| La diaspora siciliana è uno dei più grandi fenomeni migratori della storia moderna: dal 1876 a oggi, milioni di isolani hanno lasciato la Sicilia per stabilirsi in ogni angolo del pianeta. Solo tra il 1876 e il 1976 sono espatriati oltre 2,5 milioni di siciliani, e oggi si contano oltre 800.000 residenti all'estero iscritti all'AIRE, un numero che equivale a quasi un sesto della popolazione attuale dell'isola. |
sia al Paese di partenza che a quello di
destinazione.
I Paesi esteri, attraverso le collettività italiane ivi insediate e che vi hanno maturato un'esperienza significativa, si propongono come punto di riferimento con il quale confrontarsi e trarre insegnamenti per la vita odierna. Dagli emigrati e dai loro discendenti, sulla base delle esperienze da loro maturate nei Paesi di adozione, ci si può aspettare un aiuto a beneficio dell'Italia, paese d’origine e da sempre in evidente ma non insanabile affanno migratorio.
E’ stato scritto da più sociologi che se gli italoamericani diventassero solo americani (ma il discorso vale anche per altri Paesi), gli Stati Uniti perderebbero un prezioso filone di ispirazione culturale. A perderci, ovviamente, sarebbe anche l'Italia, che potrebbe appropriarsi di esperienze significarive (quella americana e tante altre ancora) attraverso la mediazione degli emigrati, rappresentanti di una italianità innestata con l'humus locale, una sorta di ponte verso nuovi orizzonti.
Di una cosa si può però essere certi, prima ancora di iniziare le varie decine di pagine con cui riteniamo di affrontare il fenomeno migratorio italiano dall’Ottocento ad oggi? Il fenomeno rappresenta una parte fondamentale della storia dell'Italia moderna e con-temporanea al punto che coinvolge ad oggi la storia di circa 5 milioni di residenti all'estero (Aire), di circa 30 milioni di italiani emigrati negli anni intercorsi dall'Unità d'Italia a oggi e di quasi 80 milioni di oriundi stimati.
Un fenomeno che non può non impressionare per la durata, per il numero delle persone coinvolte e anche per la molteplicità degli sbocchi in ogni angolo della Terra.
Nel 1907, il meridionalista Francesco Saverio Nitti scriveva che i lucani all'estero avrebbero raggiunto il numero di quelli rimasti nella regione: ciò si è poi verificato non solo per la Basilicata ma per l'intero Paese, se si conteggiano anche i discendenti degli emigrati. Va ancora detto che l'emigrazione non ha avuto solo una dimensione numerica: essa ha contribuito alla crescita dell'Italia, alleviando il peso dei disoccupati, generando l'invio di rimesse in patria (oltre che, all'occorrenza, il ritorno di esperienze professionali) e alimentando così il senso di appartenenza nazionale. E nello stesso tempo ha dato un contributo ben riconoscibile e in alcuni casi essenziale alla crescita culturale, economica e sociale di alcune grandi nazioni estere.
Vorremmo che questa nostra iniziativa sul blog svolgesse un ruolo nell'accrescere la consapevolezza di tanta complessità, ricchezza e umanità. L’iniziativa, che coinvolge alcuni collaboratori del blog pure essi residenti all’estero, ha valenza ovviamente culturale e nel contempo politica/amministrativa in un comune come Contessa Entellina che all’emigrazione in più direzione del pianeta ha, da sempre, donato vaste energie e significativi intelletti umani.
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