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lunedì 6 aprile 2026

Avvenne il 6 Aprile

 Sicilia nostra

1849. Le truppe borboniche riconquistano Catania durante la rivoluzione  1848-49. La disperata resistenza della popolazione viene ricordata dal nome  dato alla via VI Aprile. Una coraggiosa donna, Andreana Sardo, salva dall’incendio, intervenendo presso il comandante delle truppe borboniche che stavano per appiccare il fuoco, la Biblioteca Universitaria di Catania.

 Quel 6 aprile 1849 le truppe borboniche guidate dal gen. Filangieri misero a ferro e fuoco la città per ristabilire ordine e ubbidienza ai Borbone contro i quali i siciliani avevano eletto loro re Alberto Amedeo di Savoia, secondogenito di Carlo Alberto. Dopo aspri combattimenti, il successivo 7 aprile, la città dovette arrendersi alle truppe borboniche.

La società degli indifferenti

“La società degli indifferenti"
 si riferisce a una 
condizione
sociale contemporanea
caratterizzata da fragilità
relazionale e mancanza
di solidarietà.

Esplora l'indifferenza
come assenza di legami
e "spettatori del naufragio
altrui", spesso amplificata
dai media.
La società degli indifferenti
è anche il titolo
del romanzo di Moravia
(1929) sulla crisi borghese.

L'indifferenza va letta non 
solo come giudizio negativo, 
ma come fenomeno 
psicologico e sociale da 
comprendere, indagando 
relazioni sociali fragili 
e nuove forme di 
cittadinanza.







A Contessa Entellina siamo in poche centinaia di persone a risiedere effettivamente sul territorio, abbastanza meno di quelli registrati all’Ufficio Anagrafe del Comune, in quanto a cominciare da taluni amministratori e di tanti studenti vivono -con giustificato motivo- prevalentemente altrove. Questa circostanza produce situazioni piuttosto incisive sulla carenza di impegno politico e civico.

  Di cosa si tratta? Anche noi che viviamo prevalentemente sul territorio, e condividiamo difetti e pregi del vivere qui in carenza di tanti servizi presenti nei centri più popolati, in realtà siamo pure noi degli espatriati, in quanto:

  1) Intanto l’età media dei residenti in  continuità è abbastanza elevata e non frequenta i pochi siti aggregativi;

  2) Accanto all’età media elevata, c’è l’indifferenza altrettanta elevata nel dibattere sulla vicenda e sulla cosa pubblica; capita che se occasionalmente si apre una discussione di interesse generalizzata entro un piccolo capanello di persone, questo non tarda a sciogliersi.

  3) Esiste in verità uno sparuto numero di individui che osa parlare di coscienza civica o di rilevanza di un  colore e/o appartenenza politica rispetto ad un diverso colore e/o appartenenza  politica e però difficilmente il confronto si prolunga oltre i cinque minuti.

*  *  *

  Pochi, davvero, pochi apprezzano il vivere e l’operare e il dibattere nell’area interna della nostra Sicilia.

(Segue)

Parole frequenti sui media

 

Knesset è il parlamento
 d'Israele. È composto da
120 membri eletti ogni
quattro anni tramite il
sistema proporzionale e
detiene il potere legislativo
.




Knesset

Si tratta del parlamento di Israele, è un organo monocamerale che detiene il potere legislativo dello Stato. È composta da 120 membri eletti ogni quattro anni secondo un sistema proporzionale e ha la sua sede a Gerusalemme. L’attuale presidente è Amir Ohana, eletto nel 2022 ed è un politico che fa parte del partito Likud, guidato dal premier Benjamin Netanyahu.

domenica 5 aprile 2026

Se la follia di pochi mette in difficoltà il mondo

Trump alterna minacce di
guerre a insulti verso
l'Europa, arrivando a
suggerire l'uscita immediata
dalla NATO. 
La sua figura
continua a influenzare
i mercati finanziari,
tra dazi e nuove politiche
economiche. L
'umore della
giornata legato a Trump è
spesso definito da un'alta
volatilità politica, con
comunicazioni dirette e
dirompenti che scuotono
la scena internazionale.





