Circa il 43% degli italiani non
ha redditi positivi, non paga
Irpef e risulta fiscalmente
"a carico" di qualcun altro o
della collettività.
Oltre il 72% dei contribuenti
dichiara redditi lordi annuali
inferiori a 29.000 euro,
corrispondendo solo il 23%
del gettito Irpef complessivo.
Questa cifra, singolarmente,
non basta a coprire i costi
pro capite dei servizi essenziali
di welfare come sanità,
istruzione e assistenza.
Il carico fiscale è fortemente
concentrato. Solo il 13,94%
dei contribuenti (coloro che
dichiarano oltre 35.000 euro)
sostiene circa il 62,5% di
tutta l'Irpef incassata dallo Stato.
Se da un lato i redditi dichiarati
sono bassi, dall'altro l'Italia si
conferma storicamente uno
dei Paesi con il patrimonio
privato e immobiliare più alto
al mondo rispetto al flusso del
reddito, a dimostrazione di
una ricchezza accumulata che
spesso sfugge alla tassazione
progressiva sul lavoro.
Gli italiani che hanno presentato una dichiarazione dei redditi nel 2025 sono 42,8 milioni (267.885 in più rispetto al 2023).
Di questi «quelli che hanno versato almeno un euro di Irpef sono solo 34,1 milioni. I restanti 24,8 milioni (rispetto al totale della popolazione di circa 58 milioni), ben il 42% degli italiani, non hanno redditi e non pagano l’Irpef».
Quasi 8 milioni di italiani hanno dichiarato redditi da zero a 7.500 euro lordi l’anno e hanno versato in media 19 euro di Irpef. È evidente che la prima spiegazione che viene in mente è l’alto livello di evasione fiscale che, secondo le stime contenute nei documenti ufficiali del governo, sottrae ogni anno circa 100 miliardi di euro alle casse dello Stato. Ma non c’è solo questo. Incidono almeno altri tre fattori: la no tax area; la giungla di deduzioni e detrazioni; la flat tax e le altre forme di tassazione forfettaria, come la cedolare secca sugli affitti.
Massimo Gramellini sostiene e scrive “Ogni anno arriva il giorno in cui un italiano adulto su tre scopre di essere fesso. Non che non lo sapesse già, però la pubblicazione annuale del rapporto sulle dichiarazioni dei redditi trasforma la sensazione in certezza. Uno paga, due no”. Poi continua “Eppure, primo paradosso, nessuno li chiama ladri. Furbi, casomai”.