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domenica 13 dicembre 2020

Alle radici del Cristianesimo

  Dalla Filocalia:

Massimo il Confessore, è stato un monaco e teologo bizantino, venerato santo sia dalle Chiese cattolica e ortodossa che lo ricordano il 13 agosto di ogni anno.

X Tu renderai a ciascuno secondo le opere sue, non significa che Dio retribuisce quelle opere fatte a prescindere dalla retta intenzione.
-Dio retribuisce quelle che sono compiute, con retta intenzione. 
-Il giudizio di Dio non guarda alle cose che si fanno, ma all'intenzione.

X Se vuoi trovare la via che conduce alla vita, cercala e lì la troverai in quella via che dice: Io sono la via, la porta, la verità e la vita. Ma cercala con grande fatica perchè pochi sono quelli che la trovano, e non accada che tu, escluso dai pochi, ti ritrovi fra i molti.
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Stiamo estrapolando già da tre settimane alcune pagina introduttive dal libro di Hans Kung: Dio esiste? 
Nelle prime pagine l'autore trattegia la figura di "Cartesio",  filosofo e matematico francese, fondatore della matematica e della filosofia moderna. Scopo del libro è di usare, applicare -in un certo senso- il metodo scientifico per la ricerca del fondamento della "fede".

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Io penso, dunque sono?: René Descartes

4) La certezza fondamentale della ragione

  Ma come può l'uomo trovare questo fondamento di roccia? Il cammino che Descartes aveva tracciato chiaramente già nel suo Discours - come "assaggio" e scoperta vissuta -nelle sue Meditazioni viene percorso in maniera sistematica - e molto più radicale - sotto il profilo della dimostrazione dell'esistenza di Dio ew dell'essenza dell'anima umana. Quello che nel Discours si presenta come storia del suo spirito, nelle Meditazioni viene rappresentato e, fondamentalmente, sviluppato come la storia dello spirito stesso. E' il cammino audace del dubbio metodico (avanzato in maniera sistematica) e radicale (che giunge alle radici); e perciò universale (chge si estende a tutto). Nei Principi esso viene ripetuto nello stesso ordine.

Tutto ciò su cui si può dubitare
  Come può, quindi, l'uomo raggiungerre un fondamento stabile, irremovibile, in mezzo a tutti i suoi reali e possibili errori? "Già da qualche tempo mi sono accolto che, fin dai miei primi anni, avevo accolto come vere una quantità di false  opinioni, onde ciò che in appresso ho fondato sopra principi così malsicuri, non poteva essere che assai dubbio ed incerto,; di guisa che m'era d'uopo prendere seriamente una volta in vita mia a disfarmi di tutte le opinioni ricevute fino allora, in mia credenza, per cominciare tutto di nuovo dalle fondamenta, se volevo stabilire qualche cosa di fermo e di durevole nelle scienze"
  Ma questa "grandissima impresa", questa "distruzioner (eversio) generale delle sue opinioni" l'uomo, preferisce rimandarla alla sua "età matura".  A tal fine lo stesso Descartes non soltanto si è appartato, ma si è anche fissato delle regole metodiche, e persino alcune regole morali; una "morale par provision", pur in mezzo ad ogni sorta di dubbi, una "morale" molto conformistica, accettata comer "provvisoria", ma che Descartes finisce per dichiarare definitiva. E così ora -impavido, ma avanzando lentamente, per non cadere, come un uomo che cammina nell'oscurità e solo- egli  percorre il cammino pericoloso del dubbio che, come spera e si attende, lo vede condurre non alla disperazione, ma ad una certezza indubitabile.
   Ora l'uomo dubitante constata subito che è possibile dubitare di quasi tutto, "di tutte le cose, e particolarmente delle cose materiali". E per spiegare come tutto sia dubitabile non occorre esaminare ogni cosa in particolare, il che richiederebbe un lavoro infinito: "Poichè la rovina delle fondamenta trascina necessariamente con sé il resto dell'edificio, io attaccherò dapprima i principi sui quali tutte le mie antiche opinioni erano poggiate". 
  E ciò avviene in quattro tappe:
   Prima riflessione: La percezione sensibile è insicura ! Poichè spesso i sensi ci ingannano, non ci si può mai fidare interamente di essi. La certezza del mondo esterno in generale è dubitabile".
   Tuttavia: l'incertezza può riguardare le cose più piccole e più lontane, ma non me, che sono qui seduto, con le mie mani e con tutto il mio corpo ?

   Seconda riflessione: Non è possibile distinguere con sicurezza la veglia dal sonno! In sogno possiamo ripetere le stesse esperienze che facciamo in stato di veglia, e cioè: che io sono qui seduto, con le mie mani e con tutto il mio corpo. Non potrebbe tutto ciò essere soltanto un sogno (allucinazione, fissazione) ? Anche la certezza  della mia esistenza corporea, quindi, è dubitabile.
   Tuttavia: L'incertezza può riguardare tutti questi particolari, ma non la natura dei corpi in generale, la loro estensione, quantità, grandezza, numero, luogo e tempo?  2+3  non fa sempre 5, e i quadrati non hanno sempre quattro lati?

   Terza riflessione: Tutto potrebbe essere illusione ! Se ci inganniamo già tanto, perchè non dovremmo ingannarci ancher a proposito di ciò che ci sembra la cosa più certa ? Anche i concetti e i principi fondamentali più universali della natura sono dubitabili.
   Tuttavia: Una tale incertezza dell'uomo può certamente essere immaginata, ma soltanto se si presuppone che il Dio infinitamente buono abbia creato l'uomo in una così radicale assurdità. Il che però è in contrasto con la bontà di Dio.

   Quarta riflessione: Al posto di Dio potrebbe esserci uno spirito che ci spinge all'errore! Non si potrebbe "per un istante supporre che vi sia, non già un vero Dio, che è fonte sovrana di verità, ma un certo cattivo genio (genius malignus), non meno astuto e ingannatore che possente, che abbia impiegato  tutta la sua industria  a ingannarmi"? Tutto, allora, al di fuori di me e in me non sarebbe "niente altro che il gioco ingannatore di sogni".

   Descartes, che certamente rifiuta il Dio arbitrario del nominalismo, non esita a mettere radicalmente in dubbio, sia pure soltanto "per supposizione", metodicamente, la verità del creatore. In tal modo il dubbio universale e radicale ha raggiunto e colpito le radici di ogni certezza di Dio quale fondamento ultimo di ogni autocertezza ! Come si può ora evitare la disperazione di fronte ad un simile dubbio radicale? Questo metodo non porta per lo meno allo scetticismo più completo?

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Alle radici del Cristianesimo sta l'Ebraismo.

