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giovedì 2 luglio 2026

Contessa Entellina si svuota

Non solo Contessa Entellina

Il Rapporto annuale Istat 2026 segnala inoltre

che sempre più donne laureate lasciano l’Italia


 Ogni anno decine di migliaia di giovani lasciano il paese Italia. Con la laurea in tasca. E tra chi parte, ci sono sempre più donne. Che Contessa Entellina si è svuotata da tempo non fa più notizia; tanto e’ vero che qui per gli anziani che restiamo vengono organizzate feste su più gusti; tanto si usano soldi pubblici! Ogni notizia in materia ormai, qui, a Contessa Entellina passa inosservata.

 Più rilevante, è pertanto attenzionata dai media, e’ la segnalazione ISTAT secondo cui ogni anno decine di migliaia di giovani lasciano il paese. Con la laurea in tasca. E tra chi parte, ci sono sempre più donne. I numeri sono stati fotografati dal Rapporto annuale Istat 2026: nel 2024 hanno lasciato l’Italia 25mila giovani laureati tra i 25 e i 34 anni, a fronte di poco più di 4 mila rientri. Il Cnel ha tradotto questo esodo in una cifra impressionante: 160 miliardi di euro di capitale umano perso nell’ultimo decennio. Le ragioni non sono misteriose: gli stipendi italiani sono fermi in termini reali ai livelli del 1990, chi studia sa già, prima di cercare lavoro, che altrove sarà pagato meglio, riconosciuto prima, stabilizzato più in fretta.

 La quota di donne che si trasferiscono all’estero è cresciuta: oggi sono circa la metà. E tra le emigrate la quota di laureate supera quella maschile. C’è poco da stupirsi. È il risultato di un sistema che chiede alle donne di essere più brave e poi offre loro meno. Meno salario, meno carriera, meno spazio. 

  In un paese tra i più anziani al mondo, le strutture accademiche, produttive e istituzionali riflettono ancora chi le ha costruite e chi le occupa. Per una giovane donna, lo spazio è spesso quello che rimane. 

 Chi non vuole aspettare, parte. Un report dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro misura: le donne occupate dedicano al lavoro domestico e di cura non retribuito oltre due ore al giorno, contro poco più di mezz’ora degli uomini. Non è un dato di natura, ma l’esito di un welfare che scarica sulla famiglia e dentro la famiglia, sulle donne ciò che altrove è affidato ai servizi pubblici. Congedi di paternità residuali, asili nido insufficienti, carriere femminili che rallentano con la nascita dei figli mentre quelle maschili, spesso, accelerano.

 Chi lascia l’Italia non cerca un paese diverso. Cerca un sistema che non chieda di scegliere tra vita professionale e vita personale, una scelta che agli uomini, per lo più, non viene posta. Cerca un contesto in cui essere presa sul serio: senza battute sull’aspetto, senza paternalismo, senza dover dimostrare il doppio per ottenere la metà. Difficile trovarlo in un paese in cui il dibattito pubblico è avvitato sulla nostalgia del passato, il sessismo resta costume accettato e la parità continua a essere trattata come un’agenda sospetta.
Il problema non è soltanto attrarre chi è partita. È costruire un paese in cui valga la pena restare.


La Letteratura (28)

 

Il termine università, nell'originaria
accezione del termine, designa un
preciso modello d'istruzione che ha le
sue origini nelle chiese e nei conventi
europei, dove, attorno all'XI secolo,
iniziarono a tenersi lezioni, con letture
e commento di testi filosofici e giuridici,
e presso di essi, o in genere attorno a
grandi personalità ecclesiastiche, varie
categorie di docenti e studenti
cominciarono a organizzarsi in
corporazioni o universitates.



La nascita delle università

Secondo il significato originario del termine (universitas, comunità), l'università era una corporazione di insegnanti e studenti, organizzata con ruoli diversi (a Parigi prevaleva il ruolo dei docenti, a Bologna quello degli studenti). Nel Duecento fu usato il termine di Studium generale per indicare l'università dove vi era almeno una delle maggiori facoltà, dove insegnavano numerosi docenti e dove più grande era l'afluenza di studenti, anche stranieri.


