifferenza
come assenza di legami
e "spettatori del naufragio
altrui", spesso amplificata
dai media.
La società degli indifferenti
è anche il titolo
del romanzo di Moravia
(1929) sulla crisi borghese.

L'indifferenza va letta non 
solo come giudizio negativo, 
ma come fenomeno 
psicologico e sociale da 
comprendere, indagando 
relazioni sociali fragili 
e nuove forme di 
cittadinanza.







A Contessa Entellina siamo in poche centinaia di persone a risiedere effettivamente sul territorio, abbastanza meno di quelli registrati all’Ufficio Anagrafe del Comune, in quanto a cominciare da taluni amministratori e di tanti studenti vivono -con giustificato motivo- prevalentemente altrove. Questa circostanza produce situazioni piuttosto incisive sulla carenza di impegno politico e civico.

  Di cosa si tratta? Anche noi che viviamo prevalentemente sul territorio, e condividiamo difetti e pregi del vivere qui in carenza di tanti servizi presenti nei centri più popolati, in realtà siamo pure noi degli espatriati, in quanto:

  1) Intanto l’età media dei residenti in  continuità è abbastanza elevata e non frequenta i pochi siti aggregativi;

  2) Accanto all’età media elevata, c’è l’indifferenza altrettanta elevata nel dibattere sulla vicenda e sulla cosa pubblica; capita che se occasionalmente si apre una discussione di interesse generalizzata entro un piccolo capanello di persone, questo non tarda a sciogliersi.

  3) Esiste in verità uno sparuto numero di individui che osa parlare di coscienza civica o di rilevanza di un  colore e/o appartenenza politica rispetto ad un diverso colore e/o appartenenza  politica e però difficilmente il confronto si prolunga oltre i cinque minuti.

*  *  *

  Pochi, davvero, pochi apprezzano il vivere e l’operare e il dibattere nell’area interna della nostra Sicilia.

(Segue)

Parole frequenti sui media

 

Knesset è il parlamento
 d'Israele. È composto da
120 membri eletti ogni
quattro anni tramite il
sistema proporzionale e
detiene il potere legislativo
.




Knesset

Si tratta del parlamento di Israele, è un organo monocamerale che detiene il potere legislativo dello Stato. È composta da 120 membri eletti ogni quattro anni secondo un sistema proporzionale e ha la sua sede a Gerusalemme. L’attuale presidente è Amir Ohana, eletto nel 2022 ed è un politico che fa parte del partito Likud, guidato dal premier Benjamin Netanyahu.

domenica 5 aprile 2026

Se la follia di pochi mette in difficoltà il mondo

Trump alterna minacce di
guerre a insulti verso
l'Europa, arrivando a
suggerire l'uscita immediata
dalla NATO. 
La sua figura
continua a influenzare
i mercati finanziari,
tra dazi e nuove politiche
economiche. L
'umore della
giornata legato a Trump è
spesso definito da un'alta
volatilità politica, con
comunicazioni dirette e
dirompenti che scuotono
la scena internazionale.





 Seguendo i media in queste ore
Carlo Cottarelli, noto economista, editorialista e politico italiano, scrive che il nostro futuro sta saldamente nelle mani di Trump, Netanyahu, Ayatollah di turno, Houti, e chi più ne ha più ne metta. I nostri andamenti economici e i conti pubblici dipendono in buona parte da loro.

Continua Cottarelli: il prezzo degli idrocarburi, pur aumentando molto, non è ai massimi storici, al netto dell’inflazione. Ieri il Brent era del 26% sotto la media del periodo 2010-2014. Il gas naturale era su livelli alti rispetto agli anni pre-Covid, ma del 40% sotto il livello di fine 2021 (prima dell’invasione russa dell’Ucraina) e del 66% rispetto alla media del 2022. Per questo, e probabilmente ipotizzando che il conflitto non si prolunghi troppo, Ocse, banche internazionali, Banca d’Italia e Confindustria ancora prevedono per l’Italia una crescita leggermente positiva per il 2026. 

