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mercoledì 16 settembre 2026

Letteratura: personaggi del Novecento

1905 - 1937



Il poeta ungherese, Attila Joszef (Budapest, 11 aprile 1905 – Balatonszárszó, 3 dicembre 1937) è stato uno dei più importanti e influenti poeti ungheresi del XX secolo. La sua opera ha tragicamente unito elementi del modernismo europeo, del surrealismo e del realismo socialista, dando voce alla sofferenza delle classi più povere e al dramma dell'alienazione esistenziale.

Nato nei quartieri poveri di Budapest, visse un'infanzia segnata dalla miseria. Dopo l'abbandono del padre e la prematura morte della madre (figura centrale e dolorosa di molte sue liriche), crebbe tra affidamenti e mille difficoltà. Nonostante le sue straordinarie doti intellettuali e gli studi intrapresi tra Budapest, Vienna e la Sorbona di Parigi, si scontrò duramente con l'ambiente accademico e politico ungherese dell'epoca. La sua celebre poesia Tiszta szívvel ("Con cuore puro") fu considerata scandalosa per il suo nichilismo nichilista, costandogli l'espulsione dall'Università di Seghedino.

Le sue poesie spaziano dall'introspezione psicologica freudiana, fino a una profonda solitudine esistenziale. Ha saputo fondere il linguaggio popolare e folcloristico con le avanguardie letterarie più complesse. Affetto da gravi disturbi psichici e schiacciato dalla povertà e dal mancato riconoscimento pubblico, morì a soli 32 anni travolto da un treno merci presso il lago Balaton. Sebbene permangano dubbi storici, la tesi del suicidio resta la più accreditata.

Ai nostri giorni Attila József è celebrato in Ungheria come un vero e proprio eroe culturale nazionale; il giorno della sua nascita, l'11 aprile, è stato istituito come la Giornata Nazionale della Poesia.

= = = =

Ebbe a scrivere:

 «Il dolore è come un postino: 

qualche volta bussa alla tua porta: 

ha una lettera per te». 

La Sicilia nel ‘500

La finanza pubblica nei
comuni feudali italiani
 (e più in generale
europei) tra il XIV
secolo e l'inizio del XIX
secolo 
rappresenta un
sistema complesso,
caratterizzato dalla 
sovrapposizione di
poteri
 tra l'autorità regia,
il signore feudale
 (barone o feudatario: da
noi i Cardona e poi
fino ai Colonna-Paliano)
 e  le istituzioni locali
(università o comunità)
.
Questo modello
economico si concluse
definitivamente solo con
le riforme napoleoniche
e l'
eversione della
feudalità
 nei primi anni
dell'Ottocento.

Avremo modo di
cogliere come le
finanze dei comuni
feudali (=Kuntisa)
dovevano sostenere
sia i bisogni della
comunità sia i pesanti
prelievi imposti dal
feudatario e dallo Stato
centrale.






Aspetti di finanza pubblica.

 Sull’età tardo medievale e moderna gli archivi italiani sono sicuramente i più documentati d'Europa. Le monarchie meridionali normanna, angioina e aragonese, i Comuni urbani e poi gli stati territoriali sono stati fra i primi ad utilizzare la scrittura per registrare non solamente la memoria delle loro decisioni e dei loro atti, ma anche per accumulare le informazioni giudicate utili o necessarie sia per il buon funzionamento della loro amministrazione (censimenti, catasti, libri di conti) sia per la verifica della pratica attuazione dei loro ordini.

  Gli archivi siciliani, per molto tempo poco conosciuti e affatto valorizzati, condividono con quelli del Napoletano rilevanti originalità. Sono gli archivi di uno stato la cui struttura fortemente centralizzata trova le sue origini nell'epoca normanna, ed è stata confermata e rafforzata attraverso le successive dominazioni. La disciplina prevista prevedeva la convergenza verso la capitale di molteplici flussi d'informazioni, che implicavano altri flussi di decisioni rinviate verso la totalità del territorio. 


