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lunedì 21 settembre 2026

Parole frequenti sui media

 

il "campo largo" è un neologismo
giornalistico e politico utilizzato
in Italia per definire il 
progetto
di ampliamento della coalizione
di centrosinistra
. Questa formula
punta a unire in un unico cartello
elettorale e programmatico sia le
forze progressiste e di sinistra (come
Alleanza Verdi e Sinistra - AVS), sia
i partiti di centro o liberali, includendo
stabilmente il Movimento 5 Stelle
guidato da Giuseppe Conte e la
leadership del Partito Democratico
(PD) di Elly Schlein.


campo largo 

È il termine che definisce l’alleanza tra una serie di forze del centrosinistra: Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. A questa parte dovrebbero aggiungersi una o più aggregazioni di forze centriste e moderate. L’alleanza di centrosinistra deve scegliere il candidato premier per le elezioni politiche del 2027. L’opzione più gettonata al momento sono le primarie. Prima però i partiti che compongono la coalizione devono stilare un programma comune.

Elly Schlein in questi giorni chiede con forza alla presidente del Consiglio la data delle elezioni: «Il Paese non può andare avanti così per un altro anno. Noi continuiamo a insistere che Giorgia Meloni dica quando andiamo a votare e prima è, meglio è». Per il centrosinistra l’incertezza sulla data delle elezioni è un problema: andare alle primarie troppo presto, se poi il voto sarà in ottobre, potrebbe comportare il logoramento anzitempo della candidata (o del candidato) premier, ma se invece si va alle urne in primavera il rischio è che il Campo largo si faccia cogliere impreparato.

La società degli uomini

 

Il dibattito su cosa prevalga
nella vita dell'uomo tra 
il
pensiero
 (la riflessione, la teoria,
l'attività mentale) e il fare
 (l'azione, la pratica, la concretezza)

 è uno dei più antichi.
Da qui la distinzione fra
-Il lavoro intellettuale ed
-Il lavoro manovale.











La “Parola”  nel contesto

della società degli uomini

Ci assicurano gli studiosi che dal primo ominide via via si è prodotta la specie homo sapiens. Il tutto sarebbe avvenuto in un contesto di caos, entro cui l'uomo per affermare la sua diversità doveva imporre il logos, trasformando l'unicum continuum naturale in cosmos, in un insieme finito di unità discrete: cioè nell'ordine della cultura. 

Sarebbe avvenuto, sostengono gli studiosi,  che sopra la realtà naturale iniziava a svilupparsi una originale realtà, quella intellettuale, che pur scaturendo dalla stessa natura, era caratterizzata da un statuto suo e differente consistente in due momenti distinti e indissociabili, il fare e il rappresentare

Aristotele in un passo ormai famoso asserisce: «E’ quindi manifesto che l'uomo è animale socievole in grado maggiore delle api e di altro ogni animale che vive in gregge. Niente infatti, secondo noi, la natura fa invano; solo l'uomo tra tutti gli animali ha la parola. La voce può esprimere dolore e piacere, perciò l'hanno anche gli altri animali..; la parola poi ha il fine di manifestare ciò che è utile e ciò che è dannoso e per conseguenza anche ciò che è giusto e ciò che è ingiusto. Questo infatti è il carattere proprio dell'uomo rispetto agli altri animali, che solo egli ha la nozione del bene e del male, del giusto e dell'ingiusto e di tutte le altre antitesi morali». 

Per Aristotele è stato grazie al possesso della parola che l'uomo realizza la sua socialità, ed è attraverso di essa che egli discretizza il mondo in unità morali. 

Nell'incipit di San Giovanni: «In principio era il verbo, e il verbo era presso Dio, e il verbo era Dio. Questo era nel principio presso Dio. Per mezzo di Lui furono fatte le cose tutte; e senza di Lui nulla fu fatto di ciò che è stato fatto. In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini». E’ l’enfatizzazione sulla “parola”, piuttosto che sul “fare” che viene associato al lavoro e ai suoi attrezzi.

Su quest’ultima asserzione che enfatizza la parola sul fare, torneremo a riflettere in termini antropologici sul procedere della vita umana.

