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sabato 20 giugno 2026

L’Italia e lo sviluppo del Movimento Sindacale

 

Complessivamente si stima
che siano più di 15 milioni gli
italiani che hanno in tasca una
tessera sindacale, includendo
anche le sigle autonome.




Percorsi di Storia (4)

Nell'ottobre 1948 nasce la Legil, Libera confederazione generale italiana del lavoro, fondata dalla componente democristiana della Cgil.

Il 1949 è ancora più denso di avvenimenti: la Legil si trasforma in Cisl unendo le sue forze a quelle di repubblicani e socialdemocratici che nel frattempo avevano anch'essi abbandonato la Cgil. Nasce inoltre, da un'altra costola della Cgil, la Uil, formata da una parte dei socialisti e da repubblicani di tendenze laiche. Nel 1949 nasce anche la Cisnal, sindacato legato alle forze di estrema destra nostalgiche del fascismo.

Dietro a tutte queste sigle i rapporti di forza reali, il peso effettivo delle organizzazioni sindacali, sono nettamente a favore della Cgil e, all'interno di essa, della componente comunista. Nel 1950 la Cgil ha quasi cinque milioni di iscritti (oltre il 60 per cento di comunisti), la Cisl circa un milione e mezzo, la Uil circa un milione e la Cisnal  ne dichiara 300 mila.


Le divisioni e i contrasti tra le confederazioni  caratterizzano tutti gli anni Cinquanta e Sessanta. Solo sul finire di questi ultimi si avvia un processo di progressiva convergenza tra Cgil, Cisl, UIL, sull’onda delle lotte operaie del 1968-69.

(Segue)

Cultura letteraria, e non solo

La cultura medievale

Soffermiamoci sulla lontana

cultura medievale

 La storia della vicenda letteraria italiana, dalle origini sino all’età di Dante e di Petrarca si svolse in un contesto culturale caratterizzato da grandi trasformazioni delle conoscenze, delle idee dominanti che hanno inciso per lungo tempo sulla visione del mondo (sulla cultura) dell’Occidente.

  Sono avvenuti eventi politici-sociali che in ottica socio-economica, ai nostri giorni, definiremmo:

“Rivoluzione urbana”

“Affermazione e progresso delle attività mercantili”

“Movimenti riformatori della vita ecclesiastica”

“Inizi delle spedizioni crociate”.

Tutti fenomeni, insieme ad altri che avremo modo di considerare,  che portavano in sé presupposti storici di una nuova, diversa lettura della vicenda umana e dell’esperienza letteraria, di quelle che ai nostri giorni riconducono alla visione sociologica della società. Già  all’alba del XII secolo in più aree europee erano stati istituiti centri di insegnamento e di cultura, dotati di biblioteche e di istituzioni, finalizzate di nuove generazioni di ”chierici” (=professionisti intellettuali) che si dedicavano a studi filosofici, scientifici estranei alla tradizione monastica del sapere  altomedievale. Oltre che gli studi giuridici, si coltivavano la dialettica, la retorica, e si meditava metafisica e teologia aperta  alle tecniche logiche disputatorie. Tutte novità che arrivavano in Occidente dalla civiltà bizantina e da quella araba, eredi entrambe della speculazione greca. Si iniziava inoltre lo studio di Virgilio e di Stazio, di Ovidio e di Lucano. 

Gli “scolastici”  puntavano a difendere, contro i rigidi custodi di una cultura integralmente “sacra”, il valore indiscutibile di una formazione letteraria umanistica, capace di rinnovare, persino nella finezza del segno grafico, la lontana ispirazione classicista della “riforma” carolingia. Gli storici ci dicono  di un atteggiamento intellettuale nuovo che, nel breve lasso di tempo, doveva mutare la stessa figura del chierico “dotto” del XII secolo ( che viveva prevalentemente negli ambienti urbani. Figura emblematica del tempo e’ Bernardo di Chartres che si propone di impostare tutti gli studi sulla lettera e gli studi classici che non minacciano affatto la fede, ma la chiariscono e l’illuminano.

Segue

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Questa pagina curata da tre giovani avrà aggiornamenti frequenti e si propone di scavare sulla cultura, la letteratura, dell’Occidente.


Le zecche, in campagna, sono in aumento

Le zecche sono parassiti
pericolosi che si annidano
nell'erba alta e nei boschi.
 
Possono trasmettere gravi
malattie infettive al cane,
come la Malattia di
Lyme, la Babesiosi e
l'Ehrlichiosi
. È fondamentale
rimuoverle rapidamente e
usare regolarmente gli
antiparassitari per
prevenirne l'attacco
()

Che le zecche siano sempre più diffuse non è una sensazione. Studi e attività di monitoraggio svolti negli anni recenti hanno documentato un aumento delle aree in cui questi aracnidi sono presenti e un prolungamento del loro periodo di attività.

