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venerdì 10 luglio 2026

Noi del terzo millennnio e la saggezza degli antichi (2)

Il progresso cumulativo della scienza

Blaise Pascal ha una
visione accumulativa 
del progresso scientifico,
ma scettica su quello
morale
. Crede che la
conoscenza avanzi nel
tempo grazie alla
 collaborazione tra le
generazioni, ma avverte
che il progresso tecnico
non colma il vuoto spirituale
 né riduce la miseria
esistenziale dell'uomo.

Il progresso scientifico
(cumulativo):
 A differenza
degli antichi, che consideravano
i classici insuperabili, Pascal
sostiene che l'umanità progredisce
 come un singolo uomo che non
smette mai di imparare. Ogni
generazione eredita le scoperte
di quelle precedenti e vi
aggiunge la propria esperienza,
rendendo la conoscenza
scientifica un sapere in
continua crescita.

Sul piano filosofico, Pascal
ridimensiona l'importanza del
progresso materiale. L'uomo
rimane sospeso tra due infiniti
(l'immensità del cosmo e
l'infinitamente piccolo). La
vera grandezza dell'uomo
non risiede nel dominio della
natura o nell'evoluzione
tecnologica, ma nella sua 
consapevolezza interiore.
Senza la fede e la ricerca
di Dio, il progresso diventa
solo una distrazione
(
divertissement) per sfuggire
 all'angoscia e alla precarietà
della vita.
La nozione di “Occidente” da qualche secolo si è imposta in ragione di talune superiorità che sono state mostrate in più campi. 

  L’Europa ha colonizzato, ha infranto le barriere del Mediterraneo. La Francia, con la sua “rivoluzione” ha affondato per prima il mondo feudale ed il conseguente ordine sociale. Sostituendo il sovrano monarca di diritto divino con l’essere collettivo che e’ la “nazione”, invenzione questa della Rivoluzione francese, la cultura occidentale è approdata nella “modernita’”.

 Esistono leggi o cause certe circa, lo sviluppo? Leggi o cause certe forse no, ma punti di vista che vanno di pari passo con un diverso modo di rapportarsi al tempo si. Il tempo non è più, come dicevano i nostri antenati, fondamentalmente e uniformemente, decadente: esso è progresso, esso è entrato nel tempo del progresso. Non tutto è stato quindi detto e non tutto è stato finora fatto. In questa visione del tempo si iscrive una concezione secondo cui la Storia  appare come un ciclo.

Secondo Bacone, siamo noi, i moderni, i contemporanei, i veri antichi, giacché gli antichi sono la giovinezza del mondo. Noi che viviamo adesso  disponiamo di nostre esperienze e nostre osservazioni di gran lunga superiori rispetto all’antichita’. 

Per Bacone i veri antichi siamo noi, dal momento che le nostre osservazioni sono infinitamente più numerose e disponiamo di un indiscutibile vantaggio.

Scrive Pascal:

Cosicché tutto il susseguirsi di uomini, durante il corso dei secoli, dev'essere considerato come la vita d'un medesimo uomo che sussiste sempre e che impara continuamente; a partire da questa considerazione si vede con quanta ingiustizia noi rispettiamo l'antichità nella sua saggezza ... Coloro che noi chiamiamo antichi erano in realtà giovani in tutto e costituivano propriamente l'infanzia dell'umanità; e poiché noi abbiamo aggiunto alle loro conoscenze l'esperienza dei secoli seguenti, è in noi che si trova quell'antichità che noi veneriamo in altri.

