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martedì 3 marzo 2026

La Letteratura (21)

Le leggi razziali del 1938 furono 
un insieme di provvedimenti 
legislativi emanati dal regime 
fascista per discriminare 
ed escludere gli ebrei dalla vita 
civile, sociale e lavorativa in 
Italia. 
Basate su un razzismo
 biologico, vietarono matrimoni 
misti, licenziarono ebrei 
da uffici pubblici e scuole, e 
confiscarono i loro beni.

L’immagine in questa pagina
attiene alla copertina
del primo numero della rivista
“La difesa della razza”, voce
 ufficiale del razzismo italiano
(agosto 1938). L’immagine
mostra una spada che separa
un profilo ariano da uno 
semitico e da uno camuso.
















 Nella Letteratura italiana del Novecento occupano un posto a sé le scritture di memorie e di testimonianze del trauma degli anni Trenta e Quaranta e, in particolare, delle rievocazioni della tragedia dell’ebraismo italiano. Gli ebrei italiani deportati e sterminati tra il 1943-1945 furono circa 10mila. Pure la loro progressiva perdita di diritti, l’emarginazione e la persecuzione a partire dal 1938 e la loro successiva partecipazione alla guerra di Liberazione e’ via via andata ricostituendosi in ambito storiografico e quelle memorie e testimonianze sono entrate a far parte della Letteratura italiana.

L’elaborazione letteraria del trauma nazi-fascista, quella scrittura e narrazione tramandata ci fa sopravvivere la dignità e l’identità dell’essere umano, ci accresce la memoria e costituisce per noi che leggiamo e ascoltiamo, e siamo qui, in un Paese che vogliamo che sia e resti democratico, uno strumento di sopravvivenza.

Le Leggi Razziali

 (testo di Fabio Massimo Bertoldo, bibliografo e filologo): 

Le leggi razziali furono emanate dall’estate del 1938 “impedivano agli ebrei:-)  di usufruire  dei diritti di istruzione e insegnamento, -) di prestare servizio nell’esercito, -) di contrarre matrimonio  con cittadini “ariani”, -) di esercitare la patria potestà, -) di svolgere una professione (gli ebrei non potevano lavorare presso nessun ente, amministrazione, istituto a carattere pubblico; ne’ esercitare l’ufficio notarile o l’attività giornalistica; allo stesso modo a loro erano vietati  il commercio di oggetti usati e d.antiquariato, di libri, di carte da gioco, di oggetti di cartoleria; l’amministrazione di case e l’attività legate al settore dello spettacolo); -) di testare, -) di iniziativa privata, -) di tenere domestici “ariani”; furono vietate le licenze (…). Oltre al divieto di essere iscritti al Partito Nazionale Fascista, erano proibite tutte le forme di associazione e collaborazione e professionale con non ebrei, di far parte di associazioni culturali e sportive, di accedere alle biblioteche pubbliche. Venne persino vietato l’inserimento del proprio nome negli elenchi del telefono e il possesso di apparecchi radiofonici.  (…). Il 30 novembre 1943, infine, un’ordinanza di polizia stabiliva: “Tutti gli ebrei … a qualunque nazionalità appartengano, residenti nel territorio nazionale, debbono essere inviati  in appositi campi di concentramento. Tutti i loro beni, mobili ed immobili, debbono essere sottoposti ad immediato sequestro in attesa di essere confiscati”. (P. Di Cori, Le leggi razziali, in I luoghi della memoria. Simboli e miti dell’Italia Unita, a cura di M. Isnenghi, Bari-Roma 1996, pag. 472).

(Su questo risvolto della Letteratura contemporanea contiamo di soffermarci per qualche tempo).

La riforma della Giustizia (3)

Euripide (circa 485-406 
a.C.) 

è stato 
uno dei tre grandi
tragediografi greci dell'età 
classica, noto per il suo 
approccio innovativo, 
razionalistico e introspettivo

Le sue opere smantellano i 
valori tradizionali, ponendo al 
centro la psicologia dei 
personaggi, le loro passioni 
e le angosce interiori, 
rendendolo il più "moderno"
 tra gli autori tragici antichi
.






Prima di entrare nel merito del Referendum

riporteremo riflessioni e ruoli

attesi dal buon funzionamento della Giustizia

=  = = = = =

Quando le leggi siano state scritte, chi è debole e chi è ricco hanno uguale giustizia.

E’ lecito ai più deboli, se sono accusati, rispondere alla pari a chi ha più mezzi: 

il più piccolo vince il più grande, se la giustizia è dalla  sua parte.

