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domenica 1 marzo 2026

La domenica è fatta per riflettere


Il libro degli Atti degli apostoli è
l'unico documento antico che ci
riferisce gli inizi del Cristianesimo
e la "carriera folgorante" dell'apostolo
Paolo. Gli Atti degli apostoli si
interrogano sulle origini del
cristianesimo e sulle ragioni
della rottura fra cristiani e
giudei. Essi illustrano i tentativi
 della missione cristiana in un
contesto religioso fortemente
concorrenziale, informando
sulla vita dei primi cristiani e
sulla nascita delle loro comunità.
Inoltre, tentano di spiegare
il successo del movimento,
nonostante le forti opposizioni
che ha incontrato.



Riflettendo sugli “Atti degli Apostoli” 

Il quadro geografico.

  Gli Atti degli Apostoli si caratterizzano per la densità di indicazioni geografiche di quel mondo antico, che però avvertono gli storici non vanno interpretati esclusivamente secondo un valore storico e realistico, ma anche, e forse sopratutto, secondo un significato simbolico e teologico.

  L’itinerario. L’ intera trama degli Atti e’, verosimilmente, determinata dal progetto di estensione spaziale (Gesù nel prologo rivolto ai discepoli pronuncia parole programmatiche “Riceverete potenza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi  e ‘I sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea, la Samaria e fino all’estremità della terra”  (1,8).

  I primi sette capitoli sono ambientati a Gerusalemme, che è il luogo dove Gesù inizialmente aveva ordinato di non allontanarsi (1,4)  in attesa del compimento della promessa  del Padre, cioè dell’invio della potenza dello Spirito (cfr. Lc 24,49).  Dopo, però, in conseguenza della persecuzione seguita alla predicazione di Stefano, inizia la dispersione dei primi cristiani. Dispersione della prima comunità che arriva ”fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiochia”.

(Segue)

*   *   *

 La religione quale sistema di significati

e di Assoluto.

 Il fatto religioso. Ci soffermeremo per qualche tempo nel tratteggiare il fenomeno religioso con ottica sociologica. D’altronde da qualche tempo stiamo usando, quasi su ogni tematica, questo metodo.

 E’ scontato -tanto per introdurre la tematica-  che la religione, tutte le religioni, possono costituire forza di conservazione o di destabilizzazione dello status quo. Basta porre attenzione sul mondo islamico, oppure su quello ebraico, per cogliere che il “fattore politico”, in entrambi le comunità mediorientali, ha assunto ai nostri giorni (ma non solamente adesso), assoluta prevalenza sul fattore “religioso”.

 Proveremo, questo è  l’intento, a capire la religione come ricerca di ”significati e di Assoluto” rispetto agli interrogativi di sempre dell’umanità: il dolore, l’amore, la vita, la morte …. . Una cosa emerge subito e possiamo avanzarla: non tutte le religioni si concentrano sui temi ora accennati, e ove lo fanno il loro differenziarsi prevale sul convergere.

Parole frequenti sui media

russkij mir. 
Significa «Mondo Russo», ed è un concetto politico, ideologico e culturale che definisce la sfera di influenza che oltrepassa i confini russi attuali. Viene descritto come un’ideologia del putinismo che giustifica le ambizioni imperiali e il neo-imperialismo russo, ponendosi come un’alternativa ai valori occidentali. Il concetto è stato utilizzato come giustificazione ideologica nella guerra russo-ucraina, descrivendo l’Ucraina e altre aree post-sovietiche come parte integrante di questo «Mondo Russo». 

Si basa su tre pilastri: la Chiesa Ortodossa, la cultura e la lingua russa, e la memoria storica comune. Detto in altri termini Indica una comunità transnazionale unita dalla lingua, dalla cultura, dalla storia e dalla religione (Chiesa ortodossa russa). Viene descritto come una dottrina di soft power o, in contesti critici, come espansionismo neo-imperialista. Il concetto è centrale nel putinismo e viene utilizzato per giustificare l'azione di Mosca in paesi vicini, in particolare l'Ucraina, considerata parte inalienabile di questa "civiltà".

sabato 28 febbraio 2026

Le follie umane: ricorrere alla guerra!

 

USA e Israele attaccano l’Iran
L’obiettivo esplicito non è più
smantellare il programma nucleare
ma cambiare il regime. 
L'offensiva congiunta con Israele
punta ad abbattere il regime
islamico
.




Dopo settimane di tensione, Stati Uniti e Israele hanno lanciato nelle prime ore di oggi l’attacco sull’Iran avendolo «pianificato per mesi». 

 L’azione è -come viene definita in queste circostanze-  «preventiva»: l’intento dichiarato è quello di «impedire che Teheran abbia armi atomiche».


 Nelle scorse settimane, i negoziatori di Iran e Stati Uniti si erano incontrati a Ginevra per cercare un accordo sul nucleare. L’ultimo summit, giovedì, aveva dato risultati di cui Trump si era ieri detto «deluso».


