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domenica 20 settembre 2026

Ricorrenza

 Giornata del ricordo

Internati Militari Italiani (IMI)
furono gli oltre 650mila soldati italiani
che, subito dopo l’armistizio dell’8
settembre 1943, vennero disarmati,
catturati e deportati dalle truppe
naziste nei territori della Germania
e nei paesi occupati. Davanti alla
scelta di continuare a combattere
a fianco della Germania nazista e 
della Repubblica  Sociale Italiana
di  Mussolini, la stragrande
maggioranza rispose con un No
collettivo.
La Legge n. 6 del 13 gennaio 2025 prevede che il 20 settembre sia ricordato e onorato chi ha dato la vita per la sua patria. Questa legge ci induce sul blog a ricordare le centinaia di migliaia di militari italiani deportati in Germania a disposizione dei nazisti per lavorare in industrie e ripristinare ferrovie distrutte dai bombardamenti angloamericani. Molti di essi non tornarono più a casa.

 I sacrifici, le sofferenze degli Internati militari in Germania è passato per troppo tempo sotto silenzio. Loro non amavano raccontare le sofferenze che avevano attraversato e solo su sollecitazione di parenti ed amici evocavano quelle situazioni in cui si ritrovarono. Tanti contessioti si ritrovarono pure essi in quelle situazioni che sanno di disumano. 

In anni passati sul blog abbiamo evocato alcuni episodi, in particolare di due contessioti entrambi di nome Pietro, che nei campi di detenzione tedeschi nell’area di confine fra Ucraina e Polonia patirono sofferenze e situazioni che definire terribili e’ poco.

Cosa era accaduto? L’8 settembre 1943 l’Italia si era arresa agli angloamericani. Il re fuggì’. I nazisti invasero il nostro Paese, e Mussolini si mise al loro servizio. Ottocentomila soldati italiani vennero deportati in Germania, chiusi nei lager, spogliati, affamati, umiliati

 Venne detto loro: ora vi diamo da mangiare, vi forniamo una divisa, vi liberiamo; ma dovete firmare qui e impegnarvi a combattere per noi, per i tedeschi. Oltre seicentomila, la netta maggioranza, compresi i due “contessioti” a cui ci siamo riferiti sopra, risposero di no, e rimasero nei lager in condizioni disumane — almeno sessantamila moriranno di fame e di stenti — pur di non combattere al servizio di Hitler e Mussolini. 

In quei campi trascorsero giorni terribili della loro gioventù i due Pietro contessioti, di cui ancora oggi le rispettive famiglie conservano narrazioni e ricordi.

Storia del Cristianesimo (4)

 Brevi flash sulle origini 

Provare a cogliere

Le origini. A un popolo giudaico presso il quale andava sempre più imponendosi la spiritualità farisaica fondata sull'osservanza rigorosa, ma troppo spesso formale, della Legge mosaica, Gesù predicò una religiosità di abbandono fiducioso alla misericordia divina, improntata a una grande libertà nei confronti della Legge, ma caratterizzata da un ancora più grande radicalismo morale.


Egli non abrogava la Legge mosaica, su cui poggiava l'intero edificio della nazione giudaica, ma, portandone le prescrizioni alle estreme conseguenze e ponendola in rapporto con la venuta del regno di Dio, la trasformava interamente dandole radicalita’. Giusto non era più chi, attraverso l'osservanza precisa e scrupolosa della Legge, accumulava meriti e si garantiva ricompense, ma chi era pronto ad abbandonare anche i doveri più sacri per fare soltanto la volontà di Dio. Tutte le norme della Legge, come i vincoli  familiari, religiosi e nazionali, si vedevano drasticamente ridimensionati in vista dell'unica cosa necessaria: il regno di Dio.


Con queste caratteristiche la predicazione si inseriva nella tradizione giudaica come fattore di rinnovamento che non poteva non apparire pericoloso alle autorità di Israele. Ed infatti queste non tardarono a prendere posizione contro il profeta del regno. I Farisei (gruppo politico-religioso ebraico attivo in Giudea tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C), che in Galilea avevano notevole ascendente sul popolo, ne contrastarono energicamente la predicazione. 

