| La Legge 3 luglio 1875, n. 2580 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 157 dell'8 luglio 1875) fu varata dal governo come misura temporanea ed eccezionale per reprimere il grave fenomeno del brigantaggio e della criminalità organizzata nelle province del Mezzogiorno. Il suo articolo unico stabiliva l'applicazione di provvedimenti speciali e straordinari di pubblica sicurezza (tra cui il domicilio coatto, i rigidi controlli sui passaporti e le restrizioni per i vagabondi) fino al 1° luglio 1876 nelle zone in cui l'ordine pubblico era maggiormente turbato da omicidi, grassazioni ed estorsioni. La funzione originaria di queste norme confluì poi nel tempo all'interno del sistema di Pubblica Sicurezza. |
Era il 3 giugno 1875 quando, probabilmente per la prima volta nella Storia italiana, alla Camera dei deputati, nell’intento di combattere la mafia e la camorra, inizia un lungo e in qualche modo appassionato dibattito sui provvedimenti straordinari di pubblica sicurezza proposti il 5 dicembre 1874 dal ministro degli interni Girolamo Canteli.
La Sinistra Storica, guidata da Agostino De Pretis, si oppose al progetto di dare poteri eccezionali di polizia (fra i quali l’arresto preventivo) alle autorità militari e di attribuire ai prefetti il potere di inviare al domicilio coatto le persone sospette, e chiede misure di risanamento economico e sociale.
L’arbereshe Francesco Crispi afferma che il governo, e non “la natura dei luoghi e gli istinti degli abitanti” e’ responsabile dell’aumento dei reati in Sicilia.
Luigi La Porta, deputato del collegio di Agrigento, denuncia il progetto come antiliberale e offensivo della Sicilia.
Diego Tajani, già procuratore generale della Corte d’appello di Palermo, accusa il governo di connivenza con le organizzazioni mafiose.
Il dibattito viene temporaneamente sospeso in attesa dell’esito di un’inchiesta parlamentare sulle condizioni della Sicilia.
Il governo rinuncia al progetto di legge e incarica una Commissione parlamentare di prepararne uno stralcio da ripresentare alla Camera.
Era il 16 giugno 1875 quando la Camera approva l’articolo unico, stralcio del progetto di legge sui provvedimenti di pubblica sicurezza, presentato da Giuseppe Pisanelli. Il progetto non si riferisce esplicitamente alla Sicilia, ma da’ al governo la facoltà di istituire nelle province dove l’ordine pubblico sia gravemente turbato delle giunte, presiedute dai prefetti, con potere di inviare al domicilio coatto da uno a cinque anni le persone ammonite e sottoposte alla sorveglianza della polizia. In segno di protesta la sinistra non e’ presente alla seduta parlamentare.
A Palermo dimostrazioni contro la legge si concludono con violenti scontri con le forze dell’ordine. Il Senato approverà l’articolo unico il 29 giugno, respingendo una proposta di sospensiva firmata da venti senatori.
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