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sabato 12 settembre 2026

Fra scienza e fede (1)

 

"La porta della conoscenza" ci ricorda il grande filosofo "è stretta, non sbarrata, ma la dobbiamo aprire tutti insieme."

Negli ultimi quattro secoli la cultura occidentale ha invaso lentamente, ora con le buone ed ora con le cattive, l'ambito delle altre culture del pianeta, elevando la scienza e la tecnologia al rango di criteri ultimi di verità. Tutto ciò che non è misurabile secondo i parametri della scienza è stato relegato ai margini o addirittura negato. 

La porta della saggezza, che ci apre all'ideale dell'umanità fin dall'avvento dell' homo sapiens, ha però tre chiavi

con i sensi si "tocca" un aspetto del reale, 

con la ragione si scopre ciò che ci circonda, 

con la fede si è consapevoli che vi è qualcosa di più. 

Solo integrando queste tre dimensioni è possibile conoscere il rapporto continuo e ininterrotto di armonia fra uomo, mondo e infinito.


Il rapporto tra fede, ragione e sensi rappresenta i tre pilastri fondamentali della conoscenza umana. Nel corso della storia della filosofia e della teologia, questi elementi sono stati visti come una scala gerarchica o come strumenti complementari per raggiungere la verità.


I Sensi raccolgono dati dal mondo esterno tramite l'esperienza materiale. Si fermano all'apparenza, al presente e al particolare. Possono essere ingannevoli.

La Ragione rielabora i dati dei sensi, scopre le leggi universali e organizza il pensiero in modo critico. Non può dimostrare ciò che trascende la natura (il mistero o l'infinito).

La Fede va oltre i dati sensibili e i passaggi logici per attingere a verità ultime. Le "verità ultime" (chiamate in teologia novissimi) sono gli eventi finali che riguardano il destino dell'uomo e dell'intero universo: la morte, il giudizio, il purgatorio, l'inferno e il paradiso.

(Segue)


Il Novecento, per flash (4)

Il XX secolo, definito dallo
storico Eric Hobsbawm
 "
Il secolo breve", è
stato un'epoca di
radicali trasformazioni
 geopolitiche, progressi
scientifici senza
precedenti e conflitti
devastanti che hanno
ridisegnato il mondo
moderno.
Ci soffermiamo solo
su due: 1) 
Prima
guerra mondiale
(1914-1918):
 Il conflitto
globale scatenato
dall'attentato di
Sarajevo che ha
causato il crollo di
quattro grandi imperi
 (Ottomano, Russo,
Austro-Ungarico e
Tedesco). 2) 
Caduta del muro di
Berlino (1989) e
dissoluzione dell'URSS
 (1991):
 Eventi che hanno
sancito la fine del blocco
comunista in Europa e
il termine della Guerra
Fredda.

Conoscere il passato per non

ricadere negli stessi pericoli.

 Oltre un quarto di secolo ci separa da quello che è stato il XX secolo  (1901-2000), l’ultimo del secondo millennio dell’era cristiana. Il secolo è iniziato sotto il pontificato di papa Leone XIII e ha visto grandi trasformazioni globali, tra cui le due guerre mondiali, il Concilio Vaticano II negli anni Sessanta e una forte spinta all'apertura ecumenica e missionaria, ma anche processi di secolarizzazione e laicizzazione in Occidente. 

Il Novecento, volendolo caratterizzare su alcuni eventi chiave, è stato improntato da profondi sconvolgimenti politici, sociali e tecnologici, tra cui le due guerre mondiali, l'ascesa dei regimi totalitari e la nascita della società di massa.  

Tre, in particolare con accanto tantissimi altri feroci tiranni, sono stati i totalitarismi: 1) l'affermazione del fascismo, 2) del nazismo e 3) dello stalinismo. 

Devastante è stato nel 1939-1945 il conflitto più disumano della storia, culminato con l'Olocausto e l'uso della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki.

Di contro, in più parti del pianeta, si è avuto la partecipazione attiva delle masse alla vita politica e sociale, con i grandi partiti, le grandi organizzazioni sindacali  e il suffragio universale.