 Da settimane gli Stati Uniti accumulavano nell’area mezzi militari. Nella zona si trovano attualmente  due portaerei e centinaia di caccia statunitensi, oltre a mezzi di supporto. L'Onu si è detto contrario agli attacchi, chiedendo che le parti tornino al tavolo dei negoziati. La Francia ha chiesto una riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Condanna di Mosca e Pechino: «Aggressione immotivata»

La democrazia

 Ad Atene significava il “corpo civico”.

Il termine dêmos (δῆμος)
significa
 popolointeso
come l'insieme dei
cittadini, la 
popolazione
o il ceto popolare, in 
particolare contrapposto
all’aristocrazia,nell’antica
Grecia.
E’ la base etimologica di
termini come “democrazia”
(potere, del popolo) e
demografia.













I comportamenti di Donald Trump ci fanno riflettere sulla “Democrazia”. Avviamo pertanto sul blog alcune pagine sul tema, come al solito con poche righe, su cosa si intendeva con questo termine nell’antica Grecia. 

= = = =  In ambito storico, "demo" (dal greco démos) si riferisce al popolo o alle suddivisioni territoriali nell'antica Grecia. Era altresì l’apparato politico-economico fondato sull’alleanza dei ceti dominanti delle città. Ad Atene il governo spettava alla parte popolare dei liberi, il «demo» (da qui ‘democrazia’ come sistema politico), e l’analogo domina nelle città alleate. Spesso si trattava tuttavia di minoranze numeriche. 

= = = = Tucidide (storico e filosofo ateniese) ha riflettuto su qual fosse la migliore forma di governo.  Ha analizzato in maniera critica il meccanismo democratico: ha apprezzato Pericle, del quale ha ascoltato le parole, perché ha saputo trasformare la democrazia in un regime in cui il leader più capace guida il sistema.

= = = = Nel corso della sua vita, Tucidide ha fatto esperienza anche di un’altra modalità della politica ateniese, l’oligarchia. Nell’anno 411 a.C. gli oligarchi che detestano e tentano di colpire la democrazia – sperando nell’aiuto spartano – prendono il potere ad Atene. È un disastro: governano per quattro mesi e scoppia una guerra civile, o quasi, al termine della quale si determina un regime misto.

= = = = Tucidide fa comunque un elogio di questa forma di governo, in parte democratico e in parte oligarchico, fondata su una limitazione della cittadinanza. Non più tutti i maschi liberi in età militare sono considerati cittadini: sarebbero teoricamente 30mila, ma soltanto 5 mila benestanti. Successivamente si rende conto, però, che quell’equilibrio e’ instabile, e determina la liquidazione dell’Impero.


Curiosità

 Trump sullo “Stato dell’Unione”

Il discorso, un interminabile
comizio: per elencare i suoi
successi, attaccare i democratici
 «pazzi e malati» capaci di
vincere «solo se rubano», e
celebrare l'avvio di una «nuova
età dell'oro» per l'America.






Donald Trump nel suo recente intervento al Congresso Usa ha non solo  imbellettate il discorso ma lo ha reso inattendibile in più tratti. Quanto segue lo riprendiamo stralciandolo dal Corriere della Sera da un elenco molto più lungo.

1) L’economia «Quando ho parlato l’ultima volta in quest’Aula, 12 mesi fa, avevo appena ricevuto in eredità un Paese in crisi, con un’economia stagnante». Prima bugia: Non è vero: il Pil Usa nel 2024 era cresciuto del 2,8% (a fronte del 2,2% del 2025).

2);Le tasse «L’anno scorso ho chiesto al Congresso di intraprendere la missione di fare il più grande taglio alle tasse della storia americana». Seconda bugia:  Il taglio alle tasse c’è stato, ma, secondo la Tax Foundation, la cosiddetta «Grande meravigliosa legge» a cui alludeva Trump è solo il sesto più grande taglio fiscale della storia Usa (e se ne sono giovati soprattutto i più ricchi). 

3) Il lavoro «Non ci sono mai stati così tanti americani con un lavoro». In numeri assoluti è vero, ma nel 2025 la creazione di nuovi posti di lavoro è calata. Ora il tasso di disoccupazione è al 4,3 % (era al 4% alla fine del mandato di Biden).

4) I farmaci «Ho portato i prezzi dei farmaci negli Usa (…) dall’essere i più alti del mondo a essere i più bassi. È un grande risultato. Ora il loro prezzo è inferiore del 300, 400, 500, 600% e oltre». Non è vero. Trump ha fatto accordi con alcune case farmaceutiche e ora qualche decina di prodotti è in vendita in sconto sul sito TrumpRx. In ogni caso, un ribasso di oltre il 100% del prezzo è un assurdo matematico: significherebbe che gli acquirenti sono pagati per comprare un farmaco.