E però non c’è da essere allegri se la Commissione UE parla di possibilità di razionamento dei prodotti petroliferi. Queste intenzioni ci fanno pensare che le notizie in proposito non siano buone.  Certo, al momento lo scenario, nelle nostre realtà europee, non mostra gravi rischi, ma…

 Forse è giunto, anche per l’Italia il tempo di liberarci dalla schiavitù degli idrocarburi, puntando sia sulle rinnovabili (che saranno intermittenti ma che non possono essere bloccate dai pazzi che controllano il mondo), sia sul nucleare (che ci vorranno pure anni per farlo, ma che va riattivato perché di pazzi il mondo sarà sempre pieno), … lo scrive Cottarelli.

La domenica è fatta per riflettere

 

Pasqua è celebrata universalmente
come potente simbolo di rinascita,
speranza e pace, offrendo un
messaggio di riconciliazione
e fratellanza che supera i confini
religiosi. In un mondo segnato
da conflitti, essa invita alla
 riflessione, alla distensione e
alla costruzione di un futuro
migliore.

Pasqua! Un periodo storico quello che stiamo vivendo particolarmente drammatico non solamente per una o due aree delimitate del nostro mondo (Ucraina, Medio Oriente). Il momento è drammatico perché le grandi potenze non sono rette da uomini saggi, ma guidate palesemente da personaggi “egocentrici” che operano non nell’interesse dell’umanità ma per la loro personale sopravvivenza politica.

 Sia in Ucraina che in Medio Oriente si combatte e si tiene il mondo con il fiato sospeso per far prevalere la “prepotenza” e approfittando sia da parte di Putin con gli ucraini che da parte di Trump (e Methaniyau) con i palestinesi, e più recentemente con gli iraniani, per far pesare la presunta superiorità militare. 

 Certo, tutti sappiamo che ogni tragedia che sfocia in guerre mette in luce radici profonde di secolari inimicizie, che hanno in passato segnato il destino dei popoli. E però viviamo nel terzo millennio ed esistono, se li si vuole praticare, mille percorsi di dialogo possibili. 

  Tenuto conto dell’odierna ricorrenza della “Pasqua” non possiamo non ricordare, ripercorrendo la Storia, che tutti i popoli coinvolti nella guerra in Medio Oriente o in Ucraina si rifanno ad un unico Dio, il Dio di Israele, il Dio della Bibbia, e allo stesso Dio unico dei cristiani e dei musulmani.

 Leggiamo sui giornali che da settimane si provano dialoghi e tentativi di comprensione. E però, riteniamo noi, che se non vengono meno le pretese di supremazia di un popolo sull’altro, continueranno a prevalere le volontà che sanno di disumanità e lontananza dalla buona convivenza dei Trump e dei Putin (e  dei Methanyau) nonostante la Pasqua rechi in sé messaggi per tutti gli uomini  di libertà dalla schiavitu’ e di pace. Auspichiamo pertanto che possano aprirsi valichi di dialogo e di comprensione reciproca fra il popolo di Israele e il popolo della Palestina.

Buona Pasqua 2026 

ai lettori del blog.

La religione dei cristiani:

Religione rivelata, religione storica

Il cristianesimo è una religione «rivelata». Ha cominciato a vivere in un preciso momento storico. Nasce infatti, sul tronco del giudaismo, per opera di Gesù di Nazaret, nella Palestina ormai greco-romana, verso l'anno 30 della nostra era. Per quanto gli studiosi del Nuovo Testamento discutano se Gesù volesse veramente fondare una nuova religione e istituire per questo la chiesa, il Cristianesimo è una religione «fondata» e il suo fondatore è Gesù di Nazaret.


Ma Gesù, come è noto, non ha scritto nulla. Sono stati dopo la sua morte i discepoli che lo avevano seguito durante la sua vicenda terrena e ne avevano ascoltato la predicazione a raccoglierne l'insegnamento e a raccontarne la vita, ponendo le basi di quelli che sarebbero diventati i Vangeli canonici. Ed è stato un giudeo, anzi un fariseo, che non lo aveva conosciuto, ma è rimasto folgorato da una sua apparizione sulla via di Damasco, Paolo di Tarso, a esprimere nella maniera teologicamente più profonda nelle sue lettere quello che era per lui il valore salvifico della morte e risurrezione di Gesù.