Gesù non si è presentato esplicitamente come il Messia davidico atteso da secoli da Israele. Gli episodi evangelici che lo affermano sono il risultato di una rilettura della vita di Gesù alla luce dell'Antico Testamento fatta dopo la risurrezione. Ma con la sua potente personalità, accompagnata da una eccezionale attività miracolosa, non soltanto esercitò sul popolo una impressione straordinaria, ma radunò al suo seguito un piccolo gruppo di discepoli che lo seguiva nel suo ministero itinerante di esorcista e di taumaturgo, e invitò a un certo momento questi suoi seguaci a chiedersi chi realmente egli fosse e quale ruolo fosse destinato a svolgere nella venuta imminente del regno di Dio (Mc. 8,27-29). 


Verso la fine della sua vita, recandosi a Gerusalemme per portare il suo messaggio nel cuore della nazione giudaica e mettendosi conseguentemente in conflitto aperto con i capi del popolo (sommi sacerdoti e capi dei Farisei) cercò di preparare i discepoli al suo imminente destino di morte (Mc. 8,31; 9,31; 10,33). E in quella che doveva essere l'ultima cena con loro li invitò a non disperare, ma a cogliere il significato salvifico di quel tragico avvenimento (Mc. 14,22-25). 


 Quello che sembro’ il fallimento della sua missione terrena non avrebbe impedito l'avvento del regno di Dio ma avrebbe costituito l'adempimento misterioso della sua volontà salvifica. Quando perciò dopo la sua condanna, voluta dalle autorità religiose giudaiche (il supremo tribunale del Sinedrio), ma eseguita formalmente dall'autorità politica romana (il governatore Ponzio Pilato), i discepoli a lui più vicini (Pietro, i Dodici, Giacomo) furono protagonisti di esperienze religiose straordinarie (le apparizioni di Gesù) e si convinsero che Gesù era stato risuscitato da Dio.

(Segue)


^ ^ ^

La parola “spirito” ha origine da “spirare”. 

Finché l’animale respira, e’ segno che e’ vivo. 

Su questo presupposto il principio della vita lo definiamo “spirito.

sabato 19 settembre 2026

Parole frequenti sui media

 

Attualmente, il mondo dei social
media sta affrontando una
profonda trasformazione legata
alla sicurezza e alla salute mentale
dei più giovani. La Commissione
Europea ha infatti proposto
l'
EU KIDS Act, una normativa
per regolamentare l'accesso
graduale dei minori alle piattaforme
 (divieto sotto i 13 anni, account
supervisionati tra i 13 e i 15 anni
e gestione autonoma solo dai 15
anni in su).


Social Media+

Le regole non valgono solamente per i social media, l’Ue introduce un approccio differenziato per fasce d’età. Solo dai 15 ai 18 anni si potranno avere account autonomi senza autorizzazione dei genitori. La proposta si applica al settore cosiddetto «Social Media+», quindi anche piattaforme video, videogiochi e, per la prima volta espressi in modo esplicito, i chatbot basati sull’intelligenza artificiale in grado di fornire consigli su salute mentale e crescita personale.

I principali social media al mondo per numero di utenti e diffusione globale sono FacebookInstagramWhatsAppYouTube e TikTok.

Il mondo dei social media sta affrontando una profonda trasformazione legata alla sicurezza e alla salute mentale dei più giovani. La Commissione Europea ha infatti proposto l'EU KIDS Act, una normativa per regolamentare l'accesso graduale dei minori alle piattaforme (divieto sotto i 13 anni, account supervisionati tra i 13 e i 15 anni e gestione autonoma solo dai 15 anni in su).

Antropologia, come chiave di lettura della società


L'antropologia rappresenta una
delle chiavi di lettura più potenti
per comprendere la complessità 
della società contemporanea. 
Nata storicamente come 
studio delle culture 
lontane, oggi si applica 
a qualsiasi gruppo umano, 
offrendo strumenti unici 
per decodificare il 
comportamento, le 
istituzioni e i 
conflitti del nostro tempo.

