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domenica 12 aprile 2026

Avvenne il 12 Aprile

 

Rosolino Pilo sbarcò in
Sicilia il 10 aprile 1860
insieme a Giovanni Corrado
prima di Garibaldi
per preparare la resistenza.
Cadde a San Martino il
21 maggio 1860 pochi
giorni prima dell’arrivo
di Garibaldi.




Sicilia nostra

1860 

I due patrioti siciliani Rosalino Pilo e Giovanni Corrao, partiti da Genova il 23 marzo, sbarcano segretamente presso Messina, per preparare, a rischio della loro vita, la venuta di Garibaldi, che sbarcherà in Sicilia un mese dopo, l’11  maggio, a Marsala.

-  - - - 

Rosolino Pilo (1820-1860) e Giovanni Corrao (1822-1863) sono stati due patrioti mazziniani siciliani, figure chiave nel preparare il terreno in Sicilia per l'impresa dei Mille. Soprannominati "i dioscuri del Sessanta", partirono da Genova nel marzo 1860 per guidare l'insurrezione, con Pilo ucciso dai borbonici e Corrao successivamente assassinato.

Rosolino Pilo cadde in combattimento a San Martino (Palermo) il 21 maggio 1860, pochi giorni prima dell'arrivo di Garibaldi in città.



La domenica è fatta per riflettere

 

Il viaggio di San Paolo da
Gerusalemme a Roma
 (circa 59-60 d.C.) 
fu un
trasferimento forzato come
prigioniero, dopo il suo
appello all'imperatore
. Il
viaggio, descritto negli
Atti degli Apostoli, incluse
un pericoloso naufragio a
Malta e si concluse con
la predicazione di Paolo a
Roma per due anni in
custodia, prima  del
martirio.








Riflettendo sugli “Atti degli Apostoli”

La Sinagoga. E' il luogo della prima predicazione cristiana, fuori da Gerusalemme. San Paolo incomincia di li in tutte le città in cui porta il suo annuncio: a Damasco (9,20), a Salamina di Cipro (13,5), ad Antiochia di Pisidia (13,14.43), a Iconio (14,l), a Tessalonica (17,1), a Berea (17,10), ad Atene (17,17), a Corinto (18,4), a Efeso (18,19; 19,8).

Tuttavia, la sinagoga può pure essa essere il punto di partenza di attacchi ostili contro i cristiani, come è accaduto nei confronti di Stefano (6,9) e come é accaduto ad opera di Paolo, quand'era ancora persecutore dei cristiani (9,2; 22,19; 26,11). E questo  era stato predetto da Gesù: "Vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni" (Le 21,12; cfr. 12,12).


E comunque la sinagoga non fu il luogo esclusivo dell'annuncio: occasionalmente, a Filippi, forse in mancanza di sinagoga, Paolo va in un luogo di riunione lungo il fiume (16,13). Ad Atene, oltre che in sinagoga, egli discute nella piazza principale con tutti quelli che incontra (17,17).


In conseguenza dell'ostilita’  sempre crescente che proviene dai giudei incontrati nelle sinagoghe, in più circostanze san Paolo abbandona intenzionalmente la sinagoga per luoghi più "laici": a Corinto, va in casa di un tale chiamato Tizio Giusto, che abitava vicino alla sinagoga (18,7); a Efeso tiene il suo insegnamento nella scuola di un certo Tiranno, probabilmente un pagano (19,9). 


I cambiamenti di siti  gli consentono di incontrare destinatari più universalistici, riesce infatti a rivolgersi a giudei e pagani indifferentemene, su un terreno neutro.


Ad un certo tempo non annuncerà più in sinagoga, non solo perché di fatto non opererà più da missionario libero, ma perché inizia una fase nuova. Non rinuncia a parlare ai giudei, ma ormai questo avviene fuori dai luoghi convenzionali. A Roma gli incontri avvengono a casa di Paolo, una casa assunta in affitto  (28,23.30).

(Segue) 

= = =

La sociologia. Il fenomeno religioso interessa la sociologia in quanto questa si propone di cogliere  fenomeni sociali in seno alla religione. La religione, tutte le religioni influenzano la società e questa (con la sua evoluzione storica, il suo bagaglio culturale e di fenomeni collettivi) influenza la religione.