I primi Studia generalia furono le università di Bologna, Parigi e Oxford. Mentre nelle università italiane prevalevano le facoltà (come diritto e medicina) che abilitavano a una professione, nelle università straniere la facoltà principale era la teologia (lasciata in Italia agli ordini religiosi). Il docente universitario riceveva una paga commisurata al suo prestigio, corrisposta in un primo tempo dagli studenti con un sistema di autotassazione (la collecta) e costituita, in un secondo tempo, da benefici o rendite ecclesiastiche.


Nel 1155, l'imperatore Federico Barbarossa concesse agli studenti bolognesi l'Authentica Habita, garantendo loro immunità, privilegi e la libertà di spostarsi per studiare senza subire ritorsioni.

L’uomo, il pensiero, la riflessione, la decisione, la politica

 

11) Un amico, un cultore del pensiero degli uomini, ci fa sapere che farà pervenire periodicamente al blog alcuni dei suoi preziosi e profondi pensieri, sull’uomo. Ci fa prioritariamente sapere che egli non ritiene uomini coloro che per stupidità (che auto definiscono orgoglio) non apprezzano i loro oppositori.






=. = = Parlare di se’ stessi è pericoloso
sopratutto in quest’epoca dominata
dall’individualismo.

=. =. = Ma come si può conoscere la 
verità di un uomo senza capire l’ambiente 
che lo ha generato, gli incontri che lo hanno
segnato, le svolte che ci sono state 
nella sua vita?

=. = =  Nella vita di ciascuno ci sono
degli incontri che spiegano molti aspetti
della sua personalità e dell’impegno di
vita che seguirà.

mercoledì 1 luglio 2026

Il cammino dell’uomo (1)

Il cammino dell'umanità 
dalla caverna alla Luna 
rappresenta l'incredibile
evoluzione tecnologica,
 culturale e cognitiva che
ha permesso a una specie
di primati di passare
dal rifugio in una grotta
alla conquista dello spazio
extra-atmosferico.

 6000 anni fa 
Comincia l’avventura

Fra 6000 e 5000 anni fa, nell'area della Fertile Mezzaluna ( regione storica del Medio Oriente: si estende partendo dalle valli del fiume Nilo ‘in Egitto’, passando per la costa del Mar Mediterraneo “Levante”, fino ad arrivare ai fiumi Tigri ed Eufrate “la Mesopotamia”) vengono inventati l'aratro e poco più tardi il giogo

In Mesopotamia si registra l'invenzione della ruota e la sua applicazione nei trasporti (costruzione di carri a due e quattro ruote) e nella manifattura del vasellame (tavola rotante del vasaio).

Gli artigiani egiziani per imitare i lapislazzuli (=pietre preziose di colore blu) creano la «porcellana egiziana», il primo materiale sintetico.


Compaiono in Egitto i primi sigilli piani, usati per imprimere un segno di riconoscimento su giare e altri recipienti. Vengono costruiti in Mesopotamia ed Egitto i primi telai orizzontali.


3500 a.C. Nel corso e verso la fine del IV millennio a.C., in Egitto, durante il periodo protostorico detto pre-dinastico o pre-tinita, si opera l'unificazione culturale, amministrativa e politica della valle del Nilo, a nord delle cateratte fino al delta. L'unificazione si esprime attraverso il ricordo di alcuni mitici sovrani, come i re Scorpione e Narmer, ed è simboleggiata dalla sovrapposizione, sulla corona rossa del sud (Alto Egitto), del copricapo bianco a tiara del nord (Basso Egitto).

 

 Secondo alcuni, Narmer sarebbe da identificare con lo stesso primo faraone Mene. 3000-2605 a.C.