 Seguendo i media in queste ore
Carlo Cottarelli, noto economista, editorialista e politico italiano, scrive che il nostro futuro sta saldamente nelle mani di Trump, Netanyahu, Ayatollah di turno, Houti, e chi più ne ha più ne metta. I nostri andamenti economici e i conti pubblici dipendono in buona parte da loro.

Continua Cottarelli: il prezzo degli idrocarburi, pur aumentando molto, non è ai massimi storici, al netto dell’inflazione. Ieri il Brent era del 26% sotto la media del periodo 2010-2014. Il gas naturale era su livelli alti rispetto agli anni pre-Covid, ma del 40% sotto il livello di fine 2021 (prima dell’invasione russa dell’Ucraina) e del 66% rispetto alla media del 2022. Per questo, e probabilmente ipotizzando che il conflitto non si prolunghi troppo, Ocse, banche internazionali, Banca d’Italia e Confindustria ancora prevedono per l’Italia una crescita leggermente positiva per il 2026. 

E però non c’è da essere allegri se la Commissione UE parla di possibilità di razionamento dei prodotti petroliferi. Queste intenzioni ci fanno pensare che le notizie in proposito non siano buone.  Certo, al momento lo scenario, nelle nostre realtà europee, non mostra gravi rischi, ma…

 Forse è giunto, anche per l’Italia il tempo di liberarci dalla schiavitù degli idrocarburi, puntando sia sulle rinnovabili (che saranno intermittenti ma che non possono essere bloccate dai pazzi che controllano il mondo), sia sul nucleare (che ci vorranno pure anni per farlo, ma che va riattivato perché di pazzi il mondo sarà sempre pieno), … lo scrive Cottarelli.

La domenica è fatta per riflettere

 

Pasqua è celebrata universalmente
come potente simbolo di rinascita,
speranza e pace, offrendo un
messaggio di riconciliazione
e fratellanza che supera i confini
religiosi. In un mondo segnato
da conflitti, essa invita alla
 riflessione, alla distensione e
alla costruzione di un futuro
migliore.

Pasqua! Un periodo storico quello che stiamo vivendo particolarmente drammatico non solamente per una o due aree delimitate del nostro mondo (Ucraina, Medio Oriente). Il momento è drammatico perché le grandi potenze non sono rette da uomini saggi, ma guidate palesemente da personaggi “egocentrici” che operano non nell’interesse dell’umanità ma per la loro personale sopravvivenza politica.

 Sia in Ucraina che in Medio Oriente si combatte e si tiene il mondo con il fiato sospeso per far prevalere la “prepotenza” e approfittando sia da parte di Putin con gli ucraini che da parte di Trump (e Methaniyau) con i palestinesi, e più recentemente con gli iraniani, per far pesare la presunta superiorità militare. 

 Certo, tutti sappiamo che ogni tragedia che sfocia in guerre mette in luce radici profonde di secolari inimicizie, che hanno in passato segnato il destino dei popoli. E però viviamo nel terzo millennio ed esistono, se li si vuole praticare, mille percorsi di dialogo possibili. 

  Tenuto conto dell’odierna ricorrenza della “Pasqua” non possiamo non ricordare, ripercorrendo la Storia, che tutti i popoli coinvolti nella guerra in Medio Oriente o in Ucraina si rifanno ad un unico Dio, il Dio di Israele, il Dio della Bibbia, e allo stesso Dio unico dei cristiani e dei musulmani.

 Leggiamo sui giornali che da settimane si provano dialoghi e tentativi di comprensione. E però, riteniamo noi, che se non vengono meno le pretese di supremazia di un popolo sull’altro, continueranno a prevalere le volontà che sanno di disumanità e lontananza dalla buona convivenza dei Trump e dei Putin (e  dei Methanyau) nonostante la Pasqua rechi in sé messaggi per tutti gli uomini  di libertà dalla schiavitu’ e di pace. Auspichiamo pertanto che possano aprirsi valichi di dialogo e di comprensione reciproca fra il popolo di Israele e il popolo della Palestina.

Buona Pasqua 2026 

ai lettori del blog.