5) Gli omicidi «Nel 2025 si è registrata la maggior diminuzione di sempre del tasso di omicidi». In effetti, si calcola che sia diminuito del 21% rispetto al 2024. Ma, dopo un picco nel 2020 legato alla pandemia, il tasso di omicidi era già molto calato in tutti gli anni successivi.

Intelligenza Artificiale

 Un percorso lungo settanta anni

La Storia dell’AI

L'idea di macchine in grado di pensare
da sole non è nuova. Il concetto di
esseri artificiali dotati di intelligenza
risale a decenni fa, tuttavia, il campo
moderno dell'AI ha iniziato a prendere
forma a metà del XX secolo. Diamo
un'occhiata alla storia dell'AI come
la conosciamo:

l'invenzione dei computer
programmabili negli anni '40 ha
acceso l'immaginazione. Nel 1950,
Alan Turing propose il "test di Turing",
un modo per valutare se una macchina
potesse mostrare un comportamento
intelligente indistinguibile da quello
di un essere umano. Si trattava di
un passo filosofico e scientifico
fondamentale.
=
Le origini dell'AI (anni '40-'50):
l'invenzione dei computer programmabili
negli anni '40 ha acceso l'immaginazione.
Nel 1950, Alan Turing propose il
"test di Turing", un modo per
valutare se una macchina potesse
mostrare un comportamento intelligente
indistinguibile da quello di un
essere umano. Si trattava di un passo
filosofico e scientifico fondamentale.
=
 La nascita di un campo (1956):
il Dartmouth Summer Research Project,
organizzato da pionieri come John
McCarthy, è ampiamente considerato
la nascita ufficiale dell'AI come
disciplina accademica. È qui che
è stato coniato il termine "intelligenza
artificiale".
=Crescita (anni '80-2000): lo sviluppo
di sistemi esperti e, in seguito, l'ascesa
del machine learning hanno dato
nuova vita alla ricerca sull'AI. Pietre
miliari come la vittoria di Deep Blue
di IBM su un gran maestro di scacchi
nel 1997 hanno dimostrato le crescenti
capacità dell'AI.
=
 Il boom dell'AI moderna (2010-oggi):
i progressi nella potenza di calcolo,
la disponibilità di set di dati massicci
 e le scoperte nel deep learning, in
particolare con le reti neurali,
hanno alimentato l'attuale rivoluzione
dell'AI. In quest'era sono emersi
strumenti potenti che stanno trasformando
 i settori.

Sono passati settant’anni da quando l’Intelligenza Artificiale ha aperto più frontiere per lo sviluppo della Scienza e, va precisato,  e conseguentemente al nostro vivere. Tutto bene quindi? Forse no o forse sì. Non compete ad un modesto blog esprimere simili giudizi, però ci sono figure dello stesso mondo della Scienza che sollecitano accorgimenti e rimedi  contro certi rischi. Nei decenni passati, molto meno ai nostri giorni, ci sono stati convegni e personaggi che puntavano attenzione e scorgevano rischi nel tipo di rapporto che andava sviluppandosi fra uomo e macchine. 

Il termine “Intelligenza Artificiale” apparve e fu coniato nell’agosto del 1955 da Marvin Minsky e John McCarthy nel corso di uno storico convegno che segnò la svolta nel rapporto uomo-macchina. Non passo’ molto tempo perché iniziassero le bordate controcorrente  rispetto ad una novità, che si diceva, potrebbe sfuggire  di mano all’uomo. Le iniziali preoccupazioni contro la novità riguardavano i risultati contingenti, però esse hanno innescato una rivoluzione tecnico-scientifica di cui, oggi, nessuno nega utilità e risultati.

Su questa rilevante innovazione ci intratterremo per qualche tempo sul blog. Per il momento riportiamo la iniziale convinzione che si ebbe dell’I.A. : capacità delle macchine di imitare le funzioni cognitive umane, come imparare, ragionare, risolvere problemi e comprendere il linguaggio, analizzando grandi quantità di dati per riconoscere schemi e prendere decisioni autonome, come farebbe un cervello umano, ma senza avere coscienza o emozioni. In parole semplici, sono programmi che "pensano" e "agiscono" in modo intelligente per svolgere compiti complessi, dall'assistenza vocale alla guida autonoma.

 Non c’è dubbio che i computer si vanno via via facendo carico di funzioni di complessità crescente e, nel farlo, stiano modificando in maniera determinante il concetto che abbiamo di noi stessi e della società. Sono tantissimi gli uomini di scienza e non convinti che non è lontano il tempo che questa nuova e potente forza tecnologica sarà in grado di superare la capacità di pensiero della mente umana media.


venerdì 27 febbraio 2026

La riforma della giustizia (2)

Prima di entrare nel merito del Referendum

ci piace riportare i malcontenti

raccolti in queste settimane sui giornali.