L'antropologo si immerge
nella comunità che studia,
vivendo come i suoi
membri per comprenderne
il punto di vista ("dall'interno").
E’ quanto abbiamo appreso
dal prof. Anton Blok che,
in anni ormai lontani,
visse a lungo all’interno
della comunità di
Contessa Entellina.



Premessa alle pagine che seguiranno 

L'antropologia è la scienza umana che studia l'essere umano e le sue diverse manifestazioni sociali, culturali e biologiche nel tempo e nello spazio. Il termine deriva dal greco anthropos (uomo) e logos (discorso). Sul blog ci piace sviluppare, nel solco di una branca di questa scienza, il processo evolutivo di tutte le culture umano in cammino lungo una sola via di sviluppo, passando dalle forme più semplici a quelle più complesse. 

Trattandosi di un discorso sull’essere umano ci piace avviare questa pagina da lontano nel tempo, ma non esiteremo a studiare i comportamenti dei politici e dei politicanti dei nostri giorni, grazie agli strumenti che -appunto- l’antropologia ci offre. E’ ovvvio, come sappiamo dal particolarismo storico e dal funzionalismo,  che le culture umane non seguono un unico schema obbligato, ma si adattano ai propri ambienti e storie in modi unici e differenti. 

L’antropologia dei nostri giorni studia e ci spiega  le relazioni complesse (per esempio, quelle dei politicanti dei nostri giorni) superando l’interesse esclusivo per i popoli primitivi per farci intendere il funzionamento del “potere” e il comportamento di coloro (i politici) che si sentono i nuovi, gli innovatori, dei giorni adesso correnti, chiarendoci gli scontri e gli incontri fra i diversi blocchi culturali, e non solamente. 

L'antropologia ci servirà (ci aiuterà) rendere strano ciò che è familiare e familiare ciò che è strano, inducendoci a guardare la nostra stessa società (comunità) con occhi critici e privi di pregiudizi.

 

Letteratura: personaggi del Novecento

All'inizio del Novecento, il
futuro della letteratura viene
affidato a una radicale rottura
con il passato, al rifiuto del
positivismo e del realismo
ottocentesco e alla nascita
delle avanguardie e del
modernismo
 Il Novecento?

 Un secolo orfano. Forse il padre l'ha ucciso (così: Tozzi, Svevo, Gadda e Kafta), di sicuro l’ha perduto. Savinio (pseudonimo di Andrea Francesco Alberto de Chirico (Atene, 25 agosto1891 – Roma5 maggio 1952 è stato uno scrittorepittoredrammaturgo e compositore italiano) è dell'idea che il secolo ha perso il modello e così ha guadagnato  una libertà mai goduta prima così.

Quanta nostalgia però, che voglia di ritrovarlo, di veder tornare il padre, di riavere il modello, la struttura unica che sa la verità su un'epoca. E forse non ci si è rassegnati a farne a meno neppure oggi, in età postmoderna, che ignora il padre. Dio e ogni depositario della Legge.

Il Novecento è stato un secolo che ha combattuto estenuanti guerre di successione per stabilire a chi toccava il ruolo di guida. Guerre di fratelli in lotta per il posto di padre.


 Quanti regimi totalitari per sostituire un padre e un dio al cui ruolo non si sa rinunciare. Quanti intellettuali rivoluzionari e quanti artisti anarchici sono passati al seguito di dittatori, di Mussolini, Stalin, Hitler.

Il Novecento bestemmiando Dio e il Padre ha convalidato la struttura di una cultura a piramide, sia pure spuntata dai deicidi. Una piramide capovolta che avesse il culmine sotto, cioè invisibile, e su cui si reggesse un epoca.

Eretici e miscredenti non hanno dubitato per decenni: c'era un disegno profondo nel caos contemporaneo. L'arte che lo scopre sarà premiata dalla fede di chi si sentirà dentro quel disegno o progetto e tecnica o, meglio ancora, in quel preciso linguaggio. Si pensi alle poetiche, i movimenti, i gruppi, le riviste che hanno dato la direzione al secolo. Si osservi la staffetta fra le scuole culturali e le correnti artistiche con la quale corse  la storia della cultura del secolo. Senza i movimenti non si fa storia. Così credeva chi pensava alla stona come progresso ma ora chi crede più al progresso?


