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venerdì 24 luglio 2026

La Letteratura (31)


Le tesi principali di Averroe
sostengono 
l'indipendenza tra
filosofia e religione, l'eternità
del mondo e l'unicità
dell'intelletto per tutto il genere
umano.





La dottrina dell' “amore cortese"

Nonostante il decreto di condanna del vescovo Tempier (1277), la dottrina dell'"amore cortese" (inteso come amore extra-coniugale) di Andrea il Cappellano (scrittore francese del XII secolo) ebbe grande diffusione, specie in Italia. 


Il passo che segue, del De amore di Cappellano, tratto da un volgarizzamento contenuto in un codice della Biblioteca Vaticana, mostra evidenti consonanze con la poetica dei "siciliani" e soprattutto degli "stilnovisti":


Questo è l'efetto dell'amore, 

che quelli ch'è diritto amante, non 

può essere avaro, e quelli ch'è 

aspro e no adorno e quelli ch'è di 

vil gente, si ‘l fa ben costumato; 

e superbi fa umili e l'amoroso 

molti servigi fae con umilitate ad 

altrui. Molto è gran cosa l'amo-

re, che fa l'uomo così vertudio-

so e ben costumato. Anche ne 

l'amar è una cosa molto da lau-

dare, che fa l'amante quasi ca-

sto, perciò che quelli ch'è ina-

morato a pena potrebe pensare a 

un'altra, e a pena può sofferire lo 

suo animo di guatare un'altra.


(Edizione a cura di G. Ruffini, Milano, 1980).

====


Sant’Alberto Magno mediante una compiuta riesposizione di gran parte degli scritti aristotelici che, di fatto, ne rappresenta un'interpretazione nuova e originale, arricchita dalla sua vasta conoscenza degli autori arabi, dei maestri "latini" dei secoli precedenti, di dottrine mediche, astronomiche e matematiche specifiche, e affidata a un commento assai organico, risolto nella stesura di trattati sistematici.

Per quanto concerne le conoscenze scientifiche, il domenicano non si limitò a riorganizzare il materiale proposto dagli scritti "fisici" e dai "libri naturali" di Aristotele e nelle opere degli scienziati arabi, bensì aggiunse i risultati di proprie osservazioni ed esperienze, ma anche, com'era inevitabile, notizie favolose e credenze mitiche. Pure seppe spesso mostrarsi critico e spregiudicato nei riguardi delle proprie fonti, preponendo quanto poteva direttamente conoscere all'accettazione passiva delle auctoritates.

Con questo, sarebbe assurdo credere che le sue conoscenze scientifiche superassero i limiti delle indagini correnti o che oltrepassassero i molti ostacoli posti dalla mancanza di vere tecniche sperimentali o di una sicura metodologia. 


Taluni tentativi di dimostrare la "modernità" delle sue idee, in questo ambito, sono piuttosto inutili apologie che contributi effettivi alla comprensione di una personalità per tanti aspetti tra le più eminenti della cultura filosofica medievale. Ma è innegabile che la sua opera costituì un tentativo consapevole e organico di concepire unitariamente il sapere del tempo e di offrirne un'adeguata trattazione, fondata sulla certezza di un ordine razionale autonomo della natura, le cui leggi e principi sono raggiungibili con l'esercizio della ragione, senza che occorra mai far ricorso a "verità" di ordine superiore o a una "lettura" mistica e simbolica del cosmo. Il che basta a far comprendere quale fosse il suo atteggiamento nei confronti del rapporto tra indagine filosofica e meditazione teologica, tema che proprio in quegli anni, era al centro di aspri contrasti polemici e sollecitava gli interventi dei più tenaci difensori dei difensori di tutto il sapere alla suprema verità della fede e della teologia che ne deriva.


(Segue)

 Temporalmente si e’ all’alba della distinzione tra i compiti della filosofia (e della scienza)  e quelli della teologia.


lunedì 20 luglio 2026

Forme di messaggi



Il dolore è come un postino;

qualche volta bussa alla tua porta:

 ha una lettera per te.

venerdì 17 luglio 2026

Politica e cultura

 Senso civico?

Le culture ci proponiamo
di studiarle  nella loro
fluidità e complessità.



Chi coltiva, chi ama la Storia, dagli Egizi a Trump, Putin e Xi Jinping, si accorge che i simboli più evidenti, importanti e riconosciuti dal potere sono sempre stati:

La terra,

L’oro,

Le armi.