 Verosimilmente, nel lungo termine, scopriremo la funzione della sociologia nel contesto del mondo del terzo millennio, e magari coglieremo senso e ruolo della religiosità.






sabato 11 aprile 2026

Lo dice Trump

 Se lo dice lui …
«Stiamo ora avviando il processo di bonifica dello Stretto di Hormuz, come favore ai Paesi di tutto il mondo, tra cui Cina, Giappone, Corea del Sud,
Francia, Germania e molti altri. Incredibilmente, loro non hanno il coraggio né la volontà di svolgere questo compito autonomamente». 

 Lo ha scritto Donald Trump su Truth tornando ad attaccare gli alleati degli Stati Uniti.

Avvenne l’11 Aprile

 

Sicilia nostra

1864

Viene presentato alla Camera dei deputati un disegno di legge per la trasformazione dei beni ecclesiastici  in beni demaniali. Sarà una nuova batosta per l’economia siciliana. La legge sarà varata nel 1866 e il mondo cattolico parlerà di “eversione dell’asse ecclesiastico”. Si tratterà della  confisca dei beni degli enti religiosi (convertendoli, in verità, in titoli di Stato). 

Noi residenti a Contessa Entellina quando ci riferiamo a quella vicenda storica andiamo, col pensiero, al destino di Santa Maria del Bosco, dove oltre che la cessione ai privati del complesso del già Monastero, lo Stato e le Gerarchie della Chiesa di Monreale non sono state in grado di salvaguardare la parte pubblica,  quella tuttora assegnata, prescindendo dalle competenze territoriali,  alla Curia di Monreale.

Di quei monumenti storici, in particolare di Santa Maria del Bosco,  ai nostri giorni, la coscienza culturale civica, non esigerebbe altro che  un equilibrio tra conservazione, carisma religioso e nuove esigenze comunitarie. Ma pare manchi la coscienza civica, e non solo quella purtroppo, sufficiente, a salvaguardare ciò che ormai simbolicamente resta di quei ruderi.

L’amico cane (18)

Vero e’ che i cani sono 
considerati animali onnivori,
ma….


 Cosa non proporre mai ai cani

 I proprietari di cani faticano a riconoscere i segnali più sottili di dolore nei loro animali, con risultati che mostrano come sintomi irrequietezza notturna o comportamento «appiccicoso» non vengano correttamente associati al dolore.

Tutto ciò che per l’uomo è piacere da mangiare, per il cane può diventare un rischio concreto, talvolta persino grave.

Il metabolismo tra uomo e animale è talvolta molto differente. Alcune sostanze vengono elaborate con difficoltà dall’organismo canino, con possibili conseguenze anche rilevanti sul piano clinico.  «Quando si vive con un animale domestico è importante sapere cosa non debba mai finire nella sua ciotola – ammoniscono i veterinari –. Ma anche come comportarsi nel caso in cui ingerisca accidentalmente un alimento tossico».

Sicuramente il cioccolato è il più noto per la sua tossicità. Il cacao contiene teobromina e caffeina, sostanze che il cane smaltisce lentamente e «Il rischio varia in base al tipo di cioccolato (più è fondente, maggiore è la pericolosità) e al peso dell’animale». Nei casi più gravi possono comparire sintomi come vomito, diarrea, tachicardia, tremori e convulsioni.

Problematici sono altri alimenti della tradizione pasquale, come la colomba, la pizza al formaggio: tutte le preparazioni ricche di grassi e zuccheri, che possono provocare nell’amico a quattro zampe disturbi digestivi, aumentando persino il rischio di pancreatite. Analogamente, affettati e insaccati risultano inadatti per l’elevato contenuto di sale e lipidi.

Anche le uova, quelle da gallina, presentano alcune criticità: se crude o poco cotte possono esporre a rischi sanitari. Ancora piu’ dannose quelle decorative, che possono essere ingerite accidentalmente. Da non sottovalutare anche le carni con elevata componente grassa.

L’uomo, la società degli uomini (2)

La cultura caratterizza 
l'essere umano come un 
complesso dinamico e operativo
di modelli, simboli, comportamenti
e conoscenze appresi, condivisi
e tramandati all'interno di una 
società’.

Essa plasma l'identità individuale e 

collettiva, permettendo 
l'adattamento all'ambiente e la 
costruzione di significati per 
interpretare il mondo.