Rilevante è stata l’impresa dell'astronauta Neil Armstrong, il primo uomo a camminare sul suolo lunare durante la missione Apollo 11.

Caratterizzante e’ stato il boom economico e il progresso lungo l’intero secolo e sopratutto dalla  seconda metà, accompagnati da rivoluzioni tecnologiche, scientifiche e dall'era dell'informazione.

= = =   = = =

Questa pagina, che sarà  di ampio respiro, nel senso che non sarà monotematica, verrà curata da Pino e si svilupperà pertanto su varie ed ampie tematiche con cadenza almeno settimanale. L’autore e conduttore della pagina appartiene alla generazione testimone di tanti prodigi, ma anche di tante crudeltà (…guerra del Vietnam, invasione sovietica in Ungheria etc. etc.), di tante domande (… perché ci si ammala di cancro; … perché siamo destinati a morire? … come spiegare la fine di tre ideologie nel corso del secolo XX (fascismo, nazismo, comunismo)?

L’amico cane (24)

 Il cibo come forma di comunicazione
. L’alimentazione è un mezzo di comunicazione molto profondo che il proprietario ha con il proprio cane, un dialogo intenso che deve essere reciproco. Bisogna saper ascoltare quello che ci dice il cane, perché se è vero che può mangiare tutto quello che gli si propone, le conseguenze della somministrazione di cibo non adeguato possono essere poco piacevoli. Serve pazienza e bisogna ascoltare i suggerimenti dei veterinari, inserendo gli alimenti a poco a poco e valutando le risposte che ci dà il cane, evitando di mescolare dieta industriale e dieta casalinga.

Dieta industriale vs dieta casalinga. 
L'alimentazione può essere di tre tipi principali:
Alimentazione industriale: crocchette e cibo umido bilanciato.
Dieta casalinga: carne, pesce, verdure, riso o patate, sotto supervisione veterinaria.
Dieta BARF (Biologically Appropriate Raw Food): alimentazione a base di carne cruda, ossa polpose, organi e verdure, che abbiamo approfondito qui.

Indipendentemente dalla scelta, il cane deve assumere:


Proteine animali: carne, pesce, uova.


Carboidrati: riso, patate, avena (se tollerati).


Grassi sani: olio di pesce, olio di cocco.


Fibre e vitamine: verdure come zucchine, carote, spinaci.


Calcio e minerali: tramite ossa (BARF) o integratori.

La dieta industriale è a base di croccantini trattati a freddo e umido, mentre quella casalinga si basa su una dieta cotta, tranne che nel caso della BARF,  e costituita da una fonte di proteine di origine animale, una fonte di grassi oli vegetali, una fonte di carboidrati strutturali come fibra e verdura, una fonte di carboidrati digeribili come amido, riso e pasta. Il cibo come forma di comunicazione.


L’alimentazione è un mezzo di comunicazione molto profondo che il proprietario ha con il proprio cane, un dialogo intenso che deve essere reciproco. Bisogna saper ascoltare quello che ci dice il cane, perché se è vero che può mangiare tutto quello che gli si propone, le conseguenze della somministrazione di cibo non adeguato possono essere poco piacevoli. Serve pazienza e bisogna ascoltare i suggerimenti dei veterinari, inserendo gli alimenti a poco a poco e valutando le risposte che ci dà il cane, evitando di mescolare dieta industriale e dieta casalinga.

Dieta industriale vs dieta casalinga. 
L'alimentazione può essere di tre tipi principali:


Alimentazione industriale: crocchette e cibo umido bilanciato.


Dieta casalinga: carne, pesce, verdure, riso o patate, sotto supervisione veterinaria.


Dieta BARF (Biologically Appropriate Raw Food): alimentazione a base di carne cruda, ossa polpose, organi e verdure.

Indipendentemente dalla scelta, il cane deve assumere:


Proteine animali: carne, pesce, uova.


Carboidrati: riso, patate, avena (se tollerati).


Grassi sani: olio di pesce, olio di cocco.