Dalla prepotenza alla mafia (2)


La Legge 3 luglio 1875,
 n. 2580
 (pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale n. 157 dell'8
luglio 1875) fu varata dal
governo come misura
temporanea ed eccezionale
per reprimere il grave
fenomeno del brigantaggio
e della criminalità
organizzata nelle province
del Mezzogiorno.
Il suo articolo unico stabiliva
l'applicazione di 
provvedimenti
speciali e straordinari di
pubblica sicurezza
 (tra cui il
domicilio coatto, i rigidi
controlli sui passaporti e le
restrizioni per i vagabondi)
 fino al 1° luglio 1876 nelle
zone in cui l'ordine pubblico
era maggiormente turbato
da omicidi, grassazioni ed
estorsioni.
La funzione originaria di
queste norme confluì poi nel
tempo all'interno del sistema
di Pubblica Sicurezza.





 Ricordando il prof. Anton Blok

Era il 3 giugno 1875 quando, probabilmente per la prima volta nella Storia italiana, alla Camera dei deputati, nell’intento di combattere  la mafia e la camorra, inizia un lungo e in qualche modo appassionato dibattito sui provvedimenti straordinari di pubblica sicurezza proposti il 5 dicembre  1874 dal ministro degli interni Girolamo Canteli. 

La Sinistra Storica, guidata da Agostino De Pretis, si oppose al progetto di dare poteri eccezionali di polizia (fra i quali l’arresto preventivo) alle autorità militari e di attribuire ai prefetti il potere di inviare al domicilio coatto le persone sospette, e chiede misure di risanamento economico e sociale.

L’arbereshe Francesco Crispi afferma che il governo, e non “la natura dei luoghi e gli istinti degli abitanti” e’  responsabile dell’aumento dei reati in Sicilia.

Luigi La Porta, deputato del collegio di Agrigento, denuncia il progetto come antiliberale e offensivo della Sicilia. 

Diego Tajani, già procuratore generale della Corte d’appello di Palermo, accusa il governo di connivenza con le organizzazioni mafiose.

Il dibattito viene temporaneamente sospeso in attesa dell’esito di un’inchiesta parlamentare sulle condizioni della Sicilia.

Il governo rinuncia al progetto di legge  e incarica una Commissione parlamentare di prepararne uno stralcio da ripresentare alla Camera.

Era il 16 giugno 1875 quando la Camera approva l’articolo unico, stralcio del progetto di legge sui provvedimenti di pubblica sicurezza, presentato da Giuseppe Pisanelli. Il progetto non si riferisce esplicitamente alla Sicilia, ma da’ al governo la facoltà di istituire nelle province dove l’ordine pubblico sia gravemente turbato delle giunte, presiedute dai prefetti, con potere di inviare  al domicilio coatto da uno a cinque anni  le persone ammonite e sottoposte alla sorveglianza della polizia. In segno di protesta la sinistra non e’ presente alla seduta parlamentare.

A Palermo dimostrazioni  contro la legge si concludono con violenti scontri con le forze dell’ordine. Il Senato approverà l’articolo unico  il 29 giugno, respingendo una proposta di sospensiva  firmata da venti senatori.

Parole frequenti sui media


Il National Mall è il parco
monumentale nel cuore
di Washington, D.C
.
, famoso
in tutto il mondo per
ospitare i più importanti
memoriali americani e i
musei della
Smithsonian Institutio

national Mall Il National Mall è il grande viale nel centro di Washington D.C., che si estende per circa 3 chilometri tra il Campidoglio e il Lincoln Memorial. È il centro simbolico degli Stati Uniti, incorniciato dai musei dello Smithsonian, dai memoriali di guerra e da monumenti come il Washington Monument. Qui si svolgono le principali celebrazioni nazionali (come il 4 luglio) e si sono tenute le grandi manifestazioni della storia americana, dal discorso «I Have a Dream» alle marce per i diritti civili. Spesso viene descritto come il «cortile d’America», uno spazio pubblico dove passato e presente si incrociano.