_  _  _

_. _. _ 





Quella riportata è  una celebre riflessione sulla parità dei cittadini di fronte alla legge,   è tratta dalle 
Supplici (vv. 433-437) di Euripide, noto tragediografo greco del V secolo a.C..
Il Contesto: Il passo è pronunciato da Teseo, re di Atene, in risposta a un araldo tebano che difendeva un modello politico tirannico.
Il Significato: Euripide, attraverso Teseo, esalta i vantaggi della democrazia e delle leggi scritte (nomoi gegrammenoi), che garantiscono uguali diritti sia al povero che al ricco, permettendo al più debole di rispondere alla pari al potente e di prevalere grazie alla giustizia e alla ragione, non alla forza. 
Il concetto di Isonomia: Questo brano è una delle più antiche e chiare affermazioni del principio di isonomia (uguaglianza di fronte alla legge) e dell'uguaglianza dei diritti (isegoria) alla base della democrazia ateniese.

La nostra presenza nel mondo

 La riflessione e l'interrogazione 
La riflessione costituisce
il nucleo del metodo
filosofico di Platone,
ereditato da Socrate e
trasformato  nella  dialettica
(=tecnica del dialogo e
del confronto di idee).
Per Platone, la filosofia
non è un insieme di 
dottrine statiche
ma un processo dinamico 
di ricerca, interrogazione
e pensiero riflessivo,
volto a risvegliare
la conoscenza delle
idee già presenti 
nell’anima (reminiscenze)



Le giovani generazioni ci interpellano (5)  

Questa pagina è, e vuole essere, uno spazio di riflessione sul mondo che ci circonda. Pare che Platone ci abbia lasciato questo breve insegnamento: Interrogarsi ed interrogare e’ compito del vivere, perché non vi è altro modo  per dare inizio al dare senso.


*  *  *

= = =La riflessione appartiene a ciascuno di noi quando per curiosità insorta da un particolare evento o per trovare spiegazioni sul comportamento di taluni, ci interroghiamo sul nostro trovarci a vivere o comunque a conoscere quello specifico evento sociale.

= = = Generalmente la gran parte delle risposte, a quelle che riteniamo siano domande fondamentali, le otteniamo col nostro rapido ragionamento interiore facendo nostre le convenzioni della società entro cui siamo parte.

= = = Eppure le idee correnti non sempre andrebbero prese come solide. Il dissenso e/o la critica delle idee (comprese quelle correnti) oltre che accettabili in regime di vita libera e democratica, sono mezzo per affinarle e per trovarne di nuove.

_ _ _ 

Alla luce di quanto riportato c’è molto da riflettere sull’assoluta carenza di confronto politico-amministrativo esistente nella conduzione di tanti comuni della nostra Isola, Contessa Entellina compresa, dove in Consiglio Comunale si verifica che uno svolge la relazione, nessuno osserva, tutti approvano. Eppure nella contemporaneità il dissenso o anche la semplice osservazione è consentita pure all’interno di una stessa compagine, persino all’interno di ogni nucleo familiare. Ci viene da evocare su quanto capita all’interno di uno stesso partito: all’interno del Pd pare che convivano almeno dieci partiti, con riflessioni e tesi in contrapposizione l’una dall’altra.

lunedì 2 marzo 2026

Parole frequenti sui media


L'International Emergency Economic
Powers Act è una legge federale
statunitense promulgata nel 1977
che conferisce al Presidente il
potere di identificare qualunque
minaccia abbia origine al di fuori
degli Stati Uniti.







IEEPA. L’International Emergency Economic Powers Act è una legge federale promulgata nel 1977 che conferisce al presidente il potere di identificare qualunque minaccia abbia origine al di fuori degli Stati Uniti. Storicamente, i presidenti hanno applicato questa legge per promuovere sanzioni economiche e misure di embargo nei confronti di Paesi come Iran, Corea del Nord e Russia. Nel 2025, l’amministrazione Trump ha invocato lo Ieepa per giustificare l’introduzione di un esteso sistema di dazi a molti Paesi.

  Trump ha appreso della bocciatura del provvedimento adottato sulla base dell’ International Emergency Economic Powers Act mentre era in riunione con i governatori per una colazione di lavoro. Poco dopo, uno dei suoi consiglieri gli ha passato un bigliettino. «È una sconfitta, allora?», ha chiesto il presidente. Il consigliere che gli ha portato la notizia ha confermato che la Corte suprema aveva appena stabilito l’illegalità dei dazi imposti attraverso l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), la legge del 1977 sui poteri economici di emergenza internazionale: un duro colpo alla politica economica del presidente. Trump ha detto ai governatori che, nonostante il suo aspetto apparentemente calmo, dentro si sentiva ribollire, e ha definito la decisione una vergogna.

