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mercoledì 9 settembre 2026

Parole frequenti sui media

 

DDR-Repubblica Democratica Tedesca):
Nota in italiano come Germania Est,
è stato lo Stato comunista
 esistito dal 1949 al 1990 nella
zona di occupazione sovietica della
Germania.





DDR

La Repubblica Democratica Tedesca (Ddr) nacque nel 1949 nella zona d’occupazione sovietica, opposta alla Repubblica Federale nata a Ovest. Stato satellite dell’Urss, a partito unico ed economia pianificata e centralizzata, restò isolata dietro il Muro di Berlino, eretto nel 1961, e sorvegliata dalla famigerata polizia segreta, la Stasi. Cadde nel 1989 con l’apertura del Muro, aprendo la strada alla riunificazione tedesca, ufficializzata nell’ottobre del 1990

Lo scrittore Ingo Schulze: «Temo danni enormi alla cultura e alla scuola», dopo la vittoria elettorale dell’estrema destra. Non è paradossale il legame quasi istintivo che l’AfD sente con Trump? «Sì, imparano gli uni dagli altri. E proprio osservando Trump si può capire quale Germania abbia in mente l’AfD. Personalmente considero più interessante ciò che ha tentato la Spagna, cioè la regolarizzazione degli immigrati irregolari. Non invidio affatto i politici che devono trovare un compromesso tra immigrazione e rimpatri. Non è qualcosa che riusciremo semplicemente a fare, come diceva Angela Merkel».

Cosa è capitato: il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) ha ottenuto vittorie storiche negli Stati della Germania orientale (l'ex DDR comunista). Nelle recentissime elezioni regionali in Sassonia-Anhalt del 6 settembre 2026, l'AfD ha registrato un trionfo senza precedenti raggiungendo il 44,6% dei voti. Questa vittoria segue quella storica del settembre 2024 in Turingia, dove il partito ottenne il 32,8%, segnando la prima affermazione di una forza politica di estrema destra in un parlamento regionale tedesco dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

martedì 8 settembre 2026

L’intramontabile Putin

Yabloko è un partito
socioliberale, culturalmente
filo-occidentale (ma
contrario alla NATO in
quanto fautore del pacifismo)









Si avvicinano le elezioni legislative russe del 18-20 settembre. 

Il partito filo-occidentale Yabloko, l'unico a opporsi apertamente alla guerra in Ucraina, è stato escluso con una sentenza della Corte suprema.

=.  =.  =

Il Partito Democratico Unificato Russo "Yabloko" (in russo Яблоко, letteralmente "Mela") è lo storico partito politico socioliberale e pacifista russo, fondato nel 1993 da Grigory Yavlinsky, Vladimir Lukin e Yury Boldyrev. Fino a tempi recenti è rimasto l'unico partito ufficialmente registrato in Russia a opporsi apertamente all'invasione russa dell'Ucraina, correndo sotto lo slogan "Pace e libertà". Tuttavia, negli ultimi giorni di agosto 2026 la situazione del partito è precipitata drammaticamente a causa di una forte stretta repressiva da parte delle autorità di Mosca. Il 10 agosto 2026, la Corte Suprema russa ha escluso Yabloko dalle elezioni parlamentari previste per il settembre successivo. Il verdetto è giunto accogliendo un ricorso del partito nazionalista Rodina, che accusava Yabloko di ricevere finanziamenti esteri e di sostenere il "movimento internazionale LGBT" (messo al bando in Russia).

Nonostante i tentativi di ricorso guidati dal presidente del partito Nikolai Rybakov, le autorità hanno continuato a escludere singoli candidati rimasti sul territorio, azzerando di fatto ogni presenza del movimento dalle schede elettorali.

lunedì 7 settembre 2026

Gli eccessi di Trump

 

Mentre alla Casa Bianca il
presidente mostra con
orgoglio l’ultimo regalo
ricevuto, telefoni da tavolo
coi bordi d’oro e il logo
della Cisco, e mentre da tre
giorni gli americani possono
acquistare la moneta da un
dollaro con la faccia di un
Donald Trump ringiovanito
e con una foltissima
capigliatura (venduta in
confezioni da cento pezzi a
154 dollari), un sondaggio
della Gallup indica che per
l’89% degli americani il
governo degli Stati Uniti è
corrotto.

