| Nel saggio filosofico La mente inquieta. Saggio sull'Umanesimo di Massimo Cacciari (pubblicato da Einaudi nel 2019), l'uomo viene definito come un essere intrinsecamente tragico, instabile e in perenne movimento spirituale e intellettuale. A differenza della visione tradizionale e scolastica che dipinge l'Umanesimo come un'epoca di armonia, equilibrio e riscoperta serena dei classici, Cacciari dimostra che per i grandi pensatori di quel periodo l'essere umano è caratterizzato da una radicale inquietudine. |
Nel libro, Garin analizza l'evoluzione dell'idea di "Rinascita" (renovatio), dimostrando come non sia stato un concetto statico, ma un vero e proprio programma culturale e ideale mutato profondamente lungo i secoli.
In Letteratura, in politica, nella vita di comunità e persino familiare si usa spesso la parola “Rinascita”. In tanti ci proponiamo, sicuramente con significati differenti, di rinascere, di impostare diversamente quanto finora perseguito. Il significato, più generale, è quello di un ritorno intenzionale al passato e addirittura ai classici per operare un profondo rinnovamento culturale, spirituale e civile, a cui dovrebbe occuparsi la Politica, la Cultura.
Nel libro di Garin viene tracciata una linea di continuità e trasformazione che collega le "rinascite" dell'umanesimo quattrocentesco con le "rivoluzioni" scientifiche e filosofiche del Seicento, del Settecento e poi ancora. In realtà le vicende del mondo, comprese quelle che imbattano con persone che ci sono vicine, vanno inquadrate in progetti culturali antichi che pure essi progressivamente hanno scardinato il principio di autorità medievale, aprendo la strada al pensiero moderno e alla scienza galileiana compresa.
Pensandoci bene nella vicenda umana, le grandi "rinascite" e "rivoluzioni" che hanno stravolto e rifondato il modo di vivere, pensare e organizzarsi dell'umanità non sono eventi continui, ma grandi salti evolutivi capitati circa una decina di volte in modo radicale.
Gli storici e i sociologi tendono a dividere queste macro-svolte in due categorie: le rivoluzioni strutturali (come viviamo e produciamo) e le rinascite culturali (come pensiamo e vediamo il mondo).
Una mappa delle principali rinascite e rivoluzioni della storia umana, raggruppate per tipologia potrebbe essere quella che segue, ma altre sono possibili:
(Come è cambiata la società)
- Rivoluzione Neolitica (circa 10.000 a.C.): Il passaggio cruciale da cacciatori-raccoglitori a storici agricoltori e allevatori. Nascono i primi villaggi, la proprietà privata e la scrittura.
- Rivoluzione Urbana (circa 4.000 - 3.000 a.C.): I villaggi diventano le prime città-stato (in Mesopotamia e Egitto). Nascono le classi sociali, le leggi e le prime forme di Stato.
- Prima Rivoluzione Industriale (fine XVIII secolo): L'introduzione della macchina a vapore e del carbone. Il lavoro si sposta dai campi alle fabbriche, ridefinendo l'economia mondiale.
- Seconda Rivoluzione Industriale (fine XIX secolo): L'avvento dell'elettricità, del petrolio e della chimica. Nasce la produzione di massa.
- Terza Rivoluzione Industriale (metà XX secolo): L'era dell'informatica, dell'elettronica e dei primi computer, che automatizza la produzione.
- Quarta Rivoluzione Industriale (oggi): La transizione digitale caratterizzata da intelligenza artificiale, internet delle cose (IoT) e biotecnologie.
(Come è cambiato il pensiero)
- Età Assiale (800 - 200 a.C.): Un termine coniato dal filosofo Karl Jaspers per descrivere un periodo in cui, contemporaneamente in India, Cina, Persia, Palestina e Grecia, nascono i grandi sistemi filosofici e religiosi dell'umanità (Buddismo, Confucianesimo, Filosofia greca, Monoteismo ebraico).
- Il Rinascimento XII secolo: Meno famoso di quello successivo, ma fondamentale per la riscoperta dei testi scientifici e filosofici greci e arabi, che portò alla nascita delle università.
- Il Rinascimento Europeo (XIV - XVI secolo): La rinascita per eccellenza. L'uomo torna al centro del mondo (Umanesimo), si riscopre l'arte classica e nasce la mentalità critica moderna.
- Rivoluzione Scientifica (XVII secolo): Galileo, Copernico e Newton cambiano il metodo di indagine. La scienza si separa dalla teologia e si basa sull'osservazione e sulla matematica.
- L'Illuminismo (XVIII secolo): La "rivoluzione del pensiero" che mette la ragione contro il dogmatismo, gettando le basi culturali per la Rivoluzione Francese e i diritti umani moderni.
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