  Con un verdetto di 6 voti a 3 e un’opinione scritta dal Giudice Capo John Roberts e appoggiata anche da due dei giudici conservatori nominati da Trump (Amy Coney Barrett e Neil Gorsuch), la Corte ha stabilito che il presidente aveva oltrepassato la sua autorità imponendo i dazi attraverso l’IEEPA senza l’approvazione del Congresso.


La nostra presenza nel mondo

Il dibattito geopolitico contemporaneo
identifica principalmente la 
Russia
 (come erede diretta dell'Unione
Sovietica) e la 
Cina (nonostante il
mantenimento della struttura formale
del Partito Comunista) come potenze
ex comuniste che oggi adottano
politiche estere descritte da molti
analisti e critici come "imperialiste" o
neo-imperiali.
La Russia ha intrapreso un percorso
che, specialmente sotto Vladimir Putin,
è stato definito "imperialismo periferico"
 o mirato al ripristino dell'influenza
sovietica. L'invasione su larga scala
dell'Ucraina nel 2022 è vista come un
tentativo di ripristinare il controllo
imperiale sui territori dell'ex URSS.
La Russia utilizza anche attività proxy
privacy (=inferiore, scarsa privacy)
e relazioni diplomatiche/economiche
per estendere la sua influenza in
Africa.





Le giovani generazioni ci interpellano (4)  

Transitiamo su un pianeta dalle mutazioni imprevedibili, inimmaginabili.

= = =Nei decenni trascorsi ci eravamo convinti (vedasi il libro: la fine della Storia e l’ultimo uomo, di Francis Fukuyama) che nel mondo, dopo il crollo ovunque del comunismo, non vi sarebbero stati più alternative alla democrazia (e alla libertà individuale), dal momento che l’unica alternativa di sistema, il comunismo, si era dissolto da sé stesso.

= = = Quel crollo del sistema oppressivo si è, tuttavia, rivitalizzato. La Storia, con la sua ovvia e sempre vitale forza, ci ha consegnato in Russia un regime di estrema destra e non solamente lì. Come a voler dire che un certo mondo voglia sperimentare ruoli e meccanismi, pur sempre antidemocratici, ma da altra sponda. 

= = = Come in fisica si ha a che fare con l’antimateria e in biologia con l’anticorpo, in politica pare che si preferisca transitare da un estremo all’altro, dal breznevismo alla destra estrema putiniana.

La Letteratura (20)

Tra il 1943 e il 1945, oltre
 40.000-45.000 
italiani
 (politici, ebrei e lavoratori)
furono deportati nei lager
nazisti, con un tasso di mortalità
del 45% per i politici
nei campi di detenzione.

A questi si aggiungono
circa
650.000 Internati
Militari Italiani
 (IMI) deportati 
nei campi di prigionia
come forza lavoro coatta, di
cui circa 50.000 deceduti
di stenti.
Fra i militari
deportati, il Blog decenni
fa ha raccolto le
testimonianze di due
concittadini
di Contessa Entellina.

E’ verosimile
che i Contessioti siano
stati ben più di quei due
e che alcuni non  sono mai
più  tornati perché  deceduti
di stenti nei campi di
concentramento.


.
 Memorie e testimonianze novecentesche

La letteratura italiana del Novecento accoglie vasti spazi di memorie e testimonianze di quello che fu il trauma degli anni Trenta e Quaranta, con speciale testimonianza a quella che fu la tragedia dell’ebraismo italiano; non ci riferiamo solamente  alle scritture letterarie centrate sulla soluzione finale nei campi di concentramento  e di sterminio (1943-1945), che costarono al solo ebraismo italiano circa 10.000 persone, ma anche la progressiva perdita di diritti, persecuzione ed emarginazione di tanti italiani che non intesero aderire alla Repubblica sociale mussoliniana. Per quanto attiene la letteratura ebraica di riferiremo ai tanti autori che hanno fatto la  scelta di un’altra appartenenza nazionale, quella non sionista e quindi non israeliana.

Questa memoria sugli ebrei italiani è stata per lungo tempo negata e via via nel Novecento, in seguito alla persecuzione, iniziò un processo di recupero delle radici e di ricostruzione della storia più recente, a cura dell’ebraismo della diaspora, con l’intento di differenziarsi ( e pure per contrapporsi) dall’ebraismo dello Stato d’Israele e da quello delle comunità ebraiche nordamericane. Gran parte di queste memorie e testimonianze a cura, oltre che da scrittori, anche e sopratutto da scriventi per i quali lo scrivere  non fu soltanto un atto di assoluta necessità, ma lo scrivere divenne esso stesso necessità perché compito assoluto ed estremo e dovere di dare testimonianza della disumanità subita e trasmettere e mantenere viva la memoria per impedire che quel danno si possa ancora ripetere in altre forme.

