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giovedì 24 settembre 2026

Schlein o Conte?

Non c'è ancora un candidato
unico ufficiale

per guidare la coalizione
del "campo largo" contro
Giorgia Meloni alle elezioni
politiche del 
2027.
 I principalileader del
centrosinistra e del
Movimento 5 Stelle
hanno formalmente
avviato la campagna
elettorale e annunciato
la stesura di un
programma comune,
ma la scelta del nome
definitivo per la
presidenza del
Consiglio resta aperta
ed è oggetto di
discussione interna.





Nel centrosinistra pare prendere corpo il tentativo di trovare un «federatore» o una federatrice che sfidino Meloni compattando davvero il campo largo: i nomi, quelli che più frequentemente tornano sui media, sono quelli di Silvia Salis (sindaca di Genova), Gaetano Manfredi (sindaco di Napoli), Roberto Gualtieri (sindaco di Roma) e Antonio Decaro (governatore della Puglia).

Intanto i media lasciano intendere presumibili aspettative di investitura da parte di Schlein e Conte.

La segretaria del Partito Democratico e il presidente del Movimento 5 Stelle sono in via di fatto e naturali i due principali contendenti per la leadership. I sondaggi tra gli elettori della coalizione mostrano un testa a testa serrato a seconda degli scenari presentati (ad esempio, le rilevazioni dell'Istituto Demopolis diffuse nel maggio 2026 davano Schlein al 44% e Conte al 40% in uno scontro diretto, con percentuali che si ribaltavano a favore di Conte in caso di allargamento della rosa dei candidati).

L’amico cane (26)

 Un amico, un esperto in materia di crescita e “formazione” nei comportamenti desiderabili dei cani, ci farà pervenire periodicamente dei brevi consigli su come noi umani dobbiamo, dovremmo, approcciarci all’amico cane, per educarlo ma anche per meglio conoscere la sua natura e le sue aspettative. 

= = = 

Le caratteristiche difficili
del 
Pastore Maremmano
Abruzzese
 non sono veri
difetti genetici, ma 
tratti
comportamentali legati
alla sua storia di cane
da guardia.
Protegge il proprio spazio
in modo molto serio ed
è diffidente verso gli estranei
o gli altri animali che non
conosce.



La maggior parte della popolazione canina mondiale è costituita da esemplari nati da incroci casuali, i cosiddetti cani "di razza mista" o "bastardi". 

Esistono, tuttavia, anche numerosi esemplari ottenuti tramite un allevamento selettivo volto a riprodurre un particolare tipo fisico e/o enfatizzare specifici comportamenti. I cani ottenuti in questo modo sono chiamati "di razza pura" o "purosangue".


Il cane da pastore abruzzese maremmano, conosciuto sia come pastore abruzzese, sia come pastore maremmano, è una razza canina italiana del gruppo pastori e bovari, originaria degli Appennini dell'Italia centrale. 


Selezionato da millenni per la difesa e la custodia delle greggi contro predatori come il lupo, oggi questo imponente cane bianco è molto apprezzato sia come eccezionale guardiano della proprietà che come fedele membro della famiglia, purché si conoscano e si rispettino le sue profonde attitudini naturali.

Vigile, difende i suoi spazi in modo calmo e deciso. Abbaia solo quando strettamente necessario, con un tono profondo per avvertire gli intrusi di non avvicinarsi.

Doppio standard

 

La guerra in Ucraina è
iniziata con l'invasione
russa del 24 febbraio
2022
, ma affonda le sue
radici in tensioni storiche,
politiche e geopolitiche di
lungo corso fra la
Russia, l'Ucraina e il
blocco occidentale.
Sovranità e
autodeterminazione:
 
L'Ucraina è uno Stato
indipendente riconosciuto
dall'ONU dal 1991. Ha il
diritto di scegliere le proprie
alleanze internazionali,
politiche ed economiche
(incluso il percorso di
integrazione con l'Unione
Europea e la NATO) senza
subire ingerenze o minacce
esterne.
L'azione di Mosca calpesta i
principi fondamentali della
Carta delle Nazioni Unite,
che vieta l'uso della forza
contro l'indipendenza politica
e l'integrità territoriale
di un Paese sovrano
 (principio ribadito anche
dopo l'annessione della
Crimea nel 2014).







