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martedì 8 settembre 2026

L’intramontabile Putin

Yabloko è un partito
socioliberale, culturalmente
filo-occidentale (ma
contrario alla NATO in
quanto fautore del pacifismo)









Si avvicinano le elezioni legislative russe del 18-20 settembre. 

Il partito filo-occidentale Yabloko, l'unico a opporsi apertamente alla guerra in Ucraina, è stato escluso con una sentenza della Corte suprema.

=.  =.  =

Il Partito Democratico Unificato Russo "Yabloko" (in russo Яблоко, letteralmente "Mela") è lo storico partito politico socioliberale e pacifista russo, fondato nel 1993 da Grigory Yavlinsky, Vladimir Lukin e Yury Boldyrev. Fino a tempi recenti è rimasto l'unico partito ufficialmente registrato in Russia a opporsi apertamente all'invasione russa dell'Ucraina, correndo sotto lo slogan "Pace e libertà". Tuttavia, negli ultimi giorni di agosto 2026 la situazione del partito è precipitata drammaticamente a causa di una forte stretta repressiva da parte delle autorità di Mosca. Il 10 agosto 2026, la Corte Suprema russa ha escluso Yabloko dalle elezioni parlamentari previste per il settembre successivo. Il verdetto è giunto accogliendo un ricorso del partito nazionalista Rodina, che accusava Yabloko di ricevere finanziamenti esteri e di sostenere il "movimento internazionale LGBT" (messo al bando in Russia).

Nonostante i tentativi di ricorso guidati dal presidente del partito Nikolai Rybakov, le autorità hanno continuato a escludere singoli candidati rimasti sul territorio, azzerando di fatto ogni presenza del movimento dalle schede elettorali.

Capire

 

La Natività della Madre di Dio
(8 settembre) è di fatto la 
prima
grande festa
 del nuovo ciclo. Il
ciclo si chiude idealmente il 15
agosto con la 
Dormizione 
(l'Assunzione). Questo significa
che l'intero anno cristiano
bizantino è racchiuso e scandito
all'interno della vita e del mistero
di Maria.





Nella ritualità bizantina, l'8 settembre si celebra la Natività della Santissima Madre di Dio (Theotokos), una ricorrenza di fondamentale importanza teologica e liturgica.

Mentre nel rito romano questa data si inserisce nel normale corso dell'anno, nel rito bizantino assume una valenza strutturale unica.
== Inizio dell'Anno Liturgico: L'anno ecclesiastico bizantino comincia il 1° settembre. Di conseguenza, la Natività della Madre di Dio è in assoluto la prima delle Dodici Grandi Feste del ciclo annuale. Il ciclo si chiuderà specularmente il 15 agosto con la sua Dormizione, racchiudendo l'intera storia della salvezza tra la nascita e il transito al cielo di Maria.
== Nei testi liturgici orientali, questa festa è definita l'"inizio della nostra salvezza". Maria viene celebrata come la "terra del cielo", il grembo purissimo offerto dall'umanità affinché il Verbo potesse incarnarsi. La liturgia mette in risalto il passaggio dalla sterilità della madre Anna alla fecondità della grazia, simboleggiando la fine della condanna del peccato originario.
== Durante la solenne Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo, i canti e gli inni specifici (come l'Apolitìkion) proclamano la gioia universale: "La tua nascita, o Madre di Dio, ha rivelato la gioia a tutta la terra, perché da te è sorto il Sole di giustizia, Cristo Dio nostro...”.

= =  Il culto mariano nel mondo cattolico si manifesta maggiormente nel suo splendore e nella sua forza. Maria è l'immagine dell'essere umano perfettamente redento e salvato da Cristo. La redenzione è grazia: la Madre di Dio è piena di grazia. In Ella si coglie ciò che la grazia può fare con l'uomo, a quale altezza può elevarlo.

= =  La vita di Maria è poverissima nella descrizione degli eventi esterni, concisa; nel Vangelo occupa appena poche righe. Ma piene di significati interiori. 

Ogni evento esprime un dogma misterioso: l'immacolata concezione, la maternità divina, l'intimo rapporto con Gesù, la presenza sotto la croce e durante la venuta dello Spirito Santo, l'assunzione in cielo.


La festa dei contessioti

 

La festività a sfondo religioso
più importante dell'anno, un
momento in cui la comunità
locale si riunisce e alcuni
emigrati ritornano in
paese e’ quella 
in onore di 
Maria Santissima della
Favara, l’8 settembre.




