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mercoledì 31 ottobre 2018

Economia. Chi scommette su un paese malato ed i cui governanti applicano cure in dissenso con la scienza economica ?

Diagnosi in base alla 
valutazione dei sintomi.

L'Istat ha emesso il giudizio trimestrale sullo stato di salute del nostro sistema produttivo ad appena quattro mesi dall'insediamento del governo populista.
"Nel terzo trimestre del 2018 la dinamica dell'economia italiana è risultata stagnante, segnando una pausa nella tendenza espansiva in atto da oltre tre anni". 
"Giunto dopo una fase di progressiva decelerazione della crescita, - continua l'istituto - tale risultato implica un abbassamento del tasso di crescita tendenziale del Pil, che passa allo 0,8%, dall'1,2% del secondo trimestre"

Il terzo trimestre del 2018 ha avuto peraltro due giornate lavorative in piu' rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero rispetto al terzo trimestre del 2017, precisa l'Istituto di statistica.  

Conclusione: Siamo in situazione di stagnazione (ossia non cresciamo).

Vediamo -adesso- gli altri indici per meglio capire la diagnosi.

Lo Spread Btp è ripreso a risalire sopra i 300 punti base dopo che si sono conosciuti i dati indici Istat.
Lo Spread (ossia il differenziale di rendimento), era sceso la settimana scorsa fino a 292 punti base, ma, alla luce dei dati Istat che evidenziano una fase di stagnazione, è risalito sopra i 300 punti. 

Il  Pil fermo (rimasto fermo nel 3° trimestre) porta di conseguenza il tasso di crescita su base annua a +0,8% da quel 1,2% che sembrava già acquisito.

Il Pil, ad oggi, è inferiore al 2008.
Ad oggi l'Italia non si è ripresa dalla crisi del 2008. Il nostro Pil è ancora inferiore del 4,9% rispetto ai livelli di allora.

Siamo arbëreshëi (albanesi d'Italia o anche italo-albanesi). Ma da anni a noi vicini non vediamo volontà politica e convincimento generale per una seria salvaguardia

Gli arbëreshëi chi sono ?
Sono cittadini italiani
(circa 80.000 parlanti). 
Parlanti la varietà 
dialettale di tipo tosco, che è la parlata del Sud Albania.

Gli albanesi niziarono a trasferirsi in Italia a partire dal sec. XV, 
incoraggiati dalla politica di ripopolamento 
messa in atto da Alfonso I d’Aragona; 
il movimento
 migratorio crebbe dopo l’invasione turca dell’Albania
  e continuò fino al sec. XVIII con lo stanziamento 
pacifico e sollecitato dai governanti dell'epoca 
di comunità albanesi tra le popolazioni della penisola e della Sicilia.

(2) 

La lingua Albanese:
La presenza di comunità di origine arbëreshë sul territorio italiano si presentano con carattere episodico e discontinuo per quanto attiene lo stanziamento sul territorio. Sebbene più studiosi parlino di Arberia, riferendosi all’insieme delle comunità storiche albanofone d’Italia, nessuno dà credibilità ad una realtà umanamente compatta e suscettibile di poter disporre di istituzioni pubbliche proprie. 
Esistono località di tradizione albanofona che ormai da qualche secolo hanno abbandonato l'uso della lingua dei padri. 
Nella maggioranza delle isole territoriali linguistiche di origine albanese l'arbëreshë convive con l'uso della lingua italiana e con i dialetti regionali del luogo.

In Calabria le comunità albanofone sono presenti nei centri di Acquaformosa, Castroregio (con la frazione Farneta), Cerzeto (con le frazioni Cavallerizzo e San Giacomo), Civita, Falconara Albanese, Firmo, Frascineto (con la frazione Eianina), Lungro, Plataci, San Basile, San Benedetto Ullano (con la frazione Marri), San Cosmo Albanese, San Demetrio Corone (con la frazione Macchia Albanese), San Giorgio Albanese, San Martino di Finita, Santa Caterina Albanese, Santa Sofia d’Epiro, Spezzano Albanese e Vaccarizzo Albanese (provincia di Cosenza), Caraffa di Catanzaro e Vena di Maida (provincia di Catanzaro), Carfizzi, Pallagorìo e San Nicola dell’Alto (Provincia di Crotone); ad Andali, Marcedusa, e Zangarona in provincia di Catanzaro; a Cervicati e Mongrassano in provincia di Cosenza il dialetto arbëresh risulta totalmente estinto. 