La Russia e’ l’invasore

ma tanti politicanti italiani 

tifano per i russi, per Putin.

Se «Free Palestine» è stato uno slogan diffuso in tutte le piazze occidentali, assai carente è sempre stata la solidarietà per gli ucraini minacciati dai russi, anzi invasi in alcuni territori dai russi. Come mai? I loro patimenti li conosciamo da quando Putin mandò nel 2014 i suoi «uomini verdi» senza mostrine dell’esercito ad assalire la Crimea (regione ucraina) per poi annettersela. 

In Occidente ci scaldiamo molto,  invece, molto — giustamente  — per la guerra mossa da Israele nella Striscia dopo il pogrom del 7 ottobre.

Taluni parlano di doppio standard nel dibattito pubblico. Pare che esista confusione tra aggressori e aggrediti. E sulla stampa c’è chi rimprovera papa Francesco che arrivo’ a spiegare la criminale aggressione di Putin sostenendo che la Nato s’era spinta ad «abbaiare alle porte della Russia». Ai terroristi di Hamas, colpevoli del massacro di 1.200 israeliani e del sequestro di 250 ostaggi, invece sin dall’inizio e’ stata riconosciuta una specie di dovere resistenziale. Sì, la strage nei kibbutzim e al Nova Festival fu orribile, ma a quei palestinesi viene concesso un … «tuttavia…». La reazione di Israele nella Striscia, viene ritenuta fuori misura.

Gli sconfinamenti dei russi in Ucraina sono quotidiani. Gli allarmi dei servizi occidentali sull’espansionismo del Cremlino si moltiplicano. Eppure, tanti media e politici occidentali sono persuasi che non sia assolutamente il caso di rimpinguare forze armate ucraine in grado di resistere a fronte di un Putin, il quale non ha mai dato segno di voler trattare realmente con chicchessia. 

Occorrerebbe probabilmente un innesto di memoria: provare almeno per un momento la privazione della libertà e la morsa della paura che segnarono chi fu bambino durante il fascismo. William Strauss e Neil Howe elaborarono nel 1997 in The Fourth Turning (La quarta svolta) una teoria ciclica, criticata da alcuni storici e, tuttavia, non priva di fascino e senso comune: occorrono ottanta, novant’anni, per passare da periodi di forte coesione sociale e ragionevolezza a fasi di crisi collettiva, irrazionalità e guerre. È quello il tempo della vita umana, il tempo del ricordo e del suo affievolirsi. Alla fine del quale i contorni sfumano, confondendo torti e ragioni.

mercoledì 23 settembre 2026

Il gusto della riflessione (28)

 Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

-  -  - 

Ruolo dei governi

 «Il governo è la causa primaria del carattere dei popoli. 

Le virtù e i vizi delle nazioni, la loro energia o 

la loro rilassatezza, i loro talenti, le loro conoscenze o 

la loro ignoranza non sono quasi mai effetti del clima 

o attributi di una razza particolare, ma opera delle leggi»

Leopoldo Franchetti compì
un famoso viaggio in Sicilia
tra il febbraio e il maggio
del 
1876 insieme a Sidney
Sonnino (e con la partecipazione
di Enea Cavalieri) per condurre
un'inchiesta indipendente sulle
reali condizioni sociali, economiche
e politiche dell'isola.

Quella riportata è  una riflessione che sarebbe verosimilmente da approfondire, ma è la convinzione di Leopoldi Franchetti (1847–1917): Nobile, politico ed economista, noto per i suoi studi pionieristici sulla Sicilia e la mafia)

Come ogni buon toscano dell'epoca, Franchetti col suo brillante bagaglio intellettuale si reco’ in Sicilia con Sonnino. 

Malgrado la celebre ospitalità del Siciliani, e la «cortesia la più squisita» di gran parte delle loro élites, quel viaggio venne effettuato in condizioni difficili e pericolose perché l'isola era attraversata in quel tempo da una grande insicurezza. «Una forza misteriosa e diabolica incombe su questa terra arida» ebbe a scrivere.


