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giovedì 4 giugno 2026

Scienza, osservare l’Universo (5)

 

Le stelle e il Sole nascono all'interno
di gigantesche nubi interstellari di
gas e polvere, chiamate nebulose o nubi
molecolari, a causa del collasso
gravitazionale della materia.
 Questo
processo trasforma un ammasso freddo
e rarefatto di idrogeno ed elio in un
reattore nucleare capace di brillare per
miliardi di anni.

Il Sole è nato circa 4,6 miliardi di anni
fa
 attraverso lo stesso meccanismo, ma
con dettagli che hanno permesso la nascita
del sistema solare. Esso 
ha avuto origine
in una porzione di una nube arricchita
dai resti metallici e polveri di vecchie
stelle esplose.
Mentre il Sole accendeva i suoi motori
termonucleari, le polveri e i gas rimasti
nel disco si scontrarono aggregandosi tra
loro. Questo processo di accrescimento
ha formato i pianeti, gli asteroidi e le
comete che oggi lo circondano.





La nascita delle stelle,

La nascita del Sole.

  Una premessa: lo spazio fra una stella e l’altra non è vuoto, esso è permeato dalla materia interstellare, ossia un insieme di gas e polveri: ed è proprio con queste materie che si formano le stelle.

  Le stelle nascono, si formano, quindi dal gas diffuso nello spazio interstellare. Noi, il nostro Sole ed il nostro pianeta conseguentemente, siamo inseriti nella Via Lattea. Allo stesso modo in ogni altra galassia dell’universo, con modalità simili e magari con ritmi diversi si formano stelle e possibili pianeti attorno ad esse rotanti.

  Tanti dei lettori avranno sentito o letto del big  bang (l’esplosione di energia da cui avrebbe avuto origine l’universo, circa 15 miliardi di anni fa), quell’evento, se così può definirsi, non ha prodotto l’universo ricco di stelle, ma solamente gas (idrogeno, elio …) allo stato diffuso. 

  La materia prima per la creazione di nuove stelle all’interno della Via Lattea è quindi una mistura di gas e polvere interstellare. Proprio questa materia ha dato esistenza a strutture autogravitanti, dette nubi  molecolari giganti. Al loro interno, stelle di piccole masse (come il Sole)  e di masse più consistenti (stelle brillanti) si formano ammassi tenuti insieme, inizialmente, dalla forza gravitazionale.

  Sostanzialmente, ciascuna stella ha origine dal collasso gravitazionale di un frammento di una grandissima nube molecolare;  in tutto questo hanno influito e possono influire nell’immenso Universo i moti termici e turbolenti del gas  e la presenza dei campi magnetici  e della rotazione. Il processo… porta a nuclei in formazione proto stellare. La protostella è ancora osservabile con strumenti ottici, radiotelescopi e telescopi infrarossi. La protostella appare sempre come oggetto circondato da un disco sottile.

 Sia la formazione stellare che quella dei sistemi planetari e’ parte di un unico processo che solo da tempi relativamente recenti viene compreso dal mondo scientifico.

lunedì 1 giugno 2026

Scienza, osservare l’universo (4)

 L'astronomia

L'ultimo viaggio storico di astronauti si è concluso il 10 aprile 2026 con la missione Artemis II. Quattro astronauti (gli americani Christina Koch, Victor Glover e Reid Wiseman, e il canadese Jeremy Hansen) hanno completato un volo di dieci giorni intorno alla Luna a bordo della capsula Orion.

L'ultimo sbarco umano sul suolo lunare, risale invece al 1972 con la missione Apollo 17, che ha visto gli astronauti Eugene Cernan e Harrison Schmitt camminare sulla Luna.

Da sempre sul blog, abbiamo voluto conoscere qualcosa sul mondo entro cui viviamo e su ciò che sta fuori dal mondo e che comunque influisce in mille modi sul mondo. Per il poco che possiamo riportare sul blog lo faremo sempre e se ci fossero lettori che sono appassionati della questione, apprezzeremo qualsiasi riflessione sul tema. In tanto proseguiremo con cio’ che finora sulla problematica conosciamo.

-  -   -

L’astronomia si dedica allo
studio dei corpi celesti 
(Pianeti, stelle, galassie,
buchi neri …) dei loro
fenomeni e dell’evoluzione
dell’Universo. Essa si
serve della matematica,
della fisica e della 
chimica per cogliere
le leggi che regolano
il cosmo.
L'astronomia è al tempo stesso la scienza più antica e la più moderna. Lo studio della volta celeste ha infatti attratto l'uomo fin dagli albori della civiltà e continua a costituire una delle scienze più affascinanti.

Astronomia nel senso più lato del termine è, comunque la scienza, intesa secondo la lettura dei nostri giorni, quella che nelle Università, nei laboratori e nei centri scientifici studia l'universo che ci circonda, i corpi che lo compongono e i fenomeni che in esso si verificano. Stante la vastità  della materia viene suddivisa oggi in molte branche, a seconda del particolare aspetto astronomico che si considera o, spesso e a torto, delle tecniche impiegate per studiare il cosmo. 

La radioastronomia, ad esempio, ha come caratteristica propria l'uso, nello studio dei corpi celesti, di strumenti atti a captare le onde radio piuttosto che quelle ottiche. Essa si distingue pertanto dall'astrofisica classica per il diverso dominio dello spettro elettromagnetico che viene analizzato, non per l'oggetto delle ricerche che è, in entrambi i casi, lo studio fisico di quella frazione di radiazione emessa da un corpo celeste in grado di raggiungere i nostri strumenti.