Lungo il parco si possono visitare gratuitamente monumenti iconici come il Lincoln Memorial, il Washington Monument (il celebre obelisco) e i memoriali dedicati alla Seconda Guerra Mondiale, alla Guerra di Corea e alla Guerra del Vietnam.

giovedì 9 luglio 2026

Parole frequenti sui media


Il lavoro è il pilastro della
Repubblica italiana. 
L'articolo
1
 stabilisce il principio lavorista,
ponendolo a fondamento dello
Stato
 . Esso è un diritto
inalienabile
 che la Repubblica
si impegna a rendere effettivo
(art. 4) e, al contempo, un 
dovere sociale, poiché ogni
cittadino è chiamato a concorrere
al progresso della società.




Salario Minimo

È una paga oraria fissata per legge, sotto la quale nessun lavoratore può essere retribuito. In Italia non esiste ancora: i minimi salariali sono stabiliti dai contratti collettivi. 

La proposta di introdurre una soglia di 9 euro lordi l’ora (compresi tredicesima e Tfr) è sostenuta da Partito democratico, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra e Azione. Mentre il governo della premier Giorgia Meloni, inclusa tutta la coalizione di centrodestra, è contrario al salario minimo e punta a rafforzare la contrattazione collettiva.

In Italia non esiste per legge perché il sistema è storicamente basato sulla contrattazione collettiva, demandando a sindacati e associazioni datoriali la definizione delle retribuzioni minime tramite i CCNL (Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro).

Un Personaggio


Insieme ad Allen Ginsberg e
William S. Burroughs ha dato
 vita a un movimento culturale
che ha profondamente influenzato
la controcultura degli anni '60
e i successivi movimenti giovanili.
Jack Kerouacè stato uno scrittore e poeta statunitense, considerato il padre e l'icona della Beat Generation. Attraverso i il suo stile di scrittura spontaneo e ritmico, ispirato al jazz, ha ridefinito la letteratura del Novecento
 ed espresso il rifiuto del materialismo della società americana del dopoguerra.

On the Road (Sulla strada): Il suo capolavoro assoluto, pubblicato nel 1957 e scritto su un unico rotolo di carta da teletype lungo 36 metri. Narra i viaggi autostradali attraverso gli Stati Uniti, celebrando la libertà, l'amicizia e la ricerca spirituale.



*  *  *

L’anima esiste?


L’anima di un bambino si 

affaccia dagli occhi.

Si manifesta da quelle finestre

che sono gli occhi, e degli occhi

così incantevoli certamente profetizzano

e stanno a indicare la più incantevole 

delle anime.

Dalla prepotenza alla mafia (1)

 Ricordando il prof. Anton Blok

La società civile e le associazioni
locali continuano ai nostri giorni  a
promuovere iniziative di contrasto
culturale. Movimenti come 
Addiopizzo operano attivamente
per sostenere le vittime del racket
e favorire una cultura della legalità.

La mafia siciliana (Cosa Nostra) nasce nell'Ottocento come sistema di privatizzazione della violenza. Si sviluppa nei latifondi della Sicilia occidentale – tra Palermo, Agrigento e Trapani – dove i proprietari (generalmente assenti o comunque incapaci di proteggere i propri interessi) delegavano la gestione dei terreni e l'ordine pubblico a mediatori violenti, i gabellotti

 Questi mediatori imposero il loro controllo sul territorio attraverso l'estorsione (il pizzo) e l'intimidazione. Divennero noti come "uomini d'onore" e crearono una rete di potere basata su regole non scritte come l'omertà (il silenzio) e la protezione reciproca.

 Dopo l'Unità d'Italia nel 1860, lo Stato ebbe enormi difficoltà ad affermare la propria autorità in Sicilia. La mafia, da semplice rete di criminalità locale, si trasformò in un sistema di intermediazione parassitaria tra la società contadina e lo Stato. Sfruttando la capacità di controllare vaste fasce di popolazione, i mafiosi offrirono pacchetti di voti ai politici in cambio di immunità e favori. Divennero frequentemente e diffusamente gli unici a garantire "ordine" nelle campagne, punendo i furti e risolvendo dispute, in cambio di obbedienza e sottomissione. 