La Russia di Putin

 Dal comunismo sovietico al neo fascismo: un percorso 

Il partito di governo Russia Unita,
legato al presidente Vladimir Putin,
 ha ottenuto una 
maggioranza
record del 57,83% dei voti
 
nelle recenti elezioni legislative
per il rinnovo della Duma di Stato
 (la camera bassa del Parlamento).
 I dati definitivi diffusi dalla
Commissione elettorale centrale
russa sanciscono l'assegnazione
di 
355 seggi su 450 a Russia
Unita, blindando ulteriormente
il controllo del Cremlino sul
potere legislativo.





Nel Paese, in Russia, le elezioni servono a confermare l’esistente. Era così quando -per un breve lasso di tempo- il voto era ancora relativamente libero, figurarsi ora. Ai nostri giorni l’immagine del Paese è quella di una società immobile, bloccata. Gli exit poll ed i risultati finali confermano che Russia Unita, il partito personale di Putin  possiede la maggioranza dei seggi. Nel 2021 aveva ottenuto una percentuale quasi identica, con differenze minime.

 Il vincitore annunciato e predeterminato dispone  comodamente di una maggioranza sui trecentocinquantacinque deputati su 450 parlamentari. Ma come noto, non c’è problema. Alle sue spalle, infatti, si sono piazzati tutti gli altri partiti satelliti, nell’ordine esatto che era stato disegnato e preannunciato da tempo. 

Al secondo posto ci sono i comunisti dell’eterno Gennady Zjuganov, che nel giugno scorso ha compiuto 82 anni. Al terzo i liberaldemocratici, al quarto Gente nuova, neonata formazione secondo molti concepita nella provetta del Cremlino per dare sfogo al malcontento della classe media, comunque l’unica a non pronunciarsi apertamente a favore della guerra. Che rimane cosa diversa dal dirsi contrari. 

In queste elezioni politiche, che a detta di Putin dovevano essere «un contributo comune alla vittoria della Russia», hanno dunque funzionato i meccanismi che devono garantire al potere il risultato voluto.

Parole frequenti sui media


Attualmente il presidium della
Cdu è guidato da 
Friedrich
Merz
, che ricopre anche
la carica di Cancelliere
federale della Germania.






presidium - Indica in Germania nei partiti l’organismo di vertice ristretto: quello della Cdu, per esempio, conta una quindicina di membri, si riunisce ogni due settimane e decide le questioni politiche del momento. Nel Bundestag è invece l’ufficio di presidenza: la presidente e i vicepresidenti che si alternano nel condurre le sedute e si riuniscono per la gestione della Camera.

Indica sostanzialmente  l'organo direttivo e amministrativo di un'istituzione pubblica oppure il comitato esecutivo di vertice di un partito politico. All'interno dei partiti tedeschi (come la CDU, la SPD o i Grünen) il Präsidium rappresenta l'organo di leadership più ristretto e operativo. Si differenzia dal Vorstand (il comitato direttivo federale più allargato) in quanto: 

Include solo le massime cariche: il leader del partito (leader federale), i segretari generali, i ministri di spicco del partito e i capigruppo parlamentari;

Si riunisce con frequenza molto più mi elevata (spesso a cadenza settimanale) per stabilire la linea politica immediata, reagire all'attualità e gestire le campagne elettorali.

martedì 22 settembre 2026

Parole frequenti sui media


L'Operazione Aspides è una missione
diplomatico-militare di sicurezza
marittima
 istituita dall'Unione Europea
per proteggere le navi mercantili e
garantire la libertà di navigazione nel
Mar Rosso
, nel Golfo di Aden e nelle
aree limitrofe.
Il mandato di Aspides è eminentemente
difensivo
. Le unità della flotta europea
scortano i cargo commerciali e
neutralizzano i droni o i missili
diretti contro le navi protette, ma
non effettuano attacchi o
bombardamenti sul territorio yemenita.



aspides

È il nome (la parola in greco significa «scudi») attribuito alla missione militare di sicurezza marittima dell’Unione europea, in risposta agli attacchi Houthi contro le navi che transitano nel Mar Rosso. Il carattere della missione è difensivo.

