| Leonardo Sciascia La Giustizia è tutela e realizzazione di tutti i valori fondamentali dell’uomo, è questione di libertà e democrazia. Le norme giuridiche si sappia, che di sicuro sono “diritto” ma, tuttavia, non è detto che rappresentino l’espressione della giustizia come valore, superiore alle mutevoli leggi umane. Fu proprio Sciascia che si spese per l’approvazione del referendum del 1986 sulla legge sulla responsabilità civile del magistrato dinanzi alla distorsione nell’esercizio del potere giudiziario. «Quando i giudici godono il proprio potere invece di soffrirlo, la società che a quel potere li ha delegati, inevitabilmente è costretta a giudicarli» |
riporteremo riflessioni e ruoli
attesi dal buon funzionamento della Giustizia
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Non è pensabile che una riflessione sulla Giustizia possa prescindere da una più ampia riflessione sull’uomo e seguire un percorso disallineato e indipendente da quelli che la società, la cultura, la moralità possono, a loro volta, comportare.
Secondo più esperti del diritto e dei codici esistono nella stratificazione legislativa e nei codici tante norme non opportune, ne’ necessarie ( perché non sempre ciò che è legittimo è anche opportuno e necessario). A leggere certi interventi di magistrati capita cogliere che se e’ vero che siamo tutti uguali davanti alla legge, e’ anche vero che ad un analogo provvedimento della legge non fanno seguito conseguenze identiche.
Fra altre osservazioni in materia di giustizia che qua e là con frequenza capita di cogliere c’è quella di un avvocato che commentando una sentenza, non vi coglie ragione, o meglio non vi trova ne’ scienza ne’ coscienza di aderenza alle norme giuridiche, ma vi ravvisa la Ragione di Stato in relazione, ad esempio, di dover, di fronte ad una figura istituzionale da una parte e all’intelligenza dall’altra, il giudice decidere di seguire la prima perché non si sente di fare diversamente. La spiegazione appare cinica? Si è sempre fatto così, per principio si è spinti a credere chi riveste uno status. Si tratta, in simile evenienza, ovviamente, di assimilazione, o più semplicemente di pigrizia, ha sempre visto fare così.
Perché la Giustizia è vista come organo di punizione? Una teoria asserisce che si punisce per reprimere, per retribuire il male per il male. Sostiene il ministro Nordio in un libretto datato anni fa’ che “ se il reato è la negazione del diritto, la pena, che è la negazione della negazione, riequilibra la bilancia della giustizia”.
Un’altra teoria asserisce che si punisce per intimidire i consociati attraverso la cosiddetta pena esemplare. Per la Costituzione repubblicana si punisce invece solamente per fini rieducativi. E purtroppo, in tanti sostengono che il carcere sovraffollato, o comunque in quanto carcere, non ha nulla a che fare con la rieducazione.
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Le riflessioni di questa pagina originano dalla lettura del Quaderno Leonardo Sciascia n. 9