Le feste religiose patronali o meno in Sicilia sono eventi unici che uniscono fede profonda in chi la possiede, folklore, tradizioni secolari ed espressioni artistiche e  spettacoli pirotecnici.

 A Palermo la celebrazione in onore della "Santuzza" commemora la liberazione dalla peste del 1624. Il momento più emozionante è il 14 luglio con il grande carro trionfale che sfila lungo il Cassaro fino al Foro Italico, seguito da imponenti giochi di luce e musica.

 A Contessa Entellina la celebrazione di grande richiamo, seppure quella del patrono cade l’8 dicembre con San Nicola, si concentra sulla Vara della Madonna della Favara (8 Settembre): Un enorme fercolo artistico e’ utilizzato durante la festa religiosa per portare in processione la sera dell’8 Settembre la statua di Maria col bimbo in braccio, e’ condotto, appunto in processione, da varie decine di giovani devoti per le vie del centro abitato. La processione è seguita da tanti fedeli, arrivati pure dai paesi vicini. 

Ciò che colpisce le giovani generazioni che partecipano alla processione sono le tante donne ( alcune pure esse giovani) che scalze percorrono l’intero percorso della processione lungo le vie del paese, dall’uscita dalla Chiesa, l’attraversata dell’intero tradizionale percorso, fino al rientro in Chiesa. Un bel po’ di chilometri!

Al di là dei tanti e diversi approcci con cui le tante famiglie locali (ma anche famiglie che, nella ricorrenza arrivano dai paesi limitrofi) affrontano la festività religiosa c’è una espressione dell’allora cardinale Ratzinger, che in risposta ad una domanda piuttosto articolata, ebbe a dire fra altro: “il cattolicesimo è gioioso, colorato, umano. Sa far posto a tutto della vita dell’uomo: alla preghiera ma anche alla festa, alla penitenza ma anche all’allegria”. E di fatto, le feste religiose dell’estate siciliana, e quindi contessiota, accolgono e valorizzano di tutto, persino le iniziative di personaggi che nel corso dell’anno in chiesa non entrano mai, se non per esibire la loro presenza.

lunedì 7 settembre 2026

2026. Dalla Germania est l’affermazione di AfD

Il passaggio dell'ex 
Germania Est (DDR) da
roccaforte del comunismo
reale a epicentro elettorale
 dell'estrema destra
(rappresentata oggi da
partiti come 
Alternative für
Deutschland (AfD) )
appare come un paradosso.
In realtà, storici e sociologi
evidenziano che 
non si
tratta di una conversione
ideologica improvvisa,
ma del risultato di
continuità autoritarie e
traumi socio-economici
mai risolti.

La parabola della Germania
Est dimostra come la
transizione da un
autoritarismo di sinistra
a uno di destra sia
facilitata da una 
profonda fragilità
delle istituzioni
democratiche liberali
,
unita a una perenne
crisi di rappresentanza
identitaria.




Nessun paradosso

 Ieri, in Sassonia-Anhalt il partito dell’estrema destra ultranazionalista tedesco,  Alternative für Deutschland (AfD) ha ottenuto una vittoria storica, che  ha definitivamente smentito l’attuale cancelliere democristiano, raddoppiando i voti e conquistando un Land tanto piccolo quanto significativo nella cosmogonia e nell’assetto tedesco.

 I media, adesso in Occidente, si chiedono “com’è potuto avvenire che una formazione politica senza storia (se non il trascorso anteguerra nazista) alle spalle sia arrivata al successo cavalcando posizioni sempre più radicali e apertamente in contrasto con la Costituzione, scimmiottando un lessico inconfondibilmente mutuato dal nazismo, accarezzando ogni pulsione xenofoba, razzista e antidemocratica?”.

Il paradossoUna situazione che alcuni osservatori colgono e’ che i più significativi successi elettorali dei neo-nazisti stanno avvenendo nei lands che erano stati incorporati nella Germania dell’est. Come a dire che la gente con facilità, nel segreto dei seggi elettorali, dal comunismo vissuto, transita nel neo-nazismo da far rivivere.