La norma datasi è che c'è un solo posto, solo uno può occuparlo: un movimento (per esempio il futurismo), una rivista ("La Voce"), una corrente (gli ermetici), una ideologia (il marxismo), un gruppo (il Gruppo 63). Soltanto uno ha ragione, non escluso l'irrazionalismo, che, anzi, finge di parlare con Dio. Ha ragione il cinema invece della letteratura, la TV invece del cinema, la musica invece del teatro, la scienza invece della religione. Uno dopo l'altro e viceversa: i posti non sono stati assegnati definitivamente. Possono tornare la religione, il cinema e il teatro. Eterna è stata la musica, ma quale musica? E quale letteratura? Una volta si era certi di saperlo: quella futurista o quella ermetica o quella neorealista.


(Segue)

venerdì 18 settembre 2026

Chi siamo, dove andiamo?

 Sulla meraviglia dell’Universo.

Noi esseri umani siamo Homo sapiens,
l'unica specie superstite del genere 
Homo, e veniamo biologicamente
dall'Africa subsahariana
, dove la
nostra specie si è evoluta circa 
200.000–300.000 anni fa
 prima di
migrare e colonizzare l'intero pianeta.

La storia della nostra provenienza
non è una linea retta, ma un cespuglio
pieno di ramificazioni:
-Gli antenati che hanno dato inizio alla
 transizione verso la postura eretta
(come gli 
Australopitechi, di cui la
celebre Lucy è l'esempio più noto) vissero
in Africa tra i 4 e i 2 milioni di anni fa.
-Circa 2,5 milioni di anni fa
comparvero le prime forme umane
in grado di fabbricare utensili
 (
Homo habilis).





Paul Davies, astrofisico e saggista britannico di fama internazionale ha scritto: «Nell'universo sono emersi molti fenomeni affascinanti: mostruosi buchi neri del peso di un miliardo di Soli che mangiano le stelle e vomitano getti di gas; stelle di neutroni che ruotano su se stesse mille volte al secondo, la cui materia è compressa a un miliardo di tonnellate per centimetro cubo; particelle subatomiche così inafferrabili che potrebbero penetrare anni luce di piombo solido; onde gravitazionali il cui flebile passaggio non lascia alcuna impronta percettibile. Eppure, per quanto stupefacente possa sembrare tutto ciò, il fenomeno della vita è più straordinario di tutti gli altri messi insieme».

Quella vastità e inospitalità del cosmo entro cui ci ritroviamo noi uomini del pianeta Terra e’ nello stesso tempo fonte di meraviglia assoluta giusto la percezione che esista un fenomeno così complesso, così ricco e così fragile come fragile e’ la nostra vita. 


Continua Davies: «C'è un'infinità di stelle, almeno 10 miliardi di miliardi. Ma questo numero è di una piccolezza insignificante rispetto alle immani probabilità contrarie anche solo di una semplice molecola proteica». Davies continua sulla teoria del caso fortuito quale spiegazione dell'origine della vita, la teoria del colpo di fortuna chimico: «Le probabilità contrarie alla sintesi puramente casuale delle sole proteine sono circa 1.040.000, ciò significa 1 seguito da 40.000 zeri ».


——

Continueremo a riportare motivi di riflessioni sul tema.

Tassa di circolazione automobilistica

 

Viene introdotta l'esenzione
dal bollo auto per i veicoli
di piccola e media potenza
(fino a 80 kW)
 e per tutte le moto.
L'esenzione riguarderà un solo
veicolo per contribuente
, a
patto che questo sia regolarmente
assicurato. Per le auto sopra gli
80 kW (e per i secondi veicoli), la
tassa rimarrà in vigore.











Saranno 14,5 milioni i veicoli che nel 2027 non pagheranno il bollo di circolazione. Una misura che costerà alle casse pubbliche quasi 2,3 miliardi di euro e che interesserà milioni di vetture tra quelle oggi in circolazione. La norma si estende anche a moto e scooter.

