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giovedì 13 agosto 2026

C’era l’America degli immigrati (3)

Il passaggio storico 
dall'America fondata
e cresciuta
sull'immigrazione
alle politiche restrittive
della presidenza di
Donald Trump
 
rappresenta una delle
più radicali
trasformazioni
dell'identità politica,
 culturale ed
economica degli
Stati Uniti. 

Per secoli, gli Stati Uniti 
d'America hanno costruito il 
proprio mito fondativo e la 
propria forza economica
 sul concetto di "Melting 
Pot" (crogiolo di culture) 
e sull'accoglienza.
Nel corso del secondo 
mandato, l'amministrazione 
Trump ha intensificato in 
modo senza precedenti 
l'azione di contrasto. I 
piani prevedono campagne
 di deportazione di massa
l'uso di ordini esecutivi 
accelerati, blitz mirati da 
parte delle squadre 
dell'Immigration and 
Customs Enforcement (ICE) 
negli aeroporti o nei tribunali, 
e la volontà di 
reinterpretare il 14°
 emendamento per negare 
la cittadinanza automatica 
ai figli di immigrati 
irregolari nati sul suolo 
americano.


Un poco di Storia,

in ottica socio-economica

 Nel Sudamerica i conquistadores avevano spazzato via grandi civiltà come quelle degli Incas nel Perú e degli Aztechi messicani. I figli creoli, meticci, mulatti di quei soldati crebbero nell'odio della violenza paterna, furono costretti al battesimo ma per lungo tempo rimasero pagani nel cuore, identificando il cristianesimo con la crudeltà e l'avidità. 

Per frenare l'accaparramento di ricchezze da parte dei missionari, Pio V dovette proibire che portassero valori personali al loro ritorno in patria. Le attività locali erano compromesse da alte tassazioni e monopoli. Era vietata la coltivazione della vite e dell'ulivo per non competere con la Spagna e tutto il commercio era in mani spagnole. Le rivoluzioni avvenute nel Settecento portarono all'indipendenza dei vari Paesi del Sud, e ai moti non furono estranei gli Stati Uniti che iniziarono la penetrazione commerciale in quei territori specie per il petrolio messicano, per i metalli brasiliani e peruviani, per la gomma, il caffe, i cereali, il cacao, la carne, i pellami. Tra Nord e Sud si profilavano forti diversità: il Nord industriale era protezionista, il Sud agrario era per il libero scambio.

 Sulla schiavitù avveniva lo scontro più forte: l'Ovest Usa ne voleva l'abolizione perché temeva la concorrenza dei prodotti più a buon mercato a causa della manodopera schiava. Si alleò dunque con il Nord che voleva bloccare l'estensione della schiavitù nel West messicano.

Un altro punto di dissidio era che il Nord voleva estendere il governo federale, mentre il Sud voleva l'autonomia dei vari Paesi. Sotto la presidenza di Lincoln alcuni Stati sudisti si staccarono dall'Unione per formare gli Stati Confederati d'America: nel 1861 scoppiò la guerra di secessione (o guerra civile) finita nel 1865 con un milione di morti e con la vittoria nordista. Lincoln fu ucciso, si disse, dai sudisti.


Abolita la schiavitù mettendo in ginocchio l'economia del Sud, per gli Stati Uniti iniziò la penetrazione economica, industriale, commerciale nella parte meridionale del continente. L'America, percorsa da un sorprendente impulso produttivo, divenne il luogo delle improvvise, immense fortune, ma anche delle spaventose povertà. L'Alaska era stata acquistata dai russi nel 1867 per poco più di 7 milioni di dollari e nel 1869 si ebbe l'annessione delle Hawaii. 


Sotto la presidenza di Roosevelt (33’, 1933-1945) gli Stati Uniti divennero una grande potenza.


Nel 1904 erano iniziati i lavori per il canale di Panama.


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Zohran Mamdani (di cui alla superiore foto) è il 112º sindaco di New York, in carica dal 1° gennaio 2026. È un politico e attivista statunitense di origini ugandesi e indiane, esponente del Partito Democratico e dei Democratic Socialists of America (DSA). Rappresenta la nuova ondata socialista statunitense ed è il primo sindaco di fede musulmana e il primo asioamericano a guidare la città di New York.

Ha vinto a sorpresa le primarie democratiche sconfiggendo figure di spicco dell'establishment come Andrew Cuomo, trionfando successivamente alle elezioni cittadine del novembre 2025.


La sua amministrazione si concentra sul contrasto al costo della vita, sulle politiche abitative e sul potenziamento dei servizi pubblici finanziati attraverso una maggiore tassazione dei ceti più ricchi. Tra i suoi provvedimenti più noti figurano il lancio di cinque supermercati di proprietà comunale con sconti del 30% e una ferma presa di posizione in politica estera, inclusa la richiesta formale al governo USA di arrestare il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu in seguito al mandato della Corte Penale Internazionale.


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