Un sondaggio della Gallup indica che per l’89% degli americani il governo degli Stati Uniti è corrotto. Gli americani non sono mai stati teneri con Washington: già vent’anni fa l’accusa di corruzione era al 73%. Trump si era fatto eleggere proprio con la promessa di «prosciugare la palude».

 Quasi 9 americani su 10 dopo un decennio di trumpismo giudicano l’Amministrazione corrotta e dovrebbero suonare quasi come una campana a morto per il presidente, addirittura più del continuo calo della sua popolarità nei sondaggi: secondo l’indagine Gallup, infatti, l’accusa di corruzione viene, oltre che dal 91% di democratici e dal 90% di indipendenti, anche da un 83% di repubblicani.

 Gli eccessi di Trump — dalla diffusione di linguaggi brutali, volgari, antidemocratici, fino agli scavalcamenti del Congresso e alle forzature della Costituzione — anche per la corruzione si rischia una sorta di normalizzazione. 

 Trump è stato finora al centro di numerose controversie legali ed etiche legate ad accuse di corruzione, abusi istituzionali e conflitti di interesse, sebbene egli abbia sempre respinto ogni addebito definendosi a sua volta vittima di un "sistema corrotto" orchestrato dai suoi avversari politici. Nello scorso agosto 2026, Trump è stato citato in giudizio presso il tribunale federale di Manhattan con l'accusa di aver creato un "sistema corrotto e incostituzionale". La contestazione riguarda la vendita a pagamento di post in anteprima su Truth Social a fondi speculativi di Wall Street, permettendo loro di anticipare i movimenti del mercato. Egli utilizza frequentemente il termine "corrotto" per attaccare gli organi di informazione (come NBC e CNN), la Corte Penale Internazionale e i magistrati inquirenti, ribaltando le accuse contro il sistema giudiziario statunitense.

Durante il suo primo mandato presidenziale e l'inizio del secondo, critici e storici della politica statunitense hanno spesso evidenziato come Trump non si sia mai totalmente separato dai suoi asset aziendali (la Trump Organization), sollevando dubbi etici sull'utilizzo delle cariche pubbliche a scopi di lucro personale o sull'accettazione di donazioni e regali controversi da parte di delegazioni estere.

Vivere in regime democratico

  Vivere in età da pensionato consultando i tanti libri acquistati negli anni giovanili e mai completamente letti allora fino in fondo, fino all’ultima pagina, fa scoprire ancora ai nostri giorni, in età  ormai da pensionati, tante situazioni non sempre ben comprese o comunque non sufficientemente approfondite.

= = = 

Il discorso agli elettori di
Caraglio 
è un celebre intervento
extraparlamentare tenuto da 
Giovanni Giolitti il 7 marzo
1897
 nel suo collegio elettorale di
Dronero.  1) 
Giolitti analizzò
duramente la 
mancanza di
indipendenza dei giudici
 
dall'esecutivo dell'epoca,
sintetizzando con estrema
chiarezza i poteri che il
governo manteneva
sulla magistratura.

2) 
Nota storica: Molti storici
ed esperti di diritto
evidenziano la contraddizione
per cui Giolitti, una volta
tornato stabilmente al governo
negli anni successivi, usò
spesso quegli stessi poteri di
controllo burocratico e
centralizzato che aveva
criticato a Caraglio.


L’indipendenza della magistratura

dal periodo liberale post-unitario al fascismo.

L'indipendenza dei magistrati era strettamente limitata già nel sistema dello stato liberale


Nella ricostruzione fattane da Giovanni Giolitti nel 1897, infatti, «al governo restano i seguenti poteri sulla magistratura. 