=====

Il blog sta procedendo con gradualità ad una modifica di impostazione, ma sopratutto di contenuti. Ciò avviene grazie all’ampliamento delle collaborazioni. I lettori troveranno le tematiche di sempre, anzi verranno ampliate quelle localistiche, ma nel contempo verrà ampliata l’attenzione su ciò che l’uomo del terzo millennio si propone di conseguire. Forse arriveremo a scoprire che missione dell’uomo non è organizzare le feste a spese della comunità, ma migliorare il vivere allargando gli orizzonti.

Terzo millennio (1)

Il terremoto del Belice del 1968
ha stravolto radicalmente lo
stile di vita locale,
trasformando antiche
comunità agricole in una
società segnata per decenni
dalla precarietà delle
baraccopoli, da lunghi
ritardi nella ricostruzione
e da una forte spinta
 all'emigrazione e allo
spopolamento.

Il post-terremoto ha
causato un esodo massiccio
verso il nord Italia o 
verso l’estero.


 La casa post-terremoto ‘68

 Capita confrontarsi con conoscenti o amici ed evocare gli anni giovanili, gli anni di studio, i vari transiti da un impegno lavorativo ad un’altro. E’ capitato pure evocare il vivere a Contessa Entellina quando l’ambiente edilizio, residenziale, abitativo era quello pre-sisma ‘68. Da una di queste evocazioni e’ spuntata l’idea di tratteggiare sul blog i cambiamenti di stili di vita e sopratutto i cambiamenti delle nostre abitazioni, del nostro paese rispetto alla realtà socio-umana pre-terremoto.

  Per andare avanti per qualche tempo sulla tematica tratteggiata nel corso della chiacchierata, serve  ovviamente la memoria e l’apporto collettivo, se consideriamo che le case delle famiglie nel corso dei decenni successivi all’evento “terremoto ‘68”, a ricostruzione dell’abitazione avvenuta, e’ andata riempendosi di arredi e apparecchiature che rispetto al vivere nel ventennio successivo alla seconda guerra mondiale tendono a risparmiare fatica e tempo (dalle stufe, o dagli impianti di riscaldamento, alle lavatrici, dall’aspirapolvere alla lavastoviglie, oltre che alla tv ed altri ancora).

 L’irrompere del mondo esterno all’interno delle nostre case è verosimilmente andato di pari passo con la riduzione degli spazi e le occasioni di incontro pubblici del paese, della comunità.  Si è prolungato il tempo passato entro le mura domestiche e nel contempo si sono svuotati i tanti circoli e ritrovi pubblici del periodo pre-terremoto. E, non ci riferiamo, per intanto, al fenomeno migratorio. 

(Segue)

 

L’uomo, il pensiero, la riflessione, la decisione, la politica

10) Un amico, un cultore del pensiero degli uomini, ci fa sapere che farà pervenire periodicamente al blog alcuni dei suoi preziosi e profondi pensieri, sull’uomo. Ci fa prioritariamente sapere che egli non ritiene uomini coloro che per stupidità (che auto definiscono orgoglio) non apprezzano i loro avversari, i loro critici, i loro oppositori.




= = = Gli uomini sostengono di fare la guerra
per poter vivere in pace.

= = = La sola garanzia di una lunga pace fra
gli uomini è la loro reciproca impotenza di 
nuocersi.

= = = La pace non fu fatta per amore della giustizia,
ma la giustizia per amore della pace.


martedì 30 giugno 2026

L’uomo deve cambiare comportamenti

 

L’ondata di caldo estremo
Giornate con 
incremento dell’afa


Ogni volta che la cappa torrida ricopre il nostro Paese, scatta il dibattito se essa sia causata o meno dal riscaldamento climatico. La causa specifica di queste temperature è un anticiclone africano che trattiene sull’Italia masse di aria calda di origine subtropicale. Dunque il clima non c’entra nulla? Al contrario. La causa di fondo è che il riscaldamento globale indotto dalle attività umane rende questi fenomeni estremi più frequenti, più intensi e più lunghi. 