La cultura caratterizza

 Mariarosa Maiolisi, esegeta, filologa moderna ed esperta del genere letterario che tiene insieme letteratura e informazione,   spiega perché lo scrittore dei nostri giorni è colui i cui libri  «non sono inerti e legati al gesto, finito, della lettura, ma aprono mondi e rimettono in discussione consapevolezze acquisite».

 Allo scrittore  “la finzione serve a trattare una realtà poco chiara e viceversa la realtà avvalora la finzione artistica portando con sé la veridicità che la contraddistingue”.

Ma la cultura cosa è? 

Cosa intendiamo per cultura stando ai media ?

La cultura nella televisione italiana si è sempre manifestata come qualcosa di episodico, di occasionale, di inaspettato: quando appare sullo schermo, ha inevitabilmente le forme dell'apparenza, è timido sussulto, vibrazione esteriore. Ed è perciò sempre più raro trovarla nelle trasmissioni cosiddette, quelle definite  culturali. In nome della cultura in te, l’intelligenza è stata più volte sfregiata, se non umiliata.


Cultura in tv non significa occuparsi della presentazione di libri o fare discorsi complicati, significa, dovrebbe significare piuttosto:

creare suggestioni, 

stabilire connessioni (connettere vuol dire unire cose distanti, produrre un pensiero), 

consigliare sentieri: l'idea delle frecce decreta nuovi sensi, rassicura lo spettatore e lo protegge dall'angoscia del silenzio. 

Il commento dovrebbe offrire un po' di competenza sulle strategie di gioco. Chiedere canto e controcanto forse è troppo. Impossibile non riscontrare il protagonismo dei telecronisti che a volte danno la sensazione di essere loro in campo.


Cosa riteniamo sia?

Cultura e’ insieme complesso di conoscenze, credenze, arte, morale, diritto, costumi e abitudini acquisite dal vivere nella società. Comprende sia manifestazioni materiali (oggetti, cibo) che spirituali (idee, valori) che formano, plasmano l'individuo intellettualmente e sopratutto socialmente. Cultura e’ pure un sistema condiviso, appreso e tramandato, che definisce l'identità di un gruppo sociale, da una nazione a una comunità ridotta.


venerdì 10 aprile 2026

Cosa abbiamo capito

Sappiamo che da alcuni giorni

i prezzi di tanti beni aumentano

 Il 28 febbraio Usa e Israele hanno attaccato l’Iran. Uccisi Khamenei e decine di leader di governo. L’Iran ha risposto colpendo Israele, le basi Usa nel Golfo e i Paesi che le ospitano, bloccando il trasporto di petrolio nello Stretto di Hormuz e mobilitando Hezbollah in Libano. 
Nella notte tra martedì e mercoledì Iran e Usa hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco di due settimane. Israele però continua a bombardare il Libano: centinaia i morti. Dopo questi raid, l'Iran ha parlato di «grave violazione» della tregua. Ed Hezbollah, in risposta, ha lanciato razzi contro Israele
. 

Lo stretto di Hormuz è ancora chiuso. I Pasdaran hanno divulgato due rotte alternative per attraversarlo, per via della «possibile presenza di mine»
. Trump ha detto di essere pronto a ricominciare la guerra nel caso non si trovino intese definitive. Tra i nodi la gestione dello Stretto di Hormuz, il nucleare, le sanzioni a Teheran e le garanzie per una pace duratura. ​
La regia della Cina dietro il Pakistan, il silenzio degli arabi: cosa c'è dietro il cessate il fuoco con l’Iran e quali sono i prossimi step per porre fine alla guerra?


Hormuz per ora resta chiuso: l’accordo per il cessate il fuoco, a sentire gli iraniani, li autorizza a mantenere il controllo sullo Stretto, attraverso cui passa il 20% del gas e del petrolio mondiali, con le navi costrette a chiedere il permesso ai Guardiani della Rivoluzione, ossia i pasdaran, e a pagare un pedaggio: nelle due settimane di durata prevista del cessate il fuoco, il regime iraniano si aspetta pagamenti fino a 2 milioni di dollari per petroliera, da effettuarsi in criptovaluta. Ma i pasdaran fanno sapere che manterranno «il dito sul grilletto»: e infatti dopo l’attacco israeliano in Libano hanno di nuovo quasi del tutto bloccato lo Stretto.