Alcune riflessioni e dati di fatto

4) Yahweh, un Dio potente e creatore, è -secondo la Bibbia- legato da patti e da impegni ad Israele, il popolo ebraico. E' un Dio che sa usare la mano pesante nei confronti delle colpe dei popoli e che nello stesso tempo è sollecito e generoso nel soccorrere i giusti e coloro che si ravvedono.
   Stando alla Bibbia Egli è l'unico Dio, nel senso che è l'unico a cui Israele deve tributare il culto, diversamente da quanto capita agli altri popoli che possiedono più divinità, una per ciascun evento della vita. Peraltro,  Yahweh pur essendo rappresentato come il Dio di Israele nello stesso tempo è raffigurato in un contesto molto più ampio che investe l'intera umanità e addirittura appare come un arbitro, l'arbitro esclusivo, delle vicende dell'universo.

venerdì 30 ottobre 2020

Cose da conoscere. Storie, sinossi, tabelle e curiosità per non essere disorientati (34)

  Storia italiana in sintesi 

 1 877

L'Italia ha raggiunto il pareggio di bilancio e vive un intenso periodo di sviluppo industriale e scientifico.

Con l'approvazione della legge Coppino del 15 luglio viene resa gratuita l'istruzione elementare laica (il catechismo che fino ad allora era alla base della crescita dei fanciulli è reso facoltativo e su espressa richiesta dei genitori), anche se rimangono nel settore dell'insegnamento difficoltà di ordine economico ed organizzativo. Inizia, per concludersi nel 1884, l'inchiesta agraria promossa dal Parlamento e  affidata a Stefano Jacini.

Nel corso dell'anno si insedia un secondo governo De Pretis, il cui ministro degli Interni è Francesco Crispi.

segue)

1962

Prime interlocuzioni per un centro-sinistra

Il 27 Gennaio il Congresso di Napoli della Dc approva la linea politica di centro-sinistra. Il 22 Febbraio Fanfani viene chiamato a formare il suo quarto governo che questa volta sarà tripartito (Dc, Psdi, Pri) con l'appoggio esterno del Psi; i liberali si collocano all'opposizione. Il 6 maggio Antonio Segni viene eletto Presidente della Repubblica, con i voti del centro destra. I partiti del centro sinistra (Psdi, Pri, Psi e Pci) votano per Giuseppe Saragat. L'11 Ottobre Papa Giovanni XXIII innaugura in Vaticano il XXI concilio ecumenico. In novembre il governo di Amintore Fanfani procede alla nazionalizzazione dell'industria elettrica con la creazione dell'ENEL. Nello stesso anno viene varata la riforma della scuola media unificata (obbligatoria per tutti). La riforma urbanistica che rientrava, pure essa, negli accordi col Psi trova la netta avversione di più settori della Dc e non passa. La stessa istituzione delle autonomie regionali trova avversione  nella Dc. Sembra che già il disegno del centro-sinistra stia per affondare prima ancora che nasca. In Novembre la Dc in via ufficiale pone un freno all'azione riformatrice del governo Fanfani. Il Psi finora si è limitato ad un appoggio esterno al governo, ed intanto insorge la crisi di Cuba con i rischi per la pace nel mondo. In dicembre pure il Pci piglia in considerazione un possibile dialogo con la Dc.

martedì 29 settembre 2020

L'Italia fascistizzata. ll razzismo emergente dai discorsi politici, mediatici e istituzionali dei nostri giorni (5)

 Il  Fascismo, oltre che la dittatura,

realizzò uno stato totalitario?

Premesse al Fascismo, per capire perchè si arrivò ad esso

L'unificazione italiana, l'abbiamo appreso dai libri scolastici, è avvenuta su iniziativa e determinazione del regno di Sardegna (o come lo denominano alcuni storici del regno del Piemonte). In una prima fase ci fu il sostegno francese all'unificazione italiana ma successivamente si ebbe un periodo di contrarietà  francese. Con Napoleone III infatti, che ritenne di avere bisogno del sostegno dei cattolici d'oltralpe, la Francia sostenne il potere temporale di Pio IX, ma dopo la sconfitta di Sedan, Roma potè senza ostacoli diventare  capitale del Regno d'Italia.

Molti problemi insorti nel dopo unità -tuttavia- lasciavano nei patrioti un grande senso di incompiutezza della stessa unificazione del Paese. Molti territori "irredenti" restavano infatti ancora fuori dai confini sotto il governo dell'Austria (il Trentino e Trieste) e tanti "nazionalisti"  ponevano pure all'attenzione del paese ciò che chiamavano mance  date a Napoleone III nel 1860 riferendosi a Nizza e Savoia. 

***

All'inizio del 1900 l'Italia, aderente alla Triplice Alleanza (Germania, Austro-Ungheria, Italia) rallentò i rapporti con questa per riavvicinarsi alla Francia e da subuto i movimenti irredentistici anti-austriaci presero vigore fino al punto che nel 1915 l'Italia, dopo una breve pausa di neutralità, entra in guerra alleandosi con i paesi dell'Intesa che le avevano promesso i territori detenuti dall'Austria.

L'Italia non era affatto unificata ancora nel 1915

In realtà l'Italia del primo Novecento non era per niente unificata. Il Mezzogiorno non era semplicemente sottosviluppato ma agli occhi di tanti era una "colonia" del Nord. Era stato il Nord a volere l'unificazione -ad esclusione di F. Crispi- e a prevalere nell'azione dei governi succedutisi erano solamente gli interessi del Nord. I giornali ancora recentemente ricordano che Cavour, padre dell'unità d'Italia, non mise mai piede nelle regioni del Sud al pari di Giolitti che fece un solo viaggio in una regione meridionale. Il Meridione, nel quadro di grande disinteresse nei suoi riguardi che ci fu dal 1860 al 1914 non potè che peggiorare le sue condizioni. Il protezionismo varato nel 1878 e l'aggravio delle tariffe del 1887, nell'interesse delle industrie del Nord, non fecero altro che impoverire  ulteriormente il Sud che non potè più esportare gran parte delle derrate agricole (olio, vino, frutta ...). Nello stesso comparto agricolo il Meridione non riuscì a reggere la concorrenza del Nord non solo per l'avversione della classe politica settentrionale ma anche per ragioni naturali connesse al sottosviluppo: scarsità di terre fertili ed irrigate, carenza di carbone e possibilità di produrre energia elettrica, lontananza dai mercati del Nord Europa. Peraltro l'assetto agricolo meridionale e soprattutto siciliano era caratterizzato dalla presenza del latifondo e dalla relativa produzione estensiva, oltre che dall'assoluta mancanza di investimenti.