Stando a certe letture, una delle ragioni è che gli inverni sono diventati meno rigidi. Le zecche, che fino a qualche decennio fa in molte zone rallentavano drasticamente la propria attività durante i mesi freddi, oggi trovano condizioni favorevoli per una parte più ampia dell'anno. 

La conseguenza di questo mutamento climatico è l'allungamento della stagione delle zecche. Allo stesso tempo, il clima più mite  nel corso dell’anno sopratutto nella nostra Sicilia, ma non solamente qui, favorisce la loro presenza anche in aree montane e collinari dove fino a pochi anni fa erano molto meno frequenti. 

Questi aracnidi (sì, le zecche non sono insetti ma parenti dei ragni) rappresentano già di per sé una scocciatura. C'è qualcosa di profondamente sgradevole nello scoprire una zecca attaccata alla propria pelle dopo che è rimasta lì per ore a nutrirsi del sangue senza che ce ne accorgessimo. È una di quelle esperienze capaci di mettere a disagio anche un frequentatore di boschi e sentieri.

La preoccupazione non dovrebbe riguardare tanto la puntura in sé, generalmente indolore, quanto la possibilità che alcune zecche trasmettano agenti patogeni responsabili di malattie anche serie. La più conosciuta è probabilmente la malattia di Lyme, un'infezione batterica che negli ultimi anni ha contribuito a rendere le zecche un tema sempre più presente nel dibattito pubblico. C'è poi la TBE, l'encefalite da zecca, una malattia virale presente soprattutto in alcune aree dell'Italia settentrionale e dell'Europa centrale. Tra le due esiste però una differenza importante. Per la TBE è disponibile un vaccino. Per la malattia di Lyme, invece, ancora no. È importante però evitare allarmismi inutili. Non tutte le zecche sono infette, non tutte le punture provocano una malattia e nella maggior parte dei casi un incontro con una zecca per fortuna non ha conseguenze.

L 'obiettivo non deve essere la paura, ma la prevenzione. Come spesso accade, non esiste una sola strada. Repellenti e antiparassitari specifici restano strumenti importanti e in molte situazioni rappresentano la scelta più efficace. Questo però non significa che tutto dipenda dai prodotti che applichiamo sulla pelle, sugli abiti o sul pelo dei nostri animali. Una parte della prevenzione consiste nel capire come si comportano questi parassiti. Le zecche non saltano dagli alberi e non inseguono persone o cani. Aspettano. Restano immobili sulla vegetazione e si affidano a segnali chimici, termici e meccanici per intercettare il passaggio di un possibile ospite. Comprendere questo meccanismo significa già ridurre una parte del rischio.


 (Sulla scorta di uno studio pervenutoci, riporteremo periodicamente  utili informazioni per la salvaguardia dei cani)

venerdì 19 giugno 2026

Parole frequenti sui media


È considerato un'organizzazione
terroristica da Israele, dagli
Stati Uniti, dalla Lega Araba
e, per quanto riguarda la sua
ala militare, dall'Unione
Europea.



Hezbollah

Si tratta di un movimento sciita libanese che è un partito politico, una organizzazione armata e una rete sociale. Il nome in arabo significa «Partito di Dio». Nasce in Libano nei primi anni Ottanta, durante la guerra civile e dopo l’invasione israeliana del 1982, ed è figlio diretto della Rivoluzione iraniana. La Repubblica islamica li finanzia e li addestra.

Il movimento viene istituito grazie al supporto ideologico e finanziario dei Pasdaran (I Guardiani della Rivoluzione Islamica) iraniani. Oggi combina un potente braccio armato, una rete di servizi sociali e una radicata rappresentanza politica nelle istituzioni libanesi.  Possiede un arsenale di decine di migliaia di razzi e missili a lungo raggio, droni e miliziani addestrati, superiore a quello di molti eserciti regolari. Partecipa regolarmente alle elezioni in Libano, controlla ministeri e gestisce una vasta rete assistenziale (scuole, ospedali e sussidi) che gli garantisce un solido consenso tra la popolazione sciita.


L’Italia e lo sviluppo del Movimento Sindacale

Il Patto di Roma (noto anche
come 
Patto di unità sindacale)
è lo storico accordo siglato nel
giugno 1944 che ha sancito la
nascita della 
CGIL unitaria,
riunendo per la prima volta
in un unico sindacato i
lavoratori di fede socialista,
comunista e cattolica.

