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lunedì 16 marzo 2026

Vivere in Sicilia (2)

L’ampio movimento dei lavoratori
sfidava i latifondisti e le autorità,
chiedendo una radicale revisione
dei contratti di lavoro e dei patti
colonici. All’iniziale agitazione dei
braccianti si era unita anche
quella dei mezzadri, che
condividevano con i primi una
condizione miserevole e appena
al di sopra della soglia di
sussistenza.



Di cosa ci occuperemo
Ebbe a scrivere  il prof. Francesco Renda (storico e politico: Cattolica Eraclea, 18 febbraio 1922 – Palermo, 12 maggio 2013) che molta attenzione in Sicilia veniva, in anni andati, dedicata alle analisi della mafia in quanto fenomeno criminale. 

Poi aggiungeva: …sebbene la mafia sia senza dubbio un fenomeno di criminalità organizzata, non ogni criminalità organizzata è  mafia. Quel che fa la differenza è la molteplicità dei rapporti di tolleranza  e di collusione che la società nel suo insieme concede o non concede. Senza tali rapporti la criminalità non sarebbe mai divenuta mafia, e anche oggi, non sarebbe mafia. La storia della mafia è dunque solo in parte storia della criminalità. Nel complesso invece è storia dei legami che tengono insieme la criminalità con i vari comparti della società civile politica istituzionale e viceversa.

Il Fascio dei Lavoratori di
Contessa Entellina (1892-1894)
ebbe una caratterizzazione
prettamente agricola e
associo’ varie centinaia di
contadini.
Fra i leaders che si distinsero
ci fu l’allora giovane
don Ciccio LoIacono,
che in seguito,
nei primi anni venti del
‘900, sarà il primo sindaco
socialista di Contessa E.
Egli sarà costretto, ancora
prima di finire il
mandato, a lasciare
l’incarico dal sopraggiunto
regime fascista.

~~~~~~~
Riporta il prof. Renda:

Nel Congresso di Corleone 
del luglio 1893, i contadini 
auspicarono la diffusione 
della mezzadria, antica 
forma contrattuale che 
prevedeva la divisione
del prodotto e degli utili 
tra il contadino-mezzadro e 
il latifondista del fondo, a 
proposito della quale
i socialisti temevano 
potesse favorire un rapporto 
paternalistico tra contadini 
e latifondisti.

L’iniziativa dei Fasci nelle 
campagne ebbe
di fatto  una 
dimensione sindacale e 
una dimensione politica. 










Il blog non ha il polso per affermare se oggi il fenomeno mafioso sia in Sicilia più o meno esteso di quando il professore Renda scrisse il suo prezioso testo “Storia della Mafia”, però il blog sa che la politica nell’Isola non è fra le più attente al ruolo che dovrebbe competerle nell’attenzionare l’inarrestabile flusso migratorio e la conseguente desertificazione di tutte le attività produttive nelle aree interne dell’Isola, dall’agricoltura, all’artigianato al piccolo commercio, se e’ vero che a Contessa Entellina esiste un unico esercizio commerciale alimentare con annesso panificio e a quanto ci viene segnalato nemmeno un salone dove tagliare i capelli o farsi la barba.

La finalità della pagina (Vivere in Sicilia) è quella di, per intanto, evocare storicamente l’ampio movimento dei lavoratori che a fine Ottocento sfidava i latifondisti e le autorità, chiedendo una radicale revisione dei contratti di lavoro e dei patti colonici. All’iniziale agitazione dei braccianti si unì quella dei mezzadri, che condividevano con i primi una condizione miserevole e appena al di sopra della soglia di sussistenza.

Vorremmo, sempre su questa pagina, evocare  il passato storico in generale per dare futuro alla nostra realtà sociale. L’impronta storica e in un certo senso evocativa di certa “storia” sociale, ci servirà  per immaginare fino a dove potrà arrivare l’assenza e l’inerzia politica che da anni sta caratterizzando gran parte dell’entroterra siciliano, dove denaro pubblico viene destinato a feste prive di messaggio o significato e/o portato culturale ...

La Storia avrà, su questa pagina, abbastanza spazio e i testi del prof. Renda e del prof. Anton Blok, che di vicende prepotenti accadute sul territorio di Contessa Entellina ne evocano tante, ci serviranno a meglio comprendere la realtà che dovremmo, tutti assieme cogliere e culturalmente giudicare, per quindi rigettarle.

  Cosa e’ il senso civico -su cui ci soffermeremo?  è quell’insieme di comportamenti e di atteggiamenti basati sul rispetto delle regole, delle leggi e degli altri membri dellacomunità. Esso vuole additare la responsabilità verso il bene comune, la cooperazione e la partecipazione attiva alla vita sociale, formando cittadini consapevoli che curano gli spazi pubblici; esso si sviluppa principalmente attraverso i comportamenti lineari della politica, l'educazione civica attivamente curata dalla scuola e dalla famiglia e le corrette relazioni sociali. 

   Nel 2018, ad esempio, l'84% degli italiani dichiarava di non gettare carte per strada, mentre il 74,4% degli automobilisti evitava il parcheggio in doppia fila. La mancanza di questo senso può portare a comportamenti illeciti, come la corruzione, l'evasione fiscale, ritenute meno gravi da una parte della popolazione.

  In breve: contiamo di dover stimolare l’Impegno nella vita democratica non solo attraverso il voto, ma anche  il volontariato o la segnalazione di disservizi.



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