Colui che si ritiene tuttologoChi si ritiene un tuttologo
è una
persona che pretende
boriosamente di sapere
tutto e presume di poter parlare
con competenza di qualsiasi
argomento, vantando conoscenze
in ogni campo.
Il termine è un neologismo
nato con un'accezione ironica,
scherzosa o spregiativa.
Non ci riferiamo all’ignoranza dell’uomo comune. Ci riferiamo all’ignoranza delle presunte élite, quell’ignoranza che in certe circostanze esibiscono persone che vengono qualificate come appartenenti alle élite, alle classi dirigenti comunitarie e che frequentemente produce danni sociali. Ignoranza, in questo contesto, si intende l’assenza di conoscenze adeguate su un qualunque oggetto del vastissimo interesse pubblico unita all’infondata convinzione di possedere quelle conoscenze e se, per élite, in modo del tutto neutro, si intende l’insieme di coloro che occupano la cosa pubblica, di vertice, e persino posizioni nelle professioni che più influenzano il pubblico, allora qualcosa di interessante al riguardo si può forse osservare e sottolineare.
In una democrazia, tutti hanno il diritto di dire la loro su qualunque argomento di interesse pubblico. Ma da chi pretende, per la posizione che occupa, di influenzare l’opinione pubblica, è lecito attendersi sobrietà. Oltre che conoscenze adeguate su ciò di cui parla. È lecito attendersi che egli coltivi il dubbio, che sappia trasmettere a quelli che non dispongono degli strumenti culturali di cui egli dispone il senso della complessità dei problemi pubblici (di tutti i problemi pubblici).
L’opinione pubblica ha diritto di non essere ingannata. La inganna chi pretende di venderle ricette semplici su cose complicatissime. C’è un modo infallibile per identificare l’ignorante (quale che sia il suo livello di istruzione o la posizione che occupa). È colui che non ha dubbi, non usa mai formule dubitative, esibisce solo certezze.
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