La religione dei cristiani:

Religione rivelata, religione storica

Il cristianesimo è una religione «rivelata». Ha cominciato a vivere in un preciso momento storico. Nasce infatti, sul tronco del giudaismo, per opera di Gesù di Nazaret, nella Palestina ormai greco-romana, verso l'anno 30 della nostra era. Per quanto gli studiosi del Nuovo Testamento discutano se Gesù volesse veramente fondare una nuova religione e istituire per questo la chiesa, il Cristianesimo è una religione «fondata» e il suo fondatore è Gesù di Nazaret.


Ma Gesù, come è noto, non ha scritto nulla. Sono stati dopo la sua morte i discepoli che lo avevano seguito durante la sua vicenda terrena e ne avevano ascoltato la predicazione a raccoglierne l'insegnamento e a raccontarne la vita, ponendo le basi di quelli che sarebbero diventati i Vangeli canonici. Ed è stato un giudeo, anzi un fariseo, che non lo aveva conosciuto, ma è rimasto folgorato da una sua apparizione sulla via di Damasco, Paolo di Tarso, a esprimere nella maniera teologicamente più profonda nelle sue lettere quello che era per lui il valore salvifico della morte e risurrezione di Gesù.


Sono perciò i quattro vangeli e le lettere di Paolo, con i testi che altri discepoli hanno scritto in questo primo periodo della storia del cristianesimo ad ammaestramento dei fedeli, a costituire la base della religione cristiana e la prima fonte per la sua conoscenza.

Ma insieme con questi testi, che già a partire dalla fine del Il secolo costituiranno il Nuovo Testamento, e cioè - insieme con l'Antico Testamento - la norma, il «canone», della nuova religione, lo storico deve utilizzare ogni testimonianza, letteraria o archeologica, religiosa o profana, che possa gettar luce sulle origini del cristianesimo. Che naturalmente ha continuato a vivere e a svilupparsi anche dopo la scomparsa della generazione apostolica, per opera soprattutto di quegli scrittori ecclesiastici che si è soliti chiamare i Padri della chiesa. È perciò alla loro testimonianza e alla loro riflessione che bisogna evidentemente far ricorso particolare per conoscere gli sviluppi ulteriori della religione cristiana nei primi secoli della sua vita.

 I primi tre secoli costituiscono il periodo delle origini della religione cristiana e della formazione della chiesa, in un contesto storico (l'impero romano) sostanzialmente ostile. Con l'ascesa di Costantino al trono imperiale questo contesto si modifica in maniera radicale. A partire dal 313, sia pure con qualche interruzione (Giuliano l'Apostata), l'impero romano non soltanto tollera ma favorisce la religione cristiana (che nel 380, con Teodosio I, diventerà addirittura la religione ufficiale dell'impero). E nel 325, proprio con l'aiuto determinante dell'imperatore, la chiesa può dare a Nicea, nel suo primo concilio ecumenico, cioè universale, una soluzione almeno provvisoria a quello che da quasi tre secoli era il suo problema dottrinale più delicato: la divinità di Gesù e il suo rapporto col Padre.

Avvenne il 5 Aprile

 Sicilia nostra

Eliodoro Lombardi
Studio’ al seminario di Mazara 
del Vallo. Diventa docente
di letteratura italiana
all’Universita’ di Palermo,
per il suo impegno fu
detto il poeta della
Rivoluzione.



1834 Nasce a Trapani il 05.04.1834 il letterato Eliodoro Lombardi, morto a Palermo il 16 marzo 1894. Coraggioso oppositore dei Borboni ad appena sedici anni, fu professore  di letteratura italiana all’Università di Palermo, e scrisse un notevole saggio su Attinenze fra scienza e arte in Italia.

Patriota, poeta e letterato italiano, noto anche come "poeta della Rivoluzione" per il suo sostegno attivo all'unità d'Italia e a Garibaldi che dalla Sicilia seguì fino alla battaglia del Volturno. Da docente di letteratura italiana all'Università di Palermo, ha pure prodotto opere liriche e critiche significative, tra cui il poemetto Calatafimi (1891). Oltre a poesie patriottiche, ha scritto Carlo Pisacane e la spedizione di Sapri (1867).

sabato 4 aprile 2026

Vittorio Messori

Messori si è spento la sera
del Venerdì Santo a causa di
un attacco cardiaco. E’
noto per aver riportato
la fede cristiana al centro
del dibattito culturale.
Ha collaborato per decenni
con testate prestigiose
come 
La StampaAvvenire
 e il Corriere della Sera.



