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mercoledì 1 luglio 2026

Terzo millennio (1)

Il terremoto del Belice del 1968
ha stravolto radicalmente lo
stile di vita locale,
trasformando antiche
comunità agricole in una
società segnata per decenni
dalla precarietà delle
baraccopoli, da lunghi
ritardi nella ricostruzione
e da una forte spinta
 all'emigrazione e allo
spopolamento.

Il post-terremoto ha
causato un esodo massiccio
verso il nord Italia o 
verso l’estero.


 La casa post-terremoto ‘68

 Capita confrontarsi con conoscenti o amici ed evocare gli anni giovanili, gli anni di studio, i vari transiti da un impegno lavorativo ad un’altro. E’ capitato pure evocare il vivere a Contessa Entellina quando l’ambiente edilizio, residenziale, abitativo era quello pre-sisma ‘68. Da una di queste evocazioni e’ spuntata l’idea di tratteggiare sul blog i cambiamenti di stili di vita e sopratutto i cambiamenti delle nostre abitazioni, del nostro paese rispetto alla realtà socio-umana pre-terremoto.

  Per andare avanti per qualche tempo sulla tematica tratteggiata nel corso della chiacchierata, serve  ovviamente la memoria e l’apporto collettivo, se consideriamo che le case delle famiglie nel corso dei decenni successivi all’evento “terremoto ‘68”, a ricostruzione dell’abitazione avvenuta, e’ andata riempendosi di arredi e apparecchiature che rispetto al vivere nel ventennio successivo alla seconda guerra mondiale tendono a risparmiare fatica e tempo (dalle stufe, o dagli impianti di riscaldamento, alle lavatrici, dall’aspirapolvere alla lavastoviglie, oltre che alla tv ed altri ancora).

 L’irrompere del mondo esterno all’interno delle nostre case è verosimilmente andato di pari passo con la riduzione degli spazi e le occasioni di incontro pubblici del paese, della comunità.  Si è prolungato il tempo passato entro le mura domestiche e nel contempo si sono svuotati i tanti circoli e ritrovi pubblici del periodo pre-terremoto. E, non ci riferiamo, per intanto, al fenomeno migratorio. 

(Segue)

 

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