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venerdì 18 settembre 2026

Chi siamo, dove andiamo?

 Sulla meraviglia dell’Universo.

Noi esseri umani siamo Homo sapiens,
l'unica specie superstite del genere 
Homo, e veniamo biologicamente
dall'Africa subsahariana
, dove la
nostra specie si è evoluta circa 
200.000–300.000 anni fa
 prima di
migrare e colonizzare l'intero pianeta.

La storia della nostra provenienza
non è una linea retta, ma un cespuglio
pieno di ramificazioni:
-Gli antenati che hanno dato inizio alla
 transizione verso la postura eretta
(come gli 
Australopitechi, di cui la
celebre Lucy è l'esempio più noto) vissero
in Africa tra i 4 e i 2 milioni di anni fa.
-Circa 2,5 milioni di anni fa
comparvero le prime forme umane
in grado di fabbricare utensili
 (
Homo habilis).





Paul Davies, astrofisico e saggista britannico di fama internazionale ha scritto: «Nell'universo sono emersi molti fenomeni affascinanti: mostruosi buchi neri del peso di un miliardo di Soli che mangiano le stelle e vomitano getti di gas; stelle di neutroni che ruotano su se stesse mille volte al secondo, la cui materia è compressa a un miliardo di tonnellate per centimetro cubo; particelle subatomiche così inafferrabili che potrebbero penetrare anni luce di piombo solido; onde gravitazionali il cui flebile passaggio non lascia alcuna impronta percettibile. Eppure, per quanto stupefacente possa sembrare tutto ciò, il fenomeno della vita è più straordinario di tutti gli altri messi insieme».

Quella vastità e inospitalità del cosmo entro cui ci ritroviamo noi uomini del pianeta Terra e’ nello stesso tempo fonte di meraviglia assoluta giusto la percezione che esista un fenomeno così complesso, così ricco e così fragile come fragile e’ la nostra vita. 


Continua Davies: «C'è un'infinità di stelle, almeno 10 miliardi di miliardi. Ma questo numero è di una piccolezza insignificante rispetto alle immani probabilità contrarie anche solo di una semplice molecola proteica». Davies continua sulla teoria del caso fortuito quale spiegazione dell'origine della vita, la teoria del colpo di fortuna chimico: «Le probabilità contrarie alla sintesi puramente casuale delle sole proteine sono circa 1.040.000, ciò significa 1 seguito da 40.000 zeri ».


——

Continueremo a riportare motivi di riflessioni sul tema.

Tassa di circolazione automobilistica

 

Viene introdotta l'esenzione
dal bollo auto per i veicoli
di piccola e media potenza
(fino a 80 kW)
 e per tutte le moto.
L'esenzione riguarderà un solo
veicolo per contribuente
, a
patto che questo sia regolarmente
assicurato. Per le auto sopra gli
80 kW (e per i secondi veicoli), la
tassa rimarrà in vigore.











Saranno 14,5 milioni i veicoli che nel 2027 non pagheranno il bollo di circolazione. Una misura che costerà alle casse pubbliche quasi 2,3 miliardi di euro e che interesserà milioni di vetture tra quelle oggi in circolazione. La norma si estende anche a moto e scooter.

In buona sostanza il governo cambia strategia per contrastare il caro carburanti: abbandona gradualmente la linea seguita finora del taglio delle accise, perché troppo costosa e poco efficace, e decide, per il 2027, l’abolizione del bollo auto per i veicoli a due ruote e per le auto fino a 80 kw di potenza, in pratica il 70% delle vetture, secondo l’esecutivo (calcolato non sul parco auto, ma su quelle aventi diritto).

Come funzionerà?

Nel 2027 non si dovrà pagare il bollo su moto e motocicli e sulle auto «aventi potenza non superiore a 80 Kw», che equivalgono a circa 109 cavalli vapore (Cv). 

Stando alle stime governative si tratta di 13,2 milioni di vetture, in pratica tutte le piccole e medie, e di 1,1 milioni di moto. Se la persona possiede più veicoli agevolabili, l’esenzione si applica a un solo mezzo, quello di potenza minore, sul quale cioè si sarebbe pagato di meno. La misura vale per i veicoli a benzina, a gasolio e ad alimentazione ibrida. E anche per coloro che utilizzano il veicolo in leasing o a noleggio. 