Fibre e vitamine: verdure come zucchine, carote, spinaci.


Calcio e minerali: tramite ossa (BARF) o integratori.


venerdì 11 settembre 2026

Letteratura: Origini linguistiche (3)

Dante, quando incontra Brunetto
Latini nell’Inferno lo definisce
«dolce maestro dolce padre» è
un saluto che mostra come i rapporti
tra maestro e discepolo fossero
personalizzati ed umani. Gli
studenti erano pochi, ma gli Acta
delle Università di Bologna, di
Padova o di Parigi addirittura si
rammaricavano “purtroppo non
conosciamo più tutti i nostri
studenti”. Questo vuole dire che
durante i secoli medievali gli
studenti, per esempio a Bologna,
erano qualche centinaio, al
massimo tremila.



 La nascita delle Università.

Secondo il significato originario del termine (universitas, comunità), l'università era una corporazione di insegnanti e studenti, organizzata con ruoli diversi (a Parigi prevaleva il ruolo dei docenti, a Bologna quello degli studenti). Nel Duecento fu usato il termine di Studium generale per indicare l'università dove vi era almeno una delle maggiori facoltà, dove insegnavano numerosi docenti e dove più grande era l'affluenza di studenti, anche stranieri.


I primi Studia generalia furono le università di Bologna (1088), Parigi (1150) e Oxford. 

Mentre nelle università italiane prevalevano le facoltà (come diritto e medicina) che abilitavano a una professione, nelle università straniere la facoltà principale era la teologia (lasciata in Italia agli ordini religiosi). Il docente universitario riceveva una paga commisurata al suo prestigio, corrisposta in un primo tempo dagli studenti con un sistema di autotassazione (la collecta) e costituita, in un secondo tempo, da benefici o rendite ecclesiastiche.


Una curiosità: l’Università degli Studi di Napoli Federico II è la più antica università statale, laica e pubblica del mondo, ma non in assoluto la più antica. Fu fondata nel 1224 da Federico II di Svevia; fu la prima università statale e laica d'Europa, nata per formare i funzionari del regno.


Il prestigio acquisito da tali istituzioni non mancò di suscitare l'attenzione e anche la preoccupazione dei due poteri che, nel mondo del XIII secolo, miravano a controllare le istituzioni intellettuali e gli uomini che vi operavano: le monarchie, nei Paesi dove affermarono la loro egemonia, e la Sede romana

Però l'iniziativa pontificia, forte del richiamo al valore universale della christianitas e della tradizione che attribuiva agli intellettuali un certo carattere "clericale", riuscì a prevalere. Filippo II Ăugusto, re di Francia, riconobbe, sino dal 1200, l'universitas studiorum parigina, destinata a diventare la massima istituzione accademica europea; ma i suoi statuti furono approvati da Innocenzo IIl che li fece compilare, nel 1215, dal proprio legato Roberto di Courçon. Non solo: benché le università tendessero ad articolarsi nelle quattro distinte facoltà delle "arti", di medicina, di giurisprudenza e di teologia, fu particolare preoccupazione della Chiesa di riaffermare sempre la preminenza della "scienza sacra" nell'ordine del sapere.

(Segue)

Il Novecento, per flash (3)

Il "secolo breve" (1914-1991),
un'epoca di enormi
trasformazioni, tragedie
e conquiste che hanno
plasmato il mondo
contemporaneo.










Conoscere il passato per non

ricadere negli stessi pericoli

*.    *.    *

Nel XX secolo sono accadute tantissime situazioni, terribili e meravigliose.

    La statura della gente -è dato  leggere- risulta aumentata dai cinque ai quindici centimetri, gli adolescenti maturano più rapidamente; rimaniamo (forse non tutti)  il più a lungo possibile giovani, e viviamo più a lungo; c'è meno fatica nel lavoro, e più tempo per lo svago, stiamo preparando le megalopoli che creeranno nuove società, si modificano le abitudini e i costumi.