AfD, la formazione di estrema destra, ha lavorato avendo compreso che i suoi successi si sarebbero facilmente realizzati nel deserto civico-umano lasciato dal trascorso regime comunista, un mondo privo di società civile, il mondo della ex Ddr (Germania dell'est).  Nonostante la riunificazione, o meglio l’annessione, i partiti tradizionali, i sindacati, le chiese, le associazioni o gilde apparvero come  colonizzati da una classe politica in gran parte importata da Ovest. Rimasti indietro su tutto: disoccupazione più alta, salari più bassi, popolazione più invecchiata e impoverita da una fuga generazionale, che ha visto partire centinaia di migliaia di giovani verso le ricche regioni occidentali della Germania.

 D’altronde, come ovunque, anche in quelle zone il comunismo alla sovietica aveva lasciato il deserto umano e sociale, oltre che economico. Non è stato difficile per gli ammaliatori neo-nazisti conquistare i consensi su cui stiamo riflettendo. Pure da noi tanti personaggi già comunisti, col loro settarismo,  hanno contribuito e verosimilmente continuano a far prosperare la neo-destra demagoga e populista.

Gli eccessi di Trump

 

Mentre alla Casa Bianca il
presidente mostra con
orgoglio l’ultimo regalo
ricevuto, telefoni da tavolo
coi bordi d’oro e il logo
della Cisco, e mentre da tre
giorni gli americani possono
acquistare la moneta da un
dollaro con la faccia di un
Donald Trump ringiovanito
e con una foltissima
capigliatura (venduta in
confezioni da cento pezzi a
154 dollari), un sondaggio
della Gallup indica che per
l’89% degli americani il
governo degli Stati Uniti è
corrotto.

Un sondaggio della Gallup indica che per l’89% degli americani il governo degli Stati Uniti è corrotto. Gli americani non sono mai stati teneri con Washington: già vent’anni fa l’accusa di corruzione era al 73%. Trump si era fatto eleggere proprio con la promessa di «prosciugare la palude».

 Quasi 9 americani su 10 dopo un decennio di trumpismo giudicano l’Amministrazione corrotta e dovrebbero suonare quasi come una campana a morto per il presidente, addirittura più del continuo calo della sua popolarità nei sondaggi: secondo l’indagine Gallup, infatti, l’accusa di corruzione viene, oltre che dal 91% di democratici e dal 90% di indipendenti, anche da un 83% di repubblicani.

 Gli eccessi di Trump — dalla diffusione di linguaggi brutali, volgari, antidemocratici, fino agli scavalcamenti del Congresso e alle forzature della Costituzione — anche per la corruzione si rischia una sorta di normalizzazione. 

 Trump è stato finora al centro di numerose controversie legali ed etiche legate ad accuse di corruzione, abusi istituzionali e conflitti di interesse, sebbene egli abbia sempre respinto ogni addebito definendosi a sua volta vittima di un "sistema corrotto" orchestrato dai suoi avversari politici. Nello scorso agosto 2026, Trump è stato citato in giudizio presso il tribunale federale di Manhattan con l'accusa di aver creato un "sistema corrotto e incostituzionale". La contestazione riguarda la vendita a pagamento di post in anteprima su Truth Social a fondi speculativi di Wall Street, permettendo loro di anticipare i movimenti del mercato. Egli utilizza frequentemente il termine "corrotto" per attaccare gli organi di informazione (come NBC e CNN), la Corte Penale Internazionale e i magistrati inquirenti, ribaltando le accuse contro il sistema giudiziario statunitense.

Durante il suo primo mandato presidenziale e l'inizio del secondo, critici e storici della politica statunitense hanno spesso evidenziato come Trump non si sia mai totalmente separato dai suoi asset aziendali (la Trump Organization), sollevando dubbi etici sull'utilizzo delle cariche pubbliche a scopi di lucro personale o sull'accettazione di donazioni e regali controversi da parte di delegazioni estere.

In Italia si campa più a lungo

 

L’Italia vanta una delle
speranze di vita più alte
al mondo, che si attesta a
circa 
83,8 - 84 anni medi
alla nascita.




Il Paese Italia come uno dei più 

anziani d'Europa e del mondo

Negli ultimi cinquant’anni l’età mediana della popolazione italiana è passata da 33 a 49 anni, mentre la quota di giovani tra 0 e 14 anni si è dimezzata e quella degli over 65 è raddoppiata. Il Paese Italia si piazza come uno dei più anziani d'Europa e del mondo

 Un cambiamento che si riflette direttamente sulla composizione degli occupati e, in particolare, sul settore delle libere professioni.

 Una bassissima natalità unita a una forte longevità e a una elevata aspettativa di vita (oltre 83 anni).

Il gusto della riflessione (26)

 Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare. 

