| La Sicilia è passata dall'essere il "granaio" di Roma e d'Europa a una regione che non copre nemmeno il proprio fabbisogno a causa di costi di produzione alti, concorrenza estera a basso prezzo e crisi climatica. |
Chi si dedica allo studio della Storia economica siciliana, scandita nei vari secoli e pure millenni, coglie che sempre (fino a meno di un secolo fa) apprende che qui, nei campi dell’Isola, è stata dominante per secoli e millenni la monocoltura del grano: prima l’Isola e’ stata il “granaio di Roma”, poi il “granaio dei Goti” e, adesso, e’ dato leggere, che la nostra e’ una regione importatrice di grano russo e di farine Usa.
L'agricoltura cerealicola siciliana resta ancora oggi quella di tipo estensiva di sempre, pur ricca di biodiversità e legata al recupero dei grani antichi, sconta tuttavia, ed ovviamente, rese per ettaro inferiori rispetto ai mercati esteri del Nord Europa o del Mar Nero.
Forse sarebbe tempo per i politici italiani di fare i governanti delle esigenze emergenti piuttosto che inseguire i presunti consensi inseguendo le feste di paese e di quartiere. Ma forse è chiedere troppo.
Nessun commento:
Posta un commento