1) Dei pretori dispone liberamente, senza alcuna garanzia. 

2) I magistrati sono tutti nominati dal governo; 

3) le promozioni loro dipendono per intero dal beneplacito del governo; 

4) Il governo può negare loro qualunque trasferimento; 5) è il governo che determina le funzioni a cui ciascun magistrato deve essere addetto, e che ogni anno designa i magistrati che devono giudicare le cause civili e le penali, e li riparte fra le varie sezioni delle corti e dei tribunali, 

6) è il governo che compone a piacer suo le sezioni di accusa presso le corti d'appello e sceglie i giudici che devono presso i tribunali adempiere le funzioni di giudici istruttori, nel qual modo ha in mano sua l'istruzione dei processi penali e cosí l'onore e la libertà dei cittadini; 

7) infine il ministro guardasigilli ha diritto di chiamare a sé e di ammonire qualunque membro di corte e di tribunale» 

                

(G. GIOLITTI, Discorso agli elettori di  Caraglio (1897)


domenica 6 settembre 2026

Il governo longevo


Nel contesto del dibattito politico in Italia,
 l'affermazione che la destra sia
storicamente più compatta della
sinistra
 riflette una realtà legata alla
natura stessa e alle dinamiche
organizzative delle due coalizioni,
evidenti sia nel sistema elettorale che
nella gestione del potere.

Il centrodestra italiano (rappresentato
principalmente dall'asse Fratelli d'Italia,
 Lega e Forza Italia) condivide un forte
pragmatismo elettorale. Pur essendoci
forti rivalità interne e differenze
programmatiche (ad esempio sulla
giustizia o sull'autonomia), le forze di
destra tendono a trovare rapidamente
una sintesi per vincere nei collegi
uninominali
 e presentarsi unite al voto.

Al contrario, l'area del centrosinistra e
della sinistra radicale soffre storicamente
di una forte frammentazione ideologica 
e di conflitti di leadership costanti
 (come il difficile dialogo strutturale
tra Partito Democratico, Movimento 5
Stelle e le forze centriste o ecologiste).
Le differenze su temi civili, economici
o di politica estera portano spesso
a scissioni o a veti incrociati che
impediscono la creazione di un fronte
compatto.




 

Il record di Meloni a Palazzo Chigi, evocato in questi giorni, è uno specchio nel quale il centrosinistra alla fine si riflette. Al di là delle battute sulla «durata senza risultati» della premier, il Centro-Sinistra non può che interrogarsi sull’instabilità dei suoi precedenti governi. Per evitare di ripercorrere la stessa strada del passato.

 Non v’è dubbio che la stabilità ha una valenza in politica, misura sul lungo periodo la compattezza di una coalizione all’atto delle scelte ed è un antidoto contro il fisiologico logorio nella gestione del potere. 

Il divario tra i 1.413 giorni di Meloni e gli 887 di Prodi è eloquente. C’è pure stato un governo-Renzi con 1.024 giorni, ma  non fa testo perché il suo Gabinetto fu il lascito di un precedente accordo di larghe intese.

*   *   *

 La riflessione che manca a Sinistra: 

… la stabilità e’ un valore.

Fassino tempo fa parlò di una «babele di linguaggi». Bersani evidenziò «la divisione dell’area progressista, incapace di costruire una proposta di governo omogenea». Nessuno  ha mai concentrato l’attenzione su un altro aspetto, di cui pure i dirigenti Pd discutono riservatamente: «Il problema del riconoscimento della leadership al nostro interno». 

Molti a Sinistra dimenticano la competizione che hanno segnato la storia del centrosinistra. Prodi divenne il candidato della coalizione dopo che D’Alema gli disse in un evento pubblico: «Noi le conferiamo la nostra forza». Un incarico in partenza considerato part-time, visto che il Professore battè per due volte Berlusconi e per due volte fu mandato a casa dai suoi alleati (tre, se si contano i 101 che gli impedirono l’ascesa al Colle). L'episodio dei 101 è diventato il caso politico dei "franchi tiratori" per eccellenza in Italia.

