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venerdì 2 ottobre 2026

Agricoltura meridionale

 Sfogliando i giornali

La Sicilia e il Meridione italiano sono vulnerabile al riscaldamento globale. Secondo il recente studio del centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici, entro il 2050 il riscaldamento potrebbe costare al nostro Paese fino a 6 punti di Pil. Mezzogiorno, per la sua collocazione geografica, è l’area più esposta, essendo colpito in settori vitali della sua economia, quali l’agricoltura, l’alimentare, il turismo, l’energia. 

L'agricoltura in Sicilia affronta
una grave crisi a causa
dell'aridità dei terreni e del
 rischio concreto di
desertificazione che minaccia
oltre il 70% del territorio
regionale.








Siccità, ondate di calore e scarsità d’acqua e rischi per le qualità delle produzioni, stanno già danneggiando l’agroalimentare che è una delle voci più importanti dell’export meridionale. 

Estati più calde comportano maggiore consumo elettrico per l’uso massivo dei condizionatori, non adeguatamente compensato dalla minore spesa per il riscaldamento conseguente agli inverni più miti. E però la carenza idrica al Sud richiede significativi investimenti sia per le reti che per gli invasi al fine di combattere la desertificazione di tante zone. 

Il territorio meridionale è particolarmente fragile dal punto di vista geologico, in particolare in termini di aumento della frequenza e dell’intensità dei fenomeni atmosferici estremi e di progressivi processi di desertificazione, e il cambiamento climatico aggrava criticità strutturali esistenti da decenni e mai risolte.

I ritardi nella realizzazione di interventi strutturali di prevenzione dell’emergenza climatica non sono imputabili solo alla scarsità di risorse, ma anche alla frammentazione amministrativa che rallenta la programmazione e non stata in grado di accelerare i tempi di attuazione delle opere. Va affrontato il cambiamento climatico con un approccio differenziato che tenga conto delle peculiarità di ciascuna regione, e quella a maggior rischio desertificazione è proprio la Sicilia, con il 70% del territorio minacciato da insufficienza idrica. 


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