Da quando l’uomo è entrato sulla scena storica ha sempre portato in sé una costante vicenda umana e inevitabilmente l’ha storicizzata secondo il colore del tempo, fermo restando l’essenzializzazione dei tre elementi.

   La terra è sempre stata lo spazio elementare e naturale su cui ogni gruppo ristretto di uomini ha risieduto, senza che per questa ragione fosse strumento di produzione e scambio per un’economia ampia e sviluppata.

   L’oro è sempre stata una merce preziosa, anzi la più preziosa: e’ sempre stato il tesoro depredato ai vinti.

  Le armi sono sempre stati strumenti di difesa e di offesa, e sempre riservate ai più forti e valorosi e destinati ad esercitare, collettivamente o individualmente, senza un superiore ordinamento civile, lo strapotere piegato al volere.

   I tre “simboli” (terra, oro, armi) sono le insegne della complessa organizzazione economica e sociale che ha, e non può non avere, gli elementi della violenza e della forza, senza pregiudizio dei diritti di chi le armi non può o non vuole o non e’ chiamato a portarle.

= = = 

La riflessione su “politica e cultura” sarà in avanti pagina frequente del blog. Vogliamo puntare ancora sui contenuti delle parole … politicaculturademocraziaamiciziasocietà dell’egoismo … e di molte altre, contenuti per, infine, tratteggiare le tantissime ingiustizie delle manifestazioni di potere, …appena temperate nei regimi democratici … ma persistenti ogni volta che forze opportunistiche puntano sul crollo del senso civico.

mercoledì 15 luglio 2026

Noi del terzo millennnio e la saggezza degli antichi (3)

Il Cinquecento (XVI secolo)
è stato un periodo di
cambiamenti drammatici
e radicali
, durante il
quale l'Europa ha vissuto la
transizione definitiva dal
Medioevo all'era moderna.
Dietro la splendida facciata
artistica del Rinascimento si
sono consumate fratture
religiose insanabili, guerre
sanguinose per l'egemonia
geopolitica, una rivoluzione
economica globale e profonde
inquietudini esistenziali.
Il secolo vede il tramonto
definitivo delle aspirazioni
universali medievali di Papato e
Impero, sostituiti dagli Stati
moderni accentrati.
Sebbene sia il secolo di
massima espressione del
Rinascimento con giganti
come Leonardo, Michelangelo
e Raffaello, la cultura riflette
il clima drammatico dell'epoca.

Il Cinquecento: 

Si dischiude un nuovo modo di vivere e pensare

 Il Cinquecento fu un secolo di cambiamenti, un'epoca di transizione cruciale in cui l'Europa e l'Italia passano dal Medioevo all'era moderna. Un periodo di estremi, dove la straordinaria fioritura artistica del Rinascimento convive con guerre devastanti, la rottura religiosa e la scoperta di nuovi mondi:

1) la scoperta dell'America nel 1492, il baricentro economico si sposta dal Mediterraneo all'Oceano Atlantico. L'Europa entra nell'era della prima globalizzazione commerciale,

2) Nel 1517 Martin Lutero avvia la Riforma protestante, che divide l'Europa cristiano/cattolica. A questa, la Chiesa cattolica risponde con la Controriforma e il Concilio di Trento, ridefinendo dogmi e società,

3) È il secolo d'oro del Rinascimento italiano, dominato da geni universali come Leonardo da VinciMichelangelo Buonarroti e Raffaello Sanzio. Le arti e la letteratura raggiungono vette di sublime bellezza, ma segnano anche l'inizio della crisi dei valori tradizionali,

4) Le potenze europee, in particolare Spagna e Francia, si scontrano per l'egemonia. L'Italia, frammentata in piccoli stati, diventa un campo di battaglia e perde la propria indipendenza politica a favore della corona spagnola.

5) L’utilizzazione su larga scala della stampa allarga la cerchia di coloro che partecipano a dibattiti che rompono le vecchie tradizioni o tentano di ristabilire la scomparsa armonia della vita su nuove basi.

  Gli uomini del Medioevo avevano concepito il cosmo come un’ampia gerarchia che andava da Dio al più piccolo filo d’erba: angeli, governanti, nobili, feudatari, contadini, tutti avevano un posto ed un ruolo prestabilito in questa catena che sembrava fissata una volta per tutti dalla legge divina. 