Troppo lungo e’ l’elenco degli autori e dei libri  di “memoria e testimonianza” . Noi ci proponiamo di intrattenerci, su ulteriori poche pagine, sulla letteratura italiana del secondo dopo guerra, sul clima disumano portato avanti dalle “leggi razziali” e sul complessivo clima vissuto non solo dagli ebrei ma anche dai deportati italiani nei campi di concentramento tedeschi dislocati, prevalentemente nell’area polacco-ucraina, dove per tanto tempo finirono anche concittadini di Contessa Entellina, la cui unica  colpa fu di non avere voluto aderire alla repubblica sociale mussoliniana.

(Segue)

domenica 1 marzo 2026

E adesso ?

L’ayatollah Khamenei è stato ucciso

L’isolamento dell’Iran appare visibile. Una vasta coalizione arabo-sunnita moderata, ha condannato le ritorsioni iraniane ma nessuno ha avuto a che dire sull’attacco iniziale di Stati Uniti e Israele. Stavolta non c’è il rischio che l’attacco esterno stringa la popolazione iraniana attorno al regime. Nelle ultime manifestazioni contro la dittatura islamica si erano levate sempre più spesso le proteste delle piazze, a favore di un intervento «liberatore» dall’esterno.

Cosa succede adesso? Il ruolo dell’Iran è essenziale in quell’area del pianeta;  andrebbe evitato il vuoto di potere, il rischio di un’altra Libia. In Iran non e’ esistita sotto  Khamenei un’opposizione politica organizzata che oggi possa assumere il governo. I pericoli sono tanti, come i dubbi. Del resto, alla vigilia dell’attacco, persino il Pentagono ha fatto trapelare obiezioni sia tecniche che politiche. Sulle analisi inquiete sul «dopo» neessuno ha certezze e il Medio Oriente è una trappola di sorprese.

Per il governo cinese è : «Inaccettabile l'uccisione di un leader di un Paese sovrano e l'incitamento a un cambio di regime». La Cina ha espresso «ferma condanna» per l'uccisione della Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei, ribadendo l'appello a una cessazione «immediata» delle operazioni militari in Medio Oriente.

 Il ministero degli Esteri di Pechino ha definito l'uccisione dell'ayatollah una «grave violazione della sovranità e della sicurezza dell'Iran, nonché un attacco agli scopi e ai principi della Carta delle Nazioni Unite e alle norme fondamentali delle relazioni internazionali». 

Pechino ha quindi espresso la propria ferma opposizione e condanna per quanto avvenuto, chiedendo «un'immediata cessazione delle operazioni militari» nella regione. Pure Putin ha inviato solidarietà e condoglianze ai vertici del potere iraniano.


La domenica è fatta per riflettere


Il libro degli Atti degli apostoli è
l'unico documento antico che ci
riferisce gli inizi del Cristianesimo
e la "carriera folgorante" dell'apostolo
Paolo. Gli Atti degli apostoli si
interrogano sulle origini del
cristianesimo e sulle ragioni
della rottura fra cristiani e
giudei. Essi illustrano i tentativi
 della missione cristiana in un
contesto religioso fortemente
concorrenziale, informando
sulla vita dei primi cristiani e
sulla nascita delle loro comunità.
Inoltre, tentano di spiegare
il successo del movimento,
nonostante le forti opposizioni
che ha incontrato.



Riflettendo sugli “Atti degli Apostoli” 

Il quadro geografico.

  Gli Atti degli Apostoli si caratterizzano per la densità di indicazioni geografiche di quel mondo antico, che però avvertono gli storici non vanno interpretati esclusivamente secondo un valore storico e realistico, ma anche, e forse sopratutto, secondo un significato simbolico e teologico.

  L’itinerario. L’intera trama degli Atti e’, verosimilmente, determinata dal progetto di estensione spaziale (Gesù nel prologo rivolto ai discepoli pronuncia parole programmatiche “Riceverete potenza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi  e ‘Mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea, la Samaria e fino all’estremità della terra”  (1,8).

  I primi sette capitoli sono ambientati a Gerusalemme, che è il luogo dove Gesù inizialmente aveva ordinato di non allontanarsi (1,4)  in attesa del compimento della promessa  del Padre, cioè dell’invio della potenza dello Spirito (cfr. Lc 24,49).  Dopo, però, in conseguenza della persecuzione seguita alla predicazione di Stefano, inizia la dispersione dei primi cristiani. Dispersione della prima comunità che arriva ”fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiochia”.

(Segue)

*   *   *

 La religione quale sistema di significati

e di Assoluto.

 Il fatto religioso. Ci soffermeremo per qualche tempo nel tratteggiare il fenomeno religioso con ottica sociologica. D’altronde da qualche tempo stiamo usando, quasi su ogni tematica, questo metodo.