In buona sostanza il governo cambia strategia per contrastare il caro carburanti: abbandona gradualmente la linea seguita finora del taglio delle accise, perché troppo costosa e poco efficace, e decide, per il 2027, l’abolizione del bollo auto per i veicoli a due ruote e per le auto fino a 80 kw di potenza, in pratica il 70% delle vetture, secondo l’esecutivo (calcolato non sul parco auto, ma su quelle aventi diritto).

Come funzionerà?

Nel 2027 non si dovrà pagare il bollo su moto e motocicli e sulle auto «aventi potenza non superiore a 80 Kw», che equivalgono a circa 109 cavalli vapore (Cv). 

Stando alle stime governative si tratta di 13,2 milioni di vetture, in pratica tutte le piccole e medie, e di 1,1 milioni di moto. Se la persona possiede più veicoli agevolabili, l’esenzione si applica a un solo mezzo, quello di potenza minore, sul quale cioè si sarebbe pagato di meno. La misura vale per i veicoli a benzina, a gasolio e ad alimentazione ibrida. E anche per coloro che utilizzano il veicolo in leasing o a noleggio. 

Per il 2027 l’abolizione del bollo costa 2,3 miliardi, che verranno dai fondi del Pnrr non usati, e saranno ripartiti tra le Regioni, poiché si tratta di un’entrata di loro competenza. 


L’amico cane (25)

 

Il cane da pastore abruzzese
maremmano, conosciuto sia
come pastore abruzzese, sia
come pastore maremmano, è
una razza canina italiana del
gruppo pastori e bovari,
originaria degli Appennini
dell'Italia centrale.

È un cane selezionato
per agire da solo sul
pascolo. Non cerca
continuamente
l'approvazione del
padrone e non risponde
ai comandi come altre
razze più docili.

Non è un cane
sottomesso o servile;
ha un carattere fiero
e autonomo che va
rispettato.






Un amico, un esperto in materia di crescita e “formazione” nei comportamenti desiderabili dei cani, ci farà pervenire periodicamente dei brevi consigli su come noi umani dobbiamo, dovremmo, approcciarci all’amico cane, per educarlo ma anche per meglio conoscere la sua natura e le sue aspettative.

= = = 

  Nonostante di cani esistano tante razze, ciascuna con comportamenti diversi l’uno dall’altro, esistono molti comportamenti uniformi e molte similitudini nel loro agire. Tanto per dire una similitudine, ogni cane è dotato di 42 denti (6 incisivi in posizione centrale), tra cui 6 paia di incisivi in posizione centrale, affiancati da 4 grossi canini. Gli altri sono molari e pre-molari. Questo tipo di dentatura consente ai cani di ingerire pure cibo vegetale. Non è strano infatti vedere cani che si cibano di erba fresca sui campi.

  I cani maschi pervengono alla maturità sessuale dopo poco più di otto mesi. Le femmine fra i 10-15 mesi.

  Decidere di possedere un cane può rivelarsi un’esperienza positiva e addirittura entusiasmante, ma anche stressante. Di solito, l’impegno richiesto da un cane adulto è meno impegnativo che dedicarsi alla crescita di un cucciolo. 

 Su questa pagina del blog contiamo di indicare suggerimenti utili a fruire dell’amicizia del cane,  grazie a comportamenti desiderabili e di godere dei suoi conseguenti progressi.

giovedì 17 settembre 2026

Il procedere delle società

 

Essere nella vita quotidiana “realista” dovrebbe essere caratteristica di ciascun di noi esseri umani. Eppure ci accorgiamo che tanti, tantissimi piuttosto che il dialogo e conseguenti accordi propendono per la contestazione. Una costante statistica, in ogni società che sia democratica o autoritaria, asserisce che in ogni tempo sono esistite le lunatic friges (le frange lunatiche) costituite da scontenti, amanti del mugugno, utopisti, sognatori alla ricerca di “ideali per i quali battersi”.

