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| Le Origini (1891-1906): Nascono a Milano le prime Camere del Lavoro per tutelare i lavoratori a livello territoriale. Nel 1906, con il congresso di Milano, viene fondata la Confederazione Generale del Lavoro (CGdL), la prima organizzazione sindacale nazionale. Nel 1948-1950, le tensioni della Guerra Fredda portano alla scissione e alla nascita di organizzazioni separate di ispirazione cattolica (CISL) e repubblicana/ socialdemocratica (UIL). Nella (CGIL) restano socialisti e comunisti. |
Il 1892 porta una importante novità nel panorama politico italiano: si costituisce il primo partito della sinistra, il Partito socialista, e ne derivano importanti conseguenze anche per il nascente movimento sindacale.
L'anno successivo, infatti, prende vita la prima organizzazione sindacale a carattere nazionale, la Ficl, Federazione italiana delle Camere del lavoro. La Ficl è di fatto l'espressione sindacale del partito socialista: un legame, quello tra partito e sindacato con il partito in una posizione di preminenza, che caratterizzerà larga parte della storia del movimento sindacale italiano, a dispetto delle reiterate affermazioni di autonomia dai partiti politici che hanno contrassegnato la vita dei sindacati.
Le conseguenze sono rilevanti sotto molteplici aspetti. Osserva ad esempio Georges Couffignal, intellettuale francese autore de «I sindacati in Italia», riferendosi ai primi passi del movimento sindacale del nostro Paese: «L'azione sindacale non fa che integrare l'azione politica, e naturalmente le organizzazioni nascenti cercheranno di risolvere i problemi della condizione operaia con degli interventi in direzione dei poteri pubblici e non in direzione degli interlocutori padronali».
Tra la fine dell'800 e gli inizi del '900 si sviluppano le prime organizzazioni sindacali di categoria a carattere nazionale: la più importante, anche in seguito, è la Fiom, la federazione dei metalmeccanici.
Mentre la Ficl è espressione delle Camere del Lavoro, nel 1906 nasce la Confederazione generale del lavoro, Cadl, organizzazione nazionale dei sindacati di categoria, di cui il primo segretario generale è il socialista Rinaldo Rigola.
I primi anni della nuova confederazione sono tutt'altro che facili: nel movimento operaio, e quindi sia nel partito socialista che nel sindacato, convivono due anime, quella «riformista» e quella «rivoluzionaria».
La maggioranza del partito socialista e della Cgdl è «riformista». Ci sono i presupposti per una scissione, e questa puntualmente avviene: nel 1912 i «rivoluzionari» danno vita all'Usi, Unione sindacale italiana. L'Usi fa concorrenza, con un certo successo, alla
Cgdl nell'organizzazione delle lotte operaie che cominciano a contrassegnare anche il nostro Paese. La divisione del movimento sindacale si completa nel 1918 con la nascita della Cil, Confederazione italiana dei lavoratori, di ispirazione cattolica e con una ideologia «collaborativa» nei confronti del padronato.
Ma il movimento sindacale italiano, nelle sue diverse articolazioni, si può dire che sia ancora in una delicata fase formativa quando si verifica l'avvento del fascismo.

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