In altre regioni, comunità albanofone sono ancora presenti a Greci in provincia di Avellino (Campania), a Montecilfone, Portocannone, Ururi in provincia di Campobasso (Molise), a Barile, Casalnuovo Lucano, Ginestra, Maschito e San Costantino Albanese in provincia di Potenza (Basilicata), a Casalvecchio e Chieuti in provincia di Foggia (Puglia).

In Sicilia l'arbëreshë è ancora usato a Piana degli Albanesi, Santa Cristina di Gela e Contessa Entellina in provincia di Palermo (Sicilia).
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 Le fonti giuridche
Il perchè dell'arbëreshë che gode della tutela costituzionale ?

Perchè l'articolo 6 della Costituzione recita: «La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche».

Sulla scorta dell'articolo 6 della Costituzione è stata varata la legge applicativa: Legge 15 Dicembre 1999, n. 482, " Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche ", il cui art. 1 evidenzia che fermo restando che lingua ufficiale dello Stato è l'italiano, la Repubblica "... promuove altresí la valorizzazione delle lingue e delle culture tutelate dalla presente legge".

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Cosa sta a monte della tutela delle
minoranze linguistiche, oltre alla
previsione costituzionale rimasta inattuata
per decenni ?

A partire dal 1990 a livello europeo sono stati elaborati e diffusi documenti di indirizzo e pure di natura culturale di grande rilevanza sotto il profilo della tutela delle minoranze: 
1. Le Conferenze per la sicurezza e la cooperazione in Europa di Copenaghen del giugno del 1990, di Parigi del novembre 1990, di Ginevra del Luglio 1991 e di Mosca dell’ottobre 1991. 
2. La proposta presentata dalle delegazioni dell’Austria, della Repubblica Federativa Ceca e Slovacca, dell’Italia, dell’ex-Jugosalvia e dell’Ungheria, concernente gli aiuti statali per la conservazione del retaggio culturale della O.S.C.E. (Cracovia 1990); 
3. Il Progetto della Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto, insediata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa del febbraio 1991; 
4. La Convenzione-quadro per la tutela delle minoranze nazionali adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, il 10 novembre 1994 e dalla fine di gennaio dello stesso anno, a disposizione degli Stati per la ratifica. 
5. La Carta europea delle lingue regionali o minoritarie (Strasburgo); 
6. Il Progetto attualizzato di Convenzione dell’Unione federalista dei Gruppi etnici europei (U.F.G.E.E.) sulla tutela dei gruppi etnici in Europa; 
7. Lo Strumento CEI per la tutela dei diritti delle minoranze. 

Il cittadino e l'Organizzazione civica -17-

Semplici segnalazioni

(ed in spirito di collaborazione con le Autorità preposte)

Il fine ?
s-e-n-s-i-b-i-l-i-z-z-a-r-e

-Coinvolgere nei temi della politica, nei temi di interesse collettivo, quanta più gente possibile.
-Far dibattere e riflettere sulla vita cittadina e sperare -anche per questa via- che il domani sia sempre migliore e più audace in direzione della crescita piuttosto che del declino che purtroppo da un paio di decenni sembra irreversibile.