 La transizione della mafia dalle aree rurali alle grandi città è avvenuta principalmente a partire dagli anni '50 e '60 del Novecento. In questo periodo, Cosa Nostra ha abbandonato la sua storica vocazione di "polizia privata" dei latifondi per riciclarsi come potente impresa criminale ed economica radicata nei grandi centri urbani.

  Il passaggio alla città coincise con il "sacco di Palermo" e il boom economico degli anni '50 e '60. La mafia si spostò nei centri urbani per infiltrarsi in nuovi settori altamente redditizi:

  Edilizia e appalti: Attraverso la speculazione e il controllo delle licenze, la mafia ha riciclato denaro sporco.

 Traffico di stupefacenti: I proventi del contrabbando e del narcotraffico internazionale hanno trasformato le cosche in vere e proprie holding finanziarie.

    Controllo politico: Istituendo solidi legami con la pubblica amministrazione e il ceto politico, la mafia è diventata un'entità in grado di orientare appalti e flussi di cassa.

   Nelle città, la suddivisione del potere si è riorganizzata su base territoriale attraverso le "famiglie" coordinate da una Commissione. Successivamente, questa espansione ha varcato i confini regionali, portando le mafie (come 'Ndrangheta, Cosa Nostra e camorra) a radicarsi nel Nord Italia e sui mercati finanziari internazionali.

=====

Ricorrendo alle pubblicazioni di Anton Blok, Francesco Renda, Fiandaca/Costantino, Giuseppe Carlo Marino ed altri, contiamo -per qualche tempo- di tracciare in particolare la vicenda latifondistica (e non solo essa) nell’area più prossima a Contessa Entellina.

mercoledì 8 luglio 2026

Dichiarazione finale NATO

 I capi di Stato e di governo dell'Alleanza Nord Atlantica, riuniti ad Ankara, hanno riaffermato il loro «incrollabile impegno per la difesa collettiva ai sensi dell'articolo 5 del Trattato di Washington e per il legame transatlantico». 

 

È quanto si legge nella dichiarazione conclusiva del vertice in Turchia. 

«Un attacco a uno è un attacco a tutti. La nostra unità, solidarietà e forza collettiva rimangono il fondamento della pace, della sicurezza e della prosperità per il miliardo di cittadini della nostra Alleanza di nazioni libere e democratiche. Rimaniamo fedeli al nostro approccio a 360 gradi in materia di deterrenza e difesa», si legge.

==== 

Il premier spagnolo Pedro Sánchez 
e il Presidente statunitense 
Donald Trump si trovano al
centro di un duro scontro
diplomatico
 che vede Sánchez
alla guida della fronda europea
contraria alle politiche belliche
di Washington. 
Il governo di Madrid
ha formalmente negato agli Stati
Uniti l'autorizzazione all'utilizzo
delle basi militari strategiche
di Rota e Morón in Andalusia
per le operazioni belliche
condotte contro l'Iran. Sánchez ha
rivendicato la scelta dichiarando
che la Spagna non sarà complice
di azioni contrarie ai propri
valori e al diritto internazionale.




Poco prima dell'avvio del vertice, Trump aveva nuovamente attaccato la Spagna nel corso di una conferenza stampa con il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Il presidente americano ha definito il Paese iberico «una causa persa», sostenendo che «non ha speranza» e che gli spagnoli sono «cattiva gente», chiedendo inoltre di interrompere «tutti i rapporti commerciali» con Madrid, «comprese le visite». 

In attesa della replica ufficiale di Sanchez, prevista nella conferenza stampa conclusiva del vertice, fonti del governo spagnolo hanno dichiarato di accogliere le parole del presidente americano «con tranquillità e normalità», ricordando che la politica commerciale rientra nelle competenze dell'Unione europea e che gli Stati Uniti non possono instaurare relazioni commerciali differenziate con un singolo Stato membro.