La data simbolica: Il documento
porta la data del 
3 giugno.
Questo perché uno dei principali
negoziatori, il sindacalista socialista
Bruno Buozzi, fu barbaramente
ucciso dai nazisti proprio il 4
giugno alle porte di Roma
 (nell'eccidio de La Storta). La
data fu retrodatata in suo onore.


Percorsi di Storia (3)

 Mussolini fa a pezzi il movimento sindacale ed è solo con la fine del fascismo, cioè circa ottanta anni  fa, che i sindacati rinascono e via via assumono le caratteristiche con cui li conosciamo oggi.

L'atto di rinascita, se così  si può scrivere, è datato 3 giugno 1944: i partiti antifascisti, comunisti, cattolici e socialisti, le tre componenti politico-culturali dell'opposizione al regime fascista, sottoscrivono il cosiddetto «patto di Roma», con il quale si sancisce la costituzione di una confederazione unitaria tra le tre componenti.

Sorge, o risorge, così la Cgil, sulla base di un accordo che mette in primo piano il contributo che il sindacato può e deve dare alla ricostruzione del Paese dopo la seconda guerra mondiale e, prima ancora, il sostegno del sindacato alla lotta di liberazione dall'oppressione nazi-fascista.


Anche in questa fase la storia del movimento sindacale si muove parallelamente a quella del sistema politico. Durante la Resistenza e nei primi anni del dopoguerra i partiti politici avversi al regime fascista si muovono unitariamente, nel Cnl prima e nel governo successivamente. Mano a mano che ci si avvia alla rottura fra le forze politiche antifasciste, anche nel sindacato si manifestano le prime fratture.


Una importante occasione di conflitto fra le componenti sindacali fu il varo del piano Marshall, il programma finanziato dagli Stati Uniti per la ricostruzione europea.

Uno dei segretari della Cgil, il democristiano Pastore, appoggia il piano, mentre la componente comunista maggioritaria sul terreno degli iscritti, lo avversa apertamente. Le divisioni si acutizzano con la travolgente vittoria politica della Dc nelle elezioni del 1948, lo sciopero seguito all’attentato a Palmiro Togliatti e altri episodi ancora.


(Segue)


Stando ai giornali

 

Usa e l'Iran hanno ufficialmente annunciato
il raggiungimento di uno storico accordo di
pace
 per porre fine al violento conflitto
bellico e diplomatico che li vedeva
contrapposti. L'intesa, strutturata in 
14
punti chiave
, è stata mediata dal
Pakistan ed è stata inizialmente siglata
in via digitale; la firma formale e ufficiale
del documento è prevista per oggi, 
venerdì 19 giugno 2026 a Ginevra,
in Svizzera.






Il conto della guerra. 

In 46 giorni di operazioni in Iran gli Stati Uniti hanno speso 51,2 miliardi di dollari, con una prima settimana da 11,3 miliardi e una media vicina al miliardo al giorno. 

Le stime del Pentagono citate al Congresso parlano di 29 miliardi dopo nove settimane e mezzo, e solo le prime 100 ore di bombardamenti sono costate 3,7 miliardi. 

Sul fronte iraniano le cifre sono meno trasparenti, ma l’emorragia si legge nelle armi usate. Teheran ha lanciato oltre 1.500 missili e 4.700 droni contro, Israele, le basi americane e le infrastrutture del Golfo, eppure secondo Washington conserva ancora circa il 70 per cento dei suoi stock di missili. Ogni missile o drone abbattuto significa, per gli americani, gli israeliani e per le monarchie del Golfo, un sistema Patriot, Thaad o Iron Dome dal costo di centinaia di migliaia, a volte milioni, di dollari a colpo. Una settimana di combattimenti può valere 5, 7 miliardi per gli Stati Uniti, e altrettanti miliardi in danni e mancati introiti per l’Iran. 

Un incentivo potentissimo a congelare il fronte e ritrovare la pace.

giovedì 18 giugno 2026

18 giugno

A Waterloo Napoleone subisce la sconfitta definitiva.  

18.06.1815

Napoleone e’ rimasto nell’opinione generale sopratutto come lo stratega che agisce per linee interne, e le vittorie per linee interne del 1796-1797 sono rimaste come un modello e una caratteristica del genio del grande capitano. Ma nel 1813, nel 1814, nel 1815 in situazione complessivamente inferiore di forze, tutte e tre le volte ricorse alla manovra per linee interne, e tutte e tre le volte, nel suo insieme, tale strategia da posizione centrale fallì. L’azione per linee interne vale infatti sopratutto quando una branca si ritrae e si dà per vinta abbastanza facilmente, cosicché il vincitore possa subito rivolgersi verso l’altra; occorre insomma che il nemico subisca senza difficoltà l’intimidazione strategica. 
  Tale fondamentale elemento di successo veniva meno alla fine del grande condottiero. Nel 1796, aveva potuto contare sulla diversa preoccupazione di ciascuno dei due alleati di proteggere la propria base d’operazione, Piemonte e Lombardia. Sconfitti gli Austriaci a Montenotte e a Dego, il generale Beaulieu, loro capo, si era ritirato verso la propria base, rinunciando di fatto a tenere il collegamento  con l’alleato piemontese  che Napoleone aveva battuto separatamente a Mondovì. Così egli aveva tenuto riunita la propria massa, separando quella avversaria. 