La missione europea Aspides è nata e rimane una missione difensiva, che vuole solo garantire il passaggio dei mercantili che transitano dal Mar Rosso e da Bab el-Mandeb proteggendoli da eventuali attacchi degli Houthi. L’iniziativa spunta di fronte all’aggravamento della situazione nello stretto, sollecitando l’Unione europea a rinnovarla, perché l’Italia ha un forte interesse strategico: il 40% dell’intero traffico marittimo commerciale dell’Italia e il 60% delle merci che esportiamo verso l’Asia passano attraverso il Mar Rosso.

Il conflitto, quello del mar Rosso, non è stato condiviso dall’Italia che resta sostenitrice della pace. 

Stranezze della vicenda umana

 

La condotta militare della Russia
nell'invasione dell'Ucraina è stata
spesso definita "strana" o anomala
dagli analisti geopolitici per via del
profondo contrasto tra la dottrina
militare teorica e l'effettiva
esecuzione sul campo
. Nel corso
del tempo, il conflitto si è evoluto
da un tentativo di guerra lampo a
una 
guerra di logoramento
asimmetrica
, caratterizzata da
scelte strategiche insolite per
una superpotenza globale.





La guerra ibrida

sui giornali europei

L’Italia, l’Unione europea sono in guerra. Formalmente, non l’hanno dichiarata né  l’Italia né l’Unione Europea e, stranamente nemmeno la Russia di Putin. E però la guerra la sta semplicemente conducendo la Russia aggredendo un Paese indipendente: l’Ucraina.

Se per fare la pace occorre essere in due, per scatenare un conflitto basta l’aggressore, che costringe l’aggredito a difendersi. Non piace a nessuno ammetterlo, compresi i governi europei, ma senza infingimenti noi cittadini europei dobbiamo riconoscerlo: siamo in guerra, l’ha deciso l’uomo, il dittatore del Cremlino. 

Gli attacchi russi ormai sono quasi quotidiani non solo in Ucraina, ma anche  in qualche Paese del continente, e non si tratta di errori bensì di scelte decise a Mosca, che punta ad un salto di qualità nelle sue  azioni: non più provocazioni ma vere e proprie incursioni. 

Stando a certi analisti e alla stampa occidentale Vladimir Putin sta intensificando l’attività per testare fino a che limite può agire prima che la Nato, colpita dalle provocazioni decida di reagire. 

I Paesi della Nato non hanno inteso finora cadere nel tranello russo, dare risposte sul campo che alzerebbero la tensione e potrebbero portare a un’escalation. Ma, prima che l’inevitabile possa accadere, sarebbe buona cosa far sapere a Putin che sta forse superando il limite.

Nel 2025 e 2026, le operazioni russe contro Paesi della Nato nella cosiddetta «grey zone», si sono via via intensificate. 

===Violazioni dello spazio aereo che costringono i jet della Nato, anche italiani, ad alzarsi e ad allontanare gli aerei russi, o ad abbattere droni armati. Dall’inizio del 2026, 570 missioni nei Paesi baltici, in Romania e in Polonia, ai confini dell’Ucraina. Sabotaggi a terra, come all’aeroporto di Lipsia (un drone armato), in Estonia, in Lituania. Tutti attacchi cibernetici a infrastrutture, a reti elettriche e telematiche, a cavi sottomarini. Disturbo delle reti Gps. Tentativi di omicidio sventati dai servizi d’intelligence occidentali. Interferenze aggressive nelle campagne elettorali portate avanti da agenti di disinformazione legati a Mosca, con l’obiettivo di sostenere i partiti filorussi europei e delegittimare le politiche della Ue nella Difesa e nel sostegno all’Ucraina.

===Putin vuole vincere la guerra contro l’Europa con strumenti ibridi, senza truppe e carri armati sul terreno, anche vista la pessima conduzione dell’armata russa in Ucraina. Intensifica l’aggressione per mettere sotto pressione e in tensione l’Unione europea, il Regno Unito e la Norvegia, fino a dividerli prima nell’appoggio a Kiev e poi a costringerli a un rapporto favorevole e sottomesso a Mosca.

