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lunedì 15 giugno 2026

Terzo millennio

  N. 01

Nel terzo millennio il cittadino comune, quello che magari vive del reddito di lavoro dipendente, un salario o uno stipendio, è sempre più indotto a occuparsi di questioni economiche, di far quadrare i conti.

In passato, in un passato non troppo lontano, nella nostra area interna della Sicilia, l'unica economia che poteva interessare era quella «domestica», cioè come spendere il proprio magro reddito distribuendolo razionalmente tra i diversi bisogni primari da soddisfare: alimentazione, abbigliamento, abitazione, e così via. 

Oltre tremila "contessioti" sono emigrati nel Nord America fra Ottocento e primi decenni del Novecento.
 Una fortissima comunità si stabilì  a 
New Orleans, in Louisiana, dove  fondo’ anche una specifica 
Società di Beneficenza.

Ai nostri giorni il cittadino percepisce, giustamente, di essere sempre più coinvolto per ragioni politiche, sindacali e comunque sociali  anche dalle grandi questioni economiche (dal cosiddetto andamento macroeconomico del Paese Italia: inflazione, crisi di settori, rischio disoccupazione etc.) e dagli affari e dagli andamenti della finanza pubblica e privata.


Come si è giunti a questo? E’ solo una moda, un interesse passeggero? O verosimilmente e’ una maturazione delle coscienze collettive dopo oltre settantanove anni di regime repubblicano-democratico?  

Effettivamente nel  corso di un periodo molto lungo, ma con più intensità negli anni recenti, si sono verificati numerosi mutamenti qualitativi nel rapporto tra la generalità dei cittadini, il contesto socio-politico generale e la realtà lavorativa nel nostro paese (=in una parola, nel nostro Paese-Italia) è cambiata l’economia, e per dirlo con espressione contessiota, la nostra realtà locale da contadina, e con riferimento prevalente al latifondo ante guerra a Vaccarizzo, e’ divenuta una società diluita (emigrata) fra più paesi europei (Svizzera, Germania, Francia e Nord Italia), una comunità di anziani pensionati e  in più casi con due/tre abitazioni per famiglie, e però disabitate. Situazione questa,  conseguente (anche) alla avvenuta cessazione del fluire di più buste paghe, conosciute diffusamente, in quest’area di Sicilia,  durante il lungo processo della ricostruzione post-terremotato 1968.


In passato, nei decenni precedenti il processo di ricostruzione nella Valle del Belice, ad occuparsi di “economia” era una ristrettissima cerchia di persone, ai nostri giorni, nel terzo millennio, l’economia è, per gran parte delle famiglie,  materia di interrogativi e decisioni difficili quotidiane e di valutazione per fasce sempre più larghe di persone. 


Facciamo qualche esempio sull’evoluzione, 

sulla realtà che e’ cambiata attorno a noi.

In alcuni casi si è trattato di processi di lunghissimo periodo. Primo fra tutti la progressiva riduzione dell'occupazione agricola e, in particolare, la contrazione del peso delle attività agricole più povere: quelle del piccolo contadino e del mezzadro con un modesto appezzamento. Dietro a questa economia rurale c'era fino agli anni post-seconda guerra mondiale molto autoconsumo: la famiglia contadina produceva in primo luogo per soddisfare direttamente i propri bisogni, quelli alimentari innanzitutto, e il residuo (se c’era) veniva usato sul mercato. Quella era un'economia familiare nella quale la moneta, i movimenti dei prezzi e tutto ciò che vi era connesso avevano in definitiva un ruolo marginale, talora in più casi ininfluente. 

La riduzione di quell’agricoltura di autoconsumo, la progressiva sostituzione con un'agricoltura più moderna e via via orientata al mercato costituirono un processo che ha coinvolto milioni di italiani, sopratutto meridionali a partire dal dopoguerra. Nel 1951 ancora il 42,2 per cento della popolazione attiva (ed in Sicilia con percentuali di parecchio più  elevate) era assorbito dall'agricoltura, contro poco meno del  4 per cento, 3,6% circa attuale.

L'ingresso in una fabbrica o in un ufficio di una quota sempre crescente della popolazione non è stato comunque di per sé motivo sufficiente ad alimentare un grande flusso di domanda della conoscenze economiche. Negli anni di più intenso sviluppo e industrializzazione, gli anni "50 e i primi anni "60, il mercato del lavoro — il rapporto tra domanda e offerta di manodopera — presentava una larga sovrabbondanza di braccia.


(Segue)


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