 Un indagatore delle ragioni della fede

I media ci informano che e’ venuto meno nella giornata in cui i credenti evocano il “venerdì santo” lo scrittore Vittorio Messori. Si tratta di un credente, di cui tanto tempo fa ho letto un suo libro e mi sono rimaste in mente un paio di  frasi, che egli racchiude comeIl problema”: … chi siano, da dove veniamo, dove andiamo? …. e continua:

  -C’è un futuro per noi, al di la’ della linea di un orizzonte che cozza, ineluttabile, contro il muro della morte? O davvero, come canticchiava amaro Petrolini, non siamo che pacchi, campioni senza valore, che l’ostetrico spedisce al becchino?

  -Al di qua dell’ostetrico e al di là del becchino, la vita è aperta su due misteri. Prima della nascita e dopo la morte, da entrambi i capi la nostra esistenza è immersa nell’ignoto. Senza dubbio, sull’eterno. Eterno, il nulla da cui forse siamo venuti. Eterno, il niente nel quale forse sprofonderemo.

 

Italiani iscritti all’Aire

Dal Rapporto Previsioni
Primavera 2026

Quasi 200.000  ragazzi hanno
lasciato l’Italia negli ultimi
cinque  anni. Qui le prospettive
di carriera sono fragili e
gli stipendi non reggono
il confronto con l’Europa.


Al 31 dicembre 2025, si contano 6.630.284 italiani iscritti all'AIRE:

  • Europa: ~3,5 milioni.
  • Sudamerica: ~2,19 milioni.
  • Nord/Centro America: ~578 mila.
  • Paesi principali: L'Argentina ospita la più alta presenza, seguita da Germania e Brasile.
Secondo le leggi 470/1988 e 1228/1954, chi trasferisce la residenza all'estero per oltre un anno deve iscriversi, preferibilmente entro 90 giorni dal trasferimento. 
L'iscrizione all’Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero) permette di rinnovare documenti (passaporto, carta d'identità), votare per corrispondenza, e ottenere certificati dai consolati.
Sono oltre 100.000 i laureati che hanno lasciato l'Italia nell'ultimo decennio, con un picco di 16.000-21.000 giovani istruiti (under 35) che si trasferiscono all'estero ogni anno.

Iscriversi all'AIRE è fondamentale per non essere tassati in Italia (IRPEF) su base mondiale, evitando la doppia imposizione fiscale
.

Parole frequenti sui media

 centrosinistra

La coalizione di centrosinistra nasce nel 1994, con la Seconda Repubblica: è l’Alleanza dei progressisti tra Pds, Prc, Psi, Verdi e altri. Dal 1995 al 2004 c’è l’Ulivo, lanciato da Romano Prodi, poi fino al 2008 l’Unione (Ulivo con Idv e Rifondazione) e ancora, dopo la nascita del Pd-Italia bene comune  (Pd, Psi e Sel) e le alleanze elettorali per il 2018  e il 2022. In vista delle Politiche del 2027, il centrosinistra sta lavorando alla costruzione del Campo largo (Pd, M5S, Avs, +Europa e Iv). Azione, invece, al momento resta fuori.

Avvenne il 4 aprile

 Sicilia nostra

1799 - Nasce a Bagnara Calabra  l’industriale Vincenzo Florio, che di pochi mesi fu portato a Palermo, dove passo’ tutta la sua vita, morendovi l’11 settembre 1868. A venti anni iniziò l’attività industriale, che sviluppò prodigiosamente con tonnare, zolfi, Marsala, navi e fonderie. Nel 1864 fu nominato senatore del regno d’Italia.

Sotto la sua guida, la Casa Florio ha affiancato alla tradizionale attività commerciale iniziative imprenditoriali in un gran numero di settori diversi: navigazioneindustria tessileproduzione enologica, estrazione e raffinazione degli zolfisiderurgia, industria della pesca

 Coi suoi 83 piroscafi, ben presto aumentati a più di 100, la Navigazione Generale Italiana si presenta come la più potente compagnia del Mediterraneo dopo la Messaggerie Maritimes di Marsiglia, e il più grande complesso armatoriale mai sorto in Italia.

