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martedì 30 giugno 2026

Per chi ama la Storia

La Restaurazione è il periodo
della storia europea che va dal 
1814 al 1830, caratterizzato dal
tentativo delle potenze continentali
di ripristinare l'Antico Regime
dopo la sconfitta di Napoleone


Pagine di cronologia 

1816 In tutti gli Stati italiani il ritorno sul trono degli antichi sovrani porta alla liquidazione della gran parte dell’eredità bonapartista. Ritornano in vigore gli antichi ordinamenti prerivoluzionari e, in diversi Stati, la classe dirigente napoleonica e’ sostituita almeno in parte, dai legittimisti. Grazie all’opera di alcuni ministri illuminati, come il cardinale Ercole Consalvi a Roma, Luigi de Medici a Napoli, Vittorio Frossombroni in Toscana, il generale Adam Neipperg a Parma, la reazione non assume ovunque quel volto poliziesco  che era nei voti della cultura più intransigente della Restaurazione e riesce talvolta a ritrovare una continuità con il riformismo settecentesco. Ma censura, repressione di antichi privilegi diffondono un profondo malcontento negli ambienti liberali, nostalgici dell’età napoleonica, costituzionalisti, rivoluzionari “giacobini” e “comunisti” buonarottiani si organizzano in società segrete. Una grave crisi economica, provocata dalla carestia che investe tutta l’Europa, fa sentire le sue conseguenze in diverse parti d’Italia, suscitando manifestazioni  di malcontento popolare prontamente represse dalle autorità.


«Restaurazione» 

Restaurazione è un concetto che indica il ritorno a condizioni politiche antecedenti a un rivolgimento sociale o a una rivoluzione.

Come categoria storiografica fu coniata nell'Ottocento dagli storici francesi con l'intento di designare il periodo segnato dal ritorno in Francia dei sovrani borbonici (1814-1830). Successivamente il suo significato si è esteso sino a definire un ciclo della storia europea segnato dal ritorno dei sovrani spodestati da Napoleone e dalla volontà di ripristinare l'assolutismo, impedire la ricomparsa delle rivoluzioni, stabilizzare l'Europa intorno alle grandi monarchie. Tuttavia il  concreto svolgimento degli avvenimenti dimostrò l'impossibilità di restaurare compiutamente l'antico ordine. Infatti, se sul piano della giustificazione teorica l'azione dei re fu accompagnata da ideali controrivoluzionari, nella realtà  dei comportamenti molti di loro scelsero una linea di compromesso, accettando alcune riforme realizzate da Napoleone e servendosi di personale militare e amministrativo formatosi in età napoleonica. In alcuni casi, come in Francia, il compromesso finì con l'accogliere, seppure con forti limitazioni, il principio della Costituzione e della rappresentanza della nazione tramite il parlamento.



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