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domenica 9 agosto 2026

La domenica è fatta per riflettere

 

Il prologo del Libro che
stiamo trattando 
è rivolto al 
destinatario dello
scritto: un certo
Teofilo, nome di 
un personaggio
sconosciuto.
Cmq. Teofilo
significa “amico
di Dio”. 
Verosimilmente
San Luca
si rivolge
ai lettori.







Riflettendo sugli “Atti degli Apostoli”

Procedimenti compositivi

La struttura

La III sezione (cc. 13-20) e’ dedicata tutta ai viaggi missionari di Paolo, che lo portano prima in Asia , poi anche in Macedonia e Grecia e che lo spingono, inoltre, a rendersi sempre  sempre più conto del parziale fallimento della missione ai giudei e della necessità di rivolgersi ai pagani. Inizia con la menzione  di un nuovo gruppo, quello dei cinque profeti e dottori (o maestri) di Antiochia, tra i quali Barnaba e Paolo, che vengono scelti dallo Spirito Santo per la missione. 

Centro ideale della sezione é il concilio di Gerusalemme (c. 15), che è collocato tra il primo viaggio missionario e gli altri due e sancisce la legittimità di ammettere nella chiesa i pagani convertiti, senza imporre loro l'obbligo di osservare la legge dei giudei, ma semplicemente alcune regole minime di convivenza.

 Il racconto in questa sezione segue uno schema abbastanza fisso: predicazione di Paolo, e dei suoi compagni, nelle sinagoghe, con duplice esito: sia conversioni sia ostilità e persecuzioni, quindi il trasferimento altrove. Anche Paolo vive l'esperienza di una liberazione miracolosa dal carcere a Filippi. Già con 19,21 si preannuncia il viaggio a Gerusalemme, con cui inizierà l'ultima parte. E si può notare che in 19,20 abbiamo l'ultima ripresa del ritornello sulla crescita della parola di Dio (cfr. 6,7 e 12,24). La sezione si conclude idealmente con il discorso di addio di Paolo a Mileto.

La IV sezione (cc. 21-28) è raccolta intorno alla testimonianza che Paolo rende a Gerusalemme, ma che lo porta anche a Roma: le due tappe sono sentite come strettamente collegate (cfr. 19,21; 23,11). Quasi tutta la sezione parla di persecuzioni, complotti e processi di cui Paolo è vittima, a Gerusalemme e a Cesarea, e in essa acquistano rilievo i tre importanti discorsi che Paolo pronuncia a Gerusalemme, alla folla dei giudei (c. 22), a Cesarea, davanti al governatore Felice (c.24), sempre a Cesarea, davanti al governatore Festo e al re Agrippa (c.26). 

Il viaggio per mare e la drammatica scena del naufragio e del salvataggio, che assumono un significato di prefigurazione simbolica della missione nel mondo, separano le vicende palestinesi dal soggiomo romano che conclude l'opera in una situazione aperta.

 Si può considerare un epilogo il sommario di 28,30,31, che richiama alcuni temi del prologo (Regno, Gesù Cristo).

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Secondo San Gregorio Nazianzeno (noto anche come Gregorio il Teologo; Arianzo, 329 circa – Nazianzo, 390 circa) “Dio e’, nel mondo invisibile, ciò che il sole e’ nel mondo visibile: sorgente di luce…Il sole illumina gli occhi, Dio la mente. Il sole e’ ciò che di più bello vi sia fra le cose che vediamo, Dio lo è tra quelle che conosciamo”.


In realtà, pare che San Gregorio, con questa frase abbia ripreso il pensiero che già fu di Platone.

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