  Fra la vasta massa di documenti, gli archivi dell'amministrazione finanziaria assumono da sempre notevole rilevanza per i ricercatori di scienze socio-economiche. Essi consentono di rilevare che già in quei lontani secoli si ponevano, in maniera molto concreta, tutti i problemi che persistono ancora oggi presso gli Stati del ventunesimo secolo nel trattamento dell'informazione, nella riscossione delle loro entrate e nella previsione delle loro spese, e  nella verifica finale dei conti


1) Identificare le risorse finanziarie, suscettibili di permettere di far fronte ai bisogni, 2) fare accettare, sia con il consenso sia con la forza i principi medesimi del loro pagamento, 3) creare e far funzionare gli organismi amministrativi e le procedure che assicurino la ripartizione, la percezione, la colletta, il confluire nelle casse centrali, e l'utilizzazione delle somme cosi prelevate, e avere a tutte le tappe del processo, la possibilità di verificare la regolarità e l'esattezza della tenuta dei conti: tutti questi problemi si pongono, nei termini presso a poco identici, dal Due o dal Trecento in poi, cioè dal momento in cui i vari sovrani dell'Occidente europeo hanno dovuto rinunciare, cosi come le amministrazioni locali delle città e dei villaggi, all'illusione di potere vivere dei soli prodotti dei loro propri domini, e d'imporre ai loro sudditi delle contribuzioni che, eccezionali in un primo tempo, tenderanno rapidamente a diventare la regola.

=. = =

Ci proponiamo di seguire, con specifico occhio sulla Università di Kuntisa (=oggi, Comune di Contessa Entellina), il sistema impositivo (fiscale) del complessivo periodo feudale siciliano.

Il Novecento, per flash (7)

 

L’inizio del Novecento coincide
con la parte finale della 
Belle
Époque
, un'era caratterizzata da
un'enorme fiducia nel progresso
scientifico, ma anche da profonde
inquietudini sociali e politiche.

L'introduzione della catena di
montaggio nelle fabbriche di
Henry Ford trasforma la produzione
di massa. In Italia, questo periodo
coincide in gran parte con
l'
età giolittiana, segnata da riforme
sociali ma anche da forti tensioni
tra il Nord industrializzato e il Sud
arretrato.




Conoscere il passato per non

ricadere negli stessi pericoli

*.    *.    * 
Le astronavi ci hanno dí già portato sulla Luna. 

İn un secolo, il Novecento, una generazione è stata testimone di tanti prodigi, e di molte crudeltà, e nuovi traguardi sono in vista: bısogna rispondere ancora  a tantissime domande. Perché ci si ammala di cancro, perché diventiamo vecchi, perché siamo destinati a morire?

Si pensa di creare la vita in provetta, di prevenire le malattie ereditarie, di influenzare il clima, spostando gli iceberg, di modificare, con immense serre, l'agricoltura. 
Intanto, gli eredi di due guerre definite grandi e di molti «piccoli» ma tremendi conflitti hanno visto la fine di tre ideologiefascismo, nazismo, comunismo - e la caduta di alcuni imperi: anche il colonialismo è morto, e la Cina si è svegliata.

Nel 1900 gli italiani erano poco più di trenta milioni. Stavano comparendo i primi ascensori, i termosifoni, la luce elettrica, i telefoni. Soltanto le persone istruite comperavano il giornale, che costava cinque centesimi, e per sistemare le dispute si facevano i duelli. 

Dall’Inghilterra arriva il precursore di James Bond: Sherlock Holmes. Da appena un anno circolavano le prime vetture FIAT: capitale sociale lire ottocentomila. Non c'erano i fumetti, ma in edicola offrivano i fascicoli di Fantomas, di Nick Carter o di Buffalo Bill.

Il bandito di moda si chiamava Giuseppe Musolino; inciampò in un filo di ferro e fu catturato da un brigadiere dei carabinieri. Nel dicembre 1901 Guglielmo Marconi riceve senza filo il primo segnale Morse attraverso l'Atlantico. Dice Edison: «Questo Marconi è un giovanotto serio, molto in gamba».