 I movimenti e i pensatori legati all'utopia, alla contestazione e alla rivoluzione rappresentano comunque di fatto le forze trainanti del cambiamento sociale, politico e culturale nella storia umana. Sebbene spesso intrecciati, ognuno di questi concetti esprime una modalità diversa di rifiutare lo status quo e immaginare o imporre il futuro.

== Gli utopisti classici e filosofici sono pensatori, filosofi e sognatori che descrivono una società ideale, perfetta e radicalmente alternativa a quella esistente. Il loro approccio è teorico e progettuale: spesso non cercano la distruzione violenta del presente, ma offrono un modello ideale da seguire.

Platone: Nella Repubblica teorizza uno Stato ideale governato dai filosofi, dove regnano la giustizia e la divisione rigida dei compiti.

Thomas More (Tommaso Moro): Nel 1516 scrive Utopia (coniando il termine, che significa "non luogo" o "luogo del bene"), descrivendo un'isola dove la proprietà privata è abolita e la convivenza è pacifica.

Tommaso Campanella: Ne La città del Sole (1602) immagina una società teocratica e comunista guidata dal re-sacerdote "Sole".

== il Socialismo Utopistico (XIX Secolo): Di fronte ai drammi della Rivoluzione Industriale, questi pensatori propongono riforme sociali basate sulla cooperazione, prima dell'avvento del marxismo scientifico.

Robert Owen: Industriale illuminato, sperimenta nelle sue fabbriche in Scozia (New Lanark) e negli USA (New Harmony) comunità di lavoro eque, cooperative e con orari ridotti.

Charles Fourier: Immagina i "falansteri", grandi unità autosufficienti di produzione e consumo in cui la vita comunitaria e la libertà sessuale e personale sono totali.

Henri de Saint-Simon: Propone una società guidata da scienziati e industriali, dove la produzione è pianificata per il benessere dei più poveri.

== Gli abbattitori dell’ordine:rivoluzionari sono coloro che passano all'azione per rovesciare in modo radicale, rapido e spesso violento l'ordine politico e sociale esistente, al fine di sostituirlo con un sistema completamente nuovo.

(Segue)


Il fenomeno migratorio

Oggi la popolazione straniera
in Italia conta oltre 5 milioni di
residenti regolari
, cifra che
rappresenta circa il 9,1% della
popolazione totale
 del Paese
.
Il fenomeno migratorio italiano
sta vivendo una fase di profonda
trasformazione, caratterizzata da
un calo significativo degli arrivi
via mare, da una presenza
extracomunitaria stabile e radicata
 e dalle recenti novità normative
europee.






Perché nel Nord Europa

sta rinascendo il fascismo

 e pure il nazi-fascismo? 

 Wirwollten Armen, Menschen sind gekommen («Volevamo delle braccia, sono arrivate delle persone»).  Questo aforisma, attribuito a Max Frisch, scrittore svizzero, nella sua sinteticità manifesta la presa d'atto del fallimento del Gastarbeitermodell, ossia di quel modello di politica dell'immigrazione - prevalso in numerosi Paesi europei fino all'inizio degli anni Settanta del Novecento- che riduce, o comunque immaginava, il fenomeno migratorio alla dimensione di importazione temporanea di manodopera. 

 Il romanziere svizzero lasciava intendere, nella seconda metà  del Novecento, ad un'opinione pubblica ancora inconsapevole che l'immigrazione non era soltanto un fenomeno economico, (quasi meccanico) bensí il fattore scatenante di una trasformazione globale delle società europee, che avrebbe investito tutte le articolazione non solo economiche, ma sopratutto quelle politiche e conseguentemente l’assetto sociale.

 A seguire i media, pare infatti che la portata del fenomeno migratorio non stia investendo solamente le strutture normative dei paesi europei, ma l’intero assetto politico/istituzionale delle democrazie occidentali.  Il diritto e l’assetto democratico del vecchio continente, con l’avanzata delle destre estreme, in più paesi, di cui abbiamo recenti notizie (vedi Francia, Germania etc.), rischiano di riportarci indietro, ai primi decenni del Novecento, quando l’essere umano non possedeva pari dignità in relazione al credo e alla visione della società degli eguali.