Nel 1815 analoga la situazione: anche in questo caso Napoleone aveva di fronte a sé a Waterioo due eserciti alleati, la cui linea di ritirata era divergente e senza un vero comandante supremo. Nel 1796, però, Napoleone era di poco inferiore di forze, ora lo era moltissimo: 128.000 contro 220.000, benché il rapporto qualitativo sembrasse a tutto suo vantaggio (l'inglese Wellington aveva un esercito di mercenari tipo sec.  XVIII e il prussiano Blücher un esercito di riservisti, mentre Napoleone aveva il fiore dei suoi veterani). 

Napoleone fondò ancora nel 1815 il suo piano sulle diverse basi d'operazione e sulle diverse preoccupazioni degli avversari. Punto’ contro il centro della schieramento nemico e sconfisse i Prussiani a Ligny, come allora gli Austriaci a Montenotte e a Dego, calcolando che gli Inglesi si sarebbero ritirati verso nord e i Prussiani verso est, ciascuno verso la propria base, rinunciando al collegamento con l’alleato. Ma il prussiano Gneisenau non è il vecchio Beaulieu: ordina alle sue truppe di ripiegare verso nord e di stabilire a qualunque costo il collegamento con gli Inglesi, lasciando scoperta la via verso l’Elba e la Prussia. 
  Così Napoleone, già vincitore nel campo tattico e volto a perseguire la vittoria sugli Inglesi contro Wellington, fu sconfitto, definitivamente, nel campo strategico. Si dice che l'imperatore esclamasse all’apparire del grosso dei Prussiani: «Questi animali hanno imparato!».


L’Italia e lo sviluppo del Movimento Sindacale

Le Origini (1891-1906): Nascono a
Milano le prime 
Camere del Lavoro 
per tutelare i lavoratori a livello
territoriale. Nel 1906, con il congresso
di Milano, viene fondata la
Confederazione Generale del
Lavoro (CGdL)
, la prima
organizzazione sindacale nazionale.

Nel 1948-1950, le tensioni della
Guerra Fredda portano alla
scissione e alla nascita di
organizzazioni separate di ispirazione
cattolica (
CISL) e repubblicana/
socialdemocratica (
UIL). Nella
(CGIL) restano socialisti e
comunisti.



Percorsi di Storia (2)
 

Il 1892 porta una importante novità nel panorama politico italiano: si costituisce il primo partito della sinistra, il Partito socialista, e ne derivano importanti conseguenze anche per il nascente movimento sindacale.

L'anno successivo, infatti, prende vita la prima organizzazione sindacale a carattere nazionale, la Ficl, Federazione italiana delle Camere del lavoro. La Ficl è di fatto l'espressione sindacale del partito socialista: un legame, quello tra partito e sindacato con il partito in una posizione di preminenza, che caratterizzerà larga parte della storia del movimento sindacale italiano, a dispetto delle reiterate affermazioni di autonomia dai partiti politici che hanno contrassegnato la vita dei sindacati.


Le conseguenze sono rilevanti sotto molteplici aspetti. Osserva ad esempio Georges Couffignal, intellettuale francese autore de «I sindacati in Italia», riferendosi ai primi passi del movimento sindacale del nostro Paese: «L'azione sindacale non fa che integrare l'azione politica, e naturalmente le organizzazioni nascenti cercheranno di risolvere i problemi della condizione operaia con degli interventi in direzione dei poteri pubblici e non in direzione degli interlocutori padronali».


Tra la fine dell'800 e gli inizi del '900 si sviluppano le prime organizzazioni sindacali di categoria a carattere nazionale: la più importante, anche in seguito, è la Fiom, la federazione dei metalmeccanici.

Mentre la Ficl è espressione delle Camere del Lavoro, nel 1906 nasce la Confederazione generale del lavoro, Cadl, organizzazione nazionale dei sindacati di categoria, di cui il primo segretario generale è il socialista Rinaldo Rigola.

I primi anni della nuova confederazione sono tutt'altro che facili: nel movimento operaio, e quindi sia nel partito socialista che nel sindacato, convivono due anime, quella «riformista» e quella «rivoluzionaria».