Esiste inoltre una pretesa superiorità politica a Sinistra che, combinata ad una  tendenza autolesionista diffusa nel corso della Terza Repubblica hanno caratterizzato le passate stagioni. Ricordiamoci che a partire dal 1996 furono bruciati quattro governi: Prodi, D’Alema I, D’Alema II e Amato.

Elly Schlein ad oggi non ha confermato in quanto segretaria del maggior partito della coalizione di centro-sinistra la candidatura a premier per le prossime elezioni politiche.



sabato 5 settembre 2026

Vivere in regime democratico

L'avanzata delle destre e delle forze
radicali in Italia mette alla prova la
tenuta della democrazia e il rispetto
dei poteri di controllo dello Stato.

Dal settembre 2022 l'Italia è
guidata da una coalizione di centrodestra
 formata da Fratelli d'Italia, Lega e Forza
Italia.
Il 
ruolo della magistratura: Molti
osservatori temono che il rapporto tra
il potere politico e la magistratura possa
subire tensioni pericolose per l'equilibrio
costituzionale.
La Presidenza della Repubblica e la
Corte Costituzionale restano i
principali punti di riferimento per
bilanciare le decisioni del governo.

I diritti civili:
 Le opposizioni
denunciano restrizioni nei diritti
delle donne, delle comunità
LGBTQ+ e nei modi di esprimere il
dissenso, come le proteste nelle piazze
o il diritto di sciopero
.

Significato con le destre 

estreme che avanzano

Pare che in questi primi decenni del terzo millennio le democrazie non godono di un buono stato di salute. Oggi soltanto il 28% della popolazione mondiale vive in regimi che possiamo definire pienamente democratici mentre la stragrande maggioranza della popolazione vive in forme deteriorate di democrazie (le regole formali restano integre, ma perdono efficacia ed autonomia) se non addirittura di autocrazie.

  Sfogliando certa stampa pare che stia cambiando la percezione e l'idea di democrazia che l'opinione pubblica ha nel mondo.

=. =. = Democrazia è un termine carico di storia  che ci arriva dall’Antica Grecia ed è un termine il cui contenuto è cambiato lungo il  tempo. Certamente le democrazie contemporanee non hanno nulla in comune con le  democrazie degli ateniesi, che frequentemente su molti media costituiscono il punto di riferimento, il prototipo a cui la nostra Costituzione si riferisce. 

=. =. = Democrazia come è intesa nella Costituzione italiana è un concetto che non si può ridurre al significato principale etimologico della parola, che significa il «potere esercitato dal popolo» ma è stata arricchita via via da molte istituzioni. Cosa dice la nostra Costituzione a proposito della democrazia?  dopo aver definito la Repubblica Italiana come una Repubblica democratica c'è  una precisazione: 

La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle  forme e nei limiti della Costituzione. 

E' importante notare che la scelta popolare nelle elezioni non è soltanto e direttamente quella di eleggere chi sarà al governo ma è anche di eleggere dei rappresentanti. Questo è stato esplicitato in modo molto chiaro dalla Corte costituzionale in due decisioni (nel 2014 e nel 2017), con cui essa afferma che la democrazia non è soltanto dare un governo il più stabile  possibile al Paese ma è anche eleggere i  rappresentanti che esprimano le voci di chi non è nella maggioranza di governo. 

Il verbo «appartenere»

Il titolare della  sovranità è il popolo ma le modalità, le forme con cui si esprime sono le più varie. La scelta fondamentale della nostra Costituzione è la scelta per la democrazia rappresentativa. Il popolo elegge i propri rappresentanti in Parlamento e il Parlamento poi costituirà un governo con l'intervento e la scelta del Presidente della Repubblica, che è legato al Parlamento da un rapporto di fiducia.




