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giovedì 10 giugno 2021

Giacomo Matteotti. Il 97° anniversario dell'eroe antifascista

 Nella primavera del 1924 il Fascismo era al potere da un anno e mezzo. Il 6 aprile di quell'anno si erano svolte le elezioni per la nuova Camera sulla base della nuova legge elettorale "Acerbo" e si era costituito il nuovo governo Mussolini sostenuto fa fscisti, liberali, fuoriusciti dal partito popolare, france di democratici ed esponenti nonostante  militari.

 L'opposizione socialista nonostante i parecchi tentativi di costituire una coalizione che non consentisse al "listrone liberal-fascista" di aggiudicarsi il governo arrivò a quella costituzione dell'esecutivo duramente provata dalle mille persecuzione ai propri militanti che tentarono nei seggi di denunciare i brogli elettorali. I dati elettorali ufficiali diedero al listone "fascista" il 64,9% dei consensi contro il 35,1 delle opposizioni guidate dai socialisti.

Il 30 maggio, data della riapertura della nuova Camera dei Deputati, Giacomo Matteotti, esponente riformista dei socialisti ed uomo intransigente anti-fascista, pronuncia un discorso documentato di denuncia contro le violenze e le irregolarità compiute dai fascisti presso tutti i seggi della penisola. Il giorno dopo tutti i giornali conservatori/fascisti accusarono l'opposizione socialista, e specificatamente l'intervento di Matteotti,  "mostruosamente provocatorio".

Il 10 giugno Matteotti viene aggredito e rapito da Amerigo Dumini, Albino Volpi, Giuseppe Viola, Amleto Poveruomo e Augusto Malacria, squadristi fascisti e collaboratori del Ministero degli Interni. Alcune persone presenti all'agguato diffondo l'allarme, ma le forze dell'ordine non trovano il cadavere.

I compagni di partito di Matteotti presentano sulla circostanza interrogazioni alla Camera e accusano in prima persona il Presidente del Consiglio. Mussolini il 13 giugno, con molto imbarazzo, assicura l'apertura di una inchiesta sull'accaduto. Le formazioni socialiste dell'opposizione, articolate in più gruppi (riformisti, massimalisti etc.)  costituiscono un comitato unitario e persino alcuni ministri rassegnano le dimissioni e prendono le distanze dal governo (Giovanni Gentile, , Luigi Federzoni). Accade anche che parecchi alti funzionari dei servizi di sicurezza presentano pure essi le dimissioni e alcuni si rendono  latitanti. Alla stampa italiana -quella ancora libera- e querlla straniera hanno la netta sensazione che il nascente regime si trovi in seria difficoltà. Il questore di Roma, il capo della polizia vengono rimossi dagli incarichi, come a voler dire che ciò che era avvenuto non coinvolgeva gli incarichi di governo.

Il 12 giugno Dumini fu arrestato e fu rinvenuta la macchina con cui il parlamentare socialista era stato rapito; era intestata  a Filippo Filippelli, direttore del "Corriere italiano". Il 18 giugno fu arrestato il segretario del Partito Nazionale Fascista, Giovanni Marinelli, con l'accusa di complicità in relazione al caso Matteotti, insieme ai sicari Volpi e Poveramo.

Nonostante la palese complicità del governo, il re sabaudo Vittorio Emanuele III, rifiutò di sciogliere il governo e di indire nuove elezioni. Il Partito Comunista, che si era staccato dal Partito Socialista, esce dal Comitato delle Opposizioni.

il 24 giugno Mussolini dichiara che il governo e la maggioranza parlamentare non intende ulteriormente subire  le accuse ed il ricatto delle opposizioni e chiede a Camera e Senato un voto di fiducia che, inevitabilmente, gli viene concesso. Le opposizioni a fronte del comportamento del Capo dello Stato (il Re) e del Capo del governo (Mussolini)  il 27 giugno proclamano la "secessione dell'Aventino".

Il 16 Agosto viene trovato il corpo di Giacomo Matteotti in località Quantarella. (nei pressi della via Flaminia). Nel paese cresce lo sgomento e Mussolini aumenta la repressione nei confronti delle opposizioni parlamentari e nei confronti alle reazioni popolari che dilagano nel Paese.

Il 25 gennaio 1925 Mussolini, in un discorso alla Camera,  si assume la "responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è accaduto" avanzando ormai in via definitiva verso la soppressione del sistema parlamentare. Il processo agli assassini del parlamentare socialista si svolse a Chieti il 16 marzo 1925 e, nel dibattimento, la difesa degli accusati fu svolta da Roberto Farinacci, segretario del Partito Nazionale Fascista. "Il processo non si farà nè al regime, nè al partito. Il processo andrà fatto alle opposizioni".

La sentenza pur ammettendo i fatti materiali escluse l'omicidio volontario e pur riconoscendo la complicità in omicidio preterintenzionale condannò tre dei cinque imputati, Dumini, Volpi e Poveruomo a 5 anni, 11 mesi e 20 giorni di pena, con il condono di 4 anni sulla base di un decreto amministrativo di amnistia.