La maggioranza del partito socialista e della Cgdl è «riformista». Ci sono i presupposti per una scissione, e questa puntualmente avviene: nel 1912 i «rivoluzionari» danno vita all'Usi, Unione sindacale italiana. L'Usi fa concorrenza, con un certo successo, alla

Cgdl nell'organizzazione delle lotte operaie che cominciano a contrassegnare anche il nostro Paese. La divisione del movimento sindacale si completa nel 1918 con la nascita della Cil, Confederazione italiana dei lavoratori, di ispirazione cattolica e con una ideologia «collaborativa» nei confronti del padronato.

Ma il movimento sindacale italiano, nelle sue diverse articolazioni, si può dire che sia ancora in una delicata fase formativa quando si verifica l'avvento del fascismo.

Accordo tra Stati Uniti e Iran

 Un memorandum in 14 punti prova a mettere ordine nel caos tra Stati Uniti e Repubblica islamica: una bozza di armistizio con date, cifre e paletti messi nero su bianco, pensata per trasformare il cessate il fuoco in qualcosa di più strutturato. 

-   -   -

1. La Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti, insieme ai rispettivi alleati coinvolti nell’attuale conflitto, con la firma di questo memorandum dichiarano la fine immediata e permanente della guerra su tutti i fronti, Libano compreso. Da quel momento si impegnano a non compiere più azioni ostili l’uno contro l’altro e a rinunciare sia all’uso della forza sia alla minaccia del suo impiego. L’accordo finale dovrà recepire e confermare questo articolo e tutti quelli successivi.

2. Iran e Stati Uniti si impegnano a rispettare reciprocamente sovranità e integrità territoriale, e a non interferire negli affari interni dell’altro.

3. Le due parti si obbligano a negoziare e concludere un accordo definitivo entro un massimo di 60 giorni, prorogabile solo con il consenso di entrambe.

4. Con la firma del memorandum, gli Stati Uniti si impegnano a revocare il blocco navale contro l’Iran, a non ostacolare in alcun modo il traffico marittimo diretto verso i suoi porti e a riportare entro 30 giorni i transiti alla piena capacità. Il volume di traffico dovrà essere proporzionale ai flussi pre–guerra delle navi iraniane. Washington si impegna inoltre a ritirare le proprie forze dall’area circostante entro 30 giorni dalla firma dell’accordo finale.

5. A sua volta, con la firma del memorandum, la Repubblica islamica si impegna ad adottare subito le misure necessarie per far riprendere, entro 30 giorni, il movimento delle navi mercantili tra il Golfo Persico e il Mare di Oman ai livelli precedenti la guerra, compresa la rimozione degli ostacoli tecnici e la bonifica delle mine di propria competenza.

6. Gli Stati Uniti si impegnano, insieme ai partner regionali, a definire un piano complessivo - concordato tra le parti - per la ricostruzione e lo sviluppo economico dell’Iran, garantendo un finanziamento minimo di 300 miliardi di dollari. Il meccanismo di attuazione di questo piano, parte integrante dell’accordo finale, dovrà essere messo a punto entro 60 giorni.

7. Washington si impegna a porre fine, secondo una tempistica da stabilire nell’accordo definitivo, a tutte le sanzioni oggi in vigore contro la Repubblica islamica: quelle del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, quelle del Board dei governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica e tutte le misure unilaterali statunitensi, siano esse primarie o secondarie.

8. L’Iran ribadisce che non produrrà mai armi nucleari. Teheran e Washington convengono che la sorte del materiale arricchito e delle altre questioni nucleari da definire di comune accordo, comprese le “necessità nucleari” iraniane, saranno affrontate in modo adeguato nell’accordo finale, che dovrà confermare anche questo articolo.

9. In attesa dell’intesa definitiva, Iran e Stati Uniti concordano di mantenere lo status quo: Teheran congela il proprio programma nucleare allo stato attuale, mentre Washington si impegna a non imporre nuove sanzioni contro l’Iran e a non rafforzare il proprio dispositivo militare nella regione.

10. Gli Stati Uniti si impegnano a fare in modo che, subito dopo la firma del memorandum e fino alla revoca delle sanzioni, il Dipartimento del Tesoro rilasci deroghe per l’export di petrolio greggio iraniano, prodotti petrolchimici e derivati, e per tutti i servizi collegati – bancari, assicurativi, di trasporto e simili.

11. Washington si impegna inoltre a liberare, sulla base dei progressi verso l’accordo finale, i fondi e gli asset iraniani congelati o soggetti a restrizioni, rendendoli pienamente disponibili. Queste risorse, sia che restino nei conti originari sia che vengano trasferite, potranno essere utilizzate per qualsiasi pagamento deciso dalla Banca centrale iraniana. Gli Stati Uniti si obbligano a rilasciare tutte le autorizzazioni e licenze necessarie.