Il Novecento, per flash (8)

 Conoscere il passato per non

ricadere negli stessi pericoli

*.   *.   *
L'epoca delle catastrofiidentifica la prima grande fase
del "Secolo breve", un periodo
compreso tra il 1914 e il 1945
 
teorizzato dallo storico britannico 
Eric Hobsbawm nel suo celebre
saggio 
Il Secolo breve. Questa
specifica macro-era si apre con lo
scoppio della 
Prima guerra
mondiale
 e si chiude con il
termine della 
Seconda
guerra mondiale
, racchiudendo
trent'anni di sconvolgimenti
globali che distrussero la
vecchia società borghese e
l'egemonia eurocentrica.










L’epoca delle catastrofi.


L’epoca delle catastrofi che caratterizzarono gli anni Trenta si apri in Asia, nel 1931, con l'attacco giapponese alla Manciuria. Alla condanna della Società delle Nazioni, Tokyo rispose abbandonando l'organizzazione nel 1933. 

Gli Occidentali non avevano intenzione di farsi coinvolgere in una guerra nell'Estremo Oriente e Pechino fu costretta a riconoscere il protettorato nipponico sulla Manciuria, retta dal governo sedicente autonomo dell'ultimo imperatore cinese P'u Yi.


Nell'ottobre 1933 la Germania lasciò a sua volta la Società delle Nazioni, in cui era entrata nel 1926: la sicurezza collettiva teorizzata da Thomas Woodrow Wilson si sgretolò. L'intesa tra Francia e Gran Bretagna (che l’avevano voluta) si rivelò debole e concesse libertà d'azione ai dittatori. 

Il 16 marzo 1935 Hitler, violando il Trattato di Versailles, ristabili il servizio militare obbligatorio, esprimendo l'intenzione di ricostituire un esercito i cui effettivi sarebbero variati da 500.000 a 600.000 uomini. La Francia reagì firmando con l’Unione Sovietica un patto di mutua assistenza abbastanza vago, mentre l'Inghilterra, senza consultare la Francia, autorizzò la Germania a costruire navi da guerra di tutti i tipi ponendo come unico vincolo l'obbligo di non superare il 35 per cento del tonnellaggio inglese.


Lo stesso anno, rivendicando un maggiore spazio vitale per gli Italiani da raggiungersi attraverso le conquiste belliche, Mussolini attaccò l'Etiopia dell'imperatore Hailè Selassiè. Questi si appellò alla Società delle Nazioni che approvò alcune sanzioni economiche contro il paese aggressore, ma si rivelarono un fiasco e l'impero del negus non tardò a passare sotto la dominazione italiana.


Sempre nel 1935 le truppe tedesche entrarono nella regione smilitarizzata della Renania. Fu l'ultima occasione per fermare Hitler senza ricorrere alla guerra poiché, nel caso di un intervento dell'esercito francese per impedire l'occupazione, quello tedesco aveva l'ordine di ritirarsi. La Francia però, nel momento in cui l'Italia si batteva contro le sanzioni e l'Inghilterra negoziava con Hitler, non osò prendere una simile decisione: le fondamenta dell'asse Roma-Berlino furono gettate.


Nel 1936 alcuni ufficiali stanziati nel Marocco spagnolo insorsero agli ordini del generale Francisco Franco. Il movimento si propagò in molte città della Spagna e il governo repubblicano si oppose: fu il prologo della guerra civile.


Mentre la Francia del Fronte popolare diretto da Léon Blum e la Gran Bretagna spaventata dal possibile radicamento del comunismo in Spagna adottarono una posizione di non intervento, la Germania nazista e l'Italia fascista inviarono non soltanto del materiale, ma anche migliaia di soldati che affronteranno i volontari di tutte le nazioni europee riuniti nelle brigate internazionali. La guerra civile fu atroce: «Si fucila così come si ara la terra», notò il pilota-scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry. Il 26 aprile 1937 l'aviazione tedesca bombardava la città basca di Guernica. Due anni più tardi Franco trionfava e, come avevano già fatto Mussolini e Hitler dichiarandosi rispettivamente duce e Führer, fondò un regime incentrato sulla figura del caudillo.


