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venerdì 16 ottobre 2026

Finisce l’amicizia Trump-Meloni?

La Presidente del Consiglio 
Giorgia Meloni 
mantiene una linea atlantista e
filo-ucraina
, ponendosi in netto
contrasto con le posizioni, giudicate
più ambigue o apertamente contrarie
alla linea del governo, espresse
dal 
Movimento 5 Stelle, dalla 
Lega e dal generale Roberto Vannacci.
Il posizionamento della premier
rispetto a queste forze politiche è
emerso chiaramente nei dibattiti
parlamentari del 
metà ottobre 2026 
alla vigilia del Consiglio Europeo.



Meloni mantiene una linea fermamente atlantista e filo-ucraina, ponendosi in netto contrasto con le posizioni, giudicate più ambigue o apertamente contrarie alla linea del governo, espresse dal Movimento 5 Stelle, dalla Lega e dal generale Roberto Vannacci.
Il posizionamento della premier rispetto a queste forze politiche è emerso chiaramente nei dibattiti parlamentari del metà ottobre 2026 alla vigilia del Consiglio Europeo.

E… in Italia parte del centro-sinistra

plaude alla Premier, condividendone la presa di distanza da Putin.

Ma Lega e 5 Stelle mostrano vicinanza e simpatia a Putin.

 Trump apprezza il petrolio di Putin ? «È una scelta che considero molto rischiosa. Chiaramente tutti comprendiamo, e condividiamo, l'esigenza di contenere i prezzi dell'energia che pesano su famiglie e imprese, anche in Italia. Ma dobbiamo essere consapevoli che l'impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari. Una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria: sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto finora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative».

Giorgia Meloni, intervenendo in Senato due giorni fa, alla vigilia del Consiglio europeo, non ha lasciato equivoci. «La Russia - ha aggiunto - punta a piegare il popolo ucraino con il terrore perché non riesce ad avanzare. Tutti vogliamo che si arrivi alla pace. Per come la vedo io, il sostegno all’Ucraina non è l’alternativa è ciò che la rende possibile. La posizione del governo non cambia: sostegno a Kiev, con particolare attenzione alla popolazione civile, pressione su Mosca e unità euro-atlantica rimangono i pilastri della nostra azione».

 Zelensky ovviamente ha apprezzato ma in più banchi dell’opposizione è’ stata mostrata condivisione: (Calenda, Renzi, Casini, Scalfarotto, Sensi, Rojc, Verini, Zampa, Delrio. Senatori di Azione, tutta Italia Viva ed riformisti del Pd).

Meloni ha ovviamente e palesemente provato ad allargare le fratture più evidenti nel centrosinistra, che sul tema Ucraina-Russia ha finito per presentare cinque mozioni diverse l’una sull’altra. Nel contempo ha lanciato frecciate pure a Lega e vannacciani. «Non deve dirlo a me “noi siamo al fianco dell’Ucraina”, temo che debba dirlo da quelle parti...», ha detto al dem Provenzano indicando i banchi del M5S. «Comprare gas da Mosca non darebbe vantaggi al nostro Paese, quindi quali interessi state difendendo insistendo con questa proposta?», ha detto rivolta a Futuro nazionale (ma un po' anche alla Lega, visto che Matteo Salvini, dal vertice dei Patrioti a Bruxelles, ieri è tornato a ribadire che «si è dato tanto all’Ucraina. È l’ora della diplomazia e di comprare gas e petrolio dove costa di meno» (il senatore leghista Claudio Borghi è rimasto palesemente seduto senza applaudire durante la standing ovation della maggioranza alle parole della presidente del Consiglio sulla difesa dell'Ucraina).

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