Transito concesso a 15 navi al giorno. 
Mercoledì sono transitate solo 4 navi, rispetto alle 11 di martedì: prima della guerra, passavano di lì fino a 140 vascelli al giorno, ma ora secondo fonti di stampa russe l’Iran non autorizzerà il transito di più di 15 navi quotidiane.

L’uomo del disordine

Persino Crosetto dice 

no alla sudditanza

La percezione di Donald Trump
come una figura pericolosa per
l'umanità
è un tema dibattuto, con diverse
prospettive che evidenziano rischi
 legati al suo stile di leadership e alle
sue politiche.

1) è spesso descritto come un leader
 impulsivo e imprevedibile, capace di
agire d'istinto senza freni istituzionali,
il che crea incertezza a livello globale.
2) La sua strategia mira a smantellare i
principi della politica internazionale
degli ultimi 80 anni, opponendosi al
multilateralismo (ONU, UE) e favorendo
un approccio che minaccia l'ordine
globale.
3) Diverse organizzazioni, tra cui
Amnesty International, hanno
espresso preoccupazione per
il rispetto dei diritti umani durante
il suo mandato, segnalando
potenziali violazioni. Alcuni
commentatori parlano di un "delirio
di onnipotenza" che ignora il
diritto internazionale.








L’uomo dei disastri continua a guidare la potenza più attrezzata del pianeta. Stando ai giornali quelli che riportiamo di seguito sono solo alcuni dei disastri che Trump sta causando al pianeta degli uomini.

1) ha posto il mondo sull’orlo della guerra mondiale, ha prodotto la crisi del petrolio, ha ridotto a pezzi il diritto internazionale.

2) ha risvegliato i popoli del pianeta,  con piazze che tornano a riempirsi come non si vedeva da anni di giovani che partecipano, con intellettuali e artisti che si mobilitano, con le stesse chiese cattoliche, protestanti ed ortodosse che si schierano. Trump è stato capace di mobilitare con sfilate e cortei di gente di ogni razza e colore preoccupata per un mondo senza pace, per il massacro politico degli ideali americani più autentici e un tempo universali, per i diritti civili calpestati. La gente si mobilita negli Stati Uniti, in Canada, in Europa, in Italia, dove sarebbe anche utile una grande riflessione collettiva.

3) i governi «alleati» e «amici» degli Stati Uniti — in testa il Canada e la Spagna, ma non solo loro — condannano la politica della Casa Bianca. Il Canada sta mettendo in pratica misure per diluire la dipendenza economica e politica dal vicino. La Spagna ha espresso pesanti reazioni sul piano diplomatico. Alcuni Paesi hanno vietato il sorvolo dei caccia americani. 

4) Con maggiore o minore timore reverenziale, pur senza mettere in discussione lo storico legame con gli Usa, si avverte la generale presa di coscienza — in Francia, in Germania e persino nel governo di centro-destra italiano, come nella vicenda di Sigonella e nelle ultime dichiarazioni del ministro Crosetto — che la sudditanza agli USA può rivelarsi una catastrofe, mentre la critica potrebbe a breve o a medio termine rivelarsi salutare per gli stessi americani.

5) Le piazze gremite di giovani negli Stati Uniti si riverberano a Roma, Parigi, Berlino, come se il «pendolo» dei valori democratici avesse ricominciato a oscillare dalla parte giusta. Tutti ci auguriamo il decollo di una politica europea di difesa comune. Oggi Trump offre l’autonomia alla politica autonoma europea  su un piatto d’argento, salvo pretendere con minacce e ricatti di continuare ad usare basi militari, come ha fatto per bombardare l’Iran.

6) Putin, i russi, festeggiano e ringraziano Trump per aver posto in un angolo Zelensky.

7) Forse, la crisi di Hormuz, creata dagli USA, obbliga il mondo a ripensare, come già dopo la crisi degli anni Settanta, un modello di sviluppo dipendente da fonti energetiche primarie — gas e petrolio. 

Parole frequenti sui media

 

deficit

Il deficit o disavanzo pubblico si verifica quando le spese dello Stato per stipendi, servizi e investimenti superano le entrate da tasse e imposte. Di norma, è misurato non in valore assoluto ma in rapporto al prodotto interno lordo di un Paese. Nella Ue il Patto di stabilità e crescita (Psc) stabilisce che il deficit degli Stati membri non debba superare il 3% del Pil. In caso di sforamento del tetto, la Commissione Ue attiva la procedura per deficit eccessivo, raccomandando misure e piani di rientro.

