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Nel libro degli Atti degli Apostoli, le date non sono semplici indicatori cronologici, ma possiedono un forte valore simbolico e teologico. Le principali ricorrenze e finestre temporali scandiscono il passaggio dall'ebraismo al cristianesimo e l'espansione della Chiesa dalle origini fino a Roma: = i Quaranta Giorni (\(40\)): Questo numero ricorre all'inizio del testo, indicando il tempo in cui il Risorto istruisce gli apostoli prima dell'Ascensione. Nella tradizione biblica, \(40\) giorni rappresentano sempre un tempo di preparazione, transizione e maturità spirituale (come i \(40\) anni di Israele nel deserto o i \(40\) giorni di Gesù). = l Giorno della Pentecoste (\(50\) giorni): Celebrato cinquanta giorni dopo la Pasqua, questo giorno è il cuore teologico degli Atti. Simboleggia il compimento dell'Antico Testamento e il dono dello Spirito Santo. Se l'Antica Alleanza era stata data sul monte Sinai, la Nuova Alleanza viene ora scritta nei cuori di tutti i popoli, parlando lingue diverse.
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Riflettendo sugli “Atti degli Apostoli”Date simboliche
Carica di significato simbolico è l'annotazione che Pietro viene arrestato (per la terza volta) da Erode proprio quando "erano i giorni degli azzimi" (12,3), che richiamano i giorni in cui anche Gesù venne arrestato e incominciò la sua passione (cfr. Le 22,1.7). Una seconda menzione dei giorni degli azzimi si ha negli Atti in 20,6, di nuovo in rapporto al viaggio di Paolo verso Gerusalemme (il gruppo salpa da Filippi, "dopo i giorni degli azzimi").
Subito dopo si ha un'altra indicazione allusiva: la riunione eucaristica, a Troade, "nel primo giorno della settimana" (20,7), ossia nello stesso giorno della risurrezione di Gesù (cfr. Le 24,1) 58: non a caso, in occasione di questa riunione Paolo compirà il miracolo della risurrezione del giovane Eutico. Il suo viaggio verso Gerusalemme, dunque, si svolge nei giorni "sacri" tra la Pasqua e la pentecoste, ed è in qualche modo consacrato da questa eucaristia "domenicale", che, non solo ricorda la risurrezione di Gesù, ma la rinnova concretamente ridonando la vita a un ragazzo morto.
Ma, a proposito di questo giorno, "il primo della settimana" (solo successivamente diventerà la nostra "domenica"), vale la pena di prendere in considerazione le menzioni del "sabato", che sono più numerose (nove volte). Il sabato compare all'inizio degli Atti (1,12) a proposito della distanza tra monte degli Ulivi e Gerusalemme, indicata come "la distanza permessa in giorno di sabato": questo cenno sembra suggerire un atteggiamento di osservanza del precetto giudaico da parte degli apostoli. 59 Ma il sabato è poi quasi sempre richiamato in rapporto con l'usanza rituale di andare, di sabato, in sinagoga per leggere e spiegare la Scrittura. 60 Si tratta di un'usanza giudaica, che viene però mantenuta dai cristiani, sulle orme, del resto, di Gesù (cfr. Lc 4,16). Paolo la rispetta costantemente durante la sua predicazione, almeno per un certo periodo (13,14.44; 16,13; 17,2; 18,4). Ma, dopo l'abbandono della sinagoga, che si verifica a Corinto (18,7), anche l'osservanza del sabato non viene più menzionata. Successivamente abbiamo, piuttosto, il ricordo della riunione comunitaria nel giorno della risurrezione di Gesù (20,7), che sembra suggerire il superamento del sabato e di ciò che il sabato rappresenta. A Roma, per l'annuncio ai giudei, viene fissato un giorno (28,23), senza che sia specificato quale.
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Papa Leone XIV e una nuova Enciclica
A 135 anni dalla «Rerum Novarum» di Leone XIII, la Chiesa rimette al centro la persona e l’umanesimo, a fine Ottocento avvolta dalla rivoluzione industriale, oggi dal digitale e dall’intelligenza artificiale.
«Magnifica Humanitas», di Leone XIV, resterà nella storia come una delle encicliche più importanti, come la «Pacem in terris» di Giovanni XXIII e la «Humanae Vitae» di Paolo VI. Papa Prevost ha detto chiaramente di aver scelto il nome Leone in omaggio al lontano predecessore Leone XIII, che scrisse la Rerum Novarum per preparare la Chiesa e i fedeli ad affrontare la rivoluzione industriale. Oggi Leone XIV deve affrontare un’altra rivoluzione: quella dell’intelligenza artificiale. Che tra l’altro viene dal suo Paese, gli Stati Uniti d’America.
Leone sa che non si ferma il vento con le mani e che un’enciclica non può arrestare il corso della storia. Ma ammonisce a mettere l’intelligenza artificiale, come ogni altra scoperta scientifica ed evoluzione tecnologia, al servizio dell’uomo, e non contro. L’intelligenza artificiale deve servire l’umanità; non cancellarla o sostituirla, per il profitto di pochi. Dopo la riproducibilità tecnica dei corpi, con la clonazione, siamo alla riproducibilità tecnica della mente. L’uomo si erge, o crede di ergersi, a creatore.
Un’enciclica è uno strumento antico, fin dalla lingua, il latino, e fin dal nome, che in greco indica un messaggio destinato ad andare in circolo, ad arrivare a tutti, a farsi universale.
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Con l’espressione Sociologia della religione intendiamo, secondo più cultori, il comportamento religioso valutato nella vita pratica e nello stesso tempo il rapporto reciproco che sussiste fra esperienza religiosa e realtà socio-economica circostante.