Cosa può riservarci il futuro

Possibili vie della crescita sociale ed economica 

La crescita socio-economica del
Mezzogiorno d'Italia è una delle
sfide storiche e strutturali più
complesse del Paese. Per sbloccare
 il potenziale del Meridione, 
l'analisi
economica contemporanea e
le linee guida europee (come
il PNRR) individuano
 cinque
macro-direttrici fondamentali: 
-Modernizzazione delle
Infrastrutture e Logistica 

Il divario infrastrutturale con il
Nord frena lo sviluppo industriale
e l'attrattività degli investimenti.
-Transizione Ecologica ed
Energia
 Il Sud ha le caratteristiche  
geografiche ideali per diventare
l'
hub energetico verde d'Europa.
-
Valorizzazione del Capitale
Umano e Contrasto allo
Spopolamento
 
La "fuga
dei cervelli" e il declino demografico
sono le emorragie più gravi del
Mezzogiorno.
-
Turismo di Qualità e
Riqualificazione Culturale

Il turismo al Sud deve evolvere
da stagionale/balneare a
risorsa strutturale attiva tutto l'anno
Riforma della Pubblica
 Amministrazione e Legalità

L’efficienza istituzionale è la
precondizione per la messa a terra
 di qualsiasi investimento.




Il nostro Paese (l’Italia) è fra i più indebitati dell’Occidente. E però, e’ chiamato come tutti i paesi dell’Occidente, ad assolvere la spesa tipica di tutti gli Stati su base sociale: pensioni, sussidi, indennità di cassa integrazione, ripianamento dei deficit delle aziende pubbliche, interventi a sostegno della produzione nel settore privato. 

Il contesto entro cui da decenni procede il sistema Italia non consente sicuramente di ridurre il debito pubblico. Fare a meno di tutti questi ammortizzatori sociali è ormai impossibile. Da qui il processo inflazionistico che intacca quella che sappiamo essere la moneta europea: l’euro.

Il problema è molto serio per il futuro delle generazioni che seguiranno: stiamo per lasciare montagne di debito pubblico a chi verrà dopo di noi. E però nessuno può sottovalutare ciò che ne consegue. Come e perché si muovono continuando ad indebitarsi i tanti governi di dx o di sx che si susseguono?

Premettiamo che tutti riconoscono che i costi per le pensioni, i sussidi, le casse di integrazione, i ripianamenti del deficit delle aziende pubbliche e gli interventi a sostegno della produzione nel settore privato vanno sostenuti. Tutti riconoscono -di contro- che il modo di procedere italiano su feste e sprechi rappresenta una anomalia che andrebbe presa di petto, quanto meno bloccando le spese inutili che inducono Comuni grandi e piccoli a deliberarli quando nulla hanno a che fare con lo “stato sociale” che tutti dobbiamo preservare. Organizzare e finanziare feste territoriali, di qualsiasi origine in Comuni dove l’unica fonte di sostentamento stanno diventando le pensioni e le rimesse degli emigranti esigerebbe sensibilità politiche.

E’ ovvio che lo “stato sociale” va preservato, ma gli sprechi della pubblica amministrazione per gonfiare personaggi che promuovono festeggiamenti e poi atteggiarsi a ciò che non sono, vanno segnalati. In una realtà dove si hanno tratti di strade dissestate, emigrazione che coinvolge il 95% delle famiglie, e permanenza -nel terzo millennio- del clientelismo, gli sperperi del denaro pubblico non devono sussistere.

(Segue)

domenica 20 settembre 2026

Ricorrenza

 Giornata del ricordo

Internati Militari Italiani (IMI)
furono gli oltre 650mila soldati italiani
che, subito dopo l’armistizio dell’8
settembre 1943, vennero disarmati,
catturati e deportati dalle truppe
naziste nei territori della Germania
e nei paesi occupati. Davanti alla
scelta di continuare a combattere
a fianco della Germania nazista e 
della Repubblica  Sociale Italiana
di  Mussolini, la stragrande
maggioranza rispose con un No
collettivo.
La Legge n. 6 del 13 gennaio 2025 prevede che il 20 settembre sia ricordato e onorato chi ha dato la vita per la sua patria. Questa legge ci induce sul blog a ricordare le centinaia di migliaia di militari italiani deportati in Germania a disposizione dei nazisti per lavorare in industrie e ripristinare ferrovie distrutte dai bombardamenti angloamericani. Molti di essi non tornarono più a casa.