Il Novecento, per flash (2)

Conoscere il passato per non

ricadere negli stessi pericoli

Il secolo breve
(The Age of Extremes:
The Short Twentieth
Century, 1914-1991)
e’ un celebre saggio
storico scritto dallo
storico marxista
britannico Eric
Hobsbawn
 nel 
1994.



Quando inizia il xx secolo? Se ci si attiene rigorosamente al calendario la risposta è ovvia, ma diversi aspetti che caratterizzarono gli anni dal 1900 al 1914 possono essere considerati la continuazione delle tendenze del XIX secolo.

Nelle società industriali ancora in quell’alba di secolo relativamente poco numerose, i progressi tecnologici intensificarono la stratificazione sociale, mentre la maggioranza della popolazione del resto del mondo, non potendo accedere a tale sviluppo, era ancora occupata nell'agricoltura e nella manifattura tradizionale. 

Questa innovativa situazione determinò le diverse forme di un ordine mondiale imperialista e in particolar modo, in Africa e in Asia, quelle del colonialismo, anche se quest'ultimo si sviluppò all'interno di un contesto politico in cui continuavano a sussistere gli imperi multietnici austro-ungarico (retto dalla monarchia asburgica) e russo (retto dagli zar).

Questa situazione, caratterizzata da competizioni, crisi e alleanze, fu aggravata dallo scatenarsi delle rivalità coloniali.


Se si accetta tale assunto, la cesura con il XIX secolo si produsse con la Prima Guerra Mondiale; è allora infatti che iniziò veramente quello che Eric J. Hobsbawn chiamò il "secolo breve".


I primi anni del dopoguerra

Una volta stabilito che il secolo XIX si concluse con le ultime battaglie dell'assurda guerra del 1914-1918, e’ doveroso constatare che i problemi economici e sociali che si manifesteranno nel corso dell'intero xx secolo, così come i vari orientamenti politici, cominciano ad emergere disordinatamente a partire dal 1919, dopo la firma dei trattati di Versailles, di Saint-Germain, di Trianon, di Neuilly e di Sèvres. 

L'Europa, che per più di quattro anni aveva dilapidato le sue risorse, divorato le sue riserve e si era indebitata per pagare i proiettili del fuoco di sbarramento, perse definitivamente il dominio dell'economia mondiale che aveva esercitato per secoli. Da creditrice divenne debitrice, in particolar modo degli Stati Uniti, che si ritrovarono al primo posto dell'economia mondiale.


Thomas Woodrow Wilson, il presidente degli Stati Uniti, ovvero della nazione il cui intervento in guerra rappresentò il fattore decisivo per la soluzione del conflitto, tenendo conto che i trattati di pace assomigliano a una resa dei conti imposta dai vincitori, non si accontentò di uno statuto diplomatico simile ai numerosi accordi realizzati nei secoli precedenti, ma propose di unire le forze morali e spirituali dei diversi paesi per dare vita a un'organizzazione collettiva e permanente che mantenesse in maniera stabile la pace. L'ideologia wilsoniana e il suo misticismo democratico furono alla base della fondazione della Società delle Nazioni di cui, paradossalmente, gli Stati Uniti non saranno membri. Non molto tempo dopo, il francese Léon Bourgeois si convinse della necessità di affiancare all'Assemblea Generale della Società delle Nazioni una Commissione per la cooperazione intellettuale, con l'incarico di studiare soprattutto i problemi di coordinamento delle biblioteche scientifiche, dei diritti d'autore, della preservazione del patrimonio architettonico in Europa e in Asia, dell'organizzazione e del ruolo dei musei, del cinema didattico e dell'elenco delle maggiori opere musicali. Vi fecero parte dodici personalità dal prestigio internazionale, fra le quali Albert Einstein, Marie Curie, Henri Bergson, Gonzague de Reynold, Jules Destrées. In seguito si aggiungeranno, fra gli altri, Salvador de Madariaga, John Galsworthy, Félix Weingartner, Paul Valéry, Helen Vacaresco, Henri Focillon.


