I cani non sono tutti uguali:
Cosa sapere su razze e personalità.
Quando gli esseri umani hanno iniziato la loro vita con il cane, hanno capito che questi avrebbe potuto affiancarli nella vita e nelle attività di tutti i giorni: nella caccia, nella cura degli armenti, nella guardia, nella guerra, nell'intrattenimento, nelle arene da combattimento, nei cinodromi, nei circhi. Hanno iniziato così a selezionare gli esemplari che più si adattavano ai diversi ruoli. È così che sono nate le razze. Ed è per questo che tutti i cani si assomigliano ma non sono tutti uguali.
Conoscere le caratteristiche delle diverse razze è importante quando si decide di avviare una convivenza con uno o più cani. La selezione sempre più spinta effettuata nel corso dei secoli ha fatto sì che si creassero cani con forti specializzazioni, a cui corrispondono però esigenze etologiche (comportamentali), che possiamo considerare anche come bisogni o desideri che tenderanno ad emergere nel corso della loro vita, anche se nelle nostre famiglie non saranno impiegati per la caccia, per la custodia o la conduzione di greggi o mandrie, per la guardia della proprietà.
Le motivazioni di razza determinano il comportamento, in aggiunta al contesto sociale che a sua volta lo influenza e lo modifica. Sapere cosa desidera dentro di sé un cane di una razza selezionata per la caccia o per altri scopi, anche se per noi sarà semplicemente un compagno di vita, ci aiuterà a gestirlo nel migliore dei modi.
Come? Riconoscendo i suoi bisogni e desideri e assecondandoli il più possibile, seppure in un modo diverso e compatibile con le nostre vite moderne. Possiamo avere un segugio anche se non andiamo a caccia, un pastore maremmano abruzzese anche se non abbiamo pecore da proteggere. L’importante è creare le condizioni perché il cane si senta appagato e non viva con ansia o frustrazione la repressione di quelli che, ancora una volta semplificando, potremmo definire i suoi «istinti».
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