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(La narrazione riportata in questa pagina segue il testo "L'età dei totalitarismi e la seconda guerra mondiale" de La Biblioteca di Repubblica).

mercoledì 30 dicembre 2020

Arriva un Nuovo Anno. Aspettative e propositi

È tempo di dimenticare il passato 

e dedicarsi a un nuovo inizio. 

L'inizio di un nuovo anno è da sempre motivo di speranza e di aspettative. In queste ore che restano del 2020 si cominciano pure a trarre i bilanci sull'anno andato, caratterizzato dal dilagare del Covid-19.    Il pensiero non può che andare ai tanti italiani e non che a causa diretta o indiretta  del covid hanno perso la vita. Noi uomini pensavamo che nel terzo millennio fossimo divenuti ormai sovrani del pianeta e ci preparavamo già ai grandi salti su altri pianeti ed invece un v-i-r-u-s, un piccolo virus  ci ha ricordato che è tempo di riflettere

  In queste ore ci auguriamo in quanto umanità da ogni angolo del pianeta che l'anno che ci attende sia quello della sconfitta della pandemia e contemporaneamente  -in quanto contessioti- vorremmo sperare sul futuro e la sopravvivenza della nostra comunità cittadina il cui declino demografico, sociale e  infrastrutturale è sotto gli occhi di tutti. Questi di fine/inizio d'anno sono giorni di auspici e di  speranza; dal Blog vogliamo sperare ed augurarci un nuovo anno ricco  di realizzazioni, di investimenti e quindi di occupazione per i giovani. Non può esistere una comunità che cresca giovani a cui dopo non sa dare speranza.

Sinceri auguri a tutti coloro che leggono il blog, indipendentemente se condividono o meno la linea di pensiero perseguita.

Buon 2021

Mimmo Clesi

mercoledì 14 ottobre 2020

Cose da conoscere. Storie, sinossi, tabelle e curiosità per non essere disorientati (19)

 Storia italiana in sintesi 

1862

===   In agosto, il capo del governo Urbano Rattazzi (subentrato al dimissionario Ricasoli) è costretto (per evitare complicazioni diplomatiche con la Francia) a far intervenire le truppe regolari dell'Esercito contro i volontari garibaldini che dalla Calabria si preparavano ad una spedizione per la presa della Roma papalina. Lo scontro avviene in Aspromonte e vi rimane ferito lo stesso Garibaldi. Il primo dicembre Rattazzi si dimette e viene sostituito da Luigi Carlo Farini.
E subito insorgono
problemi finanziari
Lo Stato italiano era sorto, ufficialmente il 17 marzo 1861, ma già l'anno successivo cominciarono a sorgere seri problemi economico-finanziari. La sola Amministrazione finanziaria unitaria si ritrovò a dover assorbire l'eredità di ben sette precedenti organizzazioni e assetti differenti l'uno dall'altro. Come se fossimo ai nostri giorni, il primo serio problema più che organizzativo prettamente finanziario: il debito complessivo si rivelò anomalo e già pesante (111,5milioni di lire, dfi cui il 57% di origine esclusivamente sabauda). Nella fase iniziale fu applicato il sistema fiscale piemontese a tutta la penisola senza riuscire comunque a fronteggiare il fabbisogno finanziario. Quintino Sella, ministro delle Finanze, elaborò quello che sarà il suo primo piano di risanamento del bilancio concedendo a privatio la costruzione e gestione della rete ferroviaria; dispose la vendita di gran parte dei beni demaniali di origine ecclesiastica, in pratica quelli espropriati ai monasteri, quale ad esempio fu Santa Maria del Bosco. Su quest'ultima situazione avremo modo di dedicare sufficiente spazio sul Blog. In appresso.
Quintino Sella, nonostante l'ingegnosità, con le sue iniziative, non riuscì a riequilibrare il bilancio al punto che nel 1866, quando scoppia la terza guerra d'indipendenza il quadro finanziario sembrò andare fuori controllo. Anno dopo anno le entrate riuscivano a coprire appena i 3/4 delle uscite. Il disavanzo veniva coperto con prestiti raccolti in grandissima parte sulle piazze finanziarie estere. 

Pare, scrivendo di allora, di stare riferendo i giravolte dei nostri giorni da parte del ministro Gualtieri il quale -ormai- sconosce il livello di indebitamento del suo e nostro paese.
(segue)

1949

La Ricostruzione


--Il 28 Febbraio viene varato il piano "INA-Casa";

--Il 4 Aprile l'Italia, paese sconfitto nella recente guerra dagli alleati, entra a far parte del Patto Atlantico.

--Il 15 Novembre prende avvio la Riforma Agraria. 