  • Le insegne del

potere?

= = = Terra, oro, armi, altari erano assunti come i simboli importanti, evidenti dell’Italia medievale.  Cosa li storicizzava ? Quei simboli rimasero tali per un lungo, lunghissimo spazio di tempo. Portavano in sé una tradizione antica quasi quanto l’uomo. 

La terra era veramente lo spazio naturale ed elementare che alimentava il gruppo ristretto degli uomini che vi risiedeva; non era uno strumento di produzione e di scambi per un'economia ampia e sviluppata. 

=  =. = L'oro era una merce preziosa, anzi la merce piú preziosa: qualcosa che valeva, nei tesori e fra i beni ambiti e depredati dei vinti. Non era il risultato di una faticosa produzione e, tanto meno, il veicolo e il sollecitatore di una nuova ricchezza. Le armi erano gli strumenti della difesa e dell'offesa. 

Gli uomini e le donne di potere
politico non si affidano più a
imponenti statue di marmo o
dipinti a olio, ma 
raffigurano
se stessi attraverso i social
media, curando un'immagine
pubblica sospesa tra
 "iper-personalizzazione" e
accessibilità programmata
.
L'obiettivo primario della
comunicazione politica
contemporanea è abbattere la
distanza percepita tra il leader
e il cittadino, trasformando il
potere in qualcosa di
apparentemente familiare,
emotivo e quotidiano.







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 Nel terzo millennio, ai nostri giorni la politica italiana ha vissuto una profonda trasformazione nei simboli e nei comportamenti, spesso percepiti dai cittadini come inadeguati o distanti dalle reali esigenze del Paese e/o della comunità locale. Questo fenomeno si articola attraverso precise costanti comportamentali e retoriche.

Ecco i principali simboli e comportamenti controversi della politica italiana recente, raggruppati per categorie:
L'uso dei beni pubblici ha spesso rappresentato il punto di massima frizione tra classe politica e opinione pubblica.
  • Le "auto blu": Lo status symbol per eccellenza del potere. Nonostante i ripetuti annunci di tagli, aste digitali e spending review da parte di diversi esponenti, l'uso (e l'abuso) delle vetture di rappresentanza con autista è rimasto un simbolo di privilegio e distanza dai cittadini comuni che utilizzano i trasporti pubblici.
  • Viaggi e voli di Stato: Spostamenti a spese pubbliche per motivi personali o per partecipare a eventi di partito e passerelle elettorali, spesso giustificati da generiche "ragioni …. inspiegabili" ma privi di un reale beneficio sociale o istituzionale per la collettività.

Uno dei tratti più evidenti del terzo millennio è la rapidità con cui personaggi nati su spinte anti-sistema o di rottura (magari risalenti a Rifondazione Comunista, …) si sono assimilati agli schemi istituzionali del centro-destra. 

In buona sostanza passaggio dai palchi di protesta alle poltrone filogovernative che  inevitabilmente svuotano di significato le promesse di "aprire i palazzi come scatole di tonno", sostituite dal rapido adattamento ai privilegi del protocollo.

Il comportamento dei  politici si è spostato dalla mediazione istituzionale alla perenne ricerca del consenso immediato.

   

Vivere in regime democratico

  Vivere in età da pensionato consultando i tanti libri acquistati negli anni giovanili e mai completamente letti allora fino in fondo, fino all’ultima pagina, fa scoprire ancora ai nostri giorni, in età  ormai da pensionati, tante situazioni non sempre ben comprese o comunque non sufficientemente approfondite.

= = = 

Il discorso agli elettori di
Caraglio 
è un celebre intervento
extraparlamentare tenuto da 
Giovanni Giolitti il 7 marzo
1897
 nel suo collegio elettorale di
Dronero.  1) 
Giolitti analizzò
duramente la 
mancanza di
indipendenza dei giudici
 
dall'esecutivo dell'epoca,
sintetizzando con estrema
chiarezza i poteri che il
governo manteneva
sulla magistratura.

2) 
Nota storica: Molti storici
ed esperti di diritto
evidenziano la contraddizione
per cui Giolitti, una volta
tornato stabilmente al governo
negli anni successivi, usò
spesso quegli stessi poteri di
controllo burocratico e
centralizzato che aveva
criticato a Caraglio.


L’indipendenza della magistratura

dal periodo liberale post-unitario al fascismo.