Più gente si occupa di politica, della cosa pubblica, più speranza esiste di trovare una svolta positiva per uscire dalla stagnazione e rimediare alla fuga dei giovani.
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A T T I V I T A'   A M M I N I S T R A T I V A 
(11)

Lo Scorrimento veloce: 
sostegno al bilancio che piange 
Il d.lgs 285/1992 prevede il vincolo di destinazione dei proventi derivanti dalle sanzioni del codice della strada nella misura del 50% del gettito realizzato, tenuto conto di alcuni limiti:
1. una quota non inferiore a ¼ della parte vincolata, per interventi di sostituzione, ammodernamento, potenziamento, messa a norma e manutenzione della segnaletica delle strade di proprietà dell'ente locale;
2. una quota non inferiore a 1/4 della parte vincolata per il potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale, anche attraverso l'acquisto dei mezzi e delle attrezzature necessarie;
3. la residua quota per altre finalità collegate al miglioramento della sicurezza stradale, relative alla manutenzione delle strade di proprietà dell’ente locale, all'installazione, all’ammodernamento, al potenziamento, alla messa a norma e alla manutenzione delle barriere e alla sistemazione del manto stradale delle strade comunali. Inoltre, a interventi per la sicurezza stradale a tutela degli utenti disagiati, allo svolgimento di corsi didattici finalizzati all'educazione stradale presso le scuole di qualsiasi grado e tenuti dagli organi di polizia locale, oltre a interventi in favore della mobilità ciclopedonale.
L’articolo 208 dispone che tale riparto venga stabilito annualmente dalla Giunta Comunale, la quale potrebbe destinare anche una quota superiore al 50% alle finalità sopra elencate.

Alla luce di quanto sopra è bene sapere che nn tutti gli automobilisti sanzionati ai sensi del Codice della Strada sono soliti pagare. Da qui il Servizio Comunale deve vigilare perchè i propri crediti non vadano in prescrizione. 
E non è solamente la prescrizione che aiuta i "malapagatura". C'è pure in corso la cosidetta "rottamazione ter" che dovrebbe far venire la memoria a chi prima o dopo si vedrà arrivare la cartella esattoriale.
Il nostro Comune per intanto sta attivandosi per i crediti 2014-2015 derivanti dalla violazione al Codice della Strada nel tratto stradale di pertinenza Palermo-Sciacca

Stralcio delle deliberazioni










ED INTANTO L'AREA CASTELLO CALATAMAURO
VIENE RI-ASSEGNATA ALL'ASS. VIVERE SLOW
di Nino Montalbano

Solamente l'Associazine guidata da Nino Montalbano "Vivere Slow" ha manifestato interesse alla procedura negoziale promossa dal Comune.

martedì 30 ottobre 2018

Hanno detto ... ...

Economia:
dopo 3 anni di crescita
l'Italia si ferma.. 
Secondo la stima diffusa oggi dall’Istat, nel terzo trimestre 2018 il Pil fa registrare una crescita zero rispetto al secondo trimestre 2018, mentre il tasso di crescita tendenziale, cioè rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, scende dall’1,2% del secondo trimestre allo 0,8%. 

CARLO COTTARELLI, economista
Scusate il ritardo,viaggiavo. Il Presidente della Comm. bilancio della Camera non sa che la crescita del Pil nei documenti di bilancio (1,5% nel 2019) si riferisce alla media annua, non all’ultimo trimestre, come peraltro ovvio anche ai non esperti. Ma in che mani ci hanno messo ?

NICOLA ZINGARETTI, presidente regione Lazio
I dati sul Pil indicano che l'1,5% di crescita scritto nel Def è una pia illusione. Dopo discussioni infinite ancora non è chiaro quale sarà la manovra economica del governo. Per ora ha prodotto solo debiti ed eliminato risorse che sarebbero potute andare a servizi e sviluppo.

ANTONIO POLITO, giornalista
Il lavoro non si crea per decreto. Però si può distruggere per decreto

EMANUELE FIANO, parlamentare pd
A me non pare sia felice, ma certamente la strada della Decrescita l’hanno imboccata.
Dopo oltre tre anni per la prima volta Italia a crescita zero.

