Il Cinquecento: Il Cinquecento (XVI secolo)
è stato un periodo di
cambiamenti drammatici
e radicali, durante il
quale l'Europa ha vissuto la
transizione definitiva dal
Medioevo all'era moderna.
Dietro la splendida facciata
artistica del Rinascimento si
sono consumate fratture
religiose insanabili, guerre
sanguinose per l'egemonia
geopolitica, una rivoluzione
economica globale e profonde
inquietudini esistenziali.
Il secolo vede il tramonto
definitivo delle aspirazioni
universali medievali di Papato e
Impero, sostituiti dagli Stati
moderni accentrati.
Sebbene sia il secolo di
massima espressione del
Rinascimento con giganti
come Leonardo, Michelangelo
e Raffaello, la cultura riflette
il clima drammatico dell'epoca.
Si dischiude un nuovo modo di vivere e pensare
Il Cinquecento fu un secolo di cambiamenti, un'epoca di transizione cruciale in cui l'Europa e l'Italia passano dal Medioevo all'era moderna. Un periodo di estremi, dove la straordinaria fioritura artistica del Rinascimento convive con guerre devastanti, la rottura religiosa e la scoperta di nuovi mondi:
1) la scoperta dell'America nel 1492, il baricentro economico si sposta dal Mediterraneo all'Oceano Atlantico. L'Europa entra nell'era della prima globalizzazione commerciale,
2) Nel 1517 Martin Lutero avvia la Riforma protestante, che divide l'Europa cristiano/cattolica. A questa, la Chiesa cattolica risponde con la Controriforma e il Concilio di Trento, ridefinendo dogmi e società,
3) È il secolo d'oro del Rinascimento italiano, dominato da geni universali come Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti e Raffaello Sanzio. Le arti e la letteratura raggiungono vette di sublime bellezza, ma segnano anche l'inizio della crisi dei valori tradizionali,
4) Le potenze europee, in particolare Spagna e Francia, si scontrano per l'egemonia. L'Italia, frammentata in piccoli stati, diventa un campo di battaglia e perde la propria indipendenza politica a favore della corona spagnola.
5) L’utilizzazione su larga scala della stampa allarga la cerchia di coloro che partecipano a dibattiti che rompono le vecchie tradizioni o tentano di ristabilire la scomparsa armonia della vita su nuove basi.
Gli uomini del Medioevo avevano concepito il cosmo come un’ampia gerarchia che andava da Dio al più piccolo filo d’erba: angeli, governanti, nobili, feudatari, contadini, tutti avevano un posto ed un ruolo prestabilito in questa catena che sembrava fissata una volta per tutti dalla legge divina.
In quel Cinquecento, in realtà comincia la Modernità, cominciano i primi segni di capitalismo, con la voglia di mobilita’ sociale che ne derivava, e con esso sul piano religioso il Protestantesimo che nega la necessità di gerarchie intermedie che legavano Dio all’uomo, ponendo quest’ultimo in rapporto diretto con Dio.
(Segue)
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