Per il 2027 l’abolizione del bollo costa 2,3 miliardi, che verranno dai fondi del Pnrr non usati, e saranno ripartiti tra le Regioni, poiché si tratta di un’entrata di loro competenza. 


L’amico cane (25)

 

Il cane da pastore abruzzese
maremmano, conosciuto sia
come pastore abruzzese, sia
come pastore maremmano, è
una razza canina italiana del
gruppo pastori e bovari,
originaria degli Appennini
dell'Italia centrale.

È un cane selezionato
per agire da solo sul
pascolo. Non cerca
continuamente
l'approvazione del
padrone e non risponde
ai comandi come altre
razze più docili.

Non è un cane
sottomesso o servile;
ha un carattere fiero
e autonomo che va
rispettato.






Un amico, un esperto in materia di crescita e “formazione” nei comportamenti desiderabili dei cani, ci farà pervenire periodicamente dei brevi consigli su come noi umani dobbiamo, dovremmo, approcciarci all’amico cane, per educarlo ma anche per meglio conoscere la sua natura e le sue aspettative.

= = = 

  Nonostante di cani esistano tante razze, ciascuna con comportamenti diversi l’uno dall’altro, esistono molti comportamenti uniformi e molte similitudini nel loro agire. Tanto per dire una similitudine, ogni cane è dotato di 42 denti (6 incisivi in posizione centrale), tra cui 6 paia di incisivi in posizione centrale, affiancati da 4 grossi canini. Gli altri sono molari e pre-molari. Questo tipo di dentatura consente ai cani di ingerire pure cibo vegetale. Non è strano infatti vedere cani che si cibano di erba fresca sui campi.

  I cani maschi pervengono alla maturità sessuale dopo poco più di otto mesi. Le femmine fra i 10-15 mesi.

  Decidere di possedere un cane può rivelarsi un’esperienza positiva e addirittura entusiasmante, ma anche stressante. Di solito, l’impegno richiesto da un cane adulto è meno impegnativo che dedicarsi alla crescita di un cucciolo. 

 Su questa pagina del blog contiamo di indicare suggerimenti utili a fruire dell’amicizia del cane,  grazie a comportamenti desiderabili e di godere dei suoi conseguenti progressi.

giovedì 17 settembre 2026

Il procedere delle società

 

Essere nella vita quotidiana “realista” dovrebbe essere caratteristica di ciascun di noi esseri umani. Eppure ci accorgiamo che tanti, tantissimi piuttosto che il dialogo e conseguenti accordi propendono per la contestazione. Una costante statistica, in ogni società che sia democratica o autoritaria, asserisce che in ogni tempo sono esistite le lunatic friges (le frange lunatiche) costituite da scontenti, amanti del mugugno, utopisti, sognatori alla ricerca di “ideali per i quali battersi”.

 I movimenti e i pensatori legati all'utopia, alla contestazione e alla rivoluzione rappresentano comunque di fatto le forze trainanti del cambiamento sociale, politico e culturale nella storia umana. Sebbene spesso intrecciati, ognuno di questi concetti esprime una modalità diversa di rifiutare lo status quo e immaginare o imporre il futuro.

== Gli utopisti classici e filosofici sono pensatori, filosofi e sognatori che descrivono una società ideale, perfetta e radicalmente alternativa a quella esistente. Il loro approccio è teorico e progettuale: spesso non cercano la distruzione violenta del presente, ma offrono un modello ideale da seguire.

Platone: Nella Repubblica teorizza uno Stato ideale governato dai filosofi, dove regnano la giustizia e la divisione rigida dei compiti.

Thomas More (Tommaso Moro): Nel 1516 scrive Utopia (coniando il termine, che significa "non luogo" o "luogo del bene"), descrivendo un'isola dove la proprietà privata è abolita e la convivenza è pacifica.

Tommaso Campanella: Ne La città del Sole (1602) immagina una società teocratica e comunista guidata dal re-sacerdote "Sole".

== il Socialismo Utopistico (XIX Secolo): Di fronte ai drammi della Rivoluzione Industriale, questi pensatori propongono riforme sociali basate sulla cooperazione, prima dell'avvento del marxismo scientifico.

Robert Owen: Industriale illuminato, sperimenta nelle sue fabbriche in Scozia (New Lanark) e negli USA (New Harmony) comunità di lavoro eque, cooperative e con orari ridotti.