12. Iran e Stati Uniti concordano sull’istituzione di un meccanismo incaricato di vigilare sull’attuazione dell’accordo definitivo e sul rispetto nel tempo degli impegni assunti.

13. Dopo la firma del memorandum, e una volta ricevute garanzie sull’avvio dell’attuazione degli articoli 4, 5, 10 e 11 – e sulla prosecuzione di questi passi – le due parti apriranno negoziati sull’accordo finale limitandosi agli articoli ancora da definire.

14. L’accordo definitivo dovrà essere approvato con una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

mercoledì 17 giugno 2026

Parole frequenti sui media


Il complesso millenario è stato
pesantemente colpito e danneggiato
durante i bombardamenti sulla
capitale, provocando un grave
incendio sul tetto della Cattedrale
della Dormizione e scatenando la
ferma condanna internazionale da
parte dell'UNESCO. Sono già stati
avviati i primi urgenti lavori di
messa in sicurezza e restauro delle
strutture colpite.








LAVRA 

Kiev-Pechersk Lavra, ossia il Monastero delle Grotte o Cattedrale della Dormizione di Kiev, fu fondato quasi mille anni fa, nel 1051, dai santi Antonio e Teodosio sulle colline che dominano il fiume Dnipro e ha un complesso sistema di grotte sotterranee e catacombe che si estende per circa 600 metri. 

La storia della fondazione del monastero si può trovare spiegata nella Vita di San Teodosio, scritta dal cronista e santo Nestore di Kiev. Circondato originariamente solo da uno steccato in legno, grazie alla sua posizione sopraelevata, durante il medioevo svolse più volte il ruolo di fortezza. Il sito è iscritto nella Lista del Patrimonio dell’Unesco.

Una ondata di missili e droni russi ha colpito nella notte tra domenica e lunedì l’Ucraina, lasciando dietro di sé almeno 11 morti e 53 feriti. Cinque vittime sono state registrate nella capitale ucraina, dove almeno altre trenta persone sono rimaste ferite, tra cui due bambini di 5 e 6 anni. A far inorridire il mondo, le fiamme e il fumo che si sono innalzati da uno dei monumenti più importanti d’Ucraina. Tra i luoghi colpiti, la Lavra delle Grotte, il grande complesso monastico che domina Kiev, uno dei simboli religiosi più rilevanti del Paese. Il tetto della Cattedrale della Dormizione ha preso fuoco durante il raid, mentre il fumo avvolgeva le cupole dorate e i fedeli si accalcavano dietro le transenne. Fondata nell’XI secolo, la Lavra è uno dei cuori storici dell’Ortodossia cristiano-orientale e un sito protetto dall’Unesco. La Dormizione era già stata distrutta nel 1941, durante l’occupazione tedesca di Kiev, in circostanze mai del tutto chiarite, tra la versione sovietica e le ricostruzioni che chiamano in causa mine lasciate in ritirata; poi la ricostruzione dopo l’indipendenza ucraina. L’Unesco ha condannato l’attacco parlando di danni significativi all’esterno e all’interno della cattedrale. 

L’Italia e lo sviluppo del Movimento Sindacale

Percorsi di Storia (1)
Il movimento sindacale in Italia 
di rappresentanza dei
lavoratori, e’ storicamente dominato
da CGIL, CISL e UIL
 (noti come i
sindacati confederali) ed e’ tutelato
dall'
Articolo 39 della Costituzione
italiana
 che sancisce la piena
libertà di organizzazione sindacale.
Il panorama sindacale italiano si
articola attraverso una struttura
complessa che unisce radici
storiche profonde, grandi
organizzazioni confederali e
nuove sfide nel mercato del lavoro
contemporaneo.



Nei Paesi sviluppati e con regime democratico i sindacati, cioè le organizzazioni rappresentative degli interessi di determinate categorie sociali, svolgono un ruolo di attori protagonisti nelle vicende della politica economica. È difficile, e spesso impossibile, per un governo di qualsivoglia colore, non interpellare i sindacati, o non tener comunque conto del loro punto di vista nell'elaborazione delle principali misure di politica economica. L'atteggiamento dei sindacati e i rapporti sindacati-governo dipendono in misura significativa dalla loro storia, dalle ideologie che li permeano. Per questi motivi in questa pagina (nel giro di tre, quattro giornate) ci occuperemo delle origini e delle tappe più significative nello sviluppo del movimento sindacale in Italia, intendendo per movimento sindacale quello formato dalle organizzazioni rappresentative dei lavoratori dipendenti.