 E’ scontato -tanto per introdurre la tematica-  che la religione, tutte le religioni, possono costituire forza di conservazione o di destabilizzazione dello status quo. Basta porre attenzione sul mondo islamico, oppure su quello ebraico, per cogliere che il “fattore politico”, in entrambi le comunità mediorientali, ha assunto ai nostri giorni (ma non solamente adesso), assoluta prevalenza sul fattore “religioso”.

 Proveremo, questo è  l’intento, a capire la religione come ricerca di ”significati e di Assoluto” rispetto agli interrogativi di sempre dell’umanità: il dolore, l’amore, la vita, la morte …. . Una cosa emerge subito e possiamo avanzarla: non tutte le religioni si concentrano sui temi ora accennati, e ove lo fanno il loro differenziarsi prevale sul convergere.

Parole frequenti sui media

russkij mir. 
Significa «Mondo Russo», ed è un concetto politico, ideologico e culturale che definisce la sfera di influenza che oltrepassa i confini russi attuali. Viene descritto come un’ideologia del putinismo che giustifica le ambizioni imperiali e il neo-imperialismo russo, ponendosi come un’alternativa ai valori occidentali. Il concetto è stato utilizzato come giustificazione ideologica nella guerra russo-ucraina, descrivendo l’Ucraina e altre aree post-sovietiche come parte integrante di questo «Mondo Russo». 

Si basa su tre pilastri: la Chiesa Ortodossa, la cultura e la lingua russa, e la memoria storica comune. Detto in altri termini indica una comunità transnazionale unita dalla lingua, dalla cultura, dalla storia e dalla religione (Chiesa ortodossa russa). Viene descritto come una dottrina di soft power o, in contesti critici, come espansionismo neo-imperialista. Il concetto è centrale nel putinismo e viene utilizzato per giustificare l'azione di Mosca in paesi vicini, in particolare l'Ucraina, considerata parte inalienabile di questa "civiltà".

sabato 28 febbraio 2026

Le follie umane: ricorrere alla guerra!

 

USA e Israele attaccano l’Iran
L’obiettivo esplicito non è più
smantellare il programma nucleare
ma cambiare il regime. 
L'offensiva congiunta con Israele
punta ad abbattere il regime
islamico
.




Dopo settimane di tensione, Stati Uniti e Israele hanno lanciato nelle prime ore di oggi l’attacco sull’Iran avendolo «pianificato per mesi». 

 L’azione è -come viene definita in queste circostanze-  «preventiva»: l’intento dichiarato è quello di «impedire che Teheran abbia armi atomiche».


 Nelle scorse settimane, i negoziatori di Iran e Stati Uniti si erano incontrati a Ginevra per cercare un accordo sul nucleare. L’ultimo summit, giovedì, aveva dato risultati di cui Trump si era ieri detto «deluso».


 Da settimane gli Stati Uniti accumulavano nell’area mezzi militari. Nella zona si trovano attualmente  due portaerei e centinaia di caccia statunitensi, oltre a mezzi di supporto. L'Onu si è detto contrario agli attacchi, chiedendo che le parti tornino al tavolo dei negoziati. La Francia ha chiesto una riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Condanna di Mosca e Pechino: «Aggressione immotivata»

La democrazia

 Ad Atene significava il “corpo civico”.

Il termine dêmos (δῆμος)
significa
 popolointeso
come l'insieme dei
cittadini, la 
popolazione
o il ceto popolare, in 
particolare contrapposto
all’aristocrazia,nell’antica
Grecia.
E’ la base etimologica di
termini come “democrazia”
(potere, del popolo) e
demografia.













I comportamenti di Donald Trump ci fanno riflettere sulla “Democrazia”. Avviamo pertanto sul blog alcune pagine sul tema, come al solito con poche righe, su cosa si intendeva con questo termine nell’antica Grecia. 

= = = =  In ambito storico, "demo" (dal greco démos) si riferisce al popolo o alle suddivisioni territoriali nell'antica Grecia. Era altresì l’apparato politico-economico fondato sull’alleanza dei ceti dominanti delle città. Ad Atene il governo spettava alla parte popolare dei liberi, il «demo» (da qui ‘democrazia’ come sistema politico), e l’analogo domina nelle città alleate. Spesso si trattava tuttavia di minoranze numeriche. 

= = = = Tucidide (storico e filosofo ateniese) ha riflettuto su qual fosse la migliore forma di governo.  Ha analizzato in maniera critica il meccanismo democratico: ha apprezzato Pericle, del quale ha ascoltato le parole, perché ha saputo trasformare la democrazia in un regime in cui il leader più capace guida il sistema.