    L'ideale del Progresso in più parti dell’Occidente si è realizzato. Il novanta per cento degli scienziati di tutti i tempi ha vissuto e vive in questi ultimi cento anni. È dall'ultimo decennio dell'Ottocento che gli uomini godono di nuovi benefici o di insperate comodità: l'acqua corrente, le strade illuminate, la possibilità di conservare o congelare il cibo, e di usare macchine per cucire, lavare o scrivere, di tagliare l'erba e il grano con falciatrici meccaniche, di comunicare col telefono o col telegrafo, di ascoltare voci o suoni col grammofono o con la radio, e vediamo con la televisione, gli avvenimenti nello stesso momento in cui accadono.

    Ci vestiamo non solo di lana o di cotone, ma di fibre sintetiche. Il Concorde, il supersonico anglo-francese e’ riuscito a collegare in poco più di due ore Parigi con New York.

    Nel 1900 un medico viennese, il dottor Sigmund Freud, pubblicò un libro L'interpretazione dei sogni, di cui in otto anni si vendettero soltanto seicento copie, che ha aperto nuove strade alla conoscenza della nostra psicologia: analizzato gli istinti, i sentimenti, le emozioni. Scrisse: «Oh, la vita potrebbe essere molto interessante solo se si sapesse e capisse qualcosa di più». Con i raggi X si «legge» all'interno del corpo umano, e la medicina e la fisica progrediscono per le sostanze misteriose individuate da Pierre e Marie Curie. Sono stati debellati il vaiolo, la poliomielite, ed è praticamente sconfitta la tubercolosi. Si arriva, generalmente, oltre gli ottant'anni. Mar Planck e Albert Einstein, con le loro teorie, hanno rivoluzionato le concezioni della natura e della materia. Dopo l'energia che ricaviamo dai fossili e quella nucleare prodotta dall'atomo, stiamo pensando di utilizzare quell'immensa fonte che è il Sole.


(Segue)

E’ dato leggere sui giornali

 

Al Nord legge circa una
persona su due, mentre al
Sud la quota scende
drasticamente a una su
quattro.


Il 35% degli adulti non è in grado di comprendere frasi semplici e mostra gravi difficoltà nel decifrare il mondo contemporaneo. Solo il 3-4% si colloca al livello superiore, «quello che permette di affrontare la complessità e la riflessione critica». 

È Antonella Agnoli, sociologa della lettura ed esperta di biblioteche, a lanciare l’allarme su «Pubblico», la newsletter della Fondazione Feltrinelli. Ci stiamo avviando verso «una società dominata da testi molto brevi, discontinui, ovviamente intermediati da piattaforme e compresi in maniera assai diseguale».

 Il tema, in tutta evidenza, non è se l’ignoranza è di destra o di sinistra. Il tema non è come riuscire a catturare gli analfabeti di andata e di ritorno. Il tema è: perché ci siamo ridotti a tanto? Quali sono i rimedi? Perché i numerosi festival non hanno nessun impatto positivo? Perché i libri sono considerati un lusso? E perché non si moltiplicano le biblioteche pubbliche, fresche anche e accoglienti, luoghi di incontro, di cultura, di discussione, persino di riparo sociale? 

giovedì 10 settembre 2026

Il gusto della riflessione (27)

 Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare. 

Ciascuno e’

artefice della propria vita.

=. =. = Nel momento stesso in cui compie 

una serie di atti nella sua vita, ciascuno 

di noi "scrive" un capitolo della propria "storia.

E capisce quasi istintivamente di essere, 

nel presente in cui vive, il risultato di 

un complesso intreccio di azioni compiute, 

di condizionamenti familiari, di influenze 

derivanti dall’essere nato e cresciuto in un 

determinato paese, in un gruppo sociale, 

in un ambiente piuttosto che in altri. 

 

Quando poi costruiamo progetti per il futuro, siamo 

naturalmente portati a tirare bilanci. E perciò siamo 

spinti a guardare indietro a riflettere sui nostri passi,

 a valutarli criticamente. 

Chi non sappia farlo, finisce per non sapere chi sia. 