Charles Fourier: Immagina i "falansteri", grandi unità autosufficienti di produzione e consumo in cui la vita comunitaria e la libertà sessuale e personale sono totali.

Henri de Saint-Simon: Propone una società guidata da scienziati e industriali, dove la produzione è pianificata per il benessere dei più poveri.

== Gli abbattitori dell’ordine:rivoluzionari sono coloro che passano all'azione per rovesciare in modo radicale, rapido e spesso violento l'ordine politico e sociale esistente, al fine di sostituirlo con un sistema completamente nuovo.

(Segue)


Il fenomeno migratorio

Oggi la popolazione straniera
in Italia conta oltre 5 milioni di
residenti regolari
, cifra che
rappresenta circa il 9,1% della
popolazione totale
 del Paese
.
Il fenomeno migratorio italiano
sta vivendo una fase di profonda
trasformazione, caratterizzata da
un calo significativo degli arrivi
via mare, da una presenza
extracomunitaria stabile e radicata
 e dalle recenti novità normative
europee.






Perché nel Nord Europa

sta rinascendo il fascismo

 e pure il nazi-fascismo? 

 Wirwollten Armen, Menschen sind gekommen («Volevamo delle braccia, sono arrivate delle persone»).  Questo aforisma, attribuito a Max Frisch, scrittore svizzero, nella sua sinteticità manifesta la presa d'atto del fallimento del Gastarbeitermodell, ossia di quel modello di politica dell'immigrazione - prevalso in numerosi Paesi europei fino all'inizio degli anni Settanta del Novecento- che riduce, o comunque immaginava, il fenomeno migratorio alla dimensione di importazione temporanea di manodopera. 

 Il romanziere svizzero lasciava intendere, nella seconda metà  del Novecento, ad un'opinione pubblica ancora inconsapevole che l'immigrazione non era soltanto un fenomeno economico, (quasi meccanico) bensí il fattore scatenante di una trasformazione globale delle società europee, che avrebbe investito tutte le articolazione non solo economiche, ma sopratutto quelle politiche e conseguentemente l’assetto sociale.

 A seguire i media, pare infatti che la portata del fenomeno migratorio non stia investendo solamente le strutture normative dei paesi europei, ma l’intero assetto politico/istituzionale delle democrazie occidentali.  Il diritto e l’assetto democratico del vecchio continente, con l’avanzata delle destre estreme, in più paesi, di cui abbiamo recenti notizie (vedi Francia, Germania etc.), rischiano di riportarci indietro, ai primi decenni del Novecento, quando l’essere umano non possedeva pari dignità in relazione al credo e alla visione della società degli eguali.


 Sappiamo tutti che il fenomeno  migratorio e la conseguente presenza entro i confini di uno Stato di una fascia di individui immigrati, aventi ovviamente visioni sociali e culturali in gran parte diverse da quelle degli autoctoni, spinge l'ordinamento giuridico a un processo di adattamento (tanto nei suoi contenuti normativi quanto nelle sue procedure informative, applicative, coercitive, ecc.), che risulta necessario per mantenere o per stabilire ex novo la sua capacità regolativa nei confronti dei nuovi soggetti. E però, in questo passaggio spuntano gli estremismi culturali e politici delle componenti politiche locali di ciascun paese (vedi: Francia, Germania etc.).


(Segue: e punteremo ad evidenziare che per parecchi decenni gli emigrati, con le valige di cartone rilegate con lo spago, siamo stati noi siciliani, noi italiani).

Tra miseria di popoli e supremazie

Che America è questa?

L'approccio globale di Trump
fonde elementi di neo-imperialismo
e isolazionismo economico,
allontanando gli USA dai
tradizionali partner transatlantici.







Avevamo conosciuto un’America della speranza, e adesso …

 Il segretario dell'Air Force (USA), Troy Meink, ha fatto conoscere all’opinione pubblica mondiale, per la prima volta, che gli Stati Uniti hanno dispiegato armi nello spazio e che sono pronti a usarle per difendere le forze americane ovunque si trovino. «Possiamo continuare a garantire di essere pronti ad affrontare le sfide delle nuove minacce dovunque esse siano - ha detto Meink, durante la conferenze annuale della Air and Space Forces Association che si è svolta nel Maryland - per questo gli Stati Uniti ora posseggono armi di controllo spaziale in orbita in grado di difendere le forze congiunte contro azioni ostili di nemici».

