Disattenzione per lo spopolamento
| Oltre il 70% del territorio siciliano è minacciato dalla desertificazione, un fenomeno che colpisce in modo duro i comuni delle aree interne. Questo degrado ambientale si unisce a un forte calo della popolazione e alla mancanza di servizi di base. I piccoli paesi montani e rurali con meno di 5.000 abitanti perdono residenti, soprattutto giovani. Restano nei borghi interni quasi solo persone anziane. E’ in corso la chiusura progressiva di classi scolastiche, presidi sanitari e persistono difficoltà di collegamento stradale e ferroviario. |
Il blog da alcuni mesi, forse dall’ultimo anno, ha via via cambiato il taglio degli interventi che vengono pubblicati. Continuerà a cambiare ancora in direzione di un percorso che privilegerà la interpretazione della vicenda umana con i filtri, o se si vuole le lenti dell’economia, della sociologia, del diritto (=legislazione) e sopratutto delle risultanze storicamente riprese dalla pubblicistica più accreditata e dai dati statistici dell’Istat che proiettano, fra pochi decenni, la desertificazione di tanti contesti isolani, il nostro contesto locale compreso.
La temporalità che principalmente ci interesserà e’ quella che comincia con l’era moderna e che poi via via proseguirà con la contemporaneità fino ad arrivare alle nostre periodiche feste di paese. Intendiamo leggere i perché ed i come, dal vivere feudale e poi latifondistico e poi ancora dal vivere di emigrazione siamo arrivati alle feste continue che coinvolgono un numero via via sempre più striminzito di persone del luogo.
La popolazione dei paesi di Sicilia, della Sicilia interna, dei residenti in quest’angolo di terra dove e’ pure situata la nostra Contessa Entellina, si compone ormai, nella stragrande maggioranza dei casi di pensionati. I giovani che acquisiscono un titolo di studio emigrano. Al 96%.
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