= = = = Nel corso della sua vita, Tucidide ha fatto esperienza anche di un’altra modalità della politica ateniese, l’oligarchia. Nell’anno 411 a.C. gli oligarchi che detestano e tentano di colpire la democrazia – sperando nell’aiuto spartano – prendono il potere ad Atene. È un disastro: governano per quattro mesi e scoppia una guerra civile, o quasi, al termine della quale si determina un regime misto.

= = = = Tucidide fa comunque un elogio di questa forma di governo, in parte democratico e in parte oligarchico, fondata su una limitazione della cittadinanza. Non più tutti i maschi liberi in età militare sono considerati cittadini: sarebbero teoricamente 30mila, ma soltanto 5 mila benestanti. Successivamente si rende conto, però, che quell’equilibrio e’ instabile, e determina la liquidazione dell’Impero.


Curiosità

 Trump sullo “Stato dell’Unione”

Il discorso, un interminabile
comizio: per elencare i suoi
successi, attaccare i democratici
 «pazzi e malati» capaci di
vincere «solo se rubano», e
celebrare l'avvio di una «nuova
età dell'oro» per l'America.






Donald Trump nel suo recente intervento al Congresso Usa ha non solo  imbellettate il discorso ma lo ha reso inattendibile in più tratti. Quanto segue lo riprendiamo stralciandolo dal Corriere della Sera da un elenco molto più lungo.

1) L’economia «Quando ho parlato l’ultima volta in quest’Aula, 12 mesi fa, avevo appena ricevuto in eredità un Paese in crisi, con un’economia stagnante». Prima bugia: Non è vero: il Pil Usa nel 2024 era cresciuto del 2,8% (a fronte del 2,2% del 2025).

2);Le tasse «L’anno scorso ho chiesto al Congresso di intraprendere la missione di fare il più grande taglio alle tasse della storia americana». Seconda bugia:  Il taglio alle tasse c’è stato, ma, secondo la Tax Foundation, la cosiddetta «Grande meravigliosa legge» a cui alludeva Trump è solo il sesto più grande taglio fiscale della storia Usa (e se ne sono giovati soprattutto i più ricchi). 

3) Il lavoro «Non ci sono mai stati così tanti americani con un lavoro». In numeri assoluti è vero, ma nel 2025 la creazione di nuovi posti di lavoro è calata. Ora il tasso di disoccupazione è al 4,3 % (era al 4% alla fine del mandato di Biden).

4) I farmaci «Ho portato i prezzi dei farmaci negli Usa (…) dall’essere i più alti del mondo a essere i più bassi. È un grande risultato. Ora il loro prezzo è inferiore del 300, 400, 500, 600% e oltre». Non è vero. Trump ha fatto accordi con alcune case farmaceutiche e ora qualche decina di prodotti è in vendita in sconto sul sito TrumpRx. In ogni caso, un ribasso di oltre il 100% del prezzo è un assurdo matematico: significherebbe che gli acquirenti sono pagati per comprare un farmaco.

5) Gli omicidi «Nel 2025 si è registrata la maggior diminuzione di sempre del tasso di omicidi». In effetti, si calcola che sia diminuito del 21% rispetto al 2024. Ma, dopo un picco nel 2020 legato alla pandemia, il tasso di omicidi era già molto calato in tutti gli anni successivi.

Intelligenza Artificiale

 Un percorso lungo settanta anni

La Storia dell’AI

L'idea di macchine in grado di pensare
da sole non è nuova. Il concetto di
esseri artificiali dotati di intelligenza
risale a decenni fa, tuttavia, il campo
moderno dell'AI ha iniziato a prendere
forma a metà del XX secolo. Diamo
un'occhiata alla storia dell'AI come
la conosciamo:

l'invenzione dei computer
programmabili negli anni '40 ha
acceso l'immaginazione. Nel 1950,
Alan Turing propose il "test di Turing",
un modo per valutare se una macchina
potesse mostrare un comportamento
intelligente indistinguibile da quello
di un essere umano. Si trattava di
un passo filosofico e scientifico
fondamentale.
=
Le origini dell'AI (anni '40-'50):
l'invenzione dei computer programmabili
negli anni '40 ha acceso l'immaginazione.
Nel 1950, Alan Turing propose il
"test di Turing", un modo per
valutare se una macchina potesse
mostrare un comportamento intelligente
indistinguibile da quello di un
essere umano. Si trattava di un passo
filosofico e scientifico fondamentale.
=
 La nascita di un campo (1956):
il Dartmouth Summer Research Project,
organizzato da pionieri come John
McCarthy, è ampiamente considerato
la nascita ufficiale dell'AI come
disciplina accademica. È qui che
è stato coniato il termine "intelligenza
artificiale".
=Crescita (anni '80-2000): lo sviluppo
di sistemi esperti e, in seguito, l'ascesa
del machine learning hanno dato
nuova vita alla ricerca sull'AI. Pietre
miliari come la vittoria di Deep Blue
di IBM su un gran maestro di scacchi
nel 1997 hanno dimostrato le crescenti
capacità dell'AI.
=
 Il boom dell'AI moderna (2010-oggi):
i progressi nella potenza di calcolo,
la disponibilità di set di dati massicci
 e le scoperte nel deep learning, in
particolare con le reti neurali,
hanno alimentato l'attuale rivoluzione
dell'AI. In quest'era sono emersi
strumenti potenti che stanno trasformando
 i settori.