Sono perciò i quattro vangeli e le lettere di Paolo, con i testi che altri discepoli hanno scritto in questo primo periodo della storia del cristianesimo ad ammaestramento dei fedeli, a costituire la base della religione cristiana e la prima fonte per la sua conoscenza.

Ma insieme con questi testi, che già a partire dalla fine del Il secolo costituiranno il Nuovo Testamento, e cioè - insieme con l'Antico Testamento - la norma, il «canone», della nuova religione, lo storico deve utilizzare ogni testimonianza, letteraria o archeologica, religiosa o profana, che possa gettar luce sulle origini del cristianesimo. Che naturalmente ha continuato a vivere e a svilupparsi anche dopo la scomparsa della generazione apostolica, per opera soprattutto di quegli scrittori ecclesiastici che si è soliti chiamare i Padri della chiesa. È perciò alla loro testimonianza e alla loro riflessione che bisogna evidentemente far ricorso particolare per conoscere gli sviluppi ulteriori della religione cristiana nei primi secoli della sua vita.

 I primi tre secoli costituiscono il periodo delle origini della religione cristiana e della formazione della chiesa, in un contesto storico (l'impero romano) sostanzialmente ostile. Con l'ascesa di Costantino al trono imperiale questo contesto si modifica in maniera radicale. A partire dal 313, sia pure con qualche interruzione (Giuliano l'Apostata), l'impero romano non soltanto tollera ma favorisce la religione cristiana (che nel 380, con Teodosio I, diventerà addirittura la religione ufficiale dell'impero). E nel 325, proprio con l'aiuto determinante dell'imperatore, la chiesa può dare a Nicea, nel suo primo concilio ecumenico, cioè universale, una soluzione almeno provvisoria a quello che da quasi tre secoli era il suo problema dottrinale più delicato: la divinità di Gesù e il suo rapporto col Padre.

Avvenne il 5 Aprile

 Sicilia nostra

Eliodoro Lombardi
Studio’ al seminario di Mazara 
del Vallo. Diventa docente
di letteratura italiana
all’Universita’ di Palermo,
per il suo impegno fu
detto il poeta della
Rivoluzione.



1834 Nasce a Trapani il 05.04.1834 il letterato Eliodoro Lombardi, morto a Palermo il 16 marzo 1894. Coraggioso oppositore dei Borboni ad appena sedici anni, fu professore  di letteratura italiana all’Università di Palermo, e scrisse un notevole saggio su Attinenze fra scienza e arte in Italia.

Patriota, poeta e letterato italiano, noto anche come "poeta della Rivoluzione" per il suo sostegno attivo all'unità d'Italia e a Garibaldi che dalla Sicilia seguì fino alla battaglia del Volturno. Da docente di letteratura italiana all'Università di Palermo, ha pure prodotto opere liriche e critiche significative, tra cui il poemetto Calatafimi (1891). Oltre a poesie patriottiche, ha scritto Carlo Pisacane e la spedizione di Sapri (1867).

sabato 4 aprile 2026

Vittorio Messori

Messori si è spento la sera
del Venerdì Santo a causa di
un attacco cardiaco. E’
noto per aver riportato
la fede cristiana al centro
del dibattito culturale.
Ha collaborato per decenni
con testate prestigiose
come 
La StampaAvvenire
 e il Corriere della Sera.



 Un indagatore delle ragioni della fede

I media ci informano che e’ venuto meno nella giornata in cui i credenti evocano il “venerdì santo” lo scrittore Vittorio Messori. Si tratta di un credente, di cui tanto tempo fa ho letto un suo libro e mi sono rimaste in mente un paio di  frasi, che egli racchiude comeIl problema”: … chi siano, da dove veniamo, dove andiamo? …. e continua:

  -C’è un futuro per noi, al di la’ della linea di un orizzonte che cozza, ineluttabile, contro il muro della morte? O davvero, come canticchiava amaro Petrolini, non siamo che pacchi, campioni senza valore, che l’ostetrico spedisce al becchino?

  -Al di qua dell’ostetrico e al di là del becchino, la vita è aperta su due misteri. Prima della nascita e dopo la morte, da entrambi i capi la nostra esistenza è immersa nell’ignoto. Senza dubbio, sull’eterno. Eterno, il nulla da cui forse siamo venuti. Eterno, il niente nel quale forse sprofonderemo.