Nel frattempo i nazisti erano entrati in Austria senza incontrare resistenza e molto di più ottennero al Congresso di Monaco, il 30 settembre 1938, quando il Primo ministro inglese Arthur Neville Chamberlain e quello francese Edouard Daladier permisero lo smembramento della Cecoslovacchia. I due uomini politici credevano ingenuamente di avere realizzato con successo la loro politica distensiva, ma fu un'illusione che si dissipò rapidamente: il 14 marzo 1939 la Slovacchia filonazista proclamò l'indipendenza, la Boemia e la Moravia furono dichiarate protettorato tedesco, mentre Memel e il Memelland venivano strappate alla Lituania. L'Albania fu invasa dalle truppe di Mussolini.


Le democrazie non erano ormai più nelle condizioni di operare un'inversione della loro politica, ma s'impegnarono a garantire l'indipendenza e l'integrità della Polonia, della Romania e della Grecia; in realtà, non furono in grado di proteggere nessuno e Stalin ne era cosciente tanto che, mentre i negoziati fra i paesi occidentali  e l’URSS erano ancora in corso, firmò il patto tedesco-sovietico.


(Segue)

lunedì 21 settembre 2026

Parole frequenti sui media

 

il "campo largo" è un neologismo
giornalistico e politico utilizzato
in Italia per definire il 
progetto
di ampliamento della coalizione
di centrosinistra
. Questa formula
punta a unire in un unico cartello
elettorale e programmatico sia le
forze progressiste e di sinistra (come
Alleanza Verdi e Sinistra - AVS), sia
i partiti di centro o liberali, includendo
stabilmente il Movimento 5 Stelle
guidato da Giuseppe Conte e la
leadership del Partito Democratico
(PD) di Elly Schlein.


campo largo 

È il termine che definisce l’alleanza tra una serie di forze del centrosinistra: Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. A questa parte dovrebbero aggiungersi una o più aggregazioni di forze centriste e moderate. L’alleanza di centrosinistra deve scegliere il candidato premier per le elezioni politiche del 2027. L’opzione più gettonata al momento sono le primarie. Prima però i partiti che compongono la coalizione devono stilare un programma comune.

Elly Schlein in questi giorni chiede con forza alla presidente del Consiglio la data delle elezioni: «Il Paese non può andare avanti così per un altro anno. Noi continuiamo a insistere che Giorgia Meloni dica quando andiamo a votare e prima è, meglio è». Per il centrosinistra l’incertezza sulla data delle elezioni è un problema: andare alle primarie troppo presto, se poi il voto sarà in ottobre, potrebbe comportare il logoramento anzitempo della candidata (o del candidato) premier, ma se invece si va alle urne in primavera il rischio è che il Campo largo si faccia cogliere impreparato.

La società degli uomini

 

Il dibattito su cosa prevalga
nella vita dell'uomo tra 
il
pensiero
 (la riflessione, la teoria,
l'attività mentale) e il fare
 (l'azione, la pratica, la concretezza)

 è uno dei più antichi.
Da qui la distinzione fra
-Il lavoro intellettuale ed
-Il lavoro manovale.











La “Parola”  nel contesto

della società degli uomini

Ci assicurano gli studiosi che dal primo ominide via via si è prodotta la specie homo sapiens. Il tutto sarebbe avvenuto in un contesto di caos, entro cui l'uomo per affermare la sua diversità doveva imporre il logos, trasformando l'unicum continuum naturale in cosmos, in un insieme finito di unità discrete: cioè nell'ordine della cultura. 

Sarebbe avvenuto, sostengono gli studiosi,  che sopra la realtà naturale iniziava a svilupparsi una originale realtà, quella intellettuale, che pur scaturendo dalla stessa natura, era caratterizzata da un statuto suo e differente consistente in due momenti distinti e indissociabili, il fare e il rappresentare

Aristotele in un passo ormai famoso asserisce: «E’ quindi manifesto che l'uomo è animale socievole in grado maggiore delle api e di altro ogni animale che vive in gregge. Niente infatti, secondo noi, la natura fa invano; solo l'uomo tra tutti gli animali ha la parola. La voce può esprimere dolore e piacere, perciò l'hanno anche gli altri animali..; la parola poi ha il fine di manifestare ciò che è utile e ciò che è dannoso e per conseguenza anche ciò che è giusto e ciò che è ingiusto. Questo infatti è il carattere proprio dell'uomo rispetto agli altri animali, che solo egli ha la nozione del bene e del male, del giusto e dell'ingiusto e di tutte le altre antitesi morali». 

