Caldo senza precedenti
| L'agricoltura europea sta affrontando una crisi strutturale senza precedenti a causa del caldo estremo e della siccità prolungata. Le ondate di calore record e la carenza idrica stanno decimando i raccolti estivi in tutto il Continente, spingendo le istituzioni dell'Unione Europea e le associazioni di categoria a lanciare l'allarme per la sicurezza alimentare e la stabilità economica del settore. Secondo le stime correnti, l'impatto economico complessivo delle anomalie climatiche estive rischia di costare all'UE circa 180 miliardi di euro, una cifra pari all'1,1% del PIL dell'intero blocco. |
La siccità ha colpito il 60% del territorio italiano. Confagricoltura calcola che stia determinando una contrazione del 10% delle colture di riso, un calo del 9% della produzione di grano duro e del 5-10% dell’ortofrutta.
Secondo il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. «Per proteggere il settore e la sovranità alimentare ci sono tre priorità: infrastrutture idriche resilienti, diffusione dell’irrigazione di precisione e più ricerca varietale, tecniche di adattamento e coperture del rischio climatico», aggiunge Cristiano Fini, presidente di Cia. Coldiretti chiede di «accelerare sul piano invasi con sistema di pompaggi, per raccogliere l’acqua nei periodi di maggiore disponibilità e utilizzarla quando serve».
Le temperature costantemente sopra la media favoriscono la diffusione di malattie e insetti dannosi per le piante, aggravando lo stress biologico delle colture.
I danni economici dell’ondata di caldo estremo di questa estate non riguardano solo il settore agricolo. Secondo uno studio della Triodos Bank il caldo estivo rischia di costare all’Ue circa 180 miliardi di euro, pari all’1,1% del Pil del blocco. E l’Italia è il Paese che, dopo la Francia, rischia di pagare il prezzo più alto.
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