  In quel Cinquecento, in realtà comincia la Modernità, cominciano i primi segni di capitalismo, con la voglia di mobilita’ sociale che ne derivava, e con esso sul piano religioso il Protestantesimo che nega la necessità di gerarchie intermedie che legavano Dio all’uomo, ponendo quest’ultimo in rapporto diretto con Dio.

(Segue)

lunedì 13 luglio 2026

La Letteratura (30)

Il capolavoro di Sant'Agostino
sono 
le Confessioni (scritte
intorno al 398 d.C.). In quest'opera
 autobiografica in 13 libri, il filosofo
 e Dottore della Chiesa si rivolge
 direttamente a Dio per
ripercorrere la propria vita,
raccontando il suo travaglio
interiore, gli errori di gioventù
e la conversione.



Dalla cultura medievale a … 

Nonostante le differenze nell’utilizzazione degli autori e dei metodi, non furono troppo diverse le "autorità" filosofiche, sempre più ampliate nel corso del Duecento, e costituite, in massima parte, sia da taluni testi del secolo precedente (basti pensare alla fortuna degli scritti usciti dalla scuola di Gilberto de la Porrée, alla costante incidenza di idee derivate dagli scolastici di Chartres, alla lunga presenza di temi tratti dalle opere dei maestri di San Vittore), sia dal corpus aristotelico, ormai divenuto il presupposto essenziale del sapere e del linguaggio scolastici, sia dagli interpreti islamici, sia dalla letteratura araba ed ebraica, sia, ancora, dai trattati e dalle summulae che raccoglievano gli insegnamenti della logica nova. 

Recependo, pure con atteggiamenti assai vari nelle diverse scuole e nei singoli maestri, la cultura ormai preminente nelle università, gli ordini mendicanti si posero sullo stesso piano teorico sul quale operavano, sin dai primi decenni del secolo, molti maestri secolari e, in particolare, quelli delle "arti”.

Non solo: non esitarono ad affrontare anche le dottrine scientifiche proposte da medici, astronomi e matematici, spingendosi, talvolta, anche nel pericoloso dominio delle arti segrete, delle dottrine astrologiche, della pratica alchimistica o di quell'oscura terra di confine sempre disputata tra le tecniche della magia "benefica" e quelle delle arti meccaniche".

Più oltre si avrà occasione di ricordare il singolare interesse per queste discipline manifestato da maestri francescani o domenicani; un interesse che, in taluni casi, era connesso alla loro attività di architetti e costruttori, ma che. in altri casi, nasceva piuttosto dall'accettazione di grandi disegni di radicale rinnovamento della Chiesa e dal proposito di attuare in terra il regnum Dei per homines. Però l'insistenza su questi aspetti della loro cultura profana non può far dimenticare che gli studia degli ordini coltivarono e, in molti celebri casi, rinnovarono anche la tradizione mistica del cristianesimo occidentale, richiamandosi alle esperienze spirituali dei cistercensi e dei vittorini, per risalire all'originaria ispirazione neoplatonica della "teologia mistica" dionisiana, così influente non solo tra i francescani, ma anche tra i domenicani (e basti ricordare soltanto il nome di Meister Eckhart!), gli agostiniani e gli autori di altri ordini. A ciò si aggiunga che una forte tensione escatologica li indusse spesso a riassumere quell'immagine della storia ecclesiale e del destino umano già affidata alle profezie gioachimite o pseudogioachimite, quando non favorì, addirittura, le influenze, manifeste o celate, di ispirazioni mistiche non cristiane, delle quali si trovano tracce precise in opere e personalità "emblematiche". Sicché l'universo culturale nel quale i maestri degli ordini svolsero la loro attività di teologi, insegnanti, predicatori, missionari o riformatori appare estremamente ricco e complesso, all'incrocio tra tutte le tendenze e aspirazioni culturali proprie di un'epoca segnata da grandi conflitti religiosi e politici e da dibattiti speculativi non meno intensi.