Il Sud non perdette tempo, dal 1860 dell'Unità del Paese, a divenire "palla al piede" della neo-nata Italia. Nessun governo dell'Italia liberale  mai provò ad affrontare quella realtà che dall'unificazione in poi vide di anno in anno aggravarsi la situazione socio-economica. Si, qualche sparuta iniziativa fu varata: esenzioni fiscali ai latifondisti, sovvenzioni a chi intendesse impiantare industrie, piccoli sforzi per dei tratti di ferrovia. Ma il governo mai intese affrontare sul serio la condizione del Sud.

Da un volume di storia leggo che nel periodo 1862-1896 lo Stato spese in lavori idraulici: 270milioni al Nord, 187 al Centro e 3 milioni al Sud. Per le opere portuali il Nord ricevette 142 milioni ed il Sud 86 milioni. Nel periodo giolittiano furono varate tantissime leggi per sviluppare la Sicilia, la Basilicata, la Sardegna: gli effetti furono semplicissimi, quelle leggi oltre che essere pubblicate sulla gazzetta ufficiale non videro mai alcun effetto, nessuno provò ad applicarle.

Tutti ci chiediamo: "cosa fecero le classi dirigenti meridionali del dopo-unità?". In una prima fase reagirono con una ferma opposizione nei confronti del nuovo governo dell'Unità ma essendosi rivelata infruttuosa scelsero, esse che erano tutte composte da agrari latifondisti, di venire ad una intesa con la borghesia settentrionale: Investimenti e sviluppo al Nord e conservazione del potere economico nelle campagne e del potere politico locale nel Sud. Sorsè così "l'alleanza" fra gli industriali settentrionali e i latifondisti meridionali, denunciato sui libri di Gramsci che volle mettere in luce l'allargamento del fossato che separava le due Italie. Pure lo storico Sergio Romano scrisse che bisognava scegliere "fra due diverse strategie: l'accumulazione capitalistica o l'integrazione sociale. La classe dirigente scelse la prima senza esitare" consapevole degli effetti e degli squilibri socio-economici che ne sarebbero conseguiti.

sabato 26 settembre 2020

venerdì 21 novembre 2014

A proposito della Festa degli Alberi

di Nicola Graffagnini
Apprendo dalle cose che leggo che domani 21 Novembre ricorre  la Festa degli Alberi, qui e là leggo  di iniziative di Comuni e Istituti Scolastici più sensibili  alle tematiche del verde, ma penso che non ci sia paragone con  la Festa degli Alberi  che negli anni cinquanta e sessanta  era una vera e propria Festa Nazionale.
Io ancora  mantengo dei ricordi in proposito, ricordo  che tutte le classi venivano riunite  nel Cortile  esterno della Scuola  e  si ascoltavano i componimenti degli alunni,risultati migliori,svolti durante la settimana precedente alla Festa.   
Penso  che oggi, di fronte  all'abbandono della pratica della "manutenzione" per  i letti dei  fiumi e per le stesse strade provinciali o statali che alle prime piogge  si sfarinano sempre di più, occorrerebbe a mio parere una azione  coraggiosa dei Sindaci per diventare  promotori  della Festa  degli Alberi, alternativa, ...in uno con le Associazioni Ambientaliste.. e con i cittadini che di quelle strade hanno bisogno per produrre reddito.. per lavorare,per ricevere e inviare le merci, per garantire  la mobilità nel territorio in tutta sicurezza,  ..... e  in quel giorno di Festa  .. invitare  i piccoli alunni  delle Scuole elementari,  i ragazzi delle Scuole Medie e Superiori, i cittadini di domani ...a piantumare  dei piccoli alberi, non  nelle aiuole delle Scuole ma  nei punti frana delle  nostre strade provinciali ridotte a groviera, a monte e a valle  della strade  .... in modo  da affidarsi almeno all'azione positiva  e difensiva della natura, visto che gli uomini non sono riusciti, nonostante  fiumi di miliardi spesi,  a costruire strade  a "prova  di  frana". 
Tante sono le barzellette  su questa  iattura chiamata  "Corruzione", come quella del figlio dell'Ingegnere  del Genio Civile che  dopo aver preso la  laurea in  Ingegneria,rimprovera il padre  per non aver risolto alcuni  punti di frana inerenti la sua competenza.Sappiamo la risposta ovvia del padre che la indica al figlio ... per averlo mantenuto agli studi in una  città lontana. La meraviglia  rimane intatta ancora  per  quelle strade  conservate  fino ad oggi,  costruite dagli antichi ingegneri romani,  secondo  un disciplinare sempre uguale .. che prevedeva ben sette strati di materiale del tutto naturali e che a Roma il Sindaco  Marino  vuole valorizzare al meglio.

mercoledì 28 maggio 2014

Con un voto di speranza la nuova frontiera di Renzi va in Europa. ... ... di Nicola Graffagnini

Ascoltando nelle ultime settimane ciò che si andava dicendo in giro,nei bar,in edicola,per la strada, ai giardini tra amici .. e  quel che è più rilevante,nei salotti buoni della TV, sia pubblica che commerciale, la grande avanzata del Beppe nazionale non si è verificata, prova ne è che gli stessi rappresentanti di lista nei seggi che frequento sono rimasti basiti da risultati che fin dalle prime battute apparivano in controtendenza. Poi nella notte domenicale dei risultati, la conferenza stampa  annunciata  veniva  rinviata più di una volta  all'Hotel Ergife, ove invece  era pronta ma veniva smontata davanti le telecamere in attesa quale silenzioso messaggio, la scenografia  per la Festa della vittoria.

Allora mi domando, di fronte alla novità del 42 per cento  andato al PD che cosa è successo  di eclatante  negli ultimi giorni di campagna elettorale ad averlo impedito?

E' successo a mio parere che tanti votanti del Movimento 5 Stelle che  prima votavano un Partito saranno rientrati nella casa madre, spaventati dalle parole grosse di Grillo ancorchè richiamanti  immagini forti come : < guerra, guerra , guerra, processi pubblici , ecc.  >  che citiamo a titolo di esempio .. ma si possono fare  lunghissimi elenchi  di ridondanze prese da  un passato  ormai immerso nella storia che credevamo seppelliti  fin dai tempi della Rivoluzione francese.

Secondo molti semplici cittadini che ci hanno indovinato  ( a differenza  di schiere di giornalisti privi di senso critico e per questo  invitati fissi nei salotti TV per  fare  scena con le finte aggressioni verbali tra loro ) Grillo  con la sua comunicazione  vetero-processual-cittadina  è riuscito a spaventare la maggioranza silenziosa  di cittadini indecisi che  viene data ormai al 20 per cento  e che  in ogni elezione fa la reale differenza del risultato elettorale, tanto che tra gli addetti ai lavori, per all'ultima settimana elettorale è dedicata la gran parte di investimenti pubblicitari e la gran parte di visibilità televisivagestita dai Partiti più grossi.