Massimo L. Salvadori 
(Ivrea, 23 settembre 1936),
è un eminente 
storico e
politico italiano
,
considerato uno dei
massimi studiosi del
Novecento e della storia
delle istituzioni democratiche
e dei movimenti politici.






########

La riflessione è dello storico  Massimo L. Salvadori, secondo cui  mentre guardiamo all'indietro, lo facciamo inevitabilmente sotto lo stimolo degli interrogativi che la vita ci pone in concreto nel presente: in maniera selettiva, con l'interesse più per taluni aspetti che per altri.

 Poi nuovi bisogni inducono a ripensare ancora, con l'attenzione verso momenti prima trascurati. Così la nostra coscienza e il nostro spirito elaborano, ricostruiscono continuamente la nostra "storia" personale. Il che ci rende tutti "storici" di noi stessi. Ma nessuno vive isolato in una chiusa cerchia personale o familiare. 

Quel che è accaduto e accade nel mondo esterno determina in maniera essenziale la nostra condizione e il nostro destino. Anche qui il passato è presupposto del presente e del futuro. E perciò occorre orientarsi, per darsi onentamenti politici, compiere scelte in base ai propri valori, costruire un mondo che risponda alle nostre aspettative.

Destra e Sinistra

 

Il libretto di  Norberto Bobbio

E’ capitato di sfogliare dopo parecchi anni dall’uscita il libretto che nelle intenzioni del grande filosofo, giurista, politologo e storico Norberto Bobbio, doveva chiarire le parole chiave del linguaggio politico. Quell’ “aureo libretto” come fu estesamente definito e’ un classico del pensiero politico,  ancora attuale grazie alla circostanza che con la sua vasta cultura e formazione e’ attivato alla radice della distinzione che Destra e Sinistra all’idea di eguaglianza.

Destra e sinistra" è il celebre saggio del filosofo e politologo italiano Norberto Bobbio pubblicato nel 1994, nel quale l'autore dimostra che la distinzione tra destra e sinistra politica è ancora valida e non è affatto obsoleta. Esecutore di una sintesi rigorosa tra il liberalismo e il socialismo (liberalsocialismo), ha dedicato la sua vita allo studio della democrazia, dei diritti umani e della pace. Nel 1984 è stato nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Pensieri Principali

Ha definito la democrazia attraverso le sue "regole del gioco", considerandola come l'unico sistema politico capace di garantire le libertà fondamentali senza ricorrere alla violenza.

Ha identificato l'eguaglianza come il criterio discriminante fondamentale: la sinistra tende a attenuare le disuguaglianze, la destra a considerarle naturali o inevitabili.

Ha promosso il positivismo giuridico analitico, separando lo studio del diritto com'è (fatto) da come dovrebbe essere (valore).

Si è costantemente opposto a ogni forma di fanatismo, sostenendo il valore del dubbio e del confronto razionale.

Nel saggio Destra e sinistra del 1994, sostiene che il criterio fondamentale per distinguere i due schieramenti politici sia il diverso atteggiamento nei confronti dell'ideale di eguaglianza. Gli esseri umani sono al tempo stesso simili e differenti, ma le due parti interpretano questa realtà in modo opposto.

== la Sinistra: Attribuisce molta importanza a ciò che rende gli individui uguali e si impegna politicamente per eliminare o ridurre le disuguaglianze sociali ed economiche che ritiene artificiali,

== la Destra: Tende a considerare le disuguaglianze come ineliminabili, in quanto legate alla natura stessa degli individui o a gerarchie sociali inevitabili, accettandole come dati di fatto.

      Altri elementi della teoria di Bobbio. 

L'asse secondario (Libertà/Autorità): Oltre all'eguaglianza, Bobbio incrocia la distinzione con il giudizio sulla libertà e sul metodo di governo, distinguendo tra moderati ed estremisti.

Uguaglianza e disuguaglianza relative: Nessuno pensa che gli uomini siano del tutto uguali o del tutto diseguali; la differenza sta nell'enfasi e nella direzione dell'azione politica.