Naturalmente le propensioni per i diversi aspetti e soluzioni teoriche della comune cultura filosofica duecentesca variarono nel tempo, secondo i momenti particolari della storia interna degli ordini e il loro rapporto con le altre forme della ecclesiastica e istituzionale. Ma, per indicare subito un dato molto concreto, andrà sottolineato che i domenicani si erano assunti sin dall'origine il compito di ricondurre all'ordine cattolico quei ceti sociali e quegli ambienti intellettuali sui quali era stata più forte l'attrazione dei grandi movimenti ereticali o l'influenza delle filosofie "pagane".

domenica 12 luglio 2026

Vivere in Sicilia nel XVI secolo (1)

L'influenza spagnola ha lasciato un'impronta indelebile sulla cultura, sull'architettura e sulla società siciliana.Nel 1412, la Sicilia fu annessa al Regno di Aragona, avviando così il periodo di dominazione spagnola. La corona aragonese, che governava anche la Catalogna e altre regioni della penisola iberica, fuse il proprio potere con quello dei nobili siciliani, creando un'amministrazione condivisa che durò per secoli. Durante questo periodo, la Sicilia fu governata da una serie di vicere spagnoli, che agivano come rappresentanti del sovrano e avevano il compito di mantenere l'ordine e amministrare la giustizia.
Cosa possiamo tratteggiare ?

Non sappiamo molto di come fosse strutturata la popolazione europea nell'anno 1500. All'epoca si era  appena cominciato a registrare matrimoni e decessi, e solo in alcuni stati europei. Il registro più antico che sia giunto ai giorni nostri è probabilmente un registro riminese dei matrimoni dell'anno 1232. 

 Esistono poi una decina di registri italiani del XIV secolo e circa cinquanta registri del xv, provenienti dal resto dell'Europa occidentale.

I censimenti della popolazione sono stati effettuati fin dall'antichità per fini fiscali e militari, ma, con la caduta dell'Impero romano, in Europa occidentale tale pratica fu interrotta. Con l'avvento degli stati moderni si tentò, peraltro senza molta determinazione, di censire nuovamente la popolazione (capifamiglia, terreni, bestiame e diritti feudali); non si ha però notizia dei risultati di tali iniziative, a eccezione del Domesday Book (Inghilterra, 1086), dell'Etat des paroisses et des feux du royaume de France ("Lista delle parrocchie e novero delle famiglie del reame di Francia", del 1328) e del Catasto di Firenze per gli anni dal 1427 al 1430.


In Cina l'antica tradizione dei censimenti fu riportata in auge dagli imperatori Ming (1368-1644). La fase iniziale consisteva nel conteggiare la popolazione, casa per casa, e nell'annotare l'occupazione del capofamiglia e la composizione del nucleo familiare; in seguito vennero stilate delle liste (i cosiddetti " registri gialli") relative alle persone, ai loro beni e alle tasse che spettava loro pagare.


In Perú gli imperatori inca censivano con precisione i propri sudditi e i loro possedimenti usando i quipu, ovvero mazzetti di cordicelle, ognuna di colore diverso a seconda della categoria di oggetti che rappresentava e con nodi ad altezze diverse: i nodi in fondo alla cordicella erano le unità, quelli più in alto le decine, quelli ancora sopra le centinaia e così via.


Tutte le stime demografiche proposte da autori moderni per il xv secolo sono in buona sostanza  il risultato di estrapolazioni più o meno accorte, azzardate sulla base di dati di epoche successive o a partire dal calcolo dell'estensione delle aree abitate, a cui si applicano coefficienti diversi in base al tipo di attività economica principale: caccia, allevamento, agricoltura estensiva, coltivazione o altro.


Si ha qualche informazione in più, invece, riguardo ai fattori demografici veri e propri, come decessi e matrimoni, dato che questi mutavano a ritmi molto lenti, e i dati che ci sono giunti per il XVI, XVII e XVIII secolo, assieme ai calcoli degli "aritmetici politici" (i primi demografi) relativi all'Europa, permettono di formulare ipotesi ragionevoli sulle dinamiche demografiche del passato.

= = =

Nostro intento è di cogliere dati sul vivere nella Sicilia dei viceré (periodo spagnolo: 1412-1806).

venerdì 10 luglio 2026

Noi del terzo millennnio e la saggezza degli antichi (2)

Il progresso cumulativo della scienza

Blaise Pascal ha una
visione accumulativa 
del progresso scientifico,
ma scettica su quello
morale
. Crede che la
conoscenza avanzi nel
tempo grazie alla
 collaborazione tra le
generazioni, ma avverte
che il progresso tecnico
non colma il vuoto spirituale
 né riduce la miseria
esistenziale dell'uomo.