Un’ondata di calore opprimente e insistente sta rendendo più difficile la nostra vita. Non possiamo lavorare all’aperto nelle ore centrali della giornata. Anziani, bambini e persone fragili rischiano danni seri alla salute. Siamo dentro un grande processo di cambiamento, al quale abbiamo contribuito e che adesso ha un’inerzia tutta sua che non possiamo fermare. Le leggi della fisica sono indifferenti ai nostri discorsi. Possiamo anche decidere di ignorarle, ma loro continueranno ad agire. 

Quanto sta accadendo è la nuova normalità che dovremo vivere a ogni stagione, per i prossimi decenni. Lo sanno bene le compagnie assicurative, che, leggiamo sui giornali, hanno aumentato di molto i costi per le coperture degli eventi naturali. Le leggi della fisica sono indifferenti ai nostri discorsi. La causa di fondo è che il riscaldamento globale, indotto dalle attività umane, rende questi fenomeni estremi più frequenti, più intensi e più lunghi. 

La cultura nel XXI secolo fino ai nostri giorni (8)


Il settarismo è l'estremizzazione
della partigianeria. Quando la 
cultura perde il suo spirito critico
per diventare un'adesione fideistica e
acritica, si salda alla 
politica 
generando chiusura, intolleranza e
l'incapacità di dialogare con chi ha
visioni diverse, riducendo il dibattito
a scontro tra tifoserie.



Cultura, Politica e Settarismo

Tra cultura (o culture) e politica esiste un legame che definire stretto è poco. Un legame che rimanda a questioni essenziali del vivere: l’identità, la partecipazione, la libertà, la diversità, l’etica, la democrazia, la pace sociale e persino la stabilità politica di una comunità.

Se vale quanto succintamente sopra riportato, consegue che gli esseri umani, che siano arbereshe, venezuelani o libanesi, in quanto protagonisti della loro storia e portatori di loro specifiche rappresentazioni, norme e valori, hanno la facoltà, il diritto e il dovere di elaborare e adottare adeguati sistemi di gestione dei loro affari, dei loro costumi, delle loro prospettive.

La legittimità e l’efficacia di un sistema politico, di una convivenza comunitaria dipendono dalla capacità di rispondere alle aspettative e alle aspirazioni  di coloro dai quali deriva; cosicché il voto elettorale libero costituisce, in teoria, il momento privilegiato in cui si esplica o si annulla tale conformità.

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Su questa pagina ragioneremo, con relativa frequenza, sul vivere democratico in Sicilia, in Italia, in Europa, in Occidente. Che si tratti del più piccolo borgo al paese più popoloso del pianeta.

Per chi ama la Storia

La Restaurazione è il periodo
della storia europea che va dal 
1814 al 1830, caratterizzato dal
tentativo delle potenze continentali
di ripristinare l'Antico Regime
dopo la sconfitta di Napoleone


Pagine di cronologia 

1816 In tutti gli Stati italiani il ritorno sul trono degli antichi sovrani porta alla liquidazione della gran parte dell’eredità bonapartista. Ritornano in vigore gli antichi ordinamenti prerivoluzionari e, in diversi Stati, la classe dirigente napoleonica e’ sostituita almeno in parte, dai legittimisti. Grazie all’opera di alcuni ministri illuminati, come il cardinale Ercole Consalvi a Roma, Luigi de Medici a Napoli, Vittorio Frossombroni in Toscana, il generale Adam Neipperg a Parma, la reazione non assume ovunque quel volto poliziesco  che era nei voti della cultura più intransigente della Restaurazione e riesce talvolta a ritrovare una continuità con il riformismo settecentesco. Ma censura, repressione di antichi privilegi diffondono un profondo malcontento negli ambienti liberali, nostalgici dell’età napoleonica, costituzionalisti, rivoluzionari “giacobini” e “comunisti” buonarottiani si organizzano in società segrete. Una grave crisi economica, provocata dalla carestia che investe tutta l’Europa, fa sentire le sue conseguenze in diverse parti d’Italia, suscitando manifestazioni  di malcontento popolare prontamente represse dalle autorità.


«Restaurazione» 

Restaurazione è un concetto che indica il ritorno a condizioni politiche antecedenti a un rivolgimento sociale o a una rivoluzione.