 A inizio settembre, pochi giorni fa, Trump si è riferito alla nuova armata, costituita da circa 16 mila uomini tra Air Force e civili, e ripubblicando sui social l'ipotetica divisa in stile Impero Galattico di Star Wars, puntando a vagamente ricordare anche le uniformi delle SS naziste.

  Questa non è l’America che avevamo conosciuta.

mercoledì 16 settembre 2026

Letteratura: personaggi del Novecento

1905 - 1937



Il poeta ungherese, Attila Joszef (Budapest, 11 aprile 1905 – Balatonszárszó, 3 dicembre 1937) è stato uno dei più importanti e influenti poeti ungheresi del XX secolo. La sua opera ha tragicamente unito elementi del modernismo europeo, del surrealismo e del realismo socialista, dando voce alla sofferenza delle classi più povere e al dramma dell'alienazione esistenziale.

Nato nei quartieri poveri di Budapest, visse un'infanzia segnata dalla miseria. Dopo l'abbandono del padre e la prematura morte della madre (figura centrale e dolorosa di molte sue liriche), crebbe tra affidamenti e mille difficoltà. Nonostante le sue straordinarie doti intellettuali e gli studi intrapresi tra Budapest, Vienna e la Sorbona di Parigi, si scontrò duramente con l'ambiente accademico e politico ungherese dell'epoca. La sua celebre poesia Tiszta szívvel ("Con cuore puro") fu considerata scandalosa per il suo nichilismo nichilista, costandogli l'espulsione dall'Università di Seghedino.

Le sue poesie spaziano dall'introspezione psicologica freudiana, fino a una profonda solitudine esistenziale. Ha saputo fondere il linguaggio popolare e folcloristico con le avanguardie letterarie più complesse. Affetto da gravi disturbi psichici e schiacciato dalla povertà e dal mancato riconoscimento pubblico, morì a soli 32 anni travolto da un treno merci presso il lago Balaton. Sebbene permangano dubbi storici, la tesi del suicidio resta la più accreditata.

Ai nostri giorni Attila József è celebrato in Ungheria come un vero e proprio eroe culturale nazionale; il giorno della sua nascita, l'11 aprile, è stato istituito come la Giornata Nazionale della Poesia.

= = = =

Ebbe a scrivere:

 «Il dolore è come un postino: 

qualche volta bussa alla tua porta: 

ha una lettera per te». 

La Sicilia nel ‘500

La finanza pubblica nei
comuni feudali italiani
 (e più in generale
europei) tra il XIV
secolo e l'inizio del XIX
secolo 
rappresenta un
sistema complesso,
caratterizzato dalla 
sovrapposizione di
poteri
 tra l'autorità regia,
il signore feudale
 (barone o feudatario: da
noi i Cardona e poi
fino ai Colonna-Paliano)
 e  le istituzioni locali
(università o comunità)
.
Questo modello
economico si concluse
definitivamente solo con
le riforme napoleoniche
e l'
eversione della
feudalità
 nei primi anni
dell'Ottocento.

Avremo modo di
cogliere come le
finanze dei comuni
feudali (=Kuntisa)
dovevano sostenere
sia i bisogni della
comunità sia i pesanti
prelievi imposti dal
feudatario e dallo Stato
centrale.






Aspetti di finanza pubblica.

 Sull’età tardo medievale e moderna gli archivi italiani sono sicuramente i più documentati d'Europa. Le monarchie meridionali normanna, angioina e aragonese, i Comuni urbani e poi gli stati territoriali sono stati fra i primi ad utilizzare la scrittura per registrare non solamente la memoria delle loro decisioni e dei loro atti, ma anche per accumulare le informazioni giudicate utili o necessarie sia per il buon funzionamento della loro amministrazione (censimenti, catasti, libri di conti) sia per la verifica della pratica attuazione dei loro ordini.

  Gli archivi siciliani, per molto tempo poco conosciuti e affatto valorizzati, condividono con quelli del Napoletano rilevanti originalità. Sono gli archivi di uno stato la cui struttura fortemente centralizzata trova le sue origini nell'epoca normanna, ed è stata confermata e rafforzata attraverso le successive dominazioni. La disciplina prevista prevedeva la convergenza verso la capitale di molteplici flussi d'informazioni, che implicavano altri flussi di decisioni rinviate verso la totalità del territorio. 