Egalitarismo vs Disuguaglianza: Per la sinistra il motore del cambiamento è l'uguaglianza da conquistare; per la destra l'ordine sociale poggia sul riconoscimento delle gerarchie e delle differenze naturali o storiche.

Secondo Bobbio, la sinistra tende a privilegiare l'eguaglianza (anche a costo di limitare alcune libertà economiche sfrenate), mentre la destra tende a privilegiare la libertà individuale (specialmente in campo economico, come il libero mercato) accettando le disuguaglianze che ne derivano.

Il successo del libretto di Bobbio si dovette anche al fatto che uscì proprio mentre il sistema politico italiano si riassestava in senso bipolare, per via della nuova legge elettorale prevalentemente maggioritaria (il cosiddetto «Mattarellum»). Uno scenario che fino al 1992 aveva fatto perno sul centro democristiano si ristrutturava in termini di alternativa tra destra e sinistra. Lo spartiacque tra i due schieramenti diventava a quel punto cruciale.

La tesi di Bobbio era che la distinzione tra destra e sinistra riguardasse fondamentalmente l’atteggiamento verso il concetto di eguaglianza. Mentre la sinistra si pone come obiettivo la riduzione, se non la cancellazione, delle diseguaglianze tra gli uomini, la destra tende a considerarle naturali, quindi ineliminabili, e in alcuni casi proficue, in quanto generatrici del dinamismo economico. Quindi, per fare un esempio immediato, la sinistra è a favore di una tassazione progressiva sui redditi alti per poter redistribuire la ricchezza, mentre la destra ritiene necessario alleggerire il peso del fisco per stimolare gli individui intraprendenti ad alimentare la crescita.

Già più complicato risulta applicare lo schema suggerito da Bobbio al tema dell’immigrazione. In apparenza è tutto semplice: la sinistra è per dare l’opportunità di spostarsi a tutti gli abitanti del pianeta, quindi per una politica di accoglienza e di concessione di diritti ai migranti; mentre la destra ritiene che non si possano far entrare masse crescenti di stranieri, per giunta trattandoli in modo uguale agli autoctoni, senza provocare gravi tensioni sociali.

Ci sono però conseguenze dell’immigrazione che risultano destabilizzanti rispetto a questa visione. La crescente disponibilità di manodopera a buon mercato, determinata dall’afflusso di lavoratori stranieri, contribuisce a tenere bassi i salari, aumentando il tasso di diseguaglianza. Senza contare che spesso i migranti, specie quelli musulmani, sono portatori di una cultura ostile alla parità tra i sessi. Inoltre gli effetti problematici del loro afflusso pesano in larga prevalenza sui ceti più umili, nei cui quartieri vanno ad addensarsi. Il risultato è che il voto degli operai si sposta a destra, un fenomeno evidente in Italia come in Francia e in Germania.

Un’altra questione centrale che sfugge alle coordinate usuali di destra e sinistra concerne l’ambiente. La transizione verso le energie rinnovabili, che la sinistra chiede di accelerare, ha dei costi che sono particolarmente gravosi per i cittadini meno abbienti: si pensi al prezzo delle auto elettriche, o agli oneri di ristrutturazione delle case. In Francia la rivolta dei gilet gialli, nel 2018, venne innescata dall’aumento del costo dei carburanti e non è facile classificarla di destra o di sinistra secondo il criterio indicato da Bobbio.

Più in generale il fenomeno del populismo può sembrare di sinistra: «uno vale uno» è uno slogan indiscutibilmente egualitario, la sfiducia verso i «competenti» e la finanza va in direzione analoga. Ma l’insofferenza per le regole, l’antiparlamentarismo, la tendenza a riconoscersi in leader carismatici ricordano invece una certa destra. E a bollare come «taxi del mare» le Ong che soccorrono i migranti è stato per primo il grillino Luigi Di Maio.

Insomma, destra e sinistra non sono scomparse, il libro di Bobbio rimane un punto di riferimento utile. Però in questi trent’anni le carte della politica si sono assai rimescolate e il richiamo alla discriminante tra eguaglianza e diseguaglianza non appare esaustivo.