Noi del terzo millennnio e la saggezza degli antichi (1)

 
Nos plane hoc tempore homunculi sumus

 Quella riportata in rosso è una celebre espressione usata dall’altrettanto celebre umanista Leonardo Bruni in una lettera del 1408 (e ripresa da Petrarca), con cui si lamentava di come, rispetto ai grandi eroi del passato (come Cicerone o Marcello), gli intellettuali del suo tempo fossero solo piccoli uomini (homunculi), privi di un'epoca abbastanza grandiosa per compiere gesta memorabili.

 E’ una riflessione che tocca da vicino il senso di inadeguatezza di noi uomini di fronte alle avversità, alle grandi crisi globali, o semplicemente alla vastità del mondo e della monumentalita’ della storia. Si tratta di un sentimento raffrontato con la nostra  quotidianità, coi nostri progetti che talvolta vengono considerati  troppo grandi.

 Anche se i problemi del nostro tempo sembrano insormontabili, tutti noi che viviamo in quest’area di Sicilia, di Sicilia trascurata, potremmo sempre esercitare un impatto concreto su scala locale. Concentrarci sulle cose tangibili, sulle cose che possiamo cambiare, migliorare, fruire nel nostro raggio d'azione diretto.  Nel nostro piccolo.

A differenza del passato, oggi, nel terzo millennio, le nostre "piccole" azioni, le nostre minuscole iniziative, si inseriscono -possono inserirsi-  in reti globali. Il nostro contributo, unito a quello di altri, riesce a costruire  il cambiamento giorno dopo giorno.

 Spesso ci sentiamo piccoli, inadeguati, perché si guarda alla vetta della montagna invece che al primo passo. Ridimensionare i problemi e affrontarli con costanza, con volontà, sfruttando esperienze, è spesso più efficace che cercare di cambiare il mondo tutto in una volta.

La buona  strategia di partenza è sempre stata quella di isolare una singola sfida o un progetto che sta a cuore, mappare le risorse e le persone del luogo che possono aiutare ad affrontarlo.

= = = 

Con questa pagina avvieremo uno studio, sotto più profili, del mondo occidentale, a cominciare dalla modernità, da poco prima dell’arrivo degli arbereshe sul suolo di Sicilia. Faremo richiami allo spazio e al vivere locale, contessioto. Ma anche al pensiero occidentale, che nulla ha a che fare col Trump di turno.

Parole frequenti sui media

 

Per classe dirigente (o establishment) si intende l'insieme delle persone che, per ruolo e influenza, guidano la società. Comprende il gruppo che detiene il potere decisionale, economico, politico e culturale, ed ingloba politicidirigenti d'azienda e finanzierialti funzionari della pubblica amministrazioneprofessionistigiornalisti e intellettuali.

Il ruolo fondamentale di una classe dirigente è quello di orientare le scelte collettive e di guidare il Paese, sebbene la sua composizione e la sua autorevolezza possano variare significativamente a seconda del contesto storico e sociale

 Essa non si plasma nelle scuole di formazione ma nelle professioni, nell'impresa, nel sindacato, nell'arte, nella cultura. E’ una  questione di passione per lo studio, la scuola, l'educazione.

 Con la logica calcistica del vivaio, il campione viene fuori se hai il vivaio, non per concorso. Non lamentiamoci se …

Europei, le origini nella Storia greca


La storia greca è il codice genetico del 
pensiero occidentale. Ha inventato 
categorie universali—dalla 
democrazia al razionalismo—che, 
attraverso Roma e il Rinascimento,
 sono diventate il fondamento 
indiscusso delle istituzioni, della 
scienza e della filosofia del mondo 
moderno.
John Stuard Mill (Londra 1806 - Avignone 1873) è stato un filosofo ed economista britannico. Tra i massimi esponenti del liberalismo classico e dell'utilitarismo, ha riformulato la morale in senso qualitativo ed è stato un pioniere dell'emancipazione femminile e del suffragio universale.