Il cuore della riforma della giustizia
 
prevede una separazione netta 
tra giudici e pubblici ministeri. 
Oggi tutti i magistrati seguono lo 
stesso percorso formativo e nei 
primi dieci anni di carriera possono 
cambiare funzione una volta, 
passando dal ruolo giudicante a 
quello requirente o viceversa. Con 
la riforma, questo passaggio 
verrebbe definitivamente bloccato: 
giudici e pm seguirebbero due 
percorsi separati e non comunicanti.
Un altro elemento centrale è 
la creazione di due Csm, uno per 
la magistratura requirente e 
l’altro per quella giudicante, 
entrambi presieduti dal Capo dello 
Stato. I membri dei due Csm 
restano in carica 4 anni. E ne 
fanno parte, di diritto i vertici della 
Cassazione. Gli altri consiglieri 
vengono individuati attraverso sorteggi.
La riforma introduce inoltre 
l’Alta Corte disciplinare, un 
nuovo organo composto da 15 
membri che avrà il compito di 
decidere sulle sanzioni ai 
magistrati, oggi di competenza del 
Consiglio superiore della magistratura. 
I 15 membri saranno nominati in 
parte dal presidente della Repubblica, 
in parte sorteggiati da elenchi 
predisposti dal Parlamento e in 
parte scelti tra magistrati con 
requisiti specifici.



Un elemento essenziale da tenere presente in questa nostra riflessione, sullo stato d’animo con cui ci recheremo ai seggi fra pochi giorni, è  ovviamente la assoluta difesa dell’indipendenza della magistratura così come e’ stata voluta dai padri costituenti all’alba dell’affermarsi della Repubblica. E però,  riflettere sulla circostanza referendaria che intacca alcuni articoli della Carta Costituzionale, e’ doveroso. Dobbiamo, vorremmo capire perché siamo chiamati alle urne.

_X) Nessuno dubita che nel “Palazzo” vigono forme di corporativismo e di autoreferenzialità degli stessi giudici. Quante volte abbiamo letto sui giornali di inchieste finite nel nulla?

_X) Quante persone sono state coinvolte e poi risultate, dopo lunghissimi processi, del tutto estranee persino ai fatti. Fisiologia o patologia del sistema? 

_X) Il Presidente emerito della Corte Costituzionale, Giovanni Maria Flick, in una intervista al Messaggero, di qualche tempo fa sostenne che, dopo Tangentopoli, la magistratura ritenne di perseguire anche i costumi, non solamente i reati. «Abbiamo abbandonato il metodo – disse Flick – di giudicare il fatto per guardare successivamente all’uomo, oggi si giudica l’uomo, il corruttore, l’associato a delinquere, ossia il tipo di persona che è espressa da quel fatto». 

_X) Quante volte abbiamo letto sui giornali la sproporzione tra l’enfasi delle accuse e l’irrilevanza di assoluzioni che, arrivando dopo troppi anni non trovano sui giornali le professionalità che conservassero un minimo di memoria, finivano per essere liquidate in poco spazio. Le vite, tutte le vite, meritano rispetto. Restituire la dignità alle persone ingiustamente accusate, oltre a essere un fattore di civiltà, rafforza la lotta all’illegalità, non la indebolisce.

===Entrando nel merito del Referendum, attenendoci ad un recente libro di Stefano Passigli: «Nordio - Ragioni e pericoli di una riforma» leggiamo che il problema è, sarebbe, la lentezza dei processi civili e penali in Italia. E’, sarebbe pure, un problema la decisione del Governo di proporre all’approvazione del Parlamento una riforma costituzionale anziché intervenire sulla lunghezza dei processi. 

= = = Affrontare un tema – quello della separazione delle carriere – di fatto già definitivamente risolto dalla Legge Cartabia del 2022, non risolve il vero male della giustizia, e sarebbe dannosa -secondo taluni giuristi- perché divide profondamente la nostra cultura politica proprio su di una delle questioni – la struttura e l’esercizio della giurisdizione – su cui maggiore sarebbe la necessità di unità.

____ 

  Nella prossima pagina proveremo a cogliere altri punti di divisione fra favorevoli e contrari alla riforma costituzionale.

(Segue)


Lo Sport

L’affare olimpico

Domenica 22 febbraio si sono conclusi i Giochi di Milano Cortina 2026 Il rapporto tra le antiche gare di Olimpia e quelle odierne — ampiamente evocato su tutti i media nei giorni scorsi — sa di inverosimile. 

= = = Differenza positiva a favore del presente è sicuramente  la partecipazione, nei Giochi di oggi, di atleti che di qualche loro disabilità fisica hanno fatto un punto di forza. Ci prepariamo infatti ad assistere alla Paralimpiade (6-15 marzo) nello stesso scenario di Milano Cortina: un evento che sarebbe stato impensabile nella società antica, dove la perfezione del corpo era un prerequisito per ogni altro tipo di eccellenza. 

