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lunedì 8 giugno 2026

Gli italiani e la ricchezza

 Parliamo di fisco

I conti pubblici italiani 
sono caratterizzati da
una situazione di criticità
strutturale, con il debito
pubblico totale che ha
superato la soglia record
dei 3.150 miliardi di euro
.
 Il rapporto debito/PIL si
aggira attorno al 138%,
proiettando l'Italia al primo
posto in Europa per questa
specifica percentuale.



Il sistema tributario italiano e’ eccessivamente inclinato sul fattore “lavoro”. La gran parte delle entrate pubbliche provengono dalla tassazione delle “buste paghe”. Non sorprende leggere le richieste di più fronti politici e sindacali di spostare la tassazione dal lavoro alle rendite. 

 L’imposta sulle case esiste già, escludendo la prima casa.  Dove sta il problema?

1)  Parlare di imposta patrimoniale significa inimicarsi i  ceti medi (quelli che sostanzialmente decidono le sorti delle forze di governo).

2)  In Italia la tassa di successione è poco più che simbolica, a differenza di molti altri Paesi. In astratto la tassa di successione sarebbe giusta. Qualcuno ci lascio’ scritto che gli uomini nascono liberi e uguali. È giusto che coloro che hanno la fortuna di nascere in una famiglia ricca contribuiscano in qualche modo all’istruzione, alla salute, alla sicurezza, al benessere dei compatrioti. Però, siamo sempre lì, la tassa di successione finirebbe per colpire le famiglie del ceto medio, ossia lo spazio di qualsiasi forza politica, di destra o di sinistra. Un ceto medio, in anni recenti impoverito dall’inflazione e che comincia a sentire i morsi di quella rivoluzione dell’intelligenza artificiale che cancellerà o almeno ridimensionerà fortemente i lavori che più finora lo hanno caratterizzato.

 3) una cosa certa è che in Italia chi prometterà nuove imposizioni fiscali perderà le elezioni.

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