È una proposta di modifica, correzione o integrazione a un testo di legge durante l’iter di approvazione, per cambiarlo prima che diventi definitivo. L’emendamento di FdI, Nm e Udc che prevedeva capilista bloccati e fino a 3 preferenze sulla legge elettorale è stato votato a scrutinio segreto e bocciato per 1 voto con l’ovvia esultanza delle opposizioni due giorni fa’ alla Camera, dopo la bocciatura dell’emendamento della maggioranza sulle preferenze alla legge elettorale.
Quello che poteva essere un braccio di ferro tra l’una e l’altra parte del centrodestra — FdI e Noi moderati che volevano le preferenze e Lega e FI che erano contrarie — si trasforma in una grande sconfitta per Giorgia Meloni. Che sul contestato, stradiscusso, divisivo emendamento alla legge elettorale che prevedeva che si potessero indicare fino a tre preferenze per lista in ogni circoscrizione, ma con il capolista bloccato, ha voluto «mettere la faccia» (ma non votare lei stessa) e impegnare anche il governo. Del quale adesso tutta l’opposizione unita chiede le immediate dimissioni: «Si torni al voto ora, la maggioranza non c’è più!», gridano Elly Schlein, Giuseppe Conte, ma anche Avs e Iv. Mentre la replica della maggioranza è: «Andremo avanti».
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