 

Italiani iscritti all’Aire

Dal Rapporto Previsioni
Primavera 2026

Quasi 200.000  ragazzi hanno
lasciato l’Italia negli ultimi
cinque  anni. Qui le prospettive
di carriera sono fragili e
gli stipendi non reggono
il confronto con l’Europa.


Al 31 dicembre 2025, si contano 6.630.284 italiani iscritti all'AIRE:

  • Europa: ~3,5 milioni.
  • Sudamerica: ~2,19 milioni.
  • Nord/Centro America: ~578 mila.
  • Paesi principali: L'Argentina ospita la più alta presenza, seguita da Germania e Brasile.
Secondo le leggi 470/1988 e 1228/1954, chi trasferisce la residenza all'estero per oltre un anno deve iscriversi, preferibilmente entro 90 giorni dal trasferimento. 
L'iscrizione all’Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero) permette di rinnovare documenti (passaporto, carta d'identità), votare per corrispondenza, e ottenere certificati dai consolati.
Sono oltre 100.000 i laureati che hanno lasciato l'Italia nell'ultimo decennio, con un picco di 16.000-21.000 giovani istruiti (under 35) che si trasferiscono all'estero ogni anno.

Iscriversi all'AIRE è fondamentale per non essere tassati in Italia (IRPEF) su base mondiale, evitando la doppia imposizione fiscale
.

Parole frequenti sui media

 centrosinistra

La coalizione di centrosinistra nasce nel 1994, con la Seconda Repubblica: è l’Alleanza dei progressisti tra Pds, Prc, Psi, Verdi e altri. Dal 1995 al 2004 c’è l’Ulivo, lanciato da Romano Prodi, poi fino al 2008 l’Unione (Ulivo con Idv e Rifondazione) e ancora, dopo la nascita del Pd-Italia bene comune  (Pd, Psi e Sel) e le alleanze elettorali per il 2018  e il 2022. In vista delle Politiche del 2027, il centrosinistra sta lavorando alla costruzione del Campo largo (Pd, M5S, Avs, +Europa e Iv). Azione, invece, al momento resta fuori.

Avvenne il 4 aprile

 Sicilia nostra

1799 - Nasce a Bagnara Calabra  l’industriale Vincenzo Florio, che di pochi mesi fu portato a Palermo, dove passo’ tutta la sua vita, morendovi l’11 settembre 1868. A venti anni iniziò l’attività industriale, che sviluppò prodigiosamente con tonnare, zolfi, Marsala, navi e fonderie. Nel 1864 fu nominato senatore del regno d’Italia.

Sotto la sua guida, la Casa Florio ha affiancato alla tradizionale attività commerciale iniziative imprenditoriali in un gran numero di settori diversi: navigazioneindustria tessileproduzione enologica, estrazione e raffinazione degli zolfisiderurgia, industria della pesca

 Coi suoi 83 piroscafi, ben presto aumentati a più di 100, la Navigazione Generale Italiana si presenta come la più potente compagnia del Mediterraneo dopo la Messaggerie Maritimes di Marsiglia, e il più grande complesso armatoriale mai sorto in Italia.

—-   * * *   —-

  Quella dei Florio è stata un leggendaria famiglia di imprenditori calabresi trasferitasi in Sicilia (fine XVIII secolo), artefici di un impero economico tra i più potenti d'Italia durante il periodo della Belle Époque. Grazie a Paolo, Vincenzo e Ignazio, hanno dominato settori come vini (Marsala), navigazione, tonnare (Favignana), zolfo e turismo, lasciando un'impronta indelebile nell'architettura liberty di Palermo e nella cultura siciliana, raccontata nel bestseller "I Leoni di Sicilia”. Il nome dei Florio è, fra tante iniziative, legato anche legato allo sport con la fondazione della celebre corsa automobilistica Targa Florio da parte di Vincenzo Florio Jr.

Luoghi iconici ancora oggi dei Florio a Palermo sono Il Villino Florio (stile Liberty), la Tonnara Florio all'Arenella, la Villa Igea. La Cantina Florio, a Marsala.