| Lo Statuto dei Lavoratori (Legge 20 maggio 1970, n. 300) è stato emanato a seguito del clima di forti tensioni sociali dell'"Autunno caldo" del 1969 e delle pressanti lotte sindacali che chiedevano maggiore dignità e diritti nei luoghi di lavoro. Fu fortemente voluto dal ministro Giacomo Brodolini e sostenuto da un governo di centro-sinistra, con l'obiettivo di tradurre in legge le richiesta di tutele operai. La legge mirava a tutelare la libertà, la dignità e l'attività sindacale, limitando il potere di controllo e il potere disciplinare dei datori di lavoro. Il disegno di legge fu elaborato da una commissione presieduta da Gino Giugni (sotto il ministro Giacomo Brodolini) e approvato durante il terzo governo Rumor. Ha sancito diritti fondamentali, tra cui il diritto di assemblea, la protezione contro i licenziamenti illegittimi (art. 18) e la limitazione dei controlli a distanza. |
| Lo Statuto dei Lavoratori |
Statuto dei Lavoratori è la denominazione comunemente indicata alla legge 20 maggio 1970, n. 300 sulla “tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro” approvata -a suo tempo- a coronamento delle lotte sindacali degli anni Sessanta nel quadro dei primi governi di centro-sinistra. Elaborato e sostenuto dal ministro del Lavoro Giacomo Brodolini, socialista, ha tra l’altro istituito e concesso diritti in materia di contrattazione alle rappresentanze sindacali aziendali.
Introducendo questa pagina con lo Statuto dei Lavoratori, ci proponiamo, in più tempi, di riflettere, per più tempo, su quelle che i giuristi definiscono: Le fonti del diritto del lavoro, ossia quell’insieme di leggi e di interpretazioni giurisprudenziali che regolano:
-il rapporto di lavoro,
-il mercato del lavoro,
-l’amministrazione e la sicurezza del lavoro,
-i rapporti sindacali,
-la previdenza sociale,
-le tutele e gli interessi dei lavoratori
Il tutto entro la cornice e i diritti costituzionali e comunitari che tali diritti perseguono.
(Segue)