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domenica 25 ottobre 2026

Nostri giorni


I principali quotidiani nazionali
di oggi, 
domenica 25
ottobre 2026
, focalizzano
l'attenzione sui principali
scenari politici interni,
sulle tensioni sociali e
sulle complesse dinamiche
internazionali.


Sfogliando i giornali di oggi.

Il caos della scorsa settimana. Lo scorso fine settimana migliaia di ragazzi hanno creato disordini con azioni violente per le strade di Milano, Bologna, Brescia e Bergamo.

La retata della Polizia. Venerdì la Digos ha fatto perquisizioni in 18 città a un centinaio di persone, metà erano minori coinvolti negli scontri di Milano: sono state sequestrate armi.

Il dispositivo di sicurezza. Per prevenire disordini, nei cortei di ieri (domenica) le autorità hanno disposto un rigoroso dispositivo di sicurezza con 1400 agenti compresi 500 parà della Folgore.

La sfida lanciata su possibili raid. Il Movimento 17 Ottobre, motore della protesta, aveva lanciato la sfida: sabato raduni a sorpresa. Individuato ieri il creatore della pagina.

Sono oltre quattromila i soggetti identificati ieri, 110 i minori portati in Questura o in caserme su 371 controllati.

200 i giovani identificati ieri a Roma durante la manifestazione, 30 dei quali sottoposti a fermo preventivo.

La vicenda: Gli investigatori della Digos  della Polizia postale hanno identificato, grazie anche agli investigatori di Meta e del provider l’amministratore della pagina social “Movimento 17 Ottobre” che dopo gli scontri della scorsa settimana a Milano aveva annunciato nuovi raduni in diverse città italiane.

Polizia postale. È la specialità della Polizia di Stato che indaga sui reati commessi in rete. Dal 2024 fa capo alla Direzione centrale per la Polizia scientifica e la sicurezza cibernetica. Opera attraverso 18 centri e 82 sezioni territoriali, con agenti, investigatori e tecnici specializzati. Contrasta truffe online, pedoporno-grafia, attacchi informatici e minacce estremiste. Monitora siti e social net-work, analizza le tracce digitali e ricostruisce i collegamenti tra profili. Può acquisire dati ed effettuare perquisizioni nel rispetto della legge.

«I server esteri, le zone oscure. C’è un rischio democratico»: 

Le proteste in Italia e Francia corrono sui social, ma dietro la loro diffusione c’è una «zona oscura» rischia di pesare sulla democrazia. A lanciare l’allarme è Marco Gui, docente di sociologia dei media alla Milano-Bicocca e presidente della fondazione Patti digitali. «È difficile interpretare un fenomeno di protesta senza sapere se qualcuno lo sta manovrando dall’esterno», avverte. 

Le piattaforme, da Instagram e Facebook a TikTok e X, appartengono a società private straniere e sono governate da algoritmi poco trasparenti: alcuni contenuti vengono amplificati, altri marginalizzati. Il docente cita messaggi circolati tra studenti del Nord Italia che annunciavano disordini e violenze: potrebbero rappresentare «una strumentalizzazione della legittima volontà di protesta dei giovani». Da qui l’appello a regole condivise, per rendere trasparenti i meccanismi dei social e capire quanto le mobilitazioni nascano dal basso. Il tema è emerso al meeting dei Patti Digitali a Milano, dove si è discusso anche dell’età minima per aprire account sui social.


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