Sono gli anni del signor Gillette, rasoio di sicurezza. Appaiono le prime dattilografe, l'aspirina, l'espresso. Ogni tanto qualche guerra: cominciano la Russia e il Giappone e il 2 gennaio 1905 cade Port Arthur e l'ammiraglio Togo, a Tsushima, mette fuori uso la flotta dello zar.
(Segue)

martedì 15 settembre 2026

Il Novecento per flash (6)

Conoscere il passato per non

ricadere negli stessi pericoli

Nella Germania della Repubblica di Weimar l'ala sinistra del movimento operaio e gli spartachisti, sedotti dall'apparente vittoria dei sovietici, tentarono una rivolta.

Mancavano tuttavia del sostegno popolare e i loro capi, Karl Liebknechte e Rosa Luxemburg erano sprovisti di carisma. Le elezioni del giugno 1920 misero in luce lo spostamento dell'opinione pubblica verso destra, preludio dei futuri successi delle posizioni più estreme. A tale evoluzione politica contribuì anche il modo in cui erano stati stipulati i trattati di pace che non erano stati negoziati conformemente alla tradizione del diritto pubblico europeo, ma imposti, e la popolazione e l'esercito tedeschi li avevano recepiti come un diktat. Hitler perciò consolidò il suo prestigio nei confronti delle masse grazie alla sua capacità di liquidare nell'arco di tre anni le imposizioni del Trattato di Versailles. Egli presentò il comunismo e il capitalismo come creazioni ebraiche, dando vita al fantasma di un potere invisibile — gli Ebrei, i gesuiti, i massoni definiti complessivamente heimatlos — che determinò la nascita dell'antisemitismo, l'uso perverso del darwinismo e sfociò nell'idea di una razza superiore: sei milioni di persone, per la maggior parte donne, vecchi e bambini, prive di ogni potenzialità bellica, saranno sterminate nel nome di questa barbara ideologia.


In Italia la vittoria nella guerra non contribuì al ritorno della pace. Le occupazioni delle fabbriche da parte degli operai crearono un malcontento generale rapidamente sfruttato da Benito Mussolini che, nel marzo 1919, fondò un movimento, i "fasci di combattimento". Egli abbandonò il programma di riforme sociali di natura rivoluzionaria per una politica fondata sul nazionalismo, la glorificazione del passato romano e l'esaltazione della forza e del capo, il duce, seducendo le classi medie, i funzionari, i piccoli commercianti, gli agricoltori e gli studenti. Circa 50.000 fascisti marciarono su Roma senza incontrare alcuna resistenza e a Mussolini fu offerta la carica di capo del governo.


Il crollo di Wall Street del 1929 
(noto anche come il 
Big Crash
è stato il più disastroso crollo
borsistico della storia degli
Stati Uniti
 ed ha segnato la
fine degli "anni ruggenti",
dando ufficialmente inizio
alla 
Grande Depressione 
su scala globale.


Dall'altra parte dell'Atlantico, inebriati da una prosperità frutto dell'adozione d'innovazioni tecnologiche e di nuovi metodi di produzione, in particolar modo nell'industria automobilistica, orgogliosi della notevole impresa realizzata nel maggio 1927 dall'aviatore Charles Lindbergh, che uni New York a Parigi con un unico battito d'ali, gli Americani cominciarono ad acquistare spensieratamente a credito autovetture, radio, elettrodomestici, mobili e si lasciarono prendere da una febbre borsistica incontrollata. 

La speculazione fece lievitare le azioni senza mantenere alcun rapporto con il valore effettivo delle imprese, finché nell'ottobre 1929 tutto il sistema franò in pochi giorni. In realtà, il crollo di Wall Street s'inserisce in quella che, secondo il ciclo di Kondratiev, è definita una "crisi congiunturale", conferendole un carattere drammatico senza precedenti.