Presto però cominciarono a emergere quei conflitti che condurranno a una nuova catastrofe mondiale. Mentre l'alternanza del potere fra socialisti e conservatori avvenne in maniera democratica nei paesi in cui la tradizione parlamentare aveva resistito alla bufera, in altri dove la miseria si era aggiunta alle umiliazioni della sconfitta, o allo scontento per la vittoria, le masse popolari non appena vennero sollecitate da forze rivoluzionarie o nazionaliste furono pronte a seguire i capi carismatici di sinistra o di destra.


Nel 1917 in Russia la Rivoluzione determinò la fine del potere degli zar. Lenin, che utilizzava "un linguaggio di fuoco applicando una logica di scure", trasformò i soviet di deputati, operai, contadini e soldati, in semplici organi di diffusione del suo potere dittatoriale. Dopo una guerra civile che fece sprofondare il paese nel caos, quello che si è soliti chiamare il " comunismo di guerra" consolidò la rivoluzione attraverso un implacabile sistema repressivo. Inoltre l'ideologia comunista non solo si dichiarò internazionale, ma si definì anche integrale, includendo, oltre all'ordine politico anche quello sociale, religioso e morale.

Ciò che ne spiega il fascino è che l'idea comunista e quella democratica sembrano confondersi, perché hanno in comune la speranza in un mondo libero da ogni dominazione e da ogni sfruttamento. 


Quando però nel 1922 Stalin divenne segretario generale del Partito comunista, sfruttò le rivalità personali, eliminò i suoi avversari e costrui progressivamente il suo impero autocratico, dove il partito si sostituì all'eguaglianza, la delazione alla fraternità, la coercizione alla libertà.


(Segue)


venerdì 4 settembre 2026

Vivere in regime democratico

  Vivere, in età da pensionato, consultando i tanti libri acquistati negli anni giovanili e mai completamente letti -allora- fino in fondo, fino all’ultima pagina, fa scoprire ancora ai nostri giorni, in età  ormai -appunto- da pensionati, tante situazioni non sempre ben comprese o comunque non sufficientemente approfondite in precedenza.

= = = 

In regime repubblicano e democratico, 
l'indipendenza della magistratura
costituisce un principio cardine
dello Stato di diritto
. Nel sistema
costituzionale italiano 
la giustizia è
amministrata in nome del popolo
,
rendendo l'ordine giudiziario un
potere autonomo e privo di
subordinazione gerarchica
rispetto alle forze politiche.
L'Articolo 101 afferma che i
giudici sono soggetti 
soltanto
 
alla legge. Questo significa che
nessun organo politico può
imporre a un magistrato come
interpretare una norma o come
giudicare un caso.

L'Articolo 106 e l'Articolo 107 
garantiscono che i magistrati non
possono essere dispensati,
sospesi dal servizio né destinati
ad altre sedi o funzioni se non in
seguito a decisione del Consiglio
Superiore della Magistratura (CSM).


L’Indipendenza non è un privilegio
di casta, bensì una 
garanzia a
tutela del cittadino
. Essa assicura
l'eguaglianza di tutti di fronte alla
legge. Un giudice non indipendente
non potrebbe giudicare con
imparzialità i reati commessi da
esponenti del potere politico o
economico, compromettendo la
fiducia dei cittadini nelle istituzioni.








L’indipendenza della magistratura

dal periodo liberale post-unitario al fascismo

 L'Associazione nazionale magistrati venne fondata a Milano nel 1909 (dopo un precedente costituito dal cosiddetto Proclama di Trani del 1904), allo scopo, «escluso ogni carattere e fine politico», di 

«a) rinsaldare i vincoli di colleganza fra i soci;

 b) favorire l'incremento degli studi giuridici con uno speciale riguardo all'Ordinamento giudiziario; 

c) cooperare per le guarentigie della magistratura e la tutela degli interessi morali ed economici dei suoi membri». 

L'Associazione venne sciolta nel 1925 come conseguenza del disegno di legge sui sindacati che sarebbe poi divenuto legge 3 agosto 1926, n. 563, che all'art. I1 vietava le associazioni tra magistrati, e venne subito ricostituita, dopo un breve periodo di Comitato provvisorio, con un'Assemblea costitutiva il 21 ottobre 1945.