Contessa Entellina. La Giunta assume via via i colori del centro-destra

L'Amministrazione pende a destra

La campagna elettorale per il rinnovo dell'Amministrazione Comunale si è svolta sotto l'insegna dello "scolorito". 
Sembrava, ma così non era, che le due liste in campo avessero un profilo piuttosto omogeneo, seppure antagonista.
Sembrava, ma non era, che tutto si svolgesse nel campo del centro-sinistra. E la cosa non destava stupore -allora- perchè mai qui, da noi, il centro-sinistra è stato unito.

La lista vincente, a distanza di quasi cinque mesi dalle elezioni, va calando sul tavolo i suoi distinti colori; che sorprendentemente non rientrano però nella tradizione del Centro-Sinistra. 

Il Vice-Sindaco Cicchirillo per la verità già in campagna elettorale non aveva fatto mistero della sua appartenenza al Centro-Destra, essendo schierato nel Movimento "Bellissima", guidato da Nello Musumeci, presidente della Regione.

Da qualche tempo Piero Di Miceli ha fatto conoscere la sua simpatia, e adesso adesione, alla destra-estrema, ossia alla Lega di Salvini. Tiziana La Motta, vice presidente del Consiglio, ha fatto conoscere la sua appartenenza, pure essa, all'estrema destra di Salvini.

Che dire ?
Noi diremmo che gli orientamenti politici sarebbe stato bene manifestarli in sede di campagna elettorale. Immagino -per esempio- che quei nostalgici (per la verità pochi) che un tempo erano l'estrema sinistra (il pci) e che hanno votato la lista "Contessa SI-può" oggi nell'apprendere di aver favorito l'estrema destra non saranno per nulla contenti.

Il Blog che non ha mai fatto mistero di gravitare nel centro-sinistra, e di inserirsi nella cultura socialista, non riesce a comprendere il ruolo di un giovane militante del centro-sinistra come Luigi Verardo in un contesto calamitato via via verso l'estrema destra.

Ma si tratta -sostiene qualcuno- di misteri localistici.

L'estrema destra da noi -a Contessa- è visto come vanno scoprendosi le intenzioni ben rappresentata nella maggioranza consiliare e noi riteniamo doveroso segnalare pertanto che in serata sarà a Contessa un sotto-segretario del governo nazionale aderente alla destra leghista, il senatore Stefano Candiani, in giro per i paesi del corleonese.

I comunicati non parlano di visita ufficiale ed istituzionale ma di confronto con i cittadini, per promuovere il progetto di rilancio della Sicilia targato Lega. Una visita prettamente politica e verosimilmente si svolgerà in un locale di partito (in una così definita piazza Municipio).


Potrebbe interessarti: https://www.palermotoday.it/politica/lega-candiani-30-ottobre-2018-sicilia.html
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Mondo contadino-Antropologia-Modernità -2-

Grande guerra:
Ricordare per non offuscare la memoria .

Quest'anno si ricorda il centesimo anniversario della fine della prima guerra mondiale. Chi di noi non ha imparato sin dalle scuole elementari quell'inno "Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio dei primi fanti il 24 maggio" ?

Una trincea scoperta sul monte Nero, attiva
nel corso dell'XI battaglia della Bainsizza.
In una di queste trincee combatteva
il nonno di chi scrive questi appunti:
il contessioto Domenico Clesi
inviato al fronte sebbene padre di
cinque figli minori.

In queste trincee i soldati italiani venivano mandati
allo sbaraglio nonostante l'intenso fuoco delle
mitragliatrici  nemiche, ed erano
previste severe punizioni qualora ripiegassero
per proteggersi.