L'interdipendenza delle economie si fece palese e la crisi si estese in breve tempo alle altre nazioni: le banche fallirono, le fabbriche chiusero e le scorte di materie prime marcirono nei depositi. In Brasile si bruciò addirittura il caffè nelle caldaie delle locomotive. Molti stati pensarono di evitare la crisi ricorrendo al protezionismo, limitando le importazioni e aumentando le tasse doganali.

Se negli Stati Uniti il New Deal di Franklin Delano Roosevelt, eletto alla Casa Bianca l'8 novembre 1932, consenti un risanamento economico favorito da una ripresa congiunturale, in Germania l'aumento della miseria in seguito alla crisi economica fece il gioco del Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori  (NSDAP) di Adolf Hitler, che alle elezioni amministrative del settembre 1930 ottenne 6,4 milioni di voti e 107 seggi. L'industria pesante puntò su di lui e versò al suo partito circa due milioni di marchi all'anno. Nel 1932, in occasione delle elezioni presidenziali, Paul Hindenburg, figura rimasta emblematica, conquistò la maggioranza, ma Hitler, con 13,6 milioni di voti ottenne più del doppio delle preferenze raccolte nel 1930; alle elezioni legislative dello stesso anno confermò tale risultato e il 30 gennaio 1933 divenne capo del governo.

Non rispettando i principi della legalità, instaurò una dittatura, eliminando spietatamente tutti gli avversari e i rivali, soprattutto durante la "notte dei lunghi coltelli".


(Segue) 

Chi siamo, dove andiamo?

 La vicenda umana (2) 

 Al seguito della cultura scientifica, caratteristica specifica ai nostri giorni, seppure non esclusiva della parte occidentale della Terra, sappiamo che le origini dell’uomo vanno colte nelle tappe essenziali della vicenda evolutiva della famiglia zoologica di appartenenza (=Hominidae).  Si tratta di una sequenza evolutiva continua, anche se taluni studiosi del campo paleoantropologico risentono, secondo certa letteratura, di una carenza di reperti fossili.

La mappatura dei genomi
 ha dimostrato che l'essere
umano e lo scimpanzé
condividono circa il 
98% - 98,7% del
patrimonio genetico.
La differenza molecolare
minima (pari a circa l'1,2%
 - 1,5%) si concentra
principalmente nei geni
che regolano lo 
sviluppo
del cervello
 (in particolare
della corteccia cerebrale),
l'assetto anatomico
 (apparato fonatorio e
scheletro adatto al
bipedismo) e il sistema
 immunitario.

L'evoluzione non è una
linea dritta, ma un cespuglio
ricco di ramificazioni.
 L'ultimo antenato comune
tra noi e gli scimpanzé
 (chiamato in gergo
scientifico 
CHLCA
–human last common
ancestor
) visse nel tardo
Miocene.


Gli scimpanzé usano
 baci, abbracci, strette
di mano e solletico per
comunicare, manifestando
empatia, lutto e senso
della famiglia.
Proprio come i primi
ominidi, gli scimpanzé
modificano rametti per
 "pescare" le termiti o
usano pietre come martelli
per spaccare la frutta a
guscio.









Ciò nel campo scientifico, sulle origini dell’uomo, sappiamo e’ frutto degli studi avviati a metà del XIX secolo con la pubblicazione dell’Origine della Specie di Charles Darwin, che nel 1859, creò le basi concettuali per interpretare la complicata sequenza di esseri viventi svelata lungo vari decenni di studi dalla ricerca paleontologica.

 Le idee sulla complessa problematica iniziò a svilupparsi e poi ad affermarsi sulla scorta della scoperta di oggetti (interpretati come preistorici), rinvenuti in siti della Valle della Somme (in Francia) dove stavano pure resti di elefante e di rinoceronte. Nel 1856, in una  Valle, detta Neandertal, furono scoperte ossa umane, molto diverse  da quelle dell’uomo attuale. La segnalazione su “uomo di Neanderthal” fu seguita da tanti altri ritrovamenti, nel corso dell’Ottocento, inducendo alla convinzione e allo sviluppo della paleontologia umana che pervenne al riconoscimento di fasi sempre più antiche della storia evolutiva umana. Fu identificata in un primo tempo l’Asia  ( e poi l’Africa) come area della differenziazione delle forme iniziali degli ominidi.