 I sacrifici, le sofferenze degli Internati militari in Germania è passato per troppo tempo sotto silenzio. Loro non amavano raccontare le sofferenze che avevano attraversato e solo su sollecitazione di parenti ed amici evocavano quelle situazioni in cui si ritrovarono. Tanti contessioti si ritrovarono pure essi in quelle situazioni che sanno di disumano. 

In anni passati sul blog abbiamo evocato alcuni episodi, in particolare di due contessioti entrambi di nome Pietro, che nei campi di detenzione tedeschi nell’area di confine fra Ucraina e Polonia patirono sofferenze e situazioni che definire terribili e’ poco.

Cosa era accaduto? L’8 settembre 1943 l’Italia si era arresa agli angloamericani. Il re fuggì’. I nazisti invasero il nostro Paese, e Mussolini si mise al loro servizio. Ottocentomila soldati italiani vennero deportati in Germania, chiusi nei lager, spogliati, affamati, umiliati

 Venne detto loro: ora vi diamo da mangiare, vi forniamo una divisa, vi liberiamo; ma dovete firmare qui e impegnarvi a combattere per noi, per i tedeschi. Oltre seicentomila, la netta maggioranza, compresi i due “contessioti” a cui ci siamo riferiti sopra, risposero di no, e rimasero nei lager in condizioni disumane — almeno sessantamila moriranno di fame e di stenti — pur di non combattere al servizio di Hitler e Mussolini. 

In quei campi trascorsero giorni terribili della loro gioventù i due Pietro contessioti, di cui ancora oggi le rispettive famiglie conservano narrazioni e ricordi.

Storia del Cristianesimo (4)

 Brevi flash sulle origini 

Provare a cogliere

Le origini. A un popolo giudaico presso il quale andava sempre più imponendosi la spiritualità farisaica fondata sull'osservanza rigorosa, ma troppo spesso formale, della Legge mosaica, Gesù predicò una religiosità di abbandono fiducioso alla misericordia divina, improntata a una grande libertà nei confronti della Legge, ma caratterizzata da un ancora più grande radicalismo morale.


Egli non abrogava la Legge mosaica, su cui poggiava l'intero edificio della nazione giudaica, ma, portandone le prescrizioni alle estreme conseguenze e ponendola in rapporto con la venuta del regno di Dio, la trasformava interamente dandole radicalita’. Giusto non era più chi, attraverso l'osservanza precisa e scrupolosa della Legge, accumulava meriti e si garantiva ricompense, ma chi era pronto ad abbandonare anche i doveri più sacri per fare soltanto la volontà di Dio. Tutte le norme della Legge, come i vincoli  familiari, religiosi e nazionali, si vedevano drasticamente ridimensionati in vista dell'unica cosa necessaria: il regno di Dio.


Con queste caratteristiche la predicazione si inseriva nella tradizione giudaica come fattore di rinnovamento che non poteva non apparire pericoloso alle autorità di Israele. Ed infatti queste non tardarono a prendere posizione contro il profeta del regno. I Farisei (gruppo politico-religioso ebraico attivo in Giudea tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C), che in Galilea avevano notevole ascendente sul popolo, ne contrastarono energicamente la predicazione. 

Gesù non si è presentato esplicitamente come il Messia davidico atteso da secoli da Israele. Gli episodi evangelici che lo affermano sono il risultato di una rilettura della vita di Gesù alla luce dell'Antico Testamento fatta dopo la risurrezione. Ma con la sua potente personalità, accompagnata da una eccezionale attività miracolosa, non soltanto esercitò sul popolo una impressione straordinaria, ma radunò al suo seguito un piccolo gruppo di discepoli che lo seguiva nel suo ministero itinerante di esorcista e di taumaturgo, e invitò a un certo momento questi suoi seguaci a chiedersi chi realmente egli fosse e quale ruolo fosse destinato a svolgere nella venuta imminente del regno di Dio (Mc. 8,27-29). 


Verso la fine della sua vita, recandosi a Gerusalemme per portare il suo messaggio nel cuore della nazione giudaica e mettendosi conseguentemente in conflitto aperto con i capi del popolo (sommi sacerdoti e capi dei Farisei) cercò di preparare i discepoli al suo imminente destino di morte (Mc. 8,31; 9,31; 10,33). E in quella che doveva essere l'ultima cena con loro li invitò a non disperare, ma a cogliere il significato salvifico di quel tragico avvenimento (Mc. 14,22-25). 