  Fra la vasta massa di documenti, gli archivi dell'amministrazione finanziaria assumono da sempre notevole rilevanza per i ricercatori di scienze socio-economiche. Essi consentono di rilevare che già in quei lontani secoli si ponevano, in maniera molto concreta, tutti i problemi che persistono ancora oggi presso gli Stati del ventunesimo secolo nel trattamento dell'informazione, nella riscossione delle loro entrate e nella previsione delle loro spese, e  nella verifica finale dei conti


1) Identificare le risorse finanziarie, suscettibili di permettere di far fronte ai bisogni, 2) fare accettare, sia con il consenso sia con la forza i principi medesimi del loro pagamento, 3) creare e far funzionare gli organismi amministrativi e le procedure che assicurino la ripartizione, la percezione, la colletta, il confluire nelle casse centrali, e l'utilizzazione delle somme cosi prelevate, e avere a tutte le tappe del processo, la possibilità di verificare la regolarità e l'esattezza della tenuta dei conti: tutti questi problemi si pongono, nei termini presso a poco identici, dal Due o dal Trecento in poi, cioè dal momento in cui i vari sovrani dell'Occidente europeo hanno dovuto rinunciare, cosi come le amministrazioni locali delle città e dei villaggi, all'illusione di potere vivere dei soli prodotti dei loro propri domini, e d'imporre ai loro sudditi delle contribuzioni che, eccezionali in un primo tempo, tenderanno rapidamente a diventare la regola.

=. = =

Ci proponiamo di seguire, con specifico occhio sulla Università di Kuntisa (=oggi, Comune di Contessa Entellina), il sistema impositivo (fiscale) del complessivo periodo feudale siciliano.

Il Novecento, per flash (7)

 

L’inizio del Novecento coincide
con la parte finale della 
Belle
Époque
, un'era caratterizzata da
un'enorme fiducia nel progresso
scientifico, ma anche da profonde
inquietudini sociali e politiche.

L'introduzione della catena di
montaggio nelle fabbriche di
Henry Ford trasforma la produzione
di massa. In Italia, questo periodo
coincide in gran parte con
l'
età giolittiana, segnata da riforme
sociali ma anche da forti tensioni
tra il Nord industrializzato e il Sud
arretrato.




Conoscere il passato per non

ricadere negli stessi pericoli

*.    *.    * 
Le astronavi ci hanno dí già portato sulla Luna. 

İn un secolo, il Novecento, una generazione è stata testimone di tanti prodigi, e di molte crudeltà, e nuovi traguardi sono in vista: bısogna rispondere ancora  a tantissime domande. Perché ci si ammala di cancro, perché diventiamo vecchi, perché siamo destinati a morire?

Si pensa di creare la vita in provetta, di prevenire le malattie ereditarie, di influenzare il clima, spostando gli iceberg, di modificare, con immense serre, l'agricoltura. 
Intanto, gli eredi di due guerre definite grandi e di molti «piccoli» ma tremendi conflitti hanno visto la fine di tre ideologiefascismo, nazismo, comunismo - e la caduta di alcuni imperi: anche il colonialismo è morto, e la Cina si è svegliata.

Nel 1900 gli italiani erano poco più di trenta milioni. Stavano comparendo i primi ascensori, i termosifoni, la luce elettrica, i telefoni. Soltanto le persone istruite comperavano il giornale, che costava cinque centesimi, e per sistemare le dispute si facevano i duelli. 

Dall’Inghilterra arriva il precursore di James Bond: Sherlock Holmes. Da appena un anno circolavano le prime vetture FIAT: capitale sociale lire ottocentomila. Non c'erano i fumetti, ma in edicola offrivano i fascicoli di Fantomas, di Nick Carter o di Buffalo Bill.

Il bandito di moda si chiamava Giuseppe Musolino; inciampò in un filo di ferro e fu catturato da un brigadiere dei carabinieri. Nel dicembre 1901 Guglielmo Marconi riceve senza filo il primo segnale Morse attraverso l'Atlantico. Dice Edison: «Questo Marconi è un giovanotto serio, molto in gamba».

