Un amico, un esperto in materia di crescita e “formazione” nei comportamenti desiderabili dei cani, ci farà pervenire periodicamente dei brevi consigli su come noi umani dobbiamo, dovremmo, approcciarci all’amico cane, per educarlo ma anche per meglio conoscere la sua natura e le sue aspettative.
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Dare un nome al cane che
abbia valore pure ad esso.
Il nome che diamo al cane oltre ad avere valore per noi, deve valere pure per lui. Ciò a cui associamo il cane (il nome) deve valere pure per esso, permettendogli di prevedere cosa seguirà dopo essere stato chiamato. Col tempo il cane sarà motivato ogni volta che viene chiamato. In un certo senso il cane ad ogni richiamo si sentirà condizionato ma contemporaneamente avvertira’ una sorta di piacere.
In genere, al richiamo il cane avverte una sorta di piacere che lo condizionerà. In genere per abituarlo il proprietario da’ qualcosa, una ricompensa. Ogni volta che si vuole insegnargli un comando nuovo, è bene ricorrere ad una gratifica per incoraggiarlo a eseguirlo.
E’ una buona idea ripetere abitualmente l'esercizio un paio di volte al giorno, per le settimane a seguire, mentre si svolgono le normali attività.
Una volta che il cane riconosce il proprio nome, oltre a gratificarlo con un pezzetto di cibo, basterà dirgli “bravo” o coccolarlo un pochettino e su queste basi rispondera’ ogni volta che lo sente. Pronunciando il suo nome e, quando egli guarda, e’ il caso di proporgli livelli diversi di gratificazione: a volte un pezzetto di cibo, altre volte, un semplice «bravo» e qualche lode; nel mentre, si può passare nel coccolarlo. In base a ciò che sappiamo dalla scienza, vale la pena capire quale tipo di ricompensa il cane preferisca.
Non che debba diventare il suo unico premio: un po' di varietà è il segreto di un buon addestramento.
(Segue)
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