Sono passati settant’anni da quando l’Intelligenza Artificiale ha aperto più frontiere per lo sviluppo della Scienza e, va precisato,  e conseguentemente al nostro vivere. Tutto bene quindi? Forse no o forse sì. Non compete ad un modesto blog esprimere simili giudizi, però ci sono figure dello stesso mondo della Scienza che sollecitano accorgimenti e rimedi  contro certi rischi. Nei decenni passati, molto meno ai nostri giorni, ci sono stati convegni e personaggi che puntavano attenzione e scorgevano rischi nel tipo di rapporto che andava sviluppandosi fra uomo e macchine. 

Il termine “Intelligenza Artificiale” apparve e fu coniato nell’agosto del 1955 da Marvin Minsky e John McCarthy nel corso di uno storico convegno che segnò la svolta nel rapporto uomo-macchina. Non passo’ molto tempo perché iniziassero le bordate controcorrente  rispetto ad una novità, che si diceva, potrebbe sfuggire  di mano all’uomo. Le iniziali preoccupazioni contro la novità riguardavano i risultati contingenti, però esse hanno innescato una rivoluzione tecnico-scientifica di cui, oggi, nessuno nega utilità e risultati.

Su questa rilevante innovazione ci intratterremo per qualche tempo sul blog. Per il momento riportiamo la iniziale convinzione che si ebbe dell’I.A. : capacità delle macchine di imitare le funzioni cognitive umane, come imparare, ragionare, risolvere problemi e comprendere il linguaggio, analizzando grandi quantità di dati per riconoscere schemi e prendere decisioni autonome, come farebbe un cervello umano, ma senza avere coscienza o emozioni. In parole semplici, sono programmi che "pensano" e "agiscono" in modo intelligente per svolgere compiti complessi, dall'assistenza vocale alla guida autonoma.

 Non c’è dubbio che i computer si vanno via via facendo carico di funzioni di complessità crescente e, nel farlo, stiano modificando in maniera determinante il concetto che abbiamo di noi stessi e della società. Sono tantissimi gli uomini di scienza e non convinti che non è lontano il tempo che questa nuova e potente forza tecnologica sarà in grado di superare la capacità di pensiero della mente umana media.


venerdì 27 febbraio 2026

La riforma della giustizia (2)

Prima di entrare nel merito del Referendum

ci piace riportare i malcontenti

raccolti in queste settimane sui giornali.

Il cuore della riforma della giustizia
 
prevede una separazione netta 
tra giudici e pubblici ministeri. 
Oggi tutti i magistrati seguono lo 
stesso percorso formativo e nei 
primi dieci anni di carriera possono 
cambiare funzione una volta, 
passando dal ruolo giudicante a 
quello requirente o viceversa. Con 
la riforma, questo passaggio 
verrebbe definitivamente bloccato: 
giudici e pm seguirebbero due 
percorsi separati e non comunicanti.
Un altro elemento centrale è 
la creazione di due Csm, uno per 
la magistratura requirente e 
l’altro per quella giudicante, 
entrambi presieduti dal Capo dello 
Stato. I membri dei due Csm 
restano in carica 4 anni. E ne 
fanno parte, di diritto i vertici della 
Cassazione. Gli altri consiglieri 
vengono individuati attraverso sorteggi.
La riforma introduce inoltre 
l’Alta Corte disciplinare, un 
nuovo organo composto da 15 
membri che avrà il compito di 
decidere sulle sanzioni ai 
magistrati, oggi di competenza del 
Consiglio superiore della magistratura. 
I 15 membri saranno nominati in 
parte dal presidente della Repubblica, 
in parte sorteggiati da elenchi 
predisposti dal Parlamento e in 
parte scelti tra magistrati con 
requisiti specifici.



Un elemento essenziale da tenere presente in questa nostra riflessione, sullo stato d’animo con cui ci recheremo ai seggi fra pochi giorni, è  ovviamente la assoluta difesa dell’indipendenza della magistratura così come e’ stata voluta dai padri costituenti all’alba dell’affermarsi della Repubblica. E però,  riflettere sulla circostanza referendaria che intacca alcuni articoli della Carta Costituzionale, e’ doveroso. Dobbiamo, vorremmo capire perché siamo chiamati alle urne.