Ai nostri giorni la Scienza, come risultato della storia evolutiva  iniziata cinque milioni di anni fa in Africa Orientale, garantisce che l’attuale forma umana e’ il risultato di una storia evolutiva durata, appunto più di 5 milioni di anni, come risposta a pressioni selettive  connesse allo sviluppo di un ambiente aperto di savana.

La comparsa di un mondo culturale e le interazioni tra questo e quello biologico hanno determinato pressioni selettive  reciproche e creato situazioni uniche tra i viventi.

 L’uomo attuale conserva, comunque, nella sua organizzazione corporea molte caratteristiche ereditate da antenati arboricoli e differisce dal parente più prossimo del regno animale, lo scimpanzé, per molto meno dell’1% del suo patrimonio genetico.

(Segue)

Parole frequenti sui media


futuro nazionale

È il partito fondato il 6 febbraio scorso dal generale in pensione Roberto Vannacci, europarlamentare dal 2024, dopo aver detto addio alla Lega di Matteo Salvini, che lo aveva candidato a Bruxelles e nominato vicesegretario. Futuro nazionale conta oggi 8 deputati: Rossano Sasso, Edoardo Ziello, Laura Ravetto, Domenico Furgiuele e Gianangelo Bof fuoriusciti dalla Lega, Attilio Pierro e Davide Bergamini fuoriusciti da Forza Italia e Emanuele Pozzolo dal Gruppo misto (dov’era dopo l’espulsione da Fratelli d’Italia). 

E’ un partito politico italiano di estrema destra presieduto dal generale ed europarlamentare Roberto Vannacci. Si colloca al di fuori e alla destra della coalizione di governo, proponendosi come una forza nazionalista radicale, identitaria e intransigente. A inizio settembre 2026, la Procura militare di Roma ha avviato degli "accertamenti preliminari" sulla posizione di alcuni membri delle Forze Armate in servizio attivo che fanno parte della struttura organizzativa di Futuro Nazionale. L'indagine è scaturita da un esposto del Sindacato dei Militari e valuta ipotesi legate alla violazione della Legge Scelba (ricostituzione del partito fascista), incitamento all'odio e presunte influenze russe.

lunedì 14 settembre 2026

Noi di fronte al dramma altrui

 Pochi giorni fa ci è stato dato leggere sui giornali una storia terribile di un padre che ha ucciso la bambina di cinque anni, la moglie e poi si è suicidato.  

 Un orribile delitto che ovviamente nessuno giustifica. Cosa può essere accaduto in quella famiglia? 

  Quei due genitori si sono sentiti lasciati soli, senza servizi, senza aiuti.


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L’omertà, l'indifferenza
sociale
 o la complicità
passiva
 di fronte a
un'ingiustizia, a un
reato o al malaffare.

Quando una comunità
sceglie il silenzio, finisce
involontariamente per 
diventare complice di
chi calpesta i diritti e la
legalità, indebolendo
il tessuto democratico.



Alcune osservazioni che possiamo allineare: 

a)  Gli esseri umani nascono liberi e uguali, nei diritti come nei doveri. 

b) Gli esseri umani sono anche diversi tra di loro: ci sono gli sportivi baciati dal talento e dalla salute. 

c) Ci sono persone particolarmente intelligenti, che troveranno cure per malattie per cui oggi moriamo.

d) Ci sono persone che nascono con diverse disabilità. La loro vita non è meno preziosa della nostra, anzi arricchiscono la comunità proprio con la loro diversità. Tuttavia hanno bisogno di aiuto. Di risorse, anzitutto. Centri specializzati, personale preparato in grado di garantire loro cure e assistenza. Quando tutto questo manca, il problema riguarda non soltanto le singole famiglie, ma tutti quanti noi. 