  Il percorso storico dei sindacati italiani riflette, nel bene e nel male e fin dall'inizio, quello dello sviluppo economico del nostro Paese.

Ad esempio, una delle ragioni del ritardo con cui sorsero le organizzazioni sindacali in

Italia è da ricercarsi nel ritardato «decollo» industriale del nostro Paese. L'industria moderna è arrivata in Italia con qualche decennio di ritardo rispetto a Paesi come la Gran Bretagna, la Germania e gli Stati Uniti.

L'economia italiana è stata prevalentemente agricola fino agli inizi del '900 e anche nei decenni successivi, fino agli anni Sessanta, i lavoratori dipendenti dell'industria non hanno rappresentato una figura sociale dominante.

I sindacati in Italia nascono quindi in ritardo e riflettono la debolezza quantitativa della classe operaia.

Le prime organizzazioni sorgono su base territoriale anziché categoriale: ciò deriva probabilmente dal fatto che i primi nuclei dello sviluppo industriale non sono omogeneamente diffusi sul territorio e fra i diversi settori produttivi. Nascono quindi, negli ultimi decenni dell'800, le Camere del lavoro, organizzazioni comunali e provinciali.


Esploriamo il territorio

 

Rollo (o Rollum) di Monreale 
è un celebre documento redatto 
nel 1182. Si tratta di un registro 
catastale plurilingue (arabo, greco e 
latino) in cui Guglielmo II definiva 
e delimitava l'immenso patrimonio 
territoriale donato alla Chiesa 
arcivescovile di Monreale.

Il termine "platee" si riferisce 
invece agli inventari dei beni 
immobili, ai cabrei e alle planimetrie 
storiche compilate successivamente 
dall'Archidiocesi per mappare case, 
terreni e confini delle proprietà 
ecclesiastiche in Sicilia.



Nel primo Medioevo in Sicilia, il termine "diviseindicava specifici distretti territoriali o ricorrentemente circoscrizioni agrarie. Queste ripartizioni con finalità amministrative derivavano dall'eredità della dominazione bizantina e araba, per  poi evolvere nell'organizzazione feudale che faceva riferimento alla Chiesa e alla  Corona lungo l’intero Medio Evo.

Volendo sintetizzare il processo di evoluzione e le caratteristiche di massima del termine divise ci capita cogliere:
1) Un significato agrario e territoriale: Identificava frazioni di territorio siciliano, come dire macro-distretti rurali fino a costituire suddivisioni di più ampi possedimenti ecclesiastici o terrieri, che inglobavano villaggi (casali) e terre coltivate. 
2) La sopravvivenza nei secoli: In quanto ripartizione territoriale e amministrativa la divise rimase in uso attivo e documentata fino al Basso Medioevo e oltre, fino ad oltre l’alba della modernità, sopratutto nell’area occidentale dell’Isola e in specie su quelli che erano stati i vasti, anzi i vastissimi, feudi della Chiesa di Monreale. 
Nelle fonti storiche locali, attinenti l’attuale area territoriale di Contessa Entellinale, con "divise" vengono frequentemente riportate sugli inventari (detti platee o rolli) vaste aree feudali  mappate e organizzate per  la riscossione delle rendite e delle decime.
(Continua)

martedì 16 giugno 2026

E’ tempo di dichiarazione di redditi

 Sul blog contiamo di simulare in seguito una dichiarazione, con situazioni ricorrenti.

= = = 

Aliquote IRPEF confermate

Per i redditi 2025:
= fino a 28.000 €. - 23%
= fino a 50.000 €. - 35%
= oltre - 43%


Sul blog contiamo di dedicare più pagine per rendere comprensibili termini, finalità e modalità su tutto ciò che attiene il rapporto cittadino-fisco.

Iniziamo intanto a sapere che le nostre dichiarazioni dei redditi possono essere sottoposte ad   Accertamento. Come avviene la procedura di accertamento?

Sulla dichiarazione presentata nel 2024 e relativa ai redditi conseguiti nel 2023 partirà: 

1) il controllo automatico entro il 31 dicembre 2026;

2) il controllo formale entro il 31 dicembre 2027 (accerta, in base all’analisi del rischio, se la dichiarazione corrisponde alla documentazione del contribuente incrociata con dati di enti terzi); 

3) l’accertamento sostanziale entro il 31 dicembre 2028 (l’Agenzia contesta la dichiarazione e chiede il pagamento di un maggiore importo);

4) Infine entro il 31 dicembre 2030 scatta «l’omessa dichiarazione» a carico di chi non ha presentato la dichiarazione, oppure con un ritardo superiore ai 90 giorni. 