L'Alleanza Atlantica
Il trattato costitutivo risaliva all'anno precedente ed era stato convenuto fra paesi vincitori del secondo conflitto mondiale: Stati Uniti d'America, Canadà, Gran Bretagna, Francia, Belgio, Olanda e Lussemburgo a cui, nel 1949, si aggiunse la Norvegia. 
A testo elaborato e definito fu esteso l'invito ad aderire a Danimarca, Islanda, Portogallo e Italia. Le intenzioni avevano una proiezione ventennale e la collaborazione a mantenere una organizzazione militare integrata. A capo fu immaginato un Consiglio atlantico composto dai ministri degli esteri, successivamente esteso ai ministri della difesa e delle finanze. L'organo esecutivo fu individuato in un Segretario Generale dell'alleanza a cui rispondeva un comando supremo collegato ai comandi regionali.
Col trascorrere degli anni la Nato ha ammesso a partecipare numerosi altri paesi e oggi vi aderiscono 26 paesi.

domenica 4 ottobre 2020

Una foto la settimana: la lotta per salvaguardare il pianeta (il covid-19 ci fa dimenticare l'inquinamento?)

 














No. Nemmeno questa è una foto dei nostri giorni caratterizzati dalla necessità precauzionale dal coronavirus. Si tratta di una foto (nella Repubblica Ceca) che riprende alcuni bambini con mascerina per protegersi dall'inquinamento, considerato una delle cause del buco nell'ozono.

All'inizio degli anni Novanta i giornali parlavano della distruzione dello strato di ozono dell'atmosfera: i raggi del sole giungono infatti sulla Terra senza alcun filtro.

Nel finire del secolo scorso si avverte in più parti del pianeta -per la prima volta- una sensibilità rispetto alla problematica del gas ozono nella stratosfera, in corrispondenza dell'Antartide.

Il "buco nello strato di ozono" si forma in inverno e va divenendo sempre più marcato.

Lo strato di ozono è importantissimo per la sopravvivenza umana, esso filtra la maggior parte dei raggi Uv-B del Sole, consentendo ad una minima parte di essi di raggiungere la Terra. Una minima quantità di questi raggi è infatti essenziale per l'uomo. Ne discende che la diminuzione dello strato di ozono nell'atmosfera (dovuta all'inquinamento da industrie) comporta un aumento delle radiazioni ultraviolette che arrivano sulla Terra; da qui le mutazioni genetiche, i tumori della pelle e i danni agli occhi.

lunedì 22 dicembre 2014

Conti da tenere d'occhio

Costo per cittadino 

-  del Parlamento Europeo,  circa   3,58 euro l'anno su ogni cittadino europeo
-  del Parlamento Italiano,   circa  27,15 euro l'anno su ogni cittadino italiano
-  dell'Assemblea Regionale Siciliana, circa 32 euro l’anno su ogni cittadino siciliano.

giovedì 5 giugno 2014

Euro. C'è chi vorrebbe uscirsene, eppure aumenta il numero dei paesi che chiedono di entrare nell'euro-zona

In Italia c'è chi nella recente campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo ha sostenuto che il "bene" del paese sta nell'uscita dall'Euro. La maggioranza degli italiani ha invece imputato le difficoltà dell'Italia all'Italia (anzi agli italiani) e non all'Euro.
E' la classe politica scadente che ci ha governato ad avere provocato la gran parte dei danni socio-economici, non è l'Europa e ancor meno l'Euro.
L'Europa delle classi politiche competenti (che si chiami Merkel o meno) funziona e riesce ad affrontare la crisi molto meglio dei nostri politicanti.

L'Euro è la moneta che ci ha tirato fuori dalle difficoltà che una moneta nazionale (la lira) non sarebbe stata in grado di fare dal momento che da venti anni da governi incapaci siamo passati ad altri più incapaci ancora.

Il prossimo gennaio i paesi che hanno adottato l'Euro passeranno da 18 a 19 in quanto si aggiungerà la Lituania, uno dei paesi baltici. La Commissione Europea, presieduta finora da Manuel Barroso, ieri ha infatti deliberato l''ingresso nella zona Euro del paese avendo riconosciuto la bontà delle riforme attuate.

martedì 3 giugno 2014

Il Centro-Destra aveva proposto prima delle elezioni alla guida della Commissione Europea il lussemburghese Jean-Claude Juncker, ma la Merkel lo ritiene troppo europeista

Le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, come ricordiamo tutti, sono state vinte -nella dimensione complessiva dei 28 paesi dell'Unione- dai partiti conservatori (ossia di Centro-Destra), riuniti nel Partito Popolare Europeo. Seconda formazione si è confermata l'alleanza dei Partiti Socialisti ed in terza posizione il complesso aggregato degli Euro-scettici.
Spetta, secondo il trattato di Lisbona, al Centro-destra, quindi, proporre il nome del Presidente della Commissione. 
Nel Centro-Destra europeo il Partito più forte è quello della Signora Merkel, così la Cancelliera ha chiesto al presidente francese Francoi Hollande (esponente del fronte socialista) se sarebbe disposto ad appoggiare la candidatura alla presidenza della Commissione Europea di Christine Lagarde, ex ministro delle Finanze francese e attuale direttore generale del Fondo Monetario Internazionale. 
Secondo i comunicati stampa  dopo  la «conversazione privata Hollande non si è sbilanciato ma ha aggiunto che non sarebbe una buona idea per l'Europa perdere la guida dell'Fmi». 