Per Aristotele è stato grazie al possesso della parola che l'uomo realizza la sua socialità, ed è attraverso di essa che egli discretizza il mondo in unità morali. 

Nell'incipit di San Giovanni: «In principio era il verbo, e il verbo era presso Dio, e il verbo era Dio. Questo era nel principio presso Dio. Per mezzo di Lui furono fatte le cose tutte; e senza di Lui nulla fu fatto di ciò che è stato fatto. In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini». E’ l’enfatizzazione sulla “parola”, piuttosto che sul “fare” che viene associato al lavoro e ai suoi attrezzi.

Su quest’ultima asserzione che enfatizza la parola sul fare, torneremo a riflettere in termini antropologici sul procedere della vita umana.

Cosa può riservarci il futuro

Possibili vie della crescita sociale ed economica 

La crescita socio-economica del
Mezzogiorno d'Italia è una delle
sfide storiche e strutturali più
complesse del Paese. Per sbloccare
 il potenziale del Meridione, 
l'analisi
economica contemporanea e
le linee guida europee (come
il PNRR) individuano
 cinque
macro-direttrici fondamentali: 
-Modernizzazione delle
Infrastrutture e Logistica 

Il divario infrastrutturale con il
Nord frena lo sviluppo industriale
e l'attrattività degli investimenti.
-Transizione Ecologica ed
Energia
 Il Sud ha le caratteristiche  
geografiche ideali per diventare
l'
hub energetico verde d'Europa.
-
Valorizzazione del Capitale
Umano e Contrasto allo
Spopolamento
 
La "fuga
dei cervelli" e il declino demografico
sono le emorragie più gravi del
Mezzogiorno.
-
Turismo di Qualità e
Riqualificazione Culturale

Il turismo al Sud deve evolvere
da stagionale/balneare a
risorsa strutturale attiva tutto l'anno
Riforma della Pubblica
 Amministrazione e Legalità

L’efficienza istituzionale è la
precondizione per la messa a terra
 di qualsiasi investimento.




Il nostro Paese (l’Italia) è fra i più indebitati dell’Occidente. E però, e’ chiamato come tutti i paesi dell’Occidente, ad assolvere la spesa tipica di tutti gli Stati su base sociale: pensioni, sussidi, indennità di cassa integrazione, ripianamento dei deficit delle aziende pubbliche, interventi a sostegno della produzione nel settore privato. 

Il contesto entro cui da decenni procede il sistema Italia non consente sicuramente di ridurre il debito pubblico. Fare a meno di tutti questi ammortizzatori sociali è ormai impossibile. Da qui il processo inflazionistico che intacca quella che sappiamo essere la moneta europea: l’euro.

Il problema è molto serio per il futuro delle generazioni che seguiranno: stiamo per lasciare montagne di debito pubblico a chi verrà dopo di noi. E però nessuno può sottovalutare ciò che ne consegue. Come e perché si muovono continuando ad indebitarsi i tanti governi di dx o di sx che si susseguono?

Premettiamo che tutti riconoscono che i costi per le pensioni, i sussidi, le casse di integrazione, i ripianamenti del deficit delle aziende pubbliche e gli interventi a sostegno della produzione nel settore privato vanno sostenuti. Tutti riconoscono -di contro- che il modo di procedere italiano su feste e sprechi rappresenta una anomalia che andrebbe presa di petto, quanto meno bloccando le spese inutili che inducono Comuni grandi e piccoli a deliberarli quando nulla hanno a che fare con lo “stato sociale” che tutti dobbiamo preservare. Organizzare e finanziare feste territoriali, di qualsiasi origine in Comuni dove l’unica fonte di sostentamento stanno diventando le pensioni e le rimesse degli emigranti esigerebbe sensibilità politiche.

E’ ovvio che lo “stato sociale” va preservato, ma gli sprechi della pubblica amministrazione per gonfiare personaggi che promuovono festeggiamenti e poi atteggiarsi a ciò che non sono, vanno segnalati. In una realtà dove si hanno tratti di strade dissestate, emigrazione che coinvolge il 95% delle famiglie, e permanenza -nel terzo millennio- del clientelismo, gli sperperi del denaro pubblico non devono sussistere.

(Segue)