Alla fine ciò che ha fatto veramente la differenza e ha tirato la volata al PD, secondo me ma anche  secondo  gli amici con cui nei seggi commentavamo i risultati affioranti, è stato il messaggio  chiaro del  giovane leader che incarnando lo spirito di rinnovamento che saliva dalla società, dopo avere vinto le Primarie, ha dato un nuovo corso alla politica del Paese  assumendosi anche la responsabilità del governo al fine di accellerare le rifome  necessarie  a favorire la ripresa dell'economia.

Diceva il giovane J.F. Kennedy durante la famosa campagna elettorale che lo contrapponeva a Nixon : < non ti chiedere che cosa può fare lo Stato per Te, chiediti invece che cosa puoi fare tu per la Nazione>.

In pratica  Kennedy  allora  rovesciò  il tavolo delle convenienze elettorali  ribaltando il punto di vista  dei grandi vecchi  del Partito che puntavano  sul concetto di Stato padre padrone,puntando invece sull'appello  all'impegno e alla partecipazione,  alla base  della storia degli  USA e investendo tutto nella comunicazione  sull'effetto psicologico delle emozioni più nobili dell'animo umano, diventò una parola chiave in quella campagna elettorale di mobilitazione della coscienza civica, definita  della  .

E una svolta chiave del tutto simile a quella americana di Kenedy , durante  i primi degli ottanta gioni del suo governo, l'aveva chiesto nel discorso  di investitura , il giovane Renzi indicando non solo la strada delle riforme ma anche i tempi  e i modi,puntando ad  una fortunata coincidenza  per mobilitare le coscienze addormentate degli italiani ... verso un voto europeo della speranza  nel senso del nuovo , verso un futuro migliore  per milioni di giovani in attesa di  un lavoro  e  per le loro  famiglie.

Nelle ultime tre  settimane  ha fatto  milioni di proseliti  il desiderio che  un nuovo storico  Rinascimento fiorentino contagiasse  non solo l'Italia intera  ma anche l'Europa  che da oggi  entra nel Semestre italiano di Presidenza, in cui a dettare l'Agenda  sarà il giovane Renzi  che potrà contare  nel Parlamento Europeo  sui voti e sulla tradizione  di governo del Partito Socialista Europeo cui il PD ha aderito.


Il risultato elettorale regionale  del Piemonte e dell'Abruzzo è venuto a confermare,insieme al risultato delle Amministrative, simbolico quello di Firenze ove Nardella riceve l'80  per cento di consensi, il quadro di una svolta di senso degli Italiani che nei momenti  critici della Storia  tornano  ad aver fiducia nel messaggio di rinnovamento  di un Partito della sinistra e più di tutto nella faccia pulita del giovane Renzi che ha interpretato con la sua immagine di Sindaco attento alle Scuole, di padre di famiglia e di marito normale il desiderio  di un sognato ritono alla normalità dell'intero popolo italiano.

mercoledì 30 aprile 2014

Ricordo della visita del Papa Giovanni all’Abbazia di Grottaferrata ... ... di Nicola Graffagnini

Quando si dice , il miracolo della indicizzazione,  il sistema  che consente la  ricerca  sui siti o su FB indicando  parole chiave,  ha fatto sì che l'altro giorno,  un mio amico il giornalista e poeta Fabrizio Giusti che  si occupa  del Mamilio , Blog ufficioso   del comune  di Grottaferrata,  mi abbia inviato  un messaggio  su FB  chiedendomi il permesso di  postare sul Mamilio ,  il mio articolo di  testimonianza sulla visita  del Papa  a Grottaferrata nell'Agosto del  1960 .
Sinceramente me ne ero dimenticato  e avendogli  chiesto  di mandarmelo  appena l'ho ricevuto nel contenitore  del Contessioto , l'ho riletto con curiosità  e mi è piaciuto  per la semplicità dello scritto  pensando di  riproporlo di nuovo  ai lettori.
Nicola Graffagnini

Ricordo della visita del Papa Giovanni  all’Abbazia  di Grottaferrata
 Ricorreva  il 3 Giugno  scorso , il cinquantenario  della morte  di Papa Giovanni  XXIII , detto il  Papa Buono  proclamato Beato  il 3.09.2000 da Papa  Giovanni Paolo.
 In questi giorni  lo si ricorda  con vari   eventi , noi lo vogliamo ricordare  con un ricordo personale  e  con due piccole notazioni che lo avvicinano, in modo straordinario al Papa Francesco : la sua grande umiltà ed umanità  nel rivolgersi  subito al popolo di Roma  con parole  semplici  e  con la sua porta aperta a tutti durante  il  Patriarcato di Venezia.
Se  poi  vogliamo andare  alla   sua storia personale di diplomatico in tempo di guerra, dalla Bulgaria a Istanbul  a Parigi, emerge  da ogni racconto dei testimoni dell’epoca, la sua ansia e la sua determinazione .per  la liberazione  di migliaia e migliaia di deportati nei carri bestiame diretti verso i lager nazisti,  per non parlare  della  sua decisiva mediazione  di Pace tra  Kruscev e Kennedy nei giorni della guerra di Cuba  di quel lontano 1960  in cui il mondo stava contando le ore  che poteva separarlo dalla  terza guerra mondiale , da cui nacque l’idea  della Enciclica <   Pacem in terris >