Contro Lagarde, 58 anni, il cui mandato al FMI scade nel 2016, peserebbe il suo passato di ministro delle Finanze di Nicolas Sarkozy, che non può piacere troppo al socialista Hollande. 

Sul tavolo al momento resta lo scontro tra il candidato del Ppe, uscito vincente dalle europee, il lussemburghese Jean-Claude Juncker (che però non piace alla Merkel), e il candidato socialista, il tedesco Martin Schulz. 
Il capo della Commissione deve essere scelto dai leaders dei Ventotto paesi tenendo conto dei numeri usciti dalla consultazione per il rinnovo del  Parlamento europeo. 

mercoledì 28 maggio 2014

Con un voto di speranza la nuova frontiera di Renzi va in Europa. ... ... di Nicola Graffagnini

Ascoltando nelle ultime settimane ciò che si andava dicendo in giro,nei bar,in edicola,per la strada, ai giardini tra amici .. e  quel che è più rilevante,nei salotti buoni della TV, sia pubblica che commerciale, la grande avanzata del Beppe nazionale non si è verificata, prova ne è che gli stessi rappresentanti di lista nei seggi che frequento sono rimasti basiti da risultati che fin dalle prime battute apparivano in controtendenza. Poi nella notte domenicale dei risultati, la conferenza stampa  annunciata  veniva  rinviata più di una volta  all'Hotel Ergife, ove invece  era pronta ma veniva smontata davanti le telecamere in attesa quale silenzioso messaggio, la scenografia  per la Festa della vittoria.

Allora mi domando, di fronte alla novità del 42 per cento  andato al PD che cosa è successo  di eclatante  negli ultimi giorni di campagna elettorale ad averlo impedito?

E' successo a mio parere che tanti votanti del Movimento 5 Stelle che  prima votavano un Partito saranno rientrati nella casa madre, spaventati dalle parole grosse di Grillo ancorchè richiamanti  immagini forti come : < guerra, guerra , guerra, processi pubblici , ecc.  >  che citiamo a titolo di esempio .. ma si possono fare  lunghissimi elenchi  di ridondanze prese da  un passato  ormai immerso nella storia che credevamo seppelliti  fin dai tempi della Rivoluzione francese.

Secondo molti semplici cittadini che ci hanno indovinato  ( a differenza  di schiere di giornalisti privi di senso critico e per questo  invitati fissi nei salotti TV per  fare  scena con le finte aggressioni verbali tra loro ) Grillo  con la sua comunicazione  vetero-processual-cittadina  è riuscito a spaventare la maggioranza silenziosa  di cittadini indecisi che  viene data ormai al 20 per cento  e che  in ogni elezione fa la reale differenza del risultato elettorale, tanto che tra gli addetti ai lavori, per all'ultima settimana elettorale è dedicata la gran parte di investimenti pubblicitari e la gran parte di visibilità televisivagestita dai Partiti più grossi.

Alla fine ciò che ha fatto veramente la differenza e ha tirato la volata al PD, secondo me ma anche  secondo  gli amici con cui nei seggi commentavamo i risultati affioranti, è stato il messaggio  chiaro del  giovane leader che incarnando lo spirito di rinnovamento che saliva dalla società, dopo avere vinto le Primarie, ha dato un nuovo corso alla politica del Paese  assumendosi anche la responsabilità del governo al fine di accellerare le rifome  necessarie  a favorire la ripresa dell'economia.

Diceva il giovane J.F. Kennedy durante la famosa campagna elettorale che lo contrapponeva a Nixon : < non ti chiedere che cosa può fare lo Stato per Te, chiediti invece che cosa puoi fare tu per la Nazione>.

In pratica  Kennedy  allora  rovesciò  il tavolo delle convenienze elettorali  ribaltando il punto di vista  dei grandi vecchi  del Partito che puntavano  sul concetto di Stato padre padrone,puntando invece sull'appello  all'impegno e alla partecipazione,  alla base  della storia degli  USA e investendo tutto nella comunicazione  sull'effetto psicologico delle emozioni più nobili dell'animo umano, diventò una parola chiave in quella campagna elettorale di mobilitazione della coscienza civica, definita  della  .

E una svolta chiave del tutto simile a quella americana di Kenedy , durante  i primi degli ottanta gioni del suo governo, l'aveva chiesto nel discorso  di investitura , il giovane Renzi indicando non solo la strada delle riforme ma anche i tempi  e i modi,puntando ad  una fortunata coincidenza  per mobilitare le coscienze addormentate degli italiani ... verso un voto europeo della speranza  nel senso del nuovo , verso un futuro migliore  per milioni di giovani in attesa di  un lavoro  e  per le loro  famiglie.

Nelle ultime tre  settimane  ha fatto  milioni di proseliti  il desiderio che  un nuovo storico  Rinascimento fiorentino contagiasse  non solo l'Italia intera  ma anche l'Europa  che da oggi  entra nel Semestre italiano di Presidenza, in cui a dettare l'Agenda  sarà il giovane Renzi  che potrà contare  nel Parlamento Europeo  sui voti e sulla tradizione  di governo del Partito Socialista Europeo cui il PD ha aderito.