La vita associativa - e’ garantita anche ai magistrati dall'art. 18 della Costituzione - e la dinamica delle differenziazioni interne, vista in chiave di politicizzazione, ha dato spunto ad una proposta di legge degli onn. Romeo e Manco (gruppo Msi) per il divieto ai magistrati di appartenere a partiti politici e ad associazioni di categoria (proposta di legge n. 2234 presentata il 22 gennaio 1970).

(Segue)




L’Italia dei record

Il governo supera oggi quota 1412
giorni a Palazzo Chigi,
posizionandosi tra gli esecutivi
più longevi della Repubblica.




==Giorgia Meloni raggiunge oggi,  4 settembre, con 1412 giorni di permanenza a Palazzo Chigi, il record di governo di più  lunga durata. 

==Pure Elly Schlein ha conseguito il suo record di durata tra i segretari del Pd (di solito poco più che un lavoro stagionale), ha infatti superato i 1261 giorni detenuti da Bersani. 

==Giuseppe Conte, che non è *figura che ami restare indietro in qualsiasi classifica, ha fatto subito sapere ai media di avere agli inizi di agosto superato il record di durata dei cinque anni di permanenza alla guida del Movimento Cinquestelle (1844 giorni). 

*   *   *

Sappiamo tutti che in politica la durata non dice tutto. Certo! Chi guida un governo ha la sensazione di stare seduto su una bicicletta, se non pedala cade.


giovedì 3 settembre 2026

La strage di via Carini

Il generale Carlo Alberto dalla
Chiesa
 (Saluzzo, 27 settembre
1920 – Palermo, 3 settembre 1982)
 
è stato uno dei più importanti 
generali, prefetti e servitori dello
Stato italiano
, simbolo indiscusso
della lotta contro il terrorismo e la 
mafia
. La sua determinazione e le
sue innovazioni investigative hanno
segnato la storia contemporanea
d'Italia, pagate tragicamente con
la vita nella 
strage di via Carini.





Era il 3 settembre del 1982 quando con il massacro del prefetto-generale Carlo Alberto dalla Chiesa, della giovane moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo scrisse qualche giornale  rischiò di morire «la speranza dei palermitani onesti» e si capì che occorreva richiamare il Paese alla «resistenza» e a una «difesa della democrazia mortalmente minacciata». 

Pertini parlo’ di «una sfida non più tollerabile». Gli editoriali di più giornali proposero di mettere mano alla legislazione antimafia, di trovare armi efficaci contro un mostro spesso annidato nei gangli (infedeli) dello Stato, perfino di «fare uso dell’articolo 102 della Costituzione che consente la creazione di sezioni specializzate della magistratura». E sarà proprio questa visione che anticiperà di dieci anni ciò che Giovanni Falcone avrebbe realizzato con l’istituzione della Superprocura e delle direzioni distrettuali antimafia. Dalla Chiesa parlando a Palermo auspicava proprio quegli interventi. Era  arrivato a Palermo cento giorni prima per intercettare il nodo mafia-politica «senza riguardi per nessuno», come il generale aveva ripetuto anche a Giulio Andreotti con riferimento agli uomini della sua corrente, definita «la famiglia politica più inquinata». 

Furono cento giorni segnati da ostilità e promesse mancate. A cominciare da quelle sui poteri di coordinamento della lotta alla mafia, mai concessi. Quel 3 settembre resta una data spartiacque nella storia della mafia e dell’antimafia. Quella sera la questione mafiosa diventò una questione nazionale e i Palazzi romani dovettero fare passi fino ad allora bloccati, come l’inserimento nel Codice penale del reato di «associazione mafiosa» (il 416 bis), la rapida approvazione della legge Rognoni-La Torre per i patrimoni dei boss e l’istituzione di un Alto commissariato contro la mafia.