Un giorno  in Abbazia ,  circolò una notizia  speciale ,  tra qualche giorno il Papa buono , Papa Giovanni XXIII   che stava mettendo le basi del Concilio Ecumenico Vaticano II°  sarebbe venuto a visitare l’Abbazia Greco-Bizantina.
 In  verità   da  alcune settimane  avevamo assistito  ad un via vai  di incontri   di inviati dei Patriarcati più grandi  di Mosca , Costantinopoli ed Atene  e vari minori  con gli  omologhi  del Cardinale Agagianan , Presidente del Pontificio Collegio per l’Ecumenismo   che  aveva  fatto  ormai di Grottaferrata  la sua base operativa per i vari incontri preparatori  con i futuri Osservatori Ufficiali del  Concilio  per  le Chiese Ortodosse d’Oriente .
Mi ricordo  che  ci buttammo  nelle  pulizie straordinarie  dei corridoi   e di tutti gli ambienti  aperti al pubblico  del Seminario, a partire dal piano nobile  .
E  arrivò  il grande giorno,   noi Seminaristi  e  i Probandi,  cioè aspiranti Monaci di S.Basilio,   lo attendevamo schierati   da un lato e dall’altro del corridoio del Piano Nobile  … ove  avevano sede  gli Uffici del Priore  del Monastero e dell’Archimandrita  dell’Abbazia   e una serie di  stanze riservate  ai  più anziani,  come quella  di Padre Lorenzo Tardo, ancora in vita ,  musicologo di fama internazionale   e alcune chiuse  come quella  del fratello di mio nonno, Don Sofronio Gassissi, Fondatore e Direttore di Oriente Cristiano  e  della Biblioteca  e già Priore del Monastero.
Scavalcando il Programma della visita  e lasciando l’Archimandrita Teodoro Minisci   quasi  basito perché  era  pronto già a riceverlo nella sua stanza,  il Papa   quasi ignorandolo , prosegui   incamminandosi subito  nel corridoio  verso di noi, dichiarando ad alta voce che voleva conoscerci  uno per uno,  noi Seminaristi e probandi  e mi ricordo come se fosse ieri  che pur essendo di bassa statura,  con quelli con cui ci riusciva  imponeva le mani sul capo,  chiedendo nel contempo il nome  e a volte scambiava qualche parola  informandosi sulla  provenienza con molta bonomia   da  vero Parroco di campagna  .
Arrivò a passare dalle mie parti , a metà del corridoio e mi ricordo  che anche  a me impose  le mani  chiedendomi  il nome , era seguito da presso dal Direttore Padre Valerio  e dalla lunga barba del Card. Agagianan, colui che  per l’incarico ricoperto in Curia , doveva favorire  il dialogo  con le Chiese sorelle dell’Ortodossia  e naturalmente  noi   eravamo  i futuri sacerdoti e  pontieri  tra le due Chiese,  anche se la fede cristiana  è unica  e il nostro Rito Greco-Bizantino, stava lì proprio a dimostrarlo  e per questo  divenne in quei  giorni  una specie  di vetrina   da   ammirare   durante il Concilio  Ecumenico,  lustra  e pulita  per  far vedere  in quale  rispetto era tenuta  la minoranza religiosa   in Italia .
 Mi ricordo  che un’altra occasione per vederlo da vicino fu il momento del pranzo consumato  nell’enorme Refettorio   che a me dava l’impressione  di una Chiesa più  che di un refettorio,   grazie a quella lunga  fila   di tavoli e sedie  simili ai lunghi Cori delle Chiese  importanti . 
Infatti al passaggio della torta  a me che servivo  col carrello e  un  collega ,  ci toccò di passare   con i piatti delle  torte   per il tavolo numero uno,  ove c’erano seduti soltanto   pochi Cardinali e il Papa   e noi due eravamo così emozionati  che il Papa e Agagianan sempre vigile,  se ne accorsero  e ci chiesero la nostra età,   io dissi  la mia :  <  quattordici  >  e loro fecero finta  di non crederci  per  sollecitarmi  nell’autostima, quasi a dirmi : <   ne dimostri di più> .e in effetti  guardando le foto  di quell’anno  si nota che stavo  sviluppando in altezza .!! 
 E finalmente finito il pranzo  , anche noi che avevamo servito per tutto il tempo,   potemmo ritirarci  in cucina  ove  c’era  la grande   ruota  che ci collegava  alla  vera cucina delle suore  e richiedere  più volte  dei  bei pezzi di torta   con cui   per quel giorno pranzammo ..  da  Papi .
Che cosa dire  del Papa Giovanni XXIII   di cui  ricorre il 3 Giugno  il cinquantesimo  della  morte  , dopo soli cinque anni dalla sua elezione  avvenuta il 28.10.1958 .  
Nei primi giorni  venne considerato  un Papa di transizione ., infatti  nel Conclave  vi erano state  indicazioni  contrapposte che  non avrebbero sortito nessun risultato valido   e quindi  nell’attesa  di migliori  eventi   si decise   di  ricorrere ad  una figura  di un Cardinale , già avanti negli anni ,  senza  grande  visibilità  internazionale  che potesse spianare la strada  poi ad un Papa Italiano , dal temperamento determinato,  si racconta  che  uno dei  contendenti  al seggio Pietrino  fosse  proprio lo stesso Agagianan che  riscosse  dei voti ma insufficienti   alla bisogna .
Ma  il Papa buono  non  si rivelò  tal quale indicato negli schemi della Curia romana , infatti fin dalle prime battute  al popolo di Roma  e ai genitori , raccomandandoli   di  fare una  carezza   ai piccoli tornando a  casa ,  dimostrò subito grande umanità  nella comunicazione ma anche una  forte determinazione,  infatti da lì a qualche mese,  fra lo stupore  della parte conservatrice  della Curia Romana , indisse  un Concilio Ecumenico  e di fronte  ai tempi lunghi organizzativi prospettati dai   Cardinali di Curia molto conservatori, il Papa assunse  nelle sue stesse  mani  il programma e l’organizzazione , così che  in soli  sei mesi  riuscì  a  completare  tutta la fase preparatoria  per dar seguito  all’evento del Concilio  dall’indomani .
 Gli effetti del Concilio si sarebbero prodotti negli anni successivi , come avviene nei corpi sociali complessi  e  vasti come è la Chiesa Universale che abbraccia i  cinque Continenti , dando al cattolicesimo moderno  gli effetti visibili   con la riforma liturgica  ( la Messa  non più in latino ma nelle varie lingue  del luogo   col Sacerdote rivolto verso  il popolo ) in un nuovo ecumenismo e in nuovo approccio al mondo  e alla modernità   di cui Giovanni Paolo e  oggi Papa Francesco  rappresentano, nella continuità ,  gli interpreti fedeli  .
Per quanti si recano  a Sotto il Monte  per visitare i luoghi natali del Papa buono,  il novantenne Segretario  Mons. Loris Capovilla ( unico italiano nominato Cardinale dal Papa Francesco nell’ultimo Concistoro )   ha allestito  dal 1988  un Museo   a lui dedicato  nel luogo  ove  ogni estate  amava  trascorrere le sue vacanze estive, Ca’ Martino,   frazione di Sotto il Monte .
NG

mercoledì 12 marzo 2014

Malala Yousafzai nella rosa dei candidati al Premio Nobel per la Pace.

Oscar Wilde a proposito delle donne amava dire : < date alle donne la possibilità  di studiare e potranno fare tutto ..> .