La battaglia della Bainsizza, combattuta 
tra l’agosto ed il settembre 1917 è 
totalmente dimenticata. Eppure si 
tratta del più grande sforzo 
militare che abbia mai viste coinvolte 
truppe italiane: 
oltre un milione di soldati italiani.
 Il Comando Supremo italiano con la 
battaglia della Bainsizza (o XI battaglia 
dell’Isonzo) riuscì ad ottenere i 
maggiori guadagni territoriali raggiunti
 da un esercito alleato sul fronte 
occidentale sin dal 1914

Forse qualcuno delle autorità locali il prossimo 4 novembre rievocherà quegli avvenimenti che videro centinaia e centinaia di migliaia di contadini del Sud Italia arrulati e mandati allo sbaraglio senza armi e senza protezioni adeguate sugli altipiani che segnavano il confine del Regno d'Italia e dell'Impero Asburgico. 
Lì sul Carso i soldati italiani avevano l'ordine (assurdo, inumato, disonorevole) di andare all'assalto delle trincee nemiche disarmati se non con un fucile, a corpo nudo, affrontando le moderne mitragliaci automatiche austro-ungariche. 
Le stragi ovviamente erano conseguenze inevitabili non solo ad opera del nemico; quei soldati italiani che di fronte al fuoco di sbarramento del nemico osavano tornare indietro per ripararsi venivano in più casi -riferiti da alcuni storici- arrestati e severamente puniti. Luigi Cadorna infatti, sin dall'inizio della guerra, aveva ordinato la massima severità per il mantenimento della disciplina e il rispetto degli ordini dell'autorità. Atteggiamento che, nel corso del conflitto, si irrigidì sempre di più assumendo spesso i contorni di una spietata crudeltà.
Quelli erano gli ordini !

Una guerra disumana ai danni dei poveri e mai formati ed informati contadini del Sud, usati come birilli da Comandi spesso ignoranti oltre che disinteressati rispetto al sangue che scorreva.

Quanto descritto qui, oltre che rinvenibile sui libri di Storia, è stato appreso dalla bocca del proprio nonno, il quale quando fu chiamato al fronte era già padre di cinque figli e che nonostante la sua situazione di stato civile fu assegnato sul fronte della Bainsizza dove gli ordini erano di affrontare privi di armi e di protezioni adeguate al caso continui assalti verso le trincee protette, come dicevamo, dalle modernissime mitragliatrici austro-ungariche.

Nella condizione del proprio nonno si trovarono centinaia di migliaia di giovani meridionali costretti ad abbandnare le case, i luoghi di residenza per "difendere gli interessi della patria". 

I  siciliani morti in quel tipo di guerra assurda furono 60mila.

L'enfasi da parte dei Comandi militari incompetenti e disumani e dai governi successivi, specialmente dal Fascismo, fu che erano morti per la Patria. Ed invece erano morti per l'ignoranza e la disumanità di chi allora aveva osato mandare allo sbaraglio quella gente senza sufficiente ed ovvia preparazione.

Oltre a quei 60mila morti isolani fra i reduci, a conclusione del conflitto (1918) ci furono parecchi migliaia di feriti e mutilati siciliani e non. I morti di parte italiana complessivamente furono oltre 600mila.

Nell’agosto 1917, mancò davvero poco al
successo strategico dell’offensiva militare contro
le posizioni austro-ungariche sull’altopiano
della Bainsizza, che avrebbe potuto aprire
alle forze italiane le porte di Trieste.

Quella vittoria sfiorata mise in moto
il meccanismo che portò alla disfatta di Caporetto,
in quanto in sccorso degli austro ungarici intervennero
i tedeschi. Caporett costò a Cadorna la guida
dell’esercito a vantaggio di Armando Diaz e gli
ha procurato una cattiva fama nella memoria storica.
Nell'isola a causa della mancanza di tutte queste braccia in grado di affrontare il pesante lavoro delle campagne, l'agricoltura conobbe una profonda crisi e tante famiglie, che prima della guerra riuscivano a sopravvivere senza sostegni esterni, fecero esperienza della povertà, che in più casi raggiunse la miseria e lo squallore.

Se il quadro umano di quella guerra è quello tratteggiato, il fascismo che da lì a pochi anni si impadronirà con la forza e la violenza del potere, ha creato un mito della guerra gloriosa e patriottica che era gravata ai danni di migliaia e migliaia di contadini -spesso analfabeti- del Sud.