—-   * * *   —-

  Quella dei Florio è stata un leggendaria famiglia di imprenditori calabresi trasferitasi in Sicilia (fine XVIII secolo), artefici di un impero economico tra i più potenti d'Italia durante il periodo della Belle Époque. Grazie a Paolo, Vincenzo e Ignazio, hanno dominato settori come vini (Marsala), navigazione, tonnare (Favignana), zolfo e turismo, lasciando un'impronta indelebile nell'architettura liberty di Palermo e nella cultura siciliana, raccontata nel bestseller "I Leoni di Sicilia”. Il nome dei Florio è, fra tante iniziative, legato anche legato allo sport con la fondazione della celebre corsa automobilistica Targa Florio da parte di Vincenzo Florio Jr.

Luoghi iconici ancora oggi dei Florio a Palermo sono Il Villino Florio (stile Liberty), la Tonnara Florio all'Arenella, la Villa Igea. La Cantina Florio, a Marsala.

venerdì 3 aprile 2026

L’uomo, la società degli uomini (1)

 Opinioni e discussioni che

non troveranno mai soluzioni.

La violenza in Medio Oriente nel 2026 ha raggiunto livelli critici, con un'escalation che colpisce duramente i civili, specialmente in Palestina, Libano e Iran.

Si registrano al momento oltre 340 bambini uccisi, diffusi attacchi alle infrastrutture sanitarie e un drammatico aumento della violenza dei coloni in Cisgiordania, causando sfollamenti di massa e una grave crisi umanitaria.

La violenza dei coloni ha costretto un numero di minori palestinesi dieci volte superiore ad abbandonare le proprie case rispetto al passato. In Libano, oltre 800.000 sono sfollati a causa dei bombardamenti e dell'escalation militare. Vengono colpiti ospedali e personale medico, violando il diritto internazionale umanitario. La comunità internazionale e le organizzazioni umanitarie, come segnalato da Unicef Italia, chiedono un intervento urgente per proteggere i civili e garantire l'accesso agli aiuti umanitari. La situazione, descritta anche da Amnesty International, evidenzia un clima di impunità per le violazioni dei diritti umani.

=  =  =  = Anno 2026

-La violenza ci è intorno, 

-perché la violenza ci assale,

- di violenza muoiono persone che ciascuno di noi può conoscere, persone come noi,

 -violenza esercitano persone o situazioni all'interno delle quali potrebbe capitarci di muoverci. 

-Qualcuno arriva alla conclusione che Rousseau non aveva capito assolutamente niente. L'uomo non è affatto originariamente buono, e pertanto non è la società che lo deforma, l'uomo è originariamente, di sua natura,  cattivo, l'uomo è portatore di male.

-I Puritani parlavano dell'innata pravità (=malvagita’) del genere umano; non c'era solo Rousseau che parlava dell'innata bontà del genere umano; c'era anche, e c'è ancora, una corrente di pensiero che ha sempre sostenuto un po' il contrario. Il vecchio discorso dell'uovo e della gallina. 

-Ciascuno di noi ha le sue opinioni, se ne può discutere all'infinito e si può asserire che non verrà mai veramente risolto.

Venerdì Santo . . . In attesa del Christos Anesti

Il Christos Anesti è il tropario
pasquale cristiano-bizantino,
 che proclama la risurrezione
di Cristo. Il testo in greco
traslitterato è: 
"Christós anésti
 ek nekrón, thanáto thánaton
patísas, kié tis en tis mnímasi
zoín harisámenos"
, che significa:
 "Cristo è risorto dai morti, con
la morte ha calpestato la morte
 e ai morti nei sepolcri ha
donato la vita"











 I Cristiani credono

La morte e risurrezione di Gesù Cristo è il pilastro fondamentale della fede cristiana, celebrato nella Pasqua come la vittoria definitiva sul peccato e sulla morte.

