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mercoledì 8 luglio 2026

Dichiarazione finale NATO

 I capi di Stato e di governo dell'Alleanza Nord Atlantica, riuniti ad Ankara, hanno riaffermato il loro «incrollabile impegno per la difesa collettiva ai sensi dell'articolo 5 del Trattato di Washington e per il legame transatlantico». 

 

È quanto si legge nella dichiarazione conclusiva del vertice in Turchia. 

«Un attacco a uno è un attacco a tutti. La nostra unità, solidarietà e forza collettiva rimangono il fondamento della pace, della sicurezza e della prosperità per il miliardo di cittadini della nostra Alleanza di nazioni libere e democratiche. Rimaniamo fedeli al nostro approccio a 360 gradi in materia di deterrenza e difesa», si legge.

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Il premier spagnolo Pedro Sánchez 
e il Presidente statunitense 
Donald Trump si trovano al
centro di un duro scontro
diplomatico
 che vede Sánchez
alla guida della fronda europea
contraria alle politiche belliche
di Washington. 
Il governo di Madrid
ha formalmente negato agli Stati
Uniti l'autorizzazione all'utilizzo
delle basi militari strategiche
di Rota e Morón in Andalusia
per le operazioni belliche
condotte contro l'Iran. Sánchez ha
rivendicato la scelta dichiarando
che la Spagna non sarà complice
di azioni contrarie ai propri
valori e al diritto internazionale.




Poco prima dell'avvio del vertice, Trump aveva nuovamente attaccato la Spagna nel corso di una conferenza stampa con il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Il presidente americano ha definito il Paese iberico «una causa persa», sostenendo che «non ha speranza» e che gli spagnoli sono «cattiva gente», chiedendo inoltre di interrompere «tutti i rapporti commerciali» con Madrid, «comprese le visite». 

In attesa della replica ufficiale di Sanchez, prevista nella conferenza stampa conclusiva del vertice, fonti del governo spagnolo hanno dichiarato di accogliere le parole del presidente americano «con tranquillità e normalità», ricordando che la politica commerciale rientra nelle competenze dell'Unione europea e che gli Stati Uniti non possono instaurare relazioni commerciali differenziate con un singolo Stato membro.

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