Sono gli anni del signor Gillette, rasoio di sicurezza. Appaiono le prime dattilografe, l'aspirina, l'espresso. Ogni tanto qualche guerra: cominciano la Russia e il Giappone e il 2 gennaio 1905 cade Port Arthur e l'ammiraglio Togo, a Tsushima, mette fuori uso la flotta dello zar.
(Segue)

martedì 15 settembre 2026

Il Novecento per flash (6)

Conoscere il passato per non

ricadere negli stessi pericoli

Nella Germania della Repubblica di Weimar l'ala sinistra del movimento operaio e gli spartachisti, sedotti dall'apparente vittoria dei sovietici, tentarono una rivolta.

Mancavano tuttavia del sostegno popolare e i loro capi, Karl Liebknechte e Rosa Luxemburg erano sprovisti di carisma. Le elezioni del giugno 1920 misero in luce lo spostamento dell'opinione pubblica verso destra, preludio dei futuri successi delle posizioni più estreme. A tale evoluzione politica contribuì anche il modo in cui erano stati stipulati i trattati di pace che non erano stati negoziati conformemente alla tradizione del diritto pubblico europeo, ma imposti, e la popolazione e l'esercito tedeschi li avevano recepiti come un diktat. Hitler perciò consolidò il suo prestigio nei confronti delle masse grazie alla sua capacità di liquidare nell'arco di tre anni le imposizioni del Trattato di Versailles. Egli presentò il comunismo e il capitalismo come creazioni ebraiche, dando vita al fantasma di un potere invisibile — gli Ebrei, i gesuiti, i massoni definiti complessivamente heimatlos — che determinò la nascita dell'antisemitismo, l'uso perverso del darwinismo e sfociò nell'idea di una razza superiore: sei milioni di persone, per la maggior parte donne, vecchi e bambini, prive di ogni potenzialità bellica, saranno sterminate nel nome di questa barbara ideologia.


In Italia la vittoria nella guerra non contribuì al ritorno della pace. Le occupazioni delle fabbriche da parte degli operai crearono un malcontento generale rapidamente sfruttato da Benito Mussolini che, nel marzo 1919, fondò un movimento, i "fasci di combattimento". Egli abbandonò il programma di riforme sociali di natura rivoluzionaria per una politica fondata sul nazionalismo, la glorificazione del passato romano e l'esaltazione della forza e del capo, il duce, seducendo le classi medie, i funzionari, i piccoli commercianti, gli agricoltori e gli studenti. Circa 50.000 fascisti marciarono su Roma senza incontrare alcuna resistenza e a Mussolini fu offerta la carica di capo del governo.


Il crollo di Wall Street del 1929 
(noto anche come il 
Big Crash
è stato il più disastroso crollo
borsistico della storia degli
Stati Uniti
 ed ha segnato la
fine degli "anni ruggenti",
dando ufficialmente inizio
alla 
Grande Depressione 
su scala globale.


Dall'altra parte dell'Atlantico, inebriati da una prosperità frutto dell'adozione d'innovazioni tecnologiche e di nuovi metodi di produzione, in particolar modo nell'industria automobilistica, orgogliosi della notevole impresa realizzata nel maggio 1927 dall'aviatore Charles Lindbergh, che uni New York a Parigi con un unico battito d'ali, gli Americani cominciarono ad acquistare spensieratamente a credito autovetture, radio, elettrodomestici, mobili e si lasciarono prendere da una febbre borsistica incontrollata. 

La speculazione fece lievitare le azioni senza mantenere alcun rapporto con il valore effettivo delle imprese, finché nell'ottobre 1929 tutto il sistema franò in pochi giorni. In realtà, il crollo di Wall Street s'inserisce in quella che, secondo il ciclo di Kondratiev, è definita una "crisi congiunturale", conferendole un carattere drammatico senza precedenti.

L'interdipendenza delle economie si fece palese e la crisi si estese in breve tempo alle altre nazioni: le banche fallirono, le fabbriche chiusero e le scorte di materie prime marcirono nei depositi. In Brasile si bruciò addirittura il caffè nelle caldaie delle locomotive. Molti stati pensarono di evitare la crisi ricorrendo al protezionismo, limitando le importazioni e aumentando le tasse doganali.

