Capita confrontarsi con conoscenti o amici ed evocare gli anni giovanili, gli anni di studio, i vari transiti da un impegno lavorativo ad un’altro. E’ capitato pure evocare il vivere a Contessa Entellina quando l’ambiente edilizio, residenziale, abitativo era quello pre-sisma ‘68. Da una di queste evocazioni e’ spuntata l’idea di tratteggiare sul blog i cambiamenti di stili di vita e sopratutto i cambiamenti delle nostre abitazioni, del nostro paese rispetto alla realtà socio-umana pre-terremoto.
Per andare avanti per qualche tempo sulla tematica tratteggiata nel corso della chiacchierata, serve ovviamente la memoria e l’apporto collettivo, se consideriamo che le case delle famiglie nel corso dei decenni successivi all’evento “terremoto ‘68”, a ricostruzione dell’abitazione avvenuta, e’ andata riempendosi di arredi e apparecchiature che rispetto al vivere nel ventennio successivo alla seconda guerra mondiale tendono a risparmiare fatica e tempo (dalle stufe, o dagli impianti di riscaldamento, alle lavatrici, dall’aspirapolvere alla lavastoviglie, oltre che alla tv ed altri ancora).
L’irrompere del mondo esterno all’interno delle nostre case è verosimilmente andato di pari passo con la riduzione degli spazi e le occasioni di incontro pubblici del paese, della comunità. Si è prolungato il tempo passato entro le mura domestiche e nel contempo si sono svuotati i tanti circoli e ritrovi pubblici del periodo pre-terremoto. E, non ci riferiamo, per intanto, al fenomeno migratorio.
(Segue)
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