 Quello che sembro’ il fallimento della sua missione terrena non avrebbe impedito l'avvento del regno di Dio ma avrebbe costituito l'adempimento misterioso della sua volontà salvifica. Quando perciò dopo la sua condanna, voluta dalle autorità religiose giudaiche (il supremo tribunale del Sinedrio), ma eseguita formalmente dall'autorità politica romana (il governatore Ponzio Pilato), i discepoli a lui più vicini (Pietro, i Dodici, Giacomo) furono protagonisti di esperienze religiose straordinarie (le apparizioni di Gesù) e si convinsero che Gesù era stato risuscitato da Dio.

(Segue)


^ ^ ^

La parola “spirito” ha origine da “spirare”. 

Finché l’animale respira, e’ segno che e’ vivo. 

Su questo presupposto il principio della vita lo definiamo “spirito.

sabato 19 settembre 2026

Parole frequenti sui media

 

Attualmente, il mondo dei social
media sta affrontando una
profonda trasformazione legata
alla sicurezza e alla salute mentale
dei più giovani. La Commissione
Europea ha infatti proposto
l'
EU KIDS Act, una normativa
per regolamentare l'accesso
graduale dei minori alle piattaforme
 (divieto sotto i 13 anni, account
supervisionati tra i 13 e i 15 anni
e gestione autonoma solo dai 15
anni in su).


Social Media+

Le regole non valgono solamente per i social media, l’Ue introduce un approccio differenziato per fasce d’età. Solo dai 15 ai 18 anni si potranno avere account autonomi senza autorizzazione dei genitori. La proposta si applica al settore cosiddetto «Social Media+», quindi anche piattaforme video, videogiochi e, per la prima volta espressi in modo esplicito, i chatbot basati sull’intelligenza artificiale in grado di fornire consigli su salute mentale e crescita personale.

I principali social media al mondo per numero di utenti e diffusione globale sono FacebookInstagramWhatsAppYouTube e TikTok.

Il mondo dei social media sta affrontando una profonda trasformazione legata alla sicurezza e alla salute mentale dei più giovani. La Commissione Europea ha infatti proposto l'EU KIDS Act, una normativa per regolamentare l'accesso graduale dei minori alle piattaforme (divieto sotto i 13 anni, account supervisionati tra i 13 e i 15 anni e gestione autonoma solo dai 15 anni in su).

Antropologia, come chiave di lettura della società


L'antropologia rappresenta una
delle chiavi di lettura più potenti
per comprendere la complessità 
della società contemporanea. 
Nata storicamente come 
studio delle culture 
lontane, oggi si applica 
a qualsiasi gruppo umano, 
offrendo strumenti unici 
per decodificare il 
comportamento, le 
istituzioni e i 
conflitti del nostro tempo.

L'antropologo si immerge
nella comunità che studia,
vivendo come i suoi
membri per comprenderne
il punto di vista ("dall'interno").
E’ quanto abbiamo appreso
dal prof. Anton Blok che,
in anni ormai lontani,
visse a lungo all’interno
della comunità di
Contessa Entellina.



Premessa alle pagine che seguiranno 

L'antropologia è la scienza umana che studia l'essere umano e le sue diverse manifestazioni sociali, culturali e biologiche nel tempo e nello spazio. Il termine deriva dal greco anthropos (uomo) e logos (discorso). Sul blog ci piace sviluppare, nel solco di una branca di questa scienza, il processo evolutivo di tutte le culture umano in cammino lungo una sola via di sviluppo, passando dalle forme più semplici a quelle più complesse. 

Trattandosi di un discorso sull’essere umano ci piace avviare questa pagina da lontano nel tempo, ma non esiteremo a studiare i comportamenti dei politici e dei politicanti dei nostri giorni, grazie agli strumenti che -appunto- l’antropologia ci offre. E’ ovvvio, come sappiamo dal particolarismo storico e dal funzionalismo,  che le culture umane non seguono un unico schema obbligato, ma si adattano ai propri ambienti e storie in modi unici e differenti. 