Il progresso scientifico
(cumulativo):
 A differenza
degli antichi, che consideravano
i classici insuperabili, Pascal
sostiene che l'umanità progredisce
 come un singolo uomo che non
smette mai di imparare. Ogni
generazione eredita le scoperte
di quelle precedenti e vi
aggiunge la propria esperienza,
rendendo la conoscenza
scientifica un sapere in
continua crescita.

Sul piano filosofico, Pascal
ridimensiona l'importanza del
progresso materiale. L'uomo
rimane sospeso tra due infiniti
(l'immensità del cosmo e
l'infinitamente piccolo). La
vera grandezza dell'uomo
non risiede nel dominio della
natura o nell'evoluzione
tecnologica, ma nella sua 
consapevolezza interiore.
Senza la fede e la ricerca
di Dio, il progresso diventa
solo una distrazione
(
divertissement) per sfuggire
 all'angoscia e alla precarietà
della vita.
La nozione di “Occidente” da qualche secolo si è imposta in ragione di talune superiorità che sono state mostrate in più campi. 

  L’Europa ha colonizzato, ha infranto le barriere del Mediterraneo. La Francia, con la sua “rivoluzione” ha affondato per prima il mondo feudale ed il conseguente ordine sociale. Sostituendo il sovrano monarca di diritto divino con l’essere collettivo che e’ la “nazione”, invenzione questa della Rivoluzione francese, la cultura occidentale è approdata nella “modernita’”.

 Esistono leggi o cause certe circa, lo sviluppo? Leggi o cause certe forse no, ma punti di vista che vanno di pari passo con un diverso modo di rapportarsi al tempo si. Il tempo non è più, come dicevano i nostri antenati, fondamentalmente e uniformemente, decadente: esso è progresso, esso è entrato nel tempo del progresso. Non tutto è stato quindi detto e non tutto è stato finora fatto. In questa visione del tempo si iscrive una concezione secondo cui la Storia  appare come un ciclo.

Secondo Bacone, siamo noi, i moderni, i contemporanei, i veri antichi, giacché gli antichi sono la giovinezza del mondo. Noi che viviamo adesso  disponiamo di nostre esperienze e nostre osservazioni di gran lunga superiori rispetto all’antichita’. 

Per Bacone i veri antichi siamo noi, dal momento che le nostre osservazioni sono infinitamente più numerose e disponiamo di un indiscutibile vantaggio.

Scrive Pascal:

Cosicché tutto il susseguirsi di uomini, durante il corso dei secoli, dev'essere considerato come la vita d'un medesimo uomo che sussiste sempre e che impara continuamente; a partire da questa considerazione si vede con quanta ingiustizia noi rispettiamo l'antichità nella sua saggezza ... Coloro che noi chiamiamo antichi erano in realtà giovani in tutto e costituivano propriamente l'infanzia dell'umanità; e poiché noi abbiamo aggiunto alle loro conoscenze l'esperienza dei secoli seguenti, è in noi che si trova quell'antichità che noi veneriamo in altri.

Parole frequenti sui media


Il National Mall è il parco
monumentale nel cuore
di Washington, D.C
.
, famoso
in tutto il mondo per
ospitare i più importanti
memoriali americani e i
musei della
Smithsonian Institutio

national Mall Il National Mall è il grande viale nel centro di Washington D.C., che si estende per circa 3 chilometri tra il Campidoglio e il Lincoln Memorial. È il centro simbolico degli Stati Uniti, incorniciato dai musei dello Smithsonian, dai memoriali di guerra e da monumenti come il Washington Monument. Qui si svolgono le principali celebrazioni nazionali (come il 4 luglio) e si sono tenute le grandi manifestazioni della storia americana, dal discorso «I Have a Dream» alle marce per i diritti civili. Spesso viene descritto come il «cortile d’America», uno spazio pubblico dove passato e presente si incrociano.