Come categoria storiografica fu coniata nell'Ottocento dagli storici francesi con l'intento di designare il periodo segnato dal ritorno in Francia dei sovrani borbonici (1814-1830). Successivamente il suo significato si è esteso sino a definire un ciclo della storia europea segnato dal ritorno dei sovrani spodestati da Napoleone e dalla volontà di ripristinare l'assolutismo, impedire la ricomparsa delle rivoluzioni, stabilizzare l'Europa intorno alle grandi monarchie. Tuttavia il  concreto svolgimento degli avvenimenti dimostrò l'impossibilità di restaurare compiutamente l'antico ordine. Infatti, se sul piano della giustificazione teorica l'azione dei re fu accompagnata da ideali controrivoluzionari, nella realtà  dei comportamenti molti di loro scelsero una linea di compromesso, accettando alcune riforme realizzate da Napoleone e servendosi di personale militare e amministrativo formatosi in età napoleonica. In alcuni casi, come in Francia, il compromesso finì con l'accogliere, seppure con forti limitazioni, il principio della Costituzione e della rappresentanza della nazione tramite il parlamento.



lunedì 29 giugno 2026

Storie singolari di Contessa Entellina

Mos harro kush je,
mos harro ka vjen,
mos harro se dhe ti erdhe
ka dejti,

mos harro …



  Ho letto, non in un solo giorno, il libro curato da Mimmo Cuccia che nei giorni scorsi è stato presentato in via ufficiale nell’Aula Consiliare del Comune. Si tratta di una interessante panoramica storica, etnica, socio-economica e in generale culturale della realtà che è stata Contessa Entellina nel tempo andato. Un lavoro di ricerca che sicuramente ha impegnato l’autore in termini di tempo e di dedizione. Conosciamo tutti, noi di Contessa, infatti l’essere scrupoloso ed esigente dell’autore del libro. 

  Ho seguito i lavori di presentazione di pochi giorni fa del libro svoltisi nell’aula consiliare di Contessa, a cui ha contribuito con interventi, oltre al sindaco, il prof. Matteo Mandala’. Con Mimmo, io che scrivo queste righe, ho condiviso decenni e decenni di impegni, aspettative e auspici nel campo politico, amministrativo ed in quello culturale pertinenti la realtà locale e non solo. So, quindi, quanto egli sia scrupoloso e puntuale nel ricorrere alle fonti.

 Valutare un libro sulla storia socio-economica-politica di un piccolo comune siciliano, dell’entroterra, dove si e’ avuta una delle più  ampie estensione della realtà latifondista (e quindi mafiosa) e nel contempo cogliere e mettere in risalto nel testo la realtà culturale arbereshe ha richiesto all’autore e richiederà ai lettori di doverlo analizzare su due livelli: sul rigore delle fonti e sopratutto sulla capacità di inserire la micro-storia locale nel contesto regionale e comunque in quello più  ampio della realtà locale.

  Con questo approccio conto di interpretare e di cogliere via via che rifletteremo, speriamo in tanti, sulle pagine del blog, la consistenza storica e culturale del libro. Conto inoltre che alla  traccia che potremo noi tutti contessioti cogliere dalle pagine del libro, venga suggerita, in prosieguo, dall’autore la lettura più utile sui capisaldi che egli, se vuole, potrà sviluppare sulle pagine del blog.

In Venezuela la terra continua a tremare

In Venezuela vivono famiglie originarie di Contessa E.
Il drammatico terremoto che ha
colpito il nord del Venezuela ha
provocato un bilancio devastante
e ancora provvisorio di almeno
 1.430 morti e decine di migliaia
di dispersi
. La catastrofe ha avuto
inizio la notte del 
24 giugno 2026 
con due violentissime scosse
principali di magnitudo 
7.2 e 7.5,
le più gravi registrate nel Paese da
oltre un secolo.