 C’e’ una frase nelle sue tante opere che suona così:   

La battaglia di Maratona,

anche come evento della storia 

inglese, e’ più importante della 

battaglia di Hastings

Se in quel remoto giorno il 

risultato dello scontro fosse 

stato diverso (se i greci non avessero 

vinto),Britanni e Sassoni forse 

vagherebbero ancora per le selve”.

La frase intende sottolineare che le radici comuni della civiltà occidentale risiedono nella grecità e danno per dimostrato il suo valore preternazionale e fondativo che scavalca a un tempo i confini dei popoli e le barriere dei tempi.

In altre parole: la Storia greca come storia universale, come snodo essenziale per intendere il mondo moderno.

(Segue)

martedì 7 luglio 2026

L’Occidente continua ad essere unito?

 Equilibri mondiali
La NATO (Organizzazione del Trattato
dell'Atlantico del Nord) è un'
alleanza
politico-militare nata nel 1949 e
composta da 32 Paesi membri tra
Europa e Nord America
. Il suo scopo
principale è garantire la libertà e la
sicurezza degli Stati aderenti attraverso
la difesa collettiva.

In settimana ci sarà una riunione Nato ad Ankara (Turchia). Importante per capire lo stato delle relazioni tra gli Stati Uniti, principali finanziatori dell'Alleanza atlantica, e gli alleati europei che il presidente americano Donald Trump non smette di criticare (sia per i contributi ritenuti insufficienti alla spesa militare dell'Alleanza, sia per non averlo seguito nella guerra contro l'Iran, decisa unilateralmente da Usa e Israele).

 L'articolo 5 dello Statuto Nato ribadisce l'«impegno incrollabile alla difesa collettiva». È di fatto il caposaldo della Nato e stabilisce che un attacco armato contro uno o più Stati membri, in Europa o in Nord America, è considerato «un attacco contro tutti». Trump aveva dato più volte segnali ambigui in proposito, ha detto persino che stava valutando l’ipotesi di uscire dall’alleanza, facendo temere che non volesse più applicarlo (o non volesse applicarlo in toto). La dichiarazione serve a rassicurare tutti gli altri Stati membri, soprattutto gli europei, sulla tenuta (almeno per ora) dell'alleanza. 

Gli aiuti all'Ucraina.  Il documento, che deve ancora ricevere l’approvazione definitiva da parte dei leaders al vertice, impegna anche i membri della Nato a fornire 70 miliardi di euro in aiuti militari all’Ucraina per il 2026 e livelli di sostegno «almeno equivalenti» nel 2027, secondo la dichiarazione licenziata dagli ambasciatori.

Il documento afferma anche che la Russia rappresenta «una minaccia a lungo termine» per «la sicurezza e la stabilità euro-atlantiche» e che «gli alleati ribadiscono che l’Iran non deve mai entrare in possesso di armi nucleari e invitano l’Iran a rispettare pienamente la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz».

Italiani emigrati, contessioti emigrati. (2)

Gli italiani che si trasferiscono
all'estero, che rappresentano un
esodo in forte crescita (con oltre
 150.000 partenze in alcuni anni
record) , 
mantengono abitudini
culturali forti, ma si adattano
inevitabilmente ai ritmi e alle
regole del Paese ospitante,
dando vita a un ibrido tra
integrazione e conservazione
delle proprie origini.

La cosiddetta "fuga dei cervelli"
(che rappresenta oltre il 50% di
chi parte e si concentra nella
fascia tra i 20 e i 40 anni)
impara necessariamente la
lingua e si adatta agli standard
lavorativi locali per fare
carriera. Tuttavia, anche
loro spesso cercano di
mantenere uno stile di vita
e una socialità molto legati
all'Italia.