Se negli Stati Uniti il New Deal di Franklin Delano Roosevelt, eletto alla Casa Bianca l'8 novembre 1932, consenti un risanamento economico favorito da una ripresa congiunturale, in Germania l'aumento della miseria in seguito alla crisi economica fece il gioco del Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori  (NSDAP) di Adolf Hitler, che alle elezioni amministrative del settembre 1930 ottenne 6,4 milioni di voti e 107 seggi. L'industria pesante puntò su di lui e versò al suo partito circa due milioni di marchi all'anno. Nel 1932, in occasione delle elezioni presidenziali, Paul Hindenburg, figura rimasta emblematica, conquistò la maggioranza, ma Hitler, con 13,6 milioni di voti ottenne più del doppio delle preferenze raccolte nel 1930; alle elezioni legislative dello stesso anno confermò tale risultato e il 30 gennaio 1933 divenne capo del governo.

Non rispettando i principi della legalità, instaurò una dittatura, eliminando spietatamente tutti gli avversari e i rivali, soprattutto durante la "notte dei lunghi coltelli".


(Segue) 

Chi siamo, dove andiamo?

 La vicenda umana (2) 

 Al seguito della cultura scientifica, caratteristica specifica ai nostri giorni, seppure non esclusiva della parte occidentale della Terra, sappiamo che le origini dell’uomo vanno colte nelle tappe essenziali della vicenda evolutiva della famiglia zoologica di appartenenza (=Hominidae).  Si tratta di una sequenza evolutiva continua, anche se taluni studiosi del campo paleoantropologico risentono, secondo certa letteratura, di una carenza di reperti fossili.

La mappatura dei genomi
 ha dimostrato che l'essere
umano e lo scimpanzé
condividono circa il 
98% - 98,7% del
patrimonio genetico.
La differenza molecolare
minima (pari a circa l'1,2%
 - 1,5%) si concentra
principalmente nei geni
che regolano lo 
sviluppo
del cervello
 (in particolare
della corteccia cerebrale),
l'assetto anatomico
 (apparato fonatorio e
scheletro adatto al
bipedismo) e il sistema
 immunitario.

L'evoluzione non è una
linea dritta, ma un cespuglio
ricco di ramificazioni.
 L'ultimo antenato comune
tra noi e gli scimpanzé
 (chiamato in gergo
scientifico 
CHLCA
–human last common
ancestor
) visse nel tardo
Miocene.


Gli scimpanzé usano
 baci, abbracci, strette
di mano e solletico per
comunicare, manifestando
empatia, lutto e senso
della famiglia.
Proprio come i primi
ominidi, gli scimpanzé
modificano rametti per
 "pescare" le termiti o
usano pietre come martelli
per spaccare la frutta a
guscio.









Ciò nel campo scientifico, sulle origini dell’uomo, sappiamo e’ frutto degli studi avviati a metà del XIX secolo con la pubblicazione dell’Origine della Specie di Charles Darwin, che nel 1859, creò le basi concettuali per interpretare la complicata sequenza di esseri viventi svelata lungo vari decenni di studi dalla ricerca paleontologica.

 Le idee sulla complessa problematica iniziò a svilupparsi e poi ad affermarsi sulla scorta della scoperta di oggetti (interpretati come preistorici), rinvenuti in siti della Valle della Somme (in Francia) dove stavano pure resti di elefante e di rinoceronte. Nel 1856, in una  Valle, detta Neandertal, furono scoperte ossa umane, molto diverse  da quelle dell’uomo attuale. La segnalazione su “uomo di Neanderthal” fu seguita da tanti altri ritrovamenti, nel corso dell’Ottocento, inducendo alla convinzione e allo sviluppo della paleontologia umana che pervenne al riconoscimento di fasi sempre più antiche della storia evolutiva umana. Fu identificata in un primo tempo l’Asia  ( e poi l’Africa) come area della differenziazione delle forme iniziali degli ominidi.

Ai nostri giorni la Scienza, come risultato della storia evolutiva  iniziata cinque milioni di anni fa in Africa Orientale, garantisce che l’attuale forma umana e’ il risultato di una storia evolutiva durata, appunto più di 5 milioni di anni, come risposta a pressioni selettive  connesse allo sviluppo di un ambiente aperto di savana.

La comparsa di un mondo culturale e le interazioni tra questo e quello biologico hanno determinato pressioni selettive  reciproche e creato situazioni uniche tra i viventi.

 L’uomo attuale conserva, comunque, nella sua organizzazione corporea molte caratteristiche ereditate da antenati arboricoli e differisce dal parente più prossimo del regno animale, lo scimpanzé, per molto meno dell’1% del suo patrimonio genetico.

(Segue)