In quest’ultima circostanza cosa dobbiamo pensare?

Che ogni cittadino dovrebbe adempiere ai propri doveri fiscali verso lo Stato e la comunità. Molti di noi non sanno che c’è un nesso tra l’evasione e l’elusione fiscale e la mancanza di risorse della sanità. Molti di noi non sanno  che il loro denaro serva anche a garantire le cure dei compatrioti. 

E’ ovvio che la pubblica amministrazione che riceve le risorse deve impiegarle bene. Lo spreco, le serate canore e roba simile a carico degli Enti Pubblici  e -ancora- il furto ed il malaffare col denaro pubblico sono particolarmente gravissimi.

Eppure ci giriamo dall’altra parte. Noi non sappiamo e non capiamo!


Parole frequenti sui media


Lo spazio Schengen è la zona
di libera circolazione europea
che comprende 29 Stati
 (25
membri dell'Unione Europea
e 4 paesi associati EFTA). Al
suo interno i cittadini possono
viaggiare senza essere
sottoposti ai controlli di
frontiera.


SCHENGEN

Il Trattato di Schengen, operativo dal ‘95, elimina i controlli alle frontiere interne e consente la libera circolazione delle persone: vi aderiscono 29 Paesi (25 Stati membri Ue, 4 extra Ue). Dall’1 agosto l’Italia ha sospeso per un mese il Trattato di Schengen con la Spagna, che ha poi reintrodotto a sua volta i controlli con il nostro Paese. Il 31 agosto il governo italiano ha prorogato la sospensione di altri 15 giorni.

L'accordo prevede la possibilità di ripristinare temporaneamente i controlli interni in caso di gravi minacce alla sicurezza nazionale o all'ordine pubblico. A questo proposito, l'attualità geopolitica vede una situazione di tensione: il 31 agosto 2026 l'Italia e la Spagna hanno prorogato per altri 15 giorni la sospensione dei trattati di Schengen per i collegamenti tra i due paesi. I controlli bilaterali alle frontiere rimangono quindi attivi a causa del braccio di ferro diplomatico innescato dalla recente presunta crisi migratoria.

Il Novecento, per flash (5)

 Conoscere il passato per non

ricadere negli stessi pericoli

*.    *.    *
 
Con l'ascesa al potere di Iosif
Stalin
, l'Unione Sovietica si
trasformò in uno dei più rigidi 
regimi totalitari della
storia del Novecento. A
partire dal 
1927-1928, Stalin
accentrò tutto il potere nelle
sue mani, plasmando ogni
aspetto della società,
dell'economia e della cultura
russa. 
terrore e le purghe: Qualsiasi
forma di dissenso politico o
sospetto di opposizione veniva
 eliminata. Attraverso le "grandi
purghe", milioni di persone
 (inclusi vecchi compagni di
partito e ufficiali) vennero
giustiziate o deportate nei 
gulag, i campi di lavoro
forzato in Siberia. 
La
figura di Stalin venne
divinizzata attraverso i
mass media, l'arte e la cultura
dello Stato. Il regime
controllava capillarmente
l'educazione e la vita privata
dei cittadini per plasmare una
nuova società aderente
all'ideologia comunista.






Primi anni del dopoguerra, a partire dal 1919



I problemi economici e sociali iniziarono a manifestarsi nel corso dell'intero xx secolo, così come i vari orientamenti politici, cominciano ad emergere disordinatamente a partire dal 1919, dopo la firma dei trattati di Versailles, di Saint-Germain, di Trianon, di Neuilly e di Sèvres. 

L'Europa, che per più di quattro anni aveva dilapidato le sue risorse, divorato le sue riserve e si era indebitata per pagare i proiettili del fuoco di sbarramento, perse definitivamente il dominio dell'economia mondiale che fino ad allora aveva esercitato per secoli. Il vecchio continente da creditore divenne debitore, in particolar modo degli Stati Uniti, che si ritrovarono al primo posto dell'economia mondiale.