L’antropologia dei nostri giorni studia e ci spiega  le relazioni complesse (per esempio, quelle dei politicanti dei nostri giorni) superando l’interesse esclusivo per i popoli primitivi per farci intendere il funzionamento del “potere” e il comportamento di coloro (i politici) che si sentono i nuovi, gli innovatori, dei giorni adesso correnti, chiarendoci gli scontri e gli incontri fra i diversi blocchi culturali, e non solamente. 

L'antropologia ci servirà (ci aiuterà) rendere strano ciò che è familiare e familiare ciò che è strano, inducendoci a guardare la nostra stessa società (comunità) con occhi critici e privi di pregiudizi.

 

Letteratura: personaggi del Novecento

All'inizio del Novecento, il
futuro della letteratura viene
affidato a una radicale rottura
con il passato, al rifiuto del
positivismo e del realismo
ottocentesco e alla nascita
delle avanguardie e del
modernismo
 Il Novecento?

 Un secolo orfano. Forse il padre l'ha ucciso (così: Tozzi, Svevo, Gadda e Kafta), di sicuro l’ha perduto. Savinio (pseudonimo di Andrea Francesco Alberto de Chirico (Atene, 25 agosto1891 – Roma5 maggio 1952 è stato uno scrittorepittoredrammaturgo e compositore italiano) è dell'idea che il secolo ha perso il modello e così ha guadagnato  una libertà mai goduta prima così.

Quanta nostalgia però, che voglia di ritrovarlo, di veder tornare il padre, di riavere il modello, la struttura unica che sa la verità su un'epoca. E forse non ci si è rassegnati a farne a meno neppure oggi, in età postmoderna, che ignora il padre. Dio e ogni depositario della Legge.

Il Novecento è stato un secolo che ha combattuto estenuanti guerre di successione per stabilire a chi toccava il ruolo di guida. Guerre di fratelli in lotta per il posto di padre.


 Quanti regimi totalitari per sostituire un padre e un dio al cui ruolo non si sa rinunciare. Quanti intellettuali rivoluzionari e quanti artisti anarchici sono passati al seguito di dittatori, di Mussolini, Stalin, Hitler.

Il Novecento bestemmiando Dio e il Padre ha convalidato la struttura di una cultura a piramide, sia pure spuntata dai deicidi. Una piramide capovolta che avesse il culmine sotto, cioè invisibile, e su cui si reggesse un epoca.

Eretici e miscredenti non hanno dubitato per decenni: c'era un disegno profondo nel caos contemporaneo. L'arte che lo scopre sarà premiata dalla fede di chi si sentirà dentro quel disegno o progetto e tecnica o, meglio ancora, in quel preciso linguaggio. Si pensi alle poetiche, i movimenti, i gruppi, le riviste che hanno dato la direzione al secolo. Si osservi la staffetta fra le scuole culturali e le correnti artistiche con la quale corse  la storia della cultura del secolo. Senza i movimenti non si fa storia. Così credeva chi pensava alla stona come progresso ma ora chi crede più al progresso?


La norma datasi è che c'è un solo posto, solo uno può occuparlo: un movimento (per esempio il futurismo), una rivista ("La Voce"), una corrente (gli ermetici), una ideologia (il marxismo), un gruppo (il Gruppo 63). Soltanto uno ha ragione, non escluso l'irrazionalismo, che, anzi, finge di parlare con Dio. Ha ragione il cinema invece della letteratura, la TV invece del cinema, la musica invece del teatro, la scienza invece della religione. Uno dopo l'altro e viceversa: i posti non sono stati assegnati definitivamente. Possono tornare la religione, il cinema e il teatro. Eterna è stata la musica, ma quale musica? E quale letteratura? Una volta si era certi di saperlo: quella futurista o quella ermetica o quella neorealista.


(Segue)

venerdì 18 settembre 2026

Chi siamo, dove andiamo?

 Sulla meraviglia dell’Universo.

Noi esseri umani siamo Homo sapiens,
l'unica specie superstite del genere 
Homo, e veniamo biologicamente
dall'Africa subsahariana
, dove la
nostra specie si è evoluta circa 
200.000–300.000 anni fa
 prima di
migrare e colonizzare l'intero pianeta.