Nostro convincimento
Non esistono guerre gloriose. A sostenere queste vergognose enfasi sono sempre coloro che non solo alla guerra non partecipano, ma da essa traggono illeciti benefici sul sangue altrui.









Una delle lapidi affisse sul prospetto della Chiesa delle Anime Sante.
Riporta l'elenco dei contessioti caduti sul fronte nel corso della Grande Guerra

lunedì 29 ottobre 2018

Parlare di Storia

 PER FLASH
Come salvare la pace

=Il Congresso di Vienna del 1815, voluto fortemente dalla monarchia austriaca degli Asburgo, costituì una risposta ai tentativi di trasformazione e rinnovamento sociale avviati dalla rivoluzione francese del 1789 e dalla prima rivoluzione industriale. 

=La Società delle Nazioni, nata dai trattati di pace del 1919, fu un’organizzazione internazionale che doveva riunire i vari popoli della terra nell’impegno di collaborare fra di loro e di rinunciare alla guerra come metodo di risoluzione delle controversie internazionali. Con la fine della seconda guerra mondiale, si dissolse ed il suo posto fu occupato dall’ ONU. 

=La Carta dell’ ONU (cioè Organizzazione delle Nazioni Unite) fu elaborata dalla conferenza di San Francisco ed entrò in vigore il 24 ottobre del 1945; mentre la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, curata dal Consiglio d’Europa, è stata pubblicata in lingua inglese e francese nella G.U. del 24 settembre 1955, in appendice alla l. 4 agosto 1955 n. 848 recante autorizzazione alla ratifica della stessa. 

=L’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite è un organismo interno dotato di vastissima competenza ratione materiae, ma quasi nessun potere vincolante. Tutti gli Stati vi sono rappresentati ed hanno pari diritto di voto. 

Il cittadino e l'Organizzazione civica -16-

Semplici segnalazioni

(ed in spirito di collaborazione con le Autorità preposte)

Il fine ?
s-e-n-s-i-b-i-l-i-z-z-a-r-e

-Coinvolgere nei temi della politica, nei temi di interesse collettivo, quanta più gente possibile.
-Far dibattere e riflettere sulla vita cittadina e sperare -anche per questa via- che il domani sia sempre migliore e più audace in direzione della crescita piuttosto che del declino che purtroppo da un paio di decenni sembra irreversibile.

Più gente si occupa di politica, della cosa pubblica, più speranza esiste di trovare una svolta positiva per uscire dalla stagnazione e rimediare alla fuga dei giovani.
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A T T I V I T A'   A M M I N I S T R A T I V A 
(11)


ACQUA NEI BORGHI.
FINALMENTE SI PRENDE ATTO CHE ESISTE BORGO PIZZILLO ?

Su questo Blog esistono pagine (più pagine) sul disinteresse di chi avrebbe dovuto istituzionalmente occuparsi del borgo Pizzillo, lì dove è la sede di una Comunità religiosa guidata da Padre Pietro Gullo. 

Ci riferiamo alla Comunità Trinità della Pace che tutti, nn slamente a Contessa,  sappiamo essere luogo di riflessione, meditazione e di studio e da cui sono venuti fuori negli anni varie decine di libri spirituali utili sia ai credenti che ai non credenti. 
L'autore di svariati libri, Padre Pietro,  in quella parte del territorio di Contessa, da dove si può cogliere la maestosità di Rocca Entella, ha saputo cogliere l'ispirazione e quel personale suo stile che lo ha reso noto nel contesto degli autori religiosi.
In qualsiasi altro luogo della Sicilia gli amministratori pubblici si sarebbero premurati per creare e favorire condizioni di vivibilità e di buona accoglienza alla Comunità e alla sua guida spirituale, da noi invece per anni non si è voluto (asserendo che nn si poteva) agevolare la presenza di un presidio umano in un territorio per nulla -storicamente- accogliente.

Ci auguriamo alla luce del recente provvedimento municipale (di cui diamo stralcio) che finalmente i disaggi, persino nella fruizione dell'acqua potabile, vengano meno nel Borgo Pizzillo e che la Comunità continui ad essere punto di riferimento per chi lo desideri.

