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lunedì 8 giugno 2026

Capita in Italia

 

Sono scattati presidi e
manifestazioni di solidarietà
e di protesta in diverse città
italiane per denunciare le
condizioni limite del
 caporalato agricolo.



Bruciati vivi quattro braccianti agricoli

La fine tragica di Amin Khogyani, Ullah Qiemi, Amjad Safi e Waseem Khan, quattro braccianti agricoli bruciati vivi da due assassini venuti da lontano al pari di loro loro, ci appare appartenente ad una realtà  sociale ed umana lontana da noi, eppure quella tragedia è stata consumata sotto il nostro naso, in una realtà agricola italiana dove nel terzo millennio esistono figure di caporali e braccianti, pachistani e afghani. 

  Nella società italiana, nelle maglie delle strutture economiche pare che esistano tuttora spazi e gangli dove i più furbi e i malvagi possono sfruttare e persino ammazzare i più deboli ed i più indifesi dei loro. 

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La strage di quattro braccianti agricoli bruciati vivi è avvenuta a Amendolara, in provincia di Cosenza (Calabria), in questi primi giorni di giugno 2026. Le quattro vittime, tre cittadini afghani e un pakistano, sono state intrappolate all'interno di un monovolume a cui è stato dato fuoco. Un quinto lavoratore è riuscito a scappare e a salvarsi.

Le vittime avevano semplicemente protestato per le condizioni di lavoro e richiesto la paga spettante dopo la raccolta delle fragole. Tra i motivi di scontro emersi dalle indagini figura anche il rifiuto dei lavoratori di vivere ammassati in dieci persone dentro una sola stanza.

Le indagini condotte dalla Procura di Castrovillari e dalla Squadra Mobile di Cosenza hanno portato al fermo di due caporali di nazionalità pakistana.

La Coldiretti ha espresso ferma condanna definendo l'episodio un orrore intollerabile. Diverse associazioni ed enti come la Comunità di Sant'Egidio e la CEI hanno chiesto di spezzare l'omertà e rafforzare severamente i controlli contro lo sfruttamento del lavoro nei campi.

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