Il risultato elettorale regionale  del Piemonte e dell'Abruzzo è venuto a confermare,insieme al risultato delle Amministrative, simbolico quello di Firenze ove Nardella riceve l'80  per cento di consensi, il quadro di una svolta di senso degli Italiani che nei momenti  critici della Storia  tornano  ad aver fiducia nel messaggio di rinnovamento  di un Partito della sinistra e più di tutto nella faccia pulita del giovane Renzi che ha interpretato con la sua immagine di Sindaco attento alle Scuole, di padre di famiglia e di marito normale il desiderio  di un sognato ritono alla normalità dell'intero popolo italiano.

lunedì 26 maggio 2014

Europee 2014. Gli italiani (diversamente dai britannici e dai francesi) credono nell'Europa

Il Partito Democratico di Matteo Renzi ha aderito al Partito Socialista Europeo appena un paio di mesi fa. Oggi, dopo il voto per le Europee, questo partito è divenuto il primo gruppo socialista in Europa col 41%.
Il Partito di Renzi ha  vinto oltre ogni aspettativa, e la cosa riesce gradita agli elettori e non solo a loro.  
Stamane in Borsa è scoppiata infatti l'euforia dei mercati.

Così Debora Serrachiani:
«L’affermazione del Pd ci dà grandi responsabilià,
la responsabilità di andare avanti
nelle riforme e anche nel cambiamento
dell’Ue. Un risultato importante rispetto
all’esito del 2009 e del 2013.
Un risultato che premia il lavoro
del governo e che rappresenta la necessità
di andare avanti nel cambiamento del Paese» 
Il Movimento 5 stelle che nelle ultime settimane si compiaceva di evocare a proposito e fuori proposito da Hitler a Stalin, e molte altre asserzioni di ferocia umana, retrocede al 21%, e Forza Italia al 16,7%.

Il Pd diventa il primo partito nel gruppo socialista del nuovo Parlamento europeo, superando la mitica Spd che (in Germania) ha avuto comunque un balzo in avanti del +6%.
Secondo i dati (ancora provvisori) la Spd avrebbe 27 seggi (quattro in più rispetto alla rappresentanza nel parlamento uscente), mentre il Pd - a scrutinio quasi terminato - arriverebbe a 31 seggi. 

L'affluenza ai seggi, in Italia, è stata del 58,6%, in calo di 8 punti percentuali rispetto alle europee del 2009.
Con le schede scrutinate finora i risultati sembrano essere
-il Pd al 40,9%,
-M5s al 21,15%
-e Forza Italia al 16,7%.
Sotto le due cifre si posizionano tutti gli altri partiti: la Lega Nord al 6,17%, Tsipras al 4,03%, Ncd-Udc al 4,3%, Fratelli d'Italia al 3,66%, Verdi all'0,9%, Scelta Europea allo 0,7%, Idv allo 0,65%, Svp allo 0,5% e Io Cambio-Maie allo 0,2%.

Fra qualche ora conosceremo se i partiti che si collocano attorno al 4% supereranno, o meno, la soglia di sbarramento.

IN SICILIA. Il grave duello fra le correnti interne al Pd non pare che abbia portato fortuna ai crocettiani e nemmeno ai cracoliciani. Sembrerebbe che il più votato sia stato Renato Soru, candidato sardo e sostenuto dalla segreteria nazionale.

Contessa Entellina. Confermato il trend regionale per le Europee 2014

Su oltre 2000 iscritti nelle liste elettorali si sono recati ai seggi 782 elettori. Va tenuto presente comunque che circa 500 iscritti nelle liste elettorali sono iscritti all'Aire (anagrafe degli italiani all'estero).
Ha riportato voti, tanti, il Partito di Renzi, il Pd: n.397.

Ma vediamo in ordine.
1) Fratelli d'Italia, 12 voti validi (con 4 preferenze a Meloni Giorgia, 2 a Pappalardo Sandro, 1 a Chiara Luigia e 1 a Galluzzo Giuseppe)
2) Italia dei Valori, 1 voto valido (senza indicazione di preferenze)
3) L'Altra Europa di Tsipras, 3 voti validi (senza indicazione di preferenze)
4) Verdi, 3 voti validi (senza indicazione di preferenze)
5) Nuovo Centro Destra, 94 voti validi (con 66 preferenze a La Via Giovanni, 9 a Pistorio Giovanni, 7 a Cascio Francesco, 3 a Germanà Antonino Salvatore, 57 a Marinello Giuseppe, 52 a Valenti Patrizia)
6) Lega Nord, 8 voti validi (con 4 preferenze a Salvini Matteo)
6) Movimento 5 Stelle, 104 voti validi (con 28 preferenze a Corrao Ignazio, 39 a Di Prima Antonella, 4 a Marini Nicola, 5 a Moi Giulia, 9 a Salia Maria, 3 a Sobbrio Paola, 10 a Suriano Simona, 3 a Zanotto Antonio)
7) Io Cambio, 2 voti validi (senza indicazione di preferenze)
8) Partito Democratico, 397 voti validi (con 112 preferenze a Chinnici Caterina, 9 a Soru Renato, 96 a Fiandaca Giovanni, 20 a Giuffrida Michela, 34 a Barbagallo Giovanni, 168 a Zambuto Marco, 150 a Stancheris Michela, 4 a Arena Tiziana).
9) Forza Italia, 74 voti validi (con 15 preferenze a Miccichè Giovanni, 6 a Iacolino Salvatore, 2 a Chiavacci Antonella, 3 a Cicu Salvatore, 1 a Citino Ylenia Maria, 10 a Leontini Innocenzo, 4 Pogliese Salvatore, 2 a Reitano Francesca)
10) Scelta Europea, 1 voto valido (senza indicazione di preferenze)