Malala  è  la risposta perfetta   alle  sue convinzioni   profetiche per il suo tempo   e certamente  il grande  artista  ne sarebbe rimasto oltremodo felice a saperle  attuate,  non lo sono stati  affatto  i Capi dei Talebani integralisti  in guerra  in Afghanistan,  infatti   all’indomani  del Premio  Pakistan’s National Youth Peace  concesso  nel 2011 alla giovane giornalista  Malala  per avere scritto   su un Blog della BBC  a favore della  diffusione della Scuola  nei villaggi, nel 2012  ordinano contro di lei  un grave attentato .

E’ il 9 Ottobre del 2012, ci troviamo nella Valle dello Swat in Pakistan , ore dodici.
La scuola è finita  da poco  e  Malala  insieme alle sue compagne sale sul vecchio Bus  che la riporta a casa. All’improvviso un uomo sale a bordo e spara tre proiettili, colpendola in pieno volto e lasciandola in fin di vita.

Malala  ha appena  quindici anni ma per i talebani  è colpevole di  aver  gridato al mondo fin da piccola  il suo desiderio di imparare  a leggere  e  a scrivere  e l’importanza   che la  Scuola    riveste   per far capire  e scegliere  tra  varie opzioni  …..

Per questo  deve morire. Ma la  piccola Malala  non muore  e anzi la sua guarigione   miracolosa   sarà l’avvio  di una campagna straordinaria  a favore dell’istruzione pubblica nel Paese  e nel mondo.

In una lettera  alle Nazioni Unite la  giovane Malala  aveva scritto di …dare    una penna, un libro  e un maestro  a 56 milioni  di bambini  nel mondo.   E il Segretario  Generale dell’ONU  le aveva risposto  così:  <  Malala , tu sei la nostra eroina, sei la nostra grande paladina. Noi siamo con Te e tu non sarai mai sola .>

Malala  dopo  l’attentato, le cure  e la lunga convalescenza   …continua la sua campagna  universale  per  il diritto all’istruzione attraverso il  Malalal Fund, organizzazione non profit che raccoglie  fondi da tutto il mondo  da dedicare a progetti educativi Ultimamente  è stata anche ricevuta  dalla Regina d’Inghilterra   che  ha dichiarato di appoggiare la   causa  dell’istruzione.

Chritina Lamb, giornalista internazionale   che segue le vicende  di Pakistan e Afghanistan   e scrive  attualmente per il Sunday Times  ha raccolto in un libro  la storia  della piccola Malala, destinata  a grandi cose  nel mondo,  il cui titolo  è il seguente :  Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo. Garzanti libri.
Nicola Graffagnini


lunedì 10 marzo 2014

Questa sera su Rai1: Fuoriclasse Capitolo Secondo con Luciana Littizzetto ed Ettore Bassi

La  Scuola ha ancora un ruolo fondamentale per la formazione delle nuove generazioni ? 
La Scuola  è  ancora il luogo ove gli alunni , aiutai dai docenti , si formano ,si orientano alla ricerca delle loro migliori attitudini e inclinazioni ? 
 Ritengo  in buona sostanza che  siano queste le domande  che si pongono  gli autori  della serie  che  andrà in onda stasera  e a cui  tenteranno   di dare alcune risposte con  l'intreccio  delle storie  di scuola  che  rivedremo  in questa  seconda serie  di fuoriclasse.  
-----Nicola Graffagnini----

mercoledì 12 febbraio 2014

45° Anniversario del sacrificio di Jan Palach a Piazza San Venceslao

di Nicola Graffagnini
l 16 Gennaio del 1969, nel centro simbolico di Praga, un  ragazzo si cosparse di benzina , come oggi fanno i giovani bonzi nel Tibet e si diede fuoco . 
Jan Palach era  uno studente in Filosofia  di appena ventuno anni che divenne quel giorno, per tutto il mondo  ... un simbolo della libertà della rivolta di Praga , soffocata dai carri armati dei Paesi fratelli  del Patto di Varsavia . 

Si era giunti al sesto mese dalla  occupazione sovietica della Cecoslovacchia , avvenuta  il 21Agosto 1968 .
L'invasione   che secondo  la versione del   Patto di Varsavia  ( eredità della guerra fredda  che si opponeva  al Patto della Nato Occidentale ) doveva  servire  a   frenare pacificamente le deviazioni   della  Primavera  di Praga  voluta dal Presidente  Alexander Dubcek ,   responsabile di aperture  democratiche  definite  allora :< il  socialismo dal volto umano>.

Di fronte  al perdurare  dell'occupazione  che  divenne sempre più stringente e alla censura  totale  applicata  ai mezzi di occupazione,   iniziò l'esodo dei profughi cecoslovacchi, molti giovani  combattenti per la libertà morirono  successivamente  durante gli scontri  duri del 17 Aprile,  tre mesi dopo il rogo  di Palach  e  quello  fu il  momento scelto dai russi  per  la  deposzione  di Dubcek   e la nomina di Husak .
Si venne a sapere  dopo tanto tempo che Palach  aveva affidato   una lettera  ad un amico ove  comunicava che  tanti altri  giovani avevano deciso di immolarsi come lui  a cui toccò  immolarsi  per primo  in forza  del  numero uno  estratto  per sorteggio, al fine  di  scuotere  le coscienze del popolo e indirizzarle   verso un grande sciopero generale . 

Infatti  nei giorni seguenti  altri  giovani  si immolarono come lui, almeno sette  di cui si seppe con certezza in occidente,   nonostante la censura  strettissima  di tutti i mezzi di comunicazione . 
Ho voluto  raccontare  questa storia , anche se con ritardo  sulla data  di Gennaio , principalmente  per i giovani  lettori  che a quei tempi non erano nemmeno nati  e perchè  a me    giovane di ventuno anni ma anche  ai miei amici del tempo ,la notizia  di quell'invasione   lasciò un segno  profondo  per i diritti del popolo cecoslovacco   calpestati   senza  alcun imbarazzo   delle autorità sovietiche  e con molto imbarazzo  dei partiti comunisti occidentali. 