Thomas Woodrow Wilson, il presidente degli Stati Uniti, ovvero della nazione il cui intervento in guerra rappresentò il fattore decisivo per la soluzione del conflitto, tenendo conto che i trattati di pace assomigliano a una resa dei conti imposta dai vincitori, non si accontentò di uno statuto diplomatico simile ai numerosi accordi realizzati nei secoli precedenti, ma propose di unire le forze morali e spirituali dei diversi paesi per dare vita a un'organizzazione collettiva e permanente che mantenesse in maniera stabile la pace. 


L’ideologia wilsoniana e il suo misticismo democratico furono alla base della fondazione della Società delle Nazioni di cui, paradossalmente, gli Stati Uniti non saranno membri. Non molto tempo dopo, il francese Léon Bourgeois si convinse della necessità di affiancare all'Assemblea Generale della Società delle Nazioni una Commissione per la cooperazione intellettuale, con l'incarico di studiare soprattutto i problemi di coordinamento delle biblioteche scientifiche, dei diritti d'autore, della preservazione del patrimonio architettonico in Europa e in Asia, dell'organizzazione e del ruolo dei musei, del cinema didattico e dell'elenco delle maggiori opere musicali. Vi fecero parte dodici personalità dal prestigio internazionale, fra le quali Albert Einstein, Marie Curie, Henri Bergson, Gonzague de Reynold, Jules Destrées. In seguito si aggiungeranno, fra gli altri, Salvador de Madariaga, John Galsworthy, FélixWeingartner, Paul Valéry, Helen Vacaresco, Henri Focillon.


Presto però cominciarono a emergere quei conflitti che condurranno a una nuova catastrofe mondiale. Mentre l'alternanza del potere fra socialisti e conservatori avvenne in maniera democratica nei paesi in cui la tradizione parlamentare aveva resistito alla bufera, in altri dove la miseria si era aggiunta alle umiliazioni della sconfitta, o allo scontento per la vittoria, le masse popolari non appena vennero sollecitate da forze rivoluzionarie o nazionaliste furono pronte a seguire i capi carismatici di sinistra o di destra.


Nel 1917 in Russia la Rivoluzione determinò la fine del potere degli zar. Lenin, che utilizzava "un linguaggio di fuoco applicando una logica di scure", trasformò i soviet di deputati, operai, contadini e soldati, in semplici organi di diffusione del suo potere dittatoriale. Dopo una guerra civile che fece sprofondare il paese nel caos, quello che si è soliti chiamare il "comunismo di guerra" consolidò la rivoluzione attraverso un implacabile sistema repressivo. Inoltre l'ideologia comunista non solo si dichiarò internazionale, ma si definì anche integrale, includendo, oltre all'ordine politico anche quello sociale, religioso e morale.


Ciò che ne spiega il fascino è che l'idea comunista e quella democratica sembrano confondersi, perché hanno in comune la speranza in un mondo libero da ogni dominazione e da ogni sfruttamento. Quando però nel 1922 Stalin divenne segretario generale del Partito comunista, sfruttò le rivalità personali, eliminò i suoi avversari e costrui progressivamente il suo impero autocratico, dove il partito si sostituì all'eguaglianza, la delazione alla fraternità, la coercizione alla libertà.


(Segue)

domenica 13 settembre 2026

Storia del Cristianesimo (3)

Il cristianesimo nasce nel I secolo
 d.C.
 in Palestina, all'interno del
mondo ebraico, 
a seguito della
predicazione, della morte e della
resurrezione di Gesù di Nazareth.






Brevi flash sulle origini 

Provare a cogliere

La comunità dei discepoli di Cristo era quella che ai nostri giorni definiamo la Chiesa delle origini, in cui i discepoli apprendevano la rivelazione divina dalle labbra dello stesso Verbo di Dio incarnato

In quella esperienza consisteva la scuola degli apostoli. Essi chiamavano Gesù «Maestro» e «Signore», e Cristo lo accettava: «Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono» (Gv 13,13). Egli tratteggiava il compito dei discepoli come imitazione di sé.