Il Venezuela trema ancora e il numero delle vittime continua a salire. Uno degli ultimi dati raccolto sui media è di 1.430 morti, 3.238 feriti e 432 scosse di assestamento. I dispersi sarebbero ancora 
decine di migliaia. 

Tra la popolazione, cresce la rabbia per le difficoltà organizzative dello Stato. Fin dai primi attimi dopo le scosse, decine di migliaia di venezuelani si sono mobilitati per aiutare ad estrarre le persone intrappolate o per trasportare i rifornimenti, ma in alcune zone di Caracas, l’aiuto dei volontari presso gli edifici crollati ora viene rifiutato, per permettere il lavoro dei mezzi pesanti, finalmente all’opera. 

Qualcosa sta  cambiando in Venezuela. Lo dimostra l’approccio delle autorità nei confronti dei giornalisti, soprattutto quelli stranieri. Molti sono arrivati al seguito delle missioni di soccorso nazionali, e questa volta la
 burocrazia non sembra più volerli fermare.

In Venezuela vivono alcune famiglie contessiote emigrate negli anni sessanta del Novecento. L’augurio è che stiano bene.

Per chi ama la Storia

Il Congresso di Vienna
 (1814-1815) fu una 
conferenza internazionale
che riunì le principali
potenze europee dopo
la sconfitta di Napoleone
.
Il suo obiettivo principale
era ridisegnare la mappa
del continente e ripristinare
l'
Ancien Régime
,
inaugurando l'epoca storica
nota come la Restaurazione
.

Pagine di cronologia

 1815 è uno degli anni più cruciali della storia moderna: segna la fine dell'era napoleonica, la definitiva sconfitta di Napoleone a Waterloo e l'inizio del periodo della Restaurazione sancito dal Congresso di Vienna. Le monarchie europee ripristinarono l' Ancien Régime, ed in Italia torna la Restaurazione.

Il Congresso di Vienna sancisce la nuova organizzazione politica dell’Italia divisa in 10 Stati.  

Vano si rivela il tentativo del re di Napoli, Gioacchino Murat, di sollevare le popolazioni italiche con la promessa  di un regno unito e indipendente. 

L’Austria si conferma come il guardiano della Restaurazione in Italia: sconfigge i murattiani, reprime i fermenti filo napoleonici, ma impedisce anche alle forze più reazionarie  di scatenare spietate reazioni che provocherebbero nuove spirali di violenza.

Nuovi equilibri sociali

Occorreva poi creare un sistema politico-territoriale che - dinanzi all'eventuale minaccia di una revanche militare francese - fosse in grado di meglio difendersi di quanto avevano saputo fare i vari Staterelli tedeschi e italiani dell'epoca prerivoluzionaria.

Durante la Rivoluzione e l'impero erano state abolite in Francia e nei territori da essa occupati e negli Stati satelliti, le proprietà ecclesiastiche (e nei primi anni della Rivoluzione anche le proprietà nobiliari); quelle terre erano poi state in larga misura vendute e si era così creata una nuova, numerosa e potente borghesia terriera. 

Che si doveva fare? Distruggere tutte queste move proprietà per restituirle agli antichi possessori? Si sarebbe corso il rischio di provocare una sollevazione generale in mezza Europa da parte di un ceto ormai economicamente fortissimo e che aveva acquistato una grande influenza negli organismi politici e amministrativi dei Paesi in cui i Francesi  erano arrivati. Si convenne su una politica di compromesso rinunciando alla “restaurazione”  e cercando di riequilibrare le diverse esigenze sopra accennate.




domenica 28 giugno 2026

La domenica è fatta per riflettere

 

Riflettendo sugli Atti degli Apostoli

Date simboliche

I Racconti,

Sono molti e di vario tipo.


- Scene di vita ecclesiale: elezione del dodicesimo apostolo in sostituzione di Giuda, elezione dei Sette, concilio di Gerusalemme, invio in missione di Barnaba e Paolo, ecc. Si tratta di racconti sostanzialmente nuovi rispetto ai Vangeli.