La storia della nostra provenienza
non è una linea retta, ma un cespuglio
pieno di ramificazioni:
-Gli antenati che hanno dato inizio alla
 transizione verso la postura eretta
(come gli 
Australopitechi, di cui la
celebre Lucy è l'esempio più noto) vissero
in Africa tra i 4 e i 2 milioni di anni fa.
-Circa 2,5 milioni di anni fa
comparvero le prime forme umane
in grado di fabbricare utensili
 (
Homo habilis).





Paul Davies, astrofisico e saggista britannico di fama internazionale ha scritto: «Nell'universo sono emersi molti fenomeni affascinanti: mostruosi buchi neri del peso di un miliardo di Soli che mangiano le stelle e vomitano getti di gas; stelle di neutroni che ruotano su se stesse mille volte al secondo, la cui materia è compressa a un miliardo di tonnellate per centimetro cubo; particelle subatomiche così inafferrabili che potrebbero penetrare anni luce di piombo solido; onde gravitazionali il cui flebile passaggio non lascia alcuna impronta percettibile. Eppure, per quanto stupefacente possa sembrare tutto ciò, il fenomeno della vita è più straordinario di tutti gli altri messi insieme».

Quella vastità e inospitalità del cosmo entro cui ci ritroviamo noi uomini del pianeta Terra e’ nello stesso tempo fonte di meraviglia assoluta giusto la percezione che esista un fenomeno così complesso, così ricco e così fragile come fragile e’ la nostra vita. 


Continua Davies: «C'è un'infinità di stelle, almeno 10 miliardi di miliardi. Ma questo numero è di una piccolezza insignificante rispetto alle immani probabilità contrarie anche solo di una semplice molecola proteica». Davies continua sulla teoria del caso fortuito quale spiegazione dell'origine della vita, la teoria del colpo di fortuna chimico: «Le probabilità contrarie alla sintesi puramente casuale delle sole proteine sono circa 1.040.000, ciò significa 1 seguito da 40.000 zeri ».


——

Continueremo a riportare motivi di riflessioni sul tema.

Tassa di circolazione automobilistica

 

Viene introdotta l'esenzione
dal bollo auto per i veicoli
di piccola e media potenza
(fino a 80 kW)
 e per tutte le moto.
L'esenzione riguarderà un solo
veicolo per contribuente
, a
patto che questo sia regolarmente
assicurato. Per le auto sopra gli
80 kW (e per i secondi veicoli), la
tassa rimarrà in vigore.











Saranno 14,5 milioni i veicoli che nel 2027 non pagheranno il bollo di circolazione. Una misura che costerà alle casse pubbliche quasi 2,3 miliardi di euro e che interesserà milioni di vetture tra quelle oggi in circolazione. La norma si estende anche a moto e scooter.

In buona sostanza il governo cambia strategia per contrastare il caro carburanti: abbandona gradualmente la linea seguita finora del taglio delle accise, perché troppo costosa e poco efficace, e decide, per il 2027, l’abolizione del bollo auto per i veicoli a due ruote e per le auto fino a 80 kw di potenza, in pratica il 70% delle vetture, secondo l’esecutivo (calcolato non sul parco auto, ma su quelle aventi diritto).

Come funzionerà?

Nel 2027 non si dovrà pagare il bollo su moto e motocicli e sulle auto «aventi potenza non superiore a 80 Kw», che equivalgono a circa 109 cavalli vapore (Cv). 

Stando alle stime governative si tratta di 13,2 milioni di vetture, in pratica tutte le piccole e medie, e di 1,1 milioni di moto. Se la persona possiede più veicoli agevolabili, l’esenzione si applica a un solo mezzo, quello di potenza minore, sul quale cioè si sarebbe pagato di meno. La misura vale per i veicoli a benzina, a gasolio e ad alimentazione ibrida. E anche per coloro che utilizzano il veicolo in leasing o a noleggio. 

Per il 2027 l’abolizione del bollo costa 2,3 miliardi, che verranno dai fondi del Pnrr non usati, e saranno ripartiti tra le Regioni, poiché si tratta di un’entrata di loro competenza. 


L’amico cane (25)

 

Il cane da pastore abruzzese
maremmano, conosciuto sia
come pastore abruzzese, sia
come pastore maremmano, è
una razza canina italiana del
gruppo pastori e bovari,
originaria degli Appennini
dell'Italia centrale.

È un cane selezionato
per agire da solo sul
pascolo. Non cerca
continuamente
l'approvazione del
padrone e non risponde
ai comandi come altre
razze più docili.