Dopo aver lavato i piedi ai discepoli all'ultima cena, Cristo disse loro: «Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi» (Gv 13,14-15). 


Il rapporto di Cristo, secondo taluni studiosi, con i discepoli si differenzia da quello con la gente semplice. Al popolo egli insegna attraverso parabole, alla gente non dice tutto quello che direbbe ai discepoli. Ai discepoli, invece, egli confida i supremi, reconditi misteri del regno: Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché parli loro con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli; ma a loro non è dato. Infatti, a colui che ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché, guardando non vedono; udendo, non ascoltano e non comprendono. (...] Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!» (Mt 13,10-17).


I discepoli erano la Chiesa che Gesù Cristo radunò per l'ultima cena e alla quale donò il suo corpo e il suo sangue sotto le specie del pane e del vino. Questo avvenimento segna l'inizio della Chiesa come comunità.


Chi siamo, dove andiamo?

 Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?" (titolo originale: D'où venons-nous ? Que sommes-nous ? Où allons-nous ?) è il capolavoro del pittore francese Paul Gauguin, realizzato nel 1897 a Tahiti.

Come suggeriscono molte visioni
antropologiche, noi umani,
non siamo isole. L'essenza umana
si realizza nel rapporto con l'altro
 ("Io e Tu") e nella capacità di
provare empatia e cooperare.


L'opera, oggi conservata al Museum of Fine Arts di Boston, rappresenta il testamento spirituale e artistico del pittore, dipinto in un momento di profonda crisi personale dovuta alla malattia, alla povertà e alla tragica morte della figlia Aline.

Il dipinto ha una struttura a fregio che va letta da destra verso sinistra, invertendo il senso di lettura occidentale. Questo percorso simboleggia l'intera evoluzione della vita umana attraverso tre grandi quesiti esistenziali.

 1) Da dove veniamo? (A destra): La scena si apre con un neonato adagiato sulla terra e circondato da tre donne. Rappresenta l'origine della vita, l'infanzia e l'innocenza primordiale dell'essere umano.

2) Chi siamo? (Al centro): Una figura giovanile eretta coglie un frutto da un albero. Simboleggia l'età adulta, la maturità, il pieno godimento dell'esistenza e la perenne ricerca di conoscenza.

3) Dove andiamo? (A sinistra): Il ciclo si chiude con una donna anziana, accovacciata e logorata dai pensieri, che sembra attendere la fine dei suoi giorni. Accanto a lei, un uccello bianco che stringe una lucertola rappresenta l'inutilità delle parole vane di fronte al mistero della morte.

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 Sul blog abbiamo iniziato a riportare riflessioni tanti anni fa, soffermandoci nel tratteggiare, più che altro, la quotidianità del nostro piccolo mondo locale, di Hora, del nostro piccolo paesino. Narravamo di presunti credenti nel Vangelo che non amavano avere nei loro pressi, nella loro Chiesa, periodiche visite di altri credenti, cresciuti pure essi cattolici seguendo impostazioni di altre parrocchie, pure esse cattoliche.

 Da allora spaziamo sul blog ben oltre la nostra comunità locale. Perché? L’intento d’origine e quello successivo era, e continua ad essere, acquisire strumenti culturali per comprendere il mondo entro cui viviamo. Dalla narrazione del quotidiano siamo passati alla riflessione sul vivere umano e siamo pure andati  oltre il limite locale. Recentemente con l’allargamento dell’orizzonte visivo, con l’aggiunta di argomentazioni culturali, socio-economiche e politiche e panoramiche sempre più ampie, vogliamo insistere nel mettere a fuoco ancora più l’uomo, ciascuno tipo di essere come noi che opera all’interno della società contemporanea. 

 Ci proponiamo di raccontare possibilmente singole e pure vaste vicende umane e sociali, ma l’intento vero continuerà sempre ad essere quello di tratteggiare le minute azioni di ciascuno che diventano comportamenti o comunque hanno ricadute sociali, in quanto espressione di eventi che agitano l’essenza dell’uomo.