Stralcio dell'ordinanza

Mondo contadino-Antropologia-Modernità -1-


Il calendario liturgico romano segna per il primo di Novembre una festa di precetto (così si diceva una volta) dedicata a Ognissanti.
Il 2 novembre è ancora una data festiva/semifestiva rivolta alla Commemorazione dei defunti.
Si tratta in entrambi le date di "feste". Ma cosa vuol dire festa nella società del terzo millennio, i cui giorni stiamo attualmente vivendo ?

E' evidente a chi oggi è un pò addentro con gli anni che il significato di queste due date è profondamente diverso da ciò che esse comportavano negli anni cinquanta/sessanta del Novecento quando per due giorni il lavoro nei campi veniva sospeso e la gente, col vestito da festa, affollava le chiese e -distintamente gli uomini dalle donne- inscenavano processioni con parecchie centinaia di partecipanti e gonfaloni delle Congregazioni dalla Chiesa delle Anime Sante e da quella della Favara fino al Cimitero.
Ciò che ancora oggi si prova a ripetere non ha nulla a che vedere con ciò che era dato assistere allora, quando -fra i vari fattori di incidenza- l'emigrazione e la fuga dalla società contadina era ancora agli inizi. 
La festa

No, non è solo l'emigrazione che è riuscita ad alterare  il significato della "festa". Ci sono a monte dati penetranti di natura socio-economica e culturali che hanno fatto evaporare i valori della millenaria (o anche secolare) società contadina.
Secondo vari personaggi della cultura filosofica e socilogica nella modernità, la festa - al pari del costume, del rito, della fede - sarebbe condannata a sparire sotto "le gelide acque del calcolo egoista" (Marx), o a restare pietrificata nella "brina dell'ascesi puritana" (Weber). 
La modernità e ancora più la contemporaneità, a cui stiamo provando a fare riferimento (figlie dell'Illuminismo) in effetti nacquero e crebbero anti-festive come lo furono le scienze so­ciali e tutte contribuirono alla realizzazione di una critica minu­ziosa delle condotte rituali e della cultura popolare tradizionale. 
Condotte rituali e cultura popolare infatti - si ipotizzava in ambito illuminista- sarebbero state ostacoli nell'ingranaggio della macchina del progresso e della raziona­lità che la scienza economica e quelle sociali diffondevano. 

Ai nostri giorni dello studio delle feste si occupano gli antropologi, i sociolgi e gli economisti, ognuno con ottiche diverse.
Gli antropologi hanno affibbiato alle feste ­lo status di folklore, e le hanno identificate come una passione di nostal­gici, i quali - dinanzi al progresso dell'omogeneizzazione urbana e mediatica - erano arrivati ad intonare i loro funerali ed elevato le loro lamentazioni su un mondo tramontato.

Sappiamo bene oggi che così non è stato. Nè i modelli marxisti nè quelli neo-capitalistici (oggi in versione liberista) sono riusciti a soppiantare la religiosità. Che ovviamente non è rimasta alle forme di esternazione della società contadina, quella degli anni cinquanta/sessanta del Novecento che tuttora resiste nella memoria di chi scrive.
Ma avremo modo di meglio capire.

Hanno detto ... ...

Il premier -giurista e professore di Diritto Privato-
prova a gettare un salvagente al suo Vice pentastellato.
Tentativo sterile e puerile.

LA VERITA' è che
Dopo l’Ilva si farà anche il Tap.
E meno male!

Il problema per Di Maio sono le tante bugie
che ha raccontato agli italiani.
Questa volta si è inventato le penali
miliardarie che, naturalmente, non esistono.
Ma per farcelo credere dice “ho letto le carte”
CARLO CALENDA, già ministro allo Sviluppo Economico

Caro ⁦Giuseppe Conte se sostieni che esistano carte nascoste e penali dimostralo. Se invece parli dei costi di un risarcimento erano ben conosciuti da tutti.
In primo luogo da quelli che hanno detto che avrebbero chiuso il tap in due settimane.
Fai la persona seria.