Secondo i Vangeli, Cristo morì in croce e, dopo tre giorni, risorse con un corpo glorificato, offrendo salvezza e vita nuova all'umanità. Si tratta di punti chiave del Cristianesimo:

1) significato teologico: La morte di Gesù è un sacrificio per la salvezza, mentre la sua risurrezione è il segno della vita eterna e la promessa che anche gli uomini risorgeranno.

2) la risurrezione non è un semplice ritorno alla vita mortale (come Lazzaro), ma l'ingresso in una vita nuova, fisica e glorificata, che trascende però il tempo e lo spazio.

3) Il Nuovo Testamento, in particolare 1 Corinzi 15,3-6, sottolinea che Cristo "è morto", "è stato sepolto" ed "è risorto" ed è apparso ai discepoli.

4) La risurrezione è celebrata ogni domenica e, in modo speciale, durante la Pasqua.

5) Nel contesto liturgico, specialmente nella Chiesa di tradizione bizantina, all'annuncio "Christos  Anesti - Cristo è risorto" viene risposto con "Sì, è veramente risorto", confermando la fede nella sua vittoria.

Avvenne il 3 Aprile

  Sicilia nostra 

Antonello Gaggini
Suo capolavoro, è ritenuta la
monumentale struttura marmorea
decorata con decine di statue.
Sebbene smantellata a fine '700,
molte delle sue sculture sono
ancora visibili all'interno della 
Cattedrale di Palermo.

1536. Muore a Palermo, dove era nato il 1478, il più grande scultore siciliano, Antonello Gaggini (Palermo, 1478 – Palermo, aprile 1536), è stato uno scultore e architetto del Rinascimento, che operò soprattutto in Sicilia e in Calabria. Si formò nella bottega del padre Domenico. La sua arte fonde l'eleganza del primo Rinascimento toscano e romano con una profonda sensibilità religiosa, guadagnandosi l'appellativo di "raffinato cantore della fede". La sua bottega fu una vera "industria" artistica che influenzò la produzione scultorea in Sicilia e Calabria per decenni. E’ stato uno dei più influenti scultori e architetti del Rinascimento in Italia meridionale, figura chiave della celebre famiglia di artisti di origine ticinesi.


Fu prima attivo a Messina e in altre province dell’isola per poi,  dal 1508,  stabilirsi a Palermo dove educò tutti i figli al mestiere da permettergli di avere due botteghe: una presso la Cattedrale, vero cantiere di lavorazione, l’altra al porto dove mostra lavori finiti, pronti all’esportazione in tutta la Sicilia e in Calabria. Con la sua famosa bottega, accentrò intorno a sé tutta la scultura siciliana del ‘500, contribuendo al rinnovamento degli stilemi architettonici locali che, ancora sul principio del Cinquecento, si attardavano su modelli tardogotici.


giovedì 2 aprile 2026

Avvenne il 2 Aprile

Il soggiorno siciliano di Goethe,
toccando Palermo, Agrigento,
Catania e Messina, è raccontato
come una "disposizione d'animo
eminentemente poetica" a
contatto con una natura magica.





  Sicilia nostra 

 1787 Il grande letterato tedesco Volfango Goethe arriva a Palermo, iniziando una visita dell’Isola che si protrarrà fino al 13 maggio, e che gli lascerà nell’animo un ricordo indimenticabile. Scrisse infatti “L’Italia senza la Sicilia non lascia immagine nello spirito”.

-  -  - 

Johann Wolfgang von Goethe visitò la Sicilia tra aprile e maggio del 1787, durante il suo 
Viaggio in Italia. L'esperienza, fondamentale per il suo percorso, lo incantò per la luce, la natura rigogliosa e l'arte classica, portandolo alla celebre affermazione: "L'Italia senza la Sicilia non lascia nello spirito immagine alcuna; è in Sicilia che si trova la chiave di tutto"


Non solo “la famiglia nel bosco”

 

Grande clamore i media mostrano per la vicenda della “famiglia nel bosco”. Danno la sensazione di avere scoperto una realtà sconosciuta agli italiani, specialmente ai meridionali. La realtà sociale e demografica dell’Italia invece ci dice che la metà degli italiani vivono in comunità medie o addirittura piccole (e come nel caso di Contessa Entellina, abbondantemente disabitate). Vivere nei piccoli centri, o in campagna a due/tre/quattro chilometri da un piccolo centro abitato non significa affatto che si intende vivere da eremiti o che si intende condurre esclusivamente una vita da contadini. E però nessuno alla RAI spiega che vivere nei piccoli centri rurali o in aperta campagna non riguarda poche decine di persone, ma milioni di italiani. Secondo l’ISTAT, nei comuni italiani fino a 5mila abitanti, i residenti nel 2024 erano il 16,4% della popolazione mentre in quelli medio-piccoli (dai 5mila ai 50mila abitanti) lo stesso anno si contava circa il 50% degli italiani. 