Avvenne il 10 Aprile

Giuseppe Pitrè (Palermo, 1841–1916)
è stato il più autorevole studioso
di tradizioni popolari in Italia e il fondatore
della demopsicologia. Medico di
professione, dedicò la sua vita a
raccogliere l’immenso patrimonio
orale culturale siciliano direttamente
dalla voce del popolo.

Sicilia nostra

 1916

Muore a Palermo il più grande folclorista siciliano, il medico Giuseppe Pitre’, ivi nato il 21 dicembre 1841. A 19 anni partecipò’ all’impresa garibaldina, come marinaio; come folklorista raccolse materiali immensi, e nel 1880 fondò con Salvatore Salomone Marino l’Archivio delle tradizioni popolari italiane, e curò la pubblicazione della Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane. Creò nel 1910 la cattedra di Demopsicologia nell’Università di Palermo; nel 1914 fu nominato senatore per meriti culturali; nel 1923 fu seppellito nel Pantheon dei Siciliani a Palermo.

Il Novecento (5)


 Un secolo diverso

Stiamo riportando alcuni giudizi sul Novecento di E.J. Hobsbawm, riportati sul suo noto e diffuso libro: Il secolo breve, Milano - 1995.

II’

= “La seconda trasformazione è stata più significativa.

Fra il 1914 e i primi anni 90 il mondo è diventato un campo operativo unitario assai più di quanto non lo fosse (ne potesse esserlo) nel 1914. In effetti, per molti scopi, soprattutto negli affari economici, il mondo è l'unità operativa primaria e le unità più vecchie, come le "economie nazionali", definite dalle politiche degli stati territoriali, si sono ridotte a complicazioni delle attività transnazionali (...). 


 Forse la caratteristica più impressionante della fine del ventesimo secolo è la tensione che sussiste tra questo processo sempre più accelerato di globalizzazione e l'incapacità delle istituzioni pubbliche e dei comportamenti collettivi degli esseri umani di accordarsi a esso.


 È un fatto abbastanza curioso che il comportamento privato degli uomini abbia faticato molto meno della loro condotta pubblica ad adattarsi al mondo della televisione satellitare, della posta elettronica, delle vacanze alle Seychelles e del pendolarismo transoceanico

(..)"

(E.J. Hobsbawm, Il secolo breve, cit.).


III


= "La terza trasformazione, e in qualche modo la più inquietante, è la disintegrazione dei vecchi modelli delle relazioni umane e sociali, da cui deriva anche la rilettura dei legami tra le generazioni, vale a dire tra il passato e il presente. ....


Una società simile, che consiste nell'assemblaggio di individui egocentrici tra loro separati, i quali perseguono solo la loro gratificazione (sia essa definita come profitto, come piacere o con qualunque altro nome), fu da sempre implicita nella teoria dell'economia capitalistica.


Sin dall'età delle rivoluzioni borghesi, osservatori di ogni tendenza ideologica predicevano la disintegrazione dei vecchi legami sociali e ne seguivano con attenzione gli sviluppi. Il tributo reso eloquente nel Manifesto dei comunisti al ruolo rivoluzionario del capitalismo è ormai diventato familiare

(…)"

(E.J. Hobsbawm, Il secolo breve, cit.).


. . . . 


Sul blog continueremo e svilupperemo la panoramica culturale, politica e sociale sul Novecento, anche avvalendoci delle rilevanti impressioni delle figure che sul Novecento si sono pronunciate.

giovedì 9 aprile 2026

L’imbroglione di carriera


In base alle cronache di aprile
2026, l'umore e l'azione politica
di Donald Trump appaiono
caratterizzati da una forte
imprevedibilità, descritti spesso
come aggressivi e volti a
scuotere mercati e alleanze
internazionali.
Viene descritto un andamento
umorale  altalenante, in cui
alterna minacce di guerra a
insulti verso l'Europa, arrivando
a minacciare l'uscita immediata
dalla NATO.
Le dichiarazioni di Trump
continuano ad avere un impatto
diretto sui mercati finanziari,
creando una situazione di
incertezza. In aprile 2026 (ieri)
ha espresso la volontà di far
circolare liberamente il petrolio.