L'indipendenza dei magistrati era strettamente limitata già nel sistema dello stato liberale


Nella ricostruzione fattane da Giovanni Giolitti nel 1897, infatti, «al governo restano i seguenti poteri sulla magistratura. 

1) Dei pretori dispone liberamente, senza alcuna garanzia. 

2) I magistrati sono tutti nominati dal governo; 

3) le promozioni loro dipendono per intero dal beneplacito del governo; 

4) Il governo può negare loro qualunque trasferimento; 5) è il governo che determina le funzioni a cui ciascun magistrato deve essere addetto, e che ogni anno designa i magistrati che devono giudicare le cause civili e le penali, e li riparte fra le varie sezioni delle corti e dei tribunali, 

6) è il governo che compone a piacer suo le sezioni di accusa presso le corti d'appello e sceglie i giudici che devono presso i tribunali adempiere le funzioni di giudici istruttori, nel qual modo ha in mano sua l'istruzione dei processi penali e cosí l'onore e la libertà dei cittadini; 

7) infine il ministro guardasigilli ha diritto di chiamare a sé e di ammonire qualunque membro di corte e di tribunale» 

                

(G. GIOLITTI, Discorso agli elettori di  Caraglio (1897)


domenica 6 settembre 2026

Il governo longevo


Nel contesto del dibattito politico in Italia,
 l'affermazione che la destra sia
storicamente più compatta della
sinistra
 riflette una realtà legata alla
natura stessa e alle dinamiche
organizzative delle due coalizioni,
evidenti sia nel sistema elettorale che
nella gestione del potere.

Il centrodestra italiano (rappresentato
principalmente dall'asse Fratelli d'Italia,
 Lega e Forza Italia) condivide un forte
pragmatismo elettorale. Pur essendoci
forti rivalità interne e differenze
programmatiche (ad esempio sulla
giustizia o sull'autonomia), le forze di
destra tendono a trovare rapidamente
una sintesi per vincere nei collegi
uninominali
 e presentarsi unite al voto.

Al contrario, l'area del centrosinistra e
della sinistra radicale soffre storicamente
di una forte frammentazione ideologica 
e di conflitti di leadership costanti
 (come il difficile dialogo strutturale
tra Partito Democratico, Movimento 5
Stelle e le forze centriste o ecologiste).
Le differenze su temi civili, economici
o di politica estera portano spesso
a scissioni o a veti incrociati che
impediscono la creazione di un fronte
compatto.




 

Il record di Meloni a Palazzo Chigi, evocato in questi giorni, è uno specchio nel quale il centrosinistra alla fine si riflette. Al di là delle battute sulla «durata senza risultati» della premier, il Centro-Sinistra non può che interrogarsi sull’instabilità dei suoi precedenti governi. Per evitare di ripercorrere la stessa strada del passato.

 Non v’è dubbio che la stabilità ha una valenza in politica, misura sul lungo periodo la compattezza di una coalizione all’atto delle scelte ed è un antidoto contro il fisiologico logorio nella gestione del potere. 

Il divario tra i 1.413 giorni di Meloni e gli 887 di Prodi è eloquente. C’è pure stato un governo-Renzi con 1.024 giorni, ma  non fa testo perché il suo Gabinetto fu il lascito di un precedente accordo di larghe intese.

*   *   *

 La riflessione che manca a Sinistra: 

… la stabilità e’ un valore.

Fassino tempo fa parlò di una «babele di linguaggi». Bersani evidenziò «la divisione dell’area progressista, incapace di costruire una proposta di governo omogenea». Nessuno  ha mai concentrato l’attenzione su un altro aspetto, di cui pure i dirigenti Pd discutono riservatamente: «Il problema del riconoscimento della leadership al nostro interno». 

Molti a Sinistra dimenticano la competizione che hanno segnato la storia del centrosinistra. Prodi divenne il candidato della coalizione dopo che D’Alema gli disse in un evento pubblico: «Noi le conferiamo la nostra forza». Un incarico in partenza considerato part-time, visto che il Professore battè per due volte Berlusconi e per due volte fu mandato a casa dai suoi alleati (tre, se si contano i 101 che gli impedirono l’ascesa al Colle). L'episodio dei 101 è diventato il caso politico dei "franchi tiratori" per eccellenza in Italia.

Esiste inoltre una pretesa superiorità politica a Sinistra che, combinata ad una  tendenza autolesionista diffusa nel corso della Terza Repubblica hanno caratterizzato le passate stagioni. Ricordiamoci che a partire dal 1996 furono bruciati quattro governi: Prodi, D’Alema I, D’Alema II e Amato.