 Sappiamo tutti che il fenomeno  migratorio e la conseguente presenza entro i confini di uno Stato di una fascia di individui immigrati, aventi ovviamente visioni sociali e culturali in gran parte diverse da quelle degli autoctoni, spinge l'ordinamento giuridico a un processo di adattamento (tanto nei suoi contenuti normativi quanto nelle sue procedure informative, applicative, coercitive, ecc.), che risulta necessario per mantenere o per stabilire ex novo la sua capacità regolativa nei confronti dei nuovi soggetti. E però, in questo passaggio spuntano gli estremismi culturali e politici delle componenti politiche locali di ciascun paese (vedi: Francia, Germania etc.).


(Segue: e punteremo ad evidenziare che per parecchi decenni gli emigrati, con le valige di cartone rilegate con lo spago, siamo stati noi siciliani, noi italiani).

Tra miseria di popoli e supremazie

Che America è questa?

L'approccio globale di Trump
fonde elementi di neo-imperialismo
e isolazionismo economico,
allontanando gli USA dai
tradizionali partner transatlantici.







Avevamo conosciuto un’America della speranza, e adesso …

 Il segretario dell'Air Force (USA), Troy Meink, ha fatto conoscere all’opinione pubblica mondiale, per la prima volta, che gli Stati Uniti hanno dispiegato armi nello spazio e che sono pronti a usarle per difendere le forze americane ovunque si trovino. «Possiamo continuare a garantire di essere pronti ad affrontare le sfide delle nuove minacce dovunque esse siano - ha detto Meink, durante la conferenze annuale della Air and Space Forces Association che si è svolta nel Maryland - per questo gli Stati Uniti ora posseggono armi di controllo spaziale in orbita in grado di difendere le forze congiunte contro azioni ostili di nemici».

 A inizio settembre, pochi giorni fa, Trump si è riferito alla nuova armata, costituita da circa 16 mila uomini tra Air Force e civili, e ripubblicando sui social l'ipotetica divisa in stile Impero Galattico di Star Wars, puntando a vagamente ricordare anche le uniformi delle SS naziste.

  Questa non è l’America che avevamo conosciuta.

mercoledì 16 settembre 2026

Letteratura: personaggi del Novecento

1905 - 1937



Il poeta ungherese, Attila Joszef (Budapest, 11 aprile 1905 – Balatonszárszó, 3 dicembre 1937) è stato uno dei più importanti e influenti poeti ungheresi del XX secolo. La sua opera ha tragicamente unito elementi del modernismo europeo, del surrealismo e del realismo socialista, dando voce alla sofferenza delle classi più povere e al dramma dell'alienazione esistenziale.

Nato nei quartieri poveri di Budapest, visse un'infanzia segnata dalla miseria. Dopo l'abbandono del padre e la prematura morte della madre (figura centrale e dolorosa di molte sue liriche), crebbe tra affidamenti e mille difficoltà. Nonostante le sue straordinarie doti intellettuali e gli studi intrapresi tra Budapest, Vienna e la Sorbona di Parigi, si scontrò duramente con l'ambiente accademico e politico ungherese dell'epoca. La sua celebre poesia Tiszta szívvel ("Con cuore puro") fu considerata scandalosa per il suo nichilismo nichilista, costandogli l'espulsione dall'Università di Seghedino.

Le sue poesie spaziano dall'introspezione psicologica freudiana, fino a una profonda solitudine esistenziale. Ha saputo fondere il linguaggio popolare e folcloristico con le avanguardie letterarie più complesse. Affetto da gravi disturbi psichici e schiacciato dalla povertà e dal mancato riconoscimento pubblico, morì a soli 32 anni travolto da un treno merci presso il lago Balaton. Sebbene permangano dubbi storici, la tesi del suicidio resta la più accreditata.

Ai nostri giorni Attila József è celebrato in Ungheria come un vero e proprio eroe culturale nazionale; il giorno della sua nascita, l'11 aprile, è stato istituito come la Giornata Nazionale della Poesia.

= = = =

Ebbe a scrivere:

 «Il dolore è come un postino: 

qualche volta bussa alla tua porta: 

ha una lettera per te».