= = = Altro aspetto positivo e’ la partecipazione delle donne, anticamente limitata a una gara di corsa in onore della dea Hera, a cui concorrevano solo ragazze nubili, presumibilmente provenienti da Sparta, alle quali soltanto non era interdetta l’esibizione della nudità atletica. 

Per il resto, nell’antica Grecia, gli atleti erano solo maschi che gareggiavano svestiti, forse in ossequio a quella «nudità rituale» connessa, fin da tempi remoti, alle pratiche di iniziazione legate al passaggio dall’adolescenza all’età adulta. 

*. *. *

###C’e’ una distanza incolmabile tra l’Olimpiade di oggi e quelle che si svolgevano nell’Antica Grecia, ed è tutta  di tipo politico e risiede nel concetto di ekecheirìa (letteralmente «tenere le mani lontane dal nemico», la «tregua sacra» o «pace olimpica»): la scelta deliberata di sospendere le guerre. I Giochi imponevano il silenzio delle armi. Nelle Olimpiadi contemporanee permane una tragica convivenza con il fragore dei conflitti in corso. 

###Un’altra asimmetria è di tipo strutturale:  oggi, pulsa un indotto di milioni di euro in termini di diritti televisivi, sponsorizzazioni globali e trasformazioni urbanistiche. L’atleta — che a Olimpia veniva premiato con una corona di ulivo o di alloro, e nel migliore dei casi con un epinicio (un canto in onore della vittoria)è oggi diventato un brand. La vittoria non è più solo un valore etico, è una quotazione economica. 


Nonostante Trump… negli Usa l’equilibrio dei poteri funziona

 L’uomo d’affari alla guida della più grande democrazia…..


L’equilibrio dei poteri negli Stati
Uniti (il sistema di 
checks and
balances
) sta affrontando nel
2025-2026 una delle sfide più
severe della sua storia,
caratterizzata da un
tentativo di forte accentramento
del potere esecutivo da parte
dell'amministrazione Trump, spesso
descritto come una "guerra aperta"
alle istituzioni tradizionali. Nonostante
questo, il sistema costituzionale
sta mostrando segnali di resistenza,
con la Corte Suprema che ha
frenato azioni presidenziali chiave,
come nel caso dei dazi.

La Corte Suprema ha stabilito che
Trump ha ecceduto la sua autorità
nell'uso dell'International Emergency
Economic Powers Act (IEEPA) per
imporre dazi doganali, dichiarando
che il potere di tassazione (inclusi
 i dazi) spetta al Congresso.

Un sondaggio del febbraio 2026
indica che il 68% degli americani
ritiene che il sistema di pesi e
contrappesi non funzioni bene,
con una forte percezione di
minaccia alla democrazia.





La Corte Suprema Americana ha dichiarato incostituzionali i dazi di Trump. Questi hanno consentito, con una legge del 1977 (l’Ieepa),  al  presidente il potere di «regolare … le importazioni» in caso di emergenza. 

===La Corte Suprema ha esplicitato però che tale generico termine non può includere l’introduzione di tasse sui contribuenti americani, che, senza una delega esplicita, solo il Congresso può approvare. La Corte ha sostanzialmente spiegato a Trump che  i dazi sono tasse pagate dagli americani, non soldi che fluiscono dal resto del mondo. 

= = = Questo è vero anche secondo i dettami della Scienza Economica. Non doveva essere una Corte a doverlo spiegare al Presidente del Paese più influente delle cose del mondo. I dazi in entrata in un Paese, negli USA, sono ovviamente pagati dagli importatori americani, non dai paesi esteri.

= = = Trump ora ha introdotto, appellandosi alla Sezione 122 del Trade Act del 1972, dazi del 15% (il livello massimo consentito da tale legge) verso tutti i Paesi, quindi anche l’Ue. Ma li può tenere solo per 5 mesi a meno di una conferma del Congresso. Resta quindi una notevole incertezza che non può far bene né all’economia americana né a quella mondiale.

=. =. = La Corte Suprema ha ribadito che il presidente, nel suo ruolo di titolare del potere esecutivo ex art.2 della Costituzione, non può interpretare le leggi a suo piacere. Ci sono limiti che deve rispettare. Si potrà dire e pensare che alla fine Trump utilizzerà altri strumenti legali per portare avanti la guerra dei dazi.

=. =. = La decisone della Corte dimostra comunque che, anche nell’America trumpiana, la divisione dei poteri è ancora presa seriamente. Sin dall’entrata in vigore della Costituzione americana nel 1789, i confini del potere del presidente sono stati soggetti a infinite discussioni. Trump interpreta il suo ruolo spingendo ai limiti la teoria dell’Esecutivo Unitario, secondo cui tutto il potere esecutivo è concentrato nel presidente, quasi estendendolo persino alle istituzioni indipendenti come la Fed. 