Lungo il parco si possono visitare gratuitamente monumenti iconici come il Lincoln Memorial, il Washington Monument (il celebre obelisco) e i memoriali dedicati alla Seconda Guerra Mondiale, alla Guerra di Corea e alla Guerra del Vietnam.

giovedì 9 luglio 2026

Un Personaggio


Insieme ad Allen Ginsberg e
William S. Burroughs ha dato
 vita a un movimento culturale
che ha profondamente influenzato
la controcultura degli anni '60
e i successivi movimenti giovanili.
Jack Kerouacè stato uno scrittore e poeta statunitense, considerato il padre e l'icona della Beat Generation. Attraverso i il suo stile di scrittura spontaneo e ritmico, ispirato al jazz, ha ridefinito la letteratura del Novecento
 ed espresso il rifiuto del materialismo della società americana del dopoguerra.

On the Road (Sulla strada): Il suo capolavoro assoluto, pubblicato nel 1957 e scritto su un unico rotolo di carta da teletype lungo 36 metri. Narra i viaggi autostradali attraverso gli Stati Uniti, celebrando la libertà, l'amicizia e la ricerca spirituale.



*  *  *

L’anima esiste?


L’anima di un bambino si 

affaccia dagli occhi.

Si manifesta da quelle finestre

che sono gli occhi, e degli occhi

così incantevoli certamente profetizzano

e stanno a indicare la più incantevole 

delle anime.

mercoledì 8 luglio 2026

Noi del terzo millennnio e la saggezza degli antichi (1)

 
Nos plane hoc tempore homunculi sumus

 Quella riportata in rosso è una celebre espressione usata dall’altrettanto celebre umanista Leonardo Bruni in una lettera del 1408 (e ripresa da Petrarca), con cui si lamentava di come, rispetto ai grandi eroi del passato (come Cicerone o Marcello), gli intellettuali del suo tempo fossero solo piccoli uomini (homunculi), privi di un'epoca abbastanza grandiosa per compiere gesta memorabili.

 E’ una riflessione che tocca da vicino il senso di inadeguatezza di noi uomini di fronte alle avversità, alle grandi crisi globali, o semplicemente alla vastità del mondo e della monumentalita’ della storia. Si tratta di un sentimento raffrontato con la nostra  quotidianità, coi nostri progetti che talvolta vengono considerati  troppo grandi.

 Anche se i problemi del nostro tempo sembrano insormontabili, tutti noi che viviamo in quest’area di Sicilia, di Sicilia trascurata, potremmo sempre esercitare un impatto concreto su scala locale. Concentrarci sulle cose tangibili, sulle cose che possiamo cambiare, migliorare, fruire nel nostro raggio d'azione diretto.  Nel nostro piccolo.

A differenza del passato, oggi, nel terzo millennio, le nostre "piccole" azioni, le nostre minuscole iniziative, si inseriscono -possono inserirsi-  in reti globali. Il nostro contributo, unito a quello di altri, riesce a costruire  il cambiamento giorno dopo giorno.

 Spesso ci sentiamo piccoli, inadeguati, perché si guarda alla vetta della montagna invece che al primo passo. Ridimensionare i problemi e affrontarli con costanza, con volontà, sfruttando esperienze, è spesso più efficace che cercare di cambiare il mondo tutto in una volta.

La buona  strategia di partenza è sempre stata quella di isolare una singola sfida o un progetto che sta a cuore, mappare le risorse e le persone del luogo che possono aiutare ad affrontarlo.

= = = 

Con questa pagina avvieremo uno studio, sotto più profili, del mondo occidentale, a cominciare dalla modernità, da poco prima dell’arrivo degli arbereshe sul suolo di Sicilia. Faremo richiami allo spazio e al vivere locale, contessioto. Ma anche al pensiero occidentale, che nulla ha a che fare col Trump di turno.

sabato 4 luglio 2026

Un personaggio

 

30/10/1871-20/07/1945
Paul Valéry (1871-1945) è stato un celebre poeta, saggista e scrittore francese. Tra i massimi esponenti del Simbolismo, è famoso per il rigore intellettuale, la poesia cerebrale e le profonde riflessioni sulla natura dell'arte, del linguaggio e della coscienza.
E’ annoverato fra gli intellettuali più influenti d'Europa e membro dell' Académie Française.

Nei suoi Sguardi sul mondo attuale, 
così giudica la “politica”:

La politica fu in primo luogo
l’arte di impedire alla gente
di immischiarsi  in ciò che la
riguarda.
In un’epoca successiva si

aggiunse l’arte di  costringerla

a decidere su ciò che non capisce.