   Si tratta di zone montane, dalle Alpi agli Appennini e delle aree interne della Sicilia, ad aver registrato tra il 2019 e il 2023 un incremento significativo, di quasi 100mila nuovi abitanti, stando a quanto leggiamo sul Rapporto Montagne Italia 2025, realizzato da Uncem nell’ambito del Progetto ITALIAE. Ovviamente  in queste realtà tantissimi servizi, anche per incompetenza delle amministrazioni civiche, sono carenti o assenti, ma non significa che manchi la “civiltà” o la sensazione di vivere nel terzo millennio dell’era cristiana.

     Fra le ragioni per cui si preferisce la quiete rispetto al caos cittadino: «Ci sono tanti giovani che riprendono l’attività agroalimentare ma c’è anche chi vuole fuggire dal riscaldamento globale che nelle metropoli è sempre più evidente e insopportabile». C’è anche la possibilità, e risulta pure nella nostra Contessa Entellina,  di lavorare in smart working, grande vantaggio che rende possibile poter vivere in aree tranquille senza restare isolati dal mondo. Tutto questo è fattibile auspicando che esistano buone connessioni per il tele-lavoro anche in mezzo alle aree dove le amministrazioni civiche non sempre sono sensibili ai bisogni. 

   In una realtà come Contessa Entellina è ovvio che mancano tante infrastrutture e servizi adeguati. Da noi fatichiamo a vedere tanti servizi, come l’istruzione scolastica superiore e l’assistenza sanitaria specialistica. Su questo fronte la qualità della vita dipende strettamente dalla connessione stradale con i centri come Sciacca o Palermo o Corleone. E comunque la sostenibilità passa per la tecnologia. Vivere nella natura incontaminata non è fantascienza. Basta volerlo.

La guerra l’ha iniziata Trump… noi paghiamo il conto

 L’instabilità politica, la guerra, l’inflazione
L’escalation di conflitti nel
Golfo (2026) sta  provocando
un significativo aumento dei
prezzi energetici, con il
greggio e le bollette in 
forte crescita. Ne discendono
rincari significativi per il
sistema produttivo italiano,
con impatti diretti sui costi
dei carburanti.

 L’attuale situazione geo-politica mondiale, con la guerra intrapresa da Trump in Medio Oriente,  ci sta scombussolando, in quanto cittadini, nel confronto prezzi dei beni/redditi da pensione o da retribuzioni.

 Che i prezzi dei beni siano il risultato del libero incontro tra la domanda e l'offerta è spesso solo una favola che alcuni (non tutti) economisti amano raccontare. Un simile regime presupporrebbe un mercato perfettamente concorrenziale, una situazione, questa, che costituisce più spesso l'eccezione che non la regola sui mercati della gran parte dei beni.

  Sul blog non abbiamo mai condotto analisi sul funzionamento dei cosiddetti liberi mercati come vengono impartite all’Universita’. 

Alcune merci sono prodotte dallo Stato in regime di monopolio, altre dai privati sempre in regime di monopolio o oligopolio, per altre ancora vi sono accordi sui prezzi tra produttori, in molti casi i beni arrivano sul mercato attraverso un sistema distributivo ove vige la concorrenza imperfetta, a volte, infine, sono i consumatori di un determinato bene ad avere in mano il monopolio o l'oligopolio della domanda (che, in questo caso, si chiamano monopsonio e oligopsonio). I prezzi, di conseguenza, anziché essere il prodotto di una mano invisibile, sono l’espressione della volontà di pochi soggetti, interessati al proprio tornaconto assai più  che alla stabilità dei prezzi.