L'immagine che emerge è
quella di un leader che cavalca
l'onda del conflitto e della
provocazione, con un impatto
significativo sulla politica
interna ed estera americana.










L’uomo ridicolo 
L’amministrazione Trump, ieri, ha fatto esattamente queste cose, nell’ordine, come raccolte sulla stampa.

==Pete Hegseth al Pentagono con la mascella volitiva dei momenti più tesi ha parlato durante un briefing di «vittoria decisiva», «l’Iran ci ha implorato», «Trump ha forgiato una vittoria con la V maiuscola», «l’Iran è decimato», con l’avvertimento finale «in queste due settimane rimarremo da quelle parti», cioè in pratica stay tuned, non cambiate canale. Trump attaccava le «fake news» (con Hegseth che lo seguiva a ruota) perché sa che attaccando i media è garantito l’applauso del popolo Maga.

== «Cambio di regime produttivo»
. E poi? La parte più «noiosa», i dettagli che una volta erano al centro di tutta la diplomazia e ora finiscono sul Truth social presidenziale: «Gli Stati Uniti lavoreranno a stretto contatto con l’Iran, che secondo noi ha attraversato quello che sarà un cambio di regime molto produttivo! Non ci sarà alcun arricchimento dell’uranio e gli Stati Uniti, collaborando con l’Iran, dissotterreranno e rimuoveranno tutta la polvere nucleare sepolta in profondità (bombardieri B-2). Ora è, ed è stato, sotto una sorveglianza satellitare molto rigorosa (Space Force!)… Stiamo parlando e continueremo a parlare di riduzione dei dazi e delle sanzioni con l’Iran. Molti punti sono già stati concordati».

== L'età dell'oro (anche) in Medio Oriente
. Hormuz? «Pensiamo di farne una joint venture, come modo per metterlo in sicurezza da molte persone. Una bella cosa» (Teheran ha dichiarato che i suoi militari coordineranno il passaggio delle navi, e secondo gli esperti di navigazione l’intasamento attuale dello Stretto resterà tale, almeno a breve termine). E un altro post: «Un grande giorno per la pace nel mondo! L’Iran vuole che ciò accada, ne ha avuto abbastanza! Allo stesso modo, lo hanno fatto anche tutti gli altri! Gli Stati Uniti d’America contribuiranno all’aumento del traffico nello Stretto di Hormuz. Ci saranno molte azioni positive! Si guadagneranno tanti soldi. L’Iran può avviare il processo di ricostruzione. Faremo il pieno di carichi merci di ogni tipo e resteremo semplicemente in giro per assicurarci che tutto vada bene. Sono fiducioso che succederà. Proprio come quella che stiamo vivendo negli Stati Uniti, questa potrebbe essere l’Età dell’Oro del Medio Oriente!!!».

== «Il  Libano? Ce ne occuperemo»
. Il Libano? «Non è incluso nell’accordo», ha precisato Trump, per poi aggiungere, magnanimo, che «ce ne occuperemo». Che è poi il vero problema di Trump, insieme con Hormuz: perché se la minaccia nucleare iraniana è davvero stata fermata, sostituirla con la minaccia di nuovi blocchi dello Stretto non appare ai più foriero di sviluppi positivi. Quella però sarà la trama della prossima puntata dello show.

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Avremo modo di intrattenerci su una ulteriore pagina, quella su cui Trump parla dell’Europa, quella dei paesi ingrati.

La Repubblica fondata sul lavoro (8)

 

L'Italia è una Repubblica
democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al 

popolo, che la esercita nelle forme

nei limiti della Costituzione.

Le fonti italiane sulla legislazione lavoristica

Il diritto del lavoro è l'insieme di norme e di interpretazioni giurisprudenziali che regolano il rapporto di lavoro, il mercato, l'amministrazione e la sicurezza del lavoro, i rapporti sindacali e la previdenza sociale, tutelando gli interessi dei lavoratori e delle imprese e attuando i principi costituzionali e comunitari che tali interessi per l'appunto perseguono.

Nel diritto del lavoro italiano si è passati dall'isolata e laconica norma ottocentesca a un fin troppo ampio e circostanziato sistema normativo del rapporto di lavoro, le cui principali fonti conviene di seguito passare in rassegna.