SCHEDE BIANCHE 22
SCHEDE NULLE      61

Votanti maschi 400, femmine 382, totale 782

venerdì 23 maggio 2014

Europee 2014. Tre tendenze politico-culturali: Conservatori (che hanno governato finora), Socialdemocratici (che vorrebbero governare), Populisti (che non amano l'Europa Unita)

Domenica urne aperte. 
L'auspicio e' il corpo elettorale miri in direzione del rafforzamento dell'Europa, punti verso la costruzione degli Stati Uniti d 'Europa.  

In un mondo dove solo i giganti ( Stati Uniti d'America, Cina, Federazione Russa, India ...) riescono ad imporre le scelte che contano, non serve ancorarsi all'Italietta che faccia da sola cio' che non riesce a fare in contesti più grandi di opportunità.
Non c'e' dubbio che l'Europa che vogliamo deve essere quella che supera le distinzioni, quella della "solidarieta' " e quella delle opportunita'. Non ci serve -effettivamente- l'Europa dei burocrati che stende regolamenti ridicoli sulle dimensioni e le caratteristiche dei ravanelli.
Vogliamo, vorremmo, un'Europa politico-economica-sociale e non solamente monetaria, come è attualmente.


Questi obiettivi sono perseguiti da molte forze politiche distribuite in ciascuno dei 28 paesi dell'Unione.
In ciascun paese vi sono tre tendenze politico culturali:
-quella anti-europea, si tratta (dal nostro punto di vista) di una visione miope che ancora non si accorge che la dimensione nazionale e' divenuta inadeguata alla crescita e allo sviluppo del benessere.
-quella rigorista e conservatrice, si tratta della visione che ha retto finora la costruzione dell'Europa. Politicamente e' l'Europa del Centro-Destra, alla Merkel, tutta imbrigliata nei patti di StabiIita', nei regolamenti sulle dimensioni delle patate etc, nella mancata costituzione dell'Unione politica.
-quella progressista e socialdemocratica, attenta per sua natura allo sviluppo socio economica e al benessere della popolazione continentale prescindendo dai vincoli e dagli egoismi dei comparti e dei contesti "già' avvantaggiati".
Finora, quindi, l'Europa e' stata retta dai conservatori, uniti fra loro all'interno del Ppe.
In Italia la posizione socialdemocratica, quella progressista, e' oggi fatta propria dal partito di Matteo Renzi, mentre quella conservatrice da Berlusconi, Alfano e dal  Centro-destra; quella anti-europeista è impersonata da Beppe Grillo, dalla Lega Nord e dalle formazioni di estrema destra.


La partita elettorale, in Italia, era iniziata alcune settimane fà a tre con Renzi, Berlusconi e Grillo, pero' si e' via via palesato che Berlusconi e la sua Forza Italia appaiono un pochettino spenti ed il gioco si e' così ristretto a Renzi e Grillo.
Chi ha a cuore una Europa grande e non solamente rigorista,  che punti allo sviluppo dell'Economia ( ritiene chi scrive queste righe) non puo' che votare per il partito di Matteo Renzi, partito che avendo aderito alla Iinea socialdemocratica ed inglobando candidati dello storico Psi mira a modificare il rigorismo dell'Europa di questi ultimi anni e della Merkel. 
Il rigorismo in materia monetaria -è sotto gli occhi di tutti-  sta soffocando la possibilita' di crescita del vecchio continente.
Dall'altro lato, a contrapporsi a Matteo Renzi,  sta Beppe Grillo. Un antieuropeo, ossia un miope che vuole ripiegarsi nel cortile nazionale proprio mentre il mondo corre in direzione opposta.


L'Italia in Europa ha la possibilità di svolgere un ruolo da protagonista, di esigere una politica economica espansiva atta a fronteggiare l'attuale difficoltà occupazionale. Politica questa imposta dai conservatori.

P.s.- In questo scritto abbiamo descritto le grandi visioni politico-culturali che si offrono all'attenzione dell'elettore.
E' ovvio che accanto alla visione preferita vanno associate le persone competenti ed oneste. Una carenza piuttosto evidente nell'Italia dei nostri giorni; carenza che nulla toglie alle visioni politico-culturale.


Hanno detto ... ...