_X) Nessuno dubita che nel “Palazzo” vigono forme di corporativismo e di autoreferenzialità degli stessi giudici. Quante volte abbiamo letto sui giornali di inchieste finite nel nulla?

_X) Quante persone sono state coinvolte e poi risultate, dopo lunghissimi processi, del tutto estranee persino ai fatti. Fisiologia o patologia del sistema? 

_X) Il Presidente emerito della Corte Costituzionale, Giovanni Maria Flick, in una intervista al Messaggero, di qualche tempo fa sostenne che, dopo Tangentopoli, la magistratura ritenne di perseguire anche i costumi, non solamente i reati. «Abbiamo abbandonato il metodo – disse Flick – di giudicare il fatto per guardare successivamente all’uomo, oggi si giudica l’uomo, il corruttore, l’associato a delinquere, ossia il tipo di persona che è espressa da quel fatto». 

_X) Quante volte abbiamo letto sui giornali la sproporzione tra l’enfasi delle accuse e l’irrilevanza di assoluzioni che, arrivando dopo troppi anni non trovano sui giornali le professionalità che conservassero un minimo di memoria, finivano per essere liquidate in poco spazio. Le vite, tutte le vite, meritano rispetto. Restituire la dignità alle persone ingiustamente accusate, oltre a essere un fattore di civiltà, rafforza la lotta all’illegalità, non la indebolisce.

===Entrando nel merito del Referendum, attenendoci ad un recente libro di Stefano Passigli: «Nordio - Ragioni e pericoli di una riforma» leggiamo che il problema è, sarebbe, la lentezza dei processi civili e penali in Italia. E’, sarebbe pure, un problema la decisione del Governo di proporre all’approvazione del Parlamento una riforma costituzionale anziché intervenire sulla lunghezza dei processi. 

= = = Affrontare un tema – quello della separazione delle carriere – di fatto già definitivamente risolto dalla Legge Cartabia del 2022, non risolve il vero male della giustizia, e sarebbe dannosa -secondo taluni giuristi- perché divide profondamente la nostra cultura politica proprio su di una delle questioni – la struttura e l’esercizio della giurisdizione – su cui maggiore sarebbe la necessità di unità.

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  Nella prossima pagina proveremo a cogliere altri punti di divisione fra favorevoli e contrari alla riforma costituzionale.

(Segue)


Lo Sport

L’affare olimpico

Domenica 22 febbraio si sono conclusi i Giochi di Milano Cortina 2026 Il rapporto tra le antiche gare di Olimpia e quelle odierne — ampiamente evocato su tutti i media nei giorni scorsi — sa di inverosimile. 

= = = Differenza positiva a favore del presente è sicuramente  la partecipazione, nei Giochi di oggi, di atleti che di qualche loro disabilità fisica hanno fatto un punto di forza. Ci prepariamo infatti ad assistere alla Paralimpiade (6-15 marzo) nello stesso scenario di Milano Cortina: un evento che sarebbe stato impensabile nella società antica, dove la perfezione del corpo era un prerequisito per ogni altro tipo di eccellenza. 

= = = Altro aspetto positivo e’ la partecipazione delle donne, anticamente limitata a una gara di corsa in onore della dea Hera, a cui concorrevano solo ragazze nubili, presumibilmente provenienti da Sparta, alle quali soltanto non era interdetta l’esibizione della nudità atletica. 

Per il resto, nell’antica Grecia, gli atleti erano solo maschi che gareggiavano svestiti, forse in ossequio a quella «nudità rituale» connessa, fin da tempi remoti, alle pratiche di iniziazione legate al passaggio dall’adolescenza all’età adulta. 

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###C’e’ una distanza incolmabile tra l’Olimpiade di oggi e quelle che si svolgevano nell’Antica Grecia, ed è tutta  di tipo politico e risiede nel concetto di ekecheirìa (letteralmente «tenere le mani lontane dal nemico», la «tregua sacra» o «pace olimpica»): la scelta deliberata di sospendere le guerre. I Giochi imponevano il silenzio delle armi. Nelle Olimpiadi contemporanee permane una tragica convivenza con il fragore dei conflitti in corso. 

###Un’altra asimmetria è di tipo strutturale:  oggi, pulsa un indotto di milioni di euro in termini di diritti televisivi, sponsorizzazioni globali e trasformazioni urbanistiche. L’atleta — che a Olimpia veniva premiato con una corona di ulivo o di alloro, e nel migliore dei casi con un epinicio (un canto in onore della vittoria)è oggi diventato un brand. La vittoria non è più solo un valore etico, è una quotazione economica.