Elly Schlein ad oggi non ha confermato in quanto segretaria del maggior partito della coalizione di centro-sinistra la candidatura a premier per le prossime elezioni politiche.



Parole frequenti sui media


Exclave

La città di Ceuta (come quella di Melilla) costituisce un’exclave della Spagna in Marocco. 

Con «exclave» si intende un’area che appartiene a uno Stato ma è separata dal resto di quel Paese e completamente circondata dal territorio di un altro Stato. Dal punto di vista di questo Stato che la circonda, quella stessa area appartenente a un altro Paese è invece un’«enclave». Sono enclave, la Città del Vaticano e San Marino, entrambi interamente circondati dall'Italia.

Campione d'Italia: è un'enclave per la Svizzera (perché è circondata dal suo territorio) ed è un'exclave per l'Italia (perché separata dal resto dello stivale).

Storia del Cristianesimo (2)

I quattro Vangeli canonici 
sono i 
testi sacri del
Cristianesimo che
compongono la prima parte
del Nuovo Testamento
.
Scritti in greco tra il 60
e il 100 d.C., raccontano la
vita, la predicazione, la
morte e la risurrezione
di Gesù di Nazarth.
Matteo: si rivolge alla 
Comunità di
cristiani di origine ebraica.

Sottolinea come Gesù sia il
Messia che adempie le
profezie dell'Antico Testamento.
Marco: si rivolge ai
Cristiani di Roma e di
cultura pagana. Ha uno
stile dinamico e diretto.
Luca: si rivolge ai Pagani
convertiti. 
È noto come il
Vangelo della misericordia e
dell'attenzione ai poveri e
alle donne. 
Giovanni: si
rivolge a tutte le comunità 
cristiane, con un forte 
approccio teologico e
spirituale.





Brevi flash sulle origini 

Provare a cogliere 

4 Vangeli

Il Nuovo Testamento comprende quattro vangeli: Matteo, Marco, Luca e Giovanni. I primi tre vangeli vengono chiamati dagli studiosi «sinottici», perché in essi ci sono molti contenuti simili, in alcuni punti identici; essi seguono la stessa sequenza cronologica e descrivono fondamentalmente gli stessi avvenimenti. 

Il quarto vangelo pare sia un caso a parte: potrebbe essere stato scritto -quasi- a completare i primi tre e richiama l'attenzione del lettore non tanto sui miracoli e sulle parabole di Cristo, quanto sul significato teologico del suo insegnamento.


Tra gli evangelisti vi sono discordanze: 

1) Matteo narra la guarigione di due indemoniati (Mt 8,28-34), mentre nelle narrazioni parallele di Marco e di Luca si parla della guarigione di un indemoniato; 

2) le testimonianze dei quattro evangelisti sulla visita delle donne mirofore al sepolcro vuoto, dopo la risurrezione di Cristo, si differenziano nei dettagli. 

Queste e simili discordanze, tuttavia, si spiegano con il fatto che a scrivere degli stessi avvenimenti fossero persone diverse - fra le quali alcune erano state testimoni degli avvenimenti, mentre altre li raccontavano sulla base di parole altrui - e le narrazioni fossero stilate anni dopo gli avvenimenti descritti. 

La presenza di discordanze, per gli studiosi, non fa che aumentare l'attendibilità del racconto degli evangelisti, testimoniando che non si erano messi d'accordo fra loro. Fra gli evangelisti non esistono divergenze sostanziali.


Più Chiese

La parola «Chiesa» viene menzionata nei vangeli (pare) una volta sola. Nel Vangelo di Matteo Gesù chiese ai discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti».

Gesù chiese: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone figlio di Giona. perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa» (Mi 16,13-18).


Questo racconto è stato interpretato in maniera differente nelle Chiese cristiane d'Oriente e d'Occidente. In Occidente si è sottolineato il ruolo di Pietro come capo della comunità degli apostoli, come vicario di Cristo in terra, che ha trasmesso il suo primato ai vescovi di Roma. In Oriente ha trovato diffusione l'interpretazione secondo cui la Chiesa è fondata sulla fede nella divinità di Gesù Cristo, di cui le parole di Pietro rappresentano la professione.

* Lo stesso apostolo Pietro, nella sua Prima lettera, afferma che la pietra angolare della Chiesa è Cristo (cf. 1Pt 2,4).