Pertanto quando parliamo di «recupero evasione», una parte consistente si riferisce sempre ad annualità risalenti dai 3 ai 7 anni precedenti e in base alle norme in vigore in quel periodo. 

Dal 2023 in poi si suppone che la tendenza al recupero sarà più bassa. Perché?

Nel 2024 e’ stato introdotto il concordato preventivo biennale: una delle misure bandiera della riforma fiscale varata dal governo. 

L’Agenzia informa l’interessato che in base ai suoi  calcoli il contribuente e’ andato fuori parametro: ha dichiarato 30, ma avrebbe dovuto dichiarare 50. Se aderisce, su quei 20 in più pagherà  un’imposta compresa fra il 10 e il 15% (a seconda del grado di affidabilità) e sui 5 anni precedenti e i 2 successivi difficilmente scatteranno ulteriori controlli e verifiche. 

Lo sconto prevede un limite: la differenza fra quanto dichiarato e quanto avrebbe dovuto non deve superare gli 85 mila euro, sui quali pagherà  al massimo un’imposta del 15%.
 

Si tratta chiaramente di un sistema che può generare due distorsioni: da una parte chi consegue redditi superiori rispetto a quelli concordati non li dichiarerà, dall’altra se è tassato sulla base di un reddito predeterminato non ha alcun incentivo a produrre (ed evidenziare)  di più. Inoltre la data stabilita per l’adesione al concordato è il 30 settembre, e questo consente di fare due calcoli di convenienza. 
Una norma che può tradursi in una forma di evasione legalizzata o, più correttamente, in una sottotassazione consentita poiché il contribuente beneficia di un’imposizione inferiore rispetto al proprio reddito. Quindi pochi, maledetti e subito per il fisco, ma ovviamente si tradisce il principio costituzionale che è quello di pagare in base alla reale capacità contributiva.

Le zecche, in campagna, sono in aumento

Possono essere pericolose
Le zecche sono pericolose perché
possono trasmettere infezioni
batteriche e virali all'uomo
. Il rischio
principale non è il morso in sé, ma
la possibilità che il parassita veicoli
patogeni gravi come la 
Malattia di
Lyme
 e la TBE (Encefalite da zecca).
Cosa fare?:
Rimuovila subito:
 La trasmissione
delle malattie avviene generalmente
dopo 36-48 ore che la zecca è attaccata
.
Rimuovila con una pinzetta afferrandola
 il più vicino possibile alla pelle e
tirando verso l'alto con un movimento
rotatorio.
Disinfettare accuratamente
la zona dopo la rimozione.
Per le 3-4 settimane successive, osserva
l'area della puntura e fai attenzione a
sintomi come febbre, mal di testa o
ingrossamento dei linfonodi. Se noti
un alone rossastro o altri malesseri, contatta
il tuo medico.



Che le zecche siano sempre più diffuse non è soltanto una sensazione di chi torna da una passeggiata in campagna controllandosi le gambe ogni dieci minuti. Negli ultimi anni numerosi studi e attività di monitoraggio hanno documentato un aumento delle aree in cui questi aracnidi sono presenti e un prolungamento del loro periodo di attività. Sfogliando qualche rivista, capita leggere che una delle ragioni è che gli inverni sono diventati meno rigidi. 

 Le zecche, che un tempo in molte zone rallentavano drasticamente la propria attività durante i mesi freddi, oggi trovano spesso condizioni favorevoli per una parte più ampia dell'anno. La conseguenza più evidente sarebbe l'allungamento della stagione delle zecche. Allo stesso tempo, il clima più mite favorisce la loro presenza anche in aree montane e collinari dove fino a pochi anni fa erano meno frequenti.

  Le zecche non vivono isolate nell'ambiente. Gran parte del loro ciclo vitale è legato agli animali, nel contesto siciliano, i cani, che rappresentano i loro ospiti naturali. I libri indicano inoltre cervi, caprioli, volpi, lepri, roditori e molte altre specie, tutte che  contribuiscono inconsapevolmente alla loro diffusione spostandole da un ambiente all'altro.

   Le zecche dipendono dal sangue durante tutto il loro sviluppo. Dalle uova nascono minuscole larve dotate di sei zampe che devono trovare un primo ospite da cui nutrirsi. Dopo il pasto si lasciano cadere al suolo, si trasformano in ninfe e ripetono l'operazione. Solo dopo un ulteriore passaggio attraverso un ospite diventano adulte. In ciascuna di queste fasi la zecca può restare attaccata per diversi giorni, dopodiché si lascia cadere tra l'erba e il fogliame per proseguire il proprio sviluppo. Le femmine adulte, dopo essersi nutrite un'ultima volta, depongono migliaia di uova nel terreno e il ciclo ricomincia.