Non è un cane
sottomesso o servile;
ha un carattere fiero
e autonomo che va
rispettato.






Un amico, un esperto in materia di crescita e “formazione” nei comportamenti desiderabili dei cani, ci farà pervenire periodicamente dei brevi consigli su come noi umani dobbiamo, dovremmo, approcciarci all’amico cane, per educarlo ma anche per meglio conoscere la sua natura e le sue aspettative.

= = = 

  Nonostante di cani esistano tante razze, ciascuna con comportamenti diversi l’uno dall’altro, esistono molti comportamenti uniformi e molte similitudini nel loro agire. Tanto per dire una similitudine, ogni cane è dotato di 42 denti (6 incisivi in posizione centrale), tra cui 6 paia di incisivi in posizione centrale, affiancati da 4 grossi canini. Gli altri sono molari e pre-molari. Questo tipo di dentatura consente ai cani di ingerire pure cibo vegetale. Non è strano infatti vedere cani che si cibano di erba fresca sui campi.

  I cani maschi pervengono alla maturità sessuale dopo poco più di otto mesi. Le femmine fra i 10-15 mesi.

  Decidere di possedere un cane può rivelarsi un’esperienza positiva e addirittura entusiasmante, ma anche stressante. Di solito, l’impegno richiesto da un cane adulto è meno impegnativo che dedicarsi alla crescita di un cucciolo. 

 Su questa pagina del blog contiamo di indicare suggerimenti utili a fruire dell’amicizia del cane,  grazie a comportamenti desiderabili e di godere dei suoi conseguenti progressi.

giovedì 17 settembre 2026

Il procedere delle società

 

Essere nella vita quotidiana “realista” dovrebbe essere caratteristica di ciascun di noi esseri umani. Eppure ci accorgiamo che tanti, tantissimi piuttosto che il dialogo e conseguenti accordi propendono per la contestazione. Una costante statistica, in ogni società che sia democratica o autoritaria, asserisce che in ogni tempo sono esistite le lunatic friges (le frange lunatiche) costituite da scontenti, amanti del mugugno, utopisti, sognatori alla ricerca di “ideali per i quali battersi”.

 I movimenti e i pensatori legati all'utopia, alla contestazione e alla rivoluzione rappresentano comunque di fatto le forze trainanti del cambiamento sociale, politico e culturale nella storia umana. Sebbene spesso intrecciati, ognuno di questi concetti esprime una modalità diversa di rifiutare lo status quo e immaginare o imporre il futuro.

== Gli utopisti classici e filosofici sono pensatori, filosofi e sognatori che descrivono una società ideale, perfetta e radicalmente alternativa a quella esistente. Il loro approccio è teorico e progettuale: spesso non cercano la distruzione violenta del presente, ma offrono un modello ideale da seguire.

Platone: Nella Repubblica teorizza uno Stato ideale governato dai filosofi, dove regnano la giustizia e la divisione rigida dei compiti.

Thomas More (Tommaso Moro): Nel 1516 scrive Utopia (coniando il termine, che significa "non luogo" o "luogo del bene"), descrivendo un'isola dove la proprietà privata è abolita e la convivenza è pacifica.

Tommaso Campanella: Ne La città del Sole (1602) immagina una società teocratica e comunista guidata dal re-sacerdote "Sole".

== il Socialismo Utopistico (XIX Secolo): Di fronte ai drammi della Rivoluzione Industriale, questi pensatori propongono riforme sociali basate sulla cooperazione, prima dell'avvento del marxismo scientifico.

Robert Owen: Industriale illuminato, sperimenta nelle sue fabbriche in Scozia (New Lanark) e negli USA (New Harmony) comunità di lavoro eque, cooperative e con orari ridotti.

Charles Fourier: Immagina i "falansteri", grandi unità autosufficienti di produzione e consumo in cui la vita comunitaria e la libertà sessuale e personale sono totali.

Henri de Saint-Simon: Propone una società guidata da scienziati e industriali, dove la produzione è pianificata per il benessere dei più poveri.

== Gli abbattitori dell’ordine:rivoluzionari sono coloro che passano all'azione per rovesciare in modo radicale, rapido e spesso violento l'ordine politico e sociale esistente, al fine di sostituirlo con un sistema completamente nuovo.

(Segue)