 =. =. = Il vertice del potere giudiziario, nonostante sei dei nove membri della Corte Suprema siano stati nominati da presidenti repubblicani (tre da Trump stesso), ha chiarito quali siano i limiti che non possono essere oltrepassati. Questa riaffermazione della criticità per una democrazia della separazione dei poteri è fondamentale.

giovedì 26 febbraio 2026

La nostra presenza nel mondo

 

Le giovani generazioni ci interpellano (3)  

= = = La Storia ci si presenta sempre imprevedibile e rischiosa. L’essere umano che per sua natura vorrebbe perseguire il bene, il meglio, l’ottimo per se’, finora ha manomesso l’ecosistema, si è disinteressato del dramma della fame in più  parti del pianeta (e si da’ a bloccare le imbarcazioni di chi cerca pane).

=. =. =  Nell’uomo convivono la crudeltà e la bontà del mondo. Accanto all’etica della solidarietà, che è l’etica della resistenza alla crudeltà del mondo, spunta l’egoismo e il disincanto. Persino il linguaggio burocratico produce un’umanita’ di ghiaccio, meccanica.

=. =. =  La Storia nostra, degli uomini, passa di mano in mano, ma ogni volta a pagare i prezzi più consistenti dei cambiamenti, in ogni angolo della Terra, continuano a essere coloro che ne sono sempre stati “fuori”.

(Segue)

La riforma della giustizia (1)

  Prima di entrare nel merito del Referendum

per due pagine ci piace riportare i malcontenti

raccolti in queste settimane sui giornali.

Sfogliando i giornali di questi giorni non si parla d’altro, se non del referendum sulla riforma della giustizia. Verosimilmente il blog non possiede tutti i titoli necessari per affrontare un tema che non manca di aspetti delicati del vivere sociale in regime di democrazia. Intendiamo tuttavia affrontare alcuni aspetti che da semplici cittadini ci compete conoscere per poi decidere partecipando al voto.

L’obiettivo della riforma è separare le 
carriere dei magistrati requirenti e giudicanti,
mediante la modifica di piu’ articoli della
Costituzione (87, 102, 104, 105, 106, 107
e 110). 
A tal fine, sono stati previsti due 
distinti organi di autogoverno
      il Consiglio 
superiore della magistratura giudicante; il 
Consiglio superiore della magistratura requirente.
Principale innovazione: a) La Presidenza  di
entrambi gli organi è attribuita al Presidente
della Repubblica. Sono membri di diritto: 
rispettivamente il Primo Presidente della
Corte di Cassazione e il Procuratore
generale della Corte di Cassazione. Gli 
altri componenti di ciascun Consiglio 
superiore sono estratti a sorte () per 1/3 
da un elenco di professori e avvocati
compilato dal Parlamento in seduta comune;
I 2/3 ulteriori tra i magistrati giudicanti e 
requirenti.



1) Il tema di per sé non sarebbe il primo da affrontare in un paese dove chi ha a che fare con la giustizia ne esce, bene o male a secondo delle responsabilità, dopo anni ed anni di avere a che fare con avvocati, giudici, tribunali, e portafoglio (indipendentemente se si sia innocenti o colpevoli).

2) il motivo dichiarato per cui siamo chiamati alle urne e’, sarebbe, non quello della velocizzazione della giustizia, bensì: la separazione delle carriere tra chi indaga e chi giudica. Viene immaginato (dai promotori di centro-destra del referendum) che questa separazione renderà la giustizia non solo più veloce ma persino più giusta. 

3) La riforma voluta dall’Esecutivo (dal Governo)  è contenuta in un testo blindato. Prendere o lasciare. Le Camere l’hanno potuto solo approvata in doppia lettura. Senza poter apportare ritocchi. Perfettamente lecito sul piano giuridico se persino giuristi di sinistra ne sono sostenitori, ma inopportuno in una materia più che delicata quale e’ la “Giustizia”.

4)  Una stranezza che ci pare di cogliere: da quanto abbiamo finora capito destra/sinistra non c’entrano nulla, col loro storico presunto diverso bagaglio culturale, se è vero che un ex Presidente della Corte Costituzionale (già comunista), Augusto Barbera, o l’ex Pubblico Ministero Antonio Di Pietro sono favorevoli, assieme ad altri personaggi culturalmente di Sinistra, alla riforma e, quindi, favorevoli al Sì al pari dell’intero centro/destra.

5) Se votare SI oppure NO  non ha, non implica, motivazioni culturali/ideologiche, il fondamento e la distinzione sul referendum dove sta?

  Sta nel fastidio di talune forze politiche nei confronti dell’attuale assetto della Magistratura che gode con forza costituzionale della piena indipendenza dal Governo (anche se non dalla politica intesa estensivamente). Il Governo (e la maggioranza attuale di governo) ricorrendo al referendum vorrebbe limitare il potere di legittimità che oggi la Magistratura esercita, leggo su un articolo di Stefano Passigli.