-  Racconti di viaggio: sono caratteristici i brani che riferiscono itinerari e tappe, a proposito della missione di Paolo. Si tratta per lo più di cronache sintetiche, con brevi annotazioni. Molto sviluppato (occupa tutto il c. 27) è invece il racconto del percorso per mare tra Cesarea e Malta, con la tempesta e il naufragio. Si possono riscontrare alcune somiglianze col viaggio di Gesù verso Gerusalemme nel Vangelo di Luca.

Racconti di missione: riferiscono le attività di predicazione degli apostoli in circostanze specifiche (ad es., l'incontro tra l'apostolo Filippo e l'eunuco); spesso sono collegati ai racconti di viaggio. Anche questo tipo di racconti ha precedenti nei Vangeli: le varie missioni dei discepoli di Gesù.

- Racconti di conversione: di Cornelio, di Paolo, del carceriere, ecc. Sono spesso accompagnati da manifestazioni soprannaturali (visioni). Possono riecheggiare racconti biblici di chiamata.

- Racconti di persecuzione e martirio. Sono particolarmente numerosi: abbiamo quelli di Stefano, di Giacomo, di Paolo, ecc. Dipendono in modo più o meno evidente dal racconto evangelico della passione di Gesù.

  Anche quando Luca utilizza lo stesso tipo di racconto ha sempre cura di evitare la monotonia con variazioni efficaci.

=.  =.  =




La Jarida di Monreale

 Conoscere i territori

La Jarida è lo strumento principale
utilizzato dagli studiosi—tra cui
le ricerche specifiche sulle 
Divise Battallarii e Divisa
Fantasine—per ricostruire la
viabilità, gli insediamenti rurali
 e le antiche trazzere siciliane.



La Jarida di Monreale (spesso definita anche platea) è uno storico registro catastale e documentale del 1182, redatto sia in arabo che in latino. Contiene l'inventario dei confini e delle terre assegnate dal re normanno Guglielmo II all'abbazia benedettina di Santa Maria Nuova di Monreale. Si tratta del registro ufficiale, di carattere diplomatico e amministrativo, con cui il re Guglielmo II d'Altavilla concesse alla Chiesa di Santa Maria Nuova di Monreale il privilegio di trattenere e amministrare i propri immensi possedimenti terrieri e feudali.

 Il documento è di fondamentale importanza per la ricostruzione storica e geografica della Sicilia medievale, in particolare per l'area dell'Alto Belice, che ovviamente include con parecchi motivi di interesse l’attuale territorio di Contessa Entellina. Elenca dettagliatamente i confini territoriali, i feudi e i casali, inclusi quelli di Entella e Calatamauro; ovviamente quelli di più o meno un millennio fa.

 Il documento è steso  in arabo e in latino, quasi a voler testimoniare il processo di transizione culturale e amministrativo in Sicilia durante il passaggio dalla dominazione araba a quella normanna. Molti dei toponimi attuali del territorio contessioto derivano direttamente da quelli arabi trascritti nella Jarida e permettono agli studiosi di mappare l'antico paesaggio rurale del periodo arabo. Effettivamente la Jarida è una fonte inestimabile per mappare antiche strade e comprendere l'organizzazione del territorio attorno all'antico castello di Calatamauro e alla città-fortezza di Entella durante il periodo delle rivolte islamiche contro l'imperatore Federico II di Svevia.

(Segue)

sabato 27 giugno 2026

Ondata di calore

 

Quando la temperatura esterna
e l'umidità sono troppo elevate,
 il corpo umano non riesce più a
raffreddarsi efficacemente tramite
il sudore. Questo può portare
a un pericoloso innalzamento della
temperatura corporea interna,
causando danni irreversibili.


Apprendiamo dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) tramite il direttore regionale per l'Europa, Hans Kluge:

1)  «La nostra regione è quella che si sta riscaldando più rapidamente al mondo. Solo negli ultimi 4 anni il caldo ha causato oltre 200mila decessi».