COSA STA SUCCEDENDO ?

NIENTE FUORI DALL'ORDINARIO. PURE la D.C. PROMETTEVA E NON MANTENEVA: L'INTENTO ALLORA COME ADESSO COL M5S ERA DI RACATTARE VOTI.
GLI ITALIANI IN FONDO IN FONDO AMANO FARSI PRENDERE IN GIRO DAI DEMAGOGHI.

IL M5S PER RACCOGLIERE VOTI SI ERA IMPEGNATO SU COSE CHE SAPEVA BENISSIMO NON AVREBBE MANTENUTO.

L'ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda: "Ieri Luigi Di Maio è stato preso ancora in castagna a mentire agli italiani. Aveva promesso di chiudere, addirittura in due settimane diceva Di Battista andando a fare un comizio infuocato in Puglia. 
Ora giustifica il suo cambiamento di idea, la sua promessa non mantenuta inventandosi una carta e delle penali. Non ci sono carte segrete". 

Poi Calenda  invoca le dimissioni del vicepremier: "In un Paese normale un ministro che mente si dimette, ma non spontaneamente, sono i suoi elettori a chiederlo"

domenica 28 ottobre 2018

Hanno detto ... ...

Dilettanti allo sbaraglio
DI MAIO NON NE IMBROCCA UNA.
L'ATTACCO A DRAGHI, IL CASO TAP E
IL TENTATIVO DI AGGRAPPARSI ALLA TAV
MICHELE EMILIANO, presidente regione Puglia
La delusione che provo per il voltafaccia del M5S su Ilva/Tap è davvero devastante. Bugiardi e spregiudicati nel dire agli italiani: “che volete? Non sapevamo che cazzo stavamo a dì”. E hanno anche consegnato i nostri voti progressisti alla Lega Nord

CARLO CALENDA, già ministro Sviluppo Economico
E gli elettori M5S
finalmente capiscono di aver segnato sulla
scheda la lista sbagliata: quella delle
chiacchiere.

Resta il fatto che bruciare bandiere amiche
o avversarie non è un bel operato.
Dietro ogni bandiera stanno
ideali e persone, verità ed
errori.
In democrazia si discute. 
A oggi ho chiesto un confronto televisivo con Di Maio 6 volte in altrettante trasmissioni.
Per 6 volte Di Maio ha rifiutato.
Facciamo così gli propongo un confronto al Mise con la possibilità di consultare il suo staff (tipo telefonata a casa) prima di rispondere.
Di Maio: "ho promesso la chiusura perché non sapevo delle penali di cui ho letto sulle carte del mise".
Non ci sono penali ne carte. Non poteva non sapere di richiesta di risarcimento perché è cosa ovvia. Ti ha preso per il sedere.
E ha fatto bene perché evidentemente a te piace.

ALESSANDRO CATTANEO, parlamentare FI
Come si sentono gli elettori M5s ad essere stati presi in giro? Dall’Ilva ai condoni, dal Tap alla Tav, dalla concessione di Autostrade a manine che ritoccano decreti. Arriva il conto delle vostre promesse irrealizzabili: gli applausi, se non meritati, diventano fischi.

ETTORE ROSATO, parlamentare Pd
Sul TAP non c’è alcuna penale nascosta. Solo normale richiesta danni di quando si straccia un contratto. Lo sapevano tutti, anche chi ha come modello di governo dilettantismo e arroganza.
Lo sapevano Di Maio e Di Battista che però promettevano cose impossibili e sbagliate.

ANNALISA CHIRICO, giornalista
Condono fiscale, Tav, Tap, Ilva, terzovalico, legittima difesa, decreto sicurezza: il governo sembra destinato a durare fintantoché il M5S ingoia i bocconi amari imposti dalla Lega, cioè i cavalli di battaglia di Salvini avanzano mentre Di Maio è sempre più isolato tra i suoi.