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mercoledì 1 luglio 2026

Il cammino dell’uomo (1)

Il cammino dell'umanità 
dalla caverna alla Luna 
rappresenta l'incredibile
evoluzione tecnologica,
 culturale e cognitiva che
ha permesso a una specie
di primati di passare
dal rifugio in una grotta
alla conquista dello spazio
extra-atmosferico.

 6000 anni fa 
Comincia l’avventura

Fra 6000 e 5000 anni fa, nell'area della Fertile Mezzaluna ( regione storica del Medio Oriente: si estende partendo dalle valli del fiume Nilo ‘in Egitto’, passando per la costa del Mar Mediterraneo “Levante”, fino ad arrivare ai fiumi Tigri ed Eufrate “la Mesopotamia”) vengono inventati l'aratro e poco più tardi il giogo

In Mesopotamia si registra l'invenzione della ruota e la sua applicazione nei trasporti (costruzione di carri a due e quattro ruote) e nella manifattura del vasellame (tavola rotante del vasaio).

Gli artigiani egiziani per imitare i lapislazzuli (=pietre preziose di colore blu) creano la «porcellana egiziana», il primo materiale sintetico.


Compaiono in Egitto i primi sigilli piani, usati per imprimere un segno di riconoscimento su giare e altri recipienti. Vengono costruiti in Mesopotamia ed Egitto i primi telai orizzontali.


3500 a.C. Nel corso e verso la fine del IV millennio a.C., in Egitto, durante il periodo protostorico detto pre-dinastico o pre-tinita, si opera l'unificazione culturale, amministrativa e politica della valle del Nilo, a nord delle cateratte fino al delta. L'unificazione si esprime attraverso il ricordo di alcuni mitici sovrani, come i re Scorpione e Narmer, ed è simboleggiata dalla sovrapposizione, sulla corona rossa del sud (Alto Egitto), del copricapo bianco a tiara del nord (Basso Egitto).

 

 Secondo alcuni, Narmer sarebbe da identificare con lo stesso primo faraone Mene. 3000-2605 a.C.


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Il blog sta procedendo con gradualità ad una modifica di impostazione, ma sopratutto di contenuti. Ciò avviene grazie all’ampliamento delle collaborazioni. I lettori troveranno le tematiche di sempre, anzi verranno ampliate quelle localistiche, ma nel contempo verrà ampliata l’attenzione su ciò che l’uomo del terzo millennio si propone di conseguire. Forse arriveremo a scoprire che missione dell’uomo non è organizzare le feste a spese della comunità, ma migliorare il vivere allargando gli orizzonti.

Terzo millennio (1)

Il terremoto del Belice del 1968
ha stravolto radicalmente lo
stile di vita locale,
trasformando antiche
comunità agricole in una
società segnata per decenni
dalla precarietà delle
baraccopoli, da lunghi
ritardi nella ricostruzione
e da una forte spinta
 all'emigrazione e allo
spopolamento.

Il post-terremoto ha
causato un esodo massiccio
verso il nord Italia o 
verso l’estero.


 La casa post-terremoto ‘68

 Capita confrontarsi con conoscenti o amici ed evocare gli anni giovanili, gli anni di studio, i vari transiti da un impegno lavorativo ad un’altro. E’ capitato pure evocare il vivere a Contessa Entellina quando l’ambiente edilizio, residenziale, abitativo era quello pre-sisma ‘68. Da una di queste evocazioni e’ spuntata l’idea di tratteggiare sul blog i cambiamenti di stili di vita e sopratutto i cambiamenti delle nostre abitazioni, del nostro paese rispetto alla realtà socio-umana pre-terremoto.

  Per andare avanti per qualche tempo sulla tematica tratteggiata nel corso della chiacchierata, serve  ovviamente la memoria e l’apporto collettivo, se consideriamo che le case delle famiglie nel corso dei decenni successivi all’evento “terremoto ‘68”, a ricostruzione dell’abitazione avvenuta, e’ andata riempendosi di arredi e apparecchiature che rispetto al vivere nel ventennio successivo alla seconda guerra mondiale tendono a risparmiare fatica e tempo (dalle stufe, o dagli impianti di riscaldamento, alle lavatrici, dall’aspirapolvere alla lavastoviglie, oltre che alla tv ed altri ancora).

 L’irrompere del mondo esterno all’interno delle nostre case è verosimilmente andato di pari passo con la riduzione degli spazi e le occasioni di incontro pubblici del paese, della comunità.  Si è prolungato il tempo passato entro le mura domestiche e nel contempo si sono svuotati i tanti circoli e ritrovi pubblici del periodo pre-terremoto. E, non ci riferiamo, per intanto, al fenomeno migratorio. 

(Segue)

 

L’uomo, il pensiero, la riflessione, la decisione, la politica

10) Un amico, un cultore del pensiero degli uomini, ci fa sapere che farà pervenire periodicamente al blog alcuni dei suoi preziosi e profondi pensieri, sull’uomo. Ci fa prioritariamente sapere che egli non ritiene uomini coloro che per stupidità (che auto definiscono orgoglio) non apprezzano i loro avversari, i loro critici, i loro oppositori.




= = = Gli uomini sostengono di fare la guerra
per poter vivere in pace.

= = = La sola garanzia di una lunga pace fra
gli uomini è la loro reciproca impotenza di 
nuocersi.

= = = La pace non fu fatta per amore della giustizia,
ma la giustizia per amore della pace.