MARIA LATELLA, giornalsta
Si discute di arresti di banchieri e di manager. La classe dirigente ha le stesse responsabilita' della politica

RICCARDO NENCINI, segretario Psi
Sono come noi, ci hanno messo la faccia, rappresentano un ancoraggio sicuro alla storia del socialismo europeo. Per questo domenica devi sostenere i candidati socialisti. E hanno fatto una bella figura. Le ultime ore valgono più delle prime. Tra oggi e domani saranno migliaia le famiglie che decideranno se votare e come votare. Non è un derby calcistico. 
C'è l'Italia dietro l'angolo

ALESSANDRO SALLUSTI, direttore de Il Giornale
"Non mi fido di Grillo, predica una cosa ma fa l'opposto. E' pericoloso"

SALVATORE MARGIOTTA, senatore Pd
Sogno, contro disperazione. Persino più bello di speranza contro rancore.

BEPPE GRILLO, leader M5S
“O noi o loro”
 “Un sogno condiviso con dieci milioni di persone è la rivoluzione”. 
“Il sogno di Berlinguer continua con questo Movimento”,
“Siete meravigliosi”. 
Anche per il Papa che “dovrebbe stare qui con noi oggi”. 
“Il movimento è cambiato. Pensavano che saremmo diventati polvere, e invece continuiamo a sorprenderli. Non ci chiamano nemmeno più antipolitica”.
“Noi siamo una comunità”, mentre loro “sono persone che non hanno emozioni e non hanno più anticorpi per fermarci”.
“L’onesto curioso non lo fermi, siate entrambi”,  
“Apriremo il parlamento europeo come una scatoletta di würstel”.

Europee 2014. Ultimo giorno di propaganda elettorale

Il giornale del Pd, Europa,  riferisce di un sondaggio europeo che non dà cifre (peraltro vietate) bensì una graduatoria delle formazioni politiche, che se rispondente al vero appare significativa. 
Il Pd viene collocato, in ordine di voti attribuiti, al secondo posto fra tutti i partiti dell’Unione Europea, dietro solo alla corazzata Cdu-Csu di Angela Merkel e davanti alla Spd, il partito socialista tedesco che è sempre stato primo fra i partiti di Sinistra in Europa.
Tra la quarta e la sesta posizione vi sarebbe un terzetto anti-sistema, ossia un gruppo di formazioni populiste.

martedì 20 maggio 2014

Europee del 25 maggio. Lotta interna al Pd siciliano

Il Pd in Sicilia esplode
Da mesi i vertici del partito sono in forte contrasto fra loro con inevitabile ripercussione sull'appoggio, o meno, al governo regionale guidato da Rosario Crocetta. 
Antonello Cracolici, leader dei deputati dell'area cuperliana all'Ars, esplicitamente ha manifestato la volontà di non volere sostenere ulteriormente la Giunta di Crocetta. 
Adesso, nell'imminente dopo elezioni, appare abbastanza evidente che Crocetta, che ha da Gela attaccato alcuni candidati per le europee del Pd, non dovrà spiegare il suo comportamento solamente al segretario regionale cuperliano, Raciti, ma all'intero partito che sul piano nazionale fa riferimento a Matteo Renzi.
Crocetta verosimilmente -secondo alcuni osservatori- sente il peso, gravoso, della situazione regionale ed ha deciso di lanciare dei siluri contro uno dei candidati del Pd alle elezioni di domenica prossima per il Parlamento Europeo, il prof. Giovanni Fiandaca, studioso di diritto penale ed autore di un recente libro, scritto assieme allo storico Salvatore Lupo, "La mafia non ha vinto. Il labirinto della trattativa".

Il fatto.
Il prof. Fiandaca
Dal palco dei comizi di Gela, la città dove Crocetta è stato per vari anni sindaco, avendo accanto il senatore Lumia e la candidata da lui sponsorizzata, la sua ex segretaria Michela Stancheris, il governatore è esploso contro il professore Fiandaca che -a suo dire- sarebbe un negazionista della trattative Stato-Mafia. 
L'attacco del governatore non ha mancato di coinvolgere vari dirigenti pd, da Francantonio Genovese al Mirello Crisafulli, dalla candidata Chinnici, a Lillo Speziale ad Antonello Cracolici, rei gli ultimi due di sostenere elettoralmente il prof. Fiandaca, che peraltro è una storica figura della sinistra palermitana.
Secondo Raciti, il governatore non essendo riuscito a rendere il Pd subalterno alla sua persona adesso punterebbe a mandare all'aria tutto.
Si tenga presente che Fiandaca, docente universitario, è sostenuto anche da Guerrini, Vicesegretario nazionale pd e da Davide Faraone, luogotenente di Matteo Renzi in Sicilia. 
Questa una delle risposte di Fiandaca a Crocetta: "Non può essere l'antimafia di Crocetta, Lumia, Ingroia e Cardinale quella coerente con l'attuale visione politica del partito"

mercoledì 7 maggio 2014

venerdì 2 maggio 2014

Per le elezioni europee si voterà solo domenica 25 maggio, dalle 7,oo alle 23,oo

In Italia le elezioni europee stanno diventando una specie di "regolamento di conti" sulle vicende della politica nazionale. Grillo contro Renzi, Berlusconi contro Grillo, Renzi proteso a consolidare la leadership nel paese.
Eppure le elezioni riguardano un contesto completamente diverso, o se proprio lo si vuole rapportare al contesto nazionale, si tratta -con le elezioni- di costruire un grande contesto sovra-nazionale dove la visione e la prospettiva del ragionare vanno allargate. 
Si tratta di dover abbandonare il ragionare "simil-paesano" per approdare ad una visione di equilibri sovranazionali, mondiali.