Soprattutto nelle fasi di forte inflazione, lo Stato si è posto, quindi, in Italia e altrove, l'obiettivo di esercitare un controllo sui prezzi, di impedirne crescite ingiustificate, molto superiori a quelle dei costi di produzione dei beni. Si è così via via venuto a formare anche nel nostro Paese un sistema articolato di regolazione dei prezzi.


Rifletteremo sulla scia di quanto sta capitando in seguito alla guerra del golfo.
(Segue)

mercoledì 1 aprile 2026

La politica italiana e la guerra in Iran

La crisi di Sigonella dell’Otto-
bre 1985 fu un grave scontro
diplomatico e militare tra 
Italia e USA, scaturito dal
dirottamento della nave
Achille Lauro da parte
di terroristi palestinesi. 
Il governo guidato da 
Bettino Craxi rivendicò la
sovranità italiana sulla
base siciliana, opponendosi
con le armi(Vam e
Carabinieri) alla Delta
Force americana, che voleva
prendere in custodia i
terroristi, protegendoli
fino all’arrivo delle 
autorità italiane.


 Nella giornata di ieri l'Italia ha impedito a due caccia armati americani diretti nelle zone di guerra, in Iran, di compiere una tappa tecnica nella base di Sigonella, in Sicilia. Lo Stato Maggiore italiano ha fatto sapere al Governo che «Nessuno però aveva chiesto alcuna autorizzazione né aveva consultato i vertici militari italiani. Il piano è stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo. 

  Alle prime verifiche si è capito che non si trattava di voli normali o logistici e quindi non compresi nel trattato con l’Italia. E’ stato immediatamente informato il ministro della Difesa Guido Grosseto, che a sua volta ha chiamato la premier Giorgia Meloni.
  Le regole secondo i media prevedono: «I caccia sono armati e probabilmente si dirigono in Medio Oriente. Secondo le regole non possono atterrare. Se volessero farlo, secondo una procedura precisa, dovrebbero prima consultare il governo italiano, che a sua volta dovrebbe coinvolgere il Parlamento. La telefonata di Crosetto alla premier dura pochi minuti, non c’è tempo per una valutazione politica, il profilo è in primo luogo giuridico e tecnico, ci sono delle violazioni palesi, non si può che rispondere di no.
Il Comando Usa e’ stato così informato che quegli aerei non possono atterrare a Sigonella.
Va notato che l’episodio è  ben diverso da quanto ha fin ora messo in campo  il governo di Pedro Sanchez in Spagna che, invece, ha negato ogni accesso al suo spazio aereo ai mezzi militari americani coinvolti nella guerra in Iran, anche da un punto di vista logistico (cioè per i rifornimenti, i trasporti o l’assistenza).

La Repubblica fondata sul lavoro (6)

 

Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro
(CCNL) è l’accordo tra sindacati e associazioni
datoriali che disciplina i rapporti lavorativi in
Italia per specifici settori. Definisce stipendi
minimi, ferie, orari, inquadramento e malattia,
garantendo tutele omogenee su tutto il
territorio nazionale.





Il Contratto collettivo del lavoro

È il contratto stipulato tra tra le associazioni sindacali dei lavoratori e le associazioni dei datori di lavoro; ha la finalità di predeterminare le condizioni generali  che sono applicate ai lavoratori  subordinati di un determinato settore nel contratto individuale di lavoro. Le condizioni generali contenute nei contratti collettivi di lavoro normalmente si riferiscono:

- all’ammontare della retribuzione  (stabiliscono un minimo retributivo);

- a ferie , congedi, qualifiche, mansioni etc. regolandone i principi fondamentali ;

- ai diritti ed obblighi  delle parti;

- ai provvedimenti disciplinari etc.

 I contratti collettivi nazionali di lavoro (in sigla CCNL) rappresenta la manifestazione del potere detenuto dalle associazioni sindacali sulla disciplina dei rapporti lavorativi.

  Può essere inquadrabile tra i contratti normativi e ha la fondamentale funzione di tutelare gli interessi delle singole categorie di lavoratori per i quali è stato stipulato.

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Avremo modo e tempo di intrattenerci sulla natura del contratto di lavoro e quale forma deve avere.