_ _ _ 

  . Nella prossima pagina proveremo a cogliere i punti di divisione fra favorevoli e contrari alla riforma costituzionale.

(Segue)

L’amico cane (17)

 

La lealtà incondizionata dei cani,
la loro capacità di offrire conforto
emotivo e i numerosi benefici
per la nostra salute fisica e
mentale sono semplicemente
straordinari.







L’alimentazione corretta del cane costituisce la base per la sua vita lunga e sana. Capire quanto deve mangiare quotidianamente è un compito che richiede attenzione verso diversi fattori specifici. Non esiste sostanzialmente una risposta univoca valida per tutti i soggetti; il fabbisogno calorico varia in base alla razza e allo stile di vita.

= Un apporto calorico bilanciato garantisce il mantenimento del peso forma ideale. L’eccesso di cibo porta rapidamente all’obesità, mentre una carenza può causare problemi di sviluppo e debolezza sistemica.

= I cani adulti in buona salute necessitano generalmente di uno o due pasti al giorno per mantenere attivo il metabolismo.

= Il cibo umido contiene una percentuale maggiore di acqua, il che richiede dosi volumetriche più elevate per raggiungere il giusto apporto energetico.

= Un cane adulto di taglia media dovrebbe consumare circa 30 o 40 grammi di umido per ogni chilogrammo di peso corporeo.

 =Al contrario, il cibo secco è un alimento completo altamente concentrato e privo della maggior parte dei liquidi. Per le crocchette, la porzione ideale scende drasticamente a circa 10 grammi al giorno per ogni chilo di peso del cane.

 = Maggiore è il valore nutritivo dell’alimento, minore sarà la quantità necessaria da versare nella ciotola.

Si considera adulto un esemplare che ha compiuto il primo anno di età, momento in cui lo sviluppo fisico si stabilizza.

Di seguito riportiamo una tabella indicativa che mette in relazione il peso del cane con la grammatura di cibo secco e umido consigliata.

Peso del cane (Kg)Dosi cibo secco (gr/giorno)Dosi cibo umido (gr/giorno)
5 kg80-100150-200
10 kg175-200300-400
15 kg210-250450-600
20 kg280-300600-800
25 kg320-350750-1000
30 kg350-420900-1200
35 kg350-4901050-1400
40 kg400-5601200-1600
45 kg450-6301350-1800
50 kg500-7001500-2000

È importante ricordare che osservare regolarmente la condizione corporea aiuta a capire se le dosi sono corrette. Se l’animale tende a ingrassare pur seguendo quanto evidenziato nella tabella, è opportuno ridurre leggermente le quantità.

Viceversa, se si notano segni di dimagrimento eccessivo, sarà necessario incrementare la razione giornaliera.

mercoledì 25 febbraio 2026

La Letteratura, (19)

 

Riflessioni sulla poesia, di Eugenio Montale. “Mi procurai anch’io, a suo tempo, un’infarinatura di psicanalisi, ma pur senza ricorrere a quei lumi pensai presto, e ancora penso, che l’arte sia la forma di vita di chi veramente non vive: un compagno o un surrogato. 

Ciò peraltro non giustifica alcuna deliberata turris eburnea: un poeta non deve rinunziare alla vita. E’ la vita che si incarica di sfuggirgli. (…) non nego che un poeta possa o debba esercitarsi nel suo mestiere, in quanto tale. Ma i migliori esercizi sono quelli interni, fatti di meditazione e di lettura. 

Letture d’ogni genere, non letture di poesie: non occorre che il poeta passi il tempo a leggere versi altrui, ma neppure si concepirebbe una sua ignoranza di quanto s’è fatto dal punto di vista tecnico, nell’arte sua. 

Il linguaggio di un poeta è un linguaggio storicizzato, un rapporto.  Ale in quanto si oppone o si differenzia da altri linguaggi. Naturalmente il grande semenzaio d’ogni trovata poetica è il campo della prosa. Una volta tutto era esprimibile in versi, e questi versi sembravano, e talvolta erano, poesia. 

Oggi si dicono in versi solo determinate cose … . Il bisogno di un poeta è la ricerca di una verità puntuale, non di una verità generale. Una verità del poeta-soggetto che non rinneghi quella dell’uomo-soggetto empirico”.

(Intenzioni).

La casa (5)

La Sicilia sta affrontando, fra le
tante situazioni disagevoli, pure 
una grave crisi climatica che
vede oltre il 
70% del suo territorio
a rischio desertificazione
 entro
tempi brevi, …. (a brevissimo
termine)con un impatto
devastante sull'agricoltura e, di
conseguenza, sulle tradizioni
popolari, le sagre e le feste di
paese.
 Il tessuto sociale
gravemente insidiato dal flusso
ininterrotto migratorio dei giovani,
sta portando allo spopolamento dei
borghi rurali
(e alla desertificazione culturale).