2) Di caldo (e afa) si può morire e lo si fa in breve tempo, soprattutto quando le vittime sono soggetti deboli e a rischio. Il caldo estremo altera il sistema di regolazione della temperatura corporea soprattutto in presenza di tassi di umidità elevati che impediscono all’organismo di sudare. I rischi maggiori si corrono con: colpo di calore, disidratazione, congestione.

3) Il colpo di calore è l’evenienza più grave legata alle alte temperature: può manifestarsi all’aperto, in un ambiente chiuso e in un luogo dove non batte direttamente il sole. In 10-15 minuti può portare il soggetto a una temperatura corporea di 40-41° C con successivo collasso e (se non gestito) decesso.

4) I sintomi sono: mal di testa, nausea, vomito, vertigini, fino ad arrivare a stati confusionali e perdita di coscienza. Si interviene chiamando subito il 118 e, nel frattempo, cercando di far scendere la temperatura corporea della persona trasportandola in un luogo fresco, tamponando il corpo con un panno imbevuto di acqua fredda e/o una borsa di ghiaccio posata sulla testa.

5) La disidratazione è un altro pericolo serio. Non sempre si beve a sufficienza, ma con il caldo, la perdita di liquidi dall’organismo dovuta alla sudorazione può determinare pericolose alterazioni metaboliche: la principale conseguenza è l’abbassamento della pressione arteriosa, che a sua volta aumenta il pericolo di svenimento o collasso. I segni principali della disidratazione sono: sete, debolezza, vertigini, palpitazioni, ansia, pelle e mucose asciutte, crampi muscolari, problemi di concentrazione, memoria, irritabilità. E’ bene bere almeno 8 bicchieri di acqua al giorno anche se il quantitativo dipende da attività fisica, ambiente ed età. Un criterio di valutazione sempre valido è il colore delle urine che deve rimanere chiaro. No alle bevande zuccherate che non dissetano e attenzione alla temperatura dei liquidi: se troppo freddi l’organismo reagisce producendo altro calore. L'alcol è un vasodilatatore e ha un forte effetto diuretico, che accelera la disidratazione.


Novità in libreria

 Storie singolari di Contessa Entellina

e degli altri insediamenti Arbereshe della Sicilia

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La novità in libreria di  Domenico Cuccia

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Si è svolta, nella prima serata di ieri, nell’Aula Consiliare del Comune di Contessa Entellina, intestata a Francesco Di Martino, la preannunciata presentazione del libro curato da Mimmo Cuccia su alcune vicende che hanno tratteggiato la vicenda storica locale di Contessa Entellina.  Dopo la presentazione/introduzione del tema oggetto del libro da parte del sindaco di Contessa Entellina, Leonardo Spera, e l’ampia panoramica a sfondo culturale e letteraria della tematica affrontata dal professore di Lingua e Letteratura Albanese nell’Università di Palermo, prof. Matteo Mandala’, e ‘ stato l’avv. Domenico Cuccia, l’autore, a dilungarsi sulle “storie singolari” che compongono il corposo libro. Riservandoci in prosieguo di poter entrare nel merito della tematica affrontata dal libro, magari coinvolgendo l’autore, riportiamo la “Sinossi” del testo che, per intanto, rileviamo dalla copertina di chiusura.

*   *   *

SINOSSI: Cosa lega le antiche stirpi albanesi approdate in Sicilia nel XV e XVI secolo alle vicende giuridiche, sociali e religiose che hanno plasmato il volto di Contessa Entellina? In questo volume, Domenico Cuccia conduce il lettore in un viaggio rigoroso e appassionato attraverso le radici di una comunità unica. Dalle concessioni feudali al tempo dei viceré spagnoli alle complesse dinamiche tra clero greco e latino, fino alle testimonianze di illustri studiosi italiani e stranieri, il libro ricompone il mosaico di un'identità che ha saputo resistere al tempo.

Non è solo una cronaca di fatti storici, ma un atto d'amore verso le proprie origini: un invito a «non dimenticare da dove vieni» rivolto alle nuove generazioni, affinché il patrimonio degli Arbëresbë di Sicilia continui a essere memoria viva e non solo documento d'archivio.