Ricordo ancora  che   intorno  al 1969, ad un anno dal terremoto  .. . una Associazione  inviata   a Contessa  dal Ministero dell'Interno ,l'AAI ,  per  proporre  a noi giovani la costituzione di un Centro giovanile  ove riunirci e discutere  dei  nostri problemi ...  ci propose   alcune riunioni  costitutive  e  in una di queste,  fatta nel Baraccone  di Via Palermo,    uscì  fuori   la  proposta  di   intitolare  il Centro allo studente  di Praga , Jan Palach 

domenica 1 settembre 2013

Avventura estiva a lieto fine in paese. Un esempio di antica solidarietà della "ghitonia"

di Nicola Graffagnini
Domenica scorsa alle h 18,28 mi avviavo con l’auto alla Chiesa latina e considerato l’ora tarda per la Messa, decisi di posteggiare nei pressi della Chiesa, infatti imboccai la Via Castriota nel tratto dietro la Chiesa e all’incrocio carrozzabile girai per la Via Vergine ma fatti pochi metri mi accorsi che in fondo alla Via   c’erano posteggiate  molte auto e in particolare una  Alfa  in piena  curva stretta.
Chissà come,  guardando avanti  a me, ebbi  la sensazione visiva che la bretella  proseguisse ancora in  avanti rotabile … e divisa in due pezzi ..fino  alla sottostante Via Morea …per cui proseguii per fortuna a passo d’uomo,  ma bloccai subito   i freni allorchè   udii  un  rumore fragoroso  di discesa di gradino ..!
Sceso dall’auto verificai visivamente e  con dispiacere la mia sensazione uditiva  e nel contempo mi accorsi  di una gentile signora  che da  un  terrazzo di una casa prospiciente  .. cercava  gentilmente di consolarmi  annunciandomi che tra poco qualcuno mi avrebbe certamente aiutato….e ricordo che Le risposi anche io dicendoLe   che non immaginavo  come mi si potesse aiutare  a sollevare  quel bestione di auto,  …nel contempo non mi persi d’animo  e  vedendo  due  grosse pietre  quasi piatte  pensai di collocarle   dietro  le ruote anteriori  in modo  da  abbassare  il gradino da sollevare  a marcia indietro.
Mentre ero intento a  tali  preparativi, vidi un ragazzo  che con fare sicuro aveva già guadagnato  il volante della mia auto…e  mi invitava a spostare  la pietra alla sua sinistra fino  al limite del gradino in modo  che avanzando  di qualche centimetro  potesse  guadagnare il necessario abbrivio per lanciare la marcia indietro a tutto gas e così feci … mentre lui in un attimo…  sollevò l’auto sulla strada  come se avesse avuto una bacchetta magica, lasciando  di stucco tutti gli astanti a partire da me  che ero tanto preoccupato!.
Alcune signore che nel contempo si erano avvicinate e il ragazzo stesso… per consolarmi  ancora  della brutta avventura  mi facevano osservare  che non ero affatto il primo ad aver fatto tale esperienza …e il ragazzo  successivamente incontrato davanti l’abitazione del Sig. Maniscalco di anni 85  …( vero factotum del frantoio …ove da ragazzo  portavo  le olive e attendevo  con curiosità la molitura )..mi raccontava l’episodio  di  qualche settimana  indietro occorso a due ragazzi che dividevano la pubblicità  della Conad…;  addirittura  questi ragazzi  .. avevano percorso almeno quattro gradini….e a quel punto  Giuseppe Ferrantelli, si chiama  così  il ragazzo mio salvatore pensò bene di far scaricare tutti i pacchi di giornali per   posarli   sui rimanenti gradini  facendoli così percorrere  all’auto in tutta sicurezza ..!
Giuseppe  per l’esperienza  di “salvatore  della Via Vergine   ha maturato una proposta operativa: - chiedere all’Amministrazione Comunale  la collocazione di  3 paletti catarifrangenti  … così come fatto in Via Skanderbeg  .. e nel  lungo periodo  pensare  di  rendere carrozzabile  anche  quel piccolo tratto …  che  collegherebbe  la Via di Circonvallazione  e la Via Castriota  con la sottostante e  parallela Via Morea  ed essendomene  anche io convinto  per diretta esperienza, provvedo a girarla fiducioso al Sindaco ed all’Amministrazione Comunale.
Che dire dell’esperienza   di Via Vergine ?

 Che sono rimasto   positivamente  commosso   dalla solidarietà  degli abitanti di Via Vergine ( della ghitonia)  accorsi per  vedere il da fare, che sono  orgoglioso della nuova gioventù  del mio paese, dei giovani  che vedo passare davanti casa mia  a bordo di trattori enormi e anche se studiano danno una mano al Papà, dei giovani che animano la Banda Musicale del paese  di antiche tradizioni, dei giovani che in ambedue le liste in lizza  si sono cimentati per la guida del Comune, dei giovani del Comitato  della Festa  della  Madonna della Favara coordinati da un giovane medico, - dei giovani altruisti come  Giuseppe che mi raccontava   le sue   esperienze lavorative  in officina e   anche  la sua passione per le  corse  di auto  ma che al momento  è  disoccupato  anche se è  sposato  con una brava ragazza.
Gli faccio pertanto  degli auguri  di cuore, che possa trovare  il lavoro  per cui è  portato   e per cui renderebbe  al massimo , lo raccomanderei alla Ferrari se solo conoscessi Luca di Montezemolo, gli ho consigliato di postare  degli annunci in Internet perché  c’è tanta richiesta   nel settore ..
Penso ancora una cosa …che l’Amministrazione Comunale dovrebbe ringraziare questo bravissimo giovane che intervenendo spontaneamente  in aiuto  degli automobilisti  nei guai in Via Vergine,  ha evitato seri danni meccanici alle auto  dei malcapitati autisti come il sottoscritto che avrebbero avuto  il diritto  di rivalersi  dei danni  con l’Amministrazione Comunale , vista la situazione  obiettiva a terra  e in mancanza  anche dei paletti.
Nicolò Graffagnini

martedì 12 febbraio 2013

Germania: i politici che sbagliano non esitano a ritirarsi. In Italia i politicanti-politicanti si dichiarano perseguitati dalla Magistratura

di Nicola Graffagnini
Annette  Schavan, Ministro dell’Istruzione della Ricerca  Scientifica, ha rimesso il mandato nelle mani della Cancelliera Merkel. L’accusa: plagio  riscontrata  nella sua Tesi di Dottorato di Ricerca .
Quando leggiamo  queste notizie  sui nostri quotidiani, magari relegate in un angolino degli esteri di minor rilevanza, non possiamo  fare a meno  di riflettere   che  l’etica   è una cosa seria  in  Europa  e in Germania  ancor di più,  di certo  i paesi  protestanti  del Nord  finora hanno dimostrato una maggiore  attenzione all’etica  pubblica,  ove l’ essere e  l’apparire  viene  coniugato alla stessa maniera.