Nella lontana antichità la scienza astronomica raggiunse risultati tanto considerevoli che coloro che la praticavano vennero a occupare una posizione di prestigio agli occhi dei loro concittadini e fruirono spesso di particolari privilegi. Il motivo del ruolo primario che l'astronomia ebbe fin dal suo nascere, e in diversi ambiti di civiltà, è evidente: essa, nella sua prima rudimentale struttura, forniva una spiegazione di fenomeni naturali strettamente connessi alla vita dell'uomo, quali il susseguirsi del giorno e della notte e l'alternarsi delle stagioni, e dava la possibilità di stabilire un calendario che permettesse un computo di questi e degli altri avvenimenti ciclici che tanta importanza avevano nelle primitive strutture civili, basate essenzialmente sull'agricoltura (si pensi all'importanza delle previsioni delle piene del Nilo presso gli antichi egizi).


Su questo campo, un amico si propone di farci conoscere molti risvolti dell’immensità e meraviglie che stanno dentro e fuori l’atmosfera terrestre.


martedì 5 maggio 2026

Scienza: osservare l’Universo (3)

Il viaggio più recente verso
la Luna è stata la storica 
missione Artemis II
,
conclusasi con successo
nell'aprile 2026. Si è
trattato della prima
missione con equipaggio
diretta verso il nostro
satellite dopo oltre 50
anni dall'ultima missione
Apollo nel 1972.

Artemis IV è la quarta
missione pianificata del
programma Artemis
della NASA, la terza
con un equipaggio
umano a bordo. Sarà la
prima missione del
programma che
prevede lo sbarco
dell'equipaggio sulla
Luna, segnando il
ritorno dell'uomo
sulla superficie lunare
per la prima volta
dalla missione Apollo
17 del 1972.





L’astronomia

 L’astronomia nel senso più ampio del termine è quella branca della scienza che studia l’Universo, i corpi che lo compongono ed i fenomeni che in esso si verificano. Essendo una branca molto ampia in più contesti scientifici viene suddivisa in relazione alle tecniche che vengono impiegate nello studio.

  Fin dall’antichità, è in diversi ambiti di civiltà, essa iniziò col fornire iniziali spiegazioni dei fenomeni naturali che erano peraltro connessi alla vita dell’uomo : il susseguirsi del giorno e della notte ( di durata diversa nel corso dell’anno), l’alternarsi delle stagioni (che comportava il computo degli avvenimenti ciclici e la necessità di prevenire le piene del Nilo, presso gli antichi egizi).

   Accanto all’astronomia si e’ sviluppata, fino all’alba della modernità, l’astrologia, la ‘scienza’ finta che lega eventi e destini umani alle posizioni  degli astri e di intravedervi avvenimenti individuali e pure comunitari a secondo delle posizioni sulla volta celeste dei pianeti, della Luna e del Sole. Tutto ciò in mancanza di un fondamento scientifico. Questa pseudo scienza ancora ai nostri giorni trova gente che le danno credito.

  Sul blog ci proponiamo, più che altro, di tratteggiare i processi evolutivi dello sviluppo dell’astronomia, dall’iniziale scoperta del cannocchiale galileiano al recente sorvolo della parte nascosta della Luna di quattro astronauti USA. 

 Segue

= = = 

Ebbe a scrivere Galileo:

La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli lo occhi (io dico l’Universo), ma non si può intendere se prima non s’impara la lingua e conoscer i caratteri né quali e’ scritto.

martedì 28 aprile 2026

Scienza: osservare l’Universo (2)

La filosofia è scritta in questo
grandissimo libro che
continuamente

ci sta aperto innanzi agli occhi
(io dico l’Universo), ma non
si può intendere se prima non
s’impara  a intendere la lingua
e conoscer i caratteri ne’ quali
e’ scritto.
Galileo Galilei




L’astronomia

La missione Artemis II ha segnato un momento storico in quest’aprile 2026, riportando esseri umani attorno alla Luna per la prima volta dopo oltre 50 anni. L'equipaggio di quattro astronauti (tre americani e un canadese) ha completato con successo un sorvolo lunare di circa 10 giorni a bordo della capsula Orion, ammarando nel Pacifico il 10 aprile 2026.

ScopoLa Luna è il campo di addestramento finale per testare tecnologie, habitat e sistemi di supporto vitale necessari per il futuro viaggio umano su Marte. In buona sostanza la finalità scientifica principale del programma Artemis è di stabilire una presenza umana sostenibile e duratura sulla Luna, utilizzandola in prospettiva come piattaforma di test per tecnologie, procedure e indagini biologiche fondamentali per il futuro sbarco umano su Marte. La Luna funge -appunto- da "trampolino" per imparare a vivere e lavorare nello spazio profondo, mitigando i rischi per le future missioni marziane.

Obiettivi:

 1) Esplorare il polo sud lunare per individuare ghiaccio d'acqua da convertire in acqua potabile, ossigeno e carburante (idrogeno/ossigeno) per i razzi, testando l'utilizzo delle risorse in situ (ISRU).

 2) Studio degli effetti delle radiazioni ionizzanti e della microgravità sul corpo umano (sistema immunitario, cardiovascolare) oltre la protezione della fascia di Van Allen, essenziale per i lunghi viaggi verso Marte.

 3) Analisi dei crateri e dei campioni del polo sud, che custodiscono informazioni sul primo miliardo di anni del sistema solare, utile per capire la formazione planetaria.

In parole facili ed intuitive: la missione Artemis punta a trasformare la Luna in un "laboratorio" per testare le tecnologie necessarie a rendere l'uomo una specie multiplanetaria in vista di una missione da venire in direzione di Marte.