La chiamano mobilità umana e della migrazione, in realtà rappresenta la Storia della ormai secolare migrazione italiana, la cui narrazione periodicamente è perseguita dal Rapporto İtaliani nel Mondo, edito dalla Fondazione Migrantes, che abbiamo voluto consultare prima di avviare una serie di pagine sull’emigrazione sul blog.

Tutti siamo consapevoli, noi che restiamo dove siamo nati e coloro che per ragionevoli motivi sono emigrati, che l’Italia è profondamente cambiata grazie anche a questi movimenti prevalentemente dal Sud al Nord e verso l'estero, oltre che,  in seguito alcuni, una minoranza, dall'estero sono rientrati nella terra di origine. 

 La multiculturalità fa ormai parte della nostra realtà, ma noi italiani siamo stati tra i primi a produrla e ad esserne portatori. Oggi, quando riflettiamo sull'emigrazione all’interno delle nostre famiglie significa parlare della nostra identità, in virtù dei percorsi che si sono tracciati -appunto- nelle nostre storie familiari, caratterizzate, in alcuni casi, da spostamenti lunghi centinaia o migliaia e migliaia di chilometri.

La società cambia, ma il destino migrante dell'uomo meridionale italiano resta. Tante famiglie ai nostri giorni, anche senza essersi mosse dalla nostra Italia,  vivono nella multiculturalità e nella pluralità in conseguenza dei significativi flussi immigratori.


Nel 1891 l'Enciclica Rerum Novarum, di Papa Leone XIII, parlava del Novecento ormai alle porte come del secolo delle migrazioni: cosa che è effettivamente avvenuta e che continuiamo a rilevare ancora oggi che siamo nel terzo millennio. Un uomo, una donna, una famiglia emigrano con tutto ciò che sono e, quindi, anche con col loro bagaglio culturale. E questo non deve stupite: gli italiani che vanno all’estero per alcuni decenni continuano a vivere da italiani. Non c’è pertanto da eccepire se gli immigrati prima di completamente integrarsi nei nostri costumi necessitano di anni, e persino di decenni.

Parole frequenti sui media

 

L'Interpol (Organizzazione
Internazionale della Polizia
Criminale) è a tutti gli effetti
un'
organizzazione
intergovernativa
. Riconosciuta
ufficialmente dalle Nazioni Unite,
 
permette alle forze di polizia
di 196 Paesi membri di
collaborare per prevenire e
combattere la criminalità
internazionale.

Si tratta di un organo di
coordinamento, 
non
possiede una propria forza di
polizia di intervento diretto
sul campo
 . Il suo scopo è
unicamente quello di facilitare
lo scambio di informazioni e
assistere le polizie locali
nelle indagini transfrontaliere.





Interpol

L’Organizzazione internazionale della polizia criminale ha sede a Lione e unisce le polizie di 196 Paesi. Il suo obiettivo è consentire agli investigatori di condividere informazioni su criminali che agiscono oltre i confini nazionali.

La costituzione dell'Interpol vieta tassativamente all'organizzazione di intervenire o essere utilizzata per questioni di carattere politico, militare, religioso o razziale. Il suo focus resta unicamente il crimine comune transnazionale (es. terrorismo, traffico di esseri umani, pedopornografia online e cybercrimine).

Fu istituita nel 1923, quando si chiamava International Criminal Police Commission. Rifondata nel 1946, dopo essere stata trasferita a Berlino sotto il controllo della Germania nazista dal 1938 al 1945, ha invece assunto l’attuale nome e l’attuale struttura dieci anni più tardi.

Nel rispetto del principio di neutralità politica che la sua Carta costitutiva esplicita, l’Interpol non ha competenza in materia di crimini politici, militari e religiosi: le principali aree dove invece l’organizzazione interviene ed è attiva sono la pubblica sicurezza, il contrasto al terrorismo e la criminalità organizzata, la lotta contro la pirateria, i traffici illeciti di droga, di esseri umani e armi, e ancora il riciclaggio di denaro, la pornografia minorile, la corruzione, i crimini informatici e quelli ambientali