Ma  di che cosa  si è trattato, qual è il reato  che ha  costretto alle dimissioni  il Ministro dell’Istruzione e quindi dell’Università e della Ricerca  ?
Appena Martedì scorso, l’Università di Dusseldorf aveva revocato il Dottorato di Ricerca,  là conseguito  della Ministra Annette Schavan, stretta collaboratrice  della Merkel  che ne ha accettate le dimissioni .
L’accusa della commissione inquirente dell’Ateneo è grave: plagio sistematico, scopiazzature in quantità industriali, riscontrate nella tesi intitolata per ironia della sorte:  Persona e Coscienza.
E’ la seconda volta che la Merkel perde un ministro  a causa di un plagio: due anni  fa era toccato al Barone Karl  Theodor zu Guttenberg, allora tra i politici  più popolari del paese e forse lontano parente dello scopritore   dei caratteri tipografici. Non si conosce ancora la motivazione con cui le due Università  hanno  nominato le Commissioni inquirenti,   per analogia  l’associazione di idee  va subito  alle cose di casa nostra  e  il riferimento non può che andare  all’Università più vicina  a noi, quella di Palermo  ove l’anno scorso era scoppiato  un caso, a Giurisprudenza,  relativo ad esami  clonati e mai dati, in fretta e furia  chiuso  dal Rettore, perché vi risultava implicato il fratello  di un Segretario di  un grande Partito  nazionale   al governo.
A memoria  d’uomo, in Italia,   non risulta  ad esempio  che un Concorso   per Dottorato di Ricerca  sia stato mai  messo sotto accusa,  anche quando il  risultato , non  solo era  apparso  poco chiaro  ma  era stato  indovinato ancor prima  della  fine di tutte le prove e depositato  in vari studi notarili  .  .
Un quotidiano nazionale  si cimentò  l’anno scorso  in  una analisi dei cognomi  dei  professori ordinari  ed associati  delle  maggiori  università italiane, trovando  casi  moltiplicati   alcune volte  per due  e si può continuare  così,   citando i casi  di Concorsi  per incarichi direttivi  nella Scuola, impugnati  da collettivi di Docenti  che hanno dimostrato prove alle mani, casi di corruzione evidenti,     coperti in ultima istanza dal Consiglio di Stato,  per continuare si possono citare  i Concorsi  riservati  per Notai  o i   Concorsi  per l’iscrizione all’Albo degli Avvocati, chi si ricorda  il caso di un recente Ministro dell’Istruzione e dell’Università  che si è dovuta recare a Catanzaro  per superarlo. L’esito  sommato  in decenni del malcostume del tutto italico, disceso a pioggia  dall’Università in poi,  è stato nel passato remoto ma anche recente, la fuga  collettiva  dei nostri migliori cervelli, magari laureati con lode ed ignorati nei Concorsi nazionali  e  diventati  in pochi anni   Professori  a  contratto nelle maggiori Università  Americane o Inglesi,  che in fatto di  esami e di competenze  non sono inferiori a nessuno.

La tradizione ha potenzialità di sviluppo economico .... di Nicola Graffagnini

Una bella storia   di un giovane coraggioso siciliano 
che è riuscito con grande determinazione a coronare un sogno,
raccontata  a Rai uno in famiglia.
Chi ha visto l’altra mattina  il programma RAI Uno in famiglia, penso  che  come  me si sarà commosso, nel sentire  la storia di un giovane siciliano  che almeno  14 anni fa, volle ribellarsi ad un destino di emigrato al Nord,  decidendo   di restare  a casa sua e nel contempo di intraprendere una sua   attività in proprio   in un   borgo  di poche decine di abitanti.
Ma  ritorniamo alla storia   come lui l’ha raccontata:
<  Volevo rimanere  nel mio piccolo  paese, nella mia casa ove ero nato, ma il problema  era di crearsi cosa fare.  Nel 1999 mia madre  per aiutare   mio padre che aveva un allevamento di 40 mucche, iniziò a fare il pane in casa  e lo vendeva ai passanti col latte e le uova e da  lì… ho capito  che cosa avrei potuto fare,…  il fornaio! >
Ottenuta la licenza  dalla Camera di Commercio, il Direttore della  Banca Cooperativa  Toniolo, scommettendo sul   suo  entusiamo  gli concesse  un prestito  di cento milioni  per  costruire  il laboratorio e  acquistare le macchine.
Racconta ancora Maurizio: <  I miei amici, ma anche i vicini di casa mi prendevano per pazzo >
Lui  invece  lavora  tutta  la mattina  e riesce  a distribuire    il  pane  ad una catena di  supermercati  e ad alcuni negozi  della città vicina, Caltanissetta, fino a quando,      un incontro  casuale   non gli apre la strada  per una nuova avventura che  gli consente la  svolta  nel lavoro:  il pane biologico, completamente naturale, dal grano  antico del territorio  alla molitura naturale a  pietra,  che  trova  a    Castelvetrano, il paese  del pane nero  che arriva fino a Milano.
Oggi Maurizio  Spinello, può tirare un sospiro  di  sollievo  insieme con la moglie  e i due figli, ce l’ha fatta dopo  quattordici anni di intenso lavoro,  e dopo una  scommessa  fatta   prima con la banca  e poi  con i suoi genitori, che lo hanno aiutato;  il suo pane  è stato riconosciuto dai migliori gourmet  di Sicilia  come il migliore tra quelli prodotti nel biologico  e non è cosa da poco  perché  gli farà vincere uno speciale premio   del loro portale specializzato: Best in Sicily, avendo ricevuto già la certificazione  dell’AIAB, Associazione Italiana Agricoltura  Biologica, che  gli aprirà le porte  di un circuito in espansione ,  certamente specializzato che premia la qualità e non  certo la quantità.
Continua così il  suo racconto in diretta  Maurizio  che si rivolge anche  ai giovani in ascolto:
< Bisogna credere  a quello che si fa .Tutti dobbiamo provare a  fare  ciò che desideriamo veramente  !  Io difendo il nostro grano  con le nostre varietà, dalla tumminia al russello,  che  ha una bassa produzione nel biologico,  ove però vale la qualità  perché si gustano gli antichi sapori, si usa  solo lievito naturale  e non lievito di birra, molitura  a pietra  e alla fine  una buona cottura  in forno a legna.  Il mio pane dura almeno una settimana, per indurirsi del tutto impiega  25 giorni .>
La  giornalista  Laura Anello, corrispondente  de La  Stampa da Palermo,  ha  scoperto  questa  bella storia   ed è andata  a S.Rita,  Borgo di S.Cataldo  in prov. di Caltanissetta  per conoscere  Maurizio  che ha definito il re dei panettieri di Sicilia,  che  è riuscito  in un  settore imprenditoriale, molto difficile  dati i tempi di produzione  ed  ha  visto    già  decollare , nel recente passato   un grosso investimento  di una Cooperativa,  nel centro della Sicilia,   la Val Dittaino presente  col suo pane  nei maggiori supermercati dell’Isola, tallonato, almeno  per  la zona di Palermo  dal Forno  Matranga s.n.c.  di S.Cristina  Gela, altra realtà in  espansione  di  antiche tradizioni..