 Riflessioni “Le case del Belice e lo spopolamento ”. 

 Il futuro di ogni comunità, società umana, dipende dal sapere selezionare e scegliere fra le imbarazzanti quantità di futuri possibili e che ci vengono suggeriti, nell’ambito sociale e politico del nostro vivere in alternativa. In questo la cultura corrente, sopratutto la politica ed in generale il pensare delle società umane, non hanno dimostrato nelle aree del Meridione italiano grande capacità di riadattamento. 

 C’è una asserzione di un economista americano, Julian L. Simon: “Una previsione basata su dati del passato può ritenersi solida se si ritiene ragionevole  partire dal presupposto che passato e futuro appartengono  allo stesso universo statistico”.  Questo commento è illuminante su quanto accaduto nella Valle del Belice, a Contessa Entellina in particolare, su cui disponiamo abbastanza dati per verificare come i cambiamenti di assetti strutturali e sociali post sisma 1968 hanno anche interessato i precedenti strumenti d’osservazione del vivere umano tradizionale. 

 Il senso di quanto precede e’ che il ritmo del cambiamento sociale ed umano, che è sempre comunque veloce, va sempre misurato dai riferimenti storici: i fenomeni sociali procedono in modo non uniformi, i risultati finali diventano percettibili soltanto a balzi. 

= = = 

 Entreremo meglio sul senso di quanto riportato sopra, quando proseguendo sul discorso del mancato decollo del Mezzogiorno, dello spopolamento e della trascuratezza delle aree interne dell’Isola  e quando contestualizzeremo, in termini sociologici e poi economici, il tema della casa, il processo dell’urbanizzazione e l’inarrestabile flusso migratorio dall’area del Belice e più specificatamente del Corleonese e da Contessa Entellina.

  

La nostra presenza nel mondo

Le giovani generazioni ci interpellano (2)

Da sempre, dalle origini dell’uomo, questi si interroga per procedere lungo il corso del tempo nella conoscenza, nel voler capire, nel voler scoprire.

Raramente il percorso è stato facile e pare sia stato Socrate ad additare quell’attraversare il tempo come una “strada”, anzi “la strada”, lungo la quale compito di ciascuno è conoscere, incrementare il bagaglio conoscitivo da porre a disposizione della comunità, dell’umanità. 

A rafforzare questo indirizzo di vita si sono, fra altri, impegnati nel corso della Storia Galileo, Pascal, Kant, Wittgenstein e tantissimi altri, fino ai nostri giorni.

La stranezza, nel nostro vivere e nel nostro esplorare, è, pare di capire, che ogni convinzione, anche la più  solida, col trascorrere del tempo, e addirittura quasi a velocità vertiginosa, venga spogliata di ogni certezza. Come se nulla, lungo il corso dei secoli, sarebbe stato mai solido e valevole per sempre.

(Segue)

martedì 24 febbraio 2026

La Letteratura (18)


Eugenio Montale mantenne
una 
posizione ferma di dissenso
intellettuale e morale verso il
fascismo, definendola
un’antifascismo

passivo. Rifiuto’ di prendere
la 
tessera del partito, firmo’ il
Manifesto degli intellettuali
antifascisti di Croce nel 1925 e
perse il posto di lavoro al 
Gabinetto Vieusseux nel 1938
per le sue posizioni.







Montale e il fascismo. Scrive Montale, nel 1945, su Intellettuali e il fascismo: “Ne restarono immuni i pochi che ebbero davvero quella seconda vista dell’arte che è sempre discriminatrice e non può prescindere  dal senso del bene e del male; e fra i non artisti in senso stretto, quegli altri, i quali per origine , educazione e provenienza -Croce e Salvemini furono i loro maestri principali- erano chiamati ad agire, a lottare, a soffrire per tutti, affinché il filo della verità non fosse spezzato (Il fascismo e la letteratura, in Auto da fe’ ). Più tardi, in una intervista  alla RAI del 1951: “Fra questi  avvenimenti che oso  dire esterni  c’è stato, e preminente per un italiano della mia generazione, il fascismo. Io non sono stato fascista  e non ho cantato il fascismo ; ma neppure ho scritto poesie  in cui quella pseudo rivoluzione  apparisse osteggiata.  Certo, sarebbe stato impossibile pubblicare  poesie ostili  al regime d’allora; ma il fatto è che non mi sarei  provato neppure se il rischio fosse stato minimo o nullo”.

E in Le reazioni di Montale  (cit) : “Quello che i giovani non capiscono  è che il fascismo  suscitò all’inizio  grandi entusiasmi poi calati, ma riaccesi alla proclamazione dell’ impero. Gli antifascisti professionali danno l’impressione erronea del fascismo come di una piccola cricca che si impadronisce  con la violenza del potere.