Attualmente l'Europa è governata dai governi di centro-destra. Il presidente della Commissione Europea negli ultimi anni è stato il portoghese Barroso, il quale è l'uomo proposto a quell'incarico dai partiti del centro-destra dei paesi aderenti all'Unione. 
Tutti i partiti del centro-destra europeo nel Parlamento di Strasburgo costituiscono il P.p.e. (Partito popolare europeo).
Di contro tutti i partiti del centro-sinistra dei ventisette paesi aderenti all'Unione si ritrovano come membri del Pse (Partito socialista europeo).
Sono queste due formazioni che si contendono il governo dell'Europa per i prossimi cinque anni. 
Esistono altri gruppi politici minoritari, dai liberaldemocratici agli euro-scettici che tuttavia lottano per avere una rappresentanza nel Parlamento senza alcuna ambizione di poterla governare.

I socialisti, il cui candidato a guidare l'Unione è Martin Scultz, sperano di poter disarcionare dalla guida di Bruxelles la lunga predominanza dei popolari, i quali al posto di Barroso, il 25 maggio, presentano come candidato Jean-Claude Juncker.
Nel Parlamento uscente i Popolari hanno potuto contare su 213 deputati mentre i socialisti su 208.
I numeri delle altre formazioni sono ben lontani da questi livelli. 
In buona sostanza Popolari e Socialisti si contendono la guida dell'Europa per il semplice motivo che essi hanno presenze politiche in tutti i 27 paesi dell'Unione. Non è così per la formazione di Grillo o Le Pen (Francia) che raccolgono voti in uno o due paesi su ventisette.

I sondaggi finora svoltisi assicurano un lieve vantaggio ai Popolari, però da un sondaggio all'altro si registra l'ascesa di Scultz.
Avremo modo di trattare le visioni "politiche" di Socialisti e Popolari che sul settore del governo dell'economia sono diametralmente opposte.

mercoledì 16 aprile 2014

Elezioni Europee. La lista pd

Con la giornalista catanese Michela Giuffrida, che ha accettato la proposta del Pd, è stata completato il quadro delle candidature del Partito democratico alle prossime elezioni europee per la circoscrizione Sicilia-Sardegna.
Dopo tante esclusioni, rinunce, passi indietro (ultima Nelli Scilabra, assessore regionale)
Questi i candidati: 
  1. Caterina Chinnici
  2. Renato Soru
  3. Giovanni Fiandaca
  4. Michela Giuffrida
  5. Giovanni Barbagallo
  6. Marco Zambuto
  7. Michela Stancheris
  8. Tiziana Arena

domenica 13 aprile 2014

Europee 2014. I partiti al lavoro per definire le liste

Si approssima il termine di scadenza per la presentazione delle liste elettorali per il rinnovo del Parlamento Europeo ed i partiti si danno da fare.
1) Il Partito Democratico deve sostituire il posto lasciato libero da Giusi Nicolini (sindaco di Lampedusa). Al suo posto potrebbe subentrare Antonio Venturini, vice-presidente dell'Ars (già M5S e recentemente transitato nel psi) oppure Sonia Alfano, europarlamentare uscente, già Italia dei Valori.
Fausto Raciti, segretario regionale Pd, pure lui rinunciatario del posto in lista ha proposto come sostituto Giovanni Fiandaca, ordinario di diritto penale all'Università di Palermo.
In lista ci sarà pure Nelli Scilabra, assessore regionale con Rosario Crocetta e Marco Zambuto, sindaco di Agrigento.
2) Il Nuovo Centro Destra-Udc candida l'assessore regionale Patrizia Valenti, Giovanni La Via, europarlamentare uscente e Basilio Germanà, deputato regionale. Potrebbe andare pure in lista Francesco Cascio, già Presidente dell'Ars. Per l'Udc andrebbe in lista il segretario regionale del partito, Giovanni Pistorio.
3) Per Forza Italia allo stato attuale risultano in lista Salvatore Iacolino, eurodeputato uscente e Salvo Pogliese, vice-presidente dell'Ars, Massimo Romagnoli, imprenditore, e forse Gianfranco Miccichè. Il gruppo ex-cuffariano Cantieri Popolari potrebbe puntare su Saverio Romano.
4) Il Movimento Cinque Stelle avrà come capolista Paola Sobbrio e Antonella Di Prima di Sciacca, Salvatore Cinà di Bivona, Maria Sijna e l'avvocato Simona Suriano.