La Costituzione, entrata in vigore il 1 gennaio 1948, con particolare riguardo al principio fondamentale dell'art. 4, secondo cui lo Stato «riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto». Oltre a questo articolo sono fondamentali le norme del Titolo terzo, sempre della Costituzione, dedicato interamente ai rapporti economici, dove primeggia la tutela del lavoro «in tutte le sue forme ed applicazioni» (art. 35), cioè sia subordinato, sia autonomo, sia all'interno dell'impresa, sia al di fuori o indipendentemente dalla stessa; l'art. 36, che stabilisce il principio della retribuzione “sufficiente”; l’art. 37, che protegge il lavoro femminile  e dei minori; l'art. 38, che introduce il diritto del cittadino lavoratore inabile, malato o disoccupato all'assistenza pubblica; l'art, 39, che sancisce la libertà sindacale e le organizzazioni sindacali e l'art 40, che riconosce il diritto di sciopero.


• Le leggi ordinarie e speciali. Fra le leggi ordinarie che trattano questo argomento il Codice civile del 1942 dedica alla disciplina del rapporto di lavoro subordinato gli artt. da 2096 a 2134 e 2239, gli artt. da 2222 a 2238 che disciplinano il lavoro autonomo. gli artt. da 2240 a 2246 che regolano il rapporto di lavoro domestico e il Codice di procedura  civile nella parte riservata alle controversie di lavoro  (art. 409 e seguenti), riformato nel 1973  e ai rapporti continuativi  e coordinati, prevalentemente personali, nonché ai contratti d’agenzia.

Fra le leggi speciali, qui ricordiamo: la legge 15 luglio 1966, n. 604, sui licenziamenti individuali; la legge 20 maggio 1970, n. 300, denominata Statuto dei lavoratori; la legge 23 luglio 1991 n. 223 sui licenziamenti collettivi; il decreto legislativo, 6 settembre 2001, n. 368, sul contratto di lavoro  a tempo determinato; la legge 14 febbraio 2003, n. 30, attuata con il decreto legislativo 10.09.2003 n. 276 di riforma del mercato del lavoro, conosciuto come “legge Biagi” e il decreto legislativo  66/2003 in materia di orario di lavoro, fra molte altre.

Avvenne il 9 Aprile

 Sicilia nostra

Quadro rievocativo del
movimento dei Fasci dei 
Lavoratori nell’area
agrigentina.



1954
. Muore a Ravanusa  (Ag) l’avvocato è uomo politico  Giuseppe Lauricella, ivi nato nel 1873. Organizzatore socialista, nel 1919 realizzo’ il “Concordato tra i proprietari e i contadini  di Ravanusa”.

 Trasmise la sua fede politica socialista al figlio, on. Salvatore Lauricella, nato a Ravanusa  il 18 maggio 1922, e divenuto ministro della Repubblica, e presidente dell’Assemblea regionale in Sicilia.

Il panorama socialista agrigentino ha avuto figure di spicco, in particolare nel secondo dopoguerra. 
Il nome principale è quello di 
Salvatore Lauricella, nato a Ravanusa nel 1922, influente politico socialista, più volte ministro e presidente del Partito Socialista Italiano (PSI) durante la segreteria di Bettino Craxi.

La tradizione socialista nell'agrigentino ha radici profonde e annovera figure come Giuseppe Lauricella (padre di Salvatore) attivo nel periodo prefascista e il maestro Lorenzo Panepinto di Santo Stefano Quisquina, fondatore e pretore dei fasci siciliani.


Territori interni

reddito pro capite per comuni

 Stando alla mappa interattiva, realizzata dalla piattaforma editoriale Withub, per l’elaborazione dei dati del Mef, il reddito medio nell’anno d’imposta 2023 e’ stato, in alcuni comuni dell’area prossima a Contessa Entellina, quello che qui riportiamo.
Castronovo è stato €. 15.622,00
Monreale e’ stato   €. 18.921,00
Palazzo Adriano     €. 16.800,00
Corleone.                 €. 16.173,8
Prizzi.                       €. 15.617,9
Campofiorito.         €. 15.408,5
Roccamena.            €. 12.765,2
Contessa Entellina€. 15.026,8 

Il reddito medio su base nazionale dei lavoratori dipendenti, su base nazionale, si attesta nel 2023 attorno ai €. 23.290, mentre il reddito degli autonomi presenta una forchetta molto ampia.

Anche i dati  2025 presentano la classifica dei redditi pro capite nei comuni italiani confermativi della forte disparità nord-sud. 

= =. =
= = = 

 Le posizioni apicali sono costantemente occupate dai comuni dell'hinterland milanese e lombardo.

mercoledì 8 aprile 2026

Contessa Entellina e la vicenda storica (6)

L’economia siciliana all'alba della
modernità  (XV-XVI secolo)
si trova in una posizione
strategica nel Mediterraneo,
 vivendo una fase complessa
che interseca la dominazione
spagnola, le prime trasformazioni
 capitalistiche e l'impatto
della scoperta dell'America, che
iniziò a spostare il baricentro
commerciale verso
l'Atlantico. La 
Sicilia non era
una regione isolata, ma integrata
 in una rete commerciale
mediterranea, agendo
come "Sicilia aperta”. Certo, 
l'economia era fortemente basata
sull'agricoltura, in particolare
sulla produzione di grano, altri
 cereali, olio, vino,  con un sistema
 feudale che caratterizzava la
struttura sociale ed economica.
La 
dominazione spagnola ha
introdotto modelli culturali e
di consumo europei, caratterizzati
da lusso e formalismo, che
hanno anche influenzato la
gestione economica locale. 
Oltre all'agricoltura, esisteva
un ceto mercantile attivo
e una mobilità di uomini
e idee che ha caratterizzato
la Sicilia tra il  XV e il
XVII secolo.



Il contesto  sociale della Sicilia cinquecentesca

 Va dato atto che gli archivi siciliani sono fra i più organizzati ed i più ricchi di documentazioni dell’intera Europa. La realtà normanna, angioina e aragonese sono state fra le prime realtà regie a imporre la conservazione delle scritture e le registrazioni non solo, o non tanto, per la memoria storica degli atti decisi, ma per il miglior funzionamento, diremmo oggi, della macchina burocratica pubblica di allora.

 In Sicilia disponiamo, almeno al livello centrale-regionale (non così al livello territoriale comunale), degli atti dei censimenti, dei catasti, dei registri contabili, e degli atti (provvedimenti) di governo e di amministrazione. Frutto, sottolineano gli storici, della struttura accentrata delle monarchie medievali iniziate, appunto, con i normanni e proseguite via via fino agli Aragonesi, sugli schemi centralmente imposti. Tanti flussi informativi dalle realtà periferiche dell’Isola confluivano, a cominciare coi normanni, verso la capitale e altri flussi dalla capitale fluivano verso le periferie sia feudali che demaniali. Esistono inevitabilmente divergenze, comprensibili in un periodo storico, quello medievale, caratterizzato dalle distanze, dai mezzi di comunicazioni del tempo e dalle ambizioni feudali di periferia rispetto alla corte regia di prontamente adeguarsi alle disposizioni regie. Si era nel Medio Evo e poi a seguire in una  Modernita’ che nella periferia siciliana quasi inesorabilmente tardava a seguire il passo e  ad avanzare.

 Noi punteremo su queste pagine (come già preannunciato) ad inquadrare -inizialmente- la realtà istituzionale/baronale della periferia siciliana, dalla metà del quindicesimo secolo in poi (fino a dove riusciremo…), ossia dal periodo storico di insediamento sulla baronia dei Cardona,  a Calatamauro, in poi degli arbereshe. In altri termini dal tempo in cui nella parte orientale dell’Europa crollava l’Impero Romano d’Oriente e dal tempo in cui nella parte occidentale si viveva (relativamente ai tempi) una fase di espansione socio-economica che si protrarrà per un secolo circa, con un significativo incremento demografico e un altrettanto aumento della produzione agricola e manifatturiera. Era quello il tempo, in ottica economica, della fase espansiva dell’Occidente europeo che trovava  stimolo in seguito all’arrivo dei primi (e successivi) quantitativi di metalli preziosi dal Nuovo Continente Americano.

 All’inizio del sedicesimo secolo (1500) la produzione di grano e la coltivazione della terra in Sicilia venne, in relazione ai tempi, attenzionata e